Sei sulla pagina 1di 7

LUOGHI DI ENERGIA

di Alessandro Coscia

I Tumuli Sacri
di Thurii
Una serie di tumuli che si ergevano nel sito dell’antica Thurii, scavati al-
la fine dell’Ottocento, ci hanno restituito alcune sepolture misteriose.
Chi erano gli individui venerati in quelle tombe sacre?
In apertura,
Ade e Persefone in trono, da Lo-
cri, 470 a.C. circa, Museo Nazio-
nale di Reggio Calabria. Nella pa-
gina seguente, in alto la piana di

Q uesta storia comincia nel


1879, agli albori dell’archeo-
logia italiana. L’ingegnere
Francesco Saverio Cavallari,
su impulso della Direzione Generale
dei Musei e degli scavi, iniziava una se-
rie di campagne di scavo sistematiche
nei territori “dell’antica Magna Grecia”.
La vicenda è raccontata nei dettagli dal
bel libro di Angelo Bottini, Archeologia
Sibari, con lo sfondo delle Monta-
gne di Orsomarso, in basso Cori-
gliano Calabro.

• 64
della salvezza. Lo scopo dichiara-
to delle ricerche era quello di in-
dividuare i siti di due celebri città
greche d’Italia: Sibari, antica fon-
dazione achea distrutta dalla riva-
le Crotone nel 510 a.C., e la colo-
nia “panellenica” di Thurii, co-
struita sulle rovine della prima
nel 444 a.C.
Come è capitato spesso nella sto-
ria dell’archeologia, l’obiettivo
reale non fu raggiunto (l’identifi-
cazione corretta del sito sarebbe
avvenuta solo nel 1932), ma ci si
imbatté in una scoperta per mol-
ti versi straordinaria. Cavallari fu
attirato da alcune alture - dette nel
dialetto locale “timponi” - che si
stagliavano sulla riva meridionale
del fiume Crati, nell’odierno comune di Corigliano dovevano far parte di una corona aurea, «si è raccolta
Calabro. Un primo sondaggio in uno dei timponi, una laminetta d’oro purissimo, larga mill. 23, ripiega-
però, non diede alcun esito. Nonostante tutto, Caval- ta sei volte». Un esame più accurato rivelò che «nella
lari era convinto dell’origine artificiale di quelle colli- prima piegatura della stessa» era contenuta «una la-
ne. E i fatti gli diedero ragione: al secondo tentativo, minetta più piccola, egualmente di oro, larga mill. 15,
fatto in corrispondenza del “timpone Paladino”, lo ripiegata quattro volte». Il testo della lamina più gran-
scavo rivelò che si trattava di un elevato non naturale, de rappresenta ancora un rompicapo per gli studiosi:
costruito in relazione a una sepoltura, ormai vuota. un miscuglio di termini comprensibili e di parole sen-
za apparente senso. I termini intellegibili sono: «A
Il “timpone grande” Protogono… alla Terra Madre, a Cibele, a Kore (figlia)
I lavori al timpone Paladino furono dunque interrot- di Demetra… Zeus, Aria, Sole, Fuoco che conquista
ti e ci si concentrò su una altura detta “Timpone gran- tutto (attraverso tutte le città) Fortuna e Fanes, Moi-
de”: una collinetta con «un diametro alla base di m. re che tutto ricordate. Tu, o demone glorioso Padre
28 circa […] alta fino al vertice metri 8,00». Cavallari che tutto domini… compensazione Aria, Fuoco, Ma-
realizzò al Timpone grande un’indagine esemplare dre, Nesti, notte, giorno... Digiunando per sette gior-
sotto il profilo metodologico – considerata l’epoca - ni, Zeus… che tutto vede, sempre, Madre, ascolta la
con un’attenzione minuziosa per la sequenza strati- mia preghiera… Bei sacrifici Sacrifici… Demetra, Fuo-
grafica. Furono così rilevati dodici strati (alcuni dei co, Zeus, la sotterranea Kore Eroe… Luce nel cuore
quali restituirono frammenti di ceramica decorati a fi- alla Madre… Kore Terra… Aria… nel cuore». La natu-
gure rosse e altri a vernice nera, databili tra V e IV se- ra enigmatica (in senso letterale) di questo scritto ap-
colo a.C.) più un tredicesimo, sottile, composto di ce- pare evidente se si esamina il testo originale, in greco,
nere mista a carbone e «ad una materia filacciosa, co- qui riportato con le parole “comprensibili” trascritte in
me fibre di legno semibruciato». Dopo vari tentativi e minuscolo (vedi figura). Nella generale e voluta oscu-
un allargamento della trincea di scavo a partire dalla
sommità, si arrivò infine alla tomba. La sepoltura con-
teneva i resti di uno scheletro con tracce di cremazio-
ne, ma ancora riconoscibile sia nelle sue parti anato-
miche che nell’orientamento. Un lenzuolo bianco
(«quasi intatto ma ridotto fragilissimo») copriva quel
che rimaneva del cadavere. I frammenti di legno, con
chiodi e pezzi di ferro ossidati, sembrano indicare pe-
raltro che il corpo fu inumato in una cassa. Sul petto
dello scheletro furono rinvenuti alcuni oggetti integri,
in seguito scomparsi in circostanze poco chiare (tutto
il corredo fu trasferito al museo di Reggio, dove se ne
sono perse le tracce): due placche in argento, decora-
te con la figura di una testa femminile, probabilmen-
te elementi decorativi di vesti o di una corazza in
cuoio; un “ago crinale” in ferro, il cui uso non fu com-
preso dagli scavatori, ma che può essere identificato
con uno stilo, come vedremo. Infine, il rinvenimento
più importante, per fortuna giunto fino a noi: “vicino
alla testa” del defunto, oltre ad alcune placchette che

