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John Donne

And all my
pleasures are like
yesterday
Traduzione di Omar Wisyam

La piccola biblioteca di Omar Wisyam


Vol. 7
And all my pleasures

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And all my pleasures

John Donne

“And all my pleasures are 
like yesterday”

1.
Tu mi hai fatto, e il Tuo lavoro 
decadrà?
Salvami ora, perché ora la mia fine sta 
arrivando,
corro verso la morte, e la morte mi 
viene incontro rapida,
e tutti i miei piaceri sono cosa di ieri;

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And all my pleasures

non so muovere i miei occhi deboli da 
alcuna parte,
la disperazione dietro di me, e la 
morte prima mi gettano
in tale terrore, e malata la mia carne si 
distrugge
per il peccato in lei, che verso 
l'inferno la spinge. 
Solo Tu sei al di sopra, e quando 
guardo verso Te
perché mi concedi di guardarTi, sorgo 
ancora;
ma il nostro vecchio e sottile nemico 
mi tenta,
che non un'ora da me posso resistere;
la Tua grazia mi innalzi da poter 
prevenire la sua arte,
e Tu come adamante attira il mio 
cuore di ferro.

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And all my pleasures

2.
A causa di tanti motivi rassegno io
me stesso a Te, Dio, prima perché fui 
fatto
da Te, e per Te, e quando decaddi
il Tuo sangue comprò quello che già 
prima era Tuo;
io sono Tuo figlio, fatto con Te stesso 
per splendere,
Tuo servo, le cui pene hai già 
ripagato,
del Tuo gregge, Tua immagine, e, 
finché non ho tradito
me stesso, tempio del Tuo spirito 
divino.
Perché il diavolo usurpa ciò?
Perché ruba, perché violenta ciò che è 
Tuo per diritto?
A meno che Tu sorga e per la Tua 
opera combatta,
presto mi dispererò; quando vedo
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And all my pleasures

quanto Tu il genere umano ami, ma 
ancora non mi scegli,
e che Satana mi odia, ma ancora 
perdermi non vuole.

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3.
Potrebbero quei sospiri e quelle 
lacrime tornare ancora
nel petto e negli occhi miei, quelle 
che ho spanto,
che potrei in questa sacra 
scontentezza
versare con qualche frutto, come già 
ho fatto invano;
nella mia idolatria quali quantità di 
piogge
i miei occhi hanno rovinato? Quali 
dolori il mio cuore strappavano?
Quale sofferenza era il mio peccato; 
ora mi pento;
per la causa di cui ho sofferto devo 
soffrire le pene.
L'ubriacone, il ladro che osserva nella 
notte,
il depravato consumato, l'orgoglioso

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And all my pleasures

hanno il ricordo di passate gioie, per 
conforto
di mali che stanno per arrivare. 
Povero me, per me non è prevista
nessuna mitigazione; perché lunga e 
forte sofferenza è stata
l'effetto e la causa, la punizione e la 
colpa.

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4.
Anima mia nera! Ora tu sei ricevuta
dalla malattia, araldo della morte, di 
lei campione;
tu sei come un pellegrino, che da altre 
parti ha commesso
un tradimento, e non osa tornare da 
dove è partito,
o come un ladro, che finché non è 
letta la condanna a morte,
crede di poter essere rilasciato dalla 
prigione;
ma condannato e portato 
all'esecuzione,
crede che potrebbe ancora restare in 
prigione.
Ma la grazia, se ti penti, non ti 
abbandona.
Ma chi ti darà quella grazia che serve 
ad iniziare?

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Fa' da te stessa con una sacra veste 
nera,
e rossa di vergogna, perché sei nel 
peccato;
o lavati nel sangue di Cristo, che 
potrebbe far questo,
essendo rosso, tingere le rosse anime 
di bianco.

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5.
Non essere spavalda morte, anche se 
molti ti hanno chiamata
potente e crudele, perché, così non sei 
tu,
perché, quelli che tu hai pensato, che 
tu travolgi,
non muoiono, povera morte, neppure 
puoi uccidere me.
Dal riposo e dal sonno, che solo tue 
figure sono,
molto piacere, da te, molto di più ne 
viene,
e i primi i nostri migliori uomini con 
te se ne vanno,
riposo delle loro ossa, e dell'anima la 
liberazione.
Tu sei schiava del fato, del caso, dei re 
e di esseri disperati.
E te ne stai con veleni, guerra e 
malattie,
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e oppio e incanti possono 
addormentarci,
e meglio che un tuo colpo; perché ti 
riempi d'orgoglio?
Un breve sonno, dopo, ci svegliamo 
eternamente,
e la morte non sarà più; morte, tu 
morirai.

