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la Repubblica delle Donne

SUPPLEMENTO A D DELLA REPUBBLICA N.437 DEL 12 FEBBRAIO 2005

D

CASA

UN’ARCHITETTURA PIÙ DOMESTICA

Tendenze

CINESERIE POP NOSTALGIE ITALIANE

Talenti

Parigi, Rotterdam, Toronto

CHI DISEGNA LE NUOVE EMOZIONI?

THOMAS HEATHERWICK

E LOUIS KAHN

Supplemento a D - la Repubblica delle Donne n. 437 del 12 febbraio 2005 DIRETTORE RESPONSABILE:

EZIO MAURO

DIRETTO DA KICCA MENONI

A cura di

Amalia Zordan

Ideazione grafica

Stefania Giarlotta

In redazione

Barbara Casavecchia, Cristina Migliorini (segreteria), Alessandra Parodi (controllo tecnico)

Collaborazione grafica

Daniele Zendroni

Art Director

Joel Berg

Direttore controllo editoriale Enrico Regazzoni

Redazione D Casa:

via De Alessandri 11, 20144 Milano tel. 02.4671.51 fax 02.4671.5382 dcasa@repubblica.it

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA Consiglio di amministrazione. Presidente: Carlo Caracciolo

Consigliere delegato: Marco Benedetto Consiglieri: Oliviero Maria Brega, Cristina Busi, Giulia Maria Crespi, Carlo De Benedetti, Rodolfo De Benedetti, Pierluigi Ferrero, Milvia Fiorani, Franco Girard, Antonio Grigolini, Paolo Mancinelli, Gianluigi Melega, Alberto Milla, Piero Ottone, Alberto Piaser, Vittorio Ripa di Meana. Direttore generale holding: Fabio Tacciaria. Direttori centrali di gruppo:

Sergio Cortese (tecnologie e produzione), Alessandro Alacevich (investor relation), Stefano Mignanego (relazioni esterne), Roberto Moro (personale), Marco Moroni (controllo). Divisione la Repubblica:

piazza Indipendenza 23/C

00185 Roma tel. 06.4982.1

Direttore Generale: Carlo Ottino

Concessionaria per la pubblicità:

A. Manzoni & C. S.p.A. Via Nervesa 21,

20139 Milano, tel. 02.5749.4803

Consigliere delegato:

Giandomenico Zanini

Stampa: Rotosud, Oricola (AQ); Elcograf, Beverate di Brivio (LC) Preparazione:

Beta Communication, Milano; C.P.S., Roma Allestimento: Legatoria Europea, Ariccia (Roma); Legatoria del Sud, Ariccia (Roma) Supplemento al numero odierno da vendersi esclusivamente con il quotidiano la Repubblica Registrazione Tribunale di Roma n.122 del 18/3/96

Copertina

L’esterno della casa svizzera del fotografo di moda Raymond Meier:

cemento armato, legno e semplicità modernista. Progetto di Armando Ruinelli. Foto Raymond Meier.

D

CASA

12 febbraio 2005

46 72 39
46
72
39

42

D attualità

25

Tendenza

Italiano è bellissimo

di

Alberto Bassi

30

Nuove visioni

Qualcosa sta cambiando

di

Elisa Ossino

39

Extraordinari

Future esperienze

di

Claudia Svevo

42

Intervista

Voglio un ponte di cioccolato

di

Barbara Casavecchia

46

Maestri Wolkowski? Mai visto

di

Jadwiga Wielgut-Walczak

49

Lifestyle

Décor a parole

di

Laura Mari

58

Progetti

Sai resistere a un’emozione?

di Barbara Casavecchia

D interni

66

Svizzera

Atelier sotto le Alpi

di

Ruben Modigliani

72

Fusion design

Paradiso artificiale

di

Luca Rossire

80

Utile

L’ironia ha un indirizzo preciso

di

Giuliana Zoppis

84

New York Il bianco il nero l’intruso

di

Alice Trevi

90

Architettura Meditazione a forma

di mandala

di Francesca Gentile

D utile

97

Guida

Piccoli shock d’autore

di

Margherita Helzel

107

Poltrone

Comfort mutevole

di

Alessandra Dacrema

111

Salotti

XXL Living

di

Alessandra Dacrema

117

Paraventi Proteggi la privacy

di

Alessandra Dacrema

120

Shopping

A.A.A. design on line

di

Paolo Crespi

122

Indirizzi

Tendenza

Dilaga la febbre dei grandi nomi storici. Che tornano, con il loro fascino evocativo. Mostrando tutta la forza del prodotto ben progettato. Funzionale, intelligente, capace di sedurre. Anche

dopo

decenni di Alberto Bassi

Italiano

È BELLISSIMO

Dall’alto: pubblicità vintage della linea Blow di G. Pesce e divano Lombrico di M. Zanuso, di B&B (n. verde 800.018.370, www.bebitalia.it); velluto Ponti (’34) di Rubelli (tel. 041.2584411, www.rubelli. com); orologio AL600 Alessi (tel. 0323.868611, www.alessi.it), di A. Castiglioni; ciotola anni ’50, Guzzini (tel. 071. 9891, www.fratelliguzzini.com); poltrona Continuum di G. Ponti (’63), P. Bonacina (tel. 031. 699225, www.bonacinapierantonio.it); Casa Olabuenaga, Hawaii (’89- ’97) di E. Sottsass.

); Casa Olabuenaga, Hawaii (’89- ’97) di E. Sottsass. C hi volesse arredare la propria casa

C hi volesse arredare la propria casa unicamente con mobili e oggetti di architetti e designer

“storici”, oggi non avrebbe diffi- coltà (mentre non sarebbe stato possibile con questa completez- za, solo fino a qualche anno fa) a farlo. E senza dover ricorrere – non stiamo ovviamente parlando del pezzo unico o d’eccezione – a onerose aste internazionali di mo- dernariato oppure a mercatini o rigattieri finto-cheap abituati, gra-

zie alle bizzarrie della moda, a chiedere cifre considerevoli per prodotti seriali, magari ti- rati in centinaia o migliaia di esemplari fino a qualche de- cennio fa. O peggio, ancora in produzione. L’ampia riedi- zione di pezzi storici rappresenta una delle recenti em-

ancora in produzione. L’ampia riedi- zione di pezzi storici rappresenta una delle recenti em- 22 FEBBRAIO

22 FEBBRAIO 2003

ancora in produzione. L’ampia riedi- zione di pezzi storici rappresenta una delle recenti em- 22 FEBBRAIO

D 25

Tendenza blematiche manifestazioni dell’industrial de- sign. Innanzitutto, non ci si limita più agli ar- chetipi
Tendenza
Tendenza
Tendenza blematiche manifestazioni dell’industrial de- sign. Innanzitutto, non ci si limita più agli ar- chetipi dei

blematiche manifestazioni dell’industrial de- sign. Innanzitutto, non ci si limita più agli ar- chetipi dei decenni ’20 e ’30, icone della cultu- ra modernista, come, alla metà degli anni Ses- santa, avevano fatto per primi Dino Gavina con Marcel Breuer o Cassina inaugurando la fortu- nata collezione dei Maestri, da Le Corbusier a Rennie Mackintosh. Il fenomeno si è esteso agli anni ’50, ’60 e ’70: non solo ripresentando quanto non era mai uscito di produzione – dal- le sedie di Arne Jacobsen a quelle di Charles e Ray Eames o Alvar Aalto –, ma ripescando in un passato appena prossimo (solo per restare in Italia) da Gio Ponti a Vico Magistretti, da Marco Zanuso ai fratelli Castiglioni, fino ad arri- vare al modaiolo pop design dei Sixties.

fino ad arri- vare al modaiolo pop design dei Sixties. D 2 6 Attrazione contemporanea Identifichiamo

D 26

Attrazione contemporanea

Identifichiamo almeno due filoni per il fenome- no riedizioni. Da un lato i rieditati strizzano l’occhio (anche, ma non solo) al mer-

cato dei collezionisti, con pezzi di au- tori la cui notorietà, al di là dello stretto valore d’uso, li ha resi partico- larmente ambiti. Si va da Gio Ponti, di cui moltissimo è ritornato sul mer- cato – dagli arredi all’oggettistica, dai tessuti alle ceramiche per Richard- Ginori –, fino a Gaetano Pesce, cele- brato anche da un’attuale mostra in Triennale, a Milano (fino al 18 aprile, tel. 02.724341). Dall’altro ritornano prodotti che mostrano un’evidente at- tualità di linguaggio progettuale. Co- m’è successo per quello dei fratelli Castiglioni, dalla poltrona Sanluca (Poltrona Frau) alla lampada Snoopy (Flos) agli orologi da polso (Alessi) – ma in questo campo non vanno di- menticati quelli minimalisti di Max

Bill. De Padova ha pensato alla sedia Carimate di Vico Magistretti; per non parlare delle lampade, compresa un’intera collezione dei primissimi modelli di Artemide, fino alla plastica Nesso; e ancora le radio e i televisori Brionvega (in edizioni filologicamente non pro- prio impeccabili) di Zanuso-Sapper.

In alto da sinistra: poltrona Dezza (’65) di Gio Ponti, Poltrona Frau (tel. 0733.9091 www.poltronafrau.it); una foto con schizzo di Carlo Mollino; poltrona Lady (’51) di Marco Zanuso, Arflex (tel. 0362. 853043, www.arflex.com). Foto arch. fotografico Triennale. Al centro: pubblicità vintage per le Strips di Cini Boeri (da: C. Boeri Architetto e Designer, Silvana Ed., 2004), Arflex (tel. 0362. 853043, www.arflex.com). Sotto, un omaggio all’estetica anni ’60: lampade FL/Ycon di F. Laviani, Kartell (tel. 02.900121, www.kartell.it); Poltrona Bobo Relax (’67) di C. Boeri, Arflex; Radio T5522, Brionvega (tel. 039.24461, www.brionvega.it).

Bobo Relax (’67) di C. Boeri, Arflex; Radio T5522 , Brionvega (tel. 039.24461, www.brionvega.it ). 12

12 FEBBRAIO 2005

Oggetti rassicuranti Questa tendenza è na- turalmente in relazione con l’approccio con- temporaneo agli ogget-
Oggetti rassicuranti
Questa tendenza è na-
turalmente in relazione
con l’approccio con-
temporaneo agli ogget-
ti. In quella che è stata
definita l’“economia
del simbolico” e coin-
volge un pubblico alla
ricerca di oggetti fami-
liari e rassicuranti, do-
tati di forte carica ico-
nografico-evocativa.
Ma pare collegarsi anche a un’oggettiva condi-
zione di incertezza e transizione del mondo del
Tendenza
zione di incertezza e transizione del mondo del Tendenza D 2 8 design. Un momento in

D 28

incertezza e transizione del mondo del Tendenza D 2 8 design. Un momento in cui è

design. Un momento in cui è sempre più forte la richiesta di prodotti (dalla casa all’automobi- le) che, oltre alla scontata risposta funzionale, siano portatori di altre qualità - anche se non sempre facili da definire - come, ad esempio, un’emozione o un sorriso. In questa fase il de- sign ha talvolta faticato a intendere le nuove necessità; a cominciare dall’in-

capacità di creare “icone”, og- getti simbolici oppure realmente innovativi, diventati tali perché non troppo ossequiosi ai trend stilistici, ai supposti gusti del pubblico. Le riedizioni rappre-

sentano la rivincita del prodot- to/prodotto, dell’oggetto ben progettato, in un periodo in cui se n’è spesso negata la rilevan-

za, sostituita piuttosto da quella del brand a tutti i costi, a pre- scindere dalla qualità globale.

Dall’alto, in senso

antiorario: posate Gio Ponti, Sambonet (tel.

0321.879711,

www.sambonet.it); pubblicità vintage della

poltrona pieghevole P40 di

O. Borsani, Tecno (tel. 02.

76020341). Foto Archivio

Tecno; un dettaglio della lampada Snoopy (’67), di

A. e P.G. Castiglioni, Flos

(tel. 030.24381, www.flos.net); Tavolo Arabesco (’49) di C. Mollino, Zanotta (tel. 0362. 4981, www.zanotta.it); velluto Ponti (’34), Rubelli (tel. 041.2584411, www.rubelli. com); lampada Boalum (’70), di

L. Castiglioni e G. Frattini,

Artemide (tel. 02.935181,

www.artemide.com); sedia rossa Carimate (’59), design V. Magistretti, De Padova (www.depadova.it); il gruppo Memphis.

