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APPROFONDIMENTO

Ingranaggi
e ingranamenti speciali
Quando si parla di ingranaggi spesso è sottinteso che esista un unico modo di trasmettere il moto
tramite ingranamento e un unico profilo: quello a evolvente. Ma le dentature a evolvente non sono
certamente state le uniche utilizzate, sebbene il profilo a evolvente, per gli assi paralleli, offra vantaggi
grandissimi rispetto ad altri profili: molti profili particolari vengono utilizzati, soprattutto quando
gli assi non sono paralleli.
Mario Antonio Morselli Dal 1450 al 1750 fu sviluppata gran parte
Consulente tecnico e titolare di Stem Numerical della teoria, riporto di seguito alcune date e
Engineering alcuni nomi particolarmente significativi.
Albrecht Durer definì la forma degli epici-
cloidi (1525).

S
econdo alcuni studiosi i pri- Philip de la Hire analizzò gli epicicloidi e
mi ingranaggi risalirebbero consigliò l’evolvente (1694).
a 5.000 anni or sono (quin- Leonard Euler studiò le regole dell’ingra-
di poco dopo l’invenzione namento (1754).
della ruota), ma noi possia- Wilfred Lewis pubblicò la formula per il
mo ricostruire su base docu- calcolo delle tensioni base dente (1893).
mentale la storia degli ingranaggi solo dal Wildhaber nel 1923 brevettò una dentatura
4° secolo a.C. Il primo a parlarne fu for- ad archi di cerchio.
se Aristotele, anche se alcuni dicono che Senza la pretesa di essere esauriente, credo
parlasse di ruote di frizione, ma i primi Fig. 1 - Odometro, attribuito ad Erone, che sia molto interessante una breve descri-
studi concreti furono quelli di Archimede consentiva di misurare la distanza percorsa zione di alcuni ingranamenti che o sono po-
che inventò la vite senza fine e di Erone. da un carro. co usuali, oppure, se anche usuali presenta-
Credo che risulti molto interessante lo no caratteristiche singolari e poco note.
schema in figura 1 dell’odometro di Erone L’arte degli ingranaggi attraversò poi il me-
di Alessandria, uno dei primi “scienziati” dio evo senza particolari evoluzioni. Dentature cicloidali
che si pose il problema delle misure e degli Non è perciò vero che sia stata sviluppa- Si tratta di dentature per le quali general-
strumenti di misura (*). ta dagli arabi, che semplicemente li usaro- mente il tratto attivo in addendum è una
Ai tempi dei Greci e dei Romani, a parte no in qualche strumento come l’astrolabio: epicicloide, in dedendum una ipocicloide.
le viti senza fine, le dentature erano princi- non sono stati loro a insegnarcelo, sem-
palmente dentature a pioli (o perni), sia ad plicemente i crociati riportarono qualche
assi paralleli che con assi a 90° (**). esempio significativo di realizzazione.
Gli orologiai europei del XIV secolo, com’è
logico, li utilizzavano correntemente.
*) Alcuni storici sono inclini a pensare che Erone sia I primi studi e schizzi significativi furono
semplicemente stato un divulgatore di tecniche e cono- quelli di Giovanni de Dondi (circa 1360)
scenze. e Leonardo da Vinci (1495). Bellissimo (e
(**) Per la verità le dentature a pioli o perni furono uti- simpaticamente attuale) un insegnamento
lizzate diffusamente anche fin dopo il Medioevo e se ne di Leonardo da Vinci:
trovano esempi anche in alcuni schizzi di Leonardo da
Vinci, ma a tutt’oggi esiste qualche utilizzo e, a ben guar-
«La fronte del dente non deve toccar mai il
dare, anche le diffusissime ruote dentate per catene a rulli fondo alla sua crenna, finché non perviene Fig. 2 - Schema dei profili della dentatura
sono loro discendenti. al luogo della linea centrale.» ‘conforme asimmetrica’ Wildhaber – Novikov.

