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Volgare

Questa la volgarità che dovrebbe farci perdere le staffe non lo sciocco isterismo per l’aver intravisto
uno sfintere, peritoneo, clitoride che ci fa stringere le braccia al corpo, sussultando adolescenziali,
portandoci le mani ai labbri, tanto da nascondere le risa od il pianto, tanto da non ricordare più
(nella confusione della secrezione) quali.
Italiani ci facciamo richiamare ad un comune senso del pudore declamata da alcuni la cui guida
seminuda, sporgeva; per tre giorni, esposta assieme ad altri due bei ragazzi, in su di una collina.
La croce, le croci, tre; ma cosa stava davvero accadendo? Qual’era il significato profondo?
“Era sufficiente inclinare un poco il capo” andava spiegandomi un anziano testimone oculare che
ancora lo ricordava “e si leggeva chiaramente xXx… lei può ben capire… provi a digitarlo sul suo
browser… io l’ho fatto”
Ma è davvero giusto farci consigliare dagli uomini di Dio? Possiamo davvero prescindere da quella
piacevol brezza che lor viaggia su per le vesti avvolgendogli ed inturgidendogli lo scroto in fresca
gianna? Saprebbero prescindervi quest’ultimi? Quale dialogo, se alcuno, potrà mai instaurarsi con
uomini che vivono condizioni clima-gonadiche chiaramente preferibili? Eppure predica! Predica,
l’uomo dalle rifresche pudenda; denuncia, s’agita ed indica reprimando l’incolpevole nerchia, le
non-informate poppe, il chiappo parcheggiato placido in cima agli spaghetti degl’affari suoi.

a.ritroso