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Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI

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FENOMENI DIELETTRICI - CONDENSATORE


 Abbiamo visto nella prima parte del corso che il campo elettrico

è caratterizzato dalla coppia
 di vettori campo elettrico ( E ) ed
induzione elettrica ( D [C/m2]), tra loro legati dalla relazione
costitutiva:
 
DP,t   E P,t  (8.1)
 Il parametro  (permettività elettrica) caratterizza il mezzo in cui
si sviluppa il campo elettrico e la sua unità di misura è il
farad/metro [F/m]. I principali fenomeni legati al campo
elettrico, in condizioni stazionarie e quasi-stazionarie, si
definiscono fenomeni dielettrici e sono caratteristici dei
materiali isolanti (conducibilità praticamente nulla), mezzi nei
quali al campo elettrico corrisponde un campo di corrente di
conduzione ( J ) trascurabile.
 Un mezzo dielettrico si dice uniforme (ovvero omogeneo) se la
permettività non varia da punto a punto, a comportamento 
lineare se la permettività non varia con l’intensità di E ,
isotropo se la permettività non varia con la direzione di E . Il
mezzo normale (ideale) assomma tutte le caratteristiche appena
definite.
 La permettività elettrica è il parametro che caratterizza il
comportamento dei mezzi dielettrici (isolanti) in relazione ai
fenomeni dielettrici. Nei mezzi normali la permettività è una
costante scalare ed è anche detta costante dielettrica. Ad
esempio il vuoto è un mezzo normale di costante dielettrica:
 0  8,85419 1012 F/m (8.2)

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Capitolo VIII 1
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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 La costante dielettrica degli altri mezzi normali si definisce in


rapporto a quella del vuoto introducendo la permettività
(costante) dielettrica relativa:

r  (8.3)
0
 In tabella sono riportati i valori della costante dielettrica relativa
di alcuni materiali isolanti di uso comune (i conduttori
presentano r di valore praticamente unitario).

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Capitolo VIII 2
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Legge di Gauss e flusso dielettrico


 Dalle relazioni viste nel capitolo II riguardanti le cariche
elettriche ed il campo elettrico si può facilmente dedurre la legge
di Gauss che lega il flusso dielettrico uscente da una superficie
chiusa alla carica libera in essa contenuta:

 
S
D  ndS  q  dV

V
(8.4)

 Da cui può essere ricavata la relazione in forma differenziale:



 D   (8.5)

 Cioè le linee di flusso del vettore induzione elettrica D
presentano sorgenti (nascono) e pozzi (terminano), in
dipendenza del segno della carica.

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Capitolo VIII 3
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 Sulla superficie esterna dei corpi conduttori, affacciata ad un


 (in condizioni elettrostatiche 
altro mezzo isolante, si ha che
assenza di moto di cariche J  0 ) la carica libera si accumula
sulla stessa perchè all’interno
 del
 corpo conduttore
 il campo
coulombiano è nullo ( J  0  E  0  D  0 ).

 Si ha inoltre che, essendo il campo elettrico nullo, non si hanno


tensioni (ovvero ddp) tra punti appartenenti al corpo conduttore:
cioè il corpo conduttore si trova ad un unico potenziale e
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Capitolo VIII 4
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pertanto la superficie esterna dello stesso costituisce una


superficie equipotenziale.
 Quindi il campo elettrico esterno ai corpi conduttori (nei mezzi
isolanti) “nasce” (sorgente) e “termina” (pozzo) sulle superfici
equipotenziali dei corpi conduttori connessi ad una sorgente
esterna.

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Capitolo VIII 5
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Condensatore
 Il componente elettrico detto condensatore è costituito
dal’insieme di due volumi (corpi) conduttori di forma qualsiasi
(le armature del condensatore) tra i quali vengono interposti
uno ovvero più mezzi dielettrici.

 Sulle armature del condensatore si accumulano le cariche


elettriche libere (qA e qB), pertanto, in assenza di altri effetti
elettromagnetici che interagiscono con le predette cariche, si ha
che le linee di flusso del vettore D si sviluppano come riportato
in figura. Cioè nei mezzi dielettrici interposti
 tra le armature si
sviluppa un tubo di flusso per il vettore D .

