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Incisione

Il documento tratta della storia dell'incisione e della calcografia. Descrive le origini antiche dell'incisione e le tecniche sviluppatesi nel corso dei secoli come la xilografia, la calcografia e l'acquaforte. Vengono inoltre introdotti importanti incisori come Maso Finiguerra e Giovanni Battista Piranesi.

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Incisione

Il documento tratta della storia dell'incisione e della calcografia. Descrive le origini antiche dell'incisione e le tecniche sviluppatesi nel corso dei secoli come la xilografia, la calcografia e l'acquaforte. Vengono inoltre introdotti importanti incisori come Maso Finiguerra e Giovanni Battista Piranesi.

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GRAFICA: Il termine grafica indica il settore della produzione artistica orientato alla progettazione ed alla

realizzazione di prodotti di comunicazione visiva

STORIA DELL'INCISIONE

L’incisione, l’arte di disegnare su una superficie dura, avrebbe origini antichissime. Sembra infatti che già nell’età
neolitica l’uomo usasse imprimersi sulla pelle disegni geometrici mediante stampi di legno o terracotta simili a quelli
ancora oggi utilizzati dagli indios di alcune tribù dell’Amazzonia. Gli egizi, con la stessa tecnica decoravano i loro
sarcofagi, mentre matrici lignee furono impiegate anche per la decorazione di stoffe a stampa prima in Oriente e poi
in Occidente per tutto il Medioevo.

Il legno usato per questo procedimento si chiama xilografia, e proviene generalmente da alberi da fruttiferi, può essere
intagliato parallelamente alle sue fibre o trasversalmente. Dopo l’incisione la matrice viene inchiostrata con un rullo
ed un tampone e si procede quindi alla stampa. Le xilografie possono essere anche colorate dopo la stampa, o
stampate a colori mediante l’uso di impressioni. Agli inizi del Quattrocento la tecnica xilografica viene impiegata anche
per stampare su stoffa. Alla fine del XIV secolo viene impiegato un nuovo tipo di supporto, la carta, prodotta in Cina
nel II secolo, passata per la Persia nel VI, ed infine giunta in Europa grazie agli Arabi attraverso la Spagna e l’Italia tra il
XIV ed il XV secolo. (L’origine della prima stampa tratta da una matrice in metallo, così come afferma l'abate Pietro
Zani, si fa risalire all’orafo Maso Finiguerra a Firenze. La celebre stampa di cui esiste un solo esemplare, ora al Gabinetto
delle stampe a Parigi, fu oggetto di un approfondito studio dell'abate.) Determinante per la diffusione della xilografia,
dovette essere, agli inizi del Quattrocento, la richiesta crescente di immagini sacre, e quella delle carte da gioco,
inoltre, era utilizzata anche per le illustrazioni dei libri.

Il torchio da stampa : Il torchio tipografico è la macchina da stampa introdotta alla metà del XV secolo da Johannes
Gutenberg, insieme ai caratteri mobili (è una tecnica di stampa basata sull'uso di elementi mobili per riprodurre testi
su un supporto di carta, diedero il definitivo impulso alle possibilità illustrative dei primi libri stampati. In Europa questa
tecnica fu introdotta dal tedesco Johannes Gutenberg negli anni 1445). Con esso furono stampati libri e giornali fino
all'avvento della macchina a pressione rotativa.

Nel corso del Cinquecento si andò sostituendo all’incisione su legno quella su metallo, la calcografia, la quale
presentava nuove possibilità espressive. Infatti, la calcografia è una tecnica di incisione ad incavo, praticata su supporti
metallici, che scava il segno in modo che possa ricevere l’inchiostro; questo consente di riprodurre segni molto sottili
e vicini tra loro, ma anche incrociati, con la possibilità di rendere i grigi e quindi anche delle variazioni chiaroscurali.
Questa tecnica si diffuse in Germania ed in Italia, e fu la forma più importante di stampa fino al secondo decennio
dell’Ottocento, e cioè fino alla diffusione del procedimento litografico.

All’inizio del Cinquecento venne sperimentata l’acquaforte, cioè il procedimento di incisione indiretta mediante
sostanze acide che intaccano il metallo per reazione chimica. La qualità del segno inciso era differente dagli altri
procedimenti, era possibile tracciare segni di ogni tipo, segni che risultavano pittorici, morbidi. Questo procedimento
era già conosciuto da Leonardo nel 1504 e da Dürer; fu il Parmigianino però a dedicarsi a questa tecnica come un vero
e proprio alchimista, perfezionandola sempre di più. Le sue migliori acqueforti sono La Deposizione di Cristo e la
Resurrezione.

