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ENDAS ENTE NAZIONALE DEMOCRATICO DI AZIONE SOCIALE

VADEMECUM PER I CIRCOLI E LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE ENDAS

di Umberto Millepiedi

00185 Roma via Merulana , 48 tel. 06-487506879 485749 484836 fax 06 4875067

VADEMECUM PER CIRCOLI E ASSOCIAZIONI SPORTIVE SOMMARIO: Presentazione LEndas: un grande movimento al servizio della comunit civile Premessa
1. Natura giuridica dei circoli e delle associazioni sportive. Circoli ed associazioni sportive espressione della libert di associazione. Circoli associazioni riconosciute ed associazioni non riconosciute. Disciplina delle associazioni riconosciute ed associazioni non riconosciute. Atti costitutivi e statuti. Obblighi derivanti dallo statuto sociale. Tutela dei dati personali dei soci.

2. La sede sociale dei circoli e delle associazioni sportive. - La sede sociale non soltanto un luogo fisico. - Acquisizione della sede sociale. - Requisiti della sede sociale. - Destinazione duso dei locali utilizzati a sede sociale. 3. Lamministrazione dei circoli e delle associazioni sportive. Libri sociali Indirizzi di organizzazione contabile. Entrate Spese Inventario. Bilancio preventivo. Compilazione del bilancio. Controllo delle scritture contabili. Consegne a chi subentra.

4. Classificazione ai fini fiscali dei circoli e delle associazioni sportive. - I circoli e le associazioni enti non commerciali. - Attivit non commerciali. - Condizioni affinch tali attivit restino non commerciali. - Perdita della qualifica di ente non commerciale. - Attivit commerciali. - Iter per le attivit commerciali. - Regimi contabili. - Imposta sul valore aggiunto (IVA). - Imposta regionale sulle attivit produttive. - Altre norme fiscali e tributarie. - Imposta sugli intrattenimenti ed imposta spettacolo. - Apparecchi da divertimento. - Imponibili forfetari 2007.

5. Classificazione ai fini commerciali dei circoli e delle associazioni sportive.


La sede di circolo e di associazione sportiva locale privato. Autorizzazioni comunali; Gestione delle attivit di somministrazione; Gestione di uno spaccio di generi alimentari e prodotti vari; Igiene, salubrit e sicurezza dei prodotti alimentari; Requisiti dei locali.

6. Tombole, lotterie e pesche di beneficenza. - Definizione di tombole, lotterie e pesche di beneficenza; - Chi pu svolgere le suddette attivit; - Modalit operative; - Controlli; - Aspetti fiscali; - Tombole, lotterie e pesche di beneficenza fra soci

7.

Attivit turistiche e certificazione sanitaria. Attivit pericolose; Attivit turistiche; Certificazione sanitaria;

8. I circoli e le associazioni sportive quali sostituti dimposta. - Lavoratori volontari; - Lavoratori dipendenti; - Lavoratori autonomi; - Lavoratori autonomi occasionali; - Lavoratori a progetto; - Lavoratori autonomi coordinati e continuativi - Lavoratori associati in partecipazione; - Compensi, premi, rimborsi ad allenatori e tecnici sportivi; - Emolumenti e rimborsi a dirigenti, amministratori segretari. 9. 10. 11. Credito sportivo. Mutui del credito sportivo; Valutazione dellinvestimento; Condizioni per accedere al credito; Documenti per listruttoria preliminare; Enti con personalit giuridica per provvedimento amministrativo; Enti morali; Tasso dinteresse sui mutui e contributi in conto interessi; Contributi da enti locali; Sede dellIstituto per il Credito Sportivo. Canoni demaniali per le associazioni sportive e culturali e gestione di impianti sportivi pubblici. Concessioni e/o locazioni; Requisiti per accedere al canone; Condizioni per lassegnazione dei beni; Altri soggetti ammessi al canone ricognitorio; Gestione di impianti sportivi pubblici. Organizzazioni non lucrative di utilit sociale. Enti non commerciali e ONLUS; Requisiti per ottenere la qualifica di ONLUS; Contenuti dello statuto ONLUS.

Modulistica

PRESENTAZIONE Con laggiornamento e la pubblicazione del Vademecum per i circoli e le associazioni sportive dilettantistiche lEndas intende offrire uno strumento indispensabile per orientarsi nel mare magnum della normativa civile, fiscale, tributaria e nel disbrigo di tutti gli aspetti amministrativi legati allo svolgimento dellattivit dei circoli e delle ASD. Negli ultimi anni avvenuto ci che la dirigenza Endas aveva da tempo previsto: il consolidarsi del ruolo dellassociazionismo nel contesto socio-economico del nostro Paese. Con la promulgazione della Legge 383/2000 Disciplina delle associazioni di promozione sociale lo Stato ha riconosciuto limpegno sociale che lassociazionismo di fatto svolgeva da anni. Finanziando i progetti, le istituzioni promuovono lo sviluppo delle associazioni in tutte le loro articolazioni territoriali e ne salvaguardano lautonomia. La legge favorisce il contributo originale al conseguimento di finalit di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale che lassociazionismo liberamente costituito in grado di apportare. In sette anni di applicazione della nuova disciplina la percentuale delle energie dedicate dallassociazionismo al sociale cresciuta rapidamente. LEndas diventata protagonista di primo piano nel settore. La gestione del nuovo e pi ampio ambito della promozione sociale pone problemi nuovi anche rispetto allamministrazione stessa delle attivit. E necessario dotare i circoli e le strutture di base di strumenti atti a facilitare non solo la gestione ordinaria delle iniziative ma anche a favorire la progettazione e lo sviluppo. Sappiamo che la realt della nostra associazione non si limita solo al sociale. LEndas da sempre impegnato nella promozione sportiva, nella tutela del territorio e dellambiente, nella formazione, nella cultura del tempo libero. Inoltre, forte dellesperienza maturata con lobiezione di coscienza, lEndas ha accolto con entusiasmo la possibilit di operare ulteriormente nel sociale mettendo a disposizione la sua struttura centrale e periferica per il Servizio Civile Nazionale. Con lemanazione delle leggi 27 dicembre 2002 n 289 e 21 maggio 2004 n 128, poi, si notevolmente ampliata la gamma dei soggetti che svolgono attivit sportiva dilettantistica e che possono usufruire di agevolazioni fiscali e tributarie. Alla luce di tutto questo appariva evidente la necessit di revisionare il Vademecum.. Il nuovo Vademecum nasce con lobiettivo di agevolare i dirigenti, i presidenti dei circoli e delle associazioni sportive dilettantistiche aderenti nello svolgimento delle loro mansioni, in considerazione del ruolo pi impegnativo e qualificato affidato ormai allassociazionismo. Esso si configura come validissimo strumento di sostegno, agevole nella consultazione, ben organizzato, corredato di tabelle esplicative, modulistica e di tutti i riferimenti normativi. Scorrendo il sommario ci si rende conto che nessun aspetto rilevante stato tralasciato. LEndas ha maturato una competenza specifica nellassistenza fiscale, amministrativa, previdenziale e da sempre la mette a disposizione dei suoi associati tramite la propria struttura nazionale, e pi recentemente anche attraverso il web. Mi auguro che i destinatari del manuale possano trarne risposte e informazioni utili per lo svolgimento dei loro compiti. Buon lavoro a tutti. Piero Benedetti Presidente Nazionale Endas

LENDAS: un grande movimento al servizio della comunit civile


L Ente Democratico di Azione Sociale ENDAS - una associazione storica radicata nel costume della societ civile iper i valori che esprime e il consenso che raccoglie. LENDAS quindi parte viva della societ civile e costituisce una risposta esemplare al diritto costituzionale di tutti i cittadini ad associarsi liberamente per raggiungere, con unit di intenti e di opere, importanti fini sociali, culturali e politici. LEndas nasce dalla spinta solidaristica che ha tracciato una originale via italiana della democrazia associativa, in radicale contrapposizione alla lotta di classe estranea alla cultura umanistica della nostra tradizione. Ispirata ad una concezione alta del proprio ruolo, si impegnata costantemente, senza farsi condizionare dalle vicende ideologiche, nella promozione delluomo come persona, unica e irripetibile, protagonista della storia, soggetto etico e fertile intelligenza creativa. LENDAS, come associazione rigorosamente democratica, ha quindi raccolto intorno a s un consenso schietto, convinto disinteressato. I principi ispiratori dellENDAS si rifanno al pensiero laico di Giuseppe Mazzini, di cui noto limpegno nellambito delle libere associazioni del suo tempo, anche sotto il profilo della partecipazione diretta ed entusiasta che ne rileva la vocazione educativa e la straordinaria intuizione politica circa il ruolo di queste strutture sociali. Su queste basi lENDAS ha promosso la formazione di coscienze libere, lo sviluppo di una cultura aperta alluniverso e la crescita di un volontarismo sociale svincolato dalla logica di quella appartenenza politica che ne ha frenato le potenzialit. LENDAS ha un ruolo proprio distintivo, originale e lo svolge con coerenza, con motivazioni crescenti, da oltre mezzo secolo. LENDAS opera con un incessante azione propositiva e formativa nellambito del tempo libero, in quella dimensione esistenziale che, oltre a consentire il recupero psicofisico dopo il logorante tempo lavorato secondo i vecchi schemi della societ industriale, deve consentire lo sviluppo di tutte le potenzialit vitali e creative della persona. Il ruolo educativo dellENDAS importante perch, sebbene il tradizionale tempo libero (noi preferiamo chiamarlo liberato) sia cresciuto in modo significativo, molto spesso viene sprecato nella vana ricerca di valori illusori anche per lincapacit di disegnare e gestire un progetto di vita personale, coerente e costruttivo . LENDAS quindi, a pieno diritto, una delle componenti strutturali della societ contemporanea che sviluppa spazi per la libera partecipazione dei cittadini alla formazione dellopinione pubblica, della sensibilit morale e della cultura della convivenza civile. LAssociazionismo, esaltato dallesemplare tradizione italiana, trova nellENDAS il custode fedele del suo significato originario, sintesi di libert, fratellanza, eguaglianza, cultura, consapevolezza etica e solidariet che formano lidentit nobile di un popolo ricco di valori alti. Grazie alla qualit e al numero delle proprie adesioni, lENDAS rappresenta oggi una realt di centinaia di migliaia di associati collegati in circoli culturali, ricreativi e sportivi distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Cultura, tempo libero, sport, turismo, ecologia sono riferimenti primari per un insieme di attivit che fanno dellENDAS una importante struttura del terzo settore con funzioni determinanti per gli equilibri sociali e per levoluzione continua dei modelli di vita delle comunit locali che compongono la pi vasta famiglia degli italiani. LENDAS attua quindi interventi in ambiti i pi diversi, dalleducazione sanitaria al sostegno di iniziative quali il tribunale del malato, dalla promozione della cultura ecologica alla formazione armonica allo sport, dalla risposta ai problemi giovanili agli interventi alla ricerca delle dinamiche sociali.

I principali riconoscimenti dellENDAS


LEndas, nato nel 1949 con il nome di Movimento di Associazione Sociale MAS stato riconosciuta quale ente assistenziale con i decreti del Ministero dellInterno del 7 giugno 1949 e 24 luglio 1954. LENDAS ha ottenuto il riconosciuto di Ente di promozione sportiva, con delibera del Consiglio Nazionale del CONI del 24 giugno 1976, riconoscimento cofermato con deliberazione del Consiglio Nazionale del CONI n 1224 del 15 maggio 2002 in attuazione del Decreto Legislativo n 242 del 23 luglio 1999. LENDAS stato riconosciuto associazione di protezione ambientale con Decreto Ministeriale 17 dicembre 2001 (g.u. dell11 giugno 2002 n 135) LEndas stata riconosciuta quale Ente di promozione sociale ai sensi della legge 7 dicembre 2000 ed isciritto al n 10 dellapposito Registro Nazionale LENDAS, con decreto del inistero delle Infrastrutture e dei Trasporti, (G.U. del 7 dicembre 2003 n 292) stato inserito nellelenco degli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale, di cui al DM n 651 del 10 dicembre 1993. LENDAS stato incluso nellelenco dei soggetti accreditati/qualificati per la formazione personale della scuola con decreto del 10 ottobre 2005 ai sensi della Direttiva Ministeriale n 90 del 1 dicembre 2003 del Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca.

PREMESSA

La gamma dei soggetti che svolgono attivit sportiva dilettantistica e che possono usufruire di agevolazioni fiscali e tributarie, con lemanazione delle leggi 27 dicembre 2002 n 289 e 21 maggio 2004 n 128 si notevolmente ampliata. A seguito della citata normativa sono infatti ammesse al trattamento fiscale e tributario agevolato le seguenti forme organizzative: - associazioni sportive con personalit giuridica di diritto privato, ai sensi del regolamento di cui al DPR n 361/2000 (articoli 14 e seguenti del codice civile); - associazioni sportive senza personalit giuridica (articoli 36, 37, 38 del codice civile); - societ sportive di capitali (SpA, SrL) senza scopo di lucro (tit. V , cap. V; VI, VII codice civile); - societ cooperative senza scopo di lucro (tit. VI codice civile). Le norme civili e fiscali per la costituzione dei suddetti soggetti non sono state toccate dalla recente produzione legislativa per cui: - le associazioni senza personalit giuridica (associazioni non riconosciute) hanno lobbligo di costituirsi, a loro discrezione, nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata presso il competente Ufficio delle Entrate (art. 148, 8 comma del DPR 22/121986 n 917 TUIR); - le associazioni con personalit giuridica (associazioni riconosciute), le societ di capitali (SpA, SrL) e le cooperative debbono necessariamente essere costituite per atto pubblico. Per accedere alle facilitazioni fiscali e tributarie obbligatorio che tutte le forme organizzative suddette portino nella denominazione sociale la dizione associazione sportiva dilettantistica (o societ o cooperativa sportiva dilettantistica) e nelloggetto sociale lorganizzazione di attivit sportiva dilettantistica compresa lattivit didattica (comma 17, art. 90, L. 289/04). Occorre poi inserire negli statuti lassenza di scopo di lucro, limpegno a reinvestire nellattivit istituzionale eventuali avanzi di gestione, il divieto di distribuzione di utili fra gli associati, la devoluzioni, in caso di scioglimento, dei beni ad associazione similare (se non possibile comunque a fini di pubblica utilit) e le altre clausole contenute nellarticolo 148 del TUIR. Mentre per gli enti di tipo associativo la rappresentanza legale, sia sostanziale che processuale, sempre in capo al presidente dellassociazione (o comunque al massimo esponente della stessa), per le societ di capitali invece necessario che venga chiaramente specificato chi detiene la rappresentanza legale in quanto in esse consentito di regolare lamministrazione con modalit diverse, potendoci essere uno o pi amministratori che, a seconda delle norme contenute nello statuto, potranno agire in maniera disgiunta , congiunta o singolarmente. Adempiuto a quanto specificato, le societ di capitali e le cooperative sono ammesse ad usufruire delle seguenti facilitazioni fiscali e tributarie gi previste per le associazioni sportive dilettantistiche dalla normativa vigente (art. 148 TUIR, art. 90 L. 289/04 ecc.): - accesso alla c.d. contabilit forfetaria ( L. 16 dicembre 1991 n 398) qualora i proventi non superino 250.000 euro annui; - accesso alla normativa sui compensi, premi, rimborsi forfetari di spese, ecc. (art. 67, comma 1, lettera m, del TUIR) corrisposti anche a dipendenti pubblici ( comma 23 dellart. 90, L. 289/02) ed estesi alle collaborazioni coordinate e continuative che per le associazioni sportive dilettantistiche sono rimesse in essere; - esenzione dalla quota imponibile ai fini IRAP dei compensi, premi ecc. di cui allart. 67 del TUIR;

- esclusione dallobbligo della ritenuta dacconto del 4% (comma 4, dellart. 90 L. 289/02) sui contributi ricevuti dal CONI, dalle Federazioni e dagli Enti di Promozione Sportiva.

- applicazione dellimposta di registro in misura fissa per gli atti costitutivi e di trasformazione delle societ di capitali e delle cooperative; - esenzione dal versamento delle tasse di concessione governativa (comma 7, art. 90, L. 289/02), per esempio per la TV tenuta nella sede; - facolt di ricevere da imprese, qualora svolgano attivit giovanile, fino ad euro 200.000 annue, con la facolt di queste di considerarle spese di pubblicit (comma 8 dellart. 90) e conseguentemente di dedursele dal reddito complessivo; - possibilit di ricevere erogazioni liberali da persone fisiche, fino a 1500 euro, che il donatore pu detrarsi ( 19% ) dal reddito personale ( comma 9, dellart. 90, L. 289/02); - precedenza per luso e la gestione di impianti sportivi pubblici e impianti sportivi scolastici (commi 24, 25, 26 dellart. 90 della legge 289/02) Le societ, a differenza delle associazioni, sono esonerate dallobbligo della democraticit nei rapporti interni (art. 4, comma 6 ter, lettera e, della legge 21/5/2004 n 128) perch in contrasto con il codice civile, ma sono soggette, come le associazioni, allobbligo dellassicurazione degli atleti (art. 51, L. 289/02), al divieto per gli amministratori di ricoprire incarichi in altre societ ed associazioni nellambito della medesima disciplina sportiva ( art. 4, comma 6 ter, legge 128/04). Le societ di capitali e le cooperative sono, dal punto di vista civilistico, soggette a tutti gli obblighi e prescrizioni previste per esse dal codice civile (Titolo V, capi V, VI, VII e Titolo VI) per cui per lo statuto necessario, come detto dianzi, latto pubblico, obbligatoria liscrizione al registro delle imprese, hanno lobbligo di tenere e compilare i registri sociali (libro delle assemblee, libro del consiglio di amministrazione, libro giornale ecc.) e le loro cessione di beni e prestazioni di servizi sono, dal punto di vista fiscale e tributario, sempre commerciali (compresi i corrispettivi per liscrizione allattivit sportiva, ecc.). Nel proseguo del presente lavoro si prenderanno in considerazione solo le strutture associative organizzate nella forma delle associazioni non riconosciute e solo molto marginalmente le associazioni riconosciute, le societ di capitali e le cooperative per le quali del resto le norme di comportamento sono ampiamente trattate dal codice civile.

1. NATURA GIURIDICA DEI CIRCOLI E DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE 1.1 Circoli ed associazioni espressione della libert di associazione: Le associazioni sportive dilettantistiche, come le altre associazioni di base (circoli, CRAL, gruppi folkloristici, corali, ecc.) rientrano nellambito della cosiddetta libert di associazione prevista dallart. 18 della Costituzione Italiana che recita testualmente: tutti i cittadini sono liberi di associarsi, senza alcuna autorizzazione, per fini che non sono vietati al singolo dalla legge penale. La Costituzione riconosce peraltro, e tutela, lassociazionismo con altri articoli: con larticolo 2 quando riconosce che il cittadino forma la propria personalit, oltre che nella famiglia, anche nelle forme sociali; con larticolo 9, che riconosce allassociazionismo di essere momento di cultura e formazione del cittadino contribuendo a rispondere ad uno dei suoi diritti fondamentali; allarticolo 17 che ne garantisce il diritto a riunirsi pacificamente, per non citare che quelli pi espliciti. 1.2 Circoli associazioni riconosciute ed associazioni non riconosciute. Dal punto di vista giuridico le nostre associazioni sportive, (ma anche i circoli) sono inquadrate nelle cosiddette associazioni riconosciute,dotate cio di capacit giuridica e di assumere quindi diritti e obbligazioni conseguenti alla sua attivit, regolate dagli articoli 14 e seguenti del Codice Civile, e nelle associazioni non riconosciute, che non hanno personalit giuridica e sono regolate dagli articoli 36 37 38 del Codice Civile. La differenza fra le due specie consiste nel fatto che le associazioni riconosciute godono di una autonomia patrimoniale perfetta ; esiste cio una distinzione netta fra patrimonio dellassociazione e patrimonio del singolo associato, nel senso che i creditori dellassociazione non possono agire nei confronti del patrimonio dei singoli associati ma solo sul patrimonio dellassociazione ed i creditori dei singoli associati non possono, come del resto nelle associazioni non riconosciute, aggredire il patrimonio dellassociazione per il recupero di crediti che vantino nei confronti di questi. La seconda differenza consiste nel fatto che gli amministratori delle associazioni riconosciute, a differenza di quelli delle associazioni non riconosciute, non rispondono solidalmente (cio con i propri beni) delle obbligazioni assunte per conto dellassociazione e da questa non onorate. I terzi creditori potranno agire, per recuperare tali crediti, solo nei confronti dei beni dellassociazione e non sui beni degli amministratori Il procedimento per lacquisizione della personalit giuridica delle associazioni stato sensibilmente semplificato ed attualmente regolato dal DPR 10 febbraio 2000 n 361 (G:U. 7 dicembre 2000 n 286) che prevede: - domanda al Prefetto della provincia in cui ha sede lassociazione sottoscritta dal suo rappresentante legale con allegati copia autentica dellatto costitutivo e dello statuto; - iscrizione a cura del Prefetto nel registro provinciale delle persone giuridiche che ne avr anche la sorveglianza; - impegno a comunicare tutte le variazioni statutarie, investimenti e tutto ci che modifica la consistenza del patrimonio dichiarato inizialmente. Per il riconoscimento della personalit giuridica occorre dimostrare che lo scopo possibile e lecito e che il patrimonio adeguato allo scopo: La consistenza del patrimonio deve essere dimostrata da idonea documentazione: Attualmente sono pochissime le associazioni sportive dilettantistiche inquadrate sotto la forma giuridica delle associazioni riconosciute, ed in linea generale sono quelle che hanno scelto questa forma per ottenere, mutui dal credito sportivo. La stragrande maggioranza delle associazioni sportive dilettantistiche inquadrata fra le associazioni non riconosciute, e cio prive di personalit giuridica, in quanto tale forma permette di gestirle senza particolari adempimenti burocratici. 1.3 Disciplina delle associazioni non riconosciute.

Per le associazioni sportive, ed i circoli, inquadrate nelle associazioni non riconosciute: Lordinamento e lamministrazione sono regolati dagli accordi definiti liberamente dagli associati (art. 36), trascritti in un documento chiamato Statuto, che la raccolta delle norme di comportamento che i componenti le associazioni sportive ed i circoli si sono dati per raggiungere determinati fini. Tali norme sono vincolanti per tutti coloro che fanno parte dellassociazione, sia che ne siano amministratori che semplici soci (lo Statuto ha cio natura contrattuale). Lo Statuto generalmente non disciplina compiutamente aspetti particolari della vita dellassociazione ( utilizzo delle strutture, modalit di pagamento di certi servizi ecc,) che sono invece demandati a specifici regolamenti interni. Il fondo comune o patrimonio sociale (art. 37 c.c.), costituito dai contributi degli associati, da contributi di Enti pubblici e privati e dai beni acquistati con questi contributi. Per contributi degli associati si intendono sia le quote associative annuali che eventuali versamenti per particolari servizi utilizzati dai soci (campi da tennis, bocce, ecc.) o versamenti finalizzati allacquisto di particolari beni mobili e immobili. A seguito dellemanazione della legge n. 383 del 7/12/2000 fanno parte del patrimonio anche eventuali donazioni, lasciti testamentari ecc. anche se lassociazione non associazione riconosciuta. Il fondo comune indivisibile. Il socio pertanto, in caso di recesso, non pu pretenderne quota parte, n i suoi creditori possono rivalersi su di esso. Per le obbligazioni assunte e non onorate, i terzi possono rivalersi sia sul patrimonio dellassociazione sportiva che sui beni personali di coloro che hanno assunto tali obbligazioni, (art. 38 c.c.). Chi agisce per conto dellassociazione cio responsabile in solido delle obbligazioni assunte. 1.4 Atti costitutivi e statuti. In conseguenza della loro natura giuridica, non sono previsti particolari oneri costitutivi per le associazioni non riconosciute potendo gli accordi essere addirittura verbali. Tuttavia consigliabile, per eventuali fini probatori e per fruire delle agevolazioni fiscali previste per gli enti non commerciali, lutilizzo della forma scritta (atto pubblico, scrittura privata autenticata o scrittura privata registrata) per latto costitutivo e lo statuto che deve essere stilato contestualmente alla fondazione dellassociazione sportiva e/o del circolo. La nuova normativa fiscale (Dlgs 460/97 e art. 4 Legge 21/5/2004 n. 128), pretende che nellatto costitutivo o nello statuto (che pu anche essere un unico atto) vengano inserite particolari clausole (vedi capitolo dedicato alle norme fiscali). Per le vecchie associazioni sportive e circoli che eventualmente non hanno a suo tempo stilato latto costitutivo e statuto, utile sottolineare che latto costitutivo (ed eventualmente lo statuto) pu essere stilato anche in un secondo tempo citando nello stesso la data di nascita dellassociazione, mantenendo cos la propria anzianit di esistenza senza incorrere in sanzioni amministrative come invece avverrebbe per qualsiasi altro tipo di societ. 1.5 Gli obblighi dello statuto sociale. Abbiamo visto che lo Statuto Sociale rimane la legge fondamentale a cui deve fare riferimento lassociazione sportiva o culturale che sia. Lovvia conseguenza che i dirigenti debbono applicarlo integralmente, con particolare riferimento alle convocazioni delle assemblee dei soci e del consiglio direttivo, alla stesura dei verbali degli organi (sottoscritti da chi li ha presieduti e dal segretario che li ha verbalizzati e/o in alcuni casi dal notaio -art. 2375 c.c.), alla modalit di ammissione dei soci, alle eventuali sanzioni previste, alla presentazione ai soci del rendiconto annuale delle attivit sociali e sportive svolte e del rendiconto annuale economico e finanziario ecc. Questultimo peraltro reso obbligatorio, assieme alla pubblicizzazione ai soci delle delibere assembleari, dal D.Lgs 460/97 (oggi art. 148 del TUIR ), dalla Legge 289/02 e dalla Legge 128/04. Con lintroduzione per i circoli culturali, ricreativi ecc, ( per le associazioni sportive tale eventualit stata abolita dallart. 90, comma 11, della legge 289/02 ), della possibilit di perdere la qualifica di ente non commerciale qualora risultino prevalenti, anche sulla base di precisi parametri economici, le attivit commerciali rispetto alle attivit istituzionali (art: 149 TUIR), diventa per questi necessario accompagnare il rendiconto economico e finanziario con una relazione politica che illustri con ampiezza le iniziative

organizzate durante lanno dallassociazione e la partecipazione ad attivit promosse da altri soggetti (altri livelli dellassociazione, enti locali, scuole, ecc.). Tale relazione deve esplicitare i contenuti di queste iniziative, i soci e i dirigenti che vi hanno partecipato, e gli strumenti (pubblicitari ecc.) eventualmente predisposti dallassociazione. Ci ad evidenziare la vera natura dellassociazione che ha scopi ideali ed utilizza interamente eventuali iniziative economiche a sostegno delle proprie attivit istituzionali. Non vi dubbio che tale comportamento vada consigliato anche alle associazioni sportive anche se per ragioni diverse da quelle del rischio della perdita della qualifica di ente non commercialeche, come appena affermato, per esse non applicabile. Particolare attenzione va poi riservata allaggiornamento dellelenco soci, alla tenuta dei libri sociali (libro verbali assemblee, libro verbali Consiglio Direttivo, libri contabilit, ecc.). E inoltre consigliabile tenere nella sede sociale copie dellAtto Costitutivo e dello Statuto, il certificato di affiliazione/adesione allassociazione le cui finalit assistenziali sono state riconosciute dal Ministero dellInterno e, se ottenuti, lautorizzazione comunale per la somministrazione alimenti e bevande ai soci e infine la dichiarazione SIAE per usufruire delle condizioni pi favorevoli previste dallaccordo per lutilizzo dei diritti dautore. 1.6 Tutela dei dati personali dei soci. Le associazioni sportive, ed ovviamente anche i circoli, in quanto titolari di banche dati, sono tenute allacquisizione preventiva del consenso al trattamento dei dati personali ed a tutelare la privacy dei propri soci, con particolare riferimento alle notizie di carattere cosiddetto sensibile (ad esempio sulla salute) per le quali occorre una gestione molto attenta. La normativa per, ad eccezione delle notizie suddette, non pone particolari problemi. Il nuovo Codice della Privacy (D.Lgs. 30 giugno 2003 n 196) per queste strutture non apporta modifiche sostanziali alla normativa pregressa (L. 675/96) per cui il trattamento dei dati personali dei propri soci, quando effettuato da circoli o da associazioni sportive senza scopo di lucro ed utilizzato per finalit istituzionali, non soggetto a notificazione allUfficio del Garante e, per non contravvenire alla normativa in vigore, sufficiente che lassociazione sportiva ( o circolo) comunichi al socio (art. 23 D.Lgs. 196/03) le finalit e le modalit del trattamento dei dati che lo riguardano, i soggetti ai quali verranno comunicati (CONI, FSN, EPS, societ di assicurazione, ecc.), e chi il responsabile del loro trattamento; insomma che lutilizzo dei suoi dati personali quello per la normale attivit istituzionale e che verranno utilizzati con la dovuta riservatezza E necessario comunque inserire sulla domanda di adesione una formula di consenso che suoni pressappoco cosi: Ricevuta linformativa sul trattamento dei miei dati personali ai sensi dellart. 23 del D.Lgs. 196/03, consento al loro trattamento nella misura necessaria per il perseguimento degli scopi statutari e per le finalit e nei limiti indicati dalla menzionata informativa. Ovviamente se lutilizzo dei dati pi ampio ci va esplicitato nella informativa al socio. Larticolo 31 del D.Lgs. 196/03 impone anche ai circoli ed alle associazioni sportive ladozione di un sistema di protezione dei dati, sia normali ( et, professione, stato civile ecc.) che sensibili (salute, convinzioni politiche o religiose ecc.). Qualora i dati vengano conservati nel computer o a mezzo di materiale cartaceo, necessario designare un responsabile dei dati e che questi, nel primo caso, inserisca una password a tutela degli stessi, e nel secondo tenga il tutto chiuso a chiave sotto la propria responsabilit. Tale sistema di protezione dei dati deve essere predisposto ( e verificato ed aggiornato entro il 31 marzo di ciascun anno) dai Circoli e dalle associazioni sportive e varia, come accennato, a seconda che avvenga con mezzi informatici o normali (art. 35); in ogni caso per laccesso ai dati dovr essere instaurata una procedura atta a garantire una accurata custodia e laccesso consentito solo a persone di sicura affidabilit. Riteniamo che la suddetta procedura vada portata a conoscenza di tutto il consiglio direttivo, trasformata in Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS), trascritta nel libro dei verbali dellorgano di direzione e tenuta a disposizione per eventuali controlli.

Atto costitutivo di circolo, club, (di nuova costituzione) "_______________________________________________"


Lanno ............................... il giorno ............................... alle ore.....................................presso il locale situato in via ..............................................................................................n. ............................... di............................... si sono riuniti, per costituire unassociazione culturale ricreativa, sportiva i seguenti signori: 1).................................................nato a.......................................................................... il...........e residente a....................via...n. C.F................................ 2).................................................nato a........................................................................... il...........e residente a...................via.n. C.F................................ 3).................................................nato a............................................................................ il...........e residente a....................via...n. C.F................................ 4).................................................................. (Elencare tutte le persone presenti alla riunione) I presenti chiamano a presiedere la riunione il Sig. .......................................................... il quale a sua volta nomina a segretario il Sig. ......................................................................... Il Presidente riassume i motivi che hanno spinto i presenti a farsi promotori della costituzione dellassociazione, del resto oggetto di incontri preliminari. Il presidente d inoltre lettura della bozza di Statuto della costituenda associazione in precedenza distribuito ai convenuti. Tale Statuto stabilisce in particolare che ladesione allassociazione libera, che il suo funzionamento basato sulla volont democraticamente espressa dai soci, che le cariche sociali sono elettive, che assolutamente escluso ogni scopo di lucro, che fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonch fondi, riserve o capitale, che la quota sociale non trasmissibile n rivalutabile e che in caso di scioglimento i beni comuni saranno destinati ad altra associazione similare o a finalit di utilit sociale. Dopo ampia discussione la costituzione dellassociazione e lo statuto sociale, questi nella stesura allegata al presente verbale, vengono approvati allunanimit Il presidente d inoltre lettura dello statuto dellEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS) riconosciuto dal Ministero dellInterno quale associazione assistenziale. Nella considerazione dei comuni scopi il Presidente propone che lassociazione dia la sua adesione allENDAS nazionale adottandone la tessera nazionale quale tessera sociale dellassociazione. La proposta, dopo ampia discussione, viene messa ai voti ed approvata allunanimit.

I presenti deliberano inoltre che lassociazione venga denominata:

..........................................................., con sede in .................................................... Via .............................................................. ed allunanimit eleggono i seguenti signori a componenti il Consiglio Direttivo provvisorio, Consiglio che sar modificato o ratificato in successive apposite elezioni. * Presidente * V. Presidente * Segretario .............................................................. .............................................................. ..............................................................

* Consiglieri .............................................................. Alle ore........................................... non essendovi altri argomenti allo.d.g. e non avendo alcuno chiesto la parola, il presidente scioglie lassemblea. Il Segretario ....... I Presenti .. .. .. .. . .. . Il Presidente dellassemblea ...........................................

Da stilare in duplice copia su carta uso bollo ed applicare una marca da bollo da 14,62 ogni 4 pagine. Decidere poi se renderlo pubblico (notaio),autentificarlo (notaio) o depositarlo allUfficio Unico delle Entrate per la sua registrazione negli atti privati. STATUTO DEL CIRCOLO/ASSOCIAZIONE ART. 1 - COSTITUZIONE A norma dell'art. 18 della Costituzione Italiana e degli artt. 36-37-38 dei Codice Civile costituita l'associazione ...................................con sede sociale in .......................via..n..... L'associazione aderisce all'ENDAS, associazione nazionale "riconosciuta" quale Associazione assistenziale, quale associazione di promozione sociale e quale ente di promozione sportiva, ed usufruisce delle relative agevolazioni e facilitazioni di legge. ART. 2 - PRINCIPI E SCOPI GENERALI a). Ha il compito fondamentale di promuovere e gestire attivit culturali, ricreative turistiche, sportive dilettantistiche, motorio sportive, assistenziali, ambientalistiche, educative, di prevenzione sanitaria valorizzando in particolare le iniziative che siano in grado di favorire atteggiamenti e comportamenti attivi utilizzando i metodi del libero associazionismo; b). Per raggiungere i suoi fini e rispondere alle esigenze del corpo sociale pu creare strutture proprie o utilizzare quelle esistenti sul territorio; c). Si impegna nella promozione e nello stimolo delle libere opzioni ideali e politiche dei soci, garantendo insieme alla dialettica, anche atteggiamenti o linguaggi ai suo interno, che non offendono le diverse sensibilit e convinzioni; d). Pu promuovere direttamente o in collaborazione con altri sodalizi lo sviluppo delle iniziative culturali, turistiche, sportive, ambientalistiche; e). Ricerca momenti di confronto con le forze presenti nella societ, nella valorizzazione dei diversi ruoli, con le istituzioni pubbliche con gli enti locali ed enti culturali, turistici e sportivi per contribuire alla realizzazione di progetti che si collocano nel quadro di una programmazione territoriale delle attivit dei tempo libero e dello sport. ART. 3 - CARATTERISTICHE DELLASSOCIAZIONE a) E' un istituto unitario ed autonomo; amministrativamente indipendente; diretto democraticamente attraverso il Consiglio Direttivo eletto da tutti i soci, che in quanto tali ne costituiscono la base sociale; b) Non ha finalit di lucro, intesa anche come divieto di ripartire utili o avanzi di gestione, nonch fondi, riserve, capitali e/o proventi fra gli associati in forme indirette o differite; c) Gli impianti, i servizi, le strutture, le attivit promosse o organizzate sono a disposizione di tutti i soci, i quali hanno diritto di fruirne liberamente nel rispetto di eventuali appositi regolamenti; d) Con i regolamenti /sono eventualmente disciplinate le modalit di partecipazione e di fruizione dei familiari e dei soci; e) In considerazione della pluralit dei suoi fini e delle sue attivit, pu articolarsi in sezioni specializzate e gruppi di interesse; f) I compiti, i livelli di responsabilit, le norme di funzionamento delle sezioni specializzate, dei gruppi di interesse e degli altri organismi in cui si articola, possono essere stabiliti da appositi regolamenti tenendo conto della normativa vigente. ART. 4 - SOCI a) Possono essere soci tutti i cittadini che ne condividano le finalit; b) Le richieste di iscrizione vanno indirizzate al Consiglio Direttivo su modulo a ci predisposto; e) Sono eleggibili alle cariche sociali tutti i soci in regola con le quote associative. Per le cariche che comportano responsabilit civili o verso terzi, sono eleggibili soci che hanno raggiunto la maggiore et; d) I soci sono tenuti:

- al pagamento della quota sociale annuale decisa dall'Assemblea. Tale quota non trasmissibile n rivalutabile; - alla osservanza dello Statuto e degli eventuali regolamenti interni; e) I soci possono essere sospesi, espulsi o radiati per i seguenti motivi: - qualora non ottemperino alle disposizioni del presente statuto ed alle deliberazioni prese dagli organi sociali; - qualora si rendano morosi nel pagamento della quota sociale senza giustificato motivo; - qualora in qualche modo arrechino danni morali o materiali all'associazione; Non sono ammesse partecipazioni temporanee alla vita associativa. Art. 5 - GLI ORGANI Sono organi dellassociazione a) L'Assemblea; b) Il Consiglio Direttivo; c) Il Presidente. d) Il Collegio dei Revisori dei Conti (facoltativo) e) Il Collegio dei Probiviri (facoltativo). ART. 6 - L'ASSEMBLE a) L'Assemblea - organo sovrano dell'associazione - composta da tutti i soci in regola con i versamenti. Non sono ammesse deleghe. b) L'Assemblea: - approva il Bilancio preventivo, il rendiconto economico e finanziario consuntivo ed il rendiconto patrimoniale; - approva il programma annuale e pluriennale di iniziativa, di attivit e di investimenti ed eventuali interventi straordinari; - decide l'importo della quota associativa annuale; - elegge gli Organi del Circolo; - delibera la costituzione di servizi e di altri organismi e decide su eventuali controversie relative ai diversi regolamenti e sulla loro compatibilit con i principi ispiratori dello Statuto; - decide sulle eventuali irregolarit riscontrate dal Collegio dei Sindaci Revisori; - esamina i ricorsi presentati da soci avverso le decisioni dei Collegio dei Probiviri; - apporta le modifiche allo Statuto. c) L'Assemblea - sia ordinaria che straordinaria - regolarmente costituita con la presenza di met pi uno dei soci. d) In seconda convocazione, l'Assemblea ordinaria regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera validamente a maggioranza assoluta dei soci presenti; e) La seconda convocazione dell'Assemblea pu aver luogo almeno un giorno dopo la prima; f) L'Assemblea convocata dal Consiglio direttivo in via ordinaria almeno due volte l'anno: in via straordinaria su richiesta di almeno 1/10 della base sociale o su richiesta del Collegio sindacale espressa all'unanimit. In questi casi l'Assemblea dovr essere convocata entro 30 gg. dalla data in cui viene richiesta; g) L'annuncio della convocazione dovr essere comunicato ai soci almeno 10 giorni prima mediante avviso affisso, nella bacheca della sede sociale, specificando la data, l'ora e la sede della riunione, nonch l'ordine del giorno in discussione; h) L'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, presieduta da un Presidente nominato dall'Assemblea stessa; le deliberazioni adottate dovranno essere riportate su apposito libro dei verbali; i) Le votazioni sull'argomento all'ordine dei giorno, dirette e personali, possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto, qualora ne faccia richiesta 1/3 dei presenti; J) L'Assemblea per il rinnovo degli organi: - stabilisce il numero dei membri del Consiglio Direttivo composto di norma: da un minimo di tre ad un massimo di undici e, nel caso siano organi previsti, dai membri del Collegio dei Sindaci Revisori (tre effettivi e due supplenti) ed il numero dei membri dei Collegio dei Probiviri (tre effettivi e due supplenti) sulla base dell'entit numerica del corpo sociale;

- elegge il comitato elettorale per adempiere a tutte le operazioni inerenti il voto; - approva l'eventuale regolamento per le elezioni stabilendo criteri che garantiscono i diritti delle minoranze. k) Le elezioni si svolgono a scrutinio segreto con le modalit che favoriscono la partecipazione dell'intero corpo sociale; l) il Presidente dell'Assemblea comunica agli eletti i risultati delle elezioni e convoca entro 15 giorni il Consiglio Direttivo per I' assegnazione delle cariche; m) La riunione dei Consiglio direttivo presieduta dal Consigliere che ha ricevuto il maggior numero di suffragi, in mancanza del secondo e cos via; il Consiglio Direttivo uscente resta in carica per l'ordinaria amministrazione; n) Le deliberazioni dell'assemblea ed i rendiconti economici e finanziari saranno resi noti ai soci con le medesime modalit previste per la sua convocazione. ART. 7 - IL CONSIGLIO DIRETTIVO a) Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno: il presidente, ed eventualmente uno o pi vicepresidenti, il segretario e l'amministratore; b) Il Consiglio Direttivo, inoltre fissa le responsabilit dei consiglieri in ordine alle attivit svolte per il conseguimento dei propri fini; C) Il Consiglio Direttivo, per compiti operativi nelle sezioni, nei gruppi di interesse e negli altri suoi organismi, pu avvalersi dell'attivit volontaria anche di cittadini non soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi; d) Il Consiglio Direttivo pu avvalersi di commissioni di lavoro, da esso nominate; e) Il Consiglio Direttivo dura in carica, di norma, quattro anni. Ove venisse a mancare, per qualsiasi motivo, un membro del Consiglio Direttivo, gli subentra il primo dei non eletti; f) Il Consigliere che, salvo giustificate cause di forza maggiore, non interviene a 3 riunioni consecutive del Consiglio Direttivo, viene dichiarato decaduto; g) Il Consiglio Direttivo convocato dal Presidente in via ordinaria di norma 4 volte l'anno, ed in via straordinaria, su richiesta di almeno un terzo dei suoi membri o su richiesta dei Collegio dei Sindaci Revisori; h) Le sedute del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente; i) Il Consiglio Direttivo: - formula i programmi di attivit sociale previsti dallo Statuto e li sottopone all'Assemblea; - attua le deliberazioni dell'Assemblea; - decide l'importo delle quote suppletive per determinati servizi (giochi da tavolo, piscina, campi sportivi, biblioteca, ecc); - propone all'Assemblea il regolamento di applicazione della Statuto; - definisce i regolamenti delle sezioni, dei gruppi e degli altri organismi in cui si articola secondo le indicazioni dell'Assemblea; - decide sulle eventuali controversie che dovessero insorgere fra i soci e sulle eventuali misure disciplinari da infliggere ai soci; - decide le forme e le modalit di partecipazione alle attivit organizzate nella zona e l'apertura delle proprie attvit alle forze sociali ed ai singoli cittadini. ART. 8 - IL PRESIDENTE a) Il Presidente il legale rappresentante dellassociazione e la rappresenta nei rapporti esterni personalmente o a mezzo di suoi delegati; - convoca e presiede il Consiglio Direttivo; - cura l'attenzione delle delibere del Consiglio Direttivo; - stipula gli atti inerenti l'attivit; b) In caso di impedimento o di prolungata assenza dei Presidente, il vicepresidente lo sostituisce nei suoi compiti. c) Il Presidente uscente tenuto a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo Presidente, entro 20 glomi dalla elezione di questi; tali consegne devono risultare da apposito processo verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio Direttivo alla prima riunione.

ART. 8-bis IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI a) Il Collegio dei Sindaci Revisori dei Conti si compone di tre membri eletti dallassemblea con le stesse modalit del Consiglio Direttivo e durano in carica per lo stesso periodo ma che non decadono se questi dovesse decadere, per qualsiasi ragione, anticipatamente; b) Alla prima riunione i Sindaci eleggono un Presidente che convoca e presiede le riunioni; c) Il Collegio dei Revisori dei Conti ha il compito di verificare periodicamente la contabilit, la cassa e linventario dei beni mobili ed immobili. Ha altres il compito di esaminare e controllare il conto consuntivo e di redigere una relazione allassemblea sui contenuti del bilancio consuntivo; d) I Revisori dei Conti possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo con voto consultivo. ART.8-ter IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI a) Il Collegio dei Probiviri composto da tre membri effettivi ed un supplente nominati dallassemblea dei soci tra i soci stessi e dura in carica per lo stesso periodo. b) Il Collegio dei Probiviri, di propria iniziativa o su richiesta scritta di un organo o di un socio dellassociazione, valuta eventuali infrazioni statutarie compiute da singoli soci o dagli organi dellassociazione, deliberando i provvedimenti del caso; c) Il Collegio svolge, inoltre funzioni arbitrali per la risoluzione di eventuali controversie interne allassociazione, se richiesto dalle parti; d) Al Collegio dei Probiviri spetta il compito di convocare lassemblea generale dei soci in caso di omissione da parte del Consiglio Direttivo. ART. 9 - DIMISSIONI a) I soci possono dare le dimissioni in qualsiasi momento purch non siano pendenti impegni economici assunti dall'Assemblea per investimenti ed interventi straordinari. Le dimissioni da socio devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo. Il socio dimissionario tenuto alla restituzione della tessera all'atto della presentazione delle dimissioni; b) Le dimissioni da organismi, incarichi e funzioni debbono essere espresse per iscritto al Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo ha facolt di discutere e di chiedere eventuali chiarimenti prima di ratificare; c) In caso dimissioni dal Consiglio Direttivo, subito dopo la ratifica da parte dell'organo spesso spetta al Presidente dare comunicazione al subentrante (o ai subentranti) delle variazioni avvenute. ART. 10 - GRATUITA' DEGLI INCARICHI a) Le funzioni di membro dei Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale, del Collegio dei Probiviri e degli Organi delle sezioni, Societ e gruppi o gli incarichi svolti dai cittadini che prestano attivit volontaria sono completamente gratuite; b) Eventuali rimborsi spese, dovranno essere concordati e definiti specificatamente con il Consiglio Direttivo ed iscritti nel bilancio dei Circolo. ART. 11 - PATRIMONIO E BILANCIO a) Il Patrimonio sociale dell'associazione costituito da: - proventi da tesseramento; - eventuali versamenti dei soci, dei loro familiari e di tutti coloro che fruiscono delle iniziative; - eventuali contributi pubblici; - proventi delle manifestazioni e delle gestioni dei Circolo o della Societ sportiva; - donazioni, lasciti, elargizioni speciali, sia di persone che di Enti Pubblici o privati, concessi senza condizioni che limitino l'autonomia dei sodalizio; - beni mobili e immobili di propriet.

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ART. 12 - ESERCIZI SOCIALI a) Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno; b) Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il rendiconto economico e finanziario che deve essere presentato alla approvazione dell'Assemblea entro il 31 marzo successivo. ART. 13 - RESPONSABILITA'AMMINISTRATIVE a) Per le operazioni di carattere amministratvo, economico e finanziario, oltre alla firma del Presidente pu essere richiesta quella dell'Amministratore; b) Il Consiglio Direttivo pu peraltro nominare un altro componente per le incombenze di cui sopra in sostituzione, in caso di assenza o di impedimento dei responsabili. ART. 14 - MODIFICHE STATUTARIE a) Il presente Statuto pu essere modificato con decisione dell'Assemblea; b) Sia in prima convocazione che in seconda convocazione le variazioni sono approvate dalla maggioranza dei presenti purch questi rappresentino il 50% pi uno del corpo sociale. c) Per le variazioni imposte da futura legislazione civile o fiscale competente il Consiglio Direttivo. ART. 15 - SCIOGLIMENTO DELL'ASSOCIAZIONE a) Lo scioglimento pu avvenire con decisione dell'Assemblea e con il voto favorevole di almeno 3/4 dei soci presenti all'Assemblea purch questi rappresentino almeno il 50% pi uno del corpo sociale; b) In caso di scioglimento il patrimonio residuo, dopo la liquidazione dovr essere devoluto ad associazione similare o a fini di utilit sociale; c)La scelta del beneficiario deliberata dall'Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo, con la maggioranza qualificata prevista per lo scioglimento del sodalizio. ART. 16 Per quanto non contenuto nel presente Statuto valgono le norme contenute nello Statuto Nazionale dell'ENDAS ed eventualmente nel regolamento per i CRAS ed in ultima istanza dalle leggi in materia.

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Atto costitutivo di associazione sportiva (di nuova costituzione) "_______________________________________________"


Lanno ............................... il giorno ............................... alle ore.....................................presso il locale situato in via.. ...............................................................n........................... .............. di............................... si sono riuniti, per costituire unassociazione sportiva i seguenti signori: 1)................nato a..il..e residente ain vian..cf.. 2)................nato a..il..e residente ain vian..cf.. 3)................nato a..il..e residente ain vian..cf.. 4).................................................................. (Elencare tutte le persone presenti alla riunione) I presenti chiamano a presiedere la riunione il Sig. .......................................................... il quale a sua volta nomina a segretario il Sig. ......................................................................... Il Presidente riassume i motivi che hanno spinto i presenti a farsi promotori della costituzione dellassociazione, del resto oggetto di incontri preliminari. Il presidente d inoltre lettura della bozza di Statuto della costituenda associazione in precedenza distribuito ai convenuti. Tale Statuto stabilisce in particolare che ladesione allassociazione libera, che il suo funzionamento basato sulla volont democraticamente espressa dai soci, che le cariche sociali sono elettive, che assolutamente escluso ogni scopo di lucro, che fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonch fondi, riserve o capitale, che la quota sociale non trasmissibile n rivalutabile e che in caso di scioglimento i beni comuni saranno destinati ad altra associazione sportiva o a finalit di utilit sociale. Dopo ampia discussione la costituzione dellassociazione e lo statuto sociale, questi nella stesura allegata al presente verbale, vengono approvati allunanimit Il presidente d inoltre lettura dello statuto dellEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS) riconosciuto dal CONI quale Ente di Promozione Sportiva ai fini sportivi e dal Ministero dellInterno quale associazione assistenziale. Nella considerazione dei comuni scopi il Presidente propone che lassociazione dia la sua adesione all ENDAS nazionale adottandone la tessera nazionale quale tessera sociale dellassociazione. La proposta, dopo ampia discussione, viene messa ai voti ed approvata allunanimit. I presenti deliberano inoltre che lassociazione venga denominata: ...........................................................,associazione sportiva dilettantistica con sede in .................................................... Via .............................................................. ed allunanimit eleggono i seguenti signori a componenti il Consiglio Direttivo provvisorio, Consiglio che sar

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modificato o ratificato in successive apposite elezioni. * Presidente * V. Presidente * Segretario .............................................................. .............................................................. ..............................................................

* Consiglieri ..............................................................

Alle ore........................................... non essendovi altri argomenti allo.d.g. e non avendo alcuno chiesto la parola, il presidente scioglie lassemblea. Il Segretario ......... I Presenti .. .. .. .. . .. . Il Presidente dellassemblea .............................................

Da stilare in duplice copia su carta uso bollo ed applicare una marca da bollo da 14,62 ogni 4 pagine. Decidere poi se renderlo pubblico (notaio),autentificarlo (notaio) o depositarlo allUfficio Unico delle Entrate per la sua registrazione negli atti privati.

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STATUTO DELLASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA


ARTICOLO 1

Costituzione, denominazione e durata E costituita una Associazione Sportiva Dilettantistica nella forma della associazione priva di personalit giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice civile. LAssociazione assume la denominazione di .. - Associazione Sportiva Dilettantistica LAssociazione Sportiva Dilettantistica ha la propria sede sociale nel Comune di in via. ed aderisce allEndas del quale accetta lo Statuto ed i regolamenti. Altres si impegna ad osservare le norme e i regolamenti del Coni, delle Federazioni Sportive e delle Discipline associate alle quali eventualmente aderisce . La durata illimitata. ARTICOLO 2 Caratteristiche LAssociazione Sportiva Dilettantistica autonoma e amministrativamente indipendente, caratterizzata dalla democraticit della struttura e garantisce luguaglianza di tutti i soci. LAssociazione Sportiva Dilettantistica non persegue finalit di lucro e gli eventuali utili sono destinati interamente alla realizzazione degli scopi istituzionali, con divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonch fondi, riserve o capitale durante la vita dellAssociazione Sportiva Dilettantistica, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. ARTICOLO 3 Scopi e attivit LAssociazione Sportiva Dilettantistica, attraverso i metodi del libero associazionismo, ha il compito fondamentale di promuovere e gestire attivit sportive dilettantistiche e motorio sportive compresa lattivit didattica per lavvio, laggiornamento ed il perfezionamento dellattivit sportiva. Pu altres svolgere attivit culturali, ambientali, ricreative, turistiche, assistenziali, di prevenzione sanitaria. Si propone, inoltre, come centro permanente di vita associativa, di favorire la partecipazione dei propri soci alla vita della comunit per la realizzazione di interessi a valenza collettiva. A tal fine lAssociazione Sportiva Dilettantistica potr: a) attivare rapporti e sottoscrivere convenzioni con Enti pubblici per gestire impianti sportivi, culturali e ricreativi con annesse aree di verde pubblico attrezzato, nonch collaborare per lo svolgimento di progetti, manifestazioni e iniziative culturali, sportive, ricreative ed assistenziali; b) allestire e gestire bar, mense e punti di ristoro, collegati alla propria sede e/o ai propri impianti anche in occasione di manifestazioni; c) esercitare, in via meramente marginale ed occasionale, senza scopi di lucro, attivit di natura commerciale per autofinanziamento, osservando le normative amministrative e fiscali vigenti. LAssociazione Sportiva Dilettantistica diffonde gli ideali associativi e la conoscenza delle attivit svolte nelle forme pi idonee in relazione alle proprie potenzialit ed ai destinatari dellinformazione, eventualmente anche attraverso notiziari periodici ed attivit editoriali. LAssociazione Sportiva Dilettantistica non ha fini politico-partitici, religiosi o razziali. ARTICOLO 4 Soci AllAssociazione Sportiva Dilettantistica possono aderire tutti i cittadini di ambo i sessi che si impegnino a contribuire alla realizzazione degli scopi sociali e ad osservare il presente statuto, i regolamenti e le deliberazioni degli organi statutari. I soci sono tenuti al pagamento della quota sociale annuale. Tale quota non trasmissibile n rivalutabile. I soci, nel rispetto degli appositi regolamenti, hanno diritto di frequentare i locali e le strutture dellAssociazione Sportiva Dilettantistica, di usufruire dei relativi servizi e di partecipare a tutte le attivit e manifestazioni indette dal circolo stesso. Il rapporto associativo e le modalit associative sono volte a garantire leffettivit del rapporto medesimo. Tutti i soci maggiori di et hanno diritto di voto ed il diritto ad essere eletti alle cariche sociali purch: - abbiano cittadinanza italiana o di un Paese della U.E. - siano in regola con il pagamento delle quote associative; - non abbiamo riportato condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi e non siano assoggettati da parte dellENDAS , del CONI o di una qualsiasi delle altre federazioni cui lassociazione svolge attivit, a squalifiche o sospensioni per periodi complessivamente superiori ad un anno. Non sono ammessi soci temporanei. ARTICOLO 5

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Criteri di ammissione e esclusione dei soci Lammissione allAssociazione Sportiva Dilettantistica subordinata alle seguenti norme: a) presentazione della domanda; b)accettazione del presente statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli organi sociali. Il Consiglio direttivo cura lannotazione dei nuovi aderenti nel libro dei soci dopo che gli stessi avranno versato la quota associativa. La domanda di ammissione a socio presentata da minorenne dovr essere controfirmata dallesercente la patria potest. Il genitore che sottoscrive la domanda rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dellAssociazione Sportiva Dilettantistica e risponde verso lo stesso per tutte le obbligazioni dellassociato minorenne. La qualit di socio si perde per recesso, espulsione o decesso. I soci possono essere sospesi. Il recesso da socio deve essere comunicato per iscritto. Il Consiglio direttivo ne prende atto nella sua prima riunione utile e provvede alla cancellazione dal libro dei soci. Lespulsione o la sospensione di un socio pu essere adottata dal Consiglio direttivo a maggioranza assoluta dei suoi membri, per i seguenti motivi: a) comportamento gravemente contrastante con gli scopi dellAssociazione Sportiva Dilettantistica o con le norme del presente statuto; b) infrazioni gravi ai regolamenti o non ottemperanza alle deliberazioni degli organi dellAssociazione Sportiva c) Dilettantistica;mancato pagamento delle quote associative; d) aver arrecato volontariamente danni morali o materiali allAssociazione Sportiva Dilettantistica. In ogni caso, prima di procedere allespulsione o alla sospensione devono essere contestati per iscritto al socio gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendo facolt di replica. I soci espulsi possono ricorrere contro il provvedimento del Consiglio, il ricorso verr esaminato dallAssemblea nella prima riunione ordinaria. Per tutte le controversie insorgenti fra lassociazione ed i soci e tra i soci medesimi gli iscritti si impegnano allesclusiva competenza degli organi interni allassociazione. ARTICOLO 6 Organi dellAssociazione Sportiva Dilettantistica Sono organi dellAssociazione Sportiva Dilettantistica: a) l Assemblea dei soci; b) il Consiglio direttivo; c) il Presidente. d) Il Collegio dei revisori dei conti (facoltativo) e) Il Collegio dei Probiviri (facoltativo) Tutte le cariche vengono ricoperte a titolo gratuito. ARTICOLO 7 LAssemblea generale LAssemblea generale dei soci lorgano sovrano dellassociazione ed composta da tutti i soci. Lassemblea pu essere ordinaria e straordinaria ed convocata dal Presidente previa determinazione del Consiglio direttivo. LAssemblea straordinaria inoltre convocata dal Presidente su richiesta motivata di 1/10 della base sociale; in questultimo caso lAssemblea dovr aver luogo entro 30 giorni dalla data in cui viene richiesta. LAssemblea ordinaria viene convocata almeno una volta allanno entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio sociale e adempie ai seguenti compiti: - approva gli indirizzi e le linee generali del programma di attivit per lanno sociale; - elegge il Consiglio direttivo e ne stabilisce il numero dei componenti; - delibera sulle questioni attinenti alla gestione sociale che eccedono lordinaria amministrazione; - delibera eventuali regolamenti interni e le loro variazioni; - decide limporto della quota associativa annuale; - approva il bilancio preventivo ed il rendiconto economico, finanziario e patrimoniale dellanno precedente; - decide su eventuali controversie relative ai regolamenti e sulla loro compatibilit con i principi ispiratori dello statuto; - esamina i ricorsi presentati dai soci avverso le decisioni di espulsione adottate dal Consiglio direttivo; - delibera le modifiche al presente statuto. Le convocazioni dellAssemblea ordinaria sono effettuate con avviso scritto esposto presso la sede dellAssociazione Sportiva Dilettantistica almeno 20 giorni prima della data fissata. LAssemblea straordinaria convocata con avviso scritto spedito per lettera raccomandata al domicilio di ogni socio almeno 10 giorni prima della data fissata. Gli avvisi di convocazione debbono contenere: lordine del giorno, la data, lorario ed il luogo della prima e delleventuale seconda convocazione. Tra la prima e la seconda convocazione deve intercorrere un intervallo non inferiore a tre ore.

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LAssemblea sia ordinaria che straordinaria validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata la met pi uno dei soci; in seconda convocazione lAssemblea validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati, tranne nei casi di modifica dello statuto o di scioglimento dellAssociazione Sportiva Dilettantistica per cui si richiede la presenza della maggioranza dei soci ed il voto favorevole di almeno 3/4 dei presenti. LAssemblea, sia ordinaria che straordinaria, presieduta da un Presidente nominato dallAssemblea stessa. Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o per scrutinio segreto quando ne faccia richiesta 1/5 dei presenti. In caso di votazioni a scrutinio segreto vengono nominati dallAssemblea tre scrutatori con il compito di sovrintendere alle operazioni di voto. Per lelezione del Consiglio direttivo la votazione avviene di norma a scrutinio segreto. Di ogni Assemblea si dovr redigere apposito verbale firmato da chi ha presieduto lAssemblea stessa e dal verbalizzante. Le deliberazioni ed i rendiconti sono pubblicizzati ai soci con lesposizione per 10 giorni dopo lapprovazione nella sede dellAssociazione Sportiva Dilettantistica. ARTICOLO 8 Il Consiglio direttivo Il Consiglio direttivo composto da un minimo di 3 ad un massimo di 11 consiglieri eletti fra i soci. Il consiglio direttivo rimane in carica 2 anni (o 1 o 4 anni ) ed i suoi componenti sono rieleggibili. Il Consiglio elegge al suo interno il Presidente ed il Vice Presidente. Il Consiglio pu attribuire incarichi particolari ai suoi componenti e costituire commissioni e settori di attivit. I membri del Consiglio Direttivo non possono ricoprire cariche sociali in altre associazioni e/o societ sportive dilettantistiche nellambito della medesima disciplina. Nel caso in cui per dimissioni o altre cause uno o pi componenti il Consiglio decadano dallincarico, il Consiglio pu provvedere alla loro sostituzione nominando i primi fra i non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dellintero Consiglio. In caso ci non fosse possibile, il Consiglio pu nominare altri soci che rimangono in carica fino alla successiva Assemblea che ne delibera leventuale ratifica. Ove decada oltre la met dei membri del Consiglio, lAssemblea deve procedere alla nomina di un nuovo Consiglio. Il consigliere che, fatte salve giustificate cause di forza maggiore, non interviene a tre riunioni consecutive del Consiglio direttivo viene dichiarato decaduto. Il Consiglio convocato dal Presidente di propria iniziativa o su richiesta di almeno 1/3 dei consiglieri. Il Consiglio validamente costituito se presente la maggioranza dei consiglieri e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Le riunioni vengono verbalizzate ed i verbali, sottoscritti dal Presidente e dal verbalizzante, sono conservati agli atti. Il Consiglio Direttivo ha il compito di: - redigere i programmi delle attivit sulla base delle indicazioni e delle linee approvate dallAssemblea dei soci; - curare lesecuzione delle deliberazioni dellAssemblea; - redigere il bilancio di previsione ed il rendiconto economico, finanziario e patrimoniale; - deliberare sulle domande di ammissione dei soci; - formulare gli eventuali regolamenti interni da sottoporre allapprovazione dellAssemblea; - favorire la partecipazione dei soci allattivit dellAssociazione Sportiva Dilettantistica; - provvedere agli affari di ordinaria amministrazione, ivi compresa la determinazione delle quote suppletive per lutilizzazione di determinati servizi o per la partecipazione a determinate attivit; - adottare i provvedimenti di sospensione ed altri eventuali provvedimenti disciplinari previsti dai regolamenti. Le convocazioni del Consiglio debbono essere effettuate con avviso scritto da recapitarsi almeno 5 giorni prima della data della riunione, tale avviso deve contenere lordine del giorno, la data, lorario ed il luogo della seduta. ARTICOLO 9 Il Presidente Il Presidente eletto dal Consiglio direttivo. Al Presidente attribuita la rappresentanza legale dellAssociazione Sportiva Dilettantistica sia di fronte ai terzi che in giudizio. Il Presidente ha il compito di presiedere il Consiglio direttivo e di curare lattuazione delle deliberazioni assunte. In caso di sua assenza o impedimento le sue funzioni sono svolte dal Vice Presidente. Il Presidente uscente tenuto a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo Presidente, entro venti giorni dalla elezione di questi; di tali consegne deve essere redatto verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio direttivo alla sua prima riunione. ARTICOLO Il Collegio dei revisori dei conti (facoltativo) 1) Il Collegio Sindacale, qualora eletto, costituito da tre membri , elegge nel suo seno il Presidente del Collegio, esercita il controllo amministrativo su tutti gli atti di gestione compiuti dallassociazione, accerta che la contabilit sia tenuta secondo le norme prescritte, esamina i bilanci e propone eventuali modifiche, accerta periodicamente la consistenza di cassa, lesistenza dei valori e dei titoli di propriet sociale e di

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quelli ricevuti dallassociazione a titolo cauzionale. 2) I Sindaci vengono nominati per la durata di 4 anni , possono essere confermati, sostituiti e revocati con le stesse modalit previste per i membri del Consiglio Direttivo. 3) I Sindaci sono tenuti a verbalizzare i propri atti. 4) Il Collegio sindacale non decade in caso di decadenza del Consiglio direttivo. ARTICOLO Il Collegio dei Probiviri (facoltativo) 1)Il Collegio dei Probiviri, qualora eletto, costituito da tre membri effettivi e due supplenti, elegge fra i suoi membri effettivi il Presidente, dura in carica quattro anni e delibera senza obblighi di forma ed in via inappellabile. 2) Al Collegio dei Probiviri, indipendentemente dal numero delle parti,sono affidate tutte le controversie tra lassociazione e gli associati, e tra gli associati medesimi, ivi comprese le questioni statutarie. 3) Tutti gli associati hanno diritto di inviare per iscritto reclami al Collegio dei Probiviri, in relazione alle attivit dellassociazione. 4) Il Collegio delibera in ordine alle materie ed alle questioni di propria competenza a norma del presente statuto e provvede a comunicare per iscritto le proprie deliberazioni agli interessati. 5) Tutti gli associati sono tenuti ad uniformarsi alle deliberazioni assunte dal Collegio dei Probiviri per le questioni di rispettiva competenza. 6) Il Collegio dei Probiviri, nel rispetto di attribuzioni e competenze di tali organi, potr fornire indicazioni e raccomandazioni al Consiglio Direttivo e allassemblea al fine di garantire lattuazione dello Statuto. 7) Delle riunioni del Collegio dei Probiviri deve essere redatto verbale. 8) Il Collegio dei Probiviri non decade in caso di decadenza de Consiglio Direttivo.

ARTICOLO 10 Patrimonio I mezzi finanziari sono costituiti dalla quote associative, dai contributi di enti ed associazioni, da lasciti, donazioni e liberalit, dai proventi derivanti dalle attivit organizzate, dai beni mobili ed immobili di propriet. Gli eventuali utili di gestione debbono essere reinvestiti per finalit istituzionali. ARTICOLO 11 Anno sociale Lanno sociale e lesercizio finanziario iniziano il primo gennaio e terminano il 31 dicembre di ciascun anno (o diverso periodo scelto dallAssociazione Sportiva Dilettantistica). ARTICOLO 12 Modifiche dello Statuto Il presente statuto pu essere modificato dallAssemblea dei soci con le modalit di cui al precedente art. 7. Le variazioni statutarie imposte da futura legislazione civile o fiscale possono essere deliberate dal Consiglio direttivo e presentate, per la ratifica, alla prima Assemblea. ARTICOLO 13 Scioglimento dellAssociazione Sportiva Dilettantistica In caso di scioglimento dellAssociazione Sportiva Dilettantistica, il patrimonio verr devoluto ad altra Associazione con finalit analoghe o a fini di utilit sociale, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge. La scelta deliberata dallAssemblea. ARTICOLO 14 Rinvio Per quanto non convenuto nel presente statuto valgono le norme contenute nello statuto nazionale dellEndas, nel regolamento dei C.R.A.S. ed in ultima istanza le norme previste della leggi in materia.

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NORMATIVA GENERALE DELLE SEZIONI Approvata nella seduta dellassemblea dei soci del. (art. Statuto) Premessa. Il presente regolamento intende disciplinare i compiti, i livelli di responsabilit, le norme di funzionamento e le modalit di svolgimento delle attivit delle sezioni, previste dallart. . dello Statuto Sociale (che rimane il riferimento normativo principale) in cui si articola lassociazione. Art. 1. Per costituire una sezione il gruppo di soci interessato deve presentare richiesta al C.D., accompagnata da un progetto di attivit. Il C.D. valuta la richiesta, anche nei suoi aspetti economici ed autorizza la costituzione della sezione, determinando altres ove possibile, lo stanziamento iniziale a favore della costituenda sezione. Art. 2. Ogni socio dellassociazione ha il diritto di far parte delle sezioni, Per entrare a far parte di una sezione il socio deve presentare richiesta scritta, dichiarando di accettare il regolamento della sezione. Art. 3. La sezione, per divenire operativa, deve dotarsi di un proprio regolamento che deve rispecchiare i principi statutari dellassociazione e deve essere approvato dal C.D. Il C.D. pu predisporre un regolamento-tipo per tutte le sezioni dellassociazione. In questo caso ogni sezione ha facolt di richiedere al C.D. emendamenti al proprio regolamento. Art. 4. Il Regolamento delle sezioni deve prevedere: - lassemblea ordinaria annuale dei propri aderenti; - la possibilit di convocare assemblee straordinarie; - la firma negli atti economici del responsabile di sezione e di un cassiere-economo (nel caso di piccole sezioni le due responsabilit possono essere unificate in una sola persona). 37

Art. 5. LAssemblea di sezione: - elegge il rappresentante della sezione e il cassiere-economo e fissa le modalit elettorali; - ha facolt di discutere ed approvare il programma di attivit; - ha facolt di discutere ed approvare il bilancio della sezione: - ha facolt di inviare ordini del giorno al C.D. dellassociazione, il quale tenuto a discuterne. Art. 6. Il responsabile di sezione: - dirige e rappresenta la sezione nei confronti del C.D. e, se autorizzato dallo stesso, anche nei confronti di terzi; - convoca, in accordo con il Presidente dellassociazione, lassemblea che sar presieduta da un membro designato dal C.D.; - organizza e cura la realizzazione delle attivit della sezione. Ne cura la pubblicazione nellambito della sezione e, in accordo con la Segreteria organizzativa dellassociazione, anche presso i soci delle altre sezioni; - cura che i soci che partecipano alle attivit siano regolarmente coperti da assicurazione in relazione ai rischi connessi allattivit stessa e, nel caso di attivit fisico-motoria, sia regolarmente documentata la loro idoneit fisica mediante certificazione medica: - sorveglia la conservazione ed il corretto utilizzo dei beni affidati alla sezione; cura, in accordo con il Presidente dellassociazione, i contatti con altre associazioni per la

realizzazione di iniziative comuni; - predispone e sottoscrive il bilancio preventivo della sezione e lallegata relazione; - sottoscrive il rendiconto consuntivo della sezione, dopo la firma del cassiere-economo, prima della presentazione dallAssemblea di sezione. Predispone e sottoscrive la relazione sullattivit svolta e quella economico finanziaria allegata al rendiconto

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esegue

ogni

altro

mandato

conferitogli

dallAssemblea

di

sezione

dal

C.D.

dellassociazione;Il responsabile uscente tenuto a dare regolari consegne al Presidente dellassociazione ed al nuovo responsabile entro 20 gg. dallelezione di questi. Tali consegne devono risultare da apposito verbale. Art. 7. Il cassiere-economo: - responsabile dei beni patrimoniali affidati alla sezione, dei quali consegnatario; - cura lamministrazione della sezione ed esegue tutte le operazioni relative; - predispone e sottoscrive il rendiconto annuale da presentare allAssemblea; - collabora con il responsabile alla predisposizione del bilancio preventivo; Nello svolgimento dei suoi compiti tenuto a seguire le indicazioni dellAmministratore dellassociazione. Art. 8 Il segretario organizzativo ha i seguenti compiti: - provvede alla redazione ed alla tenuta dei verbali delle riunioni; - cura la corrispondenza della Sezione; - cura laggiornamento dellelenco soci; - ha in consegna i libri sociali della Sezione; - quantaltro gli verr affidato dal responsabile della Sezione.

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CIRCOLO . (o POLISPORTIVA quale ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA) Regolamento della sezione sportiva dilettantistica . (approvata dal Consiglio Direttivo nella seduta del Atto costitutivo della sezione.
Lanno 200 nel mese di il giorno . alle ore .presso i locali. ..siti a ..in.. Via n., su iniziativa del Consiglio Direttivo del circolo si sono riuniti, ai sensi dellarticolo . dello Statuto del circolo (della polisportiva) e della normativa generale per le sezioni specializzate, i seguenti cittadini italiani, tutti soci della suddetta associazione, per costituire la sezione .. con lo scopo di praticare e diffondere la disciplina sportiva dilettantistica.: 1) cognome e nome ecc.

2) 3) I presenti chiamano a presiedere la riunione il Signor .., in quanto Presidente pro tempore del circolo., il quale, a sua volta, nomina Segretario il Sig .. Si da, quindi, lettura dello regolamento predisposto che stabilisce: 1. Che la sezione accoglie e fa propri i principi e le norme contenute nello Statuto sociale del circolo .., di cui parte integrante, con particolare riferimento ai seguenti principi: - ladesione allAssociazione libera; - il suo funzionamento basato sulla volont democraticamente espressa dai Soci e sul principio delle pari opportunit; - le cariche sociali sono elettive; - assolutamente escluso ogni scopo di lucro; - fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonch riserve o capitali; - la quota sociale non trasmissibile n rivalutabile; - che, in caso di scioglimento, i beni comuni saranno destinati ad associazioni similari o a finalit di utilit sociale 2.Che la sede sociale della sezione in ., Via ..n., presso la sede sociale del circolo .. e, successivamente, presso le Sedi scelte da questa. 3. Che la sezione accetta come proprio lo Statuto del circolo cos come la normativa generale per le sezioni specializzate. 4. Che la sezione accetta come propri i componenti il Collegio dei Probiviri ed il Revisore dei Conti designati per il circolo.

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5. che la sezione accetta come proprio il garante della privacy del circolo. 6. Che la sezione, per facilitare il raggiungimento degli scopi sociali. Potr aderire a Ente di Promozione Sportiva o federazione sportiva. Dopo un attento esame di ciascun Articolo il Presidente mette ai voti lo Statuto che viene approvato allunanimit nella stesura allegata al presente atto. I convenuti decidono di denominare la sezione . - ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA Vengono, poi, eletti allunanimit membri del comitato : Presidente Vicepresidente Consigliere Consigliere Consigliere . . ..

Lincarico di tesoriere viene conferito allo stesso del circolo. Alle ore ..non essendovi altri argomenti allordine del giorno e non avendo nessun altro chiesto la parola, il Presidente scioglie lAssemblea. il Segretario dellAssemblea il Presidente dellAssemblea

i presenti:

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Regolamento
(Sezione di natura sportiva) ARTICOLO 1 - NATURA E SEDE
Ai sensi dellArticolo2 dello Statuto del circolo e della normativa generale delle sezioni specializzate costituita la Sezione denominata .. (di seguito indicata come SEZIONE) di cui parte integrante. La sede legale della sezione in .. presso .., Via . numero .., anche sede del circolo e, successivamente, presso le Sedi scelte da questa. La Sezione.., che regolata dallo Statuto del circolo oltre che dal presente regolamento, non ha scopo di lucro, apartitica, apolitica, aconfessionale, diretta democraticamente attraverso i suoi organi. La sezione si impegna a conformarsi e a rispettare le norme e le direttive del CONI nonch a rispettare e ad osservare lo Statuto dellEnte di Promozione Sportiva cui intende affiliarsi, ad esercitare con lealt le proprie attivit osservando i principi e le norme sportive ed a perseguire luguaglianza e la pari opportunit tra tutti i Soci. La sezione potr esplicare la propria attivit sullintero territorio nazionale e anche allestero.

ARTICOLO 2 - SCOPI E FINALITA


La sezione ha per scopo quello di favorire lo sviluppo della disciplina , fornendo adeguata assistenza ai propri associati e/o tesserati delle Organizzazioni nazionali di appartenenza. Essa ha, come sua finalit, quella di praticare e di diffondere la conoscenza del gioco, esaltando i valori dello sport, di affinare le qualit tecniche dei giocatori associati e di disciplinare l'attivit didattica e agonistica nel rispetto della lealt e correttezza nelle competizioni curando il rispetto delle norme antidoping secondo il regolamento delle Organizzazioni nazionali. Ci si realizza anche attraverso la promozione, la diffusione e lesercizio di attivit di promozione sportiva. Per il raggiungimento degli scopi sociali la sezione potr, pur non avendo fini di lucro, svolgere delle attivit economiche (vendita di materiale, organizzazione di eventi per conto terzi, sponsorizzazioni, pubblicit, ecc.) sia per i Soci, sia per Aziende e Enti purch inerenti ai propri scopi sociali. Gli eventuali utili andranno interamente reinvestiti per il proseguimento esclusivo dellattivit sociale. ARTICOLO 3 - SOCI Alla sezione possono aderire tutti i soci del circolo , di ambo i sessi, che si impegnino ad osservare il presente regolamento e le deliberazioni degli organi. I Soci sono tenuti al pagamento, oltre che della quota sociale annuale del circolo, di eventuali quote suppletive necessarie al funzionamento della sezione. I diritti e gli obblighi dei soci sono quelli, per quanto compatibili, derivanti dal vincolo statutario del circolo (primo fra tutti, il diritto al voto, attivo e passivo) e cio, nel rispetto degli appositi regolamenti, frequentare i locali e le strutture della sezione o i locali e le strutture dove essa si appoggia; usufruire dei relativi servizi e avvalersi di eventuali altre agevolazioni; frequentare tutte le sedi di gara del territorio nazionale, partecipare a tutte le attivit e manifestazioni indette dallAssociazione stessa e dalle Organizzazioni nazionali ed a

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partecipare, secondo le modalit che verranno, di volte in volta stabilite, alle manifestazioni indette dalla sezione e dalle organizzazioni nazionali delle varie discipline. ecc, ecc.;

3.1 - PROCEDURE PER AMMISSIONE A SOCI Per essere ammessi quali Soci della sezione, occorre: 1) essere gi Soci del circolo .

2) presentare la relativa domanda al Comitato. che decider circa laccettazione, nella sua prima riunione successiva alla domanda di ammissione e non sar tenuto a dare nessuna motivazione in caso di non accettazione della domanda. Dal momento della domanda e fino alla sua accettazione, al richiedente non riconosciuta nessuna qualifica. 3.2 - OBBLIGHI DEI SOCI I Soci hanno l'obbligo di: 1) osservare gli Statuti, i Regolamenti e le deliberazioni degli organi della sezione nonch quelli delle Organizzazioni nazionali cui aderisce, dalla stessa recepiti in quanto direttamente efficaci su ogni associato; 2) osservare gli Statuti, i Regolamenti e le deliberazioni del circolo

3) versare, nei tempi e nei modi stabiliti, le quote di tesseramento e le altre inerenti l'attivit sportiva e agonistica, nonch provvedere all'ottemperanza delle norme di attuazione in proposito emanate; 4) rispettare, reciprocamente, l'obbligo di lealt, probit e rettitudine. 3.3 - PERDITA DELLA QUALITA DI SOCIO E SANZIONI DISCIPLINARI I Soci cessano di far parte della sezione: 1) 2) 3) 4) per dimissioni; per espulsione; per mancato pagamento delle quote sociali dovute alla sezione; per decesso.

Le sanzioni sono irrogate dal Comitato e sono appellabili entro 30 (trenta) giorni dinanzi al Collegio dei Probiviri del circolo... Il Socio che non intende rinnovare la tessera della Federazione nazionale deve darne avviso entro il 30 novembre. Lespulsione di un Socio dalla sezione deliberata, a maggioranza, dal Comitato per i seguenti motivi: 1) 2) comportamento contrastante con gli scopi e il regolamento del circolo; comportamento contrastante con gli scopi e lo Statuto delle Organizzazioni nazionali;

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3) gravi infrazioni ai regolamenti o mancata ottemperanza alle deliberazioni degli organi nazionale, del circolo o della sezione; 4) 5) danni morali o materiali volontariamente arrecati al circolo o alla sezione. mancato pagamento della quota sociale.

6) comportamento palesemente contrastante con le norme della civile convivenza e nocivo al buon andamento dellAssociazione, a giudizio dalla maggioranza qualificata dei 2/3 del Consiglio Direttivo. Lespulsione per i motivi indicati al punto 6 non ricorribile in giudizio. In ogni caso, prima di procedere allespulsione, al Socio devono essere contestati, per iscritto, gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendo facolt di replica. I Soci espulsi possono ricorrere ai Probiviri contro il provvedimento del Consiglio Direttivo; il ricorso verr esaminato nella loro prima riunione ordinaria successiva allespulsione. Detto ricorso non sospende il provvedimento di espulsione. I Soci si impegnano a non ricorrere ad altre forme di giudizio allinfuori di quelle previste dal presente Statuto. 3.4 - AMMONIZIONE E SOSPENSIONE In casi di infrazioni ritenute meno gravi, potranno essere adottati i provvedimenti disciplinari dell'ammonizione o della sospensione dagli incarichi sociali, dalle gare e dalla frequenza dei locali e degli impianti. La durata della sospensione verr stabilita a discrezione del Comitato. Il Socio verr, comunque, espulso alla terza ammonizione o alla seconda sospensione. 3.5 - MODIFICA DELLA QUALIFICA DI SOCIO Le cancellazioni, le nuove iscrizioni e gli eventuali passaggi da una categoria all'altra vengono deliberati dal Comitato. Questi devono essere annotati, nell'apposito elenco e controfirmati dal Presidente e dal Segretario.

ARTICOLO 4 - ORGANI SOCIALI


Gli Organi sociali dellAssociazione sono: 1. L'ASSEMBLEA 2. IL COMITATO DI GESTIONE 3. IL PRESIDENTE 4. IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI 5. IL REVISORE DEI CONTI 4.1 ASSEMBLEA L'Assemblea lorgano sovrano della sezione ed composta da tutti i soci della sezione che hanno compiuto i sedici anni e che sono in regola con il versamento delle quote.

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Lassemblea ordinaria deve essere convocata dal Comitato, almeno una volta lanno ed almeno trenta giorni prima di quella del circolo, per lapprovazione del rendiconto economico e del bilancio preventivo della sezione. Lassemblea deve, inoltre, essere convocata quando se ne ravvisi la necessit o quando ne sia fatta richiesta motivata, scritta, da almeno i 3/10 degli associati aventi diritto di voto. Se non si provvede, la convocazione deve essere concretata dal Presidente del circolo e, in mancanza, dal Collegio dei Probiviri dellassociazione. La convocazione dell'Assemblea dei soci deve avvenire per avviso scritto, con la precisazione del luogo, della data, dellora della prima e seconda convocazione nonch degli ordini del giorno in discussione. Lavviso si dovr affiggere, almeno 15 (quindici) giorni prima della data stabilita, nella sede della Associazione e, ove possibile, nelle sedi di gara pi frequentate in modo che gli associati ne vengano a conoscenza. L'assemblea pu essere Ordinaria e Straordinaria. 4.1.1 - ASSEMBLEA ORDINARIA L'Assemblea Ordinaria deve tenersi: 1) Ogni anno, almeno trenta giorni prima dellassemblea ordinaria del circolo: a) per valutare ed approvare la relazione tecnico morale dell'anno precedente; b) per deliberare sul rendiconto economico consuntivo e quello preventivo predisposti dal Comitato; c) per deliberare sugli altri argomenti posti allordine del giorno. 2) Ogni 4 (quattro) anni, non oltre il 30 aprile: a) per eleggere gli Organi Istituzionali della sezione, secondo le norme elettorali che, di volta in volta, il Consiglio Direttivo del circolo stabilir. 4.1.2 - ASSEMBLEA STRAORDINARIA L'Assemblea Straordinaria deve tenersi: 1) ogni qualvolta il Consiglio Direttivo del circolo e/o del comitato lo ritenga opportuno, oppure su richiesta motivata e scritta di almeno i 3/10 di tutti i soci della sezione aventi diritto al voto. In tale ipotesi l'Assemblea dovr essere indetta non oltre 30 (trenta) giorni dalla richiesta; 2) 3) in caso di dimissioni del Presidente (condizione che determina lo scioglimento dellintero Comitato ); in caso di decadenza della met pi uno dei componenti il Comitato.

4) in caso di decadenza del Comitato per mancata presentazione del rendiconto annuale o sua mancata approvazione da parte dellAssemblea dei soci della sezione. 4.1.3 - VALIDITA DELLE ASSEMBLEE L'Assemblea nomina, di volta in volta, l'Ufficio di Presidenza composto da: un Presidente, un Segretario e, nel caso di elezioni, tre Scrutatori. Per le elezioni alle cariche sociali obbligatorio votare a scheda segreta salvo che l'Assemblea non deliberi, per acclamazione, la rielezione del Comitato in carica.

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Negli altri casi, salvo diverso avviso dell'Assemblea, si vota per appello nominale o per alzata di mano e controprova. L'Assemblea ordinaria validamente costituita, in prima convocazione, con la presenza di almeno la met pi 1 (uno) degli associati. Se questo numero minimo non si raggiunge, lassemblea validamente costituita, in seconda convocazione, da tenersi almeno 2 (due) ore dopo la prima convocazione, qualunque sia il numero degli intervenuti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice, tranne i casi per i quali il presente regolamento richieda maggioranze diverse Non sono ammesse deleghe Per le questioni allordine del giorno sono valide le indicazioni gi date per lassemblea ordinaria. 4.2 COMITATO DI GESTIONE La sezione diretta e amministrata da un Comitato che deve essere formato esclusivamente da Soci della sezione e composto da un minimo di 3 (tre) fino ad un massimo di 5 (cinque) Consiglieri i quali, al loro interno, eleggono il Presidente, il Vice Presidente, il Tesoriere ed il Segretario. Le cariche di tesoriere e di segretario possono essere accorpate. Il numero totale dei componenti il Comitato deve essere sempre dispari. Tutti i Soci di maggiore et, possono far parte del Comitato purch: 1) abbiano cittadinanza italiana;

2) non abbiano riportate condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori ad un anno, ovvero a pene che comportino linterdizione dai pubblici uffici per un periodo superiore ad un anno; 3) non abbiano riportato nellultimo decennio, salvo riabilitazione, squalifiche od inibizioni complessivamente superiori ad un anno; 4) non abbiano subito sanzioni di sospensione dallattivit sportiva a seguito dellutilizzo di sostanze e metodi che alterino le naturali prestazioni fisiche nelle attivit sportive. Il Comitato investito dei pi ampi poteri per la gestione ordinaria della sezione. Per quanto attiene alla gestione straordinaria potr compiere tutti gli atti, contrarre obbligazioni, assumere impegni, aprire conti correnti bancari o postali e compiere qualsiasi operazione volta al raggiungimento degli scopi sociali solo a seguito di specifiche autorizzazioni del Consiglio Direttivo del circolo. Il Comitato dura in carica 4 (quattro) anni e pu essere riconfermato. E facolt del Comitato, mediante apposite delibere, istituire diverse sedi operative. Il Comitato pu attribuire incarichi particolari ai suoi componenti e costituire commissioni e settori di attivit. Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o pi componenti il Comitato eletto dallAssemblea decadano dallincarico, il Comitato pu provvedere, sentito il Consiglio Direttivo, alla sua/loro sostituzione cooptando liberamente tra i Soci della sezione. Qualora per dimissioni o altre cause venisse a mancare la maggioranza dei membri del Comitato eletto dallAssemblea, lo stesso si intende decaduto.

