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COME SI USA UN MALA

Usare un Mala non difficile: prendetelo con una delle due


mani (a scelta) e cominciate a far scorrere le perle ad una
ad una con il pollice, appoggiandolo su una delle altre
quattro dita.

Si inizia dalla perla pi vicina a quella chiamata il GURU e si


continua fino ad arrivare ad esso nuovamente sgranando via
via tutte le perle per completare 108 ripetizioni del
Mantra. Se avete un Mala da 27 grani, allora dovrete
sgranarlo per quattro volte, fino a raggiungere le 108
ripetizioni, tornando indietro ogni volta che arrivate alla
perla del Guru. Al termine dell'ultimo giro prendete in
mano il Guru e recitate una preghiera.
Oppure recitate il vostro Mantra per 11 o 21 o 31 o 62
minuti, a scelta, seduti in un luogo tranquillo. Ricordatevi di
ascoltare il Mantra mentre lo recitate, di usare il punto
dell'ombelico e di stimolare i punti dei meridiani sul palato
con la lingua.
Potete anche portare il vostro Mala sempre con voi, ed
usarlo mentre camminate per strada o alla fermata
dell'autobus, oppure semplicemente indossarlo come una
collana o bracciale per beneficiare delle propriet curative
delle pietre.
Il movimento continuo delle perle produce una stimolazione
dei punti dei meridiani che si trovano proprio sulla punta
delle dita, a met della prima falange, e che si relazionano,
fra l'altro, a diverse parti del cervello, favorendo lo
sviluppo delle seguenti qualit:

DITO INDICE (Giove): saggezza, conoscenza, prosperit.


DITO MEDIO:(Saturno): pazienza.
ANULARE (Sole,Venere): salute, energia, rafforzamento
del sistema nervoso.
MIGNOLO (Mercurio): comunicazione , rafforza il cuore.

Ecco alcune piccoli suggerimenti che vi permetteranno di


utilizzare al meglio il vostro Mala:
Se avete un Mala sarete felici di mantenerlo sempre nelle
migliori condizioni, per poterlo utilizzare al massimo delle
sue propriet curative e funzionali. Per questo bene
mantenerlo asciutto, altrimenti il filo che tiene le perle si
allenta. Se avete le mani umide, quindi, cospargetele
leggermente di talco prima di utilizzarlo.
Il ciuffo di seta pu essere lavato con un detergente
naturale, oppure semplicemente bagnato e lasciato asciugare
per farlo tornare alla forma originale.
Dopo un certo periodo, pi o meno lungo a seconda dell'uso
che se ne fa, quando il carico energetico diventa troppo alto,
il Mala si pu rompere: questo indica normalmente che ha
bisogno di essere rifatto nuovamente secondo il
procedimento tradizionale.
Sarebbe bene comunque ogni tanto ripulire
energeticamente le pietre del Mala, ponendolo in una ciotola

con un po' di sale grosso ed esponendolo alla luce del sole,


oppure sopra una grossa drusa di ametista.
I Mala sono strumenti sacri per la meditazione e la cura
energetica della persona. Se non lo indossate tenetelo in un
sacchettino di stoffa o di seta, oppure sul vostro altare se
ne avete uno, o comunque in un luogo a voi sacro, per
proteggere e mantenere l'integrit delle vibrazioni delle
gemme.
Per avere ulteriori informazioni sull'utilizzo di un Mala
cliccate qui.

Come usare il rosario tibetano

COME USARE IL ROSARIO TIBETANO LA MALA


Le mala tibetana o hindu sono rosari fatti di perline o pietre
dure che si usano durante le pratiche religiose o la
meditazione.
Aiutano ad ottenere e mantenere lattenzione e la
concentrazione durante le preghiere.
La parola mala significa in sanscrito ghirlanda o rosario.
Le perline delle preghiere sono usate dai praticanti di
molte discipline da migliaia di anni.
Lo stesso Buddha raccomand la recita dei mantra con la
mal a per intraprendere un percorso semplice di meditazione
per la gente comune e non solo per i monaci.
Sebbene la mala stata usata in questo modo per migliaia di
anni, solo negli ultimi tempi stato conosciuto anche come
un accessorio di bellezza.
La mala composta da 108 grani mentre quella da polso da
27 (4 x 27 = 108).
A queste, possono essere aggiunte delle decorazioni e dei
distanziatori. Ce ne possono essere 1, 2 o 4 che dividono le
108 perline in parti uguali. Ci possono essere anche altri

