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Ennio Melis

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Ennio Melis (Firenze, 7 ottobre 1926 – Roma, 21 febbraio 2005) è stato un produttore discografico
italiano.

Viene considerato il padre dei cantautori italiani[1].

Indice
Biografia
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni

Biografia
Dopo essersi trasferito a Roma, nel 1945 venne assunto come segretario di papa Pio XII alla Città del
Vaticano, grazie a un annuncio letto su il Messaggero; nel corso dei nove anni successivi conquistò sempre
di più la fiducia del Pontefice, ed uno dei suoi compiti era quello di accompagnare i giornalisti e i
cineoperatori statunitensi che si recavano dal Papa, soprattutto a Castel Gandolfo.

Alla fine del 1954, poiché la Radio Corporation of America, casa madre dell'RCA Italiana (nonché
proprietaria del 90 % delle azioni mentre l'altro 10 % era di proprietà del Vaticano[2]) propose di chiudere la
sede italiana, il cui bilancio era in perdita, Papa Pio XII decise di inviare uno dei suoi segretari laici,
Melis,[3], ad ispezionare gli uffici e la fabbrica assieme al conte Enrico Pietro Galeazzi, presidente della casa
discografica.

Melis giudicò l'azienda non solo meritevole di essere conservata, ma anzi di essere lanciata in grande stile,
valutando il settore della musica leggera come in probabile espansione negli anni futuri: su spinta di Papa
Pio XII la casa madre sostituì l'ingegner Antonio Giuseppe Biondo (direttore della fabbrica di dischi) e il
conte Galeazzi, precedenti responsabili dell'etichetta, con il giovane Melis che, iniziando a lavorare per la
casa discografica nel novembre 1955, ne divenne ufficialmente segretario nell'aprile 1956; gli fu affiancato
Giuseppe Ornato nel ruolo di Amministratore Delegato e, a partire dall'agosto 1959, di Direttore
Generale[4].

Come direttore artistico Melis assunse Vincenzo Micocci, giovane commesso nel negozio di dischi dello zio
("Musica e radio", in via delle Convertite a Roma), segnalatogli dall'agente dell'RCA per via del
quantitativo di dischi venduti (superiori alla media di altri negozi)[5], e insieme i due rilanciarono l'etichetta
scritturando alcuni nuovi artisti, Nico Fidenco, Gianni Meccia, Jimmy Fontana ed Edoardo Vianello, per
cui coniarono la parola cantautore[1][6].
Inoltre venne creato uno staff di musicisti arrangiatori giovani come Ennio Morricone, Luis Bacalov,
Gianni Marchetti, Bruno Zambrini, e parolieri come Franco Migliacci e Sergio Bardotti; Melis inoltre aprì
anche gli studi di registrazione di proprietà dell'etichetta al km 12 della via Tiburtina, dove centralizzò tutte
le attività di produzione discografica[7].

Nel 1961, quando Micocci lasciò l'RCA per passare alla Dischi Ricordi come direttore artistico al posto di
Nanni Ricordi, Melis chiamò al suo posto proprio quest'ultimo, che portò dalla Ricordi alla RCA alcuni
artisti come Gino Paoli e Sergio Endrigo; in seguito lo stesso Melis si occupò della direzione artistica, e
fondò alcune etichette satelliti come la Arc, affidata a Sergio Bardotti, con cui vennero lanciati tra gli altri
Patty Pravo, Lucio Dalla, The Primitives e The Rokes.

Nel 1969 si accordò con Mogol, Lucio Battisti e gli altri dirigenti della Numero Uno per la distribuzione
della casa discografica, con un catalogo che, oltre allo stesso Battisti, ebbe tra gli artisti la Premiata Forneria
Marconi, Bruno Lauzi, la Formula 3, Edoardo Bennato e Ivan Graziani tra gli altri.

Nel 1970 fece un accordo simile con Micocci per la distribuzione della sua casa discografica, la It,
rilevandone poi alcuni artisti come Antonello Venditti e Francesco De Gregori[8], e creò il Cenacolo[7],
facendo quindi crescere una generazione di cantautori lanciati dall'RCA (oltre a quelli già citati, Claudio
Baglioni, Rino Gaetano, Rosalino Cellamare, Riccardo Cocciante, Edoardo De Angelis, Renzo Zenobi,
Mimmo Locasciulli, Piero Ciampi, Renato Zero, Paolo Conte, Stefano Rosso, Ivano Fossati e di artisti
come Gabriella Ferri, Nada, la Schola Cantorum ed Anna Oxa).

