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APPUNTI PER UN CORSO SULLO SCIAMANESIMO

Premessa
Le pagine che seguono non sono da considerarsi un testo compiuto e definito.
Non sono nemmeno un saggio, neppure in forma embrionale. Si tratta
delladattamento di uno strumento didattico utilizzato per le lezioni (slides di
power point), e ne mantengono i limiti: il testo si presenta sotto forma di appunti
e notazioni utili al docente per strutturare la lezione. In appendice, ho inserito la
riproduzione di un mio articolo, pubblicato sulla rivista Fenix, dedicato ai
cosiddetti sciamani greci.
Spero comunque che, anche in questa veste preliminare e abbozzata, tale rapida
panoramica riassuntiva possa costituire un piccolo compagno di viaggio, a
suggello del corso appena ultimato.

Milano, maggio 2015.


Alessandro Coscia

Chi lo sciamano?
Lo sciamano (dallinglese shaman, adattamento del termine tunguso aman)
un operatore rituale che generalmente agisce in stato di transe []. Attraverso
una progressiva attenuazione dello stato di veglia, lo sciamano perde il controllo
del s, consentendo alla propria anima di staccarsi dal corpo e intraprendere un
viaggio verso quella entit extraumana che gli possa rivelare le ragioni e i rimedi
di una crisi, di un malessere o di una minaccia che incombono sulla comunit.
(Gilberto Mazzoleni)
Lo sciamano raggiunge lo stato di transe attraverso tecniche ben precise
Attenuazione dello stato di veglia che permette all'operatore rituale di perdere la
presenza. (Ernesto de Martino)
In questo modo, la sua anima pu staccarsi dal corpo e intraprendere un viaggio
verso quella entit extraumana che possa rivelargli le ragioni e i rimedi di una
crisi, di un malessere o di una minaccia che incombono sulla comunit.

Lo sciamanesimo dunque si fonda su una tecnica di attingimento dello stato di


transe che consente all'operatore di mediare tra umano e extraumano. Lo
sciamano non va confuso col mago o col medicine man. Ha capacit di guaritore,
sa utilizzare i mezzi della natura, ma in pi anche psicopompo (Eliade), mistico
e, in alcune civilt, poeta.
Lo sciamano non posseduto da uno spirito o da entit (ma sul concetto di
possessione , i contorni concettuali sono sfumati).
Bisogna distinguere tra sciamanesimo e il complesso di fenomeni estatici che
presuppongono la discesa di uno spirito in uno o pi adepti (culti di possessione
africani o afro-americani).
Le prime testimonianze occidentali sulle pratiche sciamaniche sono in una
cronaca norvegese anonima della fine del XII secolo, la Historia Norvegiae, che
descrive le usanze degli abitanti della Scandinavia settentrionale
La superstizione grande tra i Finni (). Alcuni Finni operano come profeti delle
masse ignoranti. A grande distanza possono chiamare a s le cose che vogliono
avere, con una forza che nessuno sa spiegare; e anche se sono lontani, possono
stranamente raccontare alla gente di tesori nascosti (...)
Marco Polo ne Il Milione descrive una seduta sciamanica, alla fine del 1200
In tutte queste provincie (Birmania e Cina centrale) non vi sono medici,e quando
qualcuno si ammala mandano a chiamare i loro magi e incantatori di diavoli. E
quando costoro giungono, l'infermo descrive i suoi disturbi: allora i guaritori,
suonando i loro strumenti, cantano e ballano, sinch uno dei magi cade in terra
tramortito e con la schiuma alla bocca: il diavolo ha trovato ricovero nel suo
corpo. Il mago resta a lungo come morto e intanto gli altri guaritori lo interrogano
sullo tipo di infermit e sulle cause (...)
Molte testimonianze etnografiche, antropologiche e linguistiche sono attestate nel
primo ventennio del XX secolo: autori mitteleuropei, scandinavi e slavi, iniziano a
schedare scientificamente i costumi e i rituali dei popoli siberiani.
Sir John Lubbock, antropologo vittoriano, nel 1870 inizia a usare in senso
generalizzante il termine sciamanismo: per Lubbock si trattava di uno stato
primordiale della religione
Tra il 1897 e il 1902 Franz Boas intraprese una spedizione su incarico
dell'American Museum of Natural History. Era composta da etnografi americani e
russi e aveva il compito primario di esplorare i legami tra le culture indigene della

Siberia nord orientale e quelle della costa nord-occidentale del continente


americano.
La visione sciamanica pu essere mediata dalla relazione privilegiata dello
sciamano con spiriti che spesso assumono forme animali.
Sciamanesimo: Credenze e pratiche rituali riscontrabili in vari contesti
etnografici, incentrate sulla figura dello sciamano. Il termine sciamano, attestato
per la prima volta nel 1698 in russo, deriva dal tunguso aman (turco kam, mong.
bg); spesso viene utilizzato in maniera impropria come sinonimo di stregone,
mago, guaritore. In effetti lo sciamano ha attribuzioni e facolt che lo distinguono
dalle altre figure magiche, con le quali, peraltro, convive allinterno delle stesse
comunit: in primo luogo psicopomp.o, signoreggia il fuoco e pu compiere il
volo magico; ma, soprattutto, lo caratterizza la tecnica per mezzo della quale egli
realizza le sue azioni, ovvero ci che viene sintetizzato da M. Eliade nella formula
sciamanismo=tecnica dellestasi.
Lo sciamano ha una relazione privilegiata con una o pi entit che lo ispirano, lo
orientano e lo proteggono.
Sono queste entit che scelgono il loro adepto, e non viceversa. La scelta si
manifesta, in genere, attraverso una crisi. La crisi induce nel soggetto
comportamenti anormali: estraniazione, isolamento, apatia, afasia.
La crisi iniziatica prepara il neoadepto allaccettazione di una consonanza con il
non umano. Lo schema iniziatico prevede anche:
-

trasmissione ereditaria della funzione sciamanica

apprendistato presso uno sciamano pi anziano.

Liniziazione dischiude al neosciamano la facolt di entrare in diretto contatto con


il mondo altro.
Grazie ai viaggi extramondani della sua anima lo sciamano pu agire a favore
dellintera comunit o di singoli membri di essa
Attraverso linterpretazione di indizi o di segni di varia natura, pu prevedere
landamento dellintera stagione, localizzare la selvaggina e le mandrie disperse,
neutralizzare la negativit di eventi pi o meno prossimi.
In quanto buon conoscitore del patrimonio mitico-rituale tradizionale, lo sciamano
officia nei riti sacrificali e partecipa alle cerimonie di interesse collettivo.

Lo sciamanesimo in Oriente

La Corea del Sud


La durata e la struttura del rito sciamanico nella Corea del Sud variano a seconda
delle regioni e della finalit della seduta
Nelle occasioni pi importanti il rito pu articolarsi in dodici sequenze in s
autonome.
Ogni sequenza comprende:
-

esecuzione di un canto di invito indirizzato allentit che si vuole evocare


(con accompagnamento del tamburo rituale)

una danza di benvenuto alla divinit evocata

la discesa dellentit, seguita da vari tipi di divinazione

lesecuzione di una serie di canti di congedo

A differenza del volo sciamanico dellanima, in questo caso si verifica una discesa
dellentit: in genere lentit scende nel corpo della donna-sciamano.
DIFFERENZA tra la discesa dellentit nel corpo della sciamana coreana e
lincorporazione di tipo estatico di matrice africana (o afro-americana):
-

loperatrice rituale in Corea parte attiva ed esclusiva

solo lei pu offrirsi come ricettacolo dellentit extraumana

non si pone come partner privilegiata di una sola entit bens a seconda del
caso evoca tutte (o le principali) entit del suo specifico orizzonte culturale

interviene per le stesse emergenze che, nelle altre aree, competono allo
sciamano.

Quando interviene la donna-sciamano in Corea?


-

per la guarigione di un malato

per iniziare altre donne-sciamano

per apportare fortuna e prosperit alla comunit

per accompagnare a giusta destinazione le anime dei morti.

MA:

- se la donna-sciamano in Corea interviene anche per accompagnare a giusta


destinazione le anime dei morti, forse allora nei riti coreani c anche distacco
dellanima dello sciamano dal corpo;
- laffermazione di Antonetta Bruno (cfr. Introduzione allo sciamanesimo in
Corea, in Studi e materiali di storia delle religioni, 63, n.s., XXI, , 1997) va
dunque sfumata: la studiosa parla di una generica discesa dellanima.