 Se si calcola il flusso del vettore D attraverso una qualsiasi
sezione attraversata da tutte le linee di flusso, e quindi anche le
superfici esterne delle armature (SA ed SB), si ottiene la portata
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Capitolo VIII 6
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del tubo di flusso, che è pari alla carica contenuta nelle armature
stesse:
   
 D  n dS  q A
  q B
    ndS
D (8.6)
SA SB

 Quindi la portata del tubo di flusso è pari alla carica elettrica


libera depositata su una delle armature. Si ha inoltre che,
essendo il campo elettrico conservativo (coulombiano), la
tensione tra due punti generici appartenenti alle due armature è
pari alla differenza di potenziale tra le stesse (ddp tra le
armature del condensatore):
B
 
u AB 

A
E  t dl (8.7)

 Ovviamente la carica libera presente sulle armature e la


differenza di potenziale tra le stesse sono legate (dai generatori
esterni) per cui si arriva a definire una grandezza che
caratterizza il condensatore, basata su tali quantità, che è detta
capacità del condensatore:
qA q q
C  B  (8.8)
u AB uBA u

 Facendo variare la tensione (fem del generatore) varia anche la


carica ed il rapporto (C) resta costante.
 La dimensione fisica della capacità è il [C/V] che si esprime in
Farad [F]. Tale parametro risulta essere costante, nell’ipotesi di
linearità dei mezzi, ed indipendente dalla carica e dalla ddp
(che sono tra loro proporzionalmente legate).

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Capitolo VIII 7
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Condensatore Piano
 Il condensatore piano è l’esempio più semplice di realizzazione
di un condensatore. Il modello di principio è rappresentato in
figura ed è costituito da una coppia di armature piane disposte
parallelamente e di uguale superficie (SA = SB). La distanza (l)
tra le armature è molto minore rispetto alle dimensioni
superficiali delle armature stesse ( l  S ). Tra le armature
viene interposto un dielettrico (isolante) di tipo normale con
permettività .

 Le ridotte dimensioni della distanza tra le armature, rispetto alle


dimensioni delle stesse, permettono di assumere con buona
approssimazione che il campo elettrico all’interno del materiale
dielettrico sia uniforme con linee di flusso ortogonali alle
armature: cioè si considera il volume tra le armature come un
tubo di flusso, trascurando la quota parte di flusso ai bordi della
struttura. Tale assunzione permette di ottenere che:
S
C (8.9)
l
 Dalla (8.9) si evidenzia come la capacità sia una caratteristica
delle dimensioni fisiche del componente e dei materiali
impiegati e non, con le ipotesi assunte, dei campi applicati.
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Capitolo VIII 8
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 Si può inoltre notare che se il dielettrico utilizzato è aria (  r  1 )


un condensatore piano con una superficie di 1 m2 e distanza tra
le armature di 1 mm presenta una capacità di:
S 1
C  8.85  10 12  8850 pF (8.10)
l 1  10 3

 Quindi per ottenere condensatori di capacità significativa si


deve principalmente agire sulla distanza tra le armature (nel caso
precedente passando da 1 mm ad 1 m si ha una riduzione lineare
della capacità) e, di conseguenza, utilizzare spessori di
dielettrico relativamente sottili (questo può portare a criticità
realizzative).
 I dielettrici tipicamente utilizzati sono: carta, mica, resine (mylar
ed altre). Una tipica realizzazione costruttiva è quella
rappresentata in figura (ridurre gli ingombri).

 La criticità realizzativa legata allo spessore del dielettrico


dipende da un parametro detto rigidità dielettrica. Il fenomeno
associato a tale parametro, tipico dei materiali isolanti, può
essere macroscopicamente visto come un cambiamento
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Capitolo VIII 9
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improvviso della resistività del materiale in funzione del campo


elettrico applicato (quindi della tensione applicata al
componente).
 Per ciascun materiale esiste un livello di soglia (influenzata da
fattori di forma e fattori ambientali) superato il quale si ha una
crollo della resistività (il materiale diventa conduttore) con
passaggio di corrente di conduzione (scarica elettrica). Queste
scariche hanno tipicamente conseguenze distruttive nei
dielettrici solidi, mentre i dielettrici fluidi recuperano le
caratteristiche dielettriche una volta ridotto il campo elettrico.
 In tabella sono riportati i valori di rigidità dielettrica di alcuni
mezzi di uso comune.

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Capitolo VIII 10
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Capitolo VIII 11
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Bipolo condensatore
 In condizioni di funzionamento di tipo stazionario ovvero quasi
stazionario, la cariche presenti sulle armature di un condensatore
si mantengono eguali ed opposte e la tensione ai morsetti del
bipolo coincide con una differenza di potenziale: cioè il campo
elettrico che si sviluppa è di tipo coulombiano (contenuto in una
regione SP).

