Behauvioural Finance
Behauvioural Finance
La
RELATORE:
[Link] PROF. Baldan Cinzia
CORRELATORE:
[Link] PROF. Rocco Lorenzo
LAUREANDO: DellAnno Giuseppe
MATRICOLA N. 1037892
INDICE
INTRODUZIONE ...................................................................................................................... 3
CAPITOLO 1 ............................................................................................................................. 5
Dalla Finanza Tradizionale alla Finanza Comportamentale....................................................... 5
1.1 Premessa ........................................................................................................................... 5
1.2 La Teoria Finanziaria Classica ......................................................................................... 5
1.2.1 Efficient Market Hypothesis ...................................................................................... 5
1.2.2 Teoria dellUtilit Attesa ........................................................................................... 7
1.2.2 Critiche alla Teoria Finanziaria Classica ................................................................... 8
1.3 La Finanza Comportamentale ......................................................................................... 11
1.3.1 La Prospect Theory.................................................................................................. 12
[Link] Fase di Editing ...................................................................................................... 13
[Link] Fase di Valutazione ........................................................................................... 15
CAPITOLO 2 ........................................................................................................................... 20
I fattori determinanti le scelte degli individui .......................................................................... 20
2.1 Premessa ......................................................................................................................... 20
2.2 Euristiche e Biases .......................................................................................................... 21
2.2.1 Euristica della Disponibilit .................................................................................... 21
2.2.2 Euristica della Rappresentativit ............................................................................. 22
2.2.3 Euristica dellAncoraggio ........................................................................................ 23
2.2.4 Overconfidence e Ottimismo ................................................................................... 23
2.2.5 Lillusione del controllo .......................................................................................... 24
2.2.6 Underconfidence ...................................................................................................... 24
2.2.7 Il senno di poi (hindsight bias) ................................................................................ 25
2.2.8 Effetto Dotazione ..................................................................................................... 25
2.2.9 Euristica 1/n ............................................................................................................. 26
2.2.10 Distorsione da Conferma ....................................................................................... 26
2.2.11 Herding Behavior (Comportamento gregario) ...................................................... 27
2.3 Mental Accounting ......................................................................................................... 27
2.4 Spiegazione comportamentale di due fenomeni finanziari............................................. 29
2.4.1 Equity Premium Puzzle ........................................................................................... 29
2.4.2 Il disposition effect .................................................................................................. 30
1
INTRODUZIONE
Per lungo tempo, lanalisi dei fenomeni finanziari si basata sulla teoria tradizionale fondata
sul presupposto che gli individui si comportino in maniera razionale. Questa ipotesi ha
permesso di affrontare in modo rigoroso e coerente diverse problematiche. Negli ultimi
trentanni, per, la finanza comportamentale si dimostrata un metodo alternativo di maggior
efficacia. Essa, trovando validit nella psicologia cognitiva, nella sociologia e
nellantropologia, ha privilegiato il realismo delle ipotesi rispetto al rigore del metodo e dei
risultati.
I primi lavori di finanza comportamentale vengono pubblicati da Hersh Shefrin e Meir Statman
tra il 1984 e il 1985, subendo un progressivo sviluppo grazie alle ricerche degli studiosi Richard
Thaler, Robert Shiller e molti altri. Tuttavia, i veri padri fondatori di questa nuova disciplina
sono stati gli psicologi Daniel Kahneman, Amos Tversky e Paul Slovic che, a partire dalla prima
met degli anni Settanta, hanno dimostrato che la psicologia cognitiva pu contribuire al
rinnovamento della teoria delle decisioni economiche.
La finanza open-mind, cos definita da Richard Thaler (1993), si presenta dunque come la
disciplina che studia il funzionamento dei mercati e il comportamento degli operatori, per avere
una visione maggiormente realistica del complesso mondo finanziario.
Detto ci, possibile comprendere come la finanza e la psicologia, ambiti apparentemente
divergenti, possano trovare un punto di congiunzione considerando che i protagonisti del
mondo finanziario sono individui e quindi lanalisi dei loro comportamenti pu essere
importante per spiegare alcune anomalie presenti nelle scelte finanziare attuate. Pertanto, la
critica principale rivolta alla finanza classica riguarda lipotesi su cui si fonda e cio che i
mercati sono composti da individui perfettamente razionali con una conoscenza precisa della
struttura economica in cui si muovono.
Lobiettivo del presente lavoro quello di confrontare la teoria finanziaria tradizionale e quella
comportamentale, evidenziando la complementariet di tali approcci che risulta essere
fondamentale nellanalisi e nella comprensione mondo finanziario.
Lelaborato diviso in tre capitoli:
1. Il primo capitolo analizza le teorie principali della finanza classica e le principali
criticit emerse. Viene inoltre introdotta la Finanza Comportamentale, attraverso la
Prospect Theory che ne costituisce il pilastro fondamentale.
2. Il secondo capitolo approfondisce la teoria comportamentale studiando le euristiche e
bias che caratterizzano le strategie di scelta degli individui. Di fatto, lanalisi della
CAPITOLO 1
Dalla Finanza Tradizionale alla Finanza Comportamentale
1.1 Premessa
La Finanza Comportamentale nasce con il presupposto di spiegare alcuni fenomeni che
risultano non del tutto comprensibili alle ipotesi della Finanza Tradizionale andandone a
chiarire i limiti descrittivi.
Dal 1970, con lo studio di Fama1 sull Efficient Market Hypothesis, il concetto di equilibrio
razionale stato il cardine della moderna finanza.
Tuttavia molti sono i puzzle e le anomalie di mercato associate al concetto di razionalit
dellindividuo, e queste evidenze hanno portato il mondo accademico a dividersi in due filoni:
Razionalisti i quali insistono sullipotesi che tali anomalie siano frutto di errori statistici o di
errata misurazione dei rischi;
Behaviuralist i quali sostengono che, al cospetto delle molte evidenze empiriche e teoriche,
il Mercato Non Efficiente.
Eugene Francis Fama un economista statunitense, professore di Finanza alla Booth School of Business
dellUniversit di Chicago. Ha vinto il Nobel per leconomia nel 2013, insieme a Robert Shiller e Lars Peter
Hansen per le loro analisi empiriche sui prezzi delle attivit finanziarie.
Da questa ipotesi sono state sviluppate le maggiori teorie utilizzate per spiegare i mercati
finanziari come: il principio di arbitraggio di Modigliani e Miller, la teoria di portafoglio di
Markowitz, il Capital Asset Pricing di Sharpe, Linter e Black, lOption-Pricing Model di Black,
Sholes e Merton.
Gli argomenti sottostanti lEMH sono che:
Gli investitori sono razionali e quindi valutano i titoli in modo razionale;
Esistono nel mercato investitori non razionali ma, dal momento che i loro scambi sono casuali,
questa caratteristica implica un meccanismo di compensazione il quale non influenza i prezzi.
Gli investitori irrazionali sono contrapposti nel mercato dagli arbitraggisti razionali i quali
eliminano la loro influenza sui prezzi.
Lesistenza di possibilit di arbitraggio permette la continuit dellipotesi di efficienza in
quanto, dal momento che gli investitori irrazionali comprano azioni sovra prezzate e vendono
azioni sotto prezzate la loro ricchezza si ridurr e quindi saranno costretti, ad un certo punto, ad
abbandonare il mercato il quale sar composto solo da investitori razionali.
Come detto precedentemente il concetto chiave nellEMH sono le Informazioni passate (Stale
Information) le quali determinano il movimento dei prezzi. Fama afferma che nel momento in
cui le informazioni giungono al mercato il prezzo dovrebbe reagire istantaneamente e
correttamente ed inoltre, in assenza di nuove informazioni, non ci dovrebbero essere
fluttuazioni dello stesso.
Proprio sullincidenza delle Informazioni si hanno tre ipotesi di Mercato Efficiente:
1) Forma Debole: tutte le informazioni storiche dei prezzi sono riflesse nei prezzi
correnti, cos che non possibile utilizzare lAnalisi Tecnica. Infatti, osservando
semplicemente le serie storiche, non sarebbe possibile ottenere un rendimento atteso
superiore a quello che si conseguirebbe replicando il mercato. In questo modo la
strategia di trading sarebbe semplicemente una strategia di replica.
2) Forma Semiforte: i prezzi dei titoli riflettono, oltre alle informazioni contenute nelle
serie storiche, tutte le informazioni di pubblico dominio. In questo caso avremmo che
lAnalisi Fondamentale2 sarebbe inefficiente.
3) Forma Forte: tutte le informazioni (pubbliche e private) sono riflesse nel prezzo dei
titoli.
Lanalisi fondamentale ha lo scopo di stabilire il giusto prezzo di un titolo in base alle caratteristiche
economico-finanziarie della societ a cui fa riferimento.
2
Un modo alternativo di definire il concetto di efficienza legato alla condizione per cui non vi
sarebbe opportunit per gli investitori di ottenere profitti extra nello scambio di titoli. Lunico
rendimento realizzabile sui titoli quello proporzionale alla rischiosit degli stessi.
Il mondo finanziario legato allidea di ottenere rendimenti extra, al netto di un aggiustamento
per il rischio. Il modello che lega il concetto di rendimento e rischio il Capital Asset Pricing
Model (CAPM) proposto da Sharpe3 nel 1964.
Esso afferma che in equilibrio lexpected excess return di un titolo i dovrebbe dipendere solo
dal suo beta e dallexpected excess return del mercato:
[ ] = [( ) ]
[ ] =
=
=
( ) =
Se rappresentassimo in un grafico gli expected return di una serie di titoli rispetto ai loro beta,
questi dovrebbero giacere su una retta chiamata Security Market Line (SML). Se cos non fosse,
se per esempio un titolo fosse sopra la SML, questo titolo starebbe ottenendo un extra
rendimento in relazione alla sua risk class. Ci comporterebbe una violazione dellipotesi dei
mercati efficienti.
William Sharpe un economista statunitense. Professore emerito di finanza alla Graduate Business School
dellUniversit di Stanford. Ha vinto il Nobel per leconomia nel 1990, insieme a H. Markowitz e [Link] per i
contributi pioneristici alla teoria delleconomia finanziaria.
4
Tale risultato riconducibile al Principio di non saziet secondo cui, a parit di rischio, una ricchezza o un
rendimento maggiore e da preferire a una ricchezza o un rendimento minore.
Nel lavoro i due studiosi postulano cinque assiomi5 sul comportamento degli individui:
Comparabilit
Transitivit
Indipendenza
Misurabilit
Ordinabilit
Se i cinque assiomi sono soddisfatti lindividuo ha una funzione di utilit che associa a ciascuna
scelta una corrispondente misura di utilit. Questa funzione ha due propriet:
Rispetta lordine delle preferenze;
Lutilit attesa pu essere usata per ordinare alternative rischiose e viene espressa in funzione
dei risultati possibili e delle probabilit che tali risultati si manifestano. Dal momento che la
somma delle probabilit sempre 1, potremmo quindi definire lutilit attesa come la media
delle utilit dei singoli esiti ponderata con le rispettive probabilit.
La funzione di utilit pu assumere diverse forme in base alla quale abbiamo una diversa
categorizzazione degli individui:
4) Se ha una forma concava descrive un individuo Avverso al rischio;
5) Se ha una forma convessa descrive le preferenze di un individuo Propenso al rischio;
6) Se lineare descrive le preferenze di un individuo Neutrale al rischio.
Un concetto introdotto in relazione a tale teoria quello di premio per il rischio il quale misura
quanto lindividuo disposto a pagare per eliminare il rischio della scelta.
Banz, R.W. (1981) The Relationship Between Return and Market Value of Common Stock, Journal of
Financial Economics, vol.9, 3-18.
7
Con il termine Random Walk si descrive landamento di una variabile la cui variazione futura imprevedibile
perch, considerato il valore odierno, il valore futuro pu aumentare o diminuire con la stessa probabilit.
Sotto le ipotesi del mercato efficiente, i prezzi azionari dovrebbero seguire tale andamento cio il loro valore futuro
dovrebbe essere imprevedibile.
8
I primi a documentare tale effetto furono Rozeff e Kinney (1976) i quali eseguirono un esperimento utilizzando
le azioni del NYSE nel periodo 1904-1974, ottenendo come risultato che il rendimento medio del mese di gennaio
era pari al 3.48%, notevolmente pi alto dello 0.42% relativo al rendimento medio degli altri mesi.
6
da Robert Shiller con un esperimento sullindice azionario S&P5009 e giunse alla conclusione
che i prezzi di mercato delle azioni sembrano guidati da fattori extra ai loro valori fondamentali.
10) Ritorno alla Media.
Evidenze empiriche dimostrato che i rendimenti delle azioni mostrano una tendenza di Mean
Reversion: i titoli che hanno rendimenti bassi tendono ad averli alti nel futuro e viceversa.
Poterba e Summers (1988)10 fecero unanalisi della varianza dei rendimenti per gli Stati Uniti
ed altri 17 paesi evidenziando una correlazione negativa nei rendimenti per periodi superiori ad
un anno ed una correlazione positiva per periodi brevi (una settimana, un mese). Infatti nel
campione analizzato (per quando riguarda gli Stati Uniti hanno considerato i rendimenti mensili
del NYSE dal 1926-1985) hanno osservato che per brevi valori temporali le correlazioni sono
prossime allo zero, raggiungono un minimo dopo 3-5 anni e poi tornano verso lo zero.
Questa unulteriore dimostrazione che lipotesi di Random Walk non ha portata generale.
11) Equity Premium Puzzle.
Mehra e Prescott (1985) trovarono che tra il 1926 e il 1985, il premio tra assets rischiosi e risk
free era allincirca il 6% per anno. Tale fenomeno, nel framework razionale, stato giustificato
riconducendolo ad un alto grado di avversione al rischio che risulta per poco plausibile.
12) Puzzle del vincente/perdente.
Odean (1998) ha condotto uno studio per vedere come si comportavano gli investitori in
relazione ai titoli che over-performavano (vincenti) o under-performavano (perdenti). Il
campione utilizzato era composto da 163.000 conti di investitori presso aziende di brocheraggio
per un arco di tempo di un anno, per ogni singolo giorno di trading.
Il risultato fu che i titoli vincenti nel 70% dei casi venivano venduti. Questo risultato
unanomalia soprattutto per ragioni fiscali in quanto conveniva vendere i titoli perdenti.
Cercare di spiegare tali puzzle rimanendo nellambito di aspettative razionali e di utilit attesa
risulta difficile. Un primo approccio per giungere a una correzione stato quello di introdurre
i concetti di Asimmetria Informativa11 e di Preferenza oltre allidea che gli individui non sempre
9 [Link], Do Stock Prices Move Too Much to Be Justified by Subsequent Changes in Dividends?,
American Economic Review,1981,n.71,pp.421-436
10
Poterba, L., and L. Summers. Mean Reversion In Stock Prices: Evidence and Implications. Journal of Financal
Economics, 1988.
11
Con Asimmetria Informativa si indica una condizione in cui uninformazione non condivisa integralmente fra
gli individui che partecipano ad un processo economico, quindi una parte degli agenti interessati ha maggiori
informazioni rispetto al resto dei partecipanti e da ci pu trarne un vantaggio.
10
agiscono in modo razionale. Ulteriori dubbi sulla validit delle aspettative razionali sorsero in
seguito allo scoppio della crisi finanziaria del 1987.
In questo contesto nata lidea di Finanza Comportamentale (dallInglese Behaviural Finance)
la quale, con lintroduzione di concetti provenienti dal mondo della psicologia e sociologia, ha
cercato di dare una risposta alle domande irrisolte della teoria classica.
11
Gran parte degli studi che concernono la Finanza Comportamentale sono stati condotti da
psicologi; questo evidenzia la grande importanza del fattore psicologico nella comprensione
delle dinamiche finanziarie.
A sottolineare questultimo aspetto nel 2002 il premio Nobel per leconomia stato assegnato
allo psicologo Daniel Kahneman e alleconomista Vernon Smith, [] per aver integrato
risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio
umano e alla teoria delle decisioni in condizioni dincertezza13.
Lo studio della Finanza Comportamentale ha avuto i suoi albori negli Stati Uniti e solo dai
primi anni del 2000 ha cominciato a diffondersi in Italia. Col passare degli anni linteresse per
la materia cresciuto sempre di pi, aprendo nuovi ambiti di ricerca e suscitando interesse, oltre
che nel mondo accademico, anche tra gli investitori e gli addetti ai lavori.
The Royal Swedish Academy of Sciences, Advanced information on the Prize in Economic Sciences 2002,
Foundations of Behaviural and Experimental Economics: Daniel Kahneman and Vernon Smith
12
problema posto e dei relativi esiti possibili, gli individui sono sia avversi al rischio che propensi
al rischio (risk seeking).
Sulla base di questi concetti, Kahneman e Tversky costruirono la Teoria del Prospetto.
La teoria divide il processo di scelta in condizioni di incertezza in due fasi:
Editing Phase (Rappresentazione del problema) nella quale vengono rappresentati ed esaminati
i prospetti presentati e nella quale si giunge ad una semplice rappresentazione degli stessi14.
Evaluation Phase (Valutazione dei prospetti) nella quale vengono esaminati i vari prospetti e
viene scelto quello con il valore maggiore.
Codifica
Combinazione
Per Prospetto si intende la combinazione di tutti i possibili esiti di unalternativa e delle probabilit ad essi
legate.
Per esempio il prospetto A composto da (a1, p1 ; ; an , pn ) con p1 + p2 +...+ pn =1.
14
13
100 . 0.25
= { 200 . 0.3
100 . 0.45
Potrebbe essere semplificato e quindi combinato come:
= {
. .
200 . 0.3
Separazione o Segregazione
In alcuni casi possibile dover valutare prospetti in cui presente sia una componente priva di
rischio (esiti certi) che rischiosa (esiti incerti). In questi casi si possono scomporre le due
componenti focalizzandosi solo sulla parte rischiosa.
Esempio:
Dato un prospetto
={
300 . 0.8
200 . 0.2
200
0 . 0
"" = {
100 . 0.8
Cancellazione
Dati vari prospetti gli individui potrebbero eliminare le componenti comuni, portando a una
diversa composizione del problema.
Esempio:
Dati due prospetti
={
1000 . 0.25
100 . 0.75
1000 . 0.1
= { 500 . 0.4
200 . 0.5
14
= {
500 . 0.4
200 . 0.5
Quindi dal prospetto B viene eliminato levento 1000 (evento comune ad A) andando a
sottrarre la sua probabilit di accadimento allevento uguale nel prospetto A.
Semplificazione
200 . 0.5
Tale procedura porta alleliminazione di eventi estremamente poco probabili che vengo ritenuti
impossibili; quindi che un prospetto inizialmente leggermente svantaggioso viene percepito
come neutrale.
Normalmente, nel valutare dei prospetti, gli individui tendono ad identificare delle relazioni di
dominanza e scartare le alternative dominate ritenute meno interessanti.
15
() = ( )( )
(1)
=1
Dove:
;
;
( )
( )
La funzione potrebbe sembrare uguale a quella utilizzata nella Teoria classica dellUtilit attesa
ma non dobbiamo dimenticare che, prima di arrivare a questo punto, la fase di Editing modifica
le componenti essenziali per la fase di valutazione.
Osserviamo pi nel dettaglio le due funzioni utilizzate per attribuire un valore al prospetto.
La Funzione di Ponderazione () il peso che viene attribuito al valore di ogni esito. Come
possiamo vedere dalla (1), dipende dalle probabilit associate ad ogni esito ma, a differenza
della teoria classica, non una sua combinazione lineare. Infatti per lEffetto Certezza abbiamo
che per
0<<1
( ) + (1 ) < 1
Per avere unidea pi chiara delle differenze tra la funzione di ponderazione (linea continua) e
la probabilit classica (linea tratteggiata) osserviamo la rappresentazione grafica.
16
Il grafico mostra che i pesi decisionali sono sempre inferiori delle corrispondenti probabilit
tranne per le probabilit basse dove si osserva che ( ) > .
La funzione di valore una funzione di utilit costruita sui guadagni e sulle perdite. In un
articolo del 1992 i due studiosi diedero una forma funzionale a tale relazione:
() = 0
() =( ) < 0
18
19
CAPITOLO 2
I fattori determinanti le scelte degli individui
2.1 Premessa
Lassunzione di decisioni in un contesto di rischio e di incertezza unoperazione molte volte
difficoltosa che richiede uno sforzo significativo (per esempio un trader che deve decidere in
pochi secondi una posizione da aprire).
Alcuni neuro scienziati15, hanno compiuto degli studi per capire come la mente umana agisce
in un contesto di scelta.
La conclusione a cui sono giunti che lessere umano sia dotato di due sistemi di ragionamento
coesistenti chiamati Sistema 1 e Sistema 216 (teoria del doppio processo).
Il Sistema 1 quello che viene utilizzato quotidianamente quando si prendono decisioni, non
richiede limpiego di sforzi mentali, funziona in modalit associativa ed basato
sullelaborazione automatica e rapida delle informazioni. In tale sistema ampio spazio lasciato
alle emozioni.
Il Sistema 2, di contro, viene attivato in maniera controllata e richiede un grande sforzo
cognitivo. pi lento del primo Sistema ma necessario per giungere a ragionamenti formali
che sono alla base dei processi razionali.
Determinare un possibile evento futuro (come decidere un investimento) risulta problematico
in quanto comporta lacquisizione di informazioni, lelaborazione delle stesse e infine
lindividuazione degli esiti possibili con le rispettive probabilit.
Secondo la teoria economica classica gli individui nel prendere delle decisioni si comportano
come se tutte le informazioni fossero acquisite ed elaborate secondo la teoria della probabilit
(razionalit della percezione), le preferenze fossero preesistenti, stabili e coerenti (razionalit
delle preferenze) e il processo cognitivo consistesse nella massimizzazione delle preferenze dati
i vincoli di mercato (razionalit del processo; McFadden, 1999).
La Finanza comportamentale ha dimostrato che il procedimento appena descritto non quello
seguito nella realt dagli individui, dal momento che nel prendere una decisione entrano in
gioco errori cognitivi e violazione delle ipotesi di razionalit delle preferenze.
15
Si veda Evans 1989; Epstein 1994; Sloman 1996; Stanovich e West 2000
Il nome assegnato ai due Sistemi varia a seconda degli autori: Sistema1/Sistema2 per Stanovich,
Euristico/Analitico per Evans, Esperienzale/Razionale per Epstein, Intuizione/Ragionamento per Kahneman)
16
20
La familiarit spiega la tendenza a concentrare gli investimenti sulle azioni che hanno maggior risalto sulla
stampa, azioni che hanno avuto maggior volumi di negoziazione o significative variazione di prezzo. (Gadarowski,
2002; Barber e Odean, 2008)
18
Guttentag J. Heering R., (1984), Credit Rationing and Financial Disorder, The Journal of Finance, vol. 39,
No. 5, pp. 1359-1385
21
valutare le probabilit di accadimento di una crisi economica perch, col passare del tempo,
dimenticano i periodi di recessione precedenti.
Leuristica della disponibilit, quindi, conduce a privilegiare ci che gi si conosce, ci che
familiare. Questo comportamento pu portare ad una visione stereotipata distorta del rischio
legato a titoli noti i quali, convinti di avere una maggiore competenza nella loro gestione,
vengono considerati pi sicuri.
19
Tversky e Kahneman a tal proposito proposero il seguente esperimento: venne chiesto a due gruppi di soggetti
di indicare le professioni di due individui, A e B. Ad A erano assegnate le professioni di agricoltore, venditore,
pilota, bibliotecario, medico. Ad B erano assegnate invece le professioni di avvocato e ingegnere. Inoltre ad un
solo gruppo viene data una descrizione caratteriale di A e B, definendo A come timido e riservato estremamente
gentile ma poco socievole, unanima semplice, una persona che necessita di ordine e certezze, con una vera
passione per i dettagli. Mentre B ha 30 anni, sposato senza figli, con molto talento e molta passione, promette di
fare molto bene nel suo campo ed ben voluto da tutti i colleghi. Gli intervistati ai quali viene fornita la descrizione,
in genere, rispondono alla domanda postagli che A un bibliotecario e B un ingegnere. Tale risposta non si
modifica se viene resa nota la frequenza delle varie professioni nella popolazione a cui appartengono A e B. Invece,
nel caso in cui non viene data alcuna descrizione sui due individui la risposta si modifica in base alla composizione
della popolazione per professione
20
A tal proposito Kahneman e Tversky hanno coniato il termine legge dei piccoli numeri che si contrappone
alla legge statistica dei grandi numeri la quale mostra che un campione scelto casualmente da una popolazione
tende a rappresentare adeguatamente le caratteristiche della popolazione solo quando la sua numerosit elevata.
