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Universit di LAquila

Facolt di Ingegneria
Corso di Laurea in
Ingegneria per lAmbiente ed il Territorio
Anno Accademico 2008 - 2009
A
p
p
u
n
t
i
d
a
l
l
e
L
e
z
i
o
n
i
d
i
F
i
s
i
c
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T
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c
n
i
c
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A
m
b
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t
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l
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T
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R
M
O
D
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N
A
M
I
C
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P
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L
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C
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I
I
:
L

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m
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d
a
Appunti dalle Lezioni di
Fisica Tecnica Ambientale
Termodinamica Applicata
Capitolo 3:
Laria umida
Prof. F. Marcotullio
A.A. 2009 - 2010
Indice
Avvertenze ii
Testi consigliati iii
3 Termodinamica dellaria umida 1
3.1 Richiami sulle miscele di gas ideali . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
3.2 Laria umida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
3.2.1 Laria secca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
3.2.2 Il vapor dacqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
3.3 Grandezze dellaria umida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.3.1 Umidit specica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.3.2 Umidit relativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
3.3.3 Grado di saturazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
3.3.4 Entalpia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
3.3.5 Calore specico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3.4 Temperature dellaria umida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3.4.1 Temperatura di rugiada . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3.4.2 La temperatura di saturazione adiabatica . . . . . . . . . 12
3.4.3 La temperatura al bulbo umido . . . . . . . . . . . . . . . 14
3.5 Il diagramma psicrometrico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
3.5.1 Generalit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
3.5.2 Linee a temperatura costante . . . . . . . . . . . . . . . . 16
3.5.3 Linea di saturazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
3.5.4 Linee a umidit relativa costante . . . . . . . . . . . . . . 17
3.5.5 Linee a volume specico costante . . . . . . . . . . . . . . 18
3.6 Misura dellumidit relativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
3.6.1 Generalit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
3.6.2 Igrometro a condensazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
3.6.3 Igrometri meccanici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
3.6.4 Igrometri elettrici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
3.6.5 Psicrometro a due termometri (o di Assmann) . . . . . . 24
3.7 Principali trasformazioni dellaria umida . . . . . . . . . . . . . . 25
3.7.1 Riscaldamento e rareddamento sensibile . . . . . . . . . 26
3.7.2 Miscelazione adiabatica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
3.7.3 Rareddamento con deumidicazione . . . . . . . . . . . 31
3.7.4 Rareddamento e umidicazione . . . . . . . . . . . . . . 37
3.8 Torri evaporative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
i
Avvertenze
La presente dispensa didattica rivolta agli allievi dei Corsi di Fisica Tecnica
Ambientale (Corsi di Laurea in Ingegneria Ambiente e Territorio e Civile) e
costituisce la raccolta completa degli argomenti svolti in aula.
Disporre della dispensa tuttavia non esime n dai doverosi approfondimenti
sui testi consigliati, n soprattutto dalla frequenza delle lezioni e delle esercita-
zioni.
Saranno graditi suggerimenti nonch la segnalazione di errori ed inesattezze.
ii
Testi consigliati
Testi consigliati in lingua italiana:
1. M.W. Zemansky, M.M. Abbott e H.C. Van Ness, Fondamenti di Termo-
dinamica per ingegneri, Zanichelli, Bologna 1979
2. M. Felli, Lezioni di Fisica Tecnica - Volume I: Termodinamica, Macchine,
Impianti, Morlacchi Editore, Perugia 1998
3. G. Moncada Lo Giudice, Termodinamica applicata, Masson, Milano 1999
4. A. Cavallini, L. Mattarolo, Termodinamica applicata, Cleup, Padova 1992
5. Yunus A. engel, Termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill
- Libri Italia, Milano 1998
iii
Capitolo 3
Termodinamica dellaria
umida
3.1 Richiami sulle miscele di gas ideali
Pi sostanze pure in fase gassosa costituiscono una miscela gassosa. Conside-
riamo una miscela gassosa di volume V alla temperatura T costituita da q com-
ponenti; se questultimi sono assimilabili a gas ideali, allora la miscela presenta
alcune propriet che riportiamo nel seguito.
1. La pressione p di una miscela gassosa data dalla somma delle pressioni
p
i
(pressioni parziali) che ciascuno dei suoi componenti eserciterebbe qua-
lora occupasse da solo lintero volume V della miscela alla temperatura T
della miscela stessa (Legge di Dalton):
p = p
1
+p
2
+. . . +p
q
(3.1)
Alla pressione totale p e alla temperatura T della miscela il generico
componente occupa un volume V
i
(volume parziale) tale che:
pV
i
= n
i
RT =
m
i
M
i
RT (3.2)
2. Una miscela di gas ideali anchessa un gas ideale. Infatti per ciascun
componente vale la:
p
i
V = n
i
RT =
m
i
M
i
RT (3.3)
e sommando membro a membro si ha:
pV = nRT =
m
M
RT (3.4)
con n =

n
i
, m =

m
i
, M
i
ed M le masse molari del generico com-
ponente e quella, apparente, della miscela rispettivamente. Questultima
vale:
M =
m
n
=

m
i
n
=

n
i
M
i
n
=

x
i
M
i
(3.5)
1
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 2
p
p
p (T)
T T
c
p (T)
v,s
v
c
T
Liquido
Gas
S
o
l
i
d
o
Vapore
Punto critico
Punto triplo
Figura 3.1: g1
con x
i
=
ni
n
la frazione molare del generico componente nella miscela. Si
ricava facilmente dalle (3.2, 3.3, 3.4) che:
x
i
=
n
i
n
=
V
i
V
=
p
i
p
(3.6)
la quale ci dice che la frazione molare del generico componente uguaglia le
parti in volume del medesimo componente nella miscela ovvero il rapporto
della relativa pressione parziale rispetto alla totale.
3. Lentalpia specica h della miscela data dalla media pesata delle en-
talpie speciche dei singoli componenti assumendo come pesi le rispettive
frazioni di massa m
i
/m. Infatti, essendo lentalpia una grandezza esten-
siva, lentalpia H della miscela pari alla somma delle entalpie dei singoli
componenti:
H = mh = m
1
h
1
+m
2
h
2
+. . . +m
q
h
q
(3.7)
ovvero:
h =

m
i
m
h
i
(3.8)
4. Il calore specico c
p
della miscela dato dalla media pesata del calore spe-
cico c
pi
dei singoli componenti assumendo come pesi le rispettive frazioni
di massa m
i
/m. Ricordiamo che per un gas perfetto vale sempre la:
dh = c
p
dT (3.9)
Dierenziando la (3.8), si ottiene che:
dh =

m
i
m
dh
i
ovvero c
p
dT =

m
i
m
c
pi
dT
e quindi
1
:
c
p
=

m
i
m
c
pi
(3.10)
1
La variazione di temperatura dT comune a tutti i componenti.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 3
Composizione M
i
T
c
(K) p
c
(bar) % vol. % peso p
i
(bar)
Azoto 28.02 126.2 33.9 78.09 75.52 0.781
Ossigeno 32.00 154.6 50.4 20.95 23.15 0.210
Argon 39.94 150.8 48.7 0.93 1.28 0.009
A. Carbonica 44.01 304.1 73.8 0.03 0.05 0.000
Tabella 3.1: Composizione dellaria secca alle condizioni normali
Consideriamo, ora, il caso in cui un componente della miscela gassosa
sia allo stato di vapore surriscaldato e presenti comportamento ideale.
La Fig.3.1 mostra che la pressione parziale del vapore (e quindi la sua
frazione molare nella miscela) limitata superiormente dovendo essere,
per una data temperatura, che:
p
v
p
v,s
(T) (3.11)
in cui con p
v,s
(T) si indicata la pressione di saturazione alla temperatura
T della miscela. La (3.11), tenuto conto della (3.6), si scrive anche:
x
v
p p
v,s
(T) (3.12)
la quale evidenzia che la frazione molare del vapore nella miscela dipende
dalla temperatura e dalla pressione totale p ovvero dalla sola temperatura
se la pressione totale, come accade per le applicazioni riguardanti laria
umida che qui ci interessano, costante.
3.2 Laria umida
Laria umida gioca un ruolo importante in numerose applicazioni dellingegneria
riguardanti problemi sia ambientali (meteorologia) che umani (climatizzazione)
e tecnologici (essiccamento). Essa costituisce per i nostri ni un miscuglio a
due componenti, laria secca e il vapore acqueo, le cui caratteristiche vengono
illustrate nel seguito.
3.2.1 Laria secca
Se si prescinde da quei componenti che vi sono presenti in modo occasionale,
laria secca, ossia laria atmosferica priva del vapore acqueo, costituisce una
miscela di pi specie gassose chimicamente inerti e in rapporto sso di massa. La
composizione dellaria secca riassunta nella Tab. 3.2. Essa riporta, per ciascun
costituente, la temperatura critica, la pressione critica, la massa molecolare, la
frazione di massa, quella volumica e da questa attraverso la (3.6) la pressione
parziale riferita alle condizioni ambiente.
Per una assegnata specie chimica in fase gassosa, la Fig.3.2 consente di
ricavare, ad una data temperatura T e pressione p
i
, il valore del fattore di
compressibilit:
Z =
pv
RT
(3.13)
in funzione della temperatura ridotta T
r
e pressione ridotta p
r
denite come:
T
r
=
T
T
c
; p
r
=
p
i
p
c
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 4
0.1
0.1
0.2
0.2
0.3
0.3
0.4
0.4
0.6
0.6
0.5
0.8
1.0
2.0
3.0
0.8 1
r
2 3 4 6 8 10 20 30
0 0.1 0.2
0.7
0.8
Z
0.9
1.0
0.3
pressione ridotta
pressione ridotta, p
f
a
t
t
o
r
e
d
i
c
o
m
p
r
e
s
s
i
b
i
l
i
t