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In buona sostanza sono geometrie che si Higashi, Kanazawaku, Yokohama del De-
ottengono facendo rotolare sui cerchi pri- partment of Mechanical Engineering (Kan-
mitivi delle circonferenze e un punto fisso to Gakuin University) studiarono addirit-
su di esse descrive le curve. tura la possibilità di realizzare una coppia
Hanno il vantaggio di consentire la costru- conica ipoide con questa geometria.
zione di pignoni con un ridottissimo nume- Molto di recente, nel 2000 alcuni eminenti
ro di denti, ma due svantaggi che ne hanno studiosi hanno approfondito l’analisi del-
man mano limitato fino quasi alla scompar- la geometria W-N: Faydor L. Litvin, Pin-
sa il campo di applicazione: Hao Feng, Sergei A. Lagutin nel loro lavo-
• qualunque variazione dell’interasse con- ro dal titolo «Computerized Generation
duce a un ingranamento cinematicamente and Simulation of Meshing and Contact of
Fig. 3 - Simulazione delle aree di contatto per
scorretto; New Type of Novikov-Wildhaber Helical le dentature elicoidali ad evolvente confrontato
• i cerchi primitivi sono luogo di singola- Gears» NASA CR-2000-209415 ARL-CR- con dentatura W-N, Litvin, Feng, Lagutin.
rità: su di essi il raggio di curvatura tende 428, October 2000, page 15.
a zero. In questo lavoro essi mostrano un nuovo la tecnologia realizzativi e metrologica, mi
La seconda caratteristica, che nelle evolven- approccio allo studio di queste dentature, appare insormontabile l’aspetto legato alle
ti si manifesta sul cerchio di base, è par- evidenziando i limiti degli studi precedenti deformazioni elastiche indotte dai carichi.
ticolarmente svantaggiosa in questo caso e dimostrando come, seppur non nei valo- Infatti, anche se è vero che opportune corre-
perché le circonferenze primitive si trovano ri precedentemente stimati, queste denta- zioni topologiche possono attenuare questi
nella pienezza dell’ingranamento. Per que- ture possano avere una capacità di carico effetti dannosi e che queste correzioni sono
sto motivo a volte viene usato solo l’epi- approssimativamente del 50% superiore a usuali per le dentature a evolvente, è anche
cicloide per il pignone e l’ipocicloide per quelle tradizionali a evolvente. vero che tutte queste correzioni riducono
la corona, ma una scelta del genere limita Riporto in figura 3 del loro lavoro un’ im- i contatti. Già le dentature W-N hanno un
moltissimo il ricoprimento e contrasta con magine di simulazione dei contatti per evol- εα, ricoprimento trasversale o di ‘profilo’
l’eventuale campo favorevole di applicazio- vente e per W-N. tendente a zero, quindi la continuità di in-
ne che si avrebbe per un limitato numero Sono evidenziate le aree di contatto per un granamento è garantita da un ricoprimen-
di denti del pignone. carico arbitrariamente definito. to elica, εβ, >= 1. Teoricamente, nell’istante
L’analisi teorica degli eminenti studiosi ci- del contatto, questo è una linea curva che
Dentatura W-N tati è certamente ineccepibile, ma, l’autore va dalla base dente alla testa (fig.4), ma per
Sebbene le applicazioni di questa dentatura di questo articolo, modesto a fronte di ta- poter funzionare devono essere realizzate
(anche detta ‘conforme’) siano veramente li eminenti nomi, è molto perplesso circa con raggi di curvatura non identici e questo
scarse, è certamente interessante la sua sto- l’utilizzabilità pratica della W-N, in quan- riduce il contatto da una linea curva a un
ria. Fu studiata da Wildhaber, inizialmente to sia lo studio teorico che i tentativi di ap- punto, quindi sotto carico a un’ellisse.
asimmetrica, con archi cerchio a curvatura plicazione pratica, hanno chiaramente mo- Un’ulteriore riduzione dei contatti per evi-
positiva sul pignone e negativa sulla corona, strato come questa dentatura sia altamente tare importanti urti di ingresso e uscita dal
Wildhaber la brevettò negli U.S. nel 1923 e sensibile agli errori di realizzazione, agli er- contatto rischia di vanificare tutti i vantag-
nel 1926 brevettò un metodo per rettificar- rori indotti dal supporto e agli errori indotti gi teorici. A mia conoscenza, solo una tra-
la. A questa dentatura viene associato il no- dalle deformazioni plastiche. Mentre tutti smissione ebbe un certo successo: la rea-
me del russo Novikov perché nel 1956 egli gli errori geometrici sono in qualche misu- lizzò la Westland Helicopter per il modello
depositò un brevetto per una dentatura si- ra limitabili, soprattutto con l’evolvere del- Linx, anche se, a onor del vero un parente
mile negli U.S.S.R.
Nel caso della figura 2 la dentatura del pi-
gnone è tutta in addendum, mentre quella
della corona è tutta in dedendum. A segui-
re furono studiate dentature “simmetriche”
con archi di cerchio sia a curvatura positi-
va che negativa per entrambe le ruote, con
tutti gli immaginabili problemi cinematica
e realizzativi sul primitivo, ove il contatto
avviene su di un flesso.
Queste dentature furono studiate anche in
Giappone e Cina: per esempio, Mutuura- Fig. 4 - Schema dei contatti di una dentatura W-N e loro movimento durante l’ingranamento.

