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VERIFICHE DI STABILITA’ ASTE COMPRESSE

CNR 10011/85 §7
Secondo la normativa italiana (CNR 10011 e D.M. 6/1/1996) deve essere:
σc
≥ν (1)
σ
dove:
σc = Nc/A è la tensione corrispondente alla forza Nc che provoca l’inflessione laterale dell’asta
nel piano che si considera;
σ = N/A è la tensione assiale di compressione media
ν = 1.5 è il coefficiente di sicurezza
I valori di σc sono tabulati nel prospetto 7-I in funzione del rapporto λ / λ y dove:
E
λ y =π è la snellezza al limite elastico.
fy
E’ presentata anche una formulazione analitica che approssima i valori tabulati.
La (1) può essere scritta nel seguente modo:
σ 1 fy fy
≤ → σ≤ = σ adm → ω σ ≤ σ adm
σc ν σc ν
fy
avendo posto ω =
σc
I valori di ω sono tabulati per esteso in funzione della snellezza, del tipo di acciaio e della curva di
stabilità (a, b, c, d).
RESISTENZA DELLE MEMBRATURE ALL’INSTABILITA’ [EC3 #5.5]
5.5.1 Membrature compresse

[Link] Resistenza all’instabilità

(1) La resistenza di progetto all’instabilità di una membratura compressa va assunta pari a:


N b ,Rd = χ ( β A A) f y / γ M 1 (b = buckling )
con : β A = Aeff / A (= 1 per sezioni di classe 1,2,3)
γ M 1 = 1.1 (= 1.05 secondo DAN D.M. 1996)
Invece di amplificare le sollecitazioni col coefficiente ω, come la normativa italiana, l’Eurocodice
applica il coefficiente riduttivo della resistenza χ. In pratica si ha χ = 1/ω.
Il coefficiente χ è tabulato (prospetto 5.5.2) in funzione della snellezza adimensionale:
λ Ny βA fy
λ= βA = =
λ1 N cr σ cr
Si ha infatti:
βA fy fy λ λ
λ= = βA = βA = βA
σ cr π E /λ
2 2
π E / fy λ1
λ = l / i l = lunghezza di libera inflessione i = raggio giratorio = I / A
λ1 = snellezza al limite elastico
Se come riferimento si assume la snellezza al limite elastico per l’acciaio Fe360 (S 235) che vale
93.9 si può scrivere:

235
λ1 = 93.9 ε con ε =
fy
I valori del coefficiente χ possono anche essere ricavati analiticamente in base al coefficiente di
imperfezione α:
Prospetto 5.5.2 – Coefficienti di imperfezione
Curva di instabilità a b c d
Coefficienti di imperfezione α 0,21 0,34 0,49 0,76
In alternativa si può verificare l’asta con la teoria del secondo ordine considerando l’appropriata
imperfezione di freccia iniziale (Fig. 5.5.1).
ESEMPIO 1 [EC3 #5.5.1]:

Determinare il valore massimo del carico di


progetto per l’instabilità nel piano del
disegno (inflessione attorno all’asse y-y).
Acciaio Fe360 fy=235 N/mm2
IPE 200 A=2850 mm2
Wel=1.94 105 mm3 iy=82.6 mm
b=100 mm h=200 mm tf=8.5 mm < 40 mm
h/b>1.2 ⇒ curva d’instabilità a) [EC3 prospetto 5.5.3]
L=7756 mm
L
λ= = 93.9
iy

E
λ1 = π ⋅ = 93.9 ⋅ ε = 93.9
fy

235
con ε = =1
fy

λ
λ= =1
λ1

χ ⋅ A⋅ fy
N b ,Rd = = 405.26 kN [5.45] per sezioni di classe 1,2 e3
γ M1
1
Essendo χ= = 0.6656 [5.46]
[
φ + φ2 − λ2 ]
0, 5

