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11. Spunti importanti della prefazione alla Fenomenologia dello spirito: concetto,
speculazione, negazione, mediazione, verit, realt, attualit nel senso
dellentelecheia
. Concetto:
. La vera forma della verit viene dunque posta in questa scientificit: ci che
equivale ad affermare che solo nel concetto la verit trova lelemento della sua
esistenza. P. 5
. Tale commiciamento lintiero che dalla successione nonch dalla sua estensione
tornato in se stesso: il concetto semplice di quellintero, ma divenuto. Peraltro
leffettualit di quellintiero semplice consiste nel processo per cui quelle precedenti
figurazioni ora fattesi momenti, si risviluppano e si danno una nuova figurazione, e
ci nel nuovo elemento, nel senso che si venuto sviluppando. 10
. In espressioni simili il vero bensi posto allincirca come Soggetto, ma non
ancora rappresentado come il movimento (criticando la metafica classica, quella va
nella direzione della adjetivazzione di Dio);
. In una tale espressione si commicia con la parola: Dio; ma questo per se un suono
privo di senso, um mero nome: soltanto il predicato dice ci che Dio , e ne il
riempimento e il significato; il vuoto cominciamento diviene un effettuale sapere solo
in una tal fine. 17
. Io in opposizione di contro al contenuto distinto, sia il fisso dei differenti i quali,
posti nellelemento del puro pensare, partecipano di quella incondizionatezza dellIo.
27
. Mediante siffatto movimento i puri pensieri dinvengon concetti e soltanto allora
sono ci che essi veramente sono: automovimenti, circoli, sono ci che la loro
sostanza, , essenze spirituali. 27
. Speculazione:
. Il pensiero dogmatico nel campo del sapere e nello studio della filosofia non altro
che lopinione, secondo la quale il vero consiste in una proposizione che un
resultato fisso, o in una proposizione che viene saputa immediatamente. 32
. Negazione:
. lattivit del separare la forza e il lavoro dellintelletto, della potenza pi mirabile
e pi grande, o meglio della potenza assoluta. 25
. tutto ci limmane potenza del negativo; esso lenergia del pensare, del puro Io.
26
. Lo spirito questa forza sol perch sa guardare in faccia il negativo e soffermarsi
presso di lui. Questo soffermarsi la magica forza che volge il negativo nellessere.
26
. Ora, quindi, il compito non consiste tanto nel purificare lindividuo dal modo
dellimmediata sensibilit per renderlo una sostanza pensata e pensante, quanto
piuttosto nellopposto: nellattuare, cio, luniversale e nellinfondergli spirito,
togliendo i pensieri determinati e solidificati. 27
. Lineguaglianza che nella coscienza ha luogo tra lIo e la sostanza che ne
loggetto, la loro differenza, il negativo in generale. 29
. Mediazione:
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. Del resto non difficile a vedersi come la nostra et sia unet di gestazione e di
trapasso a una nuova ra: lo spirito ha rotto i ponti col mondo del suo esserci
(metafisica classica) e rappresentare (metafisica Kantiana), durato fino ad oggi; esso
sta per calare tutto ci nel passato e versa in un travagliato periodo di trasformazione.
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. La sostanza viva bens lessere il quale in verit Soggetto, o, ci che poi lo
stesso, lessere che in verit effettuale, ma soltanto in quanto la sostanza il
movimento del porre se stesso, o in quanto essa la mediazione del divenir-altro-da-
s con se stesso. 14.
. Ma, calato nella materia e procedendo nel movimento che le proprio, il conoscere
filosofico ritorna in se stesso: non prima peraltro che il riempimento o contenuto,
ripresosi in se stesso e semplificato a determinatezza, si sia abbassato esso stesso a un
lato del essere determinato, e sia passato nella sua superiore verit. 44
. Poich la sostanza, come sopra si ebbe a dire, in lei stessa Soggetto, proprio perci
ogni contenuto anche la riflessione di s in se stesso. 45
. Ma leguaglianza con se stesso la pura astrazione; e questa il pensare qui si
comprende che lessere pensare; qui a suo luogo quel modo di vedere che si studia
di evitare il consueto discorrere aconcettuale circa lidentit del pensare e dellessere.
