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Bernardini voleva stare in porta Nel ' 27 la paura di scomparire

Pubblicato nell'edizione del 4 gennaio 2000

Il federale fascista Foschi ordin: un solo club nella capitale. La Lazio riusc a sopravvivere e a vincere derby eroici contro la potente Roma. Nel ' 19 si present un bambino di 13 anni: Fulvio Bernardini
Bernardini voleva stare in porta Nel ' 27 la paura di scomparire Il federale fascista Foschi ordin: un solo club nella capitale. La Lazio riusc a sopravvivere e a vincere derby eroici contro la potente Roma. Nel ' 19 si present un bambino di 13 anni: Fulvio Bernardini Mario Pennacchia ci racconta la storia della Lazio che il 9 gennaio compie un secolo. Oggi la seconda puntata: dal 1919 al 1943. Quando la grande guerra finisce e la vita riprende, il respiro non pi lo stesso. La Lazio pian piano si rianima, fa l' appello commosso dei suoi caduti, riabbraccia ad uno ad uno i suoi giovani che tornano dal fronte, comincia a riordinare le file. Ma scopre la discordia e la discordia provoca un vero e proprio divorzio. Una volta trasformata la Rondinella in orto di guerra e istituita da Ballerini una sezione femminile, le ragazze si sono impossessate del campo e ora non hanno davvero intenzione di smobilitare. Ma i pionieri e le nuove schiere capitanati da Baccani, Bitetti, Masini e Palmieri prendono il sopravvento, costringono Ballerini a cedere e irrompono alla Rondinella con la febbre addosso della ricostruzione e della rinascita. Sono passati 4 anni da quando la Lazio dettava legge e nel frattempo nuove societ sono nate, altre si sono agguerrite come la Fortitudo, l' Alba, la Pro Roma, il Roman, l' Audace, la Juventus, la Romana. Lenta perci la riemersione dei biancocelesti che tuttavia continuano ad esercitare il maggior richiamo fra i giovani. Un giorno dell' ottobre 1919 alla Rondinella si presenta un ragazzino che si chiama Fulvio Bernardini, non ha ancora 14 anni e dice di giocare da portiere nell' Esquilia, una squadra del rione Monti-Esquilino. Viene provato e non solo tesserato, ma anche promosso titolare sul campo! Il portiere la larva che si schiuder per far volare una superba farfalla: il Fulvio Bernardini mezz' ala, centromediano, capitano, trascinatore e vanto della Lazio, a 19 anni primo calciatore centromeridionale in maglia azzurra (7-0 alla Francia, Torino, 22 marzo 1925). Nell' Italia investita dal ciclone che la costringe a indossare la camicia nera, anche l' organizzazione del calcio naufraga e dalla secessione delle maggiori societ nasce la Confederazione alla quale anche la Lazio aderisce. La separazione dura per un anno e nella stagione 1922-23, ricomposta l' unione federale, i biancocelesti riemergono al pi alto livello nazionale. Ma lo sviluppo industriale, economico e sociale delle grandi citt riaccende la miccia e l' ormai insanabile contrasto fra clubs metropolitani e di provincia fa scattare l' intervento del regime che impone un nuovo ordinamento del calcio, ne sfoltisce i ranghi al vertice e istituisce il campionato di Serie A a girone unico. La Lazio ci arriva provata da due violente scosse che lasceranno segni indelebili nella sua storia e nel suo destino. Il ventenne Ezio Sclavi che militare a Roma viene improvvisato portiere e rivela un talento naturale portentoso. Congedato, si dichiara pronto a restare nella Lazio purch la societ gli assicuri vitto e alloggio. I

