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IL COCCHIO TRIONFALE

Dell'
ANTIMONIO

Cocchio Trionfale dell'Antimonio di frate. Basilio Valentino monaco benedettino nel


quale assai chiaramente dimostrasi ci che dell'antimonio narrar si puole, tanto per la
cura dell'uman corpo, quanto per la trasmutazione dei metalli.

In quest'opera brevissimamente dimostrasi, con via facile e metodo senz'enigmi ed ambagi, la


pietra ignea dello stesso antimonio, la fissa tintura del medesimo e l'olio rubicondissimo. Io
pertanto frate Basilio Valentino, professo dell'ordine di S. Benedetto, da principio proporr
una breve ammonizione circa quelle cose le quali lo spargiro, che ricerca con desiderio l'arte
vera, deve prima conoscere. Pertanto molto profondamente e di sommo cuore le deve
considerare lo spargiro, il quale quest'arte certissimamente desidera possedere; imperocch se
queste cose, ch'io son per proporgli, stimer poco, lavorer invano certissimamente, poich
son molto necessarie a considerarsi come segue.

Avanti che mi accinga alla narrazione e scrittura di questo libretto, giudicai necessario
premettere l'avvertimento di quelle cose che il pio spargiro deve sapere, sopra quale
fondamento dee fabbricare, acci le fabbriche resistino ai turbini e non rovinino, perci a quali
fondamenti appoggiate esse possino resistere. Perocch io come monaco giudico necessario
quello che rimarr sempre necessario : che io, e tu tizio e sempronio, tolti noi via dagli occhi
degli uomini, perduta la vita, si possa lasciare nel mondo una memoria onorifica ad onore di
Dio. Questo affinch la maest divina si onori, e noi ci si accinga con una debita preparazione
al cammino: il mio stato in vero ricerca. uno spirito diverso dal volgo. In questa mia
considerazione notai cinque cose da osservarsi dall'indagatore dell'arte:
prima: l'invocazione del nome divino;
seconda: la contemplazione dell'essenza;
terza: una vera ed incorrotta preparazione;
quarta: un buon uso;
quinta: i comodi (9). [1 vantaggi che derivano dall'arte]
Queste cose tutte devono essere considerate dal vero chimico, imperocch senza queste
necessariamente neppur si pu dire un perfetto chimico. Numerer pertanto questi cinque stati
partitamente, ad uno alla volta.
L'invocazione di Dio
La invocazione di Dio si deve fare con sacralit celeste. di puro cuore, con coscienza sana,
senza ambizione, ipocrisia ed altri abusi, quali sono il fasto, la superbia, l'arroganza, la iattanza
mondana, la oppressione del prossimo, ed altri tirannidi vizi di questo genere; Egli
li deve radicalmente estirpare del tutto dal suo cuore, acciocch quando vuole ottenere il dono
della grazia per la sanit del corpo, tolta via la zizzania dal puro grano, essa possa ritrovare un
puro ed ottimamente preparato tempio; imperocch certamente pi che certo [che] non si pu
burlare Iddio, siccome i saccenti ed i sapienti del secolo pensano. Imperocch come il Creatore
mai vuol essere invocato e conosciuto se non con un vero timore, dovuta obbedienza ed
umilissima supplica, perch niente ha l'uomo, se non quello che il benignissimo Creatore gli
concede, il quale gli diede il corpo, la vita, lo spirito operante e la nobilissima anima. Ci don,
senza nostro merito, il cibo, la bevanda, le vesti ed altre cose per le necessit corporali, delle
quali cose l'uomo in veruno modo n pu esser privo.
Gli empi dall'arte si tengano lontano e non potranno mai essere veri chimici
E' dunque giusto che avanti a tutto, con umili ed intime preghiere, le ottenga dal primo Padre,
il quale cre il cielo, la terra, le cose visibili e l'invisibili, il firmamento, gli. elementi, i

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vegetali e tutte le cose; onde . vero, ed certissimo, che niuno empio nato per acquistare la
medicina vera.
Il principio della sapienza il timor di Dio
Pertanto prima, e se specialmente segui questa dottrina, poni ogni tua speranza e fiducia in
Dio, supplichevole implora la sua benedizione, acci la tua ricerca incominci dal timore di
Dio.
Chiunque pertanto stabili' di cercare il supremo valore delle cose terrestri (cio la cognizione
di tutti i beni delle creature, i quali dall' Altissimo furono elargiti agl'uomini, i quali beni
stanno nascosti nelle pietre, nelle erbe, nelle radici, nei semi, negli animali piante, minerali,
metalli ed altri simili) deve rigettare tutte le cure secolari. Le deponga e aspetti di tutto cuore
la liberazione da esse. Preghi umilmente Iddio, cos' non cadr di speranza, cosi si far degno
dell'ultima redenzione. Del che niuno degli uomini giammai disperi, imperocch Egli solo
quello che liber Israel da tutti i suoi nemici, cosa che veramente far verso tutti i quali
umilmente invocheranno il suo santissimo nome. La prima ammonizione pertanto non pu
meglio confermarsi, e pi rettamente, che con le preghiere, essendo esse invocazione di Dio;
la quale per non deve farsi per ipocrisia e con cuor falso, ma di cuore. A colui pertanto che
user, con tale invocazione, la carit verso il suo prossimo, sar comunicato quello che spera e
conseguir senza dubbio ci che domanda assiduamente, cio il desiato scopo e proposta
speranza delle ricchezze e della sanit inviolabile.
Contemplazione
All'invocazione divina segue la contemplazione di ciascheduna delle cose, cio prima di tutto
si devono massimamente considerare le circostanze di ciascheduna delle cose : la materia, la
forma, l'origine delle virt; l'influenza, l'unione, le segrete forze cagionate deg1i astri; la
composizione elementare, la formazione e la generazione dei tre primi principi, cio zolfo,
mercurio, sale.
Ed allorch qualsivoglia cosa sia retrocessibile ed in prima materia si possa ridurre, o in prima
essenza (di che nei miei scritti feci menzione), allora che da tale prima materia se ne pu
far l'ultima, e dall'ultima finalmente la prima.
Questo il segreto dell'Alchimia ed il di lei fondamento
Questa considerazione, dopo l'invocazione di Dio, la prima celeste guida, ed da intendersi
spiritualmente; imperocch la contemplazione delle condizioni di ciascuna cosa si ricerca con
lo spirituale pensiero dell'uomo, qual esso scaturisce dalla speculazione, E' di due sorti :
possibile ed impossibile.
La considerazione dell'impossibile da evitare
La speculazione dell'impossibile consiste in un superfluo (superficiale) pensiero, con il quale
niente di reale si pu ottenere dalla natura, e nel quale pensiero niuna forma di essenza mani-
festa, come se l'uomo volesse esaminare l'eternit di Dio, cosa che non pu farsi, perch un
puro vuoto e vacuo; un peccato perci cercare lo Spirito Santo, assalire la divinit immensa,
infinita ed eterna, ed esaminare gli imperscrutabili misteri del di lei consiglio.
La considerazione del possibile da lodarsi
L'altra considerazione, cio la possibile, spetta alla teoria che ricerca la natura delle cose
visibili e manifeste, che hanno essenza creata e formata. e in qual modo, mediante la
separazione, ciaschedun corpo se ne giovi, acci esse siano utili e in tal modo si separino le
cose buone dalle cattive, le medicine dai veleni nascosti. La quale separazione in molti modi e
strade pu farsi, alcune delle quali sono note al volgo, altre non sono note a tutti: sia che si
facciano calcinando, sublimando, reverberando, circolando, petrificando, digerendo, coibendo,
distillando, fissando, oppure in altri modi; tali gradi tutti sussecutivamente nel lavoro si
ritrovano, s'imparano, e si esplorano e si manifestano, e attraverso i quali si fa palese che cosa
sia il fisso, il volatile, il bianco, il nero ed il rosso, o simili.
A tal fine l'artefice si faccia ben pratico nell'arte sua, e si serva bene della considerazione,
imperocch la considerazione pu appoggiarsi a falsi fondamenti e cos errare se non segue la
regia strada della via interiore. Al contrario, la natura non pu errare, se ben governata
dall'economo a cui affidata.

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Liberare la natura il separare il puro dall'impuro
Se pertanto tu erri, ci segue perch non tu non l' hai sciolta e liberata da quel corpo al quale
prigioniera sta legata. Impara meglio la teoria e pi esattamente contempla l'affare, in modo da
ottenere il fondamento e la nozione delle separazioni di tutte le cose, che il principio del
tutto. Il secondo fondamento pertanto della filosofia la speculazione di ciasscheduna delle
cose ed essenze, e si chiama considerazione della natura.
Dai filosofi chimici Iddio prima si deve cercare
Imperocch si scrive: cercate prima il regno di Dio, e la giustizia di lui, attraverso
l'invocazione cio del divino suo nome. Le altre cose vi saranno aggiunte, cio quelle cose che
l'uomo pensa del temporale, e che sono necessarie a difendere il vitto e la sanit.
Nel seguire la debita preparazione, esplorate esattamente la considerazione di ciascuna delle
cose (quale gi per l'avanti si disse esser teoria) : essa col lavoro della mano si forma, acci si
conseguisca qualche cosa di utile ed attivo. Dalla preparazione ne nasce la scienza delle
medicinali virt.
Cosa sia la scienza
Il lavoro manuale si fa con l'operare diligentemente: la scienza con l'esperienza si loda.
L'anatomia perci indica e giudica la differenza dell'una e dell'altra, cio del buono e cattivo.
Il lavoro manuale dimostra che tutte le cose si possono trarre a luce, e che possono essere rese
visibili. La scienza delle virt porta la pratica, e il fondamento vero e solido, per il quale si
possa fare qualcosa di veramente pratico, n altro che una conferma del buono manifestato
dal lavoro manuale, attraverso il quale s'indichi la natura segreta per l'utilizzazione.
Imperocch, la strada al Signore deve prepararsi [siccome] nella ragione dell'anima, cos
ancora quivi una legettima strada deve prepararsi, acci si cammini senza errore ed intoppi
nella salute del corpo: e questa la preparazione.
L'uso
Fatta gi la preparazione, ovvero la separazione del nocivo dall'utile mediante la risoluzione,
se ne attenda l'uso. Sii cauto, acci non adoperi un peso, o troppo piccolo o troppo grande, il
che nella operazione potrai osservare, cio se il rimedio sia forte o debole. Questo il medico
deve sapere in anticipo; acci distingua se possa essere utile o nocivo all'effetto che desidera,
che non abbia bisogno di un nuovo cimitero, con perdita dell'anima propria e nocimento del
prossimo suo.
Dopo che l'operazione avr cominciato a diffondersi e dividersi per i membri del corpo, per
cercar il male per il quale essa si adopera, ne segue l'utilit, dalla quale, siccome dal termine,
si conosce quello che di comodo l'operazione abbia apportato; infatti pu stare che il rimedio
non giovi al male, ma anzi nuoca: perci sarebbe un veleno avverso piuttosto che medicina
salutare. Perci, ciascheduno attenda diligentemente alla utilit pubblica, e perci noti e pren-
da ricordo delle cose da s stesso osservate, perch non periscano nell'obblivione, ma anche da
altri possano essere messe in esecuzione. Inoltre nell'uso e nell'utilizzazione, da notarsi se il
male sia stato soluzione del continuo [esterno], o se piuttosto abbia avuto un'interna sede ed
origine, poich differiscono i mali esterni da quelli interni, e diversi sono i rimedi.
Il centro del male deve essere ricercato, mentre ivi [agisce] e dove sta nascosto il suo fomite
Perci i mali si devon conoscere, cio se si possan sanare con i rimedi esterni, o invece
debbano essere scacciati dai rimedi interiori. Imperocch dovendo noi cercare il centro del
male, che nell'interno sta nascosto, investigar si deve ancora con quali comodi rimedi,
ricercanti, assalenti, dividenti e restauranti, quel centro possa essere debellato, altrimenti il
medico fatica invano, quando non riesca ad arrivare a tal centro.
I mali interni non devono essere combattuti dall'esterno, perch la natura espelle i suoi mali come cose nocive ad essa
Deve sapere ancora ogni medico, che alcun male esterno, che ha la sua sede ed origine
nell'interno, non pu essere vinto con gli esterni rimedi, poich ne seguirebbe la corruzione e
la morte. Come appunto se alcuno un albero che manda fuori i suoi fiori, lo volesse far
retrocedere al centro, non solo alcun frutto dal fiore ne seguirebbe, ma il succo, contro natura
rimandato al centro dove scaturiva dall'albero, sarebbe reso inutile da questa violenta rovina,
che soffocherebbe tutta la sua virt e forza, perch l'umidit proveniente dal nutrimento della

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terra, non avrebbe il suo esito.
La cura di una ferita diversa dalla cura di un'ulcera o piaga
Grandissima dunque la differenza fra le ferite esterne fatte dal ferro e le antiche piaghe nate
dall'intrinseco temperamento.
Le fresche ferite si possono sanare con gli esterni rimedi. Non cosi le antiche ferite, che
richiedono, oltre l'applicazione degli unguenti, degli oli e di balsami e cataplasmi, anche la
cura interna, acci la sorgente si inaridisca, il rivo emanante dall'interno si secchi, e con una
buona dieta facilmente il male si sani. Non arte il sanare una fresca ferita, il che un villano fa
con un ritaglio di falso legno, radica, o erba.
L'arte consiste nel soccorrere i sintomi
L'arte consiste nel rendersi conto dei sintomi ed accidenti e delle piaghe, e nella capacit di
seccare l'origine del male. Venite qua, medici tutti di questo mondo, e che esercitate la
medicina internamente ed esternamente, dottori e maestri, osservate il titolo vostro onorifico e
nella vostra coscienza esaminate se quello veramente ahbiate da Dio, ma che solamente per
forma, ambiziosamente voi l'usurpate. Tanta, in vero, la differenza fra l'esterna e l'interna
cura, quanto fra il cielo e la terra. Se il vostro titolo lo avete da Dio, dar a voi la virt, la
benedizione e la prosperit. Se poi fuori di Dio lo fingeste, per causa di vano onore, voi grandi
maestosamente cadrete, ed a Voi stessi preparerete un fuoco inestinguibile per l'altro mondo.
Cadauno il quale per giustizia vol prendere un onorifico titolo, pensi di farlo bene, cio che del
titolo non si abusi, non pi di s si vanti per quel che dice. Chi vuol sentirsi chiamar dottore
dell'una e dell'altra medicina, dell'una e dell'altra medicina deve esser pratico; acci sappia
indicare per l'anatomia la disposizione interna del corpo, e da qual membro tragga origine il
male, e con qual mezzo debba soccorrere a quello, ed intendere dall'esterno le circostanze
delle piaghe e ferite. Buono Dio, dove mai troverebbesi il titolo, e dove sarebbe il maestro
dell'una e dell'altra medicina, se con rigido esame si spiassero molti che tutto il giorno la
praticano? Una volta i medici stessi ponevano mano particolarmente a curare i mali esterni,
come richiede il loro uffizio; ma ai nostri secoli la conducono i servi, i quali esercitano la
chirurgia, e cosi questa nobilissima arte diventata un'opera vile.
Qui si notano i chirurghi ignoranti ed i medici ancora, i quali affidarono questa parte di medicina agli ignoranti loro
servi
La quale non arrossiscono di esercitare gli affatto ignoranti di lettere, anzi anco quelli i quali
possono scacciar l'asino dalla biada sono dottori di chirurgia, e cos i dottori medici esercitano
pi facilmente e con coscienza (per dir liberamente la verit) di quello che fai tu, ambizioso
sino al titolo indotto [di] medico-chirurgo, che dell'uno e dell'altro nome ti glori. Pertanto
fedelmente consiglio tutti i dotti tanto di piccola che di larga fortuna, di considerare prima
secondo la vostra scienza e coscienza, quelle cose che si ricercano nei dottori e maestri, e di
vedere consistere la vera dottrina nella preparazione, e poi nell'uso. Allora per giustizia vi
arrogherete il titolo onorifico, ed al vostro Creatore, con puro cuore, ne renderete la grazia.
Per le cose gi dette rientri ciascuno in s stesso, e vegga se per giustizia possa servirsi del
titolo; imperciocch, chiunque qualche titolo voglia attribuirsi legittimamente, lo deve
intendere e rendersi perfettissimamente la ragione perch se lo sia attribuito.
Donde nasca il fetore dai cibi odorosi, cio dal putrido zolfo che si separa nell'alterazione di cibi. Infatti, mentre si
alterano i cibi, lo folfo putrido ed impuro, che ivi nascosto, si separa e rende fetore. Il puro invece ed odoroso passa in
chilo e nel sangue.
Poich non basta dir con il volgo: ecco lo sterco fetido, e non sapere la causa del fetore,
quantunque l'uomo stesso abbia mangiato cibi odorosissimi e adesso abbia rigettato un fetidis-
simo sterco, ma necessario saper la ragione perch il cibo odoroso sia passato in fetore. La
causa di ci la putrefazione naturale.
Perch lo Zolfo mentre matura odoroso, mentre successivamente immondo, impuro e fetente
Ed al contrario negli aromati, non semplicemente l'odore si deve notare, ma veramente il
filosofo tenuto a cercare nell'essenza ed origine di quell'odore, ed a qual bene siano destinate
le sue virt. Avvenga che dallo sterco fetido, con il quale la terra nutriscesi, cresce il frutto
odoroso, della qual cosa molte ne son le cause. Delle varie trasmutazioni della natura se ne