Successivamente la tecnica incisoria trova in Giovanni Battista Piranesi uno dei suoi massimi esperti. Di lui abbiamo
splendide vedute, soprattutto della città di Roma, e delle rovine, raccolte in un volume, Vedute di Roma, che diede
alle stampe nel 1748.
CALCOGRAFIA

Il termine deriva dal greco il suo significato è “scrivere, delineare sul rame”. La calcografia o stampa calcografica è un
sistema di stampa a incisione su lastra di rame o zinco. Nell’ambito della calcografia confluiscono sia i procedimenti
diretti che quelli di incisione indiretta. Tali procedimenti si differenziano in base al risultato grafico, per diversità nella
profondità dei segni e per diversificati esiti chiaroscurali.

STORIA CALCOGRAFIA DIRETTA

La calcografia ebbe origine verso la metà del Quattrocento, quasi in contemporanea con l’invenzione della stampa
tipografica. I primi incisori furono gli orafi. La calcografia ebbe in seguito un progressivo sviluppo, fu spesso usata per
riprodurre opere pittoriche, scultoree e plastiche di grandi autori, ebbe dunque un ruolo importante nella divulgazione
delle immagini. Costituì una delle più significative forme di documentazione della cultura espressa dal fiorente periodo
del Rinascimento. La completezza tecnicaartistica fu raggiunta nel corso del Seicento per trovare compimento alla fine
del XIX secolo. L’invenzione della fotografia e la progressiva evoluzione dei processi di stampa tipografici
determinarono, da un lato un declino nell’uso delle tecniche incisorie a scopi illustrativi.

SUPPORTI E PREPARAZIONI

SCELTA DELLA MATRICE: Per molto tempo il metallo più usato è stato senza dubbio il rame, ancora oggi apprezzato
dagli incisori per le sue qualità di resistenza e di precisione e purezza nell’intaglio. Nel corso dell’Ottocento accanto
alle matrici in rame troviamo spesso lastre in acciaio, ottone e zinco. Nella pratica dell’incisione moderna e
contemporanea si fa uso generalmente di matrici in zinco. Sempre più spesso gli incisori utilizzano materiali plastico-
vetrosi quali: la celluloide e il plexiglass. L’uso di tali dà la opportunità di raggiungere effetti grafici completamente
differenti dalla tradizione e perciò più corrispondenti alle sperimentazioni più vicine ad un linguaggio contemporaneo.

PREPARZIONE DELLA LASTRA: In passato le matrici in rame prima di essere incise venivano sottoposte a complessi
procedimenti. Le lastre grezze si ottenevano per fusione, la superficie che doveva accogliere l’incisione veniva
dapprima assottigliata e spianata per opera di una accurata “martellatura”. Si procedeva in seguito alla levigatura della
matrice per mezzo di pomice ed acqua, e quindi alla lucidatura finale effettuata con brunitoi e carbone di salice. Le
lastre in commercio oggi (rame, zinco) hanno uno spessore che varia da 1mm a 2,5mm. Tale spessore può essere anche
maggiore a seconda della dimensione della matrice, se si lavora su grandi dimensioni è opportuno scegliere supporti
con uno spessore più rilevante. L’ultima operazione da effettuare sulla matrice è la bisellatura, ovvero la smussatura
dei bordi, tramite l’azione meccanica di una lima, del raschietto e del brunitoio, al fine di rendere più agevole la pulitura
della matrice in fase di stampa e nel contempo ottenere uno scorrimento più agevole del rullo del torchio sulla stessa.

TRASPORTO DEL DISEGNO: Il trasporto del disegno, tenendo in considerazione la necessità di realizzare l’intaglio con
un verso contrario a quello del disegno, può essere effettuato con l’uso della normale carta copiativa.

STRUMENTI: Gli strumenti adatti all’intaglio diretto delle matrici sono: i bulini; le punte metalliche; le rotelle
dentellate; i punzoni; il berceau. Si tratta di strumenti metallici acuminati adatti a scalfire il metallo secondo le varie
tecniche di realizzazione.