45
. Il pensare quindi, allorch, trovandosi nel predicato, vien rinviato al soggetto, perde
la sua solidificata base oggettiva che nel soggetto aveva, e nel predicato non torna in
dietro in se stesso, bens nel soggetto del contenuto. 53
. Onde pu tornare utile evitare, per esempio, il nome Dio, perch questa parola non
immediatamente e in pari tempo concetto, ma il nome propriamente detto, la
rigida quiete di quel soggetto che sta a fondamento; mentre diversamente, lEssere,
ad esempio, o lUno, la Singolarit, il Soggetto ecc., costituiscono essi stessi un
diretto accenno a dei concetti. 55
. Quandanche di quel soggetto vengono predicate delle verit speculative, il loro
contenuto pur sempre privo di concetto immanente, perch dato soltanto come
soggetto statico, ad esse, per questa circostanza, ricevono con facilit la forma della
mera edificazione. 55
. Non meno del comportamento raziocinante, allo studio della filosofia dimpaccio
la non raziocinate presunzione di verit fatte. Chi le possiede pensa che non sia pi
necessario ritornare su di esse; anzi, postele a fondamento, stima non solo di poterle
esprimere, ma anche di poter con esse sentenziare e condannare. 56
. Verit:
. Hegel si propone al: Il nome di amore del sapere per essere vero sapere ecco ci
chio mi son proposto. P. 4
. La vera forma della verit viene dunque posta in questa scientificit: ci che
equivale ad affermare che solo nel concetto la verit trova lelemento della sua
esistenza. P. 5
. Il vero il divenire di se stesso, il circolo che presuppone e ha allinizio la propria
fine come proprio fine, e che solo mediante lattuazione e la propria fine effettuale.
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. Il vero lintiero. Ma linteiro soltanto lessenza che completa mediante il suo


sviluppo. 15
. DellAssoluto devesi dire che esso essenzialmente Resultato, che solo alla fine
ci che in verit; e proprio in ci consiste la sua natura, nellessere effettualit,
soggetto o divernir-se-stesso. 15
. Infatti la mediazione non altro che la moventesi eguaglianza con s o la riflessione
in se stesso, il momento dellIo che per s, la negativit pura o abbassata alla sua
pura astrazione, il Divenire semplice. 16
. LIo o il divenire in generale, questo atto del mediare, in virt della sua semplicit
appunto limmediatezza che in via di divenire, nonch limmediato stesso. 16
. Il gi detto pu venir anche riespresso cos: la raggione loperare conforme un
fine. 16
. Il vero e il falso appartengono a quei pensieri determinati che, privi di movimento,
vorrebbero valere come particolari essenze delle quali luna sta di qua, laltra di l
rigidamente isolate e senza reciproca comunanza. 30
. Contro una simile concezione si deve decisamente affermare che la verit non
moneta coniata, la quale, cosi com, possa venir spesa e incassata. 31
. Il falso (ch solo di esso qui si vuol parlare) sarebbe laltro, il negativo della
sostanza, la quale, in quanto contenuto del sapere, il vero. 31
. Realt:
. La via della scienza la sua forma intelligibile, via aperta a tutti e per tutti eguale;
arrivare mediante lintelletto al sapere razionale, questa la giusta esigenza della
coscienza che si accinge alla scienza..10
. Il puro autoriconoscersi entro lassoluto esser-altro questo etere come tale, il
fondamento, il terreno della scienza, o il sapere nella sua universalit generale. 20
. Fenomenologia: ricostruzione della coscienza umana.
. il sapere loperare del S universale ed linteresse del pensare. 25
. Per contro, il conoscere filosofico esige che ci si abbandoni alla vita delloggetto o,
che lo stesso, che se ne abbia presente e se ne esprima linteriore necessit.
Profondandosi cos nel suo oggetto, esso oblia quella superficiale vista dinsieme che
solo la riflessione del sapere, lungi dal contenuto, in se stesso. 44
. Attualit nel senso dellentelecheia:
. Il belo, il sacro, Leterno, la religione, lAmore sono lesca ritenuta adatta a
stuzzicar la voglia di abboccare: non il concetto, ma lestasi; non la fredda e
progressiva necessit della cosa (res), ma il turgido entusiasmo devon costituire la
forza che sostiene e trasmette la ricchezza della sostanza (compressa come devenire)
6
. Secondo il mio modo di vedere che dovr giustificarsi soltanto merc lesposizione
del sistema stesso, tutto dipende dallintere e dallesprimere il vero non come
sostanza (res), ma altrettanto decisamente come soggetto (auto constituizione,
autodeterminazzione, una attivit). 12
. Rappresentazione:
. Sul tema della rappresentazione come prigione in Kant: Respingendo il cibo dei
porci, confessando la sia abiezione, imprecando contro di essa, lo spirito pretende ora
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dalla filosofia non tanto di sapere che cosa esso (rappresentazione), quanto di
riuscire, mediante lei, alla ricostituzione della perduta sostanzialit (quando sostanza
si diventa res di Cartesio in poi) e della compattezza dellessere. 6
. Concetto: il modo de uscire del mondo della rappresentazione, e risolvere il
problema di vivere in due mondi, quello fenomenico e quello noumenico de Kant
. Solo lazione mia morale e per ci imputabile. Il naturalismo infatti non pu
imputare nulla alluomo in senso proprio. Si pone con ci il problema della
riflessione sulla libert trascendentale: viviamo nel mondo fenomenico e noumenale
al contempo, anche se per Hegel questa dicotomia ha le sue radici nel pensare
rappresentazionista, chegli vuole superare col pensare concettuale.
