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Adesso che succede?

Nei palazzi romani nessuno sa rispondere perch c un uomo fuori controllo


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AL CINEMA

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AL CINEMA

Venerd 9 ottobre 2009 Anno 1 n 15


Redazione: via Orazio n 10 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

1,20 Arretrati: 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Fini si dissocia e difende Consulta e Quirinale

IN GUERRA CONTRO TUTTI


BERLUSCONI: IL POPOLO CON ME
Lattacco Finale
di Paolo Flores dArcais

BUGIARDI SENZA GLORIA


di Marco Travaglio

dc

Dopo la bocciatura del lodo Alfano, il premier perde la testa: insiste nellattacco a Napolitano, minaccia vendetta contro i giudici, insulta la Bindi. Pensa ancora di essere pag. 2,3,4,5 z superiore alla legge. Cosa ci prepara?

erlusconi ha dichiarato guerra alla democrazia liberale. Questo, e nulla di meno, rappresenta linsieme di ingiurie che ha vomitato, prima a caldo e poi a freddo, contro la Corte Costituzionale, cio il supremo arbitro della legalit repubblicana (e contro il presidente Napolitano). Se Obama si permettesse contro la Corte Suprema anche un decimo delle volgarit berlusconiane, limpeachment scatterebbe dopo cinque minuti, richiesto a gran voce da maggioranza e opposizione e dal coro indignato dei media. La democrazia liberale, infatti, a differenza di quella giacobina, si basa sul governo limitato, cio su un esecutivo che non pu mai esondare i limiti della Costituzione, quale che sia il consenso popolare di cui gode. E largine contro ogni tentazione dispotica appunto la Corte Suprema, la Corte Costituzionale, la sua autonomia e superiorit rispetto al governo. Per Berlusconi tutto questo ostrogoto. La divisione dei poteri, cio lautonomia della magistratura e dellinformazione, pilastri della moderna vita democratica, gli risulta incomprensibile. Pensa davvero che il voto o il sondaggio lo rendano padrone e signore dello Stato, che infatti non chiama Repubblica italiana ma azienda Italia. E ora, di fronte ad una Corte Costituzionale che non si piegata n a lusinghe n a intimidazioni, ha deciso di lanciare lattacco definitivo: una legge che metta al guinzaglio i magistrati (visto che i media al guinzaglio li ha gi). Berlusconi posseduto da una incontenibile pulsione totalitaria. E ha deciso che venuto il momento di soddisfare questo suo vizio fino in fondo, di emulare lamico Putin, che resta il suo modello. Ma a differenza della Russia, asservita agli oligarchi, vuole lItalia asservita ad un solo satrapo, se stesso. Gianfranco Fini ha preso le distanze, ma ci vuole ben altro, per fermare un progetto dichiarato di squadrismo anti-istituzionale. Il Partito democratico ha blaterato che risponder con le primarie. Sarebbe farsesco, se non fosse una tragedia. Si gingillano con le figurine, mentre il piromane mette a fuoco la casa comune. Del resto, la forza di Berlusconi sta tutta nellassenza di una opposizione. Resta il popolo. Quello vero, quello dei cittadini, non della massa anonima, ammaestrata e plaudente nello spurgo dodio contro la garanzia delle libert di tutti, le istituzioni liberali. Resta la societ civile, insomma, che non ha rappresentanza politica e non ha canali televisivi. Ma dignit e coraggio. Finch c lotta c speranza.

Udi Furio Colombo


QUELL ARIA PE SANTE DA 25 LUGLIO
ha creduto, nella Q ualcunoscorso, di sentire non dimenticabile sera di mercoled la fresca ventata di un 25 aprile. Invece gravava, e grava, sullItalia di Berlusconi laria umida e pesante di un 25 luglio. pag. 2 z

ANNOZERO x Avvertito 20 giorni prima di morire

Stato-mafia, Borsellino seppe della trattativa

Udi Peter Gomez


IL PAPELLO PER SALVARE IL PREMIER
sta vicino lo C hi gliun un uomo descrive come leone ferito e braccato. Come che alterna momenti di euforia alla depressione pi cupa: c lha con i magistrati, con il presidente della Repubblica, con lalleato Gianfranco Fini. pag. 5 z

Tecce pag. 6 z

Paolo Borsellino (FOTO ANSA)

CRISI x Lindustria italiana perde pezzi

Mirafiori a rischio Le auto costruite allEst


liguria n

Oggi le tute blu della Fiom scendono in piazza, da Milano a Palermo, contro i licenziamenti da recessione
Reguitti e Caselli pag. 10-11 z letteratura n

Il sistema di potere Burlando


Giglioli pag. 12z

Il Premio Nobel a Herta Mller voce degli ultimi


Collo pag. 15z

CATTIVERIE

La Consulta di sinistra, come i magistrati, la stampa e il Quirinale. Praticamente manca solo il Pd. (www.spinoza.it)

ra le balle spaziali che circolano in questi giorni a proposito della bocciatura del lodo della vergogna, la pi notevole riguarda la presunta retromarcia della Corte costituzionale, che nella sentenza del 2004 sul lodo Maccanico-Schifani non avrebbe eccepito nulla sull'uso di una legge ordinaria, anzich costituzionale, per derogare all'articolo 3 della Carta, mentre l'altroieri ha giudicato illegittimo il lodo Alfano proprio perch fatto con legge ordinaria. Si tratta di una bugia pietosa per salvare la faccia non solo ad Al Fano e al suo mandante e utilizzatore, ma anche al capo dello Stato, che quel lodo firm (e forse ispir) due estati fa, sostenendo per giunta che esso recepiva le indicazioni precedenti della Consulta e quindi non appariva manifestamente incostituzionale. In realt, nella sentenza del 13 gennaio 2004 firmata dallallora presidente Riccardo Chieppa e dal redattore Francesco Amirante, si faceva pi volte riferimento all'articolo 138 della Costituzione, quello che regolamenta le leggi costituzionali. Prima i giudici ricordavano che il Tribunale di Milano aveva chiesto alla Corte di annullare il lodo Schifani anche perch attribuisce alle persone che ricoprono una delle menzionate alte cariche dello Stato una prerogativa non prevista dalle citate disposizioni della Costituzione, che verrebbero quindi ad essere illegittimamente modificate con legge ordinaria, in violazione anche dellart. 138 Cost.. Poi aggiungevano: N va omesso di considerare che il principio di eguaglianza rientra tra i principi fondanti della Carta costituzionale, derogabile solo dalla stessa Costituzione o con modifiche costituzionali adottate ai sensi dellart. 138 Cost., come risulta confermato dal fatto che tutte le prerogative riguardanti cariche o funzioni costituzionali sono regolate da fonti di tale rango. Pi avanti, la Corte osservava che per creare un regime differenziato rispetto al principio di eguaglianza fra tutti i cittadini sancito dall'articolo 3, occorre prevedere limiti ben precisi, che n il lodo Maccanico-Schifani n l'Alfano contemplavano: Il principio di eguaglianza comporta infatti che, se situazioni eguali esigono eguale disciplina, situazioni diverse possono implicare differenti normative. In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha decisivo rilievo il livello che lordinamento attribuisce ai valori rispetto ai quali la connotazione di diversit pu venire in considerazione. Nel caso in esame sono fondamentali i valori rispetto ai quali il legislatore ha ritenuto prevalente lesigenza di protezione della serenit dello svolgimento delle attivit connesse alle cariche in questione. Valori costituzionali, ai quali ovviamente non si pu derogare con legge ordinaria: Alle origini dello Stato di diritto sta il principio della parit di trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui esercizio, nel nostro ordinamento, sotto pi profili regolato da precetti costituzionali. Pi chiaro di cos...Alla fine, tirando le somme, la Consulta individuava ben quattro profili di incostituzionalit nel merito del lodo, per cui non riteneva di doversi occupare anche della forma, cio della sua veste di legge ordinaria. Ma concludeva significativamente: Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimit costituzionale. E assorbito non vuol dire escluso. Vuol dire, appunto, assorbito: cio implicito. Bastava saper leggere la lingua italiana per scoprire che anche il lodo Alfano sarebbe stato bocciato. E non con un voltafaccia rispetto alla sentenza del 2004. Ma in base alla stessa giurisprudenza di cinque anni fa. Con buona pace dei tanti, troppi bugiardi senza gloria che infestano le tv e i giornali. Bisognava pensarci prima di scriverlo, il lodo. E prima di firmarlo.

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Venerd 9 ottobre 2009

Napolitano di parte, e non mi interessa quel che dice: gli insulti / 1

l governo durer 5 anni, con o senza lodo. Le prime parole di Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale non sono allinsegna delleccesso. Lasciando Palazzo Grazioli per recarsi alla mostra Il potere e la grazia a Palazzo Venezia, il premier per non si ferma qui. Non ho mai creduto che approvassero il lodo. Con una Corte

LA GUERRA DEL LODO


Costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile. La Consulta, insomma, non super partes. Proprio come il Capo dello Stato: sapete da che parte sta, dice ai cronisti. Viene da una maggioranza di centro sinistra e come i suoi due predecessori, ha eletto giudici che rendono la Consulta non un organo di garanzia ma un organo politico. La mostra sui Santi Patroni dEuropa fornisce nuova ispirazione: lesposizione bella - dice il premier - ma manca il ritratto di San Silvio da Arcore, che fa s che l'Italia non sia in mano alla sinistra. Per fortuna, dice, il 70% degli italiani con me. Contro le toghe rosse e il 72% della stampa che lo avversa. Intanto il Presidente della Repubblica ha dichiarato di stare da una parte sola: quella della Costituzione. Quel che ha detto Napolitano - risponde Berlusconi - non mi interessa.

IL 25 LUGLIO DEL PREMIER


Minacce cupe, parole vuote, chiamate alla guerra. Ma il Cavaliere sempre pi solo
col Duce - Berlusconi. Il segretaria del Pd Franceschini insiste nel fare il segretario del Pd riunendo protagonisti delle primarie. Invece di dare spettacolo, resta al lavoro. Serve ma non serve perch la sequenza troppo drammatica. La Corte Costituzionale da un colpo al capo del Governo. Immediatamente il capo del Governo da un colpo al capo dello Stato. Intanto intorno a lui si parla apertamente di popolo in piazza che in questo caso vuol dire rivolta. Si parla di guerra leghista. Anche in un paese in cui televisioni e grandi giornali ci mettono un minuto a rimangiarsi tutto e a far finta che non sia successo niente, come pu Berlusconi fare il solito passo indietro della smentita conveniente (Lho detto ma non ho detto)? Se questo il 25 luglio di Berlusconi, levento leggendario del Gran Sasso (lesilio del Duce dopo il voto ostile del Gran Consiglio del fascismo) avviene a Porta a Porta nella notte pi imbarazzante per Berlusconi dal 1994. Il ruolo del capitano Skorzeny che libera Mussolini, tocca (vedi il destino) a Bruno Vespa. Coraggiosamente Vespa, pur sapendo di incorrere nelle stesse persecuzioni che subisce Santoro, colpevole di lasciar parlare Travaglio da solo (presente Ghedini, ma solo un avvocato-deputato del premier), Vespa, dunque, manda in onda una libera dichiarazione dellindomito Primo ministro che svolge tre concetti istituzionali. Il primo che il presidente della Repubblica uno di loro (vuol dire comunista). Il secondo che Gli italiani impareranno di che pasta sono fatto (dichiarazione pi adatta al Generale Kesserling che al capo di un governo che parla al suo paese). Il terzo che la onorevole Bindi, a suo giudizio, brutta (testualdi Furio Colombo

ualcuno ha creduto, nella non dimenticabile sera di mercoled scorso, di sentire la fresca ventata di un 25 aprile. Invece gravava, e grava, sullItalia di Berlusconi laria umida e pesante di un 25 luglio. Vuol dire un potere colpito e stordito, parole a vuoto, minacce cupe, patriottismo fervido dei devoti, trattative e piani segreti, non si sa di chi, con chi, contro chi. E la terribile frase badogliana la guerra continua, lunica frase netta, assurda e vera. La parola guerra infatti risuonata varie volte dopo lannuncio della Corte Costituzionale: Il lodo Alfano (ovvero lesenzione di Silvio Berlusconi dai molti processi che lo riguardano come imputato) ha cessato di esistere. Come in ogni paese democratico, il Primo ministro ha dora in poi gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti gli altri cittadini. La parola guerra stata pronunciata dal capo della Lega Nord Umberto Bossi, insieme alla parola popolo, che sarebbe pronto a combattere.

Silvio Berlusconi (FOTO EMBLEMA)

a vediamo il paesaggio, che male illuminato dai media e suggerisce pericolo. Le istituzioni sono ferme, il Parlamento non pu lavorare, i due schieramenti della politica organizzata (entrambi) sono incerti e divisi, ciascuno paralizzato da lavori in corso, luno del congresso (il Pd), laltro perch si stanno scollando i pezzi assemblati troppo in fretta dal leader del predellino. Serve ma non serve la decisione con cui Fini, presidente della Camera, insiste, freddo, nello svolgere il suo compito di credibile istituzione. Infatti uno dei due capi della destra alla Camera, Bocchino, non si schiera

mente pi bella che intelligente per dire, brutta stupida). Ora accade che, sia la frase sia linsieme del breve discorso Del Gran Sasso berlusconiano, ricordano laccorata ammonimento della sua ex moglie Trattatelo, se gli siete amici, come qualcuno che non sta bene. anche vero che, come provato dal pugno di Bossi, dallinvocazione alla guerra, dalle dichiarazioni di Gasparri, di Bonaiuti, di Schifani, gli amici, ormai, come per luomo del Gran Sasso, sono rimasti ben pochi. O si defilano (come dimostra limpressionante silenzio alla Camera dove i suoi deputati mancano a decine persino se si votano mi-

Il Parlamento non riesce a lavorare, i due schieramenti sono divisi al loro interno
sure poco controverse come listituzione del garante dellinfanzia) o gridano tutti insieme, in bilico tra farsa e tragedia, spingendo il loro capo in una guerra che non pu vincere neppure con milioni di baionette. che cosa pensa P er sapere pubblica internalopinione zionale della decisione di dichiarare verdetto politico comunista la sentenza che cancella il lodo Alfano, basta leggere (ripreso dallo Herald Tribune del 8 ottobre) ci che ha pubblicato il New York Times. Apertura in prima pagina con titolo vistoso e foto: La Suprema Corte italiana sferra un colpo a Berlusconi, testo: La maggior parte degli italiani ha perso il filo delle numerose avventure giudiziarie di Berlusconi e dello sue bizantine difese, un carico di eventi che, fuori dallItalia

avrebbe segnato la fine di qualunque uomo politico. Il primo ministro adesso pi debole di quanto sia mai stato (il Nyt cita la frase di Stefano Folli, ndr). Gli analisti sono concordi nel prevedere un periodo molto difficile . Dopo il 25 luglio infatti c l8 settembre. E poi la spaccatura dellItalia. Pu darsi che la triste analogia sia azzardata. Certo nel dichiarare guerra aperta del Primo ministro contro il presidente della Repubblica, si creano condizioni di turbolenza istituzionale del cui esito difficile dire. Certo, se la parola guerra e popolo in piazza vengono pronunciate non in un raduno leghista, ma a Roma, accanto al Primo ministro che ha denunciato la incurabile natura partigiano e comunista del presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale, e vengono dette a pugno chiuso (come titola Il Giornale) dal leader del partito Lega Nord, che ha in dotazione il ministero dellInterno, vi sono motivate ragioni di ansia. Quanto a spaccare lItalia, questo sicuramente lunico frutto del governo Berlusconi, mentre salgono il debito e la disoccupazione e precipita il Pil. C un partito del Nord e un partito del Sud che, paradossalmente, fanno tutti e due capo a Berlusconi e gli chiedo con perentoria provocazione ci che lui non pu dare. Dunque non pu governare (gli si sta dissolvendo il lavoro della Camera e del Senato) e non pu andare alle elezioni perch sciogliere le Camere, persino nel clima di conflitto che ha creato, non dipende da lui ma dal vilipeso capo dello Stato. Il New York Times riporta questa frase di Berlusconi: Con le leggi o senza le leggi io vado avanti. Riassume bene il pericolo.

BOCCIATURE

di Francesco Bonazzi

IL VUOTO DEL GIORNO DOPO

MI DIMETTO ANZI NO

NESSUNA MANIFESTAZIONE: IL PDL RINUNCIA


di Wanda

Marra

e ne stava a Parigi e sperava di continuare la tourne istituzionale in giro per lEuropa. E invece niente, quando s capito che la Corte stava facendo a pezzi la leggina che porta il suo nome, il Guardasigilli stato richiamato a Roma. Cera da placare il Cavaliere e da abbozzare una strategia. Alfano ha preso il primo volo e ha proposto quello che non ebbe la forza di ottenere un anno fa: ripresentare la sostanza del Lodo nella veste della legge costituzionale. Berlusconi, Letta, il ministro-ombra Ghedini e gli altri consiglieri scelti di Palazzo Grazioli hanno preso nota e lo hanno spedito a Porta a Porta. Angelino ha obbedito, scuro in volto. Solo una settimana confidava che in caso di bocciatura si sarebbe dimesso. Poi, da bravo figlio di politico Dc, ci ha ripensato.

l deserto a Montecitorio I per tutta che regna pi ieri sembra la giornata di la rappresentazione precisa di come il Pdl vive il giorno dopo la bocciatura del Lodo Alfano. Tra gli uomini vicini al Presidente regna lo sconcerto, lassenza di una chiara strategia, se non addirittura il disinteresse. Tanto che in serata dopo la riunione dellUfficio di Presidenza del Pdl, dal quale ci si aspettava uscisse una linea da seguire, scompare anche lidea di una manifestazione di piazza. Presenti anche gli uomini di An, evidentemente non possibile mettere tutti daccordo. Le dichiarazioni ufficiali ribadiscono che Berlusconi lucido, freddo e determinato e che governer per 5 anni, come dichiara il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Oppure che " oggi un

fondamentale riferimento democratico per i cittadini", secondo quanto afferma il portavoce del Pdl, Capezzone. Ma limpressione che il Premier sia sempre pi solo, accerchiato anche allinterno dalla sua stessa maggioranza. Il voto anticipato sembra al momento fuori questione, visto lo stop congiunto arrivato dalla Lega e di An. allora destinato a cadere nel vuoto lappello di Libero che ieri titolava Silvio reagisci: Facci votare. Il voto, daltra parte, potrebbe forse servire solo al Cavaliere, ma, tra laltro, in questo momento, lo scioglimento delle Camere e la salita al Colle, potrebbero contenere anche qualche rischio. Certo che non decisione che il Premier pu prendere senza tenere conto dei pareri della sua maggioranza. Se non la strategia, forse quella che potrebbe essere la strada praticabile con pi soddisfazione dal Presidente del Consi-

glio la indica Giorgio Stracquadanio, fedelissimo del Cavaliere: La maggioranza in Parlamento ce labbiamo. E il consenso popolare pure. Quindi non ci servono le elezioni. Piuttosto sarebbe il caso di riscrivere la Costituzione, che non garantisce pi lequilibrio dei poteri. E a sera dallufficio di Presidenza del Pdl, che era stato convocato prima della bocciatura del Lofo Alfano, esce una linea minimalista. lo stesso Berlusconi, accolto da un applauso pacato, a illustrare le cose fatte dal governo e ad affermare che non c lesigenza di manifestazioni di piazza a suo sostegno, almeno per il momento. Mentre ribadisce che il presidente del Consiglio " eletto dal popolo" e, perci "deve essere rispettato". E la riunione non affronta neanche largomento di elezioni anticipate, ma si cominciano ad organizzare le prossime regionali.

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Insulti / 2: Le impronte digitali della Cir sulla sentenza Mondadori

LA GUERRA DEL LODO


raggiunge con Rosy Bindi, ospite del programma, che sta parlando animatamente con il leghista Castelli. Dalla cornetta si sente: lei una zitella petulante. Parola dei premier. La Bindi basita. E Berlusconi rincara la dose: sento parlare la signora Bindi... ed sempre pi bella che intelligente. Leccesso sdoganato, anche sul piano delloffesa personale. Ma c una chiosa finale. Berlusconi dice poi di essere coinvolto in processi farsa. E che si difender non solo in tribunale, ma anche in tv. Lo fa subito. Non da Vespa, ma a Matrix. Dove il premier mette in dubbio la sentenza del processo per il Lodo Mondadori. Che secondo Berlusconi porta le impronte digitali della Cir. Il premier, senza farne il nome, aggiunge che il giudice Mesiano che lha emessa un esponente dellestrema sinistra.

isteria cresce a Porta a porta, quando il premier telefona in diretta a Bruno Vespa. Per prima cosa Berlusconi ribadisce alcuni concetti: abbiamo una stampa di sinistra, una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il Governo. E sul Napolitano: ho detto quello che penso. Le mie dichiarazioni potrebbero essere anche pi esplicite e dirette. Lapice si

LA BATTAGLIA DI FINI Lultimo strappo, in difesa del Colle


Campi: Berlusconi rischia la sindrome del bunker
di Luca Telese

Parlamento Europeo: in Italia libert di stampa a rischio


di Alessandro Cisilin

e lo guardi in viso, Gianfranco Fini, ti pare quasi una sfinge. La risposta al suo enigma, nel giorno dello strappo, su quel volto non la trovi. Ma una cosa certa: lex leader di An non molla, e - ancora una volta - marca clamorosamente la sua distanza da Silvio Berlusconi. Un aiuto a capire lo pu dare una battuta che purtroppo deve restare anonima, ma rende benissimo lidea: Lultimo strappo? E una definizione sbagliata perch se Berlusconi continua su questa linea... Presto ce ne sar un altro. A parlare uno degli uomini pi vicini al presidente della Camera, che in queste ore continuano la loro battaglia corsara a favore dellex leader di An, cannoneggiando le corazzate del consenso berlusconiano dalle due fortezze corsare che lo sostengono: la fondazione Fare Futuro e il Secolo dItalia. Se provi a scrutare il volto di Gianfranco Fini, mentre attraversa i saloni del Quirinale verifichi ancora una volta che non rivela emozioni. Ma il suo ultimo strappo (anche se solo in senso cronologico) Gianfranco Fini lo ha fatto di mattina. Poche laconiche parole sul conflitto istituzionale del dopo sentenza sul lodo Alfano. Parole che, per quanto equilibrate, hanno fornito un messaggio chiaro: ancora una volta Fini sta con il Colle. Dice il presidente della Camera: Riaffermo il sostegno a Berlusconi ma la Consulta e Napolitano vanno rispettati". Non un caso che Renato Schifani si sia ben guardato da fare altrettanto. Eppure nel pomeriggio anche lui dovuto andare al Quirinale per un incontro riparatore, nela speranza di chiarire la

CONFLITTO Il duello tra Fini e Berlusconi visto da Manolo Fuchecchi. In basso, Rosi Bindi (FOTO ANSA)

crisi. Lunica cosa certa, dunque, che - malgrado tutti i retroscenisti abbiano speso fiumi di inchiostro per sostenere che ormai si era celebrata la pace Fini non si sogna nemmeno di abbandonare il suo profilo repubblicano e continua la battaglia di lungo periodo con Berlusconi nel partito e nelle istituzioni. Campi: Alla luce del sole. Racconta Alessandro Campi, forse lintellettuale pi vicino al leader: Vedo che nei blog dei tifosi del Cavaliere si cerca di fare il processo a Fini. In realt Berlusconi che con lattacco a Napolitano ha commesso un doppio errore . Non solo un errore di galateo, ma anche un grande errore politico: quello di considerare il presidente della repubblica come un cospiratore. Mentre invece Napolitano