65 •
I TUMULI SACRI DI THURII
gna archeologica, affidata ben pre-
sto ad un altro responsabile, l’inge-
gnere L. Fulvio, fu condotta in ma-
niera meno accurata della prece-
dente e i dati di scavo non furono
registrati in maniera impeccabile.
In ogni caso, furono recuperate tre
tombe a cassa: accanto alla mano
destra degli scheletri c’erano altret-
tante laminette d’oro, datate alla
metà del IV secolo a.C. Riportia-
mo il testo delle prime due (la ter-
za è simile alla seconda): «Vengo
pura dai puri, o regina dei morti
Euklês, Eubuleus e voi altri dei
immortali: ché io dichiaro di ap-
partenere alla vostra stirpe beata.
In alto, rità emergono in maniera esplicita che procedi a destra verso i prati Mi soggiogarono con il fulmine la
il timpone i rimandi alle divinità Demetra e sacri e i boschi di Persefone». Moira e il lanciatore di folgori e
grande di Kore, titolari dei Misteri di Eleusi, volai via dalla ruota dolorosa e gre-
Thurii a Zeus, alla Grande Madre Cibele Le sepolture del ve di patimenti, e salii con i piedi
(sezione). e a divinità ricorrenti nelle cosmo- “Timpone piccolo” veloci sull’agognata corona e ripa-
Al centro, gonie orfiche: Protogono e Fanes Pochi giorni dopo le scoperte nel rai in grembo all’infera padrona e
piana di Si- (spesso sovrapponibili in un’unica Timpone grande, Cavallari dispo- discesi dalla desiderata corona con
bari, localiz- figura). Si è giustamente parlato di se lo scavo di un altro cono, detto i piedi veloci “O beato e fortuna-
zazione de- “encryption”: una composizione «Timpone piccolo di Favella della tissimo, sarai dio invece che mor-
gli scavi di di lettere disposte in modo da ce- Corte, situato ad Occidente e di- tale!” Capretto caddi nel latte.
Cavallari e lare le parole sacre riservate agli ini- scosto circa met. 265 dal Timpo- Vengo pura dai puri, o regina dei
Fulvio del ziati. In altri termini, una sorta di ne grande». Il tumulo misurava 18 morti Euklês, Eubuleus e voi altri
1879-1880. puzzle simile a quelli che oggi si metri di diametro e 5 di altezza. dèi demoni: ché io dichiaro di ap-
In basso, trovano nelle riviste enigmistiche, Purtroppo questa seconda campa- partenere alla vostra stirpe beata, e
piana di Si- in cui il lettore deve identificare pa-
bari, uno dei role dotate di significato in mezzo
timponi an- a una massa di lettere apparente-
cora visibili mente incoerenti. La laminetta in-
(da Angelo terna, pur nel suo linguaggio allu-
Bottini, sivo, risulta invece più comprensi-
Archeologia bile. «Ma non appena l’anima ab-
della bandona la luce del sole, verso de-
salvezza). stra (procedi), serbando ogni pre-
cetto dentro te. Rallegrati, tu che
hai provato quest’esperienza, né
mai prima la provasti. Da mortale
sei divenuto dio. Capretto cadesti
nel latte. Rallegrati, rallegrati, tu