[ ( )
φ = 0,5 1 + α λ − 0,2 + λ2 = 1.084 ]
α=0.21 coeff. di imperfezione [prospetto 5.5.1]
γM1=1.10 coeff. di sicurezza per l’instabilità
Calcolo con l’analisi del 2° ordine [EC3 Fig. 5.5.1]
L’analisi del secondo ordine di una membratura deve considerare l’appropriata
imperfezione di freccia iniziale equivalente fornita dalla figura 5.5.1 in
corrispondenza della pertinente curva d’instabilità, dipendente dal metodo di analisi e
dal tipo di verifica della sezione trasversale.
Usiamo il metodo di verifica elastica (Wel) e l’analisi globale elastica.
Il valore di progetto dell’imperfezione di freccia iniziale equivalente risulta:
e0,d = α ⋅ (λ − 0.2) ⋅ kγ ⋅ Wel / A = 14.07 mm

dove: α=0.21 curva d’instabilità a)


k γ = (1 − k δ ) + 2 ⋅ k δ ⋅ λ = 1.23 ≥ 1

k δ = 0.23 per γ M1 = 1.10

λ
λ= =1
λ1

E’ utile ricordare che e0,d ⋅ A / Wel è il parametro di imperfezione η indicato ad esempio da Young

(v. Ballio pag.461).

Il carico [Link] incrementa la freccia iniziale e0,d che diviene e2. Possiamo
calcolare e2 con la formula approssimata:
e0.d
e2 = con [Link]=405.26 kN
N
1 − [Link]
NE

π 2 ⋅ E ⋅ A π 2 ⋅ 210000 ⋅ 2850
NE = = = 669.9 kN
λ2 93.9 2
14.07
e2 = = 35.61 mm
0.3951
La sezione di mezzeria va verificata a pressoflessione
N N ⋅ e2 1 35.61
σ= + = 405.26 ⋅ ( + )=
A Wel 2850 194000
= 142.2 + 74.4 = 217 N / mm 2 ≅ f y / γ M 1 = 214
Programma Profili
ESEMPIO 2: asta a sezione variabile [EC3 #[Link]]

Le membrature a sezione variabile possono essere analizzate usando l’analisi del secondo ordine.

π ⋅ φ14
φ1=40 mm A1=1257 mm2 I1 = = 125663 mm 4 i1=10 mm
64
π ⋅ φ 24
φ2=33.64 mm A2=888 mm2 I2 = = 62832mm 4 = I 1 / 2 i2=8.41 mm
64
L1=L2=572 mm
Le lunghezze di libera inflessione delle due aste (vedi “Teoria e tecnica delle
costruzioni - Instabilità dei telai”, M. Caironi, Clup, Milano, esempio 4 pag.
62) e le rispettivi snellezze sono:
L01
L01 = β1 ⋅ L1 = 4.37 ⋅ 572 = 2500 mm λ1 = = 250 λ 1 = 2.662
i1

L02
L02 = β 2 ⋅ L2 = 3.09 ⋅ 572 = 1767 mm λ2 = = 210 λ 2 = 2.236
i2
Il valore del carico critico euleriano può essere calcolato sia a partire dall’asta
inferiore che dall’asta superiore:
φ
π 2 EI 1 π 2 EI 2
N cr = 2
= 2
= 41700 N σ cr ,1 = 33.2 σ cr , 2 = 47.0 N / mm 2
L 01 L 02

Le snellezze adimensionali possono essere calcolate anche dalle tensioni critiche:

fy fy
λ1 = = 2.662 λ 2 = = 2.236
σ cr ,1 σ cr , 2

A) Resistenza di progetto all’instabilità secondo EC3 #[Link]


La resistenza di progetto all’instabilità può essere calcolata a partire da entrambe le aste,
cioè l’asta a sezione variabile può essere considerata equivalente ad un’asta a sezione costante
avente la sezione dell’asta inferiore e la snellezza λ1, oppure la sezione dell’asta superiore e la
snellezza λ2. Il metodo viene definito metodo della “snellezza equivalente”.
Poiché per le aste reali non vale la formula di Eulero, si avranno due risultati diversi e si dovrà usare
il valore più cautelativo. Poiché le snellezze sono elevate (>200) la differenza sarà modesta.
Si deve utilizzare la curva d’instabilità c). Si ottiene:
λ χ [Link] [N]
Asta 1 2.662 0.118 31725
Asta 2 2.236 0.161 30484
differenza 4%

La resistenza all’instabilità dell’asta a sezione variabile è quindi:


