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«Da Dio si ottiene tutto ciò che si spera» (Notte II. 10).

«Credete voi che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse:
«Sia fatto a voi secondo la vostra fede». È di essenziale importanza capire che nel nostro camino verso la
santità le cose grandi non se misurano né si fanno secondo la mi capacità ed esperienza, ma secondo
quanto sia grande la mia speranza riguardo il potere di Dio. Tanto più posso ricevere da Dio quanto più
grande sia la mia speranza in Lui.

Il magnanimo è pieno di speranza perché sa che certamente raggiungerà, se persevera, quello che spera.
Lo sa perché sa che raggiungere la perfezione -ciò che supera alle forze naturali dell'uomo - è qualcosa
che dipende da Gesù Cristo che non gli fallirà mai. Per quel motivo la sua speranza è piena di fiducia.

Non dovremmo smettere mai di meditare queste parole di san Giovanni della Croce, parole che furono
decisive per incoraggiare Teresa di Lisieux nella sua “piccola via della fiducia e dell’amore”, là dove dice:
«Da Dio si ottiene tutto ciò che si spera» (Notte II. 10). Dio non ci fa doni sulla base delle nostre qualità o
dei nostri meriti, ma sulla base della nostra speranza. Quindi nessuno può pensare di essere escluso alla
chiamata di “siate perfetti” per le sue incapacità fisiche o intellettuali o dietro la scusa di aver ricevuto
pochi talenti, già che la santità non è questione di talenti ma questione di speranza nel potere di Dio.

Santa Teresina diceva: "Oh se le anime deboli e imperfette, come la mia, sentissero ciò che io provo,
nessuna dispererebbe di raggiungere la vetta della montagna dell'amore, poiché Gesù non chiede grandi
azioni, ma solamente l'abbandono e la riconoscenza" (Storia di un'anima, c. 11).

Santa Teresa “…bisogna avere grande confidenza né mai soffocare i desideri, ma credere che con l'aiuto
di Dio, con la nostra buona volontà, possiamo arrivare anche noi a poco a poco se non subito, dove
arrivarono molti santi i quali se non avessero concepito tali desideri, né avessero cercato di tradurli in
pratica, non avrebbero mai raggiunto quel loro stato così sublime. Sua Maestà vuole ed ama anime
coraggiose, umili e diffidenti di sé.

Tempo addietro ricordavo spesso quello che dice San Paolo: In Dio si può tutto e ben capivo che da me
non potevo nulla, questo pensiero mi giovò molto…e noi possiamo aggiungere le parole del apostolo che
dice “quando sono debole allora sono forte”(2 Cor 12,9-10).

Pensavo spesso che San Pietro non aveva perso nulla col gettarsi in mare, neanche con la paura che poi
gli è venuta. Importano molto queste prime risoluzioni. (Vita XIII)

“Se quelle anime non possono subito far tanto, non si affliggano, ma confidino in Dio, e anch'esse col
suo aiuto potranno mettere in opera quello che ora hanno soltanto nel desiderio, purché continuino
nell'orazione e facciano da parte loro tutto quello che possono. Importa molto per la nostra debolezza
sostenerci con grande confidenza, né mai lasciarci scoraggiare, persuadendoci che, volendolo, possiamo
uscirne con vittoria”. (Vita XXXI).

«Da Dio si ottiene tutto ciò che si spera» (Notte II. 10); È una verità straordinariamente liberatrice: anche
nel caso che tutte le nostre risorse umane e spirituali divenissero inservibili, ci resterebbe però sempre
quella, invincibile, della speranza.

Ma la speranza nel potere di Dio non può nascere che nella povertà delle nostre risorse e nella povertà di
lasciarmi guidare solo da Lui. E ciò fa ben capire quanto la povertà in spirito sia la chiave di ogni crescita
vera nell’amore: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli».