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ESERCITAZIONE 1 IMPIANTI ELETTRICI.

26/10/2015 (esercitazioni sulla parte 1 di teoria)

Le linee possono essere rappresentate secondo il modello a parametri concentrati se si parla di media e bassa
tensione per una lunghezza massima di 20 km. Lo schema a cui si fa spesso riferimento è lo schema a π.

I quattro parametri possono essere utilizzati per studiare le linee. I parametri di capacità c, e conduttanza g,
nelle reti di bassa e media tensione hanno valori molto piccoli e di fatto possono essere trascurati. La
resistenza di servizio è espressa dalla relazione:

𝒌𝝆
𝒓=
𝒔
-K è il fattore correttivo che tiene conto del fatto che la linea è più lunga della distanza tra i pali a causa
dell’arco che forma dunque la resistenza di conseguenza aumenta di un certo valore. Normalmente K si
aggira tra i 1,03//1,05 che in termini percentuali significa (3//5)%. Quando si parla di cavi posati all’interno
di uno scavo questo resta più o meno dritto e quindi il k diminuisce, si può assumere k=1,01

-𝝆 è la resistività del conduttore la quale cresce con la temperatura secondo la relazione:

dove To rappresenta la temperatura a 20°C, α è il coefficiente che si occupa di come il materiale varia in
funzione della temperatura, per rame e alluminio è pari a 0,004 °C-1 che indica un incremento del 4 per mille
per ogni grado di temperatura. Di norma la temperatura di esercizio è pari a 70 °C

-s rappresenta la sezione del conduttore espressa in mm2, se si sta operando su sistema trifase e per esempio
su cavo trinato la sezione complessiva sarà data dalla somma delle tre sezioni delle tre fasi.

Per quanto riguarda l’induttanza di servizio L, la formula a cui si fa riferimento è:

Dm è la distanza media tra i conduttori, r* è il raggio


equivalente di un cavo cordato ed è pari a 0,7788 r,

Se il cavo è unico si prende il valore del raggio


normale. Se i conduttori sono disposti a triangolo
equilatero allora la distanza tra conduttore e
conduttore è uguale alla distanza media.

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La formula quando si ha a che fare con conduttori a
fascio cambia. Innanzitutto è presente 0,05/3 perché il
fascio è trinato.

Il parametro δ indica il raggio equivalente dei conduttori a fascio. I singoli conduttori hanno raggio “r” e
distanza tra loro Δ (si sta parlando della distanza tra i conduttori del fascio quindi nell’ambito della stessa

fase, e non distanza tra le fasi). Il raggio equivalente lega i due parametri nella relazione:
dove n è il numero di conduttori per fase.

Dm in questo caso è calcolata sotto forma di media geometrica (come si vede nella figura)

Per quanto riguarda il fascio binato

Calcolo reattanza chilometrica: 𝑥 = 𝜔𝑙 = 2𝜋𝑓𝑙 [ohm/km]

Di norma in media tensione il valore della reattanza è circa la metà della resistenza, mentre in bassa tensione
sono circa uguali, in alta la resistenza è pressoché trascurabile rispetto alla reattanza.

Calcolo della capacità:

si misura in F/Km (in alta tensione si trascura perché si ottengono


dei valori molto piccoli)

Conduttori binati:

Conduttori trinati

Calcolo della conduttanza:

si misura in S/km risulta il rapporto tra la potenza in watt e la tensione al quadrato espressa i volt.
La potenza P è la potenza persa negli isolatori, la E invece è la tensione di fase della linea quindi
se viene fornito il valore della V bisogna dividere per √3

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ESERCITAZIONI SINTESI PROCEDIMENTO: dimensionamento conduttori e scelta delle protezioni.

1)Calcolo della corrente d’impiego IB: corrente che si stima si possa essere assorbita dal carico durante il
suo funzionamento:

(se si considera un sistema monofase al posto di √3V si


mette E=230, PB sta per potenza assorbita)

2)Dimensionamento dei cavi: portata IZ: la portata del cavo deve essere > della corrente di impiego

IZ si trova in tabella con le relative sezioni altrimenti si calcola come

Io è la portata ordinaria in aria a 30°C, K1 fattore di temperatura, K2 fattore di posa.

3)Verifica della caduta di tensione: scelto il cavo si conoscono le impedenze r (resistenza kilometrica) x
(reattanza kilometrica)

dove R=rL e X=xL (L sta per lunghezza della


linea)

Se la disequazione non viene rispettata si sceglie il cavo di sezione maggiore e si torna al punto 2.

4)Scelta degli interruttori per il sovraccarico: la corrente nominale IN deve essere > o = alla corrente di
impiego della linea sulla quale è installato e minore o uguale alla portata del cavo

La 2 Sempre verificata per gli interruttori automatici

5)Calcolo delle correnti di cortocircuito: occorre calcolare i contributi delle correnti di cc in tre punti:

1)Rete a monte: dalla Scc data dal distributore

2)Trasformatore: si conoscono i dati di targa:

Corrente di corto circuito MASSIMA: GUASTO TRIFASE


dove Rtot e Xtot sono la somma delle resistenze e delle reattanza
a monte del punto di guasto Il guasto più gravoso è quello subito a valle del trasformatore:

Corrente di corto circuito MINIMA: GUASTO BIFASE Z


Zt e ZL sono le impedenze del trasformatore e della linea a
monte del punto del guasto. Il guasto più gravoso è quello a fine linea.

Corrente di cortocircuito quadripolare: GUASTO FASE-NEUTRO:

6)Scelta degli interruttori: il potere di interruzione dell’interruttore automatico o fusibile deve essere
almeno uguale alla massima corrente di cortocircuito che può verificarsi nel punto di installazione del
dispositivo. (In genere gli interruttori si mettono nei quadri, allora il potere di interruzione è riferito alla
corrente di cortocircuito nei quadri stessi)

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ESERCITAZIONE 09/11/2015 LEZIONE 15

SVOLGIMENTO

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ESERCIZIO 2

SVOLGIMENTO

Caduta di tensione

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ESERCITAZIONE PLUS.

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