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Eros e Thanatos

Il documento descrive le figure mitologiche greche di Eros e Thanatos, che rappresentano rispettivamente l'amore e la morte. Queste due pulsioni opposte sono alla base dell'esistenza secondo la mitologia greca e sono state analizzate anche da filosofi come Empedocle e Freud.

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Eros e Thanatos

Il documento descrive le figure mitologiche greche di Eros e Thanatos, che rappresentano rispettivamente l'amore e la morte. Queste due pulsioni opposte sono alla base dell'esistenza secondo la mitologia greca e sono state analizzate anche da filosofi come Empedocle e Freud.

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Eros e Thanatos

Eros e Thanatos rappresentano rispettivamente l’amore e morte. Il primo è la passione che


spinge se stessi verso l’altro, vinti da una forza che vuole farci raggiungere il piacere, inteso
come desiderio. A questo si oppone Thanatos, un altro tipo di passione, quella meno amata e
cercata ma che comunque c’è e che fin dall’antichità ha prodotto immagini e riflessioni: la
morte. Una passione distruttiva e devastante che pare annullare le fatiche di tutta una vita.

Entrambe le figure risalgono alla mitologia greca, secondo la quale tutto ciò che esiste può
essere spiegato e analizzato tramite questi due concetti. L’esistenza si riduce a queste due
pulsioni: quella della vita (Eros) che implica la sopravvivenza, e quella della morte (Thanatos)
che si manifesta come strumento di autodistruzione.

Già il filosofo Empedocle sostenne il principio di Eros e Thanatos, Amore e Discordia, che si
trovavano insieme ai quattro elementi nello Sfero, ossia il Tutto, dove regna Eros. In seguito
per opera di Thanatos inizia la progressiva separazione degli elementi che darà vita al mondo,
con le cose che avranno nascita e morte. Eros cerca di opporsi all’azione di Thanatos che, se
prenderà il sopravvento, porterà al regno del Caos ed alla dissoluzione della materia; giunti alla
fine del ciclo con l’iniziale vittoria di Thanatos, Eros interverrà riportando dapprima il mondo ad
un equilibrio ancora instabile e poi riuscirà ad imporsi riunificando il tutto e riportandolo alla
condizione iniziale nello Sfero.

La prima apparizione di Eros è nelle opere di Omero in cui non viene personificato, ma
corrisponde all’irrefrenabile desiderio fisico come quello vissuto da Paride nei confronti
di Elena, o il desiderio provato da Zeus nei confronti di Era; o, infine, ciò che rende irrefrenabili
i proci di fronte a Penelope.
Per quanto riguarda Thanatos, ne viene descritta l’insensibilità da Esiodo, nella Teogonia (in cui
viene narrata la storia degli dei greci); Omero, nell’Iliade, definisce Ipno (il dio del sonno) e
Tanato come gemelli  e descrive come furono mandati da Zeus su richiesta di Apollo, per
recuperare il corpo di Sarpedonte, ucciso da Patroclo, per portarlo in Licia per ricevere gli onori
funebri. Se rappresentato come adulto, sempre alato, spesso è armato di Spada, come
nell’Alcesti, una tragedia Euripide

Anche Sigmund Freud nel saggio “Al di là del principio del piacere”, giunge ad esporre il suo
pensiero sul rapporto Eros- Thanatos analizzando la pulsione, che nella psicoanalisi non è
l’istinto, perché non è relativa ad un bisogno specifico, ma è una forza psichica e fisica d’origine
interna all’individuo che lo anima perennemente e costituisce il motore del suo apparato
psichico per cui la persona vuole giungere al massimo del piacere ed allo sfogo totale delle
tensioni; ma queste tensioni, chiamate da Freud “il frastuono dell’eros”, continuamente
risorgono e sono frutto di quel tipico aspetto della personalità umana eternamente scontenta.

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