Lo sciamanesimo in Nord-America
Gli Eschimesi (o Inuit) della comunit Netsilik del Canada artico
La seduta terapeutica dello sciamano (angakok) ha una rilevante intensit
drammatica.
La causa della malattia in genere imputabile alla violazione di
uninterdizione: gli spiriti, offesi per linfrazione commessa, attaccano la vittima
incorporandosi in lei. Lo sciamano, con laiuto di uno o pi spiriti tutelari, deve
poter espellere gli ospiti dannosi. La seduta si svolge normalmente di notte. Lo
sciamano, accovacciato nella parte pi interna dellabitazione del malato, batte
il tamburo finch non raggiunge la transe, evocando gli spiriti tutelari. Si
verifica una vera e propria lotta tra gli spiriti invasori e quelli tutelari, fino a
quando gli spiriti tutelari non catturano gli spiriti invasori malvagi e non li
portano al cospetto dello sciamano. Se il paziente muore, vuol dire che gli
spiriti nemici erano troppi.
Il fallimento dello sciamano
Le sedute sciamaniche possono avere un contenuto altamente drammatico.
L'etnologo Italo Signorini racconta una seduta degli indios Huave del Messico
meridionale, nel 1976. Al termine di un pericoloso viaggio dell'anima, lo
sciamano morto per collasso cardiaco mentre il malato, avendo potuto
recuperare la propria anima, si ristabilito completamente.
IMPORTANTE: sciamano
conduttore di anime.

psicopompo

(cfr.

definizione

di

Eliade),

cio

Vittorio Lanternari: Lo sciamanismo rappresenta una razionalizzazione dei lati


oscuri e incontrollabili soggiacenti ai rapporti fra bene e male, fra salute e
malattia; ma in fondo lascia spazio ad una persistente e indomabile ambiguit
della condizione umana.

Lo sciamanesimo in Asia centrale


Il Nepal

- Lo sciamano (Jhankri) assolve alle stesse funzioni di quello siberiano e diviene


operatore magico dopo che viene prescelto e posseduto da uno spirito
- Il candidato prescelto non puo sottrarsi (pena la vita stessa) all'obbligo di
seguire la chiamata dello spirito
- il suo maestro (guru) sar una sciamana anziana e gli insegner:
-i canti
- le danze
- la tecnica di fabbricazione del tamburo
ovvero, tutte le PRATICHE E GLI STRUMENTI RITUALI.
Una delle prerogative dello sciamano nepalese quella di padroneggiare il
fuoco.
- lo sciamano pu trasmettere questa prerogativa al paziente che assiste alla
seduta
- lo sciamano pu maneggiare un ferro rovente senza riportare ustioni
- lo jhankri riconosciuto pubblicamente capace di contrastare e debellare gli
spiriti perversi e ogni forma malefica che abbia attaccato una malattia al
postulante
- ATTENZIONE: rimane sempre la possibilit che egli possa soccombere nella
battaglia contro le potenze malvagie.
IN SINTESI:
- lo sciamanesimo, per quanto complesso e variegato, presenta
un'intrinseca omogeneit funzionale
-questo fatto ci consente di distinguerlo da altri strumenti di
operativit mitico-rituale quali le incorporazioni proprie dei rituali
africani o il gioco d'azzardo rituale a scopo divinatorio in uso presso
gli indiani del Nord-America.

Lo sciamanesimo nelle societ moderne

Le cosiddette
sciamanica.

societ

complesse

hanno

osteggiato

lungo

la

prassi

Cosa resta oggi dello sciamanesimo nelle aree in cui era uno strumento
primario di lettura e di rielaborazione del reale?
Notiamo la la giustapposizione tra due distinte logiche:
-

quella mitico-rituale

quella giuridico-scientista

Quali modifiche operative e rifunzionalizzazioni forzate hanno imposto alla


pratica dello sciamanesimo?
- In Lapponia, ad esempio, giovani sedicenti sciamani vanno documentandosi
attraverso lo studio di saggi etnografici di autori scandinavi su quello che erano
le pratiche sciamaniche;
- fanno opera autopromozionale professionale attraverso i mass media
(destando scandalo presso gli anziani sciamani)
- In Cina, dove erano sempre state osteggiate come pratiche irrazionali, le
consuetudini sciamaniche stanno conoscendo un revival in quanto pratiche
cultuali autoctone e in quanto causa di incremento turistico
- Situazione analoga nella Corea del Sud, dove il recupero della cultura
autoctona ha indotto a recuperare tratti originali e spettacolari delle pratiche
sciamaniche.
MA:
- la politica in Corea del Sud ha portato a manipolare quella che era
considerata una cultura tradizionale e ad incoraggiare l'esecuzione
decontestualizzata dei riti sciamanici, addirittura all'interno dei teatri;
- si tratta di una espropriazione di ordine mitico-rituale: i riti vengono
decontestualizzati e rivisti ai fini di una loro rappresentativit teatrale.
In America Latina la situazione si presenta in maniera molto variegata:
- Presso i Mataco del Chaco argentino negli ultimi anni si fatta sentire la
predicazione, apocalitticamente ispirata, di missionari evangelici provenienti
dal Nord America
- Reazione: alcuni villaggi hanno radicalizzato la figura dei loro sciamani e la
pratica del volo estatico

- In altri villaggi, invece, proprio le prerogative terapuetico-divinatorie dello


sciamano sono state apparentemente recuperate al cristianesimo
- gli sciamani indigeni partecipano alle funzioni domenicali
- utilizzo di fonti cristiane per recuperare nelle Sacre scritture nuove entit
ispiratrici; in particolare Matteo 8, 7 viene utilizzato per richiamarsi al ruolo di
un Cristo risanatore e sciamano.
In Amazzonia:
- fra gli Harakmbut dell'Amazzonia peruviana le attitudini profetico-divinatorie
dello sciamano tradizionale sono servite come strumento di resistenza
Lo sciamano (wayorokeri) ha un rapporto privilegiato con gli spiriti, pu curare
e prevedere il futuro
I Harakmbut hanno utilizzato cos la profezia del loro ultimo grande sciamano
ha pronunciato in punto di morte, nel 1980
- la profezia viene utilizzata strumentalmente per fronteggiare i mali che
vengono dall'esterno
- Distinzione tra:
- le malattie (e le medicine) del Dio cristiano, che sono di pertinenza di
missionari e medici bianchi
- i numerosi e pericolosi disturbi derivanti dagli attacchi di spiriti invisibili.
Interessante dunque lutilizzo di una profezia etnicamente orientata.
Le spinte modificatrici provenienti dall'esterno (ad es. la religione cristiana)
vengono non rigettate ma metabolizzate e gestite secondo strategie che
prevedono una distinzione tra mali curabili da operatori esterni e mali, sempre
pi diffusi, che possono essere affrontati solo da operatori rituali interni. Agli
apprendisti wayorokeri viene riconosciuta una competenza d'intervento in
ambiti sempre nuovi, ma fondati su pratiche tradizionali.

Ges sciamano
antropologica

mago?

Un

tentativo

Chi era un mago, nel mondo greco- romano?

di

lettura

opinione legale prevalente che chi partecipi della magia debba essere
soggetto alla pena capitale; dato in pasto alle belve o crocifisso (giurista
romano Paulus).
Il termine mgos e i suoi derivati maghea, maghiks, magheein, sono attestai
in greco fin dall'epoca classica (e forse anche un poco prima).
La parola proviene dall'universo religioso dei Persiani, in cui il mags un
sacerdote o comunque un operatore rituale specialista della religione.
Erodoto: i mgoi sono una trib o societ segreta persiana, hanno la
responsabilit dei sacrifici reali, riti funebri, divinazione e interpretazione dei
sogni.
Eraclito (VI secolo a.C): i mgoi sono i fedeli dei vari culti estatici (dionisiaci,
bacchici)
Platone (Repubblica, II): agyrtes e mntis, i sacerdoti itineranti e indovini
(questo vuole dire Eraclito)
Il papiro di Derveni (papiro trovato in una sepoltura in Macedonia, IV secolo
a.C.) definisce il mgos come professionista dei riti.
Il termine ancora ambivalente: designa un esperto polivalente che combina
le iniziazioni con i misteri privati e quella che oggi chiameremmo magia nera
Edipo Re di Sofocle, riferito a Tiresia (stregone, ciarlatano bieco, randagio... e
poco pi oltre indovino.
Il mutamento di paradigma avviene a causa di vari fattori:
-

La filosofia (Platone)

La scienza medica: il trattato Sulla malattia sacra della fine del V secolo
a.C, critica la concezione secondo cui l'epilessia avrebbe origini
soprannaturali, e si scaglia contro i mgoi, purificatori, questuanti,
ciarlatani.

Attacco sia sul piano teologico (il ricorso agli dei un sotterfugio)

Sia sul piano metodologico:

Il medico oppone la propria eziologia (ricerca delle cause) all'eziologia dei


maghi, che leggono i vari sintomi riferendoli a vari tipi di divinit
Ci che distingue il kathartes dal medico non la razionalit, ma la cosmologia
(la natura un mondo indipendente dagli dei).

