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Ehilà Michele, ho finito di vedere Shinsekai Yori.

Lo ho trovato carino ma non mi ha fatto gridare al


miracolo. Ho osservato parecchie cose pertano in alcuni punti sarò abbastanza sintetico. Se chiedi
posso approfondire alcuni aspetti che qua ho trattato in maniera sintetica.

Partiamo dagli elementi che mi sono piaciuti:

-Ritmo narrativo: dalla puntata 9 a quelle finali la storia prende, non annoia ed è ben congegnata. I
problemi maggiori li ho con l'inizio (sul quale ho parecchie cose da ridire) e col finale
(principalmente per un uso smodato dei deus ex machina, come vedremo).

-Messaggio finale: Gli schiavi devono rimanere buoni, alla mercé dei padroni; controllare la
popolazione con metodi che neanche i nazisti è una pratica corretta. È un messaggio che mi piace.
Non sono ironico: non capita spesso di imbattersi un messaggio così forte e bizzarro e soprattutto
sensato, nel contesto della serie. Piccola digressione: se S.Y. fosse stato realizzato negli USA
sarebbe uscito fuori una sorta di Gattaca o di Divergent (https://it.wikipedia.org/wiki/Gattaca_-
_La_porta_dell%27universo), una storia dove il protagonista si sarebbe ribellato contro la società
ingiusta ed opprimente instillando negli schiavi oppressi sentimenti di rivolta per rovesciare l'attuale
regime e instaurare un ordinamento Giusto e Democratico. Tutte scemenze che qua grazie al cielo
non appaiono: i capi fanno la scelta giusta a sopprimere tutti i bambini "problematici" e a colpirli da
damnatio memoriae in seguito. Ciò dimostra anche che la moralità in una storia è sempre relativa:
"Giusto" e "sbagliato" sono sempre in relazione a ciò che permette di ottenere il successo nella
storia. Le azioni "giuste in senso assoluto" compaiono solo nelle storie scarse.

-Dettagli scientifici: la spiegazione del come gli scienziati abbiano provato a rendere la civiltà più
pacifica possibile, i telomeri di Tomiko e forse qualcos'altro. Ho un debole per queste cose.

Adesso analizziamo più nel dettaglio e con maggior ordine i principali aspetti della storia, ovvero
Personaggi, Trama, Ambientazione, e il modo con cui tutto ciò è stato reso su schermo (Uso del
Medium Narrativo)

-Personaggi: l'aspetto peggiore della serie. Sono ridicolmente piatti. Piatti perché non hanno
elementi distintivi che rimangono in mente. Piatti perché non hanno uno sviluppo degno di questo
nome; crescendo diventano un po' più adulti, ma l'unico personaggio che ha alle spalle
un'evoluzione reale è Yakomaru/Squealer (che difatti è l'unico personaggio interessante, insieme a
Tomiko). Piatti perché non hanno difetti che devono superare o cambiamenti che devono
approntare. La vicenda è praticamente slegata dalle personalità dei protagonisti (importa solo che
siano legati da una profonda amicizia/amore; per il resto si potrebbe sostituire un personaggio con
Indiana Jones o Rocco Siffredi dotati di poteri psionici e la vicenda sarebbe stata esattamente la
stessa). Ciò comporta anche una scarsa empatia. L'empatia è la caratteristica fondamentale per una
buona storia: semplificando molto, se del protagonista non ci importa molto difficilmente la vicenda
prenderà più di tanto, e per produrre questo risultato dobbiamo riconoscere il protagonista come
"uno di noi". Ed è difficile immedesimarsi in personaggi senza difetti né particolarità, come quelli
di Shinsekai Yori. L'unico personaggio per il quale ho provato un po' di empatia è stato Mamoru.
Piccola eccezione per Saki, che crescendo matura la convinzione che la società fa bene a trattare in
questo modo i bambini potenzialmente pericolosi quando prima trovava l'idea disgustosa (ep 19,
anche se nel finale pare rimangiarsi un po' quest'idea). Ciò ha un impatto minimo nella storia, anzi
(se avesse realmente maturato questa comprensione del sacrificio del singolo per la società non
avrebbe deciso di salvare Satoru dallo Psicobuster). Una profonda nota di demerito per gli
sceneggiatori su Saki: tutti quanti (la madre, Tomiko, Maria) si ostinano a ripetere che lei è "forte",
che è "in grado di rimanere lucido nei momenti di difficoltà", ovvero "la caratteristica più
importante per un leader" (peraltro opinabile). Nella storia accade esattamente l'opposto: in
circostanze di pericolo sono principalmente gli altri che prendono le decisioni e lei che li segue
pedissequamente. Negli ultimi episodi in pratica lei non prende nessuna decisione; e quando ciò
avviene, è Shun a suggerirle come agire. Lei che all'ultimo decide di salvare Mamoru è l'esatto
opposto del "rimanere lucido nei momenti di difficoltà". Nell'episodio 12, la spiegazione di Tomiko
del perché l'hanno risparmiata è oscena. Darei 4.5.

