Sei sulla pagina 1di 6

Una particella puntiforme, avente carica elettrica q = 10 nC, è posta alla distanza d = 15 cm dal centro di una sfera

conduttrice, di raggio R = 10 cm, messa a terra (vedi figura). Determinare la densità superficiale σ(θ) della carica indotta
dalla particella
 di carica q sulla superficie della sfera conduttrice, a un angolo (con vertice nel centro O della sfera) pari
9
a θ = 50 ξ ◦ rispetto alla direzione della carica puntiforme. Consiglio: si affronti l’esercizio con il metodo delle cariche
~ = ı̂ρ ∂f + ı̂θ 1 ∂f + ı̂ϕ 1 ∂f .
immagine e si ricordi che, in coordinate sferiche, il gradiente di una funzione f si scrive: ∇f ∂ρ ρ ∂θ ρ sin θ ∂ϕ
 2

Densità superficiale di carica σ nC/m :

o .it
ib
un
@
lli
Esercizio e_es_32, Fig. 1.

Una sfera conduttrice collegata a massa ha sempre poteniale elettrico V = 0. Se la sfera è spazialmente isolata (nel senso

a
che essa è lontana da ogni altra carica elettrica) questo significa che anche la carica Q della sfera è nulla (valendo la relazione

.g
Q = CV , dove C è la capacità, per un conduttore spazialmente isolato).

o
Se invece si avvicina una corpo elettrizzato, di carica elettrica q, alla sfera conduttrice collegata a massa (Fig. 2), il
~ prodotto da q e presente anche entro la sfera conduttrice, muove le cariche elettriche libere nella sfera,
campo elettrico E,
ic
producendo, sulla superficie sferica (Fig. 3), un accumulo di cariche Q′ di segno opposto a quello della carica q, nella parte
en
più prossima alla carica q e un accumulo di cariche −Q′ nella parte più lontana dalla carica q (induzione elettrostatica).
La carica −Q′ è subito neutralizzata dalle cariche negative libere disponibili dal collegamento di massa (Fig. 3), mentre
om

la carica Q′ non è neutralizzata. Il movimento delle cariche cessa (Fig. 4) quando il campo elettrico E ~ ′ (Fig. 4), prodotto
~ ~ ~
dalla carica accumulata Q , equilibra il campo elettrico E prodotto dalla carica q: E + E = ~0. In queste condizioni, la
′ ′

sfera conduttrice, ha una carica elettrica netta Q′ di segno opposto alla carica q (anche se non necessariamente dello stesso
,d

modulo), distribuita sulla superficie della sfera, con densità superficiale di carica σ più elevata nella parte della superficie che
si trova più prossima alla carica q.
12
20
zo
ar

Esercizio e_es_31. Fig. 2 Esercizio e_es_31. Fig. 3


m
23
©

Esercizio e_es_31. Fig. 4 Esercizio e_es_31. Fig. 5

Nella soluzione del problema, facciamo riferimento alle coordinate illustrate in Fig. 5, in cui l’asse z è orizzontale e
coincide con l’asse di simmetria del sistema e l’origine O coincide con il centro della sfera.

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
Per affrontare il problema ricorriamo al metodo della carica immagine. Cerchiamo un problema di facile soluzione, la cui
soluzione possa essere utilizzata, almeno in parte, per risolvere il nostro problema. Cerchiamo un sistema elettrostatico —
più semplice da affrontare di quello dato — che produca, all’esterno della sfera, lo stesso potenziale elettrico V e lo stesso
campo elettrico E ~ del sistema dato.
Tentiamo (ansatz, ipotesi di lavoro da verificare a posteriori) con un sistema elettrostatico costituito da due cariche
puntiformi: la carica q data e una seconda carica, q ′ , detta carica immagine, disposta sull’asse z del sistema in una
opportuna posizione.
Supponiamo (verificheremo a posteriori se l’ipotesi è plausibile) che il campo elettrico del sistema in Fig. 1 (costituito
dalla carica puntiforme q e dalla sfera conduttrice messa a terra), all’esterno della sfera, sia lo stesso campo elettrico che
sarebbe stato prodotto dal sistema in Fig. 6, costituito dalla carica puntiforme q data e da una opportuna carica immagine

.it
q ′ disposta in una posizione opportuna (a distanza d′ dal centro O della sfera) sull’asse di simmetria z.
Se la nostra ipotesi è plausibile, scegliendo un opportuno valore per q ′ e d′ , deve essere possibile fare in modo che il

o
potenziale elettrico V sia uniformemente nullo su tutta la superficie della sfera S(O, R), come accade per il sistema dato.

ib
Cerchiamo ora di determinare tali valori q ′ e d′ (se esistono).

un
@
a lli
o .g
ic
en
om

Esercizio e_es_32, Fig. 6.