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I nuovi Consiglieri aggiunti dovranno ottenere il gradimento dalla maggioranza del Comitato e del Consiglio Direttivodellassociazione e la scelta dovr essere appositamente verbalizzata. A tali nuovi Consiglieri, per le delibere del Comitato, riconosciuto il solo voto consultivo. Alla prima Assemblea utile, la scelta dei nuovi Consiglieri sar sottoposta allelezione da parte dei Soci, per cui, se eletti, sar loro riconosciuto il diritto al voto deliberativo. Il Consigliere che, fatte salve giustificate cause di forza maggiore, non interviene a 3 (tre) riunioni consecutive del Comitato, pu essere dichiarato decaduto. Il Comitato convocato dal Presidente di propria iniziativa o su richiesta di almeno 1/3 dei Consiglieri. Il Comitato validamente costituito se presente la maggioranza dei Consiglieri che lo compongono e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parit prevale il voto del Presidente. Le riunioni vengono verbalizzate dal Segretario. I verbali, sottoscritti dal Presidente, dal Segretario e da almeno uno dei presenti, debbono essere conservati agli atti. Sono, tra gli altri, compiti del Comitato: 1) attuare le linee programmatiche approvate dallAssemblea generale dei soci dellassociazione e quelle dellassemblea della sezione; 2) 3) 4) esaminare le domande di ammissione ed accettare o meno le iscrizioni; accettare le dimissioni dei Soci; curare gli affari d'ordine amministrativo;

5) compilare il rendiconto economico preventivo e consuntivo da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea; 6) decidere i programmi sportivi della Associazione;

7) nominare Fiduciari o eventuali Delegati, tecnici, allenatori, arbitri da impegnare nelle discipline della sezione; 8) stabilire le date delle Assemblee ordinarie e convocare quelle straordinarie quando lo reputi necessario o ne venga fatta richiesta dai Soci; 9) scegliere le sedi di gioco e provvedere alla compilazione delle loro norme di funzionamento e regolamenti interni; 10) decidere di tutte le questioni che interessano la sezione e i Soci della stessa;

11) determinare eventuali quote associative annuali, oltre quelle di competenza delle Organizzazioni nazionali delle diverse categorie. 12) dovr aver cura di esporre in bacheca, di volta in volta, limporto e le modalit del pagamento della quota associativa annuale, cos come le modalit di dimissioni da Socio.

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4.3 - PRESIDENTE Il Presidente, a norma del presente regolamento, dirige la sezione, in ogni evenienza, la rappresentante presso lassociazione. Dura in carica 4 (quattro) anni e pu essere riconfermato. Il Presidente ha il compito di presiedere il Comitato, di curare lattuazione delle deliberazioni prese ed in generale di rispondere ai compiti di cui allarticolo 6 della normativa generale per le sezioni specializzate. Nei casi di assenza o di impedimento temporaneo le funzioni di Presidente sono assunte dal Vicepresidente. Le dimissioni del Presidente fanno decadere lintero Comitato. Il Presidente uscente tenuto, mediante apposita Assemblea straordinaria, a curare le elezioni del nuovo Comitato e a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo Presidente, entro 30 (trenta) giorni dalla elezione di questi. Di tali consegne deve essere redatto verbale che sar portato a conoscenza del Consiglio Direttivo dellassociazione e nella prima riunione del Comitato della sezione. Al Presidente pu essere riconosciuta una indennit di carica mensile forfetaria o fissa stabilita dal Comitato. 4.4 - COLLEGIO DEI PROBIVIRI Il Collegio dei Probiviri competente a decidere sulla condotta degli associati nonch sulle controversie tra questi e lAssociazione. Il Collegio dei Probiviri lo stesso del circolo; competenze e modalit di lavoro sono quelle stabilite nello Statuto del circolo. 4.5 - REVISORE DEI CONTI Il Revisore dei Conti ha il compito di verificare, almeno ogni quattro mesi, la regolare tenuta della contabilit della sezione, controllando lesistenza dei beni in inventario e la corrispondenza tra le scritture contabili e le pezze giustificative. Il Revisore dei Conti del circolo anche revisore dei conti della sezione.

ARTICOLO 5 - INCOMPATIBILITA
Le cariche di componente il Comitato di sezione, di membro del Collegio dei Probiviri e di Revisore dei Conti sono incompatibili fra loro. I componenti del Comitato non possono ricoprire cariche sociali in altre Societ o Associazioni sportive nellambito della medesima disciplina, ma possono ricoprire altre cariche allinterno del circolo o di altre Sezioni di esso.

ARTICOLO 6 - ASSENZE O IMPEDIMENTI


Assenze o impedimenti dei Consiglieri, per periodi continuativi superiori a 3 (tre) mesi si considerano definitivi e comportano la decadenza dalla carica. In tal caso, ove necessario, il Comitato, in accordo con il Consiglio Direttivo del circolo, provveder al reclutamento di altre persone scegliendole liberamente tra i Soci. ARTICOLO 7 - SISTEMA ELETTORALE

Le elezioni avvengono a maggioranza di voti e a scrutino segreto. 48

Possono votare, ed essere candidati, solo i Soci maggiorenni e non morosi per qualunque causa, che siano in possesso dei requisiti gi elencati nellarticolo 4.2 del presente regolamento. Per quanto concerne il sistema elettorale e le altre regole si rinvia ai corrispondenti articoli dello Statuto del circolo.

ARTICOLO 8 - CARICHE SOCIALI - NATURA E DURATA


Tutte le cariche sociali elettive sono onorifiche. Il Comitato pu per stabilire un rimborso spese per i suoi componenti, o per i Soci incaricati di svolgere particolari attivit, purch documentate. In accordo con il Consiglio Direttivo pu anche stabilire un compenso in caso di affidamento di compiti che comportino, comunque, spese o dedizione di tempo notevole. Il Presidente e i Membri decaduti o dimissionari, sono tenuti a restare in carica per l'ordinaria amministrazione fino a quando non saranno subentrati i sostituti e dopo il saldo di eventuali pendenze di natura economica. Nel caso nessuno accetti la carica di Presidente della sezione viene dato incarico al Consiglio Direttivo del circolo di sciogliere la sezione.

ARTICOLO 9 - PATRIMONIO E ENTRATE


La Sezione non ha un patrimonio proprio. Le entrate sono amministrate, in accordo con il Consiglio Direttivo del circolo secondo quanto stabilito dal presente regolamento e sono costituite da: 1) quote sociali specifiche ; 2) 3) 4) 5) contributi del circolo; eventuali contributi di Enti pubblici e privati; incassi di manifestazioni sportive o di servizi ad esse connessi; eventuali donazioni o lasciti;

6) altre entrate a qualsiasi titolo pervenute, previa delibera di accettazione da parte del Comitato sentito il Consiglio Direttivo dellassociazione. In considerazione della natura di associazione senza scopo di lucro obbligatorio reinvestire o riportare a nuovo esercizio, fatti salvi eventuali accantonamenti a titolo di riserva o per investimenti, gli eventuali avanzi di gestione prodotti per le finalit istituzionali. Conseguentemente vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonch fondi, riserve o patrimonio durante la vita dellAssociazione, salvo che la destinazione e la distribuzione non siano imposte dalla legge. ARTICOLO 10 - MODIFICA DEL REGOLAMENTO.

Le modifiche al presente regolamento debbono essere deliberate dallassemblea della sezione ma diventano operative solo con lapprovazione dell Assemblea ordinaria del circolo. 49

ARTICOLO 11 - CONTROVERSIE I Soci e i componenti degli organi sociali simpegnano a non adire in nessun caso le vie legali per eventuali questioni che dovessero insorgere tra di loro e/o con la sezione e/o il circolo. La mancata osservanza della suddetta clausola comporter la radiazione.
E ammessa la richiesta al Consiglio Direttivo del circolo di scioglimento temporaneo di tale clausola. ARTICOLO 12 - DURATA - SCIOGLIMENTO LIQUIDAZIONE La durata della sezione illimitata. Lo scioglimento della sezione legata alla vita del circolo ..ed al presente regolamento, per tale evenienza si rimanda allArticolo 12 dello statuto del circolo.

ARTICOLO 13 - RIMANDI
Per quanto non convenuto nel presente regolamento si rimanda allo statuto del circolo ed eventualmente valgono le norme contenute negli statuti delle Organizzazioni nazionali cui il circolo o la sezione danno la propria adesione e, in ultima istanza, le norme previste dalle leggi in materia.

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Domanda di ammissione a Socio


Spettabile Consiglio Direttivo ..............................................

Il sottoscritto/a.....................................nato a.......................................................... il.................e residente a................................Via............................................. n...............Cap..................................Tel.................................................professione.............................. codice Fiscale n ..............................................,documento didentit n...................................... rilasciato il ........................................dal Comune di............................................................................, di cittadinanza italiana, essendo in possesso dei requisiti, fa domanda per essere ammesso a Socio di codesta associazione. Dichiara di conoscere lo Statuto, di accettarlo integralmente, ad osservare le deliberazioni degli organi sociali e si impegna a fare quanto nelle sue possibilit per il raggiungimento degli scopi sociali. L, Firma ............................................................... .

Ricevuta linformativa sul trattamento dei miei dati personali ai sensi dellart. 23 del D.Lgs.196/03, consento al loro trattamento nella misura necessaria per il perseguimento degli scopi statutari e per le finalit e nei limiti indicati dalla menzionata informativa. Consento altres in particolare ai trattamenti derivanti dalla comunicazione dei dati ai soggetti indicati al punto 3) dellinformativa stessa.

Firma . ................................................................

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Informativa ai sensi del decreto legislativo 196/2003


(Codice in materia di protezione dei dati personali) e consenso ai trattamento dei dati sensibili Ai sensi dellarticolo 13 del decreto legislativo 196/2003 recante il nuovo Codice in materia di protezione dei dati personali, si informa che i dati da lei forniti formeranno oggetto di trattamento nel rispetto della normativa sopra richiamata e degli obblighi di riservatezza. Tali dati verranno trattati per finalit istituzionali, quindi strettamente connesse e strumentali allattivit della associazione. Il trattamento dei dati avverr mediante strumenti telematici e cartacei, idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza. In relazione ai predetti trattamenti lei potr esercitare i diritti di cui allarticolo 7 del decreto legislativo 196/2003, in particolare potr ottenere, a cura del titolare o del responsabile della banca dati senza ritardo: la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge; laggiornamento, la rettifica ovvero, qualora vi abbia interesse, lintegrazione dei dati; di opporsi, in tutto o in parte, per motivi leggittimi, al trattamento dei dati personali che io riguardano, ancorch pertinenti allo scopo della raccolta; di opporsi, in tutto o in parte, al trattamento dei dati personali che lo riguardano, previsto a fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva e di essere informato dal titolare, non oltre il momento in cui i dati sono comunicati o diffusi, della possibilit di esercitare gratuitamente tale diritto. Roma,

Consenso al trattamento dei dati sensibili II sottoscritto, acquisite le informazioni di cui allarticolo 13 del decreto legislativo 196/2003 acconsente al trattamento dei propri dati personali, dichiarando di avere avuto, in particolare, conoscenza che i dati medesimi rientrano nel novero dei dati sensibili di cui ali articolo 4, comma 1, lettera d) dei decreto citato, vale a dire i dati idonei rilevare lorigine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofche o di altro genere, le opinioni politiche, ladesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonch i dati personali idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale. In particolare consento che i dati riguardanti il mio stato di salute contenuti nel certificato medico inviatevi siano comunicati al servizio di medicina sportiva e da questo trattati nella misura necessaria alladempimento di obblighi previsti dalla legge e dai contratti. (firma di chi fornisce i dati) Roma,.............................. Sig.....................................................

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AVVISO DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA

I soci del circolo ( o dellassociazione Sportiva) sono convocati in Assemblea ordinaria presso la Sede Sociale sita in via ..............................................................................per le ore ......del giorno.............................per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

1) Relazione del Consiglio direttivo sullesercizio sociale ....; 2) Presentazione ed approvazione del rendiconto economico e finanziario anno ......; 3) Relazioni dei Sindaci sul rendiconto economico e finanziario anno ........; 4) Presentazione ed approvazione del programma di attivit sportiva e sociale anno ........e relativo bilancio preventivo; 5) .................................................................................................................; 6) Varie ed eventuali.

LAssemblea sar validamente costituita, a norma di Statuto, con la presenza di almeno il 50% + uno dei soci. Nel caso il numero legale non venisse raggiunto, lAssemblea si intende convocata in seconda convocazione, senza ulteriori avvisi, per le ore ........... dello stesso giorno (o del ............), nella stessa sede e con il medesimo ordine del giorno.

Data, .........................................

Il Presidente .........................................

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VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA (Andata deserta)


L'anno ., il giorno .., del mese di alle ore presso la Sede Sociale del circolo, in ., Via .n..si riunita lassemblea ordinaria dei soci. Sono presenti n . soci su n. iscritti. Il Presidente dellassociazione fa rilevare che, pur essendo stata regolarmente convocata, il numero dei soci presenti, a norma di statuto, non sufficiente per la validit dellassemblea di prima convocazione. Invita pertanto i convenuti a presenziare allassemblea di seconda convocazione che si terr alle ore .nella stessa sede e con il medesimo ordine del giorno. Dichiara quindi conclusa la seduta. Il Presidente dellassociazione

VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA


L'anno ., il giorno .., del mese di alle ore presso la Sede Sociale del circolo, in ., Via .n.. sono presenti n . soci su . iscritti. E' chiamato a presiedere la riunione il Sig. .. ed a fungere da Segretario il Sig. Il Presidente rileva che l'Assemblea stata regolarmente convocata a norma di Statuto e che il numero dei presenti supera quello richiesto dallo Statuto per la validit dell'Assemblea di . convocazione. Dichiara pertanto che l'Assemblea deve ritenersi pienamente regolare e valida e l'invita a discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno: 1. Relazione del Presidente sull'esercizio sociale ; 2. Presentazione ed approvazione del rendiconto economico e finanziario dellanno ; 3. Relazione dei Sindaci sul rendiconto economico e finanziario dellanno ; 4. Programma attivit sociale e sportiva per l'anno e relativo bilancio preventivo; 5. ; 6 Varie ed eventuali. Il Presidente del Consiglio Direttivo prende la parola, relazionando sul primo punto all'ordine del giorno (per esempio relazione sull'attivit svolta nell'anno sociale). La relazione viene allegata al verbale (oppure si riportano i dati salienti della relazione). 54

Alla relazione del Presidente fa seguito un dibattito a cui prendono parte: . Si passa al II e III punto all'ordine del giorno; l'amministratore legge la relazione sul rendiconto economico e finanziario e ne sottopone i dati all'Assemblea. Alla relazione segue la discussione alla quale partecipano i soci: .. Messe ai voti relazione e rendiconto economico e finanziario vengono approvati all'unanimit e la loro stesura viene allegata al presente verbale. Il Presidente dei Sindaci revisori dei conti legge la relazione del collegio sindacale di seguito allegata. Il Presidente illustra quindi le linee programmatiche ed il bilancio preventivo per l'anno sociale .. Dopo ampia discussione la relazione ed il bilancio preventivo vengono approvati nella stesura allegata. Successivamente l'Assemblea approva:

Alle ore . Non essendovi pi argomenti all'ordine del giorno e non avendo altri chiesto la parola, il Presidente dichiara chiusa la seduta. Il Segretario . Il Presidente dellassemblea ..

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RELAZIONE SULL'ATTIVITA' SOCIALE


L'Attivit sociale svolta dal nostro circolo nell'anno .. stata ampia ed ha visto una buona partecipazione degli iscritti alle iniziative sociali, tale attivit peraltro stata svolta in sintonia con le finalit dello Statuto sociale e con le norme in esso contenute. Il circolo stato luogo d'incontro, socializzazione e dibattito prima di tutto per i soci, anche se registriamo con piacere che in gran parte lo stato anche per gli abitanti di .. Il taglio che abbiamo dato alle nostre iniziative, con particolare riferimento a quelle __________________________________________________________________________________ _________________________________________________________________________ stato quello di rendere visibile la volont che ci anima ad operare per far crescere una societ democratica e solidale. Per quanto concerne il Direttivo del circolo, posso assicurare che si riunito con regolarit (sebbene spesso in modo informale) per organizzare le attivit, ed affrontare i problemi connessi, secondo le linee programmatiche che l'assemblea dei soci, quale organo sovrano del circolo, ha consegnato al Direttivo. Peraltro il Direttivo non ha mancato di tenere regolari rapporti con la sede zonale e provinciale dellENDAS sia per armonizzare le proprie iniziative con quelle realizzate dagli altri livelli, sia per partecipare, come del resto ha fatto, coinvolgendo in questo anche numerosi soci, alle iniziative rivolte a tutte le strutture. Sottolineo quelle pi significative: Zonali_____________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Provinciali_________________________________________________________________________ _________________________________________________________________________ Regionali__________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Nazionali__________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Pare opportuno sottolineare anche le attivit del Circolo nell'anno .. che non sempre hanno riscontrato nella illustrazione del rendiconto economico/finanziario che far l'amministratore, in quanto non hanno costituito movimenti contabili essendo spese state assunte direttamente dagli stessi partecipanti o addirittura non hanno dato luogo ad esborsi. Le attivit pi importanti svoltesi nell'anno sociale sono state: 1) Promozione e gestione dell'attivit del centro anziani, che da luogo solo ricreativo si trasformato via via in attivit partecipata, con incontri culturali, servizi sociali ), attivit sportive (bocce, ginnastica "dolce"), gite culturali (a ..) e pranzi sociali. 2) Promozione dell'attivit del gruppo giovani, cui partecipano ben ragazzi tra i 12 e i 21 anni. In primo luogo si cercato di formare un gruppo affiatato con attivit sportive (calcio, beach volley, pallavolo, basket.) ed in seguito sono state promosse attivit culturali e ricreative (dibattito con ., corsi di , concerto di ..) e di solidariet (raccolta fondi durante la festa patronale).

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3) Festa patronale di San .; il circolo stato uno dei principali artefici della festa, curando sia gli aspetti logistici e pubblicitari, sia i contenuti ideali dei festeggiamenti. In particolare il circolo ha cercato di far tornare la festa patronale all'antico importante ruolo di momento di incontro tra famiglie e le diverse generazioni. Infatti la festa non deve essere limitata solo ad una parte della popolazione, ma deve coinvolgere tutti, venendo incontro alle diverse esigenze. Per questo, oltre alle cene conviviali, si sono organizzati tornei sportivi di bocce e di .., serate danzanti, spettacoli teatrali, esposizione di opere pittoriche ed un concorso poetico. Non mancata l'attenzione solidale nei confronti dei pi poveri: si infatti preparato un piccolo banco di beneficenza per raccogliere fondi per don , il nostro ex parroco che ora in missione in . ( o altre persone che hanno svolto attivit di volontariato nel .). 4) Organizzazione di incontri culturali e di corsi di formazione. Durante lanno .. il circolo ha promosso alcuni momenti di dibattito e formazione per i propri soci:

Gennaio:

- festa dell'Epifania con distribuzione di doni a - incontro con gli amministratori comunali per verificare l'attuazione del programma elettorale.

Marzo-aprile: corso di ginnastica per le signore; corso di informatica gestito con l'aiuto del
centro formativo ..; corso di danza per coppie; corso di lingua inglese e

Aprile (prima di Pasqua): incontro con don . Missionario in


che ci ha presentato la sua attivit in favore di ..

Giugno: presentazione del libro di .. sulla storia del nostro paese, con l'intervento
dell'autore e di ..

Settembre: festa dell'inizio dell'anno scolastico col dibattito sulla scuola (scuola pubblica e
privata o ..)

Ottobre. Presentazione ai soci dei servizi del.., incontrando i dirigenti


zonali dell'associazione.

Dicembre (prima di Natale): momento di riflessione sul natale con don . Prima
della festa degli auguri. 5) Promozione dell'attivit sportiva: il circolo ha organizzato corsi, incontri e gare per consentire ai soci di svolgere sport in ambiente sereno e ricco di stimoli. In particolare si cercato di avviare i giovani verso l'attivit sportiva con appositi corsi e con premi specifici per i ragazzi nelle diverse gare. Si cercato anche di far comprendere i valori dell'impegno e della lealt sportiva, assai pi importanti del pur necessario spirito agonistico. In questa ottica ci si impegnati a far partecipare alle attivit anche i ragazzi con difficolt fisiche e comportamentali. Le principali attivit promosse sono state:

bocce (organizzazione delle gare di del corso di ..) pallavolo (torneo di . corso per .) pallacanestro (torneo a con ben . squadre)
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ginnastica ( corso per.., ecc) calcio (torneo in occasione di .., corso per pulcini
La promozione dell'attivit sportiva ha visto una partecipazione che possiamo quantificare .. 6) Attivit culturali (di spettacolo, musica, cineforum, teatro, visite guidate, corsi di cultura generale sui consumi alimentari, corsi di musica, ecc.) .. 7) Attivit di tempo libero (biliardo, fotografia, hobby filatelia, modellismo, radioamatori, scacchi, dama, corsi "fai da te", tombolate ecc.) 8) Attivit di solidariet (donazioni del sangue, iniziative emarginati ecc..) Infine ritengo doveroso ringraziare tutti coloro che non solo hanno dato "volontariamente" parte del loro tempo libero al servizio del nostro Circolo, ma che spesso si sono assunti personalmente le spese relative. Ovviamente contiamo sul loro apporto, ed invitiamo tutti i soci a fare quanto nelle loro possibilit per la realizzazione del programma . che l'assemblea vorr indicarci per il prossimo anno sociale. E' questa la condizione perch il Circolo continui la sua opera al servizio non solo dei propri soci, ma dell'intera comunit civile. Il Segretario . Il Presidente .

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RELAZIONE DEI SINDACI ALL'ASSEMBLEA ORDINARIA Signori soci, nel corso dell'esercizio .. il Collegio Sindacale ha effettuato, anche pi frequentemente da quanto previsto dallo Statuto sociale, i prescritti controlli alla Cassa, ai conti correnti bancari ed ai libri contabili, trovando sempre tutto in perfetta regola. Sono stati controllati inoltre, il rendiconto economico e finanziario annuale chiuso al 31 dicembre .. con le seguenti risultanze: attivit passivit e patrimonio utile netto di esercizio (o perdita d'esercizio) . .

Essendo il rendiconto economico e finanziario corrispondente ai risultati contabili, l'Assemblea invitata ad approvarlo.

I Sindaci

. .

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VERBALE DI ASSEMBLEA STRAORDINARIA


(MODIFICHE STATUTARIE)

Lanno_______ il giorno ________ del mese ______ alle ore _____ presso ___________________ si sono riuniti i soci dellassociazione ________________ con sede in ___________ alla via _____________ n. ______ Sono presenti n. _____ soci su n. ______iscritti aventi diritto di voto. E chiamato a presiedere la riunione il sig. ________________________ed a fungere da segretario il sig. _________________________. Il Presidente, rilevato che lassemblea stata regolarmente convocata a norma di statuto e che il numero dei presenti supera quello richiesto dallo statuto per la validit dellassemblea straordinaria, la dichiara pienamente regolare e valida e linvita a discutere e deliberare nel seguente ordine del giorno: 1) comunicazione del Presidente; 2) modifiche da apportare allo statuto sociale; 3) varie ed eventuali. Il Presidente dellassociazione sig. _________________________ fa presente che occorre apportare delle modifiche ad alcuni articoli dello statuto sociale per renderlo pi adeguato alle necessit dellassociazione ed alla legislazione vigente. Passa quindi ad esaminare articolo per articolo lo statuto che stato distribuito, leggendo per ciascuno le modifiche proposte dal Consiglio Direttivo. Ad ogni articolo viene aperta una breve discussione cui partecipano attivamente i soci presenti. Infine il Presidente mette ai voti ciascun articolo nella stesura definitiva che viene approvato allunanimit. Finita la lettura dei singoli articoli il Presidente mette ai voti lo statuto nel suo complesso che viene approvato allunanimit nella stesura allegata al presente verbale sotto la lettera A). Alle ore __:__ , non essendoci altri argomenti allordine del giorno e non avendo alcuno richiesto la parola , il Presidente dichiara conclusa la seduta. Il Segretario (____________________________) Il Presidente dellAssemblea (______________________________ )

NB Da stilare in duplice copia su carta uso bollo ed applicare una marca da bollo da 14,62 ogni 4 pagine. Seguire poi quanto effettuato in sede di costituzione dellassociazione e cio renderlo pubblico (notaio), o depositarlo allUfficio Unico delle Entrate per la sua registrazione negli atti privati.

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VERBALE DI ASSEMBLEA STRAORDINARIA


(SCIOGLIMENTO DELLASSOCIAZIONE)

Lanno_______ il giorno ________ del mese ______ alle ore _____ presso ___________________ si sono riuniti in assemblea straordinaria i soci dellassociazione ________________ con sede in ___________ alla via _____________ n. ______ Sono presenti n. _____ soci su n. ______iscritti aventi diritto di voto. E chiamato a presiedere la riunione il sig. ________________________ed a fungere da segretario il sig. _________________________. Il Presidente, rilevato che lassemblea stata regolarmente convocata a norma di statuto e che il numero dei presenti supera quello richiesto dallo statuto per la validit dellassemblea straordinaria, la dichiara pienamente regolare e valida e invita i convenuti a discutere e deliberare nel seguente ordine del giorno: 1) comunicazione del Presidente; 2) presentazione ed approvazione del rendiconto chiuso al ; 3) proposta di delibera di scioglimento dellassociazione; 4) nomina liquidatore/i 5) varie ed eventuali. Punto 1) Il presidente dellassociazione apre i lavori facendo rilevare che, nonostante limpegno profuso, non siamo riusciti ad allargare ladesione allassociazione e garantire una partecipazione significativa alle attivit sociali e conseguentemente anche a renderla economicamente autonoma e sufficiente a far fronte alle spese necessarie al suo mantenimento. In conseguenza, dopo ampia riflessione, il Consiglio Direttivo ha ritenuto inderogabile seppure dolorosa, la proposta allassemblea di chiusura dellassociazione. Punto 2) Per mettere lassemblea in condizione di decidere con maggiore cognizione di causa, ed in osservanza alla normativa attuale, il Consiglio Direttivo ha ritenuto doveroso predisporre, e qui illustrare, il rendiconto economico e finanziario alla data odierna. I dati del rendiconto sono pochi e possono essere cosi riassunti: ENTRATE 1) USCITE .

2).

TOTALI

Crediti. 61

Debiti. Si pu quindi notare che la situazione , compresi le voci crediti e debiti, risulta debitoria di una cifra pari ad euro.. ai quali, se si decide di chiudere lassociazione, vanno aggiunti circa 200,00 euro per le operazioni burocratiche di chiusura (Ufficio delle entrate e marche da bollo). Nel caso di chiusura propone che a tale somma facciano fronte gli attuali soci in cifra uguale per ciascuno. La proposta, messa ai voti con il rendiconto economico e finanziario discusso, viene approvata allunanimit Punto 3). Passando al terzo punto allordine del giorno il presidente invita i presenti a dire la propria opinione sulla proposta di scioglimento dellassociazione. I soci intervengono convenendo sullainsormontabilit delle difficolt connesse alla gestione dellassociazione. A questo punto il Presidente mette ai voti la proposta di scioglimento dellassociazione che viene approvata allunanimit assieme alle altre proposte avanzate. Punto 4) Lassemblea infine approva allunanimit la nomina del/i liquidatore/i nella/e persona/e del/i sig /sigg:., ..con lincarico di raccogliere fra i soci quanto necessario, di saldare i debiti esistenti e di espletare le attivit burocratiche per rendere esecutiva la decisione di scioglimento dellassociazione. Punto 5) Alle ore __:__ , non essendoci altri argomenti allordine del giorno e non avendo alcuno richiesto la parola , il Presidente dichiara conclusa la seduta. Il Segretario (______________________________) Il Presidente dellAssemblea (______________________________ )

Ovviamente le ragioni per cui si decide di sciogliere unassociazione possono essere diverse, cosi come diverse possono essere le situazioni economico- finanziarie al momento della sua chiusura. Da tenere presente che a norma di legge, eventuali residui attivi debbono essere destinati ad associazioni similare o a finalit di utilit generale.

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Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo. VERBALE DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL ______ A seguito di regolare avviso a cura del Presidente, alle ore ............................................. del .................................. presso la Sede Sociale si riunito il Consiglio Direttivo. Sono presenti ........................................................................................................................................ Sono inoltre presenti:. Assume la Presidenza il Sig. ......................................................................... e funge da segretario il Sig. ................................................................................................................ Il Presidente Sig. ............................................. fatta rilevare la regolarit della seduta, invita i convenuti a discutere e deliberare in merito al seguente ordine del giorno: 1) Lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente; 2) Comunicazioni del Presidente; 3) Criteri di ammissione soci; (a inizio anno) 4) Ammissione nuovi soci; (durante lanno) 5) Apertura conti correnti bancari; 6) Tutela dei dati personali dei soci: adozione del documento programmatico sulla sicurezza; 7) Varie ed eventuali. Il Segretario apre i lavori con la lettura del verbale della seduta precedente che viene approvato allunanimit. Il Presidente passa quindi ad illustrare il secondo punto allordine del giorno .. Alla relazione fa seguito la discussione alla quale partecipano Consiglieri............................................................................................................................... i

Su proposta di. vengono quindi assunte le seguenti decisioni ......... Al terzo punto allordine del giorno il segretario fa presente che con il prossimo mese inizia la campagna adesioni per il prossimo anno sociale e che occorre stabilire i criteri di ammissione delle persone che esprimono la volont di aderire alla nostra associazione. Propone che, in analogia con quanto stabilito gli anni scorsi, che hanno dato risultati soddisfacenti: a) liscrizione nel registro dei soci che rinnovano ladesione avvenga a semplice saldo della quota associativa richiesta dallassociazione; b) liscrizione nel registro delle persone presentate da membri del Consiglio Direttivo a garanzia di seriet vengano trattate come i rinnovi dei soci; Lelenco dei rinnovi e delle adesioni di cui al punto b) verranno comunicate ai membri del Consiglio 63

alla prima riunione utile. c)le richieste di adesione di persone non conosciute saranno portate alla valutazione del Consiglio Direttivo. I membri del Consiglio Direttivo approvano unanimemente le proposte avanzate dal segretario in quanto ritenute in linea con le decisioni a suo tempo assunte. Al quarto punto allordine del giorno il segretario, dopo averne distribuito i nominativi, comunica che hanno aderito allassociazione n .. nuovi soci. La segreteria di fronte alle richieste ha messo in atto le modalit di iscrizione a suo tempo decise dal consiglio direttivo e cio: i vecchi soci, avendo versato il corrispettivo del costo tessera per lanno ., sono stati iscritti nellelenco soci (dal n . al n ..); i nuovi soci sono tutti persone conosciute e presentate da membri del consiglio direttivo per cui anche essi sono stati iscritti nellelenco soci (dal n al n): E ovviamente facolt dei membri del consiglio sollevare in questa sede eventuali osservazioni ed eccezioni. Il segretario tiene a sottolineare che non ci sono state richieste di adesione da parte di persone sconosciute che, come da delibera a suo tempo presa, non sarebbero state iscritte se non previo esame ed approvazione del consiglio direttivo. I membri del Consiglio Direttivo approvano unanimemente il comportamento del segretario ritenuto in linea con le decisioni a suo tempo assunte. Al quinto punto interviene lamministratore che propone, sia per rendere sempre pi trasparente la contabilit dellassociazione che per lutilit che lapertura del conto pu apportare allamministrazione dellassociazione, lapertura di un conto corrente bancario. Ricevuto lassenso di massima dei componenti del consiglio mette ai voti la seguente proposta: il consiglio delibera di accendere a nome dellassociazione .un conto corrente bancario ( o postale) presso la banca , agenzia. ...di via n..di..dando mandato al presidente dellassociazione sig.di compiere gli adempimenti opportuni e necessari, autorizzando altres il medesimo al deposito delle firme che dovranno essere utilizzate nei rapporti con listituto di credito nelle persone del presidente e dellamministratore sig..che firmeranno congiuntamente per tutte le operazioni connesse allistituendo conto corrente. La proposta approvata allunanimit. Al sesto punto riprende la parola il presidente per illustrare largomento sulla tutela dei dati personali dei soci. Non da oggi lassociazione si preoccupa dellargomento tutela dei dati dei soci nel senso che tale tutela sempre stata attuata e sempre si sono informati i soci dei loro diritti (art. 7 D.Lgs. 196/03) delluso dei loro dati, che peraltro sono quelli necessari al raggiungimento degli scopi statutari, che di tali dati non stato fatto uso diverso da quello comunicato e che sono sempre stati trattati con doverosa riservatezza anche in ossequio alla normativa vigente. A seguito dellapprovazione del Codice della Privacy, ad ulteriore garanzia dei soci, viene richiesto dalla normativa vigente. a tutte le associazioni, ladozione di un documento programmatico sulla sicurezza che preveda nel caso di documentazione cartacea la protezione dei dati personali dei soci ecc. attraverso la tenuta della stessa in armadi dotati di chiavi di sicurezza e che nei propri sistemi informatici sia assicurata una adeguata protezione contro virus, attacchi informatici, spam, sistemi e procedure di Disaster Recovery, sistemi e procedure di backup dei dati ed adeguate protezioni da possibili intrusioni esterne. Distribuisce ai presenti una bozza di DPS elaborata ed apre la discussione sullargomento alla quale partecipano tutti i presenti. Infine viene approvato allunanimit il Documento Programmatico sulla Sicurezza allegato al presente verbale sotto la lettera a) e la delibera di nomina del responsabile sotto la lettera b) . 64

Al settimo punto la Presidenza delibera allunanimit (oppure sono favorevoli i consiglieri ........................, contrari ....................., astenuti ...............), (si riportano le decisioni adottate: :1) 2) 3). Alle ore.,essendo stati esauriti gli argomenti dellordine del giorno e non avendo altri chiesto la parola, il Presidente dichiara chiusa la seduta.

Il Segretario

Il Presidente

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DOCUMENTO PROGRAMMATICO SULLA SICUREZZA (Data e luogo di approvazione del DPS)


PREMESSA

Il Circolo ( o lassociazione sportiva dilettantistica) da sempre ha messo particolare attenzione alla tutela e al trattamento discreto dei dati ad essa pervenuti attraverso il tesseramento dei soci e delle persone che eventualmente sono venute a contatto del circolo tramite le sue iniziative; in particolare si sempre premurato di rendere edotti i soci delluso dei propri dati personali e di quanti altri utilizzati, del resto necessari al perseguimento degli scopi statutari, ed ha richiesto la autorizzazione al loro uso fin dal primo momento di contatto. Il Circolo conferma inoltre la responsabilit del trattamento dei dati allattuale presidente pro - tempore sig Viene qui confermata e sottoscritta la prosecuzione di tale comportamento assieme alladozione del presente documento programmatico sulla sicurezza. In particolare si confermano: linformativa preventiva al soggetto interessato circa la finalit e le modalit del trattamento cui sono destinati i dati; la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati; le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere (per esempio il diniego a partecipare a certe attivit quali le gite, lo sport ecc); i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o possono venirne a conoscenza in qualit di responsabili e lambito di diffusione dei dati medesimi; i diritti di cui allart. 7; gli estremi identificativi del responsabile.
CONTENUTI DEL DPS.

A)La premessa parte integrante dei contenuti del DPS. B)Quadro complessivo del DPS: 1) Finalit perseguita e attivit svolta: Promozione sociale attraverso iniziative rivolte alla crescita umana ed al soddisfacimento di esigenze culturali, ricreative, artistiche, sportive, 2) Categorie di persone interessate: Soci, dirigenti, familiari dei soci, collaboratori, fornitori, clienti ( sostanzialmente sponsor), partecipanti alle iniziative aperte, consulenti. 3) Natura dei dati trattati:

Lassociazione tratta solamente dati anagrafici e non sensibili. (nelle associazioni sportive invece sicuramente vengono trattati anche dati sensibili quali ad esempio certificati medici) 66

4) Struttura associativa che tratta i dati: I dati anagrafici ecc, vengono ricevuti dalla segreteria organizzativa mentre nome e cognome vengono portati a conoscenza anche dei responsabili delle varie iniziative. (nelle associazione sportive i dati anagrafici possono essere visionati anche da istruttori ecc). 5) Rapporti con elementi esterni al Circolo. Il Circolo ha un rapporto costante e assiduo con la struttura provinciale alla quale trasmette i nominativi dei propri soci, i rispettivi dati anagrafici ed il loro indirizzo. Tali dati vengono trasmessi alle sedi superiori per le attivit istituzionali e alla compagnia di assicurazione per tenere indenni i dirigenti da eventuali danni colposi procurati involontariamente ai soci e per la copertura assicurativa degli stessi per infortuni che dovessero subire durante le attivit sociali. Il Circolo inoltre si avvale di un commercialista per le pratiche connesse alla gestione economica e finanziaria del Circolo. (Ovviamente vanno qui inseriti eventuali altri rapporti con strutture o persone esterne quali ad esempio consulenti del lavoro, ecc.). 6) Strumenti in dotazione al Circolo. Il Circolo utilizza per la propria attivit di segreteria una linea telefonica, una macchina da scrivere e un personal computer dotato del collegamento internet, un armadio chiudibile, una scrivania con cassetti dotati di chiavi e un raccoglitore anche esso chiudibile. Tali strumenti sono utilizzati dai soli membri di segreteria. C) Analisi dei rischi. 1) connessi alla struttura. I rischi possono consistere in ingressi di estranei a locali e/o aree del Circolo, nella sottrazione di strumenti contenenti i dati, in eventi distruttivi di varie specie. 2) Connessi agli strumenti informatici. I rischi possono consistere nellazione di virus e attacchi informatici, spam, sistemi e procedure di Disaster Recovery, sistemi e procedure di backup, di programmi suscettibili di arrecare danno, nel malfunzionamento, indisponibilit o degrado degli strumenti, nella intercettazione di informazioni in rete, nella cancellazione di dati. 3) Connessi ai soggetti che trattano i dati. I rischi possono consistere nella sottrazione ed uso improprio di dati utilizzando illecitamente le credenziali di autenticazione, nella carenza di consapevolezza del proprio compito, nella disattenzione o incuria, in errori materiali o dolo. 4) Connessi ai soggetti esterni. I rischi sono simili a quelli dei soggetti interni allassociazione. In sostanza i rischi nel loro complesso, data anche la struttura limitata dellassociazione, possono definirsi bassi e controllabili. D) Attivit di tutela. 1) Controllo strumenti informatici. 67

Annualmente il pc verr sottoposto a controllo da personale qualificato e periodicamente verranno effettuati salvataggi dei dati di soci e partecipanti alle iniziative aperte tramite supporti magnetici che saranno trattati come i documenti cartacei e cio immediatamente chiusi a chiave tenuta dal presidente e del responsabile designato dal Consiglio Direttivo. Il responsabile dei dati avr il compito di sorvegliare il comportamento del responsabile designato dal Consiglio Direttivo soprattutto riguardo ad eventuali comportamenti superficiali, disattenzione, errori materiali e, seppure improbabili, comportamenti fraudolenti. 2) minaccia di virus e di sottrazione di dati. I pc del Circolo sono dotati di antivirus.aggiornato e periodicamente monitorato. Per quanto concerne la sottrazione o luso improprio di dati stata inserita una password e, come detto, la messa sotto chiave dei dati e la sorveglianza del responsabile sugli operatori Il Circolo inoltre utilizza un adeguato programma per la catalogazione dei dati e, con cadenza settimanale, si procura copie di sicurezza a mezzo di supporti magnetici e di software atti al recupero di dati eventualmente cancellati. 3) Attivit formativa. Tutti gli incaricati che nel tempo saranno impiegati alla attivit di controllo o elaborazione dati del Circolo saranno, in collaborazione con la propria sede provinciale impegnati a seguire corsi periodici. In caso di novit legislative o tecniche laggiornamento sar invece contestuale. Il Circolo comunque proceder, sotto la responsabilit dellincaricato, ad incontri periodici, se del caso a immediata convocazione, per problemi che dovessero verificarsi, ma anche per eventuali nuove attivit o programmazione di eventi. 4) Rapporti con strutture e operatori esterni. Le strutture esterne che vengono in contatto con il Circolo sono la sede provinciale cui il Circolo aderisce, uno studio commerciale, saltuariamente con lassicurazione .. per gli eventuali rapporti che si instaurano a seguito di sinistri o danni a cose. A questi elementi fatta esplicita richiesta scritta che il trattamento dei dati dei soci del Circolo avverr in modo strettamente connesso alle necessita burocratiche delle pratiche e che qualsiasi uso pi ampio avverr solo dietro esplicita autorizzazione della persona interessata. Firme dei membri del Consiglio Direttivo . .. ..

La presente bozza di documento programmatico sulla sicurezza chiaramente esemplificativa; ogni Circolo o associazione sportiva dovr adeguarla alle proprie condizioni oggettive, con particolare riferimento allesame dei rischi concreti connessi . 68

Allegato b)
NOMINA INCARICATO DEL TRATTAMENTO DEI DATI DEI SOCI Il Consiglio Direttivo del Circolo (o Associazione Sportiva) "..", visto lart. 30 del D. Lgs. 196/2003 DESIGNA Il sig. (carica nel circolo) .. incaricato del trattamento dei dati personali dei soci. Il sig. in quanto incaricato del trattamento sar la sola persona che potr avere accesso alle banche dati personali necessarie e pertinenti alle finalit perseguite esemplificativamente riportate in calce e comunque alle informazioni necessarie per lo svolgimento delle mansioni affidate. Nel trattamento dei dati personali il sig.. dovr attenersi alle norme del Codice della privacy, alle indicazioni del Consiglio Direttivo sul trattamento dei dati personali, a ogni altra disposizione di legge in materia e alle apposite prescrizioni e direttive che verranno impartite dal titolare e dal responsabile del trattamento . Il sig. ..dichiara di avere ricevuto lallegato Manuale sulla sicurezza dei trattamenti a uso degli incaricati e si impegna ad osservarlo. Data e firma .Il titolare/responsabile del trattamento dei dati

personal

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Libro verbali del Collegio dei Sindaci Verbale della riunione dei sindaci del

Lanno..il giornodel mese dialle ore.presso la sede sociale del Circolo si tenuta la riunione del Collegio dei sindaci. Sono presenti i sindaci effettivi .che in presenza dellamministratore del Circolo sig ........................hanno proceduto alla ispezione dei libri contabili, rilevando che la prima nota cassa e il libro giornale sono al corrente con la registrazione a tutto il . . La cassa presenta i seguenti totali: - riscossioni - pagamenti - saldo di cassa . ..

I Sindaci hanno constatato che sul conto corrente n .vi un saldo attivo di ..e che la rimanenza di . effettivamente quella risultante dalla differenza del saldo cassa e quanto contenuto nel conto corrente. I Sindaci riferiscono in merito ai controlli nei mesi .., .,nel corso dei quali hanno controllato la fatture dei fornitori, le registrazioni contabili e le registrazioni di carico e scarico del magazzino. Infine il Presidente del Collegio sig. invita il Sindaco sig.a controllare nei prossimi giornale bollette di consegna dei fornitori e il sindaco sig. a spuntare i versamenti effettuati dal cassiere sig. .. . Alle oreil Presidente del Collegio dei Sindaci dichiara chiusa la seduta. I sindaci , , .

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2. LA SEDE SOCIALE DEI CIRCOLI E DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE 2.1 La sede sociale non soltanto un luogo fisico. Occorre innanzitutto premettere che la sede di unassociazione, in conseguenza della sua natura giuridica, non da considerarsi soltanto un luogo fisico ma una libera associazione di cittadini che, in linea di principio, pu eleggere a propria sede qualsiasi luogo purch munito di certificato di abitabilit, senza richiedere alcuna autorizzazione se in essa non viene svolta attivit di somministrazione di alimenti e/o bevande o di distribuzione degli stessi. Ci in linea di principio, perch in pratica quello di trovare una sede sociale in cui operare il primo problema che si trovano ad affrontare i promotori dellassociazione e/o del circolo. E infatti del tutto evidente che una sede fisica necessaria per svolgere compiutamente il ruolo cui lassociazione chiamata; la casa del socio, il luogo dove si scambiano le esperienze associative, si progetta lintervento, si promuovono le iniziative, si danno servizi concreti al corpo sociale. Fra questi servizi rientrano la somministrazione di alimenti e bevande, la mensa, lo spaccio di generi alimentari e vari che sono regolati da apposite leggi sul commercio che verranno trattate nel capitolo apposito (Cap. 5). La sede sociale, essendo riservata ai soli soci, considerata dalla normativa vigente luogo privato. 2.2 Acquisizione della sede sociale. Per lacquisizione della sede possono essere eseguite vie diverse a seconda della situazione concreta cui si trova: lacquisto, laffitto, il comodato. E importante, nel caso di affitto o di comodato, che vengano stilati e registrati i relativi contratti in quanto la registrazione diventata obbligatoria per tutti i contratti di durata superiore a 30 giorni complessivi nellanno e deve essere fatta entro i 30 giorni successivi alla stipula presso lAgenzia delle Entrate competente per territorio. I documenti necessari sono: il contratto (1 originale e una copia), 1 marca da bollo da euro 14,62 per ogni 100 righe di testo, il modello 69, il modello 8 reperibili presso lAgenzia stessa, e il versamento dellimposta mediante modello F 23 (codice tributo 115T prima annualit, 112T annualit successive, 107T intero periodo). Il codice dellufficio da indicare RP. Limporto da versare pari al 2% del canone con un minimo di 51,65 euro. Il pagamento per il canone ultra-annuale pu avvenire per ogni anno o cumulativamente; in questo ultimo caso compete una detrazione pari al 1,25% annuo (L. 311/04 finanziaria 2005). Il contratto standard pu essere acquistato presso le cartolerie o le tabaccherie specializzate. Attenzione perch per effetto di una norma del decreto legge sulla competitivit, dal 17 marzo 2005 torna ad essere obbligatoria la denuncia alla Pubblica Sicurezza per ogni nuova locazione, o comunque cessione di disponibilit (locazione , comodato,compravendita) di fabbricato per un periodo superiore ad un mese. La denuncia deve essere fatta alle questure o al commissariato di Pubblica Sicurezza, ovvero al comune dove questi non esistono, entro 48 ore dalla consegna dellimmobile. Per lacquisizione delle sedi di associazioni sportive e per quelle delle societ c la possibilit di accesso al credito sportivo o a strutture del demanio pubblico come illustrato nei capitoli 10 e 11. 2.3 Requisiti della sede sociale. Nella scelta dei locali occorre tenere presente che essi debbono rispondere a particolari requisiti (igienicit, salubrit ecc.) e che debbono avere il certificato di agibilit rilasciato dallamministrazione comunale: certificato condizionato soltanto al rispetto dellabitabilit cos come risulta sulla licenza di costruzione. Nel caso si intenda destinare parte dei locali a luogo per la somministrazione di alimenti e bevande (bar, mensa ecc.), occorre richiedere la relativa autorizzazione igienico-sanitaria rilasciata dalla ASL competente (vedi documentazione per la richiesta) 71

E frequente anche il caso in cui i locali della sede siano predisposti o vengano usati per spettacoli o intrattenimenti in genere: se lintrattenimento esclusivamente riservato ai soci non occorre nessun altro tipo di autorizzazione se non quella per i locali adibiti a sede sociale. Ci non esonera ovviamente il circolo, o lassociazione sportiva che sia, dallosservanza delle norme sui requisiti acustici delle sorgenti sonore (L. 26/10/1995 n 447), con particolare riferimento alle occasioni in cui si esplica una attivit di spettacolo o intrattenimento, specialmente se danzante o similare, anche se riservato ai soli soci (Dpcm n 215/99). A questo proposito interessante per i circoli la precisazione dellANCI (associazione Nazionale Comuni dItalia) che, in riferimento allarticolo 7 della legge 179/2002 che ha modificato lart. 3, comma 1, lettera h della legge n 447/95, che non sono pi soggetti alle disposizioni in materia di controllo preventivo, fatte da tecnici competenti in acustica, dei livelli di rumore generati dagli impianti elettroacustici di amplificazione e diffusione sonora di radio, TV, hi-fi, juke-box, karaoke ecc. Pertanto, i titolari di queste attivit non sono pi tenuti a effettuare la valutazione preventiva del livello di pressione sonora che caratterizza il locale o larea. La precisazione riguardo ai circoli afferma che lobbligo della valutazione preventiva vige soltanto nei confronti dei titolari delle attivit di pubblico spettacolo e di intrattenimento danzante, compresi i circoli privati in possesso dellautorizzazione prescritta per i trattenimenti aperti anche ai non soci (vedi Il Sole 24 Ore del 14/7/2003 n 191 pag. 31). Le caratteristiche dei sistemi di controllo automatico del livello di pressione sonora interno ed esterno alla sede ove si esplicano le attivit e le altre notizie tecniche per essere in regola sono contenute nel DPCM 18 settembre 1997 (GU 6/10/97 n 233) al quale si rimanda. C inoltre da far notare che, nel caso in cui i locali ospitino pi di cento persone contemporaneamente, viene richiesto, anche se si tratta di soci, il certificato di prevenzione incendi ai sensi del Dm del Ministero dellInterno del 16/02/1982 e successive modificazioni. 2.4 Destinazione duso dei locali utilizzati a sede sociale. Qualora il circolo e/o associazione sportiva scelga di stabilire la propria sede in un locale precedentemente adibito ad altro uso, va stabilito che nessuna legge urbanistica vieta il mutamento di un immobile quando questo non comporti opere di trasformazione urbanistica e/o edilizia. In fatto di cambiamento di destinazione duso degli immobili c comunque molta confusione, per evitare la quale necessario distinguere tale stato di fatto dal cambiamento di utilizzo degli immobili, che cosa ben diversa. Infatti, il cambiamento di destinazione di un fabbricato si riferisce al suo mutamento oggettivo e strutturale rispetto alle sue condizioni originarie, conseguente a degli interventi edilizi (un magazzino trasformato in abitazione, lautorimessa di un albergo trasformata in locali cucina, un teatro trasformato in scuola, ecc.). Il semplice cambiamento di utilizzazione o cambiamento duso, invece, si verifica quando il fabbricato viene usato in modo difforme da quello consentito e autorizzato dalla concessione edilizia, o dal certificato di abitabilit o agibilit, dalla licenza o autorizzazione comunale per lo svolgimento di quella determinata attivit, senza alcun intervento edilizio di trasformazione delle strutture murarie, salvo i semplici lavori di manutenzione ordinaria, o anche straordinaria, ma al fine della buona conservazione dellimmobile conformemente alla sua originaria destinazione. Questo semplice cambiamento di utilizzazione, quindi, riguarda il comportamento dellutente rispetto allautorizzazione duso che gli stata concessa a suo tempo, cambiamento che, se risulta abusivo, ovvero non autorizzato dallautorit competente, non costituisce reato edilizio proprio perch non vi stato alcun intervento straordinario di trasformazione o alterazione delle strutture originarie del fabbricato. Possiamo dire anche che, mentre il cambiamento di destinazione duso di un immobile un fatto definitivo, irreversibile (a meno che non vengano demolite le opere abusivamente eseguite e rimesso in 72

pristino conformemente allo stato originario), il semplice cambiamento di utilizzazione un fatto precario e revocabile senza alcun intervento edilizio e distruttivo. A conferma di quanto esposto aggiungiamo per maggior chiarezza che ormai giurisprudenza costante laffermazione del principio che nessuna legge in materia urbanistica vieta il mutamento duso di un immobile quando questo non comporti opere di trasformazione urbanistica e/o edilizia (e quindi dellaspetto del territorio); poich gli atti amministrativi emanati dalla pubblica autorit debbono sempre corrispondere a precise disposizioni di legge (principio della tipicit degli atti amministrativi), una norma che vieti il mutamento duso di un immobile quando questo immobile non comporti opere di trasformazione edilizia da considerarsi illegittima. In tal senso, infatti, si sono pronunciate numerose sentenze del T.A.R., diversi pronunciamenti della 3^ sezione penale della Corte Suprema di Cassazione (vedasi in proposito lultimo di questi: sentenza 25/01/1982, n 1824) ed infine il Consiglio di Stato con decisione n 5205 del 25/07/1982 che afferma testualmente: in base alla normativa vigente, il mutamento di destinazione duso di un immobile urbano, non accompagnato da lavori, non soggetto a concessione edilizia comunale o ad autorizzazione. Il parere dellANCI (Associazione Nazionale Comuni dItalia) sullargomento, espresso in pi occasione in risposta a quesiti posti da vari Comuni e sempre coerente con questa linea, ha recentemente confermato nel quesito posto da un Comune il 22/09/1998 che un Circolo privato, se tale, pu avere in sede qualsiasi immobile, regolarmente costruito e dichiarato agibile, che abbia destinazione duso a civile abitazione. Daltra parte non sarebbe nemmeno facile individuare la destinazione duso di un circolo che, magari nella stessa giornata, pu fare attivit sportiva, pi tardi o in altra sala attivit formativa, alla sera festa da ballo, concerto jazz o altra attivit musicale, oppure attivit teatrale eccetera, tutte attivit normalmente esercitate e pu gestire uno spazio bar o altro quale momento assistenziale per i soci impegnati nelle varie attivit. Qual la destinazione duso pi corretta? In conclusione, per affrontare uno degli argomenti pi discussi, se il circolo, unitamente alle proprie finalit istituzionali, vuole esercitare, al proprio interno, anche la somministrazione di alimenti e bevande riservata ai propri soci, pu farlo ovviamente nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge senza che, per limmobile, debba essere chiesto il cambio duso, da civile abitazione o industriale od altro, a commerciale (art. 32, comma 4, legge 7/12/2000 n 383). Il circolo dipendenti di una fabbrica od altro ente o industria pu somministrare, allinterno dellazienda, senza che per questo, limmobile cambi destinazione. Si tratta infatti di unattivit accessoria rispetto a quella principale che per altro, oggi pu esserci domani no e pertanto non richiede modifiche di destinazione. Parimenti, la sede sociale di circolo e /o associazione sportiva compatibile con la destinazione di zona: industriale, commerciale, artigiana, ecc. (art. 32, comma 4, legge 383/00).
divieto di fumo nei circoli Nonostante la dizione di cui allart. 51, comma 1, lettera a) della legge 16 gennaio 2003 che escludeva dal divieto sul fumo i locali privati non aperti ad utenti o al pubblico , dizione che recludeva le sedi dei circoli dalle norme richiamate, il Ministero ha ritenuto che il suddetto divieto fosse applicabile anche ai circoli privati. Pertanto anche i Circoli e le associazioni sportive, se vorranno permettere ai propri soci di fumare nei locali associativi, dovranno attrezzarsi con apposite sale riservate ai fumatori e dotate di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria. Per quanto concerne lindividuazione del responsabile del rispetto del divieto d fumo, a meno di un atto formale di delega, questi il rappresentante legale dellassociazione ed a lui sono addebitati eventuali richiami al rispetto di tale divieto ed ad assicurarsi dellesposizione nella sede dei cartelli di divieto resi obbligatori dalla legge. 2.5

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Contratto di locazione di immobile commerciale (sede sociale e/o impianti)


tra Il signor .. nato a .il.., residente a ,via , codice fiscale , di seguito per brevit locatore e Il circolo (o associazione sportiva dilettantistica) . (codice fiscale e/o P.Iva ), con sede in . , rappresentata dal presidente e legale rappresentante signor.. , nato a , il ., residente a, codice fiscale.. , di seguito per brevit conduttore si conviene e stipula quanto segue: il locatore concede in locazione con le precisazioni che seguono al conduttore, che accetta, un locale ad uso non abitativo, sito in ..via.., composto da:}, a norma cos come limpianto elettrico, idrico ed il riscaldamento autonomo. ai seguenti patti e condizioni: Articolo 1 Durata di anni sei con inizio dal .. e termine il . con diritto del locatore di recedere dopo i primi sei anni per i motivi di cui allarticolo 29 legge 392/1978; il contratto si intender rinnovato per un periodo di anni sei se nessuna delle due parti avr comunicato allaltra, con lettera raccomandata da inviarsi almeno sei mesi prima della scadenza che non intende rinnovarlo. Il conduttore avr facolt di recedere anticipatamente ai sensi dellarticolo 27 legge 392/1978 con preavviso di almeno mesi . Articolo 2 Il canone di locazione dovr corrispondersi in rate mensili anticipate da .() euro ciascuna. Ogni rata mensile dovr essere pagata in via anticipata entro il giorno di ogni mese. Dal secondo anno di locazione il canone nelle misure contrattualmente stabilite, verr aggiornato annualmente secondo quanto previsto dallindice Istat e dalle vigenti norme, senza necessit di richiesta da parte del locatore. Il conduttore a titolo di deposito cauzionale consegna ad oggi al locatore alla firma del presente contratto di locazione, la somma di .. euro pari alla somma di 3 mensilit del canone di locazione. Tale somma sar restituita al conduttore solo al momento della riconsegna della cosa locata e quando tutti i patti del presente contratto saranno adempiuti. Il presente deposito dovr inoltre essere proporzionalmente adeguato al variare del canone di locazione e dovr essere ricostituito in caso di suo utilizzo. Il mancato pagamento del canone e degli oneri accessori costituir motivo di risoluzione del contratto di locazione. Articolo 3 Il conduttore dichiara di aver constatato che limmobile oggetto della locazione in buono stato duso e ne prende possesso nello stato in cui si trova, ad ogni effetto di legge con il ritiro delle chiavi. Articolo 4 Il locatore dichiara che limmobile oggetto della locazione adatto per uso non abitativo e provvisto del relativo certificato di usabilit. Il conduttore dichiara di utilizzare il bene locato come {}, non prevedendosi afflusso di pubblico. Per il proprio utilizzo il conduttore si obbliga a propria cura e spesa, a richiedere ed ottenere tutte le autorizzazioni, licenze, concessioni e quantaltro previsto dalle vigenti disposizioni di legge.

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Articolo 5 Il conduttore dichiara di aver esaminato i locali affittati e di averli trovati adatti, in buono stato di manutenzione ed esenti da difetti e si obbliga ad usare la cosa locata con diligenza e di non apportare alcuna modifica, addizione o miglioria anche agli impianti, senza il preventivo consenso scritto della parte locatrice, che comunque sar sempre esonerata da ogni responsabilit e dal corrispondere qualsivoglia indennit. La riconsegna della cosa locata dovr avvenire nelle stesse condizioni in cui stata consegnata, salvo il deterioramento dovuto alluso. Se il locatore ha espresso consenso alleffettuazione di opere o trasformazioni o sistemazioni diverse di locali dellimmobile, sar tenuto a pagare al conduttore unindennit corrispondente alla minor somma tra limporto della spesa ed il valore del risultato utile al tempo della riconsegna. Qualora il conduttore non abbia alcun diritto allindennit, il valore dei miglioramenti pu compensare i deterioramenti. In caso di addizioni effettuate dal conduttore, questi ha diritto di toglierle alla fine della locazione qualora ci possa avvenire senza nocumento della cosa locata. E in facolt del locatore ritenere le addizioni stesse dandone espressa comunicazione al conduttore; in tal caso e nel caso in cui le addizioni non sono separabili senza nocumento della cosa, il locatore dovr pagare al conduttore una indennit pari alla minor somma tra limporto della spesa ed il valore delle addizioni al tempo della riconsegna. Articolo 6 Il conduttore si impegna ad eseguire a sue spese la riparazioni di piccola manutenzione ai sensi dellarticolo 1576 del Codice Civile; non provvedendovi il conduttore, vi provveder il locatore attingendo, per le spese, al deposito cauzionale. Sono a carico del locatore le spese per la straordinaria manutenzione dellimmobile e le spese per le riparazioni straordinarie. Qualora il locatore non provveda e/o in caso di riparazioni urgenti, il conduttore pu eseguirle direttamente, salvo rimborso o compensando il credito relativo e pari alla somma spesa con i canoni di locazione dovuti o da corrispondere fino al termine del contratto. Articolo 7 Qualora lesecuzione delle riparazioni si protrae per oltre un sesto della durata della locazione ed, in ogni caso, per oltre venti giorni, il conduttore avr diritto alla riduzione del corrispettivo proporzionalmente allintera durata delle riparazioni stesse ed allentit del mancato godimento. Se lesecuzione delle riparazioni, indipendentemente dalla sua durata, rende inutilizzabile tutta o parte della cosa locata, il conduttore potr ottenere lo scioglimento del contratto. Articolo 8 Qualora il locatore sostenga delle spese per le opere di cui allarticolo 23 legge 392/78, il conduttore avr lobbligo di corrispondergli, con decorrenza dal primo mese successivo a quello di ultimazione dei lavori, un aumento integrativo del canone sopra convenuto, pari alla percentuale dellinteresse legale sulla spesa sostenuta dal locatore, maggiorato dei relativi aggiornamenti Istat. Articolo 9 Il conduttore sar costituito custode dellimmobile locato e ne risponder in caso di perdite e deterioramento anche se derivanti da incendio, qualora non provi che siano dovuti a cause a lui non imputabili. Articolo 10 Il locatore esonerato da responsabilit in caso di interruzione dei servizi per cause indipendenti dalla sua volont. Articolo 11 Esso potr ispezionare o fare ispezionare i locali affittati, previo accordo con il conduttore sulle modalit dellaccesso. Articolo 12 Linadempienza da parte del conduttore di uno dei patti contenuti in questo contratto, produrr, ipso Iure, la sua risoluzione. Articolo 13 Saranno a carico del conduttore i consumi delle utenze di acqua, gas, luce, telefono, la tassa sui rifiuti urbani, eventuale quota parte di spese condominiale e quanto di spettanza del conduttore in genere. Articolo 14 Non consentita la sublocazione totale o parziale dellimmobile in oggetto salvo consenso espresso prestato dal locatore.

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Articolo 15 Il conduttore potr recedere dal contratto in qualsiasi momento dandone avviso al locatore mediante raccomandata con avviso di ricevimento almeno sei mesi prima dalla data in cui il recesso deve avere esecuzione. Articolo 16 Le parti eleggono per le eventuali controversie relative al presente contratto la competenza esclusiva del Foro di ..}, le parti espressamente escludono la concorrenza del foro designato con gli altri previsti dalla legge. Articolo 17 A tutti gli effetti del presente contratto, ed anche per la notifica di eventuali atti giudiziari, compresi quelli relativi alle procedure di sfratto e di esecuzione, il conduttore dichiara di eleggere domicilio presso i locali oggetto della locazione. Articolo 18 Le spese di bollo per il contratto e di registrazione saranno a carico delle parti in egual misura. Articolo 19 Per quanto non specificato nel presente contratto le parti si rimettono alle disposizioni dettate in materia di locazione dal Codice Civile e dalle vigenti leggi.

Il locatore

..

Il conduttore

Le parti espressamente dichiarano che le clausole di cui al presente contratto sono state oggetto di trattativa individuale, ai sensi e per gli effetti di cui allarticolo 1341 e seguenti del Codice Civile approvano espressamente le clausole di cui agli articoli 5, 6, 7, 12 e 16.

Il locatore

Il conduttore

addi ..

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MODELLO DI CONTRATTO DI COMODATO


SCRITTURA PRIVATA TRA

a) (ente che in possesso degli impianti sportivi o di uffici: persone fisiche o giuridiche, Parrocchie ecc. ), con sede in.., via.. N.., C.F/P.I., legalmente rappresentata dal sig nato a.. .il e residente a. .via. ....n..d'ora in poi indicata come "comodante" e b) l'Associazione., con sede in via. ..n, C.F./P.I/legalmente rappresentata dal sig.. , nato a , ile residente a. vian..d'ora in poi indicato come "comodatario"
PREMESSO

che la comodante proprietaria di un impianto sportivo, costituito da n. __ campi di _______, n. __ locali, [ecc.], sito in _____________, via _____________________, destinato ad attivit sportive (oppure , per esempio, di un locale, sito in _____________, via _________"]; che il comodatario ha chiesto di poter utilizzare il predetto impianto per ivi svolgervi attivit sportiva dilettantistica [oppure: "...che il comodatario ha chiesto di poter utilizzare il predetto locale per ivi svolgervi l'attivit associativa" (oppure: "...per adibirlo a sede degli uffici dell'Associazione"/] ; che il comodatario aderisce al __________ (indicare l'ente di promozione sportiva di affiliazione:
TRA LE PARTI SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

1. II comodante concede in comodato al comodatario, che accetta, l'immobile sito in ______________, via _______ cos identificato catastalmente ____________________________ e costituito da__________ _______ come da planimetria allegata sotto la lett. A. [nel caso in cui fossero concessi in uso anche beni mobili, occorre aggiungere: "Sono concessi in comodato anche le attrezzature e i beni mobili indicati nell'inventario allegato sotto la lettera B, che forma parte integrante del presente contratto."] II comodatario dichiara di aver preso visione dell'immobile in ogni sua parte [se si inserisce il precedente comma, occorre aggiungere: "...nonch delle attrezzature e dei beni mobili concessi in comodato"] e di averne constatato il perfetto stato di conservazione e manutenzione e di averlo trovato del tutto idoneo all'uso pattuito nel presente contratto ed immune da qualsiasi vizio o imperfezione ed in tale stato si obbliga a restituirlo alla scadenza del comodato, salvo il normale deterioramento a seguito dell'uso. 2. Il comodatario potr usufruire dell'immobile sopra descritto per la durata di ____ (________ ) a partire da ___________ con scadenza il ___________. Alla scadenza il presente contratto si intender tacitamente rinnovato di ________, salvo disdetta a mezzo raccomandata R.R. con preavviso di almeno ____ (______ ).[oppure, se si opta per un comodato precario: "II comodatario potr usufruire dell'immobile a tempo indeterminato, pertanto, il 77

rapporto di comodato e con esso l'occupazione dell'immobile potranno essere fatti cessare dal comodante in qualsiasi momento con semplice preavviso di _______ ( ________ ), a mezzo di raccomandata.. 3. L'immobile di cui sopra potr essere utilizzato dal comodatario esclusivamente per ivi svolgervi attivit sportiva dilettantistica [oppure: "per sede degli uffici dell'Associazione"], mantenendo un comportamento conforme allo spirito educativo del luogo in cui l'immobile inserito. Viene esclusa fin d'ora ogni attivit politica, partitica e sindacale. Nessun corrispettivo dovuto per il presente comodato; 4. Il comodatario tenuto a custodire e a conservare tutti i beni mobili e immobili oggetto di comodato con la diligenza del buon padre di famiglia ed direttamente responsabile verso il comodante dei danni causati agli stessi e di quelli causati alle persone, sia terzi che soci. A tale scopo si obbliga a stipulare, a proprie spese, opportuna assicurazione presso una Compagnia Assicuratrice di primaria importanza e per un congrue massimale contro tutti i rischi che possano gravare sull'immobile, e per responsabilit civile, e ad esibire la polizza e le ricevute di pagamento dei premi su richiesta del comodante. La polizza dovr prevedere l'obbligo a carico della Compagnia di risarcimento diretto del comodante o delle persone danneggiate, ai sensi dell'articolo 1917 del Codice Civile. 5. Il comodatario si assume ogni responsabilit civile, penale e fiscale per quanto concerne le attivit svolte nell'immobile concesso in comodato. In particolare si impegna a richiedere tutte le autorizzazioni necessarie per l'espletamento delle attivit e ad ottemperare alle disposizioni di legge in materia, li mancato rilascio anche di una sola delle predette autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell'attivit sar causa di risoluzione del presente contratto. 6. Il comodatario si obbliga a mantenere inalterata la destinazione di quanto viene affidato e consegnato, conformemente a quanto indicato nell'art. 3, nonch a pagare o rimborsare su richiesta del comodante ogni gravame di tasse e imposte relative inerenti l'immobile; le parti espressamente escludono che il predetto pagamento o rimborso costituiscano un corrispettivo per il presente comodato. Senza che ci possa essere considerato corrispettivo per il presente comodato, sono a carico del comodatario le spese di manutenzione ordinaria e quelle necessarie per l'utilizzo dell'immobile, comprese quelle relative al riscaldamento e alle utenze (a titolo esemplificativo: acqua, luce, gas). 7. Si stabilisce espressamente il divieto assoluto per il comodatario di concedere a terzi (in comodato, locazione, o a qualsiasi altro titolo) anche solo parzialmente l'oggetto del presente comodato e di cedere a terzi, a qualunque titolo, il presente contratto nonch di invitare nell'impianto [o: "locale"] persone non autorizzate per iscritto dal comodante stesso. Il predetto divieto non si applica nel caso d squadre ospitate per lo svolgimento di partite e/o tornei con le squadre del comodatario. In ogni caso, il comodatario solleva il comodante da qualsiasi responsabilit connessa all'utilizzo dell'immobile e allo svolgimento in esso dell'attivit sportiva da parte di squadre esterne e di qualsiasi altro gruppo o persona ospitata o comunque ivi presente. 8. Ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1806 del Codice Civile, le parti convengono quale valore di stima del bene comodato, la somma complessiva di Euro _________________ (_______). Detta stima effettuata unicamente al fine della responsabilit del deperimento del bene comodato, restando inteso che la propriet del medesimo permane come per legge in capo al comodante. 9. Il comodatario dovr pagare una penale di lire ______ (_______ ) al giorno, in caso di mancata riconsegna dell'immobile alla scadenza sopra stabilita, fatto salvo il risarcimento del danno ulteriore 10. L'inosservanza delle condizioni del presente contratto e in particolare di quelle previste dagli artt. 3, 5, 6 e 7 produrr la risoluzione di diritto del contratto per fatto e colpa del comodatario, ai sensi degli artt. 1456 e 1804 c.c. 11. L'estinzione dell'Associazione, nonch la sua fusione, incorporazione o trasformazione in altro ente determinano la risoluzione del presente contratto, ai sensi dell'ari. 1353 c.c.. Qualunque modifica del presente contratto pu aver luogo ed essere approvata solo mediante atto scritto. 12. Eventuali controversie che dovessero sorgere tra le parti circa l'utilizzo dell'impianto sportivo saranno amichevolmente risolte nell'ambito delle procedure conciliative (per esempio ad un giudice concordato fra le parti ecc.). 78

13. Bollo e tasse di registrazione ed ogni altro onere e gravame fiscale inerente al presente accordo sono a totale ed esclusivo carico del comodatario. 14. Per tutto quanto non specificato ci si attiene agli articoli 1803 e seguenti del Codice Civile che regolano il comodato. Letto, confermato e sottoscritto. ___, _____________ II Comodante [luogo e data] II Comodatario

Ai sensi dell'articolo 1341, secondo comma, del Codice Civile si approvano specificatamente le clausole di cui ai nn. 1, 2/4, 5, 6, 7, 8, 9,10, 11 ["...e 13": se inserito]. ________,________________[luogo e data] II Comodante II Comodatario

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CONCESSIONE LOCALI SCOLASTICI PER USI DIVERSI

CONVENZIONE TRA
Lassociazione/societ associazione sportiva dilettantistica C.F. ................................. ..... qui rappresentata nella persona di....,.... ......................... ....................nato a, . il .domiciliato per la carica in .........................................vian.
E

LIstitutoC.F. v.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . nella persona del Preside profnato a .il domiciliato per la carica in.......................................autorizzato alla stipula del presente atto con deliberazione del Consiglio d'Istituto n.....................in data.................................. PREMESSO

che lassociazione/ Societ di...........................................ha la necessit di una palestra per lo svolgimento dell'attivit .rivolta a gruppi di n...........associati; che la Scuola ha in concessione dal Comune di .................................................l'edificio sito in.. ......via..n. per il quale l'Ente Locale provvede alle spese relative alle utenze compreso il riscaldamento; che tale edificio dotato di palestra e che l'Istituto si dichiara disponibile ad un accordo in tal senso nel rispetto delle priorit di utilizzo fissate in base alla normativa vigente; che la Societ utilizzerebbe i locali in orario compatibile con le attivit istituzionali della scuola;
TUTTO CIO PREMESSO

le parti come sopra rappresentate e domiciliate convengono: 1) La Direzione Didattica - successivamente solo Istituto - mette a disposizione dellassociazione / Societ - successivamente solo Societ la palestra evidenziata nelle allegate planimetrie da tratteggio siti al piano: l'Istituto conviene che le attivit che la Societ chiede di svolgere nei locali sopracitati sono compatibili con le attivit didattiche e curriculari dell'Istituto. 2) La palestra, di cui al precedente punto 1) verr utilizzata dallassociazione/Societ per un periodo di . settimane, dal......al.... escluso il periodo delle vacanze pasquali e/o natalizie dal........../...........al....................e. successivamente, secondo il calendario delle lezioni annualmente concordato tra lassociazione /societ e l'Istituto, secondo le seguenti modalit: nei giorni da..con orario..................................... 3) Lassociazione/societ provveder a versare presso la banca filiale

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di . . , intestato a Direzione Didattica di, ...entro il 15 del mese successivo all'utilizzo, la somma dovuta in base alla tariffa oraria di ...................(con l'aggiunta di . .. (. ..) a giornata per ciascun gruppo superiore a 30 associati) indicando nella distinta anche il numero delle giornate utilizzate. Per gli anni successivi, la Societ si impegna a versare le tariffe orarie secondo gli aggiornamenti che saranno determinati in relazione agli oneri di gestione, salva facolt di recesso. Sono a carico dellassociazione/societ le incombenze di vigilanza e di pulizia della palestra. Lassociazione/societ si impegna a comunicare gli orari e le persone addette alla pulizia, prima dell'avvio dell'attivit. 4) Lassociazione/societ si impegna a rispettare il calendario delle giornate concordate per l'utilizzo e a comunicare preventivamente eventuali modifiche. 5) Lassociazione/societ si impegna: a) a sollevare il Comune e l'Istituto da ogni responsabilit per danni a persone o cose che avessero a determinarsi in dipendenza dell'utilizzo dei locali di cui si tratta; a tal proposito si impegna a stipulare apposito contratto assicurativo con primaria Azienda di Assicurazione per R.C. con un massimale di ....................(............); b) a risarcire il Comune di qualunque danno a beni mobili, immobili ed impianti di propriet di I tali Ente, che venisse causato in maniera inequivocabile in seguito all'utilizzo dei locali da parte dellassociazione/societ e parimenti di risarcire l'Istituto dei danni a beni ed attrezzature dell'Istituto verificatesi in maniera inequivocabile in dipendenza dell'utilizzazione da parte dellassociazione/societ. 6) Lassociazione/societ si impegna ad individuare una persona con il compito di verificare il regolare ! utilizzo della palestra ed a comunicarne il nominativo all'Istituto. 7) L'istituto si impegna ad effettuare giornalmente, al termine delle lezioni tenute dallassociazione/ societ, un'accurata verifica dell'integrit dei locali, degli arredi e delle attrezzature utilizzati ed a contestare immediatamente allassociazione/societ eventuali danneggiamenti, segnalandoli nel contempo alla Provincia. E' in facolt dellassociazione/societ fare altrettanto prima dell'inizio delle lezioni, facendone segnalazione verbale immediata al personale dell'Istituto e comunicazione scritta, entro le successive 48 ore, al Comune e all'Istituto. 8) II Comune e l'Istituto, nell'ambito delle rispettive competenze, curano gli adempimenti previsti a loro carico dalle disposizioni di cui al D.P.R. n 626/94 in materia di sicurezza del ; lavoro e da tutte le altre norme in materia di sicurezza in genere. Si allega copia del documento rischio della palestra che lassociazione/societ si impegna a rispettare. 9) II presente accordo avr durata triennale a far tempo dall'anno scolastico......................................salvo disdetta motivata da comunicare alle altre parti con almeno tre mesi di anticipo. 10) E' assolutamente vietato lasciare nei locali scolastici, attrezzature e materiale vario necessario allo svolgimento delle attivit. 1 l) Si precisa che il cortile all'interno dell'edificio non viene concesso in uso alla societ, pertanto ogni qualvolta si svolgono incontri pomeridiani della scuola non consentito il parcheggio. 12) II presente atto esente da bollo ai sensi del D.P.R. 26.10.72 N6.42. Le spese di registrazione sono a carico della Societ. Data e firme. Il dirigente dellistituto .. Il presidente dellassociazione .

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REGOLAMENTO PER LA GESTIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL CENTRO SPORTIVO COMUNALE

Art. 1) II Centro Sportivo di propriet del Comune di , situato nella zona sportiva di via ., composto dalle seguenti sezioni: - Sezione Palestre - Sezione Pista e Pedana di atletica Leggera -- Sezione campi di calcio Alla gestione ed al funzionamento del centro Sportivo, come all'organizzazione ed allo svolgimento delle attivit ad esso connesse, il Comune provvede secondo le norme del presente Regolamento, stanziando all'uopo, annualmente speciali fondi nel bilancio ordinario a seconda delle necessit. Art. 2) L'Amministrazione Comunale, assistita dalla eventuale Commissione comunale competente, presiede nell'ambito delle norme del presente Regolamento, alla conservazione ed al funzionamento del Centro sportivo, nonch alla vigilanza delle attivit inerenti, affidando le incombenze agli Uffici comunali competenti in materia. L'Ufficio Tecnico comunale provvede entro le direttive emanate dalla Giunta Municipale, al coordinamento delle attivit e dei servizi specifici. Art. 3) La determinazione degli orari d'uso compete alla Giunta Municipale. Art. 4) II Centro Sportivo a disposizione delle attivit sportive svolte nell'ambito dell'organizzazione del CONI, delle Federazioni Sportive Nazionali e dei Gruppi sportivi locali interessati, con il solo onere del concorso nelle spese di gestione. Possono farne richiesta d'uso, gli Enti, le associazioni e le Societ Sportive dilettantistiche e i cittadini privati residenti nel Comune. La richiesta dovr essere presentata all'Amministrazione Comunale con un anticipo di giorni 30 per le attivit continuative e giorni 10 per le attivit saltuarie. Art. 5) A titolo di corrispettivo per le spese di gestione, il Comune provvede a richiedere al pubblico, alle associazioni, alle societ, agli enti e ai gruppi utenti, sia per allenamenti che per manifestazioni, i canoni di concessione di cui ai tariffari deliberati annualmente. Il mancato pagamento delle tariffe stabilite comporta l'esclusione dell'insolvente da ogni ulteriore concessione e le normali azioni del Comune per il recupero del credito. E' fatto divieto ai beneficiari, di subaffittare le strutture loro concesse. Art. 6) La concessione dei servizi Bar, pubblicit, guardaroba, affitto cuscini ed altri servizi non

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espressamente indicati nel presente regolamento, deve formare oggetto di apposito separato Regolamento Art. 7) E' vietato l'ingresso al Centro sportivo, a tutti i cittadini che non siano stati espressamente autorizzati. Art. 8) I disabili in carrozzella possono accedere all'interno delle strutture sportive fornite di apposito permesso durante le manifestazioni sportive. Art. 9) Solo durante gli allenamenti consentita l'introduzione delle biciclette che saranno depositate negli spazi appositamente destinati. Art. 10) Eventuali allacciamenti telefonici potranno essere eseguiti a cura e spese del Comune, dietro motivata richiesta dellassociazione/ societ. Le spese d'uso e di gestione dell'utenza saranno a totale carico dellassociazione/ Societ. Art. 11) Al termine della concessione il Presidente dellassociazione/ Societ o il beneficiario dovr restituire all'Ufficio Tecnico le chiavi in suo possesso. Art. 12) E' vietato l'ingresso al Centro sportivo a tutti i mezzi non espressamente autorizzati.

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DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE DI TRASFERIMENTO DEL CIRCOLO

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3. LAMMINISTRAZIONE DEI CIRCOLI E DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE . 3.1 Libri sociali. Nei capitoli seguenti verranno esaminati i problemi relativi a tasse, tributi, ecc., e gli adempimenti a cui sono tenuti le associazioni e i circoli. Parleremo anche della tenuta obbligatoria di registri, libri contabili, ecc. Per libri obbligatori si intendono libri inerenti allattivit di circoli ed associazioni sportive che vengono considerate commerciali (gestione di mense, sponsorizzazione, ecc.). La normativa attuale, in effetti, non prevede per le attivit istituzionali lobbligo della tenuta dei libri contabili o particolari norme per la loro compilazione (ris. min. n 11/189 del 22/4/85: Per quanto concerne, invece, i proventi derivanti dallattivit istituzionale e quindi di natura non commerciale non sussiste, secondo la vigente normativa fiscale, lobbligo delle scritture contabili richiamate dallart. 20 del DPR n 600/73), e conseguentemente di indicare a chicchessia il luogo ove vengono conservati, limitandosi invece a prevedere lobbligo di una contabilit ed un rendiconto separati da quello istituzionale oltre che per le attivit commerciali, anche per le attivit in cui vi contributo pubblico e per le attivit di raccolte pubbliche. Questi soggetti, quindi, dovranno tenere da una parte i libri e le scritture ove annotare i fatti istituzionali (incasso quote associative, liberalit, ecc.) e, dallaltra le scritture obbligatorie. Il rendiconto per le attivit in cui vi un contributo pubblico e quello di raccolte pubbliche, deve essere fatto entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio e deve essere accompagnato da una relazione illustrativa in modo che risultino chiare e trasparenti entrate e spese per ciascunattivit. Non avere lobbligo della tenuta dei libri contabili ufficiali non vuole significare affatto che il gruppo dirigente dellassociazione sportiva sia dispensato dal tenere quei libri sociali che permettono allassociazione di vivere una corretta vita democratica ed un efficace funzionamento amministrativocontabile. Se i libri contabili, vidimati e non dagli uffici competenti, sono necessari per non incorrere in sanzioni pecuniarie e penali, i libri interni (raccolta dei verbali delle assemblee dei soci, raccolta dei verbali del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei Sindaci, prima nota cassa, libro di carico e scarico, giornale mastro, ecc.) vanno tenuti in ossequio a quei principi di rettitudine e di chiarezza che debbono esercitare coloro che amministrano i beni comuni. Ipotizzando unassociazione sportiva o un circolo medio-grande (per le associazioni sportive minori il ragionamento certamente pi semplice), diamo di seguito alcune indicazioni generali, consapevoli della loro inadeguatezza, rimandando alla volont delle associazioni sportive lorganizzazione di attivit formative specifiche per venire incontro allesigenza di una conoscenza, seppure limitata, che i dirigenti debbono avere in materia di politica amministrativa. 3.2 Indirizzi di organizzazione contabile. La contabilit che i circoli e le associazioni sportive devono tenere rivolta a: Mettere in evidenza mediante classificazioni e registrazioni, le variazioni che si verificano negli elementi patrimoniali per effetto della gestione; Rendere possibile il controllo delloperato dei consegnatari, di seguire il movimento del denaro o delle merci e di quello dei debiti e dei crediti; Fornire tempestivamente e periodicamente agli amministratori ogni elemento atto a stabilire lo stato della situazione economica e patrimoniale; Fornire i dati per la compilazione dei bilanci di fine anno, con particolare riferimento a quelle attivit considerate commerciali. Per tali attivit la contabilit deve essere separata da quella delle attivit non commerciali.