-Trama: Le prime sette puntate sono inutili. Servono solo per impostare la storia, ovvero presentare
i protagonisti, raccontare la storia del mondo e le caratteristiche degli umani, mostrare chi sono i
mostroratti. Non viene costruito niente che avrà poi una reale rilevanza. La storia potrebbe partire
dall'episodio 8 senza gravi disagi per lo spettatore; basterebbe dargli le informazioni
sull'ambientazione e non ne avrebbe nessuno. Ciò è un male. Nel secondo arco la storia tiene bene
ed è appassionante. Nel terzo arco parte bene, ma poi si perde in alcune scelte che rendono il finale
tutt'altro che memorabile.
Shisei che non uccide il demone; la società che pare non avere neanche uno straccio di difesa contro
i meta-demoni malgrado una paranoia acutissima; lo psicobuster, che è un incrocio tra un Deus ex
Machina e un MacGuffin (https://it.wikipedia.org/wiki/MacGuffin), presentato in maniera
comunque indegna e che crea problemi di continuità; la quantità invereconda di deus ex machina
che servono per portare avanti la vicenda (Kiromaru che era già stato a Tokyo, la biblioteca
parlante, Shun che le fa da guida sotto forma di sogno – quest'ultimo è orribile); Saki che fa una
scemenza veramente enorme, per la quale avrebbe meritato una fine orrenda; il combattimento
finale montato nella maniera peggiore possibile (a inizio puntata, con una voce narrante che
spersonalizza la sequenza raccontandone la spiegazione, inframezzato con flashback di pochi minuti
prima); la trovata finale funziona (anche se mi pare un po' improbabile che un umano può pensare
di essere uguale in tutto e per tutto a un mostroratto). Non ho trovato grandi colpi di scena. Nel
complesso funziona abbastanza. Darei 6,5. Peccato per il finale banale.

-Ambientazione: carina ma un po' sprecata. Le informazioni presentate nell'episodio 4 mi hanno


acceso un po' di sense of wonder, ma sono state sfruttate poco. Il "passato sanguinoso" del mondo
non compare nelle vicende presenti, quindi sono informazioni un po' inutili (peraltro mi chiedo
perchè non volessero che i bambini ne entrassero a contatto, sembrano info innocue). Malgrado
siano guidati da discendenti degli scienziati il mondo pare fermo ad una sorta di Settecento (?) e
sebbene tutti gli umani sappiano utilizzare i poteri telecinetici nella vita quotidiana non c'è niente o
quasi che lo faccia pensare. È inverosimile il fatto che con un'acuta paranoia verso i meta-demoni
non abbiano sviluppato nessuna difesa efficace contro di essi.
In generale non è male. Darei 7.5. Poteva generare molto più sense of wonder.

-Uso del Medium Narrativo: da dilettanti. Infodump* a manetta (specie nelle prime puntate e nelle
ultime), il culmine raggiunto nella puntata 4, dove 11 minuti e 36 secondi su 20 minuti di puntata
sono stati riempiti dallo spiegone della biblioteca. Uso intensivo della voce narrante, a volte anche
nel mezzo dell'azione; ciò va male perché spezza tensione e immedesimazione. Costruzione
dell'empatia verso i personaggi molto carente. Conflitto che latita nelle prime puntate e nell'ultima
(primi 2 minuti di azione e risoluzione della vicenda, successivi 20 di rilascio/rilassamento. Non è
un buon rapporto) Regia e fotografia un po' banali; niente di criminale (a parte i continui primissi
piani sull'occhio terrorizzato e tremolante di Saki) ma anche niente che mi abbia colpito. Non valuto
i disegni perché non ci capisco abbastanza; devo ammettere che comunque mi sbagliavo quando
dicevo che erano bruttini: alla fine non erano male. Darei 5.