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Fig. 5 - Schema dei limiti di estensione della


dentatura Beveloid.

molto prossimo di questi profili viene ap-


plicato nelle viti senza fine, come si vedrò
in seguito. Fig. 7 - Un esempio di ruota Beveloid a basso angolo per trasmissioni marine, rettificato con
macchina Reishauer. (Cortesia di Carini Ingranaggi).

Coppie coniche quello delle coppie coniche. Ogni casa co- della ruota. Si può immaginare detta ruota
e ingranggi Beveloid struttrice di macchine genera i denti secon- come una pura superficie, quindi di spes-
Un campo nel quale i profili non sono evol- do una propria filosofia ed è storica la com- sore nullo ruotare in modo da ingranare
venti ed hanno caratteristiche singolari è petizione tra la geometria Gleason e quella contemporaneamente con le due ruote co-
Klingelnberg e Oerlikon (anche se bisogna niche. Il modo nel quale questi fianchi retti-
specificare che, pur restando nell’ambito linei realizzano il moto di taglio varia come
Klingelnberg, esiste una differenza signi- detto a seconda del costruttore di macchi-
ficativa tra quanto realizzato con creatore na: il più semplice dal punto di vista della
conico o con fresa frontale, che è differen- comprensione è stato il moto rettilineo di
te dalla fresa frontale Gleason). Il profilo due utensili singoli della macchina Gleason
di ‘base’ si sviluppa su superfici sferiche e per denti diritti. Per tutte le altre lo svolgi-
non è l’evolvente (in questo caso sferica), mento dell’ “elica” e la variazione di dimen-
ma l’ottoide, curva che per la verità assomi- sione del dente e del vano sul cono dipen-
glia molto all’evolvente, pur senza averne le dono dalla tecnologia di taglio impiegata.
favorevoli caratteristiche: infatti l’ingrana- Inoltre bisogna ricordare che tutte le cop-
mento delle ruote dentate coniche è cine- pie coniche presentano sempre un marcato
maticamente corretto solo se lo spostamen- crowning sia di elica che di profilo, sì che
to di profilo è simmetrico per le due ruote anche per esse il contatto è nominalmen-
con somma nulla. L’ottoide non deriva da te puntiforme: l’area di contatto rilavabile
una scelta particolare, ma dal fatto che vie- con il vecchio metodo del ‘blu di Prussia’
ne generata dal fianco rettilineo di un uten- per le coppie coniche scariche è dell’ordi-
sile che si può immaginare come una ruota ne del 45-65 % della fascia e si considera
piano-conica, che prende il posto nella ge- usualmente un massimo dell’80% portante
nerazione della dentiera delle ruote a evol- sotto carico. Da questo punto di vista basti
vente ad assi paralleli. Logicamente i denti pensare che la fresa frontale Gleason realiz-
Fig. 6 - Simulazione wireframe di un dente di questa ruota piano conica sono a fian- za il fianco convesso con la parte ‘interna’
Beveloid, software dell’autore. chi rettilinei, prismi con vertice nel centro dei fianchi fresa, quelli con raggio mino-