Per capire dove va lanti-leader del Pdl bisogna ascoltare i suoi. Rossi: In molti, a destra, sono contro la dittatura del presente
si comportato con grande correttezza, al punto da essere bacchettato anche lui dalla Corte. E la presunta infedelt di Fini lamentata da tanti Berluscones? Campi sorride: Ma quale infedelt? Quella di Gianfranco una partita alla luce del sole: lui si batte per la leadership, per un altro modello politico e culturale: per nel futuro. Non certo il tipo che cospira nellombra. Nessun errore, dunque: Nessuno. Temo, e lho anche scritto - conclude Campi - che gli errori li stiano facendo quelli che, come Berlusconi, sembrano preda della sindrome del Bunker. Quella per cui tutti quelli che hai intorno sono nemici. Non siamo minoritari. Filippo Rossi, un altro dei demiurghi di Fare Futuro ha scritto un editoriale sul caso, per il sito del blog: Io, in tutte queste occasioni, a partire dal caso Englaro, ricevo centinaia di mail di gente che con noi. Basta con questa rappresentazione mediatica secondo cui il Pdl sarebbe un monolite in cui Fini a malapena tollerato. Io mi sento tuttaltro

che minoritario! Parlo con centinaia di persone di destra che sono con noi e condividono le idee di Gianfranco contro la... dittatura del presente. I ragazzi di via della Scrofa. Se bussi alla porta di via della Scrofa e fai visita ai ragazzi de Il Secolo dItalia la musica non cambia. Flavia Perina, la coriacea direttrice del giornale, non ha dubbi: Il comunicato di Fini era atto dovuto. Noi domani gli dedichiamo leditoriale. A scriverlo Enzo Raisi, deputato di Bologna, grande esperto di stragi, e soprattutto grande polemista: Non c dubbio. Difendere Napolitano era giusto. Fini esprime un profilo istituzionale di cui la destra non pu fare a meno. E senza una forte sintonia istituzionale le riforme di cui questo paese ha bisogno non si possono fare, dunque... Se vuoi capire ancora meglio lantifona, non devi scrutare negli occhi celesti di Fini, ma parlare con Luciano Lanna, condirettore del quotidiano di An, una delle menti pi affilate della galassia finiana. Gi chiamandolo al telefonino ti stupisce: Sto andando ad un convegno su Che Guevara.... Lanna (insieme a Rossi) lautore di Fascisti immaginari, il manifesto della destra postmissina. E ti dice: Il problema semplice. Nella destra italiana ci sono oggi due anime. Una di profilo istituzionale, europeo, matura equilibrata radicata nella storia italiana... (parla di Fini, ndr.). Laltra (e parla di Berlusconi, ndr.) legata alla contrapposizione frontale, e alla transizione italiana, radicata nellemergenza. Ne lungo periodo non pu che prevalere chi ha un disegno strategico. Se vuoi capire dove va Fini nel day after lodo non devi guardarlo negli occhi. Ma sentire cosa dicono i suoi corsari.

n Europa la libert di informazione un diritto fondamentale ma l'Italia a rischio. Lo ha ribadito ieri l'Europarlamento. Proteste dai banchi del Pdl, sconfitti ai voti in un tentato blitz per togliere il punto dall'ordine del giorno. Poi i consueti attacchi alla presunta anti-italianit dell'opposizione, dei magistrati e della stampa, esibendo inoltre una copia de Il Fatto Quotidiano, giudicato il giornale di riferimento di Di Pietro. Infine, il capogruppo Mauro a ricordare al leader socialista Schulz il kap gridatogli 6 anni fa dal Premier. Larga parte dell'assemblea ribadisce per lo sdegno per il conflitto di interessi e le crescenti intimidazioni di Berlusconi ai media, al punto da ipotizzare la sospensione dell'Italia dal Consiglio Europeo. Dai deputati anche la proposta di una direttiva a tutela del pluralismo dell'informazione, ma la Commissaria Reding ribadisce: non di mia competenza. Per, il 21 ottobre sar votata la richiesta formale di un intervento vincolante europeo.

LINTERVISTA

BINDI: GLI INSULTI DEL PREMIER? PER LUI LE DONNE SONO CASH
di Carlo

Tecce

i considerano uno strumento. Gi. Loro con le donne ci sanno fare. Lei pi bella che intelligente (Silvio Berlusconi). Sei una zitella petulante (Roberto Castelli). Assortimento di insulti in una solita serata di Porta a Porta. E lei, Rosy Bindi, si sveglia pi donna e brillante che mai: Sono felice per-

Pi bella che intelligente le ha detto ieri Berlusconi da Vespa: Pd in rivolta

ch mi sono difesa con orgoglio e sono preoccupata per gli italiani: prima si corrompeva con il denaro, adesso si utilizzano le belle fanciulle. inaccettabile. Nessuna rettifica, nessun mi avete frainteso e neppure un mazzo di fiori. Anzi, per scusare il presidente del Consiglio, il sottosegretario Paolo Bonaiuti ha combinato un altro pasticcio. Una gaffe degna del capo: Questi sono momenti di estrema concitazione, sono cose che possono succedere. Il Pd si ricompone per esprimere solidariet alla Bindi. Le donne sono le pi sensibili e le pi leste a dettare alle agenzie: Barbara Pollastrini, Marina Sereni, Anna Finocchiaro. Giovanna Melandri prova con lironia: Il presidente pi alto che educato. Anche gli uomini sono compatti, vicini e affettuosi con la Rosy sfregiata. Il capogruppo An-

tonello Soro chiosa per i colleghi: Rozzo e incivile. Finalmente, ecco il Pd che insorge. Bindi, ma lei offesa o no? Ringrazio chi ha speso una parola per me e chi voleva e ha replicato lerrore (Bonaiuti? Ndr). Ma cosa potevamo aspettarci da Berlusconi? Non mi scalfisce, non pu. Non sono una delle donne a sua disposizione, e dunque mi sono ribellata per arginarlo. Non in vendita. Mai. Il messaggio fa paura, lidea che entra nelle case e nella testa degli italiani. Le donne non sono oggetti, anche se vogliono usarle al pari del denaro: il mezzo per un fine vergognoso. Che esempio ci mostra il presidente del Consiglio, colui che ha pi poteri e visibilit degli altri?. Dal video lei sembra quantomeno sorpresa.

Potevo immaginare la tensione di Berlusconi, aveva passato una brutta giornata... Certo, e questo sia chiaro, ha superato ogni limite di decenza. Donne, reagite!. Il premier era nervoso, il telefono bollente, leloquio fluente: Non sapevamo dellintervento. Il fatto curioso questo: stavamo registrando, eravamo in differita di poche ore. Qualcuno dallo studio lavr avvertito. Gli avranno consigliato: Presidente, qui c la Bindi che resiste. Una volta al Quirinale, il giorno seguente unaltra trasmissione, Berlusconi mi disse che voleva chiamare perch i suoi non si stavano comportando bene, non neutralizzavano le mie accuse. Nel salotto di Bruno Vespa cerano alti ufficiali di governo e Pdl...

Erano in difficolt. Davanti alla verit sono tutti in difficolt. Se poi agli spettatori arriva lunica versione del premier diventa difficile capire chi sta nel giusto e chi sbaglia. Non servizio pubblico. Cosa ha imparato dallultima violenza verbale del premier? Che non possiamo permetterci che Berlusconi sproloqui contro il presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale e senza contradditorio, senza moderatori. E Vespa cosa faceva, moderava, contraddiceva? Beh, ripeteva spesso si rende conto. Era fermo. E prudente. Non ha sbagliato. Ma abbiamo bisogno di tanti giornalisti imparziali. Siamo al pensiero unico. Unico e sbagliato. Pensiamo alle donne adesso, coraggio!.

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Venerd 9 ottobre 2009

LALLARME DI AVVENIRE: SIAMO SUL PRECIPIZIO

LA GUERRA DEL LODO


regolamento dei conti personali' con il quale il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pitero abbina ''all'esultanza per la sentenza una nuova pesante critica alla scelta del presidente della Repubblica di firmare a suo tempo la legge ora annullata. Ancora una volta pretendendo di assoggettare un ruolo di garanzia alle proprie convinzioni personali. Secondo il giornale della Cei, le tensioni accumulate in questi giorni rappresentano i frutti maligni di un 'bipolarismo dei veleni' troppo a lungo coltivato, nell'illusione di semplificare a ogni costo un panorama nazionale che riesce ancora a resistere alle forzature.

vvitamento istituzionale: lAvvenire lancia lallarme sulla crisi istituzionale aperta dellennesimo attacco del premier al Quirinale. Tutti si arrestino sull'orlo del precipizio lappello del giornale dei vescovi, che attacca anche Di Pietro: Impressiona in particolare il tono da

FINI E SCHIFANI CONVOCATI: NAPOLITANO PREPARA LARGINE Dopo gli attacchi del premier il Quirinale ottiene
il sostegno dei presidenti delle Camere
di Vincenzo

IL FATTO POLITICO
dc

Incubo nellurna
di Stefano Feltri

ore le persone I n questechiedono palazzi normali, fuori dai romani, si una cosa: dopo la bocciatura del lodo Alfano ci saranno elezioni anticipate? Tutto pu succedere, ma per ora sembrano pochi i soggetti con gli incentivi a chiederle. Partiamo dallopposizione: il Pd perso nelle sabbie mobili congressuali che gli impediscono di immaginare qualsiasi strategia futura. Chiunque vinca non sar in grado di consolidare una leadership in pochi mesi e poi andare alle urne. E poi con quali alleati? Un nuovo Ulivo allargato alla sinistra radicale, unintesa con lUdc o di nuovo la vocazione maggioritaria e quindi perdente di Walter Veltroni? Pierferdinando Casini, leader dellUdc, il naturale primo ministro di un governo transitorio sostenuto da una maggioranza trasversale (che per ora non esiste) o il candidato a palazzo Chigi di un Pd allargato al centro. Una specie di nuovo Prodi, si parva licet. Ma andare ora alle elezioni rischia di far saltare i suoi progetti di medio termine. Solo Antonio Di Pietro ha una ragione valida per correre alle urne: capitalizzare la tensione estrema del momento e consolidare il suo 8% (incassato alle europee) e magari salire oltre il 10, non certo per puntare al governo. Silvio N ella maggioranzaforte che Berlusconi ha la tentazione di dimostrare il voto batte le sentenze, ma non avr il 51% da solo, quindi rischia di ritrovarsi tra un anno circa con gli stessi alleati ed equilibri di oggi, perdendo per tempo prezioso (per lui, che dal governo pu ostacolare meglio i suoi processi, oltre che per il Paese). Gianfranco Fini si sta ritagliando il ruolo di rappresentante di una destra istituzionale e pacata che - con Berlusconi politicamente vivo - molti scommettono si dimostrer inesistente nellurna. Anche per lui meglio aspettare e rafforzarsi mentre il Cavaliere si logora. La Lega nord - ha detto Bossi - pronta al voto. Ma ha altre priorit: i leghisti hanno cambiato obiettivo, non pi condizionare il governo centrale, ma conquistare almeno una delle tre regioni in cui da ventanni sono quasi egemoni. Per loro il voto decisivo quello delle regionali in Veneto e forse in Piemonte. Ultima cosa: Berlusconi dovrebbe chiedere alla propria maggioranza di sfiduciarlo e avere il capo dello Stato collaborativo che non gli metta tra i piedi un governo del presidente. Due condizioni, soprattutto lultima, al momento difficili.

Vasile

onvocazione durgenza al Quirinale per la seconda e la terza carica dello Stato. Come accade in periodi di emergenza. E per scaramanzia non si vorrebbe aggiungere: emergenza democratica. Fini e Schifani dopo unora di colloquio cercano di placare lira del presidente dandogli atto per iscritto del suo rigoroso rispetto delle prerogative costituzionali. Ma Napolitano non solo stato accusato da Berlusconi di essere uomo di parte. Anche di aver offerto garanzie per un verdetto della Corte costituzionale favorevole vista la sua notoria influenza sui giudici, con conseguente presa in giro. La nota congiunta finale soddisfa per l80 per cento il presidente, perch Fini e Schifani hanno messo nero

su bianco il loro apprezzamento per la sua condotta. Anche se si deve a una richiesta di Schifani un accenno equilibrista alla volont degli elettori di cui tener conto nel quadro del comune auspicio che tutti gli organismi istituzionali e di garanzia agiscano, in aderenza al dettato costituzionale e, appunto, alla volont del corpo elettorale, per determinare un clima di leale e reciproca collaborazione. Insomma, non sembra finita qui. sua ineN ella forseproverbialeil senleganza, Roberto Calderoli, a cogliere so del day after pi nero di questa presidenza. Dice, il ministro leghista, quasi a voler prendere un po le parti del Colle: ''Se vedo una persona presa in giro, devo dire che il presidente della Repubblica, anzi diciamo che

'fifty - fifty'''. Non ha tutti i torti, o quanto meno il presidente apparso spiazzato. Perch senza rincorrere diatribe giuridiche oltre agli strattonamenti del premier, Napolitano si trovato tutta un tratto a dover fare i conti con un mezzo schiaffo che gli viene da un versante che non si sarebbe aspettato. La bocciatura del lodo Alfano contiene, infatti, non si sa se una correzione oppure uno sviluppo della giurisprudenza precedente, relativa al lodo Schifani. Ma era proprio la giurisprudenza allepoca disponibile che Napolitano aveva interpretato il 23 luglio 2008 come un disco verde alla promulgazione, non essendosi i giudici della Consulta riferiti in quelloccasione alla necessit di ricorrere a una legge costituzionale. Anche per questo motivo, Napolitano sente il

IL PD INVECE SI COMPATTA

ATTACCHI AL COLLE LIDV PERDE I PRIMI PEZZI


di Caterina Perniconi

bisogno di parole chiare e nette. Lelenco dei solidali non basta, bisogna valutare anche le virgole, (assordante era stato il primo no comment di Schifani; forse scontato, ma gradito, il sostegno di Fini; troppo flebile e confuso lappoggio del centrosinistra). gi accaduto a tutti e due gli ultimi predecessori. Nel 1994, attorno al secondo anno di mandato, successe a Scalfaro; nel 2003 allincirca al quarto anno capit a Ciampi. Ogni volta accaduto che di fronte alle pretese di Berlusconi (elezioni anticipate dopo luscita della Lega per Scalfaro, con accuse berlusconiane di presa in giro dopo un incontro sul Colle; legge Gasparri per Ciampi) i presidenti abbiano dovuto accantonare quella che nella stagione di Ciampi fu battezzata con il termine moral suasion. strada sinora era L a stessapercorsa anche stata dallattuale inquilino del Colle, persino abbandonando il modello di riservatezza della diplomazia quirinalizia che aveva segnato la stagione di Ciampi (e del segretario generale Gaetano Gifuni), senza esitare, invece, a far sapere in giro che quella tale legge o quel tal decreto venivano modificati per effetto delle pressioni del Colle. Solo qualche giorno fa la contestata promulgazione dello scudo fiscale fu giustificata proprio con le presunte migliorie ottenute. Il presidente giunto alla vigilia del giro di boa di met set-

Il Capo dello Stato: Rigoroso ripetto della Carta. Ma la Consulta lo ha spiazzato


tennato, e siamo quindi suppergi nella media dellimplosione ricorrente della coabitazione dei massimi custodi delle regole costituzionali con Berlusconi. Forse perch proprio vero che il Quirinale il luogo dincontro tra il senso dello Stato e la crisi dello Stato, come scrisse Alberto Cavallari. E la moral suasion non solo non scritta in Costituzione, ma forse quellaggettivo morale mal si accoppia al Cavaliere. Soprattutto quando gli prende, come in queste ore, lincubo del disarcionamento.

opo i festeggiamenti della prima ora per la bocciatura del Lodo Alfano, nellopposizione torna il malumore. LItalia dei Valori fa i conti con le prime dimissioni di chi non condivide gli attacchi di Antonio Di Pietro al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: il responsabile Giustizia, Vincenzo Lo Re, ha lasciato il partito in totale dissenso con le accuse indirizzate al Colle. Attaccare ed offendere il Capo dello Stato nella convinzione di guadagnare un pugno di voti ha spiegato Lo Re dimostra mancanza di responsabilit e discutibile conoscenza della Costituzione. Nel mirino anche loffensiva sullo scudo fiscale, in occasione della quale Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, aveva solidarizzato con Napolitano ribadendo in una nota fiducia e stima nei suoi confronti. Intanto ieri Felice Belisario, presidente dei senatori Idv, ha definito scriteriato, incivile ed eversivo lattacco di Berlusconi nei confronti del Quirinale. Non abbiamo alcuna incertezza e sappiamo da che parte stare ha dichiarato Belisario, lasciando trasparire a sua volta qualche dubbio sulla linea. Ma i mal di pancia nel partito non sembrano impensierire Di Pietro che, anzi, sottolinea di non aver messo in imbarazzo il Capo dello Stato, perch si messo in imbarazzo da s, firmando una legge incostituzionale ma dicendo che questa era costituzionale. E proprio su questo punto che ha trovato la quadra il Partito Democratico dopo una lunga riunione della segreteria, seppellendo, ma solo per qualche ora, lascia di guerra congressuale. No alle dimissioni di Berlusconi, chieste invece a gran voce dallIdv che ha promosso una manifestazione di piazza, per non impugnare politicamente la sentenza della Corte. Linea pro-

posta da Massimo DAlema, che ha pi volte richiamato i presenti alla necessit di una riflessione sugli scenari interni alla maggioranza che per il momento sembra compatta. Leggendo questanalisi il primo pensiero va alla paura di elezioni anticipate che costringerebbero il Pd a disegnare unalleanza in un momento in cui laccordo con lUdc non ancora maturo e il legame con Di Pietro osteggiato da molti, DAlema in primis. Ma il segretario Dario Franceschini non vuole apparire timoroso: Le minacce di elezioni ha dichiarato sono state usate da Bossi e Berlusconi per condizionare le scelte della Corte e adesso vogliono continuare fino al termine della legislatura. Comunque, se dovessero ripensarci, sappiano che il Pd sarebbe pronto, in qualsiasi momento, ad affrontare il voto degli italiani. Gli ha fatto sponda Anna FinocchiaLonorevole Pd Argentin, assente durante il voto sullo scudo, si difende ro: Noi crediamo che il presidente di Silvia DOnghia signora le si avvicinata e lha insultata Berlusconi si dopesantemente: Noi in carrozzella non vrebbe dimettere o oltre l85% di presenze in aula, ho passiamo inosservati -racconta- mi hanno ogni giorno, ma vissuto tutto ci come una forma di subito riconosciuta. Ma lepisodio pi non per la sentenirriconoscenza. amareggiata, Ileana Ar- grave si verificato luned sera, quando un za della Corte, gentin, per essere stata inserita (anche da Il gruppo di ragazzi le si avvicinato e ha bens per il modo Fatto Quotidiano) nella lista dei deputati del preso a calci la carrozzella, urlandole che in cui sta affronPd assenti nel momento cruciale del voto stava rubando soldi agli italiani: Mi sono tando la crisi e i sullo scudo fiscale. Non vuole occhi di ri- spaventata, stata una violenza terribile. gravi problemi guardo, per la sua condizione di disabilit, Penso che tutta questa acredine derivi dal del Paese. come in molti invece potrebbero pensare: fatto che la gente non riesce ad arrivare Dello stesso avviEro semplicemente a casa con unin- alla fine del mese. Ileana Argentin non so il leader fluenza, ho consegnato un certificato me- crede che il mancato affossamento dello dellUdc Casini, dico gioved scorso e sono stata assente scudo fiscale rappresenti un problema per che ritiene pi urdue giorni, ci spiega. Unassenza che pe- il Pd: Lunico problema e rimane il cengenti i problemi r le costata cara. Gi sabato, durante la trodestra, i candidati dovrebbero smetterdel Paese rispetto manifestazione della Federazione della la di farsi la guerra e ricordare che lobieta quelli di BerluStampa per la libert dinformazione, una tivo comune sconfiggere il governo. sconi.

Non voglio un occhio di riguardo

Venerd 9 ottobre 2009

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Dalla compravendita dei senatori ai diritti tv : tutti i processi

LA GUERRA DEL LODO


inglese David Mills. In questultimo processo la posizione del premier era stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano. Oggi comincer per lavvocato inglese il processo dappello in cui Berlusconi stato chiesto come teste dalla difesa. A Roma invece il gip dovr decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dellapprovazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con lopposizione con lobiettivo di far cadere il governo.

agenda di nuovo fitta. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarit nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi imputato per corruzione in atti giudiziari con lavvocato

Giustizia, arriva lo scudo ad personam


Per svicolare dai tribunali il premier vuole il blitz su nuovo processo penale e intercettazioni
Mediaset, il fronte ancora aperto (FOTO EMBLEMA) di Peter

The Times Il premier ora deve dimettersi


giudici infliggono a Berlusconi un colpo mortale, il titolo del Times di Londra (propriet di Ruperth Murdoch, padrone di Sky): ha svergognato lincarico e il paese. Ha cercato di vivere al di sopra della legge. Con i processi che lo attendono sar consumato dalla legge. Dovrebbe dimettersi.

Stampa estera

Gomez

hi gli sta vicino lo descrive come un leone ferito e braccato. Come un uomo che alterna momenti di euforia alla depressione pi cupa: c lha con i magistrati, con il presidente della Repubblica, con lalleato Gianfranco Fini. Ma in privato se la prende anche con i suoi avvocati e, in pubblico, con la stampa, rea di aver svelato, prima dellestate i retroscena di una sua sconcertante cena con due giudici della corte costituzionale. In attesa di compilare una lista definitiva dei buoni e dei cattivi, Silvio Berlusconi, comunque, un obbiettivo ben chiaro in testa lo ha gi: cambiare da subito la giustizia. Se fosse per lui la riforma del codice di procedura penale attualmente ferma nelle commissioni parlamentari verrebbe introdotta per decreto legge. Ma visto che, in questo momento, lo scoglio del Colle appare difficilmente superabile (solo il Cavaliere ha necessit ed urgenza di nuove norme processuali), scontato che larticolato venga al pi presto messo in calendario davanti alle camere. E, una sorte analoga dovrebbe avere la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche. Nella riforma del codice di procedura, infatti, accanto a norme che di fatto impediranno lapertura di qualsiasi indagine su iniziativa dei pubblici ministeri (solo le forze di polizia potranno segnalare le notizie di reato), ve ne sono altre ritagliate apposta per il premier. Prima fra tutte, come rivelato ieri da Il fatto quotidiano, quella che toglier il valore di prova alle sentenze passate in giudicato: un articolo che allungher a dismisura la durata del suo processo per la presunta corruzione dellavvocato inglese David Mills e far guadagnare a Berlusconi la tanto agognata prescrizione. Questa, in ogni caso, non lunica contromisura allo studio nelle stanze di Palazzo Grazioli. Il Cavaliere intende introdurre altre due norme. Della prima ha gi parlato pubblicamente il ministro

della Difesa, Ignazio La Russa. Il centrodestra sta pensando di far celebrare davanti alle corti dassise i processi per reati commessi da esponenti del governo. Lidea - tutta da verificare sul campo - che una giuria popolare possa risultare pi sensibile alle ragioni degli imputati politici, di quanto non siano i giudici togati. Ma, stante le limitazioni poste dal codice, difficile credere che una norma del genere possa valere nei due dibattimenti (caso Mills e diritti tv Mediaset) gi aperti contro il premier. Insomma, per agire con quella lucidit che fin qui mancata, Berlusconi ha bisogno di tempo. Ecco allora che in soccorso arriva una seconda legge, il cui testo gi stato depositato l8 maggio 2008, dal vice presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere di

Montecitorio, Giuseppe Consolo. Lex esponete di An vuole che venga aggiunto un comma allarticolo 420 ter del codice penale, quello che regola gli impedimenti processuali o dei difensori o degli imputati e che rende quindi obbligatorio il rinvio delle udienze. Si tratta di due sole righe che recitano: Lesercizio dellattivit parlamentare costituisce legittimo impedimento a comparire. Ora, visto che quella degli avvocati la categoria pi rappresentata in parlamento, facile prevedere le conseguenze di una norma del genere: centinaia di processi destinati a durare anni. Finora, infatti, veniva considerato un impedimento solo lesercizio del diritto di voto da parte del deputato o del senatore. Parlare tout - court di attivit parlamentare ri-

Pronta anche la norma salva avvocati-deputati. E arrivano nuovi guai dalla Svizzera
schia invece di far comprendere negli impedimenti tutta lattivit politica, anche se svolta al di fuori di Camera e Senato, del legale-deputato o del deputato-imputato. Ma se in Italia Berlusconi e i suoi difensori-onorevoli Niccol Ghedini, Piero Longo e Gaetano Pecorella, hanno ancora ampi margini di manovra, per loro lo spazio allestero sembra restrigersi sempre di pi. La Svizzera, proprio in coincidenza con linizio del processo di appello contro Mills (in calendario per oggi), ha deciso lapertura di unindagine per riciclaggio contro quattro manager Fininvest che operavano sui conti esteri dove, secondo laccusa, venivano accantonati decine di milioni di euro frutto del nero creato con la compravendita di diritti televisivi. E pure se in questi casi unistruttoria del genere prassi (il denaro gi sotto sequestro su richiesta della procura di Milano), Berlusconi si sente sempre pi accerchiato. Medita vendetta. Forse anche per questo uno che lo conosceva bene, come lavvocato Mills, dice ai microfoni di Sky, da voi succede di tutto. Un frase che non solo una constatazione.