Facendo un po' di calcoli: 4.5+6,5+7.5+5= 24. 23,5/4 = 6-. Alzo il voto perché aveva qualche idea
carina e perché comunque non è un anime che annoia.
Il voto finale quindi è 6.5. La valutazione complessiva è: carino, ma niente di trascendentale.

*) L’infodump (inforigurgito, spiegone) è l’impellente necessità dell’autore di fornire informazioni


al lettore o allo spettatore, a seconda del medium sfruttato. L’autore si rende conto che il lettore ha
bisogno di determinate informazioni per comprendere gli sviluppi della storia, e perciò gliele
"vomita" addosso. Peggio, spesso l’autore crede che le informazioni siano vitali, quando in realtà
non lo sono.
L'infodump si esplica in due modi principali: con l’intervento diretto dell’autore e attraverso
dialoghi o pensieri farlocchi. Il primo modo è il più brutto. La narrazione è interrotta e l’autore sale
in cattedra per insegnare al lettore. Per esempio, puntata 3, dove si ferma la narrazione e la voce
narrante spiega cos'è un falso Nudibianco. La seconda forma tipica di infodump è meno grave,
perché almeno è tutta racchiusa nella realtà virtuale, non c’è intervento esterno dell’autore. Tuttavia,
come si può notare, il dialogo è forzato. È un dialogo inverosimile, che rovina la credibilità della
storia. Per esempio il resoconto che il contadino fa a Saki della situazione in città nella puntata 20,
che a causa di scelte lessicali e registiche sbagliate sembra che un narratore esterno stia raccontando
la storia allo spettatore. Un esempio di spiegazione ben integrata nella narrazione (e che quindi non
è infodump, ovvero va bene) è quella che è il cuore dell'episodio 10. Ha senso che avvenga, la
spiegazione è naturale ed è sottolineata da dettagli concreti (l'isolamento di Shun, la trasformazione
dell'ambiente circostante alla sua casa, le sfere che tiene sollevate per impegnare il suo potere).

Sono protagonisti positivi generici. Gli unici personaggi interessanti sono Squealer/Yakomaru (che
guardacaso è l'unico che ha un certo sviluppo) e Tomiko (è un personaggio estremamente
amorevole che però, essendo uno scienziato, parla di sopprimere gli elementi non validi come se
stesse parlando del tempo; è un contrasto carino). Saki per la maggior parte del tempo è un
personaggio positivo generico (insieme a tutti gli altri ragazzi del Gruppo Uno), solo verso la fine si
caratterizza come una ragazza con un forte attaccamento agli amici (anche eccessivo) e incapace di
prendere decisioni in circostanze pericolose.
Su quest'ultimo punto mi soffermerei un attimo: tutti quanti (la madre, Tomiko, Maria) si ostinano a
ripetere che lei è "forte", che è "in grado di rimanere lucido nei momenti di difficoltà", ovvero "la
caratteristica più importante per un leader" (peraltro opinabile). Malgrado si racconti ciò, non viene
mai mostrato: negli episodi finali Saki non prende nessuna decisione, sono sempre gli altri (Satoru,
Inui, Kiromaru, lo spirito di Shun) ad escogitare piani che lei al massimo esegue. Oltretutto non
manifesta neanche la freddezza/lucidità di cui si parlava sopra, vedi nell'ep 24 quando per salvare
Satoru in un impeto di irrazionalità salva anche il figlio di Maria (e qua la reazione di Satoru è stata
poco realistica, avrebbe avuto tutti gli estremi per mandarla a quel paese), oppure tutti i momenti in
cui scoppia a piangere o le innumerevoli inquadrature sugli occhi tremolanti, oppure la sua reazione
nell'episodio 4 quando la biblioteca le sta raccontando la vera storia (dei 5, gli unici che hanno una
forte reazione sono Mamoru, che cade a terra piangendo, e lei, che si nasconde il volto). La
spiegazione del quando avrebbe dimostrato questa cosa è veramente oscena: episodio 12, Tomiko
racconta di aver apprezzato notevolmente quando "Dopo lo shock iniziale il tuo punteggio si
stabilizzò quasi subito" "Il ritorno alla normalità degli altri fu più difficile" nel periodo tra episodio
7 e 8, ovvero... fuori scena! LOL, stavo per chiudere con la serie in quel momento-

Procediamo con ordine, prima un po' di legende.