TECNICHE:

 PUNTASECCA

La tecnica della puntasecca prende il nome dallo stilo affilato d’acciaio con la quale si incide la matrice. Nel
contemporaneo il significato del termine “puntasecca” indica quelle opere afferenti alla grafica caratterizzate dal
segno vellutato derivante dalle cosiddette “barbe”, tipici sollevamenti di metallo ai bordi del segno, i quali trattengono
l’inchiostro in fase di stampa. Anticamente la puntasecca ebbe un ruolo particolare, essa fu usata per molto tempo
allo scopo di delineare il disegno preparatorio sul rame da incidere con il bulino.

LA PUNTA: La punta più idonea è composta da un’asticciola d’acciaio, rigida o poco sporgente da un supporto di legno
o di metallo; la punta deve essere sempre ben affilata. Oltre alle normali punte, risultati più sofisticati si raggiungono
utilizzando una particolare punta di diamante. L’attrezzo che incide in questo caso è una minuscola scheggia di
diamante incastrata in un assicella metallica. Il segno inciso è netto, pulito e senza barbe. Nella pratica dell’incisione
contemporanea si ricorre spesso all’uso di strumenti elettrici, quali l’incisore elettrico, il trapano o diversi strumenti
abrasivi.

I SUPPORTI IDONEI: Il supporto più idoneo per la tecnica della puntasecca è il rame. Oggi frequentemente si usa molto
più spesso lo zinco e il plexiglass. Le barbe caratteristiche di questa tecnica tendono a schiacciarsi per cui il progetto
grafico originario non è più fedelmente rispettato, infatti nella tecnica della puntasecca è buona norma evitare o
limitare le prove di stato. Per migliorare la durata e la consistenza del metallo, le lastre idonee alla puntasecca
andrebbero cromate, ossia ricoperte nel tergo con un sottile strato di cromo.

 BULINO

L’incisione a bulino è stata la prima tecnica utilizzata nella calcografia, il nome deriva dall’omonimo strumento
utilizzato nell’arte orafa. Questo attrezzo, già conosciuto in età greca e romana per la decorazione delle lamine
metalliche, è soprattutto legato alla tecnica del niello. Il termine niello trae origine dal nigellum, una mistura di zolfo,
argento e piombo utilizzato per evidenziare i segni incisi sui gioielli.

I BULINI: Il bulino è formato da una barretta d’acciaio temperato, inserita in un manico di legno fungiforme, a sezione
quadrangolare, con l’estremità troncata obliquamente. Vi sono diverse tipologie di bulino con diverse sezioni che,
danno una resa grafica notevolmente diversa.

IL CUSCINO DI CUOI: La lastra da incidere viene posta sopra un cuscino in cuoio di forma circolare il cui diametro varia
tra i 18 e i 20 cm.

 MANIERA NERA

Fu presumibilmente il tedesco Ludwig Von Siegen, intorno al 1640 l’invenzione del procedimento della maniera nera.
Tale tecnica consiste nel granire meccanicamente tutta la superficie della lastra, al fine di produrre dei sollevamenti e
delle asperità che trattenendo il colore danno una coloritura nera e vellutata. Per la lavorazione della lastra si usa uno
strumento dentellato detto berceau.

BERCEAU: Strumento in acciaio a forma di mezzaluna tagliente formata da una serie di punte acuminate. E’usato per
la realizzazione della maniera nera.

 MANIERA A LAPIS O ROTELLA

Il disegno viene tracciato con una rotellina dentata o un bulino a più punte per imitare il segno della matita, della
sanguigna o del carboncino.
INCISIONE INDIRETTA: Si usa il mordente adatto, che corrode i tratti lasciati scoperti dalla punta sulla preparazione
cerosa presente sulla matrice in metallo.

Supporti e preparazione

Scelta della matrice: Lastre di zinco o Lastre di rame

Preparazione della lastra: La superficie della lastra, viene levigata e sgrassata per poi ricevere la copertura differente
per ogni tecnica di Incisione indiretta.

Trasporto del disegno: Il trasporto del disegno, tenendo in considerazione la necessità di realizzare l’intaglio con un
verso contrario a quello del disegno, può essere effettuato con l’uso della normale carta copiativa. E’ ovviamente
preferibile disegnare direttamente il soggetto direttamente sulla matrice.

Strumenti: Gli strumenti adatti all’intaglio indiretto delle matrici sono: le punte metalliche; le rotelle dentellate.
Strumenti metallici acuminati adatti ad eliminare il sottile strato di copertura presente sulla.