Cos’è un classico? La tendenza solleva anche la questione su ciò che possiede caratteri vitali tali da meritare l’onore della riproposta. E anco-

ra, più in generale, su che cosa possa considerarsi, a diverso ti- tolo, “classico”. Un prodotto è tale perché ha avuto un vasto successo di vendita, com’è ac- caduto, tra i molti, per la lampa-

da Tizio di Richard Sapper, o la caffettiera Bialetti? Oppure assume questo sta- tus perché, nonostante i numeri ridotti, ha co- nosciuto visibilità mediatica, è stato pubblicato su riviste o libri, esibito in mostre, come, ad

esempio, i mobili Memphis di Sottsass jr - an- che per lui è prevista un’importante mostra al Mart di Rovereto (dal 26/2 al 22/5, infoline 800.397760) - o una sedia di Mollino? In parte aiutano a capirlo proprio le riedizioni.

12 FEBBRAIO 2005

Qualcosa sta cambiando

NUOVE VISIONI

Oggetti di alto design

e pezzi democratici.

Carte da parati inglesi

e metafisica italiana. In ruoli variabili

di Elisa Ossino Foto di Luca Fregoso

A fianco, oltre le finestre, i

poster La malédiction di Magritte in vendita da L’Affiche. Qui sotto, piatto in porcellana serigrafata della

collezione Tema e variazioni

di Fornasetti; tazza in

porcellana bianca Ole (design Ole Jensen) di Royal Copenhagen; mela di Sia. Sullo sfondo, La malédiction

di Magritte, L’Affiche.

Qui sotto, sedia in ferro nero Wired Chair di Max Design; sedia Bocca di Fornasetti;

Qui sotto, sedia in ferro nero Wired Chair di Max Design; sedia Bocca di Fornasetti; tavolino Eileen con piani verniciati neri e struttura in piatto d’acciaio verniciato arancio (design Antonio Citterio) di B&B Italia; macchina da scrivere di Spazio

’900. Pagina accanto, tavolo di Rossana Orlandi. Da sinistra:

poltroncina bianca e nera Strip

di

Poliform; sedia bianca Olle

e

nera da bambino Agam di

Ikea; sedia nera Gaia di Porada. Sul tavolo: vasi di

Ceramiche Milesi; centrotavola

di

Understate; cassetta in ferro

di

Galleria Luisa Delle Piane;

gallina di Sia; bicchiere di Armani Casa. Lampada da terra Aggregato di Artemide; portaombrelli Casa con

colonne di Fornasetti; bastoni

e quadretto di Antichi Vizi.

Sulla finestra, piatto di Fornasetti. Sospensione Less is less di Davide Groppi.

In questa pagina, mensola e

supporti Ikea. Da sinistra: lettera

di Grazia Montesi; uovo di

struzzo, Robertaebasta; bicchierino nero, Armani Casa; statuetta in porcellana, Galleria Luisa delle Piane; porta tè in peltro e galletto, Antichi Vizi; scaccia mosche e casetta per uccellini, Bavicchi; vasi Ceramiche Milesi; sveglia, Ikea; lampada Cuboluce di Cini & Nils.

Carta da parati di Jannelli & Volpi. Pagina accanto, letto Nosa

di Ikea; coperta a scacchi di

Armani Casa; lenzuola Palmer e

cuscino patchwork di Ralph

Lauren; cuscino di Missoni Home

by

T&J Vestor. Sedia servomuto

in

acciaio verniciato bianco di

Flou. Angelo in terracotta di Studio Pagliari. Attaccapanni e bombetta di Rossana Orlandi; cappello di Paul Smith; ombrello Fornasetti; gabbia per uccelli e vecchi bauli cinesi di Yaki; telefono vintage di Antichi Vizi. Sospensioni Jack System di I Tre; carta da parati, Jannelli & Volpi.

di Yaki; telefono vintage di Antichi Vizi. Sospensioni Jack System di I Tre; carta da parati,

Comodino Antibes di Lipparini,

piatto di Rina Menardi, bicchiere

e caraffa nera di Armani Casa,

lettera di Grazia Montesi, brocca

e tazza Ursula di Royal

Copenhagen. Poltrona in pelle nera design Adnet in vendita da Robertaebasta, cuscino di Missoni Home by T&J Vestor.

I ritratti Icons (2001) sono

un’installazione di dieci tempere su carta incollate

su tavole di Adrian Paci, courtesy Artopia. Scultura in metallo e vernice 16219 giorni senza guerra (1989) di Carlo Ferraris, courtesy Valeria Belvedere. Pagina accanto. Chaise longue Marcel in tessuto rigato bianco e nero, design Antonio Citterio di B&B Italia. Cuscino opera d’arte di Botto e Bruno in vendita da Galleria Luisa Delle Piane, antica canna

da pesca di Antichi Vizi. Giacca

e sciarpa di Paul Smith. Carta

da parati di Jannelli & Volpi.

Ha collaborato Francesca Salvemini

Antichi Vizi. Giacca e sciarpa di Paul Smith. Carta da parati di Jannelli & Volpi. Ha

Extraordinari

Future esperienze

Piccoli progetti poetici in Inghilterra, indirizzi per acquisti cult a Parigi, allestimenti

memorabili a Colonia, mostre ipnotiche a Venezia

di Claudia Svevo

a Colonia, mostre ipnotiche a Venezia di Claudia Svevo Camping mimetico Ha un nome buffo e

Camping mimetico

Ha un nome buffo e si confonde con l’ambiente grazie alle mucche che brucano indisturbate sulle sue falde. È Oh la vache!, la tenda canadese per due che porta la firma e il marchio (mat&jewski, tel. +33.1.4200.3765, www.matejewski.com) dell’ironico designer francese Hervé Matejewski. Abituato ad applicare la fotografia ai supporti più vari, si è appena visto assegnare il premio “Createur de l’année Scènes d’intérieur 2005” dal salone Maison et Objet di Parigi.

d’intérieur 2005” dal salone Maison et Objet di Parigi. Dove nasce la musica Freeness è un
d’intérieur 2005” dal salone Maison et Objet di Parigi. Dove nasce la musica Freeness è un
d’intérieur 2005” dal salone Maison et Objet di Parigi. Dove nasce la musica Freeness è un

Dove nasce la musica

Freeness è un progetto no-profit lanciato in gennaio dall’artista Chris Ofili. Si rivolge a musicisti di origine africana, caraibica, asiatica e cinese dai 18 anni in su, invitati a partecipare (portando un brano registrato) a 10 serate organizzate nelle principali città britanniche. C’è posto per tutti, “dai laureati in conservatorio ai cacofonici”. Per informazioni: www.freeness.co.uk

ai cacofonici”. Per informazioni: www.freeness.co.uk Ospiti di Hella e Patricia Dopo aver interpellato Karim

Ospiti di Hella e Patricia

Dopo aver interpellato Karim Rashid e Konstantin Grcic (2003), i fratelli Bouroullec e Campana (2004), la fiera del mobile di Colonia (www.koelnmesse.de) quest’anno ha rivolto il suo invito a ideare una scenografica “Casa Ideale” a due designer donna: la spagnola - trapiantata da anni a Milano - Patricia Urquiola e l’olandese Hella Jongerius. Ne sono nati due progetti completamente diversi, quasi opposti. Orizzontale, “morbido”, accogliente e popolato da forme tondeggianti, mobili bassi, stoffe patchwork e fili fluttuanti il padiglione di Urquiola. Schematico, verticale, costruito come sequenza di quinte teatrali in cui incastrare mobili, oggetti, complementi, motivi decorativi - tutti, volutamente, possibili e intercambiabili - quello di Jongerius. Che (in maternità) si è avvalsa dell’aiuto di due collaboratori del proprio studio, l’architetto Herman Verkerk e il designer Arian Brekveld. In compenso, la parola d’ordine per il 2005 è la stessa per tutti: colore, a 360º.

per il 2005 è la stessa per tutti: colore, a 360º. Disegni in movimento Ha un
per il 2005 è la stessa per tutti: colore, a 360º. Disegni in movimento Ha un
per il 2005 è la stessa per tutti: colore, a 360º. Disegni in movimento Ha un

Disegni in movimento

Ha un tratto elegante e incisivo. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Vienna, l’austriaca Manu Burghart (tel. +49.221.8017437, www.manuburghart.com) ha lavorato come artdirector e designer per Calvin Klein NY, collaborando nel frattempo con riviste come Very e Lacanian Ink (nella foto). Ora ha aperto un nuovo studio con vista sul Reno, a Colonia, insieme alla collega Heike Sperling. E il suo ultimo progetto, per la rivista online hintmag.com, è un’irresistibile motion graphic firmata a quattro mani con l’amico Thomas Zeitlberger.

, è un’irresistibile motion graphic firmata a quattro mani con l’amico Thomas Zeitlberger. 12 FEBBRAIO 2005

12 FEBBRAIO 2005

D 39

Extrraordinari

Extrraordinari 107 Rivoli Ha lo stesso indirizzo del Museo della Pubblicità di Parigi (107, Rue de
Extrraordinari 107 Rivoli Ha lo stesso indirizzo del Museo della Pubblicità di Parigi (107, Rue de

107 Rivoli

Ha lo stesso indirizzo del Museo della Pubblicità di Parigi (107, Rue de Rivoli, tel. +33.1.42606494) e si presenta come “una versione contemporanea della wunderkammer”. È la nuova, centralissima vetrina dell’Union des Arts Decoratifs: 300 mq di arte, moda, design, gioielli, accessori e libri. Per tutte le tasche, o quasi, con prezzi dai 4 ai 3.000 euro:

si va dalla tazzina da caffè Miam Miam di Starck (27,50 euro), ai pupazzi Ugly Dolls (35 euro), alla teiera in porcellana smaltata di Gropius (285 euro).

alla teiera in porcellana smaltata di Gropius (285 euro). Questa foto vale un film Dura fino

Questa foto vale un film

Dura fino al 4 aprile, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (piazza San Marco, tel. 041.5207797, www. bevilacqualamasa.it), la retrospettiva di Philip-Lorca di Corcia, 50enne maestro della fotografia americana. Con uno stile rarefatto e cinematografico, ottenuto allestendo ogni inquadratura come un set. In mostra 76 stampe di piccolo e grande formato, dal ’75 al ’03: lo stesso arco di vita e lavoro coperto dal recente volume autobiografico A Storybook Life.

dal recente volume autobiografico A Storybook Life . Realtà trasparente “Maison de Verre, glass house,
dal recente volume autobiografico A Storybook Life . Realtà trasparente “Maison de Verre, glass house,
dal recente volume autobiografico A Storybook Life . Realtà trasparente “Maison de Verre, glass house,

Realtà trasparente

“Maison de Verre, glass house, Glashaus

che non abbia avuto la tentazione di tradurre il sogno della trasparenza nella realtà della costruzione”, scrive Antonello Boschi nell’introduzione a questo volume tascabile edito da Federico Motta Editore (384 pp., 19,90 euro, www.mottaeditore.it). Che, dopo aver reso omaggio a capisaldi imprescindibili come la Farnsworth House (’46) di Mies Van der Rohe e la Glass House (’49) di Philip Johnson, passa in rassegna numerosi progetti contemporanei, firmati - tra gli altri - da Rem Koolhaas, SANAA (Sejima-Nishizawa), Shigeru Ban, Rick Mather, Future Systems.

Non c’è progettista

Ban, Rick Mather, Future Systems. Non c’è progettista Non solo sulle punte Dal 13 febbraio al

Non solo sulle punte

Dal 13 febbraio al 3 aprile, l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospita la prima edizione di Equilibrio, festival di nuova danza, performance e video sperimentali. Un cartellone (a cura di Giorgio Barberio Corsetti) che comprende gli inediti di figure storiche come Saburo Teshigawara, Wim Vandekeybus e Constanza Macras, e i lavori di star emergenti come i brasiliani Grupo de rua de Niterói, il collettivo belga Peeping Tom e i francesi della Compagnia circense 111/Phil Soltanoff (nella foto, il loro Plan B). Per info: tel. 06.802411, www.auditorium.com

Soltanoff (nella foto, il loro Plan B ). Per info: tel. 06.802411, www.auditorium.com D 4 0
Soltanoff (nella foto, il loro Plan B ). Per info: tel. 06.802411, www.auditorium.com D 4 0

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12 FEBBRAIO 2005

INTERVISTA Non solo designer, né architetto, né artista. Ma allora chi è Thomas Heatherwick? di
INTERVISTA Non solo designer, né architetto, né artista. Ma allora chi è Thomas Heatherwick? di
INTERVISTA Non solo designer, né architetto, né artista. Ma allora chi è Thomas Heatherwick? di

INTERVISTA

Non solo designer, né architetto, né artista. Ma allora chi è Thomas Heatherwick?

di Barbara Casavecchia

È difficile intrappolare Thomas Heatherwick in una definizione. Basta passare in

rassegna i suoi progetti dell’ultimo anno. Un ponte pedonale avvolgibile (e telecomandato) per il Paddington Basin, a Londra. La più grande scultura di tutta la Gran Bretagna, B of the Bang, appena inaugurata a due passi dallo stadio di Manchester: un’esplosione siderale in acciaio alta 56 m e pesante 150 tonnellate, ancorata a terra da soli cinque tiranti, che fluttua nel vento per lo stupore dei passanti. Un vaso di vetro soffiato per Salviati e una borsa (in uscita) per Longchamp. Un tempio per la setta buddista giapponese Shingon-Shu a Kagoshima, dai contorni morbidi come le pieghe della tunica di Buddha. E una “cascata” di perle di vetro alta sette piani per la sede londinese del Welcome Trust, costruita in situ in soli tre mesi, dopo aver condotto esperimenti con un modellino a goccia lungo soli 5 cm, poi ingrandito su scala monumentale. Più di ogni altra cosa, Heatherwick ti fa pensare al prototipo dell’inventore. A 34 anni, si ostina a girare ancora su una vecchia Citroen 2CV, ha un’aria inossidabile da ragazzino e sfoggia una gran massa di capelli ricci. Parla

con entusiasmo contagioso, ridendo spesso. E giura di dovere la sua calma a una

vacanza a Fasano, in Puglia, dove ha imparato a smaltire ogni ingombrante rigidità Made in UK.