pagai la pena di azioni per nulla


giuste, che mi soverchiasse la Moi-
ra o il bagliore delle folgori E ora
sono giunto supplice presso Per-
sefone santa, perché benevola mi
mandi alle sedi dei puri».

I tumuli degli iniziati


Il tumulo è una struttura funeraria
che, nel mondo greco, è legata a
ben precise valenze simboliche: un
soros (tumulo, in greco) fu eretto
nel luogo dove vennero cremate le
ceneri degli ateniesi morti nella
battaglia di Maratona contro i Per-

• 66
LUOGHI DI ENERGIA
siani (490 a.C.). Tumuli furono innalzati per conser- mento rituale rivela l’appartenenza a un’élite e si ac-
vare le spoglie di sovrani e celebrarne la memoria (Ni- corda con il modello mitologico e religioso della
cocreonte, re di Cipro, o le tombe della dinastia ma- morte per folgorazione, evento che divinizza la vitti-
cedone, a Vergina). Dunque, una sepoltura che si col- ma e che qui, forse, fu riprodotto artificialmente, eli-
loca sotto il segno della celebrazione “eroica” di un minando col fuoco la parte corruttibile del cadavere.
defunto, che lo colloca in una dimensione superu- L’iniziato di Thurii fu onorato, come un eroe divino
mana. Nel contesto iniziatico, la valenza politico-ce- (“da uomo sei diventato dio”, dice la laminetta che lo
lebrativa diventa religiosa: il termine “eroe” muta cam- accompagna nell’Ade), in occasioni anche successive
po semantico – direbbero i linguisti – e designa il my- alla sua tumulazione. Come scrive Burkert: «con sa-
stes che ha seguito le corrette pratiche rituali, che ha crifici ripetuti, fatti con enormi fuochi e oblazioni,
mutato l’essenza interiore e diviene, dunque, eroe. questo tumulo sarà cresciuto pian piano». Gli “og-
Una lamina d’oro, rinvenuta a Petelia (in Calabria), getti parlanti” (il cosiddetto ago metallico, che a que-
sancisce questo destino, per l’iniziato: «e tu regnerai sto punto conviene chiamare stilo, e le lamine iscrit-
sugli altri eroi». E in questo ambito abbiamo dei con- te) che componevano il suo corredo funebre ci dico-
no che la scrittura aveva un con-
notato sacro fondamentale per
questo individuo.