N b. Rd = 30.48 kN

B) Resistenza di progetto all’instabilità utilizzando l’analisi del secondo ordine [EC3 fig 5.5.1]
Anche l’impiego dell’analisi del secondo ordine richiede la conoscenza della snellezza
dell’asta a sezione variabile per determinare il valore di progetto dell’imperfezione di freccia
iniziale equivalente e0,d. La verifica può essere eseguita facendo riferimento sia all’asta inferiore che
all’asta superiore e dà risultati praticamente coincidenti con quelli che si ottengono col metodo
precedente.
Appare però più logico calcolare l’imperfezione di freccia iniziale facendo riferimento all’asta
inferiore che ha la lunghezza di libera maggiore e nella quale si ha il valore massimo del momento
del secondo ordine.
Si impiega un metodo di verifica elastica (Wel), l’analisi globale elastica e la curva d’instabilità c).
Il valore di progetto dell’imperfezione di freccia iniziale equivalente è:
e0,d = α ⋅ (λ − 0.2) ⋅ kγ ⋅ Wel / A = 8.90 mm

dove: α=0.49 k δ = 0.11 λ = 2.662 Wel / A = 4.999

k γ = (1 − k δ ) + 2 ⋅ k δ ⋅ λ = 1.476 ≥ 1

Il carico [Link] =30484 determinato sopra incrementa la freccia iniziale e0.d che diviene e2,
calcolabile con la formula approssimata:
e0.d 8.90
e2 = = = 33.1 mm
N b. Rd 30484
1− 1−
N cr 41700
La verifica a pressoflessione fornisce:
N b. Rd N b. Rd ⋅ e2 30484 30484 ⋅ 33.1 fy
σ= + = + = 24.25 + 160.6 = 184.8 < = 213.6 N / mm 2
A Wel 1257 6283 γ M1
La verifica è ampiamente soddisfatta. Il carico può crescere fino al valore ottenuto con il metodo
precedente per l’asta 1 (N=31725). I due metodi sono quindi equivalenti.
Si deve però osservare che applicando la teoria del secondo ordine si possono risolvere anche casi
nei quali è difficile considerare una snellezza equivalente.
Ad esempio, nel caso di asta con sezione variabile con continuità, l’asta può essere verificata con la
teoria del secondo ordine adottando un’imperfezione di freccia iniziale e0.d ragionevolmente a
favore di stabilità.

FLESSIONE E COMPRESSIONE ASSIALE


Formula approssimata
Indicando con θ = N / N cr il rapporto tra l’azione assiale di compressione ed il carico critico
euleriano e con y1(x) il valore della deformazione trasversale calcolata con la teoria del primo
ordine, vale con buona approssimazione la seguente espressione per la deformata del secondo
ordine:
y1 ( x) y1 ( x)
y2 ( x ) = = (1)
1 − θ 1 − N / N cr

Pertanto il valore del momento flettente del secondo ordine (M2) può ricavarsi da quello del primo
ordime (M1) adottando la seguente espressione:
y1
M 2 = M 1 + N y2 = M 1 + N da cui :
1 −θ
M  N y    N cr y1 
M 2 = 1 1 +  cr 1 − 1θ  ponendo :  − 1 = ψ si ha infine :
1 −θ   M1    M 1 

M 1 (1 + ψθ ) M eq
M2 = = (2)
1 −θ 1−θ
L’approssimazione della (1) è molto migliore di quella della (2), che comunque viene largamente
impiegata per la sua semplicità e perché evidenzia la condizione di instabilità facendo tendere M
all’infinito per N=Ncr.
Si noti che le formule sono applicabili anche per N di trazione (valore negativo). In tal caso la
freccia diminuisce.
NORMATIVA ITALIANA
La normativa italiana (CNR 10011) adotta per il metodo delle tensioni ammissibili la formula di
interazione:
N M eq
ω + ≤ σ adm
A  N 
W 1 − ν 
 N cr 

nella quale:
ν è il coefficiente di sicurezza (1.5)
Meq è il momento equivalente da calcolare nel modo seguente:
Meq = M per momento costante
Meq = 1.3 Mm con la limitazione 0.75 Mmax < Meq < Mmax essendo Mm il momento
medio lungo l’asta e Mmax il momento massimo.
Nel caso di asta soggetta ai soli momenti di estremità (fig. 1) si assume
Meq = 0.6 Ma –0.4 Mb > 0.4 Ma con |Ma|>|Mb|

Fig 1
Dividiamo ambo i membri per σadm:
N M eq
+ ≤1
σ adm A  N 
σ admW 1 − ν 
ω  N cr 

Moltiplichiamo e dividiamo per il coefficiente di sicurezza ν:


ν M eq
νN 1 − ν N / N cr
+ ≤1
ν σ adm A ν σ admW
ω
Usando i simboli dell’eurocodice si può scrivere:

M eq , Sd
N Sd 1 − N Sd / N cr N Sd M [Link]
, Sd
.