TECNICHE:

 ACQUAFORTE

Acquaforte (aqua fortis) anticamente designava l'acido nitrico, detto anche mordente. È una tecnica calcografica molto
diffusa consistente nel corrodere una lastra di metallo (zinco di solito; rame per grandi tirature, come nel passato) con
un acido, per ricavarne immagini da trasporre su supporto cartaceo. La lastra dello spessore necessario, ripulita e
smussata ai bordi, viene poi sgrassata nella parte lucida con ovatta intrisa, in bianco di Spagna (carbonato di calcio)
sciolto in acqua. Cosparsa uniformemente con un coprente a protezione.

 ACQUANTINTA

L' acquatinta è una incisione indiretta e può essere considerata una variante tecnica dell'acquaforte poiché le
corrosioni avvengono con l'aiuto di un acido. Il procedimento è identico a quello descritto per l'acquaforte, ma con
effetti simili all'acquerello, ottenuti con una lastra granulata. La granulazione si effettua facendo cadere sopra la lastra
calda granelli di bitume, che fondono attaccandosi alla lastra e formano un fondo più o meno denso. L'acquatinta è
una tecnica di carattere tonale: anziché formare l'immagine attraverso una serie organizzata di segni, realizza aree di
intensità e forma controllata. Per fare ciò si interviene sulla matrice con uno speciale trattamento che riesce a
corrodere la superficie della lastra determinando rugosità che trattengono l'inchiostro di stampa; tale rugosità viene
detta granitura. acquatinta L'acquatinta si realizza ricoprendo la lastra con uno strato, più o meno fitto a seconda della
composizione che si vuole ottenere, di grani di colofonia (pece greca) o con grani di asfalto macinato (granitura). Questi
vengono, mediante calore, fatti fondere in modo che aderiscano al metallo. Sulla lastra così preparata, l'acido penetra
negli interstizi tra i vari granelli corrodendo il metallo in modo del tutto particolare e rendendo "spugnosa" la
superficie. Con tale sistema si ottengono, in fase di stampa, effetti vellutati e una serie di toni sfumati. Il procedimento
di stampa è simile a quello dell'acquaforte

Colofonia

La colofònia è una resina vegetale gialla solida, trasparente, residuo della distillazione delle trementine (resine di
conifere). È anche nota in commercio col nome di pece greca. Il nome Colofonia deriva dall'antica città ionia di
Colofone. La colofonia si scioglie facilmente nell'alcool e nell'etere.

Bitume di Giudea (asfalto)

I bitumi solidi naturali sono prodotti dell'ossidazione lenta di petroli e di materie organiche similari. Si presentano
come masse nere e bruno-nere. Idrocarburo impiegato, in polvere, nella pratica dell’acquatinta. Allo stato liquido
viene utilizzato: come vernice per coperture, per i ritoccare e per proteggere il retro della lastra prima della morsura.
La tecnica calcografica si divide in due categorie, incisione diretta ed incisione indiretta.

 L'incisione a bulino, la puntasecca, il punzone, la maniera nera rientrano nella categoria di incisione diretta, cioè
si incide la lastra con appositi utensili.

INCISIONE A BULINO. In questo metodo per incidere la lastra si usa il Il bulino che è un attrezzo affilato e appuntito. Il
bulino, incidendo il metallo, forma davanti a sé un ricciolo e ai lati del solco delle sottili lamine di metallo dette “barbe”
che andranno asportate con il raschiatoio, così da ottenere, in fase di stampa, un segno nitido che è la caratteristica di
questo metodo.

PUNTASECCA. In questo metodo il disegno si traccia direttamente sulla lastra con uno strumento d'acciaio molto
appuntito chiamato puntasecca che si usa come se stessimo utilizzando una matita ma con una pressione maggiore
capace di creare un solco. Le “barbe” si formano solo ai lati del solco, sono molto sottili e non vengono asportate col
raschiatoio, come nell'incisione al bulino, in modo da trattenere l'inchiostro e dare all'immagine dei toni
particolarmente vellutati.

PUNZONE. In questo metodo si utilizza un attrezzo interamente in metallo chiamato appunto punzone che produce
dei piccoli fori sulla lastra. Questa tecnica si differenzia dalle altre di tipo diretto in quanto non si formano le “barbe”
ma dei piccoli fori ben delineati con una misura e una forma corrispondente alla sezione del tipo di punzone utilizzato
che può essere rotondo, quadrangolare, triangolare, ecc.

