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MERCOLED 19 MAGGIO 2004

LA REPUBBLICA 35

DIARIO
DI

LA DEMOCRAZIA NELLET DELLA PAURA


Storia di un concetto la cui pratica risale a molti secoli fa Ma che cosa significa oggi esercitare la violenza fisica?

palazzo dei Priori - corso Vannucci, 19 Tutti i giorni 9.00-20.00, sabato 9.00-22.00
Perugia La fortuna e il mito Perugino e la miniatura umbra del rinascimento Citt della Pieve Perugino e il paesaggio Deruta La ceramica umbra al tempo di Perugino Corciano Perugino pittore devozionale

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ortura, da torquere, indica latto del torcere: ad esempio, filati, rami, tralci, olive, membra umane; cos laggiustaossa rimedia alle slogature (nel mio dialetto li chiamano settimini, presupponendo abilit particolari nei nati prematuri); hanno fine terapeutico anche operazioni intese allo scioglimento delle lingue; tortor chi le compie, mestiere infame. Siccome serve ad eruendam veritatem, il nome dellinterrogatorio assorbe lidea dei tormenti: quaestio e question (titolo dun pamphlet contro la tortura nella guerra dAlgeria); in tedesco Frage, pi scharf (acuto, tagliente o tutte due; e sommato a Richter, giudice, lo stesso aggettivo indica lesecutore delle pene capitali). Nel francese antico la chiamano gehine o jehine, dal verbo franco che significa confessare: luso popolare vi ritrova il nome biblico dellinferno; interrogatori tormentosi (da l, gne, il cui significato debole disturbo). Ne parla il Corpus iuris, piuttosto male, come dun mezzo da prendere con le molle: res fragilis et periculosa, nota Ulpiano riferendo argomenti tramandati nella retorica greco-romana; il colpevole hard boiled resiste uscendo indenne; linnocente dai nervi scoperti racconta quel che vogliono, sputando false confessioni prima che labbiano toccato, alla sola vista degli arnesi (territio, nella nomenclatura medievale). Sotto questaspetto i secoli detti bui sono civili, perch alla morale individualista deglinvasori ripugna che luomo libero sia coatto a confessare. I giudizi penali diventano affare agonistico. Figura classica i duelli. Altrove laccusato purga laccusa giurandosi puro, ma non basta: deve esibire dei coniuratores nel numero e dignit stabilito da chi giudica; i quali non testimoniano sui fatti, affermano una qualit delluomo; la coniuratio misura lascendente sociale. Terza tecnica lordalia, da Urteil, giudizio. Lo iudicium Dei consiste nel sottoporre una delle parti (individuata dalla sentenza) a esperimenti desito prevedibile: normalmentee subisce ustioni chi corre a piedi nudi su carboni accesi o vomeri incandescenti o impugna un ferro rovente (iudicium ferri candentis); o affonda il braccio nel calderone dacqua bollente (iudicium aquae ferventis); quando esca incolume, ha vinto. Tutte le probabilit gli stanno contro, ma essendo spesso manipolato lesperimento, gli esiti dipendono da materiali istruttori occulti. Le purgationes vulgares non soddisfano pi un secolo evoluto qual il Duecento: erano rito quasi liturgico; le squalifica il IV Concilio Laterano, 1215, vietando ogni commistione ecclesiastica. Dal tardo XI secolo sono riemerse le fonti romane: il Corpus iuris vie-