New York Times Sommerso dagli scandali


olto duro anche il commento del New York Times che sostiene come la decisione della Corte Costituzionale potrebbe portare lItalia in un periodo di instabilit politica e osserva che in un altro paese la saga di problemi legali di Silvio Berlusconi avrebbe probabilmente messo fine alla sua carriera politica.

El Pais I giudici ridanno credibilit allItalia


l quotidiano spagnolo scrive che quella della Corte una decisione che onora la giustizia italiana, tutelando la uguaglianza davanti alla legge, cui nessuno pu sfuggire. La Corte, aggiunge il giornale di Madrid, "ha ridato credibilit e seriet a un paese che Berlusconi ha cercato di trasformare in un paradiso dellillegalit e della impunit.

BERLUSCONI SU LODO MONDADORI

IL GIUDICE DEL CASO CIR NON HA SCRITTO LA SENTENZA


di Marco Lillo

ar perch quando si sente anche solo la voce di Berlusconi in tv, Matrix fa poco ascolto, ma il silenzio seguito alle sparate del premier mercoled a Canale 5 fa impressione. Probabilmente tra i 900 mila spettatori che hanno resistito senza fare zapping, non cera un giornalista o un componente del Csm. Nessuna agenzia di stampa e nessun sito internet ha dedicato una riga alle parole del premier. Tutto inizia alle 24, quando Berlusconi si fa vivo al telefono e gli ospiti in studio (il ministro La Russa, il direttore de Il riformista Antonio Polito, lavvocato del premier Gaetano Pecorella, il direttore di Libero Maurizio Belpietro e il deputato dellItalia dei Valori Massimo Donadi) lasciano la scena alla voce del Cavaliere. Dopo una raffica di sparate ge-

Veleni a Matrix: Sul verdetto ci sono le impronte del gruppo De Benedetti

neriche sui giudici di Milano che scendono in piazza contro il Governo e sul presidente Napolitano notoriamente di sinistra, Silvio cambia marcia. Quando il conduttore Alessio Vinci gli chiede un commento sulla sentenza civile che ha appena condannato la Fininvest a pagare 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti per il Lodo Mondadori, Berlusconi parte criticando il provvedimento ma poi cambia obiettivo e punta il mirino sul giudice che lo ha emesso: la sentenza doveva essere emessa da questo giudice (Raimondo Mesiano del tribunale di Milano, Nda) entro il 30 di gennaio. Ma, nel mese di gennaio, questo giudice era lontanissimo dallavere scritto la sentenza. E stato trasferito ad altra sede e quindi tutti ritenevano che non lavrebbe pi scritta. Invece ci siamo ritrovati, come un fulmine a ciel sereno, una sentenza di 143 pagine dove ci sono chiare le impronte digitali della Cir. Laccusa gravissima. E non si tratta di una gaffe. Il premier infatti motiva laffermazione: perch una sentenza fatta di numeri e di tabelle, che certamente non possono essere riferite alla cultura giuridica di questo giudice. E invece questo giudice ha messo gi tutti questi numeri senza mai chiedere una perizia a cui avremmo potuto contrapporre una controperizia. Quindi riteniamo che questo giudice sia stato profondamente in-

fluenzato esternamente. Riteniamo che non sia stato in grado di scrivere lui questa sentenza. In pratica, per Berlusconi la sentenza stata scritta dalla Cir. Non solo. Sembra di capire che gli uomini del Cavaliere abbiano un dossier pronto sul povero Mesiano: sappiamo che un giudice di estrema sinistra molto attivo. Abbiamo molte notizie, molto preoccupanti su questo giudice.... Si tratta di un vero e proprio caso di transfert. Tutti sanno che la Fininvest stata condannata proprio perch nel 1991 fu favorita dal giudice Vittorio Metta, opportunamente corrotto dagli avvocati del gruppo Berlusconi. E il frutto della corruzione era proprio una sentenza che non era stata scritta materialmente dal giudice corrotto, che laveva firmata. Dopo avere sostanzialmente accusato il giudice Mesiano di non avere scritto la sentenza, come Metta allora, Silvio Berlusconi passa a parlar daltro. Raimondo Mesiano dice: non rilascio dichiarazioni. Mentre i vertici dellAssociazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini e Luca Palamara, commentano: E inaccettabile che il presidente del Consiglio attacchi personalmente i giudici mettendo in dubbio la loro terziet, invece di criticare, come legittimo i loro provvedimenti. Parole sante. Ma la sensazione che ci sia unassuefazione generale resta.

Die Welt Il Paese diventa pi normale


a suscitato polemiche anche in Germania la vicenda della bocciatura da parte della consulta del Lodo Alfano. Ieri il quotidiano Die Welt ha pubblicato un editoriale dal titolo LItalia diventa un po pi normale: Con questa decisione, - scrive - lItalia diventa cos un po pi normale, si potrebbe dire anche un po pi europea.

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Venerd 9 ottobre 2009

RIVELAZIONI

Trattativa tra Stato e Mafia Borsellino sapeva


Lo dichiara ad Annozero lex collaboratrice di Falcone In mattinata il solito ostruzionismo di Liofredi a Santoro
di Carlo Tecce

re 12:30, Annozero servito. Sempre di gioved, a poche ore dalla diretta, stessi attori e stessa dinamica. Nel giorno di Massimo Ciancimino, della conferma - da parte di Liliana Ferraro e dellex ministro Martelli - che Paolo Borsellino fosse stato informato della trattativa tra mafia e Stato, un mese prima di essere ucciso. Poi il giudice incontr gli ufficiali dei carabinieri De Donno e Mori in una caserma. Di mezzo ci sono le opere censorie di Massimo Liofredi che, stavolta, non aspetta il pranzo per comunicare le sue obiezioni a Michele Santoro. Ricevuta la lista degli ospiti della puntata sulla stagione delle stragi mafiose, il direttore di Rai Due scrive una lunga lettera a Michele Santoro per garantire pluralismo informativo, equilibrio della notizia e completezza del contradditorio. Liofredi pesa gli ospiti secondo le sue logiche politiche: non va, sono sbilanciati, rischio

Il direttore di Rai Due ha manifestato dubbi sugli ospiti. Poi risolti

prevalenza unico orientamento. Non basta il sottosegretario Roberto Castelli (Lega) con Antonio Di Pietro (Idv) e i giornalisti Felice Cavallaro (Corriere della Sera) e Marco Travaglio (ancora ospite, per la terza volta). Liofredi vorrebbe rappresentanti di partiti nazionali che non ci sono: vero, non c il Pdl. Come non c il Pd, e nessuno se ne lamenta. Limparzialit assicurata. E nella replica a Liofredi, Santoro precisa che Ciancimino non risulta appartenere a gruppi politici. - e aggiunge - Non accettiamo condanne preventive (a uso e consumo dellAgcom sul caso di Gianpaolo Tarantini). A memoria futura, tanto per preparare gi lassalto di rete della prossima settimana, il conduttore ricorda a Liofredi che sulla puntata si pu discutere anche di mercoled: almeno 24 ore di preavviso, mai pi imboscate. Il contrappeso esiste e resiste un senatore del centrodestra (Castelli), un altro di centrosinistra (Di Pietro) fin quando il leghista Castelli declina linvito senza spiegazioni e intrappola Santoro. Ancora la tattica dellammutinamento a sorpresa, un'altra defezione improvvisa, allindomani del rifiuto di Gianfranco Miccich, altro sottosegretario del Pdl. Per il centrodestra c una sostituzione che, proprio per non creare polemiche, Annozero accetta volentieri. Come se fosse una partita tra due squadre: esce il senatore Castelli, entra lavvocato e deputato Niccol Ghedini. Liofredi accontentato. Annozero pu andare in onda. E va in scena Massimo Ciancimino che racconta la

trattativa tra la mafia e lo Stato per interrompere le stragi mafiose, il ruolo del padre Vito e del capitano De Donno, il coinvolgimento del colonnello Mori. Il giudice Giovanni Falcone era stato ucciso a Capaci, era il 23 maggio 1992. Lex assessore e sindaco Vito Ciancimino - anche 5.000 licenze comunali in un giorno, dice il figlio a Sandro Ruotolo - avvisa lingegnere Lo Verde, meglio conosciuto con il nome di Bernardo Provenzano. Sono i mesi del papello, delle richieste e delle controrichieste. Mio padre pretendeva troppo. Il 19 luglio sempre del 1992, via dAmelio, viene ucciso il magistrato Paolo Borsellino. Vito Ciancimino e Salvatore Riina, entrambi di Corleone, presto verranno arrestati. Lidea di un partito e il ruolo di pap - che ai domiciliari viene lasciato in pace - nella trattativa con lo Stato vengono affidati a qualcun altro, a Marcello DellUtri. Sono passati quasi ventanni, ma la giustizia e i familiari delle vittime si chiedono cosa sia accaduto nei due mesi che vanno dalla strage di Capaci a via DAmelio. Agnese Borsellino una donna minuta e riservata. Non si arrende, la moglie di Paolo: Ho tanto meditato e dopo 17 anni solo oggi in cui mi sembrano maturi i tempi - scrive in una commovente lettera ad Annozero - chiedo in ginocchio ai collaboratori di giustizia, complici e non della strage di via DAmelio, di far luce sui mandanti e su coloro che hanno voluto la strage annunziata. Dire la verit unazione di grande coraggio, lo stesso coraggio posseduto dai carnefici nellorganizzare ed eseguire unazione di guerra. Aiutateci, la vostra collaborazione sar un atto di amore. Lex ministro della Giustizia Claudio Martelli allepoca era al centro dei fatti: Quello che mi fu formalmente comunicato dal Direttore degli Affari In-

terni del ministero, Liliana Ferraro, la prima collaboratrice di Giovanni Falcone in via Arenula, era che lei aveva ricevuto una visita dallallora capitano De Donno che laveva informata che Massimo Ciancimino aveva espresso la volont di collaborare; una decisione che si sarebbe per esplicata se avesse avuto delle garanzie politiche. Liliana Ferraro disse al capitano De Donno che Ciancimino, prima di chiedere garanzie e coperture politiche, doveva andare a riferire queste cose al magistrato competente, Paolo Borsellino. Appresa la notizia, il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ha subito convocato Martelli. Si sapr la verit?
Qui sotto Niccol Ghedini; a sinistra un palazzo con sopra limmagine del giudice Paolo Borsellino (FOTO ANSA)

CENSURA

FO NON PU ENTRARE
un calciatore, una velina o diC hiss,glifosse statolavrebbero accolto conNobelilnon rettore di Chi, il tappeto rosso e onori accademici. Ma un premio bastato a Dario Fo per avere il diritto a entrare alluniversit di Milano Bicocca per parlare del salvataggio AirOne-Alitalia. Luned prossimo, organizzato dalle facolt di economia e di sociologia, era prevista la proiezione del film Tutti gi per aria di Francesco Cordio, con Ascanio Celestini e lo stesso Fo. A seguire, ci sarebbe stata la presentazione del libro Prendo i soldi e scappo di Bankomat e Francesco Bonazzi, che alla vicenda hanno dedicato un lungo capitolo, e un dibattito con Dario Fo, Ugo Arrigo (Bicocca), Marco Ponti (Politecnico),Franco Debenedetti e Bruno Tabacci. Ieri per si svegliato improvvisamente il rettore Marcello Fontanesi, noto fisico, che ha negato laula in quanto Dario Fo non competente in materia di trasporti.

NELLA PUNTATA SULLE STRAGI

COSA NOSTRA UNA COINCIDENZA ALLINTERNO DELLE ISTITUZIONI


di Marco Travaglio

ci occupiamo di N oi giornalistiAllora proviamo afatti, non di reati. fare un breve riepilogo dei fatti finora accertati sulle stragi di mafia di 17 anni fa, poi i giudici decideranno se ci sono reati e chi li ha commessi. Il 30 gennaio 1992 la Cassazione conferma a sorpresa le condanne dei boss al maxi-processo. Riina fa subito ammazzare Salvo Lima e Ignazio Salvo, fedelissimi di Andreotti: avevano promesso lassoluzione e non hanno mantenuto. Oppure solo una coincidenza? Il 23 maggio 92, mentre infuria Tangentopoli e il Parlamento si appresta a eleggere Andreotti presidente della Repubblica, viene ucciso Giovanni Falcone, con sua moglie e la scorta. Andreotti ritira la candidatura alla presidenza e viene eletto Scalfaro. Altra punizione o altra coincidenza? Sarebbe la seconda. Dopo la strage di Capaci i ministri dellInterno Scotti e della Giustizia Martelli preparano un decreto antimafia: benefici ai pentiti, carcere duro per i mafiosi. Ma a fine giugno due ufficiali del Ros dei Carabinieri, Mori e De Donno, vanno a trovare Vito Ciancimino

perch faccia da tramite fra loro e i suoi amici Riina e Provenzano. Il nuovo governo Amato cambia il ministro dellInterno Scotti con Mancino. Intanto il decreto Scotti-Martelli si arena in Parlamento. E un cambio di linea o la terza coincidenza? Il 1 luglio Paolo Borsellino, amico e erede di Falcone, va a Roma per interrogare un nuovo pentito, Gaspare Mutolo. Mutolo dir di avergli preannunciato rivelazioni sui rapporti con la mafia di giudici come Carnevale e Signorino e del numero 3 del Sisde, Bruno Contrada. Mentre Borsellino verbalizza, viene chiamato al ministero dellInterno, dove si sta insediando Mancino. Nellagenda grigia, dove segna gli incontri della giornata trascorsa, Borsellino annota: Ore 18.30 Parisi (capo della polizia); 19.30 Mancino. Al ritorno dal Viminale, Mutolo lo vede sconvolto: Borsellino fuma due sigarette alla volta e spiega al pentito che Parisi gli ha fatto incontrare Contrada. Oggi Parisi morto. Mancino vicepresidente del Csm e nega di aver incontrato Borsellino. Al massimo una frettolosa stretta di mano, ma non ricorda il suo volto, anche se Borsellino, morto Falcone, era il magistrato anti-

mafia pi famoso. Forse Borsellino mentiva alla sua agenda. Lex pm Ayala questestate ricorda allimprovviso che Mancino gli giur di averlo incontrato, Borsellino, ma poi smentisce. Anche gli ufficiali Mori e De Donno dicono di aver incontrato in segreto Borsellino in quei giorni, ma di non avergli detto niente della trattativa con Ciancimino. I magistrati si stanno convincendo che Borsellino fu informato da qualcuno della trattativa e della linea morbida delle istituzioni, e ovviamente si disse contrario. Il 19 luglio, quarta coincidenza, salta in aria anche Borsellino con la scorta. Cos il Parlamento rispolvera in tutta fretta il decreto antimafia e lo converte in legge. Un autogol per la mafia. Infatti gli uomini di Riina, ora pentiti, giurano che la strage di via DAmelio non era in programma. Secondo i giudici di Caltanissetta, la causa scatenante della seconda strage fu lintervista di Borsellino a due giornalisti francesi, rilasciata 48 ore prima di Capaci, sui rapporti fra il mafioso Vittorio Mangano e imprenditori del nord, tra cui DellUtri e Berlusconi. Borsellino scriveva tutto nellaltra agenda, quella rossa: ma purtroppo

scomparsa. Eliminato Borsellino, la trattativa dei carabinieri con Ciancimino prosegue. Riina, secondo il figlio di Ciancimino, fa recapitare a Mori e ad altri referenti politici un papello con le richieste della mafia per finirla con le stragi e fare pace con lo Stato. Brusca e Ciancimino jr. dicono che don Vito, per seguitare a fare da tramite, pretese una copertura politica da Mancino. Massimo Ciancimino dice che il padre voleva coinvolgere anche Violante per lopposizione. Mancino nega di averne mai saputo nulla. Violante invece, questestate, ha ritrovato la memoria e, dopo 17 anni, s ricordato che Mori voleva fargli incontrare Ciancimino, ma a tu per tu. Perci lui disse di no. Perch dimentic di avvertire i magistrati? Mistero. E poi, sullAnsa dellottobre 92, si legge che Ciancimino chiedeva di essere sentito in commissione Antimafia in seduta pubblica, quandera presidente proprio Violante. Ma non se ne fece nulla anche perch, altra coincidenza, a met dicembre Ciancimino fu arrestato. Un mese dopo, 15 gennaio 93, viene arrestato pure Riina. Dagli stessi uomini di Mori che trattava con Ciancimino. E una coincidenza, o Pro-

venzano ha dato un aiutino? Sta di fatto che il Ros non perquisisce il covo di Riina e lo lascia perquisire alla mafia. Ennesima coincidenza Vito Ciancimino e il pentito Nino Giuffr dicono che, a quel punto, la trattativa la prende in mano DellUtri, che stava creando Forza Italia. Affermazioni tutte da provare. Ma questestate, da uno scatolone dimenticato in Procura a Palermo, salta fuori una lettera strappata: lavrebbe scritta Provenzano a Berlusconi, chiamandolo onorevole, promettendogli appoggio politico in cambio di una tv e minacciando in caso contrario un triste evento, forse un attentato a Piersilvio. Intanto le bombe continuano, primavera-estate 93: lattentato a Maurizio Costanzo, le stragi di Milano, Firenze e Roma. Poi la mafia, allimprovviso, annulla un mega-attentato allOlimpico di Roma e smette di sparare. E il novembre 93, mancano tre mesi alle elezioni poi vinte da Forza Italia: il 2 e il 30 novembre, le agende di DellUtri registrano due appuntamenti con Mangano, che appena uscito da 11 anni di galera. Forse anche DellUtri mentiva alle sue agende. O forse anche questa una coincidenza.

Venerd 9 ottobre 2009

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CRONACHE

Per le vittime della strada serve giusto processo


Condanne lievi per chi uccide Familiari poco tutelati in Tribunale
Il 6 settembre a Roma due ragazze sono morte in uno scontro (FOTO ANSA) di Elena Valdini

N
ALLUVIONE

Sale ancora il numero dei morti

salito a 28 il numero delle vittime dellalluvione di Messina. Ieri sono stati infatti identificati altri due corpi. Intanto continua il rimpallo delle responsabilit. Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha reso noto di aver allertato personalmente le autorit locali il 23 settembre. Ieri il presidente della Regione Lombardo stato ricevuto a Palazzo Grazioli da Berlusconi: si discusso anche delle misure da adottare per mettere in sicurezza le zone a rischio.

insegnante ha disegnato sulla lavagna la dinamica dello scontro: un 14enne morto perch chi lha investito non ha rispettato lo stop. Poi ha scritto solo un due e tutta la classe ha pensato che al responsabile dello scontro avessero dato due anni, due anni di reclusione, ma linsegnante ha spiegato: Due mesi, due mesi di sospensione della patente. Anni di sentenze, conclusesi al solito in otto mesi di condanna con pena sospesa, non solo hanno prodotto nei familiari delle vittime un dilagante senso di impunit, ma hanno contribuito a sostenere il pensiero di chi crede che uccidere una persona in uno scontro sia solo un incidente, un crimine minore. Siamo rimasti praticamente i soli in Europa a parlare ancora di incidenti stradali: in Francia, per esempio, parlano di violenza stradale. Per troppo tempo si sottovalutata, a pioggia, la gravit dei rischi che corrono in strada: velocit, abuso di alcol e droghe, ma anche mancate precedenze, semafori bruciati. Forse lhanno sottovalutata anche quei pm che hanno risposto ad alcune madri: Il morto morto, diamo un aiuto al vivo. Di diverso avviso Fabio Roia, per quindici anni pm a Milano e oggi al Csm, che spiega: Quando facevo il pm, non avrei mai dato il consenso a un patteggiamento se prima la compagnia di assicurazione non avesse risarcito i familiari della vittima. Ma la legge non permette al pm di manifestare il dissenso per questo motivo, quindi, come spiega Roia: Si cerca di attingere alla fantasia giuridica e giudiziaria, quindi di opporsi al patteggiamento, parlare con lavvocato e dire: Perch ci sia il mio consenso

necessario il risarcimento del danno da parte della compagnia di assicurazione. Valter Giovannini dalla Procura della Repubblica di Bologna spiega: Lapplicazione e il rispetto della legge nei confronti dellindagato non deve far dimenticare che se c un indagato, nove volte su dieci c una vittima; quindi il ruolo del pm quello di garantire i diritti dellindagato ma, ancor di pi, i diritti della vittima. C stato un caso (maggio 2007) in cui Giovannini contest il dolo eventuale e chiese la misura

cautelare. Il Gip per respinse la richiesta, cos Giovannini rimettendosi alle sue valutazioni (omicidio colposo) - fece ricorso al Tribunale della Libert sottolineando il pericolo di reiterazione e larrestato ha atteso ai domiciliari lesito del processo. Quando (per la prima volta in Italia) una sentenza di condanna in primo grado (per lo scontro avvenuto nel maggio 2008 in via Nomentana a Roma in cui morirono due ragazzi) ha accolto il capo dimputazione omicidio volontario con do-

SICUREZZA

LEUROPA SPENDE DI PIU


la legislazione in Europa. In Inghilterra chi provoca D iversa conmortali rischia sino a 14superiore al consentito riincidenti anni di carcere e chi viene pizzicato un tasso alcolemico schia sei mesi di reclusione. In Francia vengono fatti 8 milioni di controlli su strada; in Italia sono stati 200mila nel 2006, 800mila nel 2007, e poco pi di un milione nel 2008. Svezia, Svizzera e Francia investono 20 euro per cittadino in sicurezza stradale; in Italia zero nel triennio 2004 2006 e 90 centesimi dal 2007. Nel nostro paese si sono registrate 5.131 vittime nel 2007. Il dato va maggiorato del 15% poich lIstat considera i decessi solo entro il trentesimo giorno dallo scontro. Se, quindi, a 5.131 sommiamo il 15%, il risultato ci riporta a 16 vittime ogni giorno.

lo eventuale questo poi stato in appello derubricato a colposo, dimezzando la pena da dieci a cinque anni. I familiari delle vittime non cercano vendetta, chiedono giustizia. Non possibile accettare un sistema di giustizia sempre basato sul minimo della pena che oltretutto viene anche sospesa. E questo nonostante il codice penale, articolo 133, dica espressamente che i giudici, nellesercizio del potere discrezionale affidato loro dalla legge, debbono valutare la gravit del reato desumendola dal grado della colpa, dalla gravit del danno, e dal comportamento del reo, prima dopo e durante il reato, per applicare una pena congrua, sono parole di Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dellAssociazione italiana familiari e vittime della strada. Giustizia per le vittime: come intervenire? Il nodo non tutto nellinasprimento penale. Ci sono leggi che ancora mancano, come la modifica allarticolo 111 della Costituzione (quello sul giusto processo). La proposta di legge giace in parlamento, ma se la modifica passasse, vittime e familiari potrebbero avere le stesse ga-

ranzie che ha limputato nellambito del procedimento penale, ma questo forse scardinerebbe troppi equilibri. Non si parla dei centri di assistenza per le vittime: esistono in quasi tutti i paesi europei. Non si parla di togliere il divieto di arresto per colui che ha provocato uno scontro solo perch non fuggito (magari era cos fatto e ubriaco da non farcela a scappare). Non si parla di mettere mano a quellassurdit del nostro sistema, cio la possibilit di ricorrere in Cassazione dopo il patteggiamento, rimettendo quindi in discussione le responsabilit. Ci sono genitori che hanno perso figli e che hanno visto dopo una settimana chi li ha investiti sfrecciare in auto nel centro del paese. Se si conoscessero questi casi, forse, lindignazione potrebbe montare anche in coloro che di tutto questo si sono sempre disinteressati. Cos com montata in quegli studentii, increduli, davanti alla lezione di un padre che nelle suole incontra ragazzi come il suo che non c pi, perch la sua testimonianza possa in qualche modo proteggerli e farli crescere.