,
Z
0.4
Tr = 0.8
0.7
0.9
1.0
1.1
1.2
0.6
0.5
15
10
8
6
4
3
2
1.6
1.4
1.0=Temperatura ridotta
1.0=Temperatura ridotta
0.9
1.01
1.03
1.05
1.1
1.15
1.2
1.3
1.4
1.6
2.0
15
0.8
0.7
0.75
Figura 3.2: g2
Ora, semplice vericare che, alle condizioni ambiente, ciascuno dei componenti
laria secca presenta valori della pressione ridotta molto bassi (quello pi elevato
si riferisce allazoto con p
r
0.03). Contemporaneamente le temperature ridot-
te, sempre nellintorno della temperatura ambiente, sono prossime a 2. In questa
situazione, come mostra chiaramente il diagramma di Fig.3.2, i valori di Z die-
riscono pochissimo dallunit. Ne consegue che i componenti dellaria secca, nei
campi di temperatura e di pressione su ricordati, possono essere trattati come
gas perfetti a meno di errori la cui entit ben minore di quella usualmente
tollerata nelle applicazioni dellingegneria. Da ci deriva immediatamente che
laria secca, nelle medesime condizioni di pressione e temperatura, costituisce
una miscela di gas perfetti per la quale valgono tutte le relazioni determinate
nel precedente paragrafo.
In particolare, la massa molare apparente M
a
dellaria secca si determina
applicando la (3.5) ai dati riportati alla seconda (M
i
) e quinta colonna (%
vol =
Vi
V
= x
i
) della Tab.3.2:
M
a
28.97
kg
kmole
(3.14)
Dalla (3.4) si ricava, inoltre, il volume specico v
a
che alle condizioni normali
(p = 1.013 10
5
Pa; T = 273.16 K) vale:
v
a
=
V
m
a
=
RT
pM
a
=
287 273.16
1.013 10
5
= 0.773
m
3
kg
mentre la massa volumica
a
alle stesse condizioni si ottiene dalla:

a
=
1
v
a
=
1
0.773
= 1.292
kg
m
3
Il calore molare a pressione costante c
p
dei gas ideali fornito dalla teoria
cinetica dei gas. Con riferimento ai soli gas mono e biatomici, quali sono i
principali costituenti laria secca (Ar, O
2
, N
2
), ricordiamo che per i primi si ha:
c
p
=
5
2
R = 20.8
kJ
kmol K
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 5
T (K) ps(bar) T(K) ps(bar) T (K) ps(bar) T(K) ps(bar)
273.16 0.00611 285.15 0.01401 297.15 0.02982 309.15 0.05940
275.15 0.00706 287.15 0.01597 299.15 0.03360 311.15 0.06624
277.15 0.00813 289.15 0.01817 301.15 0.03778 313.15 0.07375
279.15 0.00935 291.15 0.02062 303.15 0.04242 315.15 0.08199
281.15 0.01072 293.15 0.02337 305.15 0.04753 317.15 0.09100
283.15 0.01227 295.15 0.02642 307.15 0.05318 319.15 0.10086
Tabella 3.2: Valori di p
s
(T) del vapor dacqua
mentre per i secondi si ha:
c
p
=
7
2
R = 29.1
kJ
kmol K
Dividendo le precedenti per massa molecolare del singolo componente si ottiene
il calore specico:
c
p
= 0.521
kJ
kg K
; c
p
= 0.124
kcal
kg

C
per lArgon. Per lossigeno e lazoto si ha rispettivamente:
c
p
= 0.909
kJ
kg K
; c
p
= 0.217
kcal
kg

C
c
p
= 1.039
kJ
kg K
; c
p
= 0.248
kcal
kg

C
Questi dati, unitamente a quelli della Tabella 3.2, consentono di calcolare at-
traverso la (3.10) il calore specico a pressione costante dellaria secca:
c
pa
= 1.002
kJ
kg K
; c
pa
= 0.240
kcal
kg

C
(3.15)
Lentalpia specica dellaria secca si ottiene integrando la (3.9) che, per c
pa
indipendente da T, fornisce:
h
a
h
a
rif
=

T
T
rif
c
pa
dT = c
pa
(T T
rif
) = c
pa
(t t
rif
)
Lentalpia dellaria secca, come del resto mostra lequazione precedente, funzio-
ne della sola temperatura ed nota a meno di una costante (h
a
rif
); questultima
si ssa convenzionalmente assumendo nulla lentalpia specica dellaria secca a
0

C. Con tale ipotesi si ha:


h
a
= c
pa
t (3.16)
3.2.2 Il vapor dacqua
Anche il vapor dacqua presente nellaria umida presenta un comportamento
ideale. Infatti, ricordando i vincoli imposti dalle (3.11, 3.12), il limite superiore
della pressione parziale del vapore nellaria umida univocamente legato al limi-
te massimo ( 40

C) del campo di temperatura di interesse per le applicazioni.


CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 6
t
t
A t
A
r (t )
w s
s
1 1
2
3
2
A
A
h = cost
0
C
r (0C)
w
Figura 3.3: Entalpia del vapor dacqua
Dalla Tab.3.2 del vapor dacqua si ricava che a questa temperatura la pressione
di saturazione vale circa 7 10
2
bar e, di conseguenza, la pressione ridotta del
vapore nella miscela :
p
rv
=
7 10
2
220
3.2 10
4
essendo pari a 220 bar la pressione critica dellacqua. Ne consegue un valore del
fattore di compressibilit praticamente unitario in ampi campi di temperatura
come mostra il diagramma di Fig.3.2. Il vapor dacqua nellaria umida pu
perci essere trattato come un gas perfetto nel campo di temperatura di interesse
applicativo (0 40

C) con errori stimati generalmente inferiori allo 0.3%.


Nel medesimo campo di temperatura il calore specico a pressione costan-
te c
pv
del vapore subisce variazioni percentualmente molto limitate (in genere
inferiore allo 0.5%) per cui si assume per i calcoli correnti:
c
pv
= 1.92
kJ
kg K
; c
pv
= 0.46
kcal
kg K
Qualche considerazione merita la valutazione dellentalpia del vapor dacqua.
Assumendo, come prassi, lo stato di riferimento a cui associare lentalpia
nulla quello del liquido saturo a 0

C, la Fig.3.3 mostra che lentalpia specica


del vapore surriscaldato presente nellaria umida ad una assegnata temperatura
t pu essere agevolmente calcolato come somma delle tre quantit di calore
seguenti scambiate nel corso di altrettanti processi isobari
2
:
1. calore sensibile necessario per riscaldare, a pressione costante, lunit di
massa di acqua liquida satura dalla temperatura di 0

C no alla tempe-
ratura t
s
3
:
q
12
= c
pw
(t
s
0

)
2
Ricordiamo che per il Primo Principio della Termodinamica, la variazione subita dallen-
talpia in una trasformazione isobara uguaglia la quantit di calore scambiata nel corso della
medesima trasformazione.
3
Con ts si intende la temperatura di saturazione corrispondente alla pressione parziale pv
del vapore presente nella miscela.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 7
2. calore latente necessario per vaporizzare, a pressione costante, lunit di
massa di acqua alla temperatura t
s
:
q
23
= r
w
(t
s
)
3. calore sensibile necessario per riscaldare, a pressione costante, lunit di
massa di vapore surriscaldato dalla temperatura t
s
alla temperatura t:
q
3A
= c
pv
(t t
s
)
Ne risulta che:
h
v
= c
pw
t
s
+r
w
(t
s
) +c
pv
(t t
s
) (3.17)
La (3.17), tuttavia, non di semplice utilizzazione in quanto vede lentalpia
specica del vapore espressa in funzione di due temperature (t e t
s
) tra le quali
non esiste un legame biunivoco
4
. Per tale ragione si ricorre ad una relazione
pi agevole. Allo scopo si ricorda che per un gas perfetto (quale il vapor
dacqua nellaria umida) lentalpia dipende solo dalla temperatura e quindi (vedi
Fig.3.3) per qualunque punto rappresentativo A

del vapore appartenente alla


stessa isoterma per A vale la :
h
v
(A) = h
v
(A

)
Con riferimento alla isobara del vapore saturo a 0

C, la Fig.3.3 mostra che h


v
esprimibile dalla somma di due soli termini:
1. il calore latente necessario alla vaporizzazione dellunit di massa di acqua
alla temperatura di 0

C:
q
1

2
= r
w
(0

C) = r
w0
2. il calore sensibile per riscaldare, a pressione costante, lunit di massa di
vapore surriscaldato da 0

C alla temperatura t:
q
2

A
= c
pv
t
In denitiva:
h
v
= r
w0
+c
pv
t (3.18)
Il calore di vaporizzazione a 0

C vale
r
w0
2500
kJ
kg
; r
w0
598
kcal
kg
per cui:
h
v
= 2500 + 1.92 t
kJ
kg
nelle unit del sistema internazionale e
h
v
= 598 + 0.46 t
kcal
kg
nelle unit del sistema tecnico.
4
Infatti qualsiasi stato rappresentativo che giace sulla isobara passante per il punto A di
Fig.3.3 caratterizzato dalla medesima ts.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 8
3.3 Grandezze caratteristiche dellaria umida
3.3.1 Umidit specica
Lumidit specica (o titolo della miscela o umidit assoluta o contenuto igro-
metrico o grado di umidit) denita come il rapporto tra la massa del vapore
in un certo volume di aria umida e la massa dellaria secca contenuta nello stes-
so volume. In altri termini lumidit specica rappresenta la massa del vapore
per unit di massa di aria secca.
Consideriamo un volume V di aria umida alla temperatura T. Poich sia il
vapore che laria secca possono considerarsi gas perfetti si pu scrivere:
p
v
V =
m
v
M
v
RT ; p
a
V =
m
a
M
a
RT
Dividendo membro a membro e riordinando si ricava:
X =
m
v
m
a
=
M
v
M
a

p
v
p
a
=
18
28.97

p
v
p
a
= 0.622
p
v
p
a
kg(vapore)
kg(aria secca)
Poich p
v
+p
a
= p si ottiene lequazione:
X = 0.622
p
v
p p
v
kg(vapore)
kg(aria secca)
(3.19)
la quale evidenzia che X una funzione di stato dellaria umida
5
. Tenuto conto
del basso tenore di vapore nellaria umida, pi comodo esprimere lumidit
specica come:
X = 622
p
v
p p
v
g(vapore)
kg(aria secca)
(3.20)
evitando, cos, la scomodit di dover trattare con numero troppo piccoli. Per lo
stesso motivo, essendo p
v
p, lumidit specica mostra, per i processi isobari
che pi interessano le applicazioni, una dipendenza praticamente lineare con la
pressione parziale del vapore:
X =
622
p
p
v
Con lausilio dei dati riportati nella Tab.3.2 si pu vericare che la posizione
precedente comporta, nel ristretto campo di temperature di interesse (040

C),
un errore massimo di circa il 7%. Con i medesimi dati si ricava anche che, nello
stesso intervallo di temperature ricordato, lumidit specica presenta valori
compresi tra:
X
s
= 622
6.1 10
3
1.013 6.1 10
3
3.8
g(vapore)
kg(aria secca)
alla temperatura di circa 0