Show, don't tell: uno dei principi base della narrazione, di qualunque tipo essa sia. È un'esortazione
ad evitare l'astratto per favorire sempre il concreto. Viene principalmente dalla scrittura, dove la
narrazione deve essere un susseguirsi di dettagli concreti; dettagli che stimolino i sensi del lettore,
che richiamino immagini, suoni, odori, sapori.
Esempio:
"Michele è vecchio."
Il termine “vecchio” è astratto, dunque qui ci troviamo di fronte al raccontare.
"Michele ha la barba bianca, il viso coperto di rughe. Cammina gobbo reggendosi al bastone."
Qui abbiamo una sequenza di particolari concreti, dunque ci troviamo di fronte al mostrare.
La faccenda deve sembrare vera, e questo è tutto. Non è resa vera semplicemente raccontando che è
vera.
che raccontato e mostrato si contraddicono – quando, cioè, i personaggi (o anche la voce
dell’autore, nel caso di un romanzo) dicono una cosa e poi invece ne succede un’altra.
Istintivamente, lo spettatore è portato a dare ragione a quello che vede, reinterpretando o scartando
il raccontato.

Infodump (in italiano: spiegone): momento in cui la narrazione si interrompe per far

“inforigurgito” è una mia traduzione per il termine tecnico inglese infodump. L’inforigurgito è
l’impellente necessità dell’autore di fornire informazioni al lettore. L’autore si rende conto che il
lettore ha bisogno di determinate informazioni per comprendere gli sviluppi della storia, e perciò
gliele vomita addosso. Peggio, spesso l’autore crede che le informazioni siano vitali, quando in
realtà non lo sono.
L’inforigurgito si esplica in due modi principali: con l’intervento diretto dell’autore e attraverso
dialoghi o pensieri farlocchi. Il primo modo è il più brutto. La narrazione è interrotta e l’autore sale
in cattedra per insegnare al lettore. Per esempio, puntata 3, dove racconta il falso Nudibianco. La
seconda forma tipica di ”
Questa forma di inforigurgito è meno grave, perché almeno è tutta racchiusa nella realtà virtuale,
non c’è intervento esterno dell’autore. Tuttavia, come si può notare, il dialogo è forzato. È un
dialogo inverosimile, che rovina la credibilità della storia. Per esempio il resoconto nella puntata
(X, quella dei canali), che a causa di scelte lessicali sbagliate sembra un narratore esterno. Un
esempio di spiegazione ben integrata nella narrazione (e che quindi non è infodump, quindi va
bene) è quella che è il cuore dell'episodio 10. Ha senso che avvenga, è sottolineata da dettagli
concreti (l'isolamento di Shun, la trasformazione dell'ambiente circostante alla sua casa, le sfere che
tiene sollevate per impegnare il suo potere).

Appendice 1: Storie d'amore superficiali.


Nella storia compaiono due storie d'amore importanti: quella tra Shun e Saki e quella tra Maria e
Saki (la terza, Shun-Mamoru è di minor interesse per la storia). Entrambe funzionano male.
Premessa: non sono un fan delle storie d'amore ma non mi danno fastidio quando sono ben
realizzate. Partiamo dalla seconda, che è quella più rilevante. Perché tra Maria e Saki scatta
quest'attrazione? In cosa si completano a vicenda? I personaggi sono così piatti che non possiamo
neanche ipotizzare o intuire quale sia la spiegazione dietro l'attrazione e quindi l'impatto emotivo è
drasticamente ridotto. Peraltro on-screen non compaiono neanche così tante scene dedicate a questo
loro amore, quindi lo spettatore non può empatizzare più di tanto con Saki quando questa perde
Maria definitivamente (anche perché Maria è il personaggio più insignificante di tutti).
Quella tra Shun e Saki funziona ancora di meno. Oltre alle stesse considerazioni di prima (perché si
scatena questa attrazione?) risulta ancora meno efficente perché la telecamera si sofferma molto di
meno sulla relazione (giusto un po' nell'episodio 8 e il "Ti ho sempre amato" alla fine dell'episodio
10), per cui questa love-story colpisce poco o niente

Appendice 2: Incoerenze degne di nota

-I geni dei bonobo vengono citati nell'episodio 4 e poi, a parte una fugace scena nell'episodio 5 e
(suppongo) un generale risveglio nell'episodio 8, non tornano più. Peccato, era la cosa che mi era
sembrata più geniale dell'ambientazione.