22
Evidenza di tale euristica, si riscontra anche nellambito dellallocazione dei titoli e della
propensione al rischio. De Bondt (1993) ha mostrato che col crescere del mercato azionario gli
investitori comprano azioni e aumentano la loro esposizione guidati dal crescente ottimismo
riguardo ai rendimenti futuri, anzich vendere per riequilibrare il portafoglio e gestire leffetto
del rialzo dei corsi azionari. Questo comportamento contribuisce al fenomeno della
sovrareazione e alla creazione di bolle speculative.
23
di transazione. Quindi i portafogli con unalta attivit di trading dovrebbero, in teoria, fornire
dei rendimenti maggiori di quelli con un basso turnover. Tuttavia, lesperimento di Odean e
Barber dimostra proprio il contrario. I portafogli facenti parte del quartile con pi alto turnover
hanno in media sottoperformato, rispetto a quelli del quartile con pi basso turnover, del 5,5%
annuo. Inoltre, i portafogli del quartile con pi alto turnover hanno sottoperformato in media il
benchmark di oltre 6 punti (11,2% contro 17,9%). La conclusione a cui sono giunti fu che chi
ha unintensa attivit di trading (collegabile ad un eccesso di fiducia nelle proprie capacit di
giudizio) tende in media a incassare minori performance, a prescindere dallandamento dei
mercati o dallo stile dinvestimento.
Una particolare forma di overconfidence lottimismo il quale induce a formulare con troppa
sicurezza previsioni distorte verso lalto.
Secondo unindagine della societ Gallup del 2002, gran parte degli investitori, tra il 1998 e il
2001, riteneva che i propri investimenti avrebbero ottenuto in media rendimenti superiori a
quelli di mercato.
2.2.6 Underconfidence
Il comportamento prevalente degli investitori quello di troppa sicurezza di s; a volte tuttavia,
questo atteggiamento lascia il posto alla distorsione opposta, cio alla scarsa fiducia
nellattendibilit delle previsioni.
Tale comportamento nasce nel momento in cui le opinioni su un determinato dato sono meno
definite e ne indeboliscono la rappresentativit.
21
Lo studioso analizz il comportamento di alcuni partecipanti ad una lotteria divisi in due gruppi. Un gruppo
scelse personalmente il biglietto (illusione di controllo) e allaltro furono assegnati dallorganizzazione della
lotteria (assegnazione dovuta al caso). Dopo lassegnazione, ai due gruppi venne chiesto di stabilire un prezzo di
vendita dei biglietti. Coloro che avevano scelto direttamente i biglietti gli assegnarono un prezzo allincirca quattro
volte maggiore rispetto a quello assegnato dallaltro gruppo.
24
Si supponga di voler lanciare un prodotto e a tale scopo si esegua un sondaggio. Posta una scala
di valutazione da 1 a 10 (5 il valore soglia sotto il quale il prodotto non verr lanciato per
mancata copertura dei costi), il prodotto riceve un punteggio di 6. Il soggetto underconfident
concluder che il prodotto potrebbe essere lanciato ma avr molti dubbi circa il successo dello
stesso. Statisticamente invece, un risultato di 6 verrebbe interpretato come una elevata
probabilit che il prodotto riesca a produrre un contenuto ritorno economico.22
22
25
oggetto, sufficiente per indurre chi lo possiede a valutarlo quasi il doppio di chi non lo
possiede.
Il Talmud uno dei testi sacri dellebraismo ed considerato come trasmissione e discussione orale della Torah.
Consiste in una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti e i maestri circa i significati e le applicazioni dei
passi della Torah scritta.
23
26
27
riferimento; successivamente gli assegnano dei pesi decisionali e infine scelgono lalternativa
che massimizza il valore ponderato dei guadagni e delle perdite.
Nel confrontare le scelte, i soggetti operano in tre modi:
1) In termini di minimal account: le scelte vengono esaminate solo per le differenze che le
compongono trascurando gli elementi che hanno in comune;
2) In termini di topical account: la conseguenza della scelta viene valutata rispetto ad un
livello di riferimento che determinato dal contesto della scelta;
3) In termini di comprehensive account: in questo conto vengono inclusi tutte gli altri
fattori, sociali ed economici, che possono essere influenzati dalla scelta del soggetto
(ricchezza corrente, guadagni futuri).
La teoria economica classica assume che gli individui scelgano ricorrendo al comprehensive
account, ma Kahneman e Tversky hanno dimostrato che gli individui scelgono in termini di
topical account.24
Luso del topic account evidenzia in che modo gli individui valutano, attraverso la funzione di
valore della teoria del prospetto, un insieme di risultati al fine di massimizzare la propria utilit
(principio dellhedonic frame). Secondo tale principio gli individui segregano i guadagni25 (dal
momento che la funzione dei guadagni concava), integrano le perdite (perch la funzione delle
perdite convessa) con grandi guadagni (dovuto alla Loss Aversion) e separano i piccoli
guadagni dalle grandi perdite.
Come nelle organizzazioni, anche i singoli creano dei conti mentali nei quali inseriscono le loro
spese (conti di consumo), i ricavi (conti di reddito) e la loro ricchezza (conti patrimoniali).
24
Kahneman e Tversky per dimostrare tale comportamento eseguirono il seguente esperimento. Venne chiesto ad
un gruppo di persone: Devi acquistare una giacca dal prezzo di 125$[15$] e una calcolatrice che ne costa
15$[125$]. Il commesso che ti vende la calcolatrice ti dice che, in un punto vendita che dista 20 minuti, puoi
acquistare la stessa al prezzo di 10$[120$] Saresti disposto ad andare a comprare la calcolatrice nel negozio pi
lontano?
I risultati ottenuti li portarono alla conclusione che le risposte variavano in base al modo in cui il problema era
posto (effetto framing). Gli intervistati erano disposti a percorrere 20 minuti quando la calcolatrice costava
inizialmente 15$ e non quando ne costava 120$, ad indicare che un risparmio di 5$ aveva una valenza maggiore
in riferimento ai 15$ e non ai 120$.
Se gli individui avessero utilizzato il minimal account, lunico problema che si sarebbero posti sarebbe stato quello
di guidare per 20 minuti, quindi la risposta sarebbe stata uguale in entrambe le situazioni.
25
stato dimostrato che se viene chiesto a dei soggetti chi pi felice, un individuo che vince una singola lotteria
dal valore di 80 o uno che ne vince due dal valore di 50 e 30, il 64% dei rispondenti afferma che sarebbe pi
felice il vincitore delle due lotterie.
28
La costruzione di tali conti, influenza gli individui nelle scelte attuali e future, e le varie poste
in gioco (spese, entrate e ricchezza) vengono contabilizzate in base al principio dellhedonic
frame.
26
Il myopic loss aversion la combinazione delle loss aversion e del mental accounting.
Considerando un orizzonte t=20 il premio per il rischio era pari 1.4, molto inferiore rispetto a quello ottenuto da
Mehra e Prescott di 6.5 con un t=1. La differenza tra i due premi venne pertanto ricondotta alla tendenza di
monitorare frequentemente i propri investimenti azionari.
27
29
Il rimpianto la tendenza ad avere una forte sensazione di insoddisfazione causata dal non aver compiuto
lazione migliore.
30
Secondo la definizione di Thaler e Shefrin (1981), lautocontrollo consiste nel conflitto tra le
due componenti fondamentali dellindividuo: la parte razionale, il planner, e la parte
irrazionale, il doer. Ipotizziamo che linvestitore tenga a lungo i loser per rimandare il rimpianto
e venda troppo presto i winners per provare lorgoglio. Secondo questa prospettiva, il doer
incorpora le emozioni umane perci determina le reazioni associate a rimpianto o orgoglio. Se
il planner abbastanza forte da limitare le interferenze del doer nel processo decisionale,
lindividuo manifesta autocontrollo quindi vende i losers limitando le perdite e tiene i winners
aumentando i guadagni. Se invece il planner non abbastanza forte, lindividuo non si
autocontrolla e cede alle pulsioni del doer; si manifesta cos il disposition effect.
