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SABATO 1 MAGGIO 2004

LA REPUBBLICA 37

SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE
SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE
SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE
SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE

DIARIO

DI
DI
SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE
SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE
SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE
SABATO 1 MAGGIO 2004 LA REPUBBLICA 37 D IA R IO DI PERCHÉ ATTACCANO LE SUE

PERCHÉ ATTACCANO LE SUE TEORIE

Le tesi evoluzioniste delgrandescienziato sono da anni bersaglio di pesanti accuse deicreazionisti
Le tesi evoluzioniste
delgrandescienziato
sono da anni bersaglio
di pesanti accuse
deicreazionisti
Anchenelnostropaese
il dibattito ha toccato
toni da crociata e
minacciato il futuro
dell’insegnamento
I n una lettera del 1872 indirizza-
taalpaleontologoscozzeseHu-
gh Falconer, Charles Darwin
DDAARRWWIINN
scrivevache«lasuateoriadell’evo-
luzione sarebbe stata rifiutata in
mula la teoria di Darwin potrem-
mo dire: «L’ambiente propone e la
selezione dispone». Ciò significa
che l’ambiente (che comprende
tanto l’ambiente fisico quanto gli
bloccodaicreazionistichel’avreb-
bero considerata pura spazzatura,
robaccia (rubbish)». Centocin-
quant’anni dopo, la profezia, al-
meno qui da noi, si è avverata, e la
teoria darwiniana dell’evoluzio-
ne, che oggi neppure il magistero
ecclesiastico contesta, ha rischia-
to
di essere eliminata dai testi sco-
Chi hapauradi quest’uomo?
lastici che, alla spiegazione scien-
tifica dell’evoluzione, avrebbero
dovuto preferire la narrazione mi-
tico-simbolica della creazione.
Di
questo si è discusso ampia-
mente in questi giorni sui nostri
UMBERTO GALIMBERTI
giornali, per cui non vale qui la pe-
altri viventi) agisce sull’organismo
che, per conseguire il successo ri-
produttivo, si adatta a cambia-
menti evolutivi o, in caso di insuc-
cesso, si estingue. Per Darwin c’è
dunque un’unica causa dell’evo-
luzione, il cui meccanismo, per
dirla in modo un po’ truculento, è
quello del carnefice o del boia che
rimuove gli individui inadatti una
volta emersi quelli adatti, seguen-
do processi che pazientemente si
possono identificare.
Questateoria,cheDarwinaveva
limitato all’ambito biologico, è
stata impropriamente estesa al-
nadiritornare,senonperrimarca-
l’ambitosocialee,sottoladenomi-
re
l’enorme fatica che fa la scienza
prendere piede nella nostra cul-
tura, per una sorta di malinteso
a
“umanismo” che, sotto la falsa ap-
parenza di nobilitare l’uomo, na-
sconde almeno due truci intenzio-
ni
che qui vorremmo evidenziare.
La
teoria creazionista, conce-
pendo l’uomo a immagine di Dio,
gli conferisce il privilegio del do-
nazione di “darwinismo”, si è fatta
passare per “legge naturale”, per
cui anche nella società il pesce
grosso può mangiare il pesce pic-
colo.
Equiparare l’evoluzione sociale
all’evoluzione naturale significa
riconoscere libertà illimitata a chi
è più forte, accettazione indiscus-
sa della disuguaglianza, nessun
minio incontrastato sull’intera
natura. Leggiamo infatti nel primo
libro della Bibbia: «Poi Iddio disse:
facciamo l’uomo a nostra immagi-
ne, secondo la nostra somiglianza;
domini sopra i pesci del mare e su-
gli uccelli del cielo, sugli animali
domestici,sututtelefieredellater-
ra
e sopra tutti i rettili che striscia-
no sopra la sua superficie» (Genesi
1,26).
Per la mentalità greca antica
questa concezione sarebbe stata
intervento dello Stato per aiutare i
più svantaggiati, con tutto ciò che
ne consegue praticamente in or-
dine all’assistenza agli anziani, lo
sfruttamento delle donne e dei
minori, le cure mediche a chi non
dispone di risorse, l’istruzione a
chi non può permetterselo, fino
allamalattia,lafameelamorteper
chi non ha denaro. E’ evidente che
qui a garantire la «sopravvivenza
del più adatto» non sono più le ri-
sorse biologiche come prevede la
considerata la più alta espressione
teoriadiDarwin,malerisorseeco-
di
Hybris, di tracotanza, di inaudi-
to oltrepassamento del limite. E
questo perché, per il greco antico,
la
natura «che nessun uomo e nes-
sunDiofece»(Eraclito)rappresen-
tava quello sfondo immutabile le
cui leggi, regolate dal vincolo della
necessità (ananke), costituivano il
punto di riferimento da cui trarre
indicazioni per il governo della
città e per la buona conduzione di
sé.QuiPlatoneèstatochiarissimo:

«Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti, o uomo me- schino, ha sempre il suo intimo rapporto col cosmo e un orienta-

mentoaesso,anchesenonsembra

che tu ti accorga che ogni vita sor-

ge per il Tutto e per la felice condi-

zione dell’universa armonia. Non per te infatti questa vita si svolge,

ma tu piuttosto vieni generato per

la vita cosmica» (Leggi 903 c). All’opposto della mentalità gre-

ca, la tradizione giudaico-cristia- na concepisce la natura non come

lo sfondo immutabile su cui l’uo-

mo deve regolarsi, ma come il pro- dotto della “volontà” di Dio che

l’ha creata a disposizione della “volontà” dell’uomo, a cui è con- cesso l’incontrastato dominio. Questa concezione del “domi- nio”, che non è greca ma giudaico- cristiana, se un tempo era compa-

tibile con le dimensioni della terra

e la scarsa densità della popolazio-

ne umana, oggi, a rapporto inver- tito, non è più praticabile. E sulla base della tradizione giudaico-cri- stiana, che ha sempre concepito la morale come una regolatrice dei rapporti fra gli uomini, non dispo- niamo di una morale che si faccia carico degli enti di natura, come la salvaguardia dell’aria, dell’acqua, della vegetazione, del clima, del mondo animale, con particolare

vegetazione, del clima, del mondo animale, con particolare riferimento alle specie in via di

riferimento alle specie in via di

estinzionenonperselezionenatu-

rale, ma ad opera dell’uomo. E allora a me viene il dubbio che la teoria evoluzionista darwinia-

na, che, al pari del pensiero greco, colloca l’uomo nella grande cate-

nadell’esseresenzaaccordarglial-

cun privilegio rispetto alle altre specie viventi, sia messa a tacere a

favore della teoria creazionista non tanto per salvaguardare la di- gnità dell’uomo fin dalla sua origi- ne divina, quanto per garantirsi, in

BRUCE CHATWIN DARWIN. GLI abitanti selvaggi della Terra “ del Fuoco lo spaventavano. Ave- va
BRUCE CHATWIN
DARWIN.
GLI abitanti selvaggi della Terra
del Fuoco lo spaventavano. Ave-
va letto (ma non ne teneva conto) la descrizione fatta
dal capitano di Drake di «gente graziosa e innocua» con
canoe di belle proporzioni, «del cui aspetto e uso i princi-
pisembravanodeliziati».Eglicaddeinvecenell’erroreco-
mune ai naturalisti: di esser pieni di meraviglia di fronte al-
la complicata perfezione di altri esseri e di aver ripugnan-
za per lo squallore dell’uomo. Darwin pensava che i “fue-
gini” fossero «gli esseri più abietti e miserabili» che aves-
se mai visto. Somigliavano ai diavoli di «opere come Der
Freischütz»ederanoaffascinatidallasuapellebiancaco-
me oranghi di un giardino zoologico. Scherniva la loro ca-
noa, scherniva il loro linguaggio («a stento merita di es-
sere definito articolato») e confessava che a malapena
poteva convincersi che fossero «suoi simili, abitanti del-
lo stesso mondo»…
La sola vista deifueginiinfattil’aiutò a metter a pun-
to la teoria che l’uomo era il risultato dell’evoluzione
discimmieantropomorfeechel’evoluzioneeramag-
giore in alcuni uomini e minore in altri.

nome di Dio, il dominio incontra- stato sulla terra come vuole l’in- sensibilità del profitto, del denaro e del mercato oggi globalizzato. A fianco di questa prima malce- lata intenzione, che vuole legitti- marsi su base religiosa, ce n’è una

seconda, ancora più truce, che uti- lizza impropriamente la teoria evoluzionista di Darwin per giusti- ficare gli stessi risultati a cui è ap- prodata, probabilmente suo mal- grado, la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for-

la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che
la teoria creazionista. Volendo riassumere in una for- nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che