+ = + ≤1
N b , Rd M c , Rd N b , Rd M c , Rd
Con il simbolo M [Link] .
, Sd si è indicato il momento equivalente del secondo ordine.
EUROCODICE [EC3 #5.5.4]

L’Eurocodice introduce la seguente formula, valida per sezioni trasversali di classe 1 e 2, per
verificare una membratura soggetta all’azione combinata di momento flettente e azione assiale:
N sd M sd
+k ≤1 [5.51]
N [Link] M [Link]
χ min ⋅ A ⋅ f y
in cui N [Link] =
γ M1

Wpl ⋅ f y
M [Link] =
γ M0
µ ⋅ N Sd
k = 1− con la limitazione k ≤ 1,5
γ M 1 ⋅ N [Link]
Il coefficiente k, oltre ad essere un termine di amplificazione del momento del primo ordine Msd
come 1/(1-N/Ncr) per la normativa italiana, congloba anche la trasformazione dal valore del
momento esterno MSd (variabile lungo l’asta) al valore del momento equivalente Meq.
Si può osservare che a favore di sicurezza si può adottare sempre k=1.5. A prima vista sembra che k
sia <1 e che diminuisca all’aumentare di N. Si capisce poi che µ è <0. Infatti:
 Wpl − Wel  λ
µ = λ (2βM − 4 ) +   con la limitazione µ ≤ 0,9 e con λ =
 Wel  λ1

Supponiamo, per semplicità e a favore di sicurezza, di fare la verifica con Wel e quindi di
considerare Wpl=Wel. Si ha in tal caso:
µ = λ (2βM − 4 )
dove: βM coeff. di momento equivalente uniforme per l’instabilità flessionale [EC3 fig 5.5.3 ],
dipende dalla distribuzione del momento lungo l’asta.
EC3 Fig. 5.5.3: Coefficienti di momento equivalente uniforme

β M ,ψ = 1.8 − 1.1⋅ψ
Ψ

−1 ≤ Ψ ≤ 1

β =1.3
1 .4 N Sd
µ=−1.4λ k = 1+ ⋅λ
1 .1 N b . Rd

β =1.4
1 .2 N Sd
µ=−1.2λ k = 1+ ⋅λ
1 .1 N b . Rd

MQ

β M = β M ,Ψ + ( β M ,Q − β M , Ψ )
∆M


M Q = max M

 max M

∆M = 

∆  max M + min M
Momento costante:

Ψ=1
β =1.1

Ψ =1 ⇒ βM , Ψ = 1.8 − 0.7 ⋅ Ψ = 1.1

⇒ µ = λ (2 β M − 4) = −1.8 ⋅ λ < 0.9 O.K .

Il valore di µ è negativo e quindi k risulta maggiore dell’unità:


1.8 ⋅ NSd
k = 1+ ⋅ λ ≤ 1.5
1.1 ⋅ N [Link]

Momento con diagramma incrociato:

⇒ β M ,Ψ = 1.8 − 0.7 ⋅ Ψ = 2.5

Ψ=−1 ⇒ µ = λ (2 β M − 4) = λ con µ ≤ 0.9


β =2.5 µ ⋅ N Sd 0.9 ⋅ N Sd
k = 1− = 1− ⋅ λ ≤ 1.5
γ M 1 ⋅ N [Link] 1.1 ⋅ N b. Rd

In questo caso k diminuisce all’aumentare di N. Si noti però che l’effetto amplificativo del secondo
ordine avviene lontano dai vincoli dove il momento è minore.
Momenti d’estremità e carico laterale nel piano

q ⋅ l2
MQ = =|max M| dovuto al solo carico laterale
8
q ⋅ l2 q ⋅ l2 q ⋅ l2
∆M = + = Ψ = −0.5
12 8.9 5.1
β M , Ψ = 1 . 8 − 0 . 7 ⋅ Ψ = 2 . 15 β M ,Q = 1 . 3
Il coefficiente di momento equivalente uniforme risulta:
MQ 1/ 8
β M = β M ,Ψ + ( β M ,Q − β M ,Ψ ) = 2.15 + (1.3 − 2.15) = 1.61
∆M 1 / 5.1