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3.3 Regolarit delle scritture contabili. La regolarit delle scritture contabili indice della seriet e dellefficienza organizzativa dellassociazione. La contabilit irregolare o non esatta invece, indice della scarsa funzionalit dellassociazione, limita il controllo degli organismi sociali, desta sospetti, favorisce irregolarit di varie specie, turba la fiducia del corpo sociale e falsa la realt. Per un proficuo e ordinato svolgimento delle attivit dellassociazione sportiva e del circolo, spesso suddivisa in sezioni o gruppi di interesse, ciascuno di questi dovrebbe avere una propria contabilit e proprie scritture contabili e, secondo noi, dovrebbe procedere alla compilazione di un vero e proprio bilancio, sia preventivo che consuntivo, da allegare al rendiconto economico e finanziario ( o bilancio se cosi prevede lo statuto) complessivo dellassociazione. 3.4 Entrate. Le entrate delle associazioni sono costituite principalmente dalle quote associative determinate dal Consigli direttivo o dalla assemblea, dai proventi derivanti dalle attivit organizzate dallassociazione, ma anche da contributi di enti pubblici e privati ed associazioni, da liberalit, lasciti e donazioni, e, non raramente da rapporti di sponsorizzazione e pubblicit. Come appena detto, per le entrate dellassociazione che non hanno riflessi fiscali non esistono particolari normative su come devono essere tenute; tuttavia necessario distinguere le une dalle altre e comportarsi a seconda della loro natura. Per le entrate da attivit fiscalmente rilevabili si rimanda al capitolo quarto del presente lavoro. Un discorso particolare va fatto per alcuni tipi di erogazioni liberali in quanto prevedono la possibilit per il donatore di detrarsele, e in qualche caso dedursele, dal proprio reddito. Tali erogazione sono: erogazioni liberali effettuate da persone fisiche Le erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche in favore delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e societ sportive dilettantistiche danno diritto ad una detrazione dall'lrpef del 19 per cento. Tale detrazione, che va fatta valere in sede di presentazione della dichiarazione dei rdditi (modello 730,
modello UNICO), va calcolata su un importo complessivo non superiore a 2065 euro per le associazioni di promozione sociale ed a euro 1.500 per le associazioni (a meno che non abbiano assunto la qualifica di associazioni di promozione sociale) e le societ sportive dilettantistiche. Nel caso in cui l'associazione abbia assunto la qualifica di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilit Sociale): si possono dedurre le liberalit in denaro o in natura erogate nel limite del 10 per cento del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui. Tale importo va calcolato per ogni periodo d'imposta

Anche gli amministratori delle associazioni debbono saper, e renderlo noto agli erogatori, che qualunque sia la somma erogata, per fruire dell'agevolazione il versamento deve essere eseguito tramite banca, posta, carte di credito, bancomat, carte prepagate, assegni bancari e circolari non trasferibili intestati all'associazione destinataria. Come per altra documentazione comprovante l'effettuazione delle erogazioni liberali anche questa non va allegata alla dichiarazione dei redditi, ma conservata dal contribuente ed esibita, se richiesta, agli uffici competenti dell'Agenzia delle Entrate. Le associazioni suddette possono noltre essere destinatarie del 5 per mille dell'IRPEF dovuta. che i contribuenti decidono, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, di destinare a loro. Erogazioni liberali effettuate da societ ed enti. Le medesime erogazioni previste per le persone fisiche possono essere concesse da enti e societ ed alle medesime condizioni fiscali (detrazione del 19%), e di modalit di versamento. Le societ e gli enti possono peraltro usufruire della possibilit di dedursi erogazioni (fino a 200.000,00 euro) per spese di sponsorizzazione di associazioni e societ sportive dilettantistiche. La somma corrisposta infatti considerata, per chi la eroga, una spesa di pubblicit e, come tale, deducibile nello stesso periodo d'imposta in cui stata sostenuta o in quote costanti nell'esercizio di sostenimento della spesa e nei quattro successivi (vedi capitolo fiscale). 86

Infine, a partire dal 2007, per promuovere lo sport tra i bambini e i giovani dai 5 ai 18 anni, stata introdotta una detrazione d'imposta del 19 per cento, calcolabile su un importo massimo di 210 euro, delle spese sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. 3.5 Spese. Per un retto andamento amministrativo del circolo e/o dellassociazione sportiva occorre disciplinare in un primo luogo il meccanismo degli acquisti e delle spese. Ogni spesa deve passare attraverso tre fasi: impegno accertamento pagamento. Limpegno deve essere preso legittimamente da chi ne ha la facolt e con la procedura stabilita dallo Statuto o dai regolamenti interni: tali impegni devono essere presi solo entro i limiti deliberati a norma statutaria e regolamentare. Laccertamento della spesa consiste nella verifica che il prodotto o il servizio acquistato corrisponda per qualit e quantit a quello commissionato e che la fatturazione sia avvenuta secondo i patti convenuti (prezzo data di pagamento tempo e luogo di consegna esattezza dei conteggi ecc.). Il pagamento deve essere ugualmente autorizzato, dopo i suddetti controlli, da chi ne ha i poteri. Per rendere pi facile loperazione opportuno che: 1. Il soggetto che ordina la merce non sia chi la riceve in consegna; 2. Colui che tiene la contabilit non faccia mai, neppure provvisoriamente, n da cassiere, n da provveditore; 3. I pagamenti siano effettuati esclusivamente dal cassiere, dietro un mandato di chi tiene la contabilit. La Legge 342/00 introduce la necessit di una documentazione di tipo bancario o postale per le operazioni inerenti allattivit istituzionale svolta dalle associazioni sportive per i proventi dalle stesse percepiti o somme corrisposte a qualsiasi titolo, per importi superiori a 516,47. I circoli e le altre forme associative di base non sono tenute ad osservare le suddette prescrizioni. 3.6 Inventario. Linventario viene redatto allinizio dellattivit dellassociazione e successivamente ogni anno. Esso deve contenere lindicazione del valore di attivit e/o passivit , lelencazione puntuale dei beni posseduti, il loro valore iniziale e quello al momento della chiusura di ciascun bilancio annuale (o rendiconto economico/finanziario che sia). Linventario si chiude con il rendiconto economico e finanziario o con il bilancio desercizio in questo caso composto dal conto economico e dallo stato patrimoniale (che dimostra limpegno del capitale sociale conseguito e/o le perdite subite). Come abbiamo gi visto il rendiconto, o bilancio, va redatto e presentato allassemblea ogni anno entro la data fissata dallo Statuto. La valutazione dellattivit e della passivit rappresenta unoperazione delicata e importante; infatti, mutando il criterio di valutazione (ossia cambiando i valori dellinventario, un bilancio attivo pu divenire passivo e viceversa). Il bilancio un prospetto bilanciante- dove si riassumono in poche voci tutte le attivit e le passivit inventariate e dove limporto delle attivit corrisponde esattamente (bilancio) a quello delle passivit. 3.7 Bilancio preventivo. Il preventivo di esercizio consente di determinare anticipatamente il costo di uno o di vari servizi o attivit, e di rendersi conto dei termini tecnico-economici entro i quali potranno effettuarsi. Esso consente inoltre il controllo dei costi e laccantonamento tempestivo delle spese da liquidare, cio quelle spese che maturano nel tempo ma che si manifesteranno in oneri reali soltanto periodicamente e occasionalmente, anche a distanza di anni (ad esempio deperimenti che esigono riparazioni, ammortamenti, indennit di fine rapporto di lavoro, ecc.). 87

3.8 Bilancio consuntivo ( o pi propriamente rendiconto economico e finanziario). Il bilancio consuntivo, che statutariamente pu riferirsi sia allanno solare che allanno sociale, un documento che il consiglio direttivo e il collegio sindacale (ove esista) presentano allassemblea per fornire ai soci i fatti amministrativi e il risultato della gestione dellassociazione. Dal bilancio si pu anche rilevare se c equilibrio finanziario fra gli elementi patrimoniali e trarre quei dati statistici che siano di indicazione e guida per lavvenire. Il Bilancio consuntivo anche se riferito alle sole attivit istituzionali e la documentazione ad esso inerente, deve essere conservato per dieci anni. 3.9 Compilazione del bilancio. Il bilancio consuntivo si compone di due prospetti e di una relazione, e precisamente: 1. Situazione patrimoniale, che indica tutte le attivit e le passivit che formano lo stato patrimoniale al giorno indicato (chiusura di esercizio che in genere il 31 dicembre di ogni anno), la cui differenza aritmetica rappresentata, tolto il capitale o le riserve, dallutile o dalla perdita dellesercizio; 2. Conto profitti e perdite (o costi e ricavi), che indica come la gestione si svolta durante lesercizio. Esso rappresenta la vita economica dellassociazione sportiva e/o del circolo e indica come si giunti allutile o alla perdita risultante dalla situazione patrimoniale; 3. Relazione del consiglio direttivo con la quale si illustra in maniera critica e reale il bilancio. Per quanto riguarda la relazione occorre tenere presente che le cifre del bilancio e quelle relative ai risultati economici raggiunti, non sempre sono cos significative e chiare da illustrare anche ai non esperti la reale consistenza patrimoniale dellassociazione sportiva e come si svolto landamento della gestione. Pertanto, affinch linterpretazione del bilancio sia alla portata di tutti, occorre che nella relazione si spieghino le cifre impostate allattivo o al passivo, soffermandosi in particolar modo sulle differenze esistenti rispetto alla situazione patrimoniale del precedente esercizio. Inoltre la relazione deve spiegare in maniera chiara e comprensibile landamento della gestione in tutti quegli aspetti che possono mettere in luce i fatti salienti verificatisi durante la gestione stessa, i provvedimenti presi in conseguenza di tali fatti e i risultati raggiunti con tali provvedimenti. Deve essere ben chiaro che tali risultati per unassociazione non si devono limitare solo a quelli di carattere economico, ma estendersi ed investire la funzione sociale che sta alla base del circolo, della stessa associazione sportiva e cio alla qualit e alla quantit delle iniziative prese o servizi effettuati per il soddisfacimento delle esigenze scaturite dal corpo sociale. 3.10 Controllo delle scritture contabili. Un sistema di controllo, effettuato in adempimento ad un preciso dovere sociale e morale, non pu e non deve offendere alcuno. Si nota spesso la mancanza, in alcune associazioni, di un sistematico controllo e si giustifica ci con il fatto che in una organizzazione di questo tipo tale misura non solo non necessaria ma pu offendere la sensibilit di chi la deve subire. Il controllo, viceversa, deve essere considerato da ognuno (dirigenti, associati, personale dipendente, ecc.) come uno strumento necessario che, mentre dal punto di vista materiale evita errori, abusi e reati, dal punto di vista morale costringe a perseguire quanto pu infondere maggiore fiducia nei soci. La direzione ed il controllo dellandamento organizzativo, amministrativo e contabile spettano al Consiglio di presidenza ed al Collegio dei sindaci revisori. Per, per lo spirito democratico che informa lazione sociale del circolo e dellassociazione sportiva, occorre sollecitare costantemente la collaborazione dellintero corpo sociale per dare in maniera democratica un valido aiuto allopera che i due organismi svolgono in questo senso. 3.11 Consegne a chi subentra. Prima di entrare nel merito degli aspetti fiscali e tributari che riguardano i circoli, le associazioni sportive e le societ, vogliamo sottolineare anche in questa sede 88

la necessit di effettuare un verbale di consegna, qualora vi siano dei cambiamenti nella direzione dellassociazione sportiva e/o del circolo. Il verbale deve contenere le situazioni pendenti (sia di natura politica che economica) e mettere in condizione colui che subentra nellincarico (o il nuovo gruppo direttivo) di valutare immediatamente e con esattezza la situazione dei debiti e dei crediti dellassociazione, quando debbono essere saldati o riscossi, le obbligazioni che sono state assunte, nei confronti di chi e perch. Ovviamente il suddetto verbale serve anche a sollevare da responsabilit coloro che lasciano lincarico che hanno prova di aver consegnato a chi di dovere la documentazione, in qualche caso obbligatoria per legge, dovuta.

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RICEVUTA PER ACQUISTO TESSERE DA PARTE DI UN CIRCOLO

Associazione ............................... Sede provinciale Via .................................................... C.F................................................. Spett.le. Associazione/societ sportiva/Circolo Si riceve la somma di . ( .) a saldo di n tessere anno .dellassociazione . Il sottoscritto dichiara che esonerato dallobbligo di fatturazione in quanto il predetto corrispettivo non soggetto ad IVA in base allart. 4, quarto comma del DPR 633/72 n allIRES in base allart. 148 commi 1 e 3 del TUIR in quanto riferito al rilascio di tessere associative. .li. _____________________________ Firma leggibile

Gli enti di promozione sportiva, le Federazioni riconosciute dal Coni (non quindi le associazioni e societ di base) sono esenti dallimposta di bollo per gli atti, documenti, istanze, contratti, copie (ANCHE SE DICHIARATE CONFORMI ), ESTRATTI, CERTIFICAZIONI, DICHIARAZIONI ED ATTESTAZIONI ai sensi dellart. 90 comma 6 della legge 289/2002.

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DICHIARAZIONE PER CONTRIBUTI VOLONTARI DA SOCI E/O DA PRIVATI

Associazione sportiva/Circolo ............................... Via .................................................... C.F................................................. Spett.le. ..

Il sottoscritto ., nato a .e residente in, in qualit di Presidente pro-tempore dell'Associazione sportiva/circolo ........................................................... C.F...........................sito in . Dichiara che Il socio (o lEnte) ........................................................ nato a............................................il .......................e residente a.CF.. versa a titolo di "CONTRIBUTO VOLONTARIO" la somma di . .....................(................................................) per il conseguimento degli scopi sociali dellassociazione. Loperazione fuori campo di applicazione dellIVA per assenza del presupposto oggettivo, in quanto non costituente il corrispettivo di una specifica prestazione di servizi o di una cessione di beni (Risoluz. Minister. 4/12/73 n. 504943).

..li. Il Presidente ....................................................

Marca da bollo da 1,81 per importi uguali o superiori a 77,47. 91

RICEVUTA DA SOCI E DA PRIVATI PER VERSAMENTI LIBERALI

Associazione sportiva/Circolo ............................... Via .................................................... C.F................................................. Spett.le. Il sottoscritto ., nato a .e residente in, in qualit di Presidente pro-tempore dell'Associazione sportiva/circolo ........................................................... C.F...........................sito in . Dichiara che Il socio (o lEnte) ........................................................ nato a............................................il .......................e residente a.CF.. versa a questa associazione la somma di diconsi..) a titolo di liberalit. Operazione fuori del campo di applicazione dellIVA per assenza del presupposto oggettivo in quanto non costituente il corrispettivo di una specifica prestazione di servizi o cessione di beni (Risoluzione Ministeriale 4/12/73 n504943). .li.. Il Presidente ...

NB: Ia presente ricevuta pu essere utilizzata per la detrazione del 19%, ai fini delle imposte dirette, su un importo massimo di 1500 euro concesso a titolo di liberalit ad associazioni sportive (art. 13bis, comma 1, lettera i-ter del TUIR) da persone fisiche, elevato a 2065 per le associazioni di promozione sociale, a condizione che il versamento sia effettuato tramite modalit rintracciabili e cio a mezzo accredito bancario, bollettino postale ecc.

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RICEVUTA PER VERSAMENTI PER ATTIVITA OCCASIONALI

Associazione sportiva/Circolo ............................... Via .................................................... C.F.................................................. Spett.le.. C.F..

Il sottoscritto ., nato..il..e residente a ..via.,in qualit di Presidente pro-tempore dell'Associazione sportiva/circolo .........................................................C.F. ........................ Dichiara di aver ricevuto dalla ditta .......................................la somma di .................(....................................) .per............................................................

Il sottoscritto dichiara di essere esonerato dagli obblighi di fatturazione in quanto loperazione fuori campo di applicazione dellIVA (artt, 1.2.4 del DPR 633/72) per assenza del presupposto oggettivo, in quanto trattasi di attivit puramente occasionale (Risoluzione Ministeriale 4/3/1985 e cassazione sezione 1 in data 12./3/ 1996 n 2021): ..li.. Il Presidente ....................................................

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RICEVUTA PER SPESE SOSTENUTE PER ATTIVITA MOTORIA PER RAGAZZI

Associazione sportiva/Circolo ............................... Via .................................................... C.F................................................. Egregio Sig. Il sottoscritto ., nato a .e residente in, in qualit di Presidente pro-tempore dell'Associazione sportiva/circolo ........................................................... C.F...........................sito in ..via.. n.operante nella disciplina .. Dichiara che Il socio sig. ........................................................ nato a............................................il .......................e residente avian..CF.. versa a mezzo assegno non trasferibile* n ..della banca .intestato alla associazione (o societ sportiva) . a titolo di quota di partecipazione del proprio figlio/a nato/a a il ad attivit motoria dei ragazzi da 5 a 18 anni, la somma di (diconsi..) come previsto dallarticolo 15, comma 1, del DPR 22/12/1986 n 917 (TUIR) Operazione fuori del campo di applicazione dellIVA per assenza del presupposto oggettivo in quanto non costituente il corrispettivo di una specifica prestazione di servizi o cessione di beni a proprio socio (Risoluzione Ministeriale 4/12/73 n 504943). .li.. Il Presidente ...

NB: Ia presente ricevuta pu essere utilizzata per la detrazione del 19%, ai fini delle imposte dirette, su un importo massimo di 210 euro annui versato ad associazione sportiva per attivit motoria dei minori. Attenzione la norma operante dal 1 gennaio 2007 .*O altra modalit tracciabile (accredito postale o bancario, ecc

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DICHIARAZIONE PER LESENZIONE DELLA RITENUTA IN OCCASIONE DI CONTRIBUTI PUBBLICI

Associazione sportiva/Circolo ............................... Via .................................................... C.F.....................................................

Alla Spett.le Amministrazione ... ...

Si riceve la somma di . ................................. (.........................................................). come pattuito con la convenzione stipulata in data ............................... per lorganizzazione della attivit .........................................................................................................svolta.. ................................................................................. si dichiara che il predetto corrispettivo non soggetto allIVA in base allart. 4 del D.P.R. 633/72 n alla ritenuta alla fonte del 4% (IRES) in base allart. 28 del D.P.R. 29/9/73 n. 600 ed alla Risoluzione Ministeriale della Direzione Generale delle Imposte Dirette n. 11/027 del gennaio 1988 in quanto lassociazione ricevente non gestita in forma di impresa ed in quanto relativo ad attivit istituzionali.

Data..

Il Presidente . .........................................

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ESEMPIO DI TENUTA DELLA CONTABILITA


PRIMA NOTA CASSA

Foglio n.. cassa banca


uscite entrate uscite

riferim. data

descrizione

imponibile

IVA

entrate

riporto
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 02/01/2008 03/01/2008 05/01/2008 07/11/2008 07/01/2008 07/01/2008 07/01/2008 08/01/2008 10/01/2008 10/01/2008 11/01/2008 prestito da soci (4.000 in cassa 2.000 in banca) registrazione statuto acquisto libri sociali contratto telecom contratto acea (acqua) materiale pulizia cancelleria affitto gennaio febbraio (assegno n. condominio gennaio - febbraio riscaldamento sede I rata n. 16 quote associative ) 750,00 150,00 40,00 60,00 175,00 630,00 110,00 100,00 83,30 28,00 180,00 520,00 500,00 27,00 62,00 160,00 900,00 ) 100,00 180,00 4.000,00 150,66 16,50 160,00 130,00 35,00 17,00 520,00 2.000,00

20/01/2008 acquisto computer (assegno n. 22/01/2008 cancelleria

23/01/2008 n. 6 quote associative 24/01/2008 26/01/2008 29/01/2006 30/01/2008 01/02/2008 04/02/2008 n. 21 tessere (acquisto) n. 21 quote per corso... .....
:

esta inizio corso

n. 10 quote associative n. 10 tessere rimborso spese Sig. ......

27/02/2008 riscaldamento sede II rata 28/02/2006 affitto marzo - aprile (assegno n. ) 28/02/2008 restituzione prima rata prestito rif. 1 10/03/2008 19/03/2008 spese postali pagamento bolletta Acea

96

totali foglio 1

4.320,00

2.624,46 2.000,00

1.940,00

schede
scheda riscaldamento data riferimento operazione riscaldamento sede prima rata riscaldamento sede seconda rata entrate uscite 180,00 180,00

10/01/2008 10 27/02/2008 21

totale

360,00

scheda tesseramento data riferimento operazione n. 16 quote associative n. 6 quote associative n. 21 tessere n. 10 quote asociative n. 10 tessere 100,00 83,30 entate 160,00 60,00 175,00 uscite

11/01/2008 11 23/01/2008 14 24/01/2006 15 30/01/2006 18


01/02/2008

19

totale 97

320,00

258,30

Rendiconto Economico e Finanziario


1 gennaio 31 dicembre 200___
(Piano dei conti, Bilancio preventivo, Rendiconto) ENTRATE
Voci del rendiconto Avanzo di gestione anni precedenti

Consuntivo

Preventivo

Differenza

I. Ordinarie

1 Quota associativa annuale Soci

2 Interessi C/C bancario

3 Gestione Bar sociale

4 Gestione Spaccio Sociale

5 Gestione sala giochi

6 Gestione Attivit ricreative

7 Diverse

Totale

II. Straordinarie da Contributi

1 Versamenti dei soci

2 Da sede provinciale Associazione

3 Da sede regionale Associazione

98

4 Da sede nazionale Associazione 5 Da Enti locali

6 Da Privati

Totale

III. Straordinarie da Attivit

1 Quote di iscrizione a Corsi Formazione

2 Quote di iscrizione ad Attivit Sportive

3 Quote di iscrizione ad Attivit Culturali 4 Gestione diretta attivit Commerciali

5 Abbinamenti commerciali

6 Pubblicazioni

7 Diverse

Totale

IV. Entrate per partite di giro

1 Prenotazione gite, manifestazioni o attivit diverse 2 Incassi per conto terzi

pranzi,

3 Cauzione

4 Varie

99

Totale

V. Tesseramento successivo

di

competenza

anno

Totale Generale ENTRATE

Disavanzo di gestione

Totale a pareggio

100

USCITE
Voci del rendiconto

Consuntivo

Preventivo

Differenza

Disavanzo di gestione anni precedenti

I. Tesseramento

1 Affiliazione Circolo

2 Tesseramento Soci

3 Licenze Varie (da )

Totale

II. Attivit Istituzionali

1 Riunioni di Presidenza

2 Riunioni Tecnici

3 Riunioni Associative

4 Assemblee - Congressi

Totale III. Ammortamento Attrezzature e Impianti

1 Attrezzature Sociali

2 Attrezzature Sportive

3 Impianti sede sociale

101

4 Attrezzature d'ufficio 5 Manutenzione sede sociale

6 Manutenzione attrezzature

7 Automezzi

a) acquisto

b) gestione

c) manutenzione

8 Diverse

Totale

IV. Attivit ordinaria

1 Rifornimenti bar sociale

2 Rifornimenti spaccio sociale

3 Organizzazione manifestazioni e gare

4 Premi e trofei

5 Tasse d'iscrizione 6 Affitto locali, campi, palestre

7 Spese trasferte

8 Spese per vitto e alloggio trasferte

9 Diverse

102

Totale

V. Attivit straordinaria 1 Partecipazione a manifestazioni

2 Diverse

Totale

VI. Formazione

1 Corsi di aggiornamento

preparazione

ed

2 Corsi per operatori di servizi

3 Corsi per operatori sportivi

Totale

VII. Spese di gestione

1 affitto sede sociale

2 affitto attrezzature sede sociale

3 affitto impianti sede sociale

4 illuminazione

5 forza motrice e servizi (corrente elettrica, ecc.) 6 pulizie

7 postali telegrafiche

103

8 telefoniche

9 medico-sanitarie

10 compensi al personale

11 collaborazioni

12 assemblee e riunioni in sede

13 assemblee e riunioni fuori sede

14 assicurazione sede sociale

15 stampa manifesti e promo

16 diverse Totale

VIII. Spese per dirigenti 1 spese di rappresentanza

2 fondo spese presidenza

3 rimborsi 4 partecipazione a corsi di formazione

5 rimborsi spese, premi ed indennit

6 diverse

Totale

104

IX. Stampa 1 pubblicazione giornale

2 notiziari

3 collaborazioni

4 acquisto pubblicazioni

5 acquisto quotidiani

Totale

X. Imposte e tasse

1 Siae

2 IVA

3 IRPEG

4 IRAP

5 Licenze diverse (es. UTF)

6 Tasse Radio-Tv 7 Tasse affissione

8 Altre

Totale

105

XI USCITE per partite di giro

1 Gite, pranzi, manifestazioni diverse

2 Versamenti per conto terzi

3 Importi cauzionali

4 Diverse

Totale Totale Generale USCITE

Avanzo di gestione

Totale a pareggio

N.B. 1) Si consiglia di utilizzare lo schema proposto come "piano dei conti" per l'intero arco dell'anno; infatti la suddivisione delle voci per capitoli di spesa come sopra riportate pu semplificare molto la stesura del rendiconto a fine anno.
2) E' logico che in occasione del Bilancio Preventivo verr compilata esclusivamente la colonna di destra, mentre in fase di Rendiconto economico e finanziario .. (da stilarsi fra gennaio e aprile del 200) verr completato con la colonna di sinistra.

106

Nota esplicativa voci del Rendiconto economico e finanziario Entrate e Uscite


Voci del rendiconto ENTRATE Avanzo di gestione anni precedenti I. Ordinarie 1 Quota associativa annuale Soci 2 Interessi C/C bancario 3 Gestione Bar sociale 4 Gestione Spaccio Sociale 5 Gestione sala giochi 6 Gestione Attivit ricreative II. Straordinarie da Contributi e Liberalit 1 Versamenti dei soci 2 Da sede provinciale Associazione 3 Da sede regionale Associazione 4 Da sede nazionale Associazione 5 Da Enti locali 6 Da Privati III. Straordinarie da Attivit 1 Quote di iscrizione a Corsi Formazione 2 Quote di iscrizione ad Attivit Sportive 3 Quote di iscrizione ad Attivit Culturali 4 Gestione diretta attivit Commerciali 5 Abbinamenti commerciali 6 Pubblicazioni
Tutto ci che stato fatturato Sponsorizzazioni ecc. Comuni, pro-loco, ecc. Il costo della tessera a carico dei soci. Interessi derivanti da depositi bancari Tutti gli incassi della mescita Tutti gli incassi derivanti dallo spaccio Tutti gli incassi derivati dall'utilizzo dei giochi Manifestazioni in genere (feste di piazza, tombole, ecc.) Contributi non aventi natura commerciale erogati da soggetti vari L'utile di gestione risultante nell'anno precedente

107

IV. Entrate per partite di giro

Quote di partecipazione o incassi riscossi conto terzi

1 Prenotazione gite, pranzi, manifestazioni o attivit es. cena sociale in cui ognuno paga la sua quota personale diverse 2 Incassi per conto terzi 3 Cauzioni V. Tesseramento di competenza anno successivo
Tessere acquistate nell'anno in corso valevoli per l'anno successivo es. tramite per i soci per Servizio fiscale

Voci del rendiconto USCITE Disavanzo di gestione anni precedenti I. Tesseramento 1 Affiliazione Circolo 2 Tesseramento Soci 3 Licenze Varie (da Endas ecc.) II. Attivit Istituzionali 1 Riunioni di Presidenza 2 Riunioni Tecnici 3 Riunioni Associative 4 Assemblee - Congressi III. Ammortamento Attrezzature e Impianti 1 Attrezzature Sociali 2 Attrezzature Sportive 3 Impianti sede sociale 4 Attrezzature d'ufficio 5 Manutenzione sede sociale 6 Manutenzione attrezzature 7 Automezzi IV. Attivit ordinaria 1 Rifornimenti bar sociale 2 Rifornimenti spaccio sociale 3 Organizzazione manifestazioni e gare 4 Premi e trofei Spese di rifornimento bar sociale Spese di rifornimento spaccio sociale La differenza del valore iniziale e finale dell'anno Affiliazioni (Endas.) e/o (Federazioni ecc.) Tutte le tessere ed i vari cartellini sportivi Aggregazione, somministrazione, ecc. Spese sostenute per l'organizzazione e la partecipazione a: La perdita dell'anno precedente

108

5 Tasse d'iscrizione 6 Affitto locali, campi, palestre 7 Spese trasferte 8 Spese per vitto e alloggio trasferte V. Attivit straordinaria 1 Partecipazione a manifestazioni VI. Formazione 1 Corsi di preparazione ed aggiornamento 2 Corsi per operatori di servizi 3 Corsi per operatori sportivi VII. Spese di gestione 1 affitto sede sociale 2 affitto attrezzature sede sociale 3 affitto impianti sede sociale 4 illuminazione 5 forza motrice e servizi (corrente elettrica, ecc.) 6 pulizie 7 postali telegrafiche 8 telefoniche 9 medico-sanitarie 10 compensi al personale 11 collaborazioni 12 assemblee e riunioni in sede 13 assemblee e riunioni fuori sede 14 assicurazione sede sociale 15 stampa manifesti e promo VIII. Spese per dirigenti 1 spese di rappresentanza 2 fondo spese presidenza Netto corrisposto al dipendente + le varie imposte (Inps, inail) Netto corrisposto al collaboratore+Ritenuta d'acconto+Inps Organizzazione o partecipazione a:

109

3 rimborsi 4 partecipazione a corsi di formazione 5 rimborsi spese, premi ed indennit IX. Stampa 1 pubblicazione giornale 2 notiziari 3 collaborazioni 4 acquisto pubblicazioni 5 acquisto quotidiani X. Imposte e tasse 1 Siae 2 IVA 3 IRES 4 IRAP 5 Licenze diverse (es UTF) 6 Tasse Radio-Tv 7 Tasse affissione XI USCITE per partite di giro 1 Gite, pranzi, manifestazioni diverse 2 Versamenti per conto terzi 3 Importi cauzionali Costi per la stampa di libri e giornali fatti dal circolo

110

Rendiconto Economico e Finanziario


STATO PATRIMONIALE ATTIVITA' Impianti Mobili ed attrezzature Macchinari Cassa Banche Magazzino merci Crediti v/terzi Soci in conto Debiti v/terzi Ratei e Risconti Attivi Totale attivit Perdita d'esercizio TOTALE GENERALE PASSIVITA' Fondo ammortamento Mobili e Attrezzature Fondo ammortamento Macchinari ed Impianti Fondo indennit Quiescenza Personale Fondo riserva Banche Ditte diverse per crediti v/Soci Debiti verso fornitori Debiti diversi Ratei e Risconti passivi Totale passivit Utile d'esercizio TOTALE GENERALE

111

Rendiconto Economico e Finanziario


Situazione Patrimonio Sociale Inventario beni e attrezzature Voce Banconi Frigoriferi Televisioni Radio Hi-Fi Sedie Tavoli Tovaglie Stoviglie Quantit Data acquisto Valore iniziale Valore al.

112

Rendiconto Economico e Finanziario


Situazione Patrimonio Sociale Magazzino merci

Voce

Quantit

Valore al.

113

BOZZA CONTRATTO DI SPONSORIZZAZIONE Tra i sottoscritti: a) sig...................................................................................... quale Presidente e legale rappresentante dellassociazione sportiva (o Circolo) ................................... con sede in .................................. ...via...n.C.F. .................................................. b) sig ............................................................................... quale ............................................... della Societ ....................................................... (oppure: quale titolare della ditta ..................................) con sede in ...............................via nC.F. ........................................ premesso * che lassociazione sportiva.................................... (oppure: il Circolo .......................................) svolge attivit di ............................................... * che il Sig. ............................................... intende promuovere a fini pubblicitari la diffusione, la conoscenza e l'apprezzamento del nome della ditta ............................................... * che lassociazione sportiva ................................... (oppure: il Circolo .............................................) si resa disponibile, dietro compenso, ad assecondare queste iniziative pubblicitarie dal ................................. * che il Sig................................................ riconosce alla associazione sportiva ............................ (oppure: al Circolo ..........................................) una particolare attitudine per il conseguimento degli scopi prefissi si conviene e si stipula quanto segue: 1) lassociazione sportiva ................................ (oppure: il Circolo ..........................................) per l'annata .......................................... e cio da oggi sino al ......................................... si impegna a: (L'elencazione che segue solo indicativa. Occorre elencare tutti e soltanto gli obblighi che effettivamente intendiamo assumere). a) far indossare in tutte le gare ufficiali agli atleti in campo ed alle riserve una maglia sulla quale compare la scritta ............................................... b) far indossare a tutti gli atleti, in ogni circostanza utile, una tuta recante l'iscrizione .................... c) dotare tutti gli atleti di una borsa per gli indumenti di gioco recante la dicitura ........................................ ed obbligando i medesimi ad usarla continuativamente. 114

d) porre sul campo di gioco, in occasione delle partite interne, un cartello con dimensioni ..........................uno striscione con dimensioni ................................ un mobile a centro campo di dimensioni ...............................................da collocare durante l'intervallo nonch 30' prima dell'inizio delle gare qualora il campo sia libero; e) aggiungere il marchio .................. alla propria denominazione sociale che pertanto diviene ................... con conseguente aggiornamento di tutta la modulistica, tessere, carta intestata, targhe, ecc. f) organizzare nel periodo ....................... un torneo di .................................. denominato ......................... con l'indicazione che si tratta di torneo patrocinato da .................................

2) Il Sig. ...................................... a nome e per conto della ditta ..................................... si impegna a: (L'elencazione che segue solo indicativa. Occorre elencare tutti e soltanto gli obblighi che effettivamente intendiamo assumere). a) fornire a proprie spese entro il ...................................n. ............ giochi di maglie suddivisi in n................................. giochi pesanti e n. ........................... giochi leggeri. Su questi indumenti dovr apparire la scritta ............................................... secondo il logotipo gi concordato tra le parti; le caratteristiche tecniche degli stessi dovranno essere preventivamente approvate dalla controparte. b) (idem per le tute); c) (idem per le borse); d) fornire a proprie spese entro il ....................... n. ............... palloni, n. ......................... paia di scarpe bullonate; n. ...............................................; e) fornire a proprie spese gli oggetti pubblicitari previsti al precedente punto 1 lett. d) impegnandosi altres alla loro manutenzione e/o sostituzione in caso di deterioramento anche fortuito. f) fornire a proprie spese tutto il materiale indicato al precedente punto 1 lett. e) in quantit e qualit strettamente necessarie secondo un criterio di prudente apprezzamento che dar determinato dalla associazione sportiva .................................. (o da Circolo ...............................................). g) pagare a consuntivo, dietro presentazione di regolare documentazione, tutte le spese direttamente riferibili alla organizzazione e gestione del Torneo ......................................; h) pagare la quota di affiliazione a. dellassociazione sportiva ............................................... (ovvero: del Circolo ...............................................), le tasse di iscrizione alle manifestazioni cui partecipano nell'anno ...................... i soci della medesima (indicativamente n. ......................... squadre) nonch il costo del tesseramento di tutti i soci. i) mettere a disposizione, completamente spesato, un autobus con minimo ................................ posti per tutte le trasferte della squadra ...................................... nell'anno ........................... L'impegno deve intendersi per tutte le gare ufficiali nonch per un massimo di ................................... gare amichevoli e dovr consentire la presenza sul campo ospite almeno ............................................. minuti prima dell'ora di inizio della gara. 3) Per tutte le forniture di beni e le prestazioni di servizi di cui al precedente punto 2) lassociazione 115

sportiva ............................ (oppure: il Circolo ....................................) per quanto di sua competenza, richieder l'emissione di fattura intestata a ................................. con destinazione presso lassociazione sportiva ................................ (oppure: il Circolo .....................................). Per quanto concerne in particolare le spese di cui al punto 2 lett. h) lassociazione Sportiva (oppure: il Circolo) presenter apposita nota di riepilogo con allegata copia delle ricevute rilasciate dal Comitato Prov. ... 5) Lassociazione sportiva ...................................(oppure: il Circolo ......................................) rilascia diritto di prelazione alla ditta ............................................... per il rinnovo della presente convenzione per l'annata ............................................... La ditta ................................. decadr dal diritto qualora non stipuli il rinnovo entro il ........................ 5)Le parti si danno reciprocamente atto che il presente accordo non riveste carattere di esclusiva nel senso che lassociazione sportiva .......................... (oppure: il Circolo...................................) potr stipulare altre convenzioni per aspetti della propria attivit qui non previsti e che la ditta. ...................................potr a sua volta stipulare altre convenzioni con altre associazioni, Societ 6)sportive o Circoli purch i termini di questi accordi non abbiano ad ingenerare confusione o concorrenza. 7)Qualsiasi controversia dovesse insorgere circa l'applicazione e l'interpretazione del presente contratto, le parti s'impegnano sin d'ora a designare un unico arbitro che decider inappellabilmente quale amichevole compositore in via di equit, arbitro da nominarsi, su richiesta della parte pi diligente. ................... l .......................... (firme) ......................................... .........................................

116

VERBALE DI CONSEGNA (redatto in duplice copia) Lanno ............................., il giorno ............................., del mese di ............................., alle ore ............................. presso la Sede Sociale della Societ Sportiva/Associazione si sono incontrati il Sig........................................................... Presidente uscente della Societ Sportiva/Associazione ................................................................... ed il Sig.................................................... Presidente in carica, per procedere alle consegne del materiale di interesse della Societ Sportiva/Associazione. Il Sig. ....................................................................................... consegna al Sig. ..........................................................n ............................. Libri raccolta verbali delle Assemblee dei soci con verbali compilati fino alla data del ............................. (ultima assemblea dei soci); n ............................. Libri raccolta verbali del Consiglio direttivo con verbali compilati fino alla data del............................. (ultima riunione del Consiglio direttivo uscente); n ............................. Libri raccolta verbali del Collegio dei Sindaci compilati fino alla data del ............................. (ultima riunione del Collegio dei Sindaci uscenti); n ......................... Libri dei Soci compilato fino alla data .............................; n..............................Libretti dei conti correnti della banca .................................... contenente .................................................. in contanti . ..................................... n. ............................. Libri prima nota cassa n. ..................................... n. ............................. n....................................... Il Sig. .......................................................... consegna inoltre la denuncia IVA della Associazione/Societ Sportiva riferita al ............................., la denuncia dei redditi riferita allanno .... ed un prospetto con il Bilancio di Cassa dal periodo 31/12 - .., alla data odierna. Il Sig. ..........................................................- fa presente che la situazione patrimoniale ha (o non ha) subito le seguenti variazioni dal 31/12 - .. e che la situazione debiti-crediti la seguente: Debiti: 1) .............................. ............................. per .............................-- nei confronti .............................. il cui impegno di pagamento cos concordato ................................................................................................................................... 2) ............................. . ............................. per .............................-- nei confronti .............................. il cui impegno di pagamento cos concordato ................................................................................................................................... Crediti: 117

1) ............................. . ............................. per .............................-- nei confronti .............................. il cui impegno di pagamento cos concordato .................................................................................................................................................................2) ............................. . ............................. per .............................-- nei confronti .............................. il cui impegno di pagamento cos concordato ................................................................................................................................... 4) ............................. . ............................. per .............................-- nei confronti .............................. il

cui impegno di pagamento cosiconcordato......................................................................................... Il Sig. .......................................................................................fa inoltre presente che sono stati assunti dal Consiglio Direttivo uscente (vedi Verbali corrispondenti) i seguenti impegni: 1). .2) 3)............................. Il Sig. .......................................................... dichiara con la presente di non esservi altri impegni che quelli elencati. Data ............................. Visto e sottoscritto Firma Presidente uscente Firma Presidente entrante

118

MODULO PER RIMBORSI SPESE A PIE DI LISTA


Lettera di incarico Incarichiamo il sig. ___________________________ nella sua qualit di _______________ ad effettuare trasferte e/o missioni per nostro conto secondo il programma predisposto dalla associazione e a tal fine, ove necessario lo autorizziamo ad usare il proprio automezzo per effettuare i percorsi necessari per i quali gli verr riconosciuta una indennit _________ /km. Data, timbro e firma dellEnte _________________________

Nota delle spese sostenute per conto dellEnte da: Cognome e Nome _______________________________________________________________________ Per recarsi da ___________________________ a _______________________________ per ____________________________________ il _________________________ Spese di viaggio e di trasferimento 1. Biglietto aereo/nave 2. Biglietto ferroviario 3. Prenotazione, supplemento rapido, cuccetta, ecc. 4. Auto propria km ______ x ______ Percorso __________________________________ 5. Pedaggi autostradali 6. Taxi 7. Biglietto autolinee urbane, extraurbane 8. Altro (specificare) _____________________ TOTALE SPESE DI VIAGGIO E TRASFERIMENTO Spese di soggiorno 9. Pernottamenti n. _____ 10. Pasti n. _____ TOTALE SPESE DI SOGGIORNO TOTALE DA LIQUIDARSI __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________

Il sottoscritto dichiara che tutte le spese qui descritte sono derivati dallincarico conferitogli. Allegati n. ______ documenti giustificativi di cui alle voci 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10. In fede

119

______________________ Data _______________

* Il presente modulo pu essere compilato sia per ogni trasferta effettuata sia come riepilogo mensile delle trasferte del periodo di riferimento. In tale ultima ipotesi dovr essere compilato il foglio allegato.

Marca da bollo da 1,81 per importi maggiori di 77,47. 4.CLASSIFICAZIONE AI FINI FISCALI DEI CIRCOLI E DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE . 4.1 I circoli e le associazioni enti non commerciali. Non sussistono dubbi sul fatto che i circoli e le associazioni sportive, sia per la loro natura giuridica, sia per i fini statutari che perseguono, sia per lattivit effettivamente esercitata, vadano classificate fra i cosiddetti Enti non commerciali; tra gli enti cio che non hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di unattivit commerciale e/o agricola (art. 73,comma 1, lettera c, del TUIR) per i quali il reddito complessivo determinato dalla sommatoria dei redditi fondiari e/o di natura fondiaria se posseduti, di capitali o diversi ed infine, qualora lassociazione svolga una o pi attivit considerate dalla normativa vigente commerciali(art. 148, comma 4 del TUIR ed art. 4, comma 5, del DPR. 633/72), da redditi dimpresa, ciascuno determinato secondo le regole di ogni singola categoria o, in alcuni casi, se reddito dimpresa, anche secondo criteri forfetari. Se corretto affermare che in linea di principio tali enti sono assoggettati alla disciplina generale degli enti non commerciali altrettanto corretto specificare che, facendo parte della categoria degli enti associativi, sono destinatari di un particolare regime tributario agevolato, specialmente per le cessioni di beni e prestazioni di servizio rese allinterno dellassociazione. In conseguenza di quanto sopra, il trattamento fiscale delle operazioni poste in essere dai circoli e dalle associazioni sportive disciplinato ai fini IRES dagli artt. 143, 144, 145, 146, 147, 148, 149, 150, del DPR 22/12/86 n 917 (Testo unico delle imposte sui redditi: TUIR) nel testo attualmente in vigore, peraltro profondamente modificato dal D.Lgs. 4 dicembre 1997 n 460, ed ai fini IVA principalmente dall art. 4 del DPR n 633/1972. 4.2 Attivit non commerciali. Sia pure molto sinteticamente, la normativa fiscale citata (in particolare art. 4, comma 4, del DPR 633/72 e art. 148, comma 3 -ex art. 111 comma 3- del DPR 917/86) stabilisce che sia ai fini IVA che ai fini IRES, per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali e sportive le prestazioni specifiche rese ai soci, associati o partecipanti dietro compensi ad hoc, anche ottenuti sotto forma di contribuzione supplementare, non si considerano svolte nellesercizio di attivit commerciale purch le stesse siano effettuate in conformit alle finalit istituzionali (siano cio previste dallo Statuto Sociale). Dette prestazioni rimangono estranee al fisco anche quando sono rese a favore di altre associazioni svolgenti le stesse attivit ed appartenenti alla medesima organizzazione locale o nazionale, ovvero ai soci di queste ultime (art. 148 TUIR) n sono considerate commerciali le cessione di pubblicazioni prevalentemente cedute agli associati. In linea generale pertanto le cessioni dei beni e le prestazioni di servizi resi ai soci dalle suddette associazioni non sono imponibili n ai fini IVA n ai fini IRES (ex IRPEG) n ai fini IRAP. Per maggiore comprensione possiamo semplificare nel presente prospetto le attivit non considerate commerciali: Artistiche: Mostre, rassegne, spettacoli teatrali, cinematografici, foto, ecc. Culturali: Visite guidate a gallerie e musei, attivit bibliotecarie e similari, grafiche, filateliche, numismatiche, hobbistiche, ecc. 120

Musicali: Attivit corali, folkloristiche, musica leggera, classica, ecc. Sportive: Gare, tornei, incontri, battute di caccia e di pesca, attivit subacquea con uso di attrezzature e impianti, gestione di impianti sportivi (per prestazioni ai soci o ad altre associazioni che svolgono la stessa attivit facente parte di un'unica organizzazione locale o nazionale). Turistiche: Gite, crociere, soggiorni, vacanze, settimane bianche ad eccezione di quelle in cui il circolo sia ente organizzatore assimilabile allagenzia di viaggio. Editoriali: Le pubblicazioni edite dalle associazioni, purch cedute prevalentemente ai propri soci (art, 4, comma 5, DPR 633/72 e art. 148, comma 3, del TUIR) Varie: Tutti i corrispettivi corrisposti dai soci per le attivit elencate in quanto, come detto, non considerate commerciali dalla legislazione fiscale vigente; somministrazione di bevande, dolci, caramelle, generi di caffetteria anche mediante corrispettivo corrisposto da soci e consiglieri. Contributi da Enti privati, da soci e consiglieri. Le quote associative ordinarie e straordinarie, nonch tutte le somme provenienti da attivit non commerciali. La non imponibilit per i circoli aderenti ad associazioni di promozione sociale dei proventi da bar ed esercizi similari, sancita dal 5 comma dellart. 148 del TUIR, stata confermata da una decisione (22/11/96 n 1430/97) della Commissione Tributaria Centrale e da una sentenza (15/1/2004 n 280) della Suprema Corte di Cassazione. Il citato D.Lgs 460/97 esclude dalle attivit considerate commerciali, (ai fini IRES, IVA, IRAP), anche se non rivolte ai soli soci, i fondi provenienti da raccolte pubbliche svolte occasionalmente (non pi di due volte allanno e per un introito massimo di 51.647,00) ed i contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche (ai soli fini IRES e IRAP) per lo svolgimento di attivit convenzionate quali ad esempio gestione di biblioteche, parchi pubblici, impianti sportivi, mense ecc. (art. 143, comma 3, lettere a) e b) del TUIR), o in regime di accreditamento (art. 8, comma 7, del D.Lgs. 30/12/92 n 502 come sostituito dallart. 9, comma 1, lett. G) del D.Lgs. 7/12/93 n 517) di attivit aventi finalit sociali esercitate in conformit ai fini istituzionali dagli enti stessi. Le raccolte pubbliche suddette (cio rivolte a chiunque voglia parteciparvi siano soci o no) sono quelle realizzate attraverso la richiesta di danaro a terzi durante determinati eventi: celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione pubbliche (anniversario di vita dellassociazione,vincita di un campionato, organizzazione di una festa dello sport, inizio campagna tesseramento, inaugurazione nuova sede o nuovi impianti ecc.). Lart. 143 specifica che si tratta di eventi occasionali nei quali sar possibile offrire, in cambio del danaro, beni di modico valore (ad esempio calendari del campionato dellassociazione stessa o della serie A, B o C, magliette di atleti famosi, gadget ecc,) per indurre a sovvenzionare lassociazione. Ricordiamo che di ogni raccolta di fondi, come per eventuali contributi pubblici, deve essere redatto entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio uno specifico rendiconto (art. 20 , comma 2 del DPR 600/73) accompagnato da una relazione illustrativa che dimostri in modo chiaro e trasparente le entrate e le spese di ogni manifestazione organizzata. Il rendiconto e la relazione debbono essere allegati al rendiconto economico e finanziario complessivo (o bilancio) che il gruppo dirigente obbligato a presentare ai soci per lapprovazione e tenuto a disposizione, quindi non inviato a chicchessia se non richiesto, per eventuali controlli. Tali adempimenti sono richiesti anche per distinguere la raccolta di fondi dalla semplice liberalit (in denaro o beni) effettuata in maniera spontanea che non genera alcun obbligo fiscale non essendo fatta in cambio di impegni (pubblicitari ecc,) promessi dallassociazione. Le associazioni sportive ed i circoli, quando svolgono le suddette attivit a favore dei soci, anche in presenza di contributi suppletivi per particolari prestazioni (quote orarie per campi da tennis, bocce, corsi di apprendimento, gestione del bar, ecc.): Pagano lIVA quale ultimo consumatore; Sono esentate dalle scritture contabili obbligatorie, dallemissione di scontrino fiscale ecc. (ris.min. n 11/189 del 22/4/1985); 121

Sono esentate dalla presentazione del bilancio ad organismi esterni (al Tribunale, ecc.). Pertanto gli unici obblighi che competono loro, sono quelli di conservare per 10 anni le fatture di acquisto debitamente numerate e di richiedere il numero di codice fiscale (mettere, sia per i circoli che per le associazioni sportive, sotto la voce natura giuridica: 12 e sotto la voce codice attivit per le associazioni sportive il n 931200 attivit di club sportivi e non pi il n 92624 e per i circoli il n 949990 e non pi il n 91338). Eappena il caso di dire che tali attivit vengono considerate non commerciali anche ai fini IRES (ex IRPEG) e che pertanto per il loro svolgimento non richiesta neppure la denuncia dei redditi (mod. UNICO 200_ Enti non commerciali, ex mod. 760) a meno che le associazioni sportive ed i Circoli non posseggano beni fondiari (immobili) o di natura fondiaria (affitti di campi a terzi, ecc.) o di capitali (esclusi ovviamente gli interessi di c/c bancario che sono soggetti ad imposta allorigine). 4.3 Condizioni perch tali attivit restino non commerciali. La normativa vigente elenca alcune condizioni affinch tali attivit siano effettivamente annoverate quali non commerciali: Le cessioni di beni e le prestazioni dei servizi debbono essere svolte nei confronti dei soci; Per la gestione del bar lassociazione sportiva o il circolo deve essere iscritta ad unassociazione riconosciuta dal Ministero dellInterno quale assistenziale; Gli statuti debbono contenere obbligatoriamente (vedi art. 5 D.Lgs 460/97, art. 3 Legge 383/00, art. 4 Legge 128/04): denominazione dellassociazione contenente anche la dizione di associazione sportiva dilettantistica (ovviamente ci richiesto alle sole associazioni o circoli che svolgono prevalentemente attivit sportiva). indicazione del rappresentante legale; indicazione della sede sociale; finalit istituzionali (per le associazioni sportive lattivit sportiva dilettantistica compresa lattivit didattica); indicazione del fondo sociale; poteri degli organi associativi e loro durata in carica; mancanza di finalit lucrativa; oggetto e scopo non economico; divieto di distribuzione diretta o indiretta di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitali, durante la vita dellassociazione; obbligo di devolvere, in caso di scioglimento dellassociazione, il patrimonio residuo ad altra associazione con finalit analoghe o a fini di pubblica utilit, sentito lorgano di controllo che dovr essere nominato con decreto interministeriale; disciplina uniforme del rapporto associativo, escludendo espressamente la temporaneit della partecipazione alla vita dellassociazione o limitazioni democratiche in funzione della scarsa partecipazione alle attivit sociali (non possibile limitare i diritti dei soci in relazione al tempo di adesione o alla frequenza per esempio della sede sociale ); diritto di voto a tutti gli associati maggiori di et per lapprovazione e la modificazione dello statuto, dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi; principio di voto singolo ai sensi dellart. 2532 del codice civile; sovranit dellassemblea; indicazione dei criteri di ammissione e di esclusione degli associati; obbligo di redigere ed approvare il rendiconto economico e finanziario annuale ( o il bilancio nel caso cos fosse previsto dallo statuto ); idonee forme di pubblicit ai soci delle convocazioni delle assemblee, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; 122

intrasmissibilit della quota o contributi associativi per atto tra vivi (pu per prevedersi la possibilit di subentro dellerede in caso di morte dellassociato); non rivalutabilit della quota o contributi associativi; divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre societ o associazioni nellambito della medesima Federazione o, negli Enti di promozione Sportiva, nella medesima disciplina (anche questa clausola riguarda solo chi svolge attivit sportiva ). Il Coni inoltre, per essere iscritti nel registro delle associazioni sportive pretende che nello statuto siano inoltre inserite la c.d. clausola compromissoria (dovere dei soci di adire per la giustizia le sole norme statutarie), le condizioni per essere eletti (essere cittadini italiani o UE, non aver subito condanne ecc.) accettazione delle misure disciplinari inflitte dal CONI, dalla federazione o dallEPS cui lassociazione o la societ aderisce, accettazione dei principi e delle regole del CONI, delle Federazioni e dellEPS e dei rispettivi statuti. * per le associazioni e le societ sportive i proventi pervenuti e le spese sostenute, per qualsiasi causa, di importo superiore a 516,47 euro debbono essere accompagnati da documentazione di tipo bancario o postale anche se riferiti ad attivit istituzionale (legge 342/00). Il comma 18 dellart. 90 della legge 289/02 prevedeva espressamente la gratuit delle cariche associative. La nuova formulazione del comma 18 (art. 4, comma 6 ter, L. 21/5/04 n 128) non prevede pi il divieto di erogare compensi agli amministratori; divieto che invece previsto da leggi regionali, con particolare riferimento agli statuti delle associazioni di promozione sociale. Linserimento nello statuto della clausola suddetta diventa quindi necessaria per liscrizione dellassociazione negli albi (o registri) regionali che spesso la condizione per accedere ai contributi pubblici a questo livello. Per le associazioni sportive (ma anche per le societ sportive di capitali) era inoltre previsto lobbligo di conformare gli statuti ed i regolamenti alle direttive del CONI, delle relative federazioni o degli enti di promozione sportiva ed era prevista listituzione presso il CONI di un registro delle associazioni sportive suddiviso a seconda della natura giuridica delle stesse (commi 20, 21, 22 art. 90 L. 289/02); liscrizione al registro era titolo necessario per laccesso ai contributi pubblici. La legge 128/04 abolisce tali norme. Chi scrive ritiene tuttavia che in considerazione che con D.L. 21/5/04 n 136, stato affidato al CONI il compito di certificare (direttamente o attraverso le federazioni o gli enti di promozione sportiva) leffettivo svolgimento dellattivit sportiva dilettantistica da parte delle associazioni, societ o cooperative, convenga inserire nello statuto la clausola suddetta. Inoltre lo stesso decreto assegna al CONI il compito di trasmettere ogni anno alla Agenzia delle Entrate del Ministero delle Finanze lelenco delle associazioni, societ e cooperative riconosciuti quali soggetti che svolgono attivit sportiva dilettantistica ed alle quali possono essere concesse le agevolazioni fiscali. 4.4 Perdita della qualifica di ente non commerciale. Il D.Lgs. 460/97 prevede per il circolo (ma non per lassociazione sportiva: comma 11, art. 90 Legge 289/02) la perdita della qualifica di ente non commerciale qualora la gestione delle attivit commerciali superi per un intero periodo dimposta in redditi, immobilizzazioni, investimenti e ricavi, quella delle attivit istituzionali. In questo caso anche le attivit elencate al punto 4.2 debbono essere considerate commerciali e seguire gli adempimenti di cui al punto 4.6. La perdita di qualifica opera a partire dal 1 gennaio dellanno dimposta. La circolare esplicativa del D.Lgs 460/97(124/E del 1998) chiarisce giustamente che i suddetti parametri non sono tassativi, ma piuttosto un metro di giudizio per i pubblici ufficiali comandati al controllo delle attivit dellassociazione e della loro coerenza con le norme fiscali.

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Diventa pertanto estremamente importante la relazione accompagnatoria (indicata nel punto 1.5) al rendiconto economico e finanziario per dimostrare la coerenza dellassociazione con i propri fini istituzionali. 4.5 Attivit commerciali. Ci in linea generale perch alcune attivit sono indicate nellart. 4, comma 5, del DPR 633/72, e nellart. 148, comma 4, del TUIR, come sinonimo di operazioni assistite dal carattere della commercialit per presunzione legale. Tali attivit, indicate tassativamente dagli articoli citati, sono: Cessione di beni nuovi prodotti dalle associazioni sportive o dai circoli con lo scopo di venderli, quali le pubblicazioni (escluse quelle che sono cedute prevalentemente allinterno delle associazioni); quadri (per esempio a seguito di una mostra di pittura organizzata dallassociazione fra i propri soci); modellismo (per esempio a seguito di una gara fra soci, ecc.); Gestione di spacci aziendali e di mense, e di somministrazione di pasti, con esclusione per esempio della gestione del bar se lassociazione affiliata ad associazione nazionale riconosciuta ed ha chiesto ed ottenuto lautorizzazione ai sensi della normativa vigente sul commercio (articolo 3, comma 6, legge 287/91 e articolo 2, DPR 235 del 4.04.2001); Trasporto e deposito merci; Trasporto di persone; Organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, prestazioni alberghiere o di alloggio (il D.lgs 460 esclude dalla commercialit ai soli fini IRES lorganizzazione di viaggi e soggiorni turistici qualora tali attivit risultino complementari a quelle svolte in diretta attenzione degli scopi istituzionali e rivolta ai soci); Pubblicit commerciale (sponsorizzazione, ecc.); Gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale; Telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari; Esercizio di attivit di cui allart. 2195 del codice civile; Attivit industriale di produzione di beni e servizi; Attivit intermediaria nella circolazione dei beni; Attivit bancaria e di assicurazione; Attivit ausiliare alle precedenti; Attivit in favore di terzi (anche se istituzionali) contro pagamento di corrispettivi. E necessario sottolineare che tali attivit assumono la natura di attivit commerciali se sono continuative e non occasionali: ad esempio una cena o una gita sociale, essendo di natura occasionale, non possono essere considerate commerciali (art. 4 comma 1 DPR 633/72, risol. Ministeriale 4/3/ 1985 n. 400686, Cassazione, sez. 1 12.03.1996 n. 2021). La normativa attuale (art. 1, comma 473 della legge 31/12/2004 n 311), avendo inserito per definizione generale la pubblicit, in qualunque modo realizzata negli impianti utilizzati per manifestazioni sportive dilettantistiche con capienza inferiore ai tremila posti, fra le attivit occasionali, esonera dallimposta relativa le societ e le associazioni sportive che ricevono corrispettivi da chicchessia a tale titolo. Esistono tuttavia problemi di applicabilit della suddetta norma in quanto per la sua applicazione il legislatore si richiamato a d una legge abolita. 4.6 Iter per le attivit commerciali. Per tali attivit in linea generale liter da seguire il seguente: Presentare domanda di inizio attivit chiedendo il numero di partita IVA allufficio provinciale competente; Tenere registri acquisti, fatture e/o corrispettivi IVA sui quali vanno annotati cronologicamente tutti i movimenti delle attivit commerciali; 124

Eseguire le annotazioni periodiche ed effettuare il versamento IVA eventualmente a debito; Presentare la dichiarazione annuale IVA; Comunicare tutte le variazioni rispetto ai dati presentati; Oltre ai fini IVA, le attivit elencate sono soggette ai fini delle imposte dirette (IRES ex IRPEG) per cui gli adempimenti da seguire sono: - tenuta della contabilit per rilevare costi e ricavi; - presentazione della dichiarazione annuale dei redditi mod. UNICO 2005 enti non commerciali (ex mod. 760). 4.7 Regimi contabili. Esistono tuttavia notevoli differenziazioni nella tenuta della contabilit a seconda del volume di affari concernente lattivit considerata commerciale. Per gli enti non commerciali sono infatti previsti i seguenti regimi contabili: regime forfetario (L. n. 398/1991), regime forfetario (art. 145 del DPR 917/1986 -TUIR), regime semplificato (art. 18 DPR 600/1973), regime ordinario. Contabilit forfetaria A seguito dellemanazione del D.Lgs. 460/97 gli enti non commerciali dal 1 gennaio 1998 sono ammessi alla determinazione del reddito in maniera forfetaria, cio applicando al totale dei ricavi conseguiti nellesercizio di attivit commerciali un coefficiente di redditivit per scaglioni ed a seconda dellappartenenza del ricavo ad attivit di prestazione di servizi o altro nella seguente misura: 1) per le attivit di prestazione di servizi si applica il 15% fino a Euro 15.493,71; da tale cifra a 309.874,14 Euro si applica il 25%; 1)2) per le altre attivit quali le cessioni di beni ecc: fino a 25.822,84 si applica il 10%; oltre e fino a 516.456,14 si applica il 15% (art. 146 TUIR). Lo stesso articolo 145 del TUIR specifica chiaramente (comma 1) che le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni senza scopo di lucro, le pro-loco (dal 2003 anche le societ di capitali e le cooperative che svolgono attivit sportiva dilettantistica e dal 2005 anche corali, bande musicali ecc. le quali ultime peraltro se organizzate in associazioni senza scopo di lucro rientravano gi dal 1992 nella suddetta disciplina), possono continuare ad operare secondo le norme stabilite dalla legge 16 dicembre 1991 n 398. In conseguenza, nel caso questi soggetti non superino nellanno 250 mila euro di proventi al netto di IVA (ed a seguito dellemanazione della Legge n 289 del 27/12/02 art. 90,ci vale anche per le societ di capitali e le cooperative), possono usufruire delle norme contenute nella legge 16 dicembre 1991 n 398, inizialmente prevista per le associazioni sportive ed estesa con Legge 66/92, (articolo 9-bis) a tutti gli enti associativi senza scopo di lucro ed alle pro-loco. Per il calcolo del suddetto limite, individuato in base al principio di cassa, occorre tener conto: - dei ricavi da attivit commerciale (reddito dimpresa - art. 85 TUIR); - delle sopravvenienze attive (art. 88 TUIR); - di contributi pubblici erogati per lesercizio dellattivit commerciale. Le societ di capitali (SpA ed SrL) e le cooperative per accedere alla contabilit prevista dalla legge 398/91 debbono inserire obbligatoriamente nei loro statuti la mancanza di scopo di lucro, limpegno a svolgere attivit sportiva dilettantistica, limpegno a reinvestire gli eventuali utili nellattivit sportiva dilettantistica e limpegno a devolvere a strutture similari, in caso di scioglimento, i propri beni. Tale normativa prevede in sintesi: 1) possibilit di optare (con lettera raccomandata alla competente Agenzia delle Entrate ed alla SIAE di zona) per la disciplina di cui alla Legge 398/91 che semplifica gli adempimenti, perch esonera dagli obblighi di una contabilit altrimenti complessa (salvo conservazione copie fatture emesse e ricevute). Si utilizza infatti solo il prospetto riepilogativo di cui al DM 11/02/97, con versamento trimestrale IVA ed eventuale imposta sugli spettacoli attraverso il versamento in banca (mod. F24) con le modalit di cui allarticolo 74 comma 6 del DPR 633/72; 2) 125

Formattati: Elenchi puntati e numerati

utilizzo della disciplina forfetaria anche ai fini IRES e IRAP, basandosi su un coefficiente di redditivit del 3% calcolato sul totale dei proventi di natura commerciale. In sostanza lassociazione sportiva, (e/o il circolo, e/o la societ sportiva) dovr versare ai fini IRES il 27,5% del 3% di quanto incassato (ignorando quindi le spese sostenute ma anche la relativa documentazione), ai fini IRAP il 3,9% sempre del 3% ed infine ai fini IVA il 50% dellIVA dovuta (90% per le sponsorizzazioni). Lopzione per il regime forfetario esercitata nella dichiarazione annuale dei redditi, (comportamento conclusivo) ha effetto dallinizio del periodo dimposta nel quale esercitata fino a quando non revocata e comunque per un quinquennio (art. 145 TUIR) Lassociazione sportiva, il circolo, la societ sportiva di capitali e la cooperativa sono esonerate dal rilascio di scontrino e/o ricevuta fiscale (art. 12, comma 3, del DL. 30/12/1991 N 417) A seguito dellemanazione della legge 342/00, per le associazioni sportive che hanno optato per la legge 398/91, viene confermato che non concorrono alla formazione del reddito i proventi realizzati nello svolgimento di attivit commerciali in non pi di due iniziative allanno e per un introito non superiore a 51.647,00 euro. Il D.Lgs. 460/97 (art. 4, comma 1), fatto salvo quanto contenuto nella Legge 398/91, prevede, nel caso si superino i 250 mila euro di incasso per le attivit che non siano prestazioni di servizio, la possibilit di continuare, dal primo giorno del mese successivo, con la contabilit semplificata, ordinaria o con la contabilit forfetaria fino a 516.470 euro: in questo caso la redditivit non pi il 3% ma il 15%. Lassociazione (o societ o cooperativa) non potr applicare nellanno successivo la disciplina di cui alla legge 398/91. Contabilit semplificata Le associazioni sportive e le societ che non optano per la contabilit forfetaria e che esercitano attivit che non superano i 309.874 euro di volume daffari allanno per prestazione di servizi e 516.457 euro per le altre attivit, possono accedere alla cosiddetta contabilit semplificata. Tale regime contempla pochi e semplici adempimenti. I soggetti in regime di contabilit semplificata debbono infatti tenere solamente i registri IVA. Sul registro IVA dei corrispettivi e/o fatture emesse, vanno registrati tutti gli incassi relativi alle attivit commerciali: i primi dopo lultimo giorno festivo successivo allincasso e i secondi entro 15 gg. dalla data dellemissione. Sul registro IVA acquisti vanno annotate tutte le spese, anche quelle non IVA, cronologicamente ed entro i seguenti termini: Per quelle IVA entro il mese successivo al ricevimento; Non IVA entro 60 gg. dalleffettuazione delloperazione; Le annotazioni rimanenze e le scritture rettificative debbono essere fatte entro il termine della dichiarazione dei redditi. A fine anno, oltre alla denuncia IVA, lassociazione sportiva, tenuta a presentare con la dichiarazione dei redditi, il prospetto dei costi e dei ricavi, senza quindi lobbligo di predisposizione del bilancio (ci non esime ovviamente dalla presentazione ai soci del gi citato rendiconto economico e finanziario o bilancio). Se lassociazione sportiva o la societ svolge pi attivit commerciali contemporaneamente deve tenere i libri IVA analitici. Contabilit ordinaria Con ricavi commerciali per attivit di prestazione di servizi superiori a 309.874 euro (e per le altre attivit superiori a 516.457 euro) le associazioni e le societ debbono obbligatoriamente adottare la c.d. contabilit ordinaria e conseguentemente tenere tutte le scritture obbligatorie previste dal Codice Civile, cio il registro delle fatture emesse, il registro dei corrispettivi, il registro degli acquisti, il libro giornale, il libro degli inventari, ecc. 126

Tutte le scritture debbono essere conservate per almeno 10 anni dalla data dellultima registrazione; per eguale periodo debbono essere conservate lettere, copie, fatture, ecc. Debbono infine essere tenute tutte quelle scritture ausiliarie per rilevare il patrimonio, il registro dei beni ammortizzabili, quando ne ricorrano i presupposti, i registri IVA ed infine, se vi sono dipendenti,il libro paga e matricola. Sul libro giornale vanno registrate cronologicamente le operazioni contabili entro 60 giorni. Il libro giornale non deve pi essere preventivamente bollato e vidimato prima delluso (art. 8 L. 18 ottobre 2001 n 383); le sue pagine debbono per essere numerate progressivamente prima della loro utilizzazione e per ciascun anno, con lindicazione pagina per pagina, dellanno cui si riferisce (ad esempio per lanno 2006: 2006/1-2006/2 ecc.) Le vidimazioni, sempre comunque possibili, sono apposte dallUfficio del registro o da un notaio. Il libro inventari, anchesso n bollato n obbligatoriamente vidimato, deve contenere linventario delle attivit e delle passivit della societ, dellassociazione sportiva e/o del circolo. Il libro cespiti ammortizzabili deve contenere i dati di tutti i beni strumentali (relativi allattivit commerciale) raggruppati per categorie omogenee (ad esempio, autoveicoli, macchine ufficio, impianti, ecc.). Di tali beni devono venire indicate le quote di ammortamento annuali. I libri IVA debbono contenere i dati relativi alle fatture emesse (libro IVA clienti) e quelle ricevute (libro IVA fornitori o acquisti). Alle associazioni che adottano il regime ordinario si applicano le disposizioni contenute nel DPR 633/72; La possibilit di optare per la contabilit ordinaria concessa anche alle associazioni non obbligate a tale regime per cui alcune vi accedono; ci per evitare noiose ispezioni e controlli che sono pi rari data la maggiore trasparenza, ma anche complessit, che il suddetto regime comporta. Proprio a causa di questa complessit delle operazioni contabili e fiscali, consigliabile che i dirigenti delle associazioni sportive e/o dei circoli ed a maggior ragione delle societ, si avvalgano di consulenze di esperti in materia. 4.8 Imposta sul valore aggiunto (IVA). Anche ai circoli ed alle associazioni sportive data la facolt di detrazione dellIVA relativa agli acquisti effettuati nellesercizio di attivit commerciali indipendentemente dal regime di contabilit adottato. La legge (DPR 633/72) detta le seguenti condizioni per ottenere le detrazioni: - lattivit commerciale deve essere gestita con contabilit separata da quella istituzionale; - la contabilit deve essere conforme alle disposizioni in materia di corretta tenuta delle scritture contabili; - le pezze giustificative (fatture ricevute ecc,) devono essere fiscalmente valide; - la contabilit obbligatoria per legge, qualora beni e servizi (personale, telefono, affitti, corrente elettrica ecc,) vengano usati promiscuamente, deve essere estesa alla attivit istituzionale e deve essere trasparente e comprensibile. Anzi, per quanto possibile bene distinguere le spese inerenti luna e laltra in quanto pu essere detratta solo lIVA inerente allattivit commerciale e lo scorporo - delle spese promiscue sempre soggetto a critiche in quanto manca per legge un criterio oggettivo di ripartizione per cui occorre affidarsi al buonsenso. LIVA, da versare mensilmente o trimestralmente, va calcolata tranne che quella afferente alla contabilit opzionata sulla differenza fra quella dei corrispettivi e quella sugli acquisti ed ovviamente pu risultare a debito o a credito. 4.9 Imposta Regionale sulle Attivit Produttive (IRAP) D.lgs 15/12/1997 n 446. Il Consiglio dei Ministri ha approvato nel dicembre 1997 il decreto sullimposta regionale sulle attivit produttive e sulla finanza locale. Il Decreto prevede che anche i circoli, le associazioni sportive e le societ siano assoggettate allimposta (art. 3 comma 1 lettera e) e che laliquota sia pari al .3.90% 127

La base imponibile, definita per le nostre associazioni dallart. 10 commi 1 e 2, la seguente: a) Per chi svolge esclusivamente attivit non commerciale determinata in un importo pari alla sommatoria dellammontare delle retribuzioni corrisposte al personale dipendente e assimilate a quello del lavoro dipendente, e dei compensi erogati per collaborazioni coordinate e continuative ed autonome occasionali. A tale importo per le societ e per le associazioni sportive dilettantistiche non vanno aggiunte le indennit, i premi ed i rimborsi corrisposte ai sensi dellart. 37 della legge n342/00 (vedi comma 10, art. 90, Legge 289/02). b) Per chi svolge anche attivit commerciali quella relativa alla differenza dei componenti positivi del reddito e quelli negativi (art. 5 comma 2). Per le associazioni, i circoli e le societ che hanno optato per il regime forfetario (Legge 398/91 o D.lgs 460/97) la base imponibile pari al 3% (o al 15%) dei proventi da attivit commerciale. c) Per chi svolge attivit commerciale ed ha personale dipendente o si avvale di collaborazioni, la base imponibile la sommatoria di a)+b). I soggetti passivi sono tenuti a presentare la dichiarazione in concomitanza con la denuncia dei redditi. Ovviamente non sono tenuti alla dichiarazione le associazioni sportive, i circoli e le societ che non svolgono attivit commerciale e non elargiscono n retribuzioni, n compensi, salvo quelli previsti dallart. 25 Legge 133/99 e successive modificazioni, con particolare riferimento allart 67 lettera m) del TUIR (redditi diversi). Il decreto IRAP abolisce (art.36) i seguenti tributi: Contributi per il servizio sanitario nazionale; Imposta locale sui redditi (ILOR); Imposta comunale per lesercizio dimpresa, arti e professioni (ICIAP); La tassa per lattribuzione della partita IVA; La tassa sulle concessioni comunali per alcolici (art. 51). Per le associazioni ed i circoli che detengono o somministrano alimenti e bevande anche alcoliche (bar, spacci, mense) comunque necessaria a fine anno una comunicazione al Comune di prosecuzione di attivit contenente inoltre la dichiarazione che stata rinnovata ladesione allassociazione nazionale riconosciuta quale assistenziale dal Ministero dellInterno. 4.10 Altre norme fiscali e tributarie dinteresse delle associazioni sportive. Liberalit: Lart. 90, comma 9) della legge 289/02 consente alle persone fisiche di detrarsi dal reddito il 19% per le erogazioni liberali concesse alle associazioni sportive e/o societ fino ad un massimo di 1.500 euro per ogni periodo dimposta (art. 15, lett. i-ter del TUIR) Tali cifre vengono elevate a 2.065 euro per le persone fisiche e a 1.549 euro per le imprese se erogate a circoli e associazioni sportive affiliate ad associazioni di promozione sociale (L. 383/00). La possibilit di detrarsi dal reddito le erogazioni liberali subordinata alle modalit di versamento delle somme erogate che debbono essere fatte obbligatoriamente attraverso conti correnti postali o bancari e comunque con modalit rintracciabili, ed intestati alla societ od associazione. Lo stesso comma 9) abroga la possibilit di detrarsi le erogazioni liberali effettuate dai titolari di reddito dimpresa, a favore dei quali sono state introdotte agevolazioni sulle spese pubblicitarie (comma 8, art. 90, legge 289/02). Versamenti di natura pubblicitaria: Le imprese che erogano fino a 200.000 euro annue a societ e associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attivit nei settori giovanili possono considerare questi versamenti spese di pubblicit e tale importo pu essere dedotto interamente dal reddito imponibile delle spese (comma 8, art. 90 Legge 289/02). 128

Bolla di accompagno: quando lassociazione sportiva o il circolo deve trasportare o spedire beni ed attrezzature per lesercizio dellattivit propria, occorre che il materiale sia accompagnato da una dichiarazione di esonero firmata dal Presidente. Imposta sulle manifestazioni sportive: dovuta (vedi art. 24 DPR 640 del 26/10/1972 cos come modificato dal DL 26/02/99 n 60) e si paga a mezzo modello F 24. Imposta sui premi e sulle vincite: non pi dovuta se il premio assegnato da associazioni sportive o societ sportive dilettantistiche per ragioni sportive (anche a non residenti) e se il suo ammontare pari o inferiore a 7.500 euro; lammontare del premio non deve essere riportato nella dichiarazione dei redditi del percipiente. L imposta (20%) invece dovuta per premi extra-sportivi assegnati da associazioni culturali ricreative ecc, ad eccezione di quelli erogati da cori amatoriali, bande e associazioni filodrammatiche (comma 253, L. 30/12/2004 n 311- Finanziaria 2005) che seguono le norme delle associazioni e societ sportive. In questultimo caso se il premio superiore a 7500 euro limporto eccedente a tale cifra soggetto a ritenuta seppure a titolo dimposta.
Imposta comunale sulla pubblicit e sulle pubbliche affissioni:

non dovuta da circoli e associazioni sportive per targhe o simili apposte per lindicazione della sede sociale (art. 17, comma 1, lettera h) del D.Lgs. 15/11/ 1993 n 507), n per volantini, ecc., distribuiti a propria cura; Non pi dovuta (finanziaria 2005 Legge 30/12/2004 n 311) per manifesti ecc: Infatti, in virt di tale legge, (art. 1, comma 480), gli enti territoriali, i comitati, le associazioni, le fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro, dal 1 gennaio 2005, non sono pi soggetti allimposta sulla pubblicit (vedi art. 20 del D.Lgs. 507/1993). Non chiarito, anzi causa di contrasti se il principio valido anche se portano manchette pubblicitarie (ris. del Ministero delle Finanze N 3/3360 del 12/8/1997), ed anche se laffissione avviene a cura del circolo o dellassociazione sportiva (art 16, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 507/97). Neppure pi dovuta limposta comunale sulla pubblicit realizzata dalle associazioni sportive dilettantistiche effettuata in impianti con capienza inferiore a tremila posti (Finanziaria 2006, Legge 23 dicembre 2005, n 266, art. 1. comma 128) Ritenute sui contributi pubblici e privati: i contributi erogati dal CONI, dalle Federazioni e dagli enti di promozione sportiva a favore di circoli, associazioni e societ sportive non sono soggetti a ritenuta dacconto (del 4%). Tali contributi non sono soggetti a ritenuta anche se erogati da enti pubblici qualora il circolo o lassociazione sportiva esercitino attivit non considerate commerciali, mentre dovuta se esercitano anche una sola delle attivit commerciali, elencate nel comma 4 dellarticolo 148 del TUIR (art. 28 comma 2 - DPR 600/73). Rimangono invece soggetti a ritenuta dacconto i contributi (esclusi quelli erogati per lacquisto di beni strumentali) corrisposti da Regioni, Province; Comuni ed altri enti pubblici a societ sportive di capitali e cooperative in quanto la norma (art. 28 DPR 600/73) sulle ritenute si riferisce espressamente ai contributi alle imprese quali sono appunto le societ di capitali e le cooperative. Tasse Concessioni Comunali: sono state abolite dallIRAP. Non sono dovute nemmeno le tasse di concessione comunale per frigoriferi, apparecchi televisivi, flipper, biliardini, ecc. Tasse su pesi e misure: (bilance, misuratori, ecc.) non sono dovute. 129

Imposta UTF: non pi dovuta dalle associazioni anche se somministrano, detengono o vendono (asporto) bottiglie sigillate; invece necessario dotarsi della licenza che va richiesta, su carta libera, allUfficio Tecnico di Finanza competente per territorio con allegati: 1 marca da bollo, una autocertificazione in cui si dichiara che non si sono subite condanne (contrabbando di alcolici, ecc.) e fotocopia del documento di identit del richiedente. Imposta Comunale per lesercizio di imprese, di arti e professioni (ICIAP): non pi dovuta. Imposta ridotta per gas metano: le strutture associative (circoli, associazioni, ONLUS ecc.) che non hanno scopo di lucro e svolgono la propria attivit nel campo sportivo dilettantistico possono accedere alla riduzione dellimposta di consumo sul gas metano (D.Lgs. 26/10/1995 n 504) in impianti sportivi e loro pertinenze. Infatti, a seguito dellemanazione di una circolare delle dogane del 2000 (cir. N 64/D del 3 aprile 2000), stato chiarito che lapplicazione della agevolazione prevista per il riscaldamento degli impianti industriali anche applicabile non solo agli impianti sportivi, ma anche a tutte quelle strutture (docce, locali adibiti a spogliatoi, uffici amministrativi ecc.) annesse agli impianti stessi anche qualora questi ultimi, per la loro natura, non siano soggetti al riscaldamento (campi da tennis, da calcio ecc.). Per poter accedere alla particolare aliquota di accisa prevista dalla legge citata, il rappresentante legale dellassociazione sportiva dilettantistica (a parere di chi scrive anche degli altri soggetti elencati dalla legge 289/02 e 128/04 e cio societ e cooperative) dovr inoltrare alla societ erogatrice del combustibile apposita domanda di riduzione dellimposta specificando, ai sensi dell art. 47 del DPR 28/12/2000 n 445, che lassociazione non ha scopo di lucro e che svolge attivit sportiva dilettantistica. Occorre anche allegare alla domanda fotocopia di documento didentit del legale rappresentante ed una serie di documenti (statuto, planimetria dei locali, ultima fattura ecc.) che sapr certamente precisare la societ erogatrice del combustibile che con ogni probabilit avr anche elaborato un apposito modulo di domanda con tutte le indicazioni necessarie. Imposta Comunale sugli Immobili (ICI): non dovuta (DL 504/1992 art. 7, comma 1, lettera i e comma 2bis), anche se nei locali viene svolta attivit commerciale (non prevalente) se la sede di propriet dellassociazione o circolo. Se la sede concessa in comodato gratuito o in affitto la valutazione lasciata ai singoli comuni (ART. 39 d.l. 223/06). Minimun tax: non soggetta (DPR 917/86 art. 79 comma 6 bis). Imposta di bollo: anche ad alcuni atti di circoli,societ ed associazioni sportive si applica la marca da bollo. Limposta di bollo infatti va applicata a qualsiasi documento che abbia rilevanza giuridica; non solo quindi a quelli pubblici ma anche alle scritture private nelle quali si costituisca, si regoli, si modifichi, o si dichiari un rapporto giuridicamente rilevante. Ecco perch sugli atti, documenti, istanze, contratti, copie (anche se solo dichiarate conformi) estratti, certificazioni, dichiarazioni ed attestazioni e ricevute di importo superiore a 77,47 euro circoli, societ ed associazioni sportive debbono apporre una marca da bollo da 1,81 euro. Sono invece esentate dallimposta di bollo per i suddetti atti le federazioni sportive e gli enti di promozione sportiva (art. 90, comma 6 della legge 289/02). E bene chiarire che il bollo e lIVA sono tributi alternativi: pertanto le fatture, le ricevute, le quietanze le note e i conti, le lettere di addebitamento e di accreditamento di somme riguardanti operazioni soggette ad IVA sono esenti in modo assoluto dallimposta di bollo. A tal fine, i predetti documenti debbono indicare limporto dellIVA oppure riportare la dicitura che il documento emesso in relazione al pagamento di corrispettivi assoggettati ad IVA. 130

Abbonamenti RAI: se nella sede vi sono radio e TV occorre pagare il canone radio (per il 2007 = 27,35) e/o televisione ( . 185,99). Le associazioni sportive ed i circoli che installano per la prima volta un apparecchio radio e/o televisivo dovranno richiedere labbonamento speciale RAI compilando ed inviando lapposito formulario predisposto dalla RAI sul sito www.rai.it. Limporto dellabbonamento proporzionale ai mesi di utilizzo dello strumento. Tassa di concessione governativa. Oltre al canone le associazioni sono soggette al pagamento della tassa di concessione governativa per radio (. 0,70) e per TV (. 4,13) da effettuare con versamento sul c/c postale 8003, intestato allAgenzia delle Entrate Ufficio di Roma 2 causale tassa di concessione governativa. Sono escluse dalla tassa di cc.gg. le associazioni sportive (art. 90, comma 7 legge 289/02). Diritti dautore: oltre allabbonamento radio e TV va versata alla SIAE la quota per i diritti dautore (vedi laccordo ENDAS/SIAE). 4.11 Imposta sugli intrattenimenti ed imposta spettacolo (DPR 640/99 e successive modificazioni). Limposta sullintrattenimento, sullo spettacolo e sui giochi regolata in primo luogo dal Decreto Legislativo 26/2/1999 n 60 recante il riordino dellImposta sugli spettacoli di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 640 ridenominata Imposta sugli intrattenimenti, nonch modifiche al DPR 26/10/72 n. 633 concernente lIVA, seppure limitatamente al settore dello spettacolo, degli intrattenimenti e dei giochi (G.U.n59del12/3/99). Il citato Decreto 60/99, che entrato in vigore nei gennaio 2001, suddiviso in due parti: la prima che comprende gli artt. da 1 a 16, riguarda la nuova regolamentazione dellimposta sugli intratteniment; la seconda (dall'art. 17 allart. 22) reca disposizioni in materia di IVA per il settore spettacolistico, degli intrattenimenti e dei giochi. In sostanza il legislatore ha voluto distinguere le attivit che presentano prevalentemente l'aspetto ludico e di puro divertimento da quelle che assumono anche una connotazione culturale, assoggettando le prime solo allIVA secondo i criteri ordinari, e le seconde all imposta sugli intrattenimenti ed al regime speciale IVA. Il legislatore considera cio come intrattenimento ci che viene visto come divertimento; concetto che esplica la partecipazione attiva della persona allevento. Lo spettacolo invece caratterizzato dal concetto di rappresentazione, cio la presenza passiva della persona ad unavvenimento; lo spettatore assiste al fenomeno e lo guarda senza mettere niente di suo. I Circoli e le associazioni sportive rientrano ne] campo dell'imposta sugli intrattenimenti quando svolgono esecuzioni musicali di qualsiasi genere (ad esclusione dei concerti musicali e strumentali); trattenimenti danzanti e sale da ballo per i quali l'esecuzione dal vivo "non sia prevalente rispetto al complesso delle esecuzioni effettuate; la utilizzazione di apparecchi da divertimento e intrattenimento (biliardi, biliardini e qualsiasi tipo di congegno a gettone, moneta o scheda); utilizzazione ludica di strumenti multimediali; gioco del bowling; noleggio di go-kart, ecc. Rientrano, invece, nelle attivit spettacolistiche e conseguentemente nel regime ordinario IVA (del 20% anche se alcune attivit rimangono al 10%) spettacoli sportivi, cinematografici, esecuzioni musicali dal vivo, ecc. (vedi elenco completo al punto 4.2 della circolare del Ministero delle Finanze n 165 del 7/9/00). Come abbiamo accennato le attivit di intrattenimento sono soggette allimposta relativa (del 16%) e rientrano nel campo di applicazione del regime speciale IVA di cui allart. 74, sesto comma (come sostituito dal D.Lgs: 60/99) del DPR 633/72 salvo opzione per il regime ordinario. Sono cio previste differenti percentuali di forfetizzazione delle detrazioni: in via ordinaria la detrazione del 50% dellimposta relativa alle operazioni imponibili (ivi comprese le prestazioni di pubblicit), del 10% per le prestazioni di sponsorizzazione, del 33% per le cessioni o le concessioni dei diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica. Come accennato comunque data facolt se ritenuto pi favorevole di optare per il regime ordinario 131

dandone comunicazione allUfficio delle Entrate ed alla SIAE competenti (in relazione al domicilio fiscale), prima dellinizio dellanno solare. Per quanto concerne le attivit spettacolistiche queste sono soggette allIVA secondo i criteri ordinari, sebbene con una disciplina peculiare per quanto riguarda il momento impositivo, le modalit di certificazione, laccertamento ed alcune specifiche agevolazioni. La base imponible per i Crcoli e le associazioni sportive sugli intrattenimenti data dalla somma del corrispettivo pagato per lingresso aumentato dai prezzi delle consumazioni e dai prezzi di eventuali servizi accessori imposti obbligatoriamente, dai proventi derivanti da sponsorizzazioni ed ogni altro provento connesso con lutilizzazione degli intrattenimenti e delle altre attivit. Oltre a ci per le associazioni che organizzano eventi per i propri soci considerato imponibile lintero ammontare delle quote associative (per la parte che rimane per esempio al Circolo o alla associazione sportiva che organizzano l'evento) se il Circolo ha come unico scopo quello di organizzare tali intrattenimenti o attivit (per esempio teatrali, musicali, ecc.) o sulla parte dellammontare della quota associativa (tessera) riferibile all'attivit soggetta (un decimo, un centesimo, ecc.). Questultima regola non si applica a circoli ed associazioni aderenti ad associazione nazionale iscritta al registro delle associazioni di promozione sociale in forza dellart. 21 della legge 7/12/00 n 383 che esclude dalla base imponibile le quote associative. Prima di vedere gli altri aspetti del provvedimento, sottolineiamo inoltre che per gli intrattenimenti i cui introiti sono destinati a fini di beneficenza, prevista una riduzione del 50% della base imponibile. Gli eventi non devono per superare (per lo stesso soggetto) le dodici giornate nel corso dellanno, allassociazione devono essere destinati almeno i due terzi degli incassi al netto delle imposte, la stessa deve presentare, prima dellinizio della manifestazione, alla Agenzia delle Entrate apposita dichiarazione indicando le finalit di beneficenza. Infine lassociazione deve redigere uno specifico rendiconto per ogni singola iniziativa con il prospetto delle entrate e delle uscite; tale prospetto deve essere conservato, assieme al rendiconto economico e finanziario annuale e per lo stesso periodo, per eventuali controlli dellautorit. L'esenzione totale spetta anche alle ONLUS e a tutti gli enti non commerciali, cos come indicati dall'articolo 148, comma 3, del TUIR, a condizione che: l'attivit sia svolta occasionalmente; sia svolta in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione; sia data comunicazione dell'attivit all'ufficio accertatore territorialmente competente prima dell'inizio della stessa. L'art. 14, comma 1, lettera b), del D.P.R. n. 640/72 dispone che i contribuenti che non abbiano superato il volume d'affari pari a 25.822,84, possono determinare la base imponibile sul 50% degli introiti. Attenzione che tale modalit di calcolo riservata alla sola attivit d'intrattenimento con esecuzioni musicali dal vivo Le numerose precisazioni che hanno fatto seguito al Decreto legislativo n. 60 del 26/2/99 (D. Lgs 2/12/99 n.464; DPR 544 del 30/12/99; D. Lgs. 30/3/2000 n. 99; Circ. Min. 247/E del 29/12/99; Cir. Min. 165 del 7/9/2000), la dicono lunga sulla complessit della materia che qui si cercato di sintetizzare. Per concludere diamo di seguito alcune indicazioni operative:i circoli, le societ e/o le associazioni che svolgono attivit continuativa dovranno rilasciare relativo titolo d'accesso in caso d'intrattenimento con pagamento, senza distinguere tra soci e non, - entro 10 giorni dalla chiusura dell'esercizio, presentare alla SIAE competente per zona, apposita dichiarazione, indicando le entrate ricevute dai soci e l'attivit esercitata. - i circoli, le societ o le associazioni che svolgono solo in via meramente occasionale l'attivit d'intrattenimento dovranno: presentare, prima dell'inizio dell'evento, una dichiarazione di cui all'art. 19 del D.P.R. n. 640/72; presentare alla SIAE, entro il quinto giorno successivo al termine della manifestazione, un'apposita dichiarazione. Per i soggetti esenti (fino a 25.822,84) basta la comunicazione alla SIAE. L'imposta cos determinata deve, -ai sensi dell'articolo 6 del regolament emanato con il D.P.R. n. 54/99- essere versata tramite delega unificata (modello F24), nei seguenti termini: in caso di attivit continuativa, entro il 16 del mese successivo a quello dellevento; per le attivit occasionali, entro il quinto giorno successivo alla conclusione dell'evento; 132

per le quote o le contribuzioni, associative (in caso di entrata gratuita) entro il 16 del mese successivo a quello della chiusura dell'esercizio (considerando lanno solare e non quello sociale che in qualche caso viene adottato dalle strutture associative, in particolare nel mondo sportivo). L'art. 74, comma 6, del DPR n. 633/72, prevede che la stessa base imponibile, su cui determinare l'imposta sugli intrattenimenti sia valida anche per la determinazione dell'imposta sul valore aggiunto con le seguenti precisazioni: la determinazione dell'IVA forfetizzata in base all'ari. 19, del D.P.R. n. 633/72, nella misura del 50%; le modalit di versamento dell'IVA rimangono le stesse di quelle per l'imposta sugli intrattenimenti; esonero da tutti gli adempimenti, IVA, a esclusione della fatturazione attiva e della registrazione della fatturazione passiva, ai sensi dell'ari. 25 del D.P.R. n. 633/72; applicazione della contabilit separata, ai sensi dell'ari. 36, comma 4, del D.P.R. n. 633/72 in caso d'attivit ulteriore oltre a quella di intrattenimento.