nomiche, ossia la ricchezza e la potenza che la ricchezza garanti- sce. Ilcapitalismononcontrollato,il mercato non regolato, la mancata distribuzione della ricchezza at- traverso la tassazione che garanti- sce lo stato sociale sono le espres- sioni più evidenti della teoria bio- logica darwiniana impropria- mente applicata alla società. Marx (che proprio a Darwin intendeva dedicare Il Capitale) propose di correggere il darwinismo sociale con il progetto comunista che, naufragato nella sua versione in- tegrale in Russia e in Cina, ha con- sentito in Europa la creazione di uno stato sociale che oggi vedia- mo sottoposto a una continua li- matura nei paesi capitalisti, e del tutto assente nel resto del mondo. A questo punto risulta a tutti evidente che gli esiti finali della teoria creazionista, che prevede il dominio incontrastato dell’uomo sulla terra, e l’impropria applica- zione alla società della teoria evo- luzionista di Darwin vanno per- fettamente d’accordo, perché l’a- stuzia della ragione, coniugata al- la malafede, fa sotterraneamente camminare in perfetta armonia gli esiti pratici di teorie che in su- perficie vengono presentate co- me opposte e inconciliabili. L’assenza di cultura, di pensie- ro e di riflessione critica del nostro tempo, mescolata all’egoismo in- dividuale completano il quadro desolante di un’umanità che al- l’uso della terra ha sostituito l’u- sura, e al rispetto dell’uomo il di- ritto della forza. La storia a questo punto ribolle, come sempre acca- de quando il suo artefice, l’uomo, regola la sua vita sul registro ani- male.

a questo punto ribolle, come sempre acca- de quando il suo artefice, l’uomo, regola la sua

