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Il processo (romanzo)

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Il processo (Der Prozess) è un romanzo incompiuto di Franz Kafka scritto in
Il processo
tedesco, pubblicato per la prima volta nel 1925. Oggetto dell'opera è la
passiva accettazione, da parte degli altri personaggi, dell’ineluttabilità di una Titolo originale Der Prozess
giustizia che funziona come un fenomeno fisico, con sue logiche
autoreferenziali e insondabili, contro cui a nulla servono la razionalità e la
lucidità di Josef K., accusato, arrestato e processato per motivi misteriosi.

Dal libro venne anche tratto un film, intitolato anch'essoIl processo, diretto da
Orson Welles e interpretato da Anthony Perkins e dallo stesso Welles.

Indice
Il manoscritto di Kafka
Stile
Trama
Arresto. Colloquio con la signora Grubach. Arriva la signorina
Bürstner
Primo interrogatorio Autore Franz Kafka
Nella sala delle udienze deserte. Lo studente. Le cancellerie
L'amica della signorina Bürstner 1ª ed. originale 1925
Il bastonatore Genere Romanzo
Lo zio. Leni
Lingua originale tedesco
L'avvocato. L'industriale. Il pittore
Il commerciante Block. Licenziamento dell'avvocato
Nel duomo
La fine
Appendice: Capitoli incompiuti
Personaggi
Eredità
Edizioni italiane
Note
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Il manoscritto di Kafka
Il romanzo si compone di 10 capitoli, scritti principalmente fra l'agosto del 1914 e il gennaio del 1915, ma riveduti a più riprese da
Kafka fino al 1917. Sebbene l'opera sia incompiuta, l'ordine dei capitoli rispecchia le indicazioni dell'autore, e sono presenti sia il
capitolo iniziale che quello finale.
Il manoscritto giunse nel 1920 nelle mani di Max Brod, amico di Kafka, che lo valutò come la più grande opera dello scrittore. Brod
esaminò il manoscritto, eseguendo alcune piccole modifiche per compensarne le lacune, e contrariamente alla volontà dell'autore, che
desiderava che l'opera fosse bruciata dopo la sua morte, pubblicò il romanzo nel 1925. Come scrisse Bruno Schulz nella prefazione
dell'edizione del 1936[1]:

«Il romanzo, che Max Brod ricevette nel 1920 dall'autore sotto forma di manoscritto, è incompiuto. Alcuni
capitoli frammentari, che avrebbero dovuto trovare la loro collocazione prima del capitolo conclusivo, vennero
da lui separati dal romanzo, basandosi su quanto dichiarato da Kafka, e cioè che questo processo in idea è a
dire il vero incompiuto e che le sue ulteriori peripezie non avrebbero apportato più nulla di essenziale al senso
fondamentale della questione.»

Stile
In questo romanzo più ancora che nelle altre sue opere, Kafka usa uno stile che serve lo scopo di rendere la narrazione
spersonalizzante e angosciosa. I personaggi sono spesso indicati in modo parziale e criptico; dello stesso protagonista non viene mai
chiaramente esplicitato il cognome (che rimarrà sempre 'K.'). La trama presenta diverse contraddizioni, che non sono però da
attribuirsi all'incompiutezza dell'opera: in effetti, esse sono introdotte ad arte per mettere in dubbio qualsiasi punto di riferimento
certo per il lettore e trascinarlo così in una condizione quasionirica. Tutto ciò conferisce al romanzo un'aura spettrale e inquietante.

Trama
Il protagonista del romanzo, Josef K., è impiegato come procuratore presso un istituto bancario. Una mattina, due uomini a lui
sconosciuti si presentano presso la sua abitazione, dichiarandolo in arresto, senza tuttavia porlo in stato di detenzione. K. scopre così
di essere imputato in un processo. Pensando ad un errore, decide di intervenire con tempestività per risolvere quello che ritiene essere
uno spiacevole (ma temporaneo) malinteso.

Ben presto, K. si rende conto che il processo intentato nei suoi confronti è effettivamente in corso. K. tenta inizialmente di affrontare
la macchina processuale con la logica e il pragmatismo che gli derivano dal suo lavoro presso la banca. Tuttavia, tempi e modalità di
svolgimento del processo, né altri aspetti del suo funzionamento, non vengono mai pienamente rivelati all'imputato, neppure nel
corso della sua deposizione presso il tribunale. A K. non verrà mai comunicato il capo di imputazione che pende su di lui.