Il disposition effect stato riscontrato anche nelle decisioni di vendita degli investitori
professionali anche se in questo caso sembra meno marcato (Shapira e Venezia, 2000). Shapira
Venezia hanno mostrato che effettivamente gli investitori professionali si comportano
diversamente a seconda di come hanno chiuso le contrattazioni nel giorno precedente. Questo
tipo di investitori opera un numero elevato di scambi se la perdita con cui hanno chiuso le
contrattazioni nel giorno precedente stata molto elevata. Allo stesso modo coloro che a poche
ore dalla chiusura della seduta stanno registrando delle perdite tendono ad essere pi attivi, sono
cio coinvolti in pi transazioni rispetto a chi ha guadagnato o mantenuto lo status quo durante
il resto della giornata.
29
Nella teoria del prospetto un guadagno x con probabilit p e una perdita y con la stessa probabilit, avranno lo
stesso peso decisionale.
31
30
Rischio legato allo specifico strumento finanziario in cui si decide di investire. Tale rischio contrapposto al
rischio sistemico col quale si indica il rischio legato alla normale oscillazione di mercato nel quale si sta
investendo. possibile coprirsi dal rischio sistemico attraverso la diversificazione.
32
34
tuttavia, valido solo per situazioni in cui le informazioni a disposizione dellinvestitore sono
molto poche. In questi casi, infatti, si pu supporre che gli investitori si basino sulle loro
valutazioni soggettive non avendo a disposizione informazioni tecniche sufficienti.
MacGregor e colleghi suggeriscono per che anche in condizioni in cui la quantit di
informazioni molto elevata le persone potrebbero affidarsi alle immagini mentali e alle
relative componenti affettive associate ad un certo titolo.
Infatti, in situazioni in cui sono disponibili molte informazioni le persone tendono ad utilizzare
strategie volte a permettere di selezionare un sottoinsieme di informazioni da utilizzare per
scegliere su quale attivit finanziaria investire. Una di queste strategie potrebbe comportare
proprio lutilizzo delle immagini mentali che sono in grado di offrire un punto di riferimento in
base al quale linvestitore pu valutare in modo soggettivo quali informazioni sono rilevanti
per la propria scelta.
La percezione del rischio legato agli investimenti sembra essere molto diversa se il giudizio
fornito da un investitore di sesso femminile piuttosto che da un investitore di sesso maschile.
Diversi studi hanno sottolineato che le donne sembrano essere maggiormente avverse al rischio
rispetto agli uomini quando si tratta di investire in borsa. Sunden e Surette (1998) hanno
dimostrato che le donne tendono ad investire la maggioranza del loro patrimonio in asset dal
rendimento poco variabile. Anche lassunzione di rischi negli investimenti influenzata dal
genere. Olsen e Cox (2001) infatti hanno mostrato che lassunzione di rischi
significativamente diversa tra investitori professionali di sesso maschile e femminile.
Olsen (1997a) ha dimostrato che, in generale, gli investitori professionali sono pi attenti a
indici di variabilit relativi ad un possibile andamento negativo piuttosto che a indici relativi ad
un possibile andamento positivo dei titoli. Olsen e Cox hanno invece sottolineato come questo
atteggiamento sia pi marcato tra le donne che tra gli uomini.
Coerentemente, le donne tendono a giudicare come pi rischiose le tipologie di investimento
per le quali maggiore la possibilit di un calo di rendimento, cio di incorrere in una perdita;
diversamente gli uomini giudicano pi rischiose le tipologie di investimento per le quali
loscillazione del valore maggiore.
35
36
CAPITOLO 3
La Teoria di Portafoglio:
dalla Modern Portfolio Theory alla Behavioural Portfolio Theory
3.1 Premessa
Allinterno del panorama finanziario, il pilastro in ambito di asset allocation rappresentato
dalla Teoria di Portafoglio sviluppata da Markowitz nel 1952 nellarticolo Portfolio
Selection32.
Tale teoria si basa su quattro ipotesi:
1) Gli investitori sono soggetti razionali;
2) I mercati sono efficienti;
3) Gli investitori, nella costruzione dei loro portafogli di investimento, seguono il principio
media-varianza;
4) I rendimenti attesi sono funzione esclusiva del rischio.
La teoria tradizionale, quindi, prevede lesistenza di individui perfettamente razionali che sulla
base delle conoscenze possedute sono in grado di prendere decisioni con lo scopo di
massimizzare la propria utilit attesa anche in condizioni di incertezza.
La realt risulta essere spesso diversa. Le evidenze empiriche dimostrano che ogni individuo
commette una serie di errori cognitivo-emozionali tali da smontare lipotesi di comportamento
razionale. Proprio sulla base di queste evidenze, negli anni pi recenti, a partire dagli studi della
Finanza Comportamentale si sviluppata la Behaviural Portfolio Theory la quale, come lintero
ambito degli studi comportamentali, si pone come complemento della teoria classica con
lintento di colmarne i limiti.
32
Markowitz (1952)
37
Per molti anni linvestment management ha considerato esclusivamente lanalisi dei titoli. Tra
i primi studiosi in materia ricordiamo Benjamin Graham e David Dodd che nel 1934
pubblicarono un volume in cui prospettavano un metodo basato sullanalisi dellattivit
aziendale in cui venivano poste in risalto le attivit tangibili e gli utili correnti. Nel 1949
pubblicano: The Intelligent Investor, un manuale il cui scopo far comprendere la differenza
tra speculazione ed investimento, nonch chiarire quale debba essere latteggiamento
dellinvestitore rispetto alle fluttuazioni di mercato. Il destinatario finale di tale elaborato
linvestitore comune e per far ci Graham elabora lallegoria di Mr. Market
Nel 1952, con il paper intitolato: Portfolio Selection, H. M. Markowitz introduce la moderna
teoria di portafoglio (Modern Portfolio Theory o MPT). Negli stessi anni vengono avviati una
serie di studi riguardanti lefficienza dei mercati e le teorie di equilibrio dei mercati finanziari.
Uno studente di Markowitz, Sharpe, nel 1963 semplifica il modello del suo docente elaborando
il Single Index Model Security Analysis.
I modelli di equilibrio non cercano di trovare i portafogli posti sulla frontiera efficiente, bens
si concentrano sulla modalit di formazione dei prezzi sul mercato e sulla loro relazione con il
rischio. Da ci prende vita il Capital Asset Pricing Model (CAPM) sviluppato da Sharpe (1964)
con successive implementazioni di Linter (1965) e Mossin (1966).
Le difficolt riscontrate nei test empirici sul CAPM portano Richard Ross ad elaborare nel 1976
lArbitrage Pricing Theory (APT), teoria basata su presupposti pi elastici rispetto al CAPM.
Ulteriori teorie e modelli sono stati elaborati con lobiettivo di descrivere e prezzare i nuovi
strumenti finanziari, quali, ad esempio, le opzioni, utilizzate per la riduzione del rischio di
portafoglio (attivit di copertura) avviando, cos, la nascita della portfolio insurance. Da
segnalare in questo senso gli studi e il modello di Black e Scholes del 1973, tuttora utilizzato.
La Portfolio Theory rappresenta ad oggi ancora un valido strumento. Essa ha come obiettivi:
1) Il calcolo del rendimento atteso (expected return) e del rischio (standard deviation) di
portafoglio;
2) Lindividuazione dei portafogli ottimali in termini di relazione tra rischio e rendimento;
3) Lo sviluppo del concetto di equilibrio del mercato dei capitali al fine di determinare il
prezzo e la misura appropriata di rischio per una singola attivit.
Numerosi sono gli ambiti in cui questa teoria viene applicata: principalmente se ne possono
trovare impieghi nellasset management industry, in cui la portfolio theory supporta decisioni
di asset allocation (allocation over national markets e asset types), o nellhedging, la pratica con
la quale le istituzioni finanziarie quali banche, banche daffari ed Sgr utilizzano la portfolio
38
theory per le decisioni di investimento e per la copertura dei rischi finanziari o ancora nel risk
assessment, in cui questa teoria permette di calcolare lammontare di rischio di mercato a cui
una istituzione finanziaria soggetta (Value-at-Risk, RiskMetrics).