-Il sacerdote dell'episodio 4 manifesta alcuni scompensi quando uccide i mostroratti (per questo
viene poi ucciso dal cane-palla). Nessun personaggio avrà più problemi ad uccidere un mostroratto.
-Su Saki ho già parlato a sufficienza.

-Qualcuno avrebbe potuto uccidere il "meta-demone" a costo della propria vita, mentre nessuno
prova a farlo, malgrado sia possibile (in base a quanto si vede in un flashback del passato
nell'episodio 2).

Appendice 4: La maledizione dell'episodio 8.

Curiosamente, in tutti gli anime che ho visto finora la palma di episodio peggiore è sempre toccata
al numero 8: sia in Evangelion (Asuka appare troppo sopra le righe, personaggi troppo
"americaneggianti", combattimento finale estremamente inverosimile), che in Paranoia Agent
(carino e a tratti molto bello, ma troppo slegato dagli avvenimenti) e qui in Sh.Yo. (sembrava uno
school ecchi love harem). Di "Attack on Titan" non ricordo neanche quale fosse l'ep 8., anche se
non mi sembra fosse male.
[21:08, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Ma considerando che io ho un altro sistema per valutare un
anime (quello internazionale)
[21:08, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Su 5 basi
[21:11, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Personaggi : sono d'accordo con te, ma l'originalità che è
l'unico anime che fa vedere uno sviluppo del personaggio da bambino fino all'età adulta mi spinge a
dargli un 6 (considerando anche il mostriciattolo)
[21:14, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Storia : 10 (Difficile trovare in giro qualcosa di simile)
niente da dire, ci sono alcune cose che non mi vanno a genio sul finale (condivido) ma è solo
qualcosa di soggettivo alla fine secondo me è strutturato molto bene
[21:16, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Sound: Il sound non rappresenta solo l'opening, ma
essendo un anime tutto quello che senti è stato riprodotto artificialmente, dal rumore dei passi al
vento, e inoltre rappresenta anche le musiche, (in pratica tutto ciò che senti) : 9.5
[21:18, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Arte: Magari si poteva fare di meglio? Chi lo sa, ma i
disegni (anche se sono con gli occhioni) sono di prima qualità, difficile trovare un Frame che non si
capisce bene 9.5
[21:19, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Ed infine Enjoy: La parte più soggettiva, ma alla fine è la
parte più importante, rappresenta quanto ti prende la visione, se annoia o no etc.. 10
[21:27, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Ovviamente letta al PC
[21:29, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Quello che dici è sacrosanto
[21:29, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Ma se dai una valutazione così bassa
[21:29, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Nge dovrei dargli 0,5?
[21:29, 31/5/2018] Lorenzo Giammarini: Poi ti invierò una recensione anche di nge
[21:29, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Cioè ma dai ci sono mille falle in nge
[21:30, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Mille falle
[21:30, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Non puoi essere così puntiglioso su alcune caratteristiche
[21:30, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Se poi
[21:30, 31/5/2018] Michele Carotenuto: A nge
[21:30, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Gli dai 7/8
[21:30, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Non è credibile
[21:31, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Altro che problemi ha quell'anime
[21:32, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Ad esempio prendiamo il "ritmo Narrativo" mi hai scritto
che:
[21:33, 31/5/2018] Michele Carotenuto: In Nge non esiste proprio il ritmo narrativo nelle ultime
puntate
[21:34, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Oppure
[21:34, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Prendiamo il Setting
[21:34, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Mi hai scritto che:
[21:36, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Ma se in Nge Il setting è proprio banale, considerando che
è la classica città dove si devono difendere da dei mostri (per dire)
[21:38, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Cioè adesso sono su WhatsApp non riesco a scrivere bene,
ma non puoi essere così severo su quest'anime, se poi ad Nge..
[21:39, 31/5/2018] Michele Carotenuto: Gli dai 7/8