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potrebbe scrivere un grosso libro, ma la principale causa di questa mutazione la putrefazione
e la digestione, chiavi primarie di questa, perch il fuoco e l'acqua inducono maturit. A tal
fine la terra e l'acqua a vicenda si trasmutano, poich una alterazione gi certa che dallo
sterco si faccia il balsamo e per il contrario dal balsamo si faccia sterco. Obietterai ch'io porto
rozzi e rustici esempi; confesso che rozzi sono, ma chi sa col suo cervello in qual modo lo
sterco, con questo esame, da umile altissimo e dall'alto umilissimo si possa fare, dal rimedio
un veleno e da un veleno un rimedio, dal dolce il corrosivo e dal corrosivo, qualche cosa di
utile potr fare.
Il medico deve ricercare la natura di tutte le cose, perch sappia cosa sia la natura. Senza la cognizione della natura
non vi pu essere medico alcuno.
Ottimo Iddio, la natura non vuole da noi tutti esser ricercata, poich breve la nostra vita, e
Tu, giustissimo giudice, moltissime cose ti riserbasti, acci l'uomo ammirasse le tue creature,
delle quali Tu stesso esser vuoi giudice, dammi grazia che io ritenga fermo nel mio cuore il
mio Dio, fino all'ultimo fine mio, affinch oltre alla sanit corporale ed al vitto, che
abbondantemente Tu mi donasti, consegua la salute dell'anima e l'eterne ricchezze, del che non
dubito. Ma ritorniamo alla filosofia dell'antimonio.
Antimonio
Tutte le cose hanno lo spirito con il quale si nutrono e si conservano
Sappia dunque il lettore che tutte le cose hanno in s stesse lo spirito operante e viviificante, il
quale nei corpi abita, nutrendoli e conservandoli. Gli spiriti degli elementi non mancano, che
in esse cose abitano per permissione di Dio, siano buoni o cattivi. Gl'uomini e gli altri animali
hanno in s lo spirito vivo ed operante, il quale partendosi rimangono cadaveri. L'erbe e le
piante contengono in s lo spirito di sanit, altrimenti sarebbero inutili all'uso medico od alla
loro preparazione.
Lo spirito di vita in tutte le cose. I Metalli e i Minerali hanno lo spirito in cui la loro virt
Cos anche i metalli ed i minerali portano seco il loro impalpabile spirito, in cui si contiene
ogni loro virt e potenza, poich senza lo spirito ogni cosa morta; n dimostra in s niuna
vivifica operazione.
Lo spirito dell'Antimonio la natura della sua virt
Cos sappi che esiste uno spirito nell'antimonio, che opera, ma invisibilmente, in tutte le cose
che in esso stanno nascoste e che da esso conseguono, non altrimenti che nel magnete sta
nascosta una invisibile virt, della quale nel mio trattato del magnete diffusamente tratter. Gli
spiriti sono di due sorti: intelligenti e non intelligenti.
Questa divisione degli spiriti non conviene molto al medico, perch gli spiriti naturali, quali egli ammette, non sono di
vera sostanza spirituale, ma corporali. Percinon sono da paragonarsi con i demoni, i quali sono di sostanza affatto
spirituale.
Gli intelligenti, dotati di ragione, quando vogliono sono comprensibili ed incorporei, come
sono gli abitatori degli elementi, alcuni dei quali sono ignei fuochi seduttori, altri lucidi
fantasmi; gli aerei abitatori dell'aria, gli acquei o possessori delle acque, oppure quelli della
terra, nel qual numero sono quelli i quali nelle miniere metalliche appariscono, uomini delle
miniere da questi luoghi detti.
Questi spiriti sono veri demoni, e giudicati sono tutti da Dio. La pena del loro fallo la portano in questi inferiori
elementi e finalmente nell'inferno saran cacciati nel di del giudizio. Perch son della della medesima natura [colpa] del
primo Angelo. La loro colpa non per cos grande come quella del primo Angelo.
Questi spiriti intendono, sanno le arti, e possono tramutar la loro forma, sui quali niente
ardisco decidere, ma a Dio rimetto, sapiente del tutto, se il giudizio proferito di quelli sia o non
sia.
Gli altri spiriti del mondo [i non intelligenti] e che spontaneamente non si lasciano prendere,
sono quelli i quali nell'uomo, negli animali, bruti, piante e minerali, se ne stanno nascosti; i
quali nientemeno hanno vita in s operativa, la qual cosa dimostrano colle loro oprazioni.
Dimostrano anche potenza di sanare, quando tramite il benefizio dell'arte vengano separati dai
loro corpi.
Lo spirito dell'Antimonio liberato dal corpo potentissimo. Dall'Antimonio si possono estrarre varie cose, se sono

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variamente preparate. L'interno balsamo della vita di qualynque cosa la vera fonte di vita. Da esso vitali frutti si
estraggono in medicina. Il che sar verissimo se gli scritti dell'autore ben si intendano e si osservino
Cosi anco lo spirito dell'antimonio dimostra e comunica agli uomini la propria virtu' (acci
possa penetrare ed operare), una volta che sia liberato dai legami del suo corpo, e si adopra a
quell'uso al quale il maestro nella operazione lo abbia destinato. Ma giocoforza (21) che
Vulcano e il maestro lo consentano, in quanto il fuoco discerne la virtu' operativa, mentre
l'artefice forma la materia: come il fabbro ferraio, con un sol fuoco, e servendosi di un sol
metallo, cio del ferro, fabbrica diversi instrumenti destinati a diverse cose da una sola
materia. Cos anche dall'antimonio, molti artifizi e per diversi usi. L'artefice il fabbro, al fine
di formare la materia; Vulcano la chiave che apre, e da ci ne nasce l'operazione e l'utile.
Ottimo Dio, se lo stolido ed insipiente mondo avesse buone orecchie e buoni occhi, ed un
sincero intelletto che vedesse ed udisse solamente i miei scritti, conseguirebbe l'uso e la
scienza interiore, e in nessun modo beverebbe le sordide feccie, ma correrebbe ai vivi fonti,
per bere dal vero fonte della vita. Sappiano per verit tutti che io, da molti dotti maestri ne ho
fatti tanti uomini stolti, e da molti poveri disprezzati ma desiderosi ricercatori ne ho fatti tanti
scolastici dottori. Ed invito tutti quelli che sospirano, che con cuore allegro, con fedel
condottiero, e con una buona coscienza (ai quali, confidato questo, ad essi lo prometto)
seguitino la mia dottrina, osservino le ammonizioni e gli scritti, che cos conseguiranno le loro
brame. La mia lode nel sepolcro innalzeranno, la mia fama prolungheranno a perpetua
memoria fino alla fine del mondo. Se alcuno poi che sopravviver, contro me, gi morto,
voglia instituire una disputa sulla mia scuola, a quello, soprabbondantemente risponderanno i
miei scritti, e son certo che i miei scolari, non immemori di qualche benefizio, ci saranno per
conservare l'imperio della verit; il che, a distinzione della bugia, sempre otteniamo ed
otterremo fino alla fine del mondo.
I generi dell'Antimonio sono diversi. Quali sono gli ottimi e i migliori per l'arte chimica
Sappia pertanto il favorevole e benigno studioso dell'arte, che vi sono diversi generi del-
l'antimonio, imperocch ve n' uno bello, puro, di aurea propriet che abbonda di mercurio,
mentre l'altro di solfo esubera, il quale dal temperamento aureo di gran lunga si scosta. Tale
temperamento nel primo si distimgue per i belli, lunghi e bianchi raggi o linee, dal che il
primo avanza il secondo, poich tanta la differenza di bont fra i diversi generi di antimonio,
quanta fra le carni dei pesci e dei quadrupedi, i quali generi [tuttavia] convengono nel nome
ed essenza.
Le virt dell'Antimonio comincia a narrare. Riprende i medici perch essi lo chiamano veleno. Il che si conceda alla
loro pazzia, poich veleno piuttosto che medicina se non viene preparato.
Ma sappia pertanto lo studioso dell'arte, che se una gran moltitudine di uomini scrivono
dell'interne virtu' dell'antimonio, pochissimi per hanno imparato, o trovato il fondo della sua
facolt, per il benefizio del quale possano possedere l'arte; pronunciando essi pertanto parole,
e parlando essi senza fondamento, rimangono privi della gloria, che, scrivendo, cercavano. Lo
scrittore sull'antimonio ha mestiere di grandissima considerazione, di un animo larghissimo e
di molta e molta dotrrina della di lui preparazione, e di certi termini fra i quali l'utilit [uso]si
ritrova; al fine di poterne formare un giudizio indubbio, se sia buono o cattivo rimedio, o
veleno; imperocch non poco il proporre un vero esame dell'antimonio, e conoscere la sua
essenza, e finalmente con l'esperienza e diligenza eliminare il suo veleno (tanto dagli indotti
clamori agitato), e di poi con miglior avvedutezza permutarlo in medicina salubre.
Molti anatomici qua e l ricercarono l'antimonio, talmente lo afflissero, lo distorsero, lo
tormentarono che, sebbene non si possa spiegarlo con parole, n si possa crederlo da parte
degli uomini, in vero ninte di utile vi ritrovarono o fecero, andando lontani dal loro vero
scopo, perch una cosa falsa si erano proposti nel capo: onde la caliginosa strada imped ai
occhi loro tanto in l mirare.
Nell'Antimonio la virt quasi infinita. Perci da esso si estraggono quasi infiniti segreti.
Particolarmente l'antimonio si pu estendere(come per il mercurio) ad un cerchio infinito e
dipinto con tutti i colori; imperocch quanto piu' cercasi in quello, tanto piu' trovasi ed
imparasi, purch ben si proceda entro quel cerchio.

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In una parola un solo uomo non lo pu conoscere, per la brevit della vita, in modo perfetto.
L'Antimonio veleno, ma bench tale si pu convertire in suprema medicina. Di questo fatto non si deve minimamente
dubitare, dato che nel suo centro sta nascosto il vero zolfo aureo ed il mercurio, che il fomite della vita
E' veleno non lo nego, e pessimo per di pi, ma allo stesso tempo senza veleno e medicina
suprema, da adoprarsi internamente ed esternamente; cosa che a molte talpe incredibile pu
parere.Vanit e stoltezza sar stimato, fatto che per si pu condonare a per l'ignoranza e
difetto di dottrina. Ma grandemente sono da biasimare quelli, i quali neppure vogliono
imparare ci che non sanno .
L'Antimonio consiste di quattro qualit primarie. Il veleno in esso la parte volatile
L'antimonio ha quattro qualit, poich caldo, freddo, umido e secco ed imita le quattro
stagioni dell'anno. Egli similmente fisso e volatile: non senza parte di veleno, ma il fisso
immune da ogni veleno. Ne consegue che molti sapientuoli scrivono dell'antimonio ci che
non sanno n intendono. Quello poi che portentoso, e lo si reputa, del tutto giustamente,
come uno dei sette miracoli del mondo, che nessuno fin qui siasi trovato o si trovi, il quale
abbia radicalmente imparate tutte le sue facolt, virtu', potenze ed operazioni, talch niente si
possano trovar pensieri che per esperienza egli gi non sappia.
L'Antimonio il miracolo della natura, poich in esso sono nascoste cose stupende, che nessuno pu interamente
acquisire, per dire di avere una perfetta cognizione dell'Antimonio
Se un tal uomo si trovi egli degno che nel cocchio trionfale venga condotto, glorioso a guisa
degli imperatori antichi che tornarono vittoriosi dalle conquiste. Ma a mio giudizio certamente
sar lecito ai costruttori di carri di stare oziosi nella loro fabbrica di tali carri.
Nell'Antimonio vi pi di salute che in tutti i misti della natura. Molte sono le ricchezze dell'Antimonio, molti i segreti
sono in esso, ed infiniti quelli che si debbono estrarre da esso. Poich in esso sta nascosto lo spirito per il beneficio del
quale segreti ed arcani si estraggono. Ricchezze infinite sono nascoste nell'Antimonio, le quali possono venire alla luce
con laa preparazione adatta.
Molti artefici di questo secolo nei loro pensamenti sommersi, cercando con l'antimonio solo le
ricchezze, persero la utilit di esso nel sanare le malattie, la quale utilit in primo luogo deve
cercarsi, acci i miracoli di Dio si dimostrino, ed ad esso le dovute grazie si rendano. Non pu
negarsi che colla salute, non si trovino nell'antimonio anche le ricchezze, il che avanti io, come
anche tu, crediamo (essendo ancora io stesso nell'investigazione dell'antimonio scolaro come
te, bench piu' cose di te abbia vedute ed in esso imparate, e sia esperto come te ed i tuoi simili
che molto si stimano e si arrogano dottrina immensa), che o domani o doman l'altro potremo
forse imparare.
In tutte le cose sta nascosto il mistero sacro della natura, quale certamente l'arcano della salute e della ricchezza, che
per molto occulto e quasi a tutti incredibile. Il tuo per verissimo, fuori alla luce si pu estrarre, ma non da altre
cose.
Per a niuno rincresca o disperi perch Iddio meravigliosamente distribuisce i suoi doni. Per
essendo ripieno il mondo di ingrati, si disprezzano i benefizi di Dio, si prepongono le
ricchezze alla carit; nonostante che Dio dona ad alcno che desidera onestamente. Agli altri,
invece, Iddio interpone una caligine sopra gli occhi, cos che l'uomo che non vede non possa
conoscere i segreti che stanno nascosti sotto questa metallica forma.
Tutti giornalmente esclamano: ricchezze! ricchezze! , perci molti guardano in qual modo
conseguir possano dall'antimoni le sperate sue ricchezze. Ma poich nei loro registri si sono
scordati del loro Creatore, tralasciando il sacrificio di ringraziamento, che preceder doveva,
non curando prima la carit dovuta al loro prossimo, egualmente invano lo lavorano, l'et del
quale e le forze non riconoscono. Dico pertanto esser da tutti cercare i segreti e misteri posti
dal Creatore a ciascuna creatura. Poich, quantunque incredibile sia, che alcuno possa
conseguirne la perfetta cognizione, per all'uomo non proibito l'investigare la causa di alcuni
miracoli del supremo motore, perch con lo studio e la diligenza pu solamente imparare ci
che permette Dio; e cosi' anzi vi piuttosto di cui rallegrarsi di aver trovato col proprio
investigare qualcosa di che meritatamente lodare Iddio.
Le condizioni per la preparazione dell'Antimonio sono che per prima cosa si dissolva l'acqua, in modo da averne il
relativo zolfo.

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Primo : chiunque pertanto vuol essere vero anatomico dell'antimonio, osservi per prima la
divisione o apertura del corpo, acci con la debita strada ed a suo luogo, consegua il suo desi-
derio, senza incamminarsi negli errori .
Poi quello che si debba osservare nella preparazione dell'Antimonio, poich dal fuoco si deve operare il punto
principale. Poiche solo con il fuoco l'interna natura delle cose pu manifestarsi
Secondo : osservi il regime del fuoco, acci troppo non l'aumenti o diminuisca, lo raffreddi o
lo infervorisca, poich nel Fuoco il principal punto dell'affare, acci gli Spiriti del vino si
discaccino, si dissolvano e si rendano liberi ad operare, e quella virtu' attiva non si bruci e
perisca.
Nel formare i segreti dell'Antimonio si debbono dividere le sue parti [componenti] e le di lui sostanze, come sono il sale
lo zolfo ed il mercurio, che in lui sta nascosto
Terzo: osservi l'uso ed una certa misura, siccome gi di sopra nei cinque capitoli chimici
necessari gi dissi, che gli ripeter per per parabola.
Nella divisione una particolar cosa deve essere preparata, che poi nel fuoco verr eseguita ed
utilizzata. Siccome un beccaio, un ammazzato bove certamente lo forma in pezzi, ma l'uomo
non pu godere di quella carne se al calor del fuoco non la cuoce, che toglie la crudit alla
carne e la prepara in utile nutrimento. Imperocch se l'uomo affamato mangiasse quella cruda
carne, prenderebbe piuttosto un veleno che un cibo, perch il calor dello stomaco umano non
sufficiente a conquocere un corpo cos crasso e duro. Cos concludiamo amico, che essendo
l'antimonio un veleno piu' crasso, ed avendo un corpo minerale piu' duro di quello degli ani-
mali, se gettato nello stomaco senza preparazione e cozione, non si pu digerire, ma anzi forse
ad un medicamento si' forte potrebbe seguirne la morte.
Si deve aprire il corpo dell'Antimonio e cos levargli il veleno
All'antimonio pertanto, prima di tutto gli si tolga via il suo veleno, e lo si tratti a tal punto che
in eterno mai possa ritornare in veleno, siccome l'aceto non ritorna mai pi vino; da cui neppur
per la putrefazione pu cavarsi lo spirito di vino, ma solo aceto, che sempre sar aceto.
Dall'aceto non si pu estrarre lo spirito di vino infiammabile, perch quella forza ignea svan nella corruzione del vino,
allorch il vino pass in aceto
Per il contrario, se per la distillazione, lo spirito di vino dall'acquosit si separa, ed alla sua
esaltazione s'innalzi, mai si muter in aceto per un secolo intero, ma sempre sar spirito di
vino, siccome lo spirito d'aceto riman sempre spirito d'aceto.
Nella distillazione del vino passa prima lo spirito, lasciando l'acqua. Al contrario avviene nello spirito dell'aceto,
perch lo spirito del vino volatile, mentre quello dell'aceto fisso. Questa la prima chiave dell'arte.
Ora una specie mirabile di trasmutazione del vino in aceto, essendo fatto altro da quello, che
prima era nella sua vegetale essenza. Nella distillazione del vino si cava prima lo spirito del
vino, restando l'acqua nel fondo la quale nella distillazione dell'ceto, al contrario, per prima
si separa e lo spirito in ultimo, siccome altrove ho gi insegnato. Perciocch lo spirito del vino
forma il volatile perch esso volatile. Lo spirito per dell'aceto, che fisso, fissa le minerali
e vegetali medicine, acci possa assalire le cose fisse, e possa sanare i mali che fissi sono.
Osserva diligentemente queste cose, poich in questa primaria chiave il massimo
momento.
L'Antimonio con il suo medesimo aceto, che in lui sta nascosto, si deve preparare
Cos si deve preparare l'antimonio (il quale porta con se il suo proprio aceto) acci gli si tolga
il veleno e si trasformi in medicina, la quale mai piu' veleno dimostri o riceva, ma piuttosto
scacci tutti i veleni. La preparazione dell'antimonio consiste nelle sole chiavi di alchimia, per
le quali si apre, si divide, si separa; esse sono : la calcinazione, riverberazione e sublimazione.
Le chiavi della preparazione dell'Antimonio si prendano dal fuoco. Il mercurio dell'Antimonio precipitato cura
perfettamente la lue venerea
Similmente avviene nella estrazione della sua essenza, la quale in mercurio si deve vivificare:
il qual mercurio di poi deve precipitarsi in polvere fissa, come ancora, per arte, di poi pu
farsene l'olio, alla lue utilissimo, il quale i soldati francesi, poco fa, sperimentarono tale. E cosi
delle altre preparazioni trovate per benefizio della chimica.
Qui insegna la preparazione dell'Antimonio da una similitudine : se non putref non pu dare quello che in se contiene