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evolvente si otterrà un “involute beveloid”.
La geometria ha gli stesi limiti dell’evolven-
te: il sottointaglio là dove il coefficiente di
correzione diminuisce verso il minimo e il
dente a punta là dove il coefficiente di cor-
rezione aumenta verso il massimo, questo
è schematizzato nella figura 5.
Nella figura 6 una simulazione wireframe
in assonometria dell’autore per una denta-
Fig. 8 - Schema dei limiti di estensione del
dente corona del face-gear. tura beveloid con assi a 90°, z1=12, angolo
di generazione del pignone 40,27°, z2 = 34,
re, mentre i fianchi concavi del dente sono mostra il dente del pignone che evidenzia
realizzati con il fianco ‘esterno’ della fresa, il tratto di trocoide crescente verso il ver-
quello con il raggio maggiore: quindi lungo tice del cono e la testa decrescente verso
l’elica vi è un accoppiamento dove il fianco l’esterno del cono. È evidente da questa si-
convesso ha raggio sensibilmente minore mulazione come la larghezza di fascia pos-
del fianco concavo. sibile per un angolo di 90° tra gli assi sia
Esistono però ruote dentate coniche realiz- estremamente ridotta. Il grande vantaggio
zate con un utensile base ‘dentiera’: i “Be- di questa geometria è che non è necessaria
veloid”. Nel momento in cui una dentiera o una coincidenza dei vertici di generazione Fig. 10 - Schema esemplificativo delle
“basic-rack” genera una ruota dentata con il e l’ingranamento presenta una notevole tol- differenze tra i profili vite ZA,ZK,ZI.
piano primitivo che non è parallelo all’asse leranza agli errori angolari, anche perché il
di rotazione della ruota, viene generata una contatto è nominalmente puntiforme. Que- una variazione dello spessore circolare den-
ruota dentata a evolvente con coefficiente sto accade perché il fianco della dentatura te variabile con il raggio. Naturalmente vi
di correzione variabile linearmente lungo risulta naturalmente ‘bombato’, come se si è un rovescio della medaglia: quanto più il
il suo asse. Se si ipotizza un basic rack di fosse ricercato un crowning dell’elica. contatto è concentrato, tanto maggiori so-
spessore nullo che ‘scorre’ tra le ruote den- Questo effetto dipende dalla variazione del- no le sollecitazioni.
tate, questo genera le due superfici coniu- la normale all’evolvente tra il cerchio di ba- Questo effetto è particolarmente sensibile al
gate e se il basic rack è una dentiera a fian- se e la testa dente, così che una variazione crescere dell’angolo tra gli assi, ma per an-
chi rettilinei come quella degli ingranaggi a della correzione (shift) dell’utensile causa goli relativamente piccoli l’effetto di ‘crow-
ning’ naturale della geometria è limitato e
le sollecitazioni non eccessive, inoltre le tec-
nologie più moderne consentono di effet-
tuare delle correzioni topologiche che con-
sentono di estendere abbastanza il contatto,
per esempio la Reishauer ha sviluppato un
software apposito per le sue rettifiche con
mola a vite.
Una delle applicazioni nelle quali sono
maggiormente apprezzate le qualità dei Be-
veloid sono le trasmissioni marine, se non
altro perché l’angolo richiesto tra l’asse elica
e l’asse motore è solitamente piccolo. Inol-
tre, per trasmissioni non integrate, la pos-
sibilità di dare il moto all’asse elica senza
dover fare conto su di un vertice preciso in
posizione è impagabile e con questa geo-
metria è possibile avere sull’asse elica una
ruota dentata cilindrica, concentrando la
conicità sull’asse motore: in questo modo la
trasmissione e il gioco sono assolutamente
Fig. 9 - Un esempio di ingranaggio spiroidale 30:1. (Cortesia di Carini Ingranaggi). insensibili allo spostamento assiale dell’al-