C e
X
s
= 622
7.4 10
2
1.013 7.4 10
2
49.0
g(vapore)
kg(aria secca)
alla temperatura di circa 40

C. Per temperature prossime a quelle di benessere


ambientale (20 26

C) si ricava allo stesso modo un valore massimo per X pari


a circa 15 23 grammi di vapore per chilogrammo di aria secca.
5
Quando, come in questo caso, una grandezza funzione di grandezze di stato essa stessa
una grandezza di stato.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 9
3.3.2 Umidit relativa
Lumidit relativa (o grado di umidit) denito come il rapporto tra la massa
m
v
di vapor dacqua contenuta in un certo volume V di aria umida ad una data
temperatura e pressione e la massa m
vs
di vapor dacqua presente nello stesso
volume di aria satura alla stessa temperatura e pressione:
=
m
v
(p, T)
m
vs
(p, T)
Consideriamo un volume V di aria umida alla temperatura T e pressione p. Se
p
v
la pressione parziale del vapore nella miscela si potr scrivere:
p
v
V =
m
v
M
v
RT
Consideriamo poi lo stesso volume di aria umida nelle condizioni di saturazione
alla stessa temperatura e pressione. Per il vapore si potr scrivere analogamente
che:
p
vs
V =
m
vs
M
v
RT
Dividendo membro a membro le due equazioni precedenti e riordinando si ricava
lequazione:
=
m
v
(p, T)
m
vs
(p, T)
=
p
v
(p, T)
p
vs
(p, T)
(3.21)
dalla quale si vede che lumidit relativa una grandezza di stato. Ora, come
pi volte ricordato, il valore di p
v
pu variare tra zero (aria secca) e la pressione
di saturazione p
vs
alla temperatura considerata (aria satura). Ne consegue che
lumidit relativa varia nellintervallo 0 1 e per tale motivo prassi indicarla
in forma percentuale moltiplicando per cento il rapporto espresso dalla (3.21).
Lumidit relativa d unidea del contenuto di vapore dellaria umida rispetto
a quello massimo consentito a parit di temperatura e pressione.
Lumidit specica e quella relativa sono legate. Infatti la (3.21) esprime
che:
p
v
= p
vs
la quale, sostituita nella (3.19), fornisce:
X = 0.622
p
vs
p p
vs
(3.22)
la quale mostra che X funzione della pressione e della temperatura della
miscela.
3.3.3 Grado di saturazione
Unaltra grandezza di stato dellaria umida il grado di saturazione. Il grado
di saturazione denito come il rapporto tra lumidit specica di aria umida
ad una data temperatura e lumidit specica di aria satura a quella stessa
temperatura.
In formula:
=
X(T)
X
s
(T)
(3.23)
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 10
Ricordando la (3.20) si ha:
X(T) = 622
p
v
(T)
p p
v
(T)
; X
s
(T) = 622
p
vs
(T)
p p
vs
(T)
e dividendo membro a membro:
=
p
v
(T)
p
vs
(T)

p p
vs
(T)
p p
v
(T)
=
p p
vs
(T)
p p
v
(T)
(3.24)
Poich p
vs
p e, a maggior ragione, anche p
v
p consegue che:

Inoltre, tenuto conto conto che sempre p
v
p
vs
, si ha che:
p p
vs
(T)
p p
v
(T)
1
e in denitiva:

3.3.4 Entalpia
Lentalpia dellaria umida, che costituisce per quanto mostrato in precedenza,
una miscela di due gas perfetti pu essere determinata impiegando la (3.7):
H = m
a
h
a
+m
v
h
v
(3.25)
che per la (3.16) e (3.18) diventa:
H = m
a
(c
pa
t) +m
v
(r
w0
+c
pv
t) (3.26)
Con riferimento allentalpia specica (ovvero ad altre grandezze speciche di
miscele di gas e vapori) bisogna notare che la massa totale m della miscela
generalmente varia. per tale motivo che si preferisce riferire lentalpia specica
dellaria umida piuttosto che allunit di massa della miscela, allunit di massa
dellaria secca.
Ne deriva che la (3.25) diventa:
h = h
a
+
m
v
m
a
h
v
= h
a
+X h
v
(3.27)
ovvero dalla (3.26) si ha:
h = c
pa
t +X (r
w0
+c
pv
t) (3.28)
In denitiva:
h = 1.002 t +X (2500 + 1.92 t)
kJ
kg
as
(3.29)
nelle unit del sistema internazionale e
h = 0.240 t +X (598 + 0.46 t)
kcal
kg
as
nelle unit del sistema tecnico.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 11
t
t
A
p = p (A)
v
p = p (t )
vs R
t
R
s
A
A
1
R
Figura 3.4: Temperatura di rugiada
3.3.5 Calore specico
Si ricordi che per denizione vale la:
c
p
=
_
h
t
_
p
la quale, se applicata alla (3.28) nella forma:
h = (c
pa
+X c
pv
) t +X r
w0
consente di ottenere lespressione del calore specico dellaria umida:
c
p
= c
pa
+X c
pv
(3.30)
Sostituendo i valori di c
pa
e c
pv
:
c
p
= 1.002 +X 1.92
kJ
kg
as
K
c
p
= 0.240 +X 0.46
kcal
kg
as

C
per le unit del sistema internazionale e tecnico rispettivamente. Vale la pena
di osservare che O(c
pa
) = O(c
pv
) e che O(X) = 10
2
. Ne deriva che, in prima
approssimazione, c
p
c
pa
.
3.4 Temperature caratteristiche dellaria umida
3.4.1 Temperatura di rugiada
La temperatura di rugiada la temperatura a cui laria umida raggiunge le
condizioni di saturazione in seguito ad un processo di rareddamento nel corso
del quale la pressione totale e lumidit specica si mantengono costanti.
A il punto rappresentativo del vapore nella miscela sul diagramma T s
di Fig.3.4. Ora, se partendo da A laria viene rareddata progressivamente a
p e X costanti, anche p
v
= p
v
(A) = Cost. Il punto R in cui lisobara per A
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 12
interseca la curva del vapore saturo secco detto punto di rugiada e la relativa
temperatura t
R
detta temperatura di rugiada di A.
La Fig.3.4 mostra che il punto di rugiada R (e quindi la sua temperatura
t
R
) rappresenta il punto di rugiada di ogni stato che, come A
1
, giace sulla stessa
isobara per A.
Sebbene sia implicito nella denizione di temperatura di rugiada, vale la
pena di rimarcare che (vedi Fig.3.4) la pressione parziale del vapore presente
in una certa massa di aria umida ad una qualsiasi temperatura T uguaglia la
pressione parziale di saturazione alla relativa temperatura di rugiada:
p
v
(T) = p
vs
(T
R
) (3.31)
3.4.2 La temperatura di saturazione adiabatica
Una corrente di aria umida di assegnate caratteristiche termoigrometriche (X
i
, t
i
, h
i
)
viene convogliata allinterno del condotto termicamente isolato (saturatore adia-
batico) di Fig.3.5. Allinterno del condotto laria viene a contatto con acqua
liquida in eccesso eventualmente nebulizzata allo scopo di migliorare il contatto
tra le fasi. Se il condotto sucientemente lungo e la nebulizzazione e-
cace, laria esce satura (X = X
s
) ad una temperatura t
s
detta temperatura di
saturazione adiabatica. Si ipotizzer che lacqua consumata sia reintegrata alla
temperatura t
s
.
t
h
t
t
Q = L = 0
h
X
X
t
s
i
s
i
u
s
i
s
Figura 3.5: Saturatore adiabatico
Supponendo che sia lecito trascurare le variazioni di energia potenziale e cine-
tica tra le sezioni di ingresso e di uscita, lequazione di conservazione dellenergia
applicata al sistema aperto di Fig.3.5 fornisce:

m
i
h
i
=

m
u
h
u
ovvero:
m
i
h
i
+ m
w
h
w
= m
u
h
u
(3.32)
nella quale si sono indicate con m
i
, h
i
, m
u
, h
u
le portate in massa e lentalpia
specica dellaria secca in ingresso ed in uscita e con m
w
e h
w
la portata in massa
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 13
e lentalpia specica dellacqua di reintegro. Ora, il principio di conservazione
della massa di aria secca porta a scrivere che:
m
i
= m
u
= m
mentre il principio di conservazione della massa di vapore ci dice che:
m
i
X
i
+ m
w
= m
u
X
u
da cui m
w
= m(X
u
X
i
)
Sostituendo nella (3.32) e semplicando si ottiene:
h
i
+h
w
(X
s
X
i
) = h
u
(3.33)
ovvero, ricordando la (3.27):
h
a,i
+X
i
h
v,i
+h
w
(X
s
X
i
) = h
a,u
+X
s
h
v,u
con ovvio signicato dei simboli. Se si sostituisce il secondo termine presente a
secondo membro dellequazione precedente con lequivalente:
X
s
h
v,u
= [X
i
+ (X
s
X
i
)] h
v,u
si ottiene:
(h
a,i
h
a,u
) +X
i
(h
v,i
h
v,u
) = (X
s
X
i
) (h
v,u
h
w
)
Ricordando le (3.16, 3.18) e che h
v,u
h
w
= r
w
(t
s
)
6
, la precedente diventa:
(c
pa
+X
i
c
pv
) (t
i
t
s
) = r
w
(t
s
) (X
s
X
i
)
da cui si pu ricavare lespressione di t
s
:
t
s
= t
i

r
w
(t
s
) (X
s
X
i
)
c
p,i
(3.34)
dove si indicato con c
p,i
= c
pa
+ X
i
c
pv
il calore specico dellaria umida in
ingresso. Come si vede t
s
t
i
essendo tutte positive le grandezze presenti nel
termine frazionario. Inoltre t
s
una grandezza di stato essendo funzione di
grandezze di stato.
Una analisi degli ordini di grandezza dei termini presenti nella (3.33) porta
a concludere che:
h
i
h
u
(3.35)
ovvero che h
w
(X
s
X
i
) h
i
7
. La (3.35) consente di aermare che gli stati
rappresentativi dellaria in ingresso ed in uscita dal saturatore giacciono sulla
medesima isoentalpica.
6
Per la (3.17) hv,u = cpwts + rw(ts) mentre lentalpia dellacqua di reintegro vale hw =
cpwts per cui hv,u hw = rw(ts).
7
Lordine di grandezza di h
i
vale:
O(h
i
) = O(cpat
i
)
110=10
+ O(X
i
r
w0
)
10
2
10
3
=10
= 10
mentre il termine ritenuto trascurabile presenta un ordine di grandezza stimabile in:
O[cpwts (Xs X
i
)]
11010
2
=10
1
= 10
1
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 14
X
X
m
Q
t
t
S bu
a
v
ba
Figura 3.6: Temperatura al bulbo umido
3.4.3 La temperatura al bulbo umido
Un termometro, il cui elemento sensibile avvolto con garza mantenuta costan-
temente bagnata, viene esposto ad una corrente di aria umida di caratteristiche
termo-igrometriche note (temperatura t
ba
e umidit specica X
a
).
Se si attende un tempo suciente il termometro a bulbo bagnato misura una
temperatura che indichiamo con t
bu
(temperatura a bulbo umido) e tale che:
t
bu
t
ba
(3.36)
La disuguaglianza espressa dalla (3.36) pu interpretarsi attraverso lanalisi dei
fenomeni che avvengono in corrispondenza del bulbo bagnato (vedi Fig.3.6). Qui
la corrente di aria umida che lambisce la supercie del termometro subisce un
rallentamento progressivo no a fermarsi e, a contatto dellacqua che bagna il
bulbo, si satura (X = X
s
X
a
). Si stabilisce, cos, una diversa concentrazione
di vapore tra laria satura presente a ridosso del bulbo e quella ambiente. In
virt di tale squilibrio si instaura una corrente di vapore dal bulbo allaria la
cui portata massica si pu esprimere con la:
m
v
= Ak (X
s
X
a
)
nella quale A indica larea (m
2
) della supercie interessata dalla corrente di
vapore e k un coeciente di proporzionalit (
kg
a
m
2
s
) che dipende dalle modalit
con cui avviene il trasporto di massa. Il calore di vaporizzazione necessario per
alimentare il usso di vapore pari a:

Q = m
v
r
w
con r
w
_
kJ
kg
_
il calore latente di vaporizzazione alla temperatura del bulbo. La
potenza termica

Q (kW), nella fase transitoria iniziale, viene fornita in parte
dallaria per convezione ed in parte a spese dellenergia interna del termometro
che si raredda. In seguito a tale rareddamento si incrementa la dierenza
di temperatura tra aria e termometro e con essa il calore ceduto dallaria. Ne
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 15
consegue, pertanto, la diminuzione della quota sottratta al termometro. Tale
meccanismo continua nch la dierenza di temperatura tra laria ed il ter-
mometro assume un valore tale che tutto il calore richiesto per alimentare la
corrente di vapore proviene dallaria. In tali condizioni di equilibrio il termome-
tro a bulbo bagnato misura la t
bu
. Nelle medesime condizioni si potr scrivere
che:
m
v
r
w
(t
bu
) = Ak (X
s
X
a
) r
w
(t
bu
) = Ah(t
a
t
bu
)
nella quale si indicato con h il coeciente di convezione. Dalla precedente si
ricava che:
t
bu
= t
a

k (X
s
X
a
) r
w
(t
bu
)
h
(3.37)
La (3.37) evidenzia che t
bu
non una grandezza di stato in quanto funzione non
solo di grandezze di stato, ma anche di grandezze che dipendono dalle modalit
di scambio termico e di massa in prossimit del termometro (k, h). Lutilit
della temperatura al bulbo umido deriva dallanalogia esistente tra la (3.37) e
la (3.34).
Infatti, se la misura viene condotta in modo opportuno possibile fare in
modo che:
t
bu
t
s
Allo scopo suciente che sia vericata la:
1
c
p
=
k
h
ovvero che:
h
c
p
k
= Le = 1
Il raggruppamento adimensionale a primo membro dellequazione precedente
detto Numero di Lewis. Tanto pi Le prossimo allunit, tanto pi t
s
appros-
sima t
bu
. Studi teorici confortati da osservazioni sperimentali consentono di
asserire che, nelle usuali condizioni che interessano le applicazioni della psicro-
metria, Le generalmente prossimo allunit ( 0.90.95) purch sia assicurato
un modesto trasporto di massa e che il moto dellaria che lambisce il termometro
sia turbolento. Lo scostamento varia, a rigore, anche in funzione delle carat-
teristiche termoigrometriche dellaria umida (in c
p
compare infatti lumidit
specica), ma questa dipendenza molto modesta (lordine di grandezza del
decimo di grado) e pu essere perci trascurata nelle misure di tipo tecnico.
3.5 Il diagramma psicrometrico
3.5.1 Generalit
Applicando la regola delle fasi di Gibbs si ricava che laria umida un sistema
trivariante. Ci nonostante, nelle applicazioni che qui ci interessano si far rife-
rimento a processi durante i quali la pressione totale p resta costante e prossima
a quella ambiente. In tutti questi casi possibile rappresentare le trasformazio-
ni su di un piano riferito a due qualsiasi grandezze che, insieme alla pressione
totale, determinano lo stato termodinamico della miscela.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 16
t=0
X
h
t=cost
X
=
c
o
s
t
h
=
c
o
s
t
Figura 3.7: Assi del diagramma psicrometrico
I diagrammi di stato dellaria umida sono detti diagrammi psicrometrici.
Nel seguito si far riferimento al diagramma h X detto anche entalpico o di
Mollier.
3.5.2 Linee a temperatura costante
Supponiamo di disporre lentalpia in ordinate e lumidit specica in ascisse di
un sistema di assi ortogonali. La struttura dellequazione (3.28) che esprime
lentalpia specica dellaria umida e che qui riportiamo per comodit
h = c
pa
t +X (r
w0
+c
pv
t)
mostra che unisoterma rappresentata da una retta il cui coeciente angolare:
_
h
X
_
t
= r
w0
+c
pv
t
varia con la temperatura. Lequazione precedente evidenzia, tuttavia, che questa
variazione molto modesta. Infatti, per un intervallo di temperatura limitato
a qualche decina di gradi (0 40

C) qual quello di interesse, la pendenza


varia, nelle unit del SI, da 2500
kJ
kg
a 2570
kJ
kg
con una variazione percentuale
prossima al 3%. Ne deriva che le isoterme nel piano hX costituiscono un fascio
di rette praticamente parallele caratterizzate da una pendenza molto elevata.
Ci comporta che un diagramma di stato h X riferito ad un sistema di assi
ortogonali risulta inevitabilmente compresso nella parte alta del quadrante e
perci poco leggibile.
Per ovviare a questo inconveniente e sfruttare lintero quadrante suciente
rendere orizzontale lisoterma t = 0

C il che equivale a rendere sub-orizzontale


lasse dellumidit specica. Il risultato mostrato in Fig.3.7 la quale riporta le
isoentalpiche, le isotitolo e le isoterme.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 17
Curva di
saturazione t = t
X = X ( t )
S
Figura 3.8: Curva di saturazione nel piano h X
3.5.3 Linea di saturazione
La linea di saturazione pu essere tracciata ricorrendo alla denizione di umidit
specica e di entalpia specica che in condizioni di saturazione diventano:
X
s
= 0.622
p
vs
p p
vs
(3.38)
h
s
= c
pa
t +X
s
(r
w0
+c
pv
t) (3.39)
Ora, assegnato il valore della pressione totale (p = 1.0135 bar) e ssato un valore

t della temperatura, possibile ricavare la pressione parziale di saturazione


p
vs
(

t) dai dati di Tabella 3.2. Nota p


vs
(

t) si calcola

X
s
dalla (3.38) e quindi

h
s
dalla (3.39). La coppia (

X
s
,

h
s
) rappresenta un punto della curva cercata.
Procedendo in modo analogo per lintero intervallo di temperatura di interesse
si ottiene il risultato mostrato in Fig.3.8.
3.5.4 Linee a umidit relativa costante
I dati della Tabella 3.2 consentono anche il tracciamento delle curve a umidit
relativa costante. Ricordiamo a tal ne la (3.22) che riportiamo:
X = 0.622
p
vs
p p
vs
Fissata lumidit relativa

di cui si vuol tracciare la curva, si determina in
corrispondenza di una assegnata temperatura

t lumidit specica

X mediante
la (3.22). Una volta che la

X stata calcolata si pu ricavare lentalpia

h
corrispondente:

h = c
pa


t +

X (r
w0
+c
pv


t)
La coppia (

X,

h) cos determinata costituisce un punto della curva =



.
Si pu procedere in modo pi rapido, pur se leggermente approssimato, ri-
correndo alla denizione di grado di saturazione espresso tramite la (3.24).
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 18
Curva = Cost f
Curva di
saturazione
t = t
X = X ( t ) f
S
Figura 3.9: Curva ad umidit relativa costante
Poich si mostrato che:
=
X(t)
X
s
(t)
si ha:
X(t) X
s
(t)
che costituisce un legame utile tra lumidit specica e la umidit relativa ad
una assegnata temperatura. Infatti, poich la X
s
(t) rappresenta sul diagramma
psicrometrico la curva di saturazione, lequazione precedente mostra che la ge-
nerica curva a umidit relativa costante presenta ordinate ridotte di rispetto
a quelle della curva di saturazione Vedi Fig.3.9). Ci permette di tracciare le
curve ad umidit relativa costante impiegando solo considerazioni di carattere
geometrico.
3.5.5 Linee a volume specico costante
Per laria secca vale la:
p
a
V =
m
a
M
a
RT
da cui, ponendo R

a
=
R
Ma
la costante dellaria secca e v =
V
ma
il relativo volume
specico, si ottiene:
p
a
v = R

a
T
Se dallequazione precedente si ricava p
a
e si pone nellequazione dellumidit
specica:
X = 0.622
p
v
p
a
= 0.622
p p
a
p
a
si ha:
X = 0.622
_
pv
R

a
T
1
_
(3.40)
Supponiamo, ora, di voler tracciare lisocora generica (v = v). Per un assegnato
valore

T della temperatura si ricava dalla (3.40) la relativa

X. Con questi dati
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 19
(

T e

X) si pu determinare lentalpia specica

h per il tramite della (3.28); la
coppia (

X,

h) individua un punto dellisocora cercata. Ripetendo il procedimen-
to per 0 < t < 40