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Esempio : quando un artefice, dall'orzo, grano o altre biade, vuol prepararne la birra,
necessario che passi attraverso tutti questi gradi, avanti che ne cavi la essenza, e la converta in
nobile bevanda.
Come per i vegetali, con la macerazione in acqua comune, si estrae lo spirito vitale. Cos nello stesso modo, dai
minerali, con la putrefazione e macerazione, si estrae lo spirito minerale, che la virt di quelli
Imperocch prima macera le biade nell'acqua finch si scoppino, come piu' giovine, allor che
dimoravo in Inghilterra, osservai esattamente. Questo niente altro che putrefazione. Con
questa chiave egli rende perfetta l'acqua, quindi lascia fluire e per un dato tempo lo lascia
stare, accicch acceso dal proprio ardore, col proprio calore medesimo si rappigli; e questo
chiamasi digestione. Eseguito questo, secca il grano cosi preparato all'aria, oppure al calore di
fuoco, ed la riverberazione o coagulazione. Cos' seccato, in prima si macina e se ne fa
farina, e questa la sua calcinazione vegetale. Fatto questo si cuoce l'acqua, acci cosi il
nobilissimo spirito estratto dalle biade, si mescoli con l'acqua, il che avanti la preparazione
non si sarebbe potuto fare. Pertanto la cruda acqua si muta in birra, e questa, in grossolana
maniera, la distillazione. I luppoli sono il sal vegetale e preservativo conservante la birra,
acci per una nuova putrefazione essa non perisca. Questa azione di cottura poco la conoscono
gl'Italiani [e] gli Spagnoli, [e] nella superiore Germania. Anche nel tratto del Reno mia patria,
poco periti di quella ho trovato. Fatte tutte queste cose per la chiarificazione, si fa una nuova
separazione, perch a questa cotta birra, poco di fermento vi si aggiunge, il quale la incita al
moto, acci spontaneamente si elevi e si separi per l'ebullizione il torbido dal chiaro, l'impuro
dal puro; onde la birra termina la sua operazione dovuta, acci penetri e faccia ci per il che
ella si d. Imperocch, per alquanto piu' lungo tempo, l'operativo spirito viene impedito dalle
impurit di fare il suo uffizio; il che si osserva similmente nel vino, il quale avanti la
maturazione, non pu perfettamente fare l'uffizio suo, se non dopo la separazione del puro
dall'impuro.
Lo spirito di vino nel mosto non appare se non dopo la fermentazione, dopo che abbia bollito il mosto. Allora lo spirito
del vino viene prodotto dalle sottilissime parti del mosto, le quali dalle altre si separano, non per localmente,
rimanendo nel vino come forma particolare di esso. Come dunque si estrae lo spirito dai vegetali, cos ancora lo spirito
dell'antimonio, il quale si ritiene che meriterebbe di essere estratto per via della sua virt : cio per putrefazione e
separazione mediante il fuoco
Il che di piu' si fa palese perch n il vino n la birra imbriacano per quel tempo che gli spiriti,
operanti avanti la separazione, non mandan fuori il nuovo spirito. Di poi una nuova
separazione si pu realizzare con una sublimazione vegetale, in modo che dallo spirito del
vino e della birra, un'altra bevanda per distillazione si estragga (cio l'acqua di vita) la quale,
ancora dalle feccie dell'uno e dell'altra si pu estrarre.
Il che fatto, la virtu' operante dal suo corpo vien separata, e lo spirito viene estratto mediante il
fuoco in modo che nel fondo il sedimento suo morto ed acquoso si lasci. Per la rettificazione
dell'acqua vita si forma l'esaltazione, acci con la spesso reiterata estrazione artificiosa
finalmente si faccia purissima, senza niuna flemma o acquosit, ed allora una libbra piu' fa che
per l'avanti facevano venti o piu', imperocch prestissimo penetra ed ubriaca, ridotta in sommo
grado di virtu' volatile.
I segreti si possono ricavare dagli scritti purch vengano attentamente letti
Vedi pertanto, o desideroso dell'arte, se desideri acquistare dai miei scritti la dottrina, e le
ricchezze dell'antimonio e la vera medicina, considera attentamente quanto ti ho detto,
imperocch in esso ogni minima letterina ha il suo significato, e niente viene proposto a caso,
anzi, dico che nei miei scritti ad ogni poco molte parole ho posto in vario modo, che se
l'artefice le considerasse, e conoscesse in che sta nascosto il vero scopo, mai si dorrebbe di di
rivoltare le carte rileggendole spesso, e sopra ciascheduna parola spendere pi scudi d'oro.
Jmperocch noterai che bench i miei esempi sian rozzi e triviali, sono per di gran peso e
momento. I libri miei certamente non voglio lodare, il che a me sarebbe indecente, ma nei
fatti, passato il pericolo, si loderanno da s stessi.
Io addussi esempi triviali perch, stando profondamente nascosta la virt dell'antimonio da
cose segretissime si debba estrarre; con tali esempi ti apro la strada; se a caso pi presto arrivi

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all'affare, a debito luogo comincia, e conduci al debito fine la tua avida considerazione.
Imperciocch la stessa ragione dell'antimonio, quale quella dell'uccello che vola nell'aria, il
quale qua e l si pu dirigere a sua voglia dove l'aria lo porta.
Nell'Antimonio si ritrovano tutti i colori e perci vari zolfi, perch il colore dipende dalle variet di zolfo e dal calore
innato. Cos sono anche le virt che sono molte e che anche dipendono dal caldo innato e dallo zolfo
Cos qui l'uomo il vento, il quale incalza l'antimonio dove egli vuole e lo forza a fermarsi in
quel luogo che gli prescrive, poich pu renderlo rsso, leonato, bianco e nero, come avr
voluto, e come il regime del fuoco avr regolato; nel quale certamente l'antimonio tutti i colori
restituir, i quali nel mercuri sogliono trovarsi, e che nessuno ammir. Perch la natura molte
cose permise, che n tu n io, n oggi n fra due n fra tre giorni , tutte le cose possiamo
imparare. Quando un ignorante tocca un qualche libro, non sa cosa in s contenga quella
scrittura, ed ignora il significato delle note; le quali vede nello stesso modo come la vacca
vede una porta nuova. Ma quando quell'inesperto, di alcune ne riceve l'uso ed il significato,
non le stima pi scienza, ma qualcosa in un certo senso semplice e intrinseca, della quale
esperienza ed uso diventa pratico, ed talmente fino in fondo lo pu intendere che niente di
segreto e di oscuro in quel libro rimane, avendo egli capita la lezione ed intelligenza del libro.
L'Antimonio un libro chiuso : chi lo sa aprire ed in quello leggere quello che gli insegna Dio un uomo grande
Cos l'antimonio un libro che non si sa leggere, dal quale di tutto cuore vorrei che tutti
fossero avvertiti (quelli che vogliono essere fatti partecipi dell'utilit di quel libro) affinche'
comincino a considerare le sue lettere, conoscerle e pronunziarle, acci si renda familiare la
loro lezione, e nella scuola da una all'altra classe essi siano promossi. Nella quale scuola, la
retta esperienza il direttore che giudica nell'esame chi ne debba ottenere il premio, e del cui
possesso avanti degli altri sia degno. Finalmente non celer a nessuno che molti sono gli
uomini che quotidianamente, ma stolidamente ed inconsideratamente esclamano cro-
cifiggilo! crocifiggilo! contro tutti quelli i quali agli uomini porgono i veleni dell'antimonio,
mentre essi seguitano preparare i veleni nella usual medicina, con le quali tanti uomini
miseramente si uccidono, quali sono il mercurio, l'arsenico, l'antimonio.
Niente vi nel mondo di cos velenoso che non contenga in se l'antidoto del suo stessp veleno. Perci si pu preparare e
togliere il suo veleno, lasciando in esso solamente l'antidoto
Ed in questi clamori inopportuni massimamente strepitano gl'indotti medici, i quali stessi non
sanno quale sia il vero veleno, quale il vero rimedio, come debba instituirsi e perfezionarsi la
separazione, acci dai veleni, tolte via le maligne qualit, si sostituisca la loro parte migliore.
L'antimonio, il mercurio e l'arsenico cos possono essere preparati che resistano a tutti i veleni e siano di antidoto
contro di essi
Io per medesimo dico ed esclamo contro quelli i quali con pernicioso consiglio agli uomini
porgono tali veleni, i quali non intendano la preparazione da premettersi, essendo che il
mercurio, l'arsenico, l'antimonio e simili, nella loro sostanza non preparata, veleni siano e tali
rimangano, mentre, dopo la dovuta preparazione, esalato, estinto e superato ogni veleno, siano
medicina, con la quale resistono a tutti gli altri interni veleni, potendoli (quelli) sradicare
fondamentalmente. Infatti il veleno preparato, che non pi sia veleno, resiste ai veleni che non
siano preparati, e poi similmente li prepara, acci lascino la loro velenosit. Egli li conforma a
s, bench per l'avanti siano stati veleni.
Siccome il male si pu sanare e del tutto togliere, cos il vekeno dal mercurio, dall'antimonio e dall'arsenico. Il veleno
in questi soggetti la loro stessa malattia. Il veleno si pu levare essendo un accidente e sostanza nella quale il veleno.
Quando rimane illesa libera dal veleno e sicuro rimedio contro gli altri veleni
Qui ecciter una gran guerra fra i dotti, sul significato di questi miei discorsi, se possibile sia
ci che scrivo, del che molti giudizi si spargeranno. Alcuni crederanno in verun modo alle
predette cose che si possa estrarre affatto il veleno, ne questo pu maravigliare, essendo
nascosta ai loro occhi la cognizione di questa cosa, n niente affatto aspirano d'imparare i
misteri di questo mondo. Altri in poco numero saran forzati di meco attestare che il cattivo
possa mutarsi in meglio, se i medici confessino che il male, in cui sta nascosta la malattia, pu
convertirsi in meglio. Essendo cos, necessario che mi concedano anche che il cattivo, che
nella materia medica sta nascosto, possa mutarsi in meglio, acci pi sicuramente e rettamente

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e con maggior profitto si adopri. Ma essendo che da parte di molti s'ignori la esperienza e la
scienza di regolarsi, pochissimi rimarranno costanti nella difesa dell'opinione da me proposta,
e si lasceranno superare dagli schiamazzi della turba maggiore. Veleno, veleno, veleno! Cos
so che canteranno e grideranno contro l'antimonio, molti circonduttori, cianciatori,
fumivendoli medici infingardi, empirici e tutti gli altri che si ingeriscono in medicina. Ma
rimarr sempre vero, e dalla virt della dovuta preparazione vinti i suoi nemici, i pertinaci e
perfidi detrattori dell'antimonio si deprimeranno e periranno in eterno.
Qui tacciano sommamente i medici che gridano contro l'Antimonio come lupi. Lo dovrebbero piuttosto lodare, essendo
rimedio sicurissimo quasi per tutti i mali.
Parlo a voi, peritissimi dottori, che persuadete i cesari, regi e principi, anzi li ammonite che si
astengano da questa o quella medicina, come nociva, velenosa e pericolosa. Quanto ridicoli
voi mi sembrate, io lo taccio per non farvi arrossire, vedendo e sperimentando che parlano
reputandosi dottissimi dalla loro sola opinione, senz'alcuna nuova osservazione del "prima",
che sia incognita a loro. Perci altrimenti non possono parlare n giudicare.
L'Antimonio ben preparato il vero antidoto dei veleni, essendo che la sua sostanza pura e matura abbia simpatia con
tutti i veleni
E se mi fosse possibile, da te chiamato, darti tal veleno, lo darei sicuramente da me preparato,
bench tu, dottore, il quale n osservasti n intendi, lo giudichi vano e falso. A me questo
niente importa. Io seppi difendere il mio, e lo confermer con la esperienza. E se a me con tal
dottore fosse lecito disputare in scuola legittima, son certo che io rimarrei primo nell'ufficio di
prescrivere i medicamenti, e che esso con vergogna sarebbe nell'inferior luogo scacciato non
sapendo che cosa amministri ai suoi infermi, mentre non sa la qualit dei rimedi, se sian
bianchi, neri, rossi, celesti, freddi, umidi, o secchi, perch egli legge solamente nei libri.
Si devono conoscere i colori dei rimedi e le loro qualit interne, perch dai colori esterni si manifestano le cure interne.
Tutte queste cose sono dette per biasimo dei medici volgari
Ottimo Iddio, cosa si fa? Come questi uomini curano i loro infermi? Guai, guai, nell'ultimo
giudizio troveranno l'esito, e vedranno per giustizia in che cosa abbiano inciampato. Pensano
del tutto che si tratti del guadagno e di nient'altro. Se per procurassero d'intendere la loro
vocazione giorno e notte, penserebbero a conseguire maggior virt, ma costandogli la fatica,
non sanno passare avanti, ma s'incurvano; e con gli schiamazzi difendono la loro cura; e tanto
basti di loro.
Qui l'autore indica che la medicina vera non si pu apprendere senza l'alchimia, la quale sola puperfezionare e
preparare i medicamenti
Dio benignissimo, muta i tempi, d fine alla superbia, contrasta agli alberi, che non crescano
fino al cielo, d il tuo soccorso a chi in te confida, acci alla presenza dei suoi detrattori
resistano.
La potenza divina insita da Dio in tutte le creature non pu mostrarsi, senza l'alchimia, per via naturale
Voglio ammoniti tutti i fratelli che meco abitano in questo convento, perch meco
continuamente preghino per la fertile medicina, acci Iddio illumini i detrattori di essa, perch
astenendosi dai loro errori, conoscano la potenza del loro Creatore, insita in quella, e la
ritrovino illustre e precipua all'anatomia, e con la fatica intendano le cose intime, le quali
negl'interni profondissimamente nascoste stanno. E spero che il creatore del tutto sar per
udire le mie preghiere, il che se non lo far per i miei fratelli vivi, forse seguir dopo la nostra
morte, ai quali Iddio dar grazia che gli occhi caliginosi e stupidi dei nemici, ricevano la vista,
e con vera illuminazione, ritrovino la dracma perduta: lo permetta Iddio. E cosi sia.
Ancora sull'antimonio. L'antimonio in arabo detto azinat
Avendo stabilito di proferire l'intera e perfetta opinione dell'antimonio, a questo pertanto do
principio. Del nome di esso poche cose dir, note gi per avanti agli Arabi e ai Caldei , cio
che lo stibio fin qui dai Latini stato chiamato antimonio, ma i Tedeschi studiosi della lingua
significativa, lo chiamano spisglas, cio vetro astrato o raggiato, perch quella materia
raggiata, e da essa pu farsene il vetro, separatamente o coll'aggiunta di diversi colori in quello
nascosti, da esso ricavabili.
Tutti i popoli osservarono l'Antimonio per investigarne le virt, ma per la frode del demonio, furono loro occultate,

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affinch un tanto bene non fosse noto agli uomini e non rendessere le dovute grazie.
Giudichi pertanto ciascuno che quando i Caldei, gli Arabi, i Latini, i Tedeschi, ed altri popoli
hanno osservato l'antimonio, non stato invano da essi osservato, ma anche ne hanno
osservato gli usi e le virt.
Ed del tutto credibile che, seguitane l'eresia, le lodi e le virt di quello si siano perdute a
causa della violenza per certo dei nemici. La verit si pu opprimere, essendo che il diavolo,
per i peccati, per la nostra cecit, possa molte cose permesse da Dio. Imperocch Satanasso,
nemico degli uomini (acci si impedisca ed affatto si sommerga la verit della medicina
sincera) , adopera tutti i suoi sforzi e le sue arti adopri per nascondere la potenza di Dio, e per i
benefizi [diabolici ] a lui propri nessuna grazia si doni all'uomo, anzi gli si sottragga il naturale
aiuto. Non essendo dunque necessario che il nome dell'antimonio istituisca una disputa, perch
il nome non d n toglie nulla, ed essendone ogni lode nella preparazione, sar necessario che
con la virt infusagli dalla natura e dal creatore comunicatagli, tralasciato il nome, io descriva
la preparazione di esso, per la quale si facciano palesi le virtu' di quello, e lodi immortali
conseguisca.
Prima per che io reciti le virtii dell'antimonio, avendo confessato che questo sia un mero
veleno, devo proporre al lettore un esempio sul modo di attrarne il veleno, ed acci meglio lo
esegua deve essere un veleno a lui simile piu' d'ogn'altra cosa, imperocch osserva, o amico
lettore, che il vero corno dell'unicorno tutti i veleni da s rigetta, il che si prova cos': vicino ad
un vivo ragno forma o disponi un circolo con tale corno; il ragno da quel circolo mai uscir se
ben vi osservi, perch fugge il suo contrario.
Il vero unicorno rigetta tutti i veleni. Cose mirabili si dicono dell'unicorno. Un veleno attrae un altro veleno per
simpatia ed omogeneit
Ma se ivi fosse un altro veleno, non lo fuggirebbe, ma per quello passando fuori del circolo
sarebbe sortito. Similmente se un denaretto concavo nuoti in un vaso pien d'acqua, accostato a
quello il corno, senza contatto corporale, lo scaccia da s lontano, il qual fugge sopra l'acqua
come l'anatra previdente un 'archibugiata, ma se ad un puro pezzetto di pane non adulterato
che nuoti nell'acqua si accosti, lo stesso corno, senza contatto, subito a s attira il pane, ed il
pane nella circonferenza seguita il moto del corno, il che maravigliosissimo in natura, che
tutte le cose a s omogenee lo seguitino e le contrarie l'odino e lo fugghino. Da ci i medici
prendino l'occasione di considerare, che i veleni dai veleni si attraggono, e similmente i non
velenosi dai non velenosi per maniera magnetica si attirino.
In quanti modi il veleno attragga il veleno, in modo tale da non nuocere
E cosi' i veleni in due modi si scacciano: prima col contrario, il quale gli resiste, siccome dissi
del corno dell'unicorno; secondo da un simile, che un veleno attragga l'altro a s in forma
magnetica. Per necessario che il veleno in tal forma sia cosi preparato, cio che la
velenosit sua sia convertita in medicina corrompendo il veleno con la forza attrattiva. Cos' il
sapone leva dai panni l'untuosit, bench prima sia stato untuoso; ma quando dalla calcina,
olio ed altre aggiunte vien preparato per la cozione e separazione (massimamente col benefizio
del sale) cessa allora di ungere e toglie le macchie. Cos con l'aiuto di Dio, similmente il
veleno, previa la debita preparazione, pu cessare di esser veleno e farsi medicina attraente,
estraente e dissipante di altri veleni, e restituente la pristina sanit. Ma acci io possa spiegarei
agli studiosi dell'arte la causa di conoscer le doti di natura, e quale sia il veleno buono o quello
cattivo, o pure altro, addurr in proposito degli esempi confermanti la verit, la quale gli
arroganti medicastroni per la negligenza e infingardia non per anco conobbero.
Come il freddo attrae il freddo, il calore l'altro calore, cos il veleno attrae il veleno
Prendi un uovo diacciato dal freddo l'inverno, e quello poni per un poco nell'acqua
freddissima, ed allora il freddo dell'acqua attrarr il freddo dell'ovo e lo restituir nello stato
primiero. Cosi chiunque s'imbatta in un membro intorpidito dal freddo, gli applichi quanto
prima una gelatissima acqua di neve, e cos il freddo attrarr l'altro ed il membro si saner.
Cos la cancrena curata dallo spirito di vino e dall'olio dell'Antimonio, i quali sono serpi
Cos da un sommo ardore attratto un membro, che con sintoma fervente abbia patito, applichi
della materia calda, cio uno spirito di vino rettificato, e la quintessenza del solfo, le quali cose