MANIERA NERA O MEZZOTINTO. Gli utensili adoperati per questo metodo sono la mezzaluna o granitore, il raschiatoio
e il brunitoio. Dapprima tutta la superficie della lastra viene resa totalmente ruvida con la mezzaluna che solleva delle
sottili “barbe” che vengono asportate col raschiatoio per poi livellarle completamente col brunitoio per creare, dove
si vuole, il bianco assoluto. Questo è l'unico metodo dove l'immagine viene composta in negativo lavorando le parti
bianche in modo tale che non possano assorbire l'inchiostro. Le stampe prodotte con questo metodo sono
caratterizzate da tonalità di colore molti forti.

 L'acquaforte, l'acquatinta, la vernice molle, il punteggiato rientrano, invece, nella categoria dell'incisione
indiretta: attraverso un processo di corrosione o morsura di un acido che intacca la lastra di metallo avviene il
processo di incisione.

ACQUAFORTE. In questo metodo indiretto la lastra si protegge con un sottile strato di vernice a base di resina e cera,
applicata a caldo. Successivamente la lastra si annerisce con il fumo per evidenziare il disegno che si andrà a tracciare.
Con uno strumento appuntito si traccia il disegno asportando la vernice e rendendo visibile il metallo della lastra. In
seguito il retro della lastra viene immerso in una bacinella contenete il mordente, solitamente acido nitrico diluito in
acqua. L'acido corroderà le parti della lastra messe a nudo creando l'incisione. Con questo metodo il disegno finale
risulta molto fluido e naturale.

ACQUATINTA. Con questo metodo dapprima si incidono le linee della composizione con la procedura “Acquaforte”.
Una volta che la lastra è stata ripulita, si ricopre con uno strato di polvere di quarzo e bitume giudaico. Con la cera si
ricoprono le parti del disegno che non dovranno essere incise. Quindi si immerge il disegno nel mordente che,
penetrando fra gli interstizi dei granelli, corrode il metallo dandogli un particolare rugosità. In fase di stampa, l'opera
incisa avrà gradazioni tonali e chiaroscurali.
LA XILOGRAFIA

Il termine xilografia deriva etimologicamente dal greco, significa scrittura su supporti in legno. Fu nel XII secolo dagli
Arabi, a provocare l’affermazione della tecnica xilografica come linguaggio artistico.

Con la tecnica xilografica si realizzano matrici dette in rilievo, in quanto le aree stampabili sono appunto quelle di
superficie, i segni infatti sono risparmiati durante la fase di inchiostrazione.

Le matrici; “legni di filo” e “legni di testa”

I legni scelti in base alle caratteristiche diverse delle numerose essenze devono essere: spessi da 23 a 25 mm;
lungamente stagionati; non presentare fenditure o latri difetti in superficie. Sono distinti in:

 legni di filo

L’incisone su legno di filo utilizza blocchi di legno, derivati da sezioni longitudinali rispetto alle fibre del legno, cioè nel
senso della lunghezza. L’incisione xilografica si può realizzare su qualsiasi tipo di legno. Le essenze più note e diffuse
sono: il ciliegio selvatico; il sorbo; il noce nostrano; il melo; il più pregiato nella tecnica xilografica Europea è il pero.

Preparazione delle tavole

Il blocco di legno prima di essere disegnato ed inciso necessita di una accurata preparazione. Le tavole devono essere
perfettamente squadrate, di spessore uniforme. Prima di procedere alla levigatura della superficie il legno va trattato
con cornice “turapori”, questo passaggio eviterà che al momento della stampa si alzino i peli delle fibre del legno. A
vernice perfettamente asciutta, la superficie va quindi perfettamente levigata ed omogenea, con carta abrasiva molto
fine, passata in senso circolare nella faccia del legno dove si intende realizzare l’incisione. La tavola va dunque
preparata a ricevere il disegno, questa operazione consiste nella cosiddetta apprettatura, eseguita utilizzando della
colla animale

Strumenti di trasporto del disegno

L’autore disegna accuratamente, con inchiostro di china, tutta l’immagine da intagliare, considerando sempre che
l’immagine risulta rovesciata rispetto alla matrice. Si può procedere anche ai tradizionali mezzi di ricalco, carta lucida,
carta carbone ecc. E’ opportuno, ai fini della stampa, lasciare sui lati della tavoletta un margine continuo (di 3-4mm.
O più) che servirà poi da appoggio per il rullo inchiostratore. Per eseguire il lavoro di intaglio è utile passare sulla
superficie già disegnata con la china, uno strato sottile di colore ad olio (lacca di garanza rossa). In tal modo l’intaglio
risulterà sempre ben evidente durante la fase di lavorazione.