Dietro consiglio dello zio, K. affida a un avvocato il mandato di difenderlo. Pur rassicurando K. in merito all'impegno profuso per il
suo caso, l'avvocato pare tuttavia procedere con la medesima opacità che è propria del tribunale, mettendo in atto iniziative la cui
efficacia K. non è in grado di valutare appieno. K. decide infine di rimuovere il mandato all'avvocato, a dispetto del tentativo di
dissuasione da parte dello stesso legale difensore. K. entrerà anche in contatto con un pittore, Titorelli, che sembrerà prodigarsi a suo
vantaggio, anche in questo caso però senza effetti tangibili.

Questa rinuncia alla difesa prelude all'epilogo della vicenda. Josef K. viene infatti prelevato da due agenti del tribunale e condotto in
una cava, dove viene giustiziato con una coltellata. K. muore in conseguenza di una condanna inflittagli da un tribunale che non lo ha
mai informato in merito alla natura delle accuse a suo carico, e che non gli ha mai fornito alcun riferimento per attuare una vera
difesa.

Arresto. Colloquio con la signora Grubach. Arriva la signorina Bürstner


La mattina del suo trentesimo compleanno due uomini, vagamente auto-identificatisi come agenti di polizia, si presentano del tutto
inaspettatamente nella camera in affitto dove risiede Josef K., procuratore finanziario in una delle più importanti banche cittadine; gli
fanno chiaramente intendere che loro intenzione è quella di arrestarlo, in quanto ha commesso un crimine che però non viene meglio
specificato. Gli comunicano che è in arresto, ma è lasciato in libertà provvisoria: gli viene detto a questo proposito d'attender
fiducioso istruzioni. Gli viene anche comunicato che è iniziato a suo carico un
processo penale.
A Josef K. non viene fornita alcuna indicazione circa la colpa per cui sta per essere messo sotto processo. Questa situazione viene
introdotta fin dal celebre incipit:

«Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu
arrestato.»

Nonostante tutto ciò, viene quindi fatto sapere a Josef che per il momento gli viene consentito di continuare con la propria vita
normale di sempre; può anche andar a lavorare in banca come al solito.

Josef è venuto così a conoscenza d'essere imputato in un processo; sicuro che si tratti d'un errore, anche se già abbastanza
preoccupato, il protagonista decide di intervenire e darsi da fare con tempestività per cercar di risolvere il più presto possibile quello
che ritiene essere nient'altro che uno spiacevolissimo malinteso ed errore giudiziario. Quella sera stessa, al ritorno dal lavoro, parla
con la sua affittuaria, la signora Grubach. La padrona di casa lo rassicura circa l'arresto:

«Lei non deve prendersela troppo a cuore. Che cosa non capita nel mondo!»

In cerca d'un po' di compagnia e sostegno morale, va quindi a far visita alla vicina, la signorina Bürstner; al termine della
conversazione - in cui ha ricostruito per filo e per segno la scena dell'arresto - e dopo essersi ripetutamente scusato per l'intrusione in
camera sua, Josef improvvisamente si lascia trasportare dai propri sentimenti e la bacia.

Primo interrogatorio
Ricevuta una telefonata, che lo convoca davanti alla corte per la domenica seguente, Josef K. si reca - ancora abbastanza fiducioso
nella sua innocenza e perfetta estraneità davanti ad ogni fatto imputatogli - alla prima udienza del processo. Seguendo l'indirizzo che
gli è stato consegnato si ritrova in un quartiere popolare di periferia, abitato da povere famiglie: gli edifici sono tutti uguali ed egli
fatica un po' a trovare l'aula situata al quinto piano di un enorme edificio del tutto anonimo. Quando riesce infine ad individuarla,
scopre ch'essa è situata nella squallidasoffitta all'ultimo piano; qui incontra ilgiudice istruttore, che lo sta attendendo.

Josef, anche se non ha ancora la più pallida idea di che cosa sia stato accusato, si difende però in maniera accorata di fronte ad una
sala gremita fino all'inverosimile, arrivando ad attaccare il malfunzionamento della burocrazia giudiziaria. Fa così un lungo discorso
in cui arriva a denigrare l'intera validità processuale, inclusi gli agenti che lo hanno così arbitrariamente arrestato: durante la lunga
auto-difesa la moglie del guardiano si trova occupata in un angolo buio in un'impegnativa attività sessuale con uno sconosciuto.
Conclusa l'arringa Josef se ne ritorna a casa.