Fai

mille cose, tutte diverse.

Mi

aiuti a spiegare chi sei?

Se

la gente si confonde, è un

buon segno: vuol dire che non

interpreti nessun ruolo troppo rigidamente. Il mio sogno è sempre stato sviluppare idee fantastiche, farle diventare realtà, che poi è l’unica cosa davvero interessante. Per me,

ha molto più valore una cosa

anche piccola realizzata, che un’idea rimasta sulla carta. Che rapporto hai con l’architettura?

Mi ha sempre affascinato.

È uno dei motivi per cui ho

aperto lo studio nel ’94. Ma ne

ho sempre avuto un’idea poco

convenzionale, che mi ha portato a incrociare altre discipline, come la public art. Ora che sto tornando a costruire molti edifici, l’etichetta di “artista” che mi avevano cucito addosso per anni inizia finalmente a scollarsi. Stai diventando una star. Come ci sei riuscito? (Ride). Devo ammettere di essere fortunato. Ho aperto lo studio in un buon momento, quando in Gran Bretagna si stavano rimettendo in moto le cose. E poi credo che aver mantenuto l’architettura come linea guida mi sia servito. C’è

un sacco di gente che fa cose

piccole o piccolissime - e anche un sacco di spazzatura. Invece, se pensi in grande, voglio dire, se elabori progetti

di certe dimensioni, ti trovi in

una specie di deserto. È più

facile che da un’idea “maxi”,

ne nasca una che funziona

anche per un prodotto “mini”,

D 43

una che funziona anche per un prodotto “mini”, D 43 Qui sopra, Thomas Heatherwick. A fianco,

Qui sopra,

Thomas

Heatherwick.

A fianco,

la sua

Sitooterie

(casa estiva)

per l’English

Heritage in

Northumberland,

e il Rolling

Bridge, un

ponte

pedonale

avvolgibile, in

vetro,

inaugurato in

settembre a

Londra.

Il più recente e spettacolare progetto di Thomas Heatherwick: la scultura B of the Bang

Il più recente e spettacolare progetto di Thomas Heatherwick:

la scultura B of the Bang, inaugurata in gennaio davanti al Commonwealth Games Stadium di Manchester.

D 44

che viceversa. A noi, per esempio, è successo col Rolling Bridge, da cui abbiamo sviluppato una nuova tavoletta di cioccolato. Lavori meglio da solo o in gruppo? In gruppo, da sempre. Ho fatto di tutto per far diventare il mio studio un vero team. Funziona bene perché è come una macchina, con tanti ingranaggi diversi, dal design all’ingegneria civile. Agli studenti si insegna a lavorare da soli, ma è un errore. Non appena inizi a condividere ciò che fai con qualcun altro - colleghi, amici, madri, nonne - i progetti diventano subito molto

più interessanti. Io ho sempre “acchiappato” chiunque mi venisse a tiro. E continuo a farlo. Sono persino riuscito a far collaborare un nostro ex-cliente per il Blue Carpet (la pavimentazione di una piazza

di Newcastle con piastrelle in

vetro riciclato). Mantiene

alto l’entusiasmo di tutti, clienti e colleghi, facendoci arrivare

in porto.

La tua playlist di grandi maestri? Aspetti diversi di persone diverse.

Di Gaudì, per esempio, trovo

affascinante il legame a doppio filo che aveva con alcuni artigiani, come i fabbri: immagino una

«Il mio sogno preferito resta inventare qualcosa che nessuno ha mai fatto»

grande complicità, che poi è quello che serve a spingere il lavoro un passo più avanti degli altri. Inoltre, la sua è un’architettura spettacolare, ma molto diretta nel comunicare col pubblico. E tra i contemporanei? Trovo molta architettura di oggi troppo rarefatta e soprattutto, troppo compiaciuta di esserlo. Non c’è nessuno che adoro. Frank Gehry ha aperto una nuova strada, rivoluzionando la vecchia idea di composizione, oltre al modo in cui la gente si relaziona all’architettura. In Gran Bretagna, posso citare Will Alsop, per i suoi progetti urbani. E Ron Arad, perché ha una vicinanza iper- ravvicinata con la materia e la creatività che trovo eccitante, riuscendo comunque a produrre cose molto semplici, quasi calme. Una cosa da fare sempre Essere pro-attivi. Un terzo del nostro lavoro parte da progetti che abbiamo messo a punto noi, dedicandoci tempo e soldi. Come il Rolling Bridge. Certo, è una faticaccia: prima devi trovare qualcuno che ti aiuti a realizzarlo, poi qualcuno che lo finanzi. Ma sei libero. Quando le cose sono commissionate, invece, è più facile finire invischiati nel trend, nella moda del momento. e una da non fare mai. Ripetersi. Molti anni fa ho conosciuto un signore adorabile, che insegnava design. Il suo progetto di laurea era stata una gabbia per uccelli. Così fantastica, da entrare subito in produzione.

Era molto giovane e si è ritrovato a disegnare gabbiette per uccelli per dieci anni, prima di riuscire a smettere, e accorgersi che era

difficilissimo fare qualcosa di diverso. Perché ostinarsi a inventare un nuovo tipo di saliera? La domanda che mi faccio

sempre è: che vision c’è al cuore di questo progetto? Il mio sogno preferito resta inventare qualcosa che nessun altro ha mai fatto.

12 FEBBRAIO 2005

Sedia per bambini “O”, della serie “Lettere”, ante 1956.

Sedia della serie Bachmata, ante 1967

Sgabello, anni Cinquanta

Panchina con scheletro di legno, anni Cinquanta

Sgabello con intreccio sovrapposto a scacchiera, circa metà degli anni ’80

Cestino portapane e portafrutta 1946-1949

Sedia con telaio

in legno e intreccio

in vimini, ante

1952

Piatto ad intreccio continuo, anni Cinquanta-Sessanta

Sgabello con struttura metallica e intreccio in corda, anni Sessanta

Wolkowski? Mai visto

MAESTRI

Ci sono nuove

idee di design

datate 1930.

Sono sedie,

panche, poltroncine e

oggetti fatti

di vimini,

corda e spirito

folk. Da un

genio polacco

quasi
sconosciuto

di Jadwiga

Wielgut-Walczak

Sedia della serie “Orsi”, ante 1957
Sedia della serie “Orsi”, ante 1957

F in da ragazzino, ho sem- pre nutrito un grande inte- resse per le forme creative più

diverse. Ne ho sviluppate alcune: pittu-

ra, scultura del paesaggio, interior design, tessuti decorativi, musica contemporanea

e quella che definisco la mia filosofia. Ma

ho dedicato gran parte del mio tempo so- prattutto all’architettura d’interni…» Così scrive, presentandosi, il polacco Wlady- slaw Wolkowski (1902-86), autore di straordinarie composizioni in vimini, che la critica ha finalmente cominciato a rivaluta- re. Nato in una famiglia povera di Sulisla- wice, nel ’20 Wolkowski si iscrive alla

Scuola di Produzione Artigianale di Kazi- mierz Dolny, sulla Vistola. Tre anni dopo, si trasferisce a Varsavia per frequentare i cor-

si dell’Associazione Industriale Popolare,

dove incontra il suo mentore e maestro, Wojciech Jastrzebowski, che lo incoragge- rà a coltivare le proprie doti artistiche. Il ’26 segna il suo ingresso all’Accademia di Belle Arti cittadina, da cui esce nel ’34 con un triplice diploma in pittura, architettura d’interni e pedagogia. Non appena inizia a

esporre i suoi mobili, lo scarto rispetto

trasto con la precisione degli intrecci e dei

sue intenzioni fossero diverse: da romanti-

sposte a gruppi, sembrano prodotte da un

ad altri articoli in vimini intrecciato è tal-

nodi. I primi mobili sono in legno massic-

co

idealista, sognava di creare un centro di

congelamento improvviso, mentre l’intera

mente netto, da proiettarlo subito al successo. Poco prima dello scoppio

cio, con contorni lineari che delimitano le forme in vimini intrecciato. Contempora-

produzione artigianale alla confluenza dei fiumi Vistola e San. «Nel primo dopoguerra

sala si fonde con il giardino, al di là della vetrata. Wolkowski continua per tutta la vi-

della Seconda Guerra mondiale, espo-

neamente, Wolkowski elabora anche for-

ho

cercato di organizzare una rete colletti-

ta

a sperimentare, a distillare una nozione

ne a Berlino (’38) e a New York (’39),

me più stravaganti, come le combinazioni

va

di lavorazione del vimini, ideando molti

molto personale di «appartamento poetico,

ma l’onorificenza più prestigiosa resta la

tra sedute a superficie squadrata e schie-

modelli e provando a sollecitare l’interesse

l’esatto opposto di quello contemporaneo,

medaglia d’oro alla Mostra Internazionale d’Arte e Tecnologia di Parigi del ’37.

nali ovali uniti da un arco di aste parallele. I mobili di Wolkowski sono comodi. Anche

delle istituzioni. Ho attraversato mezza Po- lonia, tentando la fortuna a Rudnik, Stolar-

creato dalla civiltà tecnologica». Usa il vi- mini anche per realizzare quadri e arazzi

Alla base della “filosofia Wolkowski” c’è il

se paragonabili a sculture traforate, le sue

ta

e Chroscice. Ho fondato associazioni ar-

decorativi, intessuti con stringhe colorate,

fascino della bellezza naturale: «Non sop- porto la monotonia della civiltà tecnologica - scrive -, gli standard della produzione in- dustriale. In natura esistono diversità e una straordinaria armonia». Fondamentale è

sedie e poltrone testimoniano un’ottima conoscenza dell’anatomia umana. Wol- kowski riunisce in sé tutte le qualità del designer ideale: ha ben chiari i propri obiettivi creativi, possiede il talento, la pas-

tigiane a Piotrkow e Bilgorajski. Non se n’è fatto nulla». Ma lui non si arrende: pro- muove la nascita dell’Istituto di Design In- dustriale e insegna sia all’Istituto di Artigia- nato e Disegno, che al Museo di Arti Appli-

rami, piume, frange e fibre diverse, che definisce “ornamenti polacchi”. Creati nel corso di un decennio sulla scia di progetti anteriori, sono stati esposti per la prima volta nel 1980, alla Galleria Zacheta di Var-

anche il rapporto col folklore polacco, da

sione e la curiosità di un inventore, cono-

cate di Varsavia. Restando sempre fedele

savia. Oggi, sono visibili a Olkusz, nel

cui parte per sviluppare l’integrazione fra

sce a fondo i materiali e la tecnica. Eppu-

a

una visione olistica della strutturazione

maniero ottocentesco di Machnicki, do-

ambiti artistici diversi. Il risultato è uno stile

re, le sue eleganti, raffinatissime sintesi

degli interni. Nel realizzare un qualsiasi

ve

è allestita un’esposizione permanente

di assoluta originalità, indipendente dalle

d’arti applicate, non possono che risultare

mobile a partire da un minuscolo nodo o

citare i suoi mobili per il Na Rozdrozu Cafe

di

opere dell’artista. La stessa cittadina

mode e in anticipo sul revival per i mate- riali grezzi, che in Polonia si manifesterà solo negli anni ’50. In tutti i progetti di Wol- kowski (poltrone, sgabelli, cesti, vassoi,

elitarie. Infatti, gli vengono commissionate per sedi governative come l’ambasciata polacca di Berlino o per fastose residenze aristocratiche - il progetto più famoso e

intreccio, ha sempre ben chiaro che potrà svolgere la sua funzione solo armonizzan- dosi con l’ambiente. Come esempio, basta

ospita anche la più vasta raccolta esi- stente dei suoi mobili, nelle sale del Mu- seo Wladyslaw Wolkowski (Ul. Szpitalna n. 32, tel. +48.32.7544455).

piani d’appoggio, centrotavola, motivi de-

ambizioso di Wolkowski (quasi un centi-

di

Varsavia: le forme

© Rivista polacca 2+3D. Le opere pub-

corativi), le linee sono accentuate: flut- tuanti, morbide e fantasiose, in netto con-

naio di pezzi) è quello realizzato per la re- gina del Belgio, nel 1957. Peccato che le

fluide delle poltro- ne traforate, di-

blicate sono della collezione del Miejskiego Muzeum w Olkuszu.