POVERT

3 milioni soffrono la fame

re milioni di italiani vivono sotto la soglia della povert alimentare, ovvero possono spendere per nutrirsi meno di 222 euro al mese. Una cifra che al sud scende addirittura sotto i 200 euro. Lo indica una ricerca della Fondazione per la Sussidariet. Nel 59% dei casi lindigenza dovuta alla mancanza o alla perdita del lavoro. Nel carrello della spesa, quasi sempre pane e cereali.

MAFIA

Mondiali di nuoto, indagato il commissario Malag


Sequestrate a Roma altre 11 piscine, compresa quella in cui si allena Federica Pellegrini
di Silvia DOnghia

Prete chiede aiuto a ditte sospette


a ditta Athena e i Pitruzzella ci aiuteranno a rimettere a posto le nostre chiese. Niente di strano, un parroco che nellomelia chiede il supporto delle societ cittadine. Peccato che in questo caso le due aziende citate dal nuovo arciprete di Cattolica Eraclea, nellagrigentino, don Nino Giarraputo, siano in odore di mafia: in passato alcuni loro membri sono stati arrestati.

L o chiamano Megal, a Roma lo conoscono tutti. Anzi, chiunque vorrebbe


pranzare con lui; perch essere amici di Giovanni Malag vuol dire essere amici di un uomo affascinante e ricco; un uomo che fa le vacanze insieme a Luca Cordero di Montezemolo, che si circon-

da di belle donne, che quasi dieci anni fa, per i suoi 40 anni, ha organizzato una festa nella sua villa di Sabaudia con i suoi 40 amici (uomini) pi stretti. Un uomo che era amico personale dellAvvocato Agnelli, ma anche di Walter Veltroni, un imprenditore la cui rete di concessionarie di auto qualche anno fa fatturava 300 miliardi di

LA CRISI NON FINITA FINCH NON NE ESCONO I LAVORATORI


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SCIOPERO GENERALE DEI METALMECCANICI

9 OTTOBRE 2009

Abbonatevi al settimanale la Rinascita della Sinistra

I COMUNISTI ITALIANI CON LA FIOM-CGIL


PER I DIRITTI E LA DIGNIT DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

lire. Un uomo che ambiva ad essere il sostituto di Petrucci alla presidenza del Coni. Trasversale e potente. Intorno al Circolo Canottieri Aniene gira la Roma bene, quella dellalta borghesia, della politica e dellimprenditoria. Essere soci del Circolo significa appartenere ad un mondo che la maggior parte dei romani vede solo sui rotocalchi. Eppure proprio per il suo ruolo di presidente del Circolo Canottieri Aniene, responsabile amministrativamente dellAcquaniene, che Gianni Malag indagato. Linchiesta della Procura di Roma ruota intorno ai Mondiali di Nuoto 2009 e riguarda presunti abusi edilizi realizzati in 15 strutture private della capitale, 11 delle quali ieri sono state poste sotto sequestro preventivo disposto dal gip Donatella Pavone. Tra queste, appunto, anche il circolo Acquaniene, che ha sede nel ricco quartiere dei Parioli. Nelle ordinanze di sequestro il giudice per le indagini preliminari ipotizza, a vario titolo, la violazione delle norme urbanistiche, paesaggistiche, per le opere realizzate senza lintesa con il

Comune, che avrebbe potuto riscuotere oneri accessori per circa cinque milioni di euro. Trenta le persone indagate: tra loro anche il commissario delegato per i Mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi, e appunto, lex presidente del commissario organizzatore dei Mondiali, Giovanni Malag, nella sue veste per di presidente del Circolo. ingiusto, immotivato, mi sento una vittima -ha commentato ieri Malag- abbiamo sempre rispettato obblighi e autorizzazioni. Limpianto si autofinanziato privatamente ed stato regolarmente aperto al pubblico. Ieri al Circolo tirava una brutta aria. La stessa campionessa olimpica, Federica Pellegrini, che allAcquaniene si allena regolarmente, tornata nella sua Verona. Per, puntuale, arrivata a Malag la solidariet del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Credo che questo avviso di garanzia sia un atto dovuto da parte della magistratura, pi che uno specifico risultato dell'inchiesta, ha commentato il primo cittadino, secondo il quale Malag ha svolto un grande lavoro.

VILLA CARPENA

Contro linfluenza saluti romani

onsiderando che il virus dellinfluenza si diffonde anche attraverso baci e strette di mano, in questo luogo si saluta solo romanamente. Questo linvito apparso su un cartello che accoglie i visitatori di Villa Carpena a Forl, la villa che fu della famiglia Mussolini. Il saluto a braccio teso gi adottato da molti frequentatori del luogo, dove si trovano cimeli e oggetti appartenuti al Duce.

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Venerd 9 ottobre 2009

DAL MONDO

Lirresistibile discesa Italia maglia nera globale


Quattro indicatori per capire come il paese sia in calo in tutte le classifiche internazionali
di Giuseppe

CAVOLETTI DI BRUXELLES di Giusto Lipsio

Combattente Ronzulli, presente

Cassini

immagine dellItalia oscilla tra due gigantografie. Una affissa a Oslo nel 2003, in piena presidenza italiana dellUnione europea: mostrava Berlusconi e una didascalia Comprereste unauto usata da questuomo?. Laltra era apparsa a Roma per le elezioni 2006, sempre la faccia sorridente sopra una scritta LItalia forte in Europa e rispettata nel mondo. Dove siamo piazzati oggi in graduatoria? Classificare gli Stati un esercizio opinabile, ma non insensato. In serie A stanno certamente i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza, pi Giappone, India, Brasile, Germania. Poi ci sono i Paesi collocati in serie B: Argentina, Canada, Messico, Australia, Indonesia, Corea, Iran, Pakistan, Egitto, Arabia Saudita, Turchia, Nigeria, Sudafrica, Spagna, Svezia, Polonia, Ucraina.

Possiedono una o pi peculiarit che giustifica lappellativo Medie Potenze. LItalia stata dalla ricostruzione post-bellica in poi una Media Potenza. Per sapere se siamo ancora l possono essere analizzati pi fattori: le classifiche internazionali, la presenza negli organismi internazionali, le analisi dei principali mezzi dinformazione, la maturit della societ civile. Classifiche internazionali. ormai invalso luso di dare i numeri, stilare graduatorie che classificano gli Stati secondo il grado di competitivit, democraticit, innovazione, corruzione. Analizzando i vari indicatori sottiene una prospettiva che fotografa, se non lesatta realt, certo la percezione degli altri. Cominciamo dagli istituti specializzati nel misurare la competitivit globale dei Paesi, come il World Economic Forum. Fino al 2001 lItalia

era nel plotone di testa; nellultima classifica scesa al 48 posto, in fondo alla lista degli europei. Due templi della destra liberista Usa (Heritage Foundation e Wall Street Journal) pubblicano un Indice sulla libert economica: lItalia era 23 fino al 2004; in 5 anni precipitata al 76 posto. Il risultato di queste pagelle che gli investimenti esteri in Italia sono tra i pi bassi al mondo in rapporto al Pil. Guardando la graduatoria di Transparency International, istituto che misura la corruzione percepita sondando giornalisti, uomini daffari, economisti, sociologi, nel 2001 lItalia era 29; nel 2009 al 55 posto. La Banca mondiale stima che la corruzione in Italia brucia 50 miliardi di euro lanno. Presenza italiana negli organismi internazionali. Il moderno multilateralismo sembra non attagliarsi a una nazione che fatica a fare bat-

taglie per un alto incarico internazionale. In passato cera sempre stato qualche italiano in ottima posizione: Brosio alla Nato, Fanfani allAssemblea generale Onu, Rubbia al Cern, Ruggiero allWto, Prodi alla Commissione Ue. Oggi non si conta pi una sola personalit in posizione di comando in un qualsiasi centro nevralgico. Il nostro governo ha presentato dal 2001 a oggi decine di candidature a posti internazionali, non ne ha portata a casa nessuna: 1. Abbiamo presentato per due volte Emma Bonino al posto di Alto commissario Onu per i rifugiati. Candidatura eccellente, ma niente da fare. 2. La presidenza italiana dellUe (2003) ha sostenuto lidea di una Fondazione euro-mediterranea, puntando a ospitarne la sede. Ha vinto Alessandria dEgitto. 3. Nel 2004 ha bruciato per motivi di bassa cucina la ri-

iornata memorabile per Licia Ronzulli. Come scrive nel suo sito " nelle difficolt che si forgia il carattere" e lei ha la "inesauribile energia nel buttarsi nelle imprese". Puntuale, ieri s' gettata. Nell'aula di Bruxelles ha dato il meglio nell'affrontare "situazioni complicate". Si trattava di difendere Papi Silvio dall'accusa desser padrone di tv, giornali e pubblicit nella sua qualit di capo del governo. stata all'altezza. Alla fine di ogni intervento dei suoi, gridava: "Bravooo!". Poi ha preso la parola: "La libert dinformazione in Italia pi forte che mai. Invece sattacca Berlusconi attribuendogli comportamenti infamanti". Brava, del resto Berlusconi aveva detto: "Andr a Strasburgo a tenere le fila dei nostri deputati". Ne aveva i requisiti visto che, secondo la Montereale, curava la logistica dei viaggi a Villa Certosa.

conferma a Bruxelles di Mario Monti, uno dei pochi italiani ascoltati allestero. 4. Lallora ministro della Difesa Antonio Martino fu invitato da influenti membri della Nato a ricoprire la massima carica dellAlleanza atlantica. Aveva la vittoria in tasca, rifiut lincarico. Mezzi dinformazione stranieri.Da un anno ormai non c organo dinformazione nel mondo che taccia lo scandalo della anomalia italiana. Dal Maariv di Tel Aviv al Clarn di Buenos Aires, da Al-Arabiya (che paragona Berlusconi a Nerone)

al Cyprus Mail (le sue vicende sarebbero divertenti se non distruggessero limmagine dellItalia), nessun giornale si, e ci, risparmia. Oggi il fior fiore della diplomazia italiana consuma il suo tempo a tentare di limitare i danni. Maturit della societ civile. In una societ apparentemente avanzata come quella italiana, sembrava difficile obnubilare milioni di elettori. Ma lItalia anche un paese dove grandissima parte dellelettorato riceve le informazioni politiche solo dalla televisione.

Oggi comincia il processo dappello Mills.


AGENDA 2010 ///////////////////////

Pino Corrias Peter Gomez Marco Travaglio


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A CURA DI ROBERTO CORRADI

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AGENDA 2010

Blog DI CORRIAS GOMEZ TRAVAGLIO


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Venerd 9 ottobre 2009

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DAL MONDO

SULTAN E I SUOI FRATELLI: COS MUORE LA di un giornalista ucciso dalle truppe Nato VERIT IN AFGHANISTAN Dopo lennesimo caso
i colleghi accusano governo e missione internazionale
di Andrea

N
ISLAM

I musulmani sono 1,57 miliardi

Cairoli

d un mese dalla morte di Sultan Munadi, il giornalista afghano rapito dai Taliban assieme al reporter del New York Times Stephen Farrel e ucciso da una pallottola in testa durante il blitz delle teste di cuoio anglo-americane, i rapporti tra i giornalisti afgani e lIsaf-Nato sono ormai ai minimi termini. Cos si scava ulteriormente il baratro tra lintervento militare internazionale ed il consenso locale. Forse non sapremo mai cosa sia successo veramente quella notte nelle campagne di Kunduz durante il raid per la liberazione di Farrel (e di Munadi?). La versione ufficiale parla di una pallottola durante lo scontro a fuoco. I giornalisti afgani accusano le for-

ze speciali sbarcate dallelicottero di aver freddato Munadi mentre a mani alzate gridava journalist: in quei momenti i rischi sono enormi (anche un par inglese e due civili sono morti durante il blitz), le decisioni istantanee e forse un soldato con ladrenalina al massimo non riesce

Munadi ucciso da una pallottola sparata da un elicottero durante un blitz

Nazionalisti turchi agli inizi del Novecento Sotto, il Nobel per la Letteratura Oran Pamuk (FOTO ANSA)

a sentire il grido giornalista, ma vede solo una sagoma afgana in movimento. Munadi non era solo un interprete. Munadi era anche un giornalista noto in Afghanistan per le sue inchieste e le sue acute analisi. Poi a volte aiutava i reporter della stampa internazionale per amicizia, per curiosit e magari anche per arrotondare. Cos come era un giornalista oltre che un interprete anche Ajmal Naqshbandi, freddato dai Taliban nel 2007 subito dopo la liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Anche allora i giornalisti afgani protestarono, in quel caso contro il governo di Karzai colpevole di un irrigidimento delle trattative che avrebbe contribuito alla tragica fine. Dalla morte di Munadi in questo mese i giornalisti afgani e i collaboratori dei media internazionali non hanno smesso di protestare. Hanno accusato lIsaf di non raccontare la verit, di adottare un doppio standard nella liberazione degli ostaggi occidentali e nazionali. Si sono indignati per come stato abbandonato il corpo di Munadi dopo il tragico raid. Hanno denunciato linutilit dellintervento militare quando erano gi in atto promettenti trattative. Hanno chiesto a Londra, a Karzai, e alla comunit internazionale di avviare inchieste per fare chiarezza sul caso, e infine hanno creato un sindacato ad hoc per rappresentare gli interessi dei collaboratori dei media esteri. La stampa indipendente e pluralista una delle poche conquiste dellAfghanistan

KABUL

DICIASSETTE MORTI PER UNAUTOBOMBA

musulmani nel mondo sono 1,57 miliardi, ovvero quasi un abitante su 4 della terra. Il 20% vive in Medio Oriente e Nord Africa, il 60% in Asia. A calcolarlo lo studio del think thank Usa Pew Forum che rivela come ci siano pi musulmani in Germania che in Libano e in Russia che in Giordania e Libia assieme.

GRAN BRETAGNA

Il manifesto Tory di Cameron


Al congresso conservatore David Cameron (nella foto) ha lanciato il suo manifesto: Servizio sanitario pubblico intoccabile. Lotta contro povert e disuguaglianza. Scuola statale da migliorare; queste le priorit del leader dei Tories.

Diciassette morti e oltre 70 feriti nellattentato che ieri mattina ha colpito lambasciata indiana a Kabul. L'autobomba, secondo l'emittente Ndtv di Nuova Delhi, sarebbe opera dei Taliban.

STATI UNITI
di questi anni. Dal 2001 non si pu certo dire che la maggioranza dei cittadini afgani abbia migliorato la loro condizione in termini di sicurezza, salute, economia. Ma oggi, per la prima volta nella loro tormentata storia, gli afgani possono scegliere tra una pluralit di media, prodotti da una nuova generazione di giornalisti spesso giovanissimi che hanno imparato il mestiere dai corsi organizzati dalla cooperazione internazionale e sul campo. Linformazione in Afghanistan vibrante. Prova ne che ora d fastidio a tutti i poteri. Ai Taliban che vorrebbero tornare alla voce unica di radio Sharia pre-2001. Ai criminali e potentati locali che rispondono con piombo e rapimenti a chi si impiccia nei loro affari. Al governo che cerca di imbavagliare linformazione con leggi e decreti. Alla giustizia con casi clamorosi come la condanna a 20 anni del giornalista Sayed Pervez Kambaksh (di recente graziato) per blasfemia.

Michelle Obama aveva avo bianco


ichelle Obama ha un antenato ottocentesco bianco e schiavista; lo sostiene in un articolo il New York Times che si avvalso della consulenza di una genealogista.

FRANCIA

Mitterrand sotto accusa

Armenia-Turchia si parlano dopo novantanni di silenzio


Domani ristabilite le relazioni diplomatiche tra i due vicini divisi dai massacri del 1915. Ma Ad Erevan non tutti sono felici
di Cecilia Scaldaferri

ai sconfitta fu pi propiziatoria. Se i giocatori della nazionale armena avessero saputo che quella partita disputata un anno fa ad Erevan sarebbe stato il calcio di inizio di un percorso di riavvicinamento con lo storico nemico turco, forse lo smacco per il 2 a 0 sarebbe stato meno amaro. E in attesa che il 14 ottobre si disputi la partita di ritorno a Bursa, turchi e armeni portano a casa il primo risultato concreto di questa diplomazia calcistica con la firma domani a Zurigo del protocollo dintesa per il ripristino delle relazioni diplomatiche. A questo dovrebbe seguire, fra qualche mese, la riapertura delle frontiere, listituzione di una commissione congiunta sui sanguinosi avvenimenti del 1915-1917 e il ripristino dei rapporti commerciali. Il condizionale, tuttavia, dobbligo dal momento che laccordo deve sopravvivere alle proteste dei nazionalisti, decisi a boicottare questo oltraggio. Se i tre principali partiti armeni della coalizione di maggioranza si sono gi detti favorevoli a votare il protocollo, lopposizione locale, con il sostegno delle bellicose comunit allestero, decisa a dare battaglia. E ne ha avuto un assaggio nei giorni scorsi il presidente armeno Serzh Sargysian che, impegnato in un tour

allestero di presentazione dell'accordo, stato accolto ovunque, al grido di traditore, da manifestanti furibondi. Uno scoglio che il presidente turco Abdullah Gul ha liquidato seccamente con un invito al vicino a non permettere che la sua politica sia presa in ostaggio dalla diaspora armena. Non sono pochi quelli che si sentono traditi da questa violazione della memoria, giustificata da una parte dal bisogno di una boccata di ossigeno per leconomia in crisi, dallaltra dalle aspirazioni europeiste che ora pi che mai con la riconferma della Merkel, paladina insieme al francese Sarkozy del no alla Turchia in Europa - necessitano di nuova linfa. A nulla valsa la difesa del portavoce del Partito repubblicano armeno (Hhk), Edward Sharmazanov - le autorit non firmeranno un documento che va contro gli interessi nazionali cos come del ministro degli Esteri Eduard Nalbandian, per il quale non sono stati avanzati dubbi sul genocidio armeno. Il nodo resta quello, luccisione di un milione e mezzo di armeni che Erevan (e che da molti in Europa viene chiamato il primo dei genocidi del XX secolo) attribuisce

ad Ankara, la quale al contrario nega ogni responsabilit, o quasi. A una discrepanza sui numeri si aggiunge, infatti, un contenzioso ormai quasi secolare sullaccusa di premeditazione rivolta alle autorit turche dagli armeni, secondo i quali dietro il massacro si celava il disegno politico di uno Stato etnicamente omogeneo. Una tesi alla quale i turchi hanno sempre risposto prendendo le difese di un giovane Stato allora minacciato da una quinta colonna con velleit indipendentiste e sostenuta nelle sue aspirazioni dalla Russia, nemico dichiarato dellImpero ottomano. E che sia ancora un tasto dolente lo dimostra lultima sentenza della Suprema Corte dAppello turca emessa due giorni fa contro lo scrittore Orhan Pamuk, da anni alla gogna nazionale per avere avuto lardire di affermare, noi turchi abbiamo ucciso

Viene considerato il primo genocidio del XX secolo

30mila curdi e un milione di armeni e nessuno, tranne me, osa parlarne in Turchia. Una dichiarazione che equivale ancora a vilipendio all'identit nazionale e che espone ora il Premio Nobel al rischio di dover risarcire tutti coloro che si sentano offesi. La notizia dellaccordo ha suscitato il plauso della comunit internazionale, a partire da Stati Uniti e Unione europea, che da tempo auspicano una soluzione ai problemi della regione, ma anche la Russia segue con attenzione la partita, interessata ad un partner stabile sulle rotte energetiche. Di tuttaltro avviso lAzerbaijan, preoccupato che lo storico alleato turco sacrifichi le rivendicazioni di Baku sul Nagorno Karabakh - la provincia azera a maggioranza armena occupata dal 1993 dalle forze armate di Erevan - sullaltare delle sue aspirazioni europeiste. A favore di questo riavvicinamento gioca il desiderio di Ankara di entrare a far parte dellUe, sostenuta in questo dal fedele alleato italiano, che non perde occasione per ribadire, tramite il ministro degli Esteri Franco Frattini, che avere la Turchia agganciata al processo di avvicinamento negoziale rappresenta un vantaggio grandissimo per tutti i paesi dell'Unione europea, considerati i rapporti che essa ha con i paesi arabi e musulmani.

rederic Mitterrand si difeso in diretta tv sul tg delle 20 dalle accuse di pedofilia e turismo sessuale lanciategli dal Front National, il partito xenofobo francese. Le polemiche sul nipote del presidente Mitterrand, documentarista tv, per breve tempo direttore dell'accademia di Francia a Roma e dichiaratamente gay, partono dal suo libro La Mauvaise vie (la vita sbagliata) che il presidente francese Sarkozy ha di recente giudicato coraggioso e talentuoso.

GRAN BRETAGNA

La pillola fa cambiare i gusti

a pillola anticoncezionale influenza le donne al punto da determinare anche i gusti in fatto di uomini. Gli ormoni contenuti nel contraccettivo possono causare una propensione verso uomini dai tratti pi femminili e meno virili.