µ = (2β M − 4 ) ⋅ λ = (2.61 − 4 ) ⋅ λ = −0.78 ⋅ λ


µ ⋅ NSd 0.78 ⋅ NSd
k = 1− = 1+ ⋅ λ ≤ 1.5
γ M1 ⋅ N [Link] 1.1 ⋅ N [Link]
Esempio 1
Determinare il valore massimo del momento sollecitante agente in presenza
dell’azione assiale NSd=[Link]/2=202.6 kN
Acciaio Fe360 fy=235 N/mm2
IPE 200 A=2850mm2 Wel=1.94 105 mm3 Wpl=2.206 105 mm3
iy=82.6mm
b=100mm h=200mm tf=8.5mm < 40mm ⇒ curva d’instabilità a)
[EC3 prospetto 5.5.3]
L=7756mm
L E
λ= = 93.9 λ1 = π ⋅ = 93.9 ⋅ ε = 1
iy fy

λ 235
λ= =1 con ε = =1
λ1 fy

χ ⋅ A ⋅ fy
N b, Rd = = 405.26kN con χ = 0.6656 (vedi es. precedente)
γ M1

In presenza di flessione deve essere [EC3 5.5.4]:


N sd M sd
+k ≤1 [5.51]
N [Link] M [Link]

W pl ⋅ f y
con M [Link] = = 47.128 kN
γ M1
Il coefficiente di momento equivalente uniforme vale:
βM , Ψ = 1.8 − 0.7 ⋅ Ψ = 1.1 essendo Ψ=1

Quindi:
Wpl − Wel 220.6 − 194.3
µ y = λ ⋅ (2βM − 4) + = 1 ⋅ (2.2 − 4) + = −1.8 + 0.135 = −1.665 < 0.9
Wel 194.3

µ y ⋅ NSd 1.665
ky = 1− = 1+ ⋅ 0.5 = 1.757 ≤ 1.5 ⇒ k y = 1.5
γ M1 ⋅ N [Link] 1.1
La [5.51] diviene quindi:
N sd M 1 M
+ k sd = + 1.5 ⋅ sd ≤ 1
N [Link] M [Link] 2 M [Link]
M [Link]
M Sd ≤ 0.5 ⋅ = 0.333 ⋅ M [Link] = 15.709 kNm
1.5

L’esempio può essere svolto anche con la teoria del secondo ordine calcolando l’imperfezione
geometrica equivalente:
e0,d = α ⋅ (λ − 0.2) ⋅ k γ ⋅ Wel / A = 14.07mm (vedi es. precedente)

La freccia del primo ordine provocata da MSd vale:


MSd ⋅ L2
f0 = = 28.95mm
8 ⋅ EJ
La freccia totale del primo ordine vale quindi:
e1 = e0,d + f 0 = 43.02mm

La freccia del 2° ordine, usando la formula approssimata, vale:


e1
e2 = = 61.67mm
NSd
1−
NE

π2 ⋅ E ⋅ A N [Link]
con: NE = = 669.935 kN e N Sd = = 202.63 kN
λ2 2
Il momento del secondo ordine in mezzeria vale:
M 2 = M Sd + N Sd ⋅ e 2 = 15.709 ⋅10 6 + 202630 ⋅ 61.67 = 28.206 kNm
La tensione di compressione massima vale:
N Sd M 2 f
σ max = + = 71.1 + 145.2 = 216.3 N / mm 2 ≅ y = 213.6
A Wel γ M1
Programma Profili
Esempio 2

Determinare il valore massimo del momento sollecitante posto NSd=[Link]/2.