+(,]
(1)
(2)
() = ( ())2
(3)
=1
Tale formulazione fa riferimento al caso in cui i rendimenti dellattivit o del titolo considerato
siano descritti da una variabile casuale discreta, cio (4):
= {(1 1 ), , ( ), . , ( )}
(4)
Dove:
, con i=1,,N, sono le i-esime realizzazioni di R
, con i=1,,N, sono le probabilit associate alle i-esime realizzazioni (essendo delle
probabilit,0 1
=1 = 1 )
Diversamente, nel caso in cui i rendimenti siano descritti da una variabile casuale continua,
caratterizzata da una funzione di ripartizione (. ) e/o da una funzione di densit di probabilit
(. ):
Il valore atteso dei rendimenti pari a:
+
() = ()
e/o
() = ()
() = ( ())2 ()
e/o
() = ( ())2 ()
Individuati gli indicatori che fungono da criterio di scelta per linvestitore, Markowitz afferma
che la scelta ottimale di investimento dovrebbe essere un portafoglio con un alto rendimento
fissato il rischio, o un portafoglio con il pi basso rischio fissato il rendimento.
Dal momento che la scelta influenzata solamente dalla media (rendimenti) e la varianza il
modello di Markowitz prende il nome di Mean-Variance Optimization.
Una volta trovati tutti i possibili portafogli, possono essere rappresentati graficamente
ottenendo una curva su cui giacciono tutti i portafogli che offrono il pi alto rendimento per un
dato livello di rischio. Tale curva rappresenta la Frontiera Efficiente.
Quella di Markowitz una teoria normativa in quanto lo stesso autore afferma: There is a
rule which implies both that the investor should diversify and that he should maximize expected
return. The rule state that investor does (or should) diversify his funds among all those securities
which gives expected return33.
Affinch la teoria sia applicabile, bisogna imporre alcune condizioni:
33
Markowitz (1952a)
40
condizione che
=1 = 1.
1
1
2
2
I rendimenti dei possibili assets = ( ) hanno un valore atteso = ( ) e hanno matrice
= ( ) =
=1
= ( ) = + 2
=1
=1 =1
41
= 2 1 2 1 = 0
= 1 1 = 0
1
= 0 = 0
2
Grazie allipotesi per cui la matrice non singolare, essa risulta invertibile e continuando i
calcoli troviamo:
1
1
1 1 2 1 1
2
2
1
1
1 1 2 1 1 = 0
2
{2
1
1
1 1 1 2 1 1 1 = 1
2
2
=
1
= 1 1 1
1
2
0
2
{21
= 1 1
1
2 2 = 1
= 1
2 1
1
Da cui: 1 =
2()
2
2 =
2(0 )
2
1
1 + (1 + ( 1)0 )
2
Che rappresenta il peso del portafoglio ottimo cio quello che ha il rischio pi basso per un dato
livello di rendimento.
34
42
35
In un paper del 1948 Milton Friedman e Leonard J. Savage descrivevano la curvatura della funzione di utilit di
un individuo la quale differiva sulla base della ricchezza dello stesso. La curvatura della funzione di utilit li porto
alla conclusione che un individuo propenso al rischio quando ha pi ricchezza (per esempio giocando la lotteria)
e avverso al rischio quando pi povero (per esempio comprando assicurazione)
43
Partendo dalla funzione di utilit proposta da Friedman e Savage (Figura 4), Markowitz osserv
alcune discrepanze con il comportamento degli individui:
1) Le persone con un livello di ricchezza tra C e D, secondo le ipotesi di Friedman e
Savage, dovrebbero accettare scommesse simmetriche (che gli permetterebbero di
raggiungere i punti C e D con la stessa probabilit); tale comportamento non
riscontrato nella realt;
2) Sempre secondo le ipotesi di Friedman e Savage, una persona con ricchezza pari o
inferiore a C o superiore a D non dovrebbero mai fare scommesse simili. Invece stato
osservato che anche le persone povere (con ricchezza inferiore a C) comprano biglietti
della lotteria come fanno i ricchi (con ricchezza superiore a D).
I paradossi osservati hanno condotto alla considerazione che generalmente le persone non
agiscono in modo simmetrico. Considerando il punto A come la ricchezza attuale, la
funzione di utilit si muove asimmetricamente rispetto ad esso (decresce pi velocemente
a sinistra di quanto aumenta a destra). Al fine di evitare il Paradosso di St. Pietroburgo, la
funzione di utilit dovrebbe essere limitata superiormente e inferiormente.
Queste considerazioni portarono Markowitz a modificare la funzione di utilit proposta dai
due studiosi.
44
Nel 1952 Roy con il lavoro Safety first and the holding of assets studia il comportamento degli
investitori nellambito dellasset allocation postulando il principio conosciuto come Safety
First Principle.
Roy afferma che gli investitori agiscono cercando di minimizzare la probabilit di rovina, cio
la probabilit che il rendimento del portafoglio scenda al di sotto di un determinato livello.
Denotiamo con il rendimento del portafoglio e il rendimento minimo desiderato con
(il rendimento che porterebbe la ricchezza ad un livello inferiore alla ricchezza di sostentamento
), il Safety First Principle afferma che un investitore sceglie il portafoglio che:
min{( < )}
Se i rendimenti hanno una distribuzione normale, tale principio pu essere ricondotto alla
massimizzazione del Safety First Ratio (SF-ratio):
45
{ } {
[ ]
}
Nel grafico (Figura 6) vengono rappresentati i portafogli ottimi (nel senso di portafoglio
efficiente alla Markowitz) nello spazio ( , ) selezionando il portafoglio con la varianza
minima nel limite per e il portafoglio composto totalmente dagli asset pi rischiosi
considerando .
Lindice di Sharpe di un portafoglio una misura della performance del portafoglio ed esprime il rendimento di
un portafoglio, al netto del rendimento di un titolo risk free, in rapporto al rischio del portafoglio stesso. In questo
modo viene indicato il rendimento in termini percentuali per ogni unit di rischio dellinvestimento.
In formula espresso come: =
. [Caparelli (2004)]
36
46
Negli anni successivi alla pubblicazione del lavoro di Roy ci sono state diverse generalizzazioni
di tale principio come Tesler (1955)37 che introdusse un livello di rovina prefissato ().
Il portafoglio considerato sicuro formalmente era quello che:
max
(< )
[]
Arzac e Bawa (1977) estesero il lavoro di Tesler introducendo un livello di rovina variabile.
Il Capital Asset Pricing Model (CAPM) un modello utilizzato per determinare il rendimento
teorico di un asset (se lasset aggiunto ad un gi ben diversificato portafoglio) in funzione del
rischio non diversificabile dellasset stesso (rischio sistemico o rischio di mercato)
rappresentato da una quantit beta ()38.
Il modello fu introdotto da Treynor (1961,1962), Sharpe (1964) e Mossin (1966); tutti gli autori
hanno costruito il modello partendo dal lavoro precedente di Markowitz sulla diversificazione
e la Mean-Variance Theory.
Il CAPM si basa sulle assunzioni che tutti gli investitori:
1) Provano a massimizzare lutilit attesa;
2) Sono razionali e avversi al rischio;
3) Sono price-takers, cio non possono influenzare la formazione dei prezzi;
4) Possono prendere e dare a prestito senza limiti allo stesso tasso dinteresse risk free;
5) Non ci sono costi di transazione negli scambi;
6) Non sono tassati sugli investimenti o transazioni;
7) Hanno allo stesso tempo tutte le informazioni disponibili.
Il modello cerca di spiegare quale dovrebbe essere il prezzo al quale gli investitori sono disposti
a pagare i titoli, il collegamento con il relativo rendimento atteso ed infine il collegamento tra
rischio e prezzo.
37
Tesler, pp.1-16.
Coefficiente che definisce la misura del rischio sistematico di unattivit finanziaria, ovvero misura la variazione
attesa del rendimento del titolo per ogni variazione di un punto percentuale del rendimento di mercato. Il
rendimento atteso di un titolo varia linearmente con il beta del titolo stesso. Esso misurato dal rapporto tra la
covarianza del rendimento di unattivit i-esima con il rendimento di mercato, e la varianza del rendimento di
( , )
mercato: =
[Caparelli (2004)]
38
( )
47
Dal momento che gli investitori presentano tutti le medesime aspettative, la frontiera efficiente
risulter la medesima per tutti ma il portafoglio individuato sar differente in quanto sar
rappresentato dal punto di tangenza della curva di indifferenza pi lontana.