Ges: il paradigma sciamanico


Il sostrato l'ambito mediterraneo: possiamo leggere alcuni fenomeni legati
alla figura di Ges con la categoria dello sciamanesimo
Modello dello studioso Townsend, che definisce i tratti comuni riconducibili ai
cosiddetti sciamani, potrebbe essere adattato alla Bibbia:
-

Contatto diretto o comunicazione con gli spiriti: gli spiriti possono essere
creature dotate di sensibilit (spiriti animali o in forma umana), forze della
natura o energia trascendente. Di solito uno sciamano ha uno o pi spiriti
ancillari particolari per assisterlo o proteggerlo

Controllo e potere sugli spiriti: lo sciamano che controlla gli spiriti, non
viceversa.

Controllo sugli SMC (Stati Modificati di Coscienza): attraverso gli SMC lo


sciamano entra in contatto col mondo degli spiriti (trance, estasi, etc).

Un interesse primario terreno per il mondo materiale. Gli sciamani usano


le proprie capacit a beneficio degli individui e della comunit, ma non per
aumentare il proprio potere o per il proprio profitto personale

Viaggi in cielo (volo dell'anima, volo magico, viaggio sciamanico) con i


quali lo sciamano pu viaggiare nel mondo degli spiriti. Lo sciamano pu
viaggiare nel mondo degli spiriti restando con entrambi i piedi piantati a
terra). Spesso uno spirito tutelare o fidato lo aiuta in questo viaggio. Tra
esperienza simili figurano esperienze extracorporali, proiezioni astrali ed
esperienze di coma o morte clinicaIncontrando gli spiriti lo sciamano pu
interagire con loro senza che questi lo posseggano

Memoria: lo sciamano ricorda almeno alcuni aspetti dello SMC

La capacit di guarire

Nella tradizione israelita l'uomo santo (hasid, saddiq) rientra nella categoria
degli sciamani (John Piltch) e, nei termini delle scienze sociali, i vangeli
descrivono Ges proprio come uomo santo o sciamano (termine etico)
dotato di esperienze di SMC, del potere di guarire e del potere sugli spiriti.
Ges: il paradigma sciamanico: vocazione e iniziazione dello sciamano
Gli spiriti, non il singolo, decidono chi diventer sciamano
Le vocazioni sorgono spontaneamente, ma la persona chiamata deve
rispondere, pena conseguenze gravi. La sequenza ideale si compone di:

Contatto con lo spirito (mediante possessione o adozione)

Identificazione dello spirito possessore o adottante

Acquisizione delle necessarie tecniche rituali

Apprendistato sotto la guida di uno spirito e di un maestro reale

Dimestichezza crescente con lo spirito possessore o adottante

Esperienze costanti di SMC

Possibile ritualit basata sul simbolismo di morte/rinascita o di cambiamento


drastico, la quale permette al neofita di passare da una posizione liminale
transitoria alla rinascita come essere mutato.

Ges: il paradigma sciamanico: i casi di SMC (Stato di Coscienza


Modificato)
Il battesimo di Ges (Mc. I, 9, 11; Mt. 3, 13-17; Lc. 3, 21-22)
Questa scena pu essere interpretata come la vocazione di Ges a essere uno
sciamano o uomo santo
Ges incontra Giovanni Battista, suo maestro e guida, e ne diventa
apprendista. In uno SMC Ges vede lo Spirito che scende su di lui e sente la
voce del cielo che gli annuncia una nuova identit: un figlio diletto del quale il
padre si compiace.
Per potere trattare con gli spiriti l'uomo santo deve essere capace di vedere
chiaramente sia gli spiriti stessi sia altre cose in una realt alternativa.
Il mondo culturale di Ges e dei suoi discepoli era permeato da spiriti che
intervenivano nella vita umana ordinaria.

Ges messo alla prova (Mc. I, 12-13; Mt. 4, 1-11; Lc. 4, 1-13)
Ges dimostrer realmente di essere un fedele figlio adottivo di Dio?
Lettura attraverso le scienze sociali: Ges si impegna in una competizione di
sfida e risposta con il tentatore e vince.
Non cede alla tentazione dello spirito negativo (diavolo).

L'esperienza e il superamento della prova un altro passo sul sentiero verso la


completa iniziazione. Ges dimostra di avere le capacit rituali necessarie per
trattare col mondo degli spiriti e controllarlo.
In ciascuno dei vangeli sinottici questa scena avviene in uno SMC nel quale
Ges entra in una realt alternativa.
La Bibbia racconta molti episodi di spiriti che interagiscono con esseri umani nella
realt materiale. La realt alternativa composta da entit extraumane (antenati
defunti, spiriti e la divinit).
Ges sulle acque (Mc. 6, 45-52; Mt. 14, 22-33; Gv. 6, 16-21)
Lo studioso John Piltch ritiene che il racconto del miracolo di Ges sulle aqcue sia
un esempio classico di un'esperienza di SMC. E' un'esperienza culturalmente
accettata dalla popolazione mediterranea del tempo
L'esperienza di SMC mette il soggetto in apprensione e per questa ragione le
prime parole della persona che appare nella visione tendono a dissipare questo
timore (non temete) e ad assicurare la propria identit (sono io).
In questa storia Pietro resta scettico: accetta l'invito di Ges a raggiungerlo
nell'esperienza di SMC, segue il suo comando e riesce a camminare sull'acqua
finch vede il vento, momento in cui esce dallo SMC e affonda
Pietro esce dalla realt alternativa (lo SMC) e torna nel mondo materiale dove
questo impossibile.
La trasfigurazione (Mc. 9, 2-10; Mt. 17, 1-9; Lc. 9, 28-36)
Gli evangelisti pongono questo avvenimento dopo l'arresto e la morte di Giovanni
Battista.
Ges inizia la sua carriera come apprendista del Battista, suo maestro e guida
nello sciamanismo, cio colui che lo guida passo passo fino a diventare un uomo
santo secondo la tradizione israelita.
Quando Giovanni viene imprigionato, Ges deve affrontare un dilemma: come
comportarsi?
Quando prende coscienza che i suoi poteri terapeutici provengono da Dio e non
dal mondo degli spiriti malvagi, inaugura una sua propria attivit insieme con i
suoi discepoli.
Nel mondo antico e mediterraneo, la soluzione a interessi e problemi porta spesso
a esperienze di SMC (sogni, trance, visioni, etc).

La trasfigurazione ha, culturalmente, proprio questa funzione: rassicura Ges


nella sua identit e nella sua missione (figlio diletto) ed esorta i discepoli nel loro
SMC a stringersi ancor pi a Ges (ascoltarlo pi di Mos ed Elia, cio pi della
legge e dei profeti).
Le apparizioni del Risorto
La tradizione israelita si aspettava perfettamente che l'uomo santo che persevera
fino alla fine riceva la ricompensa del giusto: la risurrezione e un posto in una
realt alternativa. Le persone sante che popolano la realt alternativa si mettono
abitualmente in contatto con umani nella realt materiale mediante una variet di
SMC: sogni (ad esempio Asclepio con i suoi pazienti), visioni (Dio con profeti
come, ad esempio, Isaia ed Ezechiele) e apparizioni (Ges risorto ai suoi seguaci).
Uno studio di Philip Wiebe sulla base di quaranta interviste, ha raccolto
testimonianza moderne di gente che afferma di avere avuto un incontro visivo
diretto con Ges Cristo.
Spiegazioni soprannaturalistiche:
-

Entit o forze che trascendono l'ordine naturale (angeli, lo spirito santo, Dio)
causano visioni o apparizioni

Spiegazioni mentalistiche:
-

Stati mentali come stress, desiderio, attese o anche stati mentali inconsci
causano apparizioni e visioni

Spiegazioni fisicalistiche:
-

Apparizioni e visioni sono spiegabili come funzioni neurofisiologiche


dell'organismo umano.

Spiegazioni transculturali:
- dialettica tra prospettiva emica ed etica.
Le apparizioni di Ges risorto sono spiegabili antropologicamente come SMC: la
cultura che fornisce il contenuto e la colonna sonora di queste esperienze
Gli israeliti che videro Ges nella realt alternativa videro anche altri esseri e
udirono informazioni che derivavano dalla loro cultura (pi che da quella grecoromana). Per esempio, ricevettero l'ordine di recarsi in Galilea, non a Delfi n
sull'Olimpo o a Roma.

