Lab Organicai Aa09 10 Iiparte
Lab Organicai Aa09 10 Iiparte
Tecnica di separazione di liquidi basata sulla differenza del punto di ebollizione dei componenti della miscela. Consiste nella
vaporizzazione della miscela e nella raccolta dei vapori in un recipiente separato.
Temperatura di ebollizione.
ebollizione
Impieghi principali:
principali
Principi teorici
Soluzione ideale binaria composta da A e B.
PA = χA . P° PA = χ A . P
L V
legge di A legge di t
Pt = PA + PB
PB = χ
Raoult
PB = χ
L. Dalton V.
B P°
B B P
t
P°A T= cost.
PA, PB = pressione di vapore dei componenti
in miscela
P°B χA,χB = frazione molare (L= fase liquida e V=
fase vapore)
A B
P°, P° = pressione di vapore dei componenti
puri
Pt = pressione totale
χA=1 χ χB=1
PA χAL . P°
A
χVA . Pt χAL. P°A χVA . Pt
= = =
PB χL . P°
B B
χ
V .
B Pt χ L .
B P°
B
χVB . Pt Diagramma binario lenticolare
P°A = P°
χAV χAL
B La fase vapore ha
= la stessa
A e B hanno
la stessa Teb
χVB χBL composizione della
fase liquida (non si
può applicare la
distillazione)
χ
TIPI DI DISTILLAZIONE:
DISTILLAZIONE
1. Distillazione semplice;
2. Distillazione frazionata;
3. Distillazione sotto vuoto;
4. Distillazione in corrente di
vapore.
1. Distillazione semplice
Apparecchiatura
T(°C)
TA (80°C)
ΔT
(gradiente
termico)
TB (110°C)
¾ Consiste teoricamente nell’effettuare una serie (n) di cicli di
evaporazione/ condensazione della miscela al fine di ottenere, dopo
l’ennesimo ciclo, un condensato che contiene il componente più volatile
allo stato puro.
¾ Si può dimostrare che dopo n cicli, la composizione della fase vapore e
quella iniziale della fase liquida sono legate dalla seguente relazione:
yA(n) n
Composizione del = a χA(1) Composizione iniziale
vapore dopo n cicli yB(n) χB(1) della fase liquida
0
dove a = volatilità
0 relativa
0
se a = > 1
0
yA(n) χA(1)
>>
yB(n) χB(1)
T(°C)
vigreaux
Distillazione azeotropica
Un AZEOTROPO è una miscela costituita da due o più sostanze che si comportano all’ebollizione come un composto puro, dato
che bolle a temperatura costante producendo un vapore che ha la stessa composizione del liquido.
1. Esterificazione di Fisher
O H + O
R C O H + R ' O H R C O R ' + H 2 O
Ac. carbossilico alcool estere
benzene
2. Sintesi di acetali
H2O
O H + O R '
R C H + 2 R ' O H R C H + H 2 O
NB. Il punto di ebollizione dell’alcool deve essere superiore a 69 °C che è la Teb dell’azeotropo.
Apparecchio di Dean-Stark
3. Distillazione sotto vuoto
nomogramma
Apparecchiatura
4. Distillazione in corrente di vapore
¾ Permette l'isolamento o la purificazione di liquidi termolabili o alto
bollenti IMMISCIBILI CON L’ACQUA.
¾ Questo tipo di distillazione consente di distillare a temperature
inferiori a 1OO°C, liquidi con punti di ebollizione anche molto
elevati, purché siano immiscibili con l'acqua e non subiscano
processi idrolitici.
¾ Una miscela costituita da due liquidi praticamente immiscibili ha una
tensione di vapore che è data dalla somma delle tensioni di vapore
dei due componenti. La tensione di vapore del sistema di liquidi
immiscibili è quindi maggiore della tensione di vapore di ogni singolo
componente e il punto di ebollizione della miscela è sempre inferiore
al punto di ebollizione del componente più basso bollente.
Apparecchiatura
CROMATOGRAFIA
CROMATOGRAFIA
La cromatografia può essere definita come una tecnica di separazione di miscele omogenee, basata sulla differente distribuzione dei componenti da
separare tra due fasi immiscibili; una di esse, definita fissa o stazionaria (FS), è costituita da un letto attraverso il quale si muove l’altra fase che è definita
mobile (FM).