,d

1 Q
Essendo il potenziale di una carica puntiforme isolata Q dato da V (r) = 4πε 0 r
, per il principio di sovrapposizione,

il potenziale del sistema formato dalla carica q e dalla carica immagine q in un punto generico P dello spazio è dato da:
12

1 q 1 q′
V (P ) = −−−−→ + −−−−→ =
4πε0 P − A 4πε0 P − B

20


1 q 1 q′
= + =
4πε0
ρı̂ρ − dk̂ 4πε0 ρı̂ρ − d′ k̂

zo

1 q 1 q′
= +
ar

ρ
4πε0 d 4πε0 d′ ı̂ − k̂

ρ ı̂ρ − k̂

d′
ρ
ρ
m

Poiché la sfera è conduttrice ed è collegata a massa, il suo potenziale deve essere nullo ovunque nel volume della sfera.
−−−−→
In particolare deve essere nullo il potenziale sulla superficie della sfera, ovvero, detto ρ = kP − Ok (Fig. 6), si deve avere:
23

V (P )|
− −−→
P −O =R
= V (P )|ρ=R = 0 ∀θ, ϕ
©

L’espressione precedente per V (P ), sulla superficie della sfera (ρ = R) vale:

1 q 1 q′
V (P )|ρ=R = + =
4πε0 d 4πε0 ′ R
R ı̂ρ − k̂
d ′ ı̂ρ − k̂

R d
1 q 1 q′
= … + …
4πε0 d2 d 4πε0 R2 R
R 1 + 2 − 2 ı̂ρ · k̂ d′ + 1 − 2 ′ ı̂ρ · k̂
R R d′2 d

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
Dobbiamo scegliere q ′ e d′ (se è possibile) in modo tale che questa espressione sia identicamente nulla sulla superficie
della sfera (indipendentemente dalla direzione del versore ı̂ρ ):

1 q 1 q′
… + … ≡ 0 ∀ı̂ρ
4πε0 d2 d 4πε0 R2 R
R 1+ − 2 ı̂ρ · k̂ d′ + 1 − 2 ′ ı̂ρ · k̂
R2 R d′2 d
Questa condizione può essere verificata identicamente (∀ı̂ρ ) soltanto se:

R2

q q′ 
 =− ′
  d′ =

.it
R d ⇒ d
2
 d = R

 q = − q d′ = − q R = − R q

 ′

o
R d ′
R R d d

ib
Troviamo in questo modo, sia la carica elettrica q ′ della carica immagine, sia la distanza d′ della carica immagine dal
centro della sfera:

un

R2
 d′ =

@
d
 q′ = − R q

lli
d

a
A questo punto possiamo affermare che la nostra ipotesi (ansatz) è plausibile: scegliendo questi valori per q ′ e d′ il

.g
potenziale sulla superficie della sfera S(O, R) è effettivamente nullo, come accade nel problema dato.
2
Sostituendo i valori trovati d′ = Rd e q ′ = − Rd q nell’espressione del potenziale del nostro sistema in un punto generico
P , si ottiene:
o
ic
1 q 1 q′
en
V (ρ, ı̂ρ ) = + =
4πε0
ρı̂ρ − dk̂ 4πε0 ρı̂ρ − d′ k̂

om

1 q 1 Rq
= − =
4πε0 ρı̂ρ − dk̂ 4πε0
R2
d ρı̂ρ −

d
,d

1 q 1 Rq
= − =
4πε0 4πε0
ρı̂ρ − dk̂

dρı̂ρ − R2 k̂
12

1 q 1 Rq
= −
20

» »
4πε0 ρ2 + d2 − 2ρd ı̂ · k̂ 4πε0 d2 ρ2 + R4 − 2R2 dρ ı̂ · k̂
ρ ρ

Poiché ı̂ρ · k̂ = cos θ, possiamo anche esprimere il potenziale V in funzione dell’angolo θ:


zo

1 q 1 Rq
V (ρ, θ) = −
ar

p p
4πε0 ρ2 + d2 − 2ρd cos θ 4πε0 d2 ρ2 + R4 − 2R2 dρ cos θ
m
23
©

Esercizio e_es_32. Fig. 7 Esercizio e_es_32. Fig. 8

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
Per determinare ora la densità superficiale di carica σ, ricordiamo che il campo elettrico E ~ generato dalle particelle
cariche libere situate sulla superficie della sfera conduttrice (Fig. 7), in prossimità della superficie della sfera, non può avere,
in condizioni statiche, componenti E ~ k tangenti alla superficie della sfera, altrimenti le particelle cariche — essendo libere
di muoversi sulla superficie del conduttore e soggette alla forza elettrica determinata dal componente E ~ k del campo E~ —
si muoverebbero sulla superficie del conduttore per effetto del campo elettrico (dunque non si tratterebbe di uno stato di
equilibrio) accumulandosi fino a equilibrare nuovamente E ~ k.
Il componente E ~ ⊥ del campo elettrico E ~ perpendicolare alla superficie della sfera può invece essere non-nullo, in quanto
le particelle cariche libere non possono comunque spostarsi né all’esterno del conduttore (perché l’esterno non è conduttore),
né all’interno del conduttore (perché all’interno di un conduttore, in condizioni statiche il campo elettrico è nullo e, per la

.it
legge di Gauss, non ci possono essere accumuli di cariche in eccesso).
Pertanto il campo elettrico è normale alla superficie del conduttore, come mostrato in Fig. 8.
Consideriamo ora, per ogni punto P della superficie della sfera, il cilindretto infinitesimo mostrato in Fig. 8, avente l’asse

o
nella direzione del campo elettrico E,~ una base (b1 ) interna al conduttore e l’altra base (b2 ) esterna al conduttore.

ib
~ attraverso la superficie laterale l del cilindretto è nullo:
Il flusso del campo elettrico E

un
Ä ä
dφl E ~ =E ~ · n̂ dSl = 0

@
in quanto la superficie laterale del cilindretto è parallela al campo elettrico, per cui su di essa E~ ⊥ n̂ e dunque E~ · n̂ = 0.

lli
Il flusso del campo elettrico attraverso la superficie di base b1 del cilindretto (interna al conduttore) è nullo:

a
Ä ä
dφb1 E ~ =E ~ · n̂ dSb = 0

.g
in quanto la base b1 è interna al conduttore e sunque su di essa E ~ = ~0 (essendo sempre nullo, in condizioni statiche, il campo
elettrico all’interno di un conduttore).
o
ic
Il flusso del campo elettrico attraverso la superficie di base b2 del cilindretto (esterna al conduttore) non è invece nullo,
~ è uniforme su b2 e normale a b2 (E~ k n̂), per cui si ha:
en
ma, trattandosi di un cilindretto infinitesimo, il campo elettrico E
Ä ä
dφb2 E ~ =E ~ · n̂ dSb = E⊥ dSb
om

Il flusso del campo elettrico attraverso la superficie totale del cilindretto dStot è pertanto:
,d

Ä ä Ä ä Ä ä Ä ä
dφStot E~ = dφl E ~ + dφb E ~ + dφb E ~ =
1 2

= 0 + 0 + E⊥ dSb = E⊥ dSb
12

Detta σ la densità di carica della superficie del conduttore nel punto P considerato, la carica contenuta nel cilindretto è
20

pari a:

dQ = σ dSb
zo

Per la legge di Gauss applicata al cilindretto, si ha:


ar

~)
dφStot (E dQ
m

z‹ }| { z ˚ }| {
~ · n̂ dS = 1
E ρ dV
ε0
dStot
23

V (dStot )
Ä ä dQ
dφStot E~ =
ε0
©

σ dSb
E⊥ dSb =
ε0
σ = ε0 E⊥ (R)

