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I grandi dischi del rock #17

Signore e signori, benvenuti all’inferno.

Jim Thirlwell, noto come Foetus, all’apparenza un punk scostante e schivo, è stato il maggiore
compositore del punk. Le sue cupe, tragiche, incalzanti sinfonie trascendono il confine tra i
generi. Ciò che contraddistingue la sua multiforme opera è l’intensità delle emozioni: la sua
musica sposa l'impeto del punk più corrosivo con l’enfasi di Wagner e di Nietzsche; in questo
senso Thirwell è stato il primo compositore classico del punk. Morbosamente attratto dalle
manifestazioni più disgustose dell’uomo, Foetus glorifica ogni sorta di perversione per
distruggere ogni valore morale, elevandosi a messia dell’autodistruzione. Coerentemente la
sua musica è fatta di catastrofi sonore.

“Nail” è il capolavoro di Thirwell e del punk. Foetus architetta un concept album sulla
liberazione della natura umana. Il tono rifugge gli ideali superomistici: l’uomo è un demone
laido, la libertà acquisita non serve ad altro se non a poter fare “ANY GODDAM THING I
WANT”.

Dotato di capacità compositive ben maggiori del tipico punk, Thirwell si esprime con un
vocabolario estremamente deteriorato, che fa uso soltanto di suoni radicali, come da manuale
punk, e che mira a incutere shock terapeutici, come da manifesto della musica industrial. Ogni
singolo suono è esasperato, frastornante, glaciale. Il lavoro è la rappresentazione sonora
dell’Apocalisse.

I pezzi dell’album si collocano nel mezzo di parecchi generi: Foetus riesce a far andare a
braccetto Wagner con Tom Waits, sparare un giro di basso swing e inserire coretti anni 50
sopra una base sintetica. “Nail” trasuda anni ‘80 fino al midollo (coretti, drum machine, archi,
synth) eppure è un’opera senza tempo. Il modo con cui incorpora dissonanze e cliché musicali
distorti per creare un’atmosfera infernale è uno degli aspetti più geniali; in “Nail” il demenziale
va di pari passo col tragico.

Foetus non perde di vista l’ascoltatore: malgrado la fusione di sovratoni tragici, caos
Varesiano, magniloquenza wagneriana, musica concreta e virulenza punk il disco rimane più
facile di altri capolavori dell’industrial.

L’influenza di Zappa si vede negli intermezzi orchestrali, nelle gag retrò e nel tono dissacrante
e umoristico. Foetus deve essere ricordato come un profeta dell’Apocalisse e come un
maestro del trascendere generi diversi. Zappa sarebbe stato orgoglioso di lui.

“Nail” è un urlo di dolore emesso in un paesaggio di desolazione e depravazione.