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"... Esiste una discrepanza tra gli obiettivi e i mezzi a nostra disposizione.

Mezzi che sono stati creati dai nostri antenati, che hanno dato vita allo Statonazione e lo hanno dotato e armato di molte istituzioni estremamente importanti, fatte su misura dello Stato-nazione. Per quanto concerne lo Statonazione, esso era veramente lapice dellidea di autogoverno e sovranit, lidea di essere a casa e cos via. Soprattutto, lo Stato-nazione era un affidabile e impeccabile mezzo di azione collettiva, strumento per raggiungere gli obiettivi sociali collettivi. Questo veniva creduto al di l della differenza tra "destra" e "sinistra". Lo Stato-nazione era in grado di implementare le idee vincenti. Perch era cos? Perch lo Stato-nazione veniva considerato, e in larga misura lo fu per abbastanza tempo nella storia, la fattoria del potere e della politica. Quello tra potere e politica un matrimonio celebrato in cielo, nessun uomo pu distruggerlo. Potere significa abilit nel fare le cose. Politica significa abilit nel dirigere questattivit di fare le cose, indicando quali cose devono essere fatte. Ora, ci che sta accadendo oggi lindubbia separazione, una prospettiva di divorzio, tra potere e politica. Potere che evapora nello cyberspazio e che si manifesta in ci che chiamo "globalizzazione negativa". Negativa nel senso che si applica a tutti gli aspetti della vita sociale che hanno una cosa in comune: si tratta dellindebolimento, lerosione, la non considerazione delle abitudini locali, delle necessit locali. La "globalizzazione negativa" abbraccia poteri come la finanza, il capitale, il commercio, linformazione, la criminalit, il traffico di droga e darmi, il terrorismo, eccetera. Non seguita dalla "globalizzazione positiva". A livello globale, non abbiamo niente di lontanamente somigliante allefficacia dello strumento del controllo politico sul potere, dellespressione della volont popolare, cio la rappresentanza e la giurisdizione, realt sviluppatesi e bloccatesi al livello dello Stato-nazione. Alla luce di questa discrepanza, ogni volta che sento il concetto di "comunit internazionale", piango e rido allo stesso tempo. Non abbiamo nemmeno iniziato a costruirla. I nostri problemi sono davvero globali, ma possediamo solo i mezzi locali per affrontarli; ed essi sono spudoratamente inadeguati al compito. Perci la domanda che suggerisco sar probabilmente questione di vita o di morte per il XXI secolo. Chi se ne occuper? Quella sar la questione....". In altre parole, mentre il liberismo sfrenato e gli egoismi finanziari governano l'economia mondiale, anche grazie ai nuovi mezzi di telecomunicazione, la democrazia e la solidariet esistono - quando esistono - a livelli locali. Occorre dunque che alla globalizzazione del "mercato" corrisponda la globalizzazione della democrazia, senza confini di spazio ma neanche di tempo, se vogliamo la salvezza del pianeta. Un obiettivo che potremmo definire "solidariet globale", nel senso che va al di l della nostra stessa vita terrena, e quindi aggiunge (e per i non credenti sostituisce) alla fede nella vita eterna individuale la fede nella vita dell'intero pianeta e, quindi, la speranza di un futuro per tutti gli esseri umani, tra cui ci sono e ci saranno i nostri figli ed i figli dei nostri figli. Un tale obiettivo cambia completamente tutti i programmi elettorali cos come sono stati sinora concepiti, a cominciare dalla mancata considerazione del legame esistente tra il numero degli abitanti, che ormai hanno raggiunto i sette miliardi, e il degrado dellambiente. Sappiamo bene che per raggiungere tale obiettivo di "globalizzazione positiva" occorre un Governo dellintero pianeta, ma se qualcuno non comincia a parlarne mai ci arriveremo. E questo compito spetta anzitutto a coloro che si richiamano ai principi della solidariet, propri della "sinistra" cos come la "destra" caratterizzata dal liberismo. In questo quadro, dobbiamo anzitutto sostenere la trasformazione della attuale UE in "Stati Uniti d'Europa", necessari per controllare lo strapotere della finanza nel nostro continente ma anche per trasformare l'attuale ONU in un Federazione mondiale capace di intervenire sulle aberrazioni del "mercato" globale e di attuare veramente la dichiarazione universale dei diritti delluomo, sapendo che i diritti nascono con la democrazia, e la democrazia si basa sul principio della laicit