TORTURA
Quandovieneprofanatoilcorpo
FRANCO CORDERO
ne subito dopo la Bibbia; la quaestio ad eruendam veritatem vi figura; e nella metamorfosi inquisitoria ricrescerebbe anche se restassero sepolti i Libri terribiles, perch la nuova procedura richiede conclusioni storiche sicure. Affare arduo, ma lo spirito scientifico duecentesco, coniugato a teologie pessimistiche (il male pullula, linferno incombe), suggerisce lequazione: c una persona i cui interni mentali contengono la chiave del caso; colpevole o innocente, linquisito sa cose utili al processo; bisogna captargli le memorie; i tormenti favoriscono lo scandaglio introspettivo. Listruttore diventa psicanalista. Glinterrogatori forniscono enormi flussi verbali: i notai criminali li raccolgono usando solo pi carta; costerebbe troppo la pergamena usata nei vecchi giudizi, dove correvano poche parole. Nei testi legislativi la gehenna appare a Verona, 1228: forse luso precede le norme, ma consolidamento e diffusione avvengono in tempi piuttosto lunghi se cade nella terzultima decade del secolo la prima opera didattica sullargomento (matrice della letteratura penalistica moderna), lanonimo Tractatus de tormentis. Papa Innocenzo IV detta un ordine ai Comuni dellItalia settentrionale: i podest estorcano confessioni da ogni eretico su cui mettono le mani, costringendoli anche a nominare i correi, latrones et homicidae animarum; baster che lesaminato resti vivo e intero (Ad extirpanda, 15 maggio 1252). Cos rinasce la quaestio durando oltre mezzo millennio. Lunghissima, ignobile storia sotto maschera ipocrita. Vigono pseudogarantismi, ad esempio che i tormenti non siano reiterabili su chi li ha sostenuti purgando glindizi a suo carico: formula assurda, fuori della sofisticata logica inquisitoria; fosse cos, la tortura sarebbe unordalia, roba obsoleta; lincongrua regola, infatti, resta sulla
Unione europea

MICHEL FOUCAULT

ALLA fine del secolo XVIII, la tortura sar denunciata come residuo di barbarie di unaltra et: marchio di una ferocia, che verr denunciata come gotica. E vero che la pratica della tortura ha origini lontane: lInquisizione, naturalmente, ed anche senza dubbio, pi in l, i supplizi degli schiavi. Ma non figura nel diritto classico come una cicatrice o una macchia. Ha un suo posto rigoroso in un meccanismo penale complesso in cui la dimostrazione scritta ha bisogno di un correlativo orale, in cui si domanda allaccusato alloccorrenza con la pi violenta delle costrizioni di giocare nella procedura il ruolo del patner volontario, in cui si tratta insomma di far produrre la verit da un meccanismo a due elementi - quello dellinchiesta condotta in segreto dallautorit giudiziaria e quello dellatto compiuto ritualmente dallaccusato La tortura giudiziaria, nel secolo XVIII, funziona in questa strana economia in cui il rituale che produce la verit va di pari passo col rituale che impone la punizione. Il corpo interrogato nel supplizio il punto di applicazione del castigo e il luogo di estorsione della verit.

TORTURA.