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bero. A parte questo, per angoli piccoli, si denti destinata a ingranare con una vite
tratta di ruote precise e relativamente eco- a un principio e fianchi asimmetrici, con
nomiche, che possono essere realizzate a offset come sopra descritto. L’ingranaggio
partire da macchine utensili classiche de- quindi realizza un rapporto 1:30 in unico
stinate alle ruote dentate per assi paralleli, stadio.
purché il software CNC sia sufficientemente Da un altro punto di vista, questo genere di
evoluto (fig. 7). dentatura è concettualmente simile ai vite
senza fine: l’utensile che la genera è sostan-
Ingranaggi face-gear zialmente una copia del pignone che con es-
In un certo senso dalla geometria beveloid, sa ingranerà, così come accade per il crea-
al limite della generazione derivano i fa- tore destinato a tagliare le corone dei vite
ce-gear. Si tratta di dentature per le qua- senza fine. In effetti esistono parenti stretti
li il pignone è una normale ruota denta- dei face-gear generati a partire da ‘viti’ ci-
ta a evolvente e la ruota una ruota piana. lindriche o lievemente coniche. Le denomi-
Ogni sezione cilindrica della ruota piana, Fig 11 - Simulazione dei contatti vite senza nazioni sono varie, a volte vengono indicate
se sviluppata, mostra un profilo a evolven- fine-corona tramite software dell’autore, vite come spiroidali, spiroplan, ecc.
te e anche queste ruote verso il centro ruo- in proiezione, profilo ZI.
ta hanno il limite del sottointaglio e verso Dentature a vite senza fine
l’esterno il limite del dente a punta, come si perché deve ‘ricopiare’ la sagoma dei den- Anche queste dentature, se pure tra le più
vede in figura 8. ti a evolvente del pignone, ognuno ruotato comuni, hanno profili decisamente partico-
Generalmente vengono ottenute con un per simulare la posizione corretta. Esistono lari e alcune, come le Cavex ® della Flender
utensile-pignone (coltello Fellow) che la- poi face-gear generati con pignoni elicoi- hanno tutte le caratteristiche per poter es-
vora a 90° rispetto all’asse ruota, ma in al- dali e addirittura face-gear ipoidi generati sere classificate come “speciali”.
cuni casi sono state utilizzate delle mole a con pignoni elicoidali, logicamente l’offset Sono noti i profili ZA,ZN,ZK,ZI,ZC (an-
vite per la rettifica del profilo, mole con un è determinato nel senso che porta l’elica del che detto ZH).
tratto attivo molto corto (2-3 filetti), perché pignone a essere maggiore dell’elica della Il profilo ZA si può immaginare come il
altrimenti, come si può immaginare, la mo- corona piana. profilo che si può ottenere con un utensile
la asporterebbe tutta la dentatura. La for- Si può vedere in figura 9 un test di den- a fianchi rettilinei inclinati il cui tagliente
ma del filetto della mola a vite è complessa tatura per una corona ‘piana’ a 30 giace su di un piano passante per l’asse della

Fig 12 - Simulazione dei contatti vite senza fine-corona tramite software Fig 13 - Simulazione dei contatti vite senza fine-corona tramite software
dell’autore, vite in assonometria, profilo ZI. dell’autore, corona in proiezione, profilo ZI.

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Fig. 14 - Simulazione di una curva ‘centrale’ di contatto vite senza Fig. 15 - Simulazione dei contatti vite senza fine-corona
fine-corona con evidenziati i vettori di velocità di strisciamento tramite tramite software dell’autore, vite in assonometria,
software dell’autore, vite in proiezione, profilo ZI. profilo ZC.