Aliquote relative alle attivit di intrattenimento 1. 2. 3. 4. Esecuzioni musicali e trattenimenti danzanti con musica dal vivo non prevalente. Utilizzazione degli apparecchi da divertimento utilizzazione ludica strumenti multimediali, biliardo, bowling, go-kart Ingresso nelle sale da gioco in luoghi adibiti all'esercizio delle scommesse. Esercizio da gioco nelle case da gioco e altri luoghi a ci destinati. 16% 8%. 60% 10%

Aliquote IVA applicabili alle attivit di spettacolo: 1. Spettacoli cinematografici 2. Spettacoli sportivi: a) con prezzo d'ingresso fino a 12,91 b) con prezzo dingresso superiore a . 12,91 3. Esecuzioni musicali con prevalenza di musica dal vvo, anche se effettuate in discoteche e sale da ballo, lezioni collettive di ballo), corsi mascherati e in costume, rievocazioni storiche e giostre; 4. Spettacoli teatrali di (qualsiasi tipo, compresi balletto, opere liriche, prosa, operetta, commedie musicali, rivista, concerti vocali e strumentali, attivit circensi e spettacolo viaggiante, burattini e marionette 5. Mostre, fiere campionarie, esposizioni scientifiche, artistiche ed industriali, rassegne cinematografiche riconosciute con decreto del Minier delle Finanze 6. diffusioni radiotelevisive in locali aperti al pubblico ovvero a domicilio con accesso condizionato

10% 10% 20%

20%

10% 20% 20%

Le operazioni accessorie alle prestazioni relative alle attivit di spettacolo, in forza del principio espresso dallarticolo 12 del DPR n. 633 del 1972, sono assoggettate allaliquota propria delle prestazioni spettacolistiche principali. 4.12 apparecchi da divertimento. 133

Negli ultimi due anni vi stata una copiosa produzione legislativa sugli apparecchi da divertimento che in pratica ha riguardato tutti i settori dei giochi. In sintesi la citata normativa ha: Vietato dal 30 aprile 2004 luso dei video poker; Diviso in due maxi categorie gli apparecchi e congegni da divertimento: - apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici (vedi comma 6 dellart. 110 del TULPS R.D. 18 giugno 1931 n 773); - apparecchi e congegni meccanici ed elettromeccanici (biliardi, elettrogrammofoni, calciobalilla, flipper, Kiddle rides, ecc.) cio quelli abitualmente installati nei circoli; * Stabilito limponibile medio forfetario annuo per tali congegni: limporto stato praticamente raddoppiato rispetto a quello precedente. Limposta sugli intrattenimenti (ISI) dovuta pari all8% dellimponibile sul quale grava lIVA al 20%; Determinato il numero massimo dei videogiochi installabili nei circoli. Peraltro solo in quelli in possesso dellautorizzazione per la somministrazione di cibi e bevande, di cui al DPR 4/4/2001 n. 235. E installabile un solo apparecchio ogni 15 metri quadrati di superficie destinata alla somministrazione, 2 apparecchi per superficie di 50 metri quadrati, un altro per ulteriori 50 metri ed un quarto, numero massimo di apparecchi installabili, per ulteriori 50 metri. Soggetto passivo dellimposta il gestore degli apparecchi, vale a dire chi esercita unattivit organizzata, diretta alla distribuzione, installazione e gestione economica di tali apparecchi presso luoghi aperti al pubblico o in circoli o associazioni sportive. Il gestore, entro 5 giorni dal pagamento dellimposta, deve inviare allispettorato compartimentale dei monopoli competente per territorio lapposito modello nel quale devono essere indicati gli apparecchi per i quali ha assolto limposta e limporto complessivo versato. Lispettorato rilascia, per ogni apparecchio dichiarato, una quietanza di pagamento che deve essere conservata nel luogo dove installato lapparecchio in quanto responsabile chi lo utilizza materialmente. Questo avviene nel caso in cui limprenditore (proprietario) dia al circolo un compenso, di norma parametrato agli incassi, a remunerazione per la tenuta degli apparecchi; ovviamente gli incassi derivanti dagli apparecchi saranno acquisiti direttamente dallimprenditore/proprietario. Il circolo, per il compenso ricevuto, rilascer a questi fattura gravata di IVA e considerer lintroito di natura commerciale e pertanto soggetto a IRES , IVA ed IRAP. Il pagamento dellimposta intrattenimento (8% gravata di IVA) sar a carico dellimprenditore/proprietario. Una eccezione alla regola prevista per gli apparecchi e congegni da divertimento che prevedono vincite in denaro (comma 6 , art. 110 tulps) e che sono soggetti al prelievo erariale unico (PREU) del 13,5% applicato agli incassi dei suddetti apparecchi. Dal 1 gennaio 2005, per effetto dellarticolo 1, comma 497, della legge 30/12/2004 n 311, gli incassi, sia da parte del concessionario che del circolo, sono esenti da IVA ai sensi dellart. 10, comma 1, n 6 del DPR 633/72. Il circolo quindi rilascer fattura (o semplice ricevuta se non svolge attivit commerciali) indicando in essa il titolo di esenzione IVA richiamato. Ci perch il PREU sostituisce le due imposte (IVA e intrattenimento) per cui pagando il PREU non sono pi dovute dal circolo e neppure dal proprietario dellapparecchio IVA e imposta intrattenimento. Esclusa la citata eccezione, nel caso invece in cui il circolo prenda in affitto lapparecchio ed incassi i relativi proventi, ricever dallimprenditore la fattura relativa allimporto dellaffitto gravata di IVA; lattivit (ed i relativi introiti) considerata istituzionaleai sensi dellart. 4, quarto comma del DPR 633/72 in quanto il circolo rende un servizio ai soci e pertanto non soggetta a IRES, IVA e IRAP. In questo secondo caso il circolo tenuto al pagamento dellimposta intrattenimento dell8% ma non dellIVA ( Agenzia delle Entrate: ris. 15/3/2004 n 38). In entrambi i casi per il pagamento (il versamento deve essere effettuato normalmente entro il 16 marzo, ovvero entro il 16 del mese successivo a quello di prima installazione in ragione della frazione 134

di anno residua) occorre servirsi del modello F24 Accisa utilizzando il codice 5123 ( non pi quindi il 2344) per limposta sugli intrattenimenti e 6729 per lIVA qualora dovuta. Va inoltre precisato che lattivit di biliardo o biliardino svolta per finalit sportive (gare, campionati, dimostrazioni, ecc. sotto legida del CONI, della FIBIS, della federazione o dellente di promozione sportiva cui lassociazione aderisce) beneficia dellesenzione dellimposta sugli intrattenimenti. Tale esenzione applicabile per solo se lutilizzazione avviene da parte dei soli atleti e a titolo gratuito; non deve esserci quindi n uso ludico, n tariffa oraria, n lesistenza di quote associative differenziate a seconda delluso del biliardo o biliardino. In conclusione, per la detenzione e la gestione, anche indiretta, dei giochi elettronici, automatici o semiautomatici presso i circoli necessario: 1. procurarsi lautorizzazione cui allart. 86 del TULPS presso i competenti Uffici Comunali. Per lottenimento della stessa sar necessario presentare il nulla osta dei Monopoli di Stato; 2. assicurarsi di possedere il nulla osta che rilasciato dai Monopoli di Stato ai produttori e agli importatori degli apparecchi e congegni per il gioco lecito, nonch ai loro gestori. I produttori e gli importatori devono consegnare ai circoli detentori degli apparecchi e dei congegni una copia del nulla osta e, sempre per ogni apparecchio e congegno ceduto, la relativa scheda esplicativa. Gli Ufficiali e gli agenti di P.S., gli Ufficiali e gli agenti di Polizia Tributaria e gli Ufficiali e gli agenti della Guardia di Finanza effettuano il controllo degli apparecchi con accesso alle sedi di coloro che li detengono, anche temporaneamente, verificando che per ogni apparecchio e congegno risulti rilasciato il nulla osta e che lapparecchio sia dotato della scheda esplicativa. In assenza del nulla osta, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, pu essere disposta la confisca degli apparecchi e dei congegni. 3. esporre nella sala dove sono installati gli apparecchi da gioco una tabella vidimata dal 4. Questore nella quale siano indicati, oltre ai giochi dazzardo (vietati), quelli che la stessa autorit ritiene di vietare, nonch le prescrizioni e i divieti specifici che ritiene di disporre nel pubblico interesse. In tale tabella, inoltre, deve essere fatta espressa menzione del divieto delle scommesse. 5. conservare nel luogo ove installato lapparecchio di divertimento e di intrattenimento la quietanza di assolvimento della relativa imposta. Chi scrive ritiene infine necessaria una dichiarazione da parte del Ministero sulluso gratuito del biliardo e del biliardino che molti circoli, data lonerosit dellimposta, applicano indipendentemente dalluso sportivo. In questo caso, mancando il presupposto oggettivo, lattivit non dovrebbe essere esclusa dallimposta sugli intrattenimenti? Restiamo in fiduciosa attesa della risposta da parte del Ministero. 4.13. Imponibili forfetari 2007. Limposta dovuta per lutilizzazione di biliardi, elettrogrammofoni, ecc, installati nei circoli od associazioni di qualunque specie, pari all 8% sugli importi 2007, fissati dal Decreto del Direttore Generale dellAmministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (G.U. 7 febbraio 2007 n 31), sottoindicat

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CATEGORIA DI APPARTENENZA DEGLI APPARECCHI E RELATIVO IMPONIBILE FORFETTARIO Categoria di Appartenenza AM1 Collocazione tipologia Biliardo e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo. Elettrogrammofono e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone. Apparecchi meccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: calcio balilla biliardini e apparecchi similari. Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: flipper gioco elettromeccanico dei dardi e apparecchi similari. Apparecchi meccanici e/o elettromeccanici per bambini attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: congegno a vibrazione tipo Kiddie rides e apparecchi similari. Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: gioco a gettone azionato da ruspe e apparecchi similari. 136 Imponibile forfetario 3.500,00

AM2

500,00

AM3

470,00

AM4

1000,00

AM5

480,00

AM6

1500,00

LETTERA DI OPZIONE IRES IVA-IRAP Alla Agenzia delle entrate di . Alla SIAE di LORO SEDI Oggetto: opzione per lapplicazione dellIRES, dellIVA e dellIRAP nel modo speciale ai sensi della legge 16/12/991 n 398. Il Circolo (o lassociazione sportiva)con sede legale in.. Via.n.., titolare della partita IVA n.., in persona del suo legale rappresentante sig. .nato a..il.. e residente a vian CF.. PREMESSO di essere affiliato a; di svolgere attivit senza scopo di lucro; di non aver conseguito nellanno.proventi derivanti da attivit commerciali per un importo superiore a 250.000,00; DICHIARA di optare per lapplicazione dellIRES, dellIVA e dellIRAP nel modo speciale ai sensi dellarticolo 2 della legge n 398/91. Lopzione ha effetto dal. ..li.. Il presidente .

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MODULO PER RIMBORSI SPESE A PIE DI LISTA


Lettera di incarico Incarichiamo il sig. ___________________________ nella sua qualit di _______________ ad effettuare trasferte e/o missioni per nostro conto secondo il programma predisposto dalla associazione e a tal fine, ove necessario lo autorizziamo ad usare il proprio automezzo per effettuare i percorsi necessari per i quali gli verr riconosciuta una indennit _________ /km. Data, timbro e firma dellEnte _________________________

Nota delle spese sostenute per conto dellEnte da: Cognome e Nome _______________________________________________________________________ Per recarsi da ___________________________ a _______________________________ per ____________________________________ il _________________________ Spese di viaggio e di trasferimento 5. Biglietto aereo/nave 6. Biglietto ferroviario 7. Prenotazione, supplemento rapido, cuccetta, ecc. 8. Auto propria km ______ x ______ Percorso __________________________________ 5. Pedaggi autostradali 6. Taxi 7. Biglietto autolinee urbane, extraurbane 8. Altro (specificare) _____________________ TOTALE SPESE DI VIAGGIO E TRASFERIMENTO Spese di soggiorno 9. Pernottamenti n. _____ 10. Pasti n. _____ TOTALE SPESE DI SOGGIORNO TOTALE DA LIQUIDARSI __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________

Il sottoscritto dichiara che tutte le spese qui descritte sono derivati dallincarico conferitogli. Allegati n. ______ documenti giustificativi di cui alle voci 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10. In fede ______________________ Data _______________

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* Il presente modulo pu essere compilato sia per ogni trasferta effettuata sia come riepilogo mensile delle trasferte del periodo di riferimento. In tale ultima ipotesi dovr essere compilato il foglio allegato.

Marca da bollo da 1,81 per importi maggiori di 77,47.


Spettabile Italgas Via 00000, Roma Servizio clienti

Oggetto: Istanza di riduzione dell'aliquota dell'accisa sul metano


Il sottoscritto .nato a il, domiciliato a.., in via..n. CF.., in qualit di legale rappresentante di'. associazione sportiva dilettantistica, con sede in , via..n.., C.F. 00000000000, premesso

che la predetta associazione conduce, a titolo di (propriet, locazione,ecc.), i locali adibiti a ..(palestra sportiva,calcetto, ecc.) situati in .. in via .n.. che nella citata struttura si svolge, senza fine di lucro, attivit sportiva esclusivamente dilettantistica; vista

la disposizione di cui alla nota delle Dogane n 64/D del 3 aprile 2000sullarticolo 26 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, numero 504, secondo la quale risultano compresi negli usi industriali gli impieghi del gas metano negli impianti sportivi adibiti esclusivamente ad attivit dilettantistiche e gestiti senza fini di lucro; chiede l'applicazione dell'imposta di consumo sull'utilizzo del gas metano impiegato nel citato impianto sportivo e nelle strutture ad esso annesse in base all'aliquota prevista per gli usi industriali. La presente istanza costituisce anche dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, numero 445.

Con osservanza (firma)

. Li

Allegati: 1. Copia dello statuto sociale; 2. Schema unifilare dell'impianto gas esistente, dal contatore agli apparecchi utilizzatori, sottoscritto dal legale rappresentante;

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3. Planimetria dei locali con indicazione della destinazione d'uso e degli apparecchi (compresi i corpi scaldanti), sottoscritta dal legale rappresentante; 4. Lettura del contatore; 5. Copia dell'ultima fattura pagata; 6. Copia di un documento di identit del legale rappresentante.

5 CLASSIFICAZIONE AI FINI COMMERCIALI DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE E DEI CIRCOLI 5.1 Le sedi di circolo e di associazione sportiva locali privati. Il circolo e le associazioni sportive possono essere assoggettate, per alcune attivit svolte nei confronti dei soci (gestione di bar sociale, mense, ecc.) e, seppure raramente, nei confronti di terzi (gestione di feste dello sport, tornei, dimostrazioniecc,) alla legislazione che nel nostro Paese disciplina il commercio. Tale normativa definisce le sedi di circolo e in generale delle associazioni culturali ricreative, artistiche ecc, locali privati e non esercizi pubblici. Il carattere privato si mantiene anche quando il circolo e/o lassociazione sportiva richiedono autorizzazioni, e le ottengono (compresa quella per la somministrazione di alimenti o bevande e lo spaccio di generi alimentare e vari), per svolgere attivit a favore del proprio corpo sociale, in quanto da tutti riconosciuto che queste attivit sono sussidiarie al conseguimento degli scopi sociali per cui sono costituiti ed al soddisfacimento delle esigenze dei soci ( culturali, ricreative, sportive, ecc.), pertanto non hanno finalit di lucro e conseguentemente la normativa sul commercio riserva loro un trattamento speciale. In sostanza dunque, il circolo e/o lassociazione sportiva, comunicandolo preventivamente al comune di appartenenza a mezzo di autocertificazione (art. 19 legge 7 agosto 1990 n 241 come sostituito dallart. 3, comma 1 della legge n 80/05) pu tra laltro: gestire nella sede un punto di somministrazione di alimenti e bevande: caff, bibite alcoliche (cio con oltre 1,2 gradi per litro) e non, pizzette, toast, panini, tramezzini, ecc.) da bar ed esercizi similari. Da sottolineare che qualora la gestione sia diretta (fatture e relativi pagamenti intestati al circolo) il circolo considerato consumatore finale e pertanto il passaggio del bene o del servizio al socio neutro rispetto al fisco (art. 148, comma 4 tuir e art. 4, comma 4 DPR 633/72). In sostanza non si ha bisogno di tenere una contabilit valida fiscalmente , di chiedere la partita IVA, di fare denuncia dei redditi ecc. Ovviamente per ragioni di trasparenza verso i soci, il circolo terr, come del resto per tutte le altre attivit, una contabilit idonea a presentare al corpo sociale un resoconto della gestione delle attivit economiche della Associazione. gestire nella sede sociale una mensa, un ristorante, una pizzeria. Le modalit di apertura sono quelle del bar ma in questo caso lattivit considerata ai fini fiscali commerciale (occorre cio aprire partita IVA, fare denuncia dei redditi ecc. ). Le societ ed associazioni sportive possono tuttavia adottare la. contabilit forfetaria (L. 398/91) che di semplice gestione ed economicamente pi conveniente della contabilit ordinaria. gestire uno spaccio di generi alimentari e di varia natura (divise sportive, ecc.). Trattasi non di consumo in sede ma di cessione per asporto delle derrate alimentari e di merce varia. Tale attivit comunque considerata dalla normativa fiscale vigente commerciale; per essa pu essere adottata la cosiddetta contabilit forfetaria. Per la gestione di uno spaccio necessario che il preposto sia iscritto al registro degli esercenti Il commercio (REC). gestire iniziative popolari (feste dello sport, patronali, sagre, ecc.). Alle associazioni riconosciute permessa (in forza dell art. 103 del tulps e dellart. 41 del DM 4/8/1988 n. 375, e, per le associazioni di promozione sociale dallart. 31 comma 2 della L. 383/00) lattivit di somministrazione di alimenti e bevande (anche alcoliche) al pubblico , occorre, tuttavia, unautorizzazione comunale per attivit temporanea e la iscrizione al REC 140

della persona responsabile della somministrazione. Anche questa attivit considerata, dalla normativa vigente, fiscalmente rilevabile e pu essere trattata, nello stesso modo della gestione di uno spaccio di generi alimentari e vari. Attenzione tuttavia che la somministrazione di bevande aventi un contenuto alcolico superiore ai 21 gradi non consentita nel corso di sagre o fiere e simili, luoghi di convegno, nonch nel corso di manifestazioni sportive e musicali allaperto. Anzi, il sindaco pu eccezionalmente estendere tale divieto alle bevande con contenuto alcolico inferiore ai 21 gradi (art. 5 comma 2 della legge 25 agosto 1991 n 287). 5.2 Autorizzazioni comunali. Le associazioni sportive ed i circoli affiliati ad associazione nazionale riconosciuta quale assistenzialedal Ministero dellInterno, essendone parte integrante, possono richiedere al Comune di appartenenza le autorizzazioni relative, e questi deve rilasciarle alla sola condizione che siano rette da uno Statuto avente i requisiti di cui allart. 148 del TUIR (democraticit, ecc.), e le sedi abbiano idonee condizioni igienico sanitarie; ci senza peraltro assoggettarle al parere dellapposita commissione sul commercio n sottostare ai vincoli fissati dal piano comunale e senza richiedere liscrizione al R.E.C. del presidente o gestore (vedi art. 2 del DPR n. 235 del 4 aprile 2001). Per i circoli non aderenti ad associazione nazionale le cui finalit assistenziali sono riconosciute dal Ministero dellInterno, le norme di apertura e gestione del punto di ristoro sono decisamente pi complesse, il regolamento (art. 3 DPR 235/2001) prevede infatti: - lattivit di somministrazione sia soggetta al rilascio dellautorizzazione comunale; - il rilascio dellautorizzazione sia legato alla disponibilit del contingente numerico; - la domanda di autorizzazione si consideri accolta se il diniego non comunicato entro quarantacinque giorni; - Nel caso la gestione sia affidata a terzi questi devono essere iscritti al REC. Tornando ai circoli aderenti ad associazione riconosciuta, nella denuncia di inizio di attivit (D.I.A.) il Presidente del sodalizio, nella sua qualit di legale rappresentante, dichiara: lente nazionale con finalit assistenziale al quale aderisce (ENDAS); il tipo di attivit di somministrazione (bar, ristorante ecc.); lubicazione (indirizzo) e la superficie dei locali adibiti alla somministrazione; che lassociazione regolata da uno statuto in linea con le indicazioni previste dallart.111 (oggi 148) comma 3, 4 bis e 4 quinques del Testo Unico delle imposte sui redditi (ossia democrazia interna, destinazione alle finalit istituzionali di eventuali utili o avanzi di gestione, divieto di distribuire fra i soci tali utili, fondi, obbligo di devolvere il patrimonio ad altra associazione similare in caso di scioglimento ecc.); che il locale ove esercitata la somministrazione conforme alle norme e prescrizioni in materia edilizia, igienico-sanitaria e ai criteri di sicurezza richiesti dalla normativa vigente. I dati del gestore cui sono demandate le attivit di somministrazione o di vendita dei prodotti. Alla denuncia va allegata una marca da bollo da 14,62, copia semplice dellatto costitutivo e dello statuto, certificato di affiliazione ad associazione nazionale riconosciuta e, in autocertificazione, residenza, stato di famiglia, carichi pendenti e antimafia del Presidente del sodalizio. Conviene sempre prima di inoltrare la denuncia prendere contatti con il Comune, perch spesso gli stessi hanno predisposto un fac simile di domanda, e perch il regolamento comunale pu variare modalit e contenuti della suddetta denuncia, Il circolo pu iniziare la propria attivit trascorsi trenta giorni dal momento della denuncia (art. 3 L. 14/5/2004 n 80); il sindaco ha invece quarantacinque giorni di tempo per verificare la veridicit della dichiarazione pervenutagli altrimenti lautorizzazione si intende concessa per il principio del silenzio assenso Il circolo a sua volta deve tenere nella propria sede (ed eventualmente mandarne copia al Comune) a disposizione delle autorit competenti: 141

atto costitutivo e statuto; elenco soci aggiornato; certificato di affiliazione (e relativi nulla-osta) alla associazione nazionale riconosciuta; autorizzazione igienico sanitaria dei locali; pianta planimetrica dei locali con lindicazione del loro utilizzo (bar, segreteria ecc.); fotocopia del certificato di attribuzione del numero di codice fiscale dellassociazione certificato penale del Presidente; piano di autocontrollo igienicit e sicurezza alimenti e bevande (HACCP) ed indicazione del responsabile (presidente, preposto, segretario). Anche per la suddetta documentazione conviene sentire il Comune che in qualche caso riduce il numero dei documenti richiesti. Va infine tenuto presente che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi vanno rese esclusivamente a soci. Eccezione alla regola solo in occasione di gare, tornei ecc. organizzate dal circolo nel qual caso sono ammessi ad usufruire dei servizi anche i partecipanti alle suddette manifestazioni (circolare Ministero dellInterno 559/c. 5330. 12000 del 23/11/1994). 5.3 Gestione delle attivit di somministrazione. utile ricordare le regole fondamentali cui debbono attenersi i circoli, e le associazioni che intendono gestire le attivit di: a) Gestione del bar: Il locale mescita non deve dare sulla pubblica via; I locali debbono trovarsi presso le sedi in cui viene svolta lattivit istituzionale; Le targhe e le insegne che indicano la sede del circolo non devono pubblicizzare le attivit di somministrazione esercitate allinterno (Decreto Ministero Interno del 17 dicembre 1992 n 564, come modificato dal decreto Min. Int. del 5/8/94 n 534); Lattivit di bar deve essere strettamente complementare a quella istituzionale; Nel bar devono accedere solo soci del circolo, dellassociazione sportiva o soci di altre associazioni o circoli affiliati alla medesima associazione nazionale riconosciuta In sostanza il bar non deve essere aperto al pubblico; Lattivit di bar pu essere iniziata trascorsi trenta giorni dalla data di ricezione da parte del Comune della comunicazione citata. Occorre inoltre che lassociazione sportiva o circolo si attenga alle seguenti condizioni: - avere almeno 100 soci (non necessario consegnare lelenco soci al Comune); il Sindaco pu peraltro autorizzare lapertura del bar anche nel caso non vengano raggiunti i 100 soci; in questo caso non per atto dovuto; - somministrare solo alimenti e bevande per le quali si in possesso di autorizzazione; - tenere esposti in luogo visibile lautorizzazione comunale, lelenco degli alimenti e delle bevande in distribuzione coi rispettivi prezzi, lelenco dei giochi proibiti e, in caso di detenzione di alcolici, la licenza UTF; - rinnovare lautorizzazione anno per anno attraverso la dichiarazione di prosecuzione dattivit (Circolari dipartimento delle Entrate n 13/E del 19/1/1998 e n 35/E /IV/7/12734 del 30/1/1998); - possedere la licenza igienicosanitaria dei locali; - pagare la eventuale tassa annuale di concessione per il rilascio della licenza sanitaria istituita da alcune Regioni (da non confondersi con la licenza igienicosanitaria rilasciata dal Comune); - possedere il libretto sanitario per chi maneggia derrate alimentari (in alcune Regioni vige una normativa diversa per cui occorre informarsi presso tali uffici). 142

essere in regola con le norme di igiene, salubrit e sicurezza dei prodotti alimentari (D.Lgs. n. 155/97). Nei locali destinati alla somministrazione vietato: - somministrare bevande alcoliche ai minori di anni 16, agli infermi di mente ed a persone manifestamente ubriache, ancorch soci; - adibire un minore di anni 18 alla somministrazione di bevande alcoliche senza la presenza del presidente o di un suo rappresentante maggiorenne; - il gioco dazzardo Per la gestione del bar, come per quella della mensa, dei distributori automatici ecc, vi sono poi altre norme, sopratutto igienicosanitarie, che sono disciplinate da leggi regionali o da regolamenti comunali ai quali si rimanda. Per quanto attiene al riposo settimanale (legge 14 ottobre 1974 n 524) e allorario di attivit (art. 8 comma 4, L. 25/8/91 n 287) i circoli privati non sono assoggettati alla normativa sul commercio. Ci sia in considerazione della loro natura giuridica (rappresentano comunque lespressione pi autentica della libert di associazione), che al fatto che la disciplina richiamata volta ad indicare al pubblico i giorni ed i limiti di tempo entro i quali sono disponibili i servizi di cui lutente pu aver bisogno; viceversa lattivit di circolo, che rivolta ad un gruppo ben definito i soci- per i quali la somministrazione altri non che un atto di assistenza durante lattivit associativa che pu ovviamente essere svolta in qualsiasi giorno, festivo e non, ed in qualsiasi ora . Ecco dunque chiarito perch la dottrina orientata a non ritenere sottoponibile ad alcun vincolo temporale lattivit dei circoli privati. La gestione del bar, se riservata ai soci, non considerata commerciale ai fini fiscali (Commissione Tributaria centrale: decisione 22/11/96 n 1430/97 e Suprema Corte: sentenza 15/1/2004 n 280). b) Gestione della mensa: Vale quanto detto per il bar; La gestione della mensa comunque considerata, ai fini fiscali, attivit commerciale e pu essere adottata la c.d. contabilit forfetaria (Legge 398/91 e Legge 66/92). c) Gestione di distributori automatici: Nella sede sociale i circoli e le associazioni sportive possono somministrare alimenti e bevande ai propri soci attraverso distributori automatici. Non occorre lautorizzazione da parte del Comune (salvo quanto detto sulle normative regionali e sui regolamenti comunali). Lattivit non commerciale dal punto di vista fiscale. Per la detenzione di tali apparecchi non occorre effettuare il versamento di tasse. Non neppure richiesta lautorizzazione per frigoriferi, conservatori di gelati, banco frigo, n il pagamento per questi di alcuna tassa. d) Gestione di feste dello sport, patronali, sagre, ecc.: Come gi accennato, ai sensi dellart. 103 del TULPS, dellart. 41 del DM 4/8/1988 n. 375 ( e dellart. 31, comma 2 della Legge 383 del 7/12/00 per le associazioni iscritte nel registro delle associazioni di promozione sociale) pu essere concessa ai Circoli ed alle associazioni sportive lautorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico in occasione di feste o particolari ricorrenze. Occorre lautorizzazione del Sindaco e la iscrizione al REC della persona che a nome del circolo o dellAssociazione addetta alla somministrazione. 5.4 Gestione di uno spaccio di generi alimentari vari. 143

Con lentrata in vigore del D.lgs n. 114 del 31/03/98 (Decreto Bersani) la vecchia disciplina del settore distributivo (Legge 426/91) viene ampiamente riformata. Le novit introdotte riguardano anche lesercizio dellattivit di gestione di spaccio e di vendita dei prodotti vari (vestiario, gadget ecc.) effettuate dai circoli e/o dalle associazioni sportive. Con il suddetto decreto, infatti, vengono meno i piani di commercio cos come precedentemente definiti e lesercizio dellattivit commerciale viene subordinato alla presenza dei requisiti soggettivi (assenza di cause ostative e professionalit per la vendita di derrate alimentari) e alladempimento di procedure che variano a seconda delle modalit con cui viene effettuata la vendita. Per cause che impediscono lesercizio di attivit commerciali si intendono: lessere stati dichiarati falliti; laver subito una condanna per reato non colposo che comporti lapplicazione di una pena detentiva superiore a tre anni lessere stati condannati per i reati di ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina. I soggetti che versano nelle predette situazioni potranno gestire un esercizio commerciale solo cinque anni dopo aver scontato la pena o qualora la pena si sia in altro modo estinta. Per professionalit nel settore della vendita di prodotti alimentari (per asporto), si intende che il titolare del sodalizio, ovvero il legale rappresentante o altra persona specificatamente preposta allattivit commerciale se si tratta di una societ, dimostri di essere in possesso di quella professionalit necessaria per lo svolgimento dellattivit in oggetto. In particolare, il Decreto prevede che la suddetta professionalit risulti dimostrata in ognuno dei seguenti casi: qualora il soggetto interessato abbia sostenuto con profitto un corso di formazione professionale istituito o riconosciuto dalla regione; qualora abbia conseguito nellultimo quinquennio una esperienza biennale di venditore di prodotti alimentari in qualit di dipendente oppure in qualit, comprovata dalliscrizione allINPS, di coadiutore familiare; nel caso in cui sia coniuge, parente o affine allimprenditore; qualora sia stato iscritto nellultimo quinquennio presso il Registro Esercenti di Commercio di cui alla Legge 426/71. Presupponendo che il circolo o associazione sportiva voglia aprire uno spaccio riservato ai propri soci, deve possedere: autorizzazione del Sindaco (sempre a mezzo comunicazione ai sensi dellart. 19 della Legge 241/90 e DPR 235 del 4/04/2001). Lo spaccio pu essere aperto attesi 30 giorni da tale comunicazione; licenza sanitaria degli addetti (in alcune Regioni Emilia Romagna, Lombardia ecc. sullargomento vi una regolarizzazione diversa); registratore di cassa (escluse le strutture che hanno optato per la contabilit forfetaria di cui alle leggi 398/91, 66/92 e 133/99 e che non superano 250 mila euro di volume di affari); licenza UTF se vengono ceduti alcolici; accesso ai soli soci; tenere esposti in luogo visibile lautorizzazione comunale ed il listino prezzi. E necessaria liscrizione al REC del preposto. La gestione dello spaccio considerata attivit commerciale. Anche per essa pu essere adottata la c. d. contabilit forfetaria. 5.5 Igiene, salubrit e sicurezza di prodotti alimentari. Le strutture associative che somministrano o distribuiscono generi alimentari sono soggette al D.lgs. n. 155 del 26/5/1997 ( HACCP) che ha in sintesi i seguenti obiettivi: lautocontrollo delle varie attivit connesse con la somministrazione o la vendita di prodotti alimentari (trasporto, deposito ecc.); la realizzazione di un adeguato sistema di controllo dei punti critici attraverso un piano per la loro individuazione, e le procedure dintervento per annullare e/o ridurre il rischio. Il suddetto 144

piano deve essere tenuto a disposizione delle autorit competenti al controllo (Aziende Sanitarie Locali servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione servizi di medicina veterinaria /NAS); la formazione permanente del personale addetto; Sono previste pesanti sanzioni per chi non ottempera a quanto dettato dal D.Lgs citato. Le strutture associative interessate al provvedimento debbono attuare i seguenti adempimenti: designare il responsabile addetto alla sorveglianza della igienicit degli alimenti e bevande che vengono somministrate o distribuite. Tale persona pu essere il Presidente, il gestore o altra persona; predisporre il cosiddetto piano di rischio. Alcune Regioni hanno emanato sullargomento leggi apposite; conviene quindi informarsi presso i rispettivi uffici regionali. 5.6 Requisiti dei locali. Diamo di seguito alcune indicazioni sui principali requisiti dei locali ove vengono somministrati o preparati o trasformati i prodotti alimentari: I locali devono: essere tenuti puliti; essere sottoposti a regolare manutenzione; consentire unadeguata pulizia o disinfezione; essere realizzati in modo tale da impedire: - laccumulo di sporcizia - il contatto con materiali tossici - la penetrazione di particelle nei prodotti alimentari - per quanto fattibile, la formazione di condensa o muffa sulle superfici; consentire una corretta prassi igienica impedendo la contaminazione incrociata fra prodotti alimentari, apparecchiature, materiali, acqua, ricambio daria o interventi del personale; impedire lingresso di agenti esterni di contaminazione quali insetti e altri animali nocivi; fornire adeguate condizioni di temperatura per la lavorazione e limmagazzinamento dei prodotti (frigoriferi ecc.); disporre di lavabi in numero sufficiente, adeguatamente collocati e indicati per lavarsi le mani; disporre di gabinetti in numero sufficiente; assicurare una corretta aerazione meccanica o naturale, evitando il flusso meccanico di aria da una zona contaminata verso una zona pulita. I sistemi di aerazione devono essere tali da permettere un accesso agevole ai filtri e alle altre parti che devono essere pulite o sostituite; disporre di unadeguata illuminazione, naturale o artificiale; ove necessario disporre di installazioni adeguate adibite a spogliatoio per il personale; i gabinetti: non devono dare direttamente sui locali di manipolazione degli alimenti; devono disporre di un buon sistema di areazione, naturale o meccanico; i lavabi: devono disporre di acqua corrente fredda e calda, materiale per lavarsi le mani e un sistema igienico di asciugatura. La normativa richiede, inoltre, i seguenti requisiti specifici allinterno dei locali in cui i prodotti alimentari vengono preparati, lavorati o trasformati (sono esclusi i locali adibiti a mensa): i pavimenti: devono essere facili da pulire e ove necessario da disinfettare; devono essere in materiale resistente, non assorbente, lavabile e non tossico; 145

le pareti devono: essere facili da pulire e, ove necessario, da disinfettare fino ad unaltezza opportuna per le operazioni; essere in materiale resistente, non assorbente, lavabile, non tossico e con superficie liscia; i soffitti e le attrezzature sopraelevate devono: essere costruiti e rifiniti in modo da evitare laccumulo di sporcizia e ridurre la condensa, la formazione di muffa e lo spargimento di particelle; le finestre e le altre aperture devono: essere costruite in modo da impedire laccumulo di sporcizia; quelle che possono essere aperte verso lesterno devono essere (se necessario) munite di reti anti-insetti facilmente amovibili per la pulizia; restare chiuse e bloccate durante la produzione qualora vi sia rischio di contaminazione delle sostanze alimentari le porte devono: avere superfici facilmente pulibili e se necessario disinfettabili; avere superfici lisce e non assorbenti; i piani di lavoro a contatto con gli alimenti (comprese le superfici degli impianti) devono: essere facili da pulire e se necessario da disinfettare; essere in materiali lisci, lavabili e non tossici; gli strumenti di lavoro e gli impianti devono: essere regolarmente puliti e disinfettati; essere in materiale resistente alla corrosione; essere facili da pulire ( necessario prevedere adeguata erogazione di acqua calda e fredda); lacquaio per il lavaggio degli alimenti: occorre adeguata erogazione di acqua potabile calda e fredda onde poter essere mantenuto pulito.

Inserire qui i vari certificati: appartenenza alcolici mensa siae spaccio

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DENUNCIA DI INIZIO DI ATTIVITA' DI CIRCOLO O ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA Marca da bollo 14,62 Al Sindaco di ................................. Il sottoscritto ............................. nato a .................... residente in........................................ nella sua qualit di Presidente pro-tempore dellAssociazione.......................... con sede legale in ....................... via ..............................n............. e con codice fiscale ............................. affiliata allEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS) riconosciuto quale assistenziale con D.M. del 7 gennaio 1949 e del 24 luglio 1954 DENUNCIA Ai sensi dellart.19 legge 241/90 come sostituito dallart.2 comma 10 della 09/05/94 n 411 LINIZIO DI ATTIVITA dellAssociazione somministrazione di alimenti e bevande (anche alcoliche) ai in............................via...........................................n........ con superficie somministrazione. legge 24/12/93 n. 537 e D.P.R. Sportiva Dilettantistica con soli soci nei locali siti di mq ............adibiti alla

Il sottoscritto dichiara che lAssociazione possiede i presupposti ed i requisiti richiesti dalla normativa vigente, ai sensi dell'art. 2 del DPR 4/4/2001 n 235 e dellart.3 comma 1 della legge 25/12/91 n.287 ivi compresi quelli igienico-sanitari. Il sottoscritto fa inoltre presente che lo Statuto dellAssociazione conforme alle clausole previste dallart.111 commi 3, 4 bis, 4 quinques del TUIR. Dichiara infine che sar rappresentato nella gestione della somministrazione dal sig..................................................................................... nato a........................................ e residente a...............................via..................................C.F............................... In fede ........................, l.................. Il Presidente .........................................

Allegati: 1. copia Atto Costitutivo e Statuto; 2. certificato di affiliazione allassociazione ENDAS; 3. certificato di famiglia, di residenza, atto notorio sostitutivo antimafia e carichi pendenti del presidente (a mezzo di autocertificazione); 4. n.1 ulteriore marca da bollo 14,62. A disposizione per eventuali verifiche: 1. autorizzazione igienico-sanitaria dei locali dellAssociazione, legge 283/62; 2. autocontrollo igienicit e sicurezza alimenti e bevande (D.Lgs.155/97); 3. pianta planimetrica dei locali dellAssociazione; 4. fotocopia del certificato di attribuzione del numero di codice fiscale dellAssociazione; 5. fotocopia del libretto sanitario del conduttore dello spaccio(presidente o rappresentante); 6. certificato penale del presidente; 7. copia verbale dassemblea dal quale si evince che il presidente pro-tempore stato regolarmente eletto(se non nellatto costitutivo).

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RICHIESTA DI RILASCIO DELLAUTORIZZAZIONE IGIENICO SANITARIA Marca da bollo di 14,62

Al Presidente della ASL di. Via.. 00000 .

Il sottoscritto ..nella sua qualit di Presidente pro tempore del Circolo culturale, ricreativo, sportivo . con codice fiscale n .chiede, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, il rilascio della Autorizzazione igienico sanitaria dei locali del Circolo siti in.. via n . A tal fine allega alla presente, la ricevuta dei versamenti in c.c.p. per limporto di . Il Presidente .. .li Allegata: pianta planimetrica dei locali del Circolo.

NB. In linea generale lo stesso Sindaco che ha il compito di chiedere alla ASL di verificare che 148

le condizioni igienico sanitarie del circolo siano in linea con la attuale normativa. La domanda presente pu servire a snellire le procedure. DENUNCIA DI ESERCIZIO DI VENDITA DI PRODOTTI ALCOLICI

All UFFICIO TECNICO di FINANZA di _______________ Via _______________________ - Citt ______________________ OGGETTO: Denuncia di esercizio di vendita di prodotti alcolici. Applicazione art. 29 T.U. approvato con D.Lgs 29.10.95 n. 504. Il/La sottoscritto/a_________________________nato/a_______________________________ Via/Piazza __________________________________________________________________ Codice Fiscale _______________________________________________________________ In qualit di rappresentante legale del _____________________________________________ ___________________________________________________ affiliato allENDAS con sede in __________________________________________________________________ Via/Piazza ___________________________________________________________________ Codice Fiscale/Partita IVA ______________________________________________________ DENUNCIA Lesercizio di vendita di liquori o bevande alcoliche tipo *________________________________ *(specificare tipo di attivit bar, enoteca, spaccio, ristorante, ecc.) sito in _________________________________________________________________________ Via/Piazza ___________________________________________________ C.A.P. ____________ ALLEGA autocertificazione ai sensi dellart. 46 del DPR n. 445/2000 attestante linesistenza di condanne per fabbricazione clandestina di alcolici o per levasione dellaccisa sullalcol o sulle bevande alcoliche. Marca da bollo da 14,62

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Luogo e data ________________________ Firma ___________________________

Dichiarazioni sostitutive di certificazioni


(art. 46 del DPR 28 dicembre 2000 n. 445) IL SOTTOSCRITTO Cognome _________________________ Codice Fiscale Nome ____________________________

prov.: ____________________________ il __________________ attuale residenza ____________________

nato/a a : _________________________ sesso (M o F)

prov. ______ indirizzo __________________________________________C.A.P. ________ titolare di un esercizio di vendita di prodotti alcolici nel circolo privato _______________________________________________________ con sede in ______________________________________, soggetto a denuncia ai sensi dellart. 29 del T.U. n. 504/1995. DICHIARA di non essere stato condannato per fabbricazione clandestina di alcool o per evasione dellaccisa sullalcool o sulle bevande alcoliche. Il sottoscritto consapevole delle sanzioni penali, richiamate dallart. 76 del DPR 28 dicembre 2000 n. 445, cui pu incorrere in caso di dichiarazioni non veritiere, di formazione e uso atti falsi, nonch della decadenza, prevista dallart. 75 del citato DPR, degli effetti conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere. Il sottoscritto dichiara altres di essere informato, ai sensi e per gli effetti dellart. 10 della legge n. 675/1996, che i dati personali raccolti saranno trattati anche con strumenti informatici, nellambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa. Si allega fotocopia del documento di identit del dichiarante Luogo e data ________________________ Il dichiarante __________________________
(firma apposta per esteso e leggibile) N.B la presente presente dichiarazione non necessita dellautocertificazione delle firme e sostituisce a tutti gli effetti normali certificazioni richieste e destinate ad una pubblica amministrazione nonch ai gestori di pubblici servizii e ai privati che vi consentono.

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DICHIARAZIONE DI PROSECUZIONE DI ATTIVITA Marca da bollo 14.62 Al Sindaco del Comune di ................................. Divisione Annona Ufficio Disciplina Commercio Il sottoscritto ................................................ nato a ................................... il . residente in ........................................ via .. n . quale legale rappresentante del ...................................................... con sede legale in .......................................... via ..........................................n..........CF... DICHIARA di voler proseguire anche per lanno _____ lo svolgimento delle sotto elencate attivit rivolte ai propri soci: Attivit di somministrazione e bevande nel bar interno Aut.ne n. ............... del via..

Attivit di ... Aut.ne n. ............... del via.. Attivit di ... Aut.ne n. ............... del via..

1 di detenere presso la propria sede i seguenti apparecchi da gioco

2 di possedere i requisiti richiesti dalla normativa vigente 3 di essere affiliato per lanno ______ allEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS), Ente riconosciuto quale assistenziale dal Ministero dellInterno con D.M. del 7/06/1949 e del 24/7/1954, di cui si allega relativo certificato di affiliazione per lanno.. Il sottoscritto si riserva di comunicare tempestivamente le eventuali cessazioni o variazioni che dovessero intervenire nel corso dellanno. In fede ........................, li.................. Il Presidente pro-tempore .........................................

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N.B. La dichiarazione di prosecuzione di attivit va inoltrata in carta da bollo da 14,62 prima del 31/12 di ciascun anno.

Domanda di autorizzazione giochi leciti di carte e biliardo


Marca da bollo . 14,62

Al Sindaco di.....................................................

Oggetto: domanda di autorizzazione giochi leciti di carte e bigliardo. Il Sottoscritto..................................................................................................................nato a..................................................................il ....................................................... residente in...................................................................via. nella sua qualit di presidente pro-tempore dellassociazione sportiva dilettantistica (o Circolo ricreativo culturale e sportivo)................................................. con sede in .................................................................................................................................Via.............................. ..................................... n........................ e con codice fiscale n........................................................... aderente allEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS), chiede che gli venga concessa lautorizzazione per poter effettuare nei locali della associazione (o Circolo) suddetta (ivi compreso il locale di mescita delle bevande) i giochi consentiti dalle vigenti disposizioni di legge. ...............................l, ...................... Il Presidente ........................................................

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Domanda per il rilascio di autorizzazione biliardino elettrico


marca da bollo . 14,62

Al Sindaco di............................................................ ll Sottoscritto.................................................................................................................. nato a..................................................................il ....................................................... residente in................................................................... nella sua qualit di presidente pro-tempore del Circolo ricreativo culturale e sportivo................................................. con sede in .......................................... Via................................................................... n........................ e con codice fiscale n. ............................... aderente allEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS) chiede che gli venga rilasciata lautorizzazione di cui allart. 87 del T.U. della legge PS 18 giugno 1931 n. 773, per poter installare nel detto locale un biliardino elettrico da puro svago e divertimento. In ossequio alle norme della legge 20 maggio 1965 n. 507 e successive modificazioni ed integrazioni, nonch alle disposizioni impartite dal Ministero dellInterno con circolare n. 1016400/12001 dell8 luglio 1965, il sottoscritto, sotto la sua personale responsabilit, dichiara che il suddetto "biliardino elettrico" rientra fra gli apparecchi leciti autorizzati dalla legge stessa, non avendo insita la scommessa n consentendo la vincita di un qualsiasi premio in denaro o in natura, nemmeno sotto forma di consumazione o di ripetizione della partita. Il Presidente ........................................................ P.S.: Il nulla osta dei Monopoli di Stato relativo al pagamento dei diritti erariali seguir ad esecuzione della presente. ALLEGARE: - fotografia e illustrazione dellapparecchio e regolamento; - marca da bollo.

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Domanda per il rilascio di autorizzazione JUKE BOXES


marca da bollo . 14,62

Al Sindaco di...........................................................

Il Sottoscritto.................................................................................................................. nato a..................................................................il ....................................................... residente in................................................................... nella sua qualit di presidente pro-tempore del Circolo ricreativo culturale e sportivo................................................. con sede in ................................................................................................................................. Via................................................................... n........................ e con codice fiscale n...................................................., aderente allEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS), chiede che gli venga rilasciata lautorizzazione di cui allart. 86 del T.U. della legge PS 18 giugno 1931 n. 773, per poter installare nel detto locale un apparecchio juke-boxes. Il Presidente ........................................................ P.S.: Il nulla osta del Monopolio di Stato relativo al pagamento dei diritti erariali seguir ad esecuzione della presente. ALLEGARE: - fotografia e illustrazione dellapparecchio e regolamento; marca da bollo.

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Autorizzazione temporanea per la somministrazione di alimenti e bevande


Su carta da bollo . 14,62 Al Sindaco di .

Il sottoscritto................................................................................................... .Presidente pro-tempore dellAssociazione"...............................................................-associazione sportiva dilettantistica sita inviaC. F..aderente allEnte Nazionale Democratico di Azione Sociale (ENDAS) chiede ai sensi dell'art. 103 del TULPS, dell'art. 41 del DM 4/8/1988 n. 375 e dellart. 31, comma 2, della Legge 7 dicembre 2000 n 383, l'autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande nei giorni................................. in occasione della festa di ......................................... Tale attivit si svolger in localit ............................................................. A tal fine f presente che la associazione scrivente sar rappresentata nella gestione dal Sig. ..............................................................................nato a ................................................ il ........................e residente a ....................................................... iscritto alla Camera di Commercio di ....................................................................con il n. ........................... Alla presente si allega ricevuta del versamento delle relative tasse di concessione comunale. In attesa di una risposta che si augura positiva il sottoscritto porge distinti saluti.

.................l ......................... Il Presidente .............................................

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PATENTINO TABACCHI Marca da bollo Euro 14,62 AllIspettorato Compartimentale dei Monopoli di Stato di Via.. 00000. Oggetto:Istanza per rilascio di patentino generi di monopolio presso Circolo ENDAS. Il sottoscrittonato a ..il .. e residente a ..Vian. CAP.. Codice Fiscale ., nella sua qualit di Presidente pro-tempore del Circolo ( o associazione sportiva) sito in ..Via n. CAP..,Codice Fiscale (e/o Partita IVA).., chiede per questi, ai sensi dellart: 23 della legge 27/12/1957 n 1293, la concessione del patentino per la vendita di tabacchi ai soli soci nei locali del Circolo. A tal fine dichiara che: - il circolo ha oltre .. iscritti; - lassociazione in possesso di autorizzazione alla somministrazione ai propri soci di alimenti e bevande (anche alcoliche) rilasciata il . dal Comune di .; - i prelevamenti dei tabacchi verranno effettuati presso la rivendita tabacchi gestita dal sig. sita in ..via...n CAP.. Certo che la seguente richiesta sar benevolmente esaminata porge distinti saluti. li firma Allegati: - dichiarazione di appartenenza allENDAS; - certificato penale del Presidente - marca da bollo da euro 14,62

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N.B. Listanza pu essere inviata solo nel primo bimestre di ciascun anno.

comunicazione dI SOSTITUZIONE DEL PRESIDENTE


Marca da bollo 14,62 Al Sindaco di ......................................................... Il Sottoscritto..................................................................................................................

nato

a..................................................................il

.......................................................

residente

in................................................................... nella sua qualit di presidente pro-tempore del Circolo ricreativo culturale e sportivo............................................................................... con sede in

......................................................................................Via................................................................... n........................ e con codice fiscale n....................................................................chiede che venga intestata a suo nome lautorizzazione per somministrazione di alimenti e bevande (anche alcooliche) a suo tempo rilasciata e intestata al sig. ................................................................... A tale scopo allega alla presente il nulla osta ENDAS - Ente Nazionale Democratico di azione sociale cui il Circolo aderisce, la licenza e una marca da bollo.

p. il Circolo ricr. cult. sp.................................

Il Presidente .................................................

ALLEGARE:
- copia di dichiarazione inizio attivit o autorizzazione del Comune; - nulla osta dellassociazione cui il circolo aderisce; - marca da bollo - certificato di famiglia, di residenza, atto notorio sostitutivo antimafia e carichi pendenti del presidente

(a mezzo di autocertificazione); -copia verbale dassemblea dal quale si evince che il presidente pro-tempore stato regolarmente eletto(se non nellatto costitutivo).

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Domanda di SOSTITUZIONE DEL RAPPRESENTANTE


Marca da bollo 14,62

Al Sindaco di.................................................................... Il Sottoscritto.................................................................................................................. nato a ..................................................................il ....................................................... residente in................................................................... nella sua qualit di presidente pro-tempore del Circolo ricreativo culturale e sportivo................................................. con sede in .. Via................................................................... n........................aderente allENDAS, chiede con la presente di essere rappresentato in sua assenza dal nuovo gestore sig................................................. nato a . il residente invia..n. CF:..in sostituzione del sig.......................................... A tale scopo allega alla presente una marca da bollo.

p. il Circolo ricr. cult. sp.................................

Il Presidente ........................................................

Il sottoscritto......................................................... dichiara di accettare la rappresentanza conferitagli dal sig.................................. Presidente del Circolo........................................

Il rappresentante ....................................................

ALLEGARE: - licenza per spaccio di alcolici; 158

- marca da bollo

6. TOMBOLE, LOTTERIE E PESCHE DI BENEFICENZA 6.1 Definizione di tombole, lotterie e pesche di beneficenza. Con lart.19 capo III della manovra finanziaria 1998 (legge 449/97) ed il successivo regolamento di applicazione (DPR 26/10/2001 n 430) il legislatore ha profondamente modificato la previgente normativa sulle tombole, lotterie e pesche di beneficenza; sia sotto laspetto normativo che sotto laspetto tributario. Innanzitutto il legislatore ha provveduto a definire le tre fattispecie, lambito di effettuazione e le consistenza economica nel modo seguente (art. 13, comma 2 del DPR 430/01): * per lotterie sintende la manifestazione di sorte effettuata con la vendita di biglietti staccati da registri a matrice (in blocchetti da 50 o 100 biglietti in serie e numerazione progressiva) concorrenti ad uno o pi premi secondo lordine di estrazione. La lotteria consentita se la vendita dei biglietti limitata al territorio della provincia, limporto complessivo dei biglietti che possono emettersi, comunque sia frazionato il prezzo degli stessi, non supera la somma di euro 51.645,69. * per tombole sintende la manifestazione di sorte con lutilizzo di cartelle portanti una data quantit di numeri, dal numero 1 al numero 90, con premi assegnati alle cartelle nelle quali, allestrazione dei numeri, per prime si siano verificate le combinazioni stabilite. La tombola consentita se la vendita delle cartelle limitata al comune in cui la tombola si estrae e ai comuni limitrofi e le cartelle siano contrassegnate da serie e numerazione progressiva. Non esiste un limite al numero delle cartelle che si possono emettere per ogni tombola, ma i premi in palio non devono superare complessivamente la somma di euro 12.911,42, e a differenza di quelli per tombole, pesche e banchi di beneficenza, possono essere anche in denaro. * per pesche e/o banchi di beneficenza si intendono le manifestazione di sorte effettuate con vendita di biglietti, le quali, per loro organizzazione,non si prestano per la emissione dei biglietti a matrice, una parte dei quali abbinata ai premi in palio. Le pesche o i banchi di beneficenza sono consentite se la vendita dei biglietti limitata al territorio del comune ove si effettua la manifestazione ed il ricavato di essa non eccede la somma di euro 51.645,42. Per tutte e tre le fattispecie vietata la vendita dei biglietti e delle cartelle a mezzo di ruote della fortuna o con altri sistemi analoghi: E inoltre obbligatorio che nella fattura di acquisto rilasciata dallo stampatore siano indicate la serie e la numerazione progressiva dei biglietti e delle cartelle. I premi delle lotterie e delle pesche o banchi di beneficenza debbono essere obbligatoriamente solo in servizi e in beni mobili, esclusi il denaro, i titoli pubblici e privati, i valori bancari, le carte di credito ed i metalli preziosi in verghe (art: 13 comma 3, DPR 430/01). 6.2 Chi pu svolgere le suddette attivit. Il legislatore, dopo aver vietato la effettuazione di lotterie, tombole e banchi di beneficenza ad esercizi pubblici ha ammesso alla loro effettuazione: * enti morali, associazioni e comitati senza fini di lucro, aventi scopi assistenziali, culturali ricreativi e sportivi disciplinati dagli articoli 14 e seguenti del codice civile e dalle ONLUS se dette manifestazioni sono necessarie per far fronte alle loro esigenze finanziarie. partiti politici e loro movimenti purch svolte nellambito di manifestazioni locali ed organizzate dagli stessi. 159

Sono inoltre consentite le tombole effettuate in ambito familiare e privato organizzate per fini prettamente ludici. In questa categoria rientrano le tombolateorganizzate nei circoli e associazioni sportive riservate ai soli soci. 6.3 Modalit operative. Il rappresentante legale dovr dare comunicazione al prefetto ed al sindaco del comune in si effettuer lestrazione almeno trenta giorni prima della sua effettuazione corredata del regolamento della manifestazione nel quale saranno indicati: * per le lotterie (art. 14 comma 2, lettera a) DPR 430/01): - quantit, natura e valore complessivo dei premi; - quantit e prezzi dei biglietti da vendere; - il luogo dove vengono esposti i premi; - il luogo fissato per lestrazione dei premi ed il tempo fissato per la loro consegna ai vincitori. Per le tombole ( art. 14, comma 2, lettera b) DPR 430/01): - il regolamento come per le lotterie; - la documentazione comprovante lavvenuto versamento della cauzione in favore del comune in misura pari al valore complessivo dei premi promessi, determinato in base al loro prezzo di acquisto o, in mancanza, al valore normale degli stessi. La cauzione prestata a favore del comune nel cui territorio si estrae la tombola ed ha scadenza non inferiore a tre mesi dalla data di estrazione: Detta cauzione prestata mediante deposito in denaro o titoli di Stato o garantiti dallo Stao, al valore di borsa, presso la tesoreria provinciale o mediante fideiussione bancaria o assicurativa in bollo con autentica della firma del fideiussore; - dichiarazione sostitutiva di certificazione condanne penali; - autocertificazione antimafia; - copia completa del proprio documento di riconoscimento, in corso di validit. Prima della presentazione al comune della documentazione illustrata (lideale sarebbe 60 giorni prima) una copia della stessa, debitamente compilata e corredata del regolamento e dellelenco dei premi ecc. deve essere inviata, anche via fax, allIspettorato Compartimentale Monopoli di Stato della propria Regione (Ufficio Lotterie) per il nulla osta di competenza.Decorsi trenta giorni dalla data di ricezione senza ladozione di un provvedimento di diniego, il suddetto nulla osta si intende concesso: Tutto ci perch lIspettorato ha il compito di valutare leventuale elusione del monopolio statale dei giochi ovvero se la manifestazione risulti difforme, per modalit di effettuazione e per contenuti da quanto previsto dagli articoli 13 e 14 del DPR 26/10/2001 n 430. Nella comunicazione al comune va anche specificato il titolo di disponibilit dello spazio in cui si intende effettuare la manifestazione (area privata o suolo pubblico). 6.4 Controlli. La competenza dei controlli sul regolare svolgimento della manifestazione del Comune ove avviene lestrazione e si esplica mediante lesame della documentazione pervenuta e la presenza, al momento dellestrazione,di un incaricato del Sindaco che verifichi la regolarit dellestrazione e sottoscriva, assieme al legale rappresentante del promotore, lobbligatorio processo verbale (in triplice copia: una al Sindaco, una al Prefetto ed una allente organizzatore) relativo alle operazioni svolte. Il legale rappresentante dellente promotore della lotteria o tombola (o un suo rappresentante) prima dellestrazione provvede a ritirare tutti i registri, nonch i biglietti e le cartelle rimaste invendute e le dichiara nulle alleffetto del gioco. Tale circostanza va inserita nel citato verbale, ed assieme allestrazione ed ai premi vinti, va portata a conoscenza del pubblico presso tutti i comuni interessati alla manifestazione. 160

Ovviamente eventuali variazioni delle modalit di svolgimento della manifestazione devono essere comunicate al Sindaco in tempo utile per consentire leffettuazione dei suddetti controlli. Infine gli organizzatori sono tenuti a presentare al sindaco ed al Prefetto una documentazione attestante lavvenuta consegna dei premi ai vincitori o la messa a disposizione di quelli non ritirati. Il Sindaco o suo delegato, verificata la regolarit della documentazione prodotta dispone limmediato svincolo della cauzione o, nel caso contrario ne dispone lincameramento nelle casse del comune. 6.5 Aspetti fiscali. Gli importi pagati dai partecipanti alle lotterie, tombole e banchi di beneficenza sono esclusi da IVA: Sono inoltre esclusi da IRES ed IRAP gli incassi derivanti da lotterie tombole e banchi di beneficenza per le associazioni senza scopo di lucro (art. 143, comma 2 bis, lettera a) del DPR 22/12/86 n 917) se svolte in occasione di ricorrenze particolari, sono occasionali e gli importi dei beni messi in palio sono di modico valore. Per i vincitori di premi superiori a 25,91 dovuta una ritenuta ai fini IRPEF del 10%, a titolo dimposta (art: 30 DPR 29/9/1973 n 6oo) esclusi quelli assegnati da associazioni o societ sportive che non superino, assieme ad altri compensi, premi od altro percepiti, i 7500 euro nellarco dellanno. Attenzione che per i premi pi importanti messi in palio occorre presentare, unitamente allelenco dei premi, la fattura o lo scontrino fiscale ove risulti inequivocabilmente lavvenuto pagamento del premio. Non ha valore come avvenuto pagamento la presentazione di qualsiasi proposta di vendita. 6.6 Attivit rivolta ai propri soci da circoli, associazioni e societ sportive. Qualora invece lo svolgimento di tombole, lotterie e pesche di beneficenza sia rivolto esclusivamente al proprio corpo sociale, non c bisogno di alcuna autorizzazione come sentenziato dalla suprema corte di cassazione a sezioni unite (sentenza n. 16 del 12/5/1995) che ha incluse tali attivit fra quelle effettuate in ambito familiare e privati di cui allarticolo 13, comma 1 lettera c) del DPR 430/2001. Lo stesso Ministero delle Finanze intervenuto sullargomento con circolare n. 47/E del 10/2/1998 che recita: in base a tali considerazioni, peraltro condivise dal competente Ufficio del Ministero dellInterno, alluopo interessato dalla scrivente, i giochi di sorte nelle societ sportive e nei circoli possono essere svolti liberamente, senza alcuna preventiva autorizzazione da parte ndellAmministrazione finanziaria purch, come detto, la conoscenza e la realizzazione dei medesimi sia circoscritta in un ambito privato e sia, altres, esclusa, unampia, indiscriminata e generica partecipazione di pubblico, essendo gli stessi esclusi dallambito applicativo del citato articolo 114 della legge sul lotto pubblico. Inoltre, rispondendo a specifica istanza di interpello proposto da un ente nazionale di promozione sociale, la Direzione regionale del Ministero delle Finanze del Lazio, il 4/11/2002 confermava che anche dopo lemanazione del DPR 430/2001 rimanevano valide le sentenze della Suprema corte e la circolare ministeriale citata e conseguentemente esclusa per leffettuazione di tombole riservata ai propri soci: - la comunicazione alle autorit competenti (Prefetto e Sindaco) dello svolgimento della tombola; - il versamento di cauzione in misura pari al valore complessivo dei premi: - la ritenuta alla fonte nella misura del 10% dei singoli premi vinti. Ad evitare speculazioni che si rifletterebbero negativamente sulle associazioni oneste riteniamo che tali attivit siano organizzate nellambito di unautoregolamentazione che preveda i seguenti punti chiave: Premi non in denaro (in natura o buoni acquisto); Divieto di ogni pubblicit allesterno; Destinazione di non oltre il 75% degli incassi al montepremi con relativa destinazione di almeno il 25% alle attivit istituzionali; 161

Montepremi che preveda il maggior numero possibile di premiati con premi singoli di valore limitato; Organizzazione delloperazione in modo che il gioco sia chiaramente finalizzato ad incentivare i rapporti sociali e lamicizia tra le persone. CIRCOLO . Via Ooooo .. - AllIspettorato compartimentale dei Monopoli di Stato - Al Prefetto di . - Al Sindaco di LORO SEDI

Oggetto: Comunicazione per effettuazione di una TOMBOLA. (D.P.R. 26 ottobre 2001 n. 430 L. 24.1 1.2003 n 326, art. 39, comma 13 quinquies Circ. Minist.Fnanze del 14.4,04 n. 2004/4632/COALTT)

II / La sottoscritto/a.............................................................................................nato/a,,..,.......................... il,,,,,,,,,.,......,. nazionalit ................... sesso M: O - F: O C.F.: ........................................... residente a ...................................................via/piazza ..................................................................................... n ................. tel. N ......../........................................... e-mail..............................@....................in nome e per conto. C.F.: ...................................... con sede legale............................. via/piazza .........................................................................n........... Ai sensi dell'art. 14 del D.P.R. 26 ottobre 2001 n430, della L. 24.11.2003 n.326 art. 39, comma 13 quinquies, nonch della Circolare del Ministero delle Finanze del 14.4.2004 n. 2004/4632/COALTT, richiede lautorizzazione per l'effettuazione di una "TOMBOLA" che si svolger il giorno.................alle ore presso......................................................nell'ambito della manifestazione denominata ............................................................... al fine di far fronte alle esigenze finanziarie dell' associazione ( o ente o comitato) senza fine di lucro di cui all'art, 14 e seguenti del Codice Civile ( e/o delle organizzazioni non lucrative di utilit sociale d cui all'art 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n.460); (oppure specificare altro fine: assistenziale, sociale e/o di beneficenza: ................................................) Ai fini di cui sopra, il sottoscritto nella predetta qualit, ai sensi dellart. 47( R ) del D.P.R. n.445 del 28 dicembre 2000, Dichiara che la presente comunicazione, compilata in ogni sua parte e corredata del regolamento della manifestazione e dell'elenco dei premi, stata inviata in data ....,,,.,....,..,,.... all'Ispettorato Compartimentale Monopoli di Stato diper il nulla osta di competenza;

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|---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------OPPURE O di aver ottenuto il nulla osta dell'Ispettorato Compartimentale Monopoli di Stato di.in data ................................ prot. n.............................; O che sono decorsi trenta giorni dalla data di ricezione della comunicazione da parte dell'Ispettorato, senza che questi abbia adottato alcun provvedimento, per cui il nulla osta di cui sopra deve intendersi comunque rilasciato; O che l'Ispettorato entro i trenta giorni dalla data di .ricezione della comunicazione ha espressamente subordinato il rilascio del nulla osta allottemperanza delle seguenti specifiche prescrizioni circa le modalit di svolgimento della manifestazione di cui trattasi.............................. prescrizioni che sono state puntualmente osservate dal sottoscritto, che ne ha data comunicazione al citato Ispettorato con nota del......................................; |________________________________________________________________________________________ | O di avere il seguente titolo di disponibilit (affitto, concessione ecc.) dello spazio in cui intende effettuare la lotteria: 2 3 Suolo pubblico Comunale: Area Privata:..

di cui si attesta la disponibilit; O che non sussistono nei propri confronti "cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'art. 10 della legge 31 maggio 1965 n, 575", come successivamente modificato, integrato ed indicato nell'allegato 1 del Decreto Legislativo 08.08.1994, n.490 (antimafia), e ai sensi dell 'art. 46 (R) del D.P.R. n 445 del 28 dicembre 2000 (requisiti morali) O di non aver riportato condanne penali di cui al 1 e 2 comma dell'art. 11 del Regio Decreto 18.06.1931 n. 773; O di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali,

O che l'Ente o l'Associazione da me rappresentata appartiene ad una categoria disciplinata dagli artt.14 e seguenti del Codice Civile, non ha scopi di lucro ma scopi: assstenziali/culturali/ricreativi/sportivi ( o delle organizzazioni non lucrative di utilit sociale di cui allart. 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460) . Dichiara inoltre che : O la vendita delle cartelle limitata al comune in cui s estrae la tombola ed ai comuni limtrofi e le cartelle sono contrassegnate da serie e numerazione progressiva; O i premi in palio non supereranno complessivamente la somma di 12.911,42 .

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Note aggiuntive

II sottoscrtto consapevole che le dichiarazioni false, la falsit negli atti e l'uso di atti falsi comportano l'applicazione delle sanzioni penali previste dall'art. 76 (L) D.P.R, 28.12.2000, n 445. L ........................................ Il / la Dichiarante ..

Allegati : O documentazione comprovante lavvenuto versamento della cauzione, a favore del comune di , pari al valore complessivo dei premi promessi, determinato in base al loro prezzo diacquisto o in mancanza al valore normale degli stessi o fideiussione bancaria; O regolamento relativo alla tombola da effettuare, nel quale sono indicati la quantit delle cartelle, il loro prezzo, il luogo dove verranno esposti i premi ed il luogo ed il tempo fissati per l'estrazione e la consegna degli stessi ai vincitori; O elenco dei premi con il relativo ordine di estrazione; O copia completa del proprio documento di riconoscimento in corso di validit, in applicazione del
D.P.R. 28.12.2000 n. 445 art. 38 (L-R).

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REGOLAMENTO DELLA TOMBOLA


Art 14 comma 2 lettera b) D.P.R. 430/2001

La tombola (o lotteria) viene organizzata al fine di reperire fondi, finalizzati a. ..dell 'Associazione/Ente.promotrice/tore della stessa tombola (o lotteria). II prezzo di ogni cartella che verr consegnata di ();

I premi posti ad estrazione di cui all'elenco allegato hanno un valore complessivo di .. (..) e consistono in : O beni mobili; O servizi; O O denaro (solo per le tombole); altro _________________________________________

I vincitori dei premi possono ritirarli al momento dell'estrazione oppure entro giorni . dalla data di avvenuta estrazione presso la sede della Associazione / Ente sita

in_____________________ via__________________________________________n________ nei giorni_________________dalle ore___________alle ore__________ o previo contatto telefonico al n ________________ o cell. ____________________ direttamente sig. al responsabile della tombola

Il Rappresentante dell'Ente .......................................

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ELENCO DEI PREMI IN PALIO Ordine di assegnazione dei premi 1 2 5 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 N.B. in caso di un numero di premi superiore utilizzare un altro modello di elenco. Descrizione dei premi

II Rappresentante dell'Ente .

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7. ATTIVITA TURISTICHE E CERTIFICAZIONE SANITARIA 7.1 Svolgimento di alcune attivit. Fra le attivit dei circoli, delle associazioni e delle societ sportive meritano una particolare attenzione, per la loro pericolosit, sia dal punto di vista normativo che fiscale ed infine civile e penale, quelle inerenti lorganizzazione di attivit turistiche e la certificazione sanitaria dei partecipanti alle iniziative sportive. 7.2 Attivit turistiche. Innanzitutto i circoli, le associazioni sportive (e tantomeno quelli costituiti in societ), non aderenti ad associazione nazionale possono autonomamente organizzare attivit turistica (viaggi, soggiorni, ecc.) se non servendosi di agenzie. Lart. 7 (commi 9 e 10) della Legge quadro del turismo (Legge 29/3/2001 n. 135) dispone infatti che, allinfuori delle Agenzie, possono organizzare attivit turistica solo le Associazioni a carattere nazionale e le strutture ad esse associate e solo nei confronti dei propri soci (di persone cio in possesso della tessera nazionale distribuita dalle medesime). Inoltre, la cosiddetta convenzione internazionale di Bruxelles (ratificata dal nostro Governo col Legge n. 1084 del 27/12/77), denominata CCV sancisce lobbligatoriet della copertura assicurativa per la responsabilit civile per tutti gli organismi che operano nel turismo, con massimali piuttosto elevati. Tutte le leggi nazionali e regionali emanate in materia confermano ovviamente la suddetta normativa. Ci dal punto di vista legale. Da un punto di vista fiscale, come del resto gi specificato al punto 3.3, lattivit di turismo se non esercitata attraverso agenzie e non occasionale viene considerata commerciale ed assoggettata alle norme specificate al punto 4.3. Eccezione a tale regola viene concessa alle associazioni di promozione sociale per le quali tali attivit sono considerate commerciali ai soli fini IVA purch siano strettamente complementari alle attivit istituzionali (es. viaggi per congressi, per seguire le squadre, ecc.) vedi art. 148 del TUIR comma 4 bis. 7.3 Certificazione sanitaria. E compito delle societ sportive e delle associazioni ottemperare agli obblighi previsti dalle norme vigenti in materia di tutela sanitaria delle attivit sportive, e richiedere ai propri tesserati la relativa certificazione medica di idoneit. Nellaffiliazione alle federazioni ed agli enti di promozione sportiva i Presidenti delle societ e delle associazioni sportive attestano che i propri associati atleti sono in regola con le norme sulla tutela sanitaria delle attivit sportive. In relazione alla tutela sanitaria delle attivit sportive chi scrive ritiene tuttavia palese linadeguatezza della legislazione in vigore in quanto non tutela compiutamente la salute dei praticanti sportivi. E pertanto necessario che venga perfezionata la normativa, attualmente in vigore contenuta nei Decreti del Ministero della Sanit del 18/02/1982 recante Norme per la tutela sanitaria dellattivit sportiva agonistica e quello del 28/02/1983 recante Norme per la tutela dellattivit sportiva non agonistica secondo i quali lidoneit allattivit sportiva pu essere ottenuta mediante: a) certificazione medica generica; certificato di stato di idoneit rilasciato dal medico di famiglia. 167

Questo certificato valido per tutte quelle attivit che possono essere considerate nella sfera non agonistica. Il certificato valido un anno e dovr essere conservato a cura della societ sportiva o dellassociazione. b) certificazione di idoneit allattivit sportiva agonistica; il certificato rilasciato dalla ASL, dai centri di medicina dello sport o da centri convenzionati, ha durata diversa a seconda delle specialit sportive e richiede vari tipi di indagini diagnostiche e strumentali. Va ricordato che le societ sportive e le associazioni, (ma anche i circoli che svolgono, seppure in maniera non prevalente rispetto ad altre attivit), in quanto soggetti giuridici dotati di autonomia sono direttamente responsabili, per il tramite dei loro legali rappresentanti, della mancata osservanza delle norme di cui al Decreto del Ministero della Sanit del 18 febbraio 1982 e del 28 febbraio 1983. Quanto affermato mantiene la propria validit anche se sullargomento della certificazione sanitaria sono ultimamente intervenute alcune Regioni (Emilia Romagna, Toscana, Veneto) attraverso normative regionali specifiche (e ultimamente si espressa sullargomento anche la Regione Lazio con un parere della responsabile regionale per la tutela della salute) nelle quali si sostiene che per la partecipazione ai corsi di apprendimento o perfezionamento di varie discipline sportive e ginnicomotorie per bambini, adulti e anziani, senza alcun impegno competitivo e attivit parasportive quali corsi di ballo, di danza, attivit teatrali (?), pur se svolti in forma organizzata, non occorre alcuna certificazione medica in quanto tali attivit non possono rientrare nellambito delle attivit sportive non agonistiche. E pur vero che subito dopo il parere si consiglia per la tutela della salute di coloro che praticano tale attivit, consigliabile il certificato di stato di buona salute al fine di limitare i rischi connessi allespletamento di una attivit fisica non coerente con lo stato di salute e le potenzialit dei soggetti interessati (sic !). Chi scrive non pu non dichiararsi pi che perplesso sulle decisioni a cui sono pervenute le suddette Regioni: intanto non leale addossare ai dirigenti delle associazioni (o ai responsabili di imprese che svolgono queste attivit) la responsabilit di far partecipare ad attivit che comunque comportano uno sforzo fisico ed un impegno psichico bambini, adulti ed anziani. Si pensi che lo stesso CONI, con senso di responsabilit, pretende il certificato medico sportivo agonistico per chi partecipa a tornei ufficiali, seppure di un certo livello, di scacchi, dama ecc, che notoriamente non attivit che sottopongono le persone a particolari sforzi fisici. Una seconda ragione di dissenso nasce dalla considerazione (al di l delle gi accennate responsabilit civili e penali dei dirigenti) che la visita medica, seppure generica, abitua le persone ad un controllo del proprio stato psico-fisico e costituisce atto di prevenzione che non deve essere sottovalutato. Infine non pare corretto addossare alla dirigenza delle associazioni (o di imprese) lonere di una richiesta (quella del certificato medico) che, comportando un costo economico per alcuni oneroso, non accolta con particolare simpatia. Se siamo tutti daccordo che lattivit fisica concorre a mantenere sani, perch non intervenire sui costi delle visite ed investire sulla salute futura dei cittadini?

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Richiesta di certificato di stato di buona salute di cui al D.M. 28/2/1983


Lassociazione .........................................................................................associazione sportiva dilettantisticacon sede in ............................................ Via .............................................. n...........affiliata a , Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, D.P.R. 530 del 2/8/74, CHIEDE per il proprio atleta NON AGONISTA .............................................. nato a ................................... il ......................... residente in ......................................... Prov. ........................ Via .........................................................n.. ........ il Certificato di buona salute di cui allArt. 2 del D.M. 28/10/1983 per la pratica di attivit sportiva non agonistica. Firma del Presidente e timbro della Societ ................................................................... (da presentare ad un medico di medicina generale)

CERTIFICATO DI STATO DI BUONA SALUTE


(D.M. 28.2.83)

Cognome .................................................. Nome .........................................................nato a .................................................................................................................il .....................................................residente a ................................................. Via .............................................................n.N Iscrizione al S.S.N. .................................................... Il soggetto, sulla base della visita medica da me effettuata, risulta in stato di buona salute e non presenta controindicazioni in atto alla pratica di attivit sportive NON agonistiche. Il presente certificato ha validit annuale dalla data del rilascio.

.............................., l .........................

IL MEDICO (timbro e firma) 169

NB. Molte Regioni hanno predisposto un apposito modulo 8. I CIRCOLI, LE ASSOCIAZIONI E LE SOCIETA SPORTIVE QUALI SOSTITUTI
DIMPOSTA

8.1 Le collaborazioni per il funzionamento dei circoli e delle associazioni sportive. Uno dei problemi pi complessi che debbono affrontare i Circoli e le associazioni sportive dilettantistiche sicuramente quello delle collaborazioni necessarie al buon funzionamento della struttura associativa e della gestione delle diverse attivit. Collaborazioni volontarie. E pur vero che spesso, se non sempre, queste sono ricche di prestazioni volontarie da parte dei soci, ma si tratta generalmente di contributi volti al raggiungimento di obiettivi culturali. artistici, sportivi di natura tecnica (preparazione di spettacoli teatrali, musicali, di rassegne di vario genere, preparazione degli atleti. dei materiali ecc.). Trattandosi comunque di collaborazioni prestate per passione , per amore dellarte o dello sport, chi lo fa , pago della soddisfazione che gli viene dallaver contribuito al raggiungimento delle finalit della propria associazione non richieder alcun compenso per lattivit prestata. La legislazione attuale in questo caso non prevede versamenti o adempimenti di natura fiscale e/o di natura previdenziale. Naturalmente a questi collaboratori, come peraltro ai dirigenti dellassociazione o ad altri volontari, verranno rimborsate eventuali spese sostenute per conto del Circolo regolarmente rendicontate (c.d. a pi di lista). 8.2 Circoli ed associazioni sportive quali sostituti dimposta. Spesso tuttavia il volontariato non sufficiente ad assicurare il buon funzionamento dellassociazione nei suoi vari aspetti; allora necessario ricorrere a rapporti retribuiti cercando ovviamente quello pi adatto alle necessit dellassociazione, tenuto in dovuto conto il bilancio che spesso non lascia grandi margini di manovra. Se ci avviene i circoli e le associazioni possono assumere la veste di sostituto dimpostaanche se non praticano alcuna attivit di carattere commerciale: Esse infatti, possono instaurare rapporti di lavoro e di collaborazione ed erogare i seguenti emolumenti: emolumenti a lavoratori dipendenti; emolumenti a lavoratori autonomi che esercitano una professione in forma abituale; emolumenti a lavoratori autonomi occasionali; emolumenti a lavoratori a progetto; emolumenti a collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro opera senza vincoli di subordinazione; contratto di associazione in partecipazione; emolumenti e rimborsi spese a dirigenti, tecnici, accompagnatori della Societ sportiva e dellassociazione. Ovviamente qualora instaurino i suddetti rapporti le associazioni si assumono lonere di effettuare le relative ritenute, a titolo dacconto o a titolo dimposta, che debbono versare alla esattoria o tramite banca o ufficio postale a mezzo del modello F24 indicando il codice fiscale dellassociazione e non quello del percipiente. Inoltre entro il 15 marzo di ciascun anno lassociazione deve rilasciare una dichiarazione in carta libera dei compensi lordi elargiti e degli importi trattenuti nellanno precedente e regolarmente versati allesattoria. 170

8.3 Caratteristiche e trattamento dei suddetti contratti. Seppure in estrema sintesi le caratteristiche ed il trattamento dei suddetti contratti il seguente: Lavoratori dipendenti. Ai sensi dellart. 2094 lavoratore dipendente chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nellimpresa prestando il proprio lavoro intellettuale o materiale alle dipendenze e sotto la direzione dellimprenditore. E evidente che in questo rapporto lelemento fondamentale la subordinazione, ossia il vincolo di natura personale che assoggetta il prestatore dopera, limitandone la libert, al potere direttivo del datore di lavoro. Il reddito derivante sottoposto a tassazione secondo il principio di cassa (art. 48, comma 1, DPR 597/73. Ad essi dovr essere effettuata una ritenuta sullo stipendio al netto delle ritenute previdenziali ed in base ad aliquote progressive; dovranno inoltre essere redatte le buste paga ed effettuate le registrazioni sui libri INPS, INAIL o ENPALS. I soggetti legati ai circoli ed alle associazioni sportive (ed ovviamente alle societ) da un rapporto di lavoro dipendente, possono percepire dei rimborsi spese in esenzione dellimposta sul reddito delle persone fisiche a condizione che tali rimborsi siano analitici e documentati (rimborso a pi di lista, art. 48, comma 2). E altres consentito il rimborso forfetario esente da IRPEF delle spese sostenute per le trasferte fuori dal comune di residenza nei limiti di una somma attualmente stabilita in 46,48 euro al giorno per le trasferte in Italia, ed in 77,47 euro per quelle allestero (art. 48, comma 2). In tal caso sono dovuti i contributi previdenziali commisurati su un ammontare pari al 50% dellindennit corrisposta (art. 12, comma 2 Legge 153/69): Lavoratori autonomi I lavoratori autonomi sono coloro che esercitano attivit lavorativa per professione abituale ( architetti, commercialisti, avvocati , ma anche maestri di ballo, idraulici ecc.); sono in possesso della partita I VA e pertanto i compensi a tali collaboratori soggiacciono alla suddetta imposta; il collaboratore cio al momento della riscossione del compenso obbligato ad emettere regolare fattura gravata del 20% . A sua volta il Circolo ( o associazione sportiva che sia ) che si avvale di tale rapporto deve applicare sui compensi erogati, quale sostituto dimposta, una ritenuta del 20% a titolo di acconto dellimposta sul reddito delle persone fisiche dovuta da coloro che percepiscono i detti compensi. La citata trattenuta, calcolata sullimponibile, dovr essere versata dallassociazione alla esattoria comunale del Comune di residenza dellassociazione o del circolo, entro il giorno 16 del mese successivo alla data di pagamento ( e non dalla data di rilascio della fattura ). Va chiarito che la comune percentuale del 20% della ritenuta dacconto e dellIVA solo connessa ad una facilit di conteggio; le due operazioni non hanno alcuna connessione tra loro e vanno completamente differenziate. Infatti la ritenuta dacconto IRPEF che paga il lavoratore autonomo per i compensi che percepisce, gravando dunque su questultima dovr essere sottratta ai compensi convenuti, lIVA invece limposta indiretta che grava sullacquirente della prestazione del lavoratore autonomo e pertanto va aggiunta al compenso corrisposto. La fattura dovr essere registrata nel registro acquisti IVA nonch sul libro giornale (nel caso questi debba essere tenuto a norma di legge). Le somme corrisposte quale rimborso spese ai professionisti autonomi concorrono a formare il reddito del percipiente. Infatti sono compresi tra i compensi del lavoratore autonomo tutti i rimborsi spese che si riferiscono allattivit di lavoro autonomo da lui svolta, purch non trattasi di somme anticipate in nome e per conto della societ, dellassociazione o del circolo. Pertanto, al pari del compenso, sono soggette ad IVA ed a ritenuta dacconto. 171

Lavoratori autonomi occasionali Sono quei compensi erogati a soggetti che effettuano prestazioni saltuarie per il circolo o per lassociazione, non esercitando altre attivit di lavoro autonomo. Tali compensi non sono soggetti ad IVA, (ex art. 5 DPR 633/72); devono per sempre essere soggetti alla ritenuta IRPEF del 20% da versare nelle modalit gi indicate. Dal lontano 1982 previsto che i compensi fino a 25,82 (euro (dal 2008: 50) corrisposti da enti non commerciali (e quindi da circoli e/o associazioni non costituite in forma di societ di capitali) per prestazioni di lavoro autonomo non abituale, non sono soggetti a ritenute (art. 43 DPR 30/12/1980 n. 897), sempre che non costituiscano acconti di maggiori compensi. Ad esclusione della fattispecie citata per lavoratori occasionali si intendono coloro che nellanno solare non percepiscono complessivamente compensi superiori a 5.164 euro ed il loro impiego non supera nello stesso periodo i 30 giorni. Tale limitazione riferita a ciascun sostituto dimposta e non al percipiente. Per i compensi erogati a lavoratori autonomi occasionali il percipiente dovr rilasciare regolare ricevuta alla quale dovr essere apposta la postilla: IVA non applicabile ai sensi dellart. 5, comma 2, DPR 633/72. I compensi in argomento dovranno se vengono erogati per attivit commerciali essere registrati nel registro acquisti IVA dellassociazione oltre che in contabilit. Tutto ci fatto salvo quanto specificato al punto 8.3 del presente capitolo. Lavoratori a progetto. Il D.Lgs. 276/2003 (c.d. legge Biagi) sulla riforma del mercato del lavoro ha introdotto la figura contrattuale del lavoro a progetto in sostituzione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co). In sostanza i vecchi co.co.co. devono essere ricondotti a uno o pi progetti specifici o programmi di lavoro, o fasi di esso determinati dal committente (datore di lavoro) e gestito autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la struttura organizzativa del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per lesecuzione dellattivit lavorativa. Lart. 61,comma 3, del D.Lgs. ha fatto salvi i rapporti di co.co.co. per alcune categorie (giornalisti, amministratori ecc.) fra le quali successivamente ( art. 90 L. 289/2002) sono state inserite quelle rese e utilizzate ai fini istituzionali da associazioni e societ sportive. Lavoratori autonomi coordinati e continuativi. Va innanzitutto sottolineato che nel nostro ordinamento inquadrato nel contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), il collaboratore che organizza autonomamente lattivit richiesta e diretta dallassociazione sportiva ed ha una certa continuit nel tempo (es. personale amministrativo, di segreteria, ecc.) E opportuno in questi casi, data la somiglianza al rapporto di lavoro dipendente e per evitare problemi di carattere sindacale e previdenziale, che tale rapporto sia formalizzato da una lettera dincarico che delimiti e ne inquadri i compiti precisi. Il compenso, che non imponibile ai fini IVA, a differenza delle altre categorie ammesse ad usufruire del contratto co.co.co. che rimane assoggettato alla ritenuta dacconto IRPEF con aliquote progressive per scaglioni di reddito in quanto assimilato al lavoro dipendente, regolato dagli articoli 67 e 69 del TUIR ed il seguente: - fino alla somma complessiva di 7500 euro annui esente da imposta; - la somma compresa fra 7500 e 28.158,28 euro annui soggetta a ritenuta a titolo dimposta allaliquota del 23% maggiorata dellaliquota delladdizionale regionale dello 0,9% o altra percentuale decisa dalla Regione di competenza. - Le somme superiori a 28.158,28 euro annui sono soggette a ritenuta a titolo dacconto con aliquota del 23% pi laddizionale regionale dello 0,9% (o altra percentuale decisa dalla Regione), pi laddizionale comunale che varia da comune a comune. 172

I suddetti compensi di natura amministrativa-gestionale svolte a favore delle societ o delle associazione sportive (non quindi a favore di CONI, FSN, EPS) non sono soggetti ad altra ritenuta, comprese quelle INPS (per le quali anzi non sono soggette, come per lINAIL, anche le somme superiori a 7.500,00 euro-circolare INPS n 32 del 7/2/2001 e n 42 del 26/2/2003) ed INAIL (circolare INAIL del 2/5/2001), n concorrono alla formazione del reddito del percipiente se non superano i 28.158,28 euro annui. Tali compensi, si intendono al netto delle relative spese di vitto, alloggio e viaggio regolarmente documentate (o altre spese chilometriche calcolate sulle tariffe ACI se si viaggia in auto) se la trasferta fuori del comune di residenza del percipiente. Le societ sportive e le associazioni non dovranno pertanto sottoporre tali spese ad alcuna ritenuta. Per le societ sportive e le associazioni c, invece, lobbligo di far sottoscrivere al percipiente unautocertificazione per altri compensi eventualmente percepiti da altre societ e/o associazioni sportive, e di denunciare nel mod. 770 le generalit del percipiente e limporto erogato. I collaboratori dovranno rilasciare allassociazione sportiva e/o societ regolare ricevuta (contenente la richiamata autocertificazione) con marca da bollo di 1,81 euro se il compenso dimporto superiore ai 77,47 euro. Un particolare problema si pone per coloro che intendono aderire al contratto di co.co.co. ma vogliono essere iscritti alla cassa speciale INPS per la copertura previdenziale e pensionistica e corrispondere i relativi contributi che, come abbiamo detto non sono obbligatori. Riteniamo che non essere obbligatorio non precluda la possibilit delliscrizione allINPS e lallineamento alle norme previste dalla attuale legislazione per le collaborazioni coordinate e continuative per le altre categorie di lavoratori ammessi a questo rapporto contrattuale. La Riforma delle pensioni (Legge 8/8/1995 n. 335 art. 2 comma 26 e seguenti e successive modificazioni) prevede per i co.co.co. che avevano altri rapporti di lavoro per i quali prevista copertura assicurativa obbligatoria, un contributo da versare allINPS. Per i compensi corrisposti a soggetti che non hanno altri rapporti di lavoro il contributo del 23,00 % con futuri incrementi (nel 2008: 24%; nel 2009: 25%) fino a giungere al 26% nel 2010. In entrambi i casi il contributo per 1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a carico del committente. Il contributo INPS va calcolato sul compenso lordo detratti gli oneri previdenziali ed assistenziali, e versato entro il 16 del mese successivo alla corresponsione. Trattandosi di contributi previdenziali a carattere obbligatorio, la quota parte a carico del collaboratore potr rientrare tra gli oneri deducibili in sede di dichiarazione dei redditi dello stesso lavoratore autonomo coordinato e continuativo. Occorre inoltre chiarire se per coloro che chiedono liscrizione allINPS i relativi compensi sono anche soggetti allINAIL. Associazione in partecipazione. E una forma di contratto per cui il circolo, la societ e/o lassociazione sportiva (associante)mette a disposizione la struttura (per esempio bar, impianti ecc) ed il lavoratore (associato) provvede alla gestione di uno o pi servizi come previsto dallart. 2549 e seguenti del codice civile. Con il suddetto contratto lassociante attribuisce una partecipazione agli utili in cambio di un determinato apporto. Il codice civile disciplina alcuni aspetti del contratto in associazione e precisamente: - gli associati possono essere pi di uno (art. 2550); - i terzi acquistano diritti ed assumono obbligazioni soltanto verso lassociante (art. 2551); - la gestione dellimpresa spetta allassociante; lassociato pu esercitare attivit di controllo secondo quanto determinato dal contratto, compreso quello sul rendiconto annuale (art. 2552); - lassociato partecipa solo agli utili e non alle perdite secondo i criteri dellarticolo 2102: la partecipazione agli utili spettante al prestatore dopera determinata in base agli utili netti dellimpresa (art. 2553). Lassociazione in partecipazione si colloca tra i rapporti associativi e non tra le forme societarie, perch: 173

- manca il fondo comune (o capitale sociale) - lassociante mantiene la effettiva titolarit dellimpresa e la responsabilit verso terzi (amministrazione beni comuni, fornitori, soci ecc.) come precisato dalla sentenza della Corte Suprema di Cassazione n 1433 del 9/7/1965 e n 4653 del 16/12/1976. - nella societ vi una ripartizione tra i soci dei diritti e dei doveri circa la direzione e la gestione dellimpresa; - nellassociazione in partecipazione il potere spetta solo allassociante (nel circolo o associazione sportiva al consiglio direttivo). Possiamo cosi sintetizzare gli elementi costitutivi dellassociazione in partecipazione: - una attivit economica/patrimoniale svolta dallassociante in nome proprio (es. il servizio bar per i soci dellassociazione); - una responsabilit che coinvolge il patrimonio dellassociante (il servizio bar che parte integrante del fondo comune dellassociazione); - la disponibilit dellassociato ed il trasferimento di questa allassociante (la accettazione dellassociato a fornire mano dopera e capacit professionale a favore del servizio bar); - il diritto di credito dellassociato verso lassociazione per il pagamento, previo regolare rendiconto, della sua quota di utili sul saldo attivo della gestione. Da sottolineare infine che il rapporto tra associante ed associato nel contratto di associazione in partecipazione si differenzia sostanzialmente dal rapporto di lavoro subordinato per la mancanza in esso del vincolo di dipendenza (e di subordinazione) nellespletamento dellattivit e manca la certezza e garanzia di un guadagno (vedasi sentenza Corte Suprema di Cassazione n 253 del 7/2/62 ; n 2224 del 21/6/1969; n 313 del 6/2/1971). Il contratto di associazione in partecipazione per quanto concerne la ritenuta dacconto segue le norme previste per i lavoratori autonomi occasionali e come questi non soggetto a IVA. Per i versamenti INPS dal 2004 anche al contratto di associazione in partecipazione si applica lobbligo discrizione nella Gestione separata prevista dalla legge 335/1995 (art. 43 DL 269/2005 convertito con modifiche dalla legge 326/2003 ed in seguito dallart. 1, comma 157 della legge 311/2004). Laliquota INPS prevista per il 2005 per questa categoria sar pari al 17,5% sui redditi fino a 38.641,00 euro e del 18,5% sui redditi oltre tale limite anche se i percipienti sono iscritti ad altre forme di previdenza o pensionati. Limporto del versamento a carico dellassociante in misura del 55% ed a carico dellassociato per il restante 45%. Per i non iscritti ad altre forme previdenziali ( e non pensionati) occorre inoltre aggiungere lo 0,5% a ciascuna delle suddette percentuali. Per la denuncia e le modalit di pagamento dei contributi si dovr fare riferimento a quella prevista per i collaboratori iscritti alla Gestione separata e cio il versamento dovr essere effettuato con il modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello di corresponsione del compenso utilizzando i codici tributo C10 o CXX. Compensi, premi, rimborsi ad allenatori, tecnici ed altre figure sportive. Un particolare trattamento viene riservato dalla normativa vigente ai compensi corrisposti dalle associazioni e dalle societ sportive dilettantistiche. Solo a queste infatti concessa la facolt di instaurare rapporti di lavoro e/o collaborazioni con figure tecnico/sportive usufruendo di un particolare trattamento tributario sui compensi elargiti nell'esercizio di tutte quelle attivit sportive dilettantistche disciplinate dapprima dalla legge 80/86, in seguito dalle leggi 133/99, 342/00 ed infine dall'art. 90 della legge 289/02. Con alcune figure di tecnici (allenatori, insegnanti delle varie discipline sportive, preparatori ecc.) possibile instaurare un rapporto di collaborazione permanentein una delle forme contrattuali prevista dalla attuale normativa, ivi compresa quella autonoma coordinata e continuativa. Ovviamente il trattamento normativo e tributario sar conseguente al contratto instaurato. Qualora tuttavia non si ricorra ad una forma contrattuale di quel genere la normativa vigente prevede altre forme di compenso: trattasi dei compensi, indennit di trasferta, rimborsi spese forfetari e premi che societ ed 174

associazioni sportive dilettantistche possono corrispondere in occasione di gare, allenamenti, prove ad alcuni soggetti (dirigenti accompagnatori, arbitri, atleti, giudici di gara, cronometristi ecc.) fra i quali anche allenatori, tecnici, preparatori, persone cio impegnate nell'esercizio diretto di attivit sportive dilettantistiche ed a coloro che sono chiamati a garantire la regolarit delle manifestazioni sportive. Tali compensi, premi ecc. non sono soggetti ad alcuna ritenuta, n concorrono alla formazione del reddito del percipiente se non superano i 7500 euro annui. Sui compensi eccedenti i 7500 euro dovr essere operata dallassociazione, o societ sportiva che sia, una ritenuta del 23%, pi l'addizionale regionale dello 0,9% (percentuale da controllare presso la propria Regione perch tale percentuale in alcuni casi stata aumentata), a ttolo d'imposta per compensi da 7500 a 28.158 euro ed a ttolo d'acconto per la parte che eccede tale importo. In quest'ultimo caso la somma eccedente, trattandosi di ritenuta a titolo d'acconto, va assoggettata anche all'addizionale comunale. I suddetti compensi, essendo annoverati fra i c.d redditi diversi di cui all'art. 67 del TUIR, non sono soggetti neppure alle ritenute INPS (circolare INPS n 32 del 7/2/01 e n 42 del 26/2/2003) n a quelle INAIL (circolare INAIL del 2/5/2001 ). Per esplicita previsione legislativa (comma 23, art. 90 L. 289/02) gli emolumenti a titolo di indennit ed i rimborsi forfetari, nonch i premi possono essere percepiti anche da dipendenti pubblici e da pensionati. Per i dipendenti pubblici obbligatorio comunicare il rapporto instaurato con associazioni societ esportive. Ai suddetti compensi si applica la disciplina sintetizzata anche se corrisposti ad atleti dilettanti stranieri (non residenti) poich la norma che individua il trattamento tributario in questione non fa alcuna distinzione circa la condizione di cittadino italiano o straniero (ris. N 142 dell1/10/2001). Come gi precisato, tali compensi, indennit, ecc., si intendono al netto delle relative spese di vitto, alloggio e viaggio regolarmente documentate (o spese chilometriche calcolate sulle tariffe ACI se si viaggia in auto), per le trasferte fuori del comune di residenza del percipiente. Le societ sportive e le associazioni non dovranno pertanto sottoporre i conseguenti rimborsi spese ad alcuna ritenuta. Per le societ sportive e le associazioni c, invece, lobbligo di far sottoscrivere al percipiente unautocertificazione per altri compensi eventualmente percepiti, e di denunciare nel mod. 770 le generalit del percipiente e limporto erogato. (Vedi modulo allegato). A riprova di quanto asserito vedasi le istruzioni alla dichiarazione dei redditi "Unico 2005" in cui si afferma che coloro che nell'anno 2004 hanno percepito compensi ecc. fino a 7.500 euro, cosi come coloro che hanno percepito solo redditi fino a 28.158 euro in conseguenza delle attivit svolte a favore di societ e/o associazioni sportive dilettantistche o per premi ecc., non sono tenuti a presentare dichiarazioni dei redditi. Sono invece soggetti alla dichiarazione dei redditi coloro che hanno percepito oltre 28.158 euro e coloro che hanno percepito, da associazioni o societ sportive, emolumenti superiori a 7.500 euro ed hanno percepito altri compensi da lavoro dipendente, a progetto o di pensione. E' appena il caso di dire che in quest'ultimo caso la dichiarazione pu essere fatta sia con il modello unico " che con il modello "730" (in questo caso servendosi di un CAF), che come noto consente di adempiere agli obblighi tributari richiedendo al proprio datore di lavoro o all'ente previdenziale se pensionato, di effettuare i pagamenti delle imposte dovute o di effettuare i rimborsi eventualmente vantati versandoli sulla busta paga o sulla pensione. Le societ, le cooperative e le associazioni sportive sono invece tenute alla compilazione e presentazione del modello 770 anche se corrispondono solo compensi, premi, rimborsi forfetari, ecc. che non superano 7.500 euro per ciascun percipiente. 8.4 Emolumenti e rimborsi spese a dirigenti, amministratori, segretari (dei circoli, delle associazioni, delle societ sportive e delle cooperative). Per quanto concerne gli emolumenti, che seppur raramente, possono percepire i dirigenti dei circoli, delle associazioni e delle societ sportive, o i rimborsi spese forfetari, questi non hanno un particolare trattamento e vanno considerati a seconda che il percipiente si trovi in una delle categorie sopra descritte, per i dirigenti dei circoli generalmente quella dei lavoratori autonomi occasionali. Un particolare trattamento viene invece riservato dalla normativa vigente agli eventuali compensi per attivit svolte a favore delle societ o delle associazione sportive (art. 37, L. 21/11/2000 n 342), 175

di natura amministrativa gestionale cui possono accedere addetti di segreteria, contabili ecc. (art. 90, comma 3, L. 27/12/2002 n 289). Trattandosi di attivit continuativa pu essere instaurato per essi un rapporto di lavoro autonomo coordinato e continuativo, che come abbiamo visto applicabile anche ad allenatori, tecnici ed altre figure sportive, e ricevere per questo il trattamento previsto per questo Per quanto concerne il rimborso delle spese vive sostenute durante la normale attivit (viaggi, partecipazione a corsi, convegni, ecc.) il trattamento applicabile il seguente: rimborsi spese forfetari: vanno considerati alla stregua dei compensi per lavoro autonomo occasionale e pertanto assoggettati a ritenuta dacconto (ad esclusione di quelli concessi per le attivit sportive se di importo inferiore a 7.500,00 euro)); rimborsi a pi di lista: cio con documentazione analitica e documentata delle spese sostenute.Tali rimborsi non sono assoggettate ad alcuna imposta.

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DICHIARAZIONE IN CASO DI COLLABORAZIONE VOLONTARIA

Spett. Consiglio Direttivo Via ___________________________ CAP ______ Localit _______________


Il/La sottoscritto/a nato a .il e residente in.via....n.socio della nostra associazione dichiara di essere disponibile a dare il proprio contributo volontario e gratuito per laffermazione e la crescita della nostra associazione, alle attivit associative e la realizzazione delle manifestazioni indette dalla stessa. Per tale collaborazione il sottoscritto non richieder alcun compenso in quanto spinto da motivazioni di carattere etico e sociale e comunque non economiche. E evidente, e qui ulteriormente sottolineata, la propria volont di svolgere lattivit in modo del tutto volontario e gratuito e senza alcun vincolo di natura lavorativa o contrattuale nei confronti dellassociazione. Il sottoscritto consapevole che gli saranno rimborsate unicamente le spese vive sostenute (soggiorno, vitto, viaggio ecc.) previa presentazione di idonea documentazione, autorizzate dal Consiglio Direttivo per lo svolgimento delle attivit che gli verranno affidate. Il sottoscritto esonera da ogni responsabilit lassociazione nello svolgimento del proprio compito e dichiara che si avvarr solamente delle coperture assicurative previste dal contratto in vigore con .. In fede

Luogo e data..

NB Ovviamente la presente dichiarazione non va presentata in caso di attivit rivolta al regolare svolgimento di manifestazioni sportive. 177

CONTRATTO PER COMPENSI AI SENSI DELLA LEGGE 133/99 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI SCRITTURA PRIVATA Con il presente atto da tenere e valere in ogni migliore modo di ragione e legge tra: a) L'associazione "associazione sportiva dilettantistica", aderente a cod.fiscconsedesociale inVia..n (prov) qui rappresentata dal suo legale rappresentante nella persona del presidente pro-tempore sig ...nato a. ilC.F.residente..avia ..n prov. ed il b)sig.nato a il.cod.fiscresidente a. vian(prov....) PREMESSO *che il sig. vanta una specifica competenza teorica e pratica in ordine alla attivit di...(allenatore, preparatore ecc.) nella disciplina ; * che lassociazione sportiva ha necessit di assicurarsi una collaborazione professionalmente valida nella suddetta disciplina: *che il sig. . interessato e disponibile a collaborare con lassociazione sportiva dilettantistica ed a svolgere il ruolo di .; *che le parti convengono che lattivit del presente contratto da considerarsi svolta nello esercizio diretto di attivit sportiva dilettantistica; Tutto ci premesso quale parte integrante del presente accordo, fra le parti SI CONVIENE QUANTO SEGUE Il sig.effettuer per il periodo L'attivit dipresso.. secondo modalit di tempo ed orario da concordarsi in funzione delle esigenze dei propri soci/atleti e delle disponibilit degli impianti. L'associazione.. corrisponder per tale collaborazione al sig.Euro..(.). Tale compenso verr elargito in rate.(mensili, trimestrali, etc.) da pagarsi entro il giorno cinque del . E' implicito che tale collaborazione esclude qualsiasi vincolo di subordinazione essendo quella prevista dal comma 4 dell'art. 25 della Legge 13 maggio 1999 n. 133 e successive modificazioni, con particolare riferimento all'art. 90 della L. 27/12/2002 n 289. Sui corrispettivi che verranno erogati avendo il sig dichiarato di non essere iscritto ad alcun albo professionale e non essendo titolare di partita IVA, sar effettuata dalla associazione una ritenuta a titolo d'imposta per la parte eccedente la somma di 7.500,00 e fino a 28.158,28 ed a titolo 178

di acconto per la parte eccedente tale cifra nella misura fissata per il primo scaglione dei redditi dall'art. 11 del T.U.I.R. attualmente pari al 23% pi l'addizionale regionale attualmente pari allo 0,9%. Il sig...si impegna a comunicare all'associazione .eventuali altri compensi, premi, rimborsi forfetari ecc. ricevuti anche da altre fonti tali da concorrere al superamento di 7.500,00 o di 28.158,28 annui complessivamente. Resta comunque inteso che in relazione alla natura della presente scrittura l'associazione pu in qualsiasi momento revocare al sig.. l'incarico di collaborazione, corrispondendogli il compenso dovuto per l'opera svolta fino al momento della revoca stessa ai sensi dell'art. 2227 del Codice Civile. ..il
FIRME PER ACCETTAZIONE

Il collaboratore

lassociazione ..

________________________________________________________________________________

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Ricevuta ai sensi dellart. 25 della Legge 13 maggio 1999 n. 133 e successive modificazioni quale ultima in base allart. 90 della Legge 27/12/2002 n. 289
Spett. ___________________________ Via ___________________________ CAP ______ Localit _______________ Il/La sottoscritto/a_________________________________________________________________ Dichiara di ricevere dal ____________________________________,la somma di ___________( ._________________________) per _______________________________________________ Tale somma stata cos determinata: A) Esenti da ritenuta (fino a 7.500) B) Soggetti a ritenuta a dedurre ritenuta IRPEF 23% a dedurre add.le Regionale a dedurre add.le Comunale NETTO CORRISPOSTO: AUTOCERTIFICAZIONE Il/la sottoscritto/a ____________________________ nato/a a _______________________(___) Il ___/____/______ e residente a ____________________ in via/piazza _____________________ Codice Fiscale Dichiara sotto la propria responsabilit che alla data odierna: che con la presente somma non supera 7.500 di compensi regolati dallart. 90 della Legge 27/12/2002 n. 289 che la somma su indicata supera il limite di 7.500 di Euro ________,___ quale _________________ erogato ai sensi dellart. 90 della Legge 27/12/2002 n. 289. Data, ______________ FIRMA ____________________ Euro ___________________________________ Euro ___________________________________ Euro ___________________________________ Euro ___________________________________ Euro ___________________________________ Euro ___________________________________

LIQUIDAZIONE IMPORTO Visto Organizzazione ___________________________

Visto Amministrazione ___________________________ Luogo _____________, il ______________ Firma percipiente ________________________

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Ricevuta ai sensi dellart. 25 della Legge 13 maggio 1999 n. 133 e successive modificazioni, quale lultima LEGGE 27-12-2002 N. 289 ART. 90 La presente ricevuta vale per dirigenti accompagnatori, arbitri, allenatori, atleti, giudici di gara, tecnici, collaboratori di carattere amministrativo/gestionale, ecc. ed riferibile a indennit di trasferta, rimborsi spese forfetari, premi e compensi erogati nellesercizio di attivit sportive dilettantistiche. Gli importi fino ad un massimo di 7500,00 Euro annui non sono soggetti a ritenuta dacconto n concorrono alla formazione del reddito del percipiente. Sugli importi eccedenti i 7500,00 Euro dovr essere effettuata una ritenuta pari al 23,00% pi laddizionale regionale; (0,9% altra percentuale decisa dalla Regione competente) a titolo dimposta per la parte imponibile dei redditi da 7500,00 Euro a 28158,28 Euro ed a titolo dacconto per la parte che eccede tale importo e che soggetto oltre che alla addizionale regionale, alla eventuale addizionale comunale. Nei 7500,00 Euro (ma anche sulle cifre superiori) non vanno conteggiati i rimborsi spese documentati relativi al vitto, allalloggio ed al viaggio (compresi i rimborsi chilometrici tabella ACI) sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale del percipiente. Nel caso di ricevute superiori a 77,47 Euro occorre apporre marca da bollo da 1,81 Euro. Le norme su indicate possono essere utilizzate oltre che dalle societ sportive anche dai livelli di coordinamento (zonali, provinciali, regionali, nazionale, dellEnte di Promozione Sportiva).

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Ricevuta ai sensi dellart. 1, comma 253 della Legge 30 dicembre 2004 n. 311
Spett. ___________________________ Via ___________________________ CAP ______ Localit _______________ Il/La sottoscritto/a_________________________________________________________________ Nella sua qualit di dichiara di ricevere dal ____________________________,la somma d i ___________(_______________________) per ____________________________ Tale somma stata cos determinata:

A) Esenti da ritenuta (fino a 7.500) B) Soggetti a ritenuta ___________________________________ a dedurre ritenuta IRPEF 23% a dedurre add.le Regionale a dedurre add.le Comunale NETTO CORRISPOSTO: AUTOCERTIFICAZIONE

Euro ___________________________________ Euro Euro ___________________________________ Euro ___________________________________ Euro ___________________________________ Euro ___________________________________

Il/la sottoscritto/a ____________________________ nato/a a __________________ _(___) Il___/____/______ e residente a ____________________ in via/piazza ___________________ Codice Fiscale
A conoscenza del disposto dellart. 26 della legge n 15 del 4 gennaio 1968 dichiara sotto la propria responsabilit che alla data odierna: con la presente somma non supera nel corso del periodo dimposta 7.500 di compensi regolati dallart. 1, comma 253, della legge 311/ 04 la somma su indicata nel corso del periodo dimposta.supera il limite di 7.500 di Euro ________,___ quale _____________________ erogato ai sensi dellart. 1, comma 253, della Legge n 311/ 04.

Data, ______________

FIRMA ____________________ LIQUIDAZIONE IMPORTO

Visto Organizzazione ___________________________ Visto Amministrazione ___________________________ Luogo _____________, il ______________ Firma percipiente ________________________
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Ricevuta ai sensi dellart. 1, comma 253 della legge 30 dicembre 2004 n 31125 La presente ricevuta vale per direttori di bandem musicali, direttori di corali, di filodrammatiche, dei loro collaboratori tecnici e collaboratori di carattere amministrativo/gestionale, ecc. ed riferibile a indennit di trasferta, rimborsi spese forfetari, premi e compensi erogati nellesercizio di attivit musicali. Gli importi fino ad un massimo di 7500,00 Euro annui non sono soggetti a ritenuta dacconto n concorrono alla formazione del reddito del percipiente. Sugli importi eccedenti i 7500,00 Euro dovr essere effettuata una ritenuta pari al 23,00% pi laddizionale regionale; (0,9% o altra percentuale decisa dalla Regione competente) a titolo dimposta per la parte imponibile dei redditi da 7500,00 Euro a 28158,28 Euro ed a titolo dacconto per la parte che eccede tale importo e che soggetto oltre che alla addizionale regionale, alla eventuale addizionale comunale. Nei 7500,00 Euro (ma anche sulle cifre superiori) non vanno conteggiati i rimborsi spese documentati relativi al vitto, allalloggio ed al viaggio (compresi i rimborsi chilometrici tabella ACI) sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale del percipiente. Nel caso di ricevute superiori a 77,47 Euro occorre apporre marca da bollo da 1,81 Euro. Le norme su indicate possono essere utilizzate oltre che dalle suddette strutture anche dai loro livelli di coordinamento (zonali, provinciali, regionali, nazionale ).

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Contratto di associazione in partecipazione per istruttori


carta bollata da . 14,62 SCRITTURA PRIVATA Con il presente atto da tenere e valere in ogni migliore modo di ragione e di legge, tra: Lassociazione_____________________________________, aderente a.. (Ente di Promozione Sportiva), cod. fisc.______________________________ con sede in _____________ via ____________________, qui rappresentato dal suo legale rappresentante nella persona del presidente pro-tempore sig. ___________________________ nato a.................. __________________ il __________ cod. fisc.____________________ e residente in.................................................via.......................................................................................................; b. il sig. __________________________ nato a ______________ il _________________ cod. fisc. _________________________ residente a ____________________ (prov._____) via_____________________________________: premesso - che lAssociazione _______________________________ regolarmente costituita a norma degli articoli 37-37-38 del Codice Civile e che agisce in osservanza alle norme contenute nel proprio statuto sociale, secondo le quali lAssociazione stessa ha come finalit lo sport dilettantistico e non persegue fini di lucro; - che non esiste a tuttoggi una legge quadro sullassociazionismo di promozione sociale che disciplini, tra laltro, il particolare rapporto che si instaura tra il Circolo e i soci addetti al funzionamento del servizio psico-motorio rivolto alla generalit degli associati intenti alle attivit sociali istituzionali; - che, per sopperire alla vacatio legis, lassemblea dei soci, a norma dell'art. 36 del Cod. Civ., ha stabilito di utilizzare alluopo come pi confacente, il meccanismo previsto allart.2549 e segg. del codice civile in materia di associazione in partecipazione, mutuandolo, nei suoi effetti pratici, limitatamente a quanto non in contrasto con le finalit istituzionali delle associazioni di promozione sociale; si conviene quanto segue: 1) Tra lAssociazione ______________(associante) ed il sig. _______________(associato) si costituisce una associazione in partecipazione stipulata ai sensi e per gli effetti dellart. 2549 e segg. del Codice Civile. 2) Compito della costituendo associazione unicamente quello di provvedere alla organizzazione del singolo corso di _______________; mentre lassociato sig. _______________ apporter la sola prestazione di lavoro professionale e nessun altro apporto, lassociante _____________________ apporter tutto quanto si render necessario ed utile per lespletamento del corso stesso e precisamente: locali, arredi, attrezzature, eventuali autorizzazioni, ecc........ 3) Compito della costituenda associazione altres quello di creare le condizioni per completare ed integrare didatticamente i corsi di istruzione musicale e loro applicazioni; precisamente lapporto del sig. _______________________ consiste; a nel fornire agli allievi tutte quelle nozioni e insegnamenti necessari per lapprendimento della musica sia dal punto di visti teorico, che pratico applicativo. 184

b nel giudicare leffettiva preparazione di ogni singolo allievo nelle varie fasi dellapprendimento al fine di stabilire lidoneit dello stesso c lattivit dovr essere svolta nel rispetto di tutti i regolamenti e le disposizioni che di volta in volta il consiglio direttivo del Circolo intender adottare per il migliore funzionamento del servizio in favore dei soci e dei loro familiari. 4) Per tutta la durata del rapporto, per la propria attivit il sig. _______________ ricever dallAssociazione un compenso commisurato al numero di allievi effettivamente seguiti. Tutte le spese di carattere generale quali: i consumi (illuminazione, riscaldamento, acqua, ecc...), la pulizia, lammortamento attrezzature, le imposte e tasse relative alle autorizzazioni eventuali e simili e quantaltro saranno suddivise in maniera proporzionale tra tutte le attivit effettuate dallAssociazione. Detta percentuale, che costituisce esclusivamente compenso per prestazione di lavoro professionale, non potr dar luogo in nessun caso a compensi superiori del venti per cento rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo di lavoro per la medesima qualifica. 5) Allassociato sig. _________________ verr attribuita una percentuale del ______% (______________ per cento) della quota marginale tra i costi generali attribuiti al corso, eventuali costi specifici strettamente inerenti e necessari al corso stesso e i corrispettivi versati dai relativi allievi. 6) Eventuali forniture saranno di competenza del sodalizio associante: le fatture relative saranno intestate al sodalizio stesso cos come far carico al sodalizio la responsabilit delle obbligazioni contratte a questo scopo. 7) La quota parte spettante allassociato sig. ____________________________ di cui al punto 4, sar liquidata mediante la corresponsione di un acconto mensile di L _______________ (__________________) per _____ mesi e di un versamento a saldo da corrispondersi a fine anno sulla base del rendiconto annuo della gestione di cui lassociato sar compartecipe della compilazione ed a cui sar rilasciata copia. 8) Sulle quote corrisposte allassociato tanto a titolo di acconto quanto a titolo di saldo e conguaglio il sodalizio associante effettuer la ritenuta dacconto IRPEF nella misura di legge: ugualmente sar cura del sodalizio provvedere allinquadramento dellassociato (in qualit di socio) ai fini dellassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro presso la competente sede INAIL. 9) Lassociato sig.______________ avr lobbligo di versare mensilmente, nelle mani del cassiere del sodalizio, gli incassi del corso unitamente ad una distinta redatta per iscritto e firmata delle quote versate dai singoli allievi; di tali versamenti lAssociazione rilascer apposita ricevuta. 10) Per tutta la durata del presente incarico, resta convenuto che il sig. _____________ non potr svolgere attivit anche indirettamente e in qualsivoglia forma, in concorrenza con quella svolta presso lAssociazione ________________ e ci anche per leventuale periodo di tempo intercorrente tra la data di scioglimento del rapporto e la fine dellanno scolastico in corso. 11) Per tutta la durata del presente incarico, nonch indefinitivamente dopo la sua scadenza, il sig. ______________________ si impegna a non comunicare a terzi notizie attinenti alla organizzazione dellassociazione __________________ o, comunque, farne uso in modo da poter arrecare ad essa pregiudizio. Analogamente lAssociazione ____________ si impegna a mantenere la pi stretta riservatezza sulla persona e sullattivit professionale del sig. ________________________________________. 12) Fermo restando che il sig. ____________________ non sottoposto ad alcun vincolo di orario, al 185

fine di realizzare una maggiore funzionalit nella conduzione dei corsi, le parti convengono che gli allievi siano convocati secondo un calendario di lezioni predisposto dallinsegnante, previa comunicazione allAssociazione _________________ che si riserva il diritto di apportare eventuali variazioni in relazione alla migliore distribuzione delle ore dinsegnamento. Ogni possibile variazione di calendario delle lezioni, dovr in ogni caso essere comunicata con necessario preavviso in modo tale da poter avvisare gli allievi e non arrecare ad essi alcun impedimento. 13) Il numero di ore di presenza settimanale dellinsegnante sar preventivamente concordato tra le parti in funzione del numero degli iscritti. Per esigenze organizzative, il sig. ________________ dovr comunque ritenersi a disposizione dellAssociazione ________________. 14) Il sig. ________________ potr sospendere, preavvisando per tempo lAssociazione, per un periodo non superiore ad un mese, riservandosi di recuperare eventualmente le ore non fatte. Trascorso un mese di assenza senza validi e giustificati motivi, il sig. ___________________ si intende decaduto dallincarico. Per impedimento giustificato del sig. _______________________ LAssociazione ________________ si riserva di provvedere alla sostituzione con un altro insegnante idoneo, al fine di garantire la necessaria continuit dellinsegnamento. In tal caso il compenso sar comunque determinato proporzionalmente alleffettivo periodo di presenza dellinsegnante. In ogni caso il sig. _____________________ si impegna a non tenere nessun contatto con gli allievi al di fuori delle sedi indicate dallAssociazione _____________ e delle condizioni fissate nel presente contratto. 15) LAssociazione ____________________ si riserva la facolt di eseguire sondaggi tra gli allievi al fine di accertare la presenza di eventuali contrasti tra gli allievi stessi e linsegnante; in ogni caso il risultato di queste indagini sar sempre comunicato allinsegnante. 16) La durata del presente contratto di associazione in partecipazione viene di comune accordo convenuta tra le parti e fissata per il periodo dal __________ al ______________: essa si intender tacitamente rinnovata per ugual periodo di tempo qualora almeno tre mesi prima della sua scadenza una delle parti non abbia notificato disdetta alla controparte a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. 17) LAssociazione ___________________ si riserva il diritto di risolvere anticipatamente il presente contratto di associazione in partecipazione qualora lassociato sig. ___________ non apporti la sua materiale prestazione nel rispetto e con losservanza delle norme sopracitate e non dimostri nella cura degli arredi in dotazione e nel disbrigo del servizio la diligenza del buon padre di famiglia. 18) Le spese di bollo e di registrazione del presente contratto sono a carico dellassociato sig.__________ 19) Per quanto non espressamente previsto dal presente contratto le parti di comune accordo si rifanno a quanto previsto dal Codice Civile sulle associazioni in partecipazione. Il presente atto redatto in triplice originale di cui uno per ciascuna delle parti contraenti ed uno per lufficio del registro, viene redatto, letto, confermato e sottoscritto. (luogo e data)_______________________________________ Lassociato ______________________________________ (linsegnante) 186 Lassociante ______________________________________ (Il presidente del circolo)

Fac-simili di contratto di associazione in partecipazione del gestore


marca da bollo da euro 14,62
SCRITTURA PRIVATA Con il presente atto da tenere e valere in ogni migliore modo di ragione e di legge, tra: a. Il Circolo DENOMINAZIONE aderente a Cod.fisc 00000000000 con sede in LOCALITA INDIRIZZO qui rappresentato dal suo legale rappresentante nella persona del presidente pro-tempore Sig. NOME COGNOME nato a COMUNE il GG/MM/AAAA Cod.fisc. XXXXXXXXXXXXXXXX; b il Sig. NOME COGNOME nato a COMUNE il GG/MM/AAAA Cod.fisc premesso che il Circolo DENOMINAZIONE regolarmente costituito a norma degli artt. 36, 37 e 38 del Codice Civile e che agisce in osservanza alle norme contenute nel proprio statuto sociale, secondo le quali il circolo stesso non persegue fini di lucro; che il Circolo DENOMINAZIONE in possesso delle speciali autorizzazioni amministrative e sanitarie- rilasciate dalle competenti autorit per la somministrazione ed il consumo di bevande analcoliche, alcoliche e superalcoliche nonch di alimenti e generi vari che consentono al circolo stesso lorganizzazione e la gestione di un servizio di bar a favore esclusivamente dei propri soci. Tutto ci premesso si conviene quanto segue: 1. 2. tra il Circolo DENOMINAZIONE (associante) ed il sig. NOME COGNOME (associato) si costituisce una Compito della costituenda associazione unicamente quello di provvedere alla gestione del servizio bar di cui alla associazione in partecipazione stipulata ai sensi e per gli effetti dellart. 2549 e segg. del Codice Civile. premessa: mentre lassociato Sig. NOME COGNOME apporter la sola prestazione di lavoro professionale e nessun altro apporto, lassociante Circolo DENOMINAZIONE apporter tutto quanto si render necessario ed utile per lespletamento del servizio stesso e precisamente: locali, arredi, attrezzature, merci autorizzazione, ecc. 3. La gestione del servizio bar dovr svolgersi nel rispetto delle vigenti norme di legge in materia e nel rispetto degli orari di apertura e di chiusura del bar ( descrizione dellorario) nonch di tutti i regolamenti e le disposizioni che di volta in volta il consiglio direttivo del Circolo intender adottare per il migliore funzionamento dei servizi in favore dei soci. 4. Allassociato Sig. NOME COGNOME verr attribuita una percentuale del ..% ( ..per cento) della quota di margine tra il prezzo di acquisto delle merci ed il loro prezzo di cessione al socio consumatore, dedotte ovviamente tutte le spese di carattere generale attinenti al servizio bar, quali: i consumi (illuminazione, riscaldamento, acqua, ecc.) la pulizia, lammortamento attrezzature, le imposte e tasse relative alle autorizzazioni amministrative e simili e quantaltro strettamente pertinente ed inerente la gestione dal servizio bar. Detta percentuale, che costituisce esclusivamente compenso per prestazione di lavoro professionale, non potr dar luogo in nessun caso a compensi superiori del venti per cento rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo di lavoro per la medesima qualifica. 5. Le forniture dei prodotti saranno di competenza del circolo associante: le fatture relative saranno intestante alla circolo stesso cos come far carico al circolo la responsabilit delle obbligazioni contratte a questo scopo. A tal proposito si precisa che gli ordini controfirmati direttamente dallassociato, egli rappresenta, nella fattispecie, lassociante, e per ci si assume in solido la responsabilit per le obbligazioni contratte in base alla percentuale di riparto di cui allarticolo 4 . 6. La quota parte spettante allassociato Sig. NOME COGNOME di cui al punto 4, sar liquidata mediante la corresponsione di un acconto di . TOT (......................................) per undici mesi e di un conguaglio a saldo da YYYYYYYYYYYYYYYY residente a COMUNE INDIRIZZO;

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corrispondersi a fine anno sulla base del rendiconto annuo della gestione di cui lassociato sar compartecipe della compilazione ed a cui sar rilasciata copia. 7. Sulle quote corrisposte allassociato tanto a titolo di acconto quanto a titolo di saldo e conguaglio il circolo ricreativo associante effettuer la ritenuta dacconto IRPEF, e la quota INPS spettante allassociato, nella misura di legge: ugualmente sar cura del circolo provvedere allinquadramento dellassociato (in qualit di socio) ai fini dellassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro presso la competente sede INAIL. 8. Lassociato Sig. NOME COGNOME avr lobbligo di effettuare settimanalmente, nelle mani dellamministratore del Circolo, il versamento degli incassi del servizio bar unitamente ad una distinta, redatta per iscritto e firmata, degli incassi giornalieri; di tali versamenti il circolo rilascer apposita ricevuta. 9. E espressamente consentito allassociato, Sig. NOME COGNOME in caso di sua assenza per qualsiasi motivo, di farsi sostituire da un congiunto. 10. La durata del presente contratto di associazione in partecipazione viene di comune accordo convenuta tra le parti e fissata per il periodo dal gg/mm/aaaa al gg/mm/aaaa, essa si intender tacitamente rinnovata per ugual periodo di tempo qualora almeno tre mesi prima delle sua scadenza una delle parti non abbia notificato disdetta alla controparte a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. 11. Il Circolo ricreativo DENOMINAZIONE si riserva il diritto di risolvere anticipatamente il presente contratto di associazione in partecipazione qualora lassociato Sig. NOME COGNOME non apporti la sua materiale prestazione nel rispetto e con losservanza delle norme sopra citate e non dimostri nella cura degli arredi in dotazione e nel disbrigo del servizio oltre che nella conservazione dei locali secondo norme igieniche ed estetiche; e un rapporto con soci e clienti allinsegna del rispetto e della correttezza la diligenza del buon padre di famiglia. 12. Le spese di bollo e di registrazione del presente contratto sono a carico dellassociato sig. NOME COGNOME 13. Per quanto non espressamente previsto dal presente contratto le parti di comune accordo si rifanno a quanto previsto dal Codice Civile sulle associazioni in partecipazioni. Il presente atto redatto in triplice originale di cui uno per ciascuna delle parti contraenti ed uno per lufficio di registro, viene redatto, letto, confermato e sottoscritto. ..li LASSOCIATO -------------------POSSIBILI VARIANTI Punto 2 - Oltre al servizio bar anche eventualmente servizio pizzeria, mensa ecc. Punto 4 - Nei ricavi da considerare (e quindi anche negli utili) possibile includere anche i ricavi di altra natura come, ad esempio, quelli derivanti dal gioco delle carte, del biliardo, dei flippers, ecc. Punto 6 - E' possibile prevedere rateizzazioni diverse durante l'anno, ma sempre con saldo annuale a conguaglio. Punto 9 - Normalmente la durata di un anno, ma possono stabilirsi anche periodi pi lunghi. Punto 11 - L'imputazione delle spese libera e dipende dagli accordi intercorsi. LASSOCIANTE ----------------------

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CONTRATTO DI LAVORO A PROGETTO


Con il presente atto da tenere e valere in ogni migliore modo di ragione e di legge, tra: a. Il Circolo DENOMINAZIONE aderente a........................ Cod.fsc 00000000000 con sede in LOCALIT' INDIRIZZO qui rappresentato dal suo legale rappresentante nella persona del presidente pr-tempore Sig. NOME COGNOME nato a COMUNE il GG/MM/AAAA Codfisc. XXXXXXXXXXXXXXXX; b il Sig. NOME COGNOME nato a COMUNE il GG/MM/AAAA Codfisc YYYYYYYYYYYYYYYY residente a COMUNE INDIRIZZO: " PREMESSO

Che il committente come sopra indicato e rappresentato svolge l'attivit di Organizzazione Ricreative, Culturali, Sportive, Ambientali Formative ed intenzionato a far svolgere la fase di un progetto ad un soggetto in possesso delle indispensabili conoscenze professionali da svolgere in assoluta autonomia; Che il Sig. risulta essere in possesso della professionalit necessaria; Che il Sig..intende accettare l'incarico propostogli; Si conviene quanto segue a) il committente come sopraindicato e rappresentato conferisce al collaboratore a progetto, che accetta, l'incarico destinato alla realizzazione della fase di progetto quale risulta dal progetto allegato che va inteso quale parte integrante del presente contratto; b) il rapporto di collaborazione a progetto disciplinato dagli articoli contenuti nel Titolo VII (da 61 a 69) del D.L.vo n. 276/2003; c) il collaboratore a progetto svolger la propria attivit in maniera del tutto autonoma, al di fuori di ogni vincolo predeterminato di orario e di presenza; d) il committente come sopraindicato e rappresentato non eserciter nei confronti del collaboratore a progetto alcun potere gerarchico e disciplinare tipico del rapporto di lavoro subordinato; e) il collaboratore a progetto prester la propria attivit in modo del tutto autonomo fornendo la propria professionalit; f) le parti convengono, nel rispetto dei principi contenuti nell'art. 61 del D.L.vo n. 276/2003, di valutare periodicamente , settimanalmente, in un'ottica di coordinamento e nel rispetto dell'autonomia nell'esecuzione della prestazione, il lavoro svolto anche in relazione agli obiettivi alla base della fase del progetto g) la durata della fase del progetto di mesi.( ..) con decorrenza dal __................................. e con scadenza il_.........................................; h) il compenso per la collaborazione prestata fissato in euro_...................,00 (Euro./00) netti, tale importo corrisposto a cadenza mensile di ..^00 netti. Le parti convengono sul fatto che il compenso stato individuato nel rispetto della previsione dell'art. 63 del D.L.vo n. 276/2003 il quale afferma che lo stesso deve tener conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto e che proporzionato alla quantit ed alla qualit del lavoro. Per quel che concerne la disciplina dei rimborsi spese ( se sostenute) vanno presentate le note giustificative: se il lavoratore a progetto utilizza mezzi propri di spostamento finalizzati all'espletamento dell'incarico ricevuto, viene riconosciuto un rimborso chilometrico sulla base delle tariffe ACI; i) il collaboratore a progetto nel rispetto di quanto previsto dall'ari 64 del D.L.vo n. 276/2003 si impegna a non svolgere attivit in concorrenza n a diffondere notizie ed apprezzamenti
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attinenti ai programmi ed alla organizzazione di essi, n compiere, in qualsiasi modo, atti in pregiudizio delle attivit del committente come sopra indicato e rappresentato; j) il collaboratore a progetto ha diritto ad essere riconosciuto quale autore della eventuale invenzione fatta nello svolgimento del rapporto, con pieno richiamo alla statuizione prevista dall'art.65 del D.L.vo n. 276/2003; k) per quel che riguarda le situazioni scaturenti da malatta, infortunio e gravidanza si richiamano integralmente i contenuti dell'art. 66 del D.L.vo n.276/2003; 1) il committente come sopra indicato e rappresentato comunica al collaboratore a progetto le misure per la tutela della salute e della sicurezza, nel pieno rispetto delle norme di garanzia previste dall'art. 66, comma4, del D.L.vo n. 276/2003; m) il contratto di lavoro si risolve al momento della realizzazione della fase del progetto ; n) in caso di inadempimento del collaboratore a progetto di qualunque delle condizioni del presente accordo la societ committente ha facolt di considerare risolto automaticamente il contratto decorso il termine di 15 giorni dalla comunicazione scritta di avvalersi della presente clausola risolutiva espressa con il solo obbligo di pagare le competenze maturate fino alla data in cui ha effetto la risoluzione; o) il collaboratore a progetto potr recedere il contratto previo preavviso scritto di 15 giorni; p) il collaboratore a progetto autorizza il committente a trattare ed a comunicare a terzi i propri dati personali in relazione ai soli adempimenti normativi connessi con il presente contratto; q) II committente come sopra indicato e rappresentato, provvede a trattenere dai compensi corrisposti le ritenute fiscali e previdenziali nei termini previsti dalla legislazione vigente; r) Per eventuali controversie si fa esplicito riferimento alla previsione contenuta nell'art. 409 c p c, anche per quel che concerne la competenza territoriale. Letto confermato e sottoscritto Luogo e data ._I II committente. II collaboratore a progetto PROGETTO ALLEGATO Individuazione del progetto: Curare il settore ; Obiettivo: ; Curare il settore.. . Mezzi e Strumenti: per lo svolgimento dell'incarico necessario l'utilizzo delle strutture ( computer, linee telefoniche, fax, e mail ) del committente_che si obbliga a dare la pi ampia collaborazione all'incaricato del progetto . Organizzazione e coordinamento: lincarico sar svolto in stretta collaborazione con il sig. A ci appositamente designato dal committente.

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Fac-simile di contratto di collaborazione occasionale


marca da bollo da euro 14,62
SCRITTURA PRIVATA Con il presente atto da tenere e valere in ogni migliore modo di ragione e di legge, tra: a) Il Circolo DENOMINAZIONE aderente a Cod.fisc 00000000000 con sede in nato a COMUNE il GG/MM/AAAA Cod.fisc. LOCALITA residente INDIRIZZO qui rappresentato dal suo legale rappresentante nella persona del presidente pro-tempore Sig. NOME COGNOME XXXXXXXXXXXXXXXX, a;dora i avanti denominato committente b) il Sig. NOME COGNOME nato a COMUNE il GG/MM/AAAA Cod.fisc YYYYYYYYYYYYYYYY residente a COMUNE INDIRIZZO , dora in avanti denominato collaboratore; 1. Il committente, ai sensi del comma 2 dellart. 61 del D.Lgs. n 276/2993, in applicazione della legge 30/2003, conferisce incarico al sig.. il quale accetta di prestare la propria attivit di collaborazione occasionale avente per oggetto 2. Il collaboratore si impegna a prestare la propria attivit in forma di collaborazione occasionale senza alcun vincolo di subordinazione, secondo le modalit e le richieste che gli saranno avanzate dal legale rappresentante dellassociazione, nei limiti e con le modalit del presente contratto. 3. La prestazione avr inizio nel giorno per unentit complessiva di giorni.(massimo trenta n.d.r.) da espletarsi nel periodo 4. Il corrispettivo della prestazione viene stabilito in ..(importo non superiore a 5000 - n.d.r.). Le spettanze del collaboratore saranno corrisposte in n.. soluzioni con periodicit ..(oppure in unica soluzione il). Il collaboratore avr diritto al rimborso per eventuali spese sostenute al fine di espletare il suo incarico o altre che dovesse sostenere a nome e per conto dellassociazione. 5. In caso di eventi quali la malattia, linfortunio (e/o maternit se donna) che impediscano lo svolgimento della prestazione concordata, la scadenza contrattuale e lo svolgimento della prestazione si intendono prorogate con modalit e tempi da concordarsi fra le parti. 6. Il committente si impegna a non revocare unilateralmente il presente contratto se non in caso di grave inadempimento. In ogni caso il recesso deve essere comunicato con preavviso di almeno 5 giorni a mezzo raccomandata. Il collaboratore potr sempre, se lo ritiene opportuno, far pervenire le proprie osservazioni e contestazioni entro 5 giorni dal ricevimento del preavviso. 7. Per i fini previsti dal presente contratto le parti concordano di prevedere modalit di conciliazione, cercando la bonaria composizione delle controversie di lavoro insorte tra committente e prestatore dopera, nonch alla valutazione di possibili diversit interpretative del presente accordo. A questo fine i contraenti possono chiedere lassistenza e/o delegare a terzi a cui conferire mandato. Il tentativo di conciliazione sar tentato entro .giorni dal ricevimento della richiesta di una delle parti e si dovr concludere entro i successivi ..giorni. 8. Per tutto quanto non previsto ne presente contratto si intendono qui riportate le norme vigenti in materia purch non in contrasto con quanto qui previsto. 9. Tutte le clausole del presente contratto sono da intendersi essenziali e inderogabili, tanto che anche linosservanza di una sola di esse produrr immediatamente la risoluzione del contratto, con obbligo del risarcimento dei danni a carico della parte resa inadempiente.

Data, letto, confermato e sottoscritto dalle parti.

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9. CREDITO SPORTIVO 9.1 Mutui del Credito Sportivo. LIstituto per il Credito Sportivo (ICS), istituito con legge 24/12/1957 n 1295, ente di diritto pubblico con personalit giuridica, pu accordare, attraverso un fondo speciale, contributi sul tasso dinteresse lordo sotto forma di mutui a medio e lungo termine, per costruire, ampliare, attrezzare e migliorare impianti sportivi, ivi compresa lacquisizione delle relative aree, nonch per acquistare immobili da destinare ad attivit sportive, tra cui sono comprese le sedi sociali. Sono ammessi a fruire del suddetto credito: - gli enti pubblici locali ed altri enti pubblici; - le federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI ; - le societ e le associazioni sportive aventi personalit giuridica riconosciute dal CONI; - gli enti di promozione sportiva, aventi personalit giuridica, riconosciuti dal CONI; - le societ e le associazioni sportive costituite senza fini di lucro, aventi personalit giuridica, affiliate ad enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI; - associazioni non riconosciute; - ogni altro ente che persegua, in conformit alla normativa che lo concerne e, sia pure indirettamente, finalit ricreative e sportive senza fini di lucro: 9.2 Valutazione dellinvestimento. Prima di chiedere i finanziamenti necessario valutare con piena cognizione di causa la validit dellinvestimento, tenendo conto che si deve analizzare sempre e comunque il rapporto entrate/uscite legato a domanda offerta di sport preesistente e potenziale nellarea considerata. La societ sportiva di capitali e/o la cooperativa (ma il ragionamento che segue valido anche per gli altri soggetti che intendono ricorrere al credito agevolato) interessata al finanziamento dovr pertanto procedere alla: verifica della destinazione urbanistica della zona cui dovrebbe sorgere limpianto. E da tenere presente che una variante al Piano comporta un iter burocratico di circa due anni. A volte larea risulta in posizione non conveniente per la collocazione dellimpianto, in questo caso va ripensata la sua collocazione in quanto risulterebbe priva dei requisiti indispensabili per potersi considerare economicamente valido; verifica del bacino di utenza, cio definizione del territorio in cui viene posto limpianto, valutando attentamente i potenziali fruitori, la viabilit di accesso e gli sviluppi urbanistici stabiliti dai vari piani territoriali di sviluppo; verifica della presenza di altri impianti e della loro funzionalit, come risposta sia al soddisfacimento di bisogni che alla razionalit strutturale; definizione dei tempi di utilizzo degli impianti, sia coperti che allaperto; scelta tipologica dellimpianto per dimensioni e funzioni in esso contenute, in base allutenza; verifica della collocazione dellimpianto in funzione del territorio circostante, tenendo conto della forte incidenza sulla gestione, determinata dalla presenza o meno di altre strutture di servizio; analisi della possibilit di eventuali ampliamenti; analisi delle fonti di finanziamento, sia a livello locale che nazionale; analisi delle modalit di gestione (chi come per quanto quanto onerosa). E anche utile ricordare che in fase di elaborazione e realizzazione di un progetto, oltre alle normative generali riguardanti ledilizia, occorre tenere presenti le norme per limpiantistica sportiva emanate dal CONI con lo scopo di individuare livelli minimi qualitativi e quantitativi (delibera n 851 del 15/7/99), e gli obblighi di sicurezza degli stessi (Ministero Interno DM 18/3/1996 norme di sicurezza per la costruzione e lesercizio di impianti sportivi).

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9.3 Condizioni per accedere al credito. Dopo e solo dopo aver risposto a questi quesiti, si passa alla richiesta del mutuo tenendo conto che per accedervi le societ sportive e le cooperative devono: essere riconosciute dal CONI o affiliate ad un ente di promozione sportiva; possedere personalit giuridica o acquisirla in una delle forme previste dal Codice Civile: societ per azioni, societ a responsabilit limitata, societ in accomandita per azioni, societ cooperativa a responsabilit limitata. La forma pi semplice di costituirsi in cooperativa normale (oltre otto soci), o piccola (da tre a otto soci). Basta che i soci si presentino a un notaio che stender latto relativo). Le parrocchie e molte altre istituzioni religiose possiedono gi personalit giuridica; predisporre il progetto su cui il comitato provinciale del CONI (per una spesa fino a 1.032.920 euro), oppure lapposita Commissione Impianti Sportivi (se la spesa supera i 1.032.920 euro) dovr apporre il suo parere tecnico. Prima di preparare materialmente il progetto si consiglia di attendere le istruzioni dellistituto per il Credito Sportivo e di prendere contatto con i responsabili provinciali o nazionali del CONI per gli impianti sportivi; disporre dellarea, in propriet o a qualche altro titolo, per un tempo non inferiore alla durata del mutuo (almeno dieci anni); in caso di acquisto dellarea, il mutuo pu comprendere anche lonere relativo; offrire una garanzia che pu essere una fideiussione bancaria o di una compagnia di assicurazione bancaria o immobiliare o dellEnte pubblico locale (il quale, ad esempio, non pu o non vuole costruire in proprio limpianto, ma concede la propria fideiussione a una societ sportiva o a una cooperativa) o, ancora, una garanzia personale (esempio un socio facoltoso) o, infine, reale (cio beni immobili, tra cui la stessa area in propriet su cui sorger il campo). 9.4 Documenti per listruttoria preliminare. I documenti necessari per listruttoria preliminare. in linea generale, sono i seguenti: 1) Inoltrare domanda di finanziamento (redatta su modulo ICS) firmata dal legale rappresentante dellente richiedente allegando: copia autentica dellAtto Costitutivo; copia autentica dello Statuto e sue eventuali modifiche; pubblicazione sul B.U.S.A.R.L. e B.U.S.A. (Bollettini ufficiali Societ giuridicamente riconosciute); certificazione attestante affiliazione al CONI, alla federazione e/o allEnte di promozione sportiva; certificazione di vigenza delle cariche sociali, rilasciata dalla Cancelleria Commerciale competente; scheda informativa debitamente compilata e sottoscritta dal richiedente e dal CONI provinciale (su apposito modulo) qualora sia ammessa ad una convenzione stipulata con lICS da Federazione sportiva nazionale o da Ente di promozione sportiva; proiezione gestionale dellimpianto relativa ai primi cinque anni di attivit (vedi apposito schema); documento comprovante la disponibili dellarea interessata dallimpianto da finanziare, risultante da atto scritto, debitamente registrato e trascritto, di durata almeno pari a quella del mutuo; numero di codice fiscale e di partita IVA; ultimo bilancio approvato, completo della relazione degli amministratori e dei sindaci; ogni altro documento necessario ai fini istruttori (su indicazione dellIstituto). 2) LIstituto a fronte della domanda pervenuta verificher lesistenza dei requisiti necessari e la finanziabilit dellintervento richiesto e, in caso di esito favorevole, ammetter lente richiedente al proseguimento dellistruttoria, provvedendo contemporaneamente ad indicare le condizioni poste e a richiedere eventuale documentazione integrativa:

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9.5 Enti con personalit giuridica per provvedimento amministrativo. Nel caso che la personalit giuridica sia stata concessa per provvedimento amministrativo (ad esempio con decreto regionale), la documentazione per listruttoria preliminare pi ridotta: a) copia autentica dellAtto costitutivo e dello Statuto vigente; b) documentazione comprovante il riconoscimento della personalit giuridica; c) certificazione attestante laffiliazione al CONI, alla Federazione Sportiva o allEnte di promozione sportiva; d) ultimo rendiconto approvato; e) ogni altro documento necessario ai fini istruttori. 9.6 Enti morali. Per gli Enti morali, i documenti per listruttoria preliminare sono i seguenti: a) copia autentica dellAtto di fondazione o di costituzione o Statuto o regolamento vigente; b) documentazione comprovante la vigenza delle cariche; c) ultimo bilancio o rendiconto approvato; d) ogni altro documento necessario ai fini istruttori. 9.7 Istruttoria formale. Valutata positivamente la domanda di finanziabilit del progetto lICS aprir la c.d. istruttoria formale e richieder linvio della seguente ulteriore documentazione: a) bonifico relativo al versamento del rimborso forfetario delle spese di istruttoria (cifra proporzionata al mutuo richiesto minimo 100,00 per mutui fino a 52.000,00 euro, massimo 1300,00 per mutui oltre 2.600.000,00 euro); b) parere favorevole del CONI provinciale (per progetti di importo fino a 1.032.913,80), completo della distribuzione di spesa sul progetto esecutivo, o della commissione impianti sportivi del CONI nazionale per progetti superiori allimporto citato; c) progetto esecutivo completo, regolarmente vistato dallorgano tecnico comunale con estremi della concessione edilizia e dal CONI (disegni, relazione tecnica, computo metrico-estimativo) e munito di ogni altra autorizzazione prevista dalla legislazione vigente; d) concessione edilizia; e) garanzie con annessa la seguente documentazione: - qualora venga prodotta fideiussione bancaria: lettera di disponibilit di un istituto di credito; - qualora venga prodotta fideiussione comunale: lettera di disponibilit del comune; - qualora venga indicata ipoteca su immobili diversi da quelli oggetto del finanziamento descrizione particolareggiata dei beni e relativa stima del loro valore (per finanziamento fino a 258.228,45 lICS si riserva di acquisire come garanzia il bene oggetto del finanziamento assistita da polizza assicurativa rilasciata da compagnia primaria); - qualora vengano indicate altre forme di garanzia lICS si riserva di valutare, di volta in volta, la singola richiesta. 9.8 Tasso sui mutui e contributi in conto interessi. Il tasso sui mutui viene determinato periodicamente dal Consiglio di amministrazione dellIstituto. Esso in genere molto pi basso di quello normalmente concesso dai normali Istituti di Credito. Infatti il tasso nominale annuo del 4,25% che viene diminuito dal contributo in conto interessi che varia dallo 0,50% (per finanziamenti fino a 5.ooo.ooo di euro) al 2% a seconda dellimporto di spesa, dellarea geografica destinataria dellinvestimento, dei soggetti mutuatari o nellambito di convenzioni (FSN, EPS ecc.). Conviene comunque approfondire questo argomento prima della stipula del mutuo. 9.9 Contributi da enti locali.Non sono rare le Regioni ed i Comuni che hanno stanziato fondi per interventi a favore dei soggetti che intendono acquistare, ampliare o migliorare impianti sportivi. 194

Tali interventi sono sia a fondo perduto che in partecipazione agli interessi sui mutui e non sono alternativi allintervento del credito sportivo. Conviene informarsi presso i citati enti sulle possibilit offerte. 9.10.Nuovo Statuto dell ICS. Con lapprovazione del nuovo Statuto si molto ampliata lattivit dellIstituto per il Credito Sportivo ed oggi non si lontani dalla verit se si afferma che lICI diventato una banca a tutti gli effetti. Conseguentemente lICS ha anche ampliato il numero dei soggetti che possono accedere alle attivit creditizie e finanziarie avendo inserito fra questi la CONI servizi Spa, societ e associazioni culturali, enti di promozione culturale e dello spettacolo, nonch ogni altro soggetto pubblico o privato che persegua, anche indirettamente finalit sportive, ricreative e di sviluppo dei beni e delle attivit culturali. E evidente che fra queste categorie sono comprese anche le associazioni sportive dilettantistiche costituite nella forma di associazioni non riconosciute Per un esame pi approfondito della questione occorre attendere le delucidazioni del rinnovato Consiglio di amministrazione. 9.11 Sede dellistituto per il credito sportivo. LIstituto per il Credito Sportivo ha sede in Roma (Via Giambattista Vico, 5 00196 ROMA, tel. 06/324981 fax 06/3236291 sito : www.creditosportivo.

Si riportano il fac-simile di una domanda di mututo per investimenti nel campo delle attrezzature sportive ed una per lacquisto di attrezzature. Nel sito del credito sportivo si possono reperire tutti i fac-simili necessari per accedere ai vari tipi di mutuo.

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Domanda di Mutuo per investimenti per strutture sportive


Spett.le ISTITUTO per il CREDITO SPORTIVO Via G. Vico, 5 00196 ROMA Il sottoscritto_________________________________nella sua qualit di________________________ e come legale rappresentante dell/della (riempire nel riquadro la categoria di appartenenza)
Societ_______________________________________________________ con sede in___________________, codice fiscale__________________________________________________, iscritta presso il Registro delle Imprese presso la CCIAA di_______________al N__________riconosciuta dal C.O.N.I. come da certificazione rilasciata in data _______________________; affiliata a (1)_____________________________________________________________ Associazione sportiva____________________________________________________con sede in________________, codice fiscale__________________________________________________, avente personalit giuridica a seguito del provvedimento del (2)__________________________ in data__________________________________ riconosciuta dal C.O.N.I. come da certificazione rilasciata in data___________________; affiliata a (1)_____________________________________________________________________________________ Ente morale______________________________________________________________________________con sede in______________________, codice fiscale__________________________________________________, avente personalit giuridica a seguito del provvedimento del (2)__________________________ in data_______________________________ Federazione Sportiva Nazionale_____________________________________________________________con sede in______________________, codice fiscale__________________________________________________, riconosciuta dal CONI come da certificazione rilasciata in data_______________________________________________ Ente di Promozione Sportiva __________________________________________con sede in_______________ , codice fiscale__________________________________________________, avente personalit giuridica a seguito del provvedimento del (2)_____________________________ in data___________________________riconosciuta dal C.O.N.I. come da certificazione rilasciata in data_____________________________________________________________________

RICHIEDE UN MUTUO di _______________________________ ( _____________________________________ ) rimborsabile in anni _________ con rate semestrali costanti da utilizzare per i seguenti investimenti (3):________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________ PROGRAMMA DEGLI INVESTIMENTI COSTO Progr. Realizzato Alla data del Importi gi pagati Alla data del

Acquisto terreni e/o fabbricati Lavori Attrezzature .. .. TOTALE

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(1) Indicare laffiliazione alle Federazioni Sportive di competenza o eventuale affiliazione ad Enti di Promozione sportiva. (2) Indicare lAutorit che ha eseguito il riconoscimento. (3) LIstituto concede mutui per la costruzione, lampliamento, lattrezzatura ed il miglioramento di impianti sportivi, ivi compreso lacquisto delle relative aree, nonch per lacquisto di immobili da destinare ad attivit sportive.

PIANO FINANZIARIO PER LA COPERTURA DEGLI INVESTIMENTI Pagamenti effettuati .. Disponibilit proprie .. Finanziamento richiesto .. Altre Fonti (specificare) . . . .. . .. TOTALE ... TEMPI DI REALIZZAZIONE DELLOPERA Data inizio opere__________________ Data prevista ultimazione _________________ Data prevista per lentrata in funzione _________________________________________________ Ubicazione dellimpianto ___________________________________________________________ INDICAZIONE DELLE GARANZIE (Ad esempio: fideiussione bancaria, fideiussione comunale, ipoteca etc..) __________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________ Il sottoscritto richiedente: - Dichiara, sotto la propria responsabilit, che le notizie ed i dati forniti rispondono a verit e si impegna a comunicare tempestivamente eventuali successive modifiche anche relative al programma di spesa dichiarato nella presente domanda e si obbliga a completare la documentazione con quantaltro gli verr richiesto; - Prende atto che, salvo che il fatto non costituisca pi grave reato, laver fornito dati falsi oltre ad essere punito ai sensi dellart.137 del D.Lgs. 385/1993, potr comportare la revoca del finanziamento o la risoluzione del contratto, anche prima che il fatto venga giudizialmente accertato, ferma restando la responsabilit per il risarcimento del danno eventualmente subito dallIstituto; - Dichiara formalmente di non avvalersi, per la trattazione della pratica di mutuo dellopera di intermediari e di essere a conoscenza che non sono dovuti compensi o provvigioni per nessun titolo oltre le spese di istruttoria da versare direttamente nelle casse dellIstituto immediatamente dopo lammissione alla trattativa; - Riconosce che lammissione alla trattativa della pratica non produrr alcun obbligo a carico dellISTITUTO per il CREDITO SPORTIVO, leventuale concessione del mutuo avverr infatti ad insindacabile giudizio degli Organi Deliberativi dellIstituto medesimo in osservanza delle disposizioni di Legge e Statutarie. ___________________, li______________ ___________________________________ (luogo) (data) (timbro e firma del legale rappresentante) Recapiti Telefonici:__________________________________________________________________ Indicare cortesemente, con quale rappresentante del Credito Sportivo avvenuto il primo contatto:__________________________________________________________________________ 197

Domanda di mutuo per acquisto attrezzature


Spett.le ISTITUTO SPORTIVO Via G. Vico, 5 OO196 ROMA Il sottoscritto ..nato ail. Residente a . In via .codice fiscale.. Nella sua qualit di..e come legale rappresentante del/la (es. associazione, societ, Federazione sportivaNazionale, Ente di Promozione Sportiva ecc.) Con sede in .via..n..codice fiscale. Richiede un mutuo di (1) ( .....) Rimborsabili in anni (2) attraverso rate mensili costanti, da utilizzare per lacquisto delleseguenti attrezzature... .. . Il sottoscritto dichiara altres che i beni da acquistare verranno utilizzati per favorire lesercizio dellattivit sportiva presso limpianto di(3) sito a.. in via ..nassicurandone, fin dora, la diligente manutenzione tecnica e operativaper tutta la durata del mutuo.
PIANO FINANZIARIO PER LA COPERTURA DELL?INVESTIMENTO

PER

IL

CREDITO

Costo totale dellinvestimento. .() Pagamenti effettuati. .() Disponibilit propria .. .(.) Finanziamento richiesto . .(.) Altre fonti (specificare) .. .( .) .. ..( ) .. ...(..) TOTALE. ...(.)
INDICAZIONE DELLE GARANZIE

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..

___________________________________ (1) fino a 50.000 ; (2) da 18 mesi a 5 anni;

(3) indicare la disciplina sportiva praticata

Il sottoscritto richiedente: - Dichiara, sotto la propria responsabilit, che le notizie ed i dati forniti rispondono a verit e si impegna a comunicare tempestivamente eventuali successive modifiche di quanto dichiarato nella presente domanda e si obbliga a completare la documentazione con quant'altro gli verr richiesto; - Prende atto che, oltre a costituire reato nei casi previsti dalla legge, l'aver fornito dati falsi, potr comportare la revoca del finanziamento o la risoluzione del contratto, anche prima che il fatto venga giudizialmente accertato, ferma restando la responsabilit per il risarcimento del danno eventualmente subito dall'Istituto; - Dichiara formalmente di non avvalersi, per la trattazione della pratica di mutuo dell'opera di intermediari e di essere a conoscenza che non sono dovuti compensi o provvigioni per nessun titolo oltre le spese di istruttoria da versare all'Istituto finanziatore; - Riconosce che l'ammissione alla trattativa della pratica non produrr alcun obbligo a carico dell'ISTITUTO per il CREDITO SPORTIVO, l'eventuale concessione del mutuo avverr infatti ad insindacabile giudizio degli Organi Deliberativi dell'Istituto medesimo in osservanza delle disposizioni di Legge e Statutarie.

li.
(luogo) (data)

.
(timbro e firma del legale rappresentante)

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10. CANONI DEMANIALI PER LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE E PER LE ASSOCIAZIONI CULTURALI E GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI PUBBLICI. 10.1 Concessione e/o locazione beni demaniali. Il decreto del Ministero delle Finanze del 7 maggio 1998, n. 195. (Gazzetta Ufficiale n. 146 del 25 giugno 1998) disciplina la facolt concessa, ai sensi dellart. 1 della legge 11 luglio 1986, n. 390, allamministrazione finanziaria di dare in concessione o in locazione a canone ricognitorio (che pari al 10% rispetto ai valori di mercato) beni demaniali o patrimoniali dello Stato non suscettibili di uso governativo. Tale regolamento individua quali soggetti destinatari di tali concessioni le associazioni combattentistiche o darma e le associazioni sportive dilettantistiche, stabilendo le modalit e i criteri per tali concessioni e locazioni e precisando il contenuto dellistanza da presentare al fine di ottenere lapplicazione di tale disposizione. 10.2 Requisiti per accedere al canone. I requisiti richiesti alle associazioni sportive per accedere al canone ricognitorio sono i seguenti: 1) assenza di fini di lucro; 2) affiliazione alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti; 3) svolgimento di attivit sportiva dilettantistica. E utile ricordare che il comma 8 bis dellart. 5 della Legge 507/95 ha esteso tali attivit anche agli eventi collaterali alle iniziative sportive quali quelle di carattere ricreativo, culturale ed economico. 10.3 Condizioni per lassegnazione dei beni. Il decreto in oggetto elenca i criteri, le modalit e le condizioni di assegnazione dei beni che sono principalmente i seguenti: espressa indicazione, nellatto di concessione o di locazione, degli specifici fini per i quali limmobile viene concesso o locato; verifica periodica, per accertare che limmobile concesso o locato sia effettivamente destinato alle finalit indicate nellatto di concessione o di locazione; durata della concessione o della locazione, da assentire in ogni caso su disposizione della direzione centrale del demanio, di regola non superiore ai 6 anni e comunque non eccedente i 19 anni; assunzione da parte del concessionario o del locatario degli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni; assunzione, da parte del concessionario o del locatario, degli oneri delle contribuzioni di qualsiasi natura gravanti sullimmobile; applicazione di un canone pari al 10% di quello determinato dallufficio tecnico erariale sulla base dei valori locativi in comune commercio; adeguamento annuale del canone stesso agli indici ISTAT; acquisizione alla propriet statale, al termine della concessione o della locazione, di tutte le addizioni e/o migliorie apportate allimmobile, senza diritto a rimborso o a indennizzo di sorta; divieto assoluto di subconcessione o di sublocazione; versamento di una cauzione a garanzia degli obblighi assunti dal concessionario o locatario, il cui importo non pu comunque essere inferiore a due annualit di canone. 10.4 Altri soggetti ammessi al canone ricognitorio. La finanziaria 2001 ha allargato alle associazioni culturali la disciplina della Legge 390/86 che regola la concessione e le locazioni di beni immobili demaniali o patrimoniali dello Stato. 200

Con il comma 22 dellart. 43 della Legge 388/00, lAmministrazione Finanziaria, gi a decorrere dal 1 gennaio 2001, pu dare in concessione o in locazione per la durata massima di 19 anni tali beni oltre che alle associazioni sportive, anche alle associazioni di promozione sociale e ad altri soggetti che operano con finalit di utilit sociale 10.5 Gestione degli impianti sportivi pubblici. La gestione degli impianti, nei casi in cui lente pubblico territoriale proprietario non intenda gestirli direttamente, deve affidarne la gestione preferenzialmente a societ e/o associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline associate e federazioni sportive nazionali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri duso e previa determinazione di criteri ed obiettivi stabiliti da apposita normativa regionale (comma 25, art. 90 legge 27/12/2002 n 289) alla quale la legge 289/02 rimanda. La stessa legge (comma 26 dellart. 90) stabilisce lobbligo, compatibilmente con le esigenze delle attivit delle scuole, di porre palestre, aree di gioco e in genere gli impianti sportivi scolastici, a disposizione di societ, ed associazioni dilettantistiche, aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede listituzione scolastica o nei comuni confinanti.

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11. ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITA SOCIALE (ONLUS) 11.1 Enti non commerciali ed ONLUS. Il Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 recante riordino della disciplina tributaria degli Enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilit sociale, suddiviso in due capitoli: nel primo detta nuove norme per gli enti non commerciali (art. da 1 a 9), e nel secondo configura una nuova figura fiscale denominata ONLUS (art. 10 e seguenti). Vi una netta distinzione fra gli enti non commerciali (fra i quali vengono sicuramente annoverati i circoli, le associazioni ecc.) e le ONLUS. Infatti fra gli enti non commerciali sono inclusi gli enti e le associazioni che non hanno per oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di attivit commerciali, mentre per rientrare fra le ONLUS necessario per gli stessi soggetti (comunque Enti non commerciali): appartenere a determinate categorie soggettive, svolgere le proprie attivit istituzionali esclusivamente in determinati settori, operare nellesclusivo perseguimento di finalit di solidariet sociale. 11.2 Requisiti per ottenere la qualifica di ONLUS. Il D.lgs. 460/97 pone infatti precisi requisiti per rientrare nelle ONLUS: le organizzazioni non lucrative di utilit sociale debbono avere esclusivamente uno o pi degli scopi elencati nella lettera a) dellart. 10 fra i quali effettivamente anche lo sport dilettantistico; debbono avere lesclusivo perseguimento di finalit di solidariet sociale. Lo stesso decreto specifica (art. 10 comma 2) che per solidariet sociale deve intendersi attivit dirette ad arrecare benefici a persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari e che tali attivit possono essere rivolte ai propri soci solo se questi si trovano nelle condizioni delle persone oggetto dellintervento; debbono rispettare il divieto di svolgere attivit diverse da quelle elencate appunto dallart. 10 comma 1 lettera a). 11.3 Contenuti dello statuto ONLUS. Il D.lgs. citato pone poi lobbligo che latto costitutivo o lo statuto redatto nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, prevedano espressamente: a) lo svolgimento di attivit in uno o pi dei seguenti settori: 1) assistenza sociale e socio sanitaria; 2) assistenza sanitaria; 3) beneficenza; 4) istruzione; 5) formazione; 6) sport dilettantistico; 7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose dinteresse artistico e storico di cui alla Legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409; 8) tutela e valorizzazione della natura e dellambiente, con esclusione dellattivit esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui allart. 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; 9) promozione della cultura e dellarte; 10) tutela dei diritti civili; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse affidate ad universit, enti di ricerca ed altre fondazioni che svolgono direttamente, in ambiti e secondo modalit da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi dellarticolo 17 della Legge 23 agosto 1988, n. 400; b) lesclusivo perseguimento di finalit di solidariet sociale; 202

c) il divieto di svolgere attivit diverse da quelle menzionate alla lettera a) ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse; d) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonch fondi, riserve o capitale durante la vita dellorganizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura; e) lobbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attivit istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse; f) lobbligo di devolvere il patrimonio dellorganizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilit sociale o a fini di pubblica utilit, sentito lorganismo di controllo di cui allarticolo 3, comma 190, della Legge 23 dicembre 1996, salvo diversa destinazione imposta dalla Legge; g) lobbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale; h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalit associative volte a garantire leffettivit del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneit della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori det il diritto di voto per lapprovazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dellassociazione; i) luso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico della locuzione organizzazione non lucrativa di utilit sociale o dellacronimo ONLUS. Negli atti costitutivi e negli statuti vanno inoltre inserite, come per gli altri enti associativi, le clausole contenute nel D.Lgs. 460/97 ( oggi art. 148 del TUIR ). In conseguenza, difficilmente le associazioni sportive ed i circoli possono fregiarsi dellacronimo ONLUS e, pertanto, dal punto di vista fiscale seguiranno le regole stabilite per gli enti non commerciali di cui al capitolo 4 (classificazione ai fini fiscali dei circoli e delle associazioni sportive). La possibilit di essere annoverati fra le ONLUS invece ammessa (art. 10, comma 9 D.Lgs 460/97) per i circoli e le associazioni sportive affiliati a enti le cui finalit assistenziali siano riconosciute dal Ministero dellInterno che operano nei settori di attivit di cui allart. 10 lettera a) del citato D.Lgs. 460/97 (vedi tab. 3) agli stessi enti e associazioni si applicano le disposizioni anche agevolative del presente decreto, a condizione che per tali attivit siano tenute separatamente le scritture contabili previste allarticolo 20 bis del DPR 29/9/1973 n 600 introdotto dallart 25, comma 1 del decreto 460/97. Le associazioni sportive ed i circoli nelle suddette condizioni pertanto, possono essere denominati ONLUS per uneventuale attivit di solidariet (pro-portatori di handicap, attivit di beneficenza, procomponenti comunit estere ecc.), e per il tempo strettamente necessario al compimento del progetto solidale. E ovvio che potranno beneficiare delle condizioni previste per le ONLUS esclusivamente per il progetto eventualmente realizzato e dovranno sottostare agli adempimenti previsti dal Dlgs. 460/97 (tenuta di una contabilit separata da quella istituzionale, presentazione di un bilancio e non di un rendiconto economico e finanziario ecc.). Valutando linsieme, pu non risultare conveniente assumere la figura fiscale ONLUS se non per progetti di ampie dimensioni.

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TAB. 1 CHI RIENTRA FRA GLI ENTI NON COMMERCIALI (ARTT. 1 9) 1. Associazioni riconosciute (art. 14 e segg. del c.c.) 2. Fondazioni riconosciute (art. 14 e segg. del c.c.) 3. Associazioni e fondazioni non riconosciute (art. 36 e segg. Del c.c.) 4. Comitati (art. 39 e segg. del c.c.) 5. Fondazioni e associazioni bancarie (Legge 30/7/1990 D.lgs. 20/11/1990, n. 356) 6. Organizzazioni di volontariato (Legge 11/08/1991, n. 266) 7. Cooperative sociali (Legge 08/11/1991, n. 381) 8. I.P.A.B. (Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza) pubbliche e private (Legge 17/07/1980, n. 6972) 9. Associazioni sportive (Legge 16/11/1991, n. 398) 10. Associazioni senza fine di lucro e pro loco (Legge 06/02/1992, n. 66) 11. Enti ecclesiastici cattolici (Legge 20/05/1985, n. 222) 12. Enti religiosi di altre confessioni 13. Organizzazione non Governative (ONG) (art. 28, Legge 26/02/1987, n. 49) 14. Enti di promozione sociale (art. 3, comma 6, Legge 25/08/1991, n. 287) 15. Enti lirici (D.lgs. 29/06/1996, n. 367)

TAB.2 POSSONO DIVENTARE ONLUS (1) associazioni fondazioni comitati societ cooperative altri enti privati con o senza personalit giuridica SONO IN OGNI CASO ONLUS (2) organizzazioni di volontariato (Legge 266/91) organizzazioni non governative (Legge 49/87) cooperative sociali (Legge 381/91) POSSONO DIVENTARE PARZIALMENTE ONLUS (3) Associazioni di promozione sociale, Enti ecclesiastici delle confessioni religiose riconosciute, ecc. NON POSSONO DIVENTARE ONLUS (4) Enti pubblici, IPAB, Societ Commerciali diverse dalle Cooperative, fondazioni bancarie, partiti e movimenti politici, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria 1) Per diventare ONLUS occorre che i soggetti indicati perseguano esclusivamente finalit di utilit sociale con il divieto di svolgere attivit diverse da quelle elencate nella tabella 3 e che le cessioni di beni e le prestazioni di servizio siano rese nei confronti di persone (non soci) svantaggiate in ragioni di condizioni fisiche, pratiche, economiche, sociali e familiari o, nel caso di componenti estere, per aiuti umanitari. 2) Tali organizzazioni sono iscritte nelle ONLUS automaticamente. 204

3) Le associazioni di promozione sociale riconosciute quali assistenziali dal Ministero dellInterno e gli enti ecclesiastici possono diventare ONLUS limitatamente allesercizio delle attivit indicate nella tabella 3 per il tempo che esercitano tali attivit. Le associazioni predette per questa attivit debbono tenere una contabilit separata secondo i criteri elencati allart. 25 del D.Lgs. 460/97 .

TAB. 3 SETTORI DI ATTIVITA DELLE ONLUS 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. Assistenza sociale e sociosanitaria; assistenza sanitaria; beneficenza; istruzione; formazione; sport dilettantistico; tutela, promozione e valorizzazione delle cose dinteresse artistico; tutela e valorizzazione dellambiente; promozione della cultura e dellarte; tutela dei diritti civili; ricerca scientifica di particolare interesse sociale.

NOTE: Attenzione! Con lemanazione del D.Lgs. 460/97, diventata obbligatoria la presentazione del bilancio sociale ai soci e la conservazione dello stesso e della documentazione amministrativa dal punto di vista civilistico per 10 anni.

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STATUTO ONLUS
ARTICOLO 1 Costituzione 1. Ai sensi dellarticolo 18 della costituzione italiana e degli articoli 36, 37, 38, del Codice Civile costituta la "Associazione . .......... Organizzazione Non Lucrativa di Utilit Sociale" in breve denominabile anche come "Associazione...............................Onlus" . ARTICOLO 2 Sede 1. La Associazione ha sede in ..via.n ARTICOLO 3 Oggetto e scopo 1. La Associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalit di solidariet sociale nel campo .(uno o pi delle attivit della tabella 3). 2 La sua attivit consiste principalmente.. 3. La Associazione non pu svolgere attivit diverse da quelle sopra indicate a eccezione di quelle a esse strettamente connesse o di quelle accessorie a quelle statutarie, in quanto integrative delle stesse. ARTICOLO 4 Soci dell'Associazione 1. Possono aderire allassociazione tutti i cittadini che ne condividono le finalit; essi si suddividoni nelle seguenti categorie: i Fondatori; i Soci ordinari; i Benemeriti della Associazione; i Beneficiari della Associazione. 2. Sono Fondatori coloro che partecipano alla costituzione dell'originario fondo di dotazione della Associazione stessa. 3. Sono Soci ordinari della Associazione coloro che aderiscono all'Associazione nel corso della sua esistenza. 4. Sono Beneficiari della Associazione coloro cui vengono erogati i servizi che la Associazione si propone di svolgere. 5. Sono Benemeriti della Associazione coloro che effettuano versamenti al fondo di dotazione ritenuti di particolare rilevanza dal Consiglio Direttivo. 6. La divisione degli Aderenti nelle suddette categorie non implica alcuna differenza di trattamento tra gli Aderenti stessi in merito ai loro diritti nei confronti dell'Associazione. Ciascun Aderente, in particolare, ha diritto a partecipare effettivamente alla vita dell'Associazione. 7. L'adesione all'Associazione a tempo indeterminato e non pu essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto di recesso. 8. L'adesione all'Associazione comporta per l'associato maggiore di et il diritto di voto nell'assemblea per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'Associazione. 9. Chi intende aderire alla Associazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio Direttivo recante la dichiarazione di condividere le finalit che la Associazione si propone e l'impegno ad approvarne e osservarne Statuto e Regolamenti. 10. Il Consiglio Direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro trenta giorni dal loro ricevimento (per il computo di detto periodo si applicano peraltro le norme circa la sospensione feriale dei termini giudiziali); in assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine 206

prescelto, si intende che essa stata respinta. In caso di diniego espresso, il Consiglio Direttivo non tenuto a esplicitare la motivazione di detto diniego. 11. Chiunque aderisca alla Associazione pu in qualsiasi momento notificare la sua volont di recedere dal novero dei partecipanti alla Associazione stessa; tale recesso (salvo che si tratti di motivata giusta causa, caso nel quale il recesso ha effetto immediato) ha efficacia dall'inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il Consiglio Direttivo riceve la notifica della volont di recesso. 12. In presenza di inadempienza agli obblighi di versamento oppure di altri gravi motivi, chiunque partecipi alla Associazione pu esserne escluso con deliberazione del Consiglio Direttivo. L'esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l'esclusione sia stata deliberata. Nel caso che l'escluso non condivida le ragioni dell'esclusione, egli pu adire il Collegio Arbitrale di cui al presente Statuto; in tal caso l'efficacia della deliberazione di esclusione sospesa fino alla pronuncia del Collegio stesso. ARTICOLO 5 Organi della Associazione 1. Sono Organi della Associazione: l'Assemblea degli Aderenti alla Associazione; il Presidente del Consiglio Direttivo; il Consiglio Direttivo; il Comitato Esecutivo; il Collegio dei Revisori dei Conti. 2. L'elezione degli Organi dell'Associazione non pu essere in alcun modo vincolata o limitata ed informata a criteri di massima libert di partecipazione all'elettorato attivo e passivo. ARTICOLO 6 Assemblea 1. L'Assemblea composta da tutti gli aderenti alla Associazione ed l'organo sovrano dell'Associazione stessa. 2. L'Assemblea si riunisce almeno due volte all'anno per l'approvazione del bilancio consuntivo (entro il 31 marzo) e del bilancio preventivo (entro il 30 ottobre). Essa inoltre: provvede alla nomina del Consiglio Direttivo, del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio Direttivo, del Tesoriere e del Collegio dei Revisori dei Conti; delinea gli indirizzi generali dell'attivit delle Associazione; delibera sulle modifiche al presente Statuto; approva i Regolamenti che disciplinano Io svolgimento dell'attivit della Associazione; delibera sull'eventuale destinazione di utili di gestione comunque denominati, nonch di fondi, riserve o capitale durante la vita dell'Associazione stessa, qualora ci sia consentito dalla legge e dal presente Statuto; delibera lo scioglimento e la liquidazione della Associazione e la devoluzione del suo patrimonio. 3. L'Assemblea convocata dal Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno. Aderenti o da almeno......... consiglieri oppure dal Collegio dei Revisori. Salvo motivi eccezionali, l'Assemblea convocata nel territorio della Provincia di.... 4. La convocazione fatta mediante lettera raccomandata, contenente l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora della riunione sia di prima che di seconda convocazione e l'elenco delle materie da trattare, spedita a tutti gli aderenti all'indirizzo risultante dal Libro degli Aderenti alla Associazione, nonch ai componenti del Consiglio Direttivo e ai Revisori dei Conti almeno dieci giorni prima dell'adunanza e che comunque giunga al loro indirizzo almeno tre giorni prima dell'adunanza stessa. 5. Qualora il numero degli aventi diritto al voto superi le quaranta unit, la raccomandata pu essere sostituita da una lettera inviata senza raccomandazione, da spedirsi almeno quindici giorni prima del giorno 207

fissato per l'adunanza; in tal caso la notizia dell'adunanza va pubblicata almeno....... volte e con evidenza anche su un quotidiano a rilevante diffusione nell'ambito territoriale di operativit della Associazione. 6L'Assemblea validamente costituita ed atta a deliberare qualora in prima convocazione siano presenti la maggioranza degli iscritti con diritto di voto. 7.In seconda convocazione l'Assemblea validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti. L'adunanza di seconda convocazione non pu svolgersi nello stesso giorno fissato per la prima convocazione. .8.Ogni Aderente all'Associazione ha diritto a un voto, esercitabile anche mediante delega apposta in calce all'avviso di convocazione. La delega pu essere conferita solamente ad altro aderente all'Associazione che non sia Amministratore, revisore o dipendente dell'Associazione. Ciascun delegato non pu farsi portatore di pi di una delega. 9. Le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; l'espressione di astensione si computa come voto negativo. Non ammesso il voto per corrispondenza. 10. Per la nomina del Presidente, l'approvazione dei Regolamenti, le modifiche statutarie e la destinazione di utili, avanzi netti di gestione, riserve o fondi, occorre il voto favorevole della maggioranza dei voti attribuiti, tanto in prima che in seconda convocazione. Per le deliberazioni di scioglimento della Associazione e di devoluzione del suo patrimonio occorre il voto favorevole dei due terzi dei voti attribuiti, tanto in prima che in seconda convocazione . 11. L'Assemblea presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente; in mancanza, su designazione dei presenti, da qualsiasi altro Aderente all'Associazione. ARTICOLO 7 Il Consglio Direttivo 1. La Associazione amministrata da un Consglio Direttivo composto, a scelta dell'Assemblea, da un minimo di....... a un massimo d....... membri, compresi il Presidente, il Vice Presidente, il segretario e il Tesoriere. 2. I Consiglieri devono essere Aderenti all'Associazione, durano in carica per....... anni e (non) sono rieleggibili (solo per una volta), 3. Qualora per qualsiasi motivo venga meno la maggioranza dei consiglieri, l'intero Consiglio Direttivo si intende decaduto e occorre far luogo alla sua rielezione, 4. In caso di cessazione per qualsiasi motivo un membro del Consiglio Direttivo, gli subentra il primo dei non eletti, e, in mancanza, il Consiglio stesso fa luogo alla sua sostituzione per cooptazione. Il consigliere cooptato dura in carica fino alla prossima Assemblea, al cui ordine del giorno deve essere posto l'argomento della sostituzione del consigliere cessato; chi venga eletto in luogo di consigliere cessato dura in carica per lo stesso residuo periodo durante il quale sarebbe rimasto in carica il consigliere cessato. 5. Dalla nomina a Consigliere non consegue alcun compenso, salvo il rimborso delle spese documentate sostenute per ragioni dell'ufficio ricoperto. 6. Al Consiglio Direttivo sono attribuite le seguenti funzioni: la gestione della Associazione in ogni suo aspetto secondo gli indirizzi delineati dall'Assemblea e, in particolare, il compimento di atti di amministrazione ordinaria e straordinaria in relazione agl indirizzi ricevuti; la nomina del Segretario, da scegliersi tra i Consiglieri eletti, e del Comitato Esecutivo; l'ammissione alla Associazione di nuovi Aderenti; la predisposizione annuale del bilancio preventivo e del rendiconto consuntivo, 7. Il Consiglio Direttivo pu delegare tutti o parte dei suoi poteri al Comitato Esecutivo nonch attribuire a uno o pi dei suoi membri oppure, a mezzo del Presidente, anche a estranei il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto della Associazione. 8. Il Consiglio Direttivo convocato dal Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sa fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri o dal Collegio dei Revisori, La convocazione fatta mediante lettera raccomandata o altro mezzo idoneo,, contenente l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora della 208

riunione e l'elenco delle materie da trattare, spedita a tutti i componenti del Consiglio Direttivo e ai Revisori dei Conti almeno otto giorni prima dell'adunanza e che comunque giunga al loro indirizzo almeno tre giorni prima dell'adunanza stessa. 9. Il Consiglio Direttivo comunque validamente costituito ed atto a deliberare, anche in assenza delle suddette formalit d convocazione, qualora siano presenti tutti i suoi membri e tutti i membri del Collegio dei Revisori dei Conti. 10. II Consiglio Direttivo presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente; in mancanza, su designazione dei presenti, da un altro membro del Consiglio Direttivo, 11. Il C onsglio Direttivo validamente costituito qualora siano present almeno la met dei suoi membri. 12. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; l'espressione di astensione s computa come voto negativo; in caso di parit di voti prevale il voto di chi presiede la riunione. 13. Per le deliberazioni d straordinaria amministrazione (intendendosi comprese tra queste tutte quelle il cui valore comunque ecceda ..........) occorre il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri in carica. ARTICOLO 8 Il Presidente 1. Al Presidente dell'Associazione spetta la rappresentanza legale dell'Associazione stessa di fronte ai terzi e anche in giudzio. Su deliberazione del Consiglio Direttivo, il Presidente pu attribuire la rappresentanza dell'Associazione anche ad estranei al Consglio stesso. 2. Al Presidente dell'Associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall'Assemblea e dal Consiglio Direttivo, al quale comunque il Presidente riferisce circa l'attivit compiuta, lordinaria amministrazione dell'Associazione; in casi eccezionali di necessit e urgenza il Presidente pu anche compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio Direttivo per la ratifica del suo operato. 3. Il Presidente convoca e presiede l'Assemblea, il Consiglio Direttivo e il Comitato Esecutivo, n cura l'esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell'Associazione, verifica l'osservanza dello Statuto e dei Regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessit, 4. Il Presidente cura la predisposizione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo da sottoporre per l'approvazione, al Consiglio Direttivo e poi all'Assemblea, corredandoli di idonee relazioni. ARTICOLO 9 Il Vice Presidente 1. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in ogn sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all'esercizio delle proprie funzioni. Il solo intervento del Vice Presidente costituisce per i terzi prova dell'impedimento del Presidente. ARTICOLO 10 Il Comitato Esecutivo 1. Il Comitato Esecutivo composto dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario, dal Tesoriere e da altri ......... consiglieri. 2. Il Comitato Esecutivo esplica le attribuzioni e i compiti affidatigli dal Consiglio Direttivo. 3. Per le convocazioni delle adunanze del Comitato Esecutivo e per la validit delle relative deliberazioni si applicano, ove compatibili, le norme previste nel presente Statuto per le adunanze del Consglio Direttivo. ARTICOLO 11 Il Segretario del Consglio Direttivo 1. Il Segretario svolge la funzione di verbalzzazione delle adunanze dell'Assemblea, del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo e coadiuva il Presidente e il Consiglio Direttivo nell'esplicazione delle attivit esecutive che s rendano necessarie od opportune per il funzionamento dell'amministrazione della Associazione. 2. Il Segretario cura la tenuta del Libro Verbali delle Assemblee, del Consiglio Direttivo, del Comitato Esecutivo nonch del Libro degli Aderenti all'Associazione. 209

ARTICOLO 12 Il Tesoriere 1. Il Tesoriere cura la gestione della cassa dell'Associazione e ne tiene idonea contabilit, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone, dal punto d vista contabile, il bilancio consuntivo e quello preventivo, accompagnandoli da idonea relazione contabile. ARTICOLO 13 Collegio dei Revisori dei Conti 1. Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre membri effettivi e di due supplenti (questi ultimi subentrano in ogni caso d cessazione di un membro effettivo). 2. L'incarico di Revisore dei Conti incompatibile con la carica d Consigliere. 3. Per la durata in carica, la rieleggibilit e il compenso valgono le norme dettate nel presente Statuto per i membri del Consiglio Direttivo. 4. 1 Revisori dei conti curano la tenuta del Libro delle Adunanze dei Revisori dei Conti, partecipano di diritto alle adunanze dell Assemblea e, senza diritto di voto, a quelle del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo, con facolt d parola ma senza diritto di voto, verificano la regolare tenuta della contabilit dell'associazione e dei relativi libri, danno pareri alle assemblee sui bilanci. ARTICOLO 14 Libri della Associazione 1. Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l'Associazione tiene i libri verbali delle adunanze e delle deliberazioni dell'Assemblea, del Consiglio Direttivo, del Comitato Esecutivo e dei Revisori dei Conti nonch il Libro degli Aderenti all'Associazione. 2. 1 libri dell'Associazione sono visibili a chiunque ne faccia motivata istanza; le copie richieste sono fatte dall'Associazione a spese del richiedente. ARTICOLO 15 Patrimonio ed entrate dell'Associazione 1. Il patrimonio della Associazione costituito da beni mobili e immobili che pervengono alla Associazione a qualsia-si titolo, da elargizioni o contributi da parte di enti pubblici e privati o persone fisiche, dagli avanzi netti di gestione. 2. Il fondo di dotazione iniziale della Associazione costituito dai versamenti effettuati dai fondatori, nella complessiva misura di ............(..) versate come segue dai fondatori stessi.:..... 3. Per l'adempimento dei suoi compiti la Associazione dispone delle seguenti entrate: dei versamenti effettuati dai fondatori originari, dei versamenti ulteriori effettuati da detti fondatori e da quelli effettuati da tutti coloro che aderiscono alla Associazione; dei redditi derivanti dal suo patrimonio; * dei versamenti di enti pubblici e privati; degli introiti realizzati nello svolgimento della sua attivit. 4. Il Consiglio Direttivo annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi all'atto dell'adesione alla Associazione da parte di chi intende aderire alla Associazione e la quota annuale di iscrizione all'Associazione. 6L'adesione alla Associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori rispetto al versamento originario all'atto dell'ammissione e al versamento della quota annua di iscrizione. comunque facolt degli Aderenti alla Associazione di effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli originari e a quelli annuali. 6.I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entit, fatti salvi i versamenti minimi come sopra determinati per l'ammissione e l'iscrizione annuale, e sono comunque a fondo perduto; i versamenti non sono quindi ri valutabili n ripetibili in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento della Associazione n in caso di morte, di estinzione, di recesso o di esclusione dalla Associazione, pu pertanto farsi luogo alla richiesta di rimborso di quanto versato alla Associazione a titolo di versamento al fondo di dotazione. 210

7. Il versamento non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, n per successione a titolo particolare n per successione a titolo universale, n per atto tra vivi n a causa di morte . 8. L'Associazione pu emettere "Titoli di solidariet. ARTICOLO 16 Bilancio consuntivo t preventivo 1. Gli esercizi dell'Associazione si chiudono i1 31 dicembre di ogni anno. Per ogni esercizio predisposto un bilancio preventivo e un bilancio consuntivo. 2. Entro il 28 febbraio di ciascun anno i1 Consiglio Direttivo convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell'esercizio precedente da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea. 3. Entro il 30 settembre di ciascun anno i1 Consiglio Direttivo convocato per la predisposizione del bilancio preventivo del successivo esercizio da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea. 4. 1 bilanci debbono restare depositati presso la sede dell'Associazione nei 15 (qundici) giorni che precedono l'Assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione d tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura. La richiesta d copie soddisfatta dall'Associazione a spese del richiedente. ARTICOLO 17 Avanzi di gestione 1. All'Associazione vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonch fondi, riserve o capitale durante la vita dell'Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Organizzazioni non lucrative d utilit sociale (Onlus) che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura). 2. L'Associazione ha l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attivit istituzionali e d quelle ad esse direttamente connesse, ARTICOLO 18 Scioglimento 1. In caso d suo scioglimento, per qualunque causa, l'Associazione ha 1 obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilit sociale (onlus) o a fini di pubblica utilit, sentito l'organismo di controllo di cui all'artcolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n.662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. ARTICOLO 19 Clausola compromissoria 1. Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o iter-prelazione del presente Statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sar rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicher secondo equit e senza formalit di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. L'arbitro sar scelto di comune accordo dalle parti contendenti; in mancanza di accordo alla nomina dell'arbitro sar provveduto dal Presidente del Consiglio Notarile di......................................................................................................... ARTICOLO 20 Legge applicabile 1. Per disciplinare ci che non sia previsto nel presente Statuto, si deve far riferimento alle norme contenute nei primi nove articoli del D.Lgs. n 460/97e successive modificazioni , alle norme in materia di Enti contenute nel libro 1 del Codice civile e, in subordine, alle norme contenute nei Libro V del Codice civile

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Normativa citata
Costituzione Italiana Codice Civile Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773) Regolamento per lesecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635) Legge 2 dicembre 1957 n, 1295 (credito sportivo) Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633 (IVA) Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 641 - art. 13/bis Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 642 - tabella art. 27-bis Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600 (scritture contabili enc) Decreto Ministero Sanit 18 febbraio 1982 (salute e attivit agonistica) Decreto Ministero Sanit 28 febbraio 1983 (salute e attivit non agonistica) Legge 11 luglio 1986 n. 390 (beni demaniali) Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917 (Testo Unico delle imposte sui redditi) Decreto Ministeriale 4 agosto 1988 n. 375 (bar e spacci circoli) Legge 7 agosto 1990 n 241 art. 19 (norme procedimenti amministrativi) Legge 25 agosto 1991 n. 287 art. 3,comma 6. e art. 8, comma 4 (norme sul commercio) Legge 16 dicembre 1991 n. 398 (contabilit forfetaria) Decreto Legge 30 dicembre 1991 n. 417 Legge 6 febbraio 1992 n. 66 art. 9bis (contabilit forfetaria per circoli e pro loco) Decreto Legislativo 15 novembre 1993 n. 507 (imposte comunali pubblicit, rifiuti ecc.) Decreto legislativo 7 dicembre 1993 n. 517 art. 9, comma 1, lettera g. Legge 26 ottobre 1995 n. 447 Decreto Legislativo 26 ottobre 1995 n. 504 Decreto Ministeriale 11 febbraio 1997 Decreto Legislativo 26 maggio 1997 n. 155 (igiene prodotto alimentari - HACCP) Decreto Presidente Consiglio dei Ministri 18 settembre 1997 G.U. 6/10/97 n. 233 Decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 - art. 1/9 (norme fiscali ENC e ONLUS) Decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446 - art. 11,17 (IRAP) Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 114 (spacci - commercio) Decreto Ministero Finanze 7 maggio 1998 n. 195 (beni demaniali) Decreto Legge 26 febbraio 1999 n. 60 (intrattenimento e spettacolo) Legge 13 maggio 1999 n. 133 - articolo 25 (compensi sportivi) Decreto interministeriale 10 novembre 1999 (G.U. n. 275 del 23 novembre 1999) a Decreto Ministeriale 26 novembre 1999 n. 473 Decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000 n. 361(riconoscimento associazioni) Legge 21 novembre 2000 n. 342 - art. 37 (compensi sportivi) Legge 7 dicembre 2000 n. 383 (associazioni di promozione sociale) Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 Legge 29 marzo 2001 n. 135 art. 7, commi 9 e 10 (turismo ENC) Decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2001 n. 235 (somministrazione nei circoli). Legge 18 ottobre 2001 n. 383 art. 8 (bollatura libri contabili) Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 2001 n. 430 (tombole e lotterie) Legge 27 dicembre 2002 n. 289 (Finanziaria 2003), art. 5, 51, 90 (normr associazioni sportive) Decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 (Privacy) 212

Decreto legge 19/8/2003 n 220 (giustizia sportiva) Decreto legislativo 10/9/2003 (legge Biagi). Decreto legge 2 maggio 2004 n. 136 - art. 7 (registro CONI vedi art. 7. L 27/7/04 n 186) Legge 21 maggio 2004 n. 128, art 4 (modifiche al comma 18, art.90 della legge 289/2002) Legge 31 dicembre 2004 n. 311 (Finanziaria 2005) art. 1, commi 253 e 480 - compensi cori e imposta comunale sulla pubblicit negli impianti sportivi). Legge 23 dicembre 2005 n. 266 (Finanziaria 2006) (art. 1. comma imposta comunale pubblicit negli impianti sportivi). Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Finanziaria 2007), (art. 1, commi 251 e 319 canoni aree demaniali e detrazioni attivit motoria per minori). Circolare Ministero dellInterno 19/2/1972 (licenze dei circoli bar ecc.) Risoluzione Ministero Finanze 4 dicembre 1973 n. 504943 Circolare Ministero Finanze 3/8/1975 n 25 (gestione bar) Risoluzione Ministero Finanze 22 aprile 1985 n. 11/189 Circolare Ministero Commercio 26/6/93 (iscrizione al REC del preposto) Circolare Ministero Interno 23 novembre 1994 559/c 5330 12000 (circolarit soci) Circolare Ministero Finanze 10 febbraio 1998 n. 47/E Circolare Ministero delle Finanze del 12 maggio 1998 n. 124/E (illustrazione D.Lgs. 460/97, regole fiscali per i circoli) Circolare del Ministero delle Finanze del 27 agosto 1998 n. 209 Circolare del Ministero delle Finanze del 6 dicembre 1999 n. 231 Circolare del Ministero delle Finanze del 29 dicembre 1999 n. 247/E Circolare del Ministero delle Finanze dell8 marzo 2000 n. 43/E Circolare Dogane del 3 aprile 2000 n. 64/D Risoluzione dellAgenzia delle Entrate del 26 marzo 2001 n. 34/E (compensi agli sportivi). Risoluzione dellAgenzia delle Entrate 3 aprile 2001 n 39/E ( compensi sportivi) Risoluzione dellAgenzia delle Entrate 1/10/2001 n142/E (compensi ad atleti non residenti). Risoluzione dellAgenzia delle Entrate 14/11/2001 n 47 (registro associazioni di promozione sociale) Circolare dellAgenzia delle Entrate del 22 aprile 2003 n. 21/E Circolare dellAgenzia delle Entrate del 27 giugno 2003 n. 34/E Circolare dellAgenzia delle Entrate del 5 marzo 2003 n. 15/E Risoluzione dellAgenzia delle Entrate del 23 aprile 2003 n. 94 Risoluzione Agenzia delle Entrate 15 marzo 2004 n. 38 (apparecchi da divertimento) Risoluzione dellAgenzia delle Entrate del 15 giugno 2004 n. 86 Risoluzione dellAgenzia delle Entrate del 3 giugno 2005 n. 74 Risoluzione dellAgenzia delle Entrate dell11 luglio 2005 n. 88/E Risoluzione dellAgenzia delle Entrate del 16 maggio 2006 n. 63/E Risoluzione dellAgenzia delle Entrate del 7 novembre 2006 n. 123/E Risoluzione dellAgenzia delle Entrate del 25 gennaio 2007 n. 9/E istruzioni per la compilazione del Modello UNICO - Enti non commerciali ed equiparati

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Costituzione Italiana
Art. 2. - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita', e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta' politica, economica e sociale". "Art. 3. - E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". "Art. 4. - Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilita' e la propria scelta, una attivita' o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societa'". "Art. 9. - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".

Art. 17.- I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorit, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumit pubblica. "Art. 18. - I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare."

Codice Civile
CAPO II Delle associazioni e delle fondazioni Art. 14 Atto costitutivo Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico (1350, 2643). La fondazione pu essere disposta anche con testamento (600). Art. 15 Revoca dell'atto costitutivo della fondazione L'atto di fondazione pu essere revocato dal fondatore fino a quando non sia intervenuto il riconoscimento, ovvero il fondatore non abbia fatto iniziare l'attivit dell'opera da lui disposta. La facolt di revoca non si trasmette agli eredi. Art. 16 Atto costitutivo e statuto. Modificazioni L'atto costitutivo e lo statuto devono contenere la denominazione dell'ente, l'indicazione dello scopo, del patrimonio e della sede, nonch le norme sull'ordinamento e sulla amministrazione. Devono anche determinare, quando trattasi di associazioni, i diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni della loro 214

ammissione; e, quando trattasi di fondazioni, i criteri e le modalit di erogazione delle rendite. L'atto costitutivo e lo statuto possono inoltre contenere le norme relative alla estinzione dell'ente e alla devoluzione del patrimonio, e, per le fondazioni, anche quelle relative alla loro trasformazione (28). Le modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto devono essere approvate dall'autorit governativa nelle forme indicate nell'art. 12 (att. 4). Art. 17 Acquisto di immobili e accettazione di donazioni, eredit e legati La persona giuridica non pu acquistare beni immobili, n accettare donazioni o eredita, n conseguire legati senza l'autorizzazione governativa (473, 782; att. 5-7). Senza questa autorizzazione, l'acquisto e l'accettazione non hanno effetto. Art. 18 Responsabilit degli amministratori Gli amministratori sono responsabili verso l'ente secondo le norme del mandato (1710 e seguenti). E' per esente da responsabilit quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all'atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l'atto si stava per compiere, egli non abbia fatto constare del proprio dissenso (2392). Art. 19 Limitazioni del potere di rappresentanza Le limitazioni del potere di rappresentanza, che non risultano dal registro indicato nell'art. 33, non possono essere opposte ai terzi, salvo che si provi che essi ne erano a conoscenza (1353, 2298, 2384). Art. 20 Convocazione dell'assemblea delle associazioni L'assemblea delle associazioni deve essere convocata dagli amministratori una volta l'anno per l'approvazione del bilancio. L'assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessit o quando ne fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. In quest'ultimo caso, se gli amministratori non vi provvedono, la convocazione pu essere ordinata dal Presidente del tribunale (att. 8). Art. 21 Deliberazioni dell'assemblea Le deliberazioni dell'assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la met degli associati. In seconda convocazione la deliberazione valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilit gli amministratori non hanno voto. Per modificare l'atto costitutivo o lo statuto, se in essi non altrimenti disposto, occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

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Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati (11). Art. 22 Azioni di responsabilit contro gli amministratori Le azioni di responsabilit contro gli amministratori delle associazioni per fatti da loro compiuti sono deliberate dall'assemblea e sono esercitate dai nuovi amministratori o dai liquidatori (2941). Art. 23 Annullamento e sospensione delle deliberazioni Le deliberazioni dell'assemblea contrarie alla legge, all'atto costitutivo o allo statuto possono essere annullate su istanza degli organi dell'ente, di qualunque associato o del pubblico ministero. L'annullamento della deliberazione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione medesima (1445, 2377). Il Presidente del tribunale o il giudice istruttore, sentiti gli amministratori dell'associazione, pu sospendere, su istanza di colui che l'ha proposto l'impugnazione, l'esecuzione della deliberazione impugnata, quando sussistono gravi motivi. Il decreto di sospensione deve essere motivato ed notificato agli amministratori (att. 10). L'esecuzione delle deliberazioni contrarie all'ordine pubblico o al buon costume pu essere sospesa anche dall'autorit governativa (att. 9). Art. 24 Recesso ed esclusione degli associati La qualit di associato non trasmissibile, salvo che la trasmissione sia consentita dall'atto costitutivo o dallo statuto. L'associato pu sempre recedere dall'associazione se non ha assunto l'obbligo di farne parte per un tempo determinato. La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto agli amministratori e ha effetto con lo scadere dell'anno in corso, purch sia fatta almeno tre mesi prima. L'esclusione d'un associato non pu essere deliberata dall'assemblea che per gravi motivi; l'associato pu ricorrere all'autorit giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli stata notificata la deliberazione. Gli associati, che abbiano receduto o siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all'associazione, non possono ripetere i contributi versati, n hanno alcun diritto sul patrimonio dell'associazione.

Art. 25 Controllo sull'amministrazione delle fondazioni L'autorit governativa esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni; provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei 216

rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative, all'atto di fondazione, all'ordine pubblico o al buon costume; pu sciogliere l'amministrazione e nominare un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformit dello statuto e dello scopo della fondazione o della legge. L'annullamento della deliberazione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione medesima (1445, 2377). Le azioni contro gli amministratori per fatti riguardanti la loro responsabilit devono essere autorizzate dall'autorit governativa e sono esercitate dal commissario straordinario, dai liquidatori o dai nuovi amministratori. Art. 26 Coordinamento di attivit e unificazione di amministrazione L'autorit governativa pu disporre il coordinamento della attivit di pi fondazioni ovvero l'unificazione della loro amministrazione, rispettando, per quanto possibile, la volont del fondatore. Art. 27 Estinzione della persona giuridica Oltre che per le cause previste nell'atto costitutivo e nello statuto, la persona giuridica si estingue quando lo scopo stato raggiunto o divenuto impossibile. Le associazioni si estinguono inoltre quando tutti gli associati sono venuti a mancare. L'estinzione dichiarata dall'autorit governativa, su istanza di qualunque interessato o anche d'ufficio (att. 10). Art. 28 Trasformazione delle fondazioni Quando lo scopo esaurito o divenuto impossibile o di scarsa utilit, o il patrimonio e divenuto insufficiente, l'autorit governativa, anzich dichiarare estinta la fondazione, pu provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volont del fondatore. La trasformazione non e ammessa quando i fatti che vi darebbero luogo sono considerati nell'atto di fondazione come causa di estinzione della persona giuridica e di devoluzione dei beni a terze persone. Le disposizioni del primo comma di questo articolo e dell'art. 26 non si applicano alle fondazioni destinate a vantaggio soltanto di una o pi famiglie determinate (att. 10). art. 29 Divieto di nuove operazioni Gli amministratori non possono compiere nuove operazioni, appena stato loro comunicato il provvedimento che dichiara l'estinzione della persona giuridica o il provvedimento con cui l'autorit, a norma di legge, ha ordinato lo scioglimento dell'associazione, o appena stata adottata dall'assemblea la deliberazione di 217

scioglimento dell'associazione medesima. Qualora trasgrediscano a questo divieto, assumono responsabilit personale e solidale (1292).

Art. 30 Liquidazione Dichiarata l'estinzione della persona giuridica o disposto lo scioglimento dell'associazione, si procede alla liquidazione del patrimonio secondo le norme di attuazione del codice (att. 11-21).

Art. 31 Devoluzione dei beni I beni della persona giuridica, che restano dopo esaurita la liquidazione, sono devoluti in conformit dell'atto costitutivo o dello statuto. Qualora questi non dispongano, se trattasi di fondazione, provvede l'autorit governativa, attribuendo i beni ad altri enti che hanno fini analoghi, se trattasi di associazione, si osservano le deliberazioni dell'assemblea che ha stabilito lo scioglimento e, quando anche queste mancano, provvede nello stesso modo l'autorit governativa. I creditori che durante la liquidazione non hanno fatto valere il loro credito possono chiedere il pagamento a coloro ai quali i beni sono stati devoluti, entro l'anno della chiusura della liquidazione, in proporzione e nei limiti di ci che hanno ricevuto (2964 e seguenti). Art. 32 Devoluzione dei beni con destinazione particolare Nel caso di trasformazione o di scioglimento di un ente, al quale sono stati donati o lasciati beni con destinazione a scopo diverso da quello proprio dell'ente, l'autorit governativa devolve tali beni, con lo stesso onere, ad altre persone giuridiche, che hanno fini analoghi. Art. 33 Registrazione delle persone giuridiche In ogni provincia e istituito un pubblico registro delle persone giuridiche (att. 22 e seguenti). Nel registro devono indicarsi la data dell'atto costitutivo, quella del decreto di riconoscimento, la denominazione, lo scopo, il patrimonio, la durata, qualora sia stata determinata, la sede della persona giuridica e il cognome e il nome degli amministratori con la menzione di quelli ai quali attribuita la rappresentanza. La registrazione pu essere disposta anche d'ufficio. Gli amministratori di un'associazione o di una fondazione non registrata, bench riconosciuta, rispondono personalmente e solidalmente, insieme con la persona giuridica, delle obbligazioni assunte (1292). Art. 34 Registrazione di atti 218

Nel registro devono iscriversi anche le modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto, dopo che sono state approvate dall'autorit governativa, il trasferimento della sede e l'istituzione di sedi secondarie, la sostituzione degli amministratori con indicazione di quelli ai quali spetta la rappresentanza, le deliberazioni di scioglimento, i provvedimenti che ordinano lo scioglimento o dichiarano l'estinzione, il cognome e il nome dei liquidatori. Se l'iscrizione non ha avuto luogo, i fatti indicati non possono essere opposti ai terzi, a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza. Art. 35 Disposizione penale Gli amministratori e i liquidatori che non richiedono le iscrizioni prescritte dagli artt. 33 e 34, nel termine e secondo le modalit stabiliti dalle norme di attuazione del codice (att. 25 e seguenti) sono puniti con l'ammenda da L. 20.000 a L. 1.000.000. CAPO III Delle associazioni non riconosciute e dei comitati Art. 36 Ordinamento e amministrazione delle associazioni non riconosciute L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati. Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo questi accordi, e conferita la presidenza o la direzione (Cod. Proc. Civ. 75, 78). Art. 37 Fondo comune I contributi degli associati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo comune dell'associazione. Finche questa dura, i singoli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, n pretendere la quota in caso di recesso. Art. 38 Obbligazioni Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione (Cod. Proc. Civ. 19). Art. 39 Comitati I comitati di soccorso o di beneficienza e i comitati promotori di opere pubbliche, monumenti, esposizioni, mostre, festeggiamenti e simili sono regolati dalle disposizioni seguenti, salvo quanto e stabilito nelle leggi speciali. Art. 40 Responsabilit degli organizzatori Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi raccolti sono responsabili personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo annunziato. 219

Art. 41 Responsabilit dei componenti. Rappresentanza in giudizio Qualora il comitato non abbia ottenuto la personalit giuridica (12), i suoi componenti rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. I sottoscrittori sono tenuti soltanto a effettuare le oblazioni promesse. Il comitato pu stare in giudizio nella persona del Presidente (Cod. Proc. Civ. 75). Art. 42 Diversa destinazione dei fondi Qualora i fondi raccolti siano insufficienti allo scopo, o questo non sia pi attuabile, o, raggiunto lo scopo, si abbia un residuo di fondi, l'autorit governativa stabilisce la devoluzione dei beni, se questa non stata disciplinata al momento della costituzione. Art. 1218 Responsabilit del debitore Il debitore che non esegue esattamente (1307, 1453) la prestazione dovuta tenuto al risarcimento del danno (2740), se non prova (1673, 1681, 1693, 1784, 1787, 1805-2, 1821) che l'inadempimento o il ritardo stato determinato da impossibilit della prestazione derivante da causa a lui non imputabile (1256; att. 160). Art. 2043 Risarcimento per fatto illecito. [I]. Qualunque fatto doloso o colposo [1176], che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno [7, 10, 129 bis] [840, 844, 872 comma 2, 935 comma 2, 939 comma 3, 948, 949, 1440] [1494 comma 2, 2395, 2504 quater, 2600, 2818, 2947;] [185 comma 2, 198 c.p.; 22 ss. c.p.p.] [55, 60, 64 comma 2, 96, 278 c.p.c.] (1). Art. 2047 Danno cagionato dall'incapace In caso di danno cagionato da persona incapace d'intendere o di volere (Cod. Pen. 85 e seguenti), il risarcimento dovuto da chi e tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, pu condannare l'autore del danno a un'equa indennit. Art. 2048 Responsabilit dei genitori; dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati (314 e seguenti, 301, 390 e seguenti) o delle persone soggette alla tutela (343 e seguenti, 414 e seguenti), che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all'affiliante. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti (2130 e seguenti) nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. 220

Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilit soltanto se provano di non avere potuto impedire il fatto.

Art. 2049 Responsabilit dei padroni e dei committenti I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti.

Art. 2050 Responsabilit per l'esercizio di attivit pericolose Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attivit pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, e tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Art. 2051 Danno cagionato da cosa in custodia Ciascuno e responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito (1218,1256). Art. 2052 Danno cagionato da animali Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito (1218,1256; Cod. Pen. 672). Art. 2053 Rovina di edificio Il proprietario di un edificio o di altra costruzione responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non e dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione (1669; Cod. Pen. 677). Art. 2054 Circolazione di veicoli Vedere anche Leggi Speciali su Assicurazioni Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli. Il proprietario del veicolo, o, in sua vece, l'usufruttuario (978 e seguenti) o l'acquirente con patto di riservato dominio (1523 e seguenti), responsabile in solido (1292) col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo avvenuta contro la sua volont. In ogni caso le persone indicate dai commi precedenti sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo. 221

Art. 2055 Responsabilit solidale Se il fatto dannoso imputabile a pi persone, tutte sono obbligate in solido (1292) al risarcimento del danno. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravit della rispettiva colpa e dall'entit delle conseguenze che ne sono derivate (1299). Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali. Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (nel testo aggiornato e vigente al 31 marzo 2003) Capo III - Delle autorizzazioni di polizia 8. (art. 7 T.U. 1926). - Le autorizzazioni di polizia sono personali: non possono in alcun modo essere trasmesse n dar luogo a rapporti di rappresentanza, salvi i casi espressamente preveduti dalla legge. Nei casi in cui consentita la rappresentanza nell'esercizio di una autorizzazione di polizia, il rappresentante deve possedere i requisiti necessari per conseguire l'autorizzazione e ottenere la approvazione dell'autorit di pubblica sicurezza che ha conceduta l'autorizzazione. 9. (art. 8 T.U. 1926). - Oltre le condizioni stabilite dalla legge, chiunque ottenga un'autorizzazione di polizia deve osservare le prescrizioni, che l'autorit di pubblica sicurezza ritenga di imporgli nel pubblico interesse. Capo I - Degli spettacoli e trattenimenti pubblici 68. (art. 67 T.U. 1926). - Senza licenza del Questore non si possono dare in luogo pubblico o aperto o esposto, al pubblico accademie, feste da ballo, corse di cavalli, n altri simili spettacoli o trattenimenti, e non si possono aprire o esercitare circoli, scuole di ballo e sale pubbliche di audizione. Per le gare di velocit di autoveicoli e per le gare aeronautiche si applicano le disposizioni delle leggi speciali. 69. (art. 68 T.U. 1926). - Senza licenza della autorit locale di pubblica sicurezza vietato dare, anche temporaneamente, per mestiere, pubblici trattenimenti, esporre alla pubblica vista rarit, persone, animali, gabinetti ottici o altri oggetti di curiosit, ovvero dare audizioni all'aperto. Capo II - Degli esercizi pubblici 86. (art. 84 T.U. 1926). - Non possono esercitarsi, senza licenza del Questore, alberghi, compresi quelli diurni, locande, pensioni, trattorie, osterie, caff o altri esercizi in cui si vendono al minuto o si consumano vino, birra, liquori od altre bevande anche non alcooliche, n sale pubbliche per bigliardi o per altri giuochi leciti o stabilimenti di bagni, ovvero locali di stallaggio e simili. 222

La licenza necessaria anche per lo spaccio al minuto o il consumo di vino, di birra o di qualsiasi bevanda alcoolica presso enti collettivi o circoli privati di qualunque specie, anche se la vendita o il consumo siano limitati ai soli soci. La licenza altres necessaria per l'attivit di distribuzione di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di cui al quinto comma dell'articolo 110, e di gestione, anche indiretta, dei medesimi apparecchi per i giochi consentiti. La licenza per l'esercizio di sale pubbliche da gioco in cui sono installati apparecchi o congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco di cui al presente comma e la licenza per lo svolgimento delle attivit di distribuzione o di gestione, anche indiretta, di tali apparecchi, sono rilasciate previo nulla osta dell'Amministrazione finanziaria, necessario comunque anche per l'installazione degli stessi nei circoli privati. 110. 1. In tutte le sale da biliardo o da gioco e negli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati alla pratica del gioco o alla installazione di apparecchi da gioco esposta una tabella, vidimata dal questore, nella quale sono indicati, oltre ai giochi d'azzardo, quelli che la stessa autorit ritiene di vietare nel pubblico interesse, nonch le prescrizioni e i divieti specifici che ritiene di disporre nel pubblico interesse. 2. Nella tabella di cui al comma 1 fatta espressa menzione del divieto delle scommesse. 3. L'installabilit degli apparecchi automatici di cui ai commi 6 e 7, lettera b), del presente articolo consentita negli esercizi assoggettati ad autorizzazione ai sensi degli articoli 86 o 88. 4. L'installazione e l'uso di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d'azzardo sono vietati nei luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni di qualunque specie. 5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d'azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai limiti fissati al comma 6, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato. 6. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento o da gioco di abilit, come tali idonei per il gioco lecito, quelli che si attivano solo con l'introduzione di moneta metallica, nei quali gli elementi di abilit o trattenimento sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio, il costo della partita non supera 50 centesimi di euro, la durata di ciascuna partita non inferiore a dieci secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a venti volte il costo della singola partita, erogate dalla macchina subto dopo la sua conclusione ed esclusivamente in monete metalliche. In tal caso le vincite, computate dall'apparecchio e dal congegno, in modo non predeterminabile, su un ciclo complessivo di 7.000 partite, devono risultare non inferiori al 90 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque anche in parte le sue regole fondamentali. 7. Si considerano, altres, apparecchi e congegni per il gioco lecito: a) quelli elettromeccanici privi di monitor attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilit fisica, mentale o strategica, attivabili unicamente con l'introduzione di monete metalliche, di valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, a un euro, che distribuiscono, direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita, premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie. In tal caso il valore complessivo di ogni premio non superiore a venti volte il costo della partita;

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b) quelli automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento o da gioco di abilit che si attivano solo con l'introduzione di moneta metallica, di valore non superiore per ciascuna partita a 50 centesimi di euro, nei quali gli elementi di abilit o trattenimento sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio, che possono consentire per ciascuna partita, subito dopo la sua conclusione, il prolungamento o la ripetizione della partita, fino a un massimo di dieci volte. Dal 1 gennaio 2003, gli apparecchi di cui alla presente lettera possono essere impiegati solo se denunciati ai sensi dell'articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, e se per essi sono state assolte le relative imposte. Dal 1 gennaio 2004, tali apparecchi non possono consentire il prolungamento o la ripetizione della partita e, ove non ne sia possibile la conversione in uno degli apparecchi per il gioco lecito, essi sono rimossi. Per la conversione degli apparecchi restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 38 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni; c) quelli, basati sulla sola abilit fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita pu variare in relazione all'abilit del giocatore e il costo della singola partita pu essere superiore a 50 centesimi di euro. 8. L'utilizzo degli apparecchi e dei congegni di cui al comma 6 vietato ai minori di anni 18. 9. Ferme restando le sanzioni previste dal codice penale per il gioco d'azzardo, chiunque procede all'installazione o comunque consente l'uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie degli apparecchi e congegni di cui al comma 4 ovvero di apparecchi e congegni, diversi da quelli di cui al comma 4, non rispondenti alle caratteristiche e prescrizioni indicate nei commi 6 e 7, punito con l'ammenda da 4.000 a 40.000 euro. inoltre sempre disposta la confisca degli apparecchi e congegni, che devono essere distrutti. In caso di recidiva la sanzione raddoppiata. Con l'ammenda da 500 a 1.000 euro punito chiunque, gestendo apparecchi e congegni di cui al comma 6, ne consente l'uso in violazione del divieto posto dal comma 8. Fermo quanto previsto dall'articolo 86, nei confronti di chiunque procede alla distribuzione od installazione o comunque consente l'uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni in assenza del nulla osta previsto dall'articolo 38 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro e pu, inoltre, essere disposta la confisca degli apparecchi e congegni. In caso di sequestro degli apparecchi, l'autorit procedente provvede a darne comunicazione all'amministrazione finanziaria. 10. Se l'autore degli illeciti di cui al comma 9 titolare di licenza per pubblico esercizio, la licenza sospesa per un periodo da uno a sei mesi e, in caso di recidiva ovvero di reiterazione delle violazioni ai sensi dell'articolo 8-bis della legge 24 novembre 1981, n. 689, revocata dal sindaco competente, con ordinanza motivata e con le modalit previste dall'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive modificazioni. 11. Oltre a quanto previsto dall'articolo 100, il questore, quando sono riscontrate violazioni alle disposizioni concernenti gli apparecchi di cui al presente articolo, pu sospendere la licenza dell'autore degli illeciti, informandone l'autorit competente al rilascio, per un periodo non superiore a tre mesi. Il periodo di sospensione disposto a norma del presente comma computato nell'esecuzione della sanzione accessoria.

Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635


" Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza "

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159
Gli enti collettivi e i circoli privati autorizzati alla minuta vendita di bevande alcooliche ai propri soci, a termini dell'art. 86 della Legge, possono esercitare la vendita al pubblico senza bisogno di altra licenza. L'autorizzazione in ogni caso rilasciata a chi abbia la legale rappresentanza degli enti o dei circoli e in tale sua qualit.

Art. 180
I pubblici esercenti debbono tenere esposte nel locale dell'esercizio, in luogo visibile al pubblico, la licenza e l'autorizzazione e la tariffa dei prezzi. Hanno pure l'obbligo di tenere in luogo visibile al pubblico l'elenco delle bevande alcoliche indicate nell'art. 89 della Legge che trovansi in vendita nell'esercizio, nonch la riproduzione a stampa degli artt. 96, 97 e 101 della Legge e 173 176 a 181 e 186 del presente regolamento.

Art. 194
Nei pubblici esercizi non sono permessi i giuochi, ove non ne sia stata data espressa autorizzazione.

Art. 195
La tabella dei giuochi proibiti, prescritta dall'art. 110 della Legge, deve essere tenuta esposta in luogo visibile nell'esercizio. In deroga a quanto previsto dall'art. 110, primo comma, della Legge, la vidimazione e' effettuata dal Sindaco o suo delegato, in ottemperanza agli elenchi dei giochi vietati, oltre a quelli d'azzardo, stabiliti dal Questore o, se si tratta di giochi in uso in tutto lo Stato, dal Ministero dell'Interno. Nelle sale di bigliardo deve essere tenuta costantemente a disposizione dei giuocatori la relativa tariffa.

CREDITO SPORTIVO
LEGGE 24DICEMBRE1957, n. 1295(GUn.009del13/01/1958) COSTITUZIONE DI UN ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO CON SEDE IN ROMA.

art. 1. E istituito listituto per il credito sportivo, ente di diritto pubblico con personalit giuridica e gestione autonoma. Listituto ha sede legale in roma. art. 2. il patrimonio dellistituto costituito: a) dal fondo di dotazione di lire 500 milioni da versarsi per lire 250 milioni dal comitato olimpico nazionale italiano (c.o.n.i.) e per lire 250 milioni dalla banca nazionale del lavoro; b) da un fondo di garanzia di lire 2500 milioni, da conferirsi dal c.o.n.i.; c) dalla riserva ordinaria di cui allart. 13; d) da eventuali riserve straordinarie. il fondo di dotazione dellistituto pu essere aumentato con versamenti di quote non inferiori a lire 100 milioni conferite anche da altri partecipanti. 225

tanto i nuovi conferimenti quanto i trasferimenti delle quote gi conferite devono essere approvati dal consiglio di amministrazione dellistituto. art. 3. listituto esercita, sotto forma di mutui a medio e lungo termine, il credito a favore di enti pubblici locali e di altri enti pubblici che, in base a progetti approvati ai sensi di legge, sentito il parere tecnico del c.o.n.i., intendano costruire, ampliare, attrezzare e migliorare impianti sportivi. i mutui saranno assistiti da garanzie mobiliari ed immobiliari oppure da delegazioni su imposte, sovrimposte e tributi permanenti che gli enti richiedenti i mutui siano autorizzati per legge ad esigere con le norme stabilite per la riscossione delle imposte dirette ed a cederle. art. 4. listituto provvede alla concessione del credito: a) con il fondo di dotazione; b) con il fondo di garanzia; c) con la riserva ordinaria e con le riserve straordinarie; d) con eventuali anticipazioni degli enti partecipanti; e) con lemissione di obbligazioni per un importo massimo pari a tre volte quello del patrimonio formato ai sensi dellart. 2. art. 5. listituto pu concedere contributi agli interessi sui mutui anche se accordati da altre aziende di credito per le finalit della presente legge, con le disponibilit di un fondo speciale da costituire presso listituto medesimo e da alimentarsi con il versamento da parte del c.o.n.i dellaliquota dell1 per cento calcolata sugli incassi lordi dei concorsi pronostici a norma dellart. 6 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, nonch con limporto dei premi dei concorsi medesimi colpiti da decadenza sia anteriormente che posteriormente alla costituzione dellistituto. art. 6. tanto i mutui di cui allart. 3 quanto i contributi di cui allart. 5 saranno concessi, con preferenza, agli enti locali delle zone depresse carenti di impianti sportivi. ai fini della presente legge si intendono depresse le zone nelle quali autorizzata ad operare la cassa per opere straordinarie di pubblico interesse nellitalia meridionale (cassa per il mezzogiorno), istituita con legge 10 agosto 1950, n. 646, nonch, per le rimanenti regioni ditalia, i comuni considerati montani ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 991, e quelli che, ad altri effetti, siano stati riconosciuti similari ai comuni del mezzogiorno. art. 7. sono organi dellistituto: a) il presidente; b) il consiglio di amministrazione; c) il collegio dei sindaci. art. 8. il consiglio di amministrazione dellistituto, al quale compete anche la concessione dei contributi di cui allart. 5, composto; dal presidente; da tre membri designati rispettivamente dal presidente del consiglio dei ministri, dal ministro per il tesoro e dal ministro per le finanze; da due membri designati dalla giunta esecutiva del c.o.n.i.; da due membri designati dalla banca nazionale del lavoro; da un membro nominato dagli altri partecipanti, per ogni 500 milioni di quote da essi conferite. il presidente del consiglio di amministrazione nominato con decreto del presidente del consiglio dei ministri di concerto con il ministro per il tesoro, sentiti il c. o. n. i. ed il comitato interministeriale per il credito ed il risparmio. i consiglieri sono nominati con decreto del presidente del consiglio dei ministri di concerto con il ministro per il tesoro. il consiglio di amministrazione dura in carica quattro anni. nella prima fase di attuazione della presente legge, il consiglio di amministrazione scadr con lapprovazione del bilancio dellesercizio 1960. art. 9. il collegio sindacale dellistituto composto di cinque membri effettivi e due supplenti, nominati con decreto del presidente del consiglio dei ministri, di concerto col ministro per il tesoro, designati rispettivamente: 226

uno effettivo e uno supplente dal presidente del consiglio dei ministri; uno effettivo e uno supplente dal ministro per il tesoro; uno effettivo dal ministro per le finanze; uno effettivo dalla banca nazionale del lavoro; uno effettivo dal comitato olimpico nazionale italiano. il collegio sindacale presieduto dal sindaco effettivo designato dal presidente del consiglio dei ministri. i sindaci durano in carica per quattro anni ed esercitano le loro funzioni secondo le norme del codice civile. ai sindaci si applica il disposto dellultimo comma dellart. 8. art. 10. il bilancio annuale dellistituto si chiude il 31 dicembre ed approvato, entro i quattro mesi successivi, dal consiglio di amministrazione. art. 11. il bilancio dellistituto, con un elenco dei mutui concessi annualmente, deve essere allegato allo stato di previsione del ministero del tesoro, presentato al parlamento. art. 12. lattivit e lordinamento dellistituto saranno regolati dallo statuto da predisporsi dal consiglio di amministrazione e da approvarsi, sentito il comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, con decreto del ministro per il tesoro, di concerto con il ministro per le finanze. art. 13. gli utili netti di bilancio saranno assegnati, per una quota non inferiore al 30 per cento, alla riserva ordinaria. il residuo avr la destinazione che verr stabilita nello statuto. art. 14. listituto sottoposto a vigilanza in conformit alle disposizioni del regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375 e successive modificazioni ed integrazioni, nonch del decreto legislativo 23 agosto 1946, n. 370. art. 15. le operazioni creditizie in carico alla banca nazionale del lavoro per la gestione speciale del credito sportivo sono trasferite di diritto allistituto per il credito sportivo. sono altres trasferiti allistituto stesso i diritti, i privilegi e le facolt spettanti alla banca nazionale del lavoro relativamente alle operazioni suddette. i pubblici uffici sono autorizzati ad annotare, a richiesta della banca nazionale del lavoro e dellistituto per il credito sportivo, il trasferimento a favore di questo delle garanzie costituite a favore della banca nazionale del lavoro in relazione alle operazioni di cui al precedente comma. le operazioni relative alla esecuzione del presente articolo sono esenti da ogni tributo. la presente legge, munita del sigillo dello stato, sar inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della repubblica italiana. fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello stato

ISTITUZIONE E DISCIPLINA DELLIMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni 4. Esercizio di imprese. 1. Per esercizio di imprese si intende lesercizio per professione abituale, ancorch non esclusiva, delle attivit commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, nonch lesercizio di attivit, organizzate in forma dimpresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nellarticolo 2195 del codice civile . 2. Si considerano in ogni caso effettuate nellesercizio di imprese: 1) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte dalle societ in nome collettivo e in accomandita semplice, dalle societ per azioni e in accomandita per azioni, dalle societ a responsabilit limitata, dalle societ cooperative, di mutua assicurazione e di armamento, dalle societ estere di cui allart. 2507 del codice civile e dalle societ di fatto;

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2) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte da altri enti pubblici e privati, compresi i consorzi, le associazioni o altre organizzazioni senza personalit giuridica e le societ semplici, che abbiano per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali o agricole. 3. Si considerano effettuate in ogni caso nellesercizio di imprese, a norma del precedente comma, anche le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte dalle societ e dagli enti ivi indicati ai propri soci, associati o partecipanti. 4. Per gli enti indicati al n. 2) del secondo comma, che non abbiano per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali o agricole, si considerano effettuate nellesercizio di imprese soltanto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte nellesercizio di attivit commerciali o agricole. Si considerano fatte nellesercizio di attivit commerciali anche le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ai soci, associati o partecipanti verso pagamento di corrispettivi specifici, o di contributi supplementari determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto, ad esclusione di quelle effettuate in conformit alle finalit istituzionali da associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona anche se rese nei confronti di associazioni che svolgono la medesima attivit e che per legge, regolamento o statuto fanno parte di una unica organizzazione locale o nazionale, nonch dei rispettivi soci, associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali. [Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizio effettuate da associazioni culturali o sportive costituite ai sensi dellarticolo 36 del codice civile, la disposizione si applica nei confronti degli associati o partecipanti minori det e, per i maggiorenni, a condizione che questi abbiano il diritto di voto per lapprovazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dellassociazione ed abbiano diritto a ricevere, nei casi di scioglimento della medesima, una quota del patrimonio sociale, se questo non destinato a finalit di utilit generale] . 5. Agli effetti delle disposizioni di questo articolo sono considerate in ogni caso commerciali, ancorch esercitate da enti pubblici, le seguenti attivit: a) cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, escluse le pubblicazioni delle associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extrascolastica della persona cedute prevalentemente ai propri associati; b) erogazione di acqua, gas, energia elettrica e vapore ; c) gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale; d) gestione di spacci aziendali, gestione di mense e somministrazione di pasti; e) trasporto e deposito di merci; f) trasporto di persone; g) organizzazione di viaggi e soggiorni turistici; prestazioni alberghiere o di alloggio; h) servizi portuali e aeroportuali; i) pubblicit commerciale; l) telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari. Non sono invece considerate attivit commerciali: - le operazioni relative alloro e alle valute estere, compresi i depositi anche in conto corrente, di cui siano parti la Banca dItalia, lUfficio italiano dei cambi o le banche agenti; - la gestione, da parte delle amministrazioni militari o dei corpi di polizia, di mense e spacci riservati al proprio personale ed a quello dei Ministeri da cui dipendono, ammesso ad usufruirne per particolari motivi inerenti al servizio; - la prestazione alle imprese consorziate o socie, da parte di consorzi o cooperative, di garanzie mutualistiche e di servizi concernenti il controllo qualitativo dei prodotti, compresa lapplicazione di marchi di qualit; le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in occasione di manifestazioni propagandistiche dai partiti politici rappresentati nelle Assemblee nazionali e regionali ; 228

le cessioni di beni e prestazioni di servizi poste in essere dalla Presidenza della Repubblica, dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati e dalla Corte costituzionale, nel perseguimento delle proprie finalit istituzionali; - le prestazioni sanitarie soggette al pagamento di quote di partecipazione alla spesa sanitaria erogate dalle unit sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale. Non sono considerate, inoltre, attivit commerciali, anche in deroga al secondo comma: a) il possesso e la gestione di unit immobiliari classificate o classificabili nella categoria catastale A e le loro pertinenze, ad esclusione delle unit classificate o classificabili nella categoria catastale A10, di unit da diporto, di aeromobili da turismo o di qualsiasi altro mezzo di trasporto ad uso privato, di complessi sportivi o ricreativi, compresi quelli destinati allormeggio, al ricovero e al servizio di unit da diporto, da parte di societ o enti, qualora la partecipazione ad essi consenta, gratuitamente o verso un corrispettivo inferiore al valore normale, il godimento, personale, o familiare dei beni e degli impianti stessi, ovvero quando tale godimento sia conseguito indirettamente dai soci o partecipanti, alle suddette condizioni, anche attraverso la partecipazione ad associazioni, enti o altre organizzazioni; b) il possesso, non strumentale n accessorio ad altre attivit esercitate, di partecipazioni o quote sociali, di obbligazioni o titoli similari, costituenti immobilizzazioni, al fine di percepire dividendi, interessi o altri frutti, senza strutture dirette ad esercitare attivit finanziaria, ovvero attivit di indirizzo, di coordinamento o altri interventi nella gestione delle societ partecipate . 6. Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui allarticolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalit assistenziali siano riconosciute dal Ministero dellinterno, non si considera commerciale, anche se effettuata verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta lattivit istituzionale, da bar ed esercizi similari, semprech tale attivit sia strettamente complementare a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e sia effettuata nei confronti degli stessi soggetti indicati nel secondo periodo del quarto comma . 7. Le disposizioni di cui ai commi quarto, secondo periodo, e sesto si applicano a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata: a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonch fondi, riserve o capitale durante la vita dellassociazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; b) obbligo di devolvere il patrimonio dellente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalit analoghe o ai fini di pubblica utilit, sentito lorganismo di controllo di cui allarticolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge; c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalit associative volte a garantire leffettivit del rapporto medesimo, escludendo espressamente ogni limitazione in funzione della temporaneit della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori det il diritto di voto per lapprovazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dellassociazione; d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; e) eleggibilit libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui allarticolo 2532, secondo comma, del codice civile, sovranit dellassemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicit delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; ammesso il voto per corrispondenza per le associazioni il cui atto costitutivo, anteriore al 1 gennaio 1997, preveda tale modalit di voto ai sensi dellarticolo 2532, ultimo comma, del codice civile e semprech le stesse abbiano rilevanza a livello nazionale e siano prive di organizzazione a livello locale ; 229

f) intrasmissibilit della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilit della stessa . 8. Le disposizioni di cui alle lettere c) ed e) del settimo comma non si applicano alle associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonch alle associazioni politiche, sindacali e di categoria . 9. Le disposizioni sulla perdita della qualifica di ente non commerciale di cui allarticolo 111-bis del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si applicano anche ai fini dellimposta sul valore aggiunto (ndr. escluse le associazioni sportive dilettantistiche art. 90, L. 289/02).

SCRITTURE CONTABILI ENTI NON COMMERCIALI D.P.R. 29-9-1973 n. 600


Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi. Pubblicato nella Gazz. Uff. 16 ottobre 1973, n. 268, S.O. n. 1. Art. 20. Scritture contabili degli enti non commerciali. 1. Le disposizioni degli artt. 14, 15, 16, 17 e 18 si applicano, relativamente alle attivit commerciali eventualmente esercitate, anche agli enti soggetti allimposta sul reddito delle persone giuridiche che non hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali (15/e). 2. Indipendentemente alla redazione del rendiconto annuale economico e finanziario, gli enti non commerciali che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio, un apposito e separato rendiconto tenuto e conservato ai sensi dellarticolo 22, dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione indicate nellarticolo 108, comma 2-bis, lettera a), testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (15/f). 3. Gli enti soggetti alla determinazione forfettaria del reddito ai sensi del comma 1 dellarticolo 109bis del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che abbiano conseguito nellanno solare precedente ricavi non superiori a lire 30 milioni, relativamente alle attivit di prestazione di servizi, ovvero a lire 50 milioni negli altri casi, assolvono gli obblighi contabili di cui allarticolo 18, secondo le disposizioni di cui al comma 166 dellarticolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (15/g). Art. 20-bis. Scritture contabili delle organizzazioni non lucrative di utilit sociale. 1. Le organizzazioni non lucrative di utilit sociale (ONLUS) diverse dalle societ cooperative, a pena di decadenza di benefci fiscali per esse previsti, devono: a) in relazione allattivit complessivamente svolta, redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza ed analiticit le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione, e rappresentare adeguatamente in apposito documento, da redigere entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio annuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della organizzazione, distinguendo le attivit direttamente connesse da quelle istituzionali, con obbligo di conservare le stesse scritture e la relativa documentazione per un periodo non inferiore a quello indicato dallarticolo 22; b) in relazione alle attivit direttamente connesse tenere le scritture contabili previste dalle disposizioni di cui agli articoli 14, 15, 16 e 18; nellipotesi in cui lammontare annuale dei ricavi non sia superiore a lire 30 milioni, relativamente alle attivit di prestazione di servizi, ovvero a lire 50 milioni negli altri casi, gli adempimenti contabili possono essere assolti secondo le disposizioni di cui al comma 166 dellarticolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 230

2. Gli obblighi di cui al comma 1, lettera a), si considerano assolti qualora la contabilit consti del libro giornale e del libro degli inventari, tenuti in conformit alle disposizioni di cui agli articoli 2216 e 2217 del codice civile. 3. I soggetti richiamati al comma 1 che nellesercizio delle attivit istituzionali e connesse non abbiano conseguito in un anno proventi di ammontare superiore a lire 100 milioni, modificato annualmente secondo le modalit previste dallarticolo 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, possono tenere per lanno successivo, in luogo delle scritture contabili previste al primo comma, lettera a), il rendiconto delle entrate e delle spese complessive, nei termini e nei modi di cui allarticolo 20. 4. In luogo delle scritture contabili previste al comma 1, lettera a), le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri istituiti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dellarticolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, possono tenere il rendiconto nei termini e nei modi di cui allarticolo 20. 5. Qualora i proventi superino per due anni consecutivi lammontare di due miliardi di lire, modificato annualmente secondo le modalit previste dallarticolo 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, il bilancio deve recare una relazione di controllo sottoscritta da uno o pi revisori iscritti nel registro dei revisori contabili . Art. 21. Scritture contabili dei sostituti dimposta. 1. I soggetti indicati nel terzo comma dellarticolo 13 devono indicare, per ciascun dipendente, nel libro matricola o in altri libri obbligatori tenuti ai sensi della vigente legislazione sul lavoro, le detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, attribuite in base alla richiesta del dipendente effettuata a norma dellarticolo 23. 2. Le somme e i valori corrisposti a ciascun dipendente devono risultare dal libro paga o da documenti equipollenti tenuti ai sensi della vigente legislazione sul lavoro (16/a). Art. 22. Tenuta e conservazione delle scritture contabili. 1. Fermo restando quanto stabilito dal codice civile per il libro giornale e per il libro degli inventari e dalle leggi speciali per i libri e registri da esse prescritti, le scritture contabili di cui ai precedenti articoli ad eccezione delle scritture ausiliarie di cui alla lettera c) e alla lettera d) dellart. 14 e dei conti individuali di cui al secondo comma dellart. 21, devono essere tenute a norma dellart. 2219 e numerate e bollate a norma dellart. 2215 del codice stesso, in esenzione dai tributi di bollo e di concessioni governative. 2. La numerazione e la bollatura possono essere eseguite anche dagli uffici del registro. 3. Le registrazioni nelle scritture cronologiche e nelle scritture ausiliarie di magazzino devono essere eseguite non oltre sessanta giorni (16/b). 4. Le scritture contabili obbligatorie ai sensi del presente decreto, di altre leggi tributarie, del codice civile o di leggi speciali devono essere conservate fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo dimposta, anche oltre il termine stabilito dallarticolo 2220 del codice civile o da altre leggi tributarie, salvo il disposto dellart. 2457 del detto codice. 5. Gli eventuali supporti meccanografici, elettronici e similari devono essere conservati fino a quando i dati contabili in essi contenuti non siano stati stampati sui libri e registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge. 6. Lautorit adita in sede contenziosa pu limitare lobbligo di conservazione alle scritture rilevanti per la risoluzione della controversia in corso . 7. Fino allo stesso termine di cui al precedente comma devono essere conservati ordinatamente, per ciascun affare, gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevuti e le copie delle lettere e dei telegrammi spediti e delle fatture emesse. 8. Con decreti del Ministro per le finanze potranno essere determinate modalit semplificative per la tenuta del registro dei beni ammortizzabili e del registro riepilogativo di magazzino, in considerazione delle caratteristiche dei vari settori di attivit . 231

Art. 28.comma 2. Ritenuta sui compensi per avviamento commerciale e sui contributi degli enti pubblici. 1. I soggetti indicati nel primo comma dellart. 23, quando corrispondono compensi per la perdita di avviamento in applicazione della legge 27 gennaio 1963, n. 19, devono operare allatto del pagamento una ritenuta del quindici per cento, con lobbligo di rivalsa, a titolo di acconto dellimposta sul reddito delle persone fisiche o dellimposta sul reddito delle persone giuridiche dovuta dal percipiente. 2. Le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e privati devono operare una ritenuta del quattro per cento a titolo di acconto delle imposte indicate nel comma precedente e con obbligo di rivalsa sullammontare dei contributi corrisposti ad imprese, esclusi quelli per lacquisto dei beni strumentali.
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Disciplina delle locazioni di immobili urbani


lEGGE Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 1978, n. 211 TITOLO I Del contratto di locazione Capo I Locazione di immobili urbani adibiti ad uso di abitazione Art. 1 Durata della locazione La durata della locazione avente per oggetto immobili urbani per uso abitazione non pu essere inferiore a quattro anni. Se le parti hanno determinato una durata inferiore o hanno convenuto una locazione senza determinazione di tempo la durata si intende convenuta per quattro anni. Il disposto del comma precedente non si applica quando si tratti di locazioni stipulate per soddisfare esigenze abitative di natura transitoria. Art. 2 Disciplina della sublocazione Il conduttore non pu sublocare totalmente limmobile, n pu cedere ad altri il contratto senza il consenso del locatore. Salvo patto contrario il conduttore ha la facolt di sublocare parzialmente limmobile, previa comunicazione al locatore con lettera raccomandata che indichi la persona del subconduttore, la durata del contratto ed i vani sublocati. Art. 3 Rinnovazione tacita Il contratto si rinnova per un periodo di quattro anni se nessuna delle parti comunica allaltra, almeno sei mesi prima della scadenza, con lettera raccomandata, che non intende rinnovarlo. La stessa disciplina si applica ad ogni altra successiva scadenza. Art. 4 Recesso del conduttore in facolt delle parti consentire contrattualmente che il conduttore possa recedere in qualsiasi momento dal contratto dandone avviso al locatore, con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della data in cui il recesso deve avere esecuzione. Indipendentemente dalle previsioni contrattuali il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, Capo II Locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello di abitazione Art. 27 Durata della locazione La durata delle locazioni e sublocazioni di immobili urbani non pu essere inferiore a sei anni se gli immobili sono adibiti ad una delle attivit appresso indicate: industriali, commerciali e artigianali; di interesse turistico comprese tra quelle di cui allarticolo 2 della legge 12 marzo 1968, n. 326. La disposizione di cui al comma precedente si applica anche ai contratti relativi ad immobili adibiti allesercizio abituale e professionale di qualsiasi attivit di lavoro autonomo. La durata della locazione non pu essere inferiore a nove anni se limmobile, anche se ammobiliato, adibito ad attivit alberghiere. Se convenuta una durata inferiore o non convenuta alcuna durata, la locazione si intende pattuita per la durata rispettivamente prevista nei commi precedenti. Il contratto di locazione pu essere stipulato per un periodo pi breve qualora lattivit esercitata o da esercitare 232

nellimmobile abbia, per sua natura, carattere transitorio. Se la locazione ha carattere stagionale, il locatore obbligato a locare limmobile, per la medesima stagione dellanno successivo, allo stesso conduttore che gliene abbia fatta richiesta con lettera raccomandata prima della scadenza del contratto. Lobbligo del locatore ha la durata massima di sei anni consecutivi o di nove se si tratta di utilizzazione alberghiera. in facolt delle parti consentire contrattualmente che il conduttore possa recedere in qualsiasi momento dal contratto dandone avviso al locatore, mediante lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della data in cui il recesso deve avere esecuzione. Indipendentemente dalle previsioni contrattuali il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, pu recedere in qualsiasi momento dal contratto con preavviso di almeno sei mesi da comunicarsi con lettera raccomandata.

Art. 28 Rinnovazione del contratto. Per le locazioni di immobili nei quali siano esercitate le attivit indicate nei commi primo e secondo dellarticolo 27, il contratto si rinnova tacitamente di sei anni in sei anni, e per quelle di immobili adibiti ad attivit alberghiere, di nove anni in nove anni; tale rinnovazione non ha luogo se sopravviene disdetta da comunicarsi allaltra parte, a mezzo di lettera raccomandata, rispettivamente almeno 12 o 18 mesi prima della scadenza. Alla prima scadenza contrattuale, rispettivamente di sei o di nove anni, il locatore pu esercitare la facolt di diniego della rinnovazione soltanto per i motivi di cui allarticolo 29 con le modalit e i termini ivi previsti. pu recedere in qualsiasi momento dal contratto con preavviso di almeno sei mesi da comunicarsi con lettera raccomandata. Art. 42 Destinazione degli immobili a particolari attivit I contratti di locazione e sublocazione di immobili urbani adibiti ad attivit ricreative, assistenziali, culturali e scolastiche, nonch a sede di partiti o di sindacati, e quelli stipulati dallo Stato o da altri enti pubblici territoriali in qualit di conduttori, hanno la durata di cui al primo comma dellarticolo 27. A tali contratti si applicano le disposizioni degli articoli 32 e 41, nonch le disposizioni processuali di cui al titolo I capo III, ed il preavviso per il rilascio di cui allarticolo 28.

Norme per la tutela sanitaria delle attivit sportive non agonistiche


Decreto Ministero della Sanit 28 febbraio 1983 (Pubblicato sulla G.U. del 15/3/983 n. 72) Art. 1 Ai fini della tutela della salute devono essere sottoposti a controllo sanitario per la pratica di attivit sportive non agonistiche: a) gli alunni che svolgono attivit fisico sportive organizzate dagli organi scolastici nellambito delle attivit parascolastiche; b) coloro che svolgono attivit organizzate dal CONI, da societ sportive affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982; c) coloro che partecipano ai Giochi della Giovent, nelle fasi precedenti quella nazionale. Art. 2 Ai fini della pratica delle attivit sportive non agonistiche i soggetti di cui al precedente art. 1 devono sottoporsi, preventivamente e con periodicit annuale, a visita medica intesa ad accertare il loro stato di buona salute. In caso di motivato sospetto clinico, il medico ha facolt di richiedere accertamenti specialistici integrativi, rivolgendosi anche al personale sanitario e alle strutture di cui allart. 5, ultimo comma, della legge n. 33/80). 233

La certificazione di stato di buona salute riscontrato allatto della visita medica deve essere redatta in conformit al modello di cui allallegato l. Art. 3 La certificazione di cui al precedente art. 2 rilasciata ai propri assistiti dai medici di medicina generale e dai medici specialisti pediatri di libera scelta, a sensi dellart. 23 dei rispettivi accordi collettivi vigenti. Art. 4 Il presente decreto verr pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Concessioni e locazioni di beni immobili demaniali


LEGGE 11 luglio 1986, n. 390 Disciplina delle concessioni e delle locazioni di beni immobili demaniali e patrimoniali dello Stato in favore di enti o istituti culturali, degli enti pubblici territoriali, delle unit sanitarie locali, di ordini religiosi e degli enti ecclesiastici. Articolo 1 1. LAmministrazione finanziaria pu dare in concessione o locazione, per la durata di non oltre diciannove anni, beni immobili demaniali o patrimoniali dello Stato, non suscettibili anche temporaneamente di utilizzazione per usi governativi: a) a istituzioni culturali indicate nella tabella emanata con il decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 1984, n. 834; b) a enti pubblici, indicati con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi sentito il Ministro per i beni culturali e ambientali, che fruiscono di contributi ordinari previsti dalle vigenti disposizioni e che perseguono esclusivamente fini di rilevante interesse culturale; b-bis) ad associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali; c) ad altri enti o istituti o a fondazioni o associazioni riconosciute, istituiti o costituiti successivamente data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del predetto decreto, che perseguono esclusivamente fini di rilevante interesse culturale e svolgono, in relazione a tali fini, attivit sulla base di un programma almeno triennale; c-bis) alle cooperative sociali, alle associazioni di volontariato ed alle associazioni di promozione sociale che perseguono rilevanti finalit culturali o umanitarie. Le concessioni e le locazioni sono rispettivamente assentite e stipulate per un canone ricognitorio annuo non inferiore a lire centomila e non superiore al 10 per cento di quello determinato, sentito il competente ufficio tecnico erariale, sulla base dei valori in comune commercio. Gli immobili devono essere destinati a sede dei predetti soggetti o essere utilizzati per lo svolgimento delle loro attivit istituzionali o statutarie. 2. Le concessioni e le locazioni di cui al comma precedente devono prevedere la assunzione, da parte del concessionario o locatario, degli oneri della manutenzione ordinaria e straordinaria, salvo, per questultima, che lo Stato ritenga necessario provvedervi direttamente, nonch degli oneri, delle contribuzioni e degli obblighi di qualsiasi natura gravanti sullimmobile. Qualora limmobile oggetto della concessione faccia parte del demanio artistico, storico o archeologico, le opere di ordinaria e straordinaria manutenzione devono essere eseguite secondo le prescrizioni delle competenti sovrintendenze. 3. Con decreto del Ministro delle finanze nominata una commissione composta da due rappresentanti del Ministero delle finanze, di cui uno appartenente alla Direzione generale del demanio che la presiede, da un rappresentante del Ministero del tesoro e da due rappresentanti del Ministero per i beni culturali e ambientali. La commissione esamina le richieste diconcessione o locazione tenendo in particolare conto quelle presentate da soggetti che curano le raccolte museali, bibliografiche, 234

archivistiche e scientifiche. Qualora proponga laccoglimento di tali richieste in considerazione della rilevanza dellattivit concretamente svolta, la commissione indica lammontare del canone, entro i limiti di cui al comma 1, avuto anche riguardo alla entit delle opere di manutenzione straordinaria che il richiedente si impegna ad eseguire. 4. Nel caso di richiesta di utilizzazione di una porzione dellimmobile per finalit diverse da quelle di cui al comma 1, deve essere corrisposto, per lutilizzo di tale porzione, un distinto canone determinato, sentito il competente ufficio tecnico erariale, sulla base dei valori in comune commercio. 5. La concessione revocata e la locazione risolta per sopravvenuta necessit di utilizzazione dei beni per usi governativi. 6. Lutilizzo dei beni per fini diversi da quelli per i quali stata assentita la concessione o stipulata la locazione, ne determina rispettivamente la decadenza o la risoluzione. Gli stessi effetti sono prodotti dalla violazione del divieto di subconcessione o sublocazione ovvero dal mancato pagamento del canone. 7. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche alle concessioni, a favore di ordini religiosi, di immobili statali che fanno parte del demanio artistico, storico o archeologico, anche ai fini della loro custodia, costituenti abbazie, certose e monasteri, per lesercizio esclusivo di attivit religiosa, di assistenza, di beneficenza o comunque connessa con le prescrizioni di regole monastiche. Articolo 2 1. I rapporti tra lo Stato e le aziende autonome statali prive di personalit giuridica, in materia di utilizzazione di beni immobili, sono reciprocamente regolati a norma del secondo comma dellarticolo 1 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440. 2. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti i criteri e le modalit per la concessione o la locazione di beni immobili demaniali o patrimoniali dello Stato in favore di enti pubblici territoriali, ivi compresi gli Enti Parco nazionali, delle unit sanitarie locali, nonch di enti ecclesiastici, civilmente riconosciuti, della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato siano regolati per legge sulla base delle intese di cui allarticolo 8 dellaCostituzione. Alle concessioni e alle locazioni si applicano le disposizioni del comma 1 dellarticolo precedente per quanto riguarda la durata e lammontare del canone annuo ricognitorio, nonch le disposizioni dei commi 2, 4, 5 e 6 dello stesso articolo. Articolo 3 1. Alle concessioni assentite e alle locazioni stipulate a norma degli articoli precedenti si applicano, salvo quanto previsto nella presente legge, le disposizioni del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, concernente lamministrazione del patrimonio e la contabilit generale dello Stato, e del relativo regolamento di esecuzione approvato con il regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, nonch quelle del decreto ministeriale 24 agosto 1940, n. 2984, di approvazione delle istruzioni generali sui servizi del Provveditorato generale dello Stato. 2. Restano ferme le disposizioni di legge che prevedono, in favore dei soggetti di cui agli articoli precedenti, lutilizzazione gratuita di beni immobili demaniali o patrimoniali dello Stato. Articolo 4 1. Le disposizioni dellarticolo 1 concernenti lammontare del canone annuo ricognitorio si applicano alle utilizzazioni da parte dei soggetti indicati nei precedenti articoli 1 e 2, in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, per le quali alla stessa data non sono stati posti in essere i relativi atti di concessione o locazione, ferme rimanendo acquisite allerario le somme gi corrisposte a titolo di indennit di occupazione per importi superiori a quello determinato con i criteri previsti dalla presente legge. 1-bis. Il canone ricognitorio annuo si applica per i periodi di utilizzazione precedenti la data di entrata in vigore della presente legge, anche nellipotesi in cui sia stato accertato, con provvedimento giurisdizionale passato in giudicato, lobbligo del pagamento di somme superiori, secondo la disciplina anteriormente vigente. 235

Testo unico delle imposte sui redditi


TUIR Dpr. 22 dicembre 1986 n. 917 - Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi ART. 67. Redditi diversi omissis m) le indennit di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nellesercizio diretto di attivit sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dallUnione Nazionale per lIncremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalit sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di societ e associazioni sportive dilettantistiche e di cori, bande e filodrammatiche da parte del direttore e dei collaboratori tecnici; ART. 69 Premi, vincite ed indennit 1. I premi e le vincite di cui alla lettera d) del comma 1 dellarticolo 67 costituiscono reddito per lintero ammontare percepito nel periodo di imposta, senza alcuna deduzione. 2. Le indennit, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi di cui alla lettera m) del comma 1 dellarticolo 67 non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo dimposta a 7.500 euro. Non concorrono, altres, a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, allalloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale. Art. 73 Soggetti passivi 1.Sono soggetti allimposta sul reddito delle societ: a) le societ per azioni e in accomandita per azioni, le societ a responsabilit limitata, le societ cooperative e le societ di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato; b) gli enti pubblici e privati diversi dalle societ, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali; c) gli enti pubblici e privati diversi dalle societ, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali; d) le societ e gli enti di ogni tipo, con o senza personalit giuridica, non residenti nel territorio dello Stato. 2. Tra gli enti diversi dalle societ, di cui alle lettere b) e c) del comma 1, si comprendono, oltre alle persone giuridiche, le associazioni non riconosciute, i consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, nei confronti delle quali il presupposto dellimposta si verifica in modo unitario e autonomo. Tra le societ e gli enti di cui alla lettera d) del comma 1 sono comprese anche le societ e le associazioni indicate nellarticolo 5. 3. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le societ e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dellamministrazione o loggetto principale nel territorio dello Stato. 4. Loggetto esclusivo o principale dellente residente determinato in base alla legge, allatto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata. Per oggetto principale si intende lattivit essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati dalla legge, dallatto costitutivo o dallo statuto. 5. In mancanza dellatto costitutivo o dello statuto nelle predette forme, loggetto principale dellente residente determinato in base allattivit effettivamente esercitata nel territorio Capo III - Enti non commerciali residenti Articolo 143 Reddito complessivo 236

1. Il reddito complessivo degli enti non commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dellarticolo 73 formato dai redditi fondiari, di capitale, di impresa e diversi, ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione, ad esclusione di quelli esenti dallimposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. Per i medesimi enti non si considerano attivit commerciali le prestazioni di servizi non rientranti nellarticolo 2195 del codice civile rese in conformit alle finalit istituzionali dellente senza specifica organizzazione e verso pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione. 2. Il reddito complessivo determinato secondo le disposizioni dellarticolo 8. 3. Non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dellarticolo 73: a) i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione; b) i contributi corrisposti da Amministrazioni pubbliche ai predetti enti per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di cui allarticolo 8, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come sostituito dallarticolo 9, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, di attivit aventi finalit sociali esercitate in conformit ai fini istituzionali degli enti stessi. Articolo 144 Determinazione dei redditi 1. I redditi e le perdite che concorrono a formare il reddito complessivo degli enti non commerciali sono determinati distintamente per ciascuna categoria in base al risultato complessivo di tutti i cespiti che vi rientrano. Si applicano, se nel presente capo non diversamente stabilito, le disposizioni del titolo I relative ai redditi delle varie categorie. Per i redditi derivanti da immobili locati non relativi allimpresa si applicano comunque le disposizioni dellarticolo 90, comma 1, ultimo periodo (1). 2. Per lattivit commerciale esercitata gli enti non commerciali hanno lobbligo di tenere la contabilit separata. 3. Per lindividuazione dei beni relativi allimpresa si applicano le disposizioni di cui allarticolo 65, commi 1 e 3-bis. 4. Le spese e gli altri componenti negativi relativi a beni e servizi adibiti promiscuamente allesercizio di attivit commerciali e di altre attivit, sono deducibili per la parte del loro importo che corrisponde al rapporto tra lammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito dimpresa e lammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi; per gli immobili utilizzati promiscuamente deducibile la rendita catastale o il canone di locazione anche finanziaria per la parte del loro ammontare che corrisponde al predetto rapporto. 5. Per gli enti religiosi di cui allarticolo 26 della legge 20 maggio 1985, n. 222, che esercitano attivit commerciali, le spese relative allopera prestata in via continuativa dai loro membri sono determinate con i criteri ivi previsti. 6. Gli enti soggetti alle disposizioni in materia di contabilit pubblica sono esonerati dallobbligo di tenere la contabilit separata qualora siano osservate le modalit previste per la contabilit pubblica obbligatoria tenuta a norma di legge dagli stessi enti. (1) Periodo aggiunto dal comma 1 dellarticolo 7 del Dl 203/2005 come convertito dalla legge 248/2005, con la decorrenza indicata nel comma 2 dello stesso articolo. Articolo 145 Regime forfetario degli enti non commerciali 1. Fatto salvo quanto previsto, per le associazioni sportive dilettantistiche, dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e, per le associazioni senza scopo di lucro e per le pro-loco, dallarticolo 9-bis del decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1962, n. 66, gli enti non commerciali ammessi alla contabilit semplificata ai sensi dellarticolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, possono optare per la determinazione forfetaria del reddito dimpresa, applicando allammontare dei ricavi conseguiti nellesercizio di attivit commerciali il coefficiente di redditivit corrispondente alla classe di appartenenza secondo la tabella seguente ed aggiungendo lammontare dei componenti positivi del reddito di cui agli articoli 237

86, 88, 89 e 90: a) attivit di prestazioni di servizi: 1) fino a lire 30.000.000, coefficiente 15 per cento; 2) da lire 30.000.001 a lire 360.000.000, coefficiente 25 per cento; b) altre attivit: 1) fino a lire 50.000.000, coefficiente 10 per cento; 2) da lire 50.000.001 a lire 1.000.000.000, coefficiente 15 per cento. 2. Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attivit il coefficiente si determina con riferimento allammontare dei ricavi relativi allattivit prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attivit di prestazioni di servizi. 3. Il regime forfetario previsto nel presente articolo si estende di anno in anno qualora i limiti indicati al comma 1 non vengano superati. 4. Lopzione esercitata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dallinizio del periodo dimposta nel corso del quale esercitata fino a quando non revocata e comunque per un triennio. La revoca dellopzione effettuata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dallinizio del periodo dimposta nel corso del quale la dichiarazione stessa presentata. 5. Gli enti che intraprendono lesercizio dimpresa commerciale esercitano lopzione nella dichiarazione da presentare ai sensi dellarticolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. Articolo 146 Oneri deducibili 1. Dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione del reddito dimpresa che concorre a formarlo, gli oneri indicati alle lettere a), f) e g) del comma 1 dellarticolo 10. In caso di rimborso degli oneri dedotti ai sensi del presente articolo, le somme corrispondenti concorrono a formare il reddito complessivo del periodo di imposta nel quale lente ha conseguito i rimborso. Articolo 147 Detrazione dimposta per oneri 1. Dallimposta lorda si detrae, fino alla concorrenza del suo ammontare, un importo pari al 19 per cento degli oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 dellarticolo 15. La detrazione spetta a condizione che i predetti oneri non siano deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo. In caso di rimborso degli oneri per i quali si fruito della detrazione limposta dovuta per il periodo nel quale lente ha conseguito il rimborso aumentata di un importo pari al 22 per cento dellonere rimborsato. Articolo 148 Enti di tipo associativo 1. Non considerata commerciale lattivit svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformit alle finalit istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo. Le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo. 2. Si considerano tuttavia effettuate nellesercizio di attivit commerciali, salvo il disposto del secondo periodo del comma 1 dellarticolo 143, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi agli associati o partecipanti verso pagamento di corrispettivi specifici, compresi i contributi e le quote supplementari determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto. Detti corrispettivi concorrono alla formazione del reddito complessivo come componenti del reddito di impresa o come redditi diversi secondo che le relative operazioni abbiano carattere di abitualit o di occasionalit. 3. Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona non si considerano commerciali le attivit svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attivit e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di ununica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali, nonch le cessioni anche a terzi di proprie 238

pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati. 4. La disposizione del comma 3 non si applica per le cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, per le somministrazioni di pasti, per le erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore, per le prestazioni alberghiere, di alloggio, di trasporto e di deposito e per le prestazioni di servizi portuali e aeroportuali n per le prestazioni effettuate nellesercizio delle seguenti attivit: a) gestione di spacci aziendali e dimense; b) organizzazione di viaggi e soggiorni turistici; c) gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale; d) pubblicit commerciale; e) telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari. 5. Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui allarticolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalit assistenziali siano riconosciute dal Ministero dellinterno, non si considerano commerciali, anche se effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta lattivit istituzionale, da bar ed esercizi similari e lorganizzazione di viaggi e soggiorni turistici, semprech le predette attivit siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e siano effettuate nei confronti degli stessi soggetti indicati nel comma 3. 6. Lorganizzazione di viaggi e soggiorni turistici di cui al comma 5 non considerata commerciale anche se effettuata da associazioni politiche, sindacali e di categoria, nonch da associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, semprech sia effettuata nei confronti degli stessi soggetti indicati nel comma 3. 7. Per le organizzazioni sindacali e di categoria non si considerano effettuate nellesercizio di attivit commerciali le cessioni delle pubblicazioni, anche in deroga al limite di cui al comma 3, riguardanti i contratti collettivi di lavoro, nonch lassistenza prestata prevalentemente agli iscritti, associati o partecipanti in materia di applicazione degli stessi contratti e di legislazione sul lavoro, effettuate verso pagamento di corrispettivi che in entrambi i casi non eccedano i costi di diretta imputazione. 8. Le disposizioni di cui ai commi 3, 5, 6 e 7 si applicano a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata: a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonch fondi, riserve o capitale durante la vita dellassociazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; b) obbligo di devolvere il patrimonio dellente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalit analoghe o ai fini di pubblica utilit, sentito lorganismo di controllo di cui allarticolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge; c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalit associative volte a garantire leffettivit del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneit della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori det il diritto di voto per lapprovazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dellassociazione; d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; e) eleggibilit libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui allarticolo 2532, comma 2, del codice civile, sovranit dellassemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicit delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; ammesso il voto per corrispondenza per le associazioni il cui atto costitutivo, anteriore al 1 gennaio 1997, preveda tale modalit di voto ai sensi dellarticolo 2532, ultimo comma, del codice civile e semprech le stesse abbiano rilevanza a livello nazionale e siano prive di organizzazione a livello locale; 239

f) intrasmissibilit della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilit della stessa. 9. Le disposizioni di cui alle lettere c) ed e) del comma 8 non si applicano alle associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonch alle associazioni politiche, sindacali e di categoria. Articolo 149 Perdita della qualifica di ente non commerciale 1. Indipendentemente dalle previsioni statutarie, lente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attivit commerciale per un intero periodo dimposta. 2. Ai fini della qualificazione commerciale dellente si tiene conto anche dei seguenti parametri: a) prevalenza delle immobilizzazioni relative allattivit commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attivit; b) prevalenza dei ricavi derivanti da attivit commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioni afferentile attivit istituzionali; c) prevalenza dei redditi derivanti da attivit commerciali rispetto alle entrate istituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalit e le quote associative; d) prevalenza delle componenti negative inerenti allattivit commerciale rispetto alle restanti spese. 3. Il mutamento di qualifica opera a partire dal periodo dimposta in cui vengono meno le condizioni che legittimano le agevolazioni e comporta lobbligo di comprendere tutti i beni facenti parte del patrimonio dellente nellinventario di cui allarticolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Liscrizione nellinventario deve essere effettuata entro sessanta giorni dallinizio del periodo di imposta in cui ha effetto il mutamento di qualifica secondo i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1974, n. 689. 4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili ed alle associazioni sportive dilettantistiche. Articolo 150 Organizzazioni non lucrative di utilit sociale 1. Per le organizzazioni non lucrative di utilit sociale (ONLUS), ad eccezione delle societ cooperative, non costituisce esercizio di attivit commerciale lo svolgimento delle attivit istituzionali nel perseguimento di esclusive finalit di solidariet sociale. 2. I proventi derivanti dallesercizio delle attivit direttamente connesse non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Norme sul procedimento amministrativo


Legge 7 agosto 1990, n. 241 Art.19 (Dichiarazione di inizio attivit) (articolo cos sostituito dallarticolo 3, comma 1, legge n. 80 del 2005) 1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per lesercizio di attivit imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dallaccertamento dei requisiti e presupposti di legge o di atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, con la sola esclusione degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, allimmigrazione, allamministrazione della giustizia, alla amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, alla tutela della salute e della pubblica incolumit, del patrimonio culturale e paesaggistico e dellambiente, nonch degli atti imposti dalla normativa comunitaria, sostituito da una dichiarazione dellinteressato corredata, anche per mezzo di autocertificazioni, delle certificazioni 240

e delle attestazioni normativamente richieste. Lamministrazione competente pu richiedere informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o qualit soltanto qualora non siano attestati in documenti gi in possesso dellamministrazione stessa o non siano direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. 2. Lattivit oggetto della dichiarazione pu essere iniziata decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della dichiarazione allamministrazione competente. Contestualmente allinizio dellattivit, linteressato ne d comunicazione allamministrazione competente. 3. Lamministrazione competente, in caso di accertata carenza delle condizioni, modalit e fatti legittimanti, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit e di rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ci sia possibile, linteressato provveda a conformare alla normativa vigente detta attivit ed i suoi effetti entro un termine fissato dallamministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. fatto comunque salvo il potere dellamministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. Nei casi in cui la legge prevede lacquisizione di pareri di organi o enti appositi, il termine per ladozione dei provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit e di rimozione dei suoi effetti sono sospesi, fino allacquisizione dei pareri, fino a un massimo di trenta giorni, scaduti i quali lamministrazione pu adottare i propri provvedimenti indipendentemente dallacquisizione del parere. Della sospensione data comunicazione allinteressato. 4. Restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono termini diversi da quelli di cui ai commi 2 e 3 per linizio dellattivit e per ladozione da parte dellamministrazione competente di provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit e di rimozione dei suoi effetti.

Attivit dei pubblici esercizi


LEGGE 25 agosto 1991, n. 287 Aggiornamento della normativa sullinsediamento e sullattivit dei pubblici esercizi. GU n. 206 del 3-9-1991 Art. 1. Ambito di applicazione della legge e abrogazioni espresse 1. La presente legge si applica alle attivit di somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande. Per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dellesercizio o in una superficie aperta al pubblico, alluopo attrezzati. 2. La presente legge si applica altres alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande effettuata con distributori automatici in locali esclusivamente adibiti a tale attivit. 3. Sono abrogati la legge 14 ottobre 1974, n. 524, e larticolo 6 della legge 11 giugno 1971, n. 426. Restano abrogati gli articoli 89, 90, 91, 95, 96, 97, 98 e 103, terzo e quarto comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonche le disposizioni contenute nei decreti legislativi del Capo provvisorio dello Stato 28 giugno 1946, n. 78, e 10 luglio 1947, n. 705, ratificati con legge 22 aprile 1953, n. 342, e le disposizioni di cui alla legge 8 luglio 1949, n. 478. 4. Le disposizioni della presente legge si applicano nelle regioni a statuto speciale in quanto compatibili con le norme dei rispettivi statuti. 5. Restano ferme le disposizioni della legge 5 dicembre 1985, n. 730, nonche larticolo 5, sesto comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443. Art. 6 limiti numerici. 1. I limiti numerici determinati ai sensi del comma 4 non si applicano per il rilascio delle autorizzazioni concernenti la somministrazione di alimenti e di bevande: a) al domicilio del consumatore; 241

b) negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande o ad altri complessi ricettivi, limitatamente alle prestazioni rese agli alloggiati; c) negli esercizi posti nelle aree di servizio delle autostrade e nellinterno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime; d) negli esercizi di cui allarticolo 5, comma 1, lettera c), nei quali sia prevalente lattivit congiunta di trattenimento e svago; e) nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli cooperativi e degli enti a carattere nazionale le cui finalit assistenziali sono riconosciute dal Ministero dellinterno; f) esercitata in via diretta a favore dei propri dipendenti da amministrazioni, enti o imprese pubbliche; g) in scuole; in ospedali; in comunit religiose; in stabilimenti militari, delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; h) nei mezzi di trasporto pubblico. Art. 8. Orario di attivit 1. Il sindaco, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative e lazienda di promozione turistica nonche le associazioni dei consumatori e degli utenti maggiormente rappresentative a livello nazionale, determina lorario minimo e massimo di attivit, che pu essere differenziato nellambito dello stesso comune in ragione delle diverse esigenze e caratteristiche delle zone considerate. 2. E consentito allesercente di posticipare lapertura e anticipare la chiusura dellesercizio fino a un massimo di unora rispetto allorario minimo stabilito e di effettuare una chiusura intermedia dellesercizio fino al limite massimo di due ore consec- utive. 3. Gli esercenti hanno lobbligo di comunicare preventivamente al comune lorario adottato e di renderlo noto al pubblico con lesposizione di apposito cartello, ben visibile. 4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano agli esercizi di cui allarticolo 3, comma 6. 5. Il sindaco, al fine di assicurare allutenza, specie nei mesi estivi, idonei livelli di servizio, predispone, sentite le organizzazioni di categoria interessate nonche le associazioni dei consumatori e degli utenti maggiormente rappresentative a livello nazionale, programmi di apertura per turno degli esercizi di cui alla presente legge. Gli esercenti devono rendere noti i turni al pubblico mediante lesposizione, con anticipo di almeno venti giorni, di un apposito cartello ben visibile.

CREDITO SPORTIVO Legge del 16/12/1991 n. 398


Disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche. (N.D.R.: Per lapplicazione delle disposizioni della presente legge vedi anche il primo comma dellart. 6 del decreto-legge 8 luglio 2002, n 138, poi abrogato dalla legge di conversione 8 agosto 2002 n. 178, entrata in vigore l11 agosto 2002; vedi anche l art. 2, comma 31, L. 24 dicembre 2003 n.350.) art. 1 Soggetti interessati. Opzione per il regime speciale IVA e imposte dirette. 1. Le associazioni sportive e relative sezioni non aventi scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti, che svolgono attivita sportive dilettantistiche e che nel periodo dimposta precedente hanno conseguito dallesercizio di attivita commerciali proventi per un importo non superiore a lire 360 milioni, possono optare per lapplicazione dellimposta sul valore aggiunto, dellimposta sul reddito delle persone giuridiche e dellimposta locale sui redditi secondo le disposizioni di cui allarticolo 2. Lopzione e esercitata mediante comunicazione a mezzo lettera raccomandata da inviare al competente ufficio dellimposta sul valore aggiunto; essa ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello in cui e esercitata, fino a quando non sia revocata e, in ogni caso, per almeno un triennio. I soggetti che intraprendono lesercizio di attivita commerciali esercitano lopzione nella dichiarazione da presentare ai sensi dellarticolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 242

ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. Lopzione ha effetto anche ai fini delle imposte sui redditi e di essa deve essere data comunicazione agli uffici delle imposte dirette entro i trenta giorni successivi. 2. Nei confronti dei soggetti che hanno esercitato lopzione di cui al comma 1 e che nel corso del periodo dimposta hanno superato il limite di lire 100 milioni, cessano di applicarsi le disposizioni della presente legge con effetto dal mese successivo a quello in cui il limite e superato. 3. (Comma abrogato). (N.D.R.: Le modifiche introdotte dallart.25 L.n.133 del 13 maggio 1999 si applicano, ai sensi dellart.37 L.21 novembre 2000, n.342, a decorrere dal 1 gennaio 2000; limporto fissato nel primo comma - gia elevato, unitamente a quello del secondo comma, dallart.1 D.P.C. 10 novembre 1998 e elevato a lire 360 milioni a decorrere dal periodo dimposta successivo a quello in corso alla data del 18 maggio 1999. Limporto fissato dal primo comma del presente articolo e stato elevato a 310.000 euro dal comma 2 dellarticolo 6 del decreto-legge 8/7/2002, n. 138, a decorrere dal periodo dimposta ivi indicato. Successivamente lanzidetto art. 6 e stato abrogato dalla legge di conversione 8 agosto 2002, n. 178, entrata in vigore l11/8/2002. Lart. 90, secondo comma, L. 27 dicembre 2002 n. 289 ha ulteriormente elevato limporto previsto dal primo comma a 250.000 euro.). Testo: in vigore dal 10/12/2000 modificato da: L del 13/05/1999 n. 133 art. 25 art. 2 Regime speciale IVA e imposte dirette. 1. I soggetti di cui allarticolo 1 che hanno esercitato lopzione sono esonerati dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili prescritti dagli articoli 14, 15, 16, 18 e 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. Sono, altresi, esonerati dagli obblighi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 2. I soggetti che fruiscono dellesonero devono annotare nella distinta dincasso o nella dichiarazione di incasso previste, rispettivamente, dagli articoli 8 e 13 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, opportunamente integrate, qualsiasi provento conseguito nellesercizio di attivita commerciali. 3. Per i proventi di cui al comma 2, soggetti allimposta sul valore aggiunto, limposta continua ad applicarsi con le modalita di cui allarticolo 74, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 4. Le fatture emesse e le fatture di acquisto devono essere numerate progressivamente per anno solare e conservate a norma dellarticolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e dellarticolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Sono fatte salve le disposizioni previste dalla legge 10 maggio 1976, n. 249, in materia di ricevuta fiscale, dal decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627, in materia di documento di accompagnamento dei beni viaggianti, nonche dalla legge 26 gennaio 1983, n. 18, in materia di scontrino fiscale. 5. In deroga alle disposizioni contenute nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il reddito imponibile dei soggetti di cui allarticolo 1 e determinato applicando allammontare dei proventi conseguiti nellesercizio di attivita commerciali il coefficiente di redditivita del 3 per cento e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali. 6. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, saranno approvati i modelli di distinta e di dichiarazione dincasso di cui al comma 2 e stabilite le relative modalita di compilazione. Testo: in vigore dal 10/12/2000 modificato da: L del 13/05/1999 n. 133 art. 25. art. 3 Indennita di preparazione e promozione: trattamento ai fini delle imposte sul reddito.

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1. Il premio di addestramento e formazione tecnica di cui allarticolo 6 della legge 23 marzo 1981, n. 91, e successive modificazioni, percepito dai soggetti di cui allarticolo 1, non concorre alla determinazione del reddito dei soggetti stessi. Testo: in vigore dal 21/11/1996 modificato da: DL del 20/09/1996 n. 485 art. 2 convertito art. 4 Diritti alle prestazioni sportive degli atleti. Aliquota IVA. Testo: in vigore dal 01/01/1992 1. Le cessioni dei diritti alle prestazioni sportive degli atleti effettuate dalle associazioni sportive di cui alla presente legge sono soggette allimposta sul valore aggiunto con laliquota del 9 per cento. Testo: in vigore dal 01/01/1992

Imposta comunale sulla pubblicita e sulle pubbliche affissioni,


DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 1993, n. 507 Revisione ed armonizzazione dellimposta comunale sulla pubblicita e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa perloccupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle prov- ince nonche della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dellart. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale. Art.16 (Riduzioni dellimposta) La tariffa dellimposta e ridotta alla meta: a) per la pubblicita effettuata da comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; b) per la pubblicita relativa a manifestazioni politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; c) per la pubblicita relativa a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficenza. Art.17 (Esenzionidallimposta) 1.Sono esenti dallimposta: omissis h) le insegne, le targhe e simili apposte per lindividuazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non persegua scopo di lucro; Art. 20 (Riduzioni del diritto) 1. La tariffa per il servizio delle pubbliche affissioni e ridotta alla meta: a) per i manifesti riguardanti in via esclusiva lo Stato e glienti pubblici territoriali e che non rientrano nei casi per i quali e prevista lesenzione ai sensi dellart. 21; b) per i manifesti di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; c) per i manifesti relativi ad attivita politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; d) per i manifesti relativi a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficenza; e) per gli annunci mortuari. Art. 21. Esenzioni dal diritto) 244

1. Sono esenti dal diritto sulle pubbliche affissioni: a) i manifesti riguardanti le attivita istituzionali del comune da esso svolte in via esclusiva, esposti nellambito del proprio territorio; b) i manifesti delle autorita militari relativi alle iscrizioni nelle liste di leva, alla chiamata ed ai richiami alle armi; c) i manifesti dello Stato, delle regioni e delle province in materia di tributi; d) i manifesti delle autorita di polizia in materia di pubblica sicurezza; e) i manifesti relativi ad adempimenti di legge in materia di referendum, elezioni politiche, per il parlamento europeo, regionali,amministrative; f) ogni altro manifesto la cui affissione sia obbligatoria per legge; g) i manifesti concernenti corsi scolastici e professionali gratuiti regolarmente autorizzati. Art. 58. Istituzione della tassa smaltimento rifiuti) 1. Per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidiurbani interni ed equiparati ad ogni effetto ai sensi dellart. 60, svolto in regime di privativa nellambito del centro abitato, delle frazioni, dei nuclei abitati ed eventualmente esteso alle zone del territorio comunale con insediamenti sparsi, i comuni debbono istituire una tassa annuale, da disciplinare con apposito regolamento ed applicare in base a tariffa con losservanza delle prescrizioni e dei criteri di cui alle norme seguenti.

Igiene dei prodotti alimentari


Attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CE concernenti ligiene dei prodotti alimentari pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 1997 - Supplemento Ordinario n. 118 ART. 1 (Campo di applicazione) 1. Il presente decreto stabilisce, fatte salve le disposizioni previste da norme specifiche, le norme generali di igiene dei prodotti alimentari e le modalita di verifica dellosservanza di tali norme. ART. 2 (Definizioni) 1. Ai fini del presente decreto si intende per: a) igiene dei prodotti alimentari, di seguito denominata igiene: tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salubrita dei prodotti alimentari. Tali misure interessano tutte le fasi successive alla produzione primaria, che include tra laltro la raccolta, la macellazione e la mungitura, e precisamente: la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione, al consumatore; b) industria alimentare: ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che esercita una o piu delle seguenti attivita: la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione, di prodottialimentari; c) alimenti salubri: gli alimenti idonei al consumo umano dal punto di vista igienico; d) autorita competente: il Ministero della sanita, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, i comuni e le unita sanitarie locali, secondo quanto previsto dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833, esuccessive modificazioni; e) responsabile dellindustria alimentare: il titolare dellindustria alimentare ovvero il responsabile specificatamente delegato. ART. 3 (Autocontrollo) 245

1. Il responsabile dellindustria deve garantire che la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione, dei prodotti alimentari siano effettuati in modo igienico. 2. Il responsabile della industria alimentare deve individuare nella propria attivita ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza degli alimenti e deve garantire che siano individuate, applicate, mantenute ed aggiornate le adeguate procedure di sicurezza avvalendosi dei seguenti principi su cui e basato il sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points): a)analisi dei potenziali rischi per gli alimenti; b) individuazione dei punti in cui possono verificarsi dei rischi per gli alimenti; c) decisioni da adottare riguardo ai punti critici individuati, cioe a quei punti che possono nuocere alla sicurezza dei prodotti; d) individuazione ed applicazione di procedure di controllo e di sorveglianza dei punti critici; e) riesame periodico, ed in occasione di variazioni di ogni processo e della tipologia dattivita, dellanalisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo e di sorveglianza. 3. Il responsabile dellindustria alimentare deve tenere a disposizione dellautorita competente preposta al controllo tutte le informazioni concernenti la natura, la frequenza e i risultati alla procedura di cui al comma 2. 4. Qualora a seguito dellautocontrollo di cui al comma 2, il responsabile dellindustria alimentare constati che i prodotti possano presentare un rischio immediato per la salute provvede al ritiro dal commercio dei prodotti in questione e di quelli ottenuti in condizione tecnologiche simili informando le autorita competenti sulla natura del rischio e fornendo le informazioni relative al ritiro degli stessi; il prodotto ritirato dal commercio deve rimanere sotto la sorveglianza e la responsabilita dellautorita sanitaria locale fino al momento in cui, previa autorizzazione della stessa, non venga distrutto o utilizzato per fini diversi dal consumo umano o tratto in modo da garantirne la sicurezza; le spese sono a carico del titolare dellindustria alimentare. 5. Le industrie alimentari devono attenersi alle disposizioni di cui allallegato, fatte salve quelle piu dettagliate o rigorose attualmente vigenti purche non costituiscano restrizione o ostacolo agli scambi; modifiche a tali disposizioni possono essere effettuate con regolamento del Ministro della sanita previo espletamento delle procedure comunitarie. Art. 4 (Manuali di corretta prassi igienica) 1. Al fine di facilitare lapplicazione delle misure di cui allarticolo 3, possono essere predisposti manuali di corretta prassi igienica tenendo conto, ove necessario, del Codice internazionale di prassi raccomandato e dei principi generali di igiene del Codex Alimentarius. 2. Lelaborazione dei manuali di cui al comma 1 e effettuata dai settori dellindustria alimentare e dai rappresentanti di altre parti interessate quali le autorita competenti e le associazioni dei consumatori, in consultazione con i soggetti sostanzialmente interessati tenendo conto, se necessario, del Codice internazionale di prassi raccomandato e dei principi generali di igiene del Codex Alimentarius. 3. I manuali di cui ai commi 1 e 2 possono essere elaborati anche dallEnte nazionale italiano di unificazione (UNI). 4. Il Ministero della sanita valuta la conformita allarticolo 3 dei manuali di cui ai commi 1 e 2 secondo le modalita da esso stabilite e, se li ritiene conformi, li trasmette alla Commissione europea. 5. Ai fini dellattuazione delle norme generali di igiene e della predisposizione dei manuali di corretta prassi igienica, le industrie alimentari possono tenere anche conto delle norme europee della serie EN 29000 ovvero ISO 9000. Art. 5 (Controlli) 1. Il controllo ufficiale per accertare che le industrie alimentari osservino le prescrizioni previste dallarticolo 3, si effettua conformemente a quanto previsto dal decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123; per tale controllo si deve tener conto dei manuali di corretta prassi igienica di cui allarticolo 4. 2. Gli incaricati del controllo di cui al comma 1 effettuano una valutazione generale dei rischi potenziali concernenti la sicurezza degli alimenti, in relazione alle attivita svolte dallindustria 246

alimentare, prestando una particolare attenzione ai punti critici di controllo dalla stessa evidenziati, al fine di accertare che le operazioni di sorveglianza e di verifica siano state effettuate correttamente dal responsabile. 3. Al fine di determinare il rischio per la salubrita e la sicurezza dei prodotti alimentari si tiene conto del tipo di prodotto, del modo in cui e stato trattato e confezionato e di qualsiasi altra operazione cui esso e sottoposto prima della vendita o della fornitura, compresa la somministrazione al consumatore, nonche delle condizioni in cui e esposto o in cui e immagazzinato. 4. I locali utilizzati per le attivita di cui allarticolo 2, comma 1, lettera b), vengono ispezionati con la frequenza, ove prevista, indicata nel decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, pubblicato nel supplemento ordinario n. 132 alla Gazzetta Ufficiale n. 260 del 7 novembre 1995; tale frequenza puo tuttavia essere modificata in relazione al rischio. 5. Il controllo di prodotti alimentari in impostazione si effettua in conformita al decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123. Art. 6 (Educazione sanitaria in materia alimentare) 1. Il Ministero della sanita, dintesa con le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e le unita sanitarie locali, promuove campagne informative dei cittadini sulleducazione sanitaria in materia di corretta alimentazione, anche, dintesa con il Ministero della pubblica istruzione, nelle scuole di ogni ordine e grado, con la partecipazione dei docenti di materie scientifiche e di educazione fisica, nellambito delle attivita didattiche previste dalla programmazione annuale. Art. 7 (Modifiche di talune disposizioni preesistenti) 1. Allarticolo 4, primo comma, della legge 30 aprile 1962, n. 283, dopo la parola: alimentazione sono inserite le seguenti: , materiali e oggetti destinati a venire a contatto con sostanze alimentari e, dopo la parola: campioni le parole: delle sostanze stesse sono sostituite dalle seguenti: di tali sostanze, materiali e oggetti. 2. Allarticolo 2-bis, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 777, introdotto dallarticolo 2 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 108, sono soppresse le parole: di zinco. Art. 8 (Sanzioni) 1. Salvo che il fatto costituisca reato il responsabile dellindustria alimentare e punito con: a) la sanzione amministrativa pecuniaria da lire due milioni a lire dodici milioni per linosservanza dellobbligo di cui allarticolo 3, comma 3; b) la sanzione amministrativa pecuniaria da lire tre milioni a lire diciotto milioni per la mancata o non corretta attuazione del sistema di autocontrollo di cui allarticolo 3, comma 2, o per linosservanza delle disposizioni di cui allarticolo 3, comma 5; c) la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a lire sessanta milioni per la violazione degli obblighi di ritiro dal commercio previsti dallarticolo 3, comma 4. 2. LAutorita incaricata del controllo procede allapplicazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 1, lettere a) e b), qualora il responsabile dellindustria alimentare non provveda ad eliminare il mancato o non corretto adempimento delle norme di cui allarticolo 3, commi 2 e 3, entro un congruo termine prefissato. 3. Il mancato rispetto delle prescrizioni di cui al comma 2, ovvero la violazione dellobbligo di ritiro dal commercio previsto dallarticolo 3, comma 4, e punito, se ne deriva pericolo per la salubrita e la sicurezza dei prodotti alimentari, con larresto fino ad un anno e lammenda da lire seicentomila a lire sessanta milioni. Art. 9 (Norme transitorie e finali) 1. Le industrie alimentari devono adeguarsi alle disposizioni del presente decreto entro dodici mesi dalla data della sua entrata in vigore, fatta eccezione per quelle che vendono o somministrano prodotti alimentari su aree pubbliche, le quali devono adeguarsi entro diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione. 247

2. Nella applicazione delle disposizioni di cui ai capitoli I e II dellallegato, alle lavorazioni alimentari svolte per la vendita diretta ai sensi della legge 9 febbraio 1963, n. 59, e per la somministrazione sul posto ai sensi della legge 5 dicembre 1985, n. 730, nonche per la produzione, la preparazione e il confezionamento in laboratori annessi agli esercizi di vendita al dettaglio di sostanze alimentari destinate ad essere vendute nei predetti esercizi, lautorita sanitaria competente per territorio tiene conto delle effettive necessita connesse alla specifica attivita.

Disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle onlus


Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460
Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 1998 - Supplemento Ordinario n. 1 Sezione I Modifiche alla disciplina degli enti non commerciali in materia di imposte sul reddito e di imposta sul valore aggiunto. Art. 1. Qualificazione degli enti e determinazione dei criteri per individuarne loggetto esclusivo o principale di attivita. 1. Nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, allarticolo 87, il comma 4 e sostituito dai seguenti: 4. Loggetto esclusivo o principale dellente residente e determinato in base alla legge, allatto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata. Per oggetto principale si intende lattivita essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati dalla legge, dallatto costitutivo o dallo statuto. 4-bis. In mancanza dellatto costitutivo o dello statuto nelle predette forme, loggetto principale dellente residente e determinato in base allattivita effettivamente esercitata nel territorio dello Stato; tale disposizione si applica in ogni caso agli enti non residenti.. Art. 2. Occasionali raccolte pubbliche di fondi e contributi per lo svolgimento convenzionato di attivita 1. Nellarticolo 108, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente il reddito complessivo degli enti non commerciali, dopo il comma 2, e aggiunto, in fine, il seguente: 2-bis. Non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla letterac)delcomma1dellarticolo87: a) i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenzeocampagnedisensibilizzazione; b) i contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche ai predetti enti per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di cui allarticolo 8, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come sostituito dallarticolo 9, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, di attivita aventi finalita sociali esercitate in conformita ai fini istituzionali degli enti stessi.. 2. Le attivita indicate nellarticolo 108, comma 2-bis, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come 248

modificato dal comma 1, fermo restando il regime di esclusione dallimposta sul valore aggiunto, sono esenti da ogni altro tributo. 3. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, possono essere stabiliti condizioni e limiti affinche lesercizio delle attivita di cui allarticolo 108, comma 2-bis, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, possa considerarsi occasionale. Art. 3. Determinazione dei redditi e contabilita separata 1. Allarticolo 109 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente la determinazione dei redditi degli enti non commerciali, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: 2. Per lattivita commerciale esercitata gli enti non commerciali hanno lobbligo di tenere la contabilitaseparata. 3. Per lindividuazione dei beni relativi allimpresa si applicano le disposizioni di cui allarticolo 77, commi1e3-bis. 3-bis. Le spese e gli altri componenti negativi relativi a beni e servizi adibiti promiscuamente allesercizio di attivita commerciali e di altre attivita, sono deducibili per la parte del loro importo che corrisponde al rapporto tra lammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito dimpresa e lammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi; per gli immobili utilizzati promiscuamente e deducibile la rendita catastale o il canone di locazione anche finanziaria per la parte del loro ammontare che corrisponde al predetto rapporto.; b) il comma 4-bis e sostituito dal seguente: 4-bis. Gli enti soggetti alle disposizioni in materia di contabilita pubblica sono esonerati dallobbligo di tenere la contabilita separata qualora siano osservate le modalita previste per la contabilita pubblica obbligatoria tenuta a norma di legge dagli stessi enti.. Art. 4. Regime forfetario di determinazione del reddito 1. Nel testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo larticolo 109 e inserito il seguente: Art. 109-bis (Regime forfetario degli enti non commerciali). - 1. Fatto salvo quanto previsto, per le associazioni sportive dilettantistiche, dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e, per le associazioni senza scopo di lucro e per le pro-loco, dallarticolo 9-bis del decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1962, n. 66, gli enti non commerciali ammessi alla contabilita semplificata ai sensi dellarticolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, possono optare per la determinazione forfetaria del reddito dimpresa, applicando allammontare dei ricavi conseguiti nellesercizio di attivita commerciali il coefficiente di redditivita corrispondente alla classe di appartenenza secondo la tabella seguente ed aggiungendo lammontare dei componenti positivi del reddito di cui agli articoli 54, 55, 56 e 57: a) attivita di prestazioni di servizi: 1) fino a lire 30.000.000, coefficiente 15 percento; 2) da lire 30.000.001 a lire 360.000.000, coefficiente 25 per cento; b) altre attivita: 1) fino a lire 50.000.000, coefficiente 10 per cento; 2) da lire 50.000.001 a lire 1.000.000.000, coefficiente 15 per cento. 2. Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attivita il coefficiente si determina con riferimento allammontare dei ricavi relativi allattivita prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attivita di prestazioni di servizi. 3. Il regime forfetario previsto nel presente articolo si estende di anno in anno qualora i limiti indicati al comma 1 non vengano superati. 4. Lopzione e esercitata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dallinizio del periodo dimposta nel corso del quale e esercitata fino a quando non e revocata e comunque per un triennio. 249

La revoca dellopzione e effettuata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dallinizio del periodo dimposta nel corso del quale la dichiarazione stessa e presentata. 5. Gli enti che intraprendono lesercizio dimpresa commerciale esercitano lopzione nella dichiarazione da presentare ai sensi dellarticolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.. Art. 5. Enti di tipo associativo 1. Allarticolo 111 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente lattivita svolta dagli enti di tipo associativo, sono apportateleseguentimodificazioni: a) il comma 3 e sostituito dal seguente: 3. Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona non si considerano commerciali le attivita svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attivita e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di ununica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali, nonche le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati.; b) dopo il comma 4, sono aggiunti, in fine, i seguenti: 4-bis. Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui allarticolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalita assistenziali siano riconosciute dal Ministero dellinterno, non si considerano commerciali, anche se effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta lattivita istituzionale, da bar ed esercizi similari e lorganizzazione di viaggi e soggiorni turistici, sempreche le predette attivita siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e siano effettuate nei confronti degli stessi soggetti indicati nel comma 3. 4-ter. Lorganizzazione di viaggi e soggiorni turistici di cui al comma 4-bis non e considerata commerciale anche se effettuata da associazioni politiche, sindacali e di categoria, nonche da associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, sempreche sia effettuata nei confronti degli stessi soggetti indicati nel comma 3. 4-quater. Per le organizzazioni sindacali e di categoria non si considerano effettuate nellesercizio di attivita commerciali le cessioni delle pubblicazioni, anche in deroga al limite di cui al comma 3, riguardanti i contratti collettivi di lavoro, nonche lassistenza prestata prevalentemente agli iscritti, associati o partecipanti in materia di applicazione degli stessi contratti e di legislazione sul lavoro, effettuate verso pagamento di corrispettivi che in entrambi i casi non eccedano i costi di diretta imputazione. 4-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4-bis, 4-ter e 4-quater si applicano a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata: a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonche fondi, riserve o capitale durante la vita dellassociazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; b) obbligo di devolvere il patrimonio dellente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalita analoghe o ai fini di pubblica utilita, sentito lorganismo di controllo di cui allarticolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge; c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita associative volte a garantire leffettivita del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneita della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori deta il diritto di voto per lapprovazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi 250

dellassociazione; d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; e) eleggibilita libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui allarticolo 2532, secondo comma, del codice civile, sovranita dellassemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicita delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; f) intrasmissibilita della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilita della stessa. 4-sexies. Le disposizioni di cui alle lettere c) ed e) del comma 4-quinquies non si applicano alle associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonche alle associazioni politiche, sindacali e di categoria.. 2. Nellarticolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, relativo allesercizio di imprese ai fini dellimposta sul valore aggiunto, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel quarto comma, secondo periodo, relativo al trattamento di talune cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da enti di tipo associativo, le parole: e sportive sono sostituite dalle seguenti: sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona; nello stesso comma, il terzo periodo e soppresso; b) nel quinto comma, lettera a), relativo al trattamento delle pubblicazioni curate da enti di tipo associativo, le parole: e sportive sono sostituite dalle seguenti: sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona; c) dopo il quinto comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti: Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui allarticolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalita assistenziali siano riconosciute dal Ministero dellinterno, non si considera commerciale, anche se effettuata verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta lattivita istituzionale, da bar ed esercizi similari, sempreche tale attivita sia strettamente complementare a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e sia effettuata nei confronti degli stessi soggetti indicati nel secondo periodo del quarto comma. Le disposizioni di cui ai commi quarto, secondo periodo, e sesto si applicano a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata: a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonche fondi, riserve o capitale durante la vita dellassociazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; b) obbligo di devolvere il patrimonio dellente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalita analoghe o ai fini di pubblica utilita, sentito lorganismo di controllo di cui allarticolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge; c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita associative volte a garantire leffettivita del rapporto medesimo, escludendo espressamente ogni limitazione in funzione della temporaneita della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori deta il diritto di voto per lapprovazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dellassociazione; d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; e) eleggibilita libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui allarticolo 2532, secondo comma, del codice civile, sovranita dellassemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicita delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; 251

f) intrasmissibilita della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilita dellastessa. Le disposizioni di cui alle lettere c) ed e) del settimo comma non si applicano alle associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonche alle associazioni politiche, sindacali e di categoria.. 3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le associazioni costituite prima della predetta data predispongono o adeguano il proprio statuto, ai sensi dellarticolo 111, comma 4quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal comma 1, lettera b), ed ai sensi dellarticolo 4, settimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal comma 2, lettera b). 4. Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, il termine di cui al comma 3 e di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Art. 6. Perdita della qualifica di ente non commerciale 1. Nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo larticolo 111, e inserito il seguente: Art. 111-bis (Perdita della qualifica di ente non commerciale). - 1. Indipendentemente dalle previsioni statutarie, lente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attivita commerciale per un intero periodo dimposta. 2. Ai fini della qualificazione commerciale dellente si tiene conto anche dei seguenti parametri: a) prevalenza delle immobilizzazioni relative allattivita commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attivita; b) prevalenza dei ricavi derivanti da attivita commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioniafferentileattivitaistituzionali; c) prevalenza dei redditi derivanti da attivita commerciali rispetto alle entrate istituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalita e le quote associative; d) prevalenza delle componenti negative inerenti allattivita commerciale rispetto alle restanti spese. 3. Il mutamento di qualifica opera a partire dal periodo dimposta in cui vengono meno le condizioni che legittimano le agevolazioni e comporta lobbligo di comprendere tutti i beni facenti parte del patrimonio dellente nellinventario di cui allarticolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Liscrizione nellinventario deve essere effettuata entro sessanta giorni dallinizio del periodo di imposta in cui ha effetto il mutamento di qualifica secondo i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1974, n. 689. 4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili.. 2. Nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante disciplina dellimposta sul valore aggiunto, allarticolo 4, dopo lultimo comma, e aggiunto il seguente: Le disposizioni sulla perdita della qualifica di ente non commerciale di cui allarticolo 111-bis del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si applicano anche ai fini dellimposta sul valore aggiunto.. Art. 7. Enti non commerciali non residenti 1. Allarticolo 114 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, riguardante gli enti non commerciali non residenti nel territorio dello Stato, nel comma 2, le parole: senza tenerne contabilita separata si applicano le disposizioni dei commi 2 e 3 dellarticolo 109 sono sostituite dalle seguenti: si applicano le disposizioni dei commi 2, 3 e 3-bis dellarticolo 109. Art. 8. Scritture contabili degli enti non commerciali 1. Nellarticolo 20 decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, riguardante le scritture contabili degli enti non commerciali, dopo il primo comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti: 252

Indipendentemente alla redazione del rendiconto annuale economico e finanziario, gli enti non commerciali che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio, un apposito e separato rendiconto tenuto e conservato ai sensi dellarticolo 22, dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione indicate nellarticolo 108, comma 2-bis, lettera a), testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Gli enti soggetti alla determinazione forfetaria del reddito ai sensi del comma 1 dellarticolo 109-bis del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che abbiano conseguito nellanno solare precedente ricavi non superiori a lire 30 milioni, relativamente alle attivita di prestazione di servizi, ovvero a lire 50 milioni negli altri casi, assolvono gli obblighi contabili di cui allarticolo 18, secondo le disposizioni di cui al comma 166 dellarticolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.. Art. 9. Agevolazioni temporanee per il trasferimento di beni patrimoniali 1. Il trasferimento a titolo gratuito di aziende o beni a favore di enti non commerciali, con atto sottoposto a registrazione entro il 30 settembre 1998, e esente dalle imposte sulle successioni e donazioni, ipotecaria e catastale, sullincremento di valore degli immobili e relativa imposta sostitutiva, non da luogo, ai fini delle imposte sui redditi, a realizzo o a distribuzione di plusvalenze e minusvalenze, comprese quelle relative alle rimanenze e compreso il valore di avviamento, ne costituisce presupposto per la tassazione di sopravvenienze attive nei confronti dellente cessionario, a condizione che lente dichiari nellatto che intende utilizzare direttamente i beni per lo svolgimento della propria attivita. Qualora il trasferimento abbia a oggetto lunica azienda dellimprenditore cedente, questi ha lobbligo di affrancare le riserve o fondi in sospensione dimposta eventualmente costituiti in precedenza previo pagamento di unimposta sostitutiva dellimposta sul reddito delle persone fisiche ovvero dellimposta sul reddito delle persone giuridiche, dellimposta locale sui redditi e dellimposta sul valore aggiunto pari al 25 per cento, secondo le modalita determinate con decreto del Ministro delle finanze. Per i saldi attivi di rivalutazione costituiti ai sensi delle leggi 29 dicembre 1990, n. 408, e 30 dicembre 1991, n. 413, recanti disposizioni tributarie per la rivalutazione dei beni, lo smobilizzo di riserve e di fondi e per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese, limposta sostitutiva e stabilita con laliquota del 10 per cento e non spetta il credito dimposta previsto dallarticolo 4, comma 5, della predetta legge n. 408 del 1990 e dallarticolo 26, comma 5, della predetta legge n. 413 del 1991; le riserve e i fondi indicati nelle lettere b) e c) del comma 7 dellarticolo 105 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono assoggettati ad imposta sostitutiva della maggiorazione di conguaglio con laliquota, rispettivamente, del 5 per cento e del 10 per cento. 2. Lente non commerciale che alla data di entrata in vigore del presente decreto utilizzi beni immobili strumentali di cui al primo periodo del comma 2 dellarticolo 40 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, puo, entro il 30 settembre 1998, optare per lesclusione dei beni stessi dal patrimonio dellimpresa, mediante il pagamento di una somma a titolo di imposta sostitutiva dellimposta sul reddito delle persone giuridiche, dellimposta locale sui redditi e dellimposta sul valore aggiunto, nella misura del 5 per cento del valore dellimmobile medesimo, determinato con i criteri di cui allarticolo 52, comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti limposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nel caso in cui gli stessi provengano dal patrimonio personale, e del 10 per cento nel caso di acquisto in regime di impresa. Per bene proveniente dal patrimonio si intende il bene di proprieta dellente stesso non acquistato nellesercizio di impresa indipendentemente dallanno di acquisizione e dal periodo di tempo intercorso tra lacquisto e lutilizzazione nellimpresa.

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3. Con decreto del Ministro delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalita di presentazione della dichiarazione di opzione e di versamento delle imposte sostitutive previste ai commi 1 e 2. Sezione II Disposizioni riguardanti le organizzazioni non lucrative di utilita sociale Art.10.Organizzazioni non lucrative di utilita sociale 1. Sono organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS) le associazioni, i comitati, le fondazioni, le societa cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalita giuridica, i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, prevedono espressamente: a) lo svolgimento di attivita in uno o piu dei seguenti settori: 1) assistenza sociale e socio-sanitaria; 2) assistenza sanitaria; 3) beneficenza; 4) istruzione; 5) formazione; 6) sportdilettantistico; 7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose dinteresse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409; 8) tutela e valorizzazione della natura e dellambiente, con esclusione dellattivita, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui allarticolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22; 9) promozione della culturae dellarte; 10) tutela dei diritti civili; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse affidata ad universita, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti e secondo modalita da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi dellarticolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400; b) lesclusivo perseguimento di finalita di solidarieta sociale; c) il divieto di svolgere attivita diverse da quelle menzionate alla lettera a) ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse; d) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonche fondi, riserve o capitale durante la vita dellorganizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura; e) lobbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attivita istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse; f) lobbligo di devolvere il patrimonio dellorganizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilita sociale o a fini di pubblica utilita, sentito lorganismo di controllo di cui allarticolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge; g) lobbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale; h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita associative volte a garantire leffettivita del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneita della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori deta il diritto di voto per lapprovazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dellassociazione; i) luso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione organizzazione non lucrativa di utilita sociale o dellacronimo ONLUS. 2. Si intende che vengono perseguite finalita di solidarieta sociale quando le cessioni di beni e le prestazioni di servizi relative alle attivita statutarie nei settori dellassistenza sanitaria, dellistruzione, 254

della formazione, dello sport dilettantistico, della promozione della cultura e dellarte e della tutela dei diritti civili non sono rese nei confronti di soci, associati o partecipanti, nonche degli altri soggetti indicati alla lettera a) del comma 6, ma dirette ad arrecare benefici a: a) persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari; b) componenti collettivita estere, limitatamente agli aiuti umanitari. 3. Le finalita di solidarieta sociale sintendono realizzate anche quando tra i beneficiari delle attivita statutarie dellorganizzazione vi siano i propri soci, associati o partecipanti o gli altri soggetti indicati alla lettera a) del comma 6, se costoro si trovano nelle condizioni di svantaggio di cui alla lettera a) del comma 2. 4. A prescindere dalle condizioni previste ai commi 2 e 3, si considerano comunque inerenti a finalita di solidarieta sociale le attivita statutarie istituzionali svolte nei settori della assistenza sociale e sociosanitaria, della beneficenza, della tutela, promozione e valorizzazione delle cose dinteresse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, della tutela e valorizzazione della natura e dellambiente con esclusione dellattivita, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui allarticolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, della ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni, in ambiti e secondo modalita da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi dellarticolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nonche le attivita di promozione della cultura e dellarte per le quali sono riconosciuti apporti economici da parte dellamministrazione centrale dello Stato. 5. Si considerano direttamente connesse a quelle istituzionali le attivita statutarie di assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dellarte e tutela dei diritti civili, di cui ai numeri 2), 4), 5), 6), 9) e 10) del comma 1, lettera a), svolte in assenza delle condizioni previste ai commi 2 e 3, nonche le attivita accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse. Lesercizio delle attivita connesse e consentito a condizione che, in ciascun esercizio e nellambito di ciascuno dei settori elencati alla lettera a) del comma 1, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino il 66 per cento delle spese complessive dellorganizzazione. 6. Si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione: a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per lorganizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dellorganizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonche alle societa da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, effettuate a condizioni piu favorevoli in ragione della loro qualita. Sono fatti salvi, nel caso delle attivita svolte nei settori di cui ai numeri 7) e 8) della lettera a) del comma 1, i vantaggi accordati a soci, associati o partecipanti ed ai soggetti che effettuano erogazioni liberali, ed ai loro familiari, aventi significato puramente onorifico e valore economico modico; b) lacquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale; c) la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645, e dal decreto-legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito dalla legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive modificazioni e integrazioni, per il presidente del collegio sindacale delle societa per azioni; d) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie, superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto; e) la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche. 255

7. Le disposizioni di cui alla lettera h) del comma 1 non si applicano alle fondazioni, e quelle di cui alle lettere h) ed i) del medesimo comma 1 non si applicano agli enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese. 8. Sono in ogni caso considerati ONLUS, nel rispetto della loro struttura e delle loro finalita, gli organismi di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, iscritti nei registri istituiti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381. Sono fatte salve le previsioni di maggior favore relative agli organismi di volontariato, alle organizzazioni non governative e alle cooperative sociali di cui, rispettivamente, alle citate leggi n. 266 del 1991, n. 49 del 1987 e n. 381 del 1991. 9. Gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui allarticolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalita assistenziali siano riconosciute dal Ministero dellinterno, sono considerati ONLUS limitatamente allesercizio delle attivita elencate alla lettera a) del comma 1; fatta eccezione per la prescrizione di cui alla lettera c) del comma 1, agli stessi enti e associazioni si applicano le disposizioni anche agevolative del presente decreto, a condizione che per tali attivita siano tenute separatamente le scritture contabili previste allarticolo 20-bis del decreto del Presidente delle Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dallarticolo 25, comma 1. 10. Non si considerano in ogni caso ONLUS gli enti pubblici, le societa commerciali diverse da quelle cooperative, gli enti conferenti di cui alla legge 30 luglio 1990, n. 218, i partiti e i movimenti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni di datori di lavoro e le associazioni di categoria. Art. 11. Anagrafe delle ONLUS e decadenza dalle agevolazioni 1. E istituita presso il Ministero delle finanze lanagrafe unica delle ONLUS. Fatte salve le disposizioni contemplate nel regolamento di attuazione dellarticolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, in materia di istituzione del registro delle imprese, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, i soggetti che intraprendono lesercizio delle attivita previste allarticolo 10, ne danno comunicazione entro trenta giorni alla direzione regionale delle entrate del Ministero delle finanze nel cui ambito territoriale si trova il loro domicilio fiscale, in conformita ad apposito modello approvato con decreto del Ministro delle finanze. La predetta comunicazione e effettuata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto da parte dei soggetti che, alla predetta data, gia svolgono le attivita previste allarticolo 10. Alla medesima direzione deve essere altresi comunicata ogni successiva modifica che comporti la perdita della qualifica di ONLUS. 2. Leffettuazione delle comunicazioni di cui al comma 1 e condizione necessaria per beneficiare delle agevolazioni previste dal presente decreto. 3. Con uno o piu decreti del Ministro delle finanze da emanarsi, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalita di esercizio del controllo relativo alla sussistenza dei requisiti formali per luso della denominazione di ONLUS, nonche i casi di decadenza totale o parziale dalle agevolazioni previste dal presente decreto e ogni altra disposizione necessaria per lattuazione dello stesso. Art. 12. Agevolazioni ai fini delle imposte sui redditi 1. Nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo larticolo 111-bis, introdotto dallarticolo 6, comma 1, del presente decreto,einseritoilseguente: Art. 111-ter (Organizzazioni non lucrative di utilita sociale). - 1. Per le organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS), ad eccezione delle societa cooperative, non costituisce esercizio di attivita commerciale lo svolgimento delle attivita istituzionali nel perseguimento di esclusive finalita di solidarieta sociale. 2. I proventi derivanti dallesercizio delle attivita direttamente connesse non concorrono alla formazione del reddito imponibile.. Art. 13. Erogazioni liberali 256

1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 13-bis sono apportate le seguenti modificazioni: 1) nel comma 1, relativo alle detrazioni dimposta per oneri sostenuti, dopo la lettera i), e aggiunta, in fine, la seguente: i-bis) le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 4 milioni di lire, a favore delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS), nonche i contributi associativi, per importo non superiore a 2 milioni e 500 mila lire, versati dai soci alle societa di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settori di cui allarticolo 1 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, al fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia, ovvero, in caso di decesso, un aiuto alle loro famiglie. La detrazione e consentita a condizione che il versamento di tali erogazioni e contributi sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dallarticolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e secondo ulteriori modalita idonee a consentire allAmministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro delle finanze da emanarsi ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.; 2) nel comma 3, relativo alla detrazione proporzionale, in capo ai singoli soci di societa semplice, afferente gli oneri sostenuti dalla societa medesima, le parole: Per gli oneri di cui alle lettere a), g), h) e i) sono sostituite con le seguenti: Per gli oneri di cui alle lettere a), g), h), i) ed i-bis); b) nellarticolo 65, comma 2, relativo agli oneri di utilita sociale deducibili ai fini della determinazione del reddito dimpresa, dopo la lettera c-quinquies), sono aggiunte, in fine, le seguenti: c-sexies) le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 4 milioni o al 2 per cento del reddito dimpresa dichiarato, a favore delle ONLUS; c-septies) le spese relative allimpiego di lavoratori dipendenti, assunti a tempo indeterminato, utilizzati per prestazioni di servizi erogate a favore di ONLUS, nel limite del cinque per mille dellammontare complessivo delle spese per prestazioni di lavoro dipendente, cosi come risultano dalla dichiarazione dei redditi.; c) nellarticolo 110-bis, comma 1, relativo alle detrazioni dimposta per oneri sostenuti da enti non commerciali, le parole: oneri indicati alle lettere a), g), h) e i) del comma 1 dellarticolo 13-bis sono sostituite dalle seguenti: oneri indicati alle lettere a), g), h), i) ed i-bis) del comma 1 dellarticolo 13bis; d) nellarticolo 113, comma 2-bis, relativo alle detrazioni dimposta per oneri sostenuti da societa ed enti commerciali non residenti, le parole: oneri indicati alle lettere a), g), h) e i) del comma 1 dellarticolo 13-bis sono sostituite dalle seguenti: oneri indicati alle lettere a), g), h), i) ed i-bis) del comma1dellarticolo13-bis; e) nellarticolo 114, comma 1-bis, relativo alle detrazioni dimposta per oneri sostenuti dagli enti non commerciali non residenti, le parole: oneri indicati alle lettere a), g), h) e i) del comma 1 dellarticolo 13-bis sono sostituite dalle seguenti: oneri indicati alle lettere a), g), h), i) ed i-bis) del comma 1 dellarticolo 13-bis. 2. Le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici, alla cui produzione o al cui scambio e diretta lattivita dellimpresa, che, in alternativa alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, vengono ceduti gratuitamente alle ONLUS, non si considerano destinati a finalita estranee allesercizio dellimpresa ai sensi dellarticolo 53, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 3. I beni alla cui produzione o al cui scambio e diretta lattivita dimpresa diversi da quelli di cui al comma 2, qualora siano ceduti gratuitamente alle ONLUS, non si considerano destinati a finalita estranee allesercizio dellimpresa ai sensi dellarticolo 53, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La cessione gratuita di tali beni, per importo corrispondente al costo specifico complessivamente non superiore a 2 milioni di lire, sostenuto per la produzione o lacquisto, si considera erogazione liberale ai fini del limite di cui allarticolo 65, comma 2, lettera c-sexies), del predetto testo unico. 257

4. Le disposizioni dei commi 2 e 3 si applicano a condizione che delle singole cessioni sia data preventiva comunicazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al competente ufficio delle entrate e che la ONLUS beneficiaria, in apposita dichiarazione da conservare agli atti dellimpresa cedente, attesti il proprio impegno ad utilizzare direttamente i beni in conformita alle finalita istituzionali e, a pena di decadenza dei benefici fiscali previsti dal presente decreto, realizzi leffettivo utilizzo diretto; entro il quindicesimo giorno del mese successivo, il cedente deve annotare nei registri previsti ai fini dellimposta sul valore aggiunto ovvero in apposito prospetto, che tiene luogo degli stessi, la qualita e la quantita dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese. Per le cessioni di beni facilmente deperibili e di modico valore si e esonerati dallobbligo della comunicazione preventiva. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, possono essere stabilite ulteriori condizioni cui subordinare lapplicazione delle richiamate disposizioni. 5. La deducibilita dal reddito imponibile delle erogazioni liberali a favore di organizzazioni non governative di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, prevista dallarticolo 10, comma 1, lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e consentita a condizione che per le medesime erogazioni il soggetto erogante non usufruisca delle detrazioni dimposta di cui allarticolo 13-bis, comma 1, lettera i-bis), del medesimo testo unico. 6. La deducibilita dal reddito imponibile delle erogazioni liberali previste allarticolo 65, comma 2, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e consentita a condizione che per le medesime erogazioni liberali il soggetto erogante non usufruisca delle deduzioni previste dalla lettera c-sexies) del medesimo articolo 65, comma 2. 7. La deducibilita dal reddito imponibile delle erogazioni liberali previste allarticolo 114, comma 2bis, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e consentita a condizione che per le medesime erogazioni liberali il soggetto erogante non usufruisca delle detrazioni dimposta previste dal comma 1-bis, del medesimo articolo 114. Art. 14. Disposizioni relative allimposta sul valore aggiunto 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante la disciplina dellimposta sul valore aggiunto, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nellarticolo 3, terzo comma, primo periodo, relativo alla individuazione dei soggetti beneficiari di operazioni di divulgazione pubblicitaria che non sono considerate prestazioni di servizi, dopo le parole: solidarieta sociale, sono inserite le seguenti: nonche delle organizzazioni non lucrative di utilitasociale(ONLUS),; b) allarticolo 10, primo comma, relativo alle operazioni esenti dallimposta, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) nel numero 12), dopo le parole: studio o ricerca scientifica sono aggiunte, in fine, le seguenti: e alle ONLUS; 2) nel numero 15), dopo le parole: effettuate da imprese autorizzate sono aggiunte, in fine, le seguenti: ed a ONLUS; 3) nel numero 19), dopo le parole: societa di mutuo soccorso con personalita giuridica sono inserite leseguenti: e da ONLUS; 4) nel numero 20), dopo le parole: rese da istituti o scuole riconosciute da pubbliche amministrazioni sono inserite le seguenti: ed a ONLUS; 5) nel numero 27-ter), dopo le parole: o da enti aventi finalita di assistenza sociale sono inserite le seguenti: ed a ONLUS; c) nellarticolo 19-ter, relativo alla detrazione per gli enti non commerciali, nel secondo comma, le parole: di cui allarticolo 20 sono sostituite dalle seguenti: di cui agli articoli 20 e 20-bis. Art. 15. Certificazione dei corrispettivi ai fini dellimposta sul valore aggiunto 258

1. Fermi restando gli obblighi previsti dal titolo secondo del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le ONLUS, limitatamente alle operazioni riconducibili alle attivita istituzionali, non sono soggette allobbligo di certificazione dei corrispettivi mediante ricevuta o scontrino fiscale. Art. 16. Disposizioni in materia di ritenute alla fonte 1. Sui contributi corrisposti alle ONLUS dagli enti pubblici non si applica la ritenuta di cui allarticolo 28, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 2. Sui redditi di capitale di cui allarticolo 41 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, corrisposti alle ONLUS, le ritenute alla fonte sono effettuate a titolo di imposta e non si applica larticolo 5, comma 1, del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, recante modificazioni al regime fiscale degli interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati. Art. 17. Esenzioni dallimposta di bollo 1. Nella Tabella allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, relativa agli atti, documenti e registri esenti dallimposta di bollo in modo assoluto, dopo larticolo 27, e aggiunto,infine,ilseguente: Art. 27-bis - 1. Atti, documenti, istanze, contratti, nonche copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS).. Art. 18. Esenzioni dalle tasse sulle concessioni governative 1. Nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, recante disciplina delle tasse sulle concessioni governative, dopo larticolo 13, e inserito il seguente: Art. 13-bis (Esenzioni). - 1. Gli atti e i provvedimenti concernenti le organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS) sono esenti dalle tasse sulle concessioni governative.. Art. 19. Esenzioni dallimposta sulle successioni e donazioni 1. Nellarticolo 3, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernenti limposta sulle successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, relativo ai trasferimenti non soggetti allimposta, dopo le parole: altre finalita di pubblica utilita sono aggiunte, in fine, le seguenti: , nonche quelli a favore delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS) Art. 20. Esenzioni dallimposta sullincremento di valore degli immobili e dalla relativa imposta sostitutiva 1. Nellarticolo 25, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, recante disciplina dellimposta sullincremento di valore degli immobili, relativo allesenzione dallimposta degli incrementi di valore di immobili acquistati a titolo gratuito, dopo le parole: pubblica utilita, sono inserite le seguenti: , nonche da organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS). 2. Limposta sostitutiva di quella comunale sullincremento di valore degli immobili di cui allarticolo 11, comma 3, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, non e dovuta dalle organizzazioni non lucrative di utilita sociale. Art. 21. Esenzioni in materia di tributi locali 1. I comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o lesenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti. Art. 22. Agevolazioni in materia di imposta di registro 1. Alla tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti limposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nellarticolo 1, concernente il trattamento degli atti traslativi a titolo oneroso della proprieta di beni immobili e degli atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, dopo il settimo periodo, e aggiunto, in fine, il seguente: Se il trasferimento avviene a favore di organizzazione non lucrativa di utilita sociale (ONLUS) ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-quater): lire 259

250.000.; nel medesimo articolo, dopo la nota II-ter), e aggiunta, in fine, la seguente: II-quater). A condizione che la ONLUS dichiari nellatto che intende utilizzare direttamente i beni per lo svolgimento della propria attivita e che realizzi leffettivo utilizzo diretto entro 2 anni dallacquisto. In caso di dichiarazione mendace o di mancata effettiva utilizzazione per lo svolgimento della propria attivita e dovuta limposta nella misura ordinaria nonche una sanzione amministrativa pari al 30 per cento della stessa imposta.; b) dopo larticolo 11 e aggiunto, in fine, il seguente: Art. 11-bis - 1. Atti costitutivi e modifiche statutarie concernenti le organizzazioni non lucrative di utilita sociale: lire 250.000.. Art. 23. Esenzioni dallimposta sugli spettacoli 1. Limposta sugli spettacoli non e dovuta per le attivita spettacolistiche indicate nella tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, svolte occasionalmente dalle ONLUS nonche dagli enti associativi di cui allarticolo 111, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dallarticolo 5, comma 1, lettera a), in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. 2. Lesenzione spetta a condizione che dellattivita richiamata al comma 1 sia data comunicazione, prima dellinizio di ciascuna manifestazione, allufficio accertatore territorialmente competente. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, potranno essere stabiliti condizioni e limiti affinche lesercizio delle attivita di cui al comma 1 possa considerarsi occasionale. Art. 24. Agevolazioni per le lotterie, tombole, pesche e banchi di beneficenza 1. Nellarticolo 40, primo comma del regio decreto-legge 19 ottobre 1938, n. 1933, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 1939, n. 973, recante riforma delle leggi sul lotto pubblico, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al numero 1), relativo alla autorizzazione a promuovere lotterie, dopo le parole: enti morali, sono inserite le seguenti: organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS),; b) al numero 2), relativo alla autorizzazione a promuovere tombole, dopo le parole: enti morali, e inseritalaseguente:ONLUS,; c) al numero 3), relativo alla autorizzazione a promuovere pesche o banchi di beneficenza, dopo le parole: enti morali, e inserita la seguente: ONLUS,. Art. 25. Disposizioni in materia di scritture contabili e obblighi formali delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale 1. Nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo larticolo 20, e inserito il seguente: Art. 20-bis (Scritture contabili delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale). - 1. Le organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS) diverse dalle societa cooperative, a pena di decadenza di benefici fiscali per esse previsti, devono: a) in relazione allattivita complessivamente svolta, redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza ed analiticita le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione, e rappresentare adeguatamente in apposito documento, da redigere entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio annuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della organizzazione, distinguendo le attivita direttamente connesse da quelle istituzionali, con obbligo di conservare le stesse scritture e la relativa documentazione per un periodo non inferiore a quello indicato dallarticolo 22; b) in relazione alle attivita direttamente connesse tenere le scritture contabili previste dalle disposizioni di cui agli articoli 14, 15, 16 e 18; nellipotesi in cui lammontare annuale dei ricavi non sia superiore a lire 30 milioni, relativamente alle attivita di prestazione di servizi, ovvero a lire 50 milioni negli altri casi, gli adempimenti contabili possono essere assolti secondo le disposizioni di cui al comma 166 dellarticolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 2. Gli obblighi di cui al comma 1, lettera a), si considerano assolti qualora la contabilita consti del libro giornale e del libro degli inventari, tenuti in conformita alle disposizioni di cui agli articoli 2216 260

e 2217 del codice civile. 3. I soggetti richiamati al comma 1 che nellesercizio delle attivita istituzionali e connesse non abbiano conseguito in un anno proventi di ammontare superiore a lire 100 milioni, modificato annualmente secondo le modalita previste dallarticolo 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, possono tenere per lanno successivo, in luogo delle scritture contabili previste al primo comma, lettera a), il rendiconto delle entrate e delle spese complessive, nei termini e nei modi di cui allarticolo 20. 4. In luogo delle scritture contabili previste al comma 1, lettera a), le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri istituiti dalle regioni e dalle provincie autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dellarticolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, possono tenere il rendiconto nei termini e nei modi di cui allarticolo 20. 5. Qualora i proventi superino per due anni consecutivi lammontare di due miliardi di lire, modificato annualmente secondo le modalita previste dallarticolo 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, il bilancio deve recare una relazione di controllo sottoscritta da uno o piu revisori iscritti nel registro dei revisori contabili.. 2. Ai soggetti di cui allarticolo 10, comma 9, le disposizioni del comma 1 si applicano limitatamente alle attivita richiamate allo stesso articolo 10, comma 1, lettera a). Art. 26. Norma di rinvio 1. Alle ONLUS si applicano, ove compatibili, le disposizioni relative agli enti non commerciali e, in particolare, le norme di cui agli articoli 2 e 9 del presente decreto. Art. 27. Abuso della denominazione di organizzazione non lucrativa di utilita sociale 1. Luso nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico delle parole organizzazione non lucrativa di utilita sociale, ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno e vietato a soggetti diversi dalle ONLUS. Art. 28. Sanzioni e responsabilita dei rappresentanti legali e degli amministratori 1. Indipendentemente da ogni altra sanzione prevista dalle leggi tributarie: a) i rappresentanti legali e i membri degli organi amministrativi delle ONLUS, che si avvalgono dei benefici di cui al presente decreto in assenza dei requisiti di cui allarticolo 10, ovvero violano le disposizioni statutarie di cui alle lettere c) e d) del comma 1 del medesimo articolo sono puniti con la sanzione amministrativa da lire 2 milioni a lire 12 milioni; b) i soggetti di cui alla lettera a) sono puniti con la sanzione amministrativa da lire 200 mila a lire 2 milioni qualora omettono di inviare le comunicazioni previste allarticolo 11, comma 1; c) chiunque contravviene al disposto dellarticolo 27, e punito con la sanzione amministrativa da lire 600 mila a lire 6 milioni. 2. Le sanzioni previste dal comma 1 sono irrogate, ai sensi dellarticolo 54, primo e secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dallufficio delle entrate nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale della ONLUS. 3. I rappresentanti legali ed i membri degli organi amministrativi delle organizzazioni che hanno indebitamente fruito dei benefici previsti dal presente decreto legislativo, conseguendo o consentendo a terzi indebiti risparmi dimposta, sono obbligati in solido con il soggetto passivo o con il soggetto inadempiente delle imposte dovute, delle relative sanzioni e degli interessi maturati. Art. 29. Titoli di solidarieta 1. Per lemissione di titoli da denominarsi di solidarieta e riconosciuta come costo fiscalmente deducibile dal reddito dimpresa la differenza tra il tasso effettivamente praticato ed il tasso di riferimento determinato con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro delle finanze, purche i fondi raccolti, oggetto di gestione separata, siano destinati a finanziamento delle ONLUS. 2. Con lo stesso decreto di cui al comma 1 sono stabiliti i soggetti abilitati allemissione dei predetti titoli, le condizioni, i limiti, compresi quelli massimi relativi ai tassi effettivamente praticati e ogni altra disposizione necessaria per lattuazione del presente articolo. Art. 30. Entrata in vigore 261

1. Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore il 1 gennaio 1998 e, relativamente alle imposte sui redditi, si applicano a decorrere dal periodo dimposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 1997.

Imposta regionale sulle attivit produttive


Decreto Legislativo del 15-12-1997 n. 446 (vigente al 23-03-2005) Istituzione dellimposta regionale sulle attivit produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dellIrpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonch riordino della disciplina dei tributi locali. Art. 1 - Istituzione dellimposta 1. istituita limposta regionale sulle attivit produttive esercitate nel territorio delle regioni. 2. Limposta ha carattere reale e non deducibile ai fini delle imposte sui redditi. Art. 2 - Presupposto dellimposta 1. Presupposto dellimposta lesercizio abituale di una attivit autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. Lattivit esercitata dalle societ e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto di imposta. (1) (1) Articolo cos modificato dallart. 1, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. Art. 3 - Soggetti passivi 1. Soggetti passivi dellimposta sono coloro che esercitano una o pi delle attivit di cui allarticolo 2. Pertanto sono soggetti allimposta (1): a) le societ e gli enti di cui allarticolo 87, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; b) le societ in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle ad esse equiparate a norma dellarticolo 5, comma 3, del predetto testo unico, nonch le persone fisiche esercenti attivit commerciali di cui allarticolo 51 del medesimo testo unico; c) le persone fisiche, le societ semplici e quelle ad esse equiparate a norma dellarticolo 5, comma 3, del predetto testo unico esercenti arti e professioni di cui allarticolo 49, comma 1, del medesimo testo unico; d) i produttori agricoli titolari di reddito agrario di cui allarticolo 29 del predetto testo unico, esclusi quelli con volume di affari annuo non superiore a cinque o a quindici milioni di lire esonerati dagli adempimenti agli effetti dellimposta sul valore aggiunto ai sensi dellarticolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1973, n. 633, come sostituito dallarticolo 5, comma 1, del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 313, semprech non abbiano rinunciato allesonero a norma dellultimo periodo del citato comma 6 dellarticolo 34; 262

e) gli enti privati di cui allarticolo 87, comma 1, lettera c), del citato testo unico n. 917 del 1986, nonch le societ e gli enti di cui alla lettera d) dello stesso comma; e-bis) le Amministrazioni pubbliche di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio del 1993, n. 29, nonch le amministrazioni della Camera dei Deputati, del Senato, della Corte costituzionale, della Presidenza della Repubblica e gli organi legislativi delle regioni a statuto speciale; (2) (5) Periodi soppressi dallart. 5, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. Art. 10 - Determinazione del valore della produzione netta dei soggetti di cui allarticolo 3, comma 1, lettera e) 1. Per gli enti privati non commerciali di cui allarticolo 3, comma 1, lettera e) che svolgono esclusivamente attivit non commerciali e in ogni caso per i consorzi di garanzia collettiva fidi di primo e secondo grado, anche costituiti sotto forma di societ cooperativa o consortile, previsti dagli articoli 29 e 30 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, iscritti nellapposita sezione dellelenco previsto dellarticolo 106 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, la base imponibile determinata in un importo pari allammontare delle retribuzioni spettanti al personale dipendente, dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui allarticolo 47 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dei compensi erogati per collaborazione coordinata e continuativa di cuiagli articoli 49, comma 2, lettera a), nonch per attivit di lavoro autonomo non esercitate abitualmente di cui allarticolo 81, comma 1, lettera l, del citato testo unico n. 917 del 1986. Sono in ogni caso escluse dalla base imponibile le remunerazioni dei sacerdoti e gli assegni ad esse equiparati di cui allarticolo 47, comma 1, lettera d), del predetto testo unico, nonch le somme di cui alla lettera c) dello stesso articolo 47 del medesimo testo unico esenti dallimposta sul reddito delle persone fisiche relative a borse di studio o assegni attribuiti fino al 31 dicembre 1999.(1) (2) 2. Se i soggetti di cui al comma 1 esercitano anche attivit commerciali la base imponibile a queste relativa determinata secondo la disposizione dellarticolo 5, [comma 2] (3) [o, ricorrendone le condizioni, comma 3] (4), computando i costi deducibili ivi indicati non specificamente riferibili alle attivit commerciali per un importo corrispondente al rapporto tra lammontare dei ricavi e degli altriproventi considerati dalle predette disposizioni e lammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi. La base imponibile relativa alle altre attivit determinata a norma del precedente comma 1, ma lammontare degli emolumenti ivi indicati ridotto dellimporto di essi specificamente riferibile alle attivit commerciali. Qualora gli emolumenti non siano specificamente riferibili alle attivit commerciali, lammontare degli stessi ridotto di un importo imputabile alle attivit commerciali in base al rapporto indicato nel primo periodo del presente comma. (5) 3. [...] (6) 4. Per gli altri soggetti di cui allarticolo 3, comma 1, lettera e), la base imponibile determinata: a) per le societ ed enti commerciali secondo le disposizioni degli articoli 5, 6 e 7 che risultano ad essi applicabili; b) per le societ ed associazioni esercenti arti e professioni secondo la disposizione dellarticolo 8; c) [...] (7) 5. Ai fini dellapplicazione del presente titolo le attivit commerciali sono quelle considerate tali ai fini delle imposte sui redditi. (1) Comma cos modificato dallart. 6, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (2) Comma cos modificato dallart. 4, D.Lgs. 19 novembre 1998, n. 422. (3) Periodo soppresso dallart. 1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. (4) Periodo soppresso dallart. 4, D.Lgs. 19 novembre 1998, n. 422. (5) Comma cos modificato dallart.1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. (6) Comma abrogato dallart. 1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. (7) Lettera abrogata dallart. 1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. Art. 10-Bis - Determinazione del valore della produzione netta dei soggetti di cui allarticolo 3, comma 1, lettera e-bis 263

1. Per i soggetti di cui allarticolo 3, comma 1, lettera e-bis), la base imponibile determinata in un importo pari allammontare delle retribuzioni erogate al personale dipendente, dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui allarticolo 47 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dei compensi erogati per collaborazione coordinata e continuativa di cui allarticolo 49, comma 2, lettera a), nonch per attivit di lavoro autonomo non esercitate abitualmente di cui allarticolo 81, comma 1, lettera l), del citato testo unico. Sono escluse dalla base imponibile le somme di cui allarticolo 47, comma 1, lettera c), del medesimo testo unico esenti dallimposta sul reddito delle persone fisiche attribuite fino al 31 dicembre 1999. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai soggetti indicati nel primo periodo qualificati ai fini delle imposte sui redditi quali enti commerciali in quanto aventi per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciale per i qual la base imponibile determinata secondo le disposizioni contenute negli articoli precedenti. Sono in ogni caso escluse dalla base imponibile le borse di studio e gli altri interventi di sostegno erogati dalle regioni, dalle province autonome e dai relativi organismi regionali per il diritto allo studio universitario, nonch dalle universit, ai sensi della legge 2 dicembre 1991, n. 390. (1) 2. Se i soggetti di cui al comma 1 esercitano anche attivit commerciali, gli stessi possono optare per la determinazione della base imponibile relativa a tali attivit commerciali secondo le disposizioni dellarticolo 5, computando i costi deducibili ivi indicati non specificamente riferibili alle attivit commerciali per un importo corrispondente al rapporto tra lammontare dei ricavi e degli altri proventi considerati dalla predetta disposizione e lammontare complessivo di tutte le entrate correnti. La base imponibile relativa alle altre attivit determinata a norma del precedente comma 1, ma lammontare degli emolumenti ivi indicati ridotto dellimporto di essi specificamente riferibile alle attivit commerciali. Qualora gli emolumenti non siano specificamente riferibili alle attivit commerciali, lammontare degli stessi ridotto di un importo imputabile alle attivit commerciali in base al rapporto indicato nel primo periodo del presente comma. Si considerano attivit commerciali quelle rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, ovvero, per i soggetti di cui allarticolo 88, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, esclusi dallimposta sul reddito delle persone giuridiche, quelle rilevanti ai fini dellimposta sul valore aggiunto.(2) (1) Comma cos modificato dal D.L. 18 settembre 2001, n. 347. (2) Articolo introdotto dallart. 1 D.Lgs. 30 Dicembre 1999, n. 506. Art. 11 - Disposizioni comuni per la determinazione del valore della produzione netta 1. Nella determinazione della base imponibile a) sono ammessi in deduzione i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro e le spese relative agli apprendisti, ai disabili, e, nei limiti del 70 per cento, le spese per il personale assunto con contratti di formazione lavoro; (1) b) non sono ammessi in deduzione: 1) i costi relativi al personale classificabili nellarticolo 2425, primo comma, lettera B), numeri 9) e 14), del codice civile; 2) i compensi per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente di cui allarticolo 81, comma 1, lettera l), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, [...] (2) ; 3) i costi per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di cui allarticolo 49, commi 2, lettera a), e 3, del predetto testo unico delle imposte sui redditi; 4) i compensi per prestazioni di lavoro assimilato a quello dipendente ai sensi dellarticolo 47 dello stesso testo unico delle imposte sui redditi; 5) gli utili spettanti agli associati in partecipazione di cui alla lettera c) del predetto articolo 49, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi;

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6) il canone relativo a contratti di locazione finanziaria limitatamente alla parte riferibile agli interessi passivi determinata secondo le modalit di calcolo, anche forfetarie, stabilite con decreto del Ministro delle finanze. 2. Tra i costi di cui al comma 1, lettera b), vanno, in ogni caso, escluse le somme erogate a terzi per lacquisizione di beni e di servizi destinati alla generalit dei dipendenti e dei collaboratori e quelle erogate ai dipendenti e collaboratori medesimi a titolo di rimborso analitico di spese sostenute nel compimento delle loro mansioni lavorative. Gli importi spettanti a titolo di recupero di oneri di personale distaccato presso terzi non concorrono alla formazione della base imponibile. Nei confronti del soggetto che impiega il personale distaccato, tali importi si considerano costi relativi al personale non ammessi in deduzione ovvero concorrenti alla formazione della base imponibile ai sensi dellarticolo 10, comma 1, e dellarticolo 10-bis, comma 1. 3. Al fini della determinazione della base imponibile di cui agli articoli 5, 6 e 7 concorrono anche i proventi e gli oneri classificabili fra le voci diverse da quelle indicate in detti articoli, se correlati a componenti positivi e negativi del valore della produzione di periodi dimposta precedenti o successivi e, in ogni caso, le plusvalenze e le minusvalenze relative a beni strumentali non derivanti da operazioni di trasferimento di azienda, nonch i contributi erogati a norma di legge con esclusione di quelli correlati a componenti negativi non ammessi in deduzione. 4. Indipendentemente dalla collocazione nel conto economico, i componenti positivi e negativi sono accertati in ragione della loro corretta classificazione.(3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) 4-bis. Per i soggetti di cui allarticolo 3, comma 1, lettere da a) ad e), sono ammessi in deduzione dalla base imponibile, fino a concorrenza, i seguenti importi: a) lire 10.000.000 se la base imponibile non supera lire 350.000.000; b) lire 7.500.000 se la base imponibile supera lire 350.000.000 ma non lire 350.100.000; c) lire 5.000.000 se la base imponibile supera lire 350.100.000 ma non lire 350.200.000; d) lire 2.500.000 se la base imponibile supera lire 350.200.000 ma non lire 350.300.000. 4-ter. I soggetti di cui allarticolo 4, comma 2, applicano la deduzione di cui al comma 4-bis sul valore della produzione netta prima della ripartizione dello stesso su base regionale. (11) (1) Lettera cos modificato dal D.L. 18 settembre 2001, n. 347. (2) Parole soppresse dallart. 3, dl 8 luglio 2002, n. 138. (3) Comma cos modificato dallart. 1, D.Lgs. 10 giugno 1999, n. 176. (4) Lettera cos modificata dallart. 7 del D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (5) Lettera cos modificata dallart. 1, D.Lgs. 10 giugno 1999, n. 176. (6) Lettera cos modificata dallart. 7 del D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (7) Lettera cos modificata dallart. 7 del D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (8) Comma cos introdotto dallart. 7, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (9) Comma cos introdotto dallart. 7, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (10) Articolo cos modificato dallart.1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. (11) Comma cos modificato dal D.L. 18 settembre 2001, n. 347. Art. 11-Bis - Variazioni fiscali del valore della produzione netta 1. I componenti positivi e negativi che concorrono alla formazione del valore della produzione, cos come determinati ai sensi degli articoli 5, 6, 7, 8 e 11, si assumono apportando ad essi le variazioni in aumento o in diminuzione previste ai fini delle imposte sui redditi. Tuttavia, non si applicano le disposizioni degli articoli 58, 63, e 75, commi 5, seconda parte, e 5-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dellarticolo 17, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. Le erogazioni liberali, comprese quelle previste dallarticolo 65, comma 2, del predetto testo unico delle imposte sui redditi, non sono ammesse in deduzione.. 2. Ai componenti indicati nel comma 1 vanno aggiunti i ricavi, le plusvalenze e gli altri componenti positivi di cui agli articoli 53, comma 2, 54, comma 1, lettera d), e 76, comma 5, del testo unico delle 265

imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. (1) (1) Articolo introdotto dallart. 1 D.Lgs. 30 Dicembre 1999, n. 506. Art. 12 - Determinazione del valore della produzione netta realizzata fuori dal territorio dello Stato o da soggetti non residenti 1. Nei confronti dei soggetti passivi residenti nel territorio dello Stato che esercitano attivit produttive anche allestero la quota di valore a queste attribuibili secondo i criteri di cui allarticolo 4, comma 2, scomputata dalla base imponibile determinata a norma degli articoli da 5 a 10-bis. (1) 2. Nei confronti dei soggetti passivi non residenti nel territorio dello Stato si considera prodotto nel territorio della regione il valore derivante dallesercizio di attivit commerciali, di arti o professioni o da attivit non commerciali esercitate nel territorio stesso per un periodo di tempo non inferiore a tre mesi mediante stabile organizzazione, base fissa o ufficio, ovvero derivante da imprese agricole esercitate nel territorio stesso. Qualora le suddette attivit o imprese siano esercitate nel territorio di pi regioni si applica la disposizione dellarticolo 4, comma 2. 3. Le persone fisiche e gli altri soggetti passivi si considerano residenti nel territorio dello Stato quando ricorrono le condizioni, rispettivamente applicabili, previste negli articoli 2, comma 2, 5, comma 3, lettera d), e 87, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Se il soggetto passivo esercita attivit produttive mediante lutilizzazione di navi iscritte nel registro di cui allarticolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, la quota di valore a queste attribuibile, determinata a norma dellarticolo 5, scomputata dalla base imponibile. (2) (1) Comma cos modificato dallart.1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. (2) Periodo aggiunto dallart. 8, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. Art. 13 - Disposizioni concernenti il GEIE 1. Il valore della produzione netta del gruppo economico di interesse europeo residente, a norma dellarticolo 12, comma 3, nel territorio dello Stato o di una stabile organizzazione di un gruppo non residente determinato secondo le disposizioni dellarticolo 5, ed imputato a ciascun membro nella proporzione prevista dal contratto di gruppo o, in mancanza, in parti uguali. Il valore si considera prodotto, anche nei confronti di membri non residenti, nel territorio della regione in cui il gruppo o la stabile organizzazione ha sede, salvo il disposto dellarticolo 4, comma 2. 2. Nei confronti del gruppo residente e di quello non residente relativamente alla stabile organizzazione nel territorio dello Stato si applicano le disposizioni degli articoli 19 e 20. 3. Ciascun membro del gruppo obbligato in solido con gli altri al versamento dellimposta dovuta sul valore prodotto. 4. Il gruppo residente e la stabile organizzazione di un gruppo non residente si considerano domiciliati nel territorio del comune nel quale hanno il domicilio fiscale ai fini delle imposte sui redditi. Art. 14 - Periodo di imposta 1. Limposta dovuta per periodi di imposta a ciascuno dei quali corrisponde una obbligazione tributaria autonoma. Il periodo di imposta determinato secondo i criteri stabiliti ai fini delle imposte sui redditi. Art. 15 - Spettanza dellimposta 1. Limposta dovuta alla regione nel cui territorio il valore della produzione netta realizzato. Art. 16 - Determinazione dellimposta 1. Limposta determinata applicando al valore della produzione netta laliquota del 4,25 per cento, salvo quanto previsto dal comma 2, nonch nei commi 1 e 2 dellarticolo 45. 266

2. Nei confronti dei soggetti di cui allarticolo 3, comma 1, lettera e-bis), relativamente al valore prodotto nellesercizio di attivit non commerciali, determinato ai sensi dellarticolo 10-bis, si applica laliquota dell8,5 per cento. (1) (2) 3. A decorrere dal terzo anno successivo a quello di emanazione del presente decreto, le regioni hanno facolt di variare laliquota di cui al comma 1 fino ad un massimo di un punto percentuale. La variazione pu essere differenziata per settori di attivit e per categorie di soggetti passivi. (3) (1) Comma cos sostituito dallart. 9, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (2) Comma cos modificato dallart.1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. (3) Comma cos modificato dallart.1, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 506. Art. 17 - Agevolazioni di carattere territoriale e per categorie di soggetti 1. Per i soggetti che alla data di entrata in vigore del presente decreto hanno acquisito il diritto a fruire di uno dei regimi di esenzione decennale a carattere territoriale dellimposta locale sui redditi nel rispetto delle condizioni e dei requisiti previsti dalle singole leggi di esonero, il valore prodotto nel territorio della regione ove ubicato lo stabilimento o limpianto cui il regime agevolativo si riferisce, determinato a norma degli articoli 4 e 5, ridotto per il residuo periodo di applicabilit del detto regime di un ammontare pari al reddito che ne avrebbe fruito. 2. Per i soggetti che ai fini delle imposte sui redditi si avvalgono di regimi forfetari di determinazione del reddito, con esclusione di quelli indicati nellarticolo 9, comma 1, il valore della produzione netta pu determinarsi aumentando il reddito calcolato in base a tali regimi delle retribuzioni sostenute per il personale dipendente, dei compensi spettanti ai collaboratori coordinati e continuativi di quelli per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, delle indennit e dei rimborsi di cui allarticolo 81, comma 1, lettera m), del citato testo unico delle imposte sui redditi e degli interessi passivi.(1) 3. Ai soggetti che svolgono attivit produttive attraverso stabilimenti industriali tecnicamente organizzati impiantati nel territorio del Mezzogiorno di cui alla decisione della Commissione delle Comunit europee 1 marzo 1995, n. 95/455/CE, spetta una detrazione dallimposta determinata ai sensi del precedente articolo 10 di ammontare pari, rispettivamente, al 2 per cento dellammontare delle retribuzioni per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalle dichiarazioni presentate ai fini fiscali relative al periodo di imposta in corso al 1 gennaio 1998 e all1 per cento per il periodo di imposta in corso al 1 gennaio 1999, qualora sussistano le condizioni per lapplicazione delle disposizioni relative alla fiscalizzazione degli oneri sociali. (2) 4. Per le cooperative edilizie a propriet indivisa e, sino al frazionamento del mutuo, per quelle a propriet divisa, la base imponibile determinata ai sensi dellarticolo 10, commi 1 e 2. (3) 5. Per le cooperative sociali di cui allarticolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, il costo del lavoro delle persone svantaggiate di cui allarticolo 4 della medesima legge, deducibile per intero dalla base imponibile. 6. Per lanno 1998, le cooperative sociali di cui allarticolo 1, comma 1, lettera a), della legge 8 novembre 1991, n. 381, nonch le cooperative di lavoro e gli organismi di fatto di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602,deducono dalla base imponibile una somma pari alla differenza tra lammontare delle retribuzioni effettivamente corrisposte e quello calcolato in base ai salari convenzionali. Per gli anni 1999 e 2000 la somma da dedurre dalla base imponibile pari, rispettivamente, al 75 per cento e al 50 per cento della predetta differenza calcolata con le medesime modalit. A decorrere dallanno 2001 la base imponibile determinata in maniera ordinaria. (4) (1) Comma cos sostituito dallart. 10, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (2) Comma cos modificato dallart. 4, D.Lgs. 19 novembre 1998, n. 422. (3) Comma cos modificato dallart. 10, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137. (4) Comma cos modificato dallart. 10, D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137.