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son calde in sommo grado, e sperimenter che il calore attratto dal calore in forma magnetica,
non solo gli apporter riposo, ma in ogni modo ancora la sanit. Con piu' esempi, e irrefra-
gabili al nostro proposito, confermer la mia sentenza o parere.
Lo sperma delle ranocchie il rimedio dei nostri serpi
Prendi lo sperma delle ranocchie, che apparisce nel principio di primavera, posto sopra di una
tavola seccalo al sole e polverizzalo.
La cenere di rispo l'antidoto del suo veleno
Questa polvere spargila sopra i morsi dei serpenti ed altri animali velenosi: tu gli porgi un
fondamento di sanazione, com'altre medicine gli possono portare.
Perch il rospo calcinato viene privato del suo veleno, onde la calce di esso attrae il veleno simile, del quale rimasto
privo durante la calcinazione
Il medesimo seguir se un pannolino spesso, bagnato con il suddetto sperma, asciuttato, ed in
fila formato si applichi. Ti addurr inoltre un altro esempio ancora per fondamento della
verit. Prendi un rospo vivo, seccalo prima al sole, di poi in una pentola coperta e lutata,
rendolo in cenere, sminuzzalo. Poni la polvere sopra le ferite velenose, ch allora un veleno ne
attrarr l'altro. Perch la virt patente ed effettiva, perch la combustione e calcinazione del
rospo ha virtu' di attrarre il veleno.
Questo esempio certo et indubitato scientifico, di un veleno attraente l'altro, ti serva nel resto.
Pertanto se alcuno sar attaccato dalla peste, e questo diligentemente avr osservato, rinverr
verissime essere le cose da me scritte. Poich il solo astro del Sole e lo spirito di mercurio,
insieme adoprati, molti conservano dalla peste. Lo spirito di mercurio certamente, attraendo i
veleni a s simili, vera cura di tutti i veleni. Ma perch l'astro del Sole (siccome dall'operante
vivifico Sole nascono tutte le cose) in genere universalmente supera tutte le cose, e la virtu'
attiva suprema costituita nella virtu' del medesimo. Cio nell'astro di esso[i], di dove tutti i
metalli e minerali principalmente ricevono la origine ed accrescimento nella generazione; del
che piu' diffusamente parler, quando affidato alla tua coscienza, ti manifester l'astro del
Sole.
L'astro del Sole e lo spirito del mercurio solvono tutti i veleni. L'astro del Sole il solfo del Sole, e la sua
tintura separata dal corpo; ma lo spirito del mercurio l'essenza del mercurio, e la sua acqua acida, o
solfo di lui rosso o bianco, il quale con una cozione perenne si cava. L'antimonio ha i medesimi effetti come
l'oro; perch poi l'antimonio non puole innalzarsi a tanto di virtu' come l'oro. La purit e maturit
dell'oro la sola causa. Ma il solfo dell'antimonio si pu cuocere e maturare, ed allora eguaglia l'oro in
virt
In queste cose [il Sole] contenuto e li si pu osservare che cosa possa l'oro corporale, [e] se
l'antimonio produce i medesimi effetti dell'oro; ma non assale l'astro del Sole, perch alla
presenza di lui teme e trema. Bench l'antimonio si vanti di abbondare in [che lui molto
avanzi fondamentalmente] molte medicine, per non pu universalmente fare ci che pu
l'astro del Sole, che porta seco una celeste indicazione di verit. Taccio l'astro di Mercurio,
poich quantunque sia creato da una stessa materia, malgrado ci, per la penetrabilit dell'astro
del Sole, egli cede ad esso il luogo di prerogativa.
Tutti i miei libri proseguono la esperienza in sequenza, [sic]come il rame, il rame preme. Ci
che appartiene alle sue virtu', lo si osservi esattamente e si provi col fuoco e con il giudizio.
Cos questi miei scritti, negozi e proposizioni e medicine, si devon porre ad un certo scopo e
termine nella scuola, seppure il giudice conseguisce una sede vera ereditaria, e la gloria e
l'onore dalla presa strada debbano portar via.
Vulcano oppure il fuoco il giudice vero e legittimo delle opere dei chimici.
Quel giudice solo Vulcano, glorioso artefice nel fuoco suo elemento. Prendi esempio da una
certa innegabile prova: quando alla pietra focaia si urta l'acciaro, il fuoco eccita il fuoco con
l'urto e col moto violento. Il solfo nascosto o il fuoco occulto con quell'urto si manifesta, si
accende nell'aria, acci attualmente e sensibilmente bruci.
Il mercurio, il sale ed il solfo dell'antimonio, si devono separare dall'antimonio, e separatamente con-
servarsi, acci si depurino, ed allora si devono congiungere.
Il sale rimane nelle ceneri, ed il mercurio simile al solfo combustibile se ne vola. Di qui
intendi che l'antimonio in un certo modo si deve assalire, acci il di lui mercurio si separi dal
suo solfo e dal sale, con i mezzi permessi dalla natura.
Tutte le cose de vono separarsi dalle loro feccie acci dimostrino la virtu', e questo si ottiene col solo
fuoco, ilquale solo conobbe questa virtu' di separazione

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Dato che il fuoco nascosto nella [sua] materia [delle cose], niente di utile o di permanente
pu apportare se non si manifesti, cos vale per tutti i rimedi, se non si separano dalla piu'
crassa parte, si rettificano, si solvano, si chiariscano e arteficiosamente si preparano, acci tutti
conoscano la fatta separazione del puro dall'impuro, la terra metallica divisa dal ricco metallo,
e si concepisca una certa ed infallibile speranza. Cosa che non pu farsi prima che il fuoco lo
apra e lo solva in certo modo di operare.

Sommariamente cos' spiego la natura dell'antimonio.


Tutte le cose occulte, mentre occulte sono, possono dirsi artifizi: rivelato l'arcano, termina
l'arte, e si fa un lavoro, siccome altrove ho insegnato.
Il miele in veleno pu convertirsi.
Come appunto quando l'ape succhia il miele dai fiori con l'arte da Dio concessagli, in cui si
contiene la virtu', il succo ed il conforto della medicina, dal quale si fa palese la medicina.
Il miele qualora si faccia corrosivo sommo veleno.
E per il contrario dal miele dolcissimo si pu fare un corrosivo e veleno pessimo, il che
credono i soli esperti, e lo sanno i soli osservatori. Il miele per non da disprezzarsi n da
rigettarsi, perch per la eccellentissima sua dolcezza distruttivo della sua medicina, qualora
un corrosivo da lui si prepari, senonch l'inesperto medico non lo sa preparare.
Pertanto qui fisso la croce fino al di del giudizio agli ignoranti ed non dotti medici,
imperocch il miele cos' preparasi: dagl'escrementi degli animali bruti moltiplicansi i fiori del
prato, o campi stercorati; erbe e piante producono [il] parto della terra; da queste piante, erbe e
fiori; le api estraggono il succo o la quintessenza, dalla quale si fa l'alterazione o generazione
dell'uno dall'altro, Cio un cibo di forma e sapore dissimile al primo, ossia miele. Dal miele si
prepara all'uomo un cibo comodissimo, soavissimo ed utilissimo a molte cose.
Dal miele il cibo ed il veleno.
Dal medesimo miele si pu preparare una essenza velenosa, dannosissima agli animali e agli
uomini.
Considera pertanto, o fisico, qualunque tu sia, giovane o vecchio, dotto o ignorante, ricco
oppur povero, come tu sei. Seguita me e la natura, che io senza bugia fondamentalmente ti
insegner presso alla verit, quale sia la giustizia o l'ingiuria, e come possa separarsi il buono
dal cattivo, l'infimo dal supremo.
Dall'antimonio si fa una somma medicina.
Dall'antimonio certamente si pu preparare una medicina (dalla quale primieramente ogni sua
velenosit mutasi in medicina) che tutti i mali possa levare e consumare, ed inoltre penetrare a
guisa di fuoco. Sappi dunque che l'antimonio si deve preparare in [forma di] vera pietra simile
al fuoco, circa la virtu' siccome dissi; dalch questa quintessenza d'antimonio da me viene
chiamata pietra fuoco, [solo] se prima ella sar stata condotta alla sua coagulazione, e se la
nostra pietra fuoco sar stata ben preparata (come alla fine di questo trattato pi prolis-
simamente ne scriver).
La pietra fuoco si pu fare dall'antimonio, e quali virtu' abbia.
La medicina di esso simile a quelle le quali consumano gli umori maligni, purificano il
sangue fino all'ultimo grado. Produce tutti quegli effetti che si ritrovano nell'oro potabile.
Perci ti prego, mio dottore non dottore, quando niuna preparazione tu abbia ancora imparato,
e molto meno sappi l'uso che ti propongo, di non giudicare con la sola opinione tua, e con i
testimoni dei tuoi inesperti pensieri, anzi piuttosto prima accostati all'opera, impara il modo di
preparar l'antimonio, come ivi si debba procedere, come si debbano scacciare e separare i
veleni, in che modo i veleni si devon rivoltare e separare, ed al posto di essi si deva introdurre
un salutevole rimedio. Il che se farai, giudicherai veramente delle cose le quali, una volta ti
erano e gi sono incognite.
Oh miseri mondani sofisti, i quali gravidi di falsa sapienza camminate, ad un falso
fondamento, state appoggiati, volate per l'aria con vani pensamenti e non sapete il fine del
vostro riposo.
riprende i medici i quali disprezzano l'antimonio, perch con la chimica arte non ne sanno, ignoranti che

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sono, cavarne fuori la virt
Vi ammonisco per la ragione che sarete tenuti rendere nel di del tremendo giudizio contro di
tutto. Cercate, imparate quelle cose delle quali vi dovete servire, che cosi' avrete fatto il vostro
dovere; l'altre cose lasciatele a Dio, il quale vi dar la sua benedizione, n vi priver del suo
aiuto. Pigri asinelli che niente di pi vi curate, imparate e temete d'annerirvi le mani con i car-
boni. Non giudicate, non date maggiore occasione a ch la sentenza venga portata contro di
voi, la quale i figli dei vostri figli, la possano scrivere nell'incorruttibile libro.
Contro la natura mai si deve combattere da parte del medico, perch il medico il servo della natura, e
non un nemico.
Ogni medico si guardi avanti di tutto di non prescrivere cosa alcuna di contrario alla natura,
per non essere escluso dalla speranza di restituire la sanit, come se infondessi lo spirito di
vino nell'acqua della separazione : ne seguirebbe un incendio: una natura non pu soffrire
un'altra contraria. Chi poi pu unire quelle, e congiungerle secondo il costume filosofico, pu
far molte cose in un amen.
L'olio di tartaro e l'aceto combattono fra di loro.
Cos l'olio di tartaro e l'aceto non si possono unire per lo scambievole odio che han fra di loro
(bench ambeidue dalla medesima materia sian nati).
l'ufficio del medico nella cura dei mali.
Cosi il medico user diligenza nell'esaminare tutte le circostanze del malato per risanarlo,
acci da una medicina del male non ne formi la destruzione del malato.
Il ferro disciolto nell'acqua, e precipitato coll'olio di tartaro da una polvere da cannoni di mirabile efficacia.
Come quando il ferro rovente si estingue nell'acqua forte e subito vi si versa l'olio di tartaro,
appna il tuo vetro conserverai intiero, ma quelle contrarie nature scacceranno il fuoco da s a
guisa della polvere da cannoni. Se ne deduce che il nostro dottor togato forzato a star quieto,
non sapendo da che sia forzato a star cheto.
Miseri uomini, poco dotti dottori, medici inesperti, i quali scrivono lunghe ricette, Iddio vi
restituisca la vista, acci conosciate i miracoli di Dio, considerate le di lui opere. La carit del
prossimo radichi in voi, acci cerchiate la vera medicina, la quale il celeste Padrone del tutto,
colla sua mano onnipotente e con l'eterna sapienza form, e ci ha donato per utile dell'uomo,
nobilissima sua creatura.
la vera medicina che loda l'autore non quella loro e volgare medicina; ma quella che nelle intime parti dei
misti nascosta, la quale con la sola chimica si pu cavar fuori.
O miserabile, putrido e fetido sacco di vermi, che cosa pensi maneggiando le cortecce e
lasciando le midolle, n mai al tuo Creatore rendi grazie per le cose mirabili sue. Retrocedi ed
in te ritorna.
Si duol quivi l'autore che la medicina non bene si amministri, e che manchi dell'alchimia.
Incalza sempre i contumaci medici i quali vilipendiano l'arte chimica. Di qui raccogliesi che l'autor nostro aveva la
vera pietra filosofale, asserendo egli di avere avuta una immensa salute ed il benefizio delle ricchezze, per il che
ringrazia Dio per gli immensi benefici fattigli.
Dipingi te stesso e l'effige della tua forma, acci ti vergogni della tua ingratitudine. Perch non
cercasti quelle cose le quali nascose Iddio nei beni da lui concessi. Taccio perch sono
ecclesiastico, altrimenti alzerei la mia voce contro i contumaci uomini, i quali non conobbero
ancora la verit, ma ignoranti mendacemente, e senza causa, la perseguitano, la calunniano, la
vituperano, e per quanto possono l'opprimono. Ottimo Iddio sedente nel trono eccelso, che
governi il cielo e la terra, quali tu stesso creasti, conservando le stelle, disponendo gli elementi
e i firmamenti, acci insistino nel corso lorro, guarda per una volta il gioco di questo ingrato
mondo, instruisci i figlioli degli uomini a conoscere internamente ci che all'esterno tu gli hai
proposto, acci Tu sii glorificato nel trono tuo, nella potenza tua conosciuto, e lodato nel-
l'infinito dominio tuo. Io certamente indegno uomo rendo grazie all'altissima maest tua, per
gli immensi miracoli e tuoi benefizi, della sanit e delle ricchezze: niente altro in questo
mondo corruttibile ti posso rendere.
L'autore arriva a trattare della natura dell'antimonio.
Acci per cominci a scrivere dell'origine dell'antimonio, nella quale esso conseguisce lo
imperio e dominio onde nella perfetta sua operazione s'innalza, proporr la sua radice e la sua
generazione nelle viscere della terra, a qual predominio di astro egli sia sottoposto e quali
elementi lo abbiano concotto.

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Cosa sia l'antimonio.
Sappia dunque lo studioso dell'arte nient'altro esser l'antimonio che un fumo o vapor minerale
prodotto superiormente dalle stesse viscere della terra, e di pari passo digerito dagli elementi
in coagulazione di forma.
L'antimonio si produce dall'astro di Mercurio
Conoscano similmente tutti che l'antimonio riceve dal medesimo astro [di mercurio] l'essenza,
virt, facolt, operazione, e tutte le qualit di principio e radice allo stesso modo che il
mercurio del volgo, per con pi dura coagulazione, essendo ridotto a pi dura conformazione
in paragone al mercurio del volgo o corrente, a cui manca tale indurimento.
Perch l'antimonio non mercurio fluente.
La ragione si perch partecipe (con i suoi tre principi) di un sale pi crasso, bench fra i
principi in quello [Antimonio] il sale ottenga il posto pi piccolo.
L'antimonio ha piu' di sale che il mercurio volgare
Pi per ne ha che il mercurio del volgo da dove ha conseguito la sua coagulazione; perch il
sale in tutte le cose d la durezza, il che manca al mercurio del volgo proprio per la poca
quantit di sale.
Per quale strada si possa coagulare il mercurio del volgo, e ci si pu fare col solo sale metallico fusibile e permanente.
Il mercurio del volgo un mero fuoco. l'Antimonio non si brucia con il fuoco, e da esso si fa l'olio incombustibile.
Nel quale (mercurio [del volgo]), inserendosi invisibilmente un ardente solfo, si conserva nella
sua fluidit, n si pu coagulare se non che con l'aggiunta di altri spiriti metallici, [il quale] e
nella matrice di Saturno pi degli altri potentissimamente si versa.
Ed altrimenti non pu seguitare se non abbia la pietra dei savi, per la quale i suoi tre principi si
facciano concordi, ed esso conseguisca il suo corpo fusibile, malleabile, solubile e
congiungibile a guisa degli altri metalli.
Altrimenti il mercurio sempre mercurio corrente, fino che questa qualit ad esso non venga
tolta. Perci tutte le cose naturali e vegetabili, troppo son deboli per rendere il mercurio in una
durezza fissa, permanente e malleabile, perch esse non son di specie metallica. Imperocch il
mercurio un vero fuoco, onde da niun fuoco pu bruciarsi, niun fuoco lo tocca in modo da
poterlo distruggere, imperocch o presto se ne fugge e spiritualmente si risolve in olio
incombustibile, oppure, dopo la fissazione, rimane costante, cos che nessuno pi gli possa
togliere alcuna csa.
Il mercurio fissato simile all'oro.
Altrettanto lontano che anche da esso si possa fare ci che per arte si fa dall'oro; poich dopo
la debita coagulazione esso si fa simile in tutto all'oro, perch sortisce la medesima radice,
stirpe ed origine con l'oro.
Acci poi che la mia proposizione non sia pi prolissa, e parlando qui del mercurio introduca
disputa, ma semplicemente e candidamente descriva il principio dell'antimonio con
fondamento, prendo congedo dal mercurio acci si continui l'antimonio.
Quelle cose che del mercurio si dicono, si possono dire ancora dell'antimonio.
Quelle cose poi che introdussi per parabola del mercurio, non sono invano addotte per ulterior
meditazione, ma perch pi rettamente intendasi l'antimonio, il quale anche ha origine
mercuriale.
Tutti i metalli e minerali da uno e medesimo vapore e fumo banno origine
Il fumo e vapore metallico, passano in acqua nelle viscere della terra, e finalmente colla terra si coagulano.
Osserva questo, notalo, intendilo, e consegnalo all tua mente, che tutti i minerali parimente
che i metalli nascono da un sol principio, cio dal vapore, quale le stelle superiori
dall'elemento della terra ne cavano, come prima certa distillazione del macrocosmo o mondo,
[nel quale macrocosmo] l'influsso del sidereo calore supernamente, per propriet ignea ed
aerea, opera negl'inferiori, acci la virt spiritualmente e invisibilmente vi s'insinui.
Il qual vapore si risolve nella terra, e quasi fluisce in acqua, dalla quale acqua minerale di poi,
tutti i metalli pervengono alla loro maturit e perfezione, e da quella si forma questo o quel
metallo o minerale, secondo la ragione del principio predominante (di no dei tre principi), o
abbondi in uno, ovvero in due, od egualmente siano mescolati; dal che alcuni metalli si fanno