vite. Come dire che la vite, se sezionata con to nei rapporti molto elevati a un principio È molto importante lo studio dei luoghi di
un piano passante per l’asse di rotazione, e basso angolo di elica i due profili si con- contatto delle coppie vite corona con coro-
presenta una sezione a fianchi rettilinei. fondono e, in questo caso, anche i profili ZA na globoidale, cioè le coppie vite corona più
Il profilo ZN si può immaginare invece co- e ZN sono confondibili a ZK e ZI. comuni e usualmente note nella produzio-
me il profilo che si può ottenere con una Lo schema di figura 10 ispirato a quello che ne industriale. Questo serve perché la di-
fresa a candela conica a fianchi rettilinei: la si può trovare sull’Henriot, mostra, amplifi- sposizione di queste curve in relazione alla
sezione nella quale i fianchi si presentano cate e in modo qualitativo, le differenze tra velocità di strisciamento è assai importan-
rettilinei è quella normale al filetto. Questo le sezioni assiali dei vari profili. te ai fini della formazione di una pressione
profilo è utilizzato raramente, per ingranag- L’aspetto particolare di questi profili è che di lubrificazione. Maggiore è l’angolo che si
gi di dimensioni molto elevate. nella corona, si ritrovano solo nella sezione forma tra la direzione della velocità di stri-
Il profilo ZK è invece quello ottenuto da un di mezzeria: per esempio il profilo ZI (evol- sciamento e la curva di contatto, maggiore
utensile a disco profilato a doppio cono, la vente) nella mezzeria della corona trova un sarà la capacità della coppia di formare un
geometria delle frese cosiddette “a modulo”, corrispondente profilo a evolvente, poi a la- efficace film lubrificante. La combinazione
o la mola biconica, in questo caso i fianchi to di questo dei profili che ingranano con della pressione di contatto e della maggiore
sono rettilinei sull’utensile, mentre il profilo tratti di vite che non si presentano affatto o minore capacità di generare spessore del
della vite non presenta fianchi rettilinei in come evolventi. Questo dipende dal fatto film lubrificante qualificherà la geometria
alcuna sezione. Inoltre il profilo non è uni- che, per ottenere contatti molto estesi, la co- della vite senza fine ai fini delle prestazioni,
vocamente definito, dipendendo dal diame- rona viene dentata con un utensile creatore ovviamente a parità di materiali, lavorazio-
tro dell’utensile: questo profilo assomiglia solo di poco maggiore in diametro della vi- ni e lubrificante.
allo ZI tanto più quanto maggiore è il dia- te e mantenuto nella posizione di mezzeria Nella figura 11 si riporta una simulazio-
metro utensile e tende allo ZI per il diame- della corona, che in questo modo “sale” ad ne eseguita tramite un software dell’autore
tro utensile che tende a infinito. Profilo ZI abbracciare la vite, generando una corona relativo a un ingranamento per profilo ZI
significa letteralmente Zhan Involute, ovve- cosiddetta “globoidale”. In alcuni casi anche 1:80 con angolo elica media di 2,88° coeffi-
ro a evolvente: si può immaginare che sia la vite “sale” ad abbracciare la corona, e co- cienti di correzione nulli, (ma non sarebbe
realizzato con un utensile con un fianco ret- sì si ha una geometria assai complessa, con molto differente per ZA o ZK); le curve di
tilineo inclinato il cui tagliente giace su di anche la vite globoidale. La coppia vite sen- contatto sono in blu. Il profilo dell’elica vite
un piano tangente al cilindro di base. Que- za fine completamente globoidale presenta e della corona è completato dalle curve di
sto dà anche l’idea di come il profilo ZI e il contatti estremamente estesi, elevatissimo contatto e dalle tracce dei vettori velocità
profilo ZK diventino assimilabili al tendere ricoprimento ed ha la massima capacità di di strisciamento;
a zero del cilindro di base, cosa che accade carico, ma anche la massima complessità Nella figura 12 in assonometria, le curve di
al tendere a zero dell’angolo di elica. Pertan- realizzativa. contatto sono in giallo.

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Le stesse curve riportate sul dente della co-


rona nella figura 13.
Nella figura 14 sono evidenziati, per una
curva di contatto, i vettori velocità di stri-
sciamento, con l’angolo che formano rispet-
to alla curva di contatto: maggiore è questo
angolo, migliore la capacità di formare una
pressione di lubrificazione capace di forma-
re un velo di olio portante.
Come si vedrà per le viti costruite secon-
do il profilo ZC (ZH), note come Cavex ®
(marchio registrato di Flender), le condi-
zioni sono migliori e l’angolo tra le curve
di contatto e i vettori velocità è maggiore.
Oltre a questo la pressione di contatto Her-
tziana è nominalmente minore, ma spesso
le correzioni pratiche per rendere l’ingra-
namento tecnologicamente attuabile con-
ducono a una riduzione dei contatti, a una
minore osculazione ed, in ultima analisi, a
pressioni Hertziane non particolarmente
favorevoli.
Questo profilo viene generato partendo non
come i precedenti, che procedevano da una
Fig. 16 - Simulazione dei contatti vite senza fine-corona tramite software dell’autore, vite
in proiezione, profilo ZC.
geometria rettilinea del fianco o dell’uten-
sile, ma da un utensile profilato ad arco di
cerchio. Questo certamente richiama in
modo significativo le dentature W-N, pur
con alcune variazioni, per esempio il coef-
ficiente di correzione.
Inoltre la geometria della corona è assai
complessa, perché le sezioni della vite, in
generale, non sono archi di cerchio. Così
come per le dentature W-N vi è una forte
sensibilità agli errori realizzativi e alle in-
flessioni sotto carico, aspetto questo molto
importante per le viti senza fine a grande
rapporto, per le quali la vite diventa esile e
subisce inflessioni importanti.
Nella figura 15 mostro in una vista asso-
nometrica l’aspetto concavo del filetto del-
la vite, profilo ZC, angolo di pressione
24°, x2=0,5, R/mn = 2,85, angolo di elica
2,88°.
Questa geometria dà luogo a contatti come
si evidenzia in figura 16, decisamente ‘cur-
vi’ e con un ottimo angolo di attacco della
velocità di strisciamento, come evidenziato
nella figura 17. La simulazione non consi-
dera la maggiorazione del raggio di curva-
Fig. 17 - Simulazione di una curva ‘centrale’ di contatto vite senza fine-corona con evidenziati tura che usualmente si effettua sul creato-
i vettori di velocità di strisciamento tramite software dell’autore, vite in proiezione, profilo ZC. re, aspetto realizzativo che conduce a una

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riduzione dei contatti. Va detto che la zona
più sollecitata, quella al centro del contatto
che, almeno nella prima fase di rodaggio è
l’unica caricata, non differisce molto da una
realizzazione all’altra.
In realtà le condizioni di funzionamento da
valutare sono due: all’inizio della vita gli
ingranaggi a vite senza fine hanno contatti
decisamente localizzati, poi con il procede-
re dell’usura i contatti si estendono fino alla
massima capacità di carico, soprattutto se
non vi sono significative fluttuazioni della
coppia di utilizzo. Per questo le massime
capacità di carico si ottengono con bronzi
la cui durezza non è la massima possibile,
privilegiando la capacità di rodarsi senza
danno.
Finora si è parlato di coppie con vite ci-
lindrica e corona globoidale. Un capito-
lo a parte deve essere riservato allo studio
dei contatti delle viti globoidali in contatto
con corone globoidali. In questo caso, se la
geometria viene correttamente progettata e
realizzata, è possibile avere una linea di con-
tatto approssimativamente perpendicolare
alla velocità di strisciamento, realizzando in
teoria la migliore formazione della pressio- Fig. 18 - Un esempio di ingranaggio a vite globoidale e corona globoidale 30:1.
ne di lubrificazione. (Cortesia di Carini Ingranaggi).
Questo condurrebbe, oltre alla maggiore ca-
pacità di carico, anche a un minore coeffi- D’altra parte, questa tecnologia, ben nota e Riduttori con ‘eccentrico’
ciente di attrito. Nella pratica risulta molto trattata dalla normativa negli U.S., offre cer- Tra questi riduttori si possono annoverare
difficile assicurare una precisione realizzati- tamente la possibilità di realizzare coppie di i Cyclo e gli Harmonic Drive. L’argomento
va delle viti globoidali paragonabile a quella ingranaggi a vite senza fine dalle eccellenti è complesso, ne ho accennato nel mio pre-
delle viti senza fine cilindriche e questo, a capacità di carico. La figura 18 mostra in cedente articolo riguardante l’utilizzo dei
mio avviso, rende assai discutibile la pos- pratica una coppia con vite globoidale ed profili non-convenzionali (Organi di Tra-
sibilità di ottenere i conclamati superiori evidenzia come il filetto della vite non sia smissione, ottobre 2008 pagg. 168-177).
rendimenti. rettificato. ■

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