Perugino
il divin pittore

Perugia - Umbria 28 febbraio 18 luglio 2004

Galleria Nazionale dellUmbria

carta, elusa da deroghe legali e astuzie pratiche. Linquisito animale da confessione, adoperabile finch lanalista vi abbia interesse. Trasudano malafede i lamenti tramandati nei secoli sugli abusi. Li declamano a freddo, con le stesse parole, dottori, giudici, consulenti, integrati nel sistema. Lordigno dura tanto perch viene comodo: oltre date soglie qualunque paziente capitola; loperatore sbroglia i casi come vuole. Gli esami in tormentis sono materia amorfa: nei lavori preparatori dell Ordonnamce criminelle 1680, capolavoro darte legislativa, Guillaume Lamoignon chiedeva una disciplina del modo deseguirli, visti i frequenti e gravi danni corporali; no, risponde Henri Pussort, emissario del re, sarebbe indecente dans une Ordonnance. Sono i filosofi a seppellire listituto. I sovrani assoluti laboliscono ignorando gli allarmi delle magistrature (ad esempio, Gabriele Verri a Milano, autore duna consulta negativa a Maria Teresa, 19 aprile 1776): comincia Federico II da Berlino, appena salito al trono, 3 giugno 1740; ultimo arriva Luigi XVI, in due tempi, 24 agosto 1780 e otto anni dopo. Stiamo parlando della tortura ufficiale, talvolta rimpianta. Anno Domini 1947 F. Carnelutti deplora le fisime illuministiche dinviolabilit della psiche: la pena una medicina; al reo giova confessarsi colpevole; se qualche espediente garantisce risposte sicure senza causare danni notevoli al corpo, adoperiamolo. Mettere aliquem in perturbatione routine nei regimi totalitari (Gestapo, Nkvd, generali sudamericani): i rei confessi dei dibattimenti moscoviti 1936-38 recitano scene pattuite dietro le quinte; Arthur Koestler laveva intuito (Buio a mezzogiorno). Lultimo esempio viene da Abu Ghraib, con una notevole variante: gehenna canonica e residui himmleriani, stalinisti, ecc., erano lavoro tecnico, eseguito nel modo freddo, attento, coscienzioso, in cui un sarto taglia e cuce, lalchimista distilla, il medico ausculta. Nei documenti iracheni figurano pantomime il cui genere prossimo sono le Cent Vingt Journes de Sodome, opera postuma del famoso marchese: piramidi umane, uomini al guinzaglio, spettatori ghignanti, feste nere; spira allegra Schadenfreude o gusto gratuito del male inflitto ad animali inermi, meglio se umani. Su un punto per Donad Rumsfeld imita Ippolito Marsili, titolare della prima cattedra penalistica italiana (Bologna, 1509), vecchio praticone devoto alla Madonna, testa sconnessa, campione duno stile disinvolto (bastasse negare lindomani le cose confessate sotto i tormenti, esclama, la forca rimarrebbe vedova): tutte due raccomandano la tortura del sonno; lo stress ammorbidisce glinquisiti.

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DIARIO

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LE TAPPE PRINCIPALI

GLI SCHIAVI Nellantica Roma ammessa la tortura degli schiavi. Una delle torture pi praticate la flagellazione che consiste nel frustare a sangue lo schiavo fino a sfinirlo

LINQUISIZIONE XIII SEC. Il primo tribunale della Santa Inquisizione istituito a Tolosa nel 1233. Nel 1252 papa Innocenzo IV autorizza il supplizio per estorcere la confessione. Le torture vanno dalla fustigazione fino alla morte

LE STREGHE XV SECOLO Con bolla papale le streghe sono dichiarate nemiche della religione cristiana. Le streghe, consegnate allInquisizione, sono destinate a essere bruciate vive

UN REGIME LIBERALE NON PU APPLICARE MEZZI COERCITIVI CHE LEDONO LA DIGNIT

QUEI DIRITTI VIOLATI MA IRRINUNCIABILI


STEFANO RODOT

I LIBRI
EVA CANTARELLA I supplizi capitali in Grecia e a Roma, Rizzoli 2000 LAURA RANGONI La tortura, Xenia 2003 SERGIO DELIA, MAURIZIO TURCO Tortura democratica, Marsilio 2002 FRANOISE SIRONI Persecutori e vittime, Feltrinelli 2001 AMNESTY INTERNATI ONAL Non sopportiamo la tortura, Rizzoli 2000 GEORGE RILEY SCOTT Storia della tortura, Mondadori 1999 CESARE BECCARIA Dei delitti e delle pene, Feltrinelli 1991 PIETRO VERRI Osservazioni sulla tortura, Newton Compton 1994 FRIEDRICH VON SPEE Cautio criminalis, ovvero dei processi alle streghe, Salerno Editrice 1986 HENRI ALLEG La tortura, Einaudi 1958 PIERRE VIDALNAQUET Lo stato di tortura. La guerra dAlgeria e la crisi della democrazia francese, Laterza 1963

