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A Nicoletta, Pippo e Nico

che hanno saputo rendere il mio mezzo secolo


giovane, allegro, bellissimo.

Un ringraziamento a Paolo che per l'occasione


mi ha Ìne.1·so "in sella"
in modo cosi piacevole e autorevole.
Edizione fuori commercio
numerata eia I a 500
copia N. 8G
PAOLO ANGIONI

A CAVALLO
DIUN ECOLO
L'amico Alberto Bolaffì ha inteso ricordare in m.odo non usuale il
co,npimento dei suoi cinquant'anni. Nell'ottobre del 1985 la sua
puledra, Medea delle Fiocche, ha vinto il XLVIII Premio nazionale
di allevamento, prova di modello e altitudine indetta dafl'Enle
nazionale per il cavallo italiano, riservata ai cavalli nati in Italia nel
1981. Le due circostanze han fatto nascere l'idea di un libriccino
che trattasse di una delle più vive passioni di Alberto: i cavalli. Ma
i cavalli di per se stessi perdono quel carattere di eccezionalità, di
maestosità e di emblema di civiltà che l'equitazione conferisce loro.
Unici, tra gli animali del creato, essi si fondono con 1'uomo per
formare il centauro della mitologia, l'ippantropo. Cosi l'argomento,
senza diventare più vasto, si è fatto circoscritto, assumendo quale
tema conduttore appunto l'arte equestre.
Consapevole di quanto, da Seno.fonte fino ai giorni nostri, è stato
scritto sull'equitazione di bello e di esemplare, propongo questa
modesta raccolta di argomenti, guidato dall'insegnamento che i
maestri del passato e contemporanò ci hanno lasciato, scritto e orale.
PAOLO ANGIONI
L'equitazione

D efimre l'equitazione è
tanto arduo che una sommaria conoscenza di quel che se ne è scritto
in tutto il tempo passato consiglia saggiamente di limitarsi a qualche
annotazione. L'equitazione coinvolge infatti tanti e poi tanti aspetti
della vita e dell'attività fisica e psichica di due esseri animati, che si
trovano intimamente collegati, da richiedere, per ciascuno di questi
aspetti, esami e descrizioni assai lunghi e particolareggiati.
L'equitazione mette in armonia lo spirito del cavaliere e lo fonde
con l'armonia sprigionata dal movimento del cavallo. II cavaliere è
in uno stato di continuo ascolto diretto e immediato. Non può
avvalersi delle più comuni e normali facoltà, la vista e l'udito. Sente
il cavallo attraverso la percezione fisica, senza alcun tramite. Ne
cerca i più tenui e nascosti sintomi di resistenza e di non obbedienza
completa e volonta1ia. Dalla stessa obbedienza, se è frutto di
coercizione, non essendo vera adesione alle indicazioni del cavalie;.
re, non può nascere·· armonia.· Montare a cavallo è ricerca, è
produzione di armonia in un corpo estremamente duttile e modifi-
cabile in proporzione alla mobilità e all'elasticità di quel corpo.
Mobilità ed elasticità sono direttamente proporzionali. Più aumenta
l'una, più aumenta l'altra. Ma non solo tutto il corpo, nel suo
insieme, dev'esser mobile, cioè capace di spostarsi in ogni direzior1e.
Le varie parti del corpo debbono essere mobili le une rispetto alle
altre e offrire il minimo di resistenza nelle loro giunture. Il cavallo
diventa "docile al pensiero".
L'equitazione è espressione ritmica, materializzata esteriormente
dal rumore prodotto dagli zoccoli che toccano il terreno. Ma per il