Update su personaggi:
Diciamo che mostrare i personaggi su diversi piani temporale è originale per un anime. La trovata
funziona e/o è rilevante e/o è fatta bene? No, a mio avviso.
Perché la storia dovrebbe presentarsi divisa in tre parti, una da bambini, una da adolescenti e una da
adulti? Per mostrare lo sviluppo nel tempo. Avviene questo sviluppo nel tempo? Quasi per nulla.
Personaggi: piatti erano e piatti son rimasti. Non sono avvenuti cambiamenti degni di nota. Le
innovazioni più importanti avvengono nel secondo arco, quando da relazioni di amicizia si passa a
relazioni d'amore. Che peraltro saranno quasi ininfluenti ai fini della storia (nessun personaggio
prende decisioni in seguito all'essere innamorato di uno o dell'altro). Tra secondo e terzo arco il
fatto che Saki e Satoru abbiano sviluppato le proprie vite in modi diversi non ha influenzato più di
tanto la loro psicologia, ed è ancor meno rilevante per la trama che sia una ricercatrice o una
cantante.
Ambientazione: risposta più facile: non cambia nulla. Struttura sociale e politica ed estetica sono
immutati. (Le differenze nei rapporti con i mostroratti rientrano nella trama).
Trama: Primo e secondo arco potevano svolgersi anche l'uno di seguito all'altro. La trama non esige
un delta di due anni. Ha senso invece il delta di dieci anni tra secondo e terzo. Quest'ultima cosa è
fatta bene.
Update su storia:
Insomma, non conosco il panorama degli anime, ma se mi dici che è difficile trovare una storia
simile allora mi dispiace per gli anime. L'intreccio è bellino, ma ne ho visti di migliori. Queste
Oscure Materie (la serie della Bussola d'Oro, non so se ne hai mai sentito parlare) Dune, il Signore
degli Anelli. Battlestar Galactica. I primi tre sono libri, l'ultimo una serie tv. Inoltre non posso
ritenere "ben strutturata" una trama che ha un inizio piuttosto inutile (più di due ore!) ai fini
dell'intreccio (non è Squealer decide di dar via al suo piano perché li ha incontrato) e che ha un
finale che ha numerosi difetti oggettivi (deus ex machina a manetta, lo psicobuster così come è
presentato è una trovata bbbanale), malgrado una risoluzione intelligente.
Su Sound riconosco che ha una buona colonna sonora, "opening" ed ending a parte. Sull'Arte non
mi pronuncio (mentre invece mi pronuncio sul fatto che non ho trovato molte scene dal forte
impatto visivo, tolto il prologo).

Su Neon Genesis Evangelion.


Setting banale e sono d'accordo. Però gli Eva non sono semplici robottoni, così come gli Angeli non
sono semplici alieni. Visto, che chiedevi cosa sono gli angeli, sono esseri generati da Adam e che
rappresentano una diversa forma dell'umanità (mentre l'umanità si è generata da Lilith). Questa cosa
è stata spiegata da Misato in End of Evangelion comunque. Quindi qualcosina in più del sei se lo
merita (6,5). Inoltre il concept, tanto degli Eva che degli angeli mi sembra molto originale. Dimmi
te qualche titolo di fantascienza anteriore al 1995 che ha un concept simile a quello degli Eva.
Gundam Wing? Se il design fosse realmente originale al 7 ci arriverei, anche perché non ci sono
grosse incoerenze nell'ambientazione (solo il second impact che non è chiarito del tutto, mentre è
più grave l'arrivo a scaglioni degli angeli senza una reale spiegazione).
Ritmo narrativo: qua caschi male, perché è una delle cose che ho apprezzato di più di Evangelion,
particolarmente nella seconda metà. Ricordo che considero End of Evangelion come finale al posto
dei due episodi (forse farò rabbrividire i puristi). E comunque sia gli ultimi due episodi non li ho
trovati molto noiosi; o meglio, mi hanno interessato fino al punto in cui ho capito che sarebbe
andata avanti così fino alla fine. Poi li ho finiti, ma con la mente rivolta a EoE.
In questi giorni non ho intenzione di mettermi a fare le pulci al finale di Evangelion, ma ho avuto
l'impressione che non ci fossero reali punti oscuri (second impact a parte). La maggior parte delle
osservazioni che ho mosso a Shinsekai Yori mi sono venute in mente mentre guardavo la serie, non
a posteriori ragionandoci (soprattutto sui personaggi). E comunque per quasi certo non ho trovato
falle negli episodi prima del finale, o azioni illogiche, o trovate sceme (a parte l'episodio 8, che ha
un combattimento improponibile e un paio di personaggi secondari fastidiosi, e l'episodio 7, che è
un filler, anche se contiene qualche informazione interessante). Anche questo conta. E sicuramente
aveva una narrazione molto migliore di Shinsekai Yori (conflitto a palate, empatia costruita con
maestria, nessuna scorciatoia con la voce narrante, rifiuto estremo dell'infodump).