Il modello tipico: il visionario vede una persona che non riconosce


immediatamente. La persona calma i timori del visionario, quindi rivela la propria
identit.
Ad esempio, nella tradizione israelita il Giusto, nella realt alternativa, consuma
pasti deliziosi seduto a tavole dorate sorrette da tre gambe d'oro massiccio
(Hagigah 14b).
Altre suggestioni sciamaniche nella vicenda di Ges
Lo spirito cala sotto forma di colomba, come spirito animale totemico
Il ritiro nel deserto tra gli animali la tipica ricerca della visione
Il volo magico sul pinnacolo del Tempio (albero o asse del cosmo) e il confronto
con lo spirito nemico
Vaticini, terapie, bilocazioni, esorcismi sono tutti presenti nella tradizione
sciamanica
La trasfigurazione: nelle pratiche dei nativi americani, si ergono delle tende
animate, sorta di tabernacoli che permettono di vedere gli spiriti ausiliari.
Crocifissione e resurrezione corrispondono allo squartamento
ricomposizione del corpo dello sciamano (riti siberiani...).

alla

Il rito del battesimo


Consenso tra gli studiosi sul fatto che Ges sia stato battezzato da Giovanni
Battista.
Ma ci sono dubbi sull'attendibilit storica del racconto per come ci tramandato
dai Vangeli (Mc. I, 9-11; Mt. 3, 13-17; Lc. 3, 21-22).
Un'analisi storico-critica del battesimo alla luce delle scienze sociali e
antropologiche porta a risultati diversi: studi su possessione, trance, sciamanismo,
estasi e fenomeni affini, tutti classificabili tra gli stati modificati di coscienza,
documentano la presenza di simili fenomeni in tutto il mondo, compreso il mondo
mediterraneo. Ci che non si pu determinare il rito specifico all'origine dei fatti
riportati in Mc. I, 10-11 (battesimo).
La corrente di ricerca sul Ges storico reputa che la narrazione di come si svolse
il battesimo sia il prodotto di una sorta di midrash cristiano, un uso erudito di vari
testi dell'Antico Testamento per presentare al lettore del Vangelo
un'interpretazione iniziale dell'identit di Ges. In sintesi: l'interpretazione
teologica offerta dagli autori dei Vangeli compromerre l'attendibilit storica

(John P. Meier). Anche gli studiosi pi propensi a dare credito all'attendibilit del
racconto evangelico e pronti a trovare qualche germe di attendibilit nei passi
successivi a Mc. I, 9, insistono comunque su un'interpretazione psicologica. La
teofania nasconderebbe una realt psicologica dietro il linguaggio mitologico:
Ges si sarebbe reso conto della sua vera identit o avrebbe avuto
consapevolezza della vocazione al ministero pubblico che sarebbe seguito.
La critica della redazione: corrente di studi che esamina i Vangeli da un punto di
vista letterario o retorico. La Redaktionsgeschichte reputa che gli evangelisti
abbiano svolto un sensibile lavoro editoriale sul materiale tradizionale per
elaborare la loro teologia, rivolta alle comunit cristiane che utilizzavano i vari
Vangeli.
Il battesimo sospetto perch si adatta molto bene alla strategia retorica o
letteraria di Marco, che presenta un Ges paradossale, un figlio di dio divino
che nondimeno deve soffrire e morire per adempiere il suo destino ultimo.
L'episodio rappresenta il prologo o introduzione del Vangelo e contiene in s tutti
gli elementi della teologia di Marco.
Secondo lo studioso Burton Mack, il vangelo di Marco per larga parte creazione
dellevangelista. Marco ha inserito dei frameworks (narrazioni di cornice):
battesimo, crocifissione e resurrezione. Laccenno al giovane avvolto nel lenzuolo
(Mc 14, 51-52), che sfugge allarresto lasciando il lenzuolo nelle mani degli
inseguitori, potrebbe rappresentare un catecumeno (iniziato) della comunit di
Marco, lo stesso che annuncia la resurrezione (Mc. 16, 5-7).
Giovanni omette il battesimo. Matteo riporta battesimo e visione, ma ricorda che
Giovanni esit a battezzare Ges e fu da lui convinto. Luca non descrive la scena,
ma menziona il battesimo (Lc. 3,21)
La teoria dellimbarazzo o degli imbarazzi ipotizza una distinzione tra battesimo
di ravvedimento (Giovanni Battista) e battesimo di conferimento dello Spirito
Santo (Ges).
Fenomeni spirituali: esorcismi, guarigioni e visioni erano comuni allepoca, nella
Palestina del I sec. d.C. Stevan Davies ha applicato allanalisi del Ges storico il
fenomeno transculturale della possessione da parte degli spiriti. Ges fu
posseduto spiritualmente sia nel battesimo che in episodi di guarigione o
esorcismo.
Altre considerazioni sul modello sciamanico applicato a Ges
Pieter Craffert analizza il Ges storico come tipo sociale appartenente alla
categoria dello sciamanesimo. Vantaggi del modello sciamanico:

consolidato in antropologia e i dati per unanalisi comparata sono


abbondanti

il complesso sciamanico spiega molti aspetti o episodi della vita di Ges


considerati miracolosi o soprannaturali

comparazione con tipi sciamanici delle culture mediterranee (Grecia).

Stati modificati di coscienza: alterazioni nel pensiero, senso del tempo disturbato,
perdita di controllo, cambiamenti nellespressione delle emozioni, cambiamenti
nellimmagine corporea, distorsioni percettive, cambiamenti nel significato e
nellimportanza attribuita a esperienze e percezioni, senso dellineffabile,
sensazioni di nuovo vigore, ipersuggesionabilit.
La possessione, come stato modificato di coscienza, il modello pi appropriato
per spiegare lepisodio del battesimo.
E. Bourguignon reputa che ci siano due modi principali nei quali le culture umane
intendono gli stati modificati di coscienza:
1. la trance, che corrisponde allo sciamanismo e comporta la temporanea assenza
dellanima o dello spirito dal corpo e un viaggio in un regno diverso.
2. la trance da possessione (entrata temporanea o permanente di uno spirito in
una o pi persone).
La differenza tra trance e trance da possessione:
-

la persona in trance vede, ode, sente, percepisce o interagisce con unaltra

il soggetto in trance da possessione diventa un altro.

La trance tipica di culture meno strutturate, culture di cacciatori e raccoglitori


(Asia Centrale e Orientale, culture native delle Americhe)
La trance da possessione tipica delle culture pi gerarchiche, ortocoltrici e
agricole (culture africane subsahariane, latinoamericane, afroamericane e
mediterranee).
Pi la societ stratificata pi probabile che la trance da possessione vi funga
da stato modificato di coscienza istituzionalizzato. Nella tipologia della
Bourguignon gli scritti del Nuovo Testamento sembrano rispecchiare una societ
mista in cui coesistono trance e trance da possessione:
-

la trance (viaggi ed escursioni in regni diversi) sembra attestata (in 2 Cor


12, 1-4; Apocal. 4, 1-3; 17, 1-3)

la trance da possessione (invasamento da Spirito Santo, possessione


demoniaca) predomina nelle parti narrative dei vangeli e degli Atti.

Il mondo dello spirito del Nuovo Testamento, in ogni caso, corrisponde a quello
delle culture mediterranee rilevato dalla Bourguignon. Altri studi sulle culture nelle
quali la trance da possessione lo SCM tipico indicano che la possessione
provocata da una attivit rituale. Tutte le culture religiose in cui la trance religiosa
istituzionalizzata hanno rituali scatenanti e coloro che vi partecipano imparano a
reagirvi (Felicitas Goodman).
Il canto di un inno o un canto corale possono provocare la trance cos come il
battito tipico delle mani, la danza, il suono di tamburi o nacchere, il girare
vorticosamente sul proprio asse, la recita di particolari formule o preghiere, fissare
il tremolio di una candela o acqua in movimento, ma anche lodore di particolari
essenze, ad esempio lincenso (F. Goodman, 1988).
La scena del battesimo descritta da Marco pu corrispondere a questa sequenza
di elementi:
-

latto rituale del battesimo provoca la possessione (lo Spirito che scende in
Ges sotto forma di colomba)

lo SMC di Ges

lincontro visivo e uditivo di Ges col mondo dello spirito (i cieli si aprono e
Dio parla, Mc. 1, 10-11).

Nel tempo, il linguaggio espressivo della possessione si attenu: in Luca e Matteo


la colomba discende su Ges (mt. 3,16; Lc. 3,22), non entra pi in lui (Mc. 1, 10)
Inoltre Luca e Matteo eliminano la forte immagine di Marco, nella scena
successiva, dove lo Spirito trascina o spinge Ges nel deserto (Mc. 1,12; cfr. Mt.
4,1; Lc. 4,1)
Solo la narrazione marciana conserva la descrizione di uno spirito esterno a Ges
che gli entra dentro e ne prende il controllo.
Non tutti gli elementi del racconto marciano hanno tuttavia pari diritto di
attendibilit storica. La scena dellatto rituale che induce la possessione
antropologicamente verosimile
Questione aperta: stato proprio il rito del battesimo a indurre la trance? Aspetti
e contenuto dellesperienza (ci che Ges ha visto e sentito nello SMC per come
riportato da Marco) sono storicamente meno certi.