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fissi [possono risultare], ed altri non fissi, quali sono l'oro e l'argento, il rame, il ferro, lo
stagno, il piombo.
Certamente oltre i metalli noti, dai medesimi tre principi, per ragione della diversa
contemperazione di quelli, si generano diversi minerali, quali sono: il vetriolo, l'antimonio, la
marchesite ed altri simili elettri e minerali, il numerare i quali sarebbe superfluo.
L'astro del Sole si dice quella forza del Sole che lume puro o solfo, generante il Sole e coagulante il suo mercurio.
[Essendo che poi] l'oro nel suo astro e generazione [e generatore] subito dotato, e per
inclinazione ha preso del solfo e del mercurio pi duro e pi perfetto che non gli altri restanti
metalli e minerali. Perci la sua virt operativa in atto pi larga, estesa e potente di quello
che siano gli astri degli altri metalli e minerali; perci nell'astro del Sole tutte le cose si
trovano pi perfette per l'eminente sua virt (se cio col benefizio del fuoco sar stato ridotto
alla sua maturit) di quelle le quali si ritrovano negli altri metalli e minerali.
Il minerale nel quale abbondi il solfo del Sole l'antimonio, n altro minerale si trova in cui il solfo del Sole si domini
come sotto appare in questa pagina
E per unico quel minerale (spesso da me rammentato) nel quale il solfo del Sole, egualmente
forte, anzi piu forte ritrovasi che nello stesso Sole.
Marte e Venere
Siccome anche due generi di metalli si trovano. Dei quali qui non luogo di parlare, ma
invece di descrivere la natura dell'antimonio gi incominciata.
altra definizione dell'antimonio e cosa sia l'astro poi del Sole.
Il rame partanto dell'antimonio [?] col suo mineral vapore fluendo in acqua, la quale
spirituale emanazione delle stelle l'astro vero dell'antimonio.
Vapor minerale acci si faccia antimonio
La qual'acqua dall'elemento della terra, per la forza delle stelle e di poi del fuoco abitante
nell'aria diseccata per la coagulazione, fu formata cosa palpabile, dalla quale formalmente
l'antimonio ne nasce, nel quale predomina il solfo.
Il solfo dell'antimonio predomina onde una tintura potentissima che egualmente dall'oro si pu cavare.
Il mercurio viene subito dopo in ordine di quantit, [e] la minima porzione del sale, bench il
mercurio abbia preso del sale quanto basta per conseguir forma dura e non malleabile. Di
qualit secco e calido, freddo ed umido non molto, come similmente il mercurio del volgo e
lo stesso oro corporeo, pi hanno di calore che di freddo.
Qualit dell'antimonio quali siano
Bastino queste cose della materia e dei tre principi dell 'antimonio, e del come dall'Archeo
nell'elemento della terra sia stato perfezionato.
L'Archeo la forza producente e generante di tutta la natura, la qual dipende dal caldo innato della natura
L'Archeus o Separator un termine paracelsico, e personifica lo spirito del mondo, il Soffio vitale che lo governa e lo
percorre.
Ma perch agli studiosi dell'arte non appartiene questa filosofica perquisizione e a molti poco
li importa in qual centro l'astro dell'antimonio risieda e di dove nasca, ma piuttosto il sapere a
che cosa sia buono, ed intendere la di lui preparazione e riduzione al dovuto stato, acci le
virt ed operazioni, da tutti decantate, possano essere conosciute, perci con lunghe ritorte non
gli tratter, ma brevemente e sinceramente scriver quali particolari opere mie nell'antimonio
io abbia osservato, bench per la brevit della vita nessuno lo possa perfettamente esaminare,
essendo che nella di lui preparazione i miracoli scambievolmente ne conseguino, di grado in
grado, di colore in colore, e similmente in altra virt, facolt ed operazione.
Non basta la vita dell'uomo ad indagare gli arcani dell'antimonio, tanti e tanti ne ha nascosti, che quasi siano infiniti.
Benigna la natura, benigno Iddio: ivi pose il veleno dove colloc il rimedio.
Pertanto l'antimonio un veleno non lieve, ma particolare ed altissimo agli uomini, e mortale
per gli animali; onde il volgo dei medici e l'ignorante plebe, non avente alcuna cognizione
della vera medicina dell'antimonio in quanto velenoso, ne rigettano l'uso. Ed i medici come
pericoloso lo proibiscono ai grandi, e i professori agli scolari nelle accademie fino alla collera
garriscono: guardatevi, guardatevi dall'antimonio, poich pretto veleno .
A niun patto si deve credere a tali clamori, perch l'antimonio verissima medicina di tutti i mali.
Da queste opinioni commossi, i cittadini dei castelli proibiscono l'uso dell'antimonio, impe-
rocch a questi clamori, molti degli uomini furono talmente commossi, che fino alla mia et,
niuno dell'antimonio volesse sentirne parlare, nonch confidare nei suoi rimedi, bench cose

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immense ed incredibili si trovino in esso.
Nell'antimonio stanno ascosi immensi et indicibili rimedi, ed infinite ricchezze ancora.
Dico il vero, il vero dico, veri sono i miei scritti, e ne chiamo in testimonio Iddio medesimo,
che non vi sia sotto il cielo pi sublime medicina, sulla quale colonna un ricco capitale si pu
fondare.
Ci che nascosto nell'antimonio il compendio della virtu' di tutta la natura.
Figlio mio, nota le mie parole, osserva, lettore, gli scritti miei, osservate, o sapienti, gli
sperimenti da me notati dell'antimonio. La mia teoria si appoggia alla natura, e la pratica
all'esperienza, molte volte dimostrata agl'increduli, che ne hanno ammirato il suo frutto Nel
principio confesso, ed ho confessato, che l'antimonio sia un vero veleno avanti la
preparazione.
Rigetta l'autore le ragioni, per le quali si prova che, dell'antimonio, non ce ne dobbiamo servire per esser veleno.
E vero, signor dottore di bacca-laurea, o medico senza grado, essendo tu insepolto dell'arte,
perch schiamazzi e suoni: lasciami parlare, ricordati del tuo discorso, e nota la dottrina che io
ti propongo. Tu dici: l'antimonio veleno, dunque niuno deve di quello servirsi; male
concludi, dottore, e maestro di baccalaurea, medico di cappel rosso. Ma ottima triaca si fa del
veleno: dunque, [tu dici] niuno lo prenda in corpo, perch in essa vi il veleno. E come quadra
questa dottrina? Non dispiace forse alle tue orecchie questa voce? L'antimonio dopo la
preparazione cessa d'esser veleno, e tutto mutato per l'arte spagirica si fa medicina, siccome
dalla vipera velenosa si fa la triaca. Ma avanti la preparazione dall'antimonio non otterrai utile
veruno, ma incomodi e danno.
Vulcano il segreto padre dell'alchimia. [l'Artefice, colui che agisce in nome dell'ispirazione]
Il futuro scolaro dell'antimonio, gi fatte le preghiere [ispirazione nella sacralit],avanti di tutto
frequenti la scuola di Vulcano, il quale il maestro di tutti i segreti e il dottore; [le] quali cose
gli scioli disprezzano, mentre, per la loro pigrizia, nessuno arcano da quello imparano, e per la
loro infingardaggine la manifestazione di quelli arcani se ne sta ferma et oziosa; alcun rimedio
affatto senza il fuoco si pu fare. E schiamazzino quanto vogliono i pazzi.
Disprezziamo dunque i derisori dell'antimonio, fino a che essi qualche cosa di meglio mandino
a luce sull'antimonio.
Dall'antimonio, ugualmente che dall'oro possono farsi i rimedi.
Particolarmente sappiamo che dall'antimonio i rimedi si possono fare [c. 29] simili a quelli, i
quali stanno nascosti nell'oro e nel mercurio (eccettuato l'astro del Sole), dai quali si fa l'oro
potabile, sanante la lebbra, e lo spirito di mercurio, rimedio supremo del mal francese ed altri
molti, bench quei disprezzatori n li sappiano n li possano discoprire. Lo ignorante non ne
pu giudicare come neanco l'asino, ignorante della sinfonia, non pu ammaestrare il pastore in
qual modo debba temperare la sua fistola. Pertanto sar bene [che] per giudicare colui, che
avanti di tutto abbia imparate che quelle cose sulle quali il giudizio deve per proferire, le
abbia conosciute tanto dai libri quanto dall'esperienza, e il vero dal falso sappia distinguere,
acci un giusto giudizio ne dia.
Di dove i minerali traggano il veleno
Avanti che arrivi a trattare del modo di operare, mi presenter davanti a molti, che forse
domanderanno di dove i minerali ed altre cose velenose traggano il veleno, che cosa sia
l'essenza di veleno, e donde nasca in ciascuna cosa. E come, tolto il veleno, quella cosa possa
convertirsi in medicina, e senza pericolo adoperarsi. Dir l'influenza del veleno, considerato o
naturalmente o soprannaturalmente.
Prima causa
La prima causa che Iddio, rettor supremo delle stelle, e creator del cielo e della terra, propose
a noi veleni sensibili particolarmente nei minerali, con la quale primaria costituzione di Dio,
con mirabile e potente operazione, si dimostra all'uomo esser stati questi veleni proposti, acci
conosca e distingua il buono dal cattivo, siccome ci ordin nella Legge, la cognizione delle
cose da farsi e da ammettersi, cio del bene da abbracciarsi e del male da fuggirsi. Per la
medesima ragione per la quale si presentava l'albero nel mezzo del paradiso dal primo padre,
l'uso del quale era diretto al bene, l'abuso al male, perch per questo precetto violato di Dio,
anco il danno ne fu introdotto.

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Seconda causa
Seconda causa acci il bene e il male conoscendoli, si fugga il male, ed in meglio lo si
riduca; imperocch Iddio non vuole che gli uomini periscano totalmente nel danno, ma
affinch fuggendo dal male, si incamminino a cose migliori, e fuggano la perdita della loro
anima. Cosi' ancora a noi per similtudine, propose il bene e il male, il che nell'opera della
creazione similmente ritrovasi, acci eleggiano le cose utili alla sanit, e le nocive fuggiamo.
Terza causa.
Terzo: il veleno ancora si produce dagli astri, nei quali si fanno contrarie opposizioni dei
pianeti, e congiunzioni dalle quali i pianeti s'infettano, acci nell'inferior mondo, e micro-
cosmo si causino le pesti et altri mali velenosi, il che anco delle comete si deve intendere.
Quarta causa.
Quarto: si produce anco il veleno dal contrasto di due contrari, come se uno molto irato,
malinconico o riscaldato beva, [allora) si accende in esso un veleno mortale.
Quinta causa.
Quinto, per esempio, ancora come veleno possono addursi le armi, cio se alcuno con quelle
mortalmente ferito, [ed] in cosa consiste l'abuso delle armi; se poi ci si serva di quelle a
conservazione della vita, ne legittimo l'uso, anzi, quasi medicina.
Sesta causa.
Sesto ed ultimo: la causa del veleno per natura potente. E' veleno ci che repugna alla natura;
come quando alcuni uomini sono contrari a sopportare alcuni cibi, quei cibi contrari alla
natura gli son veleno, agli amanti poi di quei medesimi son medicina.
Il veleno dei minerali consiste nella terra di mercurial sostanza non cotta e immatura, poich il veleno dipende dalla
crudezza, imperocch il veleno un certo che di crudo ed immaturo: e questo il veleno.
Dalla terra particolarmente si estrae il veleno di mercurial sostanza (parlo dei veleni minerali),
[poich] fintantoch non sar maturato l'immaturo e l'indigesto e perfettamente sar cotto tutto
il corpo, [il veleno] trapassa come crudo minerale; siccome il grano crudo divorato dall'uomo,
appena dallo stomaco si concuocerebbe, e ne seguirebbero degl'incomodi e debolezza di tutto
il corpo, perch il calor naturale troppo debole a poterlo concuocere; ma il grano maturato
dal fuoco del macrocosmo, devesi cuocere ancora da parte del fuoco minore [quello del
microcosmo], acci dal microcosmo lo si possa digerire, siccome sopra dissi dell'uso delle
carni.
Onde il veleno dell'antimonio
Di qui si fa palese, che essendo l'antimonio volatile, crudo, e non sia stato decotto nella terra,
appena o in niuna maniera dallo stomaco si pu sopportare, senza gravissimi dolori del corpo
ed infiniti disastri per via della debolezza del calor naturale, che non pu concuocerlo.
Perch tutti i purganti medicamenti siano velenosi
L'esperienza poi ci insegna questo: che tutti i rimedi purganti (o siano minerali, animali o
vegetabili) son fatti di sostanza velenosa, per causa del predominio dell'essenza volatile mer-
curiale, il quale spirito volatile [stato] la causa verificabile [dei ritrovamenti] del mutamento
del corpo negli uomini.
I rimedi fissi tol gono via tutti i mali.
Infatti [il mutamento] non assale la radice del male, che propriet del fisso, perch soli i
rimedi fissi ricercano e dalle radici scacciano i mali fissi, prerogativa che ai purganti non fissi
non appartiene. I purganti fissi preparati non mutano il corpo, ma solamente si dimostrano con
la espulsione del sudore, e in altri modi ricercano la radice del male.
Le cose volatili vincono solo la corteccia, non il centro del male
Non la corteccia o una paglia vuota, come fanno i purganti volatili non fissi e non preparati,
[che] solamente la corteccia cavan fuori degli escrementi e non toccano il centro del male.
Sappia pertanto, chiunque di qualunque stato, et e nome sia, che la velenosa essenza
dall'antimonio del tutto si deve togliere prima che in medicina si possa convertire, e con nome
di rimedio chiamarsi.
La separazione del buono dal cattivo, acci dal veleno si faccia il rimedio col benefizio del fuoco.
Si attenda pertanto alla separazione del buono dal cattivo dell'antimonio, del fisso dal volatile,
del rimedio dal veleno, seppure vogliamo conseguire utile con onore e verit; il che non pu
farsi senza la separazione mediante il Vulcano, ed il fuoco, il quale di tali cose tutte l'artefice;

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affinch quello che il Vulcano nel macrocosmo lasci d'immaturo, quello dal microcosmo, per
mezzo di un nuovo Vulcano sia riparato.
Il fuoco matura ogni cosa, e corregge i veleni per la maturit che egli induce, e per la fissazione, poi ch le cose fisse
sono prive di veleno.
Il quale le cose crude matura e cuoce, separando il puro dall'impuro; n si maravigli alcuno
che si separi il puro dall'impuro, il salubre dal velenoso, e che si prepari, con il benefizio del
fuoco, dal nuocevole un eccellente rimedio. Perch la quotidiana esperienza dimostra nelle
prove ed ispezione dei colori che mediante il fuoco essi sortiscono fuori. Imperocch la
separazione e la fissazione che produce il fuoco toglie il veleno, ed in luogo di quello, un
rimedio salubre produce.
Coll'esperienza si prova tutto questo.
Perci il fuoco separa il veleno dal rimedio, il buono dal cattivo, della qual cosa niuno dei
medici me ne pu far buona testimonianza, almeno che non abbia contratta grandissima
famigliarit con Vulcano, ed il bagno infernale di amicizia abbia ottenuto, acci la sposa in
esso da ogni immondezza purgata con il suo sposo, nel legittimo talamo si possano unire , qui
intendendo l'acqua mercuriale, che pu dirsi il bagno infernale, nel quale il Re e la Regina si
lavano dalle immondezze.
O mondana sottigliezza, che i miei scritti o disprezzi o non intendi, se tu sapessi quello ch'io ti
dico, qual si chiami il fisso o il volatile, che cosa importi il significato della separazione del
puro dall'impuro, ti scorderesti di molte cose, e lasciate le bagatelle nelle quali fissi la tua
esperienza, mi seguiresti, imperocch (son parole che proferisce l'antimonio) ritroveresti il
mercurio, il solfo ed il sale, utilissimi rimedi per gli uomini.
Nell'antimonio, tutte le cose son necessarie alla pietra.
Il mercurio sta nascosto nel regolo, cio nello stato metallico del corpo [della forma], il solfo
nella rossezza, il sale nella terra nera qual nel fondo rimane.
La pietra fuoco si dice quell'elisir che dall'antimonio preparasi, perch contiene ignea virtu', e con la sua energia
consuma tutte le cose cattive della natura, al di fuori del fuoco di natura, il quale lo accresce e lo moltiplica.
Queste tre cose ben separate, e di nuovo, secondo il debito costume dell'arte, riunite insieme,
acci la fissazione senza veleno si ottenga, danno campo all'artefice di gloriarsi di aver
conseguito la pietra del fuoco, la quale dall'antimonio pu essere fatta, utile alla sanit
parimenti che al vitto dell'uomo.
Tutti i colori dell'antimonio
Imperocch nell'antimonio ritroverai tutti i colori del mondo: il bianco, il nero, il rosso, il
verde, il celeste, il cenerino, il giallo, ed altri innumetevoli, dalle mistioni incredibili, da
prepararsi diversamente, da conoscersi diversamente, e da adoprarsi ad usi diversi,
ciascheduno legittimamente disposto nello stato dovuto, secondo l'ordine prescritto.
Perci una narrazione poco alla volta proporr, come cio la medicina debba prepararsi,
scacciarsi il veleno, instituirsi la fissazione, e separarsi le cose che si devono rigettare, acci si
vinca il male e rimanga vittorioso il buono.
L'antimonio contiene tutte le virtu' delle pietre, e dei metalli. Pertanto in quest'uno sono tutte le cose, e chi di quello si
impadronisce, non ha bisogno d'altro.
E conosceranno che l'antimonio non contiene in s solamente la virtu' di una gemma, siccome
gli altri metalli, come in specie ciaschedunodi essi ad una gemma si paragona, ma
universalmente contiene le virtu' di tutte le pietre. Il che apparisce dalla moltiplicit dei colori,
i quali col regime del fuoco, altri ed altri ne manda fuori. La lucente rossezza di lui, al
carbonchio, al rubino ed ai coralli si attribuisce. La bianchezza al diamante e al cristallo, il
celeste allo zaffiro, il verde allo smeraldo, il giallo al giacinto, il nero al granato [granito], il
qual naturalmente porta in s occulta la sua nerezza. In ragion poi dei metalli, la nerezza si
attribuisce al Saturno, la rossezza a Marte, la giallezza al Sole, la viridit a Venere, il celeste
alla Luna, la bianchezza al Mercurio, e i colori vari e misti si attribuiscono a Giove.
Nell'antimonio, sono tutte le virtu' dei rimedi, ma un uomo solo non pu cercarli tutti.
Ma siccome tutti i colori dell'antimonio, nelle pietre e metalli espressi si trovano, cos in
quello tutte le virtu' e facolt dei rimedi si trovano secondo i colori, i quali, bench tutti