38 LA REPUBBLICA

DIARIO

SABATO 1 MAGGIO 2004

LE TAPPE PRINCIPALI GLI STUDI 1825-1830 Figlio di un medico, nel 1825 Darwin si iscrive
LE TAPPE
PRINCIPALI
GLI STUDI 1825-1830
Figlio di un medico, nel 1825 Darwin si
iscrive alla facoltà di medicina. Nel 1828 si
trasferisce a Cambridge, qui si
appassiona alla scienza e alla geologia
IL VIAGGIO 1831-1836
A 22 anni prende parte al viaggio della
nave reale Beagle e dalle osservazioni alle
Galapagos deriva l’idea che le specie
vadano lentamente modificandosi
IL MATRIMONIO 1839
Nel 1839 sposa Emma Wedgwood. La
sua salute peggiora. Una malattia
misteriosa gli procura insonnie e nausee.
La famiglia lascia Londra per il Kent
UN GRANDE SCIENZIATO SPIEGA CHE COSA È STATA LA CONQUISTA DARWINIANA
DIFENDOL’EVOLUZIONE
CONTROL’OSCURANTISMO
RICHARD DAWKINS
‘‘
I LIBRI
L e scoperte di Darwin sono, al
pari di quelle di Einstein, uni-
versali ed eterne, mentre le
LE PROVE
conclusioni cui giunsero Marx e Ge-
sùsonolimitateecaduche.All’inizio
del ventunesimo secolo, la reputa-
zione di Darwin tra i più importanti
I fossili ci dicono che la vita si è
evoluta sulla Terra per più di 30
milioni di anni. Un arco di tempo
impensabile per la mente umana
susseguonosnodandosiall’infinito?
Supponiamo che avessimo voglia di
scrivere l’intera storia su un unico
lungo rotolo di carta: se stipassimo
tutta la storia dopo Cristo su un me-
CHARLES
DARWIN
tro di questo rotolo di carta, quanto
lunga dovrebbe essere la parte di es-
L’origine
biologi della storia (in opposizione
so
dedicata alla storia prima di Cri-
della specie,
ai
non-biologi influenzati da pre-
,,
sto, fino all’origine dell’evoluzione?
Bollati
La
risposta è che la parte di storia an-
Boringhieri
concetti religiosi) è tuttora eccelsa
come lo è da quando è morto. Persi-
no il Papa si è espresso, inequivoca-
bilmente, in suo favore.
Qual è, allora, l’enigma di
te
Cristo si estenderebbe da Milano
1985
L’espresione
a Mosca.
Si pensi alle implicazioni di tutto
ciò nei confronti della moltitudine
delle
Darwin? Quale la sua solu-
zione? Di tutti i
trilioni e trilioni
di
emozioni,
Bollati
Boringhieri
di
modi di cui le
trasformazioni evolutive che pos-
sono essersi com-
piute. Le razze
canine dome-
1982
stiche—ipechi-
GIUSEPPE
parti di uncorpo
dispongono per
potersi mettere
insieme, soltanto
MONTALENTI
un’infinitesima
Charles
minoranza dà la
Darwin,
Editori Riuniti
possibilità di vive-
re, di procacciarsi
1982 (1998)
il
cibo, di nutrirsi e
di
riprodursi. E’ ve-
STEPHEN
JAY GOULD
Questa idea
della vita. La
sfida di
Charles
ro, vi sono molti es-
seriviventidiversi—
almeno dieci milio-
ni,
se contiamo il nu-
Darwin,
mero delle singole
specie oggi viventi —
ma per quanto nume-
Editori Riuniti
rosi essi possano esse-
1984
re,
vi saranno pur sem-
I
fossili di
pre molti più infiniti
modi di non-essere!
Leonardo e il
Possiamo pertanto
pony di Sofia,
Il
Saggiatore
concludere con ragio-
nevole certezza che gli esseri viventi
sono miliardi di volte troppo com-
plessi — troppo statisticamente im-
probabili — per aver iniziato a vive-
luto a partire da qualcosa di molto
simile ad esso ma non del tutto, un
occhio per così dire appena un po’
meno sofisticato. Con lo stesso ra-
dal nulla si sviluppasse in piccole fa-
nesi, i barbonci-
ni, gli spaniel, i
san Bernardo e i
chihuahua — de-
rivano tutte dai
lupi, in un arco di
tempo misurabile
in centinaia, al
massimo migliaia
di anni: non più di
unpaiodi metri lun-
go la strada del roto-
lo di carta da Milano
a Mosca. Si pensi alla
moltitudine di tra-
sformazioni necessa-
rie a passare da un lu-
po a un pechinese. E
ora si moltiplichi que-
sta moltitudine di tra-
sformazioni per un mi-
lione: così facendo, di-
ventaagevoleritenerecheunocchio
LA “BEAGLE”
2004
si
successive un occhio?
I fossili ci dicono che la vita è an-
possa essere nato da un non-occhio
attraverso fasi impercettibili.
DANIEL C.
data evolvendosi sulla Terra per più
Si sostiene spesso che affinché
DENNETT
re
per mera casualità. Ed è del tutto
di
tremila milioni di anni. E’ del tut-
possa esservi un occhio è necessario
occhio sia inutile. Chi soffre di cata-
ratta e si è sottoposto alla rimozione
chirurgica del cristallino non può
vedere molto bene senza occhiali,
ma vedrà comunque molto meglio
L’idea
improbabile che siano stati “creati”
poiché l’esistenza del Creatore stes-
gionamento, questo occhio appena
unpo’ meno sofisticato si è evoluto a
partire da un occhio leggermente
to
inconcepibile per la mente uma-
di
chi non ha del tutto gli occhi. Sen-
pericolosa di
na abbracciare una simile immen-
che esistano tutte le parti di un oc-
chio, oppure l’occhio non sarà fun-
zionante. Metà occhio, così si ritie-
Charles
Darwin ebbe
l’opportunità
di imbarcarsi
sulla nave
inglese
“Beagle” che
faceva il giro
za
un cristallino non si mette a fuoco
Darwin,
so
sarebbe ancora più inverosimile.
meno sofisticato ancora, e così via.
sità di tempo. Per nostra natura — e
Bollati
In
che modo, dunque, hanno inizia-
Se si tiene conto di un numero suffi-
pernostrafortuna—noiconsideria-
ne, non è molto meglio che non ave-
un’immagine precisa, ma si può tut-
tavia evitare di inciampare in un
Boringhieri
to
a esistere gli esseri viventi? La ri-
cientemente grande di differenze
sufficientemente piccole tra una fa-
re
l’occhio tout court. Non si vola
ostacoloesipuòidentificarelasago-
1997
spostaesatta—larispostadi Darwin
è che sia entrato in gioco il caso,
con mezza ala. Non si può udire con
mezzo orecchio. Pertanto non può
LOREN
