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è dizione polarità estetica e storica’. Che
COSA DEBBA RESTAURO PREVENTIVO
inconsueta che potrebbe anche cosa significa, allora, momento
INTENDERSI indurre nell’errore di credere che metodologico? Il riconoscimento
possa esservi una specie di dell’opera d’arte come opera d’arte
PER RESTAURO profilassi che, attuata come una avviene intuitivamente nella
PREVENTIVO vaccinazione, possa immunizzare
l’opera d’arte nel suo corso nel
coscienza individuale, e questo
riconoscimento sta alla base di
tempo. Codesta profilassi, dicia- ogni futuro comportamento
di Cesare Brandi molo subito, non esiste nè può riguardo all’opera d’arte come
esistere, in quanto l’opera d’arte, tale, Se ne deduce che, il

N
dal monumento alla miniatura, non comporta-mento dell’individuo
ell’articolo che può essere concepita alla stregua di che riconosce l’opera d’arte come
qui si pubbliCa, un organismo vivente, ma solo tale impersona istantaneamente la
tratto nella sua realtà estetica e in quella coscienza universale, a cui è
integralmente materiale in cui sussiste, e che demandato il compito di
dal Bollettino serve di tramite alla conservare e trasmettere l’opera
dell’istituto manifestazione dell’opera come d’arte al futuro.
Centrale del Restauro, 1956, n0. 27- realtà pura. Questo compito che il
28. pp. 87-92, Cesare Brandi L’opera d’arte, dal monumento alla riconoscimento dell’opera d’arte
afferma l’assoluta necessità di miniatura, risulta infatti composta impone a chi lo riconosce come
attuare misure ‘preventive. di un certo numero e quantità di tale si pone come imperativo
cautelative, proibitive” capaci di materie, che, nel loro categorico al pari di quello morale
garantire non solo la consistenza e collegamento, e per un imprecisato e in questo stesso porsi come
la conservazione dell’opera d’arte e imprecisabile concorso di imperativo determina l’area del
ma, soprattutto, la sua totale circostanze e di agenti specifici, restauro preventivo, come tutela.
godibilità. E. a questo riguardo, gli possono subire alterazioni di vario remozione di pericoli,
esempi che Cesare Brandi riporta genere che, nocive all’immagine, assicurazione di condizioni
sono illuminanti (nd.r.) alla materia o ad ambedue, favorevoli. Ma perchè queste
determinano gli interventi di condizioni siano effettive e non
restauro. La possibilità, allora, di rimangano petizioni astratte,
una prevenzione di queste occorre che l’opera d’arte sia
alterazioni, dipende proprio dalle esaminata, in primo luogo riguardo
caratteristiche fisiche e chimiche all’efficienza dell’immagine che in
delle materie di cui consta l’opera essa si concreta, in secondo luogo
d’arte e non neghiamo che le riguardo allo stato di conserva-
prevenzioni da alcune eventuali zione delle materie di cui risulta.
alterazioni potrà rivelarsi anche Ed ecco che questa indagine si
contraria in tutto o in parte alle pone come metodologia filologica
esigenze che all’opera d’arte si e scientifica, da cui soltanto potrà
riconoscono In quanto opere essere chiarita l’autenticità con la
d’arte: e cioè l’opera d’arte, in quale l’immagine sarà stata
quanto consta di una certa materia trasmessa fino a noi, e lo stato di
o di un certo coacervo di materie, consistenza della materia di cui
può avere, rispetto alla sua risulta. Senza questa precisa
conservazione, esigenze contrarie indagine filologica e scientifica, nè
o comunque limitative riguardo a l’autenticità dell’opera in quanto
quelle che le si riconoscono per il tale potrà dirsi confermata alla
suo godimento come opera d’arte. riflessione, nè assicurata nella sua
La possibilità di un simile conflitto consistenza l’opera al futuro.
non è ipotetica e lo si vedrà in Qualsiasi azione da intraprendere
seguito. Qui si tratta di delimitare per restituire nei suoi elementi
