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Liberati dai liberali?

Il faccione di Mieli lo andava dicendo da mesi: Berlusconi non pi. Ci annoia senza sbilanciarsi troppo, ma questo giornalista, va riconosciuto, il post-berlusconismo se lo sta preparando da tempo. Come la Repubblica, la Lega quando allude, Fini e Casini, il PD d'Alemiano gi non pi suicida come ai tempi di Veltroni e Rutelli, Floris, la RAI, Mentana e compagnia sempiterna. Lo scettro del neo-liberismo deve passare di mano ed i pretendenti al trono non si faranno trovare impreparati. Esponenti di ogni colore si guardano intorno per cercare partner moderati ovvero sprezzanti della democrazia, neo-labouristi alla Tony Blair. Persino Ferrara e Boffo paiono pronti a reinventarsi. In questo tripudio multicolore stona per quell'arancione di cui alle amministrative. Meno male che Berlusconi getti la ciambella al PD, quando non alla Lega ed ai centristi definendo il voto un suffragio con argomento la sua persona. Va oltre, confidando ad Obama che un perseguitato e che in Italia vige una dittatura giudiziaria; si mette in luce ridicolo ed inadeguato; s'immola (forse inconsapevole) per salvare tutto il resto. Innanzi tutto il piano di rinascita democratica che si discute in quella P2 ricostituita che il parlamento italiano, esclusivo circolo vizioso dove si decidono le catene di qualche sparuto e recalcitrante milione di diseredati e disoccupati. Ma nelle piazze no, a Milano ed a Cagliari si va a sinistra, quanto pi a sinistra sembra possibile oggi andare ovvero semi-moderatismo all'aroma di socialdemocrazia. gi molto. A Napoli addirittura si elegge De Magistris un autentico outsider, un cane sciolto capace persino di tradurre in germogli le promesse elettorali. Persone infami, questi elettori che lascian soli i propri aguzzini parlamentari; cosa faranno ora i vari Colanninno, Casini, Castelli, Letta, Rutelli? S'allumano ammiccanti, sopracciglia s'alzano balenando all'unisono, volano bacetti a l'aire sparsi in cerca di complici membri e gi il PD ed i centristi limonano un po' appassionati un po' disperati. Cercano di rimanere composti ma soprattutto devono mantenersi moderati; in realt son tutti l vicini e conformati nel gran movimento pan-europeo e trans-atlantico che tecnicamente si direbbe neo-liberismo ma che in gergo politico-giornalistico veste i lemmi di moderazione, centrosinistra e vista la crisi... Questa l'estrema destra, l'elitismo estremo che ha fatto della vecchia destra un sol boccone cagando poveri escrementi ancor conservatori come il povero Tabacci, il misero Ron Paul ed anacronistiche feci xenofobe un po' leghiste, un po' fasciste. Mentre affonda, Berlusconi suona ancora legato a quella pianola da crociera che mai in spirito ha davvero abbandonato. Intanto la sua orchestra cerca disperatamente di salvarsi, di riciclarsi in qualche modo. E se Alfano un delfino morto e Cicchitto dovr andare in letargo in qualche poltrona non inquadrata; altri si dovranno salvare perch hanno fatto troppo bene il proprio lavoro. Formigoni Forever l'inelleggibile cementificatore, il vicer della Lombardia che non vuole abdicare, Tremonti l'affamatore, l'avaro commercialista degli strozzini, Castelli lo sfascia procure perch ad una certa di Berlusconi chissenefrega ma situazioni come quella di Abu Omar e delle condanne ai dirigenti della Thyssen-Korp non devono ripetersi. Graduali golpe privatizzanti in cerca di autore... La riforma della giustizia si far, in un modo o nell'altro con un accordo bi-partisan del monopartito moderato. Una giustizia davvero indipendente intollerabile per una moderna democrazia occidentale. Tutto quello che deve essere costruito sar costruito dal TAV agli inceneritori, alle centrali nucleari. Il referendum nella stagione degli ombrelloni, tra la Domenica ed il Luned mattina quindi bisogna rinunciare al meritato riposo per avere quella democrazia che dovrebbe regalarci pi meritato riposo; intanto i moderati non ne parlano. L'obiettivo non raggiungere il quorum ovvero il contrario della democrazia come il nucleare il contrario della tecnologia. Floris loro

complice quando vi dedica gli ultimi cinque minuti di una trasmissione noiosissima della serie: me ne fotto! Le lobby non vogliono i referendum, vogliono le riforme quelle che adesso il PDL tenter di fare, nel disperato tentativo di salvarsi agli occhi di quelle poche persone che contano davvero. Si privatizzato (leggasi svenduto) e de-regolamentato (leggasi ri-regolamentato) troppo poco data la grande crisi economica che si era artefatta a questo scopo. La magistratura si addirittura rafforzata, trovandosi di fronte un verecondo farabutto autore di malefatte plateali quanto, in fin dei conti veniali. Non doveva andare cos, non era questo il disegno che partiva da Sigonella, raggiungeva il suo apice con tangentopoli (i politici devono mendicare non rubare; e chi ruba ed espropria lo deve fare a norma di legge). L'Italia doveva essere una portaerei, un asset strategico, un obbediente alleato, una democrazia di facciata dove i politici non rubano ma fanno le leggi per garantire chi lo deve fare; nella fattispecie gli attori sulla scena del libero mercato. Quando non basta rubare, si tortura e si manda a morte ed allora la tutela di Abu Omar e la condanna penale ai carnefici della Thyssen-Korp sono ostacoli da superare, o meglio, da riformare. Gli interessi privati devono essere a responsabilit limitata ed il diritto, anche quello al lavoro, labile ed ondivago a seconda del momento strategico. Questa la visione multinazionale, occidentale ed atlantica cui gli italiani non si rassegnano. L'Italia votando con i giudici indipendenti ed, ancora una volta, quasi a sinistra mostra di non volerlo capire. Si attacca al sogno americano di Roosevelt e della costituzione che la definisce uno stato di diritto, una cosa pubblica fondata sul lavoro. Nel frattanto, facendo orecchie da badante, i moderati promettono e preparano riforme, il PDL come il PD, come la Lega, come i centristi, come i futuristi. Si accavallano, scalpitano e fremono per ingraziarsi i loro mandanti, l'Administration, l'IMF, la World Bank. Gli Italiani stridono, come alle amministrative, l'arancione.