I biblisti considerano storicamente attendibile ci che accade secondo Mc. I, 10-11


perch riecheggia molto da vicino parti della tradizione religiosa israelita, e quindi
pu essere unelaborazione successiva dellautore del Vangelo (gen. 22; Is. 42 e
64; Sal. 2) Ma se affrontiamo la questione con lapproccio delle scienze sociali la
valutazione cambia: nelle culture con SCM istituzionalizzati coloro che li provano
incontreranno ci che si aspettano in base alla loro socializzazione e formazione
culturale. La cultura non solo consente lo stato di coscienza modificato ma ne
fornisce anche il contenuto (R. Walsch, in JAAR 61, pp. 739-769). Cresciuto in una
societ israelita, si pu presumere che Ges conoscesse le storie della sua cultura
e potrebbe essersene servito per formulare (esprimere) quello che accadde nella
sua trance da possessione.
Nella ricca eredit culturale della popolazione israelita figurano molti casi di
possessione da spirito o di conferimento dello Spirito di Dio preceduto spesso da
un atto rituale
Esempio: lunzione di Saul compiuta da Samuele, seguita dallo Spirito del Signore
che si impossessa di Saul (1 Sam. 10, 1-13). Nella scena del battesimo sono stati
riconosciuti vari riferimenti tratti dalle varie tradizioni contenute nella Bibbia
ebraica (sia profetica che monarchica)
Questi scenari costituivano parte della socializzazione (formazione sociale) di
Ges e quindi egli potrebbe avere sperimentato e articolato la propria trance da
possessione conformemente a quei modelli.
Attenzione: non si parla di attendibilit storica, ma di attendibilit culturale
Coloro che custodirono e trasmisero la storia della trance da possessione di Ges
sarebbero stati anchessi influenzati da modelli culturali esistenti di trance da
possessione. Lo studio degli SMC conferma la storicit della trance da possessione
di Ges e il suo innesco rituale, ma non pu garantire lattendibilit storica di ogni
aspetto dellepisodio
Unaltra fonte possibile degli aspetti specifici della trance da possessione di Ges
indotta ritualmente pu essere stata lesperienza di quanti entravano nel
movimento di Ges dopo essersi sottoposti al battesimo.
Due elementi chiave del racconto marciano ricorrono anche in altri passi in cui si
usa linguaggio battesimale:
-

il conferimento dello Spirito

lidentificazione filiale.

Alcuni gruppi del movimento di Ges legavano il possesso o il conferimento dello


Spirito santo al battesimo (Atti 2,38; I Cor. 6,11; 12,12; 2 Cor. 1, 21-22) e la scena
del battesimo di Ges in Marco conferma il collegamento
Il linguaggio della filiazione o delladozione filiale si incontra solamente in contesti
battesimali (Gal. 3, 26-29; 4, 5-6; Rom. 8, 14-16), come avviene al battesimo di
Ges dove la voce dal cielo annuncia la filiazione divina di Ges.
Il battesimo dunque evocava questo linguaggio, ma non stupisce: esso segnava o
rappresentava lentrata nella famiglia o nella comunit domestica di credenti o,
come direbbero gli antropologi, in una rete di parentela fittizia.
Questi due elementi, dunque (battesimo come conferimento dello spirito e come
filiazione o adozione divina), per molti studiosi, sono il segnale che Mc. 1, 9-11,
stato modellato sulla prassi e sulla prospettiva del movimento di Ges (Bultmann)
Se questa conclusione non pacifica, si deve comunque accogliere la possibilit
che alcuni o molti dei particolari dellentrata rituale di Ges in uno stato di trance
da possessione provengano dal movimento di Ges, quindi dai suoi seguaci, e
siano storicamente imprecisi.
Se il rito battesimale (per come ci stato narrato dai vangeli) fu un elemento che
entr nel racconto durante la sua trasmissione, un altro tipo di rito potrebbe avere
provocato la trance da possessione di Mc. 1, 10-11
La gamma di atti che possono provocare lo SMC ampia:
-

privazione del sonno e solitudine (Craffert)

digiuno (cfr. lo studio di Dietmar Neufeld su Mc. 3, 21, dove si parla di Ges
che non ha mangiato e appare fuori di s). Confronto con altri esempi
culturali: digiuno di Abaris liperboreo e di Epimenide Cretese.

preghiera (cfr. la scena lucana del battesimo, Lc. 3,21, anche se il


particolare entrato tardi nella storia).

Se la possessione di Ges da parte dello Spirito fu provocata in origine da un rito


diverso dal battesimo, lalterazione del racconto per farlo combaciare col rito
battesimale del movimento di Ges appare comprensibile, dato che furono le
comunit di quel movimento che conservarono la storia evangelica
Lanalisi antropologica del battesimo corrobora lattendibilit storica della linea
narrativa principale (un rito che ha modificato lo SMC di Ges), ma i particolari
della narrazione non possono essere reputati attendibili con sicurezza, e tra questi

il rituale specifico che, a quanto si dice, ha provocato la trance da possessione di


Ges.
La trance da possessione di Ges potrebbe essere di origine non rituale?
Studi antropologici sulle culture in cui attestata la possessione rilevano casi di
esperienze spontanee, involontarie e improvvise, di uno stato di coscienza
modificato, indipendentemente da qualsiasi rito (Goodman 1988). Spesso la
prima esperienza di possessione di un individuo quella che avviene
spontaneamente (Lewis 1989)
La visione battesimale la prima notizia che si abbia di una trance da possessione
di Ges, non si pu escludere che lo Spirito lo abbia investito spontaneamente
(Mc. 1, 12: lo spirito si impossessa di Ges e lo spinge fuori nel deserto. Non c
traccia di rito che provoca questo SMC). In qualunque modo la trance da
possessione sia avvenuta, la sua caratterizzazione potrebbe avere costituito un
problema per il movimento di Ges. Nella societ giudaica del I secolo, come in
altre societ nelle quali la possessione comune, il fenomeno veniva giudicato in
maniere diverse Queste societ giudicano positivamente la possessione quando
gli invasati (ad es. medium spiritici e guaritori) procurano informazioni vitali per la
comunit o acquistano il potere di curare malattie. Ma la possessione giudicata
negativa quando questa porta alla pazzia o alla malattia (Lewis 1989).
Nella societ marocchina contemporanea, per esempio, si riscontra sia la
possessione desiderabile sia quella indesiderabile. Gli hamadsha, societ di
guaritori mediante uno stato di trance, provocano ritualmente la propria
possessione con musica, danza e automutilazione, un fatto a cui il pubblico
assiste con approvazione e entusiasmo. Nel loro ruolo di guaritori in trance essi
hanno unimportanza vitale per il sistema terapeutico della societ marocchina
perch, tra le altre cose, esorcizzano gli invasati da demoni malvagi o Jinn. Nel
mondo del Nuovo Testamento la possessione positiva significava essere invasati
dallo Spirito santo mentre gli invasati da uno spirito impuro erano posseduti
negativamente.
Nel caso di Ges era ovviamente importante presentare la sua possessione come
positiva, perch alcuni erano pronti a giudicare la possessione di Ges un caso
negativo, cio una possessione demoniaca (Mc. 3,22). La chiave per distinguere
una possessione buona da una cattiva la presenza o lassenza di un rituale:
-

la possessione negativa accade solo agli individui e non regolata


ritualmente

la possessione positiva avviene ad individui o gruppi ed controllata


ritualmente.