Il CAPM lega due modelli:
1) La Capital Market Line (CML) utilizzata per determina la relazione tra rendimento e
rischio per singoli titoli e per tutti i portafogli. Essa indica inoltre, lappropriata misura
del rischio dei titoli;
2) La Security Market Line (SML) che fornisce gli strumenti per determinare la relazione
tra rendimento e rischio tra i titoli che compongono i portafogli efficienti. Indica inoltre
la misura appropriata per il rischio di un portafoglio efficiente.
In base allipotesi delle aspettative omogenee si otterr il medesimo portafoglio di mercato.
La quota di ciascun titolo presente nello stesso risulta uguale al rapporto tra valore di
mercato di quel titolo e valore totale di mercato di tutti i titoli rischiosi. Si pu quindi
procedere alla costruzione del portafoglio attraverso la combinazione lineare del portafoglio
completamente certo e di quello totalmente aleatorio ottenendo la predetta linea del mercato
di capitali:
( ) = + (1 )
= 2 2 + 2 (1 )2 + 2, (1 )
Dove:
= rendimento dellattivit priva di rischio
= rendimento del portafoglio di mercato
= pesi dellattivit priva di rischio
(1 )= pesi del portafoglio a di attivit rischiose
La varianza del titolo certo per definizione uguale a zero. La deviazione standard del
portafoglio risulter quindi:
= (1 )
Di conseguenza possibile calcolare la quantit dellattivit investita nel titolo (o nel
portafoglio privo di rischio) attraverso la formula:
= 1
48
( ) = + ( )
La retta risultante la tangente alla frontiera efficiente nel punto ( , ). Lintercetta allasse
delle ordinate (dove rappresentato il rendimento) il valore del rendimento free risk. Il
coefficiente angolare dato invece dal rapporto tra la differenza del rendimento aleatorio e
quello certo (Equity Risk Premium o premio al rischio) e la varianza del portafoglio composto
esclusivamente da attivit rischiose.
Tale coefficiente esprime il prezzo del rischio che lindividuo disposto a pagare per ottenere
una variazione di rendimento atteso per unit di rischio. Questa retta chiamata Capital Market
Line.
49
39
I due studiosi hanno esaminato circa 62000 depositi azionari presso un broker americano nel periodo tra il 19911996. Nel periodo analizzato circa il 60% degli investitori deteneva un portafoglio composto da meno di 4 azioni
50
e quelli con pi titoli le correlazioni tra le azioni pressoch simile, giungendo alla conclusione
che la diversificazione attuata consiste nella semplice operazione di inserire titoli che magari
appartengono allo stesso mercato e che quindi presentano forte correlazione.
Una spiegazione alla scarsa diversificazioni pu essere trovata ricorrendo alla Teoria del
prospetto cumulata e quindi alle caratteristiche delle funzioni di valore e di ponderazione (v.
supra, cap.2, par.2.5) e allillusione del controllo (v. supra, cap.2, par.2.2.6) il quale spinge un
investitore a concentrare il rischio in titoli che ritiene essere migliori.
Un ulteriore aspetto, a conferma della mancanza di diversificazione, lhome bias cio la
tendenza a concentrare gli investimenti in titoli domestici e quindi non cogliendo i vantaggi
della diversificazione internazionale.
Questo comportamento pu essere visto come conseguenza dellerrore cognitivo della
distorsione della familiarit ed stato studiato per la prima volta dagli studiosi French e Poterba
(1991)40.
Kilka e Weber (2000) hanno condotto un esperimento su studenti di economia statunitensi e
tedeschi ai quali venne chiesto di esprimere una previsione futura sui rendimenti di titoli dei
loro paesi e degli indici Dow Jones e DAX, e quanto si sentivano competenti in riguardo alle
domande che gli venivano proposte. I risultati ottenuti dimostrarono che i titoli domestici
vengono preferiti perch sono quelli con cui si ha pi familiarit e sui quali si ha la
presunzione di avere pi competenze. Lo stesso comportamento stato osservato anche nei
dipendenti o nei clienti delle aziende [Coval e Moskowitz (2000)].
Le osservazioni risultanti dai vari studi sullhome bias in un singolo paese ha condotto
allesclusione dellipotesi che gli investitori evitano investimenti internazionali per evitare il
rischio cambio e rischio paese41.
arrivando nei sei anni analizzati ad un massimo di 6. Nonostante ci lanalisi delle correlazioni ha evidenziato che
le scelte dei titoli non era basata sulla riduzione della stessa.
40
I due studiosi hanno dimostrato che nel 1990 gli investitori americani, britannici e giapponesi detenevano
rispettivamente il 93.8%, 82% e98.1% del loro portafoglio in azioni domestiche quando invece il peso di queste
piazze rappresentava rispettivamente il 47.8%, 13.8% e 26.5% della capitalizzazione mondiale.
41
Il rischio cambio una tipologia di rischio che rientra allinterno dei rischi di mercato ed riferito alla possibilit
che variazioni dei tassi di cambio tra due valute portino ad una perdita di valore del bene posseduto. Per quanto
riguarda il rischio paese pu essere definito come il rischio di insolvenza di operatori, pubblici e privati, legato
allarea geografica di provenienza e indipendente dalla loro volont. anche il rischio legato alla provenienza di
un determinato strumento finanziario e dipendente da variabili politiche, economiche e sociali.
51
SP/A Theory sviluppata dalla psicologa Lopes (1987) e Lopes e Oden (1999) una teoria di
scelta in condizione di incertezza in cui il processo di scelta tra diverse alternative implica
lintegrazione di due criteri:
52
Nella teoria di Lopes il comportamento degli individui nei confronti del rischio influenzato
dalla paura e dalla speranza42 emozioni che alterano i pesi assegnati alla funzione di
distribuzione decumulata43 e modellati attraverso una funzione di utilit rank-dependent44.
Tramite questa modellazione il fattore dispositivo ha equazione:
[] = =1 ( 1 ) con 0 = 0
Quindi il rendimento medio di unattivit pu essere calcolato facendo la sommatoria dei
prodotti tra ogni livello di probabilit decumulata e la differenza tra il rendimento a essa relativo
e quello inferiore.
Questo metodo di calcolo della media risulta molto artificioso; la sua applicazione serve a
tradurre in formula matematica il concetto che la paura porta a considerare le code sinistre della
distribuzione degli esiti possibili pi spesse di quanto sono nella realt mentre la speranza
induce lo stesso comportamento per sulla coda destra.
La paura dunque induce gli individui a sovrastimare le probabilit associate agli eventi
sfavorevoli, portandoli a considerare i rendimenti inferiori a quanto sono realmente. Questa
distorsione della probabilit decumulata ottenuta come:
() = 1+ con > 0
Dal punto di vista matematico, essendo sempre positivo, si abbassa il calcolo della media in
misura tanto maggiore quanto pi pronunciata la coda sinistra della distribuzione dei
rendimenti.
Nel caso della speranza, sulla base delle considerazioni fatte, la probabilit decumulata
modellata come:
() = 1 (1 )1+ > 0
42
53
Con conseguenze simili ai ragionamenti fatti per la paura ma considerando la coda destra della
distribuzione dei rendimenti.
Dal momento che entrambe le emozioni risiedono simultaneamente negli individui, la funzione
di trasformazione decumulata finale risulta una combinazione convessa di e . Nello
specifico assumer la forma:
() = () + (1 ) ()
1 = e 2 =
Fonte: Shefrin H., (2008)
[] = ()( 1 )
=1
54
55
max
{}
()
Dove:
la ricchezza
il livello di ricchezza desiderato (Aspirazione)
la massima probabilit tollerata di mancare lobiettivo.
Individuati i portafogli che soddisfano il safety first constraint, cio il cui valore alla fine
dellorizzonte temporale dinvestimento almeno uguale ad A nel 1- percento dei casi, i
portafogli ottimi della BPT sono quelli che massimizzano ().