u la democrazia sopravvivere nellet della paura? La domanda radicale, ma ineludibile, come sempre accade quando ci si trova di fronte al lato oscuro dellesercizio del potere, allimprovvisa scoperta che la democrazia pu convertirsi nel suo contrario. La rivelazione delle torture al tempo della guerra dAlgeria contribu potentemente a rendere la causa francese non pi difendibile agli occhi del mondo. La tortura, il piccolo libro di un francese seviziato dai suoi connazionali, Henri Alleg, scosse lopinione pubblica e fu accompagnato da un Jaccuse di JeanPaul Sartre che analizzava i meccanismi che portano alla degradazione dellumano, con un terribile rituale che abbiamo poi riconosciuto in infinite altre situazioni, nei mille Garage Olimpo che la fine dogni dittatura fa scoprire. Con orrore, ma senza sorpresa, perch sappiamo che quei regimi non possono fare a meno di meccanismi di annientamento che vanno ben al di l dellestorcere una informazione. Ma che cosa accade quando sono le democrazie a torturare? Con la tortura tutto cambia, si varca una linea di confine che separa i regimi politici e, prima ancora, le culture che fondano una convivenza civile. Oggi che la tortura di nuovo tra noi, non possiamo limitarci allindignazione. Dobbiamo di nuovo interrogarci sulla natura delle nostre democrazie, e fronteggiare il timore che si abbia a che fare con una istituzione clandestina, sempre pronta a riaffiorare. Riusciremo mai ad estirparla? Intanto, diciamo no a tutti i tentativi di relativizzare la tortura. La terrificante decapitazione di Nick Berg o lesecuzione di Fabrizio Quattrocchi sono assolutamente intollerabili, esprimono qualcosa che non ci appartiene e che dobbiamo contrastare, ma non possono offrire neppure un briciolo di giustificazione a qualsiasi forma di tortura. Il ricordo delle violenze ai tempi di Saddam Hussein nella stessa prigione di Abu Ghraib non autorizza indulgenze verso quelle di oggi con largomento che le democrazie sono capaci di reazioni sconosciute alle dittature. Non possibile stabilire tassi di accettabilit democratica delle torture secondo la natura dei mezzi adoperati o la particolarit di alcune situazioni. Non ammissibile che, oltre al corpo, si violi anche lidentit culturale e religiosa del prigioniero. La democrazia non conosce la legge del taglione, non pu mai spiegare o giustificare la propria incivilt con la barbarie degli altri. Le sue radici sono in valori irrinunciabili, in fini non negoziabili. Non ammissibile alcuna ponderazione, che ci porterebbe allesito paradossale di definire la democrazia non per ci che essa stessa riesce ad esprimere, ma in ragione del suo opposto. O vogliamo soltanto rassicurarci, dicendo a noi stessi che, davanti ad altri e pi terribili orrori, possiamo posare senza troppi ri-

LIMITE

La democrazia non conosce la legge del taglione, non pu mai spiegare o giustificare la propria incivilt con la barbarie di altri

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morsi gli occhi sulle immagini venute dalle carceri irakene? Nel suo divenire, la democrazia ha attribuito valore crescente alla dignit della persona. Con una innovazione culturale ed istituzionale di grande significato, la costituzione tedesca del 1949 si apre con le parole la dignit umana intangibile. Qui si coglie immediatamente la volont di rifiutare il passato nazista, di tracciare un confine invalicabile oltre il quale, come mostrava proprio lesperienza storica, non solo la democrazia era perduta, ma scompariva ogni diritto della persona. Il senso profondo della democrazia era proiettato al di l del suo essere regola del gioco politico. Incorporava pienamente la dimensione dellumano, dalla quale ormai non pu pi separarsi senza negare la sua stessa natura.

Veniva cos avviata quella costituzionalizzazione della persona che ha trovato piena espressione nella Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea del 2000. Proprio la memoria del Novecento, che ha conosciuto altre tragedie insieme a quella nazista, ha spinto lEuropa ad adottare lo stesso schema della legge fondamentale tedesca. La dignit umana inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata: questo il testo del primo articolo della Carta. Vi dunque un grande obbligo di coerenza con questi principi che deve accompagnare lagire dei regimi democratici. La storia del costituzionalismo ci mostra come si sia passati da una fase in cui laccento era posto soprattutto sulle procedure e lorganizzazione dello Stato ad una in cui diventa fonda-