ma non un caso unico, un distinto
EISELEY
episodio casuale. Ciò che si è verifi-
Il
secolo di
catoèpiuttostotuttaunaseriedipic-
Darwin.
coli episodi casuali, ciascuno di essi
L’evoluzione
talmente piccolo da essere un plau-
e
gli uomini
sibile prodotto di quello che lo aveva
che la
preceduto,episodioccorsil’unodo-
se evolutiva e la precedente, si do-
vrebbe essere in grado di delineare
l’evoluzione di un occhio intero,
complesso e funzionante, a partire
dalla nuda pelle. Quante fasi inter-
medie è lecito postulare? Ciò dipen-
de dal tempo con il quale abbiamo a
che fare. E’ dunque esistito un tem-
po sufficientemente lungo affinché
mo la nostra aspettativa di vita come
un periodo di tempo sufficiente-
mente lungo, ma non possiamo ra-
gionevolmente sperare di vivere
neppure un secolo. Sono trascorsi
2000 anni da quando visse Gesù, un
periodo di tempo sufficientemente
lungo per rendere indistinta la diffe-
renza che intercorre tra storia e mi-
to. Riusciamo a immaginare un mi-
lione di simili archi di tempo, che si
esservi stata una serie di evoluzioni
intermedie successive che hanno
portato all’occhio, all’ala o all’orec-
chio moderno. Questo tipo di ragio-
namento è così superficiale che ci si
può soltanto chiedere quali siano le
ragioniinconscepervolercicredere.
del mondo.
Dalle
osservazioni
compiute
durante il
viaggio
nacque la sua
teoria
dell’evoluzione
ma di un predatore in agguato.
Il ragionamento analogo — che
non si possa volare con una mezza
ala — è smentito anch’esso, da un
vasto numero di animali che riesce
con successo a effettuare dei voli o
dei movimenti più o meno planati, e
tra essi mammiferi di taglie diverse,
lucertole, rane, serpenti e calamari.
scoprirono,
pol’altro, insequenza. Questi minu-
scoli avvenimenti casuali furono
E’
ovviamente falso che un mezzo
Molti diversi tipi di animali che vivo-
Feltrinelli
nosuglialberihannotrailoroartidei
1981
prodotti da mutazioni genetiche —
lembi di pelle che costituiscono
errorioccasionali—occorsenelma-
quasi delle porzioni di ala. Se si cade
JONATHAN
SIGMUND FREUD
KONRAD LORENZ
HOWARD
Darwin, il
teriale genico. Molti dei cambia-
menti conseguenti furono deleteri e
condussero alla morte. Una mino-
da
un albero, qualsiasi lembo di pel-
Le ricerche di Darwin
le, qualsiasi ulteriore superficie del
corpo che aumenti l’area di impatto
Mulino 2003
ranza di essi invece risultò rappre-
sentare un piccolo progresso, che
portò a migliorare la sopravvivenza
puòsalvarelavita.Perquantopicco-
hannopostofine,pocopiù
lo
o grande sia questo lembo di pel-
NILES
le,
deve pur sempre esserci una so-
di
mezzo secolo fa, a tale
ELDREDGE
e
la riproduzione. Tuttavia questo
Ripensare
processo di selezione naturale, que-
presunzione.L’uomonulla
glia critica in corrispondenza della
quale, sesi cadedaunalberodi quel-
Darwin. Il
sti
cambiamenti che risultarono es-
la
altezza, la vita sarebbe stata salva
dibattito alla
di
più è, e nulla di meglio,
sere vantaggiosi alla fine si diffusero
Da Charles Darwin
sappiamoquantocarogli
venne a costare il trionfo
dellaverità…Nelsuo
diarioscrisse:“Misono
sentito un assassino”
proprio ed esclusivamente in virtù
Tavola Alta
in
tutte le specie diventando la nor-
di
una superficie di pelle lievemente
dell’animale
dell’evoluzio
ma. Il quadro complessivo era quin-
ne, Einaudi
di
pronto per la piccola trasforma-
maggiore. Quindi, quando i discen-
denti di questo esemplare avranno
1999
zionesuccessivadelprocessoevolu-
Una difficoltà della
psicoanalisi, 1916
L’altra faccia dello specchio
tivo. Dopo un migliaio circa — sup-
1973
GIOVANNI
BONIOLO
poniamo — di questi piccoli cam-
biamentiinserie,incuiciascunatra-
evoluto un lembo di pelle appena
più grande, le loro vite saranno salve
grazie a una superficie appena mag-
giore di quella necessaria a salvarli
Il
limite e il
sformazione costituiva la premessa
se
fossero caduti da un albero appe-
ribelle. Etica,
di
quella successiva, il risultato fina-
na
più alto. E così via, per fasi imper-
GREGORY BATESON
ERNST CASSIRER
naturalismo,
le
divenne, grazie a un processo di
cettibilmente graduali, per centi-
darwinismo,
accumulo, ben più complesso per
Raffaello
Fu giusto, e inevitabile,
Cortina 2003
potersi dire il prodotto di un unico
episodio casuale.
Sebbene teoricamente sia possi-
cheDarwincreasseipotesi
naia e centinaia di anni, si è arrivati
all’ala nella sua completezza.
Occhi e ali non possono essersi
evoluti in un’unica fase. Sarebbe
bilecheunocchiosisviluppidalnul-
statocomeaverelafortunaditrova-
partendodallatemperie
la,
con una singola evoluzione mol-
to
fortunata, in pratica ciò è incon-
culturaledellasuaepoca,
cepibile. Occorrerebbe una fortuna
ma fu disastroso non
smisurata,cheimplichisimultanea-
mente delle trasformazioni in un
grannumerodi geni. Possiamodun-
La teoria darwiniana
prometteva di rispondere
nonsoloalladomanda
sull’origine dell’uomo, ma
a tutte le domande sulla
nascitadellaciviltàumana
re il numero della combinazione
che apre il forziere di una grande
banca. Ma se si girassero a caso i
quadranti del forziere, e ogni volta
che ci si avvicina alla combinazione
capirecosastavafacendo
esatta la porta del forziere si aprisse
queescludereunasimilecoinciden-
di
una sola fessura alla volta, ben
za
pressoché miracolosa. E’ invece
presto si riuscirebbe ad aprire il for-
Una sacra unità
perfettamente plausibile che l’oc-
chio così come esso è oggi si sia evo-
1991
Sulla logica delle scienze
della cultura, 1942
ziere. In sostanza, questo è il segre-
to
di come l’evoluzione per mezzo