CFS Coefficiente di
KD =
XFM XFS CFM distribuzione
d ir e z io n e d i s c o r r im e n to
e s tr e m ità d e lla
fa s e fis s a F a s e m o b ile
(d e p o s iz io n e ) A B C A B C
F a s e fis s a (le tto )
A A B C
B
C
A B C
K D > K D > K D
L’equilibrio di distribuzione è dinamico, cioè si ha un continuo trasferimento delle sostanze dalla fase stazionaria alla fase mobile e viceversa; come
conseguenza di questi ripetuti processi le sostanze migrano allorché si trovano nella fase mobile mentre non si spostano quando sono nella fase stazionaria
e la velocità di spostamento dipenderà dalla differenza delle costanti di distribuzione KD delle sostanze per le due fasi.
F M
A B C
F S C
A La FASE MOBILE può essere liquida o gassosa.
B
• cromatografia in fase liquida (colonna, TLC)
B • gas-cromatografia
F M A
C O L O N N A S T R A T O S O T T IL E
DEFINIZIONI
DEFINIZIONI Cm
CFS
KD = Coefficiente di
distribuzione
CFM
2 [tRA - tR ] B
R=
[WhA + WhB ]
CAPACITÀ (k’
R dipende da 3 fattori: CAPACITÀ SELETTIVITÀ (α) ed EFFICIENZA (N)
(k’), SELETTIVITÀ
1) FATTORE DI CAPACITÀ
CAPACITÀ: affinità
affinità del soluto per la fase stazionaria (ovvero la sua
velocità
velocità di migrazione lungo la FS)
k’ = [tR - tM ] / tM
2) SELETTIVITA’
SELETTIVITA’: detto anche fattore di separazione,
separazione, esprime la separazione in
funzione del fattore di capacità
capacità
α= K’B / k’
k’A
3) EFFICIENZA:
EFFICIENZA: capacità
capacità di un sistema cromatografico (es. colonna) di minimizzare
lo slargamento della banda durante la migrazione. Si misura con N (numero di piatti
teorici)
teorici) oppure con HETP (altezza equivalente di un piatto teorico).
teorico). N ed HETP
dipendono dal diametro delle particelle (L= lunghezza della FS).
TLC
Colonna
HPLC
- Carta
Gas inerti - Gas cromatografia
Solventi organici
acqua
BANDA:
BANDA si suole indicare la zona di fase stazionaria occupata da uno o più componenti del campione.
ELUENTE:
ELUENTE termine con cui viene solitamente indicata la fase mobile.
ELUIZIONE:
ELUIZIONE si indica l’operazione di separazione facendo passare l’eluente attraverso una colonna cromatografica.
ELUATO:
ELUATO liquido uscente dall’estremità della colonna.
CROMATOGRAFIE
CROMATOGRAFIE DI
DI ADSORBIMENTO
ADSORBIMENTO [Colonna,
[Colonna, TLC,
TLC, HPLC]
HPLC]
F M
CROMATOGRAFIA SU COLONNA
La miscela dei composti da separare viene messa in cima a una colonna di vetro cilindrica riempita (impaccata) con finissime
A B C
particelle di materiale adsorbente (fase solida stazionaria). L'adsorbente viene poi continuamente dilavato da un flusso di
eluente (fase mobile) che scende attraverso la colonna. F S
A
Adsorbimento ed adsorbenti
L’ADSORBIMENTO può essere definito come la capacità che hanno alcuni solidi porosi e finemente divisi di tener legate B
molecole sulla loro superficie.
Le molecole possono venire adsorbite sia che si trovino allo stato di vapore che disciolti in un liquido. C
Interazioni
Composti non polari forze di Van der Waals.
Composti organici polari: forze dipolo-dipolo, coordinazione, legarne di idrogeno, salificazione.
salificazione > coordinazione > legame di idrogeno > dipolo-dipolo > Van der Waals
QUANTO PIU E POLARE IL GRUPPO FUNZIONALE TANTO PIU FORTE SARÀ IL LEGAME CON L' ALLUMINA O CON IL GEL DI SILICE.
Adsorbenti: GEL DI SILICE (SiO2) ed ALLUMINA (Al2O3)
Si preparano rispettivamente
per trattamento del silicato di sodio con HCl
e per disidratazione dell’idrossido di alluminio.
allumina
Cromatografia in fase normale e cromatografia in fase inversa
FASE NORMALE:
• FASE STAZIONARIA è di natura fortemente polare (per esempio gel di silice o allumina)
• FASE MOBILE è NON POLARE (per esempio n-esano o etere etilico).
FASE INVERSA:
• FASE STAZIONARIA è NON POLARE, per esempio palline di vetro ricoperte di materiale apolare (film idrocarburico)
• FASE MOBILE è UN LIQUIDO O MISCELA DI LIQUIDI POLARE (per esempio acqua o alcool ).
F a s e d ir e tt a
a u m e n to d e ll'a d s o r b im e n t o s u fa s i s ta z io n a rie p o la r i (S iO 2 , A l 2 O 3 )
-C O 2 H -O H -N H 2 -S H -C H O C = O -C O 2 R -O R C = C C l, B r ,I
a u m e n to d e ll'a d s o r b im e n t o s u fa s i s ta z io n a rie a p o la r i
F a s e in v e r s a
1. scelta dell'assorbente
2. scelta dell’eluente
3. dimensioni della colonna
4. velocità di eluizione (o flusso)
1. scelta dell'assorbente
• Gel di silice: è meno polare (ΔEPauling= 1.7) ed è utilizzato per la separazione dei diversi gruppi funzionali come IDROCARBURI, ALCOOLI,
CHETONI, ESTERI, ACIDI, E AMMINE.
• L’allumina è un po’ più polare della silice (ΔEPauling= 2.0) ed è utilizzata per la separazione dei gruppi funzionali già descritti ma meno polari
(sostanze troppo polari sarebbero infatti troppo ritenute sull’allumina).
• Silicato di magnesio (Florisil): è meno polare della silice e si usa spesso per separare gli ZUCCHERI ACETILATI, GLI STEROIDI E GLI OLI
ESSENZIALI.
• Cellulosa, amido e zuccheri: utili per i composti polifunzionali di origine vegetale e animale (PRODOTTI NATURALI)
2. scelta dell‘eluente
Regole empiriche:
1. la quantità di assorbente deve essere di 25-30 volte in peso la quantità di materiale che si deve separare;
2. la colonna deve avere un rapporto tra altezza e diametro di circa 8:1
TLC analitica
Sviluppo
La lastra è inserita in una camera di sviluppo contenente una quantità di eluente che sale per capillarità lungo la
lastrina determinando la separazione dei soluti in macchie a diversa altezza.
Fattore di ritenzione Rf
L’analisi qualitativa si basa sul fatto che la posizione delle macchie rispetto al fronte del solvente è caratteristica di ogni sostanza ed è riproducibile,
nelle stesse condizioni, poiché dipende dall’affinità delle sostanze per il solvente e per la fase stazionaria. In particolare, si definisce Rf (fattore di
ritenzione) il rapporto tra il cammino percorso dalla macchia relativa ad una sostanza ed il cammino percorso dal fronte del solvente.
Metodi di visualizzazione
•Se le sostanze separate sono colorate, si osserveranno delle macchie disposte a diverse distanze. In questo caso é facile valutare il numero dei
componenti la miscela e, nel caso di una TLC preparativa, recuperarli.
•Se le sostanze separate non sono colorate ma assorbono all’UV (sostanze con gruppi cromofori come C=O, NO2, aromatici etc.; λ 254 nm o 366 nm),
queste possono essere localizzate sulla piastra usando un indicatore di fluorescenza mescolato con la fase stazionaria e irradiando la piastra con luce
ultravioletta.
Quando il riempimento della colonna è reso più compatto, usando un adsorbente con dimensioni delle particelle più piccole, si realizza, a parità di volume,
un’area superficiale maggiore. Di conseguenza si stabiliscono un numero di gran lunga più elevato di siti di equilibrio tra le due fasi e quindi anche in una
colonna piuttosto corta il grado di separazione migliora notevolmente (P raggiunte fino a 70 atm).
CROMATOGRAFIA SU CARTA
• Sebbene possa apparire molto vicina alla TLC, la cromatografia su carta è in realtà una tecnica di RIPARTIZIONE LIQUIDO-LIQUIDO.
• La carta è costituita in gran parte da CELLULOSA PURA, ma non funziona da fase stazionaria. Avviene invece che la cellulosa assorba
VAPOR D'ACQUA dall'atmosfera, in particolare da un'atmosfera che ne sia satura. La cellulosa può assorbire fino al 22% circa di acqua
ed è proprio quest'acqua assorbita sulla cellulosa che funziona da fase stazionaria.
• Per garantire la saturazione della cellulosa molti solventi di sviluppo usati per questa tecnica cromatografica contengono anche acqua
come componente della miscela.
• A mano a mano che il solvente sale i composti vengono ripartiti tra la fase acquosa stazionaria e il solvente in movimento.
• La FASE ACQUOSA È STAZIONARIA e per questo i componenti della miscela più idrosolubili o quelli che hanno la massima capacità di
formare legami di idrogeno sono quelli che vengono trattenuti meglio e che migrano più lentamente.
• La cromatografia su carta dà risultati particolarmente buoni con composti di polarità elevata o con sostanze polifunzionali. L'impiego più
comune della cromatografia su carta riguarda sostanze come gli zuccheri, gli amminoacidi e i pigmenti naturali.
GASCROMATOGRAFIA (GLC)
• La gascromatografia (glc) prende anche il nome di cromatografia in fase vapore e di cromatografia di ripartizione gas-liquido.
• Il principio alla base della tecnica è per l’appunto la ripartizione dei soluti tra una FASE MOBILE, costituita da un GAS INERTE
(tipicamente azoto, elio o argon), ed una FASE STAZIONARIA costituita da un LIQUIDO (tipicamente un olio altobollente supportato su
materiale solido inerte o solido ceroso bassofondente).
• La tecnica permette la separazione di composti volatili i cui punti di ebollizione differiscono anche meno di 0.5 °C. In questo senso essa è
di gran lunga superiore alla distillazione frazionata.
• Può essere usata sia come tecnica analitica che come tecnica preparativa.
• I composti che possono essere separati vantaggiosamente comprendono i gas (per esempio l'ossigeno ([Link]. -183°C) e l'azoto ([Link]. -
196°C)), sino alla categoria dei composti organici con punto di ebollizione superiore a 400°C.
• L'unica esigenza per ottenere un buon risultato è che essi abbiano un’apprezzabile tensione di vapore a una temperatura alla quale
possano essere separati e che essi siano termicamente stabili alla temperatura usata.
IL GASCROMATOGRAFO
carrier
CAPILLARI: le colonne più moderne sono altamente efficienti nella separazione, essendo costituite da capillari di silice fusa (diametri di 0.25 mm)
con lunghezze a partire da 30 m. Le fasi stazionarie sono legate alle pareti interne della colonna formando un film sottilissimo ed uniforme (0.25 m)
e non prevedono materiale di supporto.
ANALISI QUANTITATIVA
AREA DEL PICCO. L'area sottesa da un picco gascromatografico è proporzionale alla quantità (moli) del composto eluito.
Composizione della miscela. Può essere ottenuta rapportando a cento l’area dei picchi.
Ab= 2320 mm2
c a to d o
r e g is tr a to r e A f ia m m a
a n o d o
a r ia
c o lo n n a
H 2
+ -
C H + O C H O + e
Solamente un atomo di carbonio su 105 produce uno ione. Tuttavia, questa produzione è stazionaria e strettamente proporzionale al numero di atomi di
carbonio che entrano nella fiamma. Il rivelatore a ionizzazione di fiamma non rivela gas non combustibili come CO2, H2O, SO2, NOx ed NH3. Gli ioni
CHO+ prodotti nella fiamma quando nell’effluente è presente l’analita portano corrente al collettore catodico al di sopra della fiamma e quindi fanno
aumentare la corrente registrata, che viene rivelata come un picco dal registratore. La sensibilità della ionizzazione di fiamma è 10-13 g/s. Non
richiedendosi particolari requisiti per il gas di trasporto, si potrà utilizzare N2 o He.