mentale il quadro delle libert e dei diritti, alla cui realizzazione finalizzato poi linsieme degli strumenti istituzionali (elezioni, forma di Stato, forma di governo). Chi vuole esportare democrazia, quindi, dovrebbe essere ben consapevole del valore assolutamente prioritario assunto dalla garanzia dei diritti fondamentali che, pi dogni proclamazione astratta delle virt democratiche, pu consentire la creazione di un consenso intorno a valori comuni. Per questo pericoloso offrire giustificazioni a qualsiasi forma di tortura, come si cominciato a fare negli Stati Uniti gi allindomani dell11 settembre, creando cos le premesse culturali che hanno reso legittime agli occhi dei servizi segreti e dei comandi militari le istruzioni volte ad ottenere a qualsiasi costo informazioni da parte dei prigionieri. Chi imbocca questa strada si assume grandi responsabilit. Indebolisce il significato della democrazia e d una indicazione che pu anche rivelarsi inefficiente. Molti, infatti, sottolineano il rischio di distorsioni che accompagna le informazioni fornite sotto tortura, di una deriva illusoria che porta a trascurare lessenzialit delle pi faticose attivit investigative. Non dunque limmagine di una democrazia inerme e arrendevole quella che ci viene dalla critica radicale della tortura, ma di una democrazia che la forza delle cose obbliga a riflettere pi profondamente su se stessa. Storicamente, da queste prove la democrazia uscita rafforzata proprio quando ne ha tratto ragione per una pi profonda affermazione dei suoi valori. La constatazione, per qualcuno rassegnata o cinica, di una pratica della tortura ancora diffusa nel mondo dovrebbe indurre a considerare la vi-

INQUISIZIONE E MARTIRI
Sopra, unincisione rappresenta una scena di tortura operata dalla Santa Inquisizione. A sinistra un dipinto raffigura il martirio di Santa Giuliana

cenda irakena non come una parentesi da chiudere frettolosamente, ma come limpietosa rivelazione duna verit che i democratici di tutto il mondo dovrebbero porre a base duna azione quotidiana contro questa violenza estrema. Ora che abbiamo scoperto che la tortura non solo cosa degli altri, dobbiamo guardare pi profondamente allinterno dei nostri paesi. Lesasperazione delle esigenze di sicurezza genera trasformazioni autoritarie del sistema di governo (come negli Stati Uniti) o crescita delle violenze poliziesche (com stato appena documentato in Francia). Non chiudiamo gli occhi di fronte a queste forme di violenza minori, a queste meno palpabili mortificazioni di diritti individuali e collettivi. Le perversioni dei sistemi democratici cominciano sempre da lontano.

CESARE BECCARIA

LORRORE DI CERTE IMMAGINI E LA VERGOGNA CHE SI PROVA

E cos poco libero dire la verit fra gli spasimi e gli strazi Allora linnocente sensibile si chiamer reo, quando egli creda con ci di far cessare il tormento
Dei delitti e delle pene 1764

SE UNA DONNA SI RIDUCE AL RUOLO DI CARNEFICE


NADIA FUSINI
i fronte a quelle foto che ritraggono donne-soldato che si divertono a torturare, a umiliare il nemico, lo shock autentico, il dolore vero. Enorme. Enorme la vergogna. S, mi vergogno perch sono donna anchio. E se non americana, occidentale. Ma la reazione ingenua. Perch aspettarsi che le donne siano diverse? Perch aspettarsi che en masse non vinca limprinting alienante del ruolo, sul carattere individuale? Perch non capire che l uomo di guerra una macchina, e la donna pure? E non si pi n uomo, n donna in quelle condizioni? Quando lady Macbeth decide di collaborare col marito (anzi, lo istiga) nelluccisione del buon re Duncan, cosa fa per entrare nella nuova parte di assassina regicida? Invoca gli spiriti della notte, e si consacra loro con la specifica richiesta di desessualizzare il suo corpo. Toglietemi il sesso, chiede. Il suo corpo non dovr offrire latte, ma versare il san-

