GUSTAV KLIMT
(1862-1918)
E
LA SECESSIONE
VIENNESE
La Secessione viennese
Nel 1897 viene fondata l’Associazione dei pittori e degli scultori
della Secessione austriaca nota come Secessione
Un gruppo di giovani artisti, guidati da Gustav Klimt, si distacca dalle
istituzioni accademiche per proporre una svolta alle concezioni allora
vigenti sul modo di intendere le arti e il loro significato sociale
L’esplosione della Secessione segna il declino della Kunstgewerbeschule, la
Scuola d’arte e di mestieri di Vienna che dal 1868 aveva formato nuove figure
professionali, offrendo loro una solida preparazione artistica e soprattutto un
bagaglio di aggiornate conoscenze tecniche nel campo delle arti applicate
Gustav Klimt
L’austriaco Gustav Klimt è la personalità più alta della pittura art
nouveau
Formatosi alla Scuola di arti decorative di Vienna, nel 1897 diventa il principale
esponente e primo presidente, della Secessione viennese; con la sua pittura
preziosa, incarna i fasti dell’impero austroungarico prossimo alla fine
Le tappe della biografia:
• Nasce a Baumgarten, un sobborgo di Vienna, il 14 luglio 1862
• Dal 1876 al 1883 frequenta la Scuola di arti decorative di Vienna e con il fratello dà
vita a un nucleo artistico che si occupa di decorazioni
• Nel 1897 è il maggior esponente e presidente della Secessione da cui si stacca nel
1905 per fondare la Kunstschau
• Muore a Vienna il 6 febbraio 1918 per gli esiti di un ictus cerebrale
Il disegno
La produzione grafica di Klimt è vastissima
I caratteri mutano nel tempo giungendo, attorno al
primo decennio del ‘900, a un linearismo
essenziale e di gusto decorativo espresso per
mezzo di una morbida linea di contorno
Nel Profilo di una ragazza del 1898-
1899 i capelli sono l’asse portante
della figura e appaiono trasformati in
un motivo ornamentale
Nel Nudo disteso verso destra del 1912-1913 il corpo è
delineato con pochi tratti curvilinei continui
Giuditta I
A cavallo del secolo la pittura Il volto, enigmatico e
di Klimt rivela un preziosismo bellissimo, è incorniciato
quasi gotico, con effetti di dalla massa di capelli scuri e
il corpo, privo di linea di
trasparenze e gusto per la contorno, sfuma e quasi si
decorazione confonde con lo sfondo
Nella prima versione di A rendere il dipinto ancora
Giuditta del 1901, l’eroina più prezioso è il fondo oro,
biblica è splendidamente una ripresa dalle tavole
dell’arte gotica
agghindata e vista in perfetta
frontalità dal basso
La testa mozzata di
Oloferne, tenuta dal braccio
Pur conservando un certo
che attraversa il busto, è
volume nella figura, nel appena visibile in basso
dipinto prevale una forte
bidimensionalità
La femme fatale
Nelle eroine di Klimt prende forma la
femme fatale, una personalità
seducente, forte e dominatrice,
propria della cultura fin de siècle
Giuditta I, 1901
Il soggetto biblico è subalterno:
il corpo seminudo e il potere
incantatore dello sguardo sono
un inno alla bellezza femminile
Più tardi Giuditta muta in
Salomè, simbolo di un erotismo
spregiudicato e incarnazione
della passione che sconfina nella
morte: il corpo è snodato e
costretto nella lunga cornice
Giuditta II (Salomè), 1909
Ritratti
Klimt è un prolifico ritrattista: la sua produzione verte solo sulla figura femminile e
costituisce una celebrazione della bellezza e del potere di seduzione della donna
Emilie Flöge (1902), Fritza Riedler (1906) e Elisabeth Bachofen-Echt (1914)
Nei ritratti la fantasmagoria delle stoffe degli abiti rivela l’influenza
delle stampe giapponesi che Klimt colleziona in gran numero
Ritratto di Adele Bloch-Bauer I
Fin dai primi del ‘900 e specie dopo il viaggio a Ravenna del 1903, Klimt usa l’oro
in foglia, con cui sembra suggellare in un sepolcro prezioso la fine di un’epoca
Il primo Ritratto di Adele Bloch-Bauer del 1907
Il pulviscolo dorato appartiene al «periodo d’oro» (1905-1909)
dello sfondo dà la
sensazione di un Il formato quasi quadrato
mosaico splendente della tela contribuisce alla
qualità ornamentale del
ritratto
La figura si smaterializza in
un insieme in cui l’abito
appare fuso con la
tappezzeria della poltrona
Il decoro geometrico e
Come nella stampa bidimensionale presenta
di Hiroshige l’abito si anche un motivo a occhi
apre a campana derivato dall’arte egizia
La culla
L’incontro con la pittura dei Fauves e di Matisse rigenera il linguaggio di Klimt,
come emerge nel dipinto La culla, realizzato intorno al 1917-1918
La testina e le manine di un neonato
emergono da una massa informe di
coperte variopinte
Il piccolo ritratto è proiettato lontano
contro il bordo della tela quasi a
coincidere con il punto di fuga
Perso tra le masse multicolori di una sorta
di montagna incantata il bimbo diventa
anch’esso una chiazza rosata