Un altro sistema di incidere o meglio di scolpire la matrice in legno di filo è quello di annerire tutta la superficie del
legno con inchiostro di china. Il disegno si traccerà dunque con un colore chiaro (matita bianca, gessetto, ecc.)

Strumenti e procedure per l’intaglio

Gli strumenti per intagliare la matrice devono essere di buona qualità, è meglio acquistare solo quelli strettamente
necessari e non i set che abitualmente si trovano in commercio. Gli strumenti hanno un impugnatura dritta o
fungiforme, in genere sono gli stessi usati nella linoleografia. Il corredo necessario per l’incisione xilografica su legno
di filo consta di: un coltellino con una estremità tagliata a 45 gradi la cui lama deve essere perfettamente affilata; una
sgorbia a V le cui lame hanno dimensioni varie che partono da 1mm. Questa sgorbia consente di produrre linee precise
e pulite, sono adatte anche hai tratteggi incrociati o alle linee parallele; una sgorbia a U le cui lame partono sempre da
una sez. di 1mm, la sgorbia ad U consente di togliere dalla matrice sezioni più larghe. I formati più grandi sono utili per
sbassare ampie zone di bianco.

Intaglio del legno di filo “taglio e controtaglio”

Se si utilizza il coltellino l’intaglio avviene seguendo il margine sinistro del segno fatto con l’inchiostro, si pratica un
primo taglio, tenendo il coltellino inclinato in modo che la punta incida nettamente e in profondità, a piccola distanza
e conservando la stessa inclinazione, si pratica un nuovo taglio parallelo al primo, che in profondità, si congiunge con
esso: in termini tecnici il primo è detto “taglio”, e il secondo è detto “controtaglio”. Con questi movimenti del coltellino
si distacca una sottile striscia di legno dalla matrice. La sgorbia a V specie se molto sottile e affilata sostituisce quasi
completamente il coltellino nei lavori più gestuali e meno meticolosi.

Strumenti per l’inchiostrazione e la stampa La carta

Per la stampa xilografica quasi tutta la carta è adatta; ma sono da preferirsi carte di buona qualità, resistenti, non
troppo collate, soffici, lisce o non troppo ruvide, preferibilmente in carta cotone che non subisce nel tempo alterazioni
cromatiche. Le carte più pesanti generano una stampa più pulita se leggermente inumidite. Si rende necessario quindi
una leggera bagnatura con un passaggio di spugna. I fogli vanno dunque sovrapposti e posti all’interno di una plastica
che mantiene inalterato il tasso di umidità. La carta di un certo peso, (260 gr, 280 gr quella generalmente usata per
l’incisione calcografica), è stampabile con il torchio. Si possono usare anche carte molto più leggere (carta di riso, carta
velina, carta cina ecc.). Tali carte non vanno assolutamente inumidite, e si stampano generalmente con procedimenti
manuali.

Gli inchiostri

L’inchiostro può essere quello usato generalmente in calcografia, reso se necessario più fluido con l’aggiunta di olio
calcografico. Possono essere usati anche inchiostri tipografici e inchiostri ad acqua.

Strumenti per inchiostrare le matrici

In epoca passata per distribuire l’inchiostro sulla lastra si ricorreva a tamponi di cuoio, oggi si usano rulli di gomma la
cui superficie cilindrica raccoglie uniformemente l’inchiostro depositandolo sulla matrice in legno.

I torchi per la stampa a rilievo

Essendo questo tipo di stampa una stampa in piano, ossia a rilievo (i segni rimagono bianchi e ciò ch si trasferisce sul
foglio e quello che si trova in superficie), i torchi usati sono sia quelli tipografici che quelli litografici.

 legni di testa

Xilografia su “legno di testa” Le matrici derivano da sezioni orizzontali, per cui le dimensioni sono molto ridotte, allo
stesso modo se si dovesse usare una superficie più ampia si dovrà provvedere ad unire più assi di legno.

Preparazione delle tavole, trasporto del disegno

La preparazione delle matrici è del tutto uguale a quella attuata sul legno di filo. Per l’incisione si usano gli stessi
strumenti che si usano nell’incisione diretta su metallo. I bulini infatti sono largamente usati nella xilografia con legni
di testa.

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