. E aqui para o professor, a religio tem uma importncia muito grande, para justificar
esta ousadia de universalidade ou conhecimento absoluto de toda a realidade que seja
objetivamente valida, e que no seja somente subjetiva.
. Segundo Hegel o ser para o homem auto constituio que ele chama de
subjetividade, na realidade do espirito absoluto, sem a diviso entre corpo e mente,
sensvel e soprassensivel, e compreende estas divises como ao do prprio espirito.
. Auto conscienza: Vale recordar Cartesio, com a idealismo que uma capacidade da
mente de ter a res, e que para os pensadores idealistas isto mais acessvel e real e
imediatamente conhecido do que as coisas do mundo, ento o problema do Cartesio
era como passar do mundo da mente para o mundo das coisas do mundo, necessitava
segundo Cartesio a ideia de Deus.
. Kant e Hegel no necessitavam da ideia de um Deus para afirmar a existncia, os
dois autores resolvem isto com a auto conscincia, que a relao do eu sujeito com
o eu objeto, eu fao do meu eu um objeto de mim mesmo, para haver conscincia de
mim mesmo, no posso haver conscincia de mim mesmo se eu no for objeto de
mim mesmo, e este o problema que Kant indica na estrutura ontolgica da
autoconscincia fenomenoligicamente da realidade e para Hegel ontologicamente.
. Hegel no utiliza a palavra Deus na introduo da fenomenologia, pois segundo ele
ainda no um conceito normativo, pois se localiza apenas no campo teortico-
dogmatico, aqui Hegel segue a mesma indicao kantiana sobre a formulao de um
conceito.
1.1 La considerazione razionale della storia:
. Intorno al concetto della filosofia della storia lunico pensiero che essa porta con
s il semplice pensiero della ragione: che la ragione governi il mondo
. Verit: Daltro canto, la sedicente filosofia ha espressamente dichiarato che la
Verit di per s non pu essere conosciuta, e che il Vero consisterebbe invece in ci
che ciascuno lascia sgorgare dal proprio cuore, dallanimo e dallentusiasmo, intorno
agli oggetti etici, soprattutto intorno allo stato, al governo e alla costituzione.
[Prefazione, Lineamenti di filosofia del diritto, x-xii]1
1 Critica muito forte ao romanticismo depois de Kant. HEGEL culpa a Kant deste
resultado, pois com Kant negou a possibilidade de conhecer com a razo a verdade
das coisas como so em si mesmo, o verdadeiro no pode pensar a mais, o acesso ao
verdadeiro somente um sentir, ter um f sobre o verdadeiro. Hegel quando usa a
palavra entusiasmo para criticar Kant.
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. Leggiamo anche nel suo scritto Credere e sapere: La ragione, che in s e per s si
era degradata per aver inteso la religione solo come qualcosa di positivo e non
idealisticamente, dopo la battaglia non ha potuto far di meglio che guardare a se
stessa, arrivare alla conoscenza di s e riconoscere quindi il suo esser niente nel fatto
di porre al di fuori e oltre se stessa, nella fede, ci che meglio di ci che essa ,
essendo solo intelletto, come un aldil, cos come e accaduto nelle filosofie di Kant,
Jacobi e Fichte, facendosi di nuovo ancella di una fede2.
. 1.2 Torniamo alla Filosofia della storia dove Hegel eleva la Ragione al livello della
sostanza metafisica della storia cio la sua versione dellentelecheia o energeia di
Aristotele.
. [spiegazione: Aristotele nel libro della Metafisica distingue lattualit dalla
potenzialit. Aristotele esplica il contrasto per mezzo di esempi:
. E latto sta alla potenza come ad esempio chi costruisce sta a chi pu costruire, chi
desto a chi dorme, chi vede a chi ha gli occhi chiusi ma ha la vista, e ci che e
ricavato dalla materia alla materia e ci che elaborato a ci che non elaborato.
(1048b13)
. Quindi il passaggio dalla potenza allatto il processo ossia lazione dellessere di
rendere attuale una sua potenzialit il processo di diventare pienamente ci che
qualcosa gi in s.