fautori del dilettantismo puro, guidati da Bernardini, si rivoltano e Sclavi (con l' altro militare Vojak) deve rassegnarsi al distacco (la Juventus pronta a chiamarli a Torino). La battaglia durissima lascia nella societ profonde lacerazioni che si riaprono pi brucianti quando tre anni dopo, con estrema incongruenza, lo stesso Bernardini, prossimo alfiere della Roma, a ripudiare l' integralismo dilettantistico accettando l' offerta dell' Internazionale di Milano (100 mila lire per due anni). Il secondo terremoto viene dall' esterno, provocato appunto dalla decisione del federale fascista della capitale, Italo Foschi, di spazzar via tutte le societ per costituire una sola associazione con il nome e i colori della citt. Grazie al provvidenziale intervento del generale Giorgio Vaccaro, che fra l' altro ricorda al federale che dal 1921 la Lazio anche Ente Morale, il misfatto viene scongiurato, ma chiaro che dal luglio 1927 i rapporti di forza sono stravolti, essendo i biancocelesti costretti a vedersela con ben sette avversari coalizzati in una sola societ. Perci due anni dopo, mentre la Roma non ha difficolt a qualificarsi per la nuova Serie A, la Lazio costretta a giocarsi l' ultimo posto disponibile in uno spareggio con il Napoli a Milano il 23 giugno 1929. E' una sfida drammatica. La Lazio in svantaggio e in dieci uomini, realizza il miracolo: a 10' dalla fine riacciuffa un rocambolesco pareggio con Cevenini V e lo difende con le unghie nei tempi supplementari. E' con l' avvento del presidente Eugenio Gualdi a met degli Anni 30 che la Lazio conquista le prime pagine per gli acquisti di Piola, Viani, Blason, Levratto e Ferraris IV ai quali aggiunge il trio alessandrino Milano, Riccardi, Busani. Seconda dietro il Bologna, la Lazio arriva a contendere la Coppa Europa ai campioni ungheresi del Ferencvaros. I laziali Baldo e Gabriotti nella squadra che trionfa alle Olimpiadi di Berlino, i "pulcini" che incantano 30.000 austriaci al Prater di Vienna prima di Austria-Belgio pareggiando con una squadra di coetanei, il favoloso Piola cannoniere campione del mondo a Parigi scandiscono i passaggi di maggior prestigio e di pi motivato orgoglio per il mondo biancoceleste, insieme con quelle maledette e benedette scariche di emozioni e di follie che si chiamano derby. Per la supremazia portatale in dote dalle sette societ assemblate alla sua fondazione e accresciuta con ulteriori acquisti come quello di Bernardini, la Roma ha un logico sopravvento, ma proprio nelle sfide stracittadine la Lazio si richiama allo spirito dei pionieri e compie prodigi di dedizione e di slancio agonistico. Cos soprattutto il 24 maggio 1931, quando la Roma, frenata nella sua corsa allo scudetto, esplode a fine gara in tutta la sua furiosa insofferenza, epilogo che si sarebbe ripetuto a parti rovesciate sei anni dopo. E l' 11 marzo 1934, quando un 3-0 della Roma dopo il primo quarto d' ora, diventa 3-3. E il 26 maggio 1940, quando in uno stadio gremito solo da romanisti, la Lazio senza quasi tutti i titolari e con cinque ex "pulcini" la spunta in virt di un gol di Flamini e della prodezza del terzo portiere Giovannini che sventa un rigore. E il 16 marzo 1941, quando Piola con la fronte ferita segna proprio di testa il primo dei suoi due gol nel derby giocato al confine della retrocessione. Ed