Lifestyle

Décor

A PAROLE

Piccola guida di Babele. Oggetti, mobili, luci, pareti e tappeti da leggere, non solo da abitare

di Laura Mari

1. Il motto dell’architetto, designer e

urbanista parigino Edouard François (www.edouardfrancois.com) è “creare nuovi paesaggi, per nuovi usi”. Possibilmente verdi, spettacolari ed eco- compatibili. Questo è Moquette- Maquette: un labirinto tracciato prima in un campo di Colmar, citando una frase di Victor Hugo, e poi 2. trasformato in moquette da Tai Ping Carpets (Rue de Saint-Pères, Parigi, tel. +33.1.4222. 9654). 3. Lettering deciso e profumi mediterranei (bergamotto, resine, magnolia) per la nuova linea di prodotti da bagno Eau d'Italie, lanciata

dall’albergo Le Sirenuse di Positano (tel. +089.812.2026, www.sirenuse.it) con la complicità del “naso” parigino Bertrand Duchaufour. 4. La rete metropolitana di Tokyo è la più capillare del mondo. Livio Sacchi la racconta, insieme ad altre meraviglie della capitale nipponica, nel volume Tokyo-to. Architettura e città (250 pp., 26 euro), edito da Skira.

5. Tecno-futurista e interattivo. Grazie ai

suoi 2.100 cristalli, oltre 1.000 Led bianchi, 1 km di cavo e 31 processori, il lampadario Lolita, creato da Ron Arad

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Lifestyle

Lifestyle 7 8 9 10 11 12 per la Crystal Palace Collection 2004 di Swarovski (tel.
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Lifestyle 7 8 9 10 11 12 per la Crystal Palace Collection 2004 di Swarovski (tel.
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per la Crystal Palace Collection 2004 di Swarovski (tel. 02.722601, www.swarovskisparkles.com), illumina i

messaggi inviati tramite Sms. 6. Il MoMA di New York l’ha voluta per la sua collezione di design: è la NON chair

in gomma stampata e struttura in

acciaio, progettata da Boris Berlin & Poul Christiansen dello studio danese Komplot (www.komplot.dk) per la svedese Källemo (distribuita in Italia da Boselli Arredamento, S. Marco 4794, Venezia, tel. 041.5222330). 7. Un’idea “letteraria” da copiare: un vecchio cassettone laccato blu notte, con testo

scritto a mano in bianco e rosso. Da Visionnaire (viale Regina Margherita 10, Milano, tel. 02.54122965). 8. Non cercatelo in farmacia, è un gadget di Comme des Garçon in edizione limitata. Con una massima ironica e difficile da contraddire: l’amore ferisce. 9. Ci sono tanti modi di guardare alla fotografia.

The Photobook: A History, vol. 1 edito da Phaidon (320 pp., 75 euro, in inglese, www.phaidon.com) lo fa raccontando la storia del libro fotografico, dai primi esemplari dell’Ottocento fino ai libri giapponesi degli anni ’60 e ’70, con centinaia di illustrazioni (qui a fianco, Marc Attali e Jacques Delfau, Les Erotiques du regard, 1968) scelte dallo storico Gerry Badger e da una star della fotografia contemporanea come Martin Parr. Il secondo volume uscirà tra un anno. 10. Minimal-chic: il piatto in porcellana bianca con scritta, Moroni Gomma (corso Matteotti 14, Milano, tel. 02.796220). 11. Il Signature Vase di Frank Tjepkema per Droog Design (Staalstraat 7b, Amsterdam, tel. +31.20.5235058, www.droogdesign.nl).

Si

chiama così perché nasce dalla firma

di

chi lo ordina, che viene prima

scansita, poi riprodotta in nylon tramite stereolitografia. Ogni pezzo è unico. 12. Intramontabile: Letters, il tessuto da rivestimento in lana e cotone (disponibile in otto colori) creato negli anni Cinquanta dal designer danese

Aagaard Andersen e riproposto da

12 FEBBRAIO 2005

Lifestyle

Kvadrat (tel. 02.8900.922, www.kvadrat.dk). 13. Di notte, grazie al

progetto BIX di Realities: United Architects (www.bix.at), le 930 lampade fluorescenti nascoste sotto il guscio della Kunsthaus Graz di Peter Cook e Colin Fournier si accendono. Trasformandolo

in un gigantesco display urbano, che ad

ogni secondo proietta messaggi, animazioni e simboli diversi. 14. Fresca

di stampa, la compilation COLETTE N°6

(31 euro, acquistabile online:

www.colette.fr) ha due “facciate”: una dvd, l’altra cd. Le immagini sono di Geneviève Gauckler, mentre la selezione

dei 16 brani (di Nouvelle Vague, Tv on the Radio, Metal Boys, Franz Ferdinand, tra gli altri) porta le firme très cool di Michel Gaubert e Marie Branellec.

15. Trying / to look / good / limits / my

life. Divisa su cinque cartelloni, questa scritta enigmatica ha fatto la sua comparsa nelle vie di Parigi. Si tratta di un progetto commissionato da Art Grandeur Nature al mago della grafica Stefan Sagmeister (www.sagmeister.com). Lui dice che “è una delle poche cose che ho imparato dalla vita”. 16. WordCity è il titolo scelto dallo studio torinese di architettura Cliostraat (in collaborazione

coi fiorentini Laboratorium e l’Interaction Design Institute Ivrea) per l’allestimento dell’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo (www.pittimmagine.com). Una Babele di lingue contemporanee, con parole scritte sui muri e fatte scorrere su Led blu. 17. Un colore per ogni giorno della settimana, ovvero Colour of the Day, il progetto per la Biennale del Design di St. Etienne di Johanna Balusikova (tel. +31.70.3898805, www.johanna.sk). Online, si può votare per il preferito, all’indirizzo www.typotheque.com/colour/index.html

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17 18. Le nuove stelle del design inglese sono due spagnoli anticonformisti: Rosario Hurtado e
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Le nuove stelle del design inglese
sono due spagnoli anticonformisti:
Rosario Hurtado e Roberto Feo, che si
firmano come El Ultimo Grito. Nella
foto qui sotto, un loro lavoro della serie
di
allestimenti Tagged Environments: la
vetrina (fatta di soli stickers, cioè
adesivi) per la casa di moda Griffin,
realizzata da Selfridges, a Londra.
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SAI RESISTERE A UN’EMOZIONE?

D 58

PROGETTI Usare

la parete come una lavagna. Camminare sopra un pavimento di cielo, trattare lo spazio come un corpo da vestire. Segreti d’autore per rendere vero il

sogno di Barbara Casavecchia

S ensuale, commovente, palpa- bile. Ma anche tecnologica e spettacolare. L’architettura d’interni si sta prendendo una

bella rivincita sul rigore seriale del Mi-

nimal, e oggi ha lo stesso calore rare- fatto e rassicurante del design con- temporaneo. Sa di dover accogliere il pubblico senza schiacciarlo, farlo so- gnare senza proiettarlo nel vuoto side- rale. A raccontarne i metodi, abbiamo chiamato tre coppie di architetti, che lavorano a Parigi, Rotterdam e Toron- to. Con un minimo comun denomina- tore: l’emozione creata dagli spazi. «Per noi, fare architettura vuol dire costruire un luogo immaginario nella realtà», dice Alain Moatti (origini ita- liane, un passato da scultore a Carra- ra). Insieme a Henri Rivière (genitori algerini, prima ebanista e designer, poi scenografo espositivo), guida uno studio parigino che, in soli tre anni di vita, ha conquistato il podio della sce- na francese. Con un vero e proprio exploit: la ristrutturazione - in tempi e costi record - di un vecchio edificio stileTroisième Republique, l’Avenir du Prolétariat, al n. 325 di Rue Saint- Martin, trasformato nella nuova sede della maison Jean Paul Gaultier. In tutto, sette piani, più un’enorme ter- razza panoramica privata davanti allo

più un’enorme ter- razza panoramica privata davanti allo Sopra, la lobby dello Ashlee House Hotel di

Sopra, la lobby dello Ashlee House Hotel di Londra, degli olandesi 24H (nella foto, www. 24h- architecture. com). A fianco, la Grande Salle della casa di moda J.P. Gaultier, a Parigi: una ristrutturazione firmata da Moatti & Rivière (nel riquadro).

12 FEBBRAIO 2005

di moda J.P. Gaultier, a Parigi: una ristrutturazione firmata da Moatti & Rivière (nel riquadro). 12

studio di creazione. L’impatto è vertigi-

un arto mancante». «E la terza - ag-

di

Rotterdam, da lui fondato nel 2001

dotte in stereolitografia». Le nuove tec-

noso: chi entra nella Grande Salle (lun-

giunge Rivière - è pensare allo spazio

insieme a Maartje Lammers. «Per noi,

nologie sono fondamentali per svilup-

ga 60 metri e larga 14), si trova a cam-

come a un corpo che si veste e si spo-

la

parola chiave è una sola: sensibilità.

pare (a budget ridotto) superfici inedi-

minare sul cielo di Parigi. Riflesso da una resina epoxy nero brillante che sembra uno specchio. La luce piove zenitalmente, attraverso tre enormi lu- cernari lasciati aperti: a proteggere l’in- terno dalle intemperie sono infatti tre

glia, rivelandosi maschile o femminile, in modo aggressivo o elegante». Sedu- zione o spettacolo? «L’unico genere di spettacolo che c’interessa è un quid che dura un secondo, ma ti resta den- tro per mesi. A farti amare un luogo, a

I vecchi edifici avevano una qualità tat- tile che quelli dell’ultimo secolo hanno completamente perso, come se cer- cassero di essere astratti e sgradevoli a ogni costo. La mano è fondamentale:

te, ricoperte di immagini, disegni e ombre, capaci di rivitalizzare le aree troppo neutre. «Bisogna sempre avere il coraggio di fare uno statement. E poi pensare a chi userà ogni giorno quello spazio. Per esempio, ci hanno chiesto

cuscini gonfiabili e trasparenti in Etfe

spingerti a tornarci è un’emozione, non

tocca, costruisce. Però la manualità di un artigiano oggi ha dei costi proibitivi,

di

trasformare un ex-edificio per uffici

(un polimero derivato dal Teflon) da 30 mq ciascuno, che fluttuano in cima al

certo il suo essere razionale o molto ben costruito. Basta pensare alle case

così noi tentiamo di usare il computer con lo stesso spirito, in bilico tra tecni-

in

school di Rotterdam. In poco tempo e

distaccamento della Ichtus Hoge-

soffitto. Moatti dice: «Noi cerchiamo

in cui ci rifugiamo nel fine-settimana.

ca

e arte. Per esempio, per decorare la

con pochi soldi. Uno spazio orrendo,

sempre di fare tre cose: raccontare

Invece, i movimenti moderni e post-

facciata di un condominio popolare a

sbagliato da ogni punto di vista. L’uni-

una storia, usando le sensazioni che

moderni, con tutto il loro funzionalismo,

Nieuw Vennep, abbiamo progettato un

ca

soluzione ragionevole ci è sembrata

nascono dalla materia. Incontrare un luogo e il suo passato, riallacciando le- gami con cose vissute o distrutte, usando l’architettura come rivelatore di

non sono riusciti a darci luoghi in cui desideriamo vivere». Quasi le stesse parole che usa Boris Zeisser dello studio 24H Architecture

fregio continuo a onda. In cemento ro- sato. Servivano delle casse speciali in cui colarlo: prima le abbiamo scolpite nel legno, come modellino, poi ripro-

lavorare per gli studenti, non per il di- rettore. Ha funzionato: l’hanno letteral- mente adottato». Arriva da oltreoceano la voce di Glenn

mente adottato». Arriva da oltreoceano la voce di Glenn A sinistra, l’interno della Ichtus Hogeschool, Rotterdam,

A sinistra, l’interno

della Ichtus Hogeschool, Rotterdam, di 24H Architecture. Qui a

fianco, i banchi in resina multicolore della boutique di cosmetici Amore Pacific, NY, di George Yabu e Glenn Pushelberg (in foto, www.yabupushel berg.com). Sotto, un altro loro progetto:

il décor dell’Hotel Le Meridien, a Minneapolis.

(in foto, www.yabupushel berg.com ). Sotto, un altro loro progetto: il décor dell’Hotel Le Meridien, a

«Partiamo dalla domanda: come devo sentirmi in questo spazio? Sexy, rilassato, pieno di energia

»

Pushelberg, che insieme a George Yabu divide il proprio tempo tra To- ronto e New York. Con vent’anni di curriculum e una lista invidiabile di clienti (da Tiffany e Bergdorf Good- man alla catena alberghiera interna- zionale Four Seasons), sa perfetta-

mente cosa serve a far sentire il pub- blico a casa. O in paradiso. «La no- stra domanda iniziale è sempre la stessa: come devo sentirmi in questo posto? Sexy, rilassato, in tensione,

pieno di energia

durre quell’emozione nell’essenza di uno spazio. Da assaporare lentamen- te, uno strato dopo l’altro. Un trucco:

Far sì che i materiali siano percepibili, sottolineare l’attenzione con cui ven- gono trattati rende un interno molto più confortevole. Anche la tecnologia dev’essere soft - soprattutto se chi la usa non è un ragazzino. Negli anni Novanta, tutto doveva essere strong e hi-tech: luci, arredamenti, colori. Adesso il pendolo sta tornando indie- tro verso proporzioni e dettagli più ri- cercati. Per esempio, il nuovo Museo Picasso di Malaga (di Gluckman May- ner+Camara/Martin Delgado) ha quel genere di raffinatezza raccolta che tra vent’anni piacerà ancora a tutti».

Cerchiamo di tra-

tra vent’anni piacerà ancora a tutti». Cerchiamo di tra- MULTI VISIONI MADE IN JAPAN Eat.Work.Shop (208

MULTI VISIONI MADE IN JAPAN

Eat.Work.Shop (208 pp., Periplus Editions, www.tuttlepublishing.com, 64 euro) è un piccolo inventario per immagini del cool nipponico. Che passa attraverso il décor dei nuovi ristoranti, uffici e negozi - cui allude il titolo - disegnati da sette interior designer in ascesa: Akihito Fumita, Yukio Hashimoto, Takao Katsuta, Tsutomu Kurokawa, Yoshihiko Mamiya (nella foto, una sua creazione: lo studio di ottica G. B. Gafas, a Osaka), Ichiro Sato e Hisanobu Tsujimura. Linee astratte e texture futuriste fanno da sfondo a un Paese che sta diventando “la prossima superpotenza culturale”, come scrive in apertura l’autrice Marcia Iwatate.

un Paese che sta diventando “la prossima superpotenza culturale”, come scrive in apertura l’autrice Marcia Iwatate.

Qui sopra, le vetrate in stile industriale della zona uffici nella sede parigina di Jean Paul Gaultier, la cui ristrutturazione porta

la firma dello studio

parigino Moatti & Rivière (www.moatti-

riviere.com). L’edificio

è rimasto intatto, con

tutta la sua storia, come rivela il dettaglio degli intonaci originali, lasciati ben visibili al

di sopra della parete

vitrea del bagno.

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DCASA

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Amori di cultura diversa

Meno assimilazione, maggiori contrasti. A volte le storie più appassionate hanno come protagonisti tempi, Paesi e status differenti. Ve ne proponiamo tre a lieto fine. Un’architettura “povera” come quella alpina, realizzata in cemento armato modernista, Casa Meier in Svizzera. L’artificialità dei colori cinesi convive con i grandi nomi del design italiano in un loft a Milano. E l’armonia spirituale di un edificio di mattoni, quello di Louis Khan per lo storico Capital Complex a Dacca, in Bangladesh

D 65

Atelier sotto le Alpi

SVIZZERA

Due edifici distinti, un gigantesco studio sotterraneo. Un ideale austero e modernista in legno e cemento. Qui si rifugia Raymond Meier, uno dei più noti fotografi di moda

di Ruben Modigliani Foto di Raymond Meier

fotografi di moda di Ruben Modigliani Foto di Raymond Meier La veranda col pergolato in calcestruzzo

La veranda col pergolato in calcestruzzo armato. Dietro la tavola si intravede il lucernario che dà luce allo studio interrato.

Uno chalet di montagna in chiave contemporanea: porte e mobili in legno, essenziali; calcestruzzo usato

Uno chalet di montagna in chiave contemporanea: porte e mobili in legno, essenziali; calcestruzzo usato come pietra

12 FEBBRAIO 2005

Nella pagina accanto:

una delle camere dei bambini, nell’edificio più piccolo. In questa pagina: il soggiorno con la libreria in muratura, come quasi tutto nella casa. Tra i pochi mobili, il divano (Minotti) e la poltrona (B&B Italia).

D 70

Al bancone della cucina, realizzato con gli scarti del legno utilizzato per i mobili della casa, una fila di sgabelli (Cappellini). Nella pagina accanto: i due edifici che compongono la casa; lavabo in calcestruzzo per uno dei bagni; una delle camere da letto:

tutto è in

22 FEBBRAIO 2003

muratura.

Quasi tutto è in muratura:

armadi, librerie, caminetto, bagno. Compresi i punti luce

armadi, librerie, caminetto, bagno. Compresi i punti luce S oglio, cantone dei Grigioni, Sviz- zera: poche
armadi, librerie, caminetto, bagno. Compresi i punti luce S oglio, cantone dei Grigioni, Sviz- zera: poche

S oglio, cantone dei Grigioni, Sviz- zera: poche centinaia di anime, qualche bel palazzetto del Sette- cento e piccole case da monta-

nari. Intorno, le Alpi. Raymond Meier, fo- tografo di moda specializzato in still life (sono sue quasi tutte le pubblicità dei profumi Calvin Klein), svizzero di nascita ma residente a New York da quasi ven- t’anni, lo ha scelto più di dieci anni fa co- me luogo “privato”, da condividere con la sua compagna, e poi con i figli, per mostrare loro la bellezza della parte di mondo dove è nato e cresciuto. L’idea di una casa-studio in mezzo alle montagne gliel’aveva messa in testa Evelyn Hofer, una grande fotografa, ottantenne, altra appassionata di Soglio. Un giorno si è re- so disponibile un terreno, e le tecnologie ormai rendevano possibile lavorare ovun- que. Meier ha dato all’architetto, Arman- do Ruinelli (di Soglio anche lui), un pro- gramma degli spazi: quello più importan- te doveva essere lo studio. Per non rea- lizzare un edificio troppo imponente è stato fatto interrato, con un lucernario di 8 metri per 1.5 a dare luce al grande ambiente. Che forse è il più vissuto della casa: lo usano anche i bambini, come velodromo. Il resto è distribuito in due blocchi staccati, uno intonacato, l’altro ri- vestito di legno (solo lo studio comunica con entrambi). Un po’ come le case di qui, che hanno quasi tutte la stalla. Cer- to, per passare dalla cucina al soggiorno bisogna uscire di casa, e se piove uno ri- schia di bagnarsi. Ma fa parte del gioco.

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PARADISO

ARTIFICIALE

FUSION DESIGN Colori vibranti, superfici viniliche, cristallo e acciaio. Indizi esotici e tecnologia globale in un unico loft

di Luca Rossire Foto di Ruy Teixeira

Qui, centrotavola cromato Blow Up di Alessi (design Fratelli Campana), con prugne in vetro La Murrina; vaso in ceramica e vetro di Ettore Sottsass, da Dilmos; ombrello cinese dipinto a mano, da

mercatino. A fianco: poltrona girevole in pelle bianca, Natuzzi. Sul pouf in tessuto bianco, Poliform: lampada Kaio Led di Ernesto Gismondi per Artemide e satellite del sistema diffusore multimedia Soundsticks II, Harman/Kardon. Libreria Pause (design Aziz Sariyer), Moroso, con installazione ad arcobaleno di vasi e-vase, firmati da Nanae Umeda per

Egizia. Sopra,

Signora io

Levenson, Galleria Luisa Delle Piane. Appendiabiti in acciaio spazzolato e bambù, di DUM DUM Arredamenti, da Dilmos. Trench con stampa colorata Custo. Sul tavolino in cristallo curvato Manta (design Roberto Semprini), Fiam Italia, subwoofer Soundsticks II, Harman/Kardon; base wireless AirPort Extreme, Macintosh e speaker Eclipse Lulét. Tappeto tibetano color fucsia, da Alberto Levi Gallery. In primo piano, lampada circolare in acciaio satinato Loop (design Von Wong & Benson Saw), FontanaArte.

Sono una

di Silvia

piano, lampada circolare in acciaio satinato Loop (design Von Wong & Benson Saw), FontanaArte. Sono una

Sulla poltrona Corallo (design Fratelli Campana), Edra: cuscino in cavallino arancio e pelle di montone fucsia, Parentesi Quadra; cuscino a motivi floreali, Bagnaresi Casa; cuscino rosa a forma di pupazzo, Mogu. Sul letto Clip, disegnato da Patricia Urquiola per Molteni:

completo lenzuola e federe a righe Gabel; plaid in buclè viola Somma; cuscino con specchietti ricavato da borsette indiane. Tavolini Kino in acciaio inox satinato con piano in metacrilato (design Christian Ghion), Sawaya e Moroni. Lampada Stix di Calvi, Merlini e Moya per FontanaArte. Scatole in PVC colorato, da Penelopi 3. Lampada in plexiglass trasparente Tofu, Driade. Lampada da tavolo fucsia Line, Fenizia Design. Giaccone bianco in tessuto tecnico con collo in volpe, Allegri. Orologio Codice a barra, Progetti. Scarpe cinesi con motivo floreale, da mercatino. Alla parete, un’opera della serie uomini uomini di Marco Morosini. A terra, un mosaico di tappetini in silicone rosa, acquistati in mercatini ambulanti.

uomini uomini di Marco Morosini. A terra, un mosaico di tappetini in silicone rosa, acquistati in
uomini uomini di Marco Morosini. A terra, un mosaico di tappetini in silicone rosa, acquistati in

Foto realizzate nello show room Allegri

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In questa pagina: a sinistra,

lampada da tavolo con led integrato Tybble, Ikea; vaso

di plexiglass colorato (design

Omoko Mizu), Sawaya e

Moroni; iPod, Macintosh;

A destra: sul tavolo Waddell,

creato da Theodore Waddell

per Cassina, vassoio girevole

in

laminato rosa, da Penelopi

3,

e centrotavola argentato a

due ripiani, Driade. Dietro, lampada alogena da terra Rha di Luca Nichetto e Gianpietro Gai per Foscarini. Giubbotto in tessuto tecnico

bianco, Allegri. Vaso in vetro

di Murano arancione, design

Luca Rossire. A terra, stuoia

di carta multicolore, da

Papier. Infradito bianche in gomma, Moroni Gomma. Sedia Lazy (design Patricia Urquiola), B&B. Cestino rosso per raccolta differenziata, da Penelopi 3. Stivali di gomma a pois, Roxy. Sulla consolle in cristallo curvato Dama di Makio Hasuike per Fiam Italia: brocca in acciaio Ikea; bicchieri di carta a righe Ikea; vaso in vetro arancio giallo, Covo. Sullo sfondo, un’opera della serie uomini uomini di Marco Morosini.

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D 77

Divano bianco Lewitt (design Rodolfo Dordoni), Minotti. In primo piano, seduta Fly di Mark Robson per Zanotta. A destra, lampada Yang di Carlotta Bevilacqua per

Artemide. A terra, fior di loto luminosi in cristallo, da mercatino cinese. Dietro, sul tavolo basso con struttura in acciaio e piano in cristallo della Collezione Sottsass di

Laurameroni-design

collection: lampade da

tavolo in acrilico, con led integrati, Tybble di Ikea.

A sinistra, sul tavolo

quadrato rosso Springfield (design Patricia Urquiola), Moroso: candelabro Atomo, Bosa; vaso in ceramica e vetro della

collezione Short Stories

di Ettore Sottsass, in

vendita da Dilmos. Alla parete, un’opera

della serie uomini uomini

di Marco Morosini.

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D 79

L’IRONIA HA UN INDIRIZZO PRECISO

UTILE Suggestioni orientali, azzardi storici, toni intensi: la casa parigina del presentatore tv Thierry Ardisson ci invita a trovare un nuovo linguaggio. Ecco dove

di Giuliana Zoppis Foto Tim Evan Cook/Red Cover

D 80

C reano un’atmosfera persona- le, anche se fino a poco tempo fa erano considerate desuete: sono le forme se-

ducenti di mobili e accessori in ferro battuto e forgiato a mano. Oggi sono tagliate al laser in lastre sottili, niche- late, spazzolate. Molti i recuperi da antichi pezzi e le versioni in bronzo o ghisa. Sono perfette per uno stile fia- besco e un po’ glam, meglio se rese più forti da un dettaglio esotico, un disegno floreale o animal-style.