Acciaio Fe360 fy=235 N/mm2, IPE 200, L=7756mm

Come nell’esempio precedente risulta:


λ
λ= =1
λ1

χ ⋅ A ⋅ fy
N b, Rd = = 405.26kN con χ = 0.6656 (vedi es. precedente)
γ M1
In presenza di flessione deve essere [EC3 #5.5.4]:
N sd M sd
+k ≤1 [5.51]
N [Link] M [Link]

W pl ⋅ f y
con: M [Link] = = 47.128 kN
γ M1
Il coefficiente di momento uniforme equivalente vale:
βM , Ψ = 1.8 − 0.7 ⋅ Ψ = 1.8 essendo Ψ=0

Quindi:
Wpl − Wel 220.6 − 194.3
µ y = λ ⋅ (2βM − 4) + = (2 ⋅ 1.8 − 4) + = −0.2646 < 0.9
Wel 194.3

µ y ⋅ NSd 0.2646
ky = 1− = 1+ ⋅ 0.5 = 1.1203 ≤ 1.5 ⇒ k y = 1.12
γ M1 ⋅ N [Link] 1.1
La [5.51] diviene quindi:
N sd M 1 M
+ k sd = + 1.12 ⋅ sd ≤ 1
N [Link] M [Link] 2 M [Link]

M [Link]
M Sd ≤ 0.5 ⋅ = 0.4463 ⋅ M [Link] = 21.033 kNm
1.12
Calcolo con la teoria del 2°ordine
imperfezione geometrica equivalente:
e0,d = α ⋅ (λ − 0.2) ⋅ k γ ⋅ Wel / A = 14.07mm (vedi es. precedente)

freccia del primo ordine provocata da MSd:


MSd ⋅ L2
f0 = = 19.89mm
9 ⋅ 3 ⋅ EJ
In questo esempio non è immediato calcolare il valore massimo del momento del 2°ordine perché, a
differenza dell’esempio precedente, il momento massimo del primo ordine e la freccia massima non
si verificano nella stessa sezione. Il momento massimo del 2° ordine si può avere in un punto
qualsiasi dell’asta compreso tra l’estremità superiore e la sezione in cui si ha la freccia massima del
primo ordine (questa sezione dista ≅ 0.6 ⋅ L dall’estremo inferiore).
Il valore del momento del 2° ordine può essere calcolato utilizzando l’espressione approssimata:

M 2 ( x ) = M1 ( x ) + N ⋅ y 2 ( x ) =
M
x + N⋅
[
y1 ( x ) + e0d ( x ) ]
L  N 
1 − 
 N E 

essendo:
y1 ( x ) la freccia elastica del primo ordine
x
e0d ( x ) = e0d ⋅ sen(π ⋅ ) imperfezione geometrica (pari a e0d in mezzeria)
L
In questo esempio il valore massimo del momento del secondo ordine M2 si ha a 5900 mm
dall’estremo inferiore ed è pari a 23.62 kNm (vedi diagramma).
Momento 2° ordine

25
20
M2 [kNm]

15
10
5
0
0 2000 4000 6000 8000
x [mm]
La verifica della sezione fornisce quindi:
N Sd M 2 f
σ max = + = 71.1 + 122 = 193 N / mm2 ≅ y = 213.6
A Wel γ M1
valore prossimo alla resistenza.

Programma Profili
Esempio 3
Determinare il valore massimo del momento
sollecitante in presenza dell’azione assiale:
NSd=[Link]/2
Acciaio Fe360 fy=235 N/mm2
IPE 200
L=7756mm

Il coefficiente di momento equivalente uniforme vale:


βM , Ψ = 1.8 − 0.7 ⋅ Ψ = 2.5 essendo Ψ=-1

Si ha quindi:
Wpl − Wel 220.6 − 194.3
µ y = λ ⋅ (2βM − 4) + = (2 ⋅ 2.5 − 4) + = 1.13 < 0.9 ⇒ µ y = 0.9
Wel 194.3

µ y ⋅ N Sd 0.9
ky = 1− = 1− ⋅ 0.5 = 0.591 ≤ 1.5
γ M 1 ⋅ N [Link] 1.1
La [5.51] diviene:
N sd M sd 1 M sd
+k = + 0.591 ⋅ ≤1
N b. Rd M c. Rd 2 M c. Rd

M [Link]
M Sd ≤ 0.5 ⋅ = 0.846 ⋅ M c. Rd = 39.87 ⋅ kNm
0.591
Programma Profili

La verifica a presso-flessione è soddisfatta. Non è però soddisfatta la verifica di resistenza della


sezione più sollecitata (vedi form seguente). La verifica all’instabilità flesso-torsionale può essere
ignorata se si suppone che l’asta sia controventata con continuità nel piano y-y.

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