ancora un derby a segnare la svolta epocale. Testaccio, 15 gennaio 1939. La Lazio espugna il bunker dei rivali con i gol di Zaccone e Busani. E' la prima e anche l' ultima volta, perch il campo poco dopo verr demolito. E' altres l' ultima partita di Bernardini nonch la prima di Sandro Ferri, ennesimo talento plasmato dall' inesauribile scuola della Rondinella. Ferri, non ancora diciottenne, convocato solo la domenica mattina. Gioca e vince. Nell' esultanza i giocatori ottengono dal presidente Zenobi il premio astronomico di 3000 lire, ma il solo Ferri non lo riceve: "Perch sei ancora minorenne!" gli urla Zenobi, negandoglielo. E Sandrino, imperterrito: "Allora domani ve manno mi' padre che maggiorenne." Ferri

strapper quel premio tenacemente, come si suol dire, a pezzi e bocconi, ma gli ci vorranno due anni. Ormai incombe l' apocalisse e sar tutto un altro il mondo che verr. Mario Pennacchia 2) continua CARTA D' IDENTITA' : 1919-1943 Finalista di coppa Europa nel ' 37 SEDI - 1919: Via Veneto; 1924: Via S. Stefano del Cacco; 1925: Via Due Macelli; 1926: Via Tacito; 1929: Vicolo d' Ascanio; 1934: Galleria San Marcello; 1935: Via Frattina - Via Borgognona CAMPI: Rondinella e Stadio del p. n. f. PRESIDENTI 1919-1924: Fortunato Ballerini; 1924: Giorgio Guglielmi; 1925: Gerardo Branca; 1926: presidente generale: Ercole Micozzi, Sezione calcio: Riccardo Barisonzo; 1927: Ettore Varini - Olindo Bitetti; 1929: Enrico Giammei - Barisonzo; 1930: Francesco Stame Remo Zenobi; 1933: Eugenio Gualdi - Zenobi; 1934 - Gualdi- Erberto Vaselli; 1938: Raffaello Riccardi - Zenobi; 1939-43: Zenobi- Andrea Ercoli. ALLENATORI - 1919-24: Guido Baccani; 1924-29: Desiderio Koszegi (Ungheria), Loewy, Sedlacek (Cecoslovacchia). 1929-30: Pietro Piselli; 1930-31: Ferenc Molnar, Lajos Czeizler (Ungheria); 1931-32: Amilcar Barbuy (Brasile); 1932-34: Carlo Sturmer (Austria); 193436: Walter Alt (Cecoslovacchia); 1936-38 Giuseppe Viola (Ungheria); 1938-39; Viola (sostituito da Di Franco e Allemandi); 1939-40: Geza Kertesz, (Ungheria); 1940-41: Molnar (sostituito da Canestri); 1941-43: Alessandro Popovich (Austria) GIOCATORI PI IMPORTANTI - Portieri: Bernardini, Sclavi, Blason, Gradella; dif.: Canestri, Del Debbio, Zacconi, Monza, Faotto, Romagnoli; centr.: Bernardini, Vojak, Foni, Fantoni II, Ferraris IV, Viani, Baldo, Gabriotti, Marchini, Milano, Ramella, Ferri, Pisa, Flamini; attac.: Cevenini V, Pastore, Guarisi (Fil), Alessandro De Maria, Piola, Levratto, Busani, Vettraino, Gualtieri, Puccinelli. ATTIVIT - 1919-1922: non qualificata per finali nazionali; 1922-23: finalista nazionale; 1924-1927: non qual. finali naz.; 1927-28: 10 nel girone A del campionato nazionale: 1928-29: ammessa al girone unico di A; 1929-1943: Serie A, migliore classifica 2 posto nel 1936-37. Finalista in Coppa Europa, sconfitta dal Ferencvaros (ottobre 1937). LA TESTIMONIANZA Gradella: Cambiare maglia? Meglio smettere Arrivai alla Lazio per 150 mila lire: un' avventura bellissima. La mia amicizia con Piola Uber Gradella il portiere della Lazio prima e dopo la seconda guerra mondiale. Arriva nel ' 40, la stagione in cui il grande Piola riesce a battere la Roma segnando due gol, uno di testa, avendo una profonda ferita alla fronte. Gradella, dopo un grave infortunio al ginocchio sinistro, lascer il suo posto a Sentimenti quarto. Oggi ricorda: Avevo 17 anni e