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LAVORO IN CORSO

Hanno meno di quarant anni, una laurea e lavorano in settori ad alta tecnologia. Le nuove tute blu oggi sono in piazza con la Fiom perch, anche loro, rischiano di perdere il lavoro
di Elisabetta

SONO GIOVANE, BRAVO E MOLTO ARRABBIATO SONO UN OPERAIO


e dello sviluppo. Queste le storie di ordinari licenziamenti raccontate dagli stessi protagonisti. Poco pi di un anno fa, a livello ministeriale, era stato sottoscritto un accordo per lo sviluppo della Lte (long term evolution) proprio alla Nokia Siemens Network di Cinisello - racconta Pino Bergamaschi, che fa parte della Rappresentanza sindacale unitaria della Fiom Cgil - che avrebbe significato incrementare la ricerca e lo sviluppo di questa nuova frontiera di gestione della comunicazione mobile. Dopo il Gsm e l'Umts, le comunicazioni sono destinate a passare su Lte. Milano si sarebbe quindi potuta giocare una bella partita industriale. E invece le cose sono cambiate - e in fretta perch allimprovviso la multinazionale del gruppo Nokia Siemens Network, in modo unilaterale, ha avviato la procedura di cassa integrazione per 350 ricercatori, tecnici e progettisti. Non c' futuro per questi lavoratori rincara Pino, tecnico del reparto ser vice: addetto all'assistenza ai clienti (che sono le grandi compagnie di gestione telefonica) che hanno acquistato le centrali per le comunicazioni radiomobili. Ma anche il mio settore destinato a esaurirsi - ammette - perch le attuali tecnologie verranno scalzate dalle nuove e dunque noi non saremo pi ritenuti adeguati alle esigenze dei nuovi mercati. Un approccio al lavoro usa e getta che ha spesso pesanti - e alcune volte tragiche - ripercussioni sulla vita di molte famiglie. Io ho 52 anni ma l'et media dei miei colleghi davvero bassa. Tanti di loro hanno deciso di fare famiglia. Ma fanno davvero fatica ad andare avanti. Sono questi i lavoratori che oggi scendono in piazza insieme ai colleghi delle catene di montaggio. I nuovi operai lombardi, che si occupano di tecnologia invece che di torni e presse, sfilano a fianco delle tradizionali tute blu. Protestano insieme, alla manifestazione

Reguitti

Milano

T MEDIA TRA I 35 E I 40 ANNI. Tasso di scolarizzazione: per l'80 per cento una laurea in ingegneria e informatica. Sposati da poco. Un figlio piccolo e un mutuo da pagare. Ottocento euro lo stipendio medio nel periodo di cassa integrazione ordinaria (da 3 a 12 mesi). questo il profilo dei nuovi operai della Fiom Cgil, il sindacato dei metalmeccanici. Giovani lavoratori che oggi scendono in piazza, a Milano, come in altre citt d'Italia per rivendicare il loro diritto al lavoro e a uno stipendio. Il tessuto industriale lombardo oggi rappresentato da un lato da un insieme di piccole e piccolissime aziende e fabbriche di lavorazione e dall'altro da potenti multinazionali del settore della ricerca

E
D

A MILANO

ALLE 9.30 DA PORTA VENEZIA A PIAZZA DUOMO


A FIRENZE

ALLE 9.00 DA PIAZZA INDIPENDENZA A PIAZZA S. ANNUNZIATA


A ROMA

ALLE 9.30 DA PIAZZALE FLAMINIO A VIALE MAZZINI


A NAPOLI

ALLE 9.30 DA PIAZZA MANCINI A PIAZZA DEL GES


voluta dalla Fiom e che riunir le lavoratrici e i lavoratori di Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta. Alle 9.30 ai bastioni di Porta Venezia per proseguire fino a piazza del Duomo. Qui ci saranno le conclusioni del segretario generale della Fiom Cgil Gianni Rinaldini. La Fiom rivendica il blocco dei licenziamenti e l'estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori di tutte le imprese e con ogni tipologia di rapporto di lavoro con il raddoppio (da 52 a 104 settimane) delle durata della cassa integrazione ordinaria e l'aumento dei massimali per permettere che l'integrazione economica della cassa raggiunga l'80 per cento della retribuzione. La Fiom, per, marcia da sola dopo la rottura con Federmeccanica, lassociazione di categoria delle imprese meccaniche che la controparte del sindacato nella discussione sui rinnovi dei contratti. Uno sciopero necessario - sostiene il sindacato - anche per sottolineare la necessit di tutelare la democrazia sindacale e la salvaguardia della votazione della piattaforma da parte degli stessi lavoratori. Anche perch crescono le tensioni in fabbrica - in parte per la crisi in parte per problemi strutturali - dalla sede della Nokia Siemens Network di Cinisello Balsamo ai cancelli della Mac di Brescia, societ terziarizzata di Iveco dove 154 operai che presidiano la fabbrica specializzata nello stampaggio di lamiere. La propriet della Mac ha ribadito l'intenzione di realizzare un piano industriale che contempla lo spostamento della produzioni da Brescia a Torino. Una soluzione industriale che sembra avere effetti collaterali gi evidenti: le portiere destinate all'Iveco (i cui cancelli confinano con la Mac) verrebbero infatti prodotte in Piemonte e trasportate a Brescia. Alla vigilia della manifestazione questi 154 operai si sono riuniti in assemblea per decidere e hanno scelto che sar lotta a difesa della loro azienda. In presidio permanente sono disposti a tutto. Da questo stabilimento non uscir nessuno stampo nonostante gli annunci della casa madre assicura Fausto Angeli, della Rsu della Fiom Cgil. Lo stampaggio deve rimanere a Brescia ad ogni costo. Anche in questa fabbrica l'et media bassa. Intorno ai 40 anni. Dice Angeli: Qui ci sono macchine automatizzate che garantiscono 5-6 colpi al minuto. Tredici portiere in un minuto con soli due operai. La capacit produttiva passata dai 25, 30 mila pezzi al giorno del 2008 agli attuali 7-8 mila. chiaro che in questo momento la richiesta di prodotti finiti bassa ma perch voler smantellare tutto?

LE ALTRE PIAZZE

TUTTI CONTRO LA GELMINI


i nuovo in piazza, da Milano a Catania, contro la riforma del ministro Gelmini. Al grido Il governo ha rubato il nostro futuro. Diamogli una lezione, questa mattina lUnione degli Studenti torna a manifestare in tutta Italia. Non solo per contestare lattuale sistema scolastico, ma anche per offrire alcune soluzioni, alcune delle quali sicuramente forti, altre pi pratiche e immediate. Gli studenti chiedono al ministro dellIstruzione il ritiro dei tagli alla scuola e la reintroduzione di tutto il personale precario, la revisione del provvedimento di riordino degli istituti superiori, laumento della spesa pubblica destinata allistruzione. Cos come la creazione di commissioni docenti-studenti per gli istituti superiori per discutere insieme metodi e contenuti delle lezioni e listituzione di borse di studio e servizi gratuiti indipendenti dal reddito. Ma tra le rivendicazione c anche quella che riguarda ladozione, nelle scuole, del sistema operativo gratuito Linux anzich Microsoft, lintroduzione della Storia delle religioni e dei culti, in sostituzione della sola religione cattolica, la copertura wi-fi nazionale e il potenziamento della Carta Io Studio. Agli studenti italiani arrivata una lettera di supporto da parte delle associazioni studentesche europee. Lappuntamento per i romani a piazzale Flaminio, per i milanesi il corteo regionale partir da largo Cairoli, a Napoli sar invasa piazza Dante. Ma in piazza stamane manifester anche lUnione degli Universitari, con lo stesso obiettivo: Maria Stella Gelmini. Senza soldi nessuna riforma, lo slogan scandito, contro il progetto di riordino delluniversit e del diritto allo studio a cui sta lavorando il dicastero dellIstruzione.
(s.d.r.)

Venerd 9 ottobre 2009

Le linee di produzione alla storica fabbrica torinese di Mirafiori e, a fianco, manifestanti della Fiom (FOTO EMBLEMA)

2011: che succede se aTorino si svuota Mirafiori


di Stefano Caselli Torino

Torino potrebbe riesplodere un caso Mirafiori. Dopo il panico del 2002, quando lenorme stabilimento Fiat (due milioni di metri quadri di superficie, 14 mila dipendenti, che una volta erano oltre 50 mila) sembrava destinato alla chiusura, presto potrebbero esserci nuovi problemi. Parola di Giorgio Airaudo, segretario della Fiom torinese: Temo un nuovo caso Mirafiori nel 2011, lanno scorso si toccato il minimo storico di 140 mila vetture prodotte. E il futuro un punto interrogativo. Un tempo a Torino si diceva la Fiat, la Famiglia Agnelli. Oggi, quella solida societ matriarcale, si trasformata in un patriarcato assoluto. Il padrone appare Lui, Sergio Marchionne, lad che nessuno lo nega ha risollevato le sorti del Lingotto. Come ogni padre manager che si rispetti, viaggia molto. A casa lo si vede poco (tre-quattro volte al mese) e lazienda di famiglia la governa principalmente a bordo di un aereo, tra Torino e gli Usa. La sua sfida, dopo la cocente sconfitta europea sul fronte Opel, oggi il rilancio di Chrysler, lex colosso decotto che nessuno voleva e che lamministrazione Obama ha generosamente contribuito a consegnare nelle mani della Fiat. Unoperazione che ha garantito a Marchionne la dose di applausi che, spesso con merito, abituato a ricevere. Ieri il capo di Fiat ha anche detto che sogna di produrre jeep in Russia. Torino, intanto, attende con apprensione di capire che ruolo avr nei piani futuri. Da queste parti infatti, come insegna il caso Sanpaolo assorbito dalla milanese Banca Intesa (con conseguente perdita di torinesit), si sa bene che ci che vale per la fisiologia umana vale anche per unazienda: tenere la testa separata dal corpo un ben magro affare. Il corpo di Mirafiori, oggi, funziona su quattro linee di produzione: la Thesys (appena 91 pezzi sfornati nel 2009); la Multipla (fine produzione 2010); la linea mista Idea Musa (stop nel 2011) e piccola Punto, il modello ancora oggi pi prodotto ma che potrebbe presto traslocare a Zasta-

va di Kragujevac, stabilimento interamente ristrutturato dal governo serbo da cui Fiat potr esportare vetture senza pagar dazio alla frontiera russa. Infine lAlfa MiTo, linea in salute ma, con i suoi 60-70 mila pezzi lanno, assolutamente insufficiente a garantire i livelli occupazionali attuali. Se consideriamo che per progettare unauto ci vogliono almeno 18 mesi racconta Airaudo dovremmo gi aver chiaro il destino di Mirafiori dopo il 2011, ma non cos. Sappiamo cosa la Fiat produrr in Serbia, cosa far in Cina tra due anni, si comincia a parlare dei nuovi prodotti Chrysler negli Usa. Ma per quanto riguarda il nostro Paese, lazienda assolutamente reticente. Dal Lingotto rispondono invitando alla calma. Il 4 di novembre Marchionne presenter il piano industriale di Chrysler, entro la fine dello stesso mese verosimilmente quello dellintero gruppo: Solo allora dicono dallazienda si potranno tirare le fila, dare giudizi e discutere. Adesso prematuro. Il piano forse rassicurer qualcuno, ma il recente accordo lampo sul rinnovo degli incentivi alla rottamazione gestito dal ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola invita alla prudenza. Gli incentivi, invocati come unica soluzione a un imminente disastro direttamente da Marchionne, sono una boccata dossigeno per Fiat che aumenter le vendite grazie al bonus da 1.500 a 5.000 euro per chi sostituir lauto con un modello pi ecologico, una piccola droga per il mercato. Ma non sono una soluzione strutturale e, prima o poi, le vendite rischiano di diminuire. I modelli oggi pi venduti da Fiat sono Panda, Cinquecento e Grande Punto, le prime due prodotte in Polonia. Il lavoratore italiano che contribuisce a pagare gli incentivi pubblici con le proprie tasse finir quindi per fare un favore soprattutto ai colleghi polacchi. Secondo Airaudo, il rinnovo degli incentivi potrebbe essere un segno di debolezza: Servirebbe un Governo pi deciso, come accade in Francia e in Germania, che si prenda a cuore le sorti dellultimo settore strategico rimasto in Italia, concedendo qualcosa ma anche pretendendo garanzie sul futuro della produzione e delloccupazione nel nostro Paese. Sul costo del lavoro non possiamo gareggiare con Serbia e Polonia prosegue il segretario della Fiom ma possiamo essere competitivi sulla sfida tecnologica, i motori del futuro. Al salone di Francoforte tutti i produttori europei hanno inserito nel portafoglio prodotti modelli a motore ibrido. La Fiat insiste sulla tecnologia di transizione del metano e tace sul resto. Il motore termico, secondo gli addetti ai lavori, destinato a esaurire le sue potenzialit nei prossimi anni, quando saranno messi a punto i motori Euro 6. Secondo la Fiom, quindi, servirebbe un intervento pubblico che finanzi la ricerca e obblighi Fiat a concentrare a Torino e in Italia la produzione di motori e propulsori del futuro: Ma temo non possa accadere conclude Airaudo nessun governo in questo momento avrebbe la forza, anche economica, di forzare il Lingotto. Laccordo sugli incentivi penso nasconda un tacito accordo esecutivo-azienda: ti do una mano ma non chiedermi altro.

una strage da 10.000 vittime allanno La silice E lo chiamano lavoro cristallina


di Gigi

Furini

ENTISETTE AL GIORNO, 192 alla settimana, 833 al mese, 10 mila in un anno. Sono i morti sul lavoro in Italia. Una cifra enorme, che smentisce il dato ufficiale dell'Inail, l'Istituto nazionale assicurazione sul lavoro, che si ferma a 1200 decessi. A dare queste nuove cifre la Cisl che ha preparato una video-inchiesta. Il sindacato fa un conto molto chiaro: ai decessi stimati dall'Inail (che sono soltanto quelli avvenuti nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi, ecc..) bisogna aggiungere i morti di cancro, o, per essere pi chiari, i morti a causa dei tumori contratti sui luoghi di lavoro. Le cifre fanno paura. Secondo l'Istat, e i dati sono fermi al 2006, ci sono stati in quell'anno 172.098 morti per cancro. Di questi, e adesso la percentuale viene fatta dall'Inail, il 5 per cento hanno preso il cancro perch esposti all'amianto, al benzene, alle polveri di legno, agli scarichi diesel, al piombo, alla silice libera cristallina, ecc... E qui entra in scena il ruolo del medico di base. Molto spesso il cancro si presenta negli individui di et gi avanzata, a volte queste persone sono gi in pensione, e il medico non chiede al malato che lavoro ha svolto, non si informa, non sa se nel corso della vita lavorativa questa persona ha trattato il cromo esavalente o gli idrocarburi aromatici, non sa se ha fatto il muratore o l'imbianchino. Dunque si parla di cancro e basta, si archivia il caso, si fanno tabelle e dibattiti parlando della terribile malattia senza guardarsi indietro, senza contare quei trenta o 35 anni passati magari in una cava d'argilla o alla sabbiatura con abra-

sivi. L'Inail, se per certi versi sensibile a questo problema, dice che le malattie professionali provocano invece, fra i 250 e i 300 decessi all'anno e che queste hanno registrato un aumento negli ultimi periodi. sempre l'Inail a dire di ricevere, ogni anno, fra le 27 e le 28 mila denunce volte a ottenere il riconoscimento di un indennizzo, ma solo il 33 per cento di queste domande viene accolto (circa 9 mila). E anche questo dato destinato ad aumentare, se si pensa al forte aumento di decessi provocati dalla silicosi. E proprio questa la nuova frontiera. In Italia dicono al sindacato ci sono voluti 30 anni per dimostrare che l'amianto era mortale e che ha ammazzato decine di migliaia di lavoratori. Adesso bisogna dimostrare tutta la pericolosit della silice cristallina, il minerale inorganico che viene estratto dalle rocce, attraverso l'esplosione di mine, la frantumazione, la triturazione, la perforazione e la molatura delle rocce. I lavoratori esposti a questo rischio, in Italia, sono oltre 280 mila. La silice cristallina provoca il cancro e la silicosi. L'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato la silice come cancerogeno certo per l'uomo gi nel 1997, ma fino ad ora questa classificazione non stata presa in considerazione dall'Unione Europea e dai singoli Stati. La silicosi, poi, una malattia che pu portare a una morte lenta e terribile perch prima arriva l'affanno, poi i dolori toracici e quindi l'insufficienza respiratoria cronica.

anche peggio dellamianto, ma per ora troppo pochi ne sono consapevoli

Per i sintomi clinici compaiono solitamente dopo anni e sono terribilmente accentuati se il lavoratore , o stato, anche un fumatore. Ogni anno afferma una ricerca sulla medicina del lavoro migliaia di casi di silicosi vengono maldiagnosticati perch il medico non a conoscenza del lavoro svolto dal paziente e non conosce i sintomi di questa malattia professionale. Di conseguenza, molti casi di silicosi non vengono resi noti. Per questo, molti lavoratori edili non ottengono le cure e i consigli medici adeguati. Dunque, il triste primato italiano delle morti sul lavoro destinato ad essere aggiornato. Finora eravamo a 1200 casi all'anno, circa quattro al giorno, un record europeo perch, se 15 anni fa era la Germania ad avere pi incidenti mortali in fabbrica, poi una serie di controlli pi severi ha portato i morti tedeschi a 804 all'anno, un numero ben inferiore al nostro. A insistere sull'argomento, quasi ad ogni intervento, tuttora il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che non si risparmia, certamente, su questo tema. Ecco, da domani, se si accetta il metodo di calcolo della Cisl e dei medici dell'Inail, ai morti caduti nei cantieri e nelle fabbriche dovranno aggiungersi i morti per malattie professionali.

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POTERI SOMMERSI

BURLANDO: gli uomini giusti nei posti chiave


Nomine politiche e logiche di potere per garantire protezione al Governatore in vista del secondo mandato
di Pino Giglioli

i chiama Donato Bruccoleri, ed il nuovo consigliere di amministrazione dell'ospedale pediatrico pi importante d'Italia: il Gaslini di Genova. Bruccoleri in realt fa il farmacista a Sestri e non ha esperienza specifica ma il sindaco del Pd, Marta Vincenzi, lo ha prescelto. Bruccoleri cugino di primo grado dell'onorevole Salvatore Cuffaro, parlamentare dellUdc ed ex presidente della Regione Sicilia. Un doppio legame familiare. Anche la moglie di Bruccoleri, Maria Linda Cuffaro, titolare di unaltra farmacia, cugina del senatore. Sono onorato di essere cugino di Tot, spiega lui, ma non ho tessere e mi spiacerebbe se ci fossero speculazioni sulle mie parentele. Dopo la precisazione, Bruccoleri aggiunge un dettaglio: sono amico di Rosario Monteleone, cio del segretario dellUdc ligure. La nomina del cugino di Cuffaro insomma potrebbe inserirsi nel serrato corteggiamento del Pd nei confronti dell'Udc, senza l'appoggio del quale il governatore Claudio Burlando non vincer mai le prossime elezioni regionali.

settimane fa era toccato D ueRaffaeleMonteleoneanche a Bozzano, lui vicino a e socio di Franco Lazzarini (praticamente un gemello siamese di Burlando). Il presidente della Regione Liguria (nonch candidato alle elezioni del 2010 per il centrosinistra) va avanti per la sua strada e, a chi gli rinfaccia di occupare poltrone chiave con logiche politiche, risponde con unaltra nomina. E non stiamo parlando di una storia locale. La Liguria, con la Puglia, uno dei nodi del potere di centrosinistra che da pi di un decennio ha il suo fulcro in Massimo D'Alema. Nel curriculum del neo-consigliere Bozzano (un broker assicurativo dai modi svelti, gi bollato dai consiglieri di centrodestra Matteo Rosso e Gianni Plinio come sprovvisto dei requisiti di legge e della professionalit specifica in campo medico-scientifico), mancava un titolo che forse doveva essere valutato. Non parliamo dell'appartenenza al Sovrano Ordine Militare di Malta. Bozzano stato presidente e consigliere della pi grande societ privata di brokeraggio assicurativo italiana, la Italbrokers di Genova (di cui detiene ancora un consistente pacchetto azionario). Tirando qualche filo si scopre che la nomina di Bozzano soltanto la punta dell'iceberg del potere di Burlando. L'iceberg emerse per un atti-

mo nel 2006 quando il presidente della Regione fu beccato a guidare contromano su uno svincolo autostradale. Il Governatore era alla guida di unauto intestata a Franco Lazzarini, numero uno di Italbrokers e intimo di DAlema che in quel periodo condivideva con Burlando anche unabitazione nel quartiere pi chic di Genova (pago un affitto di mercato, garant il politico). Pi duno in citt storse il naso per quellamicizia strettissima con un assicuratore che con la sua societ ha ottenuto tanti contratti da enti e societ pubbliche: Sono il broker delle Ferrovie e del Parlamento, ha sempre ammesso Lazzarini. Gi, le Ferrovie, un appalto ottenuto quando Burlando era ministro dei Trasporti: La gara per laffidamento era gi stata impostata quando governava il centrodestra, assicura Lazzarini. Poi ci sarebbero Vigili del Fuoco, Fincantieri, parte di Finmeccanica e Anas e via elencando. I critici fanno notare che Italbrokers gode di appoggi politici bipartisan, che oltre a Lazzarini, amico dei vertici del Pd, nel cda siedono ex socialisti e militanti del Pdl come Fabrizio Moro, ex consigliere regionale di Forza Italia e figura chiave del partito in Liguria. Insomma, una bicamerale. soltanto linizio: soci e consiglieri della Italbrokers a Genova siedono ovunque. Il presidente onorario, Fernanda Contri (ex giudice della Corte Costituzionale e militante socialista dei tempi doro) diventata anche membro dellAutorit Garante del Porto che vigila sugli appalti. Una professionista della vigilanza: Sviluppo Genova (che maneggia miliardi di euro degli enti locali) lha scelta per lo stesso ruolo. Non importa che Italbrokers in passato abbia avuto a che fare con la stessa societ pubblica e che Gianni Pisani (socio di Interconsult che detiene quote di Italbrokers e iscritto al Maestrale di Burlando) sia stato nel cda di Sviluppo Genova. Ma soltanto un tassello: della Italbrokers socio anche Marcellino Gavio, il re delle autostra-

de, ormai figura cardine del potere ligure, con partecipazioni dai trasporti, al principale istituto di credito, la Carige. Al centro di tutto c lui, Lazzarini, che, come ricostruisce il libro Capitalismo di rapina di Paolo Biondani, Mario Gerevini e Vittorio Malagutti, avrebbe avuto un ruolo nella scalata dei capitani coraggiosi a Telecom, appoggiata da Massimo D'Alema, al fianco di Chicco Gnutti (quello coinvolto nelle indagini sui furbetti del quartierino). Anche se Lazzarini riduce la storia a operazioni svolte a titolo personale con pesanti perdite. Italbrokers l'altra O ltrealladel potere fondata radice burlandiano l'associazione dal presidente, Maestrale. Chi

Sopra, Genova dallalto (FOTO ANSA) Sotto Claudio Burlando visto da Manolo Fucecchi