 Con le ipotesi effettuate si ha che, con riferimento alla figura, le


correnti ai morsetti A e B del bipolo varranno:
dqA t  dq t 
iA t   iB t   B (8.11)
dt dt
 Dato che le cariche sulle armature si mantengono sempre uguali
ed opposte si avrà di conseguenza che:
iA t   iB t   i t  (8.12)

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Capitolo VIII 12
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 Quindi il bipolo si comporta dall’esterno come un tubo di flusso


(la superficie esterna racchiudente il bipolo stesso) con carica
contenuta sempre nulla ( qA t   qB t   0 ) e la corrente appare
come solenoidale (vista dall’esterno, all’interno del bipolo ciò
non è vero: ci sono pozzi e sorgenti).
 La tensione ai morsetti del bipolo è una differenza di
potenziale in quanto il campo elettrico si comporta come un
campo coulombiano.
 Quindi il condensatore si comporta come un bipolo (bipolo
capacitivo o bipolo condensatore) schematizzabile con una
caratteristica esterna (tensione-corrente) del tipo (nell’ipotesi di
linearità per C):
dqt  dut  1t
i t    i t   C ut   u0   i  d (8.13)
dt dt C0
 Le relazioni appena introdotte evidenziano che il bipolo
condensatore è univocamente definito se è nota la capacità C
ed il valore iniziale (per esempio a t=0) della tensione ai
morsetti u0 dello stesso (stato energetico del componente).
 Il simbolo circuitale con cui si rappresenta il condensatore è
riportato in figura (seguendo la convenzione degli utilizzatori).

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Capitolo VIII 13
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Condensatore in regime stazionario


 In regime stazionario la tensione e la corrente ai morsetti del
bipolo debbono essere costanti, per cui si ha che la (8.13) si
riduce a:
dut 
i t   I  C  0 ut   U (8.13)
dt
 Cioè in regime stazionario il condensatore si comporta come
un circuito aperto: cioè ai fini della determinazione di tensioni
e correnti sugli altri bipoli della rete, al condensatore si può
sostituire un bipolo circuito aperto: la rete risulta semplificata
ed anche le equazioni della stessa.
 Questa assunzione è accettabile per la determinazione delle
correnti e delle tensioni ma non vale dal punto di vista del
bilancio energetico della rete: il condensatore immagazzina
energia mentre il circuito aperto non produce nessun scambio
energetico.

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Capitolo VIII 14
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Condensatore in regime transitorio


 In regime transitorio (da un regime stazionario ad un altro
regime stazionario) si evidenziano le problematiche energetiche
precedentemente citate. In particolare si possono dapprima
considerare due fasi transitorie per un condensatore:
 fase di carica di un condensatore;
 fase di scarica di un condensatore.
 La fase di carica di un condensatore è rappresentabile dal circuito
di figura:

 Si ha che per t  0 il commutatore S è in posizione 2 e la rete di


destra si trova in condizioni di riposo (tensioni e correnti nulle
ed energia immagazzinata nulla). All’istante t  0 il
commutatore si sposta sulla posizione 1 e nella rete inizia a
circolare corrente.
 Per determinare gli andamenti di u(t) ed i(t) (tensione e corrente
del bipolo condensatore) si può utilizzare la LKT e le
caratteristiche esterne del resistore e del condensatore, che
portano a scrivere (condizione iniziale u=0):
du
E  uR  u  Ri  u  RC u (8.14)
dt
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Capitolo VIII 15
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 Si ottiene pertanto che la rete è retta da una equazione


differenziale del primo ordine a coefficienti costanti la cui
soluzione è:
du 1  RC 
du E  RCt
t

E  u   ut   E 1  e  i t   C  e (8.15)


dt RC   dt R
 In figura sono riportati gli andamenti della tensione e della
corrente che sono entrambi caratterizzati da funzioni
esponenziali governate dalla costante di tempo   RC .

 Tale costante di tempo è un parametro importante nella


caratterizzazione del comportamento della rete in quanto si può
facilmente verificare che in un tempo pari a 45 la tensione ai
capi del condensatore risulta essere oltre il 98% di quella di
regime (E) ed analogamente la corrente, cioè il transitorio è
praticamente esaurito.
 È inoltre verificabile che in un tempo pari a  la tensione ha
raggiunto il 63% del valore finale e la corrente si è ridotta
parimenti rispetto al valore iniziale (E/R). Inoltre si può
osservare che il valore della resistenza di carica R influenza il
valore della corrente iniziale (E/R) ed il tempo di salita della
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Capitolo VIII 16
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tensione (attraverso ) mentre non influenza il valore di regime


di tensione e corrente.
 Lo stesso schema circuitale può essere utilizzato per studiare la
scarica del condensatore ipotizzando che per t<0 la rete si trovi
in regime stazionario (U  E I  0 ) con il commutatore in
posizione 1, all’istante t=0 il commutatore commuta nella
posizione 2.
 Seguendo lo schema di soluzione utilizzato in precedenza (su
una maglia costituita dalle sole R e C) L’equazione differenziale
da risolvere diventa:
𝑑𝑢
𝑢𝑅 + 𝑢 = 0 → 𝑅𝑖 + 𝑢 = 0 → 𝑅𝐶 +𝑢 =0
𝑑𝑡
 La condizione inziale sarà 𝑢(0) = 𝐸, si ha pertanto che la
tensione e la corrente evolvono secondo le seguenti leggi:
t
 du E  RCt
ut   Ee RC
i t   C  e (8.16)
dt R

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Capitolo VIII 17
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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 Come nello studio della carica anche nella fase di scarica del
condensatore i fenomeni (raggiungimento del nuovo regime)
sono guidati dalla costante di tempo .

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Capitolo VIII 18
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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Energia Elettrostatica
 Analizzando la carica del condensatore precedentemente
presentata si può osservare che la convenzione degli utilizzatori
ipotizzata per il bipolo condensatore è rispettata dalla soluzione
(tensione e corrente sempre positivi).
 Si avrà perciò che il bipolo condensatore assorbe una certa
energia durante la fase di carica dello stesso che può essere
valutata integrando l’espressione della potenza assorbita dal
bipolo (essendo dq  idt e u  q C ):
 
q 1 Q2
WC   pt dt   u  idt    dq 
Q

(8.17)
0 0 0 C 2C
 Dove Q indica la carica totale accumulata sulle armature del
condensatore (Q=CE) al raggiungimento del regime permanente
(in teoria per t   ). Si può notare che l’energia scambiata dal
bipolo non dipende da come variano tensione e corrente ai
morsetti del bipolo stesso, ma solamente dalla carica finale
accumulata sulle armature del condensatore (non varia con R).
 Quindi il lavoro assorbito dal condensatore (energia) è
conservativo e corrisponde ad una energia immagazzinata detta
energia elettrostatica o energia capacitiva espressa in Joule [J].
 Sfruttando le relazioni sviluppate per modellizzare il
condensatore l’energia immagazzinata può essere calcolata con
diverse espressioni (valide anche in fase transitoria):
1 Q2 1 1
WC   CU 2  QU (8.18)
2 C 2 2

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Capitolo VIII 19
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 Ovviamente tutte le considerazioni effettuate sono da ritenersi


valide se il condensatore ha comportamento lineare, nel qual
caso è definibile la capacità come è stata intesa, e tale parametro
non varia al variare della tensione ai capi del bipolo e della carica
accumulata sulle armature.
 Nella fase di scarica del condensatore si ha che la corrente
circola in modo opposto alla convenzione degli utilizzatori (è
negativa rispetto ai segni scelti), questo implica che il
condensatore si comporta da generatore cioè eroga potenza sul
resistore a scapito dell’energia immagazzinata nel campo
elettrico (quindi 𝑝(𝑡) = −𝑢(𝑡)𝑖(𝑡)).
 Si ha pertanto che l’energia scambiata è in questo caso pari a:
 0
q 1 Q2
WC    u  idt     dq  (8.19)
0 Q
C 2 C

 In questo caso il valore iniziale della carica accumulata sulle


armature è pari a Q=CE ed al termine della scarica (in teoria per
t   ) la carica residua sulle armature è nulla. Quindi si è
ottenuto che l’energia scambiata dal condensatore nella fase di
scarica è pari a quella immagazzinata nella fase di carica:
questo conferma quanto affermato in precedenza che il lavoro
effettuato nella fase di carica e scarica del condensatore è
conservativo.
 In realtà i materiali dielettrici reali presentano una
conducibilità che è molto piccola ma non nulla (vedi tabella cap.
III). Questo implica che il campo elettrico produce un debole
campo di corrente di conduzione e pertanto effetti dissipativi.
Questo, ad esempio, spiega perchè un condensatore carico
isolato tende, con molta lentezza, a scaricarsi.
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Capitolo VIII 20
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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Serie e Parallelo di condensatori


 Anche per i condensatori è possibile sviluppare il concetto di
bipolo equivalente alla serie, ovvero al parallelo, di due o più
condensatori.

 Consideriamo il circuito serie riportato in figura in cui due


condensatori, di capacità C1 e C2, vengono connessi in serie alla
chiusura dell’interruttore S ( t  0 ). Per definire un bipolo
equivalente alla serie dei due condensatori è sufficiente valutare
il legame tensione-corrente (caratteristica esterna) ai morsetti
A-B del bipolo complessivo.
 Applicando LKT e LKC si ha che:
us  u1 t   u2 t 
 (8.20)
is  i1 t   i2 t 
t t

  i d 
1 1
us  u1 0  is d  u2 0  s
C1 C2
0 0
t t
(8.21)
1 1 
  i d
1
 u1 0  u2 0     is d  us 0  s
 C1 C2  0 Cs
0
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Capitolo VIII 21
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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 Cioè il bipolo equivalente alla serie di due condensatori è un


condensatore con tensione a vuoto pari alla somma delle
tensioni a vuoto dei due condensatori e capacità Cs pari a:
1 1 1
  (8.22)
Cs C1 C2

 L’espressione può essere poi facilmente estesa alla serie di un


generico numero di condensatori (inverso della capacità
equivalente, somma degli inversi delle singole capacità).
1 1 1 1
= + + ⋯+
𝐶𝑠 𝐶1 𝐶2 𝐶𝑛
𝑢𝑠 (0) = 𝑢1 (0) + 𝑢2 (0) + ⋯ + 𝑢𝑛 (0)

 Per valutare il bipolo equivalente del parallelo di due


condensatori si considera la rete di figura, nella quale all’istante
t  0 si chiudono i due interruttori S1 ed S2 connettendo in
parallelo i due condensatori di capacità C1 e C2. Anche in questo
caso l’identificazione del bipolo equivalente parallelo si effettua
valutando il legame tensione-corrente ai morsetti A-B del
parallelo.

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Capitolo VIII 22
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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 Applicando LKT e LKC si ha che per t  0 :


i p  i1 t   i2 t 
 (8.23)
u p  u1 t   u2 t 
du1 du du du
i p t   C1  C2 2  C1  C2  p  C p p (8.24)
dt dt dt dt
 Assumendo che la tensione iniziale dei due condensatori sia nulla
(cioè scarichi), la rete risulta essere a t=0 congruente con LKT.
 Dalla (8.24) si desume che il bipolo equivalente è un bipolo
condensatore di capacità pari alla somma delle capacità dei due
condensatori ed assorbe una corrente pari alla somma delle
correnti assorbite dai singoli condensatori:
C p  C1  C2 (8.25)

 Anche in questo caso il risultato può essere facilmente esteso al


parallelo di più condensatori (capacità equivalente somma delle
capacità dei singoli condensatori).
𝐶𝑝 = 𝐶1 + 𝐶2 + ⋯ + 𝐶𝑛
𝑢𝑝 (0) = 𝑢1 (0) = 𝑢2 (0) = ⋯ = 𝑢𝑛 (0) = 0
 Qualora i due, o più condensatori, siano carichi (a t=0), si deve
aggiungere un vincolo energetico (conservazione della carica)
che ci permette di adattare le condizioni iniziali in maniera da
soddisfare (a t=0) la LKT nella rete.

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Capitolo VIII 23
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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Corrente di spostamento
 Abbiamo visto dalle precedenti assunzioni che la corrente
assorbita da un condensatore è, nel caso quasi-stazionario,
solenoidale e che, all’interno del bipolo, il campo di induzione
elettrostatica non è solenoidale (ha “pozzi” e “sorgenti” sulle
armature del condensatore).

 Quello che succede, a livello macroscopico, sulle armature del


condensatore può essere schematizzato come rappresentato  in
figura: le linee di flusso del campo di corrente J terminano
sull’interfaccia tra l’armatura ed

il dielettrico e nello stesso punto
nascono le linee di flusso di D t che è detta densità di corrente
di spostamento.
 Sull’altra armatura del condensatore avviene il fenomeno
inverso, pertanto il campo di corrente globale è dato dalla
somma dei due campi di corrente:

  D
Jt  J  (8.26)
t
 ed ha la caratteristica, come evidenziato dalle considerazioni
introduttive sul comportamento dei condensatori, di essere un
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Capitolo VIII 24
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
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campo solenoidale
 (senza pozzi e sorgenti) in quanto ad un
pozzo di J corrisponde una sorgente di D t e viceversa,
come si può facilmente verificare valutandone la
divergenza:

  D  
 Jt   J     0 (8.27)
t t t
 infatti per l’equazione di continuità:
𝜕𝛿
∇ ∙ 𝐽⃗ = −
𝜕𝑡
 mentre per il teorema di Gauss:

𝜕 ⃗⃗ 𝜕𝛿
𝜕𝐷
⃗⃗ = 𝛿 →
∇∙𝐷 ⃗⃗
(∇ ∙ 𝐷) = ∇ ∙ =
𝜕𝑡 𝜕𝑡 𝜕𝑡

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Capitolo VIII 25