L’indovino ateniese
Chi era dunque questo personag-
gio, mistico e intellettuale, proba-
bilmente autore o commentatore
di hieroi logoi (libri sacri), ope-
rante e vivente a Thurii, tra la fine
del V e l’inizio del IV secolo
a.C.? Le fonti antiche – come ha
suggerito Walter Burkert - ci par-
lano di un individuo il cui iden-
tikit si avvicina alle caratteristiche
che abbiamo appena tratteggiato:
Lampon, un’interessante figura di In pagina,
mantis (indovino e profeta) ate- lamina d’oro
niese per nascita, legato ai sacer- dal timpone
fronti: un tumulo circolare del diametro di 14 metri, doti eleusini ma vicino anche all’orfismo. Il nostro grande di
scavato a Kallatis (sulle sponde del Mar Nero, in Ro- mantis fu proprio uno degli ecisti (fondatori ufficiali) Thurii, Museo
mania), negli anni ’60, restituì il corpo di un uomo, di Thurii, a capo dei coloni che si installarono in Ma- Archeologico
avvolto in un semplice lenzuolo. Sul capo, l’inumato gna Grecia nel 444 a.C. Nonostante Platone paro- Nazionale di
aveva posato una corona metallica a intreccio di rami diasse queste figure di mistici indovini che, nella Re- Napoli.
e nella mano sinistra un rotolo di papiro iscritto, pur- pubblica, ci descrive capaci di «persuadere città inte-
troppo irrimediabilmente corrotto dopo l’apertura. re» presentando cataste di libri di Orfeo e di Museo,
Nel terreno circostante, quattro vasi riconducibili ad sotto il velo del mistero e dei travisamenti delle fonti
atti di culto praticati dopo la tumulazione, come nel antiche, sembra di scorgere la presenza e l’azione di fi-
“timpone grande”. Anche la datazione (inizi del IV gure iniziatiche che facevano proselitismo in vari cen-
secolo a.C.) accomuna la sepoltura di Kallatis a quel- tri del mondo greco antico. Un particolare può suo-
la di Thurii. Ma le tombe più famose – tra gli studiosi nare strano: se Lampone fu venerato come eroe fon-
di orfismo – sono le due scoperte a Derveni, in Ma- datore di Thurii, perché il suo sepolcro non fu collo-
cedonia, che contenevano i resti incinerati di due in- cato al centro della città, nel cuore politico-religioso
dividui, conservati in crateri (uno dei quali è lo splen- della comunità, come è attestato per altri sepolcri di
dido vaso in bronzo dorato con scene dionisiache): eroi fondatori di colonie? Il contesto topografico sem-
una sepoltura ci ha restituito, tra i vari elementi del bra invece segnalarci la volontà da parte dei defunti
corredo, un contenitore con un oggetto metallico, in- dei timponi di distinguersi, almeno in senso simboli-
terpretabile come uno stilo e una corona a foglie d’o- co, dal resto del corpo civico.
ro; l’altra, i resti, scampati alla cremazione, di un pa-
piro detto “papiro di Derveni”, che contiene un im- La ruota, la corona, il grembo della dea
portantissimo commentario filosofico a un poema Le formule sacre che leggiamo nei testi delle lamine,
orfico che ha più di un punto di contatto con il testo dettate agli scribi (o scritte direttamente) dagli iniziati,
criptato del Timpone grande. Questa ricognizione di facevano probabilmente parte di un repertorio più
sepolture “iniziatiche” ci aiuta a tentare un’interpreta- ampio che veniva selezionato di volta in volta. Da qui,
zione più approfondita dei tumuli di Thurii. Il mi- per noi, l’ermetismo di testi appartenenti alle “cose in-
sterioso individuo sepolto nel “timpone grande” fu dicibili”, che sfruttavano il procedimento dell’espres-
sottoposto a una semicremazione. Questo procedi- sione enigmatica e avevano come riferimento riti di

