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Il re è senza costume

Sua Emittenza ancora una volta ce l'ha fatta. Questione di strategia elettorale, quella cura dell'immagine
che gli permette di apparire sempre vincente. Gli Italiani, ignoranti in economia (quella vera dell'eco e
dei nomos tangibili, con gusto ed emananti; non certo gli echi speculativi degli innumerevoli furbini
d'ogni rione) s'immaginavano compartecipati, votando, del successo con cui il Silvio suole avvilupparsi
in catodico tubo.
Solo ora, alcuni si svegliano, accorgendosi che il tutto non era secondo apparenza ma le cose stavano
invece come logica dettava. Lineare è infatti il ragionamento secondo il quale un imputato per
corruzione di testimoni (caso Mills) preferisca rifuggere gli otto anni che l'accusa volentieri
conferirebbe lui. Altrettanto logico che un politico, non nuovo ai personali successi delle leggi ad
Berlusconam, possa ripetersi con la leggerezza d'un'anziana signora al bingo. Ambo! (incipit perfettto
per un paese che capi-tombola). Pacifico aspettarsi che le derive xenofobe e neo-fasciste della
campagna elettorale trovassero poi riscontro legislativo. Ovvio, specie con la presente legge elettorale,
che le natiche prensili di inquisiti e condannati rimanessero ben piantate sulle verdi sedute di questo
nostro parlamento.
Sfortunatamente, in Aprile, il suddetto raziocinio nonché la democrazia erano in ferie. La prima è poi
rinvenuta accorgendosi però che l'amica-compagna aveva in progetto una più duratura assenza.
In realtà i primi a partire erano stati i fatti, cacciati a male (e mal'eseguite) parole dal delirio
espansionistico di dichiarazioni, sensazioni (ed ismi), opinioni e panegirici
quattordicesim'elemosinanti.
Occupati i fogli e gli schermi, i panegirici si son lanciati sotto le pantofole (certo splendide) del
Basileus Massimo, per gli amici, Silvio. Le sensazioni son corse ad annusarlo, palparlo e, sospirando
ecciti, ne hanno raccontato l'eleganza, le belle maniere, l'ironia, le larghe vedute, l'eu de toilette da
statista ma soprattutto l'odore del successo, il quale, in per le turgide membra, lo pervadeva tutto. Gli
ismi, sempre diligenti, obbedirono combattivi precipitandosi in strada alla ricerca di misfatti interraziali
monodirezionati. E che orrori, al cospetto dei loro candidi bulbi! Quanti crimini a rovinare la grande
kermesse delle campagne elettorali. Cose dell'altro mondo; un criminale in ogni piazza.
E gli stupri, Basileus mio! Quanti stupri! Soprattutto in casa ma non lì; lì non servivano e poi si sa, i
Fascisti preferiscono educare all'aperto.
Sempre senza esagerare, anche da parte del Grande Editore; spazio alle opinioni.
C'era, ad esempio, l'opinione che Mediaman era un martire del garantismo liberale, unico e valente
argine contro l'imminente rivoluzione bolscevico-togata ma anche quella del multiprescritto,
plurinquisito che ha l'abitudine di prendere in personalissimo usufrutto l'italico legislativo, al fine di
rimanere al di qua del gabbio.
Alla seconda opinione l'opposizione, appositamente non-opposta, si opponeva. Da sottolineare la loro
collocazione a sinistra del Cavaliere (dopo la spalla, anticipando la mano) ma anche il loro fair play
all'insegna del dialogo bipartisan perchè in Italia la democrazia non deve per forza essere uno ma
anche, al limite, due.
Ogni tanto i punti di vista litigavano tra di loro ma questo è normale, sono opinioni; ad ognuno la sua.
In ogni caso sarebbe discesa salvifica per gli splendidi labbri del Basileus (carne che si fa verbo) la
Dichiarazione.
E qui, attenzione...scatta la verifica dell'elettore!
Con il Verbo che ancora gli rimbalza per le pareti del cranio....Opinioni?....molte, comunque sono
opinioni, vatti a fidare; tutti ne hanno diritto, persino i comunisti che mangiano i bambini in salsa di
soia.....Sensazionalismi?...eh sì, povera ragazza....Sensazioni?....è cambiato, lo sento; si è anche
laureato in statismo, alla Sarbonne.... Panegirici?....ma tu guarda quanta gente gli vuole bene.
Dunque...in cabina!
Il nostro responsabile elettore va però a quella sbagliata, quella con le schede, gli addetti e non vi trova
la democrazia. Quella è in spiaggia che si cambia il costume.
Ricapitolando: i fatti al confino, l'informazione che non arriva, parole in allegria, l'immagine che
imperversa. Qualcuno ha acceso la tv?

a.ritroso