Il cugino di Cuffaro diventato consigliere damministrazione di un ospedale: una manovra di corteggiamento allUdc

siede nella societ Italbrokers spesso membro anche dellassociazione. Scorrendo i nomi dei fondatori, infatti, oltre a Lazzarini si trovano Gianni Pisani, Alcide Rosina e Franco Pronzato (tutti soci di Interconsult che a sua volta, come si diceva prima, legata a Italbrokers). Tra i soci fondatori dellassociazione di Burlando, uno su dieci ha ottenuto un incarico dalla Regione presieduta da Burlando. Ma c di pi: lelenco - piuttosto bipartisan comprende quasi tutte le poltrone pi importanti della Liguria: dallallora sindaco Giuseppe Pericu allattuale rettore delluniversit, Giacomo Deferrari (la societ di sua moglie aveva ottenuto consulenze dal Comune di Genova e dal ministero dei Trasporti quando Burlando era in giunta e quando poi divenne ministro). Non poteva mancare Mario Giacomazzi, leader di un colosso immobiliare e presidente dellassociazione locale di settore di Confindustria. Sono soci Marco Arato, presidente dello scalo di Genova, Luigi Negri, presidente di Terminal Contenitori Porto di Genova spa. Insomma, Burlando in Liguria ha realizzato il miracolo sfuggito al centrosinistra nazionale: ha messo daccordo impresa e mondo operaio. Lelenco interminabile: il Maestrale soffia forte

grazie a assessori, presidenti delle Asl, architetti apprezzati dagli enti pubblici. Burlando sente la spinta e si ricorda del Maestrale quando sceglie i manager delle societ chiave. Per la neocostituita Infrastrutture Liguria ha chiamato Edoardo Bozzo come presidente e Gian Poggi, come consigliere. Entrambi sono iscritti all'associazione, entrambi sono amici suoi. Entrambi sono diventati dipendenti regionali. Bozzo anche presidente della Filse, la potentissima finanziaria regionale. Infrastrutture Liguria dovr gestire gli appalti per la costruzione dei nuovi ospedali regionali, un affare da quasi un miliardo di euro. Due consiglieri su tre pescati tra i sostenitori del presidente sono una garanzia. Per Burlando. sistema di Q uestoquello punti potere ha importanti di contatto con barese emerso nelle indagini su Gianpaolo Tarantini. Per assaporare questo mix che ricorda le orecchiette pugliesi condite con il pesto ligure, bisogna partire da una storia riportata da Marco Preve e Ferruccio Sansa nel libro Il partito del cemento. Bozzano stato consigliere della Festival Crociere proprio nel periodo in cui la compagnia fu protagonista di uno dei pi grandi fallimenti della storia italiana: 300 lavoratori a casa e 260 imprese con i conti in rosso. Per Genova una piccola Parmalat. Nel consiglio della societ, oltre a Bozzano, era presente anche Roberto De Santis, soprannominato in passato anche il banchiere di DAlema. Luomo che, attraverso un complesso intreccio societa-

rio che passava per la societ London Court stato tra le figure chiave della Formula Bingo, costituita nel 2000 per sviluppare il nuovo gioco da un amico di Massimo D'Alema, Luciano Consoli. De Santis anche luomo che vendette lo yacht Ikarus a DAlema e ai suoi amici. Ed luomo sentito come testimone in uninchiesta del 2000 sulle escort che avevano accesso al Parlamento ai tempi del centrosinistra. Le donnine non ruotavano attorno a Tarantini ma Bari c'entra sempre. Tra gli utilizzatori finali cera Franco Palmiro Mariani (presidente del porto di Bari, genovese di nascita, cresciuto con Burlando, esperto di trasporti e grande elettore di DAlema) insieme a De Santis e Franco Lazzarini. Proprio l'amico che condivide tetto, auto e multe con Burlando. Ma che, quando Il Giornale pochi mesi fa racconta i suoi rapporti con le escort, reagisce in stile Cavaliere: Io le donne non le ho mai pagate e qualcuno dei miei amici, secondo me, non aveva mai visto nemmeno la figa. Sulla vicenda Festival, De Santis assicura: Non avevo deleghe. Avr partecipato al massimo a tre o quattro consigli di amministrazione. Anche se ha percepito 143mila euro in due anni. E Burlando? Allepoca del fallimento Festival qualche cronista not tra le carte sequestrate dagli investigatori tre voci interessanti. Si parlava delle spese folli del patron della scoiet, il greco Poulides. Nellelenco si leggeva: Appartamento per Burlando C., 495 euro, appartamento per Lazzari F., 370 euro, appartamento per Bisio Marisa, 370 euro. Burlando ha sempre smentito di aver ricevuto dei soldi da Poulides. Unomonimia, tagli corto. E senzaltro un caso, sia detto senza malizia, che compaia quel Burlando C. Cos come non bisogna lasciarsi ingannare dal Lazzari F. che potrebbe ricordare Franco Lazzarini. E non bisogna pensare male notando che la madre di Lazzarini si chiama Bisio Marisa. Certo, Burlando e Lazzarini conoscevano Poulides al punto da andare insieme a cena con lui a Portofino (il 6 maggio 2003). Ma non basta una cena per montare un caso. In fondo anche Massimo DAlema stato a cena, insieme con altre venti persone, con Gianpaolo Tarantini e Massimo De Santis. I contatti baresi non finiscono qui. Massimo De Santis, secondo Gianpaolo Tarantini, accompagn l'amico di Berlusconi (alla ricerca di appalti) dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

IMMIGRATI

di El. Ba.

4 MILIONI DI STRANIERI E IL 13% NATO IN ITALIA S


ono 3.891.295 gli stranieri regolarmente residenti in Italia. Lo riferisce lIstat, presentando i dati sullimmigrazione al primo gennaio 2009. Rispetto alla stessa data dellanno precedente, lincremento stato del 13,4%. Rispetto al totale della popolazione, gli stranieri sono il 6,5% dei cittadini. Un anno fa erano il 5,8%. Nel corso del 2008, in termini assoluti, laumento stato di quasi 500 mila persone. E di certo anche rispetto allinizio di questanno la popolazione straniera cresciuta. Almeno di quelle 300.000 colf e badanti appena sanate dal Governo. Interessante che il 13,3% degli stranieri (oltre 500.000 persone) non sia un immigrato, visto che nato in Italia. Un dato che non sfuggito al Presidente della Camera, Gianranco Fini. Che intervenendo allassemblea annuale dellAnci, a Torino, ha detto: un bambino straniero che nasce in Italia merita il riconoscimento della cittadinanza all'et di 11 anni.

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VIDEA-CDE e DALLANGELO PICTURES presentano

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La star del film campione dincassi in tutto il mondo finalmente arrivata in Grecia

AL CINEMA
VIDEA - C.D.E. E DALLANGELO PICTURES PRESENTANO UN FILM DI DON PETRIE UNA PRODUZIONE 26 FILMS IN ASSOCIAZIONE CON KANAZMAN PRODUCTIONS NIA VARDALOS RICHARD DREYFUSS LE MIE GROSSE GRASSE VACANZE GRECHE(MY LIFE IN RUINS) MARIA ADANEZ SHEILA BERNETTE MARIA BOTTO RACHEL DRATCH ALEXIS GEORGOULIS RALPH NOSSEK BERNICE STEGERS HARLAND WILLIAMS CASTING SHEILA JAFFE C.S.A. MUSICHE DAVID NEWMAN MONTAGGIO PATRICK J. DON VITO SCENOGRAFIA DAVID CHAPMAN DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA JOSE LUIS ALCAINE CO-PRODOTTO DA DENISE ODELL MARK ALBELA PRODUTTORE ESECUTIVO TOM HANKS GARY GOETZMAN RITA WILSON JEFF ABBERLEY JULIA BLACKMAN PETER SAFRAN PRODOTTO DA MICHELLE CHYDZIK SOWA NATHALIE MARCIANO SCRITTO DA MIKE REISS DIRETTO DA DONALD PETRIE

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Venerd 9 ottobre 2009

SECONDOTEMPO
SPETTACOLI,SPORT,IDEE
in & out

IL LIBRO

Buttarsi alle spalle il presente per solcare strade mai esplorate. Soldi, carriera, onori. Tutto cancellato in nome del bene pi prezioso: la libert
di Simone Perotti

Basta, cambio vita Diario di bordo di un ex manager

Claudio Noce Premiato dai cineasti dessai come esordiente dell'anno

Consoli Non molto lontano da qui: il ritorno di Carmen

Genova Winterbottom porta Colin Firth e la Liguria nelle sale italiane

Proposte Luca Toni vorrebbe tornare in nazionale dopo lo stop

icordo giorno, luogo e ora. Era il 4 luglio del 1995, ero in macchina sul Grande raccordo anulare, erano le 7.35. Ed ero fermo. Traffico impazzito. Intorno a me solo automobili in coda, tutti in camicia e cravatta, telefonini in funzione. Un caldo insopportabile. Ho pensato: Cos non va. Unora e mezzo per andare in ufficio, schizzi di adrenalina nella gincana del traffico, poi dieci, dodici ore di lavoro e via, altri slalom, buche da evitare, incidenti sfiorati a ogni chilometro, per chiudere la giornata tardi, privo denergia, per poi ricominciare domani, e ancora, per sempre. Presi la prima via laterale, cercai un bar con i tavolini allaperto, mi sedetti a pensare. Io ho sempre voluto scrivere. Mi sono laureato in letteratura contemporanea, e pensavo che sarei rimasto alluniversit. Mi piaceva tanto studiare, avevo molte idee. Per mantenermi sarebbero serviti per chiss quanti anni, avrei dovuto ingraziarmi professori, accodarmi a scie gi affollate. Mi dissi: Scriver, ma per vivere devo fare altro. Ho studiato comunicazione e ho iniziato a lavorare. Non ero figlio di un politico o di un avvocato. Famiglia borghese, neppure ricca. Farsi strada nelle relazioni pubbliche, nella comunicazione, nelle aziende, non era semplice. Le conoscenze non le avevo, ma qualche idea s. Ho fatto il consulente, poi il dirigente, poi il general manager italiano di una delle maggiori agenzie mondiali, poi di nuovo in aziende quotate: direttore affari istituzionali e relazioni esterne in compagnie italiane e multinazionali. Ho fatto lobbying in Parlamento, inventato slogan per prodotti, organizzato eventi con migliaia di persone, ho fatto campagne elettorali. Una discreta storia professionale, quanto basta per essere il testimone di un certo

modo di vivere e lavorare del nostro tempo. A un certo punto, ho lasciato tutto. Soldi, carriera, quello che sarebbe venuto tra i quaranta e i cinquantanni, gli anni doro. Ma non lho fatto in modo impulsivo. Era molto tempo che ci pensavo, anzi che lavoravo sodo per preparare quella scelta. Precisamente, era da quel giorno nel traffico, quel 4 luglio. O forse ancora da prima. Oggi non si sente parlare daltro. E un continuo di gente che vuole smettere di lavorare. Basta, compro una barca e faccio il giro del mondo a vela. Io lascio tutto e apro un bar sulla spiaggia. Il chiacchiericcio forte, continuo, e aumenta di anno in anno. Sar che oggi nelle citt, allora dellaperitivo, fioriscono i progetti pi straordinari. Al termine della giornata, prima che lo sfinimento stronchi ogni residua velleit, bancari, promotori finanziari, pubblicitari fanno come i moribondi, che a pochi passi dalla dipartita si rianimano per miracolo e tornano energetici. Poi leffetto dei margaritas sfuma e si va tutti a dormire un po intronati. La mattina dopo si torna a lavorare. Con qualche frustrazione in pi. E un momento di vitalit compresso e puntuale, tra le 18.30 e le 20.00, che qualche buontempone ha chiamato Happy Hour a dispetto delle altre ore del giorno, che evidentemente sono assai poco gioiose. La felicit, per grande burla, starebbe tutta nello sconto sullaperitivo. In ogni caso, scaduta lora, si torna normali. Mi sono visto spesso fare proclami sui cambiamenti di vita. Ascoltandomi ho sempre avuto il terrore che fossero solo parole. Neppure me ne rendevo conto, ma in quei momenti gi progettavo, risparmiavo, mi ingegnavo a imparare cose che un gior-

romanzi sono per lo pi storie dal valore sociologico, affreschi di una generazione in preda alle nevrosi. Quando va bene sono racconti di genere, scopiazzati qua e l. Ispettori, poliziotti, magistrati col gusto del massacro. Tutta roba gi letta, inventata da altri, riscritta. La mia generazione ha inventato lo splatter, il trash, i romanzi ispirati dalla cronaca. Una generazione di indecisi, di uomini incapaci di sostenere le responsabilit. Atei senza ateismo, single senza rifiutare la famiglia, senza figli solo per paura. Abbiamo rotto il modello sociale tradizionale solo per incapacit. Cosa c nelle nostre vite dopo L'ultimo bacio? La mia mancata adolescenza si sarebbe rifatta viva, cera da aspettarselo. evidente: tanta lavorare.non, negente, benestante e vuole smettere di Non possono pi di spendere soldi che non hanno, per comprare beni che non vogliono e impressionare persone che non amano. Lavoro e basta, denaro che non rende felici, che avvelena il tempo, le relazioni. Allazienda non crede pi nessuno, ai simboli anche. E gli anni volano via Il fenomeno gi stato studiato, almeno nei Paesi anglosassoni. Si chiama Downshifting. Secondo Wikipedia la scelta da parte di diverse figure di lavoratori () di giungere a una () autoriduzione del salario, bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attivit professionali, per godere di maggiore tempo libero. To downshift vuole dire scalare marcia, ovvero rallentare. Secondo la Datamonitor di Londra, i lavoratori orientati al downshifting solo nel 2007 erano circa sedici milioni nel mondo. Ebbene, cambiare vita si pu, senza essere ricchi di famiglia o vincere al Superenalotto. Il problema solo apparentemente il denaro. In realt a fare paura la solitudine, luscita dai ranghi. Il sistema ha dettato le sue regole, noi le abbiamo accettate. Rifiutarle unimpresa titanica. Per garantisco che ci sono tanti bei modi di vivere, non solo il nostro. Adesso basta si pu dire. Assumere su di s la responsabilit della propria vita, liberi di perdere tempo, di rallentare, di fare quello che per noi ha senso. Io, uomo come tanti, lavorando duro, con fatica, lho fatto. Nessuno ha pi autorit su di me, a parte chi mi ama.

no sarebbero tornate utili, studiavo dove vivere una volta lasciata la citt. Avevo paura di confessarmelo ma stavo gettando le basi per il grande passo. Un uomo in carriera che butta via quello che ha costruito, i soldi, il ruolo, le segretarie, per la follia di essere libero Che pazzo ? Non capivo che oggi, a pochi anni dallo yuppismo in cui era un ganzo chi aveva il macchinone e lavorava venti ore al giorno, misteriosamente, tutto cambiato. Mi vergognavo di ammettere qualcosa che sembra essere diventato perfino trendy. rentanni orgoglioso di A tquello cheerodentro, non anavevo conquistato, ma qualcosa, dava del tutto. Scrivere e navigare erano la mia vita, cose a cui il pensiero andava costantemente. Non hobby o passatempi. Quei pezzi di vita erano nellangolo, faticavo a infilarli in unagenda presa in ostaggio dal lavoro. Veniva sempre prima il dovere, il denaro. Mi comportavo come un tipico esemplare della mia generazione, quella

Ore 7.35: traffico impazzito, intorno a me solo auto in coda e caldo Ho pensato: no, cos non va
degli attuali quarantenni. Come quasi tutti i miei coetanei, cresciuti dopo la contestazione, ero un ragazzino molto normalizzato. A diciottanni non potevamo contestare. Ci avevano gi provato, ed era finita. Isola di Wight? Tutto esaurito. Ashram a Pune? Neanche un posto libero. Le comuni in Toscana? In disarmo. A me, a noi, era riservato un destino segnato: scuola, universit, master, carriera. Diventavo ragazzo quando ormai il Sessantotto era concluso. Nel 1983 che volevi contestare? Ero in ritardo per il Movimento, ero troppo giovane per la Pantera. Si parla sempre degli anni Settanta, delle speranze di una generazione, della frustrazione di chi aveva ventanni allora, costretto poi a rientrare nei ranghi.

Simone Perotti, ex manager Oggi scrive e va in barca, la sua grande passione

Libro e blog
Simone Perotti nato a Frascati nel 65. Ha pubblicato "Zenzero e nuvole" e "Lestate del disincanto". Ha creato www.sailbook.info, sito di informazione editoriale nautica. Da ieri in libreria Adesso basta: lasciare il lavoro e cambiare vita (14 euro, Chiarelettere). Per raccontare le storie vostre storie, attivo lindirizzo e-mail adessobastacambiovita@gmail.com.

Non ne posso pi di sentire questa storia. Quei ragazzi hanno avuto la loro chance, cosa vogliono ancora? Quando superiamo questa specie di senso di colpa collettivo? Quanti film sulla Meglio Giovent, sul Grande Sogno, dobbiamo ancora vedere? Quei ragazzi sono lattuale classe politica. Mi esimo da qualunque commento. Cosa dovremmo dire noi, quelli venuti dopo!? Perch nessuno commisera noi, che abbiamo pagato il prezzo pi alto, quello della normalizzazione, della restaurazione? Per noi stato impossibile affrontare let giovanile in modo libero. Il mondo che ci stato consegnato era quello del consumismo, dellomologazione. Niente pi rock, solo cover. questa leredit psicologica e sociale che stata lasciata alla mia generazione. Senso del dovere, costruirsi una posizione, acquisire status tramite ruolo e denaro. Quella dei baby-boomers, cio la nostra, una generazione di tecnici, gente impressionata dalle potenzialit reddituali di un corso di studi, mai guidata dalla passione, sempre dallopportunit. Abbiamo letto poco, partorito pessimi sogni e letteratura ancora peggiore. I nostri

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SECONDO TEMPO

LETTERATURA/IL PREMIO ALLA MLLER

Il Nobel alla scrittrice che fugg dalla Romania di Ceausescu


di Paolo Collo La scrittrice Herta Mller ieri ha ricevuto il Nobel per la letteratura
(FOTO ANSA)

HERTA, VOCE DEI DISEREDATI


borazione personale. Un romanzo che esalta il potere della lingua, la forza della parola, la speranza che anche attraverso un linguaggio metaforico si possa sondare la verit pi profonda delle cose e dellessere umano. Un esempio: Mi sono seduto al tavolo e ho aspettato mezzanotte. Poi mezzanotte arrivata. Ma la pattuglia era in ritardo. Dovettero trascorrere tre ore, era quasi insopportabile. Poi arrivarono. La mamma mi porse il cappotto. Lo infilai. Lei piangeva. Mi misi i guanti verdi. Sul ponticello di legno, proprio l dove c il gasometro, la nonna disse, Lo so che torni. Questa frase non me la sono ricordata intenzionalmente. Lho portata con me al campo a mia insaputa. Non sapevo che mi stava accompagnando. Ma una frase di questo tipo autonoma. Ha lavorato in me pi di tutti i libri che mi ero portato dietro. Lo so che torni. E proprio perch sono tornato, posso dire che una frase come questa riesce a tenerti invita. Unottima scrittrice, franca e feroce, come lha definita Giorgio Pressburger (anche lui autore meticcio: mezzo italiano e mezzo ungherese). Che non vuole essere considerata una star, che non vuole essere obbligata ora a stare in passerella, che vuole continuare a lavorare come prima. Lo so - ha detto la scrittrice ieri pomeriggio a proposito del riconoscimento - ma non posso ancora crederci. I libri sono pronti, io no. Da parte sua, lo scrittore tedesco Gn-

Contro il regime
La vita - Nata nel 53 a Nitzkydorf, Herta Mller ha studiato letteratura tedesca e rumena a Timisoara, legata a un gruppo di scrittori e poeti (l'Aktionssgruppe Banat di cui faceva parte Richard Wagner, con cui si sposata e trasferita in Germania nell87) che praticava la letteratura come opposizione culturale al regime di Ceausescu. Nel 1979 fu licenziata dallazienda dove lavorava per essersi rifiutata di mettersi al servizio della Securitate. Pubblic il suo primo libro, Niederungen, a Bucarest nel 1982 e gli altri dopo il suo arrivo in Germania. Vent'anni dopo l'esecuzione di Ceausescu il suo servizio segreto vive ancora: cos ha descritto la sua esperienza nella Romania comunista con un memoriale sul Die Zeit, il 23 luglio 2009. Queste le motivazioni dei giurati: Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati.

oi non sopportiamo gli altri, ma non sopportiamo neanche noi stessi, e nemmeno gli altri sopportano noi. Queste le dure parole che Herta Mller, Nobel per la Letteratura 2009, metteva in bocca alla bambina che narrava la storia di Niederungen, primo romanzo pubblicato nel 1982 in Romania, ma solo dopo essere passato sotto le forbici della censura di Ceausescu. Questa era la sorte riservata alla minoranza tedesca residente in Romania, accusata, allindomani della Seconda Guerra mondiale, delle colpe e degli orrori del nazionalsocialismo hitleriano. Esiliati in casa, capri espiatori di colpe altrui, i tedeschi di Romania fecero vita gramissima (la stessa madre di Herta finir in un campo di lavoro) e sono lesempio di cosa veramente posa significare un regime totalitario, indipendentemente dal colore (e forse non molti sanno che il campo di Buchenwald, nei pressi di Weimar venne prima aperto dai nazisti nel 1937, liberato dalla terza armata del generale Patton nel 1945, definitivamente svuotato dei suoi ultimi prigionieri jugoslavi nel giugno di quello stesso anno e, gi in autunno, rimesso bellamente in funzione e trasformato in gulag dalla polizia politica sovietica)

so la quale lavorava per essersi rifiutata di mettersi al servizio della famigerata Securitate, il servizio segreto rumeno, fa parte di quella nutrita schiera di intellettuali e scrittori che hanno dovuto trovare unaltra patria per poter esprimere e magari pubblicare le proprie idee, il proprio vissuto. Una sorta di esercito di autori che solo altrove sono riusciti a trovare accoglienza e stima. Basti pensare, e limitandosi al Novecento, alla quantit di spagnoli scappati dal franchismo, di portoghesi da Salazar, di russi scampati alla repressione e ai gulag, di ebrei e di tedeschi dalla Germania nazista, per non parlare della valanga di scrittori latinoamericani e brasiliani in fuga da dittature, rivoluzioni, sequestri e violenze di ogni tipo. Tutti testimoni, come Herta Mller, di verit che altrimenti sarebbero state sepolte dal fanatismo, dallideologia, dal negazionismo, dalle bugie della Storia. Se non ci fossero stati Bartolom de Las Casas, Primo Levi, Shalamov, Grossman, Kertsz, Mller, e tanti altri, forse, non avremmo saputo: Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perch noi di-

ter Grass, interpellato dall'agenzia Afp, si detto impressionato e molto contento per la Muller. Nobel per la letteratura nel 99, ha ammesso che quest'anno il suo favorito era Amos Oz, ma - ha aggiunto - ci tengo a sottolineare che il Comitato ha preso un'ottima decisione. Un Premio met tedesco e soprattutto per noi italiani che recentemente ci lasciamo attrarre dalle sirene del razzismo nei confronti degli immigrati met rumeno. Un Nobel assegnato a chi con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati.

struggeremo le prove insieme con voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dir che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti, riferiva Simon Wiesenthal in Gli assassini sono fra noi. Anche il suo ultimo libro Atemschaukel - che si potrebbe tradurre con Laltalena del respiro racconta la storia di un ragazzo costretto a lavorare per la ricostruzione dellUnione Sovietica, copione che le serve per sviscerare e portare alla luce ci che si nascondeva dietro i silenzi della famiglia e de-

Giorgio Pressburger: una narratrice franca e feroce Gnter Grass: sono impressionato e felice
gli altri rumeni di origine tedesca della sua generazione che avevano paura di parlare del tempo passato sotto il giogo di Ceausescu. a proposito di questo suo E Ganni hail sottolineatoEnrilavoro, germanista co che in questo romanzo, inizialmente concepito come un lavoro a quattro mani assieme allamico poeta Oskar Pastior, che aveva patito sulla propria pelle la realt dei campi e che mor improvvisamente nel 2006, si riflette, anche da parte di chi, come la Mller, nei campi non cera stata, una straordinaria capacit di riela-

Gli ultimi Premi


1989: Camilo J. Cela, Spagna; 1990: Octavio Paz , Messico; 1991: Nadine Gordimer , Sudafrica; 1992: Derek Walcott; 1993: Toni Morrison, Usa; 1994: Kenzaburo Oe, Giappone; 1995: Seamus Heaney, Irlanda; 1996: Wislawa Szymborska, Polonia; 1997: Dario Fo, Italia; 1998: Jos Saramago, Portogallo; 1999: G. Grass, Germania; 2000: Gao Xingjian, Cina; 2001: Vidiadhar Surajprasad Naipaul; 2002: Imre Kertsz, Ungheria; 2003: John Coetzee, Sudafrica; 2004: Elfriede Jelinek , Austria; 2005: Harold Pinter; 2006: Orhan Pamuk Turchia; 2007: Doris Lessing; 2008: Jean-Marie Gustave Le Clzio

andidata da anni al Nobel, e notissima soprattutto in Germania - risiede a Berlino dal 1987 - la Mller rappresenta un omaggio a quel mondo di diseredati, di esiliati, di perseguitati di cui il mondo con le sue migrazioni forzate e le sue globalizzazioni sempre pi affollato: trovarsi a camminare, mangiare, dormire e amare qualcuno nella paura, sta scritto nel suo romanzo dal titolo Il paese delle prugne verdi (Keller editore). Lei, licenziata nel 1979 dallazienda pres-

DECLINI Il giornale di Lucarelli vicino al collasso entusiasmi, fotografi, le interviste, i proclami. TutI primirosario delle ibuone intenzionisettembre del 2007 e to il declinato accompagnati dal vento dellentusiasmo. Era il

il calciatore che sulla scia di Sollier e Montesi, aveva impersonificato la gauche tra le linee di un campo di calcio, annunciava alluniverso mondo lapertura de Il Corriere di Livorno. Un pallonaro-editore, frontiera inesplorata che Cristiano Lucarelli aveva deciso di varcare, impegnando denaro, e credibilit. A 2 anni di distanza, tramontata leffimera vendita straordinaria del princpio, il sogno si sfrangiato nelle contraddizioni. Collaboratori non pagati, direttori sostituiti e un crollo delle vendite, progressivo, che ha creato le condizioni per una chiusura imFifa minente. Laltro ieri, in un editoriale in prima pagina, una sorta di estrema unzione in cui Lucarelli nellultiempi durissimi per i simulatori. Il presidente della mo, disperato tentativo di Concacaf e vice-presidente Fifa, Jack Warner, ha in stupire, prometteva di far rimente un film diverso, da proiettare a breve. Nessuna corso agli strilloni, per indulgenza per i simulatori ed espulsione temporanea di vendere il giornale ai semadieci minuti, per chi tenta di ingannare arbitro e pubfori, Cristiano si sfogava: blico. Secondo Warner, il calcio deve ispirarsi al rugby Ho creato posti di lavoro e "La Fifa deve essere pi severa. Un giocatore che simula investito senza ottenere i rideve restare per 10 minuti fuori dal gioco. Barare disultati sperati. Non ho pi sonesto. La gente paga per vedere una partita di calcio, forze economiche n moranon una recita di attori". Il tema non nuovo. Si simula li per proseguire. C ancoper ottenere un vantaggio, per indurre il direttore di gara ra qualche giorno prima del allerrore, per gloria personale. Conviene. Il rigore resta, collasso ma mecenati, la brutta figura si cancella. Gi Michel Platini, pochi mesi allorizzonte, proprio non fa, aveva fatto della crociata un dogma dellUefa. Si era si scorgono. (M.P.) scagliato, le roi contro lattaccante dellArsenal Eduardo, colpevole di aver simulato. Ora, il redde rationem.