67 •
I TUMULI SACRI DI THURII

l’anima (Erodoto, Diogene Laer-


zio). Ed è su quest’ultimo valore
del termine che ci si deve soffer-
mare: chi parla non vuol semplice-
mente (e banalmente) dire di aver
cessato di vivere. L’iniziato, in aper-
tura, ha appena dichiarato di «ve-
nire puro dai puri», formula ritua-
le che designa lo status raggiunto
dal miste, tramite l’ascesi «perse-
guita non solo da lui stesso ma an-
che dai suoi genitori, siano essi
biologici o rituali», come scrive lo
studioso Franco Ferrari. La purez-
za mistica era strettamente connes-
sa alla liberazione dal ciclo delle
nascite, un ciclo che è appunto do-
loroso e greve di patimenti (così
come “dolorosi” sono definiti i
sentieri della vita da Empedocle,
filosofo che sicuramente ebbe con-
tatti con circoli e dottrine misteri-
che). Ritengo che “i puri” (in greco
katharoi, da cui i Catari medioeva-
li) fosse uno dei termini con cui gli
appartenenti a questa comunità si
autodefinivano. Un’iscrizione rin-
venuta a Cuma (colonia fondata
dai Greci dell’Eubea), sulla lastra
di una tomba del V secolo a.C., ci
cui quasi tutto ci sfugge. È chiaro sacralizzati), ma allo schema sim- svela forse il nome di un’altra setta,
però l’aggancio al momento della bolico della morte del corpo tra- affine a quella di cui stiamo par-
morte e a una cerimonia funebre, mite il fuoco, porta privilegiata ver- lando: «non è lecito seppellire qui
celebrata da sacerdoti e praticanti so l’immortalità e l’eroizzazione. chi non è bebakcheumenos». I be-
del culto: il miste dichiara di veni- L’anima, quindi, pronuncia una bakcheumenoi (in greco: coloro
re al cospetto di Persefone e svela la frase suggestiva: «Volai via dalla che sono divenuti bakchos) erano
causa della morte: «mi soggiogaro- ruota (o dal cerchio) dolorosa e probabilmente gli adepti di una
no con il fulmine la Moira e il lan- greve di patimenti». Questo sim- comunità dionisiaca, che avevano
ciatore di folgori». Non ci si riferi- bolo condensa una serie di signifi- raggiunto la condizione di bak-
sce, qui, ad un evento reale (anche cati, tutti attestati in antico: il cir- chos, cioè avevano non solo speri-
se c’è chi ha pensato che i defunti colo della vita umana, la ruota del- mentato l’identificazione col dio,
dei timponi fossero individui ucci- la sofferenza (e della tortura), ma ma vivevano in modo tale che que-
si da un fulmine vero e per questo anche il ciclo delle migrazioni del- sto status fosse permanente. Con
In alto, orgoglio, questi iniziati, proclama-
lamina d’oro vano la loro diversità sostanziale
dal timpone dagli altri, che si esprimeva anche
piccolo di nel divieto di seppellire nella loro
Thurii, Mu- necropoli i non iniziati. Allo stesso
seo Archeo- modo, i katharoi dei timponi evi-
logico denziavano la loro purezza e si fa-
di Napoli. cevano seppellire in un contesto
In basso, simbolicamente (e topografica-
lamina d’oro mente) distinto. Le parole delle la-
di Thurii, mine auree sembrano riecheggiate
prima metà e rese in immagini in un dipinto di
IV secolo Van Gogh: nel quadro La ronda
a.C. (Museo dei carcerati il pittore olandese ri-
Archeologi- trae l’ora d’aria dei prigionieri che
co di Napo- camminano in circolo, metafora
li). dell’angosciante condizione uma-
na, del peso della vita, un cerchio

