Sei sulla pagina 1di 9

Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI

__________________________________________________________________________________

GENERATORI ELETTRICI
 Dalla precedente trattazione si è visto che la legge di Ohm nel
caso stazionario caratterizza dei tronchi di tubo di flusso del
campo di corrente nei quali la tensione coincide con la d.d.p.
associata al campo elettrostatico (coulombianoconservativo).
 Il campo di corrente è caratterizzato da linee di flusso chiuse
(divergenza nullasolenoidale: non sono presenti pozzi ovvero
sorgenti).
 Essendo presenti effetti dissipativi (effetto Joule) è allora chiaro
che, in condizioni stazionarie, gli effetti dissipativi debbono
essere compensati, altrimenti le cariche in moto (la corrente)
rallenterebbero sino a fermarsi.
 Siccome il campo coulombiano è conservativo, quindi non
compie lavoro su percorsi chiusi: allora è necessario che in
almeno alcuni tratti del tubo di flusso siano presenti forze
non conservative che mantengano in moto stazionario le
cariche.
 L’origine di tali forze non conservative può essere di varia
natura: elettromagnetica (dinamo), chimica (accumulatori,
pile), termica (pile a combustibile). Tali forze sono rappresentate
nella
 modellistica campistica mediante il campo elettromotore
F P ,t  (vedi 1.7), dimensionalmente equivalente ad un campo
elettrico [V/m].
 I dispositivi che sono in grado di sviluppare campi elettromotori
sono detti generatori elettrici: sono la sede dove avviene
l’interazione tra i fenomeni elettrici ed i fenomeni di altra natura
(meccanica, chimica, termica), realizzando la conversione di
energia primaria in energia elettrica.

______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 1
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

Comportamento a vuoto dei generatori


 I generatori elettrici interagiscono con gli altri componenti
elettrici (ad es. resistori) attraverso opportuni terminali
(morsetti) che permettono la connessione tra diversi componenti
(anche i generatori sono bipoli).
 Le forze generatrici (elettromotrici) che si manifestano
all’interno dei generatori agiscono sulle cariche elettriche
separando quelle positive da quelle negative che vengono
accumulate sui terminali (vedi es. in figura).

 Gli accumuli di caricasui morsetti danno luogo ad un campo


elettrico colombiano ( EC , le linee di flusso vanno dal morsetto
positivo a quello negativo) che all’interno del generatore si
oppone al campo elettromotore, mentre all’esterno del
generatore può essere misurato rilevando, mediante un
voltmetro, la d.d.p. ai morsetti del generatore stesso.
 Se il mezzo esterno che circonda il generatore è isolante (isolante
perfetto) non si instaura il campo di corrente e pertanto non
circola corrente elettrica: in tal caso il generatore si dice a
vuoto. All’interno del generatore il campo elettrico
______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 2
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

coulombiano, generato dalle cariche, ed il campo elettromotore


si trovano in una situazione di equilibrio:
 
EC P   F P  P interno al generatore (4.1)

 Se si effettua l’integrale di linea del campo elettromotore


all’interno del generatore tra due punti A e B che stanno sulle
estremità dello stesso (vedi figura pag. precedente), si ottiene
una tensione elettrica che è detta forza elettromotrice (f.e.m.):
A

eAB  F  t dl
 B
(4.2)

 In base alla relazione di equilibrio (4.1) si può facilmente


dimostrare che la forza elettromotrice è uguale alla tensione a
vuoto tra i morsetti A e B (calcolando l’integrale di linea del
campo elettrico coulombiano su una linea che vada dal punto B
al punto A su un percorso esterno al generatore):
    
eAB  B F  t dl   B EC  t dl  B V  t dl  v A vB  u0
A A A
(4.3)

 La forza elettromotrice è dimensionalmente pari ad una tensione


elettrica [V] ed è, ovviamente, una caratteristica del generatore.
Il valore è dotato di segno dipendente da come vengono
contrassegnati i morsetti (+ e -).
 Se le forze che generano il campo elettromotore sono costanti nel
tempo allora anche il campo elettromotore è costante nel tempo
e di conseguenza risultano costanti anche la forza elettromotrice
e la tensione a vuoto (generatori di f.e.m. continua), la
“caratteristica esterna” del generatore a vuoto sarà:
E  U0  I  0 (4.4)

______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 3
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

Comportamento a carico dei generatori


 I generatori elettrici sono naturalmente utilizzati per produrre
circolazione di corrente elettrica e trasferire energia: per ottenere
questo risultato si debbono connettere al generatore componenti
conduttori che, sotto l’azione del campo elettrico coulombiano,
permettono il moto delle cariche elettriche. In questa situazione
si dice che il generatore è a carico.
 Nel caso stazionario tra i terminali del generatore si costituisce
un tronco di tubo di flusso (vedi figura) che viene caratterizzato
dalla corrente elettrica I che entra dal terminale B (morsetto
negativo) ed esce dal terminale A (morsetto positivo).

