Lez 11 Temperatura PDF
Lez 11 Temperatura PDF
Introduzione 2
1
3
da Agilent
Introduzione 4
2
Caldo e freddo 5
A
C
TA=TB=TC
B
3
Legge zero della termodinamica 7
Strumento di misura in
equilibrio termico con A
ATTENZIONE!! 8
da Agilent
4
ATTENZIONE!! 9
+ =
5
Campione di temperatura 11
Scale di temperatura 12
6
Scale di temperatura 13
Esempio:
Scala Celsius sfrutta la proprietà della dilatazione di fluidi con la
temperatura: attribuisco il valore 0°C al punto di fusione del
ghiaccio e 100°C al punto di ebollizione dell’acqua.
Scale di temperatura 14
7
Cenni storici sulle scale di temperatura 15
16
8
Costruzione scale di temperatura 17
9
Scala Fahrenheit 19
Fahrenheit (°F)
Tra il 1708 e il 1724 propone scala con due punti fissi:
1)) Alla temperatura
p p
più bassa che riuscì a misurare fissò 0°F ((-
17.8°C)
2) Alla sua temperatura corporea fissò 100°F
Dunque in questa scala:
Temperatura H2O+ghiaccio, 32°F
Temperatura H2O bollente, 212°F
Curiosità storica: normale temperatura corporea è 98
98.6°F,
6°F il che
suggerisce che Fahrenheit era febbricitante o aveva un
termometro non molto accurato
Scala Fahrenheit è chiamata anche scala centottantigrada;
Scala Celsius 20
Celsius (°C)
Nel 1742 propone la scala Celsius con due
punti fissi:
1) H2O+ghiaccio, 0°C
2) H2O bollente, 100°C
10
Scale pratiche e punti fissi 21
Nel 1848 Lord Kelvin fornisce la base teorica per una scala di
temperature basata sul ciclo di Carnot.
11
23
Qout Θ P
η = 1− = 1− 2 Qin
Qin Θ1 A
B
dove Θ è definita come la T1
temperatura termodinamica.
D C
T2
V
Qoutt
Esiste la temperatura Θ=0 (zero assoluto). E’ la temperatura Θ2=0
per la quale η=1 (massimo rendimento)
12
25
26
Termometro a gas ideale
13
Gas reale e gas ideale 27
28
Termometro a gas ideale
14
29
Termometro a gas ideale
15
Scala Pratica Internazionale delle 31
Temperature (IPTS)
… Riassumendo i concetti:
La temperatura è una grandezza intensiva, dunque non esiste il
campione di temperatura.
La temperatura sarebbe completamente definita dalla
termodinamica: questa scelta non è però conveniente né
sufficientemente accurata.
Esiste una scala empirica (Scala Internazionale delle
Temperature) riconosciuta a livello internazionale, con le seguenti
caratteristiche:
è facilmente riproducibile
è vicina alla scala termodinamica
viene periodicamente revisionata; l’ultima revisione è del 1990
(ITS-90).
Punto 1
L’unità di misura della temperatura termodinamica, simbolo T, è il
Kelvin [K], definito come 1/273.16 la temperatura termodinamica del
punto triplo dell’acqua.
dell’acqua
A causa delle definizioni delle scale precedenti, è pratico indicare la
temperatura in termini di differenza rispetto al punto di fusione del
ghiaccio, 273.15 K. La temperatura espressa in questo modo è nota
come temperatura centigrada, spesso erroneamente confusa con la
T Celsius.
Per definizione il g
grado Celsius,, °C,, è invece uguale
g come
ampiezza al grado Kelvin t[°C]=T[K]-273.16.
Ricorda: punto di fusione del ghiaccio (solo presenza di acqua e
ghiaccio: se valutato a p ambiente, 760 mmHg) 273.15K (zero della
scala centigrada); punto triplo dell’acqua (3 fasi in equilibrio, p=4.58
mmHg) 273.16 K.
16
ITS-90: Punti fondamentali 33
P t di
Punto
Punto triplo dell’acqua solidificazione
(273.16 K) dell’acqua (273.15 K)
17
Punto triplo dell’acqua 35
Termometri primari
18
Solidificazione dell’acqua
19
Solidificazione dell’acqua
Punto 2
L’intervallo di temperature considerato va da 0.65K alla più alta
temperatura misurabile sfruttando le leggi dell’irraggiamento. La
ITS-90 comprende un numero di intervalli e sottointervalli
all’interno
all interno di ognuno dei quali le temperature T90 sono definite.
definite
20
ITS-90: Punti fondamentali 41
Punto 3
Definizione dei punti fissi: si tratta di stati fisici facilmente
riproducibili e universali, per la taratura dei manometri.
Si tratta di:
• passaggi di stato (vantaggio è che, coinvolgendo il calore
latente, avvengono a temperatura costante); sono funzione della
sostanza considerata.
• punti tripli (coesistenza dei tre stati della materia solido, liquido
e gassoso in EQUILIBRIO).
21
ITS-90: Punti fondamentali 43
22
Fusione o solidificazione?? E’ la stessa 45
cosa??
Punto 4
Definisce i tipi di termometri da utilizzare in ciascun campo di
temperatura per interpolare i punti fissi. Sono da considerarsi
come termometri campione.
• 0.65KÆ5
0 65KÆ5 K: termometri a pressione di vapore
• 3KÆpunto triplo del neon (24.5561K): termometri a gas
• punto triplo idrogeno (13.8K)Æpunto di fusione
dell’argento (961.78°C): termometri a resistenza di platino
23
ITS-90: Punti fondamentali 47
Termometri a gas
Termometri a resistenza di Pt
Pirometro
ottico
Punto 5
Definisce i valori forniti dai termometri campione in corrispondenza
dei punti fissi
Punto 6
Definisce le funzioni interpolanti da adottare tra i vari punti fissi
(approfondimento nel seguito).
24
ITS-90: Punti fondamentali 49
i =1
W (T90 ) =
R(T90 )
R(273.16 K )
ove 273.16 è il punto triplo dell’acqua (nella scala del 68 il riferimento
era il punto di fusione del ghiaccio).
25
ITS-90: Punti fondamentali 51
26
ITS-90: Punti fondamentali 53
ln[Wr (T90 )] = A0 + ∑ Ai ⎢ ⎥
i =1 ⎣ 1.5 ⎦
L’inversa
L inversa è pari a: i
⎡Wr (T90 )1/ 6 − 0.65 ⎤
15
T90 / 273.16 K = B0 + ∑ Bi ⎢ ⎥
i =1 ⎣ 0.35 ⎦
I valori delle costanti A0, Ai, B0, Bi sono tabulati da norma.
0°C(=273.15 K) - 961.78 °C
Funzione di riferimento:
9
Wr (T90 ) = C0 + ∑ Ci ([T90 / K − 754.15] 481)
i
i =1
Funzione inversa:
9
T90 / K − 273.15 = D0 + ∑ Di ([Wr (T90 ) − 2.64] 1.64 )
i
i =1
27
ITS-90: Punti fondamentali 55
28
ITS-90: Punti fondamentali 57
29
ITS-90: Punti fondamentali 59
I termometri primari 60
30
I termometri primari 61
I termometri primari 62
31
I termometri primari 63
32
Termometri primari: pirometri ad 65
irraggiamento
Il sistema oggetto di misure (corpo nero) è una cella
contenete metallo allo stato di fusione: l’interfaccia solido-
liquido deve comprendere la maggior parte del sensore
possibile La conducibilità deve essere molto buona,
possibile. buona
nessuna finestra tra il pirometro e il corpo nero
Corpo nero
quiiiiiiiii 66
33
Termometri primari: pirometri ad
irraggiamento
34
Strumenti per la misura di temperatura 69
•Termometri
T t i a espansione
i
•Termometri a resistenza metallica (termoresistenze)
•Termistori
•Termocoppie
•Pirometri e termocamere (termometri a radiazione)
70
Termometri ad espansione
35
Termometri ad espansione 71
BULBO
36
Termometri a colonna di liquido 73
37
Termometri a colonna di liquido 75
∆T=0.00016n(tletta-testerna) °C
-immersione parziale
∆T=0.00016n(ttaratura-testerna) °C
dove n=numero di gradi sulla scala,
equivalenti alla lunghezza dello stelo
emerso
testerna misurata con piccolo termometro
ausiliario affiancato allo stelo
Immersione totale
38
Termometri a colonna di liquido 77
τ
95
90
85
80
Costante di tempo
75
70
65
60
dipende dal termometro ed
è univocamente
55
50
45
40
35 determinata.
30
25
20
15
10
5
0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100
termpo [s]
39
Termometri a colonna di liquido 79
Vantaggi:
Lettura immediata
Facilmente utilizzabile
Poco costoso
Svantaggi:
Fragile
Una volta fuori taratura non p
può essere p
più ritarato
Intervallo temperatura limitato (-180°C/650°C)
Poco accurato (±0.5°C)
40
Termometri bimetallici (a dilatazione di 81
solidi)
α1
α2
ρ
2h
ρ≈
3(α A − α B )(T1 − T0 )
curvatura ρ inversamente con:
proporzionale alla differenza di
temperatura, proporzionale a h=spessore totale del dispositivo
1/(T1-T0) e sotto hip che:
hA=hB ;
moduli elastici dei materiali simili.
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
41
Termometri bimetallici (a dilatazione di 83
solidi)
Tipico
Ti i esempio i di applicazione
li i come controllore
t ll elettrico
l tt i (ON-OFF).
(ON OFF)
Si può regolare il passaggio di corrente in funzione della
temperatura (in figura esempio di refrigeratore).
42
Termometri bimetallici (a dilatazione di 85
solidi)
X X
43
Termometri bimetallici (a dilatazione di 87
solidi)
Vantaggi:
Facile lettura
Svantaggi:
Non copre una vasta gamma di temperature (-50°C/500°C)
Poco accurato (±0.5°C)
88
Termometri a resistenza
metallica
(Termoresistenze)
44
Cenni storici 89
TERMOMETRI A RESISTENZA
90
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
45
TERMOMETRI A RESISTENZA
91
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
Cenni storici 92
46
RTD 93
RTD 94
ρl
R=
A
47
RTD 95
RT = R0 (1 + αT + β T 2 + δT 3 + ...)
In molti casi ci si può arrestare al termine lineare.
α è detto coefficiente di temperatura e dipende dal tipo di
materiale.
Siccome α dipende dal grado di impurità del materiale, spesso, a
garanzia della purezza del materiale che costituisce il termometro,
si fissano limiti proprio sul valore di α (che tra l’altro esprime la
sensibilità).
Platino (Pt):
nella quasi totalità delle applicazioni per la sua maggior resistenza
all’ossidazione, resistività elettrica e riproducibilità.
Nichel (Ni):
presenta un maggior coefficiente di temperatura α rispetto al Pt,
una minor resistenza all’ossidazione, minor resistività elettrica e
minor possibilità di purezza. Elementi sensibili più grossi e quindi
con maggiori tempi di risposta. Ö applicazioni con modeste
variazioni di temperatura
Rame (Cu):
presenta coefficiente di temperatura α costante rispetto Pt, minor
resistenza all’ossidazione e minor resistività elettrica
Öapplicazioni intorno alla temperatura ambiente.
48
Materiali per termoresistenze 97
8
Nickel
7
R
6
R0 5 Rame
4
3
Platino
2
1
0 200 400 600 800 1000
Temperatura °C
49
Materiali per termoresistenze 99
R100 − R0
α=
100 R0
Per il platino Pt:
α>3.925·10-3/°C per termometri campioni
α=3.850·10-3/°C
=3 850 10 3/°C per termometri industriali
Termometri a resistenza
Aspetti fondamentali:
a) montaggio e assemblaggio
b) no tensioni residue
100
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
50
Designazione termoresistenze 101
RTD 102
51
RTD 103
A filo
fil avvolto:
lt filo
fil (diametro
(di t 7-50
7 50 μm)) avvolto
lt su un mandrino
di
cilindrico di ceramica (solitamente ricoperto di uno strato sottile di
materiale che assicura l’isolamento elettrico e la protezione
metallica). Filo non si può contrarre o estendere liberamente Ö
tensioni. Buona accuratezza per uso industriale.
RTD 104
IIn un’altra
’ l configurazione,
fi i a filo
fil sospeso, la
l bobina
b bi è assemblata
bl
in piccoli fori all’interno del mandrino cilindrico ceramico. Le
bobine sono sostenute da polvere ceramica e sigillate alle
estremità. In questa configurazione il filo è libero di contrarsi ed
espandersi Ö no tensioni.
52
RTD 105
A film metallico.
metallico Un sottile film di platino è depositato all
all’interno
interno
di un substrato ceramico. Particolari tecniche laser per incidere il
substrato. Il tutto ricoperto con materiale vetroso per proteggere
da umidità e agenti inquinanti.
RTD 106
53
Il sensore
coeff. di temperatura α ↑⇒
↑ sensibilità ↑
alto punto di fusione ⇒ campo di
misura ↑
linearità
stabilità nel tempo (no corrosione)
107
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
54
IL SENSORE
Il Pt è il più usato
Acronimi:
109
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
IL SENSORE
110
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
55
IL SENSORE
111
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
IL SENSORE
112
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
56
IL SENSORE
113
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
R1 R2
R4 RX
57
RTD Circuiti di misura 115
2 fili
Poco utilizzata in quanto introduce errori grossolani di misura se la
resistenza dei fili di collegamento Rc non è trascurabile rispetto a
quella del termoelemento R0 (utilizzata pertanto nel caso di fili di
collegamento corti e di bassa resistività).
Infatti per ottenere misure intorno alla temperatura ambiente con
accuratezza minore di 1°C, deve valere Rc<R0·α.
Quindi ad esempio per Pt100 Rc<0.385Ω.
R R Rc
V
R RTD
Rc
Eventuale variazione di T provoca variazione di resistenza di RTD,
che squilibra il ponte, fornendo così una tensione in uscita (rilevata
con multimetro digitale) proporzionale a ∆R e quindi a ∆T.
Errore dovuto al fatto che misuro, oltre a resistenza RTD (funzione
di temperatura di elemento), anche resistenza dei cavi di
collegamento.
58
RTD Circuiti di misura 117
3 fili
E’ la più utilizzata industrialmente data la miglior accuratezza
ottenibile dalla misura (<0.1°C).
Elimina gli effetti provocati dalla resistenza dei fili di
collegamento del termoelemento RTD.
Tensione in uscita è proporzionale alla sola variazione di
resistenza di RTD. Non è però lineare con la variazione di
resistenza, e la sua linearità peggiora sempre più quanto più si
sbilancia il ponte.
Per accuratezza ancora maggiori è necessario passare alla
tecnica a 4 fili.
R R Rc1
V
R RTD
Rc3
Rc2
59
RTD Circuiti di misura 119
4 fili (volt-amperometrica)
Tecnica utilizzata quasi esclusivamente in laboratorio, poco
industrialmente. Fornisce la miglior accuratezza in senso
assoluto
assoluto.
Tensione rilevata dipendente unicamente dalla resistenza del
termoelemento.
Accuratezza della misura dipende da stabilità della corrente di
misura e da accuratezza di misura della tensione ai capi del
termoelemento.
V RTD
I=cost
60
RTD Circuiti di misura 121
Eex
RTD 122
Vantaggi:
-ottima accuratezza;
-elevato campo di misura;
-stabili e lineari.
Svantaggi:
-costo;
-sensibilità ad urti e vibrazioni;
-costante di tempo elevata a causa di involucro (inerzia
termica);
-riscaldamento per effetto Joule può causare errori
61
123
Termistori
Termistori 124
62
Termistori 125
Termistori 126
Vantaggi sinterizzazione:
- libertà di forma
- piccole dimensioni
- tempi di risposta molto piccoli (τ bassa)
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
63
Termistori 127
Termistori 128
64
Termistori 129
1000
NTC (semiconduttori come Ge, Si…) R / R25
25°°C
Relazione: 100
1 1
RT = RT0 exp[ β ( − )] 10
dove:
T T0
T, T0 espresse in Kelvin.
1
Solitamente RT0>1000Ω a
25°C
0.1
• molto sensibili
• fortemente non lineari 0.001
• poco riproducibili (caratteristica diversa
in funzione del lotto di produzione)
0.0001-50 0 50 150 °C
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
Termistori 130
RT = RT0 exp[ β (T − T0 )]
dove:
T, T0 espresse in Kelvin.
Solitamente RT0>1000Ω a 25°C
65
Termistori 131
Vantaggi:
-elevata sensibilità;
-prontezza;
-basso costo;;
-possibilità di collegamento a 2 fili.
Svantaggi:
-bassa riproducibilità;
-bassa intercambiabilità;
-campi di misura limitati;
-non
non lineari;
-fragilità.
132
Termocoppie
66
Termocoppie – cenni storici 133
Thomas Seebeck nel 1821 scoprì che quando due fili conduttori
di metalli differenti sono uniti alle due estremità e uno dei due
estremi è riscaldato, c’è un flusso continuo di corrente nel
circuito termoelettrico ((effetto Seebeck).
)
TERMOCOPPIE
Le termocoppie:
- Sensori di temperatura molto semplici
- Trasducono
T d T → f.e.m.
f direttamente
di tt t mediante
di t effetto
ff tt
termoelettrico
- Operano da Tmin ↓↓ criogeniche fino a TMAX ↑↑
- Pertanto sono diffusissime.
134
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
67
Effetti termoelettrici – Effetto Seebeck 135
T1 T2
B B
A
T1 T2
B B
femAB ∝ ΔT
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
Osservazioni:
se i due materiali sono uguali non si genera alcuna forza
elettromotrice (A=B Ö fem=0);
se le temperature dei due giunti sono uguali non si genera
alcuna forza elettromotrice (T1=T2 Ö fem=0).
Definizioni:
Giunto a temperatura maggiore si chiama giunto caldo; quella a
temperatura
p inferiore g
giunto freddo ((sono in realtà termini
impropri). Giunto di misura è solitamente il giunto caldo (giunto
freddo è giunto di riferimento).
68
Effetti termoelettrici – Effetto Peltier 137
Osservazione
Questo effetto (Peltier) modifica la temperatura dei giunti,
q indi può
quindi p ò generare errori di misura.
mis ra
Se ne deduce che, come per la misura di fem di una pila, è
opportuno fare la misura di fem a circuito aperto (per evitare
passaggio di corrente).
69
Effetti termoelettrici – Effetto Thomson 139
70
Leggi e proprietà delle termocoppie 141
Proprietà 1
Variazioni di temperatura sui fili A e B non influenzano la fem se
i giunti rimangono a T1 e T2 e se i conduttori A e B sono di due
materiali pperfettamente omogenei.
g
T3 A T4
T1 T2
B T5
femAB ∝ (T1 − T2 )
71
Leggi e proprietà delle termocoppie 143
Proprietà 2
L’introduzione di un terzo metallo C in una termocoppia A e B non
modifica la fem se le nuove giunzioni sono isoterme (T3=T3) e T1
e T2 sono invariate.
T1 T2
T3 T3
B B
fem ∝ (T1-T2)
T4 C
Questa proprietà permette di inserire uno strumento di misura
della fem nel circuito.
Proprietà 3
Corrisponde alla legge 2, inserendo il materiale C in una delle due
giunzioni: l’introduzione di un terzo metallo C in una giunzione a
T1 di una termocoppia
pp non modifica la fem se le nuove g giunzioni
sono isoterme a T1.
T3 A T4
T1
T2 fem ∝ (T1-T2)
C T1
B T5
72
Leggi e proprietà delle termocoppie 145
Proprietà 4
Se la termocoppia A e C con i giunti a T1 e T2 genera la fem EAC
e la termocoppia B e C con i giunti a T1 e T2 genera la fem EBC,
allora la termocoppia
pp A e B con i ggiunti T1 e T2 g
genera la fem
EAB=EAC+EBC.
A C
T1 EAC T2 T1 ECB T2
C - C B - B
+ +
A
T1 B + - B T2
EAC+ECB
73
Leggi e proprietà delle termocoppie 147
materiale potenziale
a Valori
b positivi La tabella riporta i potenziali
crescentiti rispetto
i tt all Pt con giunto
i t di
c
riferimento a 0°C e giunto di
misura a 100°C. Il segno è
positivo se, al giunto di misura
(in quello di riferimento i ruoli
platino 0 sono invertiti), la corrente
passa dal materiale verso il
Pt.
d Valori
e negativi
decrescenti
f
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
74
Leggi e proprietà delle termocoppie 149
d Valori
e negativi
decrescenti
f
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
A A
T1 E12 T2 T2 E23 T3
B - B B - B
+ +
A
T1 B + - B T3
E12+E23
Esistono tabelle e grafici dei poteri termoelettrici delle diverse
termocoppie riferiti a 0°C.
75
LEGGI DELLE TERMOCOPPIE
A A
T1 T2 T2 T3
B+ B B+ B
E1 - A E2 -
T1 -B T3
B+
E1+E2
151
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
Infatti:
a) se T2 = 0°C E30 ∝ (T3-T2) = T3 [°C]
b) se T2 ≠ 0°C,
0°C ma nota,
t sii può
ò usare ttabella
b ll per ttrovare
E20 e misurare E32
per determinare E30 = E32 + E20 e quindi T3 in [°C]
A
T3 B T2
f.e.m. ∝ (T3-T2)
152
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
76
Leggi e proprietà delle termocoppie 153
e
{
Dunque si misura la T
ambiente e noto il valore di
{ fem-T,, basta fare la somma di
ΔT Trif+∆T per avere la
temperatura incognita.
{
{
77
Leggi e proprietà delle termocoppie 155
e
{
{ ΔT
{
f.e.m. [mV]
80 A
T1 T2
B B
60
J
40
20
f.e.m.
0
misurata
78
Leggi e proprietà delle termocoppie 157
A
Tt Cavi lunghi e costosi Trif
T? B
e AB (T ?, Trif ) = e AB (T ?, Tt ) + e AB (Tt , Trif )
e AB (T ?, Trif ) = e AB (T ?, Tt ) + eCD (Tt , Trif )
A
C
Ttt Trif
T? D
B
eCD (Tt , Trif ) = e AB (Tt , Trif )
Applicazione delle leggi per sostituire cavi lunghi e costosi (stesso
materiale A e B di TC) con cavi di collegamento economici.
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
79
Termocoppie comuni 159
+40
f
f.e.m. [mV] KP
+30
+20
+10 JP
0 TP Giunto di riferimento Pt
-10 KN
-20
J N TN
-30
-40
-200 0 200 400 600 800 1000 T [°C]
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
80
Termocoppie comuni 161
f.e.m. [mV]
80 E
60 J K
N
40
T
R
20 S
0 T [°C]
0 500 1000 1500 2000
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
81
TERMOCOPPIE TIPICHE
163
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
CIRCUITI DI MISURA
82
Giunzione di riferimento – circuiti di misura 165
Tipo 1
Circuito con giunto di riferimento in bagno di H2O+ghiaccio (0°C)
Tipo 1a
83
Giunzione di riferimento – circuiti di misura 167
Tipo 2
Circuito con giunto di riferimento a T≠0°C con circuito di
compensazione (è più facile ottenere riscaldamento con basso
consumo piuttosto che raffreddamento Ö giunto di riferimento a T
fissata maggiore di Tamb). Utilizzato per strumenti con termometri
digitali, data logger, sistemi acquisizione dati.
84
Circuiti di misura a giunzioni multiple 169
Termopile
N termocoppie in serie con giunti a T1 e T2. Aumenta la sensibilità (si
riduce anche incertezza in misura).
Termocoppie in parallelo
Misurano T media tra le giunzioni di misura. Si utilizza quando si
desidera misurare una temperatura media
85
Circuiti di misura:lettura 171
No direttamente galvanometro
Meglio voltmetro
Soluzione migliore: metodo potenziometrico
172
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
86
173
87
Realizzazione dei giunti 175
88
Realizzazione dei giunti
T < TX
T < TX
Q
TX TX
89
Termocoppie 179
Vantaggi:
-semplici;
-robuste;
-basso costo;;
-vasta varietà di tipi e forme;
-ampi campi di misura.
Svantaggi:
-non lineari;
-bassi valori di tensione in uscita;
-necessità
necessità di riferimento;
-poco stabili;
-poco sensibili.
180
90
Problemi di misura della temperatura 181
di fluidi in movimento
TPAR < TF
TF
TF= temperatura di fluido
TPAR= temperatura di parete
TPAR → TF ↔ L ↑↑
91
Errori di conduzione 183
92
Errori di conduzione 185
Sensore
Sonda
Possibili soluzione
costruttive per aumentare
profondità di immersione
del sensore L.
PROBLEMI DI MISURA
Altro
t o esempio
ese p o
di installazioni
di sonde
totalmente
immerse
186
© Misure e Tecniche Sperimentali - Alfredo Cigada
93
Errori dovuti all’irraggiamento 187
• grande coeff.
coeff di scambio termico convettivo di sonda h;
• isolamento di parete per ridurre differenza TPAR4-TS4
94
Errori dovuti a velocità di fluido 189
Tstag ,ind
Tstat =
1 + r[(γ − 1) / 2]N mach
2
95