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nell'antimonio si trovino, impossibile per che un sol'uomo tutti li trovi poich la troppo
breve vita impedisce che un uomo solo possa imparare tutte le cose, le quali seco port
l'arcana natura in esso.
L'aceto dell'antimonio da per se con una sola distillazione si cava
Alle volte, nella preparazione per mezzo della distillazione, si estrae l'acidissimo aceto; per
altra strada e modo da esso preparasi la perfetta e lucente rossezza, dolce e gioconda come il
miele o il purissimo zucchero.
Varie cose dall'antimonio si cavano, secondo la varia preparazione.
Ora si prepara in amarezza di assenzio, altre volte imita l'agrezza o acidit dell'olio di sale, e
cos la natura seguita la natura. Alle volte nei monti olimpii per la sublimazione, a guisa
dell'aquila volante, rosso, giallo e bianco s'innalza. Per discesa retroceduto, da per s
somministra particolari colori e preparazioni.
Dagli altri misti della natura non si pu cavare ci che si cava dal solo antimonio.
Siccome per la riverberazione li converte [i colori] in metallo simile al piombo, o in vetro
lucente bianco, rosso, giallo o nero o di altro colore; ma non tutte queste speci di vetro,
sicuramente si possono adoprare in medicina, se prima non si esplorino con l'esame.
Si risolvono ancora con l'antimonio in vari e mirabili olii, o da per s solo o con l'aggiunta e
mescolanza di altre cose, alcune delle quali da usare solamente all'esterno, che alle ulcere e
ferite, si devono applicare; altri ancora posson darsi per bocca ed a bere. Somministra ancora
mirabili estrazioni, le quali talmente si dimostrano in vari colori, che appena l'oracolo di
Apolline le potrebbe indovinare, n numerare le di lui mirabili mutazioni di natura, per il
benefizio del fuoco manifestate.
L'argento vivo ed il solfo si cavano dall'antimonio, i quali hanno stupende virtu'.
Si fa ancora da esso argento vivo, ed il solfo combustibile a guisa volgare, dal quale la polvere
da cannoni potrebbe farsi, ma similmente ancora il sal naturale, ed altre moltissime cose.
Sotto insegna il modo
Comincer dunque e parler della preparazione dell'antimonio, cio dell'essenza e dell'arcano
magistero, ed elisir di esso, e della particolar tintura di lui, la quale osserverai nella fine,
allorch della preparazione della pietra fuoco far discorso, e reciter molti altri segreti poco
noti al mondo e anche disprezzati, perch gli Egizi, gli Arabi ed i Caldei, gi da gran tempo
son morti, i quali esercitarono quest'arte, i cui segreti in molte forme possono servire per far
fronte e capo ad una vera ed incorrotta medicina.
Osserva pertanto diligentemente tutte le consecutive preparazioni, come io te le far palesi,
niuna delle quali infruttuosa, una volta osservato il debito stato.
Le medicine fisse dell'antimonio sanano i mali fissi, le non fisse sanano i mali non fissi.
Imperocch le fisse medicine dell'antimonio sanano i mali fissi, quelle non fisse i mali non
fissi. Cosi' l'antimonio crudo (non il vetro preparato) il solo ventricolo sgrava e purga, e soffre
che la causa del male rimanga.
Comincia l'autore la preparazione dell'antimonio.
Comincer gi della universale preparazione dell'antimonio a dare indizio di tutte le chiavi
della di lui preparazione, le quali, col solo fuoco, come nuovo parto, si manifestano nella
chiamata prescritta da Dio. Quella soluzione o preparazione minerale dell'antimonio si fa in
diverse maniere di fuoco e dell'arte, con le quali per mezzo del calore si cava la virtu' medica o
operazione. Ed essendo l'antimonio di un misto calore, dal rosso nereggiante parimente ed
albeggiante, in primo luogo descriver la sua distruzione o calcinazione, la quale si fa cosf.
Prendi antimonio ungarico, o pure altro Che voi, purch ottimo sia, polverizzalo sopra Il
marmo in polvere sottilissima, [fai] questo non spessamente, ma largamente colpeggiando a
poco alla volta;

ponilo in vaso di terra, piano, rotondo o quadrato, il quale di sponda o margine, sia
circondato alto due dita circa.
Le calcinazione dell'antimonio, la prima chiave, merc la quale gli interiori dell'antimonio si aprano

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Questo vaso ponilo sopra la fornace di calcinazione, mettendovi sotto fuoco lento di carboni, e
quando lo stibio comincia a fumare, con una forcella di ferro, smovilo e rimovilo
incessantemente, finch lascer di fumare, che se l'antimonio, liquefatto nella calcinazione, se
ne andasse in globetti, leva il vaso dal fuoco. Lo stibio, raffreddato di nuovo, pesta, e procedi
come prima, il che tante volte deve reiterarsi finch non pi fumi, n si rappigli, ma sia bianco
a guisa di cenere, perocch allora la calcinazione perfetta.
La preparazione in vetro rosso senza aggiunta.
Prendi di poi lo stibio cos calcinato, gettalo in un catino da orefici, ponilo a fuoco violento,
acci l'antimonio fluisca a guisa di pura acqua fluida. Allora poi se vuoi sapere quando il vetro
dello stibio abbia acquistato un calore perfetto e lucido, metti nel catino un ferro lungo e
freddo, e se si attaccher a quello il vetro. Il quale con martello percuotilo e staccalo, [e]
ponilo alla luce: se sia trasparente buono e perfetto vetro. Imperocch, deve sapere il lettore
scolaro di quest 'arte (poich non scrivo agli esperti artefici, i quali per lungo tempo han patito
il calor del fuoco, essendo a loro facile fare il vetro, ma scrivo agli scolari di pirotecnia) che
ogni vetro dovunque sia stato fatto o dal minerale o dal metallo, o da altre cose, deve avere la
debita perfezione acci possa operare, trasparire, e di poi, di mano in mano ulteriormente
prepararsi per la medicina.
Ogni vetro deve esser puro, acci da esso si faccia la medicina
Cosi' liquefatto nel catino l'antimonio, prendi un canale o imbuto piano e largo, scaldalo prima
acci non rompasi, infondi a poco a poco in quello lo stibio, ed avrai un vetro giallo
trasparente e bello.
Altra preparazione coll'aggiunta
E questa via di preparare il vetro dell'antimonio senza veruna aggiunta ottima, perch
nell'operazione dimostra maggior virtu', e lo chiamo vetro puro, facendosene altri coll'aggiunta
della borace o di altro.
Verbi Grazia, prendi una parte di antimonio, parti due di borace veneta, questa assieme poni in
un catino a fuoco fortissimo finch si liquifino assieme, versali di fianco a poco a poco in un
catino caldo, ed avrai (se pur bene hai proceduto) un vetro rosso trasparente simile al rubino.
Questa rossezza di vetro collo spirito di vino, per mezzo di una lunga circolazione nel fuoco, si
pu cavare, e massimamente con frutto, per la nobilissima medicina adoprarsi.
Il vetro bianco pu farsi dall'antimonio con la borace
Pu ancora dall'antimonio farsi un vetro bianco in questo modo.
Prendi parte una di antimonio, parti quattro di borace veneta polverizzata: lascia fluire nel
catino come fu detto. Prima si fa giallo, e piu lungamente stando nel fuoco si fa candidissimo,
il che potrai sperimentare immersovi un ferro freddo, vedendo se il color sia perfetto e
procedi come sopra.
Si preparano ancora dall'antimonio vetri altri colori, ma io propongo solo quelli ch'io colla
esperienza ho imparato, e so condurli a sanit, imperocch non giudico necesssario di empir la
carta di molte parole, acci il lettore si tedi di cose inutili. Particolarmlente, quando nel vetro
dall'antimonio fatto, ho proposto il colore, cio la principal rossezza trasparente; la negrezza,
la quale da principio lo l'accompagnava, vol via col fumo in modo spirituale, perch con quel
modo spirituale a fuoco violento, il veleno si toglie per calcinazione, bench il vetro non sia
affatto senza veleno, ma molto ne ritenga ancor seco. Perci ti continuer a manifestare come
il veleno dal vetro del tutto si tolga, si separi il puro dall'impuro, e si faccia una nuova
preparazione del nocivo dal rimedio, acci la lingua di chi parla si sciolga e si ritrovi la causa
di permettere che le mie lodi essa propaghi fino alla fine del mondo; il che senza dubbio i miei
scolari con animo grato faranno, avendo veduto con gli occhi e con le mani toccato e palpato
che io abbia scritto a loro utile e gloria la pura e sincera verit, e quasi averla lasciata per
testamento dopo di me.
L'estrazione della tintura dal suo sale, cio dall'antimonio vetrificato per l'aceto, e per lo spirito di vino.
La separazione dunque prima del solfo dal suo corpo e l'estrazione della tintura dal sale si fa
cosi'. Prendi vetro puro di stibio senza veruna aggiunta, come insegnai, pesta a guisa di farina,
poni in boccia di largo fondo, infondivi aceto forte distillato e rettificato; ponilo a calor lento

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oppur d'estate al Sole, movendolo due volte al giorno, finch l'aceto imiti il color dell'oro
fuso; separalo dal vetro, infondivi nuovo aceto, procedi come prima, e quando sar colorato
cavalo. Muta tante volte, ed estrai finch l'aceto non si colora piu'. Queste estrazioni tutte
uniscile assieme, filtrale, e in un lambicco a Balneo Mariae cava l'aceto. Rimarr nel fondo
una polvere sottorossa; a questa polvere aggiungivi acqua piovana distillata pura, e alquante
volte cavala, infondendovene della nuova.
Estrazione della tintura rossa dell'antimonio, la quale mirabile
Cosi rimossa l'acetosit, la polvere rimane dolce e soave. Macina questa polvere sopra il
marmo, oppur vetro prima scaldato, ponila, in un lambicco nuovo, infondivi tre dita dello
spirito di vino rettificato all'ultima perfezione. Cosi si estrae la tintura rossa dall'antimonio
soavissimamente, e nuove feccie nel fondo rimangono. Questa estrazione dolce e gioconda,
un rimedio il quale senza l'esperienza, appena pu credersi.
Rimane il veleno nelle feccie, ma cavato diventa medicina.
Le feccie lasciate ritengono il veleno, ma l'estrazione cava la sola medicina, la qual medicina
agli uomini, ed agli animali dentro e fuora comodamente si adopra. Poich se di questa
estrazione se ne diano quattro grani per ciascheduna volta,, scaccia la lebbra e, la lue venerea,
purifica il sangue corrotto, ripurga la malinconia e resiste ai veleni, medica gli asmatici e molti
altri mali, qualora si adoperi bene e con 'ordine.
Rimedio per le ferite fresche e recenti.
Ma la prima polvere gialla, avanti che con lo spirito di vino si estragga, sopra la pietra
prendine come ti piace,. e lessa dell'uova a durezza, e tagliale per la lunghezza. Cavato il torlo,
empi il bianco con questa polvere gialla, ponila in luogo freddo ed umido oppure in cantina
per alquanti giorni, che cosi' la polvere si risolver in un giallo liquore. Questo liquore sana
tutte le fresche ferite, e soluzioni di continuo, se subito da principio si adopri e si ungano le
ferite con una penna sottile, e la ferita con l'impiastro da ferite si riduca al contatto e
muniscasi. Impedisce la corruzione, [c. 35] putrefazione e sana le fresche ferite senza
suppurazione e tumefazione, talch per giustizia si rendano grazie al sommo Creatore per
queste doti di grazia. Nelle antiche ulcere e cangrene, serviti di questa estrazione o balsamo di
antimonio, e non ti abbandoner nelle necessit, ma dopo di me canterai le di lui lodi e virtu'
che possiede, e impara anche come negli estremi mali si debba adoprare.
La cancrena, il cancro, il polipo, il lupo, l'ulcere delle gambe, e tutti i simili maligni e
corrodenti mali, alla presenza di esso fuggendo, lasciano il domicilio libero alla pristina
integrit, se dopo una buona fissazione al di dentro ed altri rimedi convenienti al di fuori si
adopreranno.
La riduzione del vetro in olio [avviene] in due maniere. Tutte queste tinture con l'aceto dell'antimonio, non con
l'aceto stillato dal vino si estraggano, pertanto av verti di non ingannarti nel nome di aceto.
Il vetro dell'antimonio doppiamente da me si riduce in olio per il lambicco cosi: prendi il vetro
fatto dalla miniera dell'antimonio, pestalo minutissimamente, estrailo con l'aceto distillato.
Fatta l'estrazione cava l'aceto per bagno, e alla restante materia infondi lo spirito di vino, e di
nuovo estrai [la].
Questa estrazione, cosi' per lo spirito di vino due no- volte addolcita, rinchiusa in un vaso
ottimamente lutato, circolalo e pellicanalo per un mese intiero. Di poi con singolare artifizio
da per s distilli senza alcuna aggiunta, cos avrai una medicina soave, dolce, mirabile, in
forma di olio rosso bellissimo, dal quale certamente si fa la pietra fuoco. Quest'olio si pu dire
esser la suprema qumtessenza, la quale al sommo dell'antimonio scriver si puole, siccome
nella [c. 35v] mia ammonizione dove brevemente dell'antimonio ho parlato, dove dissi che
quattro istrumenti si ricercavano alla sua preparazione, ed il quinto nel quale abita Vulcano;
cio quattro preparazioni alla perfezione di esso si devono permettere, e la quinta esser l'utilit,
e l'applicazion dell'opera nel corpo umano.
Le virtu' dell'olio tanto nella medicina cbe nella trasmutazione dei metalli
Come il primo lavoro la calcinazione o liquefazione in vetro; la seconda la digestione, per
la quale la estrazione si perfeziona; la terza la coagulazione; la quarta la distillazione in olio,
per la quale il sottile dal grosso separasi, e per questa sparazione ne segue la fissazione,

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mediante l'ultima coagulazione, per la quale la materia si riduce in pietra ignea trasparente, la
quale dopo tutte le operazioni deve fermentarsi nei metalli per la qualit sua penetrativa, ma
non egual di virtu' all'antica e vera pietra filosofale, perch non universalmente, ma solo
particolarmente tinge, siccome indicher nel fine quando parler della pietra fuoco. L'olio
sopradescritto, avanti la sua coagulazione, opera tutte quelle cose che massimamente son da
sapersi dal medico utili e necessarie nelle cure.
Le mirabili virta' dell'olio dell'antimonio
Talch otto grani, presi avanti la coagulazione nel vino, rendono la gioventu' all'uomo, libe-
rano dall'asma e da tutte quelle cose che crescono nell'uomo, come l'unghie e i capelli che
cascano e ne nascono degli altri.
L'olio vero rosso dell'antimonio consuma tutte le superfluit del corpo, come il fuoco a cui si paragona. Dal fuoco
cio di natura e solfo interno, il quale la sorgente della sanita' e il vero fonte
Si rinnova come se or nato fosse, siccome la fenice (sol per esempio l'adduco, essendo
favolosa) per il fuoco; e questa [c. 36] medicina molto meno combustibile delle ale della
ignota salamandra, anzi consuma tutti i sintomi del corpo umano, a guisa di fuoco consumante
al quale si pu paragonare, scaccia et espelle ogni male, che l'oro potabile pu mandar via. Il
solo astro del Sole supera tutte le medicine di questo mondo se ben sar preparato alla perfetta
fissazione, imperocch l'astro del Sole e del Mercurio (che ancor'esso potente) nascono dal
sangue della sua madre (61), e dalla sorgente vivifica di sanit.
N alcuno apprezzi che queste estrazioni, con l'aceto stillato e spirito di vino al purissimo e
sottilissimo stato, non siano state condotte ed esaltate al sommo per Vulcano, imperocch non
purgano il ventre stimolando o con eccitare il vomito, ma per sudore, orina e sputo, scacciano
la causa del male, e tutte le cose corrotte dai sintomi le ristaurano.
Le virtu' del vetro comune dell'antimonio.
Il comun vetro dell'antimonio si pesta minutamente, del quale se ne possono dare sei grani
circa per notte, secondo le forze del malato, infusi in piccola dose di vino in luogo caldo e la
mattina purissimamente colato si beva: mover il corpo e spesso il vomito, per causa della
cruda qualit del mercurio la quale sta nel vetro. Onde ogni prudente medico seco consulti in
qual modo debba adoprarsi il vetro alla purga.

(61)Il sangue della materia prima ~ il mercurio filosofico.