Nella sala delle udienze deserte. Lo studente. Le cancellerie


La settimana dopo Josef K. torna al tribunale, con l'intenzione di visitar nuovamente la corte anche se non ne è stato convocato, ma
non vi è alcuna udienza; vede pertanto un'aula spoglia e abbandonata, oltre che sporca. Parlando con la moglie dell'usciere (la stessa
che si trovava in intimi rapporti con un uomo mentre K. parlava la domenica prima), Josef si mostra baldanzoso e sicuro di sé,
asserendo di non prendere seriamente né il processo né la minaccia di un'eventuale condanna.
La donna è molto affascinante e tenta di sedurlo mostrandogli le gambe ed un accenno di biancheria intima; in cambio della sua
compagnia si offre d'aiutarlo dandogli informazioni e notizie fresche sulla propria causa al processo. Ma uno studente che ha appena
fatto irruzione finisce per portarsela via con sé.

K. incontra poi l'usciere che comincia subito a lamentarsi di come tutti trattino la moglie ed invita K. a ribellarsi al suo posto, quindi
lo porta a visitare la cancelleria distrettuale situata nel sottotetto senz'aria del grigio casamento. Qui il protagonista incontra un
imputato il quale, non credendo sia anche lui un accusato, lo strattona fino a spingerlo via, pensando che Josef invece non voglia altro
che rubargli il posto che è suo di diritto. Una ragazza, accompagnata ad un uomo che lei gli presenta come "Informatore", lo aiuta
infine a ritrovare l'uscita.
L'amica della signorina Bürstner
Tornato a casa, dopo un veloce scambio di convenevoli con la signorina Montag, giovane affittuaria che divide la stanza con la
Bürstner, mentre sta parlando accoratamente con lei del proprio caso sente attraverso le sottili pareti qualcuno muoversi assieme alla
vicina nella camera a fianco: Josef a questo punto sospetta che la Bürstner lo stia facendo apposta per impedirgli di raccontar fino alla
fine la propria storia. Poco dopo anche un altro inquilino, Lanz, s'intromette facendogli così perdere il filo del discorso. Sembrano
davvero esser tutti in combutta contro di lui.

Il bastonatore
Mentre si trova in banca, Josef K. sente dei lamenti provenire da uno dei ripostigli/magazzini: aperta con decisione la porta scopre
che un picchiatore sta per prendere a frustate i due ufficiali che la mattina dell'arresto lo avevano tenuto sotto stretta sorveglianza.
Viene a sapere che questa è una punizione del tribunale, in quanto gli ufficiali avevano mangiato la colazione e s'erano impossessati
della biancheria di Josef; questi si era difatti lamentato di ciò - facendo una vera e propria denuncia di corruzione e tangenti alla corte
- durante l'udienza del processo. Josef a questo punto si sente in colpa, ma non riesce a dissuadere il picchiatore. Lo stesso accade la
sera successiva: aprendo la porta il protagonista si trova di fronte i tre uomini e richiudendo la porta, chiede agli inservienti di dare
una pulita nel magazzino.

Lo zio. Leni
Il giovane protagonista riceve la visita dello zio, che ha saputo del processo. Durante il lungo colloquio che ne segue questi, afflitto e
preoccupato per la difficile situazione in cui s'è venuto a trovare il nipote, lo invita a rivolgersi ad un noto ed apprezzato "avvocato
dei poveri" suo amico, di nome Huld; nel contempo gli consiglia vivamente di non prendere troppo alla leggera, come sembra abbia
fatto finora, l'accusa che gli è stata rivolta dal tribunale.

Josef K. segue il consiglio dello zio e nello studio di Huld conosce una certa Leni, sua assistente nonché infermiera personale (e,
sospetta, forse anche amante dell'avvocato), che lo prende immediatamente in simpatia e gli consiglia, mentre in qualche modo non
esita un attimo a corteggiarlo, di essere in generale un po' meno intransigente. Finisce che i due si baciano.
Durante la discussione col legale diventa sempre più chiaro come questo processo sia differente da qualsiasi altro regolare
procedimento giudiziario: la colpa presunta è data tutta alla burocrazia che lo gestisce, la quale è molto ampia e a molteplici livelli e
mantiene segrete le regole della corte oltre all'identità dei giudici. L'avvocato può preparare una difesa per Josef ma, dal momento che
l'accusa è sconosciuta, l'impresa potrebbe rivelarsi alquanto ardua; non è poi neanche detto che le difese da lui inviate vengano mai
lette da qualcuno al tribunale.