• 68
LUOGHI DI ENERGIA
ribaltamenti, il regno infero bagnato dal fiu-
me Stige (in greco “l’Odiosa”) diventa “ago-
gnato”, così come il terribile Hades diventa
Eukles (Glorioso): qui si evidenzia la netta
opposizione della concezione misterica del-
la morte rispetto a quella dell’opinione co-
mune.
Al sistema di segni rituali che gli iniziati uti-
lizzavano deve essere ricondotta anche la for-
mula: «Riparai (o “mi immersi nel”) in grem-
bo all’infera padrona». Qui il linguaggio mi-
sterico utilizza la metafora del kolpos (grem-
bo). Nel greco antico, “rifugiarsi nel grembo
di…” indica il gesto di protezione del fanciul-
lo che cerca riparo presso la madre e abbia-
mo vari riferimenti letterari: Thetis che acco-
glie nel suo grembo Dioniso ed Efesto, nel-
l’Iliade; e l’isola di Delo che prende nel
grembo il piccolo Apollo, in Callimaco. L’a-
nima del miste compie il gesto della suppli-
ca, abbracciando le ginocchia di Persefone e
posando il capo nel suo grembo. Ma nel co-
dice iniziatico il grembo diventa simbolo co-
smico della rinascita dell’anima e, ancora
una volta, nella dinamica del rovesciamento,
Persefone, dea dei morti, diventa dea di vita.
E’ difficile infatti sfuggire alla suggestione che
doloroso e greve di patimenti. Il miste, dunque, è il rifugio nel grembo sia un ritorno all’utero materno
sfuggito al ciclo delle morti e rinascite, perché ormai è della dea, che prelude alla vera rinascita. Possiamo so-
dispensato dal pagamento di azioni per nulla giuste, lo immaginare, inoltre, la componente rituale che era
come è scritto in una delle lamine. Quali azioni? La sottesa a questo resoconto della divinizzazione: nei
presenza di Dioniso, invocato col nome di Eubuleus misteri del dio Sabazio, ad esempio, un serpente ve-
(il benevolente) tra i giudici a cui l’anima si rivolge, ci niva fatto scivolare lungo il grembo degli iniziati in ri-
fornisce la risposta: gli uomini, infatti, devono sconta- cordo dell’ingresso di Zeus in forma di serpente nel
re la pena per l’offesa recata alla dea Persefone in un corpo della figlia Persefone, da cui nacque Dioniso. In alto,
remoto passato, quando - co- Il momento della rinascita è La ronda dei
me scrive il poeta Pindaro - i seguito dal makarismos, la carcerati, di
Titani, progenitori degli uo- formula di beatitudine pro- Van Gogh,
mini, smembrarono suo fi- nunciata dalla dea e/o dalle metafora del
glio, il piccolo Dioniso. La anime dei beati (e, nel rito, ciclo delle
circolarità accomuna altre dall’officiante che imperso- reincarnazio-
immagini che ricorrono in nava la divinità o dal coro de- ni cui è sog-
questi testi: l’archetipo misti- gli iniziati). Ora il miste è or- getta l’ani-
co del cerchio viene proposto mai “beato” e “fortunatissi- ma.
all’iniziato come immagine mo”, pronto a raggiungere gli In basso,
su cui meditare, da interio- altri privilegiati. Questa con- il cratere di
rizzare a livello subliminale. dizione è suggellata dalla for- Derveni.
Infatti, l’anima, rievocando la mula: “capretto caddi nel lat-
sua ascesi, dice: «Salii con i te”, con cui l’anima stessa
piedi veloci sull’agognata co- commenta il nuovo status. La
rona». La corona dove l’ani- sequenza compare anche
ma è arrivata è, in antitesi col nella lamina del timpone
cerchio doloroso della vita grande, alla seconda persona
umana, il luogo circolare do- e, in due lamine rinvenute a
ve hanno sede gli dei Hades, Pelinna (Tessaglia): «Toro
Persefone e Dioniso (il regno balzasti verso il latte / capra
dell’oltretomba è speculare a balzasti verso il latte /ariete
quello terreno, che è appun- cadesti nel latte». Il miste di-
to circolare, in quanto cir- venta capretto, toro, ariete: so-
condato dal fiume Oceano). no gli animali non solo sacri
In questo gioco di specchi e a Dioniso, ma animali con