Conclusioni antropologiche sul rito del battesimo


Linduzione ritualmente regolata di una possessione in soggetti consenzienti
nettamente in contrasto con una possessione spontanea, improvvisa, involontaria,
considerata dalla maggior parte delle culture potenzialmente dannosa e
pericolosa. Perci la prova che la possessione di Ges fosse positiva e non
negativa venne dalla sua associazione con un atto rituale. In caso contrario,
sarebbe stato difficile distinguere lindemoniato dallinvasato dallo Spirito santo.
Gli studiosi delle possessioni da spirito nelle societ patriarcali hanno notato che i
disadattati sociali sono generalmente coloro che vengono posseduti
negativamente.
Ges poteva corrispondere,
disadattato socialmente:
-

come gli indemoniati,

proprio

al profilo

del

mostrava un comportamento sociale aberrante e viveva fuori da una


famiglia tipica o di un sistema di parentela (errante, vagabondo, senza
famiglia)

Nella cultura israelita sarebbe stato estremamente importante presentare la


trance da possessione di Ges non come peculiare o spontanea, bens conforme
al modello culturale e strutturata ritualmente. La notizia che la visione di Ges
sarebbe stata provocata da ununzione rituale compiuta da una figura di tipo
profetico avrebbe messo a tacere qualsiasi interpretazione negativa della
possessione di Ges.
Se Ges fosse entrato in uno stato modificato di coscienza senza induzione
rituale, allora dietro linserimento della scena del battesimo, a fare da
introduzione al racconto della possessione di Ges, ci sarebbero motivazioni
apologetiche. Dato che laccusa che Ges fosse un indemoniato era
uninterpretazione possibile della sua possessione (Mc. 3,22), il movimento di
Ges avrebbe avuto tutto linteresse ad attribuire quella possessione a un atto
rituale
Sul piatto restano entrambe le opzioni: lo SMC di Ges pu essere stato indotto o
spontaneo. Nellottica delle scienze sociali sulla storicit del racconto marciano si
pu dire che lesperienza visionaria storicamente molto verosimile, il rito
battesimale associato a questa esperienza lo molto meno.
Il fenomeno degli SMC, che nelle societ mediterranee si manifesta come trance
da possessione, fornisce la base per mettere in relazione battesimo di Ges e
visione battesimale e consente di considerare lintero episodio come storicamente
plausibile. La cultura in cui visse Ges prevedeva la trance da possessione, come
riferiscono i vangeli sinottici. Dunque si deve ammettere come probabilit che

Ges abbia avuto una visione come quella descritta dai sinottici. Gli abitanti della
Galilea erano stati educati a riconoscere la natura e la causa di episodi di
possessione da spiriti, cos come a distinguere possessione positiva e negativa.
Erano a conoscenza della venuta dello Spirito di dio e dei riti che la segnalavano.
Gli abitanti della Galilea riconoscevano anche le modalit con cui i demoni impuri
prendevano il controllo della vita della gente. I resoconti di possessione da spiriti
provenienti da questa cultura riportano infatti la distinzione tra possessione
positiva e negativa. Le fonti apologetiche su Ges (Vangeli, etc), linduzione
rituale della sua possessione (mediante battesimo o unzione per mano di una
figura di stampo profetico come il Battista), la segnalava come possessione
positiva
Nei fatti non possiamo stabilire con certezza se la possessione di Ges sia stata
rituale o spontanea.
Le guarigioni
Filone di Alessandria: nel De Vita Contemplativa parla di una comunit detta dei
Terapeuti, sita nei pressi del lago Mareotis, nel territorio di Alessandria d'Egitto,
fiorita nel I secolo d.C. Era una comunit di tipo monastico, maschile e
femminile, votata allo studio delle Scritture, non caratterizzata dalla dimensione
apocalittica riscontrabile, ad esempio, negli Esseni di Qumran. Praticavano una
cena rituale (generalmente consumata a pane ed acqua) a cui seguiva una veglia
di preghiera: si cantavano inni e si eseguivano danze rituali.
Secondo Filone i Terapeuti praticavano una forma elevata di medicina, che curava
non solo il corpo ma anche la psiche (anima). Era attestata anche lunzione con
l'olio nel giorno di Shabbat (a differenza degli Esseni).
La cura delle possessioni (Ch. Strecker)
Nei Vangeli si trovano sei racconti di contenuto esorcistico:
- un indemoniato nella sinagoga di Cafarnao (Mc. I, 21-28)
- un geraseno che abitava in una necropoli (mc. 5, 1-20)
- la figlia di una donna sirofenicia (Mc. 7, 24-30)
- un ragazzo che soffriva di attacchi epilettici (Mc. 9, 14-19)
- un indemoniato muto (Q/Lc. 11,14); la stessa storia ripresa indipendentemente
da Matteo (Mt. 9, 32 ss.)

In Lc. 8, 2 si accenna a varie discepole esorcizzate, tra cui Maria Maddalena da


cui erano usciti sette demoni
Vari sommari generali parlano di esorcismi generali (Mc. 1, 34-39; 3, 11s; Lc.
7,21); messaggio mandato a Ges ad Erode Antipa (Lc. 13,32); la controversa su
Beelzebul (Mc. 3,22 ss;; Q/Lc. 11, 15-26).
L'ampia diffusione del materiale (Marco, Q, materiale esclusivo) indica la storicit
della prassi esorcistica di Ges:
-

Laccusa, derivata dagli esorcismi di Ges, che questi fosse in lega con
Belzeb (Mc. 3, 22; Q/lc. 11,15), difficilmente pu essere attribuita alla
prima comunit cristiana.

La forma della prassi esorcistica di Ges conservata dalla tradizione, che


non attesta luso di specifici oggetti magici (amuleti, pupazzi, piante),
lunghe formule di scongiuro, preghiere o imposizione delle mani

pratica singolare rispetto agli esorcismi del tempo

numerose fonti antiche citano esorcisti che compiono le loro opere nel
nome di Ges (Mc. 9,38; Mt. 7,22; Atti 19, 13-17; papiri magici greci, PGM
IV 1231 ss e 3019 ss).

Non si pu tuttavia escludere che tecniche concrete usate da Ges siano state
volutamente soppresse dalla tradizione a causa delle loro analogie o possibili
associazioni con la magia.

Cautele sulle interpretazioni moderne


Quando arrivano gli etnologi, gli spiriti abbandonano l'isola.
I tre rischi della lettura moderna di questi eventi: Egocentrismo, logocentrismo,
etnocentrismo (Waldenfers).
Egocentrismo: tentativo di spiegare un fenomeno (la possessione) secondo
modelli concettuali nostri:
Un altro tipo di interpretazione quello psicologico: l'io autonomo chiuso in s.
Possessioni spiegate come isteria, mania, epilessia, o disturbi dissociativi della
personalit. Ma sono spiegazioni lontane dall'esperienza perch partono da una
concezione di interno ed esterno solipsistica e non coerente con la mentalit
degli antichi.

Nella cultura mediterranea anticai sentimenti, le competenze individuali e


l'identit personale non sono associati a un nucleo autonomo ben preciso che ne
sarebbe la causa
Esempio: Platone riconduce a possessione divina, quindi a influenza esterna da
parte di divinit o spirito, la creativit poetica (Platone, Apologia Socrate 22c;
Fedro 244-250).
I modelli occidentali di possessione in senso psicanalitico partono da una
proiezione verso unaltra persona o verso un essere spirituale come alter ego,
di sentimenti o conflitti interiori rimossi
Per gli antichi la possessione significa il contrario: una introiezione, un insediarsi
nellindividuo di uno spirito esterno rispetto allindividuo stesso (Q/Lc. 11,24-26)
I modelli interpretativi psicologici inoltre equiparano la possessione alla malattia.
Lequazione possessione=malattia NON tipica delle culture antiche (e nemmeno
di molte religioni moderne)
Esempio: Mc. 1,34: Guar molti che erano afflitti da varie malattie e scacci molti
demoni (notazione che segue: ma non permetteva ai demoni di parlare, perch
lo conoscevano)
Nel Nuovo Testamento la malattia pu essere fatta risalire a demoni, ad esempio
la febbre della suocera di Pietro (Mc. 1,29-31): ma questa non possessione,
bens eziologia demoniaca di una malattia
Modelli interpretativi di orientamento sociologico: casi di possessione del tempo di
Ges come risposta alloppressione coloniale della Palestina dellepoca (Crossan)
Lewis: le societ in cui continuano a esistere culti della possessione centrali sono
di solito quelle composte da unit sociali piccole, flessibili, esposte a condizioni
fisiche gravose; oppure comunit conquistate, ridotte sotto il giogo
delloppressione straniera
Esempio: lesorcismo del demone Legione (Marco 5, 1-17)Lla storia del demone
Legione, per Crossan, rivela un simbolismo legato alla dominazione romana: il
demone uno e molti, si chiama Legione e simbolizza il potere romano;
consegnato ai maiali, che per gli ebrei sono gli animali pi impuri, ed gettato in
mare. La scena probabilmente inventata e concepita nel contesto della prima
guerra giudaico-romana (66-73 d.C.), ed stata spiegata alla luce di un rapporto
tra dominazione coloniale e possessione demoniaca.

Le trib del Lunda-Luvale della Rhodesia del Nord hanno sempre avuto disturbi
psichici chiamati mahamba, derivati dalla possessione da parte degli spiriti degli
antenati. Successivamente ne hanno sviluppato una versione moderna chiamata
bindele (parola che indica gli europei) che necessitava di una particolare chiesa
esorcistica e di un lungo processo curativo per guarire.
Ma fondamentale proporre uninterpretazione che eviti i riduttivismi
dellegocentrismo, del logocentrismo e delletnocentrismo occidentali.