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SPACCI NEI CIRCOLI Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114


Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dellarticolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 1998 - Supplemento Ordinario n. 80 Titolo I Principi generali Art 1. Oggetto e finalita 1. Il presente decreto stabilisce i principi e le norme generali sullesercizio dellattivita commerciale. 2. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono a quanto disposto dal presente decreto secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. 3. La disciplina in materia di commercio persegue le seguenti finalita: a) la trasparenza del mercato, la concorrenza, la liberta di impresa e la libera circolazione delle merci; b) la tutela del consumatore, con particolare riguardo allinformazione, alla possibilita di approvvigionamento, al servizio di prossimita, allassortimento e alla sicurezza dei prodotti; c) lefficienza, la modernizzazione e lo sviluppo della rete distributiva, nonche levoluzione tecnologica dellofferta, anche al fine del contenimento dei prezzi; d) il pluralismo e lequilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e le diverse forme di vendita, con particolare riguardo al riconoscimento e alla valorizzazione del ruolo delle piccole e medie imprese; e) la valorizzazione e la salvaguardia del servizio commerciale nelle aree urbane, rurali, montane, insulari. Titolo VI Forme speciali di vendita al dettaglio Art. 16. Spacci interni 1. La vendita di prodotti a favore di dipendenti da enti o imprese, pubblici o privati, di militari, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonche la vendita nelle scuole e negli ospedali esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi e soggetta ad apposita comunicazione al comune competente per territorio e deve essere effettuata in locali non aperti al pubblico, che non abbiano accesso dalla pubblica via. 2. Lattivita puo essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1. 3. Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza dei requisiti di cui allarticolo 5 della persona preposta alla gestione dello spaccio, il rispetto delle norme in materia di idoneita dei locali, il settore merceologico, lubicazione e la superficie di vendita. Art. 17. Apparecchi automatici 1. La vendita dei prodotti al dettaglio per mezzo di apparecchi automatici e soggetta ad apposita comunicazione al comune competente per territorio. 2. Lattivita puo essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1. 3. Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza del possesso dei requisiti di cui allarticolo 5, il settore merceologico e lubicazione, nonche, se lapparecchio automatico viene installato sulle aree pubbliche, losservanza delle norme sulloccupazione del suolo pubblico. 4. La vendita mediante apparecchi automatici effettuata in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo, e soggetta alle medesime disposizioni concernenti lapertura di un esercizio di vendita. 268

Imposta sugli intrattenimenti


DECRETO LEGISLATIVO 26 febbraio 1999, n. 60

(GUn.059del12/03/1999) Istituzione dellimposta sugli intrattenimenti, in attuazione della legge 3 agosto 1998, n. 288, nonch modifiche alla disciplina dellimposta sugli spettacoli di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640 e n. 633, relativamente al settore dello spettacolo, degli intrattenimenti e dei giochi. Titolo I Imposta sugli intrattenimenti Art. 1. Presupposto dellimposta 1 . Larticolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 1 (Presupposto dellimposta). - 1. Sono soggetti allimposta gli intrattenimenti, i giochi e le altre attivit indicati nella tariffa allegata al presente decreto, che si svolgono nel territorio dello Stato.. Art. 2. Soggetti dimposta 1 . Larticolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 2 (Soggetti dimposta). - 1. soggetto dimposta chiunque organizza gli intrattenimenti e le altre attivit di cui alla tariffa allegata al presente decreto ovvero esercita case da gioco. 2. Nei casi in cui lesercizio di case da gioco riservato per legge ad un ente pubblico, questi soggetto dimposta anche se ne delega ad altri la gestione.. Art. 3. Base imponibile 1 . Larticolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 3 (Base imponibile). - 1. La base imponibile costituita dallimporto dei singoli titoli di accesso di cui agli articoli 6 e 6-bis, venduti al pubblico per lingresso o loccupazione del posto o dal prezzo comunque corrisposto per assistere o partecipare agli intrattenimenti ed alle altre attivit elencati nella tariffa, al netto dellimposta sul valore aggiunto in quanto dovuta. 2. Costituiscono altres base imponibile: a) gli aumenti apportati ai prezzi delle consumazioni o servizi offerti al pubblico; b) i corrispettivi delle cessioni e delle prestazioni di servizi accessori, obbligatoriamente imposte; c) lammontare degli abbonamenti, dei proventi derivanti da sponsorizzazione e cessione dei diritti radiotelevisivi, dei contributi da chiunque erogati, nonch il controvalore delle dotazioni da chiunque fornite e ogni altro provento comunque connesso allutilizzazione ed alla organizzazione degli intrattenimenti e delle altre attivit. 3. Qualora gli intrattenimenti e le altre attivit di cui al comma 1 siano organizzati da enti, societ o associazioni per i propri soci, limposta si applica: a) sullintero ammontare delle quote o contributi associativi corrisposti, se lente abbia come unico scopo quello di organizzare tali intrattenimenti ed attivit; b) sulla parte dellammontare delle quote o contributi anzidetti, riferibile allattivit soggetta allimposta, qualora lente svolga anche altre attivit; c) sul prezzo dei titoli di accesso e dei posti riservati e sulle somme o valori corrisposti per le voci di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2. 4. Per le case da gioco la base imponibile costituita giornalmente dalla differenza attivit fra le somme introitate per i giochi e quelle pagate ai giocatori per le vincite e da qualsiasi altro introito connesso allesercizio del gioco. 5. Sono escluse dal computo dellammontare imponibile le somme dovute a titolo di rivalsa obbligatoria dellimposta sugli intrattenimenti e di quanto dovuto agli enti pubblici concedenti, a cui riservato per legge lesercizio delle case da gioco.. Art. 4. A l i q u o t e 269

1 . Larticolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 4 (Aliquote). - 1. Le aliquote dellimposta sono quelle stabilite dalla tariffa annessa al presente decreto in vigore al momento iniziale dellintrattenimento.. Art. 5. Finalit di beneficenza 1 . Larticolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 5 (Finalit di beneficenza). - 1. In caso di intrattenimenti ed altre attivit i cui introiti sono destinati a enti pubblici ed organizzazioni non lucrative di utilit sociale di cui allarticolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, per essere utilizzati a fini di beneficenza, la base imponibile relativa a tali introiti, ridotta del 50 per cento. Tale riduzione riconosciuta purch gli intrattenimenti, a tal fine organizzati da un medesimo soggetto, non superino nel corso dellanno dodici giornate di attivit. 2. I fondi raccolti, dedotte le spese e comunque in misura non inferiore ai due terzi degli incassi al netto delle imposte, debbono essere destinati allente beneficiario. 3. Lagevolazione spetta a condizione che lorganizzatore presenti preventivamente la dichiarazione prevista allufficio accertatore e rediga un apposito rendiconto dal quale risultino le entrate e le spese relative a ciascuna iniziativa, tenuto e conservato ai sensi dellarticolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 4. Se la manifestazione di beneficenza viene organizzata da enti pubblici, limposta non dovuta, purch siano rispettate tutte le condizioni indicate nei commi da 1 a 3. 5. Restano ferme le disposizioni agevolative previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, per le attivit di intrattenimento di cui alla tariffa allegata al presente decreto svolte in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione alle condizioni e nel rispetto degli adempimenti ivi previsti.. Art. 6. Titoli di accesso per gli intrattenimenti e le altre attivit soggette ad imposta 1 . Larticolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 6 (Titoli di accesso per gli intrattenimenti e le altre attivit soggette ad imposta). - 1. Gli esercenti e gli altri soggetti dimposta hanno lobbligo di consegnare a ciascun partecipante o spettatore, allatto del pagamento del prezzo, un titolo di accesso rilasciato mediante misuratori fiscali, conformi al modello approvato dal Ministero delle finanze, ovvero mediante biglietterie automatizzate gi in servizio, purch conformi alle caratteristiche degli apparecchi misuratori fiscali previsti dalla legge 26 gennaio 1983, n. 18. 2. Il Ministero delle finanze, con proprio decreto, in considerazione di particolari condizioni dellintrattenimento pu autorizzare luso di speciali apparecchiature di distribuzione dei titoli di accesso aventi anche caratteristiche diverse da quelle previste dal comma 1. La richiesta pu essere inoltrata dai produttori delle apparecchiature o dai titolari dei locali dove debbono essere installate. 3. I titoli di accesso possono essere emessi mediante sistemi elettronici centralizzati gestiti anche da terzi; il Ministero delle finanze con proprio decreto stabilisce i criteri e le modalit per lapplicazione dellimposta relativamente ai titoli di accesso emessi mediante sistemi elettronici centralizzati, nonch per i relativi controlli.. Art. 7. Abbonamenti 1 . Nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, dopo larticolo 6 inserito il seguente: Art. 6-bis (Abbonamenti). - 1. Per le prestazioni rese in abbonamento la base imponibile pari allimporto complessivo diviso per il numero delle prestazioni od attivit cui labbonamento stesso d diritto e il tributo liquidato su ciascuna rendicontazione dincasso. 2. Sono ammessi abbonamenti anche per attivit organizzate da pi soggetti in diversi locali. 3. Con decreto del Ministero delle finanze sono emanate le disposizioni di attuazione del presente articolo.. 270

Art. 8. Imponibili medi 1 . Larticolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 14 (Imponibili medi). - 1. Limposta si applica su imponibili determinati a norma del comma 2: a) per le esecuzioni musicali non dal vivo e senza altre prestazioni sostitutive ed accessorie obbligatoriamente imposte ai partecipanti, effettuate in pubblici esercizi; b) per le attivit di minima importanza e per quelle soggette ad imposta svolte congiuntamente ad altre che non vi sono soggette. 2. Per i soggetti che esercitano le attivit di cui alla lettera a) del comma 1, la base imponibile determinata nella misura del 50 per cento dei proventi conseguiti. Per quelli che esercitano le attivit di cui alla lettera b) del comma 1, la base imponibile costituita dal 50 per cento dei proventi conseguiti, semprech i ricavi dellanno solare precedente siano ammontati ad un importo non superiore a cinquantamilionidilire. 3. data facolt di optare per la determinazione dellimponibile in via ordinaria.. Art. 9. Apparecchi da divertimento e intrattenimento 1 . Nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, dopo larticolo 14 inserito il seguente: Art. 14-bis (Apparecchi da divertimento e intrattenimento). - 1. Per gli apparecchi da divertimento e intrattenimento, con esclusione degli apparecchi meccanici, limposta assolta attraverso lacquisto di schede magnetiche a deconto, o strumenti similari, da inserire negli apparecchi stessi. 2. Le schede di cui al comma 1, contenenti il codice identificativo dellesercente o gestore e distribuite dallufficio accertatore, debbono essere conformi al modello approvato con decreto del Ministero delle finanze, che ne stabilisce anche le modalit di utilizzo. 3. Per gli apparecchi meccanici, la base imponibile stabilita forfettariamente con decreto del Ministero delle finanze, in relazione alle caratteristiche tecniche degli apparecchi medesimi.. Art. 10. Semplificazione degli adempimenti dei contribuenti 1 . Larticolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 15 (Semplificazione degli adempimenti dei contribuenti). - 1. Per quanto riguarda gli adempimenti contabili previsti per i soggetti dimposta di cui allarticolo 2, nonch per le modalit ed i termini di pagamento dellimposta liquidata ai sensi degli articoli precedenti si applica larticolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.. Art. 11. Concessione del servizio 1 . Allarticolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel comma 1, dopo la parola: decreto sono inserite le seguenti: di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica; b) nel comma 2, aggiunto, in fine, il seguente periodo: Annualmente il Ministero delle finanze provvede alla relativa regolazione contabile. 2 . La convenzione con il concessionario di cui allarticolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, prorogata sino al 31 dicembre 1999, ferme restando le percentuali di aggio fissate per il 1997 e con esclusione di qualunque procedura di adeguamento delle medesime. Alla Societ italiana degli autori e degli editori possono essere affidate, anche in costanza della convenzione prevista dallarticolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, nel rispetto della normativa vigente, attivit di controllo, accertamento e riscossione di entrate erariali e locali diverse dallimposta sugli intrattenimenti. Art. 12. V i g i l a n z a 1 . La lettera c) del comma 1 dellarticolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituita dalla seguente: c) al personale del concessionario di cui allarticolo 17, con rapporto professionale esclusivo, 271

previamente individuato in base al possesso di una adeguata qualificazione e inserito in apposito elenco comunicato al Ministero delle finanze.. Art. 13. Dichiarazione di effettuazione di attivit 1 . Larticolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 19 (Dichiarazione di effettuazione di attivit). - 1. Gli esercenti e gli organizzatori degli intrattenimenti e delle altre attivit soggette ad imposta sugli intrattenimenti debbono produrre al competente ufficio accertatore, nei casi in cui obbligatoria la licenza di pubblica sicurezza, di cui agli articoli 68 e 69 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, preventiva dichiarazione personale relativa al possesso della suddetta licenza. I soggetti che presentano la dichiarazione, su richiesta del predetto ufficio, prestano idonea garanzia diretta ad assicurare il regolare pagamento dellimposta presumibilmente dovuta.. Art. 14. Titoli di ingresso a riduzione 1 . Nellarticolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, dopo il primo comma, aggiunto in fine il seguente: Per i titoli di accesso venduti a prezzo ridotto a favore di categorie di partecipanti determinate dallorganizzatore, limposta commisurata al prezzo pagato in misura ridotta.. Art. 15. Titoli di accesso gratuiti 1 . Larticolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 26 (Titoli di accesso gratuiti). - 1. Per le attivit previste dal presente decreto che si svolgono con carattere periodico, le tessere nominative permanenti ed i titoli di accesso gratuiti non sono soggetti allimposta nel limite del 5 per cento della capienza del locale, ragguagliato a ciascuna categoria di posti. 2. Per le attivit a carattere non periodico, non sono soggetti allimposta i titoli di accesso gratuiti limitamente al 2 per cento dei posti di ciascuna categoria di cui il locale dispone. 3. Per i luoghi, ove si svolgono gli intrattenimenti o le altre attivit, senza una capienza determinata le percentuali di cui ai precedenti commi vengono calcolate giornalmente sui titoli di accesso a pagamento esitati. 4. Per i titoli di accesso gratuiti concessi oltre i limiti di cui ai commi precedenti limposta dovuta in relazione ai prezzi stabiliti per la corrispondente categoria di titoli di accesso a pagamento. 5. Nelle percentuali e nei quantitativi di cui ai commi precedenti non vanno computate le tessere e i titoli di accesso rilasciati alle autorit investite, a norma delle vigenti disposizioni, di particolari funzioni o compiti di istituto.. Art. 16. Termini di decadenza - Rimborsi 1 . Larticolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituito dal seguente: Art. 40 (Termini di decadenza - Rimborsi) . - 1. Laccertamento del tributo e delle violazioni e lirrogazione delle sanzioni debbono avvenire, a pena di decadenza, nel termine di cinque anni dal giorno nel quale stata commessa la violazione. 2. Entro cinque anni dal giorno in cui stato effettuato il pagamento, il contribuente pu chiedere, a pena di decadenza, la restituzione delle imposte erroneamente od indebitamente pagate.. Titolo II Disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto Art. 17. Modifiche al regime I.V.A. per il settore degli intrattenimenti e dei giochi 1 . Il sesto comma dellarticolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituitodalseguente: Per gli intrattenimenti, i giochi e le altre attivit di cui alla tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, limposta si applica sulla stessa base imponibile dellimposta sugli intrattenimenti ed riscossa con le stesse modalit stabilite per questultima. La detrazione di cui allarticolo 19 forfettizzata in misura pari al cinquanta per cento dellimposta relativa alle operazioni imponibili. Se nellesercizio delle attivit incluse nella tariffa vengono effettuate anche prestazioni di 272

sponsorizzazione e cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica, comunque connesse alle attivit di cui alla tariffa stessa, limposta si applica con le predette modalit ma la detrazione forfettizzata in misura pari ad un decimo per le operazioni di sponsorizzazione ed in misura pari ad un terzo per le cessioni o concessioni di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica. I soggetti che svolgono le attivit incluse nella tariffa sono esonerati dallobbligo di fatturazione, tranne che per le prestazioni di sponsorizzazione, per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica e per le prestazioni pubblicitarie; sono altres esonerati dagli obblighi di registrazione e dichiarazione, salvo quanto stabilito dallarticolo 25; per il contenzioso si applica la disciplina stabilita per limposta sugli intrattenimenti. Le singole imprese hanno la facolt di optare per lapplicazione dellimposta nei modi ordinari dandone comunicazione al concessionario di cui allarticolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, competente in relazione al proprio domicilio fiscale, prima dellinizio dellanno solare ed allufficio delle entrate secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442; lopzione ha effetto fino a quando non revocata ed comunque vincolante per un quinquennio.. Art. 18. Regime I.V.A. per le attivit spettacolistiche 1 . Dopo larticolo 74-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, inserito il seguente: Art. 74-quater (Disposizioni per le attivit spettacolistiche) . - 1. Le prestazioni di servizi indicate nella tabella C allegata al presente decreto, incluse le operazioni ad esse accessorie, salvo quanto stabilito al comma 5, si considerano effettuate nel momento in cui ha inizio lesecuzione delle manifestazioni, ad eccezione delle operazioni eseguite in abbonamento per le quali limposta dovuta allatto del pagamento del corrispettivo. 2. Per le operazioni di cui al comma 1 le imprese assolvono gli obblighi di certificazione dei corrispettivi con il rilascio di un titolo di accesso emesso mediante apparecchi misuratori fiscali ovvero mediante biglietterie automatizzate nel rispetto della disciplina di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18,esuccessivemodificazionieintegrazioni. 3. Il partecipante deve conservare il titolo di accesso per tutto il tempo in cui si trattiene nel luogo in cui si svolge la manifestazione spettacolistica. Dal titolo di accesso deve risultare la natura dellattivit spettacolistica, la data e lora dellevento, la tipologia, il prezzo ed ogni altro elemento identificativo delle attivit di spettacolo e di quelle ad esso accessorie. I titoli di accesso possono essere emessi mediante sistemi elettronici centralizzati gestiti anche da terzi. Il Ministero delle finanze con proprio decreto stabilisce le caratteristiche tecniche, i criteri e le modalit per lemissione dei titoli di accesso. 4. Per le attivit di cui alla tabella C organizzate in modo saltuario od occasionale, deve essere data preventiva comunicazione delle manifestazioni programmate al concessionario di cui allarticolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, competente in relazione al luogo incuisisvolgelamanifestazione. 5. I soggetti che effettuano spettacoli viaggianti, nonch quelli che svolgono le altre attivit di cui alla tabella C allegata al presente decreto che nellanno solare precedente hanno realizzato un volume di affari non superiore a cinquanta milioni di lire, determinano la base imponibile nella misura del 50 per cento dellammontare complessivo dei corrispettivi riscossi, con totale indetraibilit dellimposta assolta sugli acquisti, con esclusione delle associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni proloco e le associazioni senza scopo di lucro che optano per lapplicazione delle disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398. Gli adempimenti contabili previsti per i suddetti soggetti sono disciplinati con regolamento da emanare ai sensi dellarticolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. data facolt di optare per lapplicazione dellimposta nei modi ordinari secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442; lopzione ha effetto fino a quando non revocata ed comunque vincolante per un quinquennio. 6. Per le attivit indicate nella tabella C, nonch per le attivit svolte dai soggetti che optano per lapplicazione delle disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e per gli intrattenimenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, il concessionario di cui 273

allarticolo 17 del medesimo decreto coopera, ai sensi dellarticolo 52, con gli uffici delle entrate anche attraverso il controllo contestuale delle modalit di svolgimento delle manifestazioni, ivi compresa lemissione, la vendita e la prevendita dei titoli dingresso, nonch delle prestazioni di servizi accessori, al fine di acquisire e reperire elementi utili allaccertamento dellimposta ed alla repressione delle violazioni procedendo di propria iniziativa o su richiesta dei competenti uffici dellamministrazione finanziaria alle operazioni di accesso, ispezione e verifica secondo le norme e con le facolt di cui allarticolo 52, trasmettendo agli uffici stessi i relativi processi verbali di constatazione. Si rendono applicabili le norme di coordinamento di cui allarticolo 63, commi secondo e terzo. Le facolt di cui allarticolo 52 sono esercitate dal personale del concessionario di cui allarticolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, con rapporto professionale esclusivo, previamente individuato in base al possesso di una adeguata qualificazione e inserito in apposito elenco comunicato al Ministero delle finanze. A tal fine, con decreto del Ministero delle finanze sono stabilite le modalit per la fornitura dei dati tra gli esercenti le manifestazioni spettacolistiche, il Ministero per i beni e le attivit culturali il concessionario di cui al predetto articolo 17 del decreto n. 640 del 1972 e lanagrafe tributaria. Si applicano altres le disposizioni di cui agli articoli 18, 22 e 37 dello stesso decreto n. 640 del 1972.. 2 . Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, aggiunta, in fine, la tabella C, allegata al presente decreto. Art. 19. Disposizioni di coordinamento 1 . Il numero 123) della tabella A, parte terza, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituito dal seguente: 123) Spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi opere liriche, balletto, prosa, operetta, commedia musicale, rivista; concerti vocali e strumentali; attivit circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti;. 2 . Per lanno 1999 la detrazione forfettizzata dellimposta sul valore aggiunto di cui allarticolo 74, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, continua ad applicarsi nella misura di due terzi dellimposta relativa alle operazioni imponibili. I versamenti di imposta in eccedenza, determinati a decorrere dal 1 gennaio 1999 con lapplicazione della percentuale di detrazione forfettaria nella misura del cinquanta per cento, possono essere compensati in sede di liquidazioni periodiche successive alla data di entrata in vigore del presente decreto. 3 . Nellarticolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il quarto comma, inserito il seguente: Non costituiscono inoltre prestazioni di servizi le prestazioni relative agli spettacoli ed alle altre attivit elencati nella tabella C allegata al presente decreto, rese ai possessori di titoli di accesso, rilasciati per lingresso gratuito di persone, limitatamente al contingente e nel rispetto delle modalit di rilascio e di controllo stabiliti ogni quadriennio con decreto del Ministro delle finanze: a) dagli organizzatori di spettacoli, nel limite massimo del 5 per cento dei posti del settore, secondo la capienza del locale o del complesso sportivo ufficialmente riconosciuta dalle competenti autorit; b) dal Comitato olimpico nazionale italiano e federazioni sportive che di esso fanno parte; c) dallUnione nazionale incremento razze equine; d) dallAutomobile club dItalia e da altri enti e associazioni a carattere nazionale.. 4 . Allarticolo 36, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole: di cui allarticolo 74, ultimo comma, sono sostituite dalle seguenti: di cui allarticolo 74, sesto comma; nel medesimo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: e per quelle di cui al comma 5 dellarticolo 74-quater. Art. 20. Credito di imposta per esercenti sale cinematografiche 1 . Agli esercenti sale cinematografiche riconosciuto un credito dimposta in sostituzione degli abbuoni previsti ai fini del versamento dellimposta sugli spettacoli che non concorre alla 274

formazione del reddito imponibile e pu essere compensato ai sensi dellarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 2 . Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e per i beni e le attivit culturali, sono determinati lammontare del credito, le condizioni ed i criteri per la sua concessione, nonch le modalit dei controlli. 3 . Allarticolo 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dopo la lettera hbis) aggiunta, in fine, la seguente: hter) al credito dimposta spettante agli esercenti sale cinematografiche.. Art. 21. Norma di copertura a norma dellarticolo 1 comma 1, lettera o), della legge di delega 1 . Nei concorsi pronostici il cui esercizio riservato al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), la quota destinata allo stesso ente, ai sensi dellarticolo 3, comma 4, della legge 29 dicembre 1988,n. 555, determinata nella misura del 23 per cento. 2 . Per i concorsi pronostici indicati nel comma 1, laliquota dellimposta unica prevista dalla legge 22 dicembre 1951, n. 1379, fissata nella misura del 29 per cento della base imponibile. 3 . Il comma 1 dellarticolo 3 della legge 29 dicembre 1988, n. 555, abrogato. Art. 22. Disposizioni transitorie e finali 1 . Le disposizioni del presente decreto, ad esclusione di quelle recate dallarticolo 11, comma 2, si applicano dal 1 gennaio 2000 e con la medesima decorrenza sono abrogati gli articoli 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 21, 23, 24, 25, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640. 2 . Con la medesima decorrenza di cui al comma 1, la tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sostituita da quella di cui allallegato A al presente decreto. 3 . I richiami allimposta sugli spettacoli, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, contenuti in altre norme debbono intendersi riferiti allimposta sugli intrattenimenti disciplinata dal presente decreto legislativo. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Annesso A ALLEGATO A Tariffa dellimposta sugli intrattenimenti

-NOTE:

1 . Gli intrattenimenti diversi da quelli espressamente indicati nella tariffa, ma ad essi analoghi, sono soggetti allimposta stabilita dalla tariffa stessa per quelli con i quali, per la loro natura, essi hanno maggiore analogia. 2 . Per gli intrattenimenti e le altre attivit soggetti ad imposta organizzati congiuntamente ad altri non soggetti oppure costituiti da pi attivit soggette a tassazione con differenti aliquote, limponibile sar determinato con ripartizione forfettaria degli incassi in proporzione alla durata di ciascuna componente. 3 . Per lutilizzazione degli apparecchi da divertimento e intrattenimento di cui allarticolo 14-bis, comma 1, laliquota fissata al 6 per cento. Annesso B ALLEGATO B TABELLA C SPETTACOLI ED ALTRE ATTIVIT 1) Spettacoli cinematografici e misti di cinema e avanspettacolo, comunque ed ovunque dati al pubblico anche se in circoli e sale private; 2) spettacoli sportivi, di ogni genere, ovunque si svolgono; 3) esecuzioni musicali di qualsiasi genere esclusi i concerti vocali e strumentali, anche se effettuate in discoteche e sale da ballo qualora lesecuzione di musica dal vivo sia di durata pari o superiore al 50 per cento dellorario complessivo di apertura al pubblico dellesercizio, escluse quelle effettuate a mezzo elettrogrammofoni a gettone o a moneta o di apparecchature similari a getttoni o a moneta; 275

lezioni di ballo collettive; corsi mascherati e in costume, rievocazioni storiche, giostre e manifestazioni similari: 4) spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi balletto, opere liriche, prosa, operetta, commedia misicale, rivista; concerti vocali strumentali, attivit circensi e dello spettalcolo viaggiante, spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti; 5) mostre e fiere campionarie; esposizioni scientifiche, artistiche e industriali, rassegne cinimatografiche riconosciute con decreto del Ministero delle finanze ed altre manifestazioni similari. 6) prestazioni di servizio fornite in locali aperti al pubblico mediante radiodiffusioni circolari, trasmesse in forma codificata; la diffusione radiotelevisiva, anche a domicilio, con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite.

DISPOSIZIONI TRBUTARIE PER ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE Legge 13 maggio 1999, n. 133 (in SO n. 96/L alla GU 17 maggio 1999, n. 113) Art. 25. Disposizioni tributarie in materia di associazioni sportive dilettantistiche 1. Per le societ sportive dilettantistiche comprese quelle non riconosciute dal CONI o dalle Federazioni sportive nazionali purch riconosciute da enti di promozione sportiva che si avvalgono dellopzione di cui allarticolo 1 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e successive modificazioni, non concorrono a formare il reddito imponibile, se percepiti in via occasionale e saltuaria, e comunque per un numero complessivo non superiore a due eventi per anno e per un importo non superiore al limite annuo complessivo fissato con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con lAutorit di governo competente in materia di sport: a) i proventi realizzati dalle societ nello svolgimento di attivit commerciali connesse agli scopi istituzionali; b) i proventi realizzati per il tramite di raccolte di fondi effettuate con qualsiasi modalit. 2. A decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, limporto di lire 100 milioni, fissato dallarticolo 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, come modificato da ultimo con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 dicembre 1998, in lire 130.594.000, elevato a lire 360 milioni (oggi 250.000 - L 289/2002). 3. Allarticolo 2, comma 5, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e successive modificazioni, le parole: 6 per cento sono sostituite dalle seguenti: 3 per cento. 4. Le societ sportive dilettantistiche comprese quelle non riconosciute dal CONI o dalle Federazioni sportive nazionali purch riconosciute da enti di promozione sportiva che corrispondono compensi comunque denominati, comprese le indennit di trasferta ed i rimborsi forfettari, per le prestazioni inerenti alla propria attivit, devono operare allatto del pagamento, relativamente alla parte del compenso eccedente la somma di lire 90.000 per ciascuna prestazione e comunque di lire 6.000.000 complessive annue per ciascun percipiente (oggi 7500 ed stato abolito il limite giornaliero), una ritenuta a titolo di imposta nella misura fissata dallarticolo 11 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per il primo scaglione di reddito, maggiorata delle addizionali allimposta sul reddito delle persone fisiche. Con decreto del Ministro delle finanze possono essere modificati i limiti di importo relativi a ciascuna prestazione e allammontare complessivo annuo per ciascun percipiente di cui al primo periodo, in
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relazione alle variazioni del valore medio dellindice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. 5. Allarticolo 13-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aggiunta, in fine, la seguente lettera: i-ter) le erogazioni liberali in denaro, per un importo complessivo in ciascun periodo di imposta non superiore a un milione di lire (oggi 1500 L. 289/2002), in favore delle societ sportive dilettantistiche. 6. Allarticolo 91-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ,nonch dellonere di cui allarticolo 13-bis, comma 1, lettera i-ter), ridotto alla met. 7. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalit di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, anche al fine di realizzare una semplificazione degli adempimenti previsti per i contribuenti in sede di dichiarazione e conservazione documentale, nonch le procedure di controllo, richiedendo anche la necessaria documentazione di tipo bancario per le operazioni inerenti allattivit istituzionale svolta dalle societ sportive dilettantistiche e per i proventi alle stesse corrisposti a qualsiasi titolo, aventi ad oggetto importi non inferiori a lire 100.000 (oggi 516 L. 342/2000), in funzione del contenimento del fenomeno dellevasione fiscale e contributiva. 8. Le disposizioni di cui al comma 7 si applicano a tutti i soggetti che organizzano o promuovono attivit sportive senza limpegno di atleti qualificati professionisti ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.

Riconoscimento di persone giuridiche private


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 febbraio 2000, n.361

Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dellatto costitutivo e dello statuto (n. 17 dellallegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59). Art. 1. Procedimento per lacquisto della personalita giuridica 1. Salvo quanto previsto dagli articoli 7 e 9, le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalita giuridica mediante il riconoscimento determinato dalliscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture. 2. La domanda per il riconoscimento di una persona giuridica, sottoscritta dal fondatore ovvero da coloro ai quali e conferita la rappresentanza dellente, e presentata alla prefettura nella cui provincia e stabilita la sede dellente. Alla domanda i richiedenti allegano copia autentica dellatto costitutivo e dello statuto. La prefettura rilascia una ricevuta che attesta la data di presentazione della domanda. 3. Ai fini del riconoscimento e necessario che siano state soddisfatte le condizioni previste da norme di legge o di regolamento per la costituzione dellente, che lo scopo sia possibile e lecito e che il patrimonio risulti adeguato alla realizzazione dello scopo. 4. La consistenza del patrimonio deve essere dimostrata da idonea documentazione allegata alla domanda. 5. Entro il termine di centoventi giorni dalla data di presentazione della domanda il prefetto provvede alliscrizione. 277

6. Qualora la prefettura ravvisi ragioni ostative alliscrizione ovvero la necessita di integrare la documentazione presentata, entro il termine di cui al comma 5, ne da motivata comunicazione ai richiedenti, i quali, nei successivi trenta giorni, possono presentare memorie e documenti. Se, nellulteriore termine di trenta giorni, il prefetto non comunica ai richiedenti il motivato diniego ovvero non provvede alliscrizione, questa si intende negata. 7. Il riconoscimento delle fondazioni istituite per testamento puo essere concesso dal prefetto, dufficio, in caso di ingiustificata inerzia del soggetto abilitato alla presentazione della domanda. 8. Le prefetture istituiscono il registro di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 9. Le prefetture e le regioni provvedono, ai sensi dellarticolo 6 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ad attivare collegamenti telematici per lo scambio dei dati e delle informazioni. 10. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita culturali, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, sentito il Ministro dellinterno, sono determinati i casi in cui il riconoscimento delle persone giuridiche che operano nelle materie di competenza del Ministero per i beni e le attivita culturali e subordinato al preventivo parere della stessa amministrazione, da esprimersi nel termine di sessanta giorni dalla richiesta del prefetto. In mancanza del parere il prefetto procede ai sensi dei commi 5 e 6. Art. 2. Modificazioni dello statuto e dellatto costitutivo 1. Le modificazioni dello statuto e dellatto costitutivo sono approvate con le modalita e nei termini previsti per lacquisto della personalita giuridica dallarticolo 1, salvo i casi di riconoscimento della personalita giuridica per atto legislativo. 2. Alla domanda sono allegati i documenti idonei a dimostrare la sussistenza dei requisiti previsti dallarticolo 21, secondo comma, del codice civile. 3. Per le fondazioni, alla domanda e allegata la documentazione necessaria a comprovare il rispetto delle disposizioni statutarie inerenti al procedimento di modifica dello statuto. Art. 3. Registro delle persone giuridiche 1. Il registro di cui allarticolo 1, comma 1, consta di due parti, luna generale e laltra analitica. 2. Nella prima parte del registro sono iscritte le persone giuridiche con la sola indicazione della loro denominazione. 3. Liscrizione e contrassegnata da un numero dordine ed e accompagnata dallindicazione della data, del nome del richiedente, delle pagine riservate nella parte analitica alla stessa persona giuridica e del volume in cui sono contenuti lo statuto e latto costitutivo e di quello dove sono raccolte le copie delle deliberazioni e dei provvedimenti iscritti nel registro. Alla fine della parte generale il registro e munito di una rubrica alfabetica contenente il nome della persona giuridica, il numero della pagina in cui la stessa e iscritta e il riferimento alla parte analitica del registro . 4. Nella seconda parte del registro, distintamente per ogni persona giuridica, sono iscritti tutti gli elementi e i fatti indicati nellarticolo 4. 5. Ad ogni persona giuridica e riservato nella seconda parte del registro un intero foglio costituito da due pagine contrapposte. Le iscrizioni successive si fanno nello stesso foglio. Quando il foglio riservato ad una persona giuridica e esaurito, le iscrizioni sono fatte in un foglio successivo. La continuazione deve risultare chiaramente dalla pagina esaurita. 6. Il registro, prima di essere posto in uso, deve essere numerato e vidimato in ciascun foglio dal prefetto ovvero da un funzionario da questi delegato con decreto da iscriversi nella prima pagina del registro. Nellultima pagina il prefetto indica il numero dei fogli di cui e composto il registro. 7. Per ottenere liscrizione dei fatti indicati nellarticolo 4, comma 2, il richiedente deve presentare copia autentica in carta libera della deliberazione o del provvedimento da iscrivere. Tali copie restano depositate in prefettura e sono ordinate in volumi muniti di rubrica alfabetica. 8. Il registro e i documenti relativi possono essere esaminati da chiunque ne fa richiesta. La prefettura deve rilasciare gli estratti e i certificati che sono richiesti. 278

9. Agli adempimenti di cui al presente regolamento e data attuazione, ove possibile, mediante lutilizzo dei mezzi telematici previsti dalle norme vigenti. Art. 4. Iscrizioni nel registro 1. Nel registro devono essere indicati la data dellatto costitutivo, la denominazione, lo scopo, il patrimonio, la durata, qualora sia stata determinata, la sede della persona giuridica e il cognome, il nome e il codice fiscale degli amministratori, con menzione di quelli ai quali e attribuita la rappresentanza. 2. Nel registro devono altresi essere iscritte le modificazioni dellatto costitutivo e dello statuto, il trasferimento della sede e listituzione di sedi secondarie, la sostituzione degli amministratori, con indicazione di quelli ai quali e attribuita la rappresentanza, le deliberazioni di scioglimento, i provvedimenti che ordinano lo scioglimento o accertano lestinzione, il cognome e nome dei liquidatori e tutti gli altri atti e fatti la cui iscrizione e espressamente prevista da norme di legge o di regolamento. Art. 5. Decentramento amministrativo 1. Le funzioni amministrative gia attribuite allautorita governativa dalle norme del capo II, titolo II, libro I del codice civile, sono esercitate dalle prefetture ovvero dalle regioni o dalle province autonome competenti. Art. 6. Estinzione della persona giuridica 1. La prefettura, la regione ovvero la provincia autonoma competente accerta, su istanza di qualunque interessato o anche dufficio, lesistenza di una delle cause di estinzione della persona giuridica previste dallarticolo 27 del codice civile e da comunicazione della dichiarazione di estinzione agli amministratori e al presidente del tribunale ai fini di cui allarticolo 11 delle disposizioni di attuazione del codice civile. 2. Chiusa la procedura di liquidazione, il presidente del tribunale provvede che ne sia data comunicazione ai competenti uffici per la conseguente cancellazione dellente dal registro delle persone giuridiche. Art. 7. Competenze delle regioni e delle province autonome 1. Il riconoscimento delle persone giuridiche private che operano nelle materie attribuite alla competenza delle regioni dallarticolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e le cui finalita statutarie si esauriscono nellambito di una sola regione, e determinato dalliscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso la stessa regione. 2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento le regioni a statuto ordinario istituiscono il registro delle persone giuridiche di cui al comma 1. Fino a quando non abbiano provveduto, le regioni applicano le norme del presente regolamento. 3. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti. Art. 8. Coordinamento con il codice civile e con le norme di attuazione 1. I richiami a norme abrogate dal presente regolamento contenuti nel codice civile e nelle leggi speciali sintendono riferiti alle corrispondenti disposizioni del regolamento medesimo. Ogni riferimento a competenze dellautorita giudiziaria in tema di acquisto della personalita giuridica, di tenuta del registro delle persone giuridiche e di iscrizioni nello stesso sintende fatto alla prefettura ovvero alla regione o provincia autonoma competenti. 2. Le sanzioni di cui allarticolo 35 del codice civile si applicano alle ipotesi di mancata richiesta di iscrizione nei termini e secondo le modalita previste nel presente regolamento.

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Art. 9. Norme speciali 1. Le norme del presente regolamento sono applicabili ai procedimenti di riconoscimento delle associazioni previste dallarticolo 10 della legge 20 maggio 1985, n. 222, fatto salvo quanto disposto dal secondo e terzo comma del medesimo articolo. 2. Nulla e innovato nella disciplina degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, in base alla legge 20 maggio 1985, n. 222, nonche degli enti civilmente riconosciuti in base alle leggi di approvazione di intese con le confessioni religiose ai sensi dellarticolo 8, terzo comma, della Costituzione. Nei confronti di tali enti trovano applicazione le disposizioni contenute negli articoli 3 e 4. 3. Sono fatte comunque salve le altre norme speciali derogatorie rispetto alla disciplina delle persone giuridiche di cui al libro I, titolo II, del codice civile, alle relative disposizioni di attuazione e alle norme del presente regolamento. Art. 10. Norme finali e transitorie 1. I compiti spettanti in base alle disposizioni del presente regolamento al prefetto e alle prefetture si intendono riferiti, per le province autonome di Trento e di Bolzano ai commissari di governo e ai rispettivi uffici, e per la regione Valle dAosta al presidente della commissione di coordinamento e al suo ufficio. 2. Le amministrazioni dello Stato provvedono, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, a trasmettere alle prefetture competenti per territorio gli atti relativi ai procedimenti pendenti, nonche quelli concernenti le persone giuridiche private che hanno conseguito il riconoscimento nel vigore della precedente disciplina. 3. Entro il medesimo termine, le cancellerie dei tribunali trasmettono alle prefetture, alle regioni ovvero alle province autonome, secondo le rispettive competenze, gli atti relativi alle persone giuridiche iscritte nel registro. 4. I termini di conclusione di tutti i procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento, nonche di quelli relativi a domande presentate nelle more dellistituzione del registro decorrono dalla data di istituzione del medesimo. 5. Fino al momento delleffettivo trasferimento dei registri e dei relativi atti alle prefetture, ovvero alle regioni o province autonome, al rilascio dei certificati concernenti le persone giuridiche provvede la cancelleria del tribunale. Art. 11. Abrogazioni 1. Al sensi dellarticolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono abrogate le seguenti disposizioni: a) articolo 12 del codice civile; b) articolo 16, terzo comma, del codice civile; c) articolo 27, terzo comma, del codice civile; d) articoli 33 e 34, del codice civile; e) articolo 35, limitatamente alle parole: dagli articoli 33 e 34, nel termine e secondo le modalita stabilite dalle norme di attuazione del codice; f) articoli 1, 2, 4, 10, 20, secondo comma, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29 e 30 delle disposizioni di attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318. Art. 12. Entrata in vigore 1. Il presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 280

N O T E: Note alle premesse: Lart. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Si riporta il testo dellart. 20 e dellallegato 1, n. 17 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa: Art. 20. - 1. Il Governo, entro il 31 gennaio di ogni anno, presenta al Parlamento un disegno di legge per la delegificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi, anche coinvolgenti amministrazioni centrali, locali o autonome, indicando i criteri per lesercizio della potesta regolamentare nonche i procedimenti oggetto della disciplina, salvo quanto previsto alla lettera a) del comma 5. In allegato al disegno di legge e presentata una relazione sullo stato di attuazione della semplificazione dei procedimenti amministrativi. 2. In sede di attuazione della delegificazione, il Governo individua, con le modalita di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, i procedimenti o gli aspetti del procedimento che possono essere autonomamente disciplinati dalle regioni e dagli enti locali. 3. I regolamenti sono emanati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministro competente, previa acquisizione del parere delle competenti commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato. A tal fine la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche su richiesta del Ministro competente, riunioni tra le amministrazioni interessate. Decorsi trenta giorni dalla richiesta di parere alle commissioni, i regolamenti possono essere comunque emanati. 4. I regolamenti entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con effetto dalla stessa data sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti. 5. I regolamenti si conformano ai seguenti criteri e principi: a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche riordinando le competenze degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove raggruppare competenze diverse ma confluenti in una unica procedura; b) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti tra loro analoghi; c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della medesima amministrazione; d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima attivita, anche riunendo in una unica fonte regolamentare, ove cio corrisponda ad esigenze di semplificazione e conoscibilita normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso, ovvero che pretendono particolari procedure, fermo restando lobbligo di porre in essere le procedure stesse; e) semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e contabili anche mediante adozione ed estensione alle fasi di integrazione dellefficacia degli atti, di disposizioni analoghe a quelle di cui allart. 51, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni; f) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti amministrativi di funzioni anche decisionali, che non richiedano, in ragione della loro specificita, lesercizio in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi; g) individuazione delle responsabilita e delle procedure di verifica e controllo; 281

g-bis) soppressione dei procedimenti che risultino non piu rispondenti alle finalita e agli obiettivi fondamentali definiti dalla legislazione di settore o che risultino in contrasto con i principi generali dellordinamento giuridico nazionale o comunitario; g-ter) soppressione dei procedimenti che comportino, per lamministrazione e per i cittadini, costi piu elevati dei benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione dellattivita amministrativa diretta con forme di autoregolamentazione da parte degli interessati; g-quater) adeguamento della disciplina sostanziale e procedimentale dellattivita e degli atti amministrativi ai principi della normativa comunitaria, anche sostituendo al regime concessorio quello autorizzatorio; g-quinquies) soppressione dei procedimenti che derogano alla normativa procedimentale di carattere generale, qualora non sussistano piu le ragioni che giustifichino una difforme disciplina settoriale; g-sexies) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti organizzativi e di tutte le fasi del procedimento; g-septies) adeguamento delle procedure alle nuove tecnologie informatiche; 5-bis. I riferimenti a testi normativi contenuti negli elenchi di procedimenti da semplificare di cui allallegato 1 alla presente legge e alle leggi di cui al comma 1 del presente articolo si intendono estesi ai successivi provvedimenti di modificazione. 6. I servizi di controllo interno compiono accertamenti sugli effetti prodotti dalle norme contenute nei regolamenti di semplificazione e di accelerazione dei procedimenti amministrativi e possono formulare osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica delle norme stesse e per il miglioramento dellazione amministrativa. 7. Le regioni a statuto ordinario regolano le materie disciplinate dai commi da 1 a 6 nel rispetto dei principi desumibili dalle disposizioni in essi contenute, che costituiscono principi generali dellordinamento giuridico. Tali disposizioni operano direttamente nei riguardi delle regioni fino a quando esse non avranno legiferato in materia. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nella legge medesima. 8. In sede di prima attuazione della presente legge e nel rispetto dei principi, criteri e modalita di cui al presente articolo, quali norme generali regolatrici, sono emanati appositi regolamenti ai sensi e per gli effetti dellart. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per disciplinare i procedimenti di cui allallegato 1 alla presente legge, nonche le seguenti materie: a) sviluppo e programmazione del sistema universitario, di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 245, e successive modificazioni, nonche valutazione del medesimo sistema, di cui alla legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni; b) composizione e funzioni degli organismi collegiali nazionali e locali di rappresentanza e coordinamento del sistema universitario, prevedendo altresi listituzione di un Consiglio nazionale degli studenti, eletto dai medesimi, con compiti consultivi e di proposta; c) interventi per il diritto allo studio e contributi universitari. Le norme sono finalizzate a garantire laccesso agli studi universitari agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, a ridurre il tasso di abbandono degli studi, a determinare percentuali massime dellammontare complessivo della contribuzione a carico degli studenti in rapporto al finanziamento ordinario dello Stato per le universita, graduando la contribuzione stessa, secondo criteri di equita, solidarieta e progressivita in relazione alle condizioni economiche del nucleo familiare, nonche a definire parametri e metodologie adeguati per la valutazione delle effettive condizioni economiche dei predetti nuclei. Le norme di cui alla presente lettera sono soggette a revisione biennale, sentite le competenti commissioni parlamentari; d) procedure per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca, di cui allart. 73 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e procedimento di approvazione degli atti dei concorsi per ricercatore in deroga allart. 5, comma 9, della legge 24 dicembre 1993, n. 537; e) procedure per laccettazione da parte delle universita di eredita, donazioni e legati, prescindendo da ogni autorizzazione preventiva, ministeriale o prefettizia. 282

9. I regolamenti di cui al comma 8, lettere a), b) e c), sono emanati previo parere delle commissioni parlamentari competenti per materia. 10. In attesa dellentrata in vigore delle norme di cui al comma 8, lettera c), il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dallart. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, e emanato anche nelle more della costituzione della Consulta nazionale per il diritto agli studi universitari di cui allart. 6 della medesima legge. 11. Con il disegno di legge di cui al comma 1, il Governo propone annualmente al Parlamento le norme di delega ovvero di delegificazione necessarie alla compilazione di testi unici legislativi o regolamentari, con particolare riferimento alle materie interessate dalla attuazione della presente legge. In sede di prima attuazione della presente legge, il Governo e delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui allart. 4, norme per la delegificazione delle materie di cui allart. 4, comma 4, lettera c), non coperte da riserva assoluta di legge, nonche testi unici delle leggi che disciplinano i settori di cui al medesimo art. 4, comma 4, lettera c), anche attraverso le necessarie modifiche, integrazioni o abrogazioni di norme, secondo i criteri previsti dagli articoli 14 e 17 e dal presente articolo. Allegato 1 (Omissis). 17. Procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private, di approvazione delle modifiche dellatto costitutivo e dello statuto, di autorizzazione allacquisto di beni immobili, allaccettazione di atti di liberalita da parte di associazioni o fondazioni, nonche di donazioni o lasciti in favore di enti: codice civile, articoli 12, 16 e 17; disposizioni attuative del codice civile, articoli 5 e 7; legge 5 giugno 1850, n. 1037, e successive modificazioni; regio-decreto 26 giugno 1864, n. 1817; legge 21 giugno 1896, n. 218, e successive modificazioni; regio-decreto 26 luglio 1896, n. 361, e successive modificazioni; legge 30 aprile 1969, n. 153, art. 65, e successive modificazioni. Il titolo II del codice civile reca: Titolo II DELLE PERSONE GIURIDICHE Il capo I e capo II del titolo II del codice civile recano: Capo IDisposizioni generali Capo II Delle associazioni e delle fondazioni. Il regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, reca: Disposizioni per lattuazione del codice civile e disposizioni transitorie. Il capo I reca: Capo I Disposizioni di attuazione. La sezione I reca: Sezione I Disposizioni relative al libro I. Il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, reca: Attuazione della delega di cui allart. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382. Si riporta il testo dellart. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dellattivita di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando lesercizio della potesta regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono labrogazione delle norme vigenti, con effetto dallentrata in vigore delle norme regolamentari. Note allart. 1: Si riporta il testo dellart. 6 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante: Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le 283

regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta ed autonomie locali. Art. 6 (Scambio di dati e informazioni). - 1. La Conferenza Stato-regioni favorisce linterscambio di dati ed informazioni sullattivita posta in essere dalle amministrazioni centrali, regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 2. La Conferenza Stato-regioni approva protocolli di intesa tra Governo, regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, anche ai fini della costituzione di banche dati sulle rispettive attivita, accessibili sia dallo Stato che dalle regioni e dalle province autonome. Le norme tecniche ed i criteri di sicurezza per laccesso ai dati ed alle informazioni sono stabiliti di intesa con lAutorita per linformatica nella pubblica amministrazione. 3. I protocolli di intesa di cui al comma 2 prevedono, altresi, le modalita con le quali le regioni e le province autonome si avvalgono della rete unitaria delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di trasporto e di interoperabilita messi a disposizione dai gestori, alle condizioni contrattuali previste ai sensi dellart. 15, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n. 59. Nota allart. 2: Si riporta il testo dellart. 21, secondo comma, del codice civile: Art. 21 (Deliberazioni dellassemblea). (Omissis). Per modificare latto costitutivo e lo statuto, se in essi non e altrimenti disposto, occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Note allart. 5: Il libro I del codice civile reca: Delle persone e della famiglia. Per il titolo del titolo II, capo II, vedi note alle premesse. Note allart. 6: Si riporta il testo dellart. 27 del codice civile, come modificato dal regolamento qui pubblicato. Art. 27 (Estinzione della persona giuridica). - Oltre che per le cause previste nellatto costitutivo e nello statuto, la persona giuridica si estingue quando lo scopo e stato raggiunto o e divenuto impossibile. Le associazioni si estinguono, inoltre, quando tutti gli associati sono venuti a mancare. Si riporta il testo dellart. 11, delle disposizioni di attuazione del codice civile, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318: Art. 11 (Persone giuridiche pubbliche). - Quando la persona giuridica e dichiarata estinta o quando lassociazione e sciolta, il presidente del tribunale, su istanza degli amministratori, dei soci, dei creditori, del pubblico ministero o anche di ufficio, nomina uno o piu commissari liquidatori, salvo che latto costitutivo o lo statuto non preveda una diversa forma di nomina e a questa si proceda entro un mese dal provvedimento. La preventiva designazione dei liquidatori nellatto costitutivo o nello statuto non ha effetto. Quando lo scioglimento dellassociazione e deliberato dallassemblea, la nomina puo essere fatta dallassemblea medesima con la maggioranza prevista dallart. 21 del codice. Possono essere nominati liquidatori anche gli amministratori uscenti. In ogni caso la nomina fatta dallassemblea o nelle forme previste nellatto costitutivo o nello statuto deve essere comunicata immediatamente al presidente del tribunale. Nota allart. 7: Si riporta il testo dellart. 14 del citato decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616: Art. 14 (Persone giuridiche private). - E delegato alle regioni lesercizio delle funzioni amministrative di organi centrali e periferici dello Stato concernenti le persone giuridiche di cui 284

allart. 12 del codice civile che operano esclusivamente nelle materie di cui al presente decreto e le cui finalita statutarie si esauriscono nellambito di una sola regione. Nota allart. 8: Si riporta il testo dellart. 35 del codice civile, come modificato dal regolamento qui pubblicato: Art. 35 (Disposizione penale). Gli amministratori e i liquidatori che non richiedono le iscrizioni prescritte sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire ventimila a lire un milione. Note allart. 9: Si riporta il testo dellart. 10 della legge 20 maggio 1985, n. 222, recante: Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi: Art. 10. Le associazioni costituite o approvate dallautorita ecclesiastica non riconoscibili a norma dellarticolo precedente, possono essere riconosciute alle condizioni previste dal codice civile. Esse restano in tutto regolate dalle leggi civili, salvi la competenza dellautorita ecclesiastica circa la loro attivita di religione o di culto di poteri della medesima in ordine agli organi statutari. In ogni caso e applicabile lart. 3 delle presenti norme. Si riporta il testo dellart. 8, terzo comma, della Costituzione: I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Per il titolo del libro I, capo II, del codice civile vedi note allart. 5. Note allart. 11: Per il testo dellart. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, vedi nelle note alle premesse. Si riporta il testo dellart. 16 del codice civile, come modificato del regolamento qui pubblicato: Art. 16 (Atto costitutivo e statuto. Modificazioni). - Latto costitutivo e lo statuto devono contenere la denominazione dellente, lindicazione dello scopo, del patrimonio e della sede, nonche le norme sullordinamento e sullamministrazione. Devono anche determinare, quando trattasi di associazioni, i diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni della loro ammissione, quando trattasi di fondazioni, i criteri e le modalita di erogazione delle rendite. Latto costitutivo e lo statuto possono inoltre contenere le norme relative alla estinzione dellente e alla devoluzione del patrimonio, e, per le fondazioni, anche quelle relative alla loro trasformazione. Si riporta il testo dellart. 20 delle disposizioni di attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, come modificato dal regolamento qui pubblicato: Art. 20. - Chiusa la liquidazione, il presidente del tribunale ordina la cancellazione dellente dal registro delle persone giuridiche.

Disciplina delle associazioni di promozione sociale


Legge 7/12/2000 n. 383
(Pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2000, n. 300)
Capo I DISPOSIZIONI GENERALI

Art.1. (Finalit e oggetto della legge) 1. La Repubblica riconosce il valore sociale dellassociazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attivita come espressione di partecipazione, solidarieta e pluralismo; ne promuove lo sviluppo in tutte le sue articolazioni territoriali, nella salvaguardia della sua autonomia; favorisce il suo apporto originale al conseguimento di finalita di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca
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etica e spirituale. 2. La presente legge, in attuazione degli articoli 2, 3, secondo comma, 4, secondo comma, 9 e 18 della Costituzione, detta principi fondamentali e norme per la valorizzazione dellassociazionismo di promozione sociale e stabilisce i principi cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le associazioni di promozione sociale nonche i criteri cui debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali nei medesimi rapporti. 3. La presente legge ha, altresi, lo scopo di favorire il formarsi di nuove realta associative e di consolidare e rafforzare quelle gia esistenti che rispondono agli obiettivi di cui al presente articolo. Art.2. (Associazioni di promozione sociale) 1. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attivita di utilita sociale a favore di associati o di terzi, senza finalita di lucro e nel pieno rispetto dellalibertaedignitadegliassociati. 2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalita la tutela esclusivadiinteressieconomicidegliassociati. 3. Non costituiscono altresi associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione allammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarita di azioni o quote di natura patrimoniale. Art.3. (Atto costitutivo e statuto)
Le associazioni di promozione sociale si costituiscono con atto scritto nel quale deve tra laltro essere indicata la sede legale. Nello statuto devono essere espressamente previsti: a) la denominazione; b) loggetto sociale; c) l attribuzione della rappresentanza legale dellassociazione; d) lassenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attivita non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette; e) lobbligo di reinvestire leventuale avanzo di gestione a favore di attivita istituzionali statutariamente previste; f) le norme sullordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dellelettivita delle cariche associative. In relazione alla particolare natura di talune associazioni, il Ministro per la solidarieta sociale, sentito lOsservatorio nazionale di cui allarticolo11,puoconsentirederogheallapresentedisposizione; g) i criteri per lammissione e lesclusione degli associati e di loro diritti e obblighi; h) lobbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonche le modalita di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari; i) le modalitadiscioglimento dellassociazione; l) lobbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilita sociale.

Art. 4. (Risorse economiche) 1. Le associazioni di promozione sociale traggono le risorse economiche per il loro funzionamento eperlosvolgimentodelleloroattivitada: a) quote e contributi degli associati; b) eredita, donazioni e legati; c) contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nellambito dei fini statutari; 286

d) contributi dellUnione europea e di organismi internazionali; e) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati; f) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attivita economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali; g) erogazioni liberali degli associati e dei terzi; h) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi; i) altre entrate compatibili con le finalita sociali dellassociazionismo di promozione sociale. 2. Le associazioni di promozione sociale sono tenute per almeno tre anni alla conservazione della documentazione, con lindicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), nonche, per le risorse economiche di cui alla lettera g), della documentazione relativa alle erogazioni liberali se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile di cui allarticolo 22. Art. 5. (Donazioni ed eredita) 1. Le associazioni di promozione sociale prive di personalita giuridica possono ricevere donazioni e, con beneficio di inventario, lasciti testamentari, con lobbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalita previste dallatto costitutivo e dallo statuto. 2. I beni pervenuti ai sensi del comma 1 sono intestati alle associazioni. Ai fini delle trascrizioni dei relativi acquisti si applicano gli articoli 2659 e 2660 del codice civile. Art. 6. (Rappresentanza) 1. Le associazioni di promozione sociale anche non riconosciute sono rappresentate in giudizio dai soggetti ai quali, secondo lo statuto, e conferita la rappresentanza legale. 2. Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano lassociazione di promozione sociale i terzi creditori devono far valere i loro diritti sul patrimonio dellassociazione medesima e, solo in via sussidiaria, possono rivalersi nei confronti delle persone che hanno agito in nome e per conto dellassociazione.
Capo II REGISTRI E OSSERVATORI DELLASSOCIAZIONISMO

Sezione I Registri nazionale, regionali e provinciali Art. 7. (Registri) 1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari sociali e istituito un registro nazionale al quale possono iscriversi, ai fini dellapplicazione della presente legge, le associazioni di promozione sociale a carattere nazionale in possesso dei requisiti di cui allarticolo 2, costituite ed operanti da almeno un anno. Alla tenuta del registro si provvede con le ordinarie risorse finanziarie, umane e strumentali del Dipartimento per gli affari sociali. 2. Per associazioni di promozione sociale a carattere nazionale si intendono quelle che svolgono attivita in almeno cinque regioni ed in almeno venti province del territorio nazionale. 3. Liscrizione nel registro nazionale delle associazioni a carattere nazionale comporta il diritto di automatica iscrizione nel registro medesimo dei relativi livelli di organizzazione territoriale e dei circoli affiliati, mantenendo a tali soggetti i benefici connessi alla iscrizione nei registri di cui al comma 4. 4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono, rispettivamente, registri su scala regionale e provinciale, cui possono iscriversi tutte le associazioni in possesso dei requisiti di cui allarticolo 2, che svolgono attivita, rispettivamente, in ambito regionale o provinciale.
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Art. 8. (Disciplina del procedimento per le iscrizioni ai registri nazionale, regionali e provinciali) 1. Il Ministro per la solidarieta sociale, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana un apposito regolamento (D.M. 14/11/2001 n 471 G.U. n 21 del 25/1/2001) che disciplina il procedimento per lemanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione delle associazioni a carattere nazionale nel registro nazionale di cui allarticolo 7, comma 1, e la periodica revisione dello stesso, nel rispetto della legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano con proprie leggi, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, listituzione dei registri di cui allarticolo 7, comma 4, i procedimenti per lemanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione delle associazioni che svolgono attivita in ambito regionale o provinciale nel registro regionale o provinciale nonche la periodica revisione dei registri regionali e provinciali, nel rispetto dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241. Le regioni e le province autonome trasmettono altresi annualmente copia aggiornata dei registri allOsservatorio nazionale di cui allarticolo11. 3. Il regolamento di cui al comma 1 e le leggi regionali e provinciali di cui al comma 2 devono prevedere un termine per la conclusione del procedimento e possono stabilire che, decorso inutilmente il termine prefissato, liscrizione si intenda assentita. 4. Liscrizione nei registri e condizione necessaria per stipulare le convenzioni e per usufruire dei benefici previsti dalla presente legge e dalle leggi regionali e provinciali di cui al comma 2. Art. 9. (Atti soggetti ad iscrizione nei registri) 1. Nei registri di cui allarticolo 7 devono risultare latto costitutivo, lo statuto, la sede dellassociazioneelambitoterritorialediattivita. 2. Nei registri devono essere iscritti altresi le modificazioni dellatto costitutivo e dello statuto, il trasferimento della sede, le deliberazioni di scioglimento. Art.10. (Ricorsi avverso i provvedimenti relativi alle iscrizioni e alle cancellazioni) 1. Avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e avverso i provvedimenti di cancellazione e ammesso ricorso in via amministrativa, nel caso si tratti di associazioni a carattere nazionale, al Ministro per la solidarieta sociale, che decide previa acquisizione del parere vincolante dellOsservatorio nazionale di cui allarticolo 11; nel caso si tratti di associazioni che operano in ambito regionale o nellambito delle province autonome di Trento e di Bolzano, al presidente della giunta regionale o provinciale, previa acquisizione del parere vincolante dellosservatorio regionale previsto dallarticolo 14. 2. Avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e avverso i provvedimenti di cancellazione e ammesso, in ogni caso, entro sessanta giorni, ricorso al tribunale amministrativo regionale competente, che decide, in camera di consiglio, nel termine di trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, sentiti i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La decisione del tribunale e appellabile, entro trenta giorni dalla sua notifica, al Consiglio di Stato, il q
Capo II REGISTRI E OSSERVATORI Sezione II Osservatorio nazionale e osservatori regionali dellassociazionismo Art. 11. (Istituzione e composizione dellOsservatorio nazionale) 1. In sede di prima attuazione della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la solidarieta sociale, e istituito lOsservatorio nazionale dellassociazionismo, di seguito denominato Osservatorio, presieduto dal Ministro per la solidarieta sociale, composto da 26 membri, di cui 10 rappresentanti delle associazioni a carattere nazionale maggiormente rappresentative, 10 rappresentanti estratti a sorte tra i nominativi indicati daaltreassociazionie6esperti. 288

2. Le associazioni di cui al comma 1 devono essere iscritte nei registri ai rispettivi livelli. 3. LOsservatorio elegge un vicepresidente tra i suoi componenti di espressione delle associazioni. 4. LOsservatorio si riunisce al massimo otto volte lanno, dura in carica tre anni ed i suoi componenti non possono essere nominati per piu di due mandati. 5. Per il funzionamento dellOsservatorio e autorizzata la spesa massima di lire 225 milioni per il 2000 e di lire 450 milioni annue a decorrere dal 2001. 6. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per la solidarieta sociale, sentite le Commissioni parlamentari competenti, emana un regolamento per disciplinare le modalita di elezione dei membri dellOsservatorio nazionale da parte delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali. 7. Alle attivita di segreteria connesse al funzionamento dellOsservatorio si provvede con le ordinarie risorse finanziarie, umane e strumentali del Dipartimento per gli affari sociali. Art. 12. (Funzionamento e attribuzioni) 1. Per lo svolgimento dei suoi compiti lOsservatorio, che ha sede presso il Dipartimento per gli affari sociali, adotta un apposito regolamento entro sessanta giorni dallinsediamento. 2. Con regolamento, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati le procedure per la gestione delle risorse assegnate allOsservatorio e i rapporti tra lOsservatorio e il Dipartimento per gli affari sociali. 3.AllOsservatorio sono assegnate le seguenti competenze: a) assistenza alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per gli affari sociali, nella tenuta e nellaggiornamento del registro nazionale; b) promozione di studi e ricerche sullassociazionismo in Italia e allestero; c) pubblicazione di un rapporto biennale sullandamento del fenomeno associativo e sullo stato di attuazione della normativa europea, nazionale e regionale sullassociazionismo; d) sostegno delle iniziative di formazione e di aggiornamento per lo svolgimento delle attivita associative nonche di progetti di informatizzazione e di banche dati nei settori disciplinati dalla presente legge; e) pubblicazione di un bollettino periodico di informazione e promozione di altre iniziative volte alla diffusione della conoscenza dellassociazionismo, al fine di valorizzarne il ruolo di promozione civile e sociale; f) approvazione di progetti sperimentali elaborati, anche in collaborazione con gli enti locali, dalle associazioni iscritte nei registri di cui allarticolo 7 per fare fronte a particolari emergenze sociali e per favorire lapplicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate; g) promozione di scambi di conoscenze e forme di collaborazione fra le associazioni di promozione sociale italiane e fra queste e le associazioni straniere; h) organizzazione, con cadenza triennale, di una conferenza nazionale sullassociazionismo, alla quale partecipino i soggetti istituzionali e le associazioni interessate; i) esame dei messaggi di utilita sociale redatti dalle associazioni iscritte nei registri di cui allarticolo 7, loro determinazione e trasmissione alla Presidenza del Consiglio dei ministri. 4. Per lo svolgimento dei propri compiti lOsservatorio si avvale delle risorse umane e strumentali messe a disposizione dal Dipartimento per gli affari sociali. 5. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e autorizzata la spesa massima di lire 745 milioni per il 2000 e di lire 1.490 milioni annue a decorrere dal 2001. Art. 13. (Fondo per lassociazionismo) 1. E istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per gli affari sociali, il 289

Fondo per lassociazionismo, finalizzato a sostenere finanziariamente le iniziative ed i progetti di cui alle lettere d) e f) del comma 3 dellarticolo 12. 2. Per il funzionamento del Fondo e autorizzata la spesa massima di lire 4.650 milioni per il 2000, 14.500 milioni per il 2001 e 20.000 milioni annue a decorrere dal 2002. Art. 14. (Osservatori regionali) 1. Le regioni istituiscono osservatori regionali per lassociazionismo con funzioni e modalita di funzionamento da stabilire con la legge regionale di cui allarticolo 8, comma 2. 2. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e dellarticolo 7, comma 4, e autorizzata la spesa di lire 150 milioni per il 2000 e di lire 300 milioni annue a decorrere dal 2001. 3. Al riparto delle risorse di cui al comma 2 si provvede con decreto del Ministro per la solidarieta sociale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Art. 15. (Collaborazione dellISTAT) 1. LIstituto nazionale di statistica (ISTAT) e tenuto a fornire allOsservatorio adeguata assistenza per leffettuazione di indagini statistiche a livello nazionale e regionale e a collaborare nelle medesime materie con gli osservatori regionali. 2. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e autorizzata la spesa di lire 50 milioni per il 2000 e di lire 100 milioni annue a decorrere dal 2001. Art. 16. (Rapporti con lOsservatorio nazionale per il volontariato) 1. LOsservatorio svolge la sua attivita in collaborazione con lOsservatorio nazionale per il volontariato di cui allarticolo 12 della legge 11 agosto 1991, n. 266, sulle materie di comune interesse. 2. LOsservatorio e lOsservatorio nazionale per il volontariato sono convocati in seduta congiunta almeno una volta allanno, sotto la presidenza del Ministro per la solidarieta sociale o di un suo delegato. 3. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e autorizzata la spesa massima di lire 50 milioni annue a decorrere dal 2000. Art. 17. (Partecipazione alla composizione del CNEL) 1. LOsservatorio e lOsservatorio nazionale per il volontariato designano dieci membri del Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro (CNEL), scelti fra le persone indicate dalle associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato maggiormente rappresentative. 2. Lalinea del comma 1 dellarticolo 2 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, e sostituito dal seguente: Il Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro e composto di esperti, rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato e rappresentanti delle categorie produttive, in numero di centoventuno, oltre al presidente, secondo la seguente ripartizione:. 3. Allarticolo 2, comma 1, della citata legge n. 936 del 1986, dopo il numero I), e inserito il seguente: 1-bis) dieci rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato dei quali, rispettivamente, cinque designati dallOsservatorio nazionale dellassociazionismo e cinque designati dallOsservatorio nazionale per il volontariato;. 4. Allarticolo 4 della citata legge n. 936 del 1986, dopo il comma 2 e inserito il seguente: 2-bis. I rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato sono designati ai sensi delle norme vigenti. Le designazioni sono comunicate al
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PresidentedelConsigliodeiministri. 5. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e autorizzata la spesa massima di lire 240 milioni per il 2000 e di lire 482 milioni annue a decorrere dal 2001.
Capo III PRESTAZIONI DEGLI ASSOCIATI, DISCIPLINA FISCALE E AGEVOLAZIONI Sezione I Prestazioni degli associati

Art. 18. (Prestazioni degli associati) 1. Le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente delle attivita prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali. 2. Le associazioni possono, inoltre, in caso di particolare necessita, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati. Art. 19. (Flessibilita nellorario di lavoro) 1. Per poter espletare le attivita istituzionali svolte anche in base alle convenzioni di cui allarticolo 30, i lavoratori che facciano parte di associazioni iscritte nei registri di cui allarticolo 7 hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilita dellorario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con lorganizzazione aziendale. Sezione II Disciplina fiscale, diritti e altre agevolazioni Art. 20. (Prestazioni in favore dei familiari degli associati) 1. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti dei familiari conviventi degli associati sono equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese agli associati. 2. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e autorizzata la spesa massima di lire 2.700 milioni per il 2000, lire 5.400 milioni per il 2001 e lire 5.400 milioni a decorrere dal 2002. Art. 21. (Imposta sugli intrattenimenti) 1. In deroga alla disposizione di cui allarticolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, come modificato, da ultimo, dal decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, le quote e i contributi corrisposti alle associazioni di promozione sociale non concorrono alla formazione della base imponibile, ai fini dellimposta sugli intrattenimenti. 2. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e autorizzata la spesa massima di lire 3.500 milioni per il 2001 e lire 3.500 milioni a decorrere dal 2002. Art. 22. (Erogazioni liberali) 1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 13-bis: 1) al comma 1, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti, dopo la lettera i-ter) e aggiunta la seguente: i-quater) le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 4 milioni di lire, a favore delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Si applica lultimo periodo della lettera i-bis); 2) al comma 3, relativo alla detrazione proporzionale, in capo ai singoli soci di societa semplice, afferente gli oneri sostenuti dalla societa medesima, le parole: Per gli oneri di cui alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis) sono sostituite dalle seguenti: Per gli oneri di cui alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis) e i-quater); b) allarticolo 65, comma 2, relativo agli oneri di utilita sociale deducibili ai fini della determinazione del reddito di impresa, dopo la lettera c-septies) e aggiunta la seguente: c-octies) le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 3 milioni di lire o al 2 per cento del reddito di impresa dichiarato, a favore di associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge;
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c) allarticolo 110-bis, comma 1, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti da enti non commerciali, le parole: oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis) del comma 1 dellarticolo 13-bis sono sostituite dalle seguenti: oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i), ibis) e i-quater) del comma 1 dellarticolo 13-bis; d) allarticolo 113, comma 2-bis, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti da societa ed enti commerciali non residenti, le parole: oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis) del comma 1 dellarticolo 13-bis sono sostituite dalle seguenti: oneri indicati alle lettere a), g), h), hbis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 dellarticolo 13-bis; e) allarticolo 114, comma 1-bis, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti dagli enti non commerciali non residenti, le parole: oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis) del comma 1 dellarticolo 13-bis sono sostituite dalle seguenti: oneri indicati alle lettere a), g), h), hbis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 dellarticolo 13-bis. 2. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo e autorizzata la spesa massima di lire 71.500 milioni per il 2001 e lire 41.000 milioni a decorrere dal 2002. Art. 23. (Tributi locali) 1. Gli enti locali possono deliberare riduzioni sui tributi di propria competenza per le associazioni di promozione sociale, qualora non si trovino in situazioni di dissesto ai sensi del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, e successive modificazioni. Art. 24. (Accesso al credito agevolato e privilegi) 1. Le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dalle norme per le cooperative e i loro consorzi sono estese, senza ulteriori oneri per lo Stato, alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato iscritte nei rispettivi registri che, nellambito delle convenzioni di cui allarticolo 30, abbiano ottenuto lapprovazione di uno o piu progetti di opere e di servizi di interesse pubblico inerenti alle finalita istituzionali. 2. I crediti delle associazioni di promozione sociale per i corrispettivi dei servizi prestati e per le cessioni di beni hanno privilegio generale sui beni mobili del debitore ai sensi dellarticolo 2751-bis del codice civile. 3. I crediti di cui al comma 2 sono collocati, nellordine dei privilegi, subito dopo i crediti di cui alla lettera c) del secondo comma dellarticolo 2777 del codice civile. Art. 25. (Messaggi di utilita sociale) 1. Ai sensi dellarticolo 3 della legge 7 giugno 2000, n. 150, la Presidenza del Consiglio dei ministri trasmette alla societa concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo i messaggi di utilita sociale ricevuti dallOsservatorio. 2. Allarticolo 6, primo comma, della legge 14 aprile 1975, n. 103, dopo le parole: alle associazioni nazionali del movimento cooperativo giuridicamente riconosciute, sono inserite le seguenti: alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali,. Art. 26. (Diritto allinformazione ed accesso ai documenti amministrativi)
1. Alle associazioni di promozione sociale e riconosciuto il diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui allarticolo 22, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. Ai fini di cui al comma 1 sono considerate situazioni giuridicamente rilevanti quelle attinenti al perseguimento degli scopi statutari delle associazioni di promozione sociale.

Art. 27. (Tutela degli interessi sociali e collettivi) 1. Le associazioni di promozione sociale sono legittimate: a) a promuovere azioni giurisdizionali e ad intervenire nei giudizi promossi da terzi, a tutela dellinteresse dellassociazione; b) ad intervenire in
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giudizi civili e penali per il risarcimento dei danni derivanti dalla lesione di interessi collettivi concernenti le finalita generali perseguite dallassociazione; c) a ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per lannullamento di atti illegittimi lesivi degli interessi collettivi relativi alle finalita di cui alla lettera b). 2. Le associazioni di promozione sociale sono legittimate altresi ad intervenire nei procedimenti amministrativi ai sensi dellarticolo 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Art. 28. (Accesso al Fondo sociale europeo) 1. Il Governo, dintesa con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano, promuove ogni iniziativa per favorire laccesso delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato ai finanziamenti del Fondo sociale europeo per progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi istituzionali, nonche, in collaborazione con la Commissione delle Comunita europee, per facilitare laccesso ai finanziamenti comunitari, inclusi i prefinanziamenti da parte degli Stati membri e i finanziamenti sotto forma di sovvenzioni globali. Art. 29. (Norme regionali e delle province autonome) 1. Le leggi regionali e le leggi delle province autonome di Trento e di Bolzano concorrono alla promozione e favoriscono lo sviluppo dellassociazionismo di promozione sociale, salvaguardandone lautonomia di organizzazione e di iniziativa. Art. 30. (Convenzioni) 1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni e gli altri enti pubblici possono stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nei registri di cui allarticolo 7, per lo svolgimento delle attivita previste dallo statuto verso terzi. 2. Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette a garantire lesistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuita le attivita stabilite dalle convenzioni stesse. Devono inoltre prevedere forme di verifica delle prestazioni e di controllo della loro qualita nonche le modalita di rimborso delle spese. 3. Le associazioni di promozione sociale che svolgono attivita mediante convenzioni devono assicurare i propri aderenti che prestano tale attivita contro gli infortuni e le malattie connessi con lo svolgimento dellattivita stessa, nonche per la responsabilita civile verso terzi. 4. Con decreto del Ministro per la solidarieta sociale, di concerto con il Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati meccanismi assicurativi semplificati con polizze anche numeriche o collettive e sono disciplinati i relativi controlli. 5. La copertura assicurativa di cui al comma 3 e elemento essenziale della convenzione e gli oneri relativi sono a carico dellente con il quale viene stipulata la convenzione medesima. 6. Le prescrizioni di cui al presente articolo si applicano alle convenzioni stipulate o rinnovate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 31. (Strutture e autorizzazioni temporanee per manifestazioni pubbliche) 1. Le amministrazioni statali, con le proprie strutture civili e militari, e quelle regionali, provinciali e comunali possono prevedere forme e modi per lutilizzazione non onerosa di beni mobili e immobili per manifestazioni e iniziative temporanee delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato previste dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, nel rispetto dei principi di trasparenza, di pluralismo e di uguaglianza. 2. Alle associazioni di promozione sociale, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, il sindaco puo concedere autorizzazioni temporanee alla somministrazione di alimenti e bevande in deroga ai criteri e parametri di cui allarticolo 3, comma 4, della legge 25 agosto 1991, n. 287. Tali autorizzazioni sono valide soltanto per il periodo di svolgimento delle predette manifestazioni e per i
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locali o gli spazi cui si riferiscono e sono rilasciate alla condizione che laddetto alla somministrazione sia iscritto al registro degli esercenti commerciali. 3. Le associazioni di promozione sociale sono autorizzate ad esercitare attivita turistiche e ricettive per i propri associati. Per tali attivita le associazioni sono tenute a stipulare polizze assicurative secondo la normativa vigente. Possono, inoltre, promuovere e pubblicizzare le proprie iniziative attraverso i mezzi di informazione, con lobbligo di specificare che esse sono riservate ai propri associati. Art. 32. (Strutture per lo svolgimento delle attivita sociali)
Lo Stato, le regioni, le province e i comuni possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprieta, non utilizzati per fini istituzionali, alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato previste dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, per lo svolgimento delle loro attivita istituzionali. 2. Allarticolo 1, comma 1, della legge 11 luglio 1986, n. 390, dopo la lettera b), e inserita la seguente: b-bis) ad associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali;. 3. Allarticolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, dopo le parole: senza fini di lucro, sono inserite le seguenti: nonche ad associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali,. Per gli oneri derivanti dallattuazione del presente comma e autorizzata la spesa di lire 1.190 milioni annue a decorrere dallanno 2000. 4. La sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei quali si svolgono le relative attivita sono compatibili con tutte le destinazioni duso omogenee previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, indipendentemente dalladestinazioneurbanistica. 5. Per concorrere al finanziamento di programmi di costruzione, di recupero, di restauro, di adattamento, di adeguamento alle norme di sicurezza e di straordinaria manutenzione di strutture o edifici da utilizzare per le finalita di cui al comma 1, per la dotazione delle relative attrezzature e per la loro gestione, le associazioni di promozione sociale sono ammesse ad usufruire, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutte le facilitazioni o agevolazioni previste per i privati, in particolare per quanto attiene allaccesso al credito agevolato.

Capo IV DISPOSIZIONI FINANZIARIE Art. 33. (Copertura finanziaria) 1. Allonere derivante dallattuazione della presente legge, valutato nella misura di lire 10.000 milioni per lanno 2000, di lire 98.962 milioni per lanno 2001 e di lire 73.962 milioni a decorrere dallanno 2002, si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2000-2002, nellambito dellunita previsionale di base di parte corrente Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per lanno finanziario 2000, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a lire 10.000 milioni per lanno 2000, lire 90.762 milioni per lanno 2001 e lire 67.762 milioni a decorrere dallanno 2002, laccantonamento relativo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e quanto a lire 8.200 milioni per lanno 2001 e lire 6.200 milioni a decorrere dallanno 2002, laccantonamento relativo al Ministero dellambiente. 2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi 7 dicembre 2000 CIAMPI Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri Visto, Il Guardasigilli: Fassino LAVORI PREPARATORI Camera dei deputati (atto n. 159): Presentato dallon. Corleone il 9 maggio 1996. Assegnato alla I commissione (Affari costituzionali), in sede referente, il 18 giugno 1996, con pareri delle commissioni V, VI, VII,
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VIII e XII. Esaminato dalla I commissione, in sede referente, il 14, 20, 27 maggio; 18 settembre 1997, 18, 19 febbraio 1998; 5 maggio 1999; 29 marzo; 31 maggio; 20 giugno 2000. Relazione scritta presentata il 17 luglio 2000 (atto n. 159-285-577-1167-2674-3300-3969/A - relatore on. Soda). Assegnato nuovamente alla I commissione, in sede redigente, il 18 luglio 2000. Presentazione del testo degli articoli il 18 luglio 2000 (atto n. 159-285-577-1167-2674-3300-3969-A/RED - relatore on. Soda). Esaminato dalla I commissione, in sede redigente, il 19 luglio 2000. Esaminato in aula e approvato il 25 luglio 2000 in un testo unificato con gli atti nn. 285 (Scalia); 577 (Lua ed altri); 1167 (Di Capua e Chiavacci); 2674 (Massidda ed altri); 3300 (Errigo) e 3969 (Galeazzi ed altri). Senato della Repubblica (atto n. 4759): Assegnato alla 1 commissione (Affari costituzionali), in sede referente, l8 settembre 2000 con pareri delle commissioni 2, 4, 5, 6, 7, 9, 10, 11, 12, giunta affari Comunita europee e parlamentare per le questioni regionali. Esaminato dalla 1 commissione, in sede referente, il 10 e 18 ottobre 2000. Assegnato nuovamene alla 1 commissione, in sede redigente, il 25 ottobre 2000. Esaminato dalla 1 commissione, in sede redigente, il 25 ottobre 2000. Presentazione del testo degli articoli annunciata il 26 ottobre 2000 (atto n. 4759/REDrelatore sen. Andreoli). Esaminato in aula e approvato l8 novembre 2000. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato e stato redatto dallamministrazione competente per materia, ai sensi dellart. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sullemanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e operato il rinvio. Restano invariati il valore e lefficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota allart. 1, comma 2: - I testi degli articoli 2, 3, secondo comma, 4, secondo comma, 9 e 18 della Costituzione sono i seguenti: Art. 2. - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita, e richiede ladempimento dei doveri inderogabili di solidarieta politica, economica e sociale. Art. 3. - E compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta e leguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 4. - Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilita e la propria scelta, una attivita o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societa. Art. 9. - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Art. 18. - I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.. Nota allart. 5, comma 2: - I testi degli articoli 2659 e 2660 del codice civile sono i seguenti: Art. 2659 (Nota di trascrizione). - Chi domanda la trascrizione di un atto tra vivi deve presentare al conservatore dei registri immobiliari, insieme con la copia del titolo, una nota in doppio originale, nella quale devono essere indicati: 1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti, nonche il regime patrimoniale delle stesse, se coniugate, secondo quanto risulta da loro dichiarazione resa nel titolo o da certificato dellufficiale di stato civile; la denominazione o la ragione sociale, la sede e il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle societa previste dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni non
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riconosciute, con lindicazione, per queste ultime e per le societa semplici, anche delle generalita delle persone che le rappresentano secondo latto costitutivo; 2) il titolo di cui si chiede la trascrizione e la data del medesimo; 3) il cognome e il nome del pubblico ufficiale che ha ricevuto latto o autenticato le firme, o lautorita giudiziaria che ha pronunciato la sentenza; 4) la natura e la situazione dei beni a cui si riferisce il titolo, con le indicazioni richieste dallart. 2826, nonche nel caso previsto dallart. 2645-bis, comma 4, la superficie e la quota espressa in millesimi di cui a questultima disposizione. Se lacquisto, la rinunzia o la modificazione del diritto sono sottoposti a termine o a condizione, se ne deve fare menzione nella nota di trascrizione. Tale menzione non e necessaria se, al momento in cui latto si trascrive, la condizione sospensiva si e verificata o la condizione risolutiva e mancata ovvero il termine e scaduto. Art. 2660 (Trascrizione degli acquisti a causa di morte). - Chi domanda la trascrizione di un acquisto a causa di morte deve presentare, oltre latto indicato dallart. 2648, il certificato di morte dellautore della successione e una copia o un estratto autentico del testamento, se lacquisto segue in base a esso. Deve anche presentare una nota in doppio originale con le seguenti indicazioni: 1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita dellerede o legatario e del defunto; 2) la data di morte; 3) se la successione e devoluta per legge, il vincolo che univa allautore il chiamato e la quota a questo spettante; 4) se la successione e devoluta per testamento, la forma e la data del medesimo, il nome del pubblico ufficiale che lha ricevuto o che lha in deposito; 5) la natura e la situazione dei beni con le indicazioni richieste dallart. 2826; 6) la condizione o il termine, qualora siano apposti alla disposizione testamentaria, salvo il caso contemplato dal secondo comma del precedente articolo, nonche la sostituzione fidecommissaria, qualora sia stata disposta a norma dellart. 692.. Nota allart. 8, commi 1 e 2: - La legge 7 agosto 1990, n. 241, recante: Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192. Nota allart. 12, comma 2: - La legge 23 agosto 1988, n. 400, recante: Disciplina dellattivita di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, supplemento ordinario. Nota allart. 16, comma 1: - La legge 11 agosto 1991, n. 266 recante: Legge-quadro sul volontariato, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 1991, n. 196. Il testo dellart. 12, e il seguente: Art. 12 (Osservatorio nazionale per il volontariato). - 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari sociali, e istituito lOsservatorio nazionale per il volontariato, presieduto dal Ministro per gli affari sociali o da un suo delegato e composto da dieci rappresentanti delle organizzazioni e delle federazioni di volontariato operanti in almeno sei regioni, da due esperti e da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. LOsservatorio, che si avvale del personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dal Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha i seguenti compiti: a) provvedere al censimento delle organizzazioni di volontariato ed alla diffusione della conoscenza delle attivita da esse svolte; b) promuovere ricerche e studi in Italia e allestero; c) fornire ogni utile elemento per la promozione e lo sviluppo del volontariato; d) approvare progetti sperimentali elaborati, anche in collaborazione con gli enti locali, da organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui allart. 6 per far fronte ad emergenze sociali e per favorire lapplicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate; e) offrire sostegno e consulenza per progetti di informatizzazione e di banche-dati nei settori di competenza della presente legge; f) pubblicare un rapporto biennale sullandamento del fenomeno e sullo stato di attuazione delle normative nazionali
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e regionali; g) sostenere, anche con la collaborazione delle regioni, iniziative di formazione ed aggiornamento per la prestazione dei servizi; h) pubblicare un bollettino periodico di informazione e promuovere altre iniziative finalizzate alla circolazione delle notizie attinenti lattivita di volontariato; i) promuovere, con cadenza triennale, una Conferenza nazionale del volontariato, alla quale partecipano tutti i soggetti istituzionali, i gruppi e gli operatori interessati. 2. E istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Mi