69 •
I TUMULI SACRI DI THURII

loro status iniziatico non era anco-


ra giunto al gradino supremo.
Non lo sapremo mai. Certo è che,
nella Thurii del V-IV secolo (dove
risiedette anche Erodoto, che scri-
ve di culti orfici e bacchici, acco-
munandoli a quelli egiziani e pita-
gorici) viveva una comunità di mi-
sti devota a un culto esoterico -
complesso e raffinato – di Deme-
tra, Persefone e Dioniso. Il leader
di questo culto locale fu seppellito
come un dio e venerato nel corso
del tempo e il suo sepolcro attirò,
con una dinamica centripeta, le se-
polture di altri misti. L’archeologia
non ci ha lasciato testimonianze
dirette di un edificio cultuale di
Demetra e Persefone, a Thurii. Ma
cui il dio viene identificato e nei Ninfe, sue nutrici. Nel titolo del- nelle città vicine, come Locri, i
quali si tramuta, in vari racconti l’inno si raccomanda la libagione santuari delle due dee erano famo-
mitologici. L’iniziato dunque su- del latte: è il latte che sgorga dalle si e rinomati. Non è escluso dun-
bisce una metamorfosi analoga a capre che pascolano i prati di Per- que che, un giorno, gli scavi ci re-
quella del dio. Si conferma qui ciò sefone, o dal suolo stesso, la misti- stituiscano il luogo sacro dove i
che è emerso nella altre testimo- ca bevanda che – scrive il poeta Si- katharoi celebravano le loro ceri-
nianze di culti misterici (vedi Fe- monide – permette al miste di monie. Un luogo che poteva ben
nix n. 35): l’iniziato è bakchos, co- “crescere” nel nuovo ambiente ol- essere un megaron, una stanza sot-
me bakchos è Dioniso. Il miste vi- tremondano, con le rughe spiana- terranea o una cavità apprestata
ve dunque la medesima esperien- te e la corona sul capo, come l’ini- con oggetti rituali, in linea con
za del dio, attinge al divino con la ziato del timpone grande. Siamo l’accezione infera della dea. Favori-
sua metamorfosi di morte e rina- dunque in presenza di una ceri- no e Giamblico scrivono che la di-
scita, così come Dioniso muore e monia coerente e articolata, com- mora di Pitagora, a Metaponto, di-
In alto, rinasce. Lo smembramento del posta da un sistema di atti e paro- venne un santuario di Demetra.
il papiro di dio è dunque il primo atto di un le rituali che culminano con la ri- Pitagora si riuniva con i suoi disce-
Derveni (fi- processo che si conclude con la ri- generazione del praticante. Se due poli in antri sotterranei. Discesa
ne IV sec. composizione dell’unità. Elemen- lamine, tra quelle di Thurii, pro- agli inferi e iniziazioni sotterranee
a.C.). È il to integrante di questa rinascita è il clamano la divinizzazione del de- sono legate in maniera ancora da
più antico latte, il latte della (dea) madre. In funto, le altre due invece si con- decifrare ai culti misterici che
papiro orfi- un inno orfico, il Dioniso ctonio cludono con la supplica del miste. fanno leva sulla credenza nelle
co cono- (infero), dopo essere stato tramuta- Forse per queste due anime, la ga- reincarnazioni, così come la
sciuto e to in capretto, si risveglia nella casa ranzia di “salvezza” non c’era, per- scuola pitagorica. Ma questa è
contiene il di Persefone e viene accudito dalle ché toccate dalla morte quando il un’altra storia.
commenta-
rio a un
poema
orfico.
In basso,
trascrizione
del testo
inciso sulla
prima lami-
na del tim-
pone gran-
de. In alfa-
beto greco
Chi è Alessandro Coscia
Laureato in archeologia e storia
minuscolo
dell'arte antica, lavora presso la
i termini
Pinacoteca di Brera. Ha
comprensi-
collaborato a varie trasmissioni
bili.
come autore televisivo e ha
scritto articoli per riviste
specializzate. È appassionato di
• 70
storia delle religioni.

Potrebbero piacerti anche