Josef capisce che il lavoro di Huld è quello di affrontare e star dietro ai potenti funzionari del tribunale che operano dietro le quinte; è
davvero un lavoro molto duro. Mentre stanno ancora parlando il legale rivela che il capo della cancelleria del tribunale si trova
proprio in quel momento nascosto in un angolo della grande stanza in cui si trovano per origliare. Chiamato in causa questi esce per
partecipar alla conversazione ma, proprio in quel preciso istante, Josef viene trascinato via da Leni in un'altra stanza: qui anche lei
s'offre d'aiutarlo e lo seduce. I due hanno unrapporto sessuale.

All'uscita Josef trova lo zio arrabbiato il quale sostiene che il suo essersene andato via così è stata una grave mancanza di rispetto che
può nuocere gravemente al suo caso.

L'avvocato. L'industriale. Il pittore


Josef K. torna più volte a far visita al proprio avvocato, che lo ragguaglia via via sul funzionamento del tribunale. Da Huld egli viene
anche a sapere che lui stesso dovrà scrivere una memoria personale da presentare al tribunale. Ma più parla con l'avvocato e più Josef
inizia a preoccuparsi seriamente: Huld lo informa di come la propria situazione si riveli esser giorno dopo giorno sempre più
disastrosa.
Racconta anche molte storie di altri clienti disperati e degli sforzi che lui, avvocato, ha fatto per conto loro dietro le quinte,
vantandosi al contempo delle molte conoscenze. Intanto la memoria difensiva sembra non esser mai pronta.
Il lavoro in banca per Josef si fa sempre più difficoltoso e comincia a scadere di qualità, consumato com'è dalla preoccupazione circa
il suo caso. Un giorno riceve la visita di un industriale, uno dei maggiori clienti della banca in cui lavora: venuto a sapere delle
difficoltà a cui sta andando incontro gli offre il proprio aiuto mandandolo da un amico pittore, un certo "Titorelli". Questi potrà
certamente dargli buoni consigli, in quanto ha estese ed approfondite conoscenze con la corte.

Josef va quindi a trovare il pittore, che abita nel solaio di un palazzo in un quartiere che si trova sul lato opposto della città rispetto al
luogo dov'è situato il tribunale: mentre sta salendo i gradini d'ingresso s'imbatte in tre ragazze appena adolescenti che iniziano a
schernirlo e a prenderlo in giro sessualmente. Titorelli si rivela essere il pittore ufficiale del tribunale, il ritrattista dei membri
dell'intera corte - un 'titolo' che ha ereditato dal padre - ed ha pertanto una profonda comprensione del processo.
Josef viene quindi a sapere che non s'è mai verificato il caso che un imputato finisse assolto, il pittore non ne ha mai conosciuto
nessuno: quando Josef dichiara a gran voce di essere innocente, Titorelli risponde che quando il tribunale si avvia, difficilmente
recede dalle accuse mosse all'imputato: nessuno è mai innocente.

Il pittore spiega quindi al giovane che le sue opzioni, ora come ora, sono: ottenere un verdetto d'innocenza provvisoria da un tribunale
di grado inferiore, che può però esser ribaltata in qualsiasi momento dai livelli più elevati della corte giudiziaria (e che porterebbe,
nel qual caso, alla ripresa immediata del processo); oppure cercare d'ingraziarsi i giudici di più basso livello così da mantener
immobile la sua causa.
Spiegatagli così per bene tutta la situazione Titorelli lo fa uscire infine da una porticina di servizio, in quanto le ragazzine stanno
bloccando la porta dalla quale è entrato Josef: appena oltrepassato l'uscio il giovane si ritrova immerso in un dedalo labirintico che
presto riconosce esser quello degli uffici del tribunale, oppressivo e soffocante.

Il commerciante Block. Licenziamento dell'avvocato


Josef torna da Huld per rinunciare ufficialmente al suo aiuto, ha deciso difatti di riprender il pieno controllo della sua pratica. Nello
studio dell'avvocato incontra Block, un cliente di Huld che si rivela essere un individuo remissivo ed oppresso: il suo caso va avanti
oramai da ben cinque anni e, daimprenditore di successo che era è passato ad uno stato di quasibancarotta.