Doping

CANNAVARO NEI GUAI


campo: Questa la prova V oce fuorimaggio 1999, Hotel Marriot, che facciamo schifo. Mosca, 11 vigilia della finale di Coppa Uefa tra Parma e Marsiglia. Fabio Cannavaro, ripreso da una mano anonima su un lettino di fortuna. Un primo piano sgranato, un laccio emostatico, un ago nel braccio e la voce di Cannavaro, a sempiterno commento. Cho 25 anni, mi stanno ammazzando, come eravamo ridotti e poi: Guardate il braccio, come si sta gonfiando e ancora, in una volutt autocompiaciuta: Butta dentro dott (...) ah, s che bello. Da quel filmato, che Cannavaro minimizz nelladeguata cornice di Striscia la notizia : Si alzato tutto 'sto polverone per le immagini di una flebo, non doping sono passati 10 anni. Ieri pomeriggio, lo stesso Cannavaro, capitano della Nazionale ma squalificato e quindi indisponibile per la gara con lEire prevista per sabato , risultato positivo all'antidoping. Secondo la Juventus, incappata a suo dire in un devastante ritardo burocratico, Cannavaro sarebbe stato punto da una vespa, avrebbe usato un farmaco a base di cortisone allo scopo di evitare uno choc anafilattico e per questa ragione, avrebbe chiesto unesenzione dal controllo al Coni che per, in mancanza di un documento, non sarebbe stata concessa nei tempi previsti. Ora Cannavaro, campione del mondo nel 2006 a Berlino, rischia. In un repentino documento redatto dalla Procura del Coni, si legge tra laltro: In base alle vigenti norme antidoping, il Procuratore Torri, ascolter l'atleta e il medico curante e all'esito, adotter i provvedimenti del caso. Linterrogatorio di Cannavaro previsto per oggi. Qualcosa, in una direzione o nellaltra, accadr (M.P.)

STOP AI SIMULATORI

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SECONDO TEMPO

TELE COMANDO
TG PAPI

IL PEGGIO DELLA DIRETTA

Pasta abrasiva
di Paolo

Ojetti

g1 Tarrotola voluttuosamente Si sotto una montagna di dichiarazioni: la maggioranza, lopposizione, Berlusconi, di nuovo i berluscones, poi lopposizione cattiva, eccetera, eccetera. Se si va alla conta dei minuti, tanto a Lui tanto agli altri, di sicuro sul Tg1 finisce pari, come nei migliori manuali della par condicio. Ma, com ovvio, questo non significa niente. Non passato nel Tg1 nemmeno un fotogramma di Porta a Porta della sera precedente dove, a memoria duomo, non sera mai visto un presidente del Consiglio lanciare accuse feroci a giudici costituzionali, presidenti della Repubblica, magistrati in genere, giornalisti e persino lincolpevole Rosy Bindi, quasi fossero tutti suoi dipendenti infedeli. E non si rivisto

nemmeno Vespa che, ringraziando Berlusconi per la partecipazione, ha osato: Grazie per essere intervenuto nel momento in cui una piccola crisi istituzionale. Allaggettivo piccola c stato uno sbandamento anche dei cameramen, che non riuscivano a trattenere le risa. Alla fine del Tg1, chi non sapeva per suo conto a quali livelli abissali Berlusconi ha portato letica politica e istituzionale italiana, si sar rallegrato: Berlusconi veramente un drago, passiamo oltre. g2 Tprime avvisaglie che la criLe si istituzionale ha fatto passi avanti, la si apprende dal tg2 delle 18,30. Immagini di auto blu che entrano ed escono dal Quirinale e portano dentro e fuori Fini e Schifani. Napolitano non digerisce gli insulti di Berlusconi e chiama

a raccolta le due pi alte cariche dello Stato. Daniela Vergara lo sa e lo dice con qualche giro di parole politichesi di troppo: Fini sta da una parte e Schifani dallaltra, il primo ha preso le distanze dal premier, il secondo allineato e coperto: quello che conta ha detto, facendo eco a Berlusconi il voto popolare. Il voto miracoloso.

di Luigi

Galella

Uscita di sicurezza
tinuano a credere che i fatti, come asini cocciuti, siano ostinati (facts are stubborn things), lui al contrario pensa che si possano seppellire con un sorriso. O meglio, lo ha pensato, ma poi la lingua lo tradisce ancora e si spinge avanti: Io non ci ho mai creduto (al lodo Alfano, ndr) perch con una Corte Costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile che approvassero questo E qui il sorriso gi scomparso, e in rapida sequenza scandir che meno male che Silvio c, che il Presidente della Repubblica si sa come la pensa, che i giornali sono per il 72% nella mani della sinistra, che gli italiani sono al 70% con lui e che insomma viva lItalia e viva Berlusconi. Man mano che le parole si affastelleranno luna sullaltra la bonomia apparente si trasfigurer in furore. E il Furioso, infine, sveller, sradicher le menzogne, e sbugiarder quei processi che gli saranno scagliati addosso a Milano. Un documento storico, prezioso. La sintesi di un momento della nostra storia in cui, parafrasando von Clausewitz, potremmo dire che la tv altro non che la prosecuzione della politica, con altri mezzi. E questi mezzi, com noto, sono per il 90% nelle mani di un uomo solo. Che andr in tv finch la verit vera, quella della maggioranza degli italiani finir per prevalere sulla irriverente arroganza delle cose. Dei fatti. Quel sorriso rassicurante era solo il preludio. Il Buonasera a tutti i telespettatori, che annuncia i programmi a reti unificate dei prossimi mesi.

tv. Alla prima della nuova serie di Exit Ilaria dAmico, (La7, V isto in condottoLadarichiesta accorata di marted, 21.10). unintervistatrice, non inquadrata, mentre Silvio Berlusconi, ai cui due lati si riconoscono Gianni Letta e Andrea Ronchi, solleva la mano destra in segno di saluto. Lemozione della voce femminile che ripete: Presidente Presidente che succede adesso? La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il cosiddetto lodo Alfano e il Presidente, serafico, saluta la folla. Non cupo, non accigliato, anzi. Gi da quando aveva varcato il portone di Palazzo Chigi si era impresso nella parte bassa del volto il sorriso di sempre. Smagliante, rassicurante. E continua infatti a sorridere e ad esclamare Auguri, e sembra quasi che non voglia rispondere. Come se la sua exit strategy fosse tutta racchiusa in quel gesto delle labbra che neutralizza ogni evento ostile. Ma poi, non riuscendo a tenere a freno la lingua, decide di spiegarne il senso. La didascalia la seguente: Niente. Ilaria DAmico, su La7 con Non succede nulla. il programma Andiamo avanti, abdapprofondimento Exit biamo governato cinque anni, con o senza lodo Ecco il significato di quei denti in piena evidenza: il Presidente dai molti poteri possiede quello della parola e dellimmagine da cui tutto promana, e se gli inglesi con-

T g3 glielo faccio vedere Adesso


io di che pasta sono fatto. A questo Berlusconi minaccioso, Pierluca Terzulli riserva una battuta: Per ora, fatto di pasta abrasiva. Non male. Il Tg3 non nasconde gli insulti lanciati a Rosy Bindi, che Berlusconi aveva aggredito: Sempre pi bella che intelligente, davanti a un Vespa finalmente allibito. E le ha dedicato un servizio, dove la replica pi bella stata: Berlusconi pi alto che educato. Poi, una sventagliata di opinioni, raccolte anche fra vecchi leader della sinistra-sinistra, scomparsi da tempo dal giro televisivo di prima serata. Con questo governo, tutto va bene: il 61 per cento delle famiglie operaie fonti Istat non riesce a mangiare a sufficienza.

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SECONDO TEMPO

MONDO
I cd piratati di Sarkozy
he figuraccia le C molto contro lamonsieur dipresident. Sarkozy si speso pirateria gitale. Prima dell'estate aveva fatto approvare un provvedimento che istituiva Hadopi, un ente preposto a tagliare la connessione a chi scarica da Internet contenuti protetti da copyright. La Corte Costituzionale francese si era opposta: solo un giudice pu decidere il taglio della connessione di un privato cittadino, e non un ente amministrativo. Ma Sarkozy non si scoraggiato e nel settembre scorso il parlamento francese ha approvato un Hadopi2: dopo due avvertimenti, uno via mail e uno per raccomandata, un giudice pu decidere di staccare la connessione a chi scarica da Internet (prevista anche una multa salata). I socialisti hanno criticato il provvedimento, denunciando il rischio ingorgo nei tribunali; molte critiche sono arrivate anche dalle associazioni che difendono il download libero: Internet, dicono, un diritto costituzionale e non pu essere interrotto (come succede per lacqua). Alla luce di questo scontro, suona davvero come una beffa la notizia uscita oggi sul settimanale satirico Canard Enchaine: l'Eliseo ha masterizzato senza autorizzazione il cd di una trasmissione di France5 che ospitava Sarkozy per distriburine 500 copie ai giornalisti in una conferenza stampa. Non solo. Gli uomini di Sarkozy hanno aggiunto sulla custodia del cd: servizio audiovisivo della presidenza della Repubblica Tutti i diritti riservati. France5 non ne sapeva niente: sono stati scorretti hanno commentato dallemittente. Sui cd, quindi, Sarkozy perde la faccia: se anche i suoi uomini piratano, vuole dire che la condivisione di contenuti grazie alla tecnologia prassi utile a tutti. A prescindere dalla legge.

di Federico Mello

WEB
SCUDO FISCALE: MARGHERITA HACK CONTRO NAPOLITANO SUL SITO DI MICROMEGA

LANTI-APICELLA SUL WEB LA RETE IMPAZZISCE PER TONY TROJA CANTENTE ANTI-LODO

feedback $
ANTEFATTO.IT Commenti al post: Rosy e le donne indisponibili

Scudo fiscale? Caro presidente, Pertini e Scalfaro non avrebbero firmato. Queste le parole dellastrofisica Margherita Hack dalle pagine di Micromega online . Le avevo gi chiesto - aggiunge la scienziata perch avesse firmato il lodo Alfano, chiaramente incostituzionale. Ora torno a chiederle perch ha firmato subito lo Scudo Fiscale, che premia i furbi e umilia i contribuenti onesti. Firmato: una cittadina che crede ancora che chi non paga le tasse un ladro che ruba ai pi poveri.

Aveva gi un discreto seguito online. Ma dalla bocciatura del Lodo Alfano, con Han bocciato il lodo Alfano (un rifacimento di Una vita da mediano di Ligabue), il cantante e musicista Tony Troja diventato una vera e propria web-star. Tony ha pubblicato numerose canzoni satiriche su youtube.com/tonytroja, molte delle quali dedicate a Berlusconi: da Silvio special sulle note dei Luna Pop, a Silvio il pork sulle note di Mork e Mindi.

DARIO RICOMINCIA DA DARIO FRANCESCHINI RISPONDE A BERSANI CON TROISI

anche online la competizione tra Pierluigi Bersani e Dario Franceschini per la segreteria del Partito democratico . Se Bersani ha lanciato l'iniziativa Cogli la mela con Bersani con la quale invita i sostenitori a mandare una foto con una mela (fumoso simbolo del consenso perso da Berlusconi che il Pd pu recuperare) Franceschini non sta a guardare e risponde con Massimo Troisi. Il segretario in carica ha pubblicato su YouTube una rivisitazione dello storico spezzone di Ricomincio da tre nel quale Troisi deve scegliere il nome per il figlio (U-go o Mas-si-mi-li-a-no?). Il Troisi di Fransceschini doppiato: "Io avevo pensato di votare Dario - la battuta - pecch 'o partito vene pi democratico. E proprio 'o nome che pi democratico". Il doppiaggio non riuscitissimo. E risulta di dubbio gusto lappropriazione di una figura popolare come Troisi. Tra la mela di Bersani e ricomincio da Franceschini, insomma, non si sa bene che pesci pigliare. Solo uno vincer le primarie. Ma la battaglia sulla comunicazione online l'hanno gi persa tutti e due.

Ecco, io sono d'accordo, con l'articolo, ma soprattutto con Rosy Bindi, cui va il mio affetto, la mia solidariet, tutta la mia stima. E credo che sarebbe giusto lanciare un'iniziativa pubblica di solidariet, anche su Il FATTO: meno male che Rosy Bindi c', per tutte le donne, come lei, come me, che sono precaria a 36 anni, dopo una vita di studio e sacrifici, ma nonostante questo rifiutano l'idea di sposare un milionario, come il premer sugger un giorno, e di accettare che sia il mio corpo, e non la mia testa, ad assicurarmi laccesso ad una vita dignitosa. (Val) Presidente il Migliore II, lo disse anche un futurista di secondo piano, ma la triste battuta era di un certo Beppe Stalin, e faceva cos: "Ci sono tre tipi di uomini: uomini ricchi, uomini poveri e donne brutte. Ed esiste solo un tipo di donna: la donna bella" Evidentemente per lei, da buon stalinista, le donne che escono da una certa et o da un certo clich non appartengono pi a un genere, ma a uno status symbol. Complimenti lei un galantuomo, un po' razzista, un po' stalinista. E questo sarebbe il meglio che passa l'Italia al 68%? (Bruno Navoni) Grandissima Rosy, una fra i pochi Uomini del PD (a parte il prof. Rodot, un galantuomo e un politco preparato e grintoso, che la scorsa ha rintuzzato una per una le menzogne degli squadristi a Ballar). Basta con l'atteggiamento prudente e politically correct nei confronti di berlusconi! devono chiederne le dimissioni, altro che dire che pu continuare il suo lavoro. (Irene) Parsiphal, le donne che si indignano, si incazzano, scrivono, manifestano, protestano e si oppongono in italia sono un'infinit. Ma raramente c' qualcuno che le ascolta. Quando si tratta di autodeterminazione della donna si pubblicano le opinioni di avvocati, politici, ministri e vescovi. Maschi of course. Le opinioni delle donne restano relegate per lo pi su giornali "femminili" oppure in qualche gineceo della rete dove parlano tra loro. Quanti uomini si fermano ad ascoltare quel punto di vista? Tu stesso nemmeno sai che esistono... E questo vale per un'infinit di altre voci che trattano temi importanti, sempre pi ignorati man mano che si scende lungo la china degli indifesi e dei reietti. Leggendo che gi pronta l'exit-strategy mi gi sfumata la gioia di ieri. Torniamo tutti ancora sulle barricate, giusto certo, ma mi domando se verr mai un tempo in cui la politica e trover un briciolo di tempo per occuparsi anche di altro.

Un manifesto contro lHadopi, il logo Teledurruti, il video per Franceschini, uno frame dei brani di Tony Troja (

DAGOSPIA

TOZZI VS LUPI

1) Mara Carfagna avr tanti difetti ma una persona cauta, che sa dire no alle sirene tentatrici di gloria a rischio flop. Cos la proposta dei coordinatori del Pdl di candidarsi alla presidenza della regione Campania, oggi in mano al potente Bassolino, stato accolta da un "no, grazie" della bella ministra (per mancanza di prove). 2) E' stata davvero rocambolesca la conclusione della prima puntata della sesta edizione di Exit, il programma di approfondimento condotto da Ilaria D'Amico in onda ieri sera in diretta su LA7. Dopo aver affrontato il tema del ponte sullo stretto di Messina in relazione alla tragedia dei giorni scorsi, il geologo Mario Tozzi e il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (PdL), ospiti in studio, hanno avviato un acceso dibattito che non si concluso neanche mentre la conduttrice dava l'appuntamento ai telespettatori alla prossima puntata. Lo scontro da verbale diventato quasi fisico tanto che Mario Tozzi si alzato per andare incontro a Lupi discutendo animatamente durante le ultime battute di Ilaria D'amico. Spente le telecamere la diatriba continuata pochi minuti fuori dagli studi. Il fulcro del discorso era la tesi del geologo: "Construire il ponte provocherebbe un collasso della struttura geofisica di quella zona che, come dimostra la tragedia di pochi giorni fa, stata gi sufficentemente condizionata da abusi edilizi e urbanizzazione selvaggia". Lupi contrattaccava sostenendo che quella era solo la tesi di un geologo, ma che tanti altri IL PREMIO TELEDURRUTI sono invece in grado LA TELEVISIONE MONOLOCALE DI ABBATE di dimostrare che la ormai un appuntamento fisso per migliaia costruzione del ponte di internauti: Teledurruti (teledurruti.it) LA REPLICA sarebbe portatrice il sito sul quale lo scrittore Fulvio Abbate DEL GARANTE anche di lavori per la pubblica i suoi video-interventi ironici e SULLA SCHEDATURA DELLE messa in sicurezza surreali su attualit, cultura e cronaca. NAVIGAZIONI SU INTERNET della zona. Televisione monolocale la definisce Come scriveva ieri il Fatto Abbate, che ora lancia anche un premio: Quotidiano, tutti i dati dopo nove anni ritorna in vita il prestigioso (password, pagine viste, Durruti, assegnato soltanto una volta, nel ricerche) dei cittadini che navigano su Internet 2000, al cantautore romano Flavio Giurato. sono state corservati dai gestori telefonici per ben Ancora non sono del tutto definite le finalit sette anni: dal 2001 al 2008. Con un provvedimento del premio: le esatte modalit di del 2008, ci fa sapere lAuthority, il Garante ha assegnazione del premio sono attualmente imposto ai gestori lobbligo di cancellare ogni al vaglio della severa commissione record sulle navigazioni dei cittadini, mentre promotrice che insieme agli spettatori secondo la normativa attuale i dati devono essere dovr comprendere se il premio sar essere conservati per gli ultimi dodici mesi (nel caso ne caratterizzato da unimpostazione positiva faccia richiesta la magistratura). Per i gestori che o piuttosto selezionare il fortunato fra ben non rispettano tale obbligo, per, il legislatore ha altri discutibili protagonisti della nostra previsto una multa dai 10.000 euro a 50.000. Un contemporaneit ad ampio spettro. La cifra ridicola per i colossi telefonici. Forse la privacy Web-Tv monolocale dedicata a Buenaventura Durruti, leggendario anarchico della guerra civile spagnola.

