Sei sulla pagina 1di 9

Movimentazione manuale dei carichi Memo - 1

Link per scaricare il video https://personal.filesanywhere.com/fs/v.aspx?v=8e6a678959636db6a2a0


Movimentazione manuale dei carichi - Articolo 167 - Campo di applicazione


Natura del rischio 1. Le norme del presente Titolo si applicano alle attività lavorative di
movimentazione manuale dei carichi che comportano per i lavoratori rischi di
patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.
2. Ai fini del presente Titolo, s’intendono:
a) movimentazione manuale dei carichi: le operazioni di trasporto o di
sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del
sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le
loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche
sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in
particolare dorso-lombari;
b) patologie da sovraccarico biomeccanico: patologie delle strutture
osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari.
(D Lgs 81/08 - Titolo VI Movimentazione manuale dei carichi)

Conseguenze sull’organizzazione Articolo 168 - Obblighi del datore di lavoro


1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre ai
mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la
necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.

2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad


opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative
necessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezzi
adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione
manuale di detti carichi, tenendo conto dell’ALLEGATO XXXIII, ed in
particolare (…)

WTD
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 2

Su questo stesso tema ci sono poi delle norme tecniche che vedremo più
avanti.

Una prima considerazione. Normalmente un rischio viene considerato piu’ o


meno significativo sulla base di due fattori:
- l’intensità, la magnitudo con la quale si presenta;
- La frequenza, piu’ meno elevata
Normalmente se questi due elementi sono piu’ rilevanti avremo un rischio
significativo e l’opposto nel caso contrario.
Nel caso della movimentazione manuale dei carichi abbiamo una particolarità
nei casi in cui il rischio si presenta con frequenza bassa.
Con un apparente paradosso, dove la frequenza e’ piu’ bassa il rischio
potrebbe essere piu’ significativo. Perchè accade questo?

Ci sono fattori di rischio in cui il know how, la professionalità del lavoratore


incide poco sul rischio, e sulla sua capacità di gestirlo: pensiamo alla
protezione di un dislivello, che possa provocare una caduta. Se viene
installato un parapetto adeguato, tutti i lavoratori che accederanno a quella
zona, saranno protetti, indipendentemente dal loro know how e dalla loro
professionalità.

Nella movimentazione dei carichi e’ fondamentale il know how del lavoratore,


come effettua la movimentazione del carico.
Se e’ piu’ inesperto la movimentazione sara’ meno efficace ed aumenterà
anche il rischio. L’opposto nel caso contrario. Quindi una operazione meno
frequente fara’ aumentare la probabilita’ che sia affrontata in modo
approssimativo e non nel modo piu’ efficace.
All’opposto, quando il livello di professionalità puo’ ridurre il rischio,
un’operazione frequente avra’ maggiore probabilita’ di esser affrontata in
modo corretto.

WTD
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 3

Fatta questa considerazione per le attivita’ che possono non essere


continuative deve essere data una valutazione sull’incidenza del fattore di
rischio all’interno delle scuole e delle amministrazioni comunali.

Nelle amministrazioni comunali l’attività di movimentazione manuale dei


carichi puo’ essere configurata per due figure professionali:
- operai comunali
- Personale che opera all’interno degli asili nido, sia educatori che
collaboratori scolastici

Per la prima figura professionale l’attivita’ non e’ continua, infatti la


movimentazione dei carichi sussiste per alcune attività, rimozione di carichi,
sgombero di aree, ma ha un carattere di occasionalità: si puo’ presentare in
caso ad esempio di maltempo e poi magari non ripresentarsi piu’ per un
lungo periodo. Per la seconda, attivita’ all’interno degli asili nido e’ una
costante, in particolare durante la prima parte dell’anno, per i bambini piu’
piccoli che ancora in buona parte non camminano e poi si riduce, senza
annullarsi nell’ultima parte dell’anno scolastico.

Nelle scuole la questione e’ decisamente piu’ controversa, in quanto negli


anni passati abbiamo condotto delle rilevazioni per verificare l’esistenza e
l’intensita’ di questo fattore di rischio su due mansioni lavorative: insegnanti
di scuola dell’infanzia e collaboratori scolastici sempre all’interno dello
stesso tipo di scuola.

Le rilevazioni condotte negli anni scorsi non hanno portato a dei risultati
univoci, in quanto in alcuni casi il fattore di rischio e’ emerso come
significativo, mentre in altre realta’ il risultato e’ stato opposto.

Sebbene i risultati non siano cosi’ netti ed univoci, credo che non sia
WTD possibile sostenere una posizione che escluda la presenza di questo rischio,
ma occorra muoversi nell’ipotesi contraria, salvo poi riservarsi di verificare
nella situazione concreta la realta’.
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 4

In tutte le situazioni di lavoro la considerazione del fattore di rischio


movimentazione manuale dei carichi, va considerata in tutti i casi in cui si
debba sollevare o aiutare una persona disabile, sia esso un lavoratore o una
persona del pubblico o a cui si renda un servizio.
Ovviamente questo fattore e’ difficile da valutare a priori.
In linea di massima il fattore va contenuto, migliorando l’accessibilità, ma e’
indubbio che alcune situazioni, come l’accesso ai bagni per degli studenti
disabili difficilmente puo’ essere risolto in altro modo se non con la
movimentazione manuale.

Come procederemo:
- andremo a verificare il contenuto di alcune norme tecniche sulla
questione
- i metodi per cercare di misurare il fattore di rischio;
- Quindi una volta misurato il fattore di rischio, e verificato che sia presente
o almeno vi siano forti indizi sulla sua sussistenza, stabilire il modo in cui il
problema deve essere affrontato.

UNI ISO 11228 - Ergonomics - Manual Le norme di questa serie sono dedicate:
handling - al sollevamento ed al trasporto manuale
- Alle attivita’ di spinta e traino manuale
- Alla movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza

WTD
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 5

Nella norma si considerano diverse situazioni:


1) sollevamento non continuativo in condizioni ideali (peso limitato). In
questa condizione che e’ quella piu’ significativa per noi, il limite di peso
sarebbe di 25 kg per i maschi (18/45 anni) di 20 kg per le donne nella
stessa fascia di eta’, e scenderebbe a 20 kg per i maschi sotto i 18 o
oltre i 45, e a 15 kg per le donne, sotto o sopra quella fascia di eta’.
2) Una situazione analoga a quella precedente in cui il peso rimane sotto il
limite, ma l’attivita’ di sollevamento e’ continuativa
3) Metodo Niosh (l’ente americano che si occupa di sicurezza e salute sul
lavoro - National Institute for Occupational Safety and Health): in questo
caso una equazione considera una serie di variabili (distanza orizzontale,
posizione verticale, spostamento verticale, asimmetria del carico,
frequenza e qualità della presa) per arrivare ad un confronto fra peso
sollevato e peso raccomandato
Gli altri due casi considerano delle situazioni in cui il peso viene trasportato
per una distanza
4) Nel primo caso la distanza e’ inferiore ai 10 metri
5) nel secondo caso e’ superiore a questo limite

WTD
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 6

UNI EN 1005.2 - Manual handling of Questa norma si occupa delle raccomandazioni ergonomiche da applicare
machinery and component parts of nella progettazione di macchinari che prevedono attività di movimentazione
machinery manuale legata al loro uso o alla loro manutenzione.
Si considera una movimentazione di pesi superiori ai 3 kg per un trasporto
al massimo di due metri.

1) viene determinata una massa (peso) di riferimento con valori differenti


per sesso, eta’, ecc.
2) Viene fatta una valutazione del rischio, con una scelta fra tre metodi di
complessita’ crescente. Questi metodi hanno lo scopo di calcolare il
rapporto fra massa effettiva e massa raccomandata, arrivando ad un
indice finale. Nel metodo piu’ completo le variabili prese in
considerazione sono:
1) Peso
2) Altezza verticale
3) Spostamento verticale
4) Posizione orizzontale
5) Spostamento laterale
6) Presa
7) Frequenza
8) Considerazione di ulteriori fattori, come: presa con una sola mano,
movimento eseguito da due persone, carichi molto pesanti
3) L’indice ottenuto viene confrontato con una tabella e sulla base di
questo si determina l’accettabilita’ o meno della situazione

Questo tipo di valutazione dell’attivita’ di movimentazione manuale dei


carichi non sembra comunque il piu’ adatto per le nostre situazioni di
lavoro.

WTD
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 7

ISO/TR 12295: 2014, - “Ergonomics – Questo documento fornisce dei criteri per la corretta applicazione di queste
Application document for international norme e introduce alcuni valori, basati sulla sperimentazione, da attribuire ai
standards on manual handling parametri che identificano ciascun fattore di rischio.