La possessione come performance


Vista dallesterno, la possessione nientaltro che un comportamento strano
(Strecker): le grida dellinvasato nella sinagoga di Cafarnao (Mc. i,23s.),
lautolesionismo del geraseno (Mc. 5,2-7), il ragazzo che digrignava i denti, la
bocca schiumante, e si gettava nel fuoco e nellacqua (Mc. 9,18-22). Linvasato
mette in atto, in forma drammatica e davanti a un pubblico, quel modello di ruolo
che in una determinata societ considerato indizio di possessione. Secondo
Crapanzano i comportamenti insoliti (della possessione) sono la trasposizione
pubblica di un idioma di possessione (possession idiom) di una societ. C un
doppio feedback: lidioma determina il comportamento proprio come il
comportamento influenza e forma lidioma. Interpretare la possessione come
performance aiuta a comprendere il carattere paradossale del fenomeno, cio la
dissoluzione delle dicotomie identit/non identit, realt/illusione
Claude Lvi-Strauss (in Antropologia strutturale): la storia del giovane Quesalid
Quesalid pensa che gli sciamani della trib kwakiutl (Canada) siano imbroglioni e
li vuole smascherare. Si infiltra dunque tra gli sciamani finch non viene ammesso
nel loro gruppo, dove riceve una completa formazione sciamanica. Impara, tra le
altre cose, a fingere il deliquio, la nausea intenzionale, limpiego di spie per avere
informazioni sui pazienti e altri trucchi (ciuffo di piume in bocca). Paradosso:
mentre porta avanti il suo piano di smascheramento, Quesalid pratica egli stesso
qualche performance sciamanica ottenendo guarigioni sensazionali. Risultato:
diventa uno sciamano famoso e si identifica col mondo sciamanico finendo col
non vederne pi gli aspetti fraudolenti.
Quesalid viene assorbito nel campo della sua stessa performance e si trasforma
egli stesso in ci che voleva in realt svergognare
Importante: Quesalid si tramuta nel campo dellarena sociale in virt di una
riuscita performance sciamanica. Lvi Strauss: Quesalid non diventato un
grande stregone perch guariva i suoi malati, egli guariva i suoi malati perch era

diventato un grande stregone. La performance ha creato un proprio mondo nel


Quesalid diventato un altro e molti pazienti hanno ricevuto una reale guarigione.
Morale: lalternativa illusione o realt non interviene in casi simili di
performance. Una performance riuscita crea essa stessa ala propria realt,
possiede un effet de rel.
In modo analogo: la possessione pu essere interpretata come performance che
crea un effet de rel, una realt demoniaca e lo fa per mezzo della trasposizione
corporea dellidioma di possessione di una societ che a sua volta viene costituita
e formata dalle performances corrispondenti
Importante differenza: la performance di possessione vissuta come costrizione.
Interpretare la possessione tramite la teoria della performance pu essere un
modo efficace per chiarire il fenomeno e al tempo stesso preservarne lestraneit
e lopacit in un quadro scientificamente sostenibile che rispetta comunque
lesperienza indigena.
Gli atti esorcistici di Ges: transformance (Ch. Strecker)
Gli esorcismi di Ges possono essere interpretati come performance
trasformazionali. I gesti esorcistici rituali del Nazareno vanno considerati atti
rituali performativi che provocano nellinvasato, insieme col suo ambiente,
trasformazioni concrete. Negli esorcismi di Ges la possessione subisce un atto di
forza performativo in virt del quale:
-

lidentit dellinvasato viene ricostituita

lordine dei posti nellarena sociale viene risistemato

lordine cosmico viene ristabilito.

Linterpretazione degli esorcismi come transformances, come rappresentazione


drammatica di un cambiamento, si fonda sul carattere pubblico e ostentato degli
atti in questione (gli esorcismi). Le tradizioni concordano sul fatto che Ges non
ha compiuto le espulsioni dei demoni dagli invasati in forma privata, come mago,
bens in maniera visibile davanti a testimoni: in sinagoga (Mc. 1,21), davanti a
pastori (mc. 5, 14.16) o davanti alla folla (Mc. 9,14 ss; Q/Lc. 11,14; Mt. 9,33)
Gli scontri tra Ges e gli indemoniati presentano un profilo visibilmente
drammatico:

la presenza di Ges provoca improvvisi scoppi di possessione (mc. 1,23; 5,6


s; 9,20), a seguito dei quali Ges ingaggia una lotta con i demoni incarnati
(Mc. 1,25s; 5, 8-13; 9,25s)

momento ostentativo: ammirazione e acclamazione da parte dei testimoni.

Durante lazione esorcistica Ges subiva una trasformazione drammatica?


Una serie di indizi permettono di formulare lipotesi che la sua opera esorcistica
fosse essa stessa legata allidioma di possessione:
-

Il comportamento degli indemoniati sembra rispecchiarsi mimeticamente


nella persona di Ges

Ges era considerato un invasato: Mc 3,22 (la possessione da parte di


Beelzebul; cf. Mc. 3,30: uno spirito impuro) e scacciava i demoni grazie al
fatto di essere posseduto da uno spirito negtaivo

Lc. 11,19 (e fonte Q): E in nome di Beelzebul, capo dei demoni, che egli
scaccia i demoni. Risposta di Ges: Se invece io scaccio di demoni col dito
di Dio (o per lo Spirito Santo. cf. Mt. 12,28), allora il regno di Dio giunto a
voi.

Lespressione dito di Dio (Es. 8,15) denota la provenienza della potenza che
opera meraviglie e segnala la presenza del potere divino nellesorcista Ges.
Nellespressione di Matteo per lo spirito Santo, la presenza medianica
nellesorcista ancora pi chiara.
Poco prima della disputa su Beelzebul, Marco esprime lo sconcerto dei parenti di
Ges per il suo comportamento con queste parole:
()dicevano: fuori di s (Mc. 3, 21). Espressione che si adatta perfettamente
allidioma di possessione
G. 10,20: Ges fuori di s; qui viene usato il verbo greco mainomai, che nel
contesto indica la possessione (demoniaca) e in generale indica latteggiamento
del posseduto (le Baccanti).. Nella tradizione giovannea una possibile possessione
demoniaca di Ges viene tematizzata, ben sei volte in tre passi, con lespressione
daimonion echei o echeis (Gv. 7,20; 8, 48.49.52; 10, 20.21).
Nella tradizione del Nuovo Testamento Ges parla direttamente coi demoni, si
muove nel loro stesso piano. Anche la discussione sulla vera identit di Ges
ricorda lidioma di possessione (Mc. 8, 27s e 6,14-16). Qui si dice che Ges
sarebbe Giovanni Battista o Elia o uno dei profeti. In altri termini, si intende che

Ges sia posseduto da uno spirito puro (Battista o altri). Questo il contesto
culturale in cui viene rappresentata la peculiarit di Ges.
La tradizione etnologica attesta che ancor oggi la prassi di guaritori ed esorcisti si
accompagna spesso ad un comportamento che si esprime nellidioma della
possessione. Gli esorcisti non traggono da se stessi la loro energia, ma agiscono
come rappresentanti di una potenza divina superiore, come invasati e
medium. Questo vale anche per il mago dellantichit, che agisce con il suo
aiutante divino o demoniaco, il paredros.
Peter Habermehl: quando lesorcista, in virt della propria natura, non invoca pi
la potenza divina, ma la incarna, la procedura si abbrevia necessariamente. La
sua parola potente, pronunciata con autorit, anzi, la sua sola presenza bastano
ad allontanare e vincere il campo di forze ostili.
La pratica esorcistica di Ges era probabilmente priva di tecniche. Stando ai
Vangeli, la sua opera di esorcismo si limitava allingiunzione al demone di uscire
dallinvasato (apopompe, Mc. 1, 25; 5,8; 9,25). Risulta attestata una sola richiesta
del nome del Demone (Mc. 5,9); una epipompe (uscita dei demoni che passano
nel corpo dei maiali, Mc. 5,13); formulazione di un divieto di tornare nellinvasato
esorcizzato (Mc. 9,25). Il modo di operare di Ges, a quanto pare, concordava con
quello dei medium esorcisti: era sufficiente la sua presenza che, evidentemente,
era considerata la presenza di un potere superiore manifesto in lui.
Negli esorcismi di Ges, nellottica delleffet de rel, si scontrano direttamente e
fisicamente, incarnati nella persona del Nazareno e in quella dellindemoniato, la
realt divina e quella demoniaca. Ne consegue una trasformazione: nellordine
dellio, nellordine sociale e in quello cosmico.
Nell ordine dellio gli esorcismi di Ges forzano e aprono lidentit demoniaca del
soggetto demoniaco. Il drammatico cambiamento di comportamento del soggetto
posseduto evocato nellatto esorcistico viene percepito dal pubblico come
fuoriuscita dellidentit demoniaca e suggellato come tale. Latteggiamento
dellinvasato viene dunque estrapolato dallidioma di possessione e reso
accessibile a una ricodificazione
Cfr. episodio del geraseno infuriato di Mc. 5 che, inaspettatamente, manifesta un
atteggiamento visibilmente normale.
Le espulsioni dei demoni sono autoprocessi, operazioni o passaggi rituali che
rendono possibile al costruzione di un nuovo io. Nellincontro con Ges lio
demoniaco viene disgregato performativamente dal superiore ordine divino
incarnato medianicamente in lui.