elementi in argento che servono per tenere il conto di quante


volte si recita lintera mala. Di solito finisce con un
ornamento (guru bead).
In genere le perline sono infilate in un cordino marrone o di
altro colore che sta anche a significare lunione indistruttibile
con il Buddha e i suoi insegnamenti.
La mala viene usata per contare la recita dei mantra e per
focalizzare la concentrazione durante la pratica. Contare i
mantra con la mala occupa la mano (corpo), recitare i mantra
occupa la voce (parola) e visualizzare le divinit tiene
occupata la mente.
Focalizzando questi 3 aspetti di noi stessi durante la pratica, i
benefici si moltiplicano e si accumulano meriti.
La mala si usa tenendola nella mano sinistra (la mano che
riceve), facendo scorrere le perline tra il pollice e lindice.
Occorre maneggiare il rosario con cura e rispetto.
Si inizia la recita del mantra dalla prima perlina vicino alla
guru bead e se ne conta una per ogni preghiera recitata.
Non ci si deve distrarre, ma pensare a ci che si sta
recitando. Quando si finiscono le 108 o le 27 perline, non si
deve mai passare oltre la guru bead perch equivarrebbe a
una mancanza di rispetto verso il proprio maestro. Si ruota
invece la mala in modo da ricominciare dallultima perlina
contata.
Alcune pratiche richiedono la recitazione di 100.000 mantra!
I mantra sono suoni sacri parlati o cantati. Essi contengono
lessenza di ampi insegnamenti spirituali condensati in
sillabe e frasi concise.
La maggior parte dei mantra buddhisti tibetani sono stati
creati da yogi, santi e bodhisattva indiani.
Abbiamo ottenuto questo prezioso regalo, la mala dei
mantra, da Buddha 2500 anni fa. Egli disse: Se volete
eliminare i desideri terreni e mettere fine alle sofferenze, fate
una collana con 108 palline
ottenute dai semi dellalbero della Bodhi. Egli allora diede
un breve mantra dei Tre Gioielli (Buddha, Dharma e Sangha)
e diede istruzioni ai presenti su come usarlo.
Il mantra tibetano pi conosciuto il Mani Mantra OM MANI
PADME HUM, datoci dalla grande divinit di Chenrezig, il
Bodhisattva della Compassione.
Questo mantra usato per purificare se stessi dalle emozioni
negative, per eliminare tutte le sofferenze e per proteggere
dalle influenze negative e dalle malattie. E il migliore per
sviluppare la compassione per se stessi e gli altri.

Alcuni mantra possono essere usati liberamente, altri devono


essere trasmessi e insegnati da un maestro o lama.
Occorre considerare il maestro come il rappresentante
attuale del Buddha e portargli lo stesso rispetto che
riserveremmo a Lui.
Molti preziosi insegnamenti sono stati trasmessi da maestro
a studente da migliaia di anni
Prima di iniziare la recita del mantra il praticante deve
considerare le motivazioni interiori, le ragioni per cui vuole
fare la pratica. Compassione e le motivazioni altruistiche
sono le migliori.
Se si fa la pratica per aiutare tutti gli esseri sofferenti, i meriti
si moltiplicano e le negativit cominciano a trasformarsi.
Occorre promettere di lavorare per il bene di tutti, questa il
voto del Bodhisattva.
Si deve iniziare pulendo la mente dagli strani pensieri,
respirare profondamente, centrare se stessi.
Si comincia solo quando ci si sente ben connessi e
concentrati.
Il Mani mantra il mantra sanskrito di Avalokiteshvara, il
Bodhisattva della Compassione, conosciuto come Chenrezig
nella lingua tibetana. E recitato tutti i giorni dai Buddhisti
Tibetani.
Spesso il praticante tibetano tiene la mala per contare i
mantra nella mano sinistra, fa girare una ruota delle
preghiere nella mano destra, canta e cammina girando
attorno allo stupa. Tutto contemporaneamente!
I tibetani credono che recitando il Mani mantra
costantemente, si occupi la mente con pensieri e intenzioni
positive. Questo trasmuta e manda via tutti i sentimenti e i
karma negativi e permette di avere una vita pi felice e
rinascite migliori.
Il mantra OM AMNI PADME HUMdeve essere recitato
almeno per una mala intera (108 volte), mentre si recita
occorre visualizzare Chenresig, la divinit della Compassione,
davanti a noi, nel nostro terzo occhio, e immaginare che sia
luminoso e che irradi dal suo cuore un arcobaleno luminoso e
colmo di compassione. Questa pioggia luminosa trasmuta la
sofferenza di tutti gli esseri senzienti e ritorna con la
benedizione di tutti i Buddha e i Bodhisattva delle dieci
direzioni.
Quando recitiamo il mantra e visualizziamo Chenrezig
ricordiamo di farlo con il cuore. Praticare senza sentimento
solo un esercizio intellettuale e non porta nessun beneficio.

Lenergia del cuore potenzia e guida la pratica.


Quando la pratica finita Chenrezig si dissolve in un raggio
luminoso, come di un laser. Questa specie di arcobaleno
miscela la propria energia con quella di tutti gli altri esseri e
si unisce alla benedizione di Chenresig. Si consiglia di
rimanere seduti qualche minuto nella beatitudine del
mandala del Buddha della Compassione.
I Buddhisti Tibetani usano recitare alla fine della pratica delle
preghiere di conclusione e delle dediche. Se non se ne
conoscono, basta essere grati e rispettosi della positivit e
dellinsegnamento della pratica e poi dedicare tutti i meriti
che si sono generati a tutti gli esseri senzienti, in questo
modo tutti potranno beneficiare della pratica ed
eventualmente trovare il sentiero giusto per la completa
illuminazione. Grazie!
OM AH HUM