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Biografia di Gustav Klimt

Gustav Klimt nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, oggi quartiere periferico


di Vienna. Fin da bambino si appassionò d’arte insieme ai suoi fratelli.
Nonostante i problemi economici della sua famiglia riuscì lo stesso a
frequentare la Scuola d’Arte e Mestieri dell’Austria, dove si iscrisse nel 1876 a
soli 14 anni, dopo aver terminati gli studi alla scuola primaria. Durante i suoi
studi accademici, che durarono fino al 1883, sperimentò varie tecniche
artistiche, tra cui la ceramica e il mosaico. Dotato di particolare talento fin da
giovanissimo, durante gli anni della formazione, fu considerato e riconosciuto
come il più grande continuatore dell’opera di Hans Makart, uno dei più importanti artisti austriaci del
tempo.
Grazie ad un viaggio in Italia, in particolare a Ravenna, avvenuto nel 1903, il famoso artista ebbe la
possibilità di mettersi in contatto e vedere dal vivo gli importanti mosaici bizantini della città. Da questo
viaggio trasse molte ispirazioni per le opere successive, che furono infatti caratterizzate dall’uso dell’oro e
dallo sfarzo: questi dipinti definiranno il periodo “aureo” o “dorato” dell’artista. Opere frutto di questo
periodo rappresentano ad oggi importantissimi lavori del maestro, troviamo per esempio: Il bacio.

Al centro di un luogo etereo ed astratto due amanti si stringono e si abbandonano ad un bacio intenso; la
fanciulla è pienamente abbandonata, con gli occhi chiusi abbandonata, mentre l'uomo - del quale si
intravede solo il profilo - stringe la testa dell'amata con delicatezza, protendendosi verso di lei in segno
protettivo e di affetto. I due giovani innamorati, avvolti entrambi in lunghe tuniche mosaicate che ne
nascondono i corpi, sono inginocchiati su un piccolo rettangolo erboso ciò malgrado, è solo in quest'opera
che Klimt riesce a trasportare in pittura quel momento effimero in cui l'universo maschile e quello
femminile riescono finalmente a compenetrarsi
L'obiettivo al quale tende Klimt è, dunque, quello di glorificare con il Bacio il trionfo della potenza
vivificatrice dell'eros, in grado di superare le contrapposizioni tra sesso maschile e sesso femminile.
Nell'opera questi conflitti emergono nelle mani nodose e affusolate dell'uomo, in contrasto con la
lucentezza della pelle della fanciulla: mentre le vesti dell'uomo sono costituite da elementi geometrici
verticali e spigolosi, nelle tonalità del nero, del grigio e del bianco, la donna è rivestita di forme circolari.
Eppure, la netta separazione tra i due sessi viene superata con lo sfondo che riproduce, con un gioco di
trasparenze ed affioramenti, le forme della coppia di amanti.

Tra le opere più importanti del Klimt maturo figura anche Le tre età della donna del 1905 Questo dipinto fa
parte delle opere più mature dell’attività artistica di Klimt, in cui si verifica l’abbandono dell’uso dell’oro,
per andare incontro a una pittura meno vistosa e più immediata. Nel dipinto sono rappresentate, come suo
solito fare, tre donne che rappresentano tre diversi periodi della vita femminile. Vi troviamo raffigurata
anzitutto l’infanzia, attraverso la rappresentazione di una bambina piccola in braccio ad un’altra donna che
rappresenta anch’essa un’altra fase, quella della maternità, in cui viene raffigurata una figura femminile con
capelli lunghi e ricci cosparsi di fiori. Al suo fianco si nota un’altra donna: simboleggia la vecchiaia, l’ultimo
stadio della vita. La donna qui è dipinta con il viso nascosto dai suoi lunghi capelli grigi e dal corpo nudo in
tutta la sua interezza e imperfezione. Le tre figure sono estremamente ravvicinate e occupano la parte
centrale del dipinto. Lo sfondo scuro, che occupa la maggior parte dello spazio, è dato da un insieme di
colori come l’ocra o il marrone. L’oscurità dello sfondo tende a fare esaltare le tre figure esaltandone lo
scorrere del tempo e la loro bellezza.

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