A livello di ordine cosmico, nella performance esorcistica gli indemoniati vengono


coinvolti pubblicamente e empiricamente nella trasformazione dellordine cosmico
proclamata dal Nazareno
Lannuncio della venuta della basileia (il Regno), che rappresenta una
trasformazione dellessere, viene rappresentato corporalmente dagli invasati e
diventa una transformance, una trasformazione della realt empirica per chi la
subisce e tangibile per gli altri.
Lc. 11,20: Ma se io caccio i demoni per il dito di Dio, allora il regno di Dio giunto
a voi (logion considerato autentico).
A livello di ordine sociale, si assiste a una trasformazione sociale: la possessione
pu essere forzata del tutto solo intersoggettivamente. Mutamento sociale
dellinvasato: il Geraseno torna in famiglia e lascia il cimitero (Mc. 5,19; Mt. 9,22;
Q/Lc. 11,14). Lintegrazione sociale poteva accompagnarsi anche allammissione
al gruppo di Ges (il Geraseno che vuole seguire Ges, Mc. 5m18; esorcismo della
Maddalena, Lc. 8,2).
Cosa si intendeva per mago nella Palestina di Ges? Quali erano le reali
credenze cultuali?
In genere gli studiosi individuano elementi giudaici e greco-romani
nellambiente palestinese dellepoca di Ges. Ma una distinzione schematica. La
popolazione di lingua semitica del territorio non era necessariamente tutta di
ceppo giudaico. I Giudei avevano invaso larghissima parte della Palestina tra il
125 e il 75 a.C. Non c'era stata per un'omologazione culturale: c'erano state
conversioni forzate al giudaismo di molti Israeliti presenti nel territorio ma non
c'era stato controllo assoluto. Vari elementi nellambiente di Ges: endemico,
palestinese, paganesimo semitico. In precedenza la regione era stata lungamente
influenzata da credenze fenicie ed egizie. Importante fu anche l'influenza persiana
nello sviluppo del monoteismo e della demonologia. L'influenza persiana aveva
introdotto il concetto di una controgerarchia di demoni organizzata sotto la guida
di un capo.
Infine, un altro influsso fu quella della dominazione Greca e Romana (oltre che
governi fantoccio dei Romani, come quelli di Ircano e degli Erodi).
Comune a tutte queste culture era la credenza che il mondo fosse abitato da una
sterminata popolazione di esseri sovrannaturali: dei, angeli, demoni, spiriti dei
morti. Anche i Giudei ortodossi, pur credendo in un unico dio, ammettevano
l'esistenza di entit soprannaturali positive e negative. Cerano differenze
gerarchiche tra gli spiriti: gli spiriti dei morti erano al livello pi basso, ma erano
entit che, se utilizzate da persone consapevoli, potevano mettere in contatto gli

uomini con entit superiori. Yahweh non fa eccezione: nei papiri magici il nome di
Yahweh compare con frequenza in riti di natura magica.
Il Sefer ha- Razim, Il Libro dei Segreti), un testo magico di epoca tarda romana
che fornisce istruzioni sul culto di angeli e demoni, indica le preghiere e i sacrifici
da compiere per queste potenze minori. Le trattative private con esseri
sovrannaturali costituiscono il corpo principale di ci che definiamo magia o
religione individuale. Non sempre c' distinzione netta tra testi religiosi e
cronache di pratiche religiose e testi dei papiri magici con le pratiche che
prescrivono. Ad esempio: nei Salmi ricorrono spesso formule per l'annientamento
di un nemico (che sono reputate formule magiche): Salmi 35, 58, 69, 69, 109,
141.
Il termine greco corrente per mago, all'epoca di Ges, era goes: un termine
dalla gamma semantica ampia, solitamente dispregiativo, ma non sempre.
Platone usa il termine goeteia, parlando del demone Eros come intermediario tra
gli uomini e gli dei (Simposio, 202e).
Platone scrive: Per mezzo suo (di Eros) ogni divinazione resa possibile, e la
scienza dei sacerdoti e degli specialisti in sacrifici, iniziazioni e incantesimi, e in
ogni profezia e goeteia.
Qui goeteia una tecnica rituale particolare, ma considerata alla stessa stregua
delle altre, dunque legittima e riconosciuta. Per Walter Burkert era una forma di
lamentazione per i morti dove i goetes andavano in estasi e si credeva
accompagnassero il defunto nel viaggio verso il mondo sotterraneo (una forma di
sciamanismo?). L'abilit dei goetes nell'affascinare il proprio uditorio era tale che
il termine veniva applicato anche a falsi ma persuasivi oratori (definiti sofisti o
goetes). Euripide, o Platone del Menone usano goeteia anche in senso
negativo, per indicare la falsit in generale. In alcune citt greche i goetes
erano passibili di arresto. Il campo d'azione della goeteia nel mondo classico:
contatti col mondo sotterraneo, medium, necromanzia, incantesimi, maledizioni,
e, per estensione, ogni persuasione deviante. Ai tempi del Nuovo Testamento,
Giuseppe Flavio (Guerra giudaica, II) descrive come goetes gli uomini che fanno o
promettono di fare miracoli: dividere le acque del Giordano, fare crollare le mura
di Gerusalemme, sopraffare i Romani e dare al popolo salvezza e tregua da ogni
affanno.
Il livello superiore di goes era magos: i magi erano un clan sacerdotale della
Media apparso sulla scena greca nel 540 a.C. quando il re Ciro invase le citt
greche dell'Asia Minore. Erodoto, nel V secolo a.C., scrive che erano interpreti di
sogni, presagi e portenti. Ne parlano anche Plinio il Vecchio, Storia Naturale, XXX,
14-17 e Plutarco, Iside e Osiride 46 e 47.

Il concetto di Uomo divino


L aner theios era un dio, o un demone che si muove nel mondo in un vero corpo
umano. Aveva tutte le facolt del magus ma faceva miracoli col proprio insito
potere divino, senza bisogno di rituali o incantesimi (tale era definito anche
Pitagora).
I papiri magici descrivono una serie di riti grazie ai quali un uomo pu ottenere
per s uno spirito come fedele compagno (paredros) (PGM I, 181 ss; Lc, 7, 6-10).
Alcuni riti magici erano in grado di deificare il mago, o mettendolo in sintonia
con qualche dio in una unione perfetta e durevole o mutando forma, natura e
potere della propria anima per renderla divina. Un uomo divino famoso
nellantichit fu Apollonio di Tiana, un contemporaneo di Ges autore di miracoli
(Vita di Apollonio, scritta agli inizi del III secolo d.C. da Flavio Filostrato, per volere
dell'imperatrice Giulia Domna).
Se osserviamo il filone semitico, l'immagine per certi versi differente. Nei secoli
successivi all'esistenza di Ges, la magia stata collegata alla follia. I rabbi
definiscono un folle come uno che va in giro da solo durante la notte e passa la
notte in un cimitero, si strappa i vestiti e qualunque cosa gli venga data. I rabbi
distinguono anche tra un folle in quanto tale e un mago che trascorre la notte in
un cimitero perch uno spirito venga su di lui. C incertezza nello stabilire se
uno che avesse uno spirito ne fosse possessore o posseduto. Anche le accuse a
Ges riflettono questa incertezza: in alcune si dice che fosse posseduto, in altre
che, avendo un controllo sul demone, potesse fargli compiere miracoli. Nel mondo
semitico si riscontrano tre opinioni su Ges
-

Necromanzia: aveva ottenuto il controllo dello spirito del Battista

Controllo di un demone: Ges controllava il demone di una potenza


sovrannaturale negativa (Beelzebl)

Natura divina.

Le tre spiegazioni si intrecciano nelle stesse fonti (Vangeli, Atti). Ma anche nel
Vecchio Testamento c unanaloga sovrapposizione.
NellAntico Testamento, il Ba al ob era Il signore di uno spirito divinatorio. Gli
obot (plurale di ob): categoria di esseri ritenuti spiriti dei morti (o divinit
inferiori). Gli obot potevano introdursi negli uomini e vivere dentro di essi. Luomo
posseduto detto uno che ha un ob. (si veda la definizione Uno che ha in se un
ob in Salmi, 28,7). La legge sacerdotale prevedeva la lapidazione. Abbiamo
alcuni esempi di personaggi legati agli Obot:

La strega di Endor che evoca lo spirito di Samuele per Saul

Re Salomone: personaggio magico che aveva controllo sui demoni.

Esempi di papiri magici con invocazione di un demone


paredros