Dal gazebo al living Panche, vis-à- vis, tavoli, sedie, lampade in ferro

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battuto, metallo smaltato, ghisa si tro- vano facilmente presso i fornitori spe- cializzati per giardini, terrazzi e ve- rande. Perfetti anche per interni, si ispirano ai classici disegni ottocente- schi italiani, francesi, inglesi e old America. Tra questi: Unopiù (Soriano al Cimino/Vt, tel. 0761.7581) ha molti set per il pranzo e il relax. Paghera (Lonato/Bs) tel. 030.9913888) pro- pone étagère e gazebi, treillages e panchine in ferro e legno, forgiati da mastri ferrai e trattati con vernici atossiche. La Compagnia dei Giardini (Milano, tel. 02.42290900) ha arredi nuovi o restaurati e accessori in ferro

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e ghisa. Per uno stile moderno, Fer-

mob by Roda (Gavirate (VA), tel. 0332.743777) ha chaise longue, pol-

trone e tavoli in ferro smaltato. Esiste anche una vasta produzione di nuovi arredi in ferro battuto e forgiato a ma- no, in particolar modo nell’area to- scana e marchigiana. Grazie a spe- ciali trattamenti, come la fosfatazione

a caldo, non si rischia mai la ruggine.

I migliori: Cantori (Camerano (AN),

tel. 071. 730.051) ha in catalogo letti

con testate lineari e dalle morbide vo- lute, anche con baldacchini. Idem per Lipparini (Crespellano (BO), tel. 051.969460), Solmet (Vertemate con

Minoprio (CO), tel. 031.900707) e Barel (Mondovì (CN), tel. 0174.43001). Arredi in ferro per pranzo e soggiorno, accessoriati con cuscini e tessuti stampati, dalla fran- cese Roche Bobois, con negozi in Italia (sede a Bologna, tel. 051.228488). Lampade di design, applique e piantane da Terzani (Fi-

renze, tel. 055.667481) e in stile ro-

mantico-barocco da Banci (Scandicci (Fi), tel. 055.751941).

Sotto, da sinistra. Sulle pareti, piccole “cineserie” dipinte da Thierry Journo, amico del padrone di casa; in cucina mobili vintage e nuovi accessori rétro; pezzi originali anni ’40 per il soggiorno.

D 81

Moquette rosso lacca, consolle e poltrone in ferro battuto anni ’50 contrastano con la boiserie neoclassica, la stessa del bagno; un’altra “cineseria” in trompe-l’oeil e oggetti di modernariato.

D 82

Dimenticati nelle antiche dimore Tra gli artigiani rigattieri, recuperatori e restauratori di mobili si trovano complementi e strutture in ferro, bronzo, ghisa. Per mobili e vecchie ringhiere, da trasformare in sculture:

Recuperando (Forte dei Marmi (LU), tel. 0584.787016), che ha bei fondali da camino in ghisa e vecchie panche inglesi con schienali decorati. Il Valo- re Aggiunto (Milano, tel. 02.744076) propone poltroncine con tavoli tondi. Sempre a Milano: Sotto il Gazebo (tel.02.72023030) e Maidou (tel. 02.89013159) hanno scovato nei giardini d’inverno di nobile casato ar-

redi deliziosi per la casa. Ottoni e bronzi d’autore, complementi, mani- glie e lampade da Ambrogio Casati (tel. 02.89402884). Vecchi arredi in ferro, tra cui molte belle étagère, da Candida Bing (Firenze, tel. 055. 8228109). Da G&H Tatterton (Ozza- no/Bo, tel.051/796016) tavolini, se- die, specchi. Una selezione di antichi pezzi, dove la ruggine è trattata ma non sembra, da Rossana Orlandi (Mi- lano, tel. 02.4674471). La Bottega del ferro Caporali (Arezzo, tel. 0575.487033) e Baga (Sesto Fioren- tino, tel. 055.310607) riproducono pezzi nuovi su disegno degli antichi.

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Un’ultima curiosità: i medaglioni in ferro tagliato al laser, piatti e traforati, con cui comporre pannelli, tende, sculture di G/Lab (Milano, tel. 02.

33604110).

Cina mon amour Una scelta estetica diffusa per arredi dal segno forte indica nella mesco- lanza tra Oriente e Occidente la ten- denza più forte. Perfetto lo stile Cina, con sete ricamate, lacche e smalti. Si ispira alla dinastia Ming la collezione di Paola Navone, nota esperta di orientalismo e décor, per Casamilano (Meda (MI), tel. 0362. 340499).

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Grandi rose naïf, in pura iconografia cinese, sulla poltrona Mademoiselle

di Philippe Stark per Kartell (Noviglio

(MI), tel. 02.900121). Moderne chi-

noiserie in legno di noce e ciliegio a gommalacca da Luciano Zonta (Tez-

ze sul Brenta (VI), tel. 0424.560213).

Tavoli bassi in legno e bambù e diva-

ni di nuova produzione, con basi ad

arco dalle tipiche linee china-style (ma anche antichi bauli tibetani) da La Maison Coloniale (una ventina di negozi in tutta Italia, info tel. 0543.756874). Porcellane, legni lac- cati, metallo e tessuto per i mobili, i paraventi, gli oggetti ideati da Piero

Fornasetti con chiare ispirazioni orientali, da Fornasetti Immagine (Mi-

lano, tel. 02.26306018). Mobili dipin- ti, complementi antichi e arazzi di grande impatto decorativo dai mila- nesi Yaki (tel. 02.654103), Blu Cina (tel. 02.76390315) e dal pioniere dell’import esotico Mario Consolo (tel.

02.29510774). Lampade e oggetti in porcellana e ceramica smaltate da Renzi & Reale (Milano, tel. 02. 89403057). Tappeti tibetani e cinesi da Tashi Delek (tel. 02. 29061806). Per chi va a Londra: decorazioni mu- rali raffinatissime da Ethno Art Vision, tel. +44.207. 6444873.

D 83

IL BIANCO IL NERO L’INTRUSO

NEW YORK I due colori più difficili possono diventare i più facili, con l’aiuto di pochi mobili scelti. Arrivati da ogni parte del mondo e del tempo, sono assemblati con gusto decisamente teatrale

di Alice Trevi Foto di Antoine Baralhé

V incente Wolf arreda

interni e crea ten-

denze da oltre 30

anni. A New York è

considerato una star tra gli interior designer, ma il suo nome è noto anche a Hong Kong, Chicago, Beverly Hills,

Las Vegas, oltre che in Giap- pone, in Australia, in Sud Africa e in Nepal. Esperien- ze che hanno lasciato la loro traccia nel suo appartamen- to a nord di Chelsea, quar- tiere industriale diventato una delle zone più sofistica- te della Grande Mela. Il suo studio, lo show-room e i quindici dipendenti stanno in un grande edificio e qui,

al 20° piano, sta il suo ango-

lo privato, un loft con una grande terrazza che si affac- cia sul tipico paesaggio ur- bano di New York. La cosa che colpisce immediata- mente, appena si varca l’in- gresso, è l’ampiezza dello spazio e la qualità della luce. Ma soprattutto il colore:

bianco, dal pavimento al sof- fitto, senza interruzioni da una stanza all’altra, e onni- presente: a terra il pavimen-

to in cemento (di un tono chiamato “super bianco”) ri- splende come uno specchio, sulle pareti, diventa la corni- ce per una collezione di foto

e schizzi di epoche differen-

A destra, sopra le sedie di epoche e stili diversi, foto di autori noti e il quadro di un artista sconosciuto acquistato a Praga.A sinistra, serie di opere di Robert Longo, schizzi a carboncino, matita, inchiostro. Spicca un banco da apprendista italiano (’50).

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Robert Longo, schizzi a carboncino, matita, inchiostro. Spicca un banco da apprendista italiano (’50). 12 FEBBRAIO

ti. Nelle stoffe che ricoprono i mobili il bianco esalta, per contrasto, gli oggetti teatrali che stanno intorno. I mobili di- segnati dallo stesso Vincente Wolf convivono con i pezzi an- tichi, come la méridienne Luigi XVI con il telaio in legno do-

un banco italiano degli anni Cinquanta, opera di apprendi- stato ma autentico capolavoro. L’arredamento esprime una tendenza minimalista, epurata e sofisticata, che gioca con i mobili contemporanei, con alcuni pezzi dei grandi nomi del

rato

e la sedia russa dallo schienale capitonné, della fine del

design del XX secolo e con qualche oggetto antico opportu-

XIX

secolo. Il tavolo in ferro disegnato da Giacometti per

namente selezionato per il suo colore rigorosamente grigio o

Jean Michel Franck arriva da Parigi. Sulla parete, una serie di opere di Robert Longo: schizzi a carboncino, matita, in- chiostro e pastello su carta. Accanto a quest’ultima, svetta

nero. Un non-colore che entra in comunicazione con tutte le sfumature di bianco dei diversi materiali. Vincente Wolf ha scelto con grande cura ogni singolo mobile, ogni tessuto

ha scelto con grande cura ogni singolo mobile, ogni tessuto Sotto, il living, con pezzi contemporanei

Sotto, il living, con pezzi contemporanei e d’antiquariato. Sono sparsi in ogni angolo alcuni esemplari di orchidee. A destra.

Il

letto disegnato da Vincente Wolf è ricoperto da uno spesso tessuto

di

cotone, lo stesso utilizzato per il tendaggio. Sopra la testata del

letto, foto di Martin Munkacsi. Sotto, la cucina su misura, off white.

utilizzato per il tendaggio. Sopra la testata del letto, foto di Martin Munkacsi. Sotto, la cucina
utilizzato per il tendaggio. Sopra la testata del letto, foto di Martin Munkacsi. Sotto, la cucina
utilizzato per il tendaggio. Sopra la testata del letto, foto di Martin Munkacsi. Sotto, la cucina

Le foto non sono usate soltanto come elemento decorativo: danno ritmo e profondità allo spazio

elemento decorativo: danno ritmo e profondità allo spazio e persino la biancheria per il letto e

e persino la biancheria per il

letto e gli asciugamani. In materiali naturali come il le- gno, il lino, il cotone. Detta- glio strategico: il telaio me-

tallico delle finestre è dipinto

di

nero per accentuare il lo-

ro

carattere industriale. Non

ci

sono tendaggi, così la lu-

ce

può sottolineare maggior-

mente l’impressione di asso- luto candore che si respira nei 300 mq. Il padrone ci ri-

ceve, neanche a dirlo, vesti-

to in bianco e nero. Sono ol-

tre 30 anni che gira per il

mondo alla ricerca di mobili

e oggetti rari, che propone

poi ai suoi clienti, o che uti- lizza per allestire manifesta- zioni ed eventi. Oggi, oltre al design e alla coltivazione delle orchidee, Vincente Wolf nutre un’altra passione:

la fotografia, che pratica (ha

già esposto parecchie delle

sue foto in alcune gallerie piuttosto note) e colleziona.

In casa sua, le opere dei fo-

tografi più famosi dell’inizio del XX secolo troneggiano sui mobili, sugli scaffali e persino per terra, in quella che risulta essere una sce- nografia curata e insieme ef- fimera: perché domani è un altro giorno, per lui, che sta già pensando alla prossima emozione da ricreare.

(Foto dell’Ag. Franca Speranza)

A sinistra, un angolo con un divano letto a baldacchino vestito nei toni del grigio. La poltroncina con lo schienale capitonné è di origine russa, il tavolino basso è un vecchio pezzo danese. A destra: nel terrazzo che dà sui tetti, antiche sedie cinesi.

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basso è un vecchio pezzo danese. A destra: nel terrazzo che dà sui tetti, antiche sedie
L’esterno del palazzo governativo di Dacca, in Bangladesh, oggi sede del parlamento, si specchia nell’acqua.

L’esterno del palazzo governativo di Dacca, in Bangladesh, oggi sede del parlamento, si specchia nell’acqua.

