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Sistema di prevenzione e protezione 1 Memo - 1

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Valutazione del rischio La valutazione del rischio e’ un metodo con cui viene condotta l’analisi di una
situazione, nel caso specifico un ambiente di lavoro, per valutarne la
sicurezza.

In primo luogo viene condotta una verifica di conformità: verifica


dell’applicazione delle norme. Se questo esame e’ positivo, tutte le norme
applicabili alla situazione lo sono correttamente, si passa all’analisi del rischio
residuo.

Quasi certamente la sola applicazione delle norme, passo comunque molto


importante, non garantisce l’eliminazione di tutti i rischi.
I rischi residui vanno valutati e va valutato il loro livello:
- se il livello e’ accettabile, non occorrono ulteriori azioni, salvo il
miglioramento della situazione, quando sia possibile realizzarlo;
- Se rientra in un rischio non accettabile, la situazione deve essere
migliorata, finche’ il rischio non arrivera’ a questo livello, o in alternativa
totalmente ripensata per ricondurre il rischio ad un livello di accettabilità.

E’ chiaro comunque come questo sia uno schema di analisi, un modo per
valutare il problema, ma di per se’ non ci offre un modello di gestione.

Dobbiamo quindi distinguere fra:


- una analisi puntuale, che in un dato momento ci misura lo stato della
situazione, ma vale in quel momento, e nulla ci dice di quanto puo’ essere
accaduto prima o dopo;
- Un modello di gestione, che prende in considerazione una serie di variabili,
ne segue l’evoluzione nel tempo, ne controlla e condiziona il loro
andamento.
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E’ ovvio che l’obiettivo sia di arrivare ad un modello di gestione, che ci permetta


di raggiungere un certo livello di performances e di mantenerle nel tempo.

Dobbiamo quindi individuare dei parametri che ci permettano, a partire dal


processo di valutazione del rischio, di raggiungere determinati livelli, in termini di
sicurezza, e di mantenerli nel tempo.

Un modello di gestione Un modello di gestione: un modello che comprenda una serie di variabili da
tenere sotto controllo, per assicurare che la situazione sia corretta dal punto di
vista della sicurezza e si mantenga ad un livello almeno accettabile nel tempo.

Il modello di gestione deve anche segnalare il momento in cui la situazione


peggiorasse e permettere un intervento che ripristini un livello di sicurezza piu’
elevato.

Questo modello e’ basato sulle gestione di cinque aree:


- non conformita’
- Documentazione
- Manutenzione
- Emergenza
- Formazione

Vale a dire che queste sono le cinque aree che devono essere gestite per
assicurare che il modello funzioni ed assicuri un livello di sicurezza
soddisfacente nel tempo.

La prima parte e’ partire dalle non conformita’ emerse nell’analisi della


valutazione del rischio.

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Valutazione del rischio Il punto di partenza di un modello di questo genere deve comunque essere
la valutazione del rischio, attraverso questo processo possiamo individuare:
- le non conformita’
- le situazioni di rischio
- per le situazioni di rischio non accettabili il modo per modificare il
profilo di rischio

Individuazione delle non conformità Teoricamente in un modello ideale questa fase non dovrebbe esistere: il
presupposto della valutazione del rischio e’ una situazione in cui la perfetta
conformita’ alle norme e’ già stata ottenuta e si va a valutare il rischio
residuo che permane anche dopo questa fase.

Di fatto nella quasi totalita’ delle situazioni permane una parte piu’ o meno
grande all’interno di questa area: situazioni in cui non e’ stato ancora
raggiunto il livello di prestazione prescritto dalle norme.

E’ ovvio che sia il primo livello su cui intervenire:


- presumibilmente una situazione non conforme presenta un rischio reale,
rischio che l’incidente si verifichi;
- In secondo luogo il rischio di sanzione, ad un eventuale controllo una
situazione di questo genere presenta il rischio di sanzione, anche se il
rischio reale non si fosse verificato;

Quindi e’ certamente il primo livello su cui intervenire.

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Valutazione del rischio Il secondo livello che abbiamo e’ quello legato alla valutazione del rischio:
situazioni che pur non essendo in contrasto con la normativa vigente
presentano un livello di rischio troppo alto.