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6.
Cosa accadrebbe se questa presente 
fosse l'ultima ora del mondo?
Segna nel mio cuore, anima, dove tu 
resti,
la figura di Cristo crocifisso, e dimmi
se quell'aspetto può addolorarti,
le lacrime nei Suoi occhi attenuano la 
luce abbagliante,
il sangue colma la Sua fronte, che dal 
Suo capo ferito scende.
E può quella lingua giudicarti per 
l'inferno,
quella che pregava pietà per le offese 
crudeli dei Suoi nemici?
No, no; ma come nella mia idolatria
ho detto a tutte le mie profane amanti,
bellezza, come lo fosse della pietà, 
mentre la pazzia sola è
un segno della severità: così ti dico,

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a spiriti malvagi sono assegnate forme 
orride,
questa nobilmente bella forma dà 
sicurezza di una mente pietosa.

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7,
Oh, a vessarmi, i contrari si 
incontrano in uno.
L'incostanza innaturalmente ha 
realizzato
un'abitudine costante; che quando non 
vorrei
cambio nei voti, e nella devozione.
Secondo umore è la mia contrizione
come il mio amore profano, e così 
presto dimenticato.
Come irrisolvibilmente malato, 
ghiacciato e accalorato,
nella preghiera come nel silenzio; 
nell'infinito come nel nulla.
Non osavo guardare al paradiso ieri; e 
oggi
nelle preghiere, con chiacchiere e 
lamenti provo con Dio:
domani avrò timore con vera paura 
della Sua rabbia.
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Così i miei attacchi di devozione, 
vengono e se ne vanno via
come una febbre di fantasia; salvo che
quelli sono i miei migliori giorni, 
quando tremo di paura.

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8.
Un inno a Cristo
per l'ultimo viaggio dell'autore in 
Germania

Su quale nave lacerata mi imbarchi,
quella nave sarà il mio emblema della 
Tua arca.
Quale mare mi inghiotta, quei flutti
saranno per me un emblema del Tuo 
sangue.
Sebbene Tu con nubi rabbiose 
nasconda
il Tuo volto; tuttavia attraverso quella 
maschera conosco quegli occhi,
che, anche se si girano altrove qualche 
volta,
mai di disprezzo sono capaci.

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Sacrifico quest'isola a Te, 
e tutto ciò che vi ho amato, e chi mi 
amò;
quando ho messo il nostro mare tra 
loro e me,
metti il Tuo sangue tra i miei peccati e 
Te.
Come la linfa dell'albero cerca sotto la 
radice
d'inverno, nel mio inverno ora io vado
dove nessuno eccetto Te, l'eterna 
radice,
del vero amore possa conoscere.

Né Tu né la Tua religione dovete 
controllare
la capacità d'amore di un'anima 
armoniosa,
ma non vorresti avere quell'amore se 
non per Te stesso: come Tu

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sei geloso, Signore, così io sono 
geloso ora,
Tu non mi ami, finché dall'amarti di 
più, Tu liberi
l'anima mia: chi la dà, la prende, la 
libertà:
se a Te non importa chi io ami,
allora, Tu non mi ami.

Firma dunque questo atto di divorzio 
da tutto,
su chi caddero quei deboli raggi 
d'amore;
sposa quegli amori, che in gioventù 
sparsi
su fama, arguzia, speranze (false 
amanti) in Te.
Sono le chiese migliori per la 
preghiera, quelle che hanno meno 
luce:

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per vedere solo Dio, mi allontano 
dalla vista di tutti:
per fuggire giorni di tempesta, scelgo
una notte interminabile.

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9.
Batti sul mio cuore, Dio in tre 
persone: perché,
per quanto ancora bussi, respiri, 
splendi, e cerchi di purificare,
perché io possa sorgere, e rimanere, 
travolgimi, e curva su me
la Tua forza, spezza, colpisci, 
incendia, e rendimi nuovo.
Io, come una città usurpata, a un altro 
dovuta,
traffico per ammetterti, ma, senza 
esito,
la ragione, tuo viceré in me, mi 
difenderebbe,
ma è prigioniera, e debole e insincera.
Ma tanto ti amo, e vorrei essere 
amato,
ma sono promesso al tuo nemico:
divorzia da me, sciogli, rompi quel 
nodo ancora di nuovo,
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prendimi con te, imprigionami, 
perché io
salvo che non mi incateni, non sarò 
mai libero,
neppure casto, a meno che tu non mi 
violenti.

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