l’area di quello che debba superstiti quel che resta
intendersi per restauro preventivo e dell’immagine originaria o
spiegare perchè abbiamo parlato di assicurare la conservazione delle
restauro preventivo e non materie, a cui la sua epifania come
semplicemente di prevenzione. immagine è affidata, sarà
La dizione di restauro preventivo condizionata dall’espletamento
si ricollega, necessariamente, alla della duplice indagine iniziale; ed
nozione da noi elaborata di è per questo che gli atti pratici
restauro. Abbiamo infatti definito susseguenti, nei quali potrà e
Il restauro come <Il momento dovrà consistere il restauro
metodologico del riconoscimento comunemente inteso, non sono che
dell’opera d’arte nella sua duplice l’aspetto pratico del restauro, come
la materia dell’opera d’arte, a cui si Pertanto, definendo il restauro riconoscerlo in quel momento del
volge il restauro pratico, è come il momento metodologico processo critico in cui solo può
subordinata alla forma dell’opera del riconoscimento dell’opera fondare la sua legittimità, al
d’arte. d’arte come tale, veniamo a
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di fuori del quale qualsiasi di restauro, si potrebbe essere coscienza di ciascuno. Nella
intervento sull’opera d’arte è tentati a una colposa indulgenza riflessione che insorge a quella
arbitrario e ingiustificabile: inoltre nei casi nei quali si determina un rivelazione subitanea, il restauro
togliamo per sempre il restauro conflitto tra le esigenze stesse, che trova origine, giustificazione,
dall’empirismo dei procedimenti e pone il godimento estetico necessità. Donde possiamo passare
lo integriamo alla storia, come dell’opera, e quelle richieste dalla a indagare il restauro preventivo
coscienza critica e scientifica del conservazione della materia a cui è nelle branche in cui
momento in cui l’intervento di affidata. In secondo luogo, le necessariamente si suddivide.
restauro si produce. misure di prevenzione, implicite Prima tuttavia di scendere alle varie
Ma, definendo il restauro nei nel concetto di restauro specializzazioni che riguarderanno i
principi teorici invece che nella preventivo, non sono spesso di monumenti, gli affreschi, le statue,
pratica empirica, noi non facciamo minore entità, ed esigono spesso le pitture su supporti vari, e tutta,
cosa diversa dalla definizione del maggiore spesa, di quelle che sono cioè, la quasi innumerevole
diritto a prescindere dalla sanzione, richieste dal restauro di fatto casistica delle opere d’arte,
in quanto la legittimità del diritto dell’opera d’arte. Ragione di più dobbiamo stabilire delle direzioni
deve fondare la legittimità della per affermare la perentoria d’indagine che saranno comuni a
sanzione, e dalla sanzione, necessità di codeste misure e tutte le opere d’arte, e che ci
viceversa, non può trarsi la spese, in conflitto con la mentalità aiuteranno a riconoscere, sia le
legittimità d’imporla: il che sarebbe corrente che vorrebbe ridursi agli prevenzioni da attuare, sia le even-
la più evidente petizione di interventi di estrema urgenza, di tualità da evitare.
principio. indilazionabile emergenza. La definizione di queste direzioni
Con ciò noi non degradiamo la lì restauro preventivo è anche più d’indagine dovrà essere dèdotta
pratica. anzi la solleviamo al rango imperativo se non più necessario, ancora dalla natura dell’opera
stesso della teoria, poiché è chiaro di quello di estrema urgenza, d’arte, nella sua specifica
che la teoria non avrebbe senso se perché è volto proprio ad impedire situazione di esternità alla
non dovesse essere quest’ultimo, il quale potrà coscienza che la riconosce come
necessariamente inverata difficilmente realizzarsi con un tale.
nell’attuazione, sicché, l’esecu- salvataggio completo dell’opera In quanto l’opera d’arte si definisce
zione degli atti ritenuti necessari in d’arte. in4 primo luogo nella sua duplice
sede di esame preliminare, è Se dunque si concorda in questa polarità estetica e storica, la prima
implicita nel riconoscimento della visione del restauro è chiaro come direttiva d’indagine sarà quella
loro necessità. il massimo impegno della persona relativa a determinare le condizioni
Conseguentemente, come il o dell’ente a cui è affidata l’opera necessarie per il godimento
restauro non consiste solo negli d’arte debba in primo luogo dell’opera come immagine e come
interventi pratici operati sulla concentrarsi sul restauro fatto storico.
materia stessa dell’opera d’arte, preventivo. Ma vogliamo In secondo luogo l’opera d’arte si
cosi non sarà neppure limitato a rispondere a un immaginario definisce nella materia o materie di
quegli interventi, e qualsiasi obbiettore, che possa contrastare al cui consta: e qui l’indagine dovrà
provvedimento volto ad assicurare concetto da noi esplicitato del essere portata sullo stato di
nel futuro la conservazione restauro. Sia ben chiaro che una consistenza della materia, e
dell’opera d’arte come immagine e sola obbiezione valida può esserci, successivamente sulle condizioni
come materia da cui risulta contesta quella che non riconoscesse ambientali, in quanto ne
l’immagine, èugualmente un all’opera d’arte il diritto non - permettano, ne rendano precaria, o
provvedimento che rientra nel dell’opera bene inteso, ma della direttamente minaccino la
concetto di restauro. Pertanto è solo coscienza universale a cui conservazione.
a titolo pratico che si distingue un appartiene Con ciò si sono già definite tre dire-
restauro preventivo da un restauro - a sopravvivere. Ma è altrettanto zioni di massima che potranno
effettivo eseguito sul dipinto, in chiaro che una negazione simile convogliare le indagini relative
quanto l’uno e l’altro valgono per nega allo stesso tempo l’opera all’attuazione pratica delle misure
l’unico indivisibile imperativo che d’arte nel suo valore universale da preventive,4 cautelative, proibitive.
la coscienza si pone all’atto del noi riconosciuto, e pertanto Naturalmente ognuno dei grandi
riconoscimento dell’opera d’arte distrugge il problema del restauro raggruppamenti delle opere d’arte
nella sua duplice polarità estetica e alla base. Se non vi èopera d’arte figurative, darà luogo a una serie
storica e che porta alla sua non vi può essere, non ha senso, d’indagini, di provvedimenti e di
salvaguardia come immagine e un restauro inteso nella duplice proibizioni, che per essere tipici
come materia. corrobor.ìnte attività filologica e non per questo saranno sempre
scientifica, secondo che abbiamo identici. Vale comunque trattarne
Ci premeva di dichiarare con tutta spiegato. Ed è per questo che non per larghe sezioni, ma non si
la fermezza necessaria la intrinseca abbiamo voluto contentarci di dimentichi mai che ogni opera
validità del concetto di restauro esaminare il restauro al passaggio d’arte è un unicum, che come tale
anche in questa accezione di a livello pratico degli interventi in va considerata, e che pertanto la sua
restauro preventivo, in quanto che, opera, ma fondano al momento cattiva conservazione, il suo
a considerano una semplice stesso della manifestazione deperimento o la sua scomparsa,
estensione umanistica del concetto dell’opera d’arte come tale nella non possono mai essere
indennizzati dalla buona compiere, i rilevamenti. le cautele, a stare ai dati dell’esperienza anche
conservazione di altra opera d’arte non saranno mai le stesse, neppure recente.
considerata similare alla prima. per un monumento. Il che sembra Ritorniamo allora alle nostre tre
Pertanto anche le indagini da ovvio, e purtroppo non lo è affatto, gran-
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R~TA~JP.O & Co VA7JO~E  Pw. 3 TESTI M O N I A N Z E 85
dì partizioni, e particolarmente alla ed Implica una funzione, nella guarda la facciata, questa sembra
prima E I indagine relativa a cortina della facciata, ben diversa piuttosto disegnata che scolpita,
determinare le condizioni necessarie dal piano di fondo. Da un lato, come voleva apparire~
per il godimento dell’opera come Infatti, il fondo plasticamente
immagine e come fatto storico. inteso emerge, si protende verso Come poteva risolversi il restauro
Poiché siamo in tema dì restauro chi guarda, dall’altro la colonna preventivo? In una disposizione
preventivo, è chiaro che tale affonda rimanendo per altro legislativa che non si limitasse alla
indagine non è intesa, in questa cilindrica, senza essere ridotta; proibizione di alterare In qualsiasi
sede, neppure ad un restauro di cioè, a mezza colonna, anzi difesa modo la facciata stessa, ma che
remozione di eventuali ostacoli al da una sottile sfogUa di vuoto (fra stabilisse l’intangibilità delle zone
godimento dell’opera. In questa il fusto della colonna e la nicchia adiacenti. La prima notifica
sede, l’opera si suppone che l’ospita). A prescindere ora rispecchia ancora la coscienza
perfettamente godibile sia come dalla considerazione basiliare che legislativa delle grtde che ancora si
immagine che come monumento tale particolarità realizza la leggono agli angoli delle strade,
storico. E poiché non si può spazialità propria della facciata relative alla spazzatura ecc. Sono
prevedere tutto, nè lasciarsi tra- come esterno-interno :11] è chiaro disposizioni legislative che non
scinare in un gioco inane di ipotesi, che vi si presume una distanza sanano il male, lo differiscono: il
si potrebbe credere che, questa limitata, come punto di stazione sudicio non sarà li, ma sarà poco
prima indagine, è in sostanza ovvia, dell’osservatore: addirittura una più in là. Così la notifica relativa
da trascurarsi. Perciò occorrerà un dislanza fissa, inderogabile, al di là alla sola facciata non salverebbe la
esempio e l’esempio precorrerà dellaiquale l’effetto previsto non si facciata che nell 4 sua
necessariamente la trattazione produce più. appunto perché si sussistenza materiale, non
specifica del rispettivo crea uno schiacciamento della nell~~bito spaziale che le compete
raggruppamento, d’altro canto colonna nel muro emergente, e la in proprio.
indispensabile a confermare la sfoglia di vuoto diviene una mera Vediamdi allora, nell’ambito della
necessità, anche più che lista scura ai margini prima indagine. che cosa s’intenda
l’opportunità, di questa prima della~colonna. Invece di per restauro preventivo riguardo
indagine. conservare alla colqnna il suo all’opera come monumento storico.
Prendiamo la facciata di 5. Andrea Intatto avvolgimento cilindrico Anche qui non saranno poche le
della Valle, come era prima che si nello spazio, determina una persone che grideranno alla futilità
aprisse quel largo che Inizia il Corso versione lineare dalla colonna di un’indagine fatta a prevenire non
del Rinascimento. Che cosa ha dan- riducendola a parasta. Infatti si sa cosa. Sia data per esempio via
neggiato l’apertura del largo e della Michei 4 glolo usò il Giulia, a Roma, e supponiamo che
strada? Materialmente nulla, procedimento al chiuso 4e11’atrio si trovi ancora come venti anni or
figurativamente molto. della Laurenziana. <a fuoco fi~so> sono. SI poteva attuare una notifica
La particolarità della facciata, dal per cosi dire. E nella facciata di 5. in blocco che preserva~se l’intero
punto di vista della spazialità archi- Andrea della Valle Il ‘fuoco fisso’ complesso come un unico
tettonica, è data dalle colonne era ottenuto e salvaguardato dalla monumento? Certamente si sarebbe
incassate. Questa particolarità, assai larghezza della strada. Alterata la potuto farlo, ma i sottili e
rara, deriva dall’atrio strada, Il punto di vista è arretrato
michelangiolesco della Laurenziana, inevitabilmente ed ora, a chi
4

RESTAURO
CONSERVA
ZiONE
annuario ‘95/ ‘96
Prezzo del volume £.
130.000.

L’importo va versato sul conto


corrente postale n0 12222360
intestato a MiCromaCro.
 ~ Sri
L4AlI~IA via Puedrn Casella Postale
9 rrIIt,,rO~o.ti Alte Mosteedtio MaWsre
-

(Vsceiua) - Italia
fai 04’WÙ9Si6O

La raccolta dei primi


tredici numeri del
‘periodico di
applicazioni e tec-
nologie per il restauro e
la conservazione dei
beni culturali’ pubblicati
nel ‘95 e nel ‘96.
interessati distinguo che si danno in tal caso portavano certamente sul fatto che non tutto, in quella
splendida via era palazzo o palazzotto che fosse c era pure la casa, la casetta rabberciata. In tal caso l’unità
prospettica della via sarebbe stata salvata dal sostituire la casa o la casetta con un edificio che, come massa,
colore altezza, non disdicesse rispetto agli edifici di poco conto che vi fossero a un dato pi.into, e che,
seppure di poco conto, mantenevano un lweUo. diciamo così, alla struttura prospetti-La della strada.
Ragionamenti simili, nella migliore delle ipotesi, dovettero portare alla costruzione del Virgilio, il quale non
è certo la più indecente
-delle costruzioni nuove in Roma, ma indubbiamente turba la struttura sto-nca della strada di Bramante, ne
alte-ra, con un malinteso modemismo. la configurazione con cui era arrivata fino a noi, e che noi, nella
nostra coscienza storico-critica, avevamo il dovere di conservare inalterata.
Ora il ragionamento su cui si basa la proposta di sostituire una costruzione dì poco conto inserita in un
ambiente monumentale con una moderna di uguale massa, altezza, colore, è solo apparentemente logico, in
realtà si risolve in un sofisma. Poichè la sostituzione avviene o con una costruzione che ha il diritto di
chiamarsi architettura oppure no. Se la costruzione non arriva all’architettura è chiaro che non arrmerà a
giustificare la distruzione dì uno statu quo, che storicamente deve sussistere così com’è, non potendo
l’istanza storica cedere ad altro che non sia l’istanza estetica. Oppure la costruzione si crede possa giungere
all’architettura, all’arte, cioè, e allora data la contrastante spazia-lita che impersona l’architettura moderna
l’inserzione di una t’era architettura moderna in un contesto antico e inaccettabile [21. Quindi in nessun
modo, si tratti di architettura o no sì può concedere l’alterazione di un ambiente architettonico antico, con la
sostituzione delle parti che ne costituiscono il tessuto connettivo amorfo sia pure. ma sempre coevo, e
stoncamente valido. (E ovvio che, fra le nostre ipotesi, non si sia neppure allineata quella del .falso
stilistico’).
Se poteva parere più difficile dimostrare la necessità di cautelarsi circa
il futuro godimento dell’opera d’arte. unicamente conservando lo stato in cui si trova, le altre due direttive
d’indagine relative allo stato di consistenza della materia e alle condizioni da assicurare per una buona
conservazione, non hanno bisogno di un’esem-plificazione preliminare in quanto si affidano non già ad un
apprezzamento, che esiga una particolare sensibilità artistica e storica, ma a rilievi pratici e a deduzioni
scientifiche, che si pongono da se stesse in un campo che, per essere più oggettivo, risulta meno
impugnabile.

Note

[li Riguardo all’analisi della spazialità architettonica rimando al mio dialogo sull’Architettura in Elicona 111-
1V, Einaudi 1956.

121 Su questo argomento ‘i1 vecchio e il nuovo nelle antiche città italiane’ tenni una conferenza per l’A.C.l..
nel 1956, stampata nei Quaderni delle A.C.l. n. 21 (Tonno 1956) e in parte ristampata in L’Architettura n. il
(Settembre 1956) con l’incongruo titolo redazionale <Processo all’Architettura Moderna’, e preceduta da un
saggio di B. Zevi <Visione prospettica e spazio-temporalità dell’Architettura moderna’, a cui chi scrive
implicitamente rispondeva già nel citato Dialogo sull’Architettura, e ad hoc In una conferenza tenuta al III
Programma della Radio italiana nel 1956, e con una conferenza tenuta il
10 maggio alla Consulta di Bologna e di imminente pubblicazione.