 Si può verificare sperimentalmente (mediante un voltmetro) che


a carico la tensione tra i morsetti del generatore risulta essere
minore di quella a vuoto e quindi minore della f.e.m., e tale
riduzione risulta essere proporzionale alla corrente elettrica
erogata dal generatore (U  se I  ).
 Se si ripete su di un generatore a carico l’esperimento effettuato
per dimostrare la legge di Ohm (facendo variare I con E
costante) si osserva che la differenza tra la f.e.m. e la tensione a
______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 4
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

carico (U) dipende dalla corrente erogata in maniera analoga a


quella osservata per un resistore (dipendenza lineare). Si ottiene
quindi che:
E U
 cost  R0  E  U  R0 I (4.5)
I
 La resistenza R0 è detta resistenza interna del generatore e mostra
che i generatori non sono componenti ideali (cioè sono, a loro
volta, sedi di dissipazioni se percorsi da corrente).
 Dalla relazione di Ohm (4.5) si ricava facilmente la relazione che
caratterizza il comportamento a carico di un generatore:
U  E  R0 I (4.6)

 Relazione che ci permette di trattare a livello di bipolo il


generatore: se sono noti E ed R0 la (4.6) ci permette di descrivere
il comportamento del generatore ai suoi morsetti (U) nota la
corrente erogata
  I. Questo senza conoscere puntualmente i vari
campi ( J EC F ) che descrivono il fenomeno elettro-
magnetico.

______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 5
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

Bilancio energetico dei generatori


 Per quanto in precedenza esposto si ha che in un generatore
erogante una corrente I, viene dissipata, per effetto Joule, una
potenza pari a (esperimento di Joule):
PJ  R0 I 2 (4.7)

 Se si considera il generatore come un qualsiasi componente


bipolare si ha che il prodotto della f.e.m. prodotta dal generatore
per la corrente transitante nello stesso è una potenza (vedi
considerazioni al capitolo III e 3.5). In questo caso la potenza
scambiata non è dissipata nel generatore ma è una potenza
ceduta dal generatore (generata) in quanto E ed I sono di segno
concorde (vedi anche cap. V):
Pg  EI (4.8)

 Una parte della potenza generata è dissipata all’interno del


generatore stesso (4.7). Si avrà pertanto che la potenza ceduta
all’esterno (potenza elettrica erogata) dal generatore sarà pari
a:
Pe  Pg  PJ  EI  R0 I 2  E  R0 I I  UI (4.9)
 
U

 Quindi il prodotto UI (tensione ai morsetti del generatore per


corrente erogata dal generatore) indica la potenza ceduta dal
generatore al circuito esterno ad esso connesso. Espressione
analoga a quella trovata per indicare la potenza dissipata dal
resistore (3.5 cap. III). La differenza (misurata ai morsetti del
generatore è una “potenza erogata”, misurata ai morsetti

______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 6
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

dell’utilizzatore è una “potenza assorbita”) dipende dal verso


della corrente (convenzione di segno vedi cap. V).

______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 7
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

Tipologie di generatori elettrici


 Tra le molteplici tipologie di generatori elettrici, le più diffuse
sono le seguenti:
 Generatori elettrochimici: la f.e.m. si sviluppa per
effetto di reazioni chimiche che convertono l’energia di
legame chimico in energia elettrica. Discendono
dall’esperimento di Volta (pila di Volta) e producono una
forza elettromotrice costante nel tempo (finché carichi).
Sono suddivisi in due classi. Le pile a secco (con f.e.m.
tipiche di 1,5 - 4,5 - 9 V e correnti dell’ordine dei mA) e
gli accumulatori ricaricabili in cui l’energia elettrica
viene utilizzata per caricarli e viene immagazzinata in
energia di legame chimico che viene poi erogata con una
conversione inversa (f.e.m. dell’ordine di alcune decine
di V e correnti di qualche decina di A).

 Generatori elettromeccanici: macchine rotanti (statore


+ rotore) che convertono energia meccanica fornita da un
motore primo (turbina ad acqua ovvero a gas, motore a
combustione interna…) in energia elettrica (continua,
sinusoidale). Possono fornire tensioni di alcuni kV e
correnti di alcuni kA.

 Generatori fotovoltaici: basati su celle fotovoltaiche


(giunzioni di semiconduttori) che convertono energia
luminosa in energia elettrica (f.e.m. fotovoltaica).
Possono fornire tensioni di alcuni V e correnti di decine
di mA. Si possono accoppiare (batteria) per elevare i

______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 8
Corso di ELETTROTECNICA – Parte I: CIRCUITI
__________________________________________________________________________________

valori di tensione (serie) ovvero corrente (parallelo)


forniti.
 Generatori termoelettrici: basati su giunzioni di metalli
diversi che producono una f.e.m. termoelettrica. Sono
utilizzati come trasduttori per misura di temperatura
(termocoppie). Non utilizzati per generare energia.
 Generatori piezoelettrici: sfruttano la caratteristica di
alcune sostanze (es. quarzo) di fornire f.e.m. se
sollecitate meccanicamente (f.e.m. piezoelettrica). Le
tensioni possono essere elevate (alcuni kV) ma le correnti
sono modestissime e di tipo impulsivo. Applicazioni
pratiche: oscillatori, microfoni, accendigas. Non utilizzati
per generare energia.

______________________________________________________________________________________________________________________
Capitolo IV 9