La massimizzazione della ricchezza corrisponde alla massimizzazione della funzione di valore
della prospect theory:
= ( )( )
=1
Adattata alla teoria del prospetto cumulata e con conseguenza che i pesi decisionali, considerati
separatamente a seconda si tratti di guadagni o perdite, avranno forma:
+ ()
[[+ (1 )+ ]+
() =
[[ (1 ) ]
Con + = 0.61 = 0.69
56
Ripetendo tale procedimento per vari livelli di probabilit si giunge alla costruzione di una
nuova frontiera efficiente che rappresenter linsieme dei portafogli con rendimento massimo
per ogni probabilit di non raggiungere lobiettivo di ricchezza.
Il vincolo probabilistico che caratterizza la BPT simile a quello del Value at Risk (VaR)45 con
la differenza che questultimo si riferisce allaccadere di un evento indesiderato andando infatti
a stimare la perdita massima con una determinata probabilit.
Confronto empirico tra le due teorie46
Per meglio comprendere i risultati ottenibili tra i due approcci, ipotizziamo che un investitore
abbia due titoli a disposizione caratterizzati da:
TITOLO A
TITOLO B
Correlazione
Rendimento
0.10
0.13
0.5
Deviazione Standard
0.15
0.18
E che partendo da una ricchezza iniziale (W) di 100 aspiri ad un livello di ricchezza (A) pari a
104 (aspirando quindi ad un rendimento minimo del 4 percento).
Nello spazio media varianza la frontiera efficiente47 risultante avr la seguente forma da cui si
nota che il portafoglio a rischio minimo quello corrispondente ad un rendimento del 11%.
45
Il Value at Risk una misura probabilistica utilizzata dalle istituzioni finanziarie per monitorare i rischi collegati
ai loro portafogli. Definito un intervallo temporale e un livello di probabilit, il VaR indica lammontare massimo
di denaro che il portafoglio pu perdere nellintervallo di tempo in considerazione con una determinata probabilit.
46
Lesempio ripreso da Rigoni (2006)
57
Per quanto riguarda invece la frontiera BPT si nota che i portafogli ottimi, quindi con i
rendimenti pi alti, sono quelli compresi in un range di probabilit del 29%-31%.
58
59
Ipotizziamo ora che un investitori mantenga lo stesso obiettivo di ricchezza come quello
precedente ma i titoli a sua disposizione abbiano le seguenti caratteristiche:
TITOLO A
TITOLO B
Correlazione
Rendimento
0
0.3
0
Deviazione Standard
1
0.1
60
In un contesto invece BPT linvestimento nel Titolo A porta si una diminuzione del rendimento
ma al contempo permette di accrescere la probabilit di raggiungere il livello di ricchezza
prefissato.
Figura 13: Frontiera Efficiente BPT in presenza di un titolo ad alto rischio e basso rendimento
61
62
Fonte: [Link]
Il trading verso la fine degli anni novanta ha acquisito dimensioni sempre crescenti sia per la
continua crescita dei mercati finanziari sia per la nascita del trading online il quale permette ad
ogni individuo di acquistare o vendere titoli direttamente da casa tramite una connessione
internet.
Ogni investitore pu decidere di movimentare il proprio portafoglio sulla base di diverse
ragioni:
1) Acquisizioni di nuove informazioni;
2) Soddisfare un fabbisogno di liquidit;
3) Ribilanciare le proprie posizioni, aggiustando i pesi dei singoli titoli, per mantenere un
profilo di rischio costante;
4) Riduzione del prelievo fiscale, vendendo un titolo in perdita al fine di compensare i
guadagni di un altro titolo.
Nonostante queste ragioni, il turnover dei titoli in portafoglio non dovrebbe essere molto
elevata come invece stato dimostrato empiricamente dalla teoria comportamentale e
giungendo alla conclusione che il comportamento degli investitori condizionato da alcuni
Biases come Overconfidence e lillusione del controllo49.
Tali distorsioni potrebbero essere superate attraverso unanalisi a posteriori delle proprie
azioni sulla base di un confronto dei rendimenti ottenuti e degli oneri e dei rischi assunti.
Nonostante ci lanalisi a posteriori potrebbe oscurare la realt in quanto se si considerano
i rendimenti, spesso gli investitori li calcolano trascurando utili e perdite non realizzate,
giungendo quindi ad un valore distorto50.
Grinblatt e Keloharju (2001), hanno condotto uno studio su investitori finlandesi in un
periodo di tempo tra il 1994 e il 1997, dimostrando che la loro attivit di trading era
influenzata sia dal disposition effect che da una logica contrarian.
Una strategia contrarian caratterizzata dalla vendita di titoli che hanno rendimenti positivi
e lacquisto di titoli che hanno rendimenti negativi. Tale logica basata sulla convinzione
che investimenti i cui rendimenti sono stati positivi in passato saranno meno redditizi di
quelli che hanno avuto una performance storica peggiora.
La strategia opposta quella momnetum la quale consiste nellacquisto di titoli con
rendimenti storici positivi e si vendono quelli con rendimenti negativi.
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Lo studio inoltre dimostra che le scelte dinvestimento sono fatte sulla base dei rendimenti
pi recenti, prendendo una finestra temporale di un mese.
Altri studi51 hanno considerato la movimentazione dei portafogli, evidenziando che un alto
turnover abbassa le performance le quali si riducono anche a causa di una stock selection
sbagliata. Tali evidenze possono essere spiegate dalla sopravvalutazione delle proprie
capacit e nelluso errato delle informazioni a disposizione.
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Conclusioni
Lintento del presente lavoro stato quello di confrontare la finanza classica e quella
comportamentale, sottolineando limportanza di una visione complementare fra tali approcci
per analizzare il tema della gestione del portafoglio, il quale risulta un argomento molto delicato
da affrontare sia per i gestori che per gli investitori.
La teoria classica spiega come dovrebbero agire gli investitori per massimizzare la loro utilit
attesa e quindi giungere a scelte allocative ottimali in condizioni di incertezza. Diversamente,
la finanza comportamentale analizza il reale comportamento degli agenti economici e,
basandosi sullevidenza empirica, prova a formalizzare i risultati ottenuti. Di fatto, lobiettivo
primario della Behavioral Finance quello di coniugare gli studi di psicologia e sociologia con
quelli finanziari, investigando il comportamento umano e cercando di mostrare una discontinua
validit delle ipotesi di razionalit ed efficienza dei mercati per spiegare il reale atteggiamento
degli individui quando devono affrontare scelte future in condizioni di rischio e incertezza.
Riguardo a ci, stato analizzato il comportamento degli investitori, evidenziando come i
ragionamenti degli individui siano frutto di stereotipi e filtri cognitivi che li conducono a
commettere errori di valutazione e di giudizio quando devono raccogliere ed elaborare
informazioni. Inoltre, tale fragilit alimentata dai media che condizionano il successivo
processo decisionale. Ci si ripercuote sui mercati provocando un aumento eccessivo della
volatilit che persiste anche quando non giungono nuove informazioni a suo supporto. Inoltre,
i modelli comportamentali hanno permesso di rilevare come, oltre agli individui intesi come
singoli, anche gli operatori professionali sono molte volte irrazionali ed impulsivi poich
anchessi subiscono leuristica dellancoraggio quando attraverso lanalisi dei prezzi e dei
rendimenti storici di titoli ed indici azionari, formulano previsioni partendo dal presupposto che
la storia si ripete. Tali comportamenti contraddicono le ipotesi di razionalit ed efficienza dei
mercati, in quanto spesso provocano dei trend e dei cicli di mercato prevedibili. Pertanto, il
rischio quello di offrire a speculatori e arbitraggisti lopportunit favorevole per operare,
ampliando cos sia il dislivello tra i prezzi dei titoli e i loro valori fondamentali, sia la creazione
di bolle speculative e crolli finanziari.
Rispetto allatteggiamento verso il rischio, la finanza tradizionale considera gli investitori
costantemente avversi al rischio. La finanza comportamentale al contrario, ha dimostrato che
latteggiamento degli individui verso il rischio non esclusivamente di avversione, ma cambia
in base agli guadagno e/o perdita. Questo diverso approccio al rischio, stato evidenziato
da Kahneman e Tversky che ne hanno elaborato una teoria: la Prospect Theory. Essa,
rivalutando la funzione di utilit massimizzata dagli individui e ampliandosi in una
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