Per determinare la densità superficiale di carica σ sulla superficie della sfera dobbiamo quindi ricavare prima il campo
~ calcolando il gradiente del potenziale:
elettrico E,
~ = −∇V
E ~

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
~ , si scrive:
In coordinate sferiche (essendo ρ il raggio, θ la colatitudine e ϕ la longitudine), il gradiente di una funzione f , ∇f

~ = ı̂ρ ∂f + ı̂θ 1 ∂f + ı̂ϕ 1 ∂f


∇f
∂ρ ρ ∂θ ρ sin θ ∂ϕ
essendo ı̂ρ il versore orientato nella direzione di ρ crescente, ı̂θ il versore orientato nella direzione di θ crescente e ı̂ϕ il versore
orientato nella direzione di ϕ crescente.
Il campo elettrico si scrive pertanto:

~ = −ı̂ρ ∂V − ı̂θ 1 ∂V − ı̂ϕ 1 ∂V


~ = −∇V
E
∂ρ ρ ∂θ ρ sin θ ∂ϕ

.it
Il potenziale V (ρ, θ) che abbiamo calcolato non dipende da ϕ, per cui sicuramente ∂V
∂ϕ = 0. Inoltre sappiamo che all’esterno

o
~
della sfera ma in prossimità della superficie (ρ ≃ R) il campo elettrico E è normale
alla superficie, per cui non ha componenti

ib
nella direzione di ı̂θ . Senza bisogno di fare i calcoli sappiamo pertanto che ∂V
∂θ ρ=R = 0. Avremo quindi:

un

Ä
~ (R) = − ∇V
~
ä ∂V
E (R) = − ı̂ρ
∂ρ ρ=R

@

∂V
E⊥ (R) = −

lli
∂ρ ρ=R

a
per cui:

.g

∂V
σ = ε0 E⊥ (R) = −ε0

o
∂ρ ρ=R ic
Sviluppando i calcoli, si ha:
en
1 q 1 Rq
V (ρ, θ) = p − p
4πε0 ρ2 + d2 − 2ρd cos θ 4πε0 d2 ρ2 + R4 − 2R2 dρ cos θ
om

∂V 1 1 q (2ρ − 2d cos θ)
Å ã
ε0 = − +
∂ρ 4π 2 (ρ2 + d2 − 2ρd cos θ) 23
,d


1 1 Rq 2d2 ρ − 2R2 d cos θ
Å ã
− −
4π 2 (d2 ρ2 + R4 − 2R2 dρ cos θ) 32
12


∂V
σ = −ε0 =
∂ρ ρ=R
20


1 2q (R − d cos θ) 1 2R2 q d2 − Rd cos θ
= − =
8π (R2 + d2 − 2Rd cos θ) 32 8π (d2 R2 + R4 − 2R3 d cos θ) 32
zo


1 q (R − d cos θ) 1 R2 q d2 − Rd cos θ
= − =
ar

4π (R2 + d2 − 2Rd cos θ) 32 4π R3 (d2 + R2 − 2Rd cos θ) 32



1 q (R − d cos θ) 1 q d2 − Rd cos θ
m

= − =
4π (R2 + d2 − 2Rd cos θ) 32 4π R (d2 + R2 − 2Rd cos θ) 32
 
1 q R2 − Rd cos θ − q d2 − Rd cos θ
23

= 3 =
4π R (d2 + R2 − 2Rd cos θ) 2

1 q R 2 − d2
©

=
4π R (d2 + R2 − 2Rd cos θ) 32

Troviamo in questo modo la densità superficiale di carica σ in funzione dell’angolo θ, che ci consente di determinare
quanto richiesto dal problema:

q R 2 − d2
σ (θ) =
4πR (d2 + R2 − 2Rd cos θ) 32

Questa funzione è rappresentata graficamente in Fig. 9. Come si può osservare, la densità superficiale di carica σ, pur
essendo negativa su tutta la superficie della sfera conduttrice, è notevolmente più intensa in valore assoluto nella direzione
della particella carica (θ = 0◦ ) rispetto alla direzione opposta (θ = 180◦ ).

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
o .it
ib
un
@
lli
-150 -100 -50 50 100 150

a
o .g
-200
ic
en
om

-400
,d

-600
12
20

-800
zo

Esercizio e_es_32, Fig. 9.


ar
m
23
©

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.