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Venerd 9 ottobre 2009

SECONDO TEMPO

PIAZZA GRANDE
Grillo mi piace, anzi no
di Massimo Fini

giustamente

di Bruno Tinti

l mio vecchio amico Beppe Grillo mi ha invitato alla presentazione del suo movimento-web che si tenuta domenica al teatro Smeraldo di Milano e di cui Peter Gomez ha dato conto sul nostro giornale. Nel corso del suo show Grillo ha richiamato l'attenzione della platea sulla presenza di due "ospiti illustri". In ordine di citazione: Massimo Fini e Adriano Celentano. Ho avuto un'ovazione pari a quella del mitico "molleggiato". Non lo riferisco solo per narcisismo ma perch ci vuol dire che c' un legame fra me e il piccolo movimento culturale e politico che ho fondato qualche anno fa (Movimento Zero) e quello di Grillo. Vorrei quindi dire qui che cosa ci accomuna e che cosa no. Sono completamente d'accordo sulla questione della legalit, che poi quella portata avanti da Di Pietro, dal Fatto, da Marco Travaglio e dai disprezzatissimi, a destra come a sinistra, "girotondi" cui anch'io, in questi anni, ho partecipato. Basta con i "lodi Alfano" e le norme "ad personam" che violano un principio cardine della liberaldemocrazia, l'uguaglianza di fronte alla legge, e che ci relega tutti al rango di cittadini di serie B. (Adesso Berlusconi dopo lo "scudo penale", pretenderebbe di mettersi al riparo anche dalla legge civile - vedi le scomposte e inquietanti reazioni alla sentenza che condanna Fininvest-Mediaset a pagare 750 milioni di euro alla Cir - per cui se domani un suo elicottero mi cade sulla casa e il giudice lo condanna a risarcirmi cercher di non pagarmi sostenendo che si tratta di un "complotto" e di "giustizia a orologeria"). Basta con la capillare, costante, devastante delegittimazione della magistratura che uno dei portati pi inquinanti del berlusconismo e che ci trascineremo dietro per decenni. Sono d'accordo sull'equiparazione fra destra e sinistra come responsabili bipartisan della situazione attuale. Solo che io la intendo in senso pi largo e radicale. Grillo polemizza con questa sinistra ma continua a sperare in una sinistra migliore. Per me destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia: l'industrialismo. Nascono entrambe con la Rivoluzione industriale, sono illuministe, moderniste, ottimiste, economiciste, hanno entrambe il mito del lavoro (per Marx "l'essenza del valore", per i liberisti esattamente quel fattore che, combinandosi col capitale, d il famoso plusvalore) e pensano che industria e tecnologia produrranno una tal cornucopia di beni da rendere felici tutti gli uomini (Marx) o, pi realisticamente per i liberal-liberisti, la maggioranza di essi. Questa utopia bifronte fallita. Liberismo e marxismo, destra e sinistra, nelle loro varie declinazioni, sono categorie vecchie di due secoli, due secoli che hanno corso a ritmi vorticosi, e non sono pi in grado di comprendere le esigenze pi profonde dell'uomo contemporaneo, che non sono economiche ma esistenziali. Si credono il top della Modernit e in effetti lo sono, solo

che nel frattempo la Modernit molto invecchiata e non pi affatto moderna o, per meglio dire, attuale. D'altro canto dalla Modernit sono nate, nella Modernit si sono affermate e non possono metterla in discussione perch reciderebbero le loro radici. cosa che non mi U n'altraquestione ambientaconvince come Grillo affronta la le. Grillo un tecnoecologista, come Rifkin (la differenza che Grillo in buona fede, Rifkin no) e pensa che il problema dell'inquinamento possa essere risolto con nuove tecnologie o con un miglior utilizzo di quelle attuali. Non cos. Poniamo di far funzionare le automobili a idrogeno invece che a benzina. Certamente inquinerebbero di meno. Ma l'idrogeno dovrebbe pur essere prodotto e tutto il sistema riconvertito a questa forma di energia. Risultato: a livello sistemico inquineremmo quattro volte di pi. Inoltre, come mi disse una volta Paolo Rossi (non il comico e nemmeno l'ex calciatore, ma il grande filosofo della scienza): "La tecnologia come risolve un problema ne apre dieci altri ancora pi complessi". un moltiplicatore esponenziale di problemi. Insomma Grillo , come tanti,

Il mio vecchio amico mi ha invitato alla presentazione del suo movimento-web Ecco cosa ci accomuna e che cosa no: legalit, ambiente, mitologia pseudodemocratica
come quasi tutti, un fautore dello "sviluppo sostenibile". Ma lo sviluppo gi oggi insostenibile. Noi non dobbiamo pi crescere, ma decrescere, produrre di meno, consumare di meno, smagrire, diventare pi poveri e semmai distribuire meglio e pi equamente la ricchezza che rimarrebbe, oltre che aumentare per tutti il bene veramente essenziale: il tempo, il tempo a nostra disposizione per vivere (San Francesco sarebbe oggi molto pi rivoluzionario di Marx o Adam Smith). Perch ci che fondamentale non abitare in un'Arcadia di prati, aiuole e fiori, ma sfuggire all'ossessivo, compulsivo, paranoico modello di sviluppo occidentale, basato, per dirla in estrema sintesi, sul meccanismo produci-consuma-crepa, che provoca anomia, suicidi (decuplicati, in Europa, rispetto al XVII secolo), nevrosi, depressione, stress, alcolismo di massa, droga, che sono tutte malattie della Modernit. Questo modello riuscito nell'impresa di far
Beppe Grillo
(FOTO EMBLEMA)

star male anche chi sta bene. Infine Grillo resta una brava "suorina democratica" con la sua mitologia di quel pseudonero e pseudodemocratico che Barack Obama. Nella sinistra europea c' sempre stata la convinzione che i democratici americani siano meno guerrafondai dei repubblicani. vero il contrario. stato il democraticissimo Kennedy, "bello e di gentile aspetto" a iniziare la guerra del Vietnam e il repubblicano Nixon, dal brutto grugno, a chiuderla. stato il democratico Clinton nel 1999, quando l'11 settembre era di l da venire, ad aggredire, senza nessuna valida ragione, la Serbia bombardando per 72 giorni una grande capitale europea come Belgrado, con l'Italia cogliona di D'Alema nella parte poco dignitosa del "palo". E lo pseudo Obama non si comporta diversamente: continua a bombardare l'Afghanistan dove vuole mandare altri 30 mila soldati, negando a un popolo l'elementare diritto di resistere all'occupazione dello straniero, comunque motivata, e di filarsi da s la propria storia senza pelose supervisioni. Democratiche. www.massimofini.it

IL FATTO di ENZO

Sono ancora convinto che in questa nostra Repubblica ci sia spazio per la libert di stampa. E che ci sia perfino in questa Rai che, essendo proprio di tutti, come lei dice, vorr sentire tutte le opinioni. Perch questo, signor presidente, il principio della democrazia.
Il fatto, 18 aprile 2002

i chiedo: com possibile che di certe cose si discuta? Com stato possibile che, per secoli, milioni di persone siano state convinte che gli ebrei non potessero godere dei diritti pi elementari; e che, periodicamente, fosse ritenuto giusto che essi perdessero il diritto alla vita? Com stato possibile che, per secoli, milioni di persone siano state convinte che era giusto per conti, baroni e principi, avere il diritto di violentare le donne loro suddite quando queste si sposavano (si chiamava jus primae noctis)? Com stato possibile che, per secoli, milioni di persone siano state convinte che i negri fossero una razza inferiore? Com stato possibile che, per secoli, milioni di persone siano state convinte che le donne non erano neppure esseri umani dacch non avevano lanima; e che, in molti Paesi, fosse ritenuto giusto fino a pochi anni fa che esse non potessero votare? Oggi queste cose, e altre ancora, ci sembrano assurde e improponibile ogni discussione sul punto. Eppure filosofi, scienziati, giuristi, per non parlare dei tanti uomini comuni che hanno ucciso, soggiogato, violentato nel nome di queste convinzioni, hanno sostenuto queste assurdit, impegnando la loro forza, la loro intelligenza e, quando era il caso, la loro cultura e la loro scienza. Ed erano le stesse persone che educavano i loro figli nel rispetto dei principi religiosi; erano le stesse persone che facevano elemosine, assistevano i malati, svolgevano anche ad alto livello professioni impegnative. Eppure Oggi, nel nostro Paese, siamo arrivati a discutere seriamente della non applicabilit della legge penale al presidente del Consiglio, cio a un cittadino cui affidato un pubblico servizio, probabilmente il pi importante che ci sia in un paese democratico. Siamo arrivati a teorizzare che giusto che questo cittadino possa corrompere giudici, falsificare bilanci, commettere frodi fiscali, e che per non possa essere processato. Siamo arrivati a teorizzare che, anche se questo cittadino venisse sorpreso subito dopo aver ucciso la moglie, ancora con il coltello sanguinante in mano; oppure se 50 persone lo vedessero mentre prende a calci un cane, lasciandolo agonizzante sullasfalto; ebbene sarebbe giusto non processarlo. Perch, si dice, egli stato eletto dal popolo; e la volont popolare deve essere rispettata prima di tutto, perfino prima della possibilit di irrogare le giuste sanzioni per crimini eventualmente commessi; perfino prima del principio di uguaglianza tra i cittadini che il cardine degli ordinamenti democratici nei Paesi moderni. Ma potrebbe la volont popolare portare un assassino al potere? E, se cos avvenisse, sarebbe giusto che lordinamento giuridico non apprestasse rimedi per una simile assurdit? E mi accorgo che anche io sto cadendo nella trappola, che discuto e mi sforzo di portare argomenti per confutare lindifendibile, per dimostrare unassurdit che evidente di per s; unassurdit che, tra qualche anno (ma quanti, accidenti, quanti?) tutti considereranno con stupore e indignazione, cos come oggi si pensa con stupore ed indignazione alla ormai lontana sofferenza legalizzata di ebrei, negri e donne. Perch la domanda non , non deve essere: Questo Lodo Alfano giusto o no? La domanda deve essere: Ma come siamo arrivati a tanto? Dove abbiamo sbagliato?

COME SIAMO ARRIVATI FIN QUI M

La velocit che fa paura alla sinistra


di Antonio Pascale

l 12 settembre morto allet di 95 anni Norman Borlaug. Il suo nome non dir molto ai pi. Eppure, ogni giorno utilizziamo e sfruttiamo alcune delle sue innovazioni in agricoltura. Borlaug pu essere considerato, senza troppe esagerazioni, luomo che ha sfamato una buona met del mondo. Il padre della rivoluzione verde. Per il suo impegno ha ottenuto il premio Nobel per la pace, nel 1970. Le sue ricerche hanno portato a sviluppare nuove variet di grano, riso e altre colture ad alta produttivit, in un momento storico in cui pareva che laumento La sinistra, della popolazione mondiale avesse sucui dovrebbero perato la capacit dellagricoltura monessere affidate diale di produrre ciNel le sorti progressiste, bo. una 2000, durante conferenza, pose una domanda a cio la fiducia tutti quelli che metnel futuro tevano in dubbio i benefici della rivoluzioe nellintelligenza ne verde in genere bianchi occidentali degli uomini, con un surplus calorico. Chiedo spesso sembra incapace ai critici della moderdi affrontare le na tecnologia agricola: come sarebbe staquestioni pi urgenti to il mondo senza gli

avanzamenti tecnologici che sono accaduti? Se nel 1999 avessimo ancora avuto le rese mondiali di cereali del 1961 (1.531 kg per ettaro), avremmo avuto bisogno di quasi 850 milioni di ettari di terreno in pi, e della stessa qualit, per produrre i 2.06 miliardi di tonnellate di cereali prodotti nel 1999. Alcuni critici hanno detto che la rivoluzione verde ha creato pi problemi di quelli che ha risolto. Questo non lo accetto, perch io credo sia molto meglio per lumanit cercare di risolvere i nuovi problemi causati dallabbondanza piuttosto che avere a che fare con il vecchio problema della fame. Parole di buon senso. Ragionevoli. Ma allora perch in Italia alcune questioni legate allinnovazione tecnologica in agricoltura di cui Borlaug era un sostenitore - o nel campo dellenergia sono ignorate? O peggio, sono trattate cos male, senza far uso della sana metodologia scientifica, tanto che si formato negli anni un immaginario fasullo. Ricco di assurde leggende metropolitane. Come mai in Italia vale pi la voce di un comico che vaneggia sulle pagine di un blog che quello di un rigoroso scienziato? da il A ncora pi strano e durosortisopportarequalefatto che una buona parte della sinistra, alla dovrebbero essere affidate le progressiste, cio la fiducia nel futuro e nellintelligenza degli uomini, sembra confusa, del tutto incapace di affrontare con metodo e rigore le questioni legate, per esempio, al biotech. Negli anni scorsi, due decreti in successione, prima Pecoraro Scanio poi Alemanno, allora ministri delle Politiche Agricole (chi di destra fra i due? Boh!) hanno bloccato la ricerca biotec-

nologia in agricoltura. Da allora la sinistra ferma al concetto di naturale o dei bei tempi andati. E spaventata della velocit che il futuro ci riserva (Noi, di Veltroni). Insomma, la sinistra riuscita a vincere l dove non avrebbe dovuto vincere. Ha sfondato e occupato il territorio che apparteneva alla destra, quello della tradizione e del mito. Ovvero, il sapere nostalgico. Quelli che credono nel sapere nostalgico, pensano che tutto sia gi avvenuto, magicamente, in et passate. Solo quello che stato ha valore mentre il presente sinonimo di corruzione. Quando si idealizza il passato, poi qualsiasi spostamento movimento verso il basso, caduta, dannazione. Cos, la sinistra ha cominciato a rimpiangere. Per evitare la fatica di elaborare un nuovo piano strategico con dettagliata analisi costi/benefici, ha preferito mettere su un triste teatrino con due attori, da una parte il valore della tradizione dallaltra parte la corruzione della modernit. I due attori sono burattini grotteschi, pertanto la tradizione sempre millenaria e la modernit sempre omologante e corruttrice di antichi saperi. Sono discorsi che solo ventanni va, quelli di noi che erano di sinistra - e non si sarebbero riconosciuti del noi veltroniano - avrebbero respinto perch, appunto, considerati di destra e pure un po fascisti, ora invece fanno tendenza e allora ci tocca assistere allo scontro epico tra cibi genuini, piccoli contadini, locali biologici contro le multinazionali, il grande mercato, il complotto economico. Ci tocca assistere a quelli che contestano gli erbicidi i rimpiangono i tempi, quando tutto era pi naturale, ma non si candidano mai a fare la mondina.

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SECONDO TEMPO

MAIL
Lunto del Signore come tutti gli altri
Sembra che il Pdl scender in piazza, si mobiliter in difesa del presidente del Consiglio per l'ingiusta, eversiva sentenza sul lodo Mondadori. Una sola domanda: davvero il popolo tanto "democraticamente" invocato si mobiliter in difesa del rappresentante di un'azienda privata che comunque stato giudicato finanziariamente in grado di pagare 750 milioni di euro di risarcimento? Quanti lavoratori in cassa integrazione, quanti artigiani che arrancano dietro alla crisi potranno identificarsi in Silvio Berlusconi? Sono un inguaribile ottimista nello sperare che forse questa l'occasione buona, per molti, per aprire gli occhi e rendersi conto che l'egoarca, l'unto del Signore, colui che superiore alla legge, forse non eterno (politicamente)? Cordiali saluti.
Lolli

BOX
A DOMANDA RISPONDO SU MAFIA E POLITICA
esercito, al servizio di poteri che rimangono mascherati e non sai quanto dentro o vicino siano al cuore dello Stato. Tra i fatti economici, resta piantata nella memoria la figura di Sindona. Chi ha servito? A che prezzo? Con quali legami? Fino a che punto? Assassinato o suicida? La realt irrompe lungo un percorso amministrativo che a lungo riesce ad apparire normale ( da Salvo a Ciancimino). E nella catena di omicidi, attentati, autobombe che fa strage di poliziotti e di giudici con complicit a volte scoperte ma mai spiegate e legami mai veramente svelati fra passato, presente e futuro, che fine ha fatto lagenda rossa di Borsellino, che evidentemente fa ancora paura? Poi c un episodio incredibile, che i media hanno scelto di abbandonare subito. In piena campagna elettorale il leader politico che sta per essere eletto a grande maggioranza (Berlusconi) sceglie, insieme al senatore e condannato DellUtri , di celebrare come eroe italiano il mafioso pluriomicida Mangano. Il merito eroico? Non ha mai parlato. Di chi non ha mai parlato? Senza dubbio il legame Mangano (mafia)Berlusconi (affari e politica) il cordone ombelicale che contiene il dna e la banca dati della tragica stagione italiana che ancora continua. Alcuni eventi , che si sarebbero potuti leggere in quel dna, devono ancora accadere. Ieri Berlusconi ha detto Adesso gli italiani vedranno di che pasta sono fatto. Vuol dire grave minaccia. Ma sul come, sul quando, contro chi? Tutto cominciato in questa storia oscura. Niente finito. E i morti non parlano.
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano 00193 Roma, via Orazio n. 10 lettere@ilfattoquotidiano.it

IL FATTO di ieri9 Ottobre 1963


Pagina inquietante quella dellautunno 63. A Roma, tra Piazza SantApostoli e Piazza Venezia, un corteo sindacale di 50mila edili in sciopero, sfila contro la stretta salariale e la serrata dei costruttori. A manifestazione quasi conclusa, un ingiustificato e brutale blitz delle forze dellordine scatena linferno. Bus rovesciati e dati alle fiamme, pestaggi di lavoratori e cittadini inermi, centinaia di operai caricati sui cellulari, picchiati e arrestati. Tra manganellate e lacrimogeni i feriti saranno 180, mentre altri saranno processati e condannati a pene severissime e altri ancora schedati a vita. Ferruccio Parri, il primo a intuire la provocazione,attribuir gli incidenti alle unit clandestine del colonnello del SIFAR Renzo Rocca, fedelissimo del generale De Lorenzo e incaricato di organizzare squadre fiancheggiatricidelle forze dellordine. Teoria confermata anni dopo dallex generale del SID, Nicola Falde che, di fronte alla Commissione dinchiesta sulla P2, affermer che uno dei primi interventi- esercitazioni di una struttura parallela e clandestina dei servizi di sicurezza fu rappresentata dalla violenta repressione degli edili a Roma, quel 9 ottobre 1963.
Giovanna Gabrielli

Furio Colombo

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C

aro Colombo, Caro Colombo, leggo sui giornali di ieri le rivelazioni del pentito Antonino Giuffr, che dice: "Democrazia cristiana e Partito socialista si avviarono al tramonto e in Cosa nostra nacque un nuovo discorso politico. Un nuovo soggetto politico andava appoggiato: Forza Italia". Come va interpretata questa notizia? Mi spiego: i principali partiti italiani si stavano esaurendo. E Forza Italia entrava in gioco. Ma il partito di Berlusconi era il partito dei mafiosi, oppure era il partito che la mafia votava ? In pi, Giuffr dice che queste trattative -che vedevano Marcello dell'Utri come tramite- servivano, entro dieci anni, ad appianare i problemi di Cosa nostra. Che idea si fatto di tutto ci ? Marco

Labbonato del giorno


MARIO CERRA
Mario ha 54 anni, sposato con Mariapia e insieme hanno due figli. E' laureato in chimica e fa il dirigente in una piccola azienda: "Anche io, come Montanelli -ci scrive- appartengo alla categoria degli apoti, quelli che non la bevono. Non amo il centro sinistra, sono sicuramente pi vicino a quella destra liberale che il compianto Indro incarnava perfettamente e che oggi non pi rappresentata da nessuna forza politica.
Raccontati e manda una foto a: abbonatodelgiorno@ ilfattoquotidiano.it

Berlusconi come fa? Qualcosa mi sfugge


La domanda che voglio porre semplice: quali sono i meccanismi che permettono a mister B. (come lo chiama il Fatto Quotidiano) di mantenere l'incarico pubblico che ha? Non pu essere una questione solo di "sovranit" popolare, di fatto l'abbiamo votato in maniera legittima. Non neanche verosimile che per ri-

LA VARIABILE mafia nella vita

finanziato dai partiti. Abbiamo una Corte Costituzionale che ha fatto il suo lavoro. Abbiamo una Carta che funziona. Abbiamo un presidente del Consiglio a cui inizia a mancare seriamente il terreno sotto i piedi. E se stessimo ricominciando, lentamente, ma molto lentamente, ad avere un'Italia degna di questo nome, senza che quando lo si pronuncia esso venga inequivocabilmente accostato ad inevitabili risatine sarcastiche? Speriamo!
Vincent

italiana ha sempre avuto e continua ad avere un peso grande e ignoto. Ignoto vuol dire mai veramente svelato. Celebrati capolavori dello schermo come Il Padrino ci raccontano folklore e colore, riti ed usanze, frammenti di fatti veri e una sorta di nostalgia per un momento allo stesso tempo pauroso e fiabesco. Ma non toccano la realt. In molti decenni la realt, nonostante le grandi indagini, i molti processi, le morti eroiche, si tocca poche volte. Nel cinema Il bandito Giuliano di Francesco Rosi a raccontare come un documentario larruolamento di gente povera, al modo in cui nei secoli passati si arruolava un

Porta a porta, premier fuori controllo


L'intervento di Berlusconi a Porta a porta stato di una gravit inaudita, anche considerando gli standard ai quali ci ha abituati. Ha accusato di connivenze i giudici della Corte Costituzionale e il presidente della Repubblica. Ha detto: "e vedremo se avranno il coraggio", riferendosi ai giudici e alle sentenze dei prossimi processi a suo carico, sobillando il popolo contro questi ultimi. Una svolta autoritaria gravissima. Spero che i giudici tutti, e Napolitano in testa, rispondano in modo adeguato alla gravit della situazione, dando agli italiani un punto di riferimento fermo in un momento in cui ogni istituzione sembra vacillare per volere di un uomo solo -lui sveramente sovversivo.
Natalia Bausi

La vignetta

meno, quelli che vorrebbe tutti ignoranti, infatti tagliano sulla ricerca, non investono nella scuola. Un mondo sporco, capitanato da un uomo presuntuoso, ambizioso, falso. Che rimane l a comandare, nonostante tutto. L'opposizione ha da risolvere i problemi interni, e i giorni passano. Un caro saluto,
Laura Focardi

Messina, lAquila: troppo tardi


Scrivo per esprimere la mia grande amarezza per gli ultimi avvenimenti che hanno colpito il messinese nei giorni scorsi. L'amarezza grande non solo in quanto sono un servitore dello Stato, ma anche perch ho vissuto in prima persona quei terribili momenti, insieme alla mia famiglia. Scrivo perch non riesco a non chiedermi come sia possibile che in quattro, forse cinque mesi, molte famiglie di Giampilieri avranno quello che non hanno avuto in due anni. Non riesco a non chiedremi come sia possibile che per risolvere ci che era possibile risolvere in due anni, siano state necessarie 30/35 vittime. Non riesco a non chiedermi come sia possibile che si sono dimenticati gi di quelle 35 persone uccise dal maltempo e dallindifferenza di uno Stato che riesce a risolvere i problemi dei suoi cittadini solo quando questi hanno cessato di vivere per un

avviso meteo di ambigua interpretazione. Perch semplice aiutare banche e giornali, mentre difficile aiutare i cittadini? Mi fa molto male sapere che la gente applaudiva nel sapere che in alcuni mesi avrebbe avuto un'abitazione, dimenticando che se l'avranno lo devono solo ai loro compaesani che sono morti in quel tragico giorno e che non sono stati cos fortunati come lo sono stato io, sopravvissuto.
Alessandro Mazzapica

Lodo Alfano bocciato, presidenti: ritiratevi!


Scusate, ma non sto nella pelle! Bocciato, bocciatissimo il lodo Alfano! Ecco che si aprono ancora di pi le porte della sconfitta se si aggiunge che la procura di Milano non era stata ammessa. Quindi doppia vittoria: un segnale forte che anche senza l'intervento di un'accusa ufficiale, la Corte ha stabilito che era limmunit al premier incostituzionale! E aggiungo, Napolitano ora come la mette? Dovrebbe dimettersi, lui che invece ha firmato, che, in qualit di garante della Costituzione non ha saputo opporsi minimamente ad una legge contraria alla Costituzione. Senza contare che, stando alle parole di Berlusconi, il presidente della Repubblica gli aveva garantito che la legge sarebbe passata! Scandaloso.
Alessandro

ordinaria. Mesi fa, ascoltai il "passaparola" di Marco Travaglio che spiegava come il lodo sarebbe stato bocciato per le suddette ragioni. Propongo di appoggiare una futura candidatura a giudice costituzionale per Travaglio! Sembra una boutade ? Ma allora candidare al Nobel per la Pace un utilizzatore finale, quella cosa ?.
Armando Pellicci

Rosi Bindi e linsulto volgare


Il presidente Berlusconi, durante Porta a porta, ha detto a Rosi Bindi: sei pi bella che intelligente. Gli rispondo una sola cosa: meschino, vile, volgare maschilista.
Mar ta

Le cose che funzionano, lottimismo che torna


Abbiamo un giornale che scrive notizie vere. E che non

manere dov' elargisca piaceri e denaro a tutti. Possedere buona parte dei media sicuramente un'arma in pi ma non pu bastare! C' qualcosa che mi sfugge..
Luca

Quant caduta in basso la politica italiana


Buongiorno, difficile per me, semplice impiegata, scrivere a voi intellettuali, ci provo. Stiamo vivendo un brutto periodo: la disoccupazione cresce, i soldi non bastano mai. I nostri amministratori si comportano con la cosa pubblica da "bravi

padri di famiglia", come dovrebbero? Sanno amministrare? Purtroppo no. Domenica ho visto la trasmissione di Riccardo Iacona sulle opere pubblice inconcluse. Che rabbia. Sapere quanti soldi sono stati spesi, quanti errori non saranno mai ripagati, fa male. E odioso vedere quante persone ci sono con la casa distrutta, che avevano un'attivit avviata che adesso non c pi, perch qualcuno ha deciso di far passare un treno veloce, anni ed anni di lavori per non arrivare mai a niente. E tu semplice cittadino ti senti impotente. Capisco solo che il mondo della politica distante da te che ti alzi presto al mattino, che sai vivere con 1.300 euro al mese. La politica si ricorda di noi solo quando ci sono le elezioni, poi ognuno per la sua strada. Loro sono quelli che chiamano escort una puttana, quelli che pretendono tanto e danno sempre

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Contro la Carta non si pu andare


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La corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il lodo Alfano. Le ragioni principali sono state che violava l'articolo 3 della Carta e che non poteva essere approvato con legge