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Fede e Sapere (Hegel)

Scritti giovanili

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INTRODUZIONE La cultura ha talmente innalzato il nostro tempo al di sopra delP'antico contrasto di ragione e fede, di filosofia e di religione posi- tiva, che questa opposizione di fede e sapere ha acquistato un senso del tutto diverso e si trova ora trasferita allinterno della filosofia stessa. La ragione @ un’ancella della fede, cos{ ci si esprimeva in tempi pit remoti, ed & contro questa concezione che Ia filosofia ha definitivamente affermato la propria assoluta autonomia: queste rap- presentazioni o espressioni sono scomparse, ¢ la ragione, se & ragione, per altro, quel che si attribuisce questo nome, ha potuto talmente farsi valere nella religione positiva, che persino un conflitto della filosofia contro il positivo, miracoli e simili, ® da ritenersi qualcosa di antiquato e di oscuro, ¢ che Kant, con il suo tentativo di tivitaliz- zare la forma positiva della religione attribuendole un significato deri vante dalla sua filosofi non ha avuto successo, non perché il senso peculiare di quelle forme risultasse con cid modificato, bens{ perché esse stesse non sembravano piti degne neppure di quest’onore. Si pone perd il problema se la ragione vittoriosa non abbia sperimen- tato il medesimo destino a cui son solite sottostare le forze vincenti delle nazioni barbare in rapporto alla debolezza soccombente delle nazioni piti colte, ciot di conservare la supremazia per cid che cere il dominio esteriore, ma di essere sottomesse al vinto per che concerne lo spirito. La gloriosa vittoria che la ragione illumi stica? ha conseguito su cid che, come fede, essa considerava, per la sua scarsa capaciti di comprendere i problemi religiosi, un opposto a sé — osservata attentamente, non appare di natura diversa: né il positivo, contro il quale Ia ragione intraprese la battaglia, rimase reli gione, né la ragione, che aveva vinto, rimase ragione, ed il nuovo nto, che trionfante si libra su questi cadaveri, che entrambi unifica ‘come il comune figlio della pace, ha in sé ben poco sia della ragione 123 315 316 PRIMI SCRITTI CRITICI che delPautentica fede. La ragione, che era in sé e per sé gid decaduta, pet aver inteso la religione solo come qualcosa di positivo, non ideali- sticamente, non ha potuto far niente di meglio che rivolgere ormai lo sguardo six di sé dopo la battaglia, giungere alla conoscenza di sé € ticonoscere cosi il proprio esser-nulla, per cid che essa pone il meglio di sé, essendo solo intelletto, come un al di 1a in una fede al di fuori e al di sopra di sé, come @ accaduto nelle filosofie di Kant, di Jacobi e di Fichte, e per cid che essa si trasforma nuovamente in ancella di una fede. Secondo Kant il soprasensibile non pud essere conosciuto dalla ragione, idea suprema non ha insieme anche realta; secondo Jacobi «

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