SABATO 1 MAGGIO 2004

DIARIO

LA REPUBBLICA 39

SABATO 1 MAGGIO 2004 DIARIO LA REPUBBLICA 39 della selezione naturale abbia rag- giunto ciò che

della selezione naturale abbia rag- giunto ciò che ci pareva del tutto impossibile realizzare. Ciò che non può plausibilmente derivare da predecessori molto diversi, può plausibilmente derivare da un pre- decessore solo leggermente diver-

so:ammessochevisiaunaseriesuf-

ficientemente lunga di predecesso- ri solo leggermente diversi, da una cosa se ne può ottenere una qual- siasi altra. L’evoluzione, dunque, è teorica- mente capace di svolgere il compi- to che, una volta, pareva essere pre- rogativa di Dio. Ma c’è qualcosa che comprovi che l’evoluzione ha effet- tivamente avuto luogo? La risposta è sì. Le prove sono assolutamente sovrabbondanti. Milioni di fossili

prove sono assolutamente sovrabbondanti. Milioni di fossili WALLACE 1858 Il naturalista Alfred Russell Wallace gli
prove sono assolutamente sovrabbondanti. Milioni di fossili WALLACE 1858 Il naturalista Alfred Russell Wallace gli
WALLACE 1858 Il naturalista Alfred Russell Wallace gli invia dalla Malesia un saggio in cui
WALLACE 1858
Il naturalista Alfred Russell Wallace gli
invia dalla Malesia un saggio in cui è
esposta a grandi linee la sua teoria della
selezione naturale
LA SELEZIONE 1859
Esce “On the Origin of Species”, dopo
vent’anni di lavoro ininterrotto. Nel libro
sono esposti gli studi sull’ evoluzione e la
teoria della lotta per l’esistenza
evoluzione e la teoria della lotta per l’esistenza LA ROYAL SOCIETY 1864 Darwin non è mai

LA ROYAL SOCIETY 1864 Darwin non è mai stato riconosciuto ufficialmente dalla Royal Society. Nel 1864 riceve la medaglia Copley, ma non è menzionata la teoria dell’evoluzione

Copley, ma non è menzionata la teoria dell’evoluzione CHARLES DARWIN HANS MAGNUS ENZENSBERGER L'uomo che non
Copley, ma non è menzionata la teoria dell’evoluzione CHARLES DARWIN HANS MAGNUS ENZENSBERGER L'uomo che non
Copley, ma non è menzionata la teoria dell’evoluzione CHARLES DARWIN HANS MAGNUS ENZENSBERGER L'uomo che non

CHARLES DARWIN

HANS MAGNUS ENZENSBERGER

L'uomo che non volle mai. La terra sotto ai piedi gli dava il mal di mare. "Precursore", "sovvertitore", "geniale", "un titano":

lui non volle, si oppose, sin dall'inizio, con tutti i mezzi, nausea, emicrania, ipocondria.

La scuola, nient'altro che un vacuo. Fa lo scemo. Mediocre e pigro per beffa. Lo studio ripugnante, un'insostenibile noia, tempo perso. Nulla capisce di matematica, dimentica i classici, rimane ignorante come un maiale circa la politica, la storia e la filosofia.

Pretenderebbero che diventasse medico:

non può vedere il sangue. Vorrebbero farne un curato:

non sa il latino. Buono a nulla. Si astiene da tutto, indugia, evita sempre di trarre conseguenze, incapace di farsi avanti coi gomiti.

Il matrimonio: terribile spreco di tempo.

Bambini: tutto sommato meglio di un cane.

Da qualsiasi divertimento gira alla larga:

il divertimento è la peggior cosa.

Otto anni Sui cirripedi

(due volumi sulle specie viventi e due

su quelle fossili).