C si traccia lintera curva. possibile, tuttavia, dimostrare


che le isocore in un diagramma psicrometrico h X costituiscono un fascio di
rette praticamente parallele con una pendenza elevata (mediamente 2060
kJ
kg
).
Infatti dalla (3.40) si ricava che:
T = 273.15 + t =
0.622pv
R

a
(0.622 +X)
la quale sostituita nellequazione dellentalpia fornisce:
h = (c
pa
+Xc
pv
)
_
0.622pv
R

a
(0.622 +X)
273.15
_
+r
w0
X
Dallequazione precedente si pu ricavare che:
_
h
X
_
v
= r
w0
+c
pv
_
0.622pv
R

a
(0.622 +X)
273.15
_
(c
pa
+Xc
pv
)
0.622pv
R

a
(0.622 +X)
2
Sostituendo i valori si ha
8
:
_
h
X
_
v
1976 +
220 v
(0.622 +X)
2
(1.92 0.622 1) 1976 +
42.7 v
(0.622 +X)
2
da cui si evidenza che la variazione di
_
h
X
_
v
assai modesta. Infatti:
0.39 (0.622 +X)
2
0.43 quando 0 X 0.030
kg
v
kg
a
Inoltre 0.78 v 0.9. Si ottiene che i limiti cercati valgono
9
:
2054
_
h
X
_
v
2075
kJ
kg
a
con un valore medio stimabile in circa 2060
kJ
kg
a
ed uno scarto inferiore al 1%.
Il diagramma psicrometrico contenente i soli elementi sin qui analizzati
mostrato in Fig.3.10 nella versione suggerita dalla ASHRAE (Amerian Society
Heating Refrigerating....). In Europa diusa la versione riportata in Fig.3.11
che, come si vede, costituisce della prima una immagine speculare ruotata.
3.6 Misura dellumidit relativa
3.6.1 Generalit
Delle grandezze atte a caratterizzare lo stato dellaria umida nei processi che
maggiormente interessano la psicrometria, quella che pi comunemente si mi-
sura, unitamente alla temperatura, lumidit relativa. Gli strumenti naliz-
zati allo scopo sono denominati igrometri o psicrometri ed alcuni di essi sono
descritti sommariamente nel seguito.
8
Si assume che p = 1.013 10
5
Pa e R

a
=
8314
29
= 286. 7
kJ
kgK
9
1976 +
42.7 0.78
0.43
1976 +
42.7 0.9
0.39
kJ
kg
a
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 20
0 2 4 6 8 1
0
1
2
1
4
1
6
1
8
2
0
2
2
2
4
2
6
2
8
3
0
grammi di vapore per chiligrammo di aria secca
0
1
0
5
1
5
2
0
2
5
3
0
3
5
4
0
4
5
t
e
m
p
e
r
a
t
u
r
a
a
l
b
u
l
b
o
s
e
c
c
o
(
C
)
o
4
6
8
1
0
1
2
1
4
1
6
1
8
2
0
2
2
2
4
E
n
t
a
l
p
i
a
k
c
a
l
/
k
g
a
r
i
a
s
e
c
c
a
9
0
8
0
7
0
6
0
5
0
4
0
3
0
2
0
1
0
0
.
9
2
5
0
.
9
0
0
0
.
8
7
5
0
.
8
5
0
0
.
8
2
5
0
.
8
0
0
m
c
/
k
g
a
r
i
a
s
e
c
c
a
Figura 3.10: Diagramma psicrometricoASHRAE
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 21
0 2
grammi di vapore per chiligrammo di aria secca
t
e
m
p
e
r
a
t
u
r
a
a
l
b
u
l
b
o
s
e
c
c
o
(
C
)
10
12
E
n
t
a
l
p
i
a
k
c
a
l
/
k
g
a
r
i
a
s
e
c
c
a
9
0
0
.
8
0
0
m
c
/
k
g
a
r
i
a
s
e
c
c
a
4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30
14
16
18
20
22
24
8
6
4
0
5
10
15
20
25
30
35
40
45
8
0
7
0
6
0
5
0
4
0
3
0
2
0
1
0
0
.
8
2
5
0
.
8
5
0
0
.
8
7
5
0
.
9
0
0
0
.
9
2
5
Figura 3.11: Diagramma psicrometrico europeo
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 22
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
45
45
40
50
65
75
85
95
105
100%
90%
80%
70%
60%
50%
40% 30% 20% U.R. = 10%
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 55 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
R
A
Figura 3.12: Umidit relativa dalla temperatura di rugiada
3.6.2 Igrometro a condensazione
Opera la sola misura della temperatura di rugiada t
R
e quindi una determina-
zione indiretta dellumidit relativa. Ricordiamo che lumidit relativa dellaria
umida alla temperatura t
ba
data da:
=
p
v
(t
ba
)
p
vs
(t
ba
)
Ora, mentre il dato presente al denominatore si legge dalla Tab.3.2, quello pre-
sente al numeratore non generalmente disponibile n di semplice determina-
zione. La Fig.3.4, tuttavia, evidenzia che sempre:
p
v
(t
ba
) = p
vs
(t
R
)
In virt dellequazione precedente, lumidit relativa pu determinarsi attraverso
la misura della temperatura di rugiada t
R
e, ancora, con lausilio dei dati di
Tab.3.2 attraverso la:
=
p
vs
(t
R
)
p
vs
(t
ba
)
(3.41)
Il principio impiegato dello psicrometro a condensazione per la determinazione
di t
R
molto semplice. Una supercie speculare viene progressivamente rared-
data e lappannamento della stessa a causa della comparsa di condensa denuncia
il raggiungimento della temperatura di rugiada. Purtroppo da un punto di vista
operativo non altrettanto semplice individuare con accuratezza la temperatura
della supercie nellistante in cui ha inizio il processo di condensazione. Per tale
motivo un igrometro a condensazione necessita di ulteriori elementi costruttivi
la cui descrizione esula dagli scopi di queste note. Concludiamo dicendo che un
buon igrometro a condensazione pu risultare molto preciso presentando errori
inferiori all1%.
Esempio 1 Supponiamo di aver misurato le seguenti temperature: t
ba
= 26

C,
t
R
= 18

C. Si vuole valutare lumidit relativa.


CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 23
Soluzione Dai dati di Tabella 3.2 si legge che:
p
vs
(26

C) = 0.0336 bar ; p
vs
(18

C) = 0.0206 bar
Applicando la (3.41) si ricava = 0.61 = 61%.Non disponendo di tabelle del
vapore saturo, lo stesso risultato poteva ottenersi con lausilio del diagramma
psicrometrico come mostrato in Fig.3.12. In eetti dalla conoscenza di t
R
si
risale immediatamente alla posizione del punto di rugiada (punto R) che al-
lintersezione dellisoterma t
R
= 18

C e della curva di saturazione. Il punto


rappresentativo dello stato dellaria umida oggetto della misura , invece, uno
qualunque della isotitolo ( X = cost) passante per R. Infatti, per la denizione
stessa di temperatura di rugiada, deve essere isobaro il rareddamento del vapo-
re da t
ba
a t
R
be quindi costante la pressione parziale p
v
e con essa la frazione
molare x
v
. La conoscenza della temperatura al bulbo secco t
ba
permette di risa-
lire al punto rappresentativo A dello stato dellaria umida come lintersezione
della predetta isotitolo e lisoterma t
ba
= 26

C. Dalla conoscenza di A possi-


bile leggere lumidit relativa e, contemporaneamente, tutte quelle grandezze di
stato dellaria umida che il diagramma psicrometrico riporta (volume specico,
entalpia, umidit specica ...).
3.6.3 Igrometri meccanici
Sono quelli il cui funzionamento basato sulla propriet posseduta da alcune
bre di natura organica di variare la propria lunghezza in funzione dellumidit
relativa.
Nel passato ha avuto largo impiego lo psicrometro a capelli che uno stru-
mento empirico il cui elemento sensibile costituito, appunto, da un fascio di
capelli opportunamente trattati. Poich la variazione della lunghezza dei capelli
nel passaggio da aria secca a aria satura di qualche unit percento, necessario
un opportuno leverismo in grado di amplicare la deformazione e di tradurla in
una rotazione di un indice su una scala. Inoltre, empirico il legame umidit
relativa-allungamento del fascio di capelli per cui lo strumento ha necessit di
essere tarato.
Esso pu essere impiegato sia come indicatore che come registratore e a
causa della sua notevole inerzia non idoneo per misure di umidit relativa
rapidamente variabile. Errori del 3% sono quelli generalmente da attendersi nel
campo di temperatura prossima a quella ambiente.
3.6.4 Igrometri elettrici
Basano il loro funzionamento sul fatto che alcuni materiali variano il loro con-
tenuto dacqua in funzione dellumidit relativa. Da tale contenuto dacqua
dipendono alcune loro caratteristiche siche tra le quali la resistenza elettrica e
la costante dielettrica.
Si hanno cos igrometri ad impedenza resistiva o a impedenza capacitiva.
Essi dieriscono essenzialmente per i diversi tempi di risposta: pi lenti i primi
(tempo di risposta dellordine delle decine di secondi), pi rapidi gli altri (tempo
di risposta dellordine del secondo). La precisione stimabile tra il 25%.
Gli igrometri elettrici possono essere sia indicatori che registratori e possono
essere inseriti come sensori in un sistema di regolazione automatica.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 24
ventola
garza
b
u
l
b
o
u
m
i
d
o
b
u
l
b
o
a
s
c
i
u
t
t
o
Figura 3.13: Psicrometro a due termometri o ad aspirazione
10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35
Temperatura al bulbo asciutto [C]
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
T
e
m
p
e
r
a
t
u
r
a
a
l
b
u
l
b
o
u
m
i
d
o
[

C
]
10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
Figura 3.14: Lumidit relativa in funzione di t
ba
e t
bu
3.6.5 Psicrometro a due termometri (o di Assmann)
forse lo strumento pi comune e conosciuto. Schematicamente riportato in
Fig.3.13 e, come si vede, costituito essenzialmente da due termometri, general-
mente uguali, uno dei quali ha il bulbo avvolto da una garza imbevuta dacqua.
Una ventola disposta nella parte alta dello strumento mossa da un piccolo
motore elettrico o, pi semplicemente, da un dispositivo ad orologeria. La ven-
tola fa s che entrambi i termometri siano lambiti da una corrente daria delle
stesse caratteristiche. Lo strumento consente, in tal modo, la lettura simultanea
delle temperature al bulbo asciutto e della temperatura al bulbo umido. Dalla
conoscenza delle due temperature lette sullo strumento si ricava lumidit rela-
tiva facendo riferimento ad opportune tabelle a doppia entrata ovvero a graci
(Fig.3.14) o, in mancanza , ancora al diagramma psicrometrico.
Esempio 2 Consideriamo il caso in cui si sia rilevato da uno psicrometro a
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 25
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
45
45
40
50
65
75
85
95
105
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
0.4 0.3 0.2 U.R. = 0.1
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 55 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
S
h = 66 kJ/kg
X = 13 gr /kg
v as
A
Figura 3.15: Umidit relativa dalla T
ba
e T
bu
mediante un diagramma
psicrometrico
due termometri che:
t
bu
= 21