In particolare:
- Va a differenziare il peso per genere ed eta’ della popolazione
- Valuta l’indice di sollevamento
- Considera il sollevamento eseguito da piu’ lavoratori
- Quello eseguito con un solo braccio
- Sulla base di questi indici sono poi stati elaborati degli indici piu’ complessi
che considerano: sollevamenti differenti, sollevamenti sequenziali o
sollevamenti variabili, considerando situazioni piu’ complesse o composite.

Attivita’ di sollevamento semplici Nella attivita’ di sollevamento semplici vengono considerate una serie di
variabili:
- il peso
- La distanza orizzontale del peso dal corpo dell’operatore
- La distanza verticale, come punti di partenza e di arrivo del carico
- La distanza verticale, come distanza compiuta dal peso
- L’asimmetria, la torsione che il busto dell’operatore deve compiere per
spostare il carico
- La presa che l’operatore ha sul carico
- Frequenza, considerando sia il numero di atti al minuto, sia la durata
dell’attivita’ di sollevamento

Queste variabili servono per determinare il peso limite raccomandato, che


messo in rapporto con il peso effettivamente sollevato ci fornira’ l’indice di
rischio

IR = peso sollevato / peso limite raccomandato


WTD
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 8

Indici complessi Questo calcolo base viene poi applicato negli indici complessi:
- nel caso delle mansioni lavorative che consideriamo l’indice migliore appare
il VLI (Variable Lifting Index), con sollevamento di carichi diversi in peso e
dimensioni con delle movimentazioni differenti che non seguono lo stesso
schema
- Nelle situazioni di lavoro considerate, sembrano meno utili il CLI (Composite
Lifting Index) sollevamento degli stessi oggetti con modalita’ operative
differenti, e il SLI (Sequential Lifting Index) sequenze di sollevamento con
carichi diversi e modalita’ di movimentazione variabili

Indicazioni operative A questo punto dobbiamo cominciare a tirare delle conclusioni da tutto il
discorso fatto sinora.

Abbiamo alcune situazioni di lavoro in cui una attività di movimentazione


manuale dei carichi esiste.
Non e’ caratterizzata da una frequenza elevata e da tempi particolarmente
prolungati, ma questo fattore, come abbiamo visto all’inizio, non e’
assolutamente detto che diminuisca il fattore di rischio.

Quindi le linee di azione potrebbero essere:


- identificare le mansioni e spesso le singole azioni all’interno di queste
mansioni, che possono comportare questo rischio:
- Vediamo degli esempi scorretti: il bambino viene preso in braccio
sollevandolo da terra e flettendo la schiena invece delle ginocchia, il
sollevamento di carichi che potrebbero essere suddivisi (piu’ confezioni
invece di una confezione/scatola alla volta, secchio pieno all’orlo, ecc.)
- E’ una questione che puo’ essere risolta prendendo atto della situazione e
WTD apportando delle modifiche contenute alle mansioni di lavoro
Movimentazione manuale dei carichi Memo - 9

Nelle situazioni di lavoro di cui stiamo parlando, fuori da un contesto


industriale spesso si creano delle situazioni di lavoro poco strutturate, in cui
l’iniziativa viene lasciata al singolo lavoratore con delle situazioni di rischio
che possono anche essere non banali.

Credo che il problema possa essere risolto non con la moltiplicazione di


regole e regolette, ma molto piu’ semplicemente individuando per le attività
che possono presentare un profilo di rischio elevato o significativo, dei limiti,
dei punti che non debbano essere superati, e che poi questi limiti vadano
implementati nelle varie situazioni.

Se questo comunque e’ un problema piu’ generale, sulla movimentazione


dei carichi e’ necessario prestare una elevata attenzione:
- alle modalita’ con cui vengono sollevati i bambini, riducendo questo tipo di
attività, o con semplici accorgimenti che la rendono possibile riducendo il
rischio (il lavoratore potrebbe prendere in braccio il bambino da seduto);
- Al fatto che il personale oggi si trova spesso a svolgere un lavoro ad una
eta’ media decisamente piu’ elevata di quanto avveniva nelle generazioni
passate.

Per ogni questione o domanda relativa ai contenuti di questo modulo di formazione vi chiediamo di inviare una e-mail all’indirizzo
training.wtd@gmail.com

https://login.filesanywhere.com/Forms/Viewform.aspx?Formkey=20YPW5YELR4JUVIWS51VZWMU3VYWL4RM
Link per rispondere al questionario

WTD