giocavo nel Verona in serie B. Mi cercavano Juve e Inter ma la Lazio fu velocissima e in 24 ore il presidente Zenobi mi port a Roma. Costai 150 mila lire. Ero ancora un ragazzino che sognava da sempre di diventare portiere. A Roma vissi una bellissima avventura. La domenica andavamo tutti a mangiare da Umberto a via Frattina, poi andavamo a piedi a piazzale Flaminio e prendevamo il tram per lo stadio. A bordo dell' 1, insieme ai tifosi, raggiungevamo quello che ora si chiama lo stadio Flaminio. Era una squadra di grande classe, una dote che tutti ci riconoscevano. Il merito era di giocatori come Baldo, campione olimpico nel ' 36, Ramella e Flamini. Ma soprattutto di un grande Silvio Piola. La nostra stata un' amicizia vera che continuata anche quando non era pi alla Lazio, ancora oggi sento spesso la sua famiglia. lasciai la Lazio in modo strano: io avevo avuto un infortunio grave, a due minuti dalla fine di una partita su un corner mi caddero addosso in tre e il mio ginocchio si ruppe. Un anno con le stampelle, diagnosi sbagliate, operazioni. Quando fui di nuovo a posto mi presentai al campo. Ma avevano gi preso Sentimenti quarto, pagandolo 500 mila lire, e non ebbero il coraggio di mandare tutto all' aria. Ma io ero convinto: o con la Lazio o con nessuno. E

mi ritirai dal calcio. le.gar. LE PARTITE MEMORABILI Eroico Piola: sangue e doppietta 23 giugno 1929 - Milano - Spareggio per l' ammissione alla Serie A: LazioNapoli 2-2 (dopo i tempi supplementari). Formazione: Sclavi; Saraceni, Bottacini; Pardini, Furlani, Caimmi; Cevenini V, Bodrato, Spivach, Rier, Vaccari. Marcatori: al 17' Spivach (L), al 55' Sallustro (N), al 69' Innocenti II (N), all' 87' Cevenini V (L). 24 maggio 1931 - Lazio-Roma 2-2. Formazione: Sclavi; Tognotti, Mattei; Pardini, Furlani, Fantoni II; Ziroli, Fantoni I, Pastore, Spivach, Lamon. Marcatori: al 27' Pastore (L), al 48' Volk (R), al 51' Fantoni I (L), all' 87' Bodini (R). A fine partita, tumultuosi incidenti sedati dai carabinieri a cavallo. 24 febbraio 1932 - Lazio-Bologna 2-1. Formazione: Sclavi; Mattei, Del Debbio; Pepe, Furlani, Fantoni II; Guarisi (Fil), Malatesta, Fantoni I, Ratto, De Maria. Marcatori: De Maria (L) nel primo tempo, Sansone (B) e Guarisi (L) nella ripresa. Ventesima giornata: davanti a un pubblico record i bolognesi campioni d' Italia sono sconfitti per la prima volta dalla "Brasilazio": 7 gli italo-brasiliani in campo. 6 gennaio 1939 - Roma-Lazio 0-2. Formazione: Blason: Faotto, Monza; Baldo, Ramella, Ferri; Busani, Piola, Zaccone, Camolese, Capri. Marcatori: al 3' Zaccone, al 38' Busani. E' l' unico derby vinto dalla Lazio a Testaccio. 26 maggio 1940 - Lazio-Roma 1-0 Formazione: Giovannini; Ferrarese, Monza; Milano, Ramella, Ferri; Vettraino, Dagianti, Barrera, Flamini, D' Orazi. Marcatore: al 14' Flamini. Lazio imbottita di rincalzi (cinque ex "pulcini"!) per l' indisponibilit del portiere Blason, della riserva Giubilo, del mediano Baldo e dell' intera prima linea Busani, Pisa, Piola, Camolese e Costa. 16 marzo 1941 Lazio-Roma 2-0 - Formazione: Gradella; Ferrarese, Monza; Fazio, Romagnoli, Ferri; Zironi, Dagianti, Piola, Flamini, Vettraino. Marcatori: Piola al 43' e all' 80' . Derbysalvezza, la pi esaltante prova di Piola che, rimasto in campo nonostante una sanguinante ferita alla testa, segna ambedue i gol e il primo proprio di testa. Pennacchia Mario