Facciamo due esempi per chiarire la situazione:


- l’esempio del caso precedente: in una situazione abbiamo un parapetto
alto 85 cm. E’ una situazione rischiosa ed in contrasto con la normativa;
deve essere adeguato sia per la non conformita’ che per la situazione di
rischio;
- Possiamo avere un parapetto alto 100 cm., ma posto in una zona non
controllata in cui potremmo avere dei comportamenti difformi (il
ragazzino che appoggia la sedia e tenta di scavalcare il parapetto). Qui
non c’e’ nessun contrasto con la norma, ma una situazione di rischio.

Non conformita’ e priorita’ di azione Prendendo in mano il report di non conformita’, risultato della valutazione
del rischio abbiamo una lista delle priorita’ su cui intervenire.

All’interno delle non conformita’ individuiamo delle priorita’ di azione basate


su:
- gravita’ del rischio
- Tempi di azione
- Carattere della non conformita’

Gravita’ del rischio La valutazione della gravita’ del rischio viene graduata su una scala da 1 a
5, dove la situazione piu’ grave e’ la 1.

Le possibili graduazioni sono:


1. Rischio grave: un incidente grave non puo’ essere escluso
2. Rischio significativo: un incidente non puo’ essere escluso
3. Rischio non trascurabile: non si puo’ escludere un incidente non grave
WTD 4. Rischio non trascurabile non si puo’ escludere una patologia
5. Rischio trascurabile: l’incidente non si verifichera’ o avra’ conseguenze
trascurabili
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Tempi dell’azione Le possibili graduazioni sono:


1. Azione immediata anche con misure provvisionali
2. Azione da prendere in tempi brevi
3. Azione da programmare
4. Azione non prioritaria: verificare la fattibilita’
5. Nessuna azione al momento: riconsiderare per futuri interventi

Caratteri della non conformita’ Le possibili graduazioni sono:


1. Violazione di norma di legge
2. Violazione di norma tecnica o di buona pratica
3. Non ci sono norme: valutazione dei rischi
4. Violazione formale
5. Azione di miglioramento

Dalla combinazione di questi tre fattori abbiamo una indicazione della


priorita’ da assegnare agli interventi

Soggetto che deve risolvere la non Una parte delle non conformita’ sono a carico della scuola: organizzazione
conformita’ interna, modo in cui viene utilizzato l’edificio, ecc.
Una parte sono a carico dell’ente proprietario: questioni relative all’edificio o
agli impianti.
Una parte potrebbe anche di responsabilita’ condivisa, questioni in cui
l’intervento potrebbe essere di entrambi i soggetti.

Quindi e’ fondamentale che i due soggetti: scuola ed ente proprietario


collaborino per poter realizzare, ognuno nelle sue competenze, gli interventi
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necessari.
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Quindi la prima azione da fare a seguito della valutazione del rischio e’


intervenire sulle non conformita’, innanzitutto su quelle relative a non
conformita’ ed in seguito a quelle risultanti da una valutazione del rischio.

Un ultima osservazione:
- la logica indica che il modo piu’ corretto di procedere e’ partire dalle non
conformita’ piu’ rilevanti e scendere poi a quelle che lo sono meno;
- Questo e’ assolutamente vero, ma a volte gli interventi piu’ importanti e
rilevanti hanno bisogno di tempi piu’ lunghi (per tempi tecnici, per
esigenze amministrative) e in questo caso e’ assolutamente ragionevole
procedere ad interventi di minor peso e di minor importanza che
possono comunque essere completati in tempi minori.

Facciamo un esempio:
- in una scuola manca l’impianto idranti e abbiamo rilevante che gli
estintori presenti andrebbero integrati collocandone altri.
- E’ ovvio che il primo problema sia sicuramente molto piu’ importante ma
richieda un intervento molto piu’ invasivo, pesante e costoso, mentre il
secondo richiede solamente l’acquisto di qualche estintore e il lavoro di
una mezzora dell’operaio che li colloca.
E’ assolutamente ragionevole che si cominci con il secondo intervento,
fattibile facilmente e in un tempo limitato e nel frattempo si proceda con il
primo che richiedera’ tempi molto piu’ lunghi e un intervento molto piu’
importante.

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Documentazione Il secondo aspetto da considerare e’ la documentazione:
- una serie di caratteristiche dell’edificio che non possono essere verificate
direttamente attraverso l’osservazione, ma devono essere attestate da
documenti;
- Ove questi documenti mancassero anche una verifica visiva e’ del tutto
inutile.

E’ un aspetto importante che deve essere assolutamente considerato.

Su questo aspetto spesso l’idea corrente e’ che la scuola li debba


richiedere, ed una volta che li ha richiesti ha svolto il suo ruolo e non e’
necessario andare oltre.

