Sei sulla pagina 1di 4

I Nirvana sono stati il gruppo di maggior successo di quelli che emersero dal boom

del rock alternativo degli anni '90. In un certo senso, ebbero lo stesso impatto, e la
stessa funzione di bandiera generazionale, che avevano avuto gli REM negli anni '80.

Come gli REM segnarono la riscossa della periferia nei confronti delle tradizionali
capitali musicali (New York, Los Angeles), cosi` i Nirvana, trasformando Seattle in
una miniera d'oro (discograficamente parlando) segnarono l'avvento di nuovi poli
culturali e un'ulteriore distribuzione geografica del potere discografico.
Cobain corono` l'ascesa nell'immaginario dei ragazzi della sua generazione auto-
distruggendosi scientificamente, come avevano fatto prima di lui Hendrix e Morrison.
La sua morte diede un significato molto piu` ampio alla sua musica.
Se l'impatto socio-economico dei Nirvana e` indubitabile, i meriti artistici sono
invece molto piu` limitati di quanto la loro fama lascerebbe pensare. Nell'ambito del
movimento "grunge" non furono forse ne` i migliori ne` i piu` influenti.
Le origini del gruppo sono radicate nell'ambiente dei loro colleghi Melvins.
Ispirandosi a loro, Kurt Cobain (canto e chitarra, ex compagno di scuola di Osborne)
e Krist "Chris" Novoselic (basso) cominciarono a suonare ad Aberdeen, nei pressi di
Seattle. Cobain compose alcune canzoni con Crover (un nastro inedito
intitolato Fecal Matter) e insieme a Novoselic e Chad Channing (batteria) formo` i
Nirvana. Il gruppo tenne i primi concerti usando la strumentazione di seconda mano
dei Melvins.
Il gruppo esordi` con il singolo Love Buzz/ Big Cheese (SubPop) dell'ottobre 1988,
stampato in sole mille copie. Nell'anno di Ultramega OK, il disco che rese celebri i
Soundgarden, i Nirvana proponevano una naturale estensione della prassi grunge:
recuperare le "radici" dell'hard-rock, ma in maniera meno oleografica e piu`
"calligrafica", in particolare ponendo maggiore attenzione alla melodia. Cobain, in
particolare, si rivelava un istrione degno dei grandi maestri del passato, e
complementava il suo canto con un chitarrismo sufficientemente articolato.
L'album Bleach (Subpop, 1989) del giugno successivo (con Crover alla batteria in
diversi brani ma non Jason Everman alla seconda chitarra come scritto in copertina)
defini` meglio le ambizioni del gruppo e il loro ruolo nell'affollata scacchiera del
grunge. Floyd The Barber e Scoff sono composizioni assordanti, sgraziate, spigolose,
che eruttano riff arroventati e cadenze sincopate, prendendo a prestito sonorita` degli
Stooges, dei Rolling Stones, degli Aerosmith, ma sempre sorrette da una melodia
paurosamente umana, con ritornelli cosi` veementi da far pensare a slogan
rivoluzionari piu` che a canzoni rock, fino a trasudare il sarcasmo piu` negativo nelle
filastrocche urlate di Negative Creep e Mr Moustache.
L'influenza dell'hardrock, e in particolare di Black Sabbath e Led Zeppelin, e`
fortissima in brani selvaggi come Blew e School, detonati da scosse che provengono
sempre, sia pur per infinite indirettezze, dal blues. Il capolavoro e` pero` forse il
brano piu` insolito: una About A Girl che accenti da garage-rock e una dolce melodia
da folkrock precipitano negli anni '60.
L'album apriva la stagione d'oro del sound di Seattle, anche se in realta` non
rivoluzionava certo la musica rock, e anzi usava il vecchio trucco di prendere una
novita` del rock e contaminarla con il pop per riuscire cosi` a "vendere" quella novita`
alla massa dei consumatori casuali. Insomma, un'idea piu` marketing che artistica.
Cio` che era indubbiamente autentica era l'angoscia di Cobain, il primo autore dai
tempi di Morrison a riuscire nell'ardua impresa di impachettare il proprio dolore
esistenziale in una melodia orecchiabile.
Dotati di un talento melodico nettamente superiore al resto dei conterranei, i Nirvana
non impiegarono molto tempo a diventare i dominatori incontrastati della
scena. Nevermind (Geffen, 1991), semplicemente continuando in questa direzione,
trovo` la perfetta cesura fra musica e vita, la simbiosi mitica fra artista e pubblico.
Cobain, Novoselic e il nuovo batterista Dave Grohl (ex Scream) misero a punto una
miscela formidabile di emozioni e melodie. Cio` che cambia in questo disco e` che la
componente hard-rock passa in secondo piano rispetto alla ballata nevrotica in stile
Neil Young. Cobain ha sempre raccontato storie, e storie molto personali, con la
passione di un cancro interiore, e il suo modello diventa sempre piu` quello del
cancro interiore per eccellenza: Neil Young. Il gruppo scovo` il formato ideale per
mettere insieme pathos e schifo, tenerezza e malinconia, per coprire insomma l'umore
dei giovani americani, che non era soltanto il nichilismo dei punk e non era soltanto
l'intimismo del folk-pop ma un misto dei due.
A fungere da propellente e` Smells Like Teen Spirit, l'epico e rabbioso grido alla
Replacements che apre l'opera e che rimarra` negli annali a simboleggiare lo spirito
(questa volta apatico e sarcastico) di una generazione. Nella sua scia brani
come Breedspeculano su un "wall of noise" (strati di chitarre, campionamenti
improvvisi, vocalizzi stratificati), un lessico musicale ridotto ai minimi termini e ai
massimi mezzi, in cui la frustrazione giovanile si sposa a un anelito metafisico.
Nel calderone di lava incandescente brillano pero` anche ballate intense (e non meno
sfinenti) come In Bloom, Lithium e On A Plain, che costituiscono anzi il vero cuore
del disco. Piu` banale e' l'autobiografica Come As You Are, che comunque conquista il
pubblico (anche se ruba il riff a Eighties dei Killing Joke). I Nirvana si ricordano delle
loro origini soltanto nel delirio tempestoso di Territorial Pissings e nella ferocia
brada di Stay Away. Cobain e` al culmine delle sue doti di cantante, capace di
trasformare anche il lamento acustico di Polly o il bisbiglio moribondo di Something
In The Way in un'atmosfera magica e sinistra. Il suo urlo distaccato, un controsenso,
vale forse piu` delle canzoni che canta.
La forte componente melodica emerge prepotentemente in Lounge Act. Si tratta, in
fondo, semplicemente del vecchio bubblegum, ma eseguito con la grazia di un
bulldozer. Il loro principale ascendente e` in realta` il powerpop di Los Angeles degli
anni '70. Lo smaccato commercialismo dell'opera, che catapulta il gruppo in prima
pagina (cinque milioni di copie vendute, contro le trentamila dell'esordio), non aliena
pero` i fans piu` hardcore dalla figura mitica e demoniaca di Cobain, che continua a
proclamare la sua fede nel credo punk.
I Nirvana erano fans degli Husker Du e dei Pixies (il cui Surfer Rosa, in particolare, fu
una delle principali "fonti" d'ispirazione per Nevermind). Nevermind non faceva
altro che divulgare quel sound alle folle oceaniche dei fans del grunge.
I Nirvana composero un disco che era la colonna sonora del subconscio, un po' come
avevano fatto i Doors 24 anni prima. Come nel caso dei Doors, era, in ultimo,
l'espressione di un anelito all'autodistruzione. La differenza e` che nei Doors quel
subconscio diventava mitologia, mentre nei Nirvana rimane semplice impulso di
autodistruzione.
L'album diventera` poco alla volta uno dei maggiori successi discografici di tutti i
tempi e il suo successo contribuira` all'esplosione dell'alternative rock cosi` come il
successo strepitoso dei Beatles aveva contribuito al boom del pop negli anni '60.
Il successo imponente del gruppo venne sfruttato con una serie di speculazioni
discografiche (singoli, mini-CD, raccolte di inediti, un album di varie ed eventuali, e
cosi` via). L'EP Hormoaning (Geffen, 1992) contiene quattro cover e due
inediti.Incesticide (Geffen, 1992) e` una raccolta di rarita`.
Il terzo vero album, In Utero (Geffen, 1993), venne annunciato come brutale e ostico
in un'altra delle trovate commerciali di Seattle (nel senso che con questo lavoro i
Nirvana ripudierebbero il loro status di star del rock), ma si tratta in realta` di un
lavoro perfettamente in linea con la loro immagine e il loro sound. L'unica differenza
rispetto al precedente e` che vengono alla luce i limiti costituzionali del gruppo e del
suo leader.
La loro e` un'idea di come fare musica rock, che pero` non puo` essere realizzata in
piu` di una o due forme, costringendoli a ripetere la sostanza di Teen Spirit in Rape
Me e la sostanza di Negative Creep in Radio Friendly Unit Shifter. Lungo Pennyroyal
Tea, Heart-Shaped Box e Serve The Servants si assiste invece a una sequenza
interminabile di interventi chirurgici grunge sui tratti somatici dei Beatles, tutto
sommato rifacendo quanto avevano gia` fatto (ma con molta piu` umilta` e almeno un
senso di auto-parodia) i Cheaptrick.
Se Nevermind era stato un manifesto generazionale, In Utero e` un'odissea
personale di Cobain (nel frattempo sposatosi con Courtney Love delle Hole), che deve
confrontarsi con le sue turbe post-adolescenziali senza avere lo spessore mentale e la
maturita` morale per farlo. Il risultato e` pero` lo stesso del disco precedente: un cupo
e desolato senso di impotenza, di rassegnazione, di fatalismo, che ben riassume la
qualita` "ombelicale" della sua musica.
L'ultimo disco, registrato con Pat Smear dei Germs alla chitarra, fu un mediocre MTV
Unplugged In New York (Geffen, 1994) che ripercorreva la loro carriera in versione
acustica. Meglio il live From The Muddy Banks Of The Wishkah (Geffen, 1996).
Cobain si tolse la vita nell'Aprile 1994. Pochi come lui avevano saputo comprimere
cosi` tanto dolore in ritornelli cosi` orecchiabili. Anche lui piu` che una vita aveva
vissuto un'idea di cosa debba essere una vita. Soltanto che quell'idea, per un
personaggio debole e confuso come lui, era irrealizzabile.