. La mia definizione: la completezza (entelcheia) di una cosa resa possibile
attraverso la sua propria attivit (energeia)]. Ora tutto questo si trova nel concetto
metafisico della ragione hegeliana. Pertanto voglio dire in conclusione che Hegel
prende Aristotele molto sul serio quando questi dice che Dio zo la vita, cio
unaffermazione rifiutata da Platone in quanto allessere, cio la forma dellessere
non vive vedi il Sofista]
. Torniamo alla Filosofia della storia:
. Ma nella filosofia vien dimostrato che la ragione la sostanza, cos come
linfinita potenza, che a s stessa tanto linfinita materia di ogni vita naturale e
spirituale quanto linfinita forma, attuazione di tale suo contenuto: --- la sostanza, ci
per mezzo di cui ogni realt e sussiste; --- linfinita potenza, perch la ragione non
cos impotente da giungere solo al grado dellidealit,[appunto la sua critica a la
Repubblica] del dover essere, e da esistere solo al di fuori del reale [come Dio nel
pensiero popolare] e certo soltanto come qualcosa di particolare nella mente di
alcuni uomini
. Come [la ragione] rispetto a s lunico proprio presupposto, e il suo fine il fine
assoluto, cosi con la sua natura coincidono la sua attuazione ed estrinsecazione da ci
che interno verso ci che manifesto, non solo nelluniverso naturale ma anche in
quello spirituale, -- nella storia del mondo. Che ora questa idea sia la verit, leternit,
la potenza assoluta, che essa si manifesti nel mondo e che nulla in esso si manifesti
allinfuori di questa sua grandezza ed onore, appunto ci che, come si detto,

2 Vemos a critica de Hegel a Kant. Hegel interpreta de forma equivocada Kant, pois
toda a sua impostao vai na direo de afirmar a automonia do homem e tambm da
filosofia.
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dimostrato nella filosofia, e che qui si presuppone provato. [Lezioni sulla filosofia
della storia, pp. 7-8]
. II. (2.2) Il concetto dell Entelcheia della ragione nella Prefazione della
Fenomenologia dello spirito:
[da die Vernunft das zweckmige Tun ist FS, Prefazione 22] la ragione un
operare conforme a uno scopo. Cio unazione che tende/si sforza verso un fine. Per
me Hegel riprende da Kant lidea dellautonomia come lautocostituzione, ma ora la
applica non alla soggettivit finita (come ha fatto Kant), piuttosto alla ragione stessa
intesa come lattualizzazione dellidea divina nella realt. [= Wirklichkeit, in Italiano
come realt effettuale; wirken = operare, il risultato da un processo
dellautorealizzazione/costituzione]

. (2.3) Due punti generali sono importanti per seguire la complessit


dellargomentazione di Hegel:
. [A] La serie delle inferenze che progrediscono dalla ragione allautocostituzione
[entelcheia], allo spirito, allassoluto, e finalmente allidea di Dio
. [B] La trasformazione metafisica dal concetto dellessere inteso come sostanza al
concetto dellessere inteso come soggetto.
. In riferimento al punto B:
. (i) come abbiamo visto Kant ha ampliato lestensione della metafisica alla morale,
cio la filosofia pratica, per includere i pi alti scopi dellumanit (e anche ha
argomentato che le pretese della metafisica razionalistica erano dogmatiche). Hegel
ha evitato il termine metafisica per il suo sistema. Sembra che preferisce termini
come logica speculativa o filosofia della natura, o filosofia dello spirito per rendere
pi intelligibile il contenuto della metafisica classica. Ma non ha mai tematizzato lo
spirito infinito come una realt che esistesse per se stessa al di fuori della sua
attualit mondiale cio nellarte, nella religione, nella morale, e nel sapere assoluto
della filosofia.
. (ii) Al posto di trattare di una metafisica specialis come Kant - cio del mondo,
dellio, e di Dio Hegel presenta una teoria speculativa del Concetto [Begriff] come
un processo della manifestazione dellIdea assoluta stessa, in cui non esiste pi una
dualit fra lo spirito infinito e il mondo. Lo spirito e il mondo sono due maniere di
pensare la razionalit delle cose.
. Nel prossimo brano del testo Hegel fa molto chiaro la sua distinzione fra il concetto
di un astratto universale e il concetto di un soggetto che pone se stesso in un processo
di entelcheia:
. (3) La vita di Dio e il conoscere divino potranno bene venire espressi come un
gioco dellamore con se stesso; questa idea degrada fino alledificazione e a dirittura
allinsipidezza quando mancano la seriet, il dolore, la pazienza e il travaglio del
negativo. In s quella vita lintatta eguaglianza [Gleichheit = A=A ma non
adesso astratta] e unit con s, che non mai seriamente impegnata nellesser-altro e
nellalienazione [Entfremdung], e che neppure ha tentato di sormontarla. Ma siffatto
in-s luniversalit astratta, nella quale, cio, si prescinde dalla natura sua di esser
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per s, e quindi, in generale, dallautomovimento della forma [Selbstbewegung der


Form]. [FS 19]