Il guscio si trasforma in un robusto edificio

che protegge il corpo a guisa di corazza. Della mia vita successiva non vi è dunque, eccezion fatta per le mie pubblicazioni, nulla da riferire.

Ordine del giorno: massimo quattro ore di

lavoro,

quindi la visita alle serre. Lunga siesta, avvolto in uno scialle, sul sofà. Cambio d'abito. Dopo cena qualcuno al piano suona un notturno.

Si va a letto presto. Insonnia:

Le sue notti erano pessime,

spesso giaceva sveglio o sedeva eretto.

(Cfr. a quindici miglia [in linea d'aria]

un altro invalido che controvoglia

e senza sosta lavora per sovvertire:

epatalgia, nausea, foruncolosi; debole come una mosca, insonne, tormentato dall'eccessivo cacasangue:

Io sono una macchina, condannata

a ingoiare libri, per poi

riversarli, sotto forma diversa nel letamaio della storia).

Infiniti dettagli, accumulati come calcare

corallifero/

in cassetti, cartelle, scartoffie.

Povero diavolo, commenta il suo giardiniere, sta lí in piedi a fissare per minuti interi

un

girasole.

Se

solo avesse qualcosa da fare,

gli

farebbe un gran bene.

Dolorosa atrofia. Sensazione

di essere totalmente essicato.

Non resta altro che la scienza. Tanto peggio.

A volte la odio.

Non vuole, non volle mai, eppure vota la vita intera alla "natura" con il suo grossolano spreco, il suo infimo

acciarpamento

e la sua orrida ferocia: metodico

come un contabile o un lombrico.

La formazione dell'humus

tramite l'attività dei vermi, con osservazioni circa le loro abitudini:

frutto di un'attività di cinquant'anni. Nella storia del mondo piú significativi

di quanto non si pensi, essi macinano la terra

nel loro ventriglio per trasformarla in humus

a tonnellate, in silenzio e senza sosta.

in humus a tonnellate, in silenzio e senza sosta. I FILM IL GIRO DELMONDO DI DARWIN

I FILM

IL GIRO DELMONDO DI DARWIN "Beagle" il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni

IL GIRO

DELMONDO

DI DARWIN

IL GIRO DELMONDO DI DARWIN "Beagle" il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni

"Beagle" il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni

il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni Viaggio d'andata PERÙ BRASILE Viaggio di
il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni Viaggio d'andata PERÙ BRASILE Viaggio di
il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni Viaggio d'andata PERÙ BRASILE Viaggio di
il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni Viaggio d'andata PERÙ BRASILE Viaggio di
il nome della nave concui Darwincompì le sue esplorazioni Viaggio d'andata PERÙ BRASILE Viaggio di

Viaggio

d'andata

Viaggio d'andata PERÙ BRASILE Viaggio di ritorno   AUSTRALIA NUONA CILE URUGUAY ZELANDA

PERÙ

BRASILE

Viaggio

di ritorno

 

AUSTRALIA

NUONA

CILE

URUGUAY

ZELANDA

ARGENTINA

Viaggio di ritorno   AUSTRALIA NUONA CILE URUGUAY ZELANDA ARGENTINA p.samarelli@repubblica.it

p.samarelli@repubblica.it

ZELANDA ARGENTINA p.samarelli@repubblica.it LE IMMAGINI L’illustrazione della Copertina di questo

LE IMMAGINI

L’illustrazione della Copertina di questo Diario è di Tullio Pericoli.

Il giro del mondo di Darwin sulla “Bea- gle”, le osservazioni sui rettili e sulgli uc- cellicondottealleisoleGalapagoselasua teoria sull’evoluzione conobbero una poplarità che andò oltre la comunità scientifica. La stampa in basso mostra Darwin mentre misura la velocità di una tartaruga gigante. A sinistra, nell’altra pagina, una vignetta ironizza sulla “di- scendenza” dell’uomo dalla scimmia,

l’aspettodellesueteoriechepiùsconvol-

se il

senso comune dei contemporanei

se il senso comune dei contemporanei GLIAUTORI Il testo di Bruce Chatwin che costituisce il
se il senso comune dei contemporanei GLIAUTORI Il testo di Bruce Chatwin che costituisce il

GLIAUTORI

se il senso comune dei contemporanei GLIAUTORI Il testo di Bruce Chatwin che costituisce il Sillabario

Il testo di Bruce Chatwin che costituisce il Sillabario è tratto da In Patagonia, edi- tore Adelphi. Richard Dawkins è “Simonyi Profes- sor of the Public Understanding of Science” a Oxford. E’ uno dei più noti studiosi su scala mondiale dell’evolu- zione e ha pubblicato libri dedicati a questo tema come Il gene egoista, L’oro- logiaio cieco e Alla conquista del Monte Improbabile (tutti da Mondadori). IversidiHansMagnusEnzensberger, scrittore e saggista, sono tratti da L’elisir

della scienza in uscita da Einaudi.