E’ un luogo comune che deve essere almeno ridimensionato.

Prendiamo un esempio molto significativo: la presentazione della SCIA


(segnalazione certificata di inizio attività) da presentare al Comando dei vigili
del fuoco (art. 4 DPR 1/8/2011 n. 151) quella che comunemente viene
indicata come certificazione antincendio.

La presentazione di questa documentazione e’ un compito a carico


dell’ente proprietario dell’immobile (comuni per le scuole inferiori, provincia
o citta’ metropolitana per le scuole superiori.

Quindi la scuola non puo’ sostituirsi nel caso in cui l’ente non la presenti o
tardi a presentarla.
Non può comunque limitarsi a richiederla e in presenza di una risposta
dilatoria o insufficiente alzare le spalle e sostenere che non sia un suo
obbligo.

Deve comunque avviare un confronto con l’ente locale e nel caso in cui le
risposte siano insufficienti ricorrere alle azioni necessarie per sbloccare
questo stato di cose.
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E’ una situazione in cui la mancanza di azioni potrebbe provocare
conseguenze particolarmente gravi.

Le certificazioni necessarie per gli edifici scolastici sono:


Certificazioni necessarie
- collaudo statico strutturale
- Abitabilita’ / agibilita’ comunale
- SCIA antincendio (solo per le attivita’ previste ed in particolare per le
scuole oltre le 100 persone)
- Dichiarazione di conformità alla regola d'arte degli impianti
- Documentazione relativa alla verifica periodica della messa a terra e di
protezione dalle scariche atmosferiche
- Collaudo Ascensori
- Collaudo Scale esterne
- Documentazione relativa alla classificazione di reazione al fuoco di arredi,
rivestimenti

A questi documenti che sono la prassi per gli edifici, potremmo poi
aggiungere:
- la documentazione relativa alla classificazione di reazione al fuoco di arredi
e rivestimenti che non fanno parte della dotazione degli edifici, ma sono
aggiunti in seguito
- la documentazione attestante la presenza di amianto e la verifica periodica
di questi manufatti (e’ un caso relativamente raro perche’ in moltissimi casi
l’amianto o i manufatti con amianto sono stati rimossi dagli edifici
scolastici);
- La documentazione relativa alle sostanze pericolose:
- Reagenti e sostanze usate all’interno dei laboratori;
- Detergenti e materiali di pulizia usati normalmente.

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Quindi l’analisi e la risoluzione delle non conformita’ e la verifica della
documentazione sono i primi due elementi del sistema ed i primi elementi
che devono essere tenuti sotto controllo.

Vogliamo aggiungere qui un altro elemento della documentazione che e’


importante tenere sotto controllo, non in quanto pura documentazione ma
come un indicatore che potrebbe fornirci degli indizi su eventuali situazioni
critiche o di pericolo.

L’elemento indicato anche dalla normativa e’ l’analisi degli infortuni.

E’ un dato molto importante soprattutto se confrontato con situazioni


analoghe: potrebbe far emergere o dei comportamenti scorretti o altre
carenze che potrebbero produrre una situazione di rischio piu’ elevata.

Facciamo un’ipotesi: nell’attivita’ di una palestra emerge un tasso di


incidenti piu’ alto del solito, se raffrontato ad una media di situazioni
analoghe. Se questo accade dobbiamo andare ad analizzare i dati per
cercare di capire quale potrebbe essere la causa o le cause: pratiche
sportive particolarmente spinte e quindi piu’ rischiose, oppure rischio piu’
elevato degli ambienti, senza escludere naturalmente la combinazione dei
due elementi.

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In una prossima lezione affronteremo gli altri elementi del sistema di
sicurezza:
- gestione della manutenzione: controllo su un insieme di elementi che
potrebbero essere essenziali in casi particolarmente critici (dispositivi
per l’estinzione, dispositivi di primo soccorso, ecc.);
- Gestione dell’emergenza: capacita’ di affrontare situazioni che
potrebbero essere particolarmente rare ma che rischiano di essere
particolarmente gravi e con effetti che potrebbero essere devastanti nel
caso in cui si realizzassero;
- Gestione della formazione: la formazione e’ il modo in cui si puo’ agire
sulla componente comportamentale della sicurezza.

Per ogni questione o domanda relativa ai contenuti di questo modulo di formazione vi chiediamo di inviare una e-mail all’indirizzo
training.wtd@gmail.com

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