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MARIA MADRE DI DIO

Oggi festeggiamo la solennità della Vergine Maria. Dobbiamo innanzitutto dire che la madre del re
non è come tutte le altre madri del regno, ma è la regina madre, e gode di una grandissima dignità.
E Maria è madre del Re dei Re, del Signore dei Signori. Solo Cristo è il Re Eterno ed è Re di tutto
l’universo. Allo stesso modo anche Maria, Madre di Cristo, è Regina di tutto l’universo.
Dice San Pier Crisologo: “Vergine, ha avuto principio da te il tuo Creatore, da te ha origine la tua
Origine, nel tuo germoglio c’è il tuo Genitore, nella tua carne il tuo Dio, e per tuo mezzo ha veduto
la luce del mondo Colui che al mondo aveva dato la luce1”. E Dante usa termini molto simili
“Vergine madre, figlia del tuo figlio”2. Può una creatura dare i natali al suo Creatore? Può una
donna dare alla luce Dio?
La prima cosa che dobbiamo dire è che di Cristo ha sia la natura divina che la natura umana.
Infatti Gesù Cristo è uno solo, vero Dio e vero uomo.
Quindi Cristo, avendo preso da Maria la natura umana, è veramente suo figlio della Vergine Maria,
infatti da lei è stato concepito e da Lei è nato. Ma Cristo è una sola persona, infatti è uno solo, ed è
allo stesso tempo sia Dio che Uomo.
Perciò Maria, essendo madre umana di Gesù è anche Madre di Dio, perché Gesù è uno solo, Dio e
uomo. Per questo il concilio di Calcedonia dice che Cristo è “generato dal Padre prima di tutti i
secoli secondo la divinità e in questi ultimi tempi per noi e la nostra salvezza da Maria Vergine e
madre di Dio secondo l’umanità”. Per questo anche Elisabetta, quando Maria la va a trovare la
chiama “Madre del Signore”3.
Sant’Antonio da Padova inoltre commenterà il passo del Siracide che dice: “Come rosa fiorita nei
giorni di primavera, come un giglio lungo i corsi d’acqua”4 e lo utilizzerà per mostrare come la
maternità di Maria non ontacca la sua verginità. Per questo dirà così: “Il parto della Vergine
gloriosa è paragonato alla rosa e al giglio, perché come questi fiori, pur spandendo un profumo
soavissimo, non si deteriorano, così Maria, dando alla luce il Figlio di Dio, restò intatta nella sua
verginità. Quindi il Padre, quando la Vergine Maria partoriva il suo Figlio, poteva dire ciò che Isacco
disse a Giacobbe: “Ecco il profumo del mio Figlio, come il profumo di un campo ubertoso, che Dio
ha benedetto” (Gn 27,27). La natività di Cristo fu come il profumo di un campo ripieno di fiori,
perché lasciò intatto il fiore della verginità della Madre, quando da essa venne alla luce. E la beata
Vergine stessa fu un campo pieno di rose e gigli, che il Signore benedisse; infatti di lei è detto:
“Benedetta tu fra le donne” (Lc 1,28).”5
Affidiamoci alla Vergine Maria, Madre di Dio e madre nostra, affinché ci sia sempre chiaro che solo
nel suo Divin Figlio c’è speranza di salvezza. Sia lodato Gesù Cristo!

1
S. Pier Crisologo, Sermoni, 142,7
2
Dante, Paradiso, XXXIII, 1
3
Lc 1,43
4
Ecc 50, 8
5
Sant’Antonio da Padova, Sermone sull’Annunciazione, 12