C ; t
ba
= 28

C
Vogliamo conoscere lumidit relativa.
Soluzione Luso del diagramma di Fig.3.14 immediato e non necessita di
commenti. Si ricava lumidit relativa ( 54%) come quella relativa alla
curva = Cost che passa per il punto ( t
bu
, t
ba
).
Lo psicrometro di Assman pu essere adoperato, anche, per determinare il
punto rappresentativo dellaria umida oggetto di misura sul diagramma di sta-
to. Con riferimento ai dati dellesempio, si consideri che lo stato rappresentativo
dellaria umida satura alla temperatura del bulbo umido posizionato allinter-
sezione dellisoterma t = t
bu
= 21

C con la curva di saturazione (punto S di


Fig.3.15). Ricordando che la temperatura al bulbo umido coincide con la tempe-
ratura di saturazione adiabatica, il punto rappresentativo dellaria oggetto della
misura posizionato sullintersezione della isoentalpica per S e dellisoterma
t = t
ba
= 28

C (punto A di Fig.3.15). Si ricava allora che:


54%; X 13.0
gr
kg(aria secca)
;
v 0.87
m
3
kg(aria secca)
; h 61
kJ
kg(aria secca)
3.7 Principali trasformazioni dellaria umida
Esistono numerose applicazioni di interesse dellingegneria che presuppongono
il trattamento dellaria umida. Detti trattamenti costituiscono, in genere, una
successione di trasformazioni semplici ognuna delle quali avviene, a pressione
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 26
Q
G G
t
i
i
i
i
u
u
u
u
t
h h
X X
Figura 3.16: Apparato per riscaldamento e rarescamento sensibile
costante, in opportune apparecchiature. Questultime sono usualmente schema-
tizzabili in un involucro che delimita un certo volume di controllo accessibile
attraverso bocche di ingresso e di uscita. Il dispositivo oggetto di studio si con-
gura, quindi, come un sistema aperto per il quale valgono le equazioni che
esprimono la conservazione della portata in massa dellaria secca:

m
i
=

m
u
(3.42)
della portata in massa del vapore:

m
i
X
i
=

m
u
X
u
(3.43)
e dellenergia:

m
i
h
i
+

Q =

m
u
h
u
(3.44)
nella quale si adottata lipotesi, il pi delle volte valida, che siano trascurabili
le variazioni di energia cinetica e potenziale tra le sezioni di ingresso e quelle
di uscita. Nelle equazioni precedenti m
i
e m
u
rappresentano, rispettivamente,
le portate in massa (kg/s) che attraversano le sezioni di ingresso e di uscita
e

Q la potenza termica (W) scambiata con lesterno. Alcune delle suddette
trasformazioni semplici sono descritte nel seguito.
3.7.1 Riscaldamento e rareddamento sensibile
Per riscaldamento e rareddamento sensibile si intendono processi semplici nei
quali non avvengono fenomeni di transizione di fase. La trasformazione avviene
in un apparato del tipo mostrato in Fig.3.16.
Una portata daria m
i
entra in un condotto ad una temperatura t
i
e qui si
riscalda o si raredda venendo a contatto con una supercie mantenuta ad una
temperatura, rispettivamente, superiore o inferiore (purch pi alta della tempe-
ratura di rugiada) a quella dingresso. In virt della (3.42) la medesima portata
daria umida fuoriesce dallaltra estremit del condotto ad una temperatura
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 27
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
45
45
40
50
65
75
85
95
105
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
0.4 0.3 0.2 U.R. = 0.1
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 55 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
B
h = 20 kJ/kg
h = 40 kJ/kg
A
B
X = 3.8 gr /kg
v as
A
Figura 3.17: Trasformazione di riscaldamento sensibile
t
u
= t
i
. La (3.42), (3.43) e (3.44) diventano:
m
i
= m
u
= m (3.45)
per cui
X
i
= X
u
(3.46)
e

Q = m (h
u
h
i
) (3.47)
Lultima delle equazioni precedenti, consente di determinare la potenza termica

Q necessaria alla trasformazione, semplicemente moltiplicando la portata mas-


sica m di aria secca per la dierenza (h
u
h
i
) tra le entalpie speciche dellaria
umida in uscita e in ingresso.
Esempio 3 Vogliamo determinare la potenza termica necessaria per riscaldare
da 10

C a 30

C una portata di 200


kg
h
di aria umida. Lumidit relativa iniziale
pari al 50%.
Soluzione Il problema risolubile rapidamente mediante limpiego del dia-
gramma psicrometrico di Fig.3.17. Infatti, il punto rappresentativo dellaria
in ingresso posizionato allintersezione dellisoterma t = 10

C e la curva
= 50% (punto A). La trasformazione per la (3.47) avviene a umidit specica
costante no allisoterma t = 30

C (punto B). Dal diagramma psicrometrico si


ricava:
h
B
40
kJ
kg(aria secca)
h
A
20
kJ
kg
as
X
B
= X
A
3.8
gr
v
kg
as
La portata in massa di aria secca pari a:
m
a
= m(1 +X)
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 28
Sez. 3
Sez. 2
5 400 kg/h
5 400 kg/h
RI
Te = -3 C
Ti = 20 C
25 000 kcal/h
Sez. 1
Figura 3.18: Schema di un impianto di termoventilazione
da cui:
m =
m
a
1 +X
=
200
1 + 0.0038
199.2
kg
as
h
Dalla (3.42) si ricava:

Q = 199.2 (40 20) 3984


kJ
h
1.1 kW
interessante osservare che molto pi rapidamente si poteva prescindere
dalla conoscenza dellumidit specica X. Infatti, nelle normali applicazioni il
contenuto entalpico del vapore trascurabile rispetto a quello dellaria secca.
Nel caso esaminato in precedenza si ricava che:
h
u
h
i
c
pa
(t
u
t
i
) = 1.002 (t
u
t
i
) 20
kJ
kg
as
e, inne, ponendo m m
a
(ossia la portata di aria umida uguale a quella
dellaria secca) si ottiene:

Q 200 20 = 4000
kJ
h
che fornisce un risultato sovrapponibile con quello ricavato con limpiego del
diagramma psicrometrico. Considerazioni del tutto equivalenti valgono nel caso
di rareddamento sensibile.
Esempio 4 Si vuole mantenere una sala alla temperatura costante di 20

C me-
diante immissione di 5400 kg/h di aria esterna opportunamente riscaldata. Se
la sala disperde 25000 kcal/h, determinare: 1) la temperatura di introduzione
dellaria in ambiente e 2) la potenza termica necessaria supponendo che laria
esterna si trovi a -3

C.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 29
Soluzione La situazione quella schematicamente illustrata in Fig.3.18. La
portata daria da trattare viene prelevata dallesterno (sezione 1) alla temperatu-
ra t
1
= t
e
, riscaldata alla temperatura di immissione incognita t
i
nellapparato
RI ed inviata nella sala dove regna una temperatura costante t
a
= 20

C. Per la
stazionariet una uguale portata daria viene espulsa dalla sala (sezione 3) alla
temperatura t
3
t
a
.
La temperatura di introduzione t
i
dellaria in ambiente pu ricavarsi facil-
mente applicando le equazioni (3.45), (3.46) e (3.47) al sistema aperto compre-
so tra la sezione a valle dellapparato RI (sezione 2) e quella di espulsione 3.
Ponendo m = m
a
e applicando la (3.47) si ha, infatti, che:
25000 = 5400 (h
3
h
2
)
con:
h
3
h
2
c
pa
(t
3
t
2
) = 0.24 (t
3
t
2
)
nella quale si supposta valida lipotesi di trascurare lentalpia del vapore. Si
ricava allora che:
25000 = 5400 0.24 (t
2
20) da cui t
2
= t
i
= 39.3

C
La potenza termica da installare nellapparato RI si ricava applicando le stesse
equazioni al sistema aperto compreso tra le sezioni 1 e 2. Si ottiene:
h
2
h
1
c
pa
(t
2
t
1
) = 0.24 (t
2
t
1
)
da cui:

Q = 5400 0.24 [39.3 (3)] = 54820


kcal
h
Notiamo che la potenza termica necessaria per mantenere lambiente alla tempe-
ratura pressata di 20

C supera sensibilmente (oltre il doppio) i disperdimenti.


Ci dovuto al fatto che una porzione sensibile del calore richiesto viene spe-
so per riscaldare laria dalla temperatura esterna ( 3

C) a quella ambiente
( 20

C). possibile evitare questa perdita di energia riciclando laria ambiente


dopo opportuni trattamenti.
3.7.2 Miscelazione adiabatica
il caso frequente in cui due correnti daria umida, le cui portate massiche sono
indicate con m
1i
e m
2i
rispettivamente, sono miscelate in un dispositivo adia-
batico e senza scambio di lavoro con lesterno per dare origine ad una corrente
daria risultante di portata massica m
u
secondo lo schema di Fig.3.19.
Le equazioni (3.42), (3.43) e (3.44) diventano:
m
1i
+ m
2i
= m
u
(3.48)
m
1i
X
1i
+ m
2i
X
2i
= m
u
X
u
= ( m
1i
+ m
2i
) X
u
(3.49)
m
1i
h
1i
+ m
2i
h
2i
= m
u
h
u
= ( m
1i
+ m
2i
) h
u
(3.50)
Sostituendo la prima nelle restanti due si ricava:
X
u
=
m
1i
X
1i
+ m
2i
X
2i
m
1i
+ m
2i
(3.51)
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 30
1i
1i
u
1i
u
2i
2i
2i
u
G
h
h
X
X
h
X
Q=L=0
G
G
Figura 3.19: Miscelatore adiabatico di due correnti daria umida
h
u
=
m
1i
h
1i
+ m
2i
h
2i
m
1i
+ m
2i
(3.52)
Le due equazioni precedenti mostrano che la corrente daria in uscita dal misce-
latore adiabatico presenta una umidit specica ed una entalpia specica date
dalla media pesata delle umidit speciche e delle entalpie speciche delle due
correnti in ingresso assumendo come pesi le relative portate in massa. Rica-
vando la portata m
1i
dalla (3.48), sostituendola nelle (3.49) e riordinando si
ottiene:
X
u
X
1i
X
2i
X
1i
=
m
2i
m
u
(3.53)
e, analogamente, la (3.50) diventa:
h
u
h
1i
h
2i
h
1i
=
m
2i
m
u
(3.54)
da cui:
X
u
X
1i
X
2i
X
1i
=
h
u
h
1i
h
2i
h
1i
Lespressione precedente rappresenta, su di un piano h X, lequazione di una
retta di cui h
u
e X
u
costituiscono le coordinate del punto corrente. Su un dia-
gramma psicrometrico, quindi, il punto rappresentativo (3) dello stato dellaria
in uscita dal miscelatore adiabatico posizionato sulla retta congiungente i pun-
ti rappresentativi (1 e 2) delle correnti prima della miscelazione. Esso divide lo
stesso segmento in parti inversamente proporzionali alle portate massiche del-
le due correnti. Losservazione della (3.49) e della (3.50) evidenzia, poi, che il
punto (h
u
, X
u
) pu anche essere visto come il baricentro delle portate in massa
delle due correnti pensate localizzate nei rispettivi punti rappresentativi 1 e 2.
Esempio 5 4000 Kg/h di aria secca a 32