MEDITAZIONE A FORMA DI MANDALA

ARCHITETTURA Louis Kahn è un grande del modernismo americano. Ma il suo capolavoro è a Dacca, in Bangladesh. Un palazzo

fatto di cemento e spiritualità

di Francesca Gentile Foto di Raymond Meier

Qui accanto e sotto: cemento crudo per una delle sale da tè e una delle sale di preghiera. A destra, un doppio gigantesco oblò di mattoni a vista raccoglie la luce.

gigantesco oblò di mattoni a vista raccoglie la luce. P arla senza prendere fiato Nathaniel Kahn,
gigantesco oblò di mattoni a vista raccoglie la luce. P arla senza prendere fiato Nathaniel Kahn,

P arla senza prendere fiato Nathaniel Kahn, scavalcando impetuosamente le nostre do- mande, con la stessa passione che ha anima- to la preparazione del suo film My Architect,

cinque lunghi anni per uno straordinario documenta- rio (nominato agli Oscar nel 2003 e in arrivo con un po’ di ritardo sugli schermi italiani) sulla vita e le opere dell’architetto Louis I. Kahn, il suo geniale ed enigma- tico padre. E universalmente riconosciuto come uno degli architetti più influenti della seconda metà del Ventesimo secolo. Nato in Estonia nel 1901 da una fa- miglia modesta di ebrei, emigrò a Filadelfia nel 1906, città dove portò a termine i suoi studi. A trent’anni fon- dò l’Architectural Research Group, in seguito insegnò all’università (la sua carriera ebbe inizio a Yale nel

1947), e in generale fu un accanito viaggiatore e so- prattutto un visionario, come dimostra tutto il suo per- corso creativo, dallo Yale Center for British Art a New Haven, al Richards Medical Center di Filadelfia, all’I- stituto Salk a La Jolla in California, fino all’imponente Palazzo governativo di Dacca in marmo e cemento, sede del parlamento del Bangladesh (fotografato da Raymond Meier nel doppio volume Louis Kahn Dhaka della Dino Simonett Edizioni, www.louiskahndhaka. com), l’opera più ambiziosa, completata quasi dieci anni dopo la sua morte, che lo colse all’improvviso, per un attacco di cuore, in una anonima toilette della Penn Station a New York nel 1974. Nathaniel Kahn aveva allora 11 anni, era “innamorato” del padre, e la perdita lo lasciò in uno stato di shock. Nella sezione degli “obituaries” del New York Times, non compariro- no né il suo nome né quello della madre, l’architetto di paesaggi e collaboratrice di Kahn, Harriet Pattison, e nemmeno quello degli altri figli illegittimi e delle altre donne, a cui la morte imprevista del famoso architetto, regalò in seguito dei nomi pubblici, alzando il coper- chio sul pentolone sconveniente della verità. Da quel

12 FEBBRAIO 2005

seguito dei nomi pubblici, alzando il coper- chio sul pentolone sconveniente della verità. Da quel 12

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Sopra, la moschea, che fa parte del complesso, ripete la struttura ad ogiva doppia delle

Sopra, la moschea, che fa parte del complesso, ripete la struttura ad ogiva doppia delle finestre. Il cerchio-mandala torna anche tra un piano e l’altro degli edifici (pagina a destra). Sotto, uno dei grandi viali di accesso.

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giorno la biografia di Louis I. Kahn necessitò di un ag- giornamento, e Nathaniel ha fatto del suo meglio per dare una risposta personale alla domanda che si pone-

vano tutti: “Chi era Louis I. Kahn?”. «Ho deciso di girare My Architect per conoscere e riconciliarmi con la figura

di mio padre: volevo scoprirlo come uomo e come arti-

sta», ci racconta. «Quando andavo a trovarlo nel suo studio, al seguito di mia madre, ricordo come lavorasse

con persone di tutte le nazionalità e culture, sembrava

di essere alle Nazioni Unite! Ammirava e studiava le

antiche civiltà, e aveva una venerazione per il Pantheon

di Roma, che riteneva la costruzione perfetta, una

combinazione equilibrata di spiritualità e funzionalità». L’opera di Kahn è permeata da un forte senso religioso, restituito alla forma da elementi geometrici, materiali “poveri” e uno studio accurato della luce. Una delle scene iniziali del film mostra Nathaniel mentre con irri- verenza pattina nello spiazzo metafisico, quasi sacrale,

dell’Istituto Salk, ma è alla fine, durante il viaggio nel Bangladesh, che l’emozione giunge al suo culmine:

«Quando ho guardato il palazzo di Dacca mi sono com- mosso e ho capito che nascondeva la chiave per svela-

re

la personalità di mio padre», continua Nathaniel, «è

la

costruzione più incredibile che abbia mai visto, l’ope-

ra

di un mistico, una sfida. Ci sono voluti 23 anni per

edificarlo, lo stesso tempo impiegato per costruire il Taj

Mahal in India. Il cemento fu importato dalla Russia,

non c’erano operai specializzati, si addestrò il persona-

le sul posto. Lo sforzo è stato immane. Ecco, mio pa-

dre ha amato l’architettura più di ogni altra cosa», con- clude Nathaniel, «impedendogli a malincuore di essere un buon padre e marito. Mia madre lo aveva capito e accettato. Nella vita non si può eccellere in ogni cam- po. Mio padre privilegiò l’arte. Ora l’ho capito anch’io».

Nella vita non si può eccellere in ogni cam- po. Mio padre privilegiò l’arte. Ora l’ho
Nella vita non si può eccellere in ogni cam- po. Mio padre privilegiò l’arte. Ora l’ho
PICCOLI SHOCK D’AUTORE
PICCOLI
SHOCK
D’AUTORE

GUIDA Come rivitalizzare la casa scegliendo pochi pezzi di design

forte. Dal colore esuberante di Margherita Helzel Foto di Marco Azzoni/MDA

Carrello Manhattan in metallo e cristallo colorato disegnato da Ettore Sottsass nel 1986, Memphis. Sedia Vienna 144 con braccioli di legno e seduta in compensato di faggio laccato, pelle paglia di vienna o tessuto, Gebruder Thonet Vienna (distr. da Poltrona Frau). Vetrina D’Antibes in legno laccato e serigrafato (design George Sowden, 1981), Memphis, con servizio da tè e porcellane di Taitù. Lampada da terra M.A. (design D. Perrault e G. Lauriot-Prevost) in tubo di acciaio ricoperto di rete inox, con diffusore predisposto per accogliere indicazioni segnaletiche, FontanaArte. Alla parete, Calle 30x30 cm di Katia Giuliani.

D 97

Guida

Guida A sinistra, poltroncina su ruote Mart di A.Citterio in cuoio o tessuto, struttura in tubolare

A sinistra, poltroncina su ruote Mart di A.Citterio in cuoio o tessuto, struttura in tubolare di acciaio cromato, B&B Italia, e maxipoltrona Ice Babe in polietilene bianco (anche da esterni), Liv’it. Lampada Flora Dee con circuito stampato Led, che ruota e si inclina in ogni direzione grazie a un giunto sferico, Ingo Maurer. Specchio Freccia Bianca di Davide Medri, da Dilmos. Tappeto in lana PC2 di P. Charpin, Post Design - Memphis. In primo piano lampada I-CONE di F. De Molfetta, Galleria Luisa Delle Piane. Alle pareti, Taim e Marelli (30x30 cm) di Katia Giuliani.

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Guida

Guida Poltrona San Luca con pouf, riedizione di quella disegnata da Achille e Piergiacomo Castiglioni nel

Poltrona San Luca con pouf, riedizione di quella disegnata da Achille e Piergiacomo Castiglioni nel 1961, Poltrona Frau. Colonna porta-cd Grattacielo, Fornasetti. Tappeto Riviera di Nathalie du Pasquier, da Dilmos. Tavolino Sally disegnato da Shiro Kuramata, con base girevole su ruote in metallo e piano in vetro, Memphis. Lampada da tavolo Bulb in metallo cromato lucido e diffusore in cristallo soffiato, Ingo Maurer. Borsa in pelle fucsia, Filofax. Alla parete Lait (120x120 cm) di Katia Giuliani.

D 100

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Guida

Guida Frigorifero FPD 34 da libera installazione, progettato in collaborazione con Piano Design, come elemento

Frigorifero FPD 34 da libera installazione, progettato in collaborazione con Piano Design, come elemento d’arredo (disponibile in 7 varianti di colore ispirate alle lacche giapponesi), Smeg. Tavolo Colors con piano in vetro e gambe in metallo laccato, Mdf Italia. Sedie impilabili Hydra di M. Iosa Ghini con struttura in acciaio e sedile in polipropilene, Bonaldo. Sul tavolo, zuppiera Uno di Taitù, vasi Blossom rosso e Marlena in resina turchese di Dovetusai, in cristallo giallo e arancio di Egizia. Sgabello The Stones (design Marco Maran) con seduta lucida cangiante in diversi colori e struttura di sostegno in acciaio inox, Maxdesign. Alle pareti, Fiori e Faier (30x30 cm) di Katia Giuliani.

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Guida

Guida Scrittoio Coker Spaniel in rovere con piano in multiexel (disponibile in vari colori), INeOUT. Sedia

Scrittoio Coker Spaniel in rovere con piano in multiexel (disponibile in vari colori), INeOUT. Sedia blu Czech disponibile con braccioli di vari colori e seduta in compensato di faggio laccato, pelle, paglia di vienna o tessuto, Gebruder Thonet Vienna (distr. da Poltrona Frau). A terra, tavolino Lucciolo in metacrilato trasparente con decoro floreale, Zanotta. Portariviste in gomma nera, archiviatore arancio con elastici, calendario da tavolo e rubrica telefonica blu, tutto da Open Design. Sul piano dello scrittoio, agende viola Filofax. Lampada da terra Shogun disegnata da Mario Botta, Artemide. Alla parete, tappeto componibile Tapidrago di Gabetti e Isola, da Nilufar.

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1 2 7 3 6 5 4 Comfort Poltrone
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Comfort
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MUTEVOLE

Accoglienza unica per sedute design: imbottite o “cubiste”, poltroncine su stelo severe o ludiche. Da lasciare sole in una stanza o in condivisione di spazio, con divani di Alessandra Dacrema

1. Seduta e schienali imbottiti in piuma d’oca per la

poltroncina girevole Liu di Divani & Divani by Natuzzi

(n. verde 800.844.855, www.divaniedivani.it).

2. Niven Lounge Chair, con scocca in fibra di vetro e

base in alluminio. Design Anne Linde per David Design

(distribuito in Italia da L’Abbate Casa&Contract, tel. 0432.688158, www.labbatestore.com).

3. Y’s De Luxe, design Christophe Pillet per Cappellini (tel.

031.759111, www.cappellini.it). Poltrona girevole rivestita in tessuto con struttura in poliuretano integrale e base in

pressofusione di metallo verniciato alluminio naturale.

4. Superlola, completamente sfoderabile con struttura

portante in acciaio imbottita con poliuretano schiumato a

12 FEBBRAIO 2005

stampo. (Pianca, tel. 0434.756911, www.pianca.com).

5. Fjord, poltroncina disegnata da Patricia Urquiola per

Moroso (tel. 0342.577111, www.moroso.it): imbottita in espanso schiumato a freddo, ha la struttura in acciaio e il rivestimento in tessuto (disponibile in più colori).

6. Bea, design Marco Piva per Arflex International (tel.

0362.853043, www.arflex.com): sedia imbottita con molleggio a cinghie elastiche rinforzate; gambe, braccioli e basamento girevole in metallo cromato. Non sfoderabile.

7. Ero/s/, creata da Philippe Starck per Kartell (tel.

02.900121, www.kartell.it) in versione girevole, con scocca in policarbonato trasparente o coprente e struttura in acciaio cromato. Adatta a casa e ufficio.

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1 2 7 6 3 5 4 Poltrone
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Poltrone

Di plastica ergonomica, in tessuto stampato, di pelle. Possono avere ampiezze da top manager o small size, per pause più eleganti, lounge

1. Iuta, design Antonio Citterio per B&B Italia (n. verde

800.018.370, www.bebitalia.it): seduta in tessuto o cuoio con basamento a croce nero o colorato.

2. Jill, poltrona alta con pouf, design Bob Anderson per Bpa

International (tel. 031.756645, www.bpainternational. com). Base di appoggio con movimento girevole a

quattro razze o a disco, struttura in metallo e imbottitura in poliuretano espanso rivestito in tessuto protettivo.

3. Planet, design Sven Ivar Dysthe, per Stokke (tel.

0322.497549, www.stokke.it). Ha un meccanismo che consente di reclinarla in avanti o indietro, senza variare il corretto angolo di seduta. Basamento in acciaio con dettagli in massello di quercia rifinito ad olio.

4. Hill, design Marta Laudani e Marco Romanelli per Maxid

D 108

(tel. 0424.568000, www.maxid.it). Poltroncina con struttura in acciaio e imbottitura in schiumato. Base in acciaio inox satinato, rivestimenti in tessuto Kvadrat o pelle.

5. Duna, design by Lievore, Altherr e Molina per Arper (tel.

0422.7918, www.arper.it): qui sopra, nella versione rivestita con tessuto Letters di Kvadrat.

6. Tulip, pezzo storico di Eero Saarinen, prodotta da Knoll

(tel. 02.7222291, www.knoll.com). Poltroncina girevole con base in alluminio laccato bianco (anche nero) e scocca in

fibra di vetro rinforzata. Il cuscino è fissato mediante velcro.

7. Sillòn, design Lievore, Altherr e Molina per Verzelloni (tel.

0521.648111, www.verzelloni.it). Poltroncina a quattro razze, girevole a 360°, con struttura in legno multistrato, imbottitura in poliuretano e Dacron DuPont Gold-Filigrana.

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PARAVENTI

Per nascondere bene qualcosa, deve essere sotto gli occhi di tutti

di Alessandra Dacrema

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7 7
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Proteggi

LA PRIVACY

1. Parete divisoria Viper (disegnata

da H. S. Jakobsen) in tubi di cartone o alluminio. Da MC Selvini (tel. 02.7600.6118, www.mcselvini.it).