Lo esamini bene, e debitamente l amministri, essendoci molti altri uomini nel mondo, ai quali
il dono di ricettare appartiene, ed io, impedito dalla brevit del tempo, non abbia potuto
ricercare tutte le cose, il che, se farai dopo me, [c. 36v] sarai lodato, ed io ti loder per la tua
diligenza in molte cose da te ritrovate da questi miei scritti nella sepoltura fra i trapassati,
bench tu mi sia ignoto.
Il vetro comune dell'antimonio con l'aggiunta, e le di lui virtu' miracolose.
Il comun vetro dell'antimonio con l'additamento si converte in olio lodevole, il quale senza
pericolo si d agli epilettici e si prepara cos.
Al vetro ottimamente pesto, affondivi del sugo di agresto o di uva non matura, si digerischino
in una boccia di vetro di fondo piano ottimamente lutata. Cavato il succo, si secchino e si
macinino con il doppio di zucchero chiarito, si umettino con aceto stillato, si distillino nel
nome di Dio per ritorta; nel fine si fortifichi il fuoco, e cos caverai l'olio rosso, il quale collo
spirito di vino chiarisci a lucentezza. La dose di esso in piccola quantit data fu trovata utile.
Dall'olio rosso dell'antimonio, con lo spirito si estrae la tintura dell'oro. Sopra la di lui calce si proietti e si cir coli, e
questa tintura e di mirabili virtu
A questo olio si aggiunge poi un poco di spirito di sale, si proiettano sopra una sottile calcina
d'oro, preparata avanti per la sua acqua (la quale altrove nei miei scritti ho insegnata), la quale
per lambicco cavata, prende la sola tintura dell'oro, ma il corpo non l'assale.
Fatta questa fermentazione non avrai abbastanza di carta per descrivere tutti i misteri i quali
fuori dal pensamento degli uomini da quella appariscano. Dico per al medico che le mie

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proposizioni filosofiche attenda, abbracci la fatica, ponga in uso la preparazione, cos
quotidianamente piu' trover di lode. Piu' operazioni imparer di quanto niun medico gli
potesse prescrivere. [c. 37] Quando l'antimonio l'avrai alzato sin qui, e ben lo avrai conseguito
(nel quale devi portarti considerandolo prudentemente, e con la fatica sperimentarlo), tu puoi
vantarti che il magistero da te capito, alta ignoranza appresso molti.
L'olio rosso dell'antimonio si pu mescolare colla tintura di coralli e col sciroppo di essi, per cavare le dissenterie
Questo magistero mescolato con la soluzione o tintura dei coralli, e dato in bevanda con
qualche acqua confortativa, fa cose meravigliosissime nei mali dissenterici: impedisce tutti i
mali che nascono da un sangue impuro, rallegra il cuore, eccita la castit, costumatezza e
bont, ed insomma rende l'uomo spedito in tutti i suoi negozi. Per i quali benefizi, tutti
rendiamo grazie umilissime al nostro Creatore e Conservatore del tutto, il quale, a noi miseri e
malsani di corpo e di anima, concesse benignamente i rimedi all'una e all'altra malattia, ed in
tutte le necessit consolazione ed aiuto ci somministra.
Intraprende la narratura di un altro arcano dell'antimomo di mirabil virtu' ed efficacia.
Parler per certo brevemente dell'arcano dell'antimonio. Prendi parti uguali di antimonio e di
sale armoniaco, sottilmente pestati. Mescola e distilla per storta, ci che passa addolcisci con
acqua piovana distillata, calda, effusavi sopra; la qual cavata, e con essa ancora ogni acrimonia
(63) del sale, rimarr il vetro dell'antimonio nel fondo, a guisa di bianche lucenti penne, le
quali con legger calore lentamente e del tutto secca. Ponile in pellicano, o vetro circolatorio,
effondivi dello spirito di vetriolo bianco ottimamente rettificato, [c.37v] circolino finch
ottimamente uniti siano: distilla al distillato, effondivi dello spirito di vino, circola come
prima, cos' si far la separazione, e le feccie certamente rimarranno nel fondo.
Le virt particolari ai dolori colici ed elevazione della matrice
Ma l'arcano rimane unito con lo spirito di vino e del vetriolo, che se questo arcano ancora una
volta rettificherai, una goccia con acqua rossa piu' potentemente opera, se si beva, che
un'intera pentola di altre cose: eccita l'appetito, corregge lo stomaco, scaccia la malinconia,
genera un sangue bono, giova alla concozione (64), ed tesoro ottimo per sedare le elevazioni
della matrice e della colica; e per niuno argento si pu pagare questo lodatissimo arcano.
Segue l'arcano dell'antimonio e l'elisir di esso, il quale si fa cos.
Prendi, con Dio, di antimonio trito parti due, sale armoniaco parte una: sublima, e il sublimato
per storta mandalo nel recipiente per tre volte, separando ciascuna volta le feccie. Di poi
addolcendo il sale armoniaco svapora, e la materia dell'antimonio turata bene, riverbera, a
poco a poco, a fuoco lento, finch quasi un rame di cinabro si faccia. Affondivi aceto distillato,
cava la rossezza, separa l'aceto in BagnoMaria sopraffuso alla polvere, cava lo spirito di vino,
lasciate le feccie nel fondo; e questa una purissima estrazione.
Arcano di antimonio quale purga soave. Arcano dell'antimonio per purgar soavemente e le sue forze
Poni in beccia questo spirito di vino o estrazione, affondivi poco di coralli, o di quintessenza
[c. 38) di rabarbaro. Dato all'uomo in tre o quattro goccioli placidamente muove il corpo, pur-
ga senza dolori: se date che sia ben preparato. Rende il sangue leggero, ed rimedio utilissimo
a quelli che desiderano leggere purghe.
L'antimonio cos spagiricamente preparato purga talmente il corpo, che non lascia niente d'impuro in esso, e ci soa-
vemente, senza molestia, talch ai bambini stessi si possa dare
Si maraviglier poi ciascun medico, come leggermente purgar possa tal medicina, essendo
l'antimonio efficacissimo e mescolandosi col rabarbaro, il quale per s stesso medicamento
purgante. Cessi pur di maravigliarsi, perocch l'antimonio, per questa operazione si uccide
acci la velenosa di lui sostanza e purgante, niente possa assalire, quante volte si mescoli con
altro medicamento purgante semplice; imperocch questo semplice solamente ha la forza
naturale di aprire, e l'antimonio poi cos' preparato; nel ventricolo agendo, niente pu ricercare
di espulsione. Credi a me (poich non ho alcuna causa di mentire) che questo elisir cosi
preparato, talmente penetra e purga il corpo, come appunto l'oro coll'antimonio depurasi, e se
tutte le virtu' di lui volessi riconoscere, sarei forzato a pregare Iddio, accio mi concedesse piu'
lunga vita, con che riconoscere piu' prolissamente i miracoli della divina maesta' sua: li

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investigherei, e ritrovati, agl'altri li comunicherei, acci i conoscenti e consideranti meco di
tali mirabili cose potessero render grazie a Dio suo creatore.
Accio poi soddisfaccia al mio impegno, quale di [c. 38v] descrivere la virt dell'antimonio,
come per la mia esperienza ho imparato, mentre le cose a me occulte e non fatte le taccio, n
mi decente di giudicare delle cose altrui, ed incognite alla mia esperienza, ma quelle ad altro
giudice le commetto, il quale qualche cosa di suo capo abbia sperimentato, essendo
impossibile ad un solo uomo il conoscere fondatamente l'antimonio per l'angustia della vita,
essendo che giornalmente qualche cosa di nuovo nell'antimonio si trovi.
L'antimonio la lo stesso nei corpi che nei metalli
Sappino per tutti, che l'antimonio non purga il solo oro, e gli separa tutte le aggiunte
eterogenee, ma il medesimo opera nei corpi degli uomini e degli animali, il che acci lo provi
con un grossolano esempio. Il padre di famiglia prenda un maiale, e per tre giorni, avanti che
lo ponga a mangiare per ingrassare, gli dia nel cibo una mezza dramma di antimonio crudo,
che cosi vedr in quello eccitarsi l'appetito e presto ingrassarsi, e se abbia qualche incomodo
nel fegato, oppur sia lebbroso, lo sana.
Mezza dramma di antimonio crudo, cura il maiale e lo sana dalla corruzione del sangue
E' triviale certamente questo esempio nelle orecchie delicate degli uomini, ma l'addussi acci
il plebeo, dal cervello del quale esule la sottil filosofia, di fatto vegga che lo proposi per
esempio acci piu' presto presti fede agli altri miei scritti, nei quali parlo piu' sottilmente.
Non perci agli uomini si deve dar crudo
Ma perch fra i corpi degli uomini e delle bestie vi gran differenza, non l'ho addotto per
consiglio, che all'uomo [c. 39] ancora si dia l'antimonio crudo, ma che si dia alle bestie, perch
esse possono concuocere e soffrire molti cibi crudi, che alla tenera natura e complessione
dell'uomo negato.
Chiunque dell'antimonio si vuole utilmente servire, deve prima di tutto essere esperto ed
esattamente saperne la preparazione, e di poi considerare la natura dell'uomo, cio se sia
giovane o vecchio, forte o debole, acci il medico errando non ammazzi il malato, ma lo
medichi. Perci parlavo delle dosi e del peso, nei quali si contiene una somma maestria. Ma
siccome volendo narrare tutte le cose e con esempi prolissi troppo lungo sarei, questo discorso
tralasciato, mi appiglier ad un'altra preparazione o fissazione dell'antimonio.
Se si beva lo spirito di vino riscalda l'uomo. Al di fuori applicato toglie le cause tutte d'infammazione
Imperocch siccome lo spirito di vino separato dal suo corpo riscalda l'uomo quando lo beva,
se poi si applichi al di fuori, leva tutte le cause d'infiammazione nei membri. Per il contrario
l'aceto dentro e fuora rinfresca, bench ambidue siano della medesima specie ed origine.
Per il contrario l'aceto rin/resca al di fuori e al di dentro. L'aceto si fa per la sola digestione. Lo spirito di vino per una
vegetabile sublimazione
La ragion di che (66) perch l'aceto si fa per la sola digestione, onde ne segue la putrefazione
del vino, con vegetale fissazione; ma lo spirito di vino si fa per la separazione della
distillazione, o per la vegetale sublimazione, per la quale lo spirito di vino si fa volatile.
Diversi efletti della digestione e distillazione e sazione dell'antimonio in polvere rossa mirabile
Cosi' l'antimonio presso questo o quel modo di preparazione elargisce [c. 39v] mirabilmente i
suoi doni ben oltre il pensare e comprendere degli uomini. La fissazione cos' si fa: prendi di
antimonio sottilmente polverizzato quanto ti piace, affondilo in una boccia, ed aggiungi a
quello di acqua forte tanto quanto sei pollici degli agrimensori, o mezzo piede: ponilo in fuoco
lentissimo ad estrarre per dieci giorni, filtra l'estrazione, acci dalle feccie sia pura.
Di poi cava l'acqua forte sopra le ceneri o arena fino a siccit. Rimarr nel fondo una polvere
gialla, alla quale affondi acqua piovana distillata, ponila ad un calore continuo, ed avrai una
estrazione rossa. Filtra e cava l'acqua per bagno a siccit, e rimarr nel fondo una polvere
rossa. Affondivi aceto distillato, il quale a poco a poco nel calore arrossir, e lascer bianche le
feccie. Questo aceto distillalo per le ceneri e la polvere rossa che vi sta, per tre giorni a con-
tinuo fuoco aperto riverbera e finalmente la tintura di lui estraila con spirito di vino, le feccie
di poi rimanenti separale. Fatte tutte queste cose, cava lo spirito di vino per bagno e rimarr la
polvere rossa fissa e costante, la quale fa il suo uffizio miracolosamente; imperocch se tre

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volte in un giorno, la mattina, al mezzo giorno e alla sera, oppure ancor piu', una mezza
dramma se ne prenda (il che senz'alcun danno pu farsi) scaccia fuori il sangue coagulato dal
corpo.
Virtu' dell'antimonio rosso: rinnova il corpo in ogni parte, corroborando il calido innato e refocllandolo
Apre col tempo gli ascessi pericolosi, [c. 40] cura radicalmente la lue venerea, produce nuovi
capelli e l'uomo notabilmente rinnuova.
Avendo abbastanza detto della polvere fissa, ed estrazione dell'antimonio, tralasciate queste
cose, parler dei fiori di esso, i quali in molti modi possono prepararsi. Qui molti n parlare n
rispondere possono, come affatto ignoranti di questo artifizio e di simili. Pochissimi poi scolari
desiderosissimi dell'arte spagirica, ai miei detti l'animo applicheranno, e di queste cose altro
giudizio ne riporteranno. Questo pertanto dico a voi miei scolari, se volete seguirmi,
seguitemi, patite siccome ho fatto io, imparate da me a tollerare le persecuzioni, ed appresso di
me al proposto lavoro insistete. Pregate indeficientemente, senza tedio faticate, cos' Iddio, il
quale me per sua grazia esaud', non vi abbandoner certamente, che ai sospiri del cuore ed
alle lacrime degli occhi, grato lo riconosco.
Comincia la preparazione dei fiori dell'antimonio
Fatta la mia ammonizione, dei fiori dell'antimonio (Acido antimonico) dico, che quelli in molte
forme si possono preparare, come noto a tutti gli spagirici. Alcuni, mescolato il sale
armoniaco, a basso li cacciano per descesa dalla ritorta: li addolciscono estraendo il sale
ammoniaco, e molti fanno questi fiori di bianchissimo colore. Altri si servono d'istrumenti
particolari, con tuboli e canne, acci l'antimonio piu' liberamente salga, godendo dell'aria
libera. Altri osservano la sublimazione in fuoco forte ed imponendo tre capelle o catine, ne
estraggono insieme dei fiori bianchi, dei fiori [c. 40v] gialli e dei rossi, i quali senza niuno
errore li ho imitati.
I fiori rossi col colcotar del vetriolo.
Ma acci i fiori a buon uso si adoprino in medicina, son solito [mescolare] con i rossi fiori il
colcotar (ossido di ferro rimanente nella preparazione dell'acido solforico.) del vetriolo e tre volte assieme -
sublimare, poich cosi l'essenza del vetriolo assieme ne sale, ed i fiori si fanno piu' forti, il che
fatto, estraggo i fiori collo spirito di vino, e le feccie rimanenti separo. Distillo lo spirito di
vino per bagno, finch la polvere secca rimanga. Questi sono i fiori miei preparati, dati ai miei
fratelli ed altri malati che a me son ricorsi, i quali per uffizio spiritualmente li consolo
nell'anima, e per la fiducia che hanno in me corporalmente li aiuto.
Virt dei fiori rossi dell'antimonio
Purgano leggermente senza eccesso, a molti mandarono via le terzane e quartane, ed altri mali
consumarono.
Catalogo delle cure di Basilio Valentino [che) non stampato.
Ho stabilito poi, se Dio vorr, di fare un testamento memorabile, e nella mia vecchiaia lasciare
il catalogo di tutte le cure da me felicemente tirate a fine, acci in pubblico ne renda le debite
grazie a Dio, ed i miei posteri sappiano l'intima benevolenza del mio cuore, e meco ammirino
e conoscano i miracoli di Dio, i quali egli ascose in natura, ed io con la mia fatica ho cavati.
Ma sappia il lettore circa la sublimazione dell'antimonio o fiori di esso, la medesima
condizione esser di quelli dell'acqua che scorrono da un altissimo monte.
L'acqua sale per vapori dappertutto, ancorcb i monti siano altissimi; niente di meno sale alla cima del monte, ed ivi
per la freddezza del luogo si condensa in acqua, ed ivi si fa il fonte di acqua pura e splendente
Potrebbe pertanto cos giudicare alcuno la differenza dell'acque: che alcune in altissimi
monti sortiscono, e se i monti anco piu alti si dessero l'acqua non di meno tant'alto ascende-
rebbe, siccome infatti nella [c. 41]. cima di altissimi monti scaturiscono le fonti.
Altre acque nelle viscere della terra nascoste se ne stanno, e con lungo e difficile cavare si
ricercano. A differenza dico questo: che la matrice dell'acqua terrestre, in molti luoghi piu'
potente e piu' piena di ricchezze di acqua che altrove, perch tutti gli elementi hanno la loro
matrice, pi facile o pi difficile da generare, dalla forza delle stelle, dalla quale gli stessi
elementi nascono e si generano.

27
Accenna la eccellenza delle cose sublimate
Che se pertanto quella matrice sia forte nella terra, getta forte il suo seme con espulsione
robusta nell'altissimo delle Alpi. Chi udir i miei discorsi, i meno prudenti mi accuseranno di
pazzia e mi esclameranno ubriaco da dolce vino.
La medesima ragione della sublimazione delle acque, altre delle quali trovate nei monti
altissimi sono pi salubri, e piu' fredde di quelle dei pozzi e dei condotti.

Tutte le cose sublimate son pure e liberate dalle feccie; perci sono piu' efficaci perch piu' pure.

Cosi' se la materia per effetto della violenza del fuoco nel monte ( Athanor) degli antichi
sapienti, gi da molto tempo defunti, si eleva, nella cima una terra risiede, dalla quale si pu
cavare un sale al nostro proprio uso; e colla sublimazione si fa la separazione del buono
dall'inferiore o cattivo, del puro dall'impuro, del sottile dal grasso, per distinguere le medicine
dal veleno.
I corpi morti perci si putrelanno in terra, acci si purifchino dalle loro feccie, le quali nella risurrezione nella terra
lasceranno, e puri e netti risorgeranno senza le feccie .
Noi miseri uomini, per i peccati qui dalla morte qual meritammo, sepolti in terra siam conditi
di sale [c. 41v] finch putrefacciamo, e finalmente per il calore del fuoco celeste siam
risuscitati, ci chiarifichiamo e siamo innalzati alla sublimazione ed esaltazione celeste, dove da
tutte le feccie ed impurit del peccato purgati, siamo fatti figli di Dio, e di eterna vita; il che ci
concede il misericordiosissimo Iddio. Spero per che niuno sar per riprendermi per questo
esempio di spirituale e corporale comparazione, di quella celeste e terrestre sublimazione,
imperocch non senza causa la feci, sapendo nel mio capo qual sia il bianco ed il nero, se il
cielo sia nuvoloso oppur chiaro; passer dunque ad altra preparazione dell 'antimonio.
Sappia il mio scolaro desideroso dell'arte e della dottrina filosofica, noti che le estrazioni
dell'antimonio e di tutte le altre cose, molto differiscono fra di loro nelle loro operazioni. La
qual differenza non insita nella materia, n dalla materia dalla quale si estrae, ma dipende ed
insita nella preparazione et accrescimento, per le quali ogni virtu' si estrae, come l'esperienza
ci attesta; e con questo esempio lo dichiaro e confermo, perch ci che dall'antimonio e dalle
altre cose collo spirito di vino si estrae, una diversa affatto operazione richiede da quello il
quale con l'aceto forte si estrae.
Certamente son diverse le virtu' in una cosa sola, ma si estraggono con diverse preparazioni e addizioni. Le estrazioni
con lo spirito di vino moveranno il corpo
La causa precisa di ci gi per l'avanti fu detta, che le estrazioni con lo spirito di vino
moveranno fortissimamente il corpo, se si facciano dall'antimonio o altri purganti, cio da
erbe, radici, semi, ed altri [c. 42] simili, ma parlo della prima estrazione.
Ci che si estrae coll'aceto ha contrarie virtu' di ci che si estrae collo spirito di vino.
Per il contro, quello che con l'aceto si estrae non egualmente muove il corpo, ma piuttosto lo
ristringe o lo rattiene con singolar mezzo, per il quale il volatile stato fatto fisso.
Questo segreto o arcano massimamente deve riguardarsi, ma pochissimi lo considerano,
imperocch molte cose sono nascoste e profondissimamente incluse sono in questo mistero, il
quale molti signori o servi, anzi molti sapientucci sofisti fin qui non hanno osservato.
Ma doppiamente si fa l'estrazione dell'antimonio, cio coll'aceto e collo spirito di vino. L'aceto
costipa, ma lo spirito di vino per s stesso mover l'orina e le feccie, siccome spesso ho detto,
e particolarmente nelle mie Dodici chiavi , che l'estrazione dal vetro dell'antimonio
mediocremente purga, e l'estrazione dell'antimonio con l'aceto in verun modo purga, il che
verissimo. La quale esperienza causa d'ulteriore considerazione, per la quale la natura d il
profitto e produce un vero filosofo. Ed del tutto mirabilissimo che quelle cose, le quali da
principio con lo spirito di vino estratte sono, ritenghino facolt purgativa; per il contrario, il
vetro dell'antimonio da principio con aceto estratto, e separato l'aceto con lo spirito di vino di
nuovo si attragga, per del tutto tolta la velenosa e purgante natura e propriet e niun vestigio

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di s lasci, acci muova le feccie.
Le qualit velenose muovono solamente le leccie.
Pu per eseguire la sua forza per sudore, sputo e vomito, poich cerca dove possa trovare
qualche cosa di superfluo, e purga il sangue, sana la peripneumonia giova [c. 42v] agli asma-
tici ed altri mali, seda la tosse maligna di qualsivoglia sorte si sia, ed un divino rimedio.
Altra estrazione dell'antimonio con l'aceto suo estratto dalla miniera , e vince tutte le altre estrazioni
E questo sia detto dell'aceto comune, poich si fa un'altra estrazione se all'antimonio
polverizzato vi si sopraffonda l'aceto distillato non comune, ma quello che cavato dalla sua
miniera. Poni tale affusione ben chiusa al calor del sole, che cos col tempo l'aceto arrossisce a
guisa di sangue. Questa estrazione separata filtrala, ponila nell'arena che per il lambicco in
maravigliosi, ed a vedersi soavissimi colori rappresenta nel solo passaggio per esso.
Le virtu' sue.
Quest'olio finalmente si fa sanguigno e lascia moltissime feccie, ed in molti mali con grande
utile si adopra, poich nella lebbra la di lui gloria e virtu' si fa manifesta. La lue venerea, poco
fa portata nella nostra patria, da quello si consuma e si secca, ed altre cose mirabili opera,
purch il medico l'uso vero ne attenda ed osservi una retta preparazione, [e] consulti
diligentemente l'esperienza e senz'alcuna scordanza la noti.
Altra stupenda estrazione dall'antimonio col tartaro rosso. Il fegato dell'antimonio ha una tintura mirabilissima con
lo spirito di vino
Si prepara ancora l'antimonio cos.
Prendi di antimonio e tartaro rosso parti eguali, si pestino assieme ottimamente, ed in una
pentola ben lutata, acci gli spiriti non esalino, infuocala finch il tartaro bruciato sia, il che si
fa nella fornace di vento. La materia cos bruciata pesta minutissimamente, affondivi comune
acqua calda, cola la quasi lisciva, che da ci si fa il fegato ( Solfuro di antimonio) (cosi gli anti-
chissimi nostri predecessori lo nominavano).
Questo fegato cosi seccato ponilo in una storta ed affondivi dello spirito di vino. Nel Bagno
Maria cava lo spirito [c. 43] di vino (prima per si deve per carta fissa passare) talmente che
una sola terza parte ne resti. Questa estrazione si pu adoprare al suo uso, ma moderatamente e
con grandissima discrezione e discernimento, nella quale deve notarsi un miracolo singolare,
che lo spirito di vino, una volta estratto, non si vol pi unire colla rossa estrazione dalla quale
stato separato, ma vi nuota sopra, siccome l'olio sopra dell'acqua. Ma se questo spirito di
vino a nuovo fegato si sopraffonda, di nuovo estrae, ma questa seconda estrazione sopraffusa
alla prima, in alcun modo con quella si mescola, il che massimamente da ammirarsi. Ma chi
pu narrare tutti i gran miracoli di Dio, oppure osservare i doni del Creatore, quali alle
creature lasci infiniti nell'antimonio da considerarsi profondamente?
Arcano vulnerario per curar le piaghe, cavato dall'antimonio per benefizio dell'aceto
Gi per l'avanti feci nienzione dell'estrazione dall'antimonio coll'aceto e con lo spirito di vino,
che se da quella estrazione si separi l'aceto in B .M., e si risolva la polvere in luogo umido in
olio giallo o liquore vulnerario (che cura le ferite), il quale fa cose mirabili ed ineffabili nelle
fresche ferite e nelle antiche parimente, tutti i sintomi e la putrefazione proibisce. L'altra
estrazione da questa polvere, avanti la soluzione collo spirito di vino, fa anche il suo mirabile
effetto, mentre nei mali interni non cede a niun'altro rimedio.
Gli arcani molte volte si devono ripetere perch utilissimi e mai abbastanza inculcar si possono.
La strada della preparazione nei precedenti miei scritti, spessissimo la proposi, ed in questa
ammonizione [c. 43v] dell'antimonio abbondantemente l'ho ripetuta perch so quanto utile e
quanti secreti in quella siano nascosti, perci spero che agli scolari non saranno moleste queste
ripetizioni nei miei scritti; imperocch non senz causa scrivo quello che scrivo. Ma i miei
discorsi son brevi ed una grande estensione in s contengono, e bench raddoppiati e spesso
ripetuti, agli inesperti sono oscurissimi, ai fanciulli e bambini inutili ed utilissimi al solo figlio
e discepolo dell'arte.
Si d ancora un'altra estrazione per un'acqua caustica cosi.
Il vetriolo ed il sal comune in parti eguali pesta bene assieme, e da questi per i lati distilla

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l'acqua. Se aumenti il fuoco caverai un liquore simile ad un butirro fuso, oppure olio. Questo
conservalo e serbalo all'uso suo.
Polverizza il capo morto (Residuo fisso che resta in fondo al recipiente dopo la distillazione ) e solvilo in
cantina in acqua, la quale separatamente raccogli e filtrala per carta. Di poi prendi antimonio
ungarico (Solfuro d'antimonio in pani.) minutissimamente trito, ponilo in vetro fondo e piano,
sopraffondivi questa acqua, riponilo nel calore, dove, se per qualche tempo star, da principio
imita il color violetto dell'amatista , che dove a questo stato ridotto sia, aumenta il fuoco ed
avrai il colore di zaffiro lucente.
Altra estrazione dell'antimonio purgante per evacuazione e per vomito
Da questo zaffirino colore scende una polvere bianca sopraffusavi dall'acqua comune. Preso
internamente fa il medesimo che l'estrazione del vetriolo crudo per evacuazione e per vomito.
Conversione del ferro in rame
La soluzione cavata dal capo morto in cantina, le lamine di Marte sottili in essa cotte,
veramente le muta in Venere [c. 44] per testimonio dell'esperienza.
Senti gi e di proposito attendi. L'olio o acqua sopradetta, nel decorso rammemorata,
sopraffondila al croco (Zafferano.) di Marte prima con solfo riverberato a rossezza. Poni in
calore ed estrai la tintura di marte sanguigna.
Altro arcano degli antichi
Di poi prendi una parte di questa estrazione rossa di antimonio, con sal pietra bruciato e con lo
spirito di vino preparato parti tre; dell'acqua di mercurio, separatamente per il tubolo gettata
dentro, una parte; di calce del Sole, sciolta in quest'acqua caustica, parte mezza.
Preparazione dell'acqua forte
Mescola travasando da un vaso nell'altro, purga adesso per mezzo delle ceneri a fuoco me-
diocremente forte, cavala che quantunque non tutto passi, poich rimane nel fondo una bella
soluzione rossa, utilissima all'ulcere antiche. Il capo morto che resta partorisce un liquore
talmente acre per la risoluzione in luogo oscuro, che appena niuna acquaforte si possa a quello
paragonare nell'acrimonia; ma di ci [] abbastanza.
Questa la preparazione dell'antimonio diaforetico (medicamentoso)
Si prepara ancora dall'antimonio una polvere bianca cosi.
Prendi di antimonio ungarico e sal pietra tre volte depurato, tritati ambedue, parti eguali.
Bruciali in pentola nuova, la quale non sia tocca da alcuna pinguedine in fuoco di circolazione,
non insieme gettata, ma a poco a poco e separatamente infusa, il che gli spagirici antichi
chiamano puffare, imperocch lo studioso dell'arte deve imparare i suoi termini pellegrini,
incogniti al parlare dei rozzi. Perfezionata [c. 44v] quella puffazione o so prafusione, quella
materia dura che sta nella pentola, polverizzala. Da quella in un vaso di vetro affondivi
dell'acqua comune tiepida, e quando la materia avr deposto, separa e rinfondi alquante volte,
acci il sal pietra si cavi. Dissecca e polverizza la materia e con egual peso di sal pietra
mescola. Procedi come prima e questo rinnova fino a tre volte.
Preparazione particolare della pietra bezoartica (controvelenosa) dell'antimonio
Finalmente pesta la materia che resta, affondivi ottimo spirito di vino e circola per un mese in
cocurbita, o circolatorio ben chiuso. Di poi bruciavi sopra nuovo spirito di vino, nove o dieci
volte, e fatto tal lavoro, dissecca la polvere a poco a poco, e in un catino fusorio si faccia rossa
al fuoco per un giorno intiero. Da questa polvere risoluta in luogo umido, sopra una lastra di
vetro o di pietra, o nelle chiare di uovo tostato, si fa un liquore il quale nel calore di nuovo si
dissecca.
Virtu' esimia della minerale bezoartica polvere
Questa polvere certamente molte cose mirabili opera, appena credibili se non per il testimonio
dell'esperienza; non opera subito ma a poco a poco, e concessogli il suo tempo cava fuori le
forze sue. Ad un malato d'interna postema, data di questa polvere quotidianamente cinque o sei
volte nello spinto di vino, o vino quindici giorni, si saner, e a poco per volta gettato il sangue
guarir.
Il mineral bezoar dell'antimonio: con suo uso continuo. cura tutti i mali

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L'infetto di mal francese se ne serva similmente, che radicalmente rimarr sano. Produce i peli
nuovi, purga il sangue, e fa molti altri beni, i quali tralasciamo allo [c. 45] studioso per brevit.
Non posso tutte le cose cos' perspicuamente spiegare, che ciascuno dagli scritti miei diventi
gran medico, n porti il tedio di niuna fatica come ben giusto, poich pensi che i rozzi un
pane bianchissimo mangeranno bench non abbiano macinato il grano. Troppo gi patente ne
vengo in campo, nel quale gli antichi oscuri son stati, i quali adesso vengono seguitati dai
moderni con le br reti; ma il inio stilo, siccome tutti i miei scritti lo attestano, ha un particolar
metodo siccome anco gli altri filosofi avanti di me gi fecero; che poi con processi misti la
mia filosofia si muti, niun lettore se ne meravigli, essendo che il parlar filosofico differisca
dall'altro parlar nudo senza manifestazione. Nota questa differenza, n accusarmi di mutato
parere nello stii filosofico, tanto nella preparazione che nel processo, poich nel discorso
filosofico vi osserverai la teorica, ma il processo ricettario insegn la pratica con sufficiente
avvertimento, perci in quello dobbiam servirci di particolari sufficienti parole.
Balsamo di antimonio.
Dall'antimonio (non crudo ma dal suo regolo) si prepara un balsamo utile a molti mali, dal
quale il mercurio dell'antimonio si pu vivificare, cio: di antimonio ungarico e di tartaro
crudo parti eguali, sal pietra mezza parte, pestati. fluiscano in una fornace a vento. Versati in
un catino si raffreddino. Il regolo ritrovato tre o quattro volte similmente con il tartaro e sai
pietra si purifica col fuoco, e cos biancheggia a guisa di argento.
L'olio rosso del regolo dell'antimonio, collo spirito di terebintina arcano del petto.
Questo regolo pestalo, e posto in vetro [c. 45v] versavi dell'olio di ginepro o spirito di
trementina , il quale, nella distillazione, sale il primo, limpido a guisa d'acqua; turalo bene,
ponilo in B.M. a calor moderato: quello spi rito o olio si far rosso come sangue. Decantalo e
rettificalo con spirito di vino.
Questo medesimo balsamo [si) prepara coll'acqua di terebintina se si inionde dell'antimoni crudo
Ha le medesime virt che il balsamo di solfo, come dir quando parler del solfo, imperocch
dell'uno e dell'altro quasi simile la preparazione. Tre gocciole di questo balsamo nel vino
caldo, tre sole volte la settimana preso, sana gl'infetti nel polmone, asmatici, tisici, pleuritici, e
gli afflitti da tosse antica.
Varie cose si fanno dall'antimonio secondo la varia preparazione
Si fanno ancora molti oli dall'antimonio, alcuni da per s, altri con delle aggiunte, ed hanno
non la medesima ma diverse virtu' secondo la preparazione. Ti dir una parabola: molti
animali vivono solo in terra, come i vermi, i serpi ed altre speci, delle quali alle volte nuove ne
insorgono per la corruzione, precedentemente ignote; altri nell'acqua stanno come i pesci; altri
nell'aria come gli uccelli; altri nel fuoco come la salamandra, e si trovano altri maravigliosi
animali nelle regioni ed isole fervide a noi ignote, i quali conservano la loro vita col calore del
sole, ed in altra aria portati subito spirano.
Dimostra come sia vario l'antimonio nelle sue virtu'
Cos' l'antimonio preparato con l'aggiunta dell'acqua altro fa che quando preparato con un'ag-
giunta ignea. E bench ogni preparazione di esso con il fuoco si faccia, senza del quale la sua
virt non si scopre, nota per e considera che l'additamento di terra altro opera rispetto all'ad-
ditamente acqueo, e similmente, se l'antimonio solo col fuoco in aria si pu elevare e certa-
mente preparare, diversa virtu' per dalle gi dette [c. 46] preparazioni ne sortir.
Olio di antimonio senz'aggiunta [] vero ed eccellente, dal quale si fanno cose mirabili
Il primo olio di stibio et solfo senza veruna addizione si fa cos'. All'antimonio ungarico crudo,
gi pesto in una cocurbita di vetro di fondo piano, affondivi il vero aceto dei filosofi, con il
suo sale luta l'aceto che si putrefaccia nel fumo equino o nel B.M. per 40 giorni. Il corpo di
nuovo si apre e si fa piu' nero dell'inchiostro, il quale segno di una soluzione perfetta.
Questo balsamo o olio rosso d'antimonio difficile a prepararsi, ma d'infinita virtu' ed energia come si vedr sotto.
Questa materia nera ponila in lambicco, ed a lento fuoco cavala fuori: l'aceto rimarr nel fondo
materia informe la qual pesta e con acqua piovana distillata lava a dolcezza. Seccala e ponila
in circolatorio di collo lungo (il quale deve avere ventri, come se tre sfere si unissero con il

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tramezzo, per quali sono i sublimatori con l'alludello, che hanno il collo lungo siccome le
viole), lascia in un moderato calore per due mesi collo spirito di vino al sommo rettificato,
talch soprannoti (rimanga a galla) tre dita, [poi] luta.
Lo spirito di vino rosseggiante con la terra dell'antimonio per la soluzione del suo aceto
Lo spirito si far rosso lucente a guisa di rubino: decantalo, filtralo e separa la terra nera inutile
a questa cosa. Lo spirito vino distilla per arena in lambicco di vetro lutato con fuoco lento, che
porter seco la tintura dell'antimonio; gli elementi si separeranno e vedrai, meravigliandoti, il
tuo lambicco come se fosse fatto di oro purissimo; Alla fine pochissime feccie rimarranno e
l'aureo colore nei vetri disparir. La materia distilla, versa nel circolatorio e lascialo stare per
dieci giorni. L'olio dell'antimonio fatto pesante si separer dallo [c. 46v] spirito di vino e nel
fondo discender, e lo spirito di vino alla sua prima chiarezza ritorner e nuoter sopra l'olio.
Separa queste cose col separatorio.
Balsamo della vita dell'antimonio, sue mirabili virtu'
Quest'olio dolcissimo senz'alcuna corrosivit. Le forze del quale da niuno creder si possono,
e perci lo chiamo solfo dell'antimonio, balsamo della vita, imperocch molto con l'aiuto di
Dio gicv, quando tolta ogni speranza, la morte certissima si credeva imminente, siccome i
miei fratelli possono attestare.
Le virtu' di lui.
Rinnuova l'uomo, purga il sangue mescolato colla tintura dei coralli, cura la lebbra, sana la
scabbia nata d'impuro sangue, scaccia la tristezza e malinconia, corrobora le membra ed il
cuore, particolarmente se secco si prenda col magistero di perle. Nello svenimento o deliquio
supremo rimedio, poich mescolato coll'olio di cinamomo in egual peso, e sei gocciole sulla
lingua gettate, e le narici ed arterie unte con essenza di croco, in un subito in s l'uomo
richiamano.
Questo dice l'autore perch molti ridono, e non credono queste virtu' perch sono nell'occulto e non si fanno mani
feste finnch l'arcano non sia fatto del tutto.
Ma buon Dio, perch parlo, perch scrivo; stimo che io presso pochissimi trover fede a
questo testamento che lascio ai miei scolari, ma pochi per, conosciuti i miracoli e conosciuta
l'esperienza piu' esattamente, considereranno, ed a me nella sepoltura imputridito
onoratamente renderanno le grazie.
Altro olio dell'antimonio puro senza addizione mirabile di mrtu'
L'altra via,. di condurre per il lambicco l'antimonio senza additamento, questa. Dal-
l'antimonio, tartaro e salnitro si fa il regolo come sopra gi dissi. Polverizza quel regolo,
ponilo in vetro grande rotondo a fuoco lento [c. 47] in arena, si sublimer l'antimonio, ma in
ciaschedun giorno ci che sublimato radilo con una penna e rigettalo nel vetro, replica finch
niente piu' si sublima, ma nel fondo rimanga il regolo fisso e precipitato; ma sappi che questo
lavoro ha bisogno di tempo, avanti che appariscane l'opera. Questo precipitato trito in cantina,
in una pietra per un mezzo anno si lasci stare. Allora si risolver in liquore rosso e rimarranno
le feccie, perch il solo sale dell'antimonio si liquefa. Filtra questo liquore, e nel lambicco cava
la flemma fino allo spesso, quale riponilo in cantina, che si congeler in cristalli nella rossezza
biancheggianti, e se di nuovo si purgheranno, del tutto imbianchiranno. Questo il vero sale
dell'antimonio che spesso ho gi fatto; seccalo, e mescola di questo sale una parte con tre di
terra di Venezia, distilla a fuoco forte e prima il bianco spirito passer, di poi il rosso, il quale
per ancora in bianco risolvesi; rettifica questo spirito lentamente in un bagno secco, e ne
avrai uno altr'olio di antimonio, ma del primo molto inferiore, ed piuttosto spirito che olio,
perch questo sale spiritualmente si cava.
Forze e virtu' dell'olio di antimonio
Nelle febbri quartane ed altre, spesso merit lode.
La cura del calcolo dipende dal sale dell'antimonio
Rompe il calcolo della vescica, muove l'orina, monda le ulcere vecchie