C e = 50% si miscelano adia-
baticamente con 8000 Kg/h di aria secca a 26

C e = 50%. Determinare
lentalpia, lumidit specica, la temperatura al bulbo asciutto, la temperatura al
bulbo umido e la temperatura di rugiada della miscela.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 31
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
55
45
40
50
65
75
85
95
105
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
0.4 0.3 0.2 U.R. = 0.1
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 45 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
1
h = 53 kJ/kg
h = 59.3 kJ/kg
h = 71 kJ/kg
2
3
1
1
3
2
X = 15.0 gr /kg
X = 12.2 gr /kg
X = 10.5 gr /kg
T. Rugiada
T. bu
T. ba
v
v
v
as
as
as
2
3
Figura 3.20: Esempio di miscelazione adiabatica
Soluzione Dal diagramma psicrometrico di Fig.3.20 si legge:
X
1
= 15.0
gr
v
kg(aria secca)
; X
2
= 10.5
gr
v
kg(aria secca)
h
1
= 71
kJ
kg(aria secca)
; h
2
= 53
kJ
kg(aria secca)
Dai dati precedenti si calcola:
X
3
=
4000 15.5 + 8000 10.5
4000 + 8000
12.2
gr
v
kg(aria secca)
h
3
=
4000 72 + 8000 53
4000 + 8000
59.3
kJ
kg(aria secca)
che consentono la localizzazione del punto rappresentativo della miscela sul dia-
gramma. Lo stesso risultato poteva ottenersi per via geometrica sfruttando la
(3.53) e (3.54). Dalla conoscenza del punto rappresentativo della miscela si
ricavano i dati richiesti:
t
ba
= 28

C; t
bu
= 20.5

C; t
R
= 17

C
3.7.3 Rareddamento con deumidicazione
Costituisce un processo nel quale laria umida viene rareddata al di sotto della
sua temperatura di rugiada.
La trasformazione avviene nellapparato di Fig.3.21 e si compone, in genere,
di due tratti. Il primo costituisce un processo di rareddamento sensibile per il
quale laria umida, a umidit specica costante X = X
i
, si porta dalla tempera-
tura t
i
alla temperatura di rugiada t
R
. Lulteriore rareddamento, che avviene
nel successivo tratto di trasformazione, provoca la diminuzione della pressione
di saturazione dellaria umida con conseguente condensazione di vapore acqueo
che si separa, allo stato liquido, dalla fase gassosa. Le (3.42), (3.43) e (3.44)
diventano:
m
i
= m
u
= m
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 32
Q
G G
G
t
i
i
i
i u
uL
u
u
u
t
h h
X X
Figura 3.21: Apparato per rareddamento e deumidicazione
m
i
X
i
= m
u
X
u
+ m
w
m
i
h
i
= m
u
h
u
+h
w
m
w
+

Q
Alcune semplicazioni sono possibili. La portata m
w
piccola rispetto alla
portata daria secca m ( m
w
10
2
m) e pertanto trascurabile il contenuto
entalpico dellacqua liquida (h
w
m
w
). Ne deriva che le precedenti equazioni si
modicano come:
m
i
= m
u
= m (3.55)
m (X
i
X
u
) = m
w
(3.56)
m (h
i
h
u
) =

Q (3.57)
Riprendiamo lespressione dellentalpia dellaria umida:
h = c
pa
t +X (r
w0
+c
pv
t) = c
p
t +X r
w0
avendo indicato, al solito, con c
p
= c
pa
+ X c
pv
il calore specico dellaria
umida. Sostituendo nella (3.57) si ottiene:

Q = m[c
p
(t
i
t
u
) +r
w0
(X
i
X
u
)] =

Q
S
+

Q
L
(3.58)
La (3.58) mostra che il usso termico scambiato con lesterno da ogni chilo-
grammo di aria secca composto da due addendi. Luno,

Q
S
, costituito da solo
calore sensibile, laltro

Q
L
da solo calore latente. Il rapporto:
R =

Q
S

Q
=
c
p
(t
u
t
i
)
c
p
(t
u
t
i
) +r
w0
(X
u
X
i
)
(3.59)
detto rapporto termico e il suo valore varia tra zero (

Q
S
= 0 ossia

Q =

Q
L
) e
lunit (

Q =

Q
S
).
Nel primo caso la trasformazione si identica in un processo, isotermo, di sola
transizione di fase, nel secondo con un processo di solo rareddamento sensibile.
Inoltre, la (3.59) pu essere scritta come:
R =

Q
S

Q
=
c
p
c
p
+r
w0
XuXi
tuti
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 33
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
55
45
40
50
65
75
85
95
105
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
0.4 0.3 0.2 U.R. = 0.1
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 45 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
i
i
i
X - X
t
-
t
u
u
i
u
u
Figura 3.22: Processo di rareddamento e deumidicazione
o anche:
X
u
X
i
t
u
t
i
=
c
p
r
w0
_
1 R
R
_
(3.60)
da cui si vede che se la medesima aria umida viene sottoposta a trasformazioni
diverse ognuna caratterizzata, per, dallo stesso valore di R, i rispettivi stati
nali sono posizionati sulla medesima retta.
Esempio 6 Per mantenere un ambiente a 26

C con il 50% di umidit relativa


necessario sottrarre 20.000 kcal/h sotto forma di calore sensibile e 10.000 kcal/h
sotto forma di calore latente. Si richiede la portata e lumidit relativa dellaria
immessa nelle ipotesi che la temperatura al bulbo asciutto di questultima assuma
i seguenti valori: 20

C, 15

C e 10

C.
Dalla tabella del vapore saturo (ovvero dal diagramma psicrometrico) si ri-
cava facilmente che:
X
u
10.7
gr
v
kg
as
Il rapporto termico R vale:
R =
20000
10000 + 20000
=
2
3
Dalla (3.60) si calcola:
X
u
X
i
t
u
t
i
=
0.244
597
_
1 2/3
2/3
_
2 10
4
K
1
Si ricava allora per i tre casi:
t
u
t
i
= 26 20 = 6

C; X
u
X
i
= 6 2 10
4
= 1.2 10
3
kg
v
kg
as
t
u
t
i
= 26 15 = 11

C; X
u
X
i
= 11 2 10
4
= 2.2 10
3
kg
v
kg
as
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 34
t
u
t
i
= 26 10 = 16

C; X
u
X
i
= 16 2 10
4
= 3.2 10
3
kg
v
kg
as
e da queste il valore dellumidit specica X
i
per ciascun caso esaminato:
X
i
(20

C) = 10.7 1.2 = 9.5


kg
v
kg
as
X
i
(15

C) = 10.7 2.2 = 8.5


kg
v
kg
as
X
i
(10

C) = 10.7 3.2 = 7.5


kg
v
kg
as
Dalla conoscenza della temperatura t
i
e della umidit specica X
i
si legge dal
diagramma psicrometrico lumidit relativa cercata:
(20

C) 65%; (15

C) 80% (10

C) 98%
La portata in massa m
i
pu essere ricavata indierentemente da una delle
equazioni seguenti dedotte dalla (3.58):
m =

Q
S
c
pa
(t
u
t
i
)
; m =

Q
L
r
w0
(X
u
X
i
)
Si ottiene per ciascuno dei tre casi:
m(20

C) 13890
kg
h
; m(15

C) 7576
kg
h
; m(10

C) 5208
kg
h
Come si vede, la portata diminuisce allaumentare del salto termico t
u
t
i
(ovvero di X
u
X
i
). Essa assume il valore minimo allorch laria viene immessa
nello stato rappresentato dal punto intersezione tra la curva di saturazione e la
retta della trasformazione.
Le condizioni termoigrometriche dellaria in uscita dal dispositivo di Fig.3.21
e individuate dal punto u di Fig.3.22, dipendono sia dalla temperatura dellap-
parato che opera il rareddamento (generalmente una batteria alettata a pi
ranghi) sia dalla modalit con cui avviene lo scambio termico. evidente che se
t
u
la temperatura della batteria, solo per modalit di scambio termico ideali
(resistenze termiche tendenti a zero) u il punto rappresentativo dellaria in
uscita. In condizioni operative reali si dimostra, invece, che il punto nale u

, si
trova posizionato sulla retta i u e la distanza uu

tanto pi piccola quanto


pi eciente lapparato che opera lo scambio termico. Il rapporto
BF =
u u

u i
si dice fattore di by-pass e vuol costituire una misura quantitativa della predetta
ecienza. La denominazione dovuta al fatto che esso rappresenta la quantit
di aria, rispetto alla totale, che deve passare al di fuori del sistema (condizione
iniziale i) perch, miscelata con la restante che al contrario trattata in modo
ideale (condizione nale u), costituisca laria umida rappresentata dal punto
u

. Ne deriva che lecienza dellapparecchiatura tanto pi elevata quanto


pi basso il fattore BF. La temperatura t
u
detta temperatura di rugiada
dellapparecchiatura.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 35
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
55
45
40
50
65
75
85
95
105
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
0.4 0.3 0.2 U.R. = 0.1
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 45 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
i
u
u
Figura 3.23: Applicazione del processo di rareddamento e deumidicazione
Esempio 7 Con uno psicrometro si rilevano i seguenti dati per una corrente
daria che attraversa una batteria alettata:
- in ingresso t
ba
= 35

C; t
bu
= 24.5

C;
- in uscita t
ba
= 15

C; t
bu
= 14

C.
Si vuol valutare:
- Lumidit relativa dellaria in ingresso ed in uscita;
- la temperatura di rugiada dellapparecchiatura;
- il fattore di by-pass;
- la quantit di vapore condensato per chilogrammo di aria secca trattata;
- il usso termico sottratto per chilogrammo di aria secca;
- il fattore termico R della trasformazione.
Soluzione Dal diagramma psicrometrico di Fig.3.23 si ricava:

i
43%;
u
90%; t
RA
11.5

C
Il fattore di by-pass vale:
BF =
u u

u i
=
t
u
t
u

t
u
t
i
=
11.5 15
11.5 35
0.15
La quantit di acqua condensata pari alla diminuzione subita dallumidit
specica tra lo stato nale e quello iniziale del processo. Ancora dal diagramma
psicrometrico si ha:
X
i
X
u
15.0 9.5 = 5.5
gr
v
kg
as
Inoltre:

Q
S
= m(h
u
h
1
) = m(40 60) = 20 m
kJ
kg
as

Q = m(h
u
h
i
) = (40 74) = 34 m
kJ
kg
as
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 36
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
55
45
40
50
65
75
85
95
105
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
0.4 0.3 0.2 U.R. = 0.1
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 45 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
i 1
u

i
i
1
X
=
9
.
5
h
=
4
0
X
=
1
5
.
0
h
=
7
4
h
=
6
0
u
u
Figura 3.24: Determinazione del fattore di by-pass
per cui il rapporto termico R vale:
R =
20 m
34 m
0.59
Esempio 8 Una portata daria di 3000 Kg/h presenta una temperatura al bulbo
asciutto di 28

C e una umidit relativa =20%. Essa attraversa una batteria


la cui temperatura superciale 8

C. Il usso termico asportato valutato in


12.000 Kcal/h. Si vuole conoscere il fattore di by-pass, la temperatura al bulbo
asciutto e lumidit relativa dellaria in uscita.
Soluzione Dal diagramma psicrometrico di Fig.3.24 si vede che A il punto
rappresentativo dellaria in ingresso. B il punto nale teorico della trasforma-
zione. Essendo t
B
maggiore della temperatura di rugiada dellaria in ingresso,
siano in presenza di un semplice rareddamento sensibile per il quale la (3.47)
ci consente di ricavare:
m =


Q
S
h
B
h
A
da cui m =
12000 4.18
20
2508
kg
as
h
Poich la portata che eettivamente attraversa lapparato pari a 3000 kg/h
di aria secca, tutto va come se la dierenza:
3000 2510 = 490
kg
as
h
non avesse subito alcun trattamento. Lo stato rappresentativo dellaria in uscita,
quindi, quello conseguente ad una ipotetica miscelazione adiabatica di 490
Kg/h di aria secca allo stato iniziale A e di 2510 Kg/h di aria secca allo stato
nale B con una entalpia determinabile mediante la (3.52):
h
c
=
2510 20 + 490 40
3000
23.3
kJ
kg
as
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 37
5
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
20
25 30
30
35
35
45
40
50
5
- 5
0
- 10
B
A
T
T
T
A
B
B
B
Figura 3.25: Rareddamento e umidicazione-Ecienza di saturazione
5
5
15
10
15
15
X (gr / kg )
t
(

C
)
10 20
25
25
20
25 30
35
30
35
35
55
45
40
50
65
75
85
95
105
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
0.4 0.3 0.2 U.R. = 0.1
V = 0.900 m /kg
0.925
0.875
0.850
0.825
0.800
0.775
0.750
3
h = 45 kJ/kg
5
- 5
0
- 10
v as
0
A
A
B
C
h
=
4
0
h
=
2
0
h
=
2
3
.
3
B
C
Figura 3.26: Applicazione del processo di rareddamento e umidicazione
Il fattore di by-pass vale:
BF =
490
3000
0.16
Inoltre, dal diagramma psicrometrico si legge che la temperatura in uscita pros-
sima a 11

C con una umidit relativa del 55% circa.


3.7.4 Rareddamento e umidicazione
rappresentato dal processo gi esaurientemente trattato allorch si introdusse
la temperatura di saturazione adiabatica. Qui rammentiamo solo che la trasfor-
mazione in parola si identica, a tutti gli eetti pratici, con una isoentalpica. Il
grado di saturazione dellaria umida in uscita dal saturatore adiabatico dipende
dalle caratteristiche dellapparato. Con riferimento alla Fig.3.25, si denisce
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 38
ecienza di saturazione il rapporto:
ES =
t
A
t
B

t
A
t
B
100
Buoni umidicatori possono presentare ecienza intorno al 90% o oltre.
Esempio 9 Un reparto di un impianto produttivo ha un carico sensibile di 175
kW e per motivi di lavorazione laria ambiente deve essere costantemente man-
tenuta ad una umidit relativa del 60%. Se laria esterna presenta una tempe-
ratura al bulbo asciutto di 32

C e una umidit relativa del 50%, determinare


la portata di aria da inviare nel reparto se viene trattata con un saturatore
adiabatico di ecienza ES = 95%.
Soluzione Laria esterna viene prima umidicata e rareddata in un umidi-
catore adiabatico, quindi inviata in ambiente. Qui laria si riscalda a spese
del carico sensibile mentre diminuisce la sua umidit relativa no al valore cer-
cato. Dal diagramma psicrometrico di Fig.3.26 si legge che t
B
= 23.3

C e
dallequazione precedente:
t
B
= t
A
+ES (t
A
t
B
) = 32 + 0.95 (32 23.7) 23.7

C
Lentalpia specica dellaria in uscita dal saturatore :
h
B
h
A
70.8
kJ
kg
as
mentre lentalpia dellaria immessa (punto C) :
h
C
79.8
kJ
kg
as
per cui il carico sensibile sottratto per chilogrammo di aria secca vale:
h
C
h
A
= 79.8 70.8 9
kJ
kg
as
Ne deriva che la portata in massa di aria secca necessario a sottrarre lintero
carico sensibile (175 kW) pari a:
m =
175
9
19.5
kg
s
ovvero 19.5 3600 70200
kg
h
3.8 Torri evaporative
Per il secondo principio della termodinamica una qualunque macchina termica
opera tra due sorgenti a dierente temperatura. Nella pratica applicativa una
di queste sorgenti (quella fredda ovvero quella calda a seconda dei casi) viene
ricercata nellambiente che ci circonda.
Laria ben rappresenta una sorgente con il vantaggio che ovunque disponi-
bile. Purtroppo, a causa del limitato valore del coeciente convettivo lato aria
(alcune decine di W/m
2
K), i dispositivi di scambio termico presentano problemi
di ingombro (e quindi di costo) eccessivo.
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 39
Acqua di
reintegro
Aria in
ingresso
Aria in
uscita
Acqua
in uscita
Ugelli spruzzatori
Vasca di
raccolta
5
4
3
2
1
Figura 3.27: Schema di una torre evaporativa
Anche lacqua del mare o di un lago ben rappresenta una sorgente termica
per ovvi motivi. Lacqua di ume o di falda, invece, pu essere riguardata come
una sorgente purch le portate siano adeguate alle potenze termiche da trattare.
In questo caso lo scambio termico pi eciente tenuto conto del pi elevato
valore del coeciente di scambio termico rispetto al caso precedente (alcune mi-
gliaia di W/m
2
K o pi). Purtroppo, a dierenza dellaria, lacqua non ovunque
disponibile in quantit suciente allo scopo. Inoltre possono nascere implica-
zioni negative nei riguardi della ora e della fauna a causa dellinquinamento
termico prodotto.
Per coniugare i vantaggi del rareddamento ad acqua con lesigenza di con-
tenere gli eetti negativi a cui si fatto ora riferimento, si ricorre alle torri
evaporative.
La Fig.3.27 riporta lo schema di funzionamento di una torre evaporativa.
Una portata massica di aria secca m
a,i
percorre un condotto verticale dal basso
verso lalto. Laria entra nel condotto con una umidit specica X
i
e una tem-
partaura t
a,i
. Contemporaneamente una certa portata massica m
w,i
di acqua
allo stato liquido viene immessa nella parte alta ad una temperatura t
w,i
e, dopo
aver percorso per gravit il condotto, si raccoglie in una vasca realizzata allo
scopo nella parte inferiore della torre.
Laria a contatto con lacqua si umidica e si riscalda uscendo dallalto con
una umidit specica X
u
> X
i
e una tempartaura t
a,u
> t
a,i
. Al contrario,
lacqua che raggiunge la vasca di raccolta ha una una temperatura t
w,u
< t
w,i
ed una portata massica che indichiamo con m
w,u
< m
w,i
. Al ne di favorire il
contatto tra le fasi e ridurre cos il volume del dispositivo, linterno della torre
occupato da strutture opportune diversamente realizzate.
Tenuto conto del ridotto tempo di permanenza dellacqua e dellaria nella
torre, si possono trascurare gli scambi di calore tra le correnti che percorrono
la torre stessa e lambiente circostante. Con tali premesse, le equazioni di con-
servazione della massa e dellenergia per i sistemi aperti in regime stazionario
CAPITOLO 3. TERMODINAMICA DELLARIA UMIDA 40
consentono di scrivere che:
m
a,i
= m
a,u
(3.61)
m
a,i
X
i
+m
w,i
= m
a,u
X
u
+m
w,u
(3.62)
m
a,i
h
a,i
+m
w,i
h
w,i
+

L = m
a,u
h
u
+ m
w,u
h
w,u
(3.63)
dove con

L si indicato la potenza resa allaria dal ventilatore. Dalla equazione
di conservazione della massa di aria secca (3.61) si ricava che:
m
a
= m
a,i
= m
a,u
Lequazione (3.62) consente di risalire alla portata massica dacqua consumata
a seguito della evaporazione e che deve essere reintegrata:
m
w,i
m
w,u
= m
a
(X
u
X
i
) (3.64)
Lequazione di conservazione dellenergia (3.63) pu essere riscritta eliminando
la portata massica di acqua in uscita attraverso la (3.62). Se si tiene conto della
(3.64) si ottiene:

L +m
a
(h
a,i
h
a,u
) +m
w,i
h
w,i
= [m
w,i
m
a
(X
u
X
i
)] h
w,u
Questultima equazione pu essere utilizzata per calcolare:
la portata di acqua m
w,i
che pu essere rareddata nellapparecchiatura
da t
w,i
a t
w,u
disponendo di una portata massica m
a
di aria che si porta
dallo stato dingresso a quello duscita. Si ha:
m
w,i
=
m
a
(h
a,u
h
a,i
)

[L +m
a
(X
u
X
i
) h
w,u
]
h
w,i
h
w,u
la portata di aria m
a
necessaria per rareddare la m
w,i
una volta che siano
noti gli stati di ingresso e di uscita dellaria e dellacqua. Si ottiene:
m
a
=
m
w,i
(h
w,i
h
w,u
) +

L
(h
a,u
h
a,i
) h
w,u
(X
u
X
i
)