2. Paravento in metacrilato

Labirinto, di J. Forakis, Magis (tel. 0422.862600, www.magisdesign.it).

3. Zig Zag , di F. e H. Campana, con

struttura in acciaio e intreccio in tubo di materiale plastico, Edra (tel. 058.7616660, www.edra.com).

4. The Wall, parete in legno di

cocco, palissandro, lagaty o

amarante, Mauro Mori (tel. 02.70124518, www.mauromori.it).

5. Paravento in lamiera di alluminio

anodizzato Shiki, design Sezu e

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5 5
2 2
2
2

Shinnou Ito per De Padova (tel. 0276008413, www.depadova.it).

 

6.

Parete in feltro Soft Wall, design

3 3
3 3

C. Gerhards e A. Glücker, B&B Italia (n. verde 800.018.370, www.bebitalia.it). 7. Servento, di A. Castiglioni per Zanotta (tel.

4 4
4
4

Paraventi

8 8 9 9
8 8
9 9

Fluttuanti,

trasparenti,

giocosi.

Oppure solidi

e avvolgenti

14 14
14
14

0362.4981, www.zanotta.it), con basi in polipropilene, aste in acciaio e telo

bianco in tessuto. 8. Paravento Black 90 a 3 ante in black bamboo, richiudibile a libro, Gervasoni (tel. 0432.656611, www.gervasoni1882. com). 9. La Stecca

di Studioata per Pierantonio Bonacina

(tel. 031.699225, www.bonacinapieran

tonio.it). A fissare gli elementi in legno d’acero sono delle sfere di Pvc.

10. Paravento storico in multistrato

rivestito frassino, design C. Eames, Vitra

(distr. in Italia da Unifor, tel. 02.967191, www.unifor.it). Foto e © www.vitra.com

11. Allure, di V. Livi per Fiam (n. verde

800.017.010, www.fiamitalia.it), in cristallo float acidato. 12. Libreria- divisorio bifacciale Cloud, design R. e E. Bouroullec, per Cappellini (tel. 031.759111, www.cappellini.it).

13. Paravento in lamiera d’alluminio

Hombres, design C. Bitetti per Dilmos

(tel. 0229002437, www.dilmos.it).

14. Paravento in rovere della Coll. Apta

di Maxalto (n. verde 800.018.370,

www.maxalto.it), design A. Citterio.

13 13
13
13

D 118

10 10 11 11
10 10
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12 12
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12 FEBBRAIO 2005

Shopping

Immagine Ikea tratta da New Scandinavian Design, Chronicle Books, 2004.

A.A.A.

DESIGN ON LINE

Prezzi controllati, selezioni sempre autorevoli, pezzi (a volte) introvabili. Dove? Beh, su Internet

di Paolo Crespi

www.webmobili.it

Buon motore di ricerca dell’arredamento. Vi si può trovare il divano Zak in

poliuretano schiumato con rivestimento sfilabile in stoffa

o in pelle, by Zanotta (da

2.750 euro in su), così come il portariviste Press di Ikami, in

laccato nero, 250 euro. E gli

indirizzi dei negozi più vicini per acquistare l’uno o l’altro

in qualsiasi provincia italiana.

www.designboom.com

Gli occhiali da sole vintage si

affacciano a 49 dollari dallo shop di questo portale

dedicato al design e alla grafica, applicati in molteplici forme. In linea anche molte idee cool per trasformare gli ambienti domestici e una serie di interviste esclusive ai nomi che contano: da Tadao Ando, a Giorgetto Giugiaro, a John Maeda.

www.designaddict.com

Più di 350 designer, da Aalto

a Ziemher, 1.150 oggetti

firmati, ricercabili per periodo, materiale e funzione, e un ricco database internazionale

di produttori. Nello shop,

collegato ad Amazon, si

vendono solo poster, ma il sito

è una vera miniera di risorse

D 120

un’ottima fonte di spunti e idee per l’arredamento di casa, sempre che si tratti perlomeno
un’ottima fonte di spunti e
idee per l’arredamento di
casa, sempre che si tratti
perlomeno di un loft.
● www.ikea.it
per i “malati” del design,
dalle aste, ai forum, alle
mostre virtuali.
● www.designmuseum.org
Questo “one stop shop”
dell’arredamento fai-da-te si
arricchisce continuamente di
nuove collezioni,
caratterizzate spesso da un
design essenziale in grado di

Il tostapane di Jasper Morrison costa 80 sterline, il calendario da scrivania di

Jean-Pierre Vitrac solo 21. Chi ha visitato a Londra il Museo del design in riva al Tamigi, nel vitalissimo

quartiere dei Docks, ritrova online alcuni oggetti di buona fattura che vale la pena mettere nel carrello. Con un

piccolo supplemento, li si può ricevere in confezione regalo.

www.musee-orsay.fr

La borsa “Donne di Tahiti” ispirata a Paul Gauguin (45 euro) o la ”Danseuse” in

resina patinata, effetto bronzo, tratta dall’originale di Degas (275 euro). Sono due

articoli della boutique

elettronica del raffinato Musée d’Orsay parigino, ricavato in un’ex stazione ferroviaria e firmato da Gae Aulenti.

www.designhotels.com

Un marchio mondiale riunisce gli “hotel di design”, dal Gray di Milano, al Chambers di New York, al

Park Hotel di Tokyo. Sul sito è possibile prenotare una stanza, selezionare le offerte speciali o acquistare una delle tante pubblicazioni sorte intorno all’iniziativa. Il trust mondiale, che nel 2005 si arricchirà di 23 new entry, è

nobilitare i materiali poveri con cui sono realizzati mobili e suppellettili. E l’Ikea style fa sempre più proseliti. Per acquistare, però, bisogna ancora raggiungere il punto vendita più vicino.

www.design-italia.it

La lampada Take di Ferruccio Laviani (Kartell, 52 euro) e lo sgabello Tam Tam di Matteo Thun (Magis, 180 euro). La lampada da tavolo Bali di Bruno Munari (Danese, 124 euro) e la celebre tv portatile

Doney di Zanuso & Sapper (Brionvega, 570 euro). Sul sito anche un mercatino di modern design e una sezione dedicata ai nuovi materiali. Da consultare.

12 FEBBRAIO 2005

Indirizzi

Indirizzi ALBERTO LEVI GALLERY FONTANA ARTE Alzaia MISSONI HOME by T&J Via San Maurilio 24, Milano

ALBERTO LEVI GALLERY

FONTANA ARTE Alzaia

MISSONI HOME by T&J

Via San Maurilio 24, Milano tel. 02.89011553 ALESSI Via Privata Alessi 6 Crusinallo di Omegna (VB) tel. 0323.868611 www.alessi.it ALLEGRI: showroom, corso Venezia 16, Milano tel. 02.760.08881. ANTICHI VIZI Via dell’Orso

Trieste 49, Corsico (MI), tel. 02.45121 www.fontanaarte.it FORNASETTI www.fornasetti.com FOSCARINI Via delle Industrie 92, Marcon (VE) tel. 041.5951199 www.foscarini.it GABEL INDUSTRIA TESSILE

VESTOR Via Roma 71/B Golasecca (VA) tel. 0331.950311 www.missonihome.com MOGU www.supradesign.it MOLTENI & C. Via Rossini 50, Giussano (MI), n. verde 800.387.489 www.molteni.it MORONI GOMMA www.moronigomma.it

12, Milano, tel. 02.8056474

n.

verde 800.773.535

MOROSO tel. 0342.

Apple Computer Italia www.apple.com/it/ ARMANI CASA Via Durini 24 (MI), tel. 02.76003030 www.armanicasa.com ARTEMIDE Via Bergamo 18 Pregnana Milanese (MI) tel. 02.935181 www.artemide.com ARTOPIA Via Lazzaro Papi 2, Milano, tel. 02.5460582 B&B ITALIA

www.gabelgroup.it GALLERIA LUISA DELLE PIANE Via G. Giusti 24 Milano, tel. 02.3319680 GALLERIA NILUFAR www.nilufar.com GALLERIA VALERIA BELVEDERE Via Rossini 3 (MI), tel. 02.795.626. GRAZIA BAGNARESI CASA www.graziabagnaresicasa.it

577111, www.moroso.it NATUZZI n.verde 800.844.855 www.natuzzi.com OPEN DESIGN www.opendesign.it PAPIER Via S. Maurilio 4 Milano, tel. 02.865221 PARENTESI QUADRA www.parentesiquadra.it PAUL SMITH showroom in Viale Umbria 95, Milano

n.

verde 800.018.370

GRAZIA MONTESI

tel. 02.546.721

www.bebitalia.it

Via Marsala 13, Milano

PENELOPI 3 Via Solferino

BAVICCHI Via Della Valtiera 293 Ponte S. Giovanni (PG) 075.393941 www.bavicchi.it BONALDO Via Straelle 3 Villanova (PD), tel. 0499. 299011 www.bonaldo.it BOSA Via Molini 44 Borso del Grappa (TV) tel. 0423.561483 CASSINA Via L.Busnelli 1 Meda (MI), tel. 0362.3721 www.cassina.it CERAMICHE MILESI Viale Lucania 15, Milano tel. 02.5393935 CINI & NILS

tel. 02.29002057 HARMAN/KARDON Distr. da Kenwood Electonics Italia Spa, tel 02.204821 www.harmankardon.com I TRE Via delle Industrie 16/c, Salzano (VE) tel. 041.482144 www.itresrl.com IKEA ITALIA RETAIL tel. 199.114.646 www.ikea.it INeOUT www.ineout.biz INGO MAURER www.ingo-maurer.com JANNELLI & VOLPI

1 (MI), tel. 026599640 POLIFORM Via Monte Santo 28, Inverigo (CO), tel. 031.6951 www.poliform.it POLTRONA FRAU S.S. 77 Km 74,500 Tolentino (MC) tel. 0733.9091 www.poltronafrau.it PORADA Via P. Buozzi 2 Località Porada-Cabiate (CO), tel. 031.766215 www.porada.it POST DESIGN www.memphis-milano.it PROGETTI www.progettishop.it

n.

verde 800.218731

Via Melzo 7, Milano

Viale Isonzo 15 Turate (CO)

RALPH LAUREN

www.cinienils.com COVO Via degli Olmetti 3/B Roma, tel. 06.90400311 www.covo.com CUSTO BARCELONA Interga, via Julius Durst 20/A, Bressanone (BZ)

FIAM ITALIA Via Ancona

tel. 02.205231 KATIA GIULIANI Firenze, tel. 055.222008. L’AFFICHE Via Dell’Unione 6 (MI), tel. 02.86450124 LA MURRINA

Via Montenapoleone 4 Milano, tel. 02.77.88.721 RINA MENARDI tel. 0421.282681 ROSSANA ORLANDI www.rossanaorlandi.com ROXY www.roxy.com

tel. 0472.270.777.

n.

verde 800.307.101

SAWAYA & MORONI

DAVIDE GROPPI Piacenza tel. 0523.571590 www.davidegroppi.com DILMOS: piazza S. Marco 1 (MI), tel. 02.290.02437. DOVETUSAI Via Sigieri 24 Milano, tel. 02.59902432 www.dovetusai.it DRIADE: via Manzoni 30 (MI), tel. 02.760.230.98. EDRA tel. 0587616660 www.edra.com EGIZIA Loc. Fosci 22

www.lamurrina.com LAURA MERONI www.laurameroni.com LIPPARINI Via G. Di Vittorio 4, Crespellano (BO) tel. 051.969460 www.lipparini.it LIV’IT Via Macerata 9 Tavullia (PU), tel. 0721.202709 www.livit.it MARCO MOROSINI www.marcomorosini.it MAX DESIGN Via dei

via Manzoni 11, Milano tel. 02.869.0085. SIA ITALIA n.verde 800.638.433 www.sia-collection.com SMEG Via Leonardo Da Vinci 4, Guastalla (RE), tel. 0522.8211 www.smeg.it SOMMA Via Stazione 123, Mornago (VA) tel. 0331.900111 www.somma.it SPAZIO ‘900

Poggibonsi (SI)

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1/B, Tavullia (PS) n.verde 800.017.010 www.fiamitalia.it FILOFAX Via del Rondinino 4/b, Firenze, tel. 055. 623.6256 www.filofax.it FLOU Via Cadorna 12 Meda (MI), n.verde 800.829.070 www.flou.it

Banduzzi 75, Bagnaria Arsa (UD), tel. 0432.99.64.12

www.maxdesign.it MDF Via Morimondo 5/7 Milano, tel. 02.81804100 www.mdfitalia.it MEMPHIS Via Olivetti 9 Pregnana Milanese (MI) tel. 02.93290663 www.memphis-milano.it MINOTTI Via Indipendenza 152, Meda (MI) tel. 0362.343499 www.minotti.com

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