ELIAS CANETTI

Fu incatenato, gettato in prigione e condannato a ricevere mille bastonate. Mediante la tortura fu costretto a confessare i suoi delitti
Auto da f 1981

gue dellaltro; la testa del suo bambino,invece di carezzarla, la schiaccer tra le mani, la fracasser... I carismi femminili laccoglienza in s dellaltro, il dono della vita, la compassione, la debolezza dovranno essere pervertiti perch la donna si trasformi in macchina di guerra. Al di l dei generi, la guerra, evidente, non cosa che stimoli lanimale razionale a dare il meglio di s. Che cosa rende invece lanimale razionale adatto alla civile conversazione? il riconoscimento dellaltro. Non civile la conversazione che esclude laltro. Che non lo riconosce. Laltro inteso anche come nemico, prigioniero, laltro inteso come vittima. Quello che rende possibile diventare torturatori quando fallisce in noi la capacit tutta umana di identificazione con laltro. Torturo, se non so immaginarmi nella posizione dellaltro. Il torturatore, inoltre, immagina che i suoi mali vengano dal di fuori; mentre dal di

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STALIN 1934-38 Negli anni Trenta Stalin organizza una persecuzione di massa. Milioni di persone vengono deportate nei campi o sottoposte a pubblici processi basati su confessioni estorte con la tortura

LALGERIA 1954-1962 La guerra sporca della Francia contro il Fronte di Liberazione in Algeria segnata da violenze, torture, esecuzioni sommarie. Lo stupro tra i supplizi pi diffusi per ottenere informazioni

IL VIETNAM 1968 Il 16 marzo 1968 soldati statunitensi agli ordini del tenente William Calley uccidono nel villaggio di My Lai centinaia di civili. I soldati si abbandonano alla tortura e allo stupro degli abitanti

LE CAMERE DI TORTURA E LIMBAVAGLIAMENTO DELLA STAMPA FRANCESE DI ALLORA

COSA CI HA INSEGNATO LA GUERRA DALGERIA


JEAN DANIEL
sservo il volto di Donald Rumsfeld mentre si accinge a confermare gli orrori delle torture americane in Iraq. afflitto, sulla difensiva. Capisce che altre testimonianze sopraggiungeranno ad aggravare la colpevolezza di alcune unit dellesercito. Prova vergogna, si scusa, si auto-accusa soprattutto di non aver informato George Bush di ci che egli sapeva sin da gennaio. La logica di questa confessione implicherebbe le sue dimissioni. George Bush, essendo pertanto ritenuto alloscuro dei fatti, non responsabile e non colpevole, pu abbandonarsi al rincrescimento e persino alla contrizione. quello che fa. Osservo anche lui: si vergogna. Presenta le sue scuse al mondo arabo e al popolo iracheno. Osservo questi due uomini e ricordo. I protagonisti della guerra dAlgeria, testimoni e vittime, non possono assistere candidamente a queste confessioni americane. Ai commenti di Robert Badinter non intendo aggiungere altro, bens una testimonianza, non unopinione, ma unesperienza di vita vissuta. Penso a Guy Mollet, presidente del Consiglio durante la guerra dAlgeria, e a Bourgs-Maunoury, suo ministro della Difesa. Allepoca i miei amici e io non li risparmiammo di certo. Mai e poi mai ci saremmo sognati di immaginare luno o laltro presentare, con le stesse parole usate da Bush o da Rumsfeld, la minima scusa n tanto meno una confessione. Le prove brandite della tortura in Algeria non potevano essere altro che dei falsi colossali, confezionati dal movimento antifrancese. Nella democrazia francese del 1957, la stampa era imbavagliata quanto quella degli Stati Uniti almeno fino alla comparsa delle fotografie delle torture irachene dal connubio delle pressioni politicomilitari e dellautocensura patriottica. Per un testimone formulare la minima accusa equivaleva a esporsi personalmente a un processo per attentato alla sicurezza