Nel 1983, avendo saputo che la BMG Ariola era interessata all'acquisto della RCA, e che quindi i dirigenti
statunitensi avevano la necessità di operare una forte riduzione del personale in tutto il mondo e, quindi,
anche in Italia (dove da 600 dipendenti bisognava scendere a 200)[1], Melis decise di dimettersi e di
abbandonare l'azienda, lavorando per un breve periodo alla Compagnia Generale del Disco[9] (solo 10 anni
dopo, nel 1993, tentò di reinserirsi nel mondo discografico fondando una nuova casa discografica, la THM,
pubblicando due album di Renzo Zenobi[10][11]).

Si dedicò quindi al giornalismo musicale, collaborando tra le altre con la rivista Ciao 2001.

Dopo una lunga malattia, scomparve a settantanove anni, e ai funerali parteciparono molti nomi noti della
musica leggera italiana.

Note
1. http://forum.corriere.it/fegiz_files/22-02-
2005/morto_morto_ennio_melis_papa_dei_cantautori_italiani-370622.html
2. ^ https://books.google.it/books?id=zsp6RP2-
HScC&pg=PT128&lpg=PT128&dq=%22ennio+melis%22&source=bl&ots=OMzsfkzKFw&sig=
GMWelkA2pRU2ELE_P0_j7XVU&hl=it&sa=X&ved=0CCAQ6AEwADgeahUKEwi1woTYxO_H
Y#v=onepage&q=%22ennio%20melis%22&f=false
3. ^ cfr. l'intervista (http://www.ilpopolodelblues.com/new/0205/melis.html) Archiviato (https://we
b.archive.org/web/20091218112845/http://www.ilpopolodelblues.com/new/0205/melis.html)
il 18 dicembre 2009 in Internet Archive.
4. ^ https://books.google.it/books?
id=WL0rEJi6suYC&pg=PA66&lpg=PA66&dq=%22ennio+melis%22&source=bl&ots=3vhSxIYX
_HAhUFPxQKHZHHBd4#v=onepage&q=%22ennio%20melis%22&f=false
5. ^ http://www.lastampa.it/2010/11/05/spettacoli/l-uomo-che-invento-i-cantautori-
t8BRB0XqBgzog6ePmJQDrL/pagina.html
6. ^ Il primo articolo giornalistico in cui è documentata la parola è, allo stato attuale delle
ricerche, Chi sono i cantautori?, non firmato, pubblicato su Il Musichiere n° 90 del 17
settembre 1960
7. http://www.ilpopolodelblues.com/pdb/old/new/0205/melis.html
8. ^ https://books.google.it/books?
id=e_CbaroItG8C&pg=PA55&lpg=PA55&dq=%22ennio+melis%22&source=bl&ots=e9Gy2JiL1
Akjo&hl=it&sa=X&ved=0CDoQ6AEwBTgKahUKEwjymK7_t-
_HAhUFPxQKHZHHBd4#v=onepage&q=%22ennio%20melis%22&f=false
9. ^ Copia archiviata, su cverdier.blogspot.it. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale
il 27 settembre 2013).
10. ^ Copia archiviata, su discografia.dds.it. URL consultato l'11 settembre 2015 (archiviato dall'url originale
il 4 marzo 2016).
11. ^ Copia archiviata, su discografia.dds.it. URL consultato l'11 settembre 2015 (archiviato dall'url originale
il 4 marzo 2016).

Bibliografia
Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, Armando Curcio
Editore (1990); alla voce Melis Ennio, di Ernesto Bassignano, pag. 1054
Maurizio Becker, C'era una volta la RCA. Conversazioni con Lilli Greco, Coniglio editore
(2007)
Vincenzo Micocci, Vincenzo io ti ammazzerò, Coniglio editore (2009)
Claudio Ricordi (a cura di), Ti ricordi Nanni?: l'uomo che inventò i cantautori, Excelsior 1881
editore, (2010)

Collegamenti esterni
Un'intervista ad Ennio Melis, su ilpopolodelblues.com.
Biografia di Ennio Melis su Musica e dischi, su musicaedischi.it. URL consultato l'11 settembre
2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
VIAF (EN ) 6151147605369757760000 (https://viaf.org/viaf/6151147605369757760
000) · LCCN (EN ) n2017070827 (http://id.loc.gov/authorities/names/n2017070827) ·
Controllo di
BNF (FR ) cb171349967 (https://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb171349967) (data) (h
autorità
ttps://data.bnf.fr/ark:/12148/cb171349967) · WorldCat Identities (EN ) lccn-
n2017070827 (https://www.worldcat.org/identities/lccn-n2017070827)

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