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I partiti applaudono Napolitano ed egli si emoziona. Si sente necessario; i partiti confermano, lo interrompono, ora seduti, ora all'impiedi.

Soprattutto lor piace la parte in cui il proprio campione rifiuta l'avventurosa e deviante contrapposizione tra piazza e parlamento, tra rete e partiti[...] Entusiasmo di tutti a parte il M5S, che con gli italiani mentre osservano inorriditi questa grottesca cerimonia onanisticamente autoreferenziale. I partiti hanno bisogno di Napolitano perch lui, come loro, disprezza la democrazia; la odia, cos come odia gli spazi democratici quali la rete e la piazza. Li odiano perch si contrappongono all'assurdo e suicida auto-propagarsi dello status quo, portato avanti nonostante tutto ma soprattutto nonostante tutti gli altri, da uno squallido gruppetto di inciuciatori autogerminanti, prostri a fare il tifo per il massimo garante delle lor schifezze, nemico della gente e peggior presidente di sempre: Giorgio Napolitano. 87 anni e sentirli tutti, fuori dal mondo, come il suo compenso, come le stanze e gli addobbi che bazzica, come il rispetto sancito per legge che ci impedirebbe di insultare colui che ha accettato tutto ma proprio tutto quello che gli hanno proposto i suoi protetti, uno che la costituzione (se la conosce) la stipa arrotolata, raggiungibile dalla seduta del water. Fa bene a non applaudire il M5S, dopo sette anni ti accorgi che dietro l'apparente rincoglionimento, la retorica ecumenica ed i proposti aulici si cela una mummia vidimatrice, lo stampo di cera e l'alone di sacralit che ha sempre difeso, coperto e legittimato la casta. Loro ci rubano la speranza e Napolitano fa il palo.