SILENZIO

Nella democrazia francese del 1957 portare la minima testimonianza equivaleva a esporsi allaccusa di attentato alla sicurezza dello Stato

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LE IMMAGINI
NELLA storia del diritto, la tortura stata a lungo accetta e teorizzata e solo con lilluminismo stata considerata un fenomeno non degno di societ civili. Per questo possediamo numerose testimonianze iconografiche che documentano la storia della tortura, come nellillustrazione persiana che nella copertina di questo Diario

GLI AUTORI
Il testo di Michel Foucault che compare nel Sillabario tratto da Sorvegliare e punire (Einaudi 1976). Franco Cordero uno dei massimi studiosi italiani di procedura penale. Jean Daniel uno dei fondatori del settimanale francese Nouvel Observateur. Nadia Fusini anglista e scrittrice. Stefano Rodot, giurista, presidente dellAutorit garante della Privacy

interna ed esterna dello Stato. capitato a Claude Bourdet e a Gilles Martinet di France Observateur, a Jean-Kacques Servan-Schreiber, Franoise Giroud e me stesso dellExpress, e credo che sia accaduto anche a George Montaron di Tmoignage chrtien. Ricordo la voce di Franois Mauriac dopo la pubblicazione su France Observateur di brani del terribile libro di Henri Alleg La Question. Mauriac voleva avere da me una conferma, perch io ero spesso in loco, ma come doveva scrivere lo storico Henri Masson, docente della Sorbona, ovunque in Algeria, nessuno pu negarlo, hanno installato delle vere e proprie camere di tortura. Con gli articoli di Henri Marrou e di Pierre-Henri Simon, le Monde diventava dunque il quarto dei grandi traditori.

DONNE VITTIME
Sopra, una donna sottoposta a tortura. Spesso nella storia le donne sono state vittime di persecuzioni

Nel dipinto del pittore genovese Alessandro Magnasco (1667-1749) una scena di torture messe in opera dalla Santa Inquisizione

VOLTAIRE

I Francesi, i quali passano chi sa perch, per popolo umanissimo, stupiscono che glInglesi, abbiano rinunciato al piacere dinfliggere la tortura
Dizionario filosofico 1769

dentro perlopi che la vergogna affiora. E il riflesso condizionato sempre di negare la vergogna e di sfogare la collera, per lappunto, sullaltro. Vigliaccamente, sullaltro inerme. E non vale difendersi dicendo: eseguivo degli ordini. Labbiamo sentita gi troppe volte quella frase in bocca a chi nella tortura ci ha preceduti: nazisti, fascisti, comunisti... I quali cos dicendo dicevano soltanto che tro-

vavano nella cultura unampia condivisione di valori. E cos oggi? Quegli uomini, quelle donne americane che torturano condividono della loro civilt i valori che li portano a umiliare laltro? Come prima di loro altri di loro fecero i coi neri, coi vietnamiti? Se cos, questo lorrore. Significa che c un valore condiviso della tortura. Ecco perch si sentono autorizzati a farlo. Si capirebbe cos lallegra indifferenza di quelle foto abominevoli, la banalit con cui compiono il male. Sono i figli di unAmerica che in nome della difesa di s si sente autorizzata al peggio. Quei gesti stridono con lidealit proclamata in alto loco di voler diffondere la democrazia. Apparentemente stridono, perch invece proprio nella volont di potenza americana che sta il male. Impari lAmerica a rassegnarsi alla propria impotenza di fronte alla sofferenza altrui. Si rassegni a riconoscere la propria separatezza.

EDGAR ALLAN POE

Era la speranza, che trionfa persino sulla ruota di tortura, che sussurra allorecchio dei condannati a morte financo negli antri oscuri dellInquisizione
Il pozzo e il pendolo 1843

Come spiegare la differenza nelle reazioni degli Stati Uniti e della Francia? Perch comunque, tra i primi segnali dallarme lanciati dalla Croce Rossa internazionale nel gennaio scorso e le requisitorie della televisione e della stampa americana, sono passati solamente quattro mesi, mentre in Francia occorsero pi di tre anni perch fosse reso noto un rapporto della Commissione per la protezione dei Diritti e delle Libert individuali, e addirittura cinque anni perch Malraux, a nome del generale de Gaulle, proponesse a Roger Martin du Gard, Franois Mauriac e Albert Camus, tutti e tre premi Nobel, di incarnare la coscienza nazionale nellambito di una nuova commissione dinchiesta sulle torture. Offerta che tutti declinarono. Detto ci, n de Gaulle, n Michel Debr, suo primo ministro, apparvero mai in televisione per rendere conto alla nazione di quello che i loro predecessori avevano insabbiato. Cosa dedurne allora, che la democrazia americana esemplare, che la sua stampa irreprensibile? Una spiegazione prevale su tutte le altre: le fotografie. Quelle fotografie sono insopportabili e non falsificabili al tempo stesso. Ma vi sono stati anche dei giovani americani che hanno rotto il silenzio per accusare il loro stesso esercito, che si sono esposti di persona allaccusa di tradimento, si sono visti rimproverare di aver compromesso la crociata contro il terrorismo. Sono loro oggi gli eroi, coloro che ci fanno scrivere tutto ci che stiamo scrivendo. Sono loro ad aver salvato lonore del loro paese. Gli Stati Uniti si erano immedesimati non siamo stati noi gli ultimi ad averlo fatto con la vergogna di Bush e dei suoi. Ma ecco che dobbiamo inchinarci davanti a unaltra America. Detto ci, il fatto che siamo stati tutti torturatori e per nulla democratici non potrebbe indurci alla minima indulgenza, n a relativizzare lorrore. Coloro che hanno gi corso dei rischi per denunciare la tortura non avrebbero timore a incontrarsi faccia a faccia con coloro che vi si sono crogiolati. Daltra parte, sbagliato sentenziare che ogni guerra finisce col cedere agli stessi metodi autorizzati dal comando americano in Iraq. Il generale Jacques Pris de Bollardire ha raccontato come nellinferno della guerra indocinese avesse condannato la tortura insieme ad altri ufficiali, senza con ci mai nuocere allefficacia delle battaglie. Quel compagno della Liberazione allepoca era il generale pi decorato dellesercito francese. In Iraq oggi i danni sono a dir poco disastrosi, non soltanto per gli Stati Uniti, ma per tutto lOccidente. Questa guerra intrapresa da Bush contro il tiranno Saddam Hussein e il suo atroce regime improvvisamente percepita come una guerra coloniale, nella quale i colonizzatori occidentali portano allestremo lumiliazione dei colonizzati arabi. Di fatto, raro che si sia mai arrivati a tanto in tema di umiliazione. Non per ci che riguarda la sola efferatezza dopo tutto la storia ha visto di peggio bens nellumiliazione programmata. Dalle riprovevoli condizioni dellarresto di Saddam Hussein fino al trattamento dei sospetti, denudati di fronte alle donne, abbiamo ormai visto di tutto. E oggi tutto risulta molto pi critico di ieri. Traduzione di Anna Bissanti

I FILM
GARAGE OLIMPO Nei garagelager argentini ( il 1978) la diciottenne Maria viene imprigionata e torturata dal ragazzo che aveva affittato una camera a casa sua e laveva corteggiata Di Marco Bechis (1999) LA CONFESSIONE Arrestato nella Praga del 1951, Anton Ludvik (Yves Montand) subisce interrogatori estenuanti, alla fine dei quali confessa ogni possibile colpa Di CostaGavras (1970) ROMA CITT APERTA Nella Roma occupata dai nazisti si intrecciano storie umane e politiche: tra le altre quella dellingegnere comunista Manfredi, denunciato dalla sua ex amante, che morir per le torture Di Roberto Rossellini (1945) IL CACCIATORE Tre amici operai nelle acciaierie della Pennsylvania partono per il Vietnam e vengono catturati dai vietcong che li torturano con il rituale della roulette russa. Di Michael Cimino (1978)