tratti da L’elisir della scienza in uscita da Einaudi. dovrebbe aspettare di rilevare qua- lora si
tratti da L’elisir della scienza in uscita da Einaudi. dovrebbe aspettare di rilevare qua- lora si

dovrebbe aspettare di rilevare qua- lora si fossero evoluti da antenati

comuni per fasi lentissime e gra-

duali. Le modalità di somiglianza tra gli animali e le piante sono esat- tamente quelle che ci si dovrebbe aspettare di riscontrare se alcune specie fossero parenti stretti e altre parenti più lontani tra loro. Tutto ciò era molto convincente già al-

l’epoca di Darwin. Oggi, grazie

a quanto ci comprova la ge-

netica molecolare, si do- vrebbe essere dei dementi per dubitarne. Le prove a fa- vore dell’evoluzione sono co-

la

rebbe presumere che Dio abbia de- liberatamente lasciato un’enorme quantità di indi-

zi per far sì che sembrasse che avesse avuto

luogol’evoluzio-

ne. In altre paro-

le, i fossili, la di- stribuzione geo- grafica degli ani- mali, la disposi- zione dei codici del Dna e così via sarebbero sol- tanto una gigan- tesca truffa. E c’è qualcuno che abbia voglia di venerare un Dio capace di simili inganni? E’ sicu- ramente più ri- spettoso, e

scientificamen-

te plausibile al tempo stesso,

considerare le prove per quello che sono. Tutte le creature viventi sono imparentate tra loro, tutte discendono da un unicoremotoprogenitorechevisse oltre 3.000 milioni di anni fa. L’evo- luzione è un dato di fatto, ed è uno dei più importanti dati di fatto che conosciamo. Privare i bambini del- l’opportunità di apprenderla sa- rebbe un barbarismo educativo da epoche buie.

Traduzione di Anna Bissanti

schiaccianti che per salvare

teoria della creazione occorre-

schiaccianti che per salvare teoria della creazione occorre- Poi il famoso giro del mondo: quasi contro-

Poi il famoso giro del mondo: quasi contro- voglia, quasi per svista. A bordo giace ore intere sul tavolo di navigazione. Vertigine, fiacchezza. Raccoglie problemi, dati, preparati. Le sue convinzioni le tiene per sé.

Un pomeriggio legge Malthus (come passatempo): palpitazioni, brividi violenti, e nel cervello

una tempesta elettrica. Da allora

fu perso. Il resto è evoluzione:

L'Origine delle specie nasce

e si sviluppa, "naturalmente", senza sosta,

una nuova specie d'idee, in un processo chesgretolacolui chesgretola, gradualmente, pian piano, e inesorabilmente.

Indietreggia, si sposa,

s'installa in un remoto villaggio, evita viaggi, socialità,

si schermisce: pensionato a trentatre anni.

La mia testa si è tramutata in una specie di macchina, destinata a macinare valanghe di fatti per trasformarle in leggi generali.

Sette anni Sui banchi coralliferi, struttura e localizzazione. Ventun anni Sulle abitudini e i movimenti delle piante rampicanti.

sono reperibili esattamente nei

luoghi ed esattamente alla profon-

ditàallaqualedovremmoattender-

ci di trovarli se l’evoluzione avesse

avuto luogo. Cosa ancora più signi- ficativa,nonunsingolofossileèmai stato trovato laddove la teoria evo-

luzionistica non si sarebbe mai aspettata di trovarlo, sebbene ab-

bia anche potuto verificarsi un caso

diquestotipo:unmammiferofossi-

le nella roccia così antico da prece-

dere addirittura i pesci, per esem- pio, sarebbe stato sufficiente a con- futare l’intera teoria evoluzionisti- ca. Le modalità di diffusione degli animali viventi e delle piante sui continenti e nelle isole del mondo sono esattamente quelle che ci si

e nelle isole del mondo sono esattamente quelle che ci si LA VITA In che modo

LA VITA

In che modo gli esseri viventi hanno iniziato a esistere? La risposta di Darwin è che sia entrato in gioco il caso, ma non un singolo e unico caso

,,iniziato a esistere? La risposta di Darwin è che sia entrato in gioco il caso, ma

‘‘hanno iniziato a esistere? La risposta di Darwin è che sia entrato in gioco il caso,

iniziato a esistere? La risposta di Darwin è che sia entrato in gioco il caso, ma