L'uomo s'è così ridotto ad esser praticamente dipendente nei confronti di Huld e Leni, con la quale sembra pure esser coinvolto
sessualmente; Josef si ritrova pure a fare una piccola scenata di gelosia alla ragazza per aver trovato l'uomo in maniche di camicia.
Block gli descrive per filo e per segno la propria esperienza in fatto di processi, dicendo che gli imputati tendono a diventare
superstiziosi e a isolarsi dal resto del mondo. La successiva discussione con l'avvocato, che si fa beffe di Block considerandolo come
"un cagnolino", ad un certo punto s'interrompe ed il capitolo è considerato incompiuto.

Nel duomo
La banca chiede a Josef di accompagnare un cliente italiano appena giunto in giro per Praga, gli deve mostrare i maggiori siti
d'interesse culturali e fargli insomma da cicerone. Il cliente però non pare aver molto tempo a disposizione e chiede a Josef di
condurlo solo alla cattedrale; si danno appuntamento lì per una cert'ora. Josef arriva ma il cliente non si presenta.

Tanto per ingannar il tempo Josef entra nella grande chiesa, che risulta in quel momento esser completamente vuota tranne una
vecchia e un officiante; nota che il sacerdote sembra si stia preparando a dare un sermone da uno dei piccoli pulpiti secondari a lato
della navata. Josef comincia ad allontanarsi per timore che il prete inizi a parlare e che quindi lui si trovi costretto a rimanere fino al
termine della celebrazione.

Ma, invece di fare una predica, ad un certo punto il sacerdote dal pulpito lo chiama a gran voce per nome. Avvicinatosi il religioso lo
rimprovera di certi suoi atteggiamenti, soprattutto riferiti alle donne; Josef gli chiede di scendere ma in quel momento ecco che due
uomini entrano in chiesa. In realtà il sacerdote lavora per la corte del tribunale come cappellano del carcere, dice quindi a Josef di
sapere tutto del suo processo.

Le parole del cappellano, che espone in una specie di parabola (scritta dall'autore precedentemente ed intitolata Davanti alla legge)
sulla giustizia, sembrano avere lo scopo di preparare Josef K. al peggio.
«Il tribunale non ti chiede nulla. Ti accoglie quando vieni, ti lascia andare quando vai.»

Il prete conclude affermando che la parabola è un antico testo della corte e che molti funzionari nel corso dei secoli hanno provato ad
interpretarla, ma ottenendo tutti dei risultati differenti.

La fine
Josef si viene infine a trovare alla vigilia del suo trentunesimo compleanno. Due signori si presentano davanti alla porta della sua
camera e lo portano via. Egli offre ben poca resistenza, capisce che sono gli esecutori della sentenza a cui il tribunale è in qualche
modo arrivato. I due lo prendono sottobraccio e lo portano, dopo aver attraversato a piedi quasi l'intera città ad una
cava di pietra.

Adagiano Josef dentro una buca e uno dei due estrae un coltello da macellaio a doppio taglio. Mentre dà il suo ultimo sguardo alla
vita, Josef K. vede un uomo che si sta sporgendo da una finestra. Viene accoltellato al cuore due volte mentre pronuncia le sue ultime
parole:

«"Come un cane!" disse e gli parve che la vergogna gli dovesse sopravvivere.»

[2]
Il romanzo si conclude così con la morte del protagonista: l'esecuzione del colpevole è stata eseguita.

Appendice: Capitoli incompiuti


Altri tra i vari frammenti sparsi rimasti riguardano una visita a Elsa, personaggio di cui parla per gelosia Leni, alla madre e al
procuratore Hasterer, nonché alcune pagine ulteriori con Titorelli e con il vicedirettore della banca.

1. Da Elsa
2. Dalla madre
3. Il pubblico ministero
4. La casa
5. La lotta col vicedirettore
6. Frammento

Personaggi
Josef K.

Protagonista trentenne, impiegato di banca.

Signora Grubach

Affittacamere. Proprietaria della casa in cui alloggia Josef; nonostante il suo arresto, tiene
sempre il giovane uomo nella più alta considerazione.

Signorina Bürstner

Altra pensionante della signora Grubach. Cortese, ordinata, sempre puntuale e decisamente
seducente; una notte si lascia baciare da Josef, ma poi respinge le sue successive avances.

Signorina Montag

Insegnante di francese, scialba, affittuaria che va a dividere la stanza con la signorina


Bürstner.

Capitano Lanz
Nipote della signora Grubach, alto ed abbronzato.

Anna

Cuoca della signora Grubach.

Willem e Franz

Custodi/ufficiali del tribunale che portano a Josef la notizia dell'avvenuto arresto.

Ispettore

Funzionario del tribunale, colui che conduce il procedimento contro Josef.

Rabensteiner, Kullich e Kaminer

Il primo rigido e impettito, il secondo biondo, il terzo sorride sempre involontariamente.


Colleghi impiegati di Josef alla banca nella commissione d'inchiesta. Partecipano all'arresto
del protagonista.

Omino

Un tipo sbuffante che accoglie Josef nell'aula durante la prima udienza.

Giudice istruttore

Crede inizialmente che Josef sia un pittore decoratore.

Moglie dell'usciere

Guardiana della sala udienze, un tipo allegro.

Berthold

Studente che assiste al tentativo di seduzione della moglie dell'usciere nei confronti di Josef
e pare avere una relazione con lei. Agisce sotto gli ordini del giudice istruttore; viene detto
che in futuro diverrà un uomo potente.

Usciere

Un pover'uomo stanco di subire gli affronti altrui.

Imputato

In attesa la seconda domenica che Josef si presenta al tribunale e con cui avrà un alterco.

Ragazza

Che offre a Josef una sedia dopo che a questi è venuto un capogiro e che infine lo
riaccompagna gentilmente verso l'uscita.

Informatore

Un uomo elegante che sta assieme alla ragazza, ride del capogiro di Josef.

Il "Bastonatore"

Indomito e severo, trovato in un ripostiglio della banca in cui lavora Josef a frustare i poveri
Franz e Willem accusati di tangenti.
Fattorini del tribunale

Accorsi alle grida durante l'udienza.

Karl

Zio di Josef, dal carattere impetuoso e già tutore in passato del giovane. Piccolo proprietario
di terreni, si presenta all'avvocato con il nome Albert

Huld

Avvocato, amico dello zio di Josef, con capelli lunghi e bianchi; pare esser malato in quanto
si trova sempre a letto. Un tipo pomposo e pretenzioso che parla sempre ma pare
concludere in definitiva ben poco.

Leni

Ragazza che lavora come domestica e infermiera dell'avvocato Huld, forse anche sua
amante, nonché amante di alcuni tra i suoi clienti.

Direttore della cancelleria

Un vecchio che sta nascosto al buio nella stanza dell'avvocato.

Albert

Direttore all'ufficio del tribunale, conoscente di Huld.

Rudi Block

Un commerciante di granaglie, piccolo, magrolino, segaligno, con una grande barba. Un


altro degli accusati dal tribunale e cliente a sua volta di Huld. Il suo caso si trascina oramai
da più di cinque anni: tutto il tempo che dispone, energia e risorse finanziarie sono dedicate
alla causa. Anche se ha assunto altri cinque avvocati, rimane completamente e
pateticamente asservito a Huld.

Vicepresidente

Superiore di Josef. Un tipo untuoso che tenta subito di avvantaggiarsi dalle difficoltà in cui
incorre il sottoposto.

Presidente

Direttore della banca. Una figura malaticcia; ha una buona opinione di Josef con cui si è
sempre trovato bene.

Elsa

Una ragazza alta e robusta, amante di Josef K.

Industriale

Un ometto vivace, cliente della banca dove lavora K. Sentito parlare del caso di Josef, lo
consiglia di andar a trovare Titorelli, un pittore che conosce molto bene come funziona il
sistema giudiziario.

Titorelli

Nome d'arte del pittore e ritrattista giudiziario. Ha ereditato la propria posizione dal padre
Gobbetta

Una monella indecente, in mezzo ad altre, nel palazzo dove abita il pittore Titorelli.

Corrispondente italiano

Cliente della banca che K. è incaricato di guidare in giro per la città, ha folti baffi corvini.

Prete

Dal viso glabro e scuro, cappellano delle carceri che Josef incontra all'interno del Duomo
poco prima della sua condanna a morte.

Sagrestano

Un vecchio malandato e claudicante.

Due signori

Pallidi e grassi, con la pappagorgia, il cilindro e un coltello da macellaio.

Madre

Vecchia, esageratamente religiosa.

Hasterer

Amico procuratore.

Eredità
Il processo ha esercitato una profonda influenza sulla storia della letteratura e sulla cultura in genere. L'uso dell'aggettivo kafkiano è
entrato nell'uso comune per riferirsi a situazioni assurde, paradossali e angoscianti.

La descrizione del tribunale e di un sistema giudiziario distopico, in cui la burocrazia è tanto impietosa quanto cieca e imprevedibile,
sono stati ripresi in molte opere successive (per esempio, nel filmBrazil di Terry Gilliam).

Sono presenti i temi dell'incomunicabilità, della solitudine, dell'angoscia dell'uomo di fronte al mistero della vita e della sua
impotenza a trovare risposte al problema del male e dell'esistenza di Dio.

Edizioni italiane
trad. di Alberto Spaini, Torino: Frassinelli ("Biblioteca europea" n. 6), 1933-1966 pp. 328; Oscar Mondadori, 1971;
Bompiani ("Tascabili" n. 559), 1992 pp. 267ISBN 88-452-1730-2
trad. di Ervino Pocar, Milano: Mondadori ("Oscar" n. 1603), 1971 pp. 260ISBN 88-04-30768-4
trad. di Giorgio Zampa, Milano: Adelphi ("Biblioteca" n. 48), 1973 pp. 315ISBN 88-459-0365-6
trad. di Primo Levi, Torino: Einaudi ("Scrittori tradotti da scrittori" n. 1), 1983, pp. 250 ISBN 88-06-55855-2
trad. di Clara Morena, Milano: Garzanti ("Grandi libri" n. 307), 1984 pp. 217 ISBN 88-11-58307-1
trad. di Elena Franchetti, Milano: Rizzoli ("BUR" n. L 576), 1986 pp. 292 ISBN 88-17-16576-X
trad. di Angiola Codacci-Pisanelli, La Spezia: Melita, 1988 pp. 146ISBN 88-403-6083-2
trad. di Giuseppe Landolfi Petrone e Maria Martorelli, Roma: Newton Compton ("GTE n. 45"), 1989 pp. 187 ISBN
978-88-541-2049-5
trad. di Danila Moro, Bussolengo: Demetra, 1994 pp. 287ISBN 88-7122-459-0 ISBN 978-88-440-1169-7
trad. di Rosalba Ferrari, note e schede di Denis Artioli, Milano: La Spiga, 1994 pp. 144 ISBN 9788871005164
trad. di Anita Raja, Milano: Feltrinelli ("UE" n. 2109), 1995 pp. 238ISBN 88-07-82109-5
trad. di Francesco Masci, Rimini: Guaraldi ("Ennesima"), 1995 pp. 312ISBN 88-8049-059-1
trad. di Lieselotte Longato, Firenze: Giunti ("Biblioteca ideale"), 2006 pp. 309 ISBN 88-09-03379-5
trad. di Giada Perini, Firenze: Barbes, 2009 pp. 170ISBN 978-88-6294-116-7
trad. di Aldo Busco, Milano: Baldini Castoldi Dalai, 2012 pp. 281ISBN 978-88-6620-332-2
trad. di Paola Capriolo, Milano: SE, 2015 pp. 211ISBN 978-88-67-23140-9

Note
1. ^ La prefazione di Schulz viene riportata dall'edizioneFeltrinelli come introduzione.
2. ^ L'esclamazione sottolinea la rassegnata protesta contro la disumana giustizia del tribunale. Il narratore onnisciente
aggiunge poi una considerazione e ( gli parve che la vergogna gli dovesse sopravvivere), quasi a sottolineare che il
senso della colpa si perpetua simbolicamente in ogni essere umano vivente.

Voci correlate
Il Processo, film di Orson Welles del 1962
I 100 libri del secolo di Le Monde

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Il Processo, riduzione radiofonica di Radio 3 Rai(Il Terzo Anello - Ad alta voce): 23 puntate, ormato
f .ram
Giuseppe Dierna, Il romanzo giudiziario che cambiò il Novecento , Repubblica.it
Testo originale tedesco, su classicistranieri.com.
VIAF (EN ) 183949498 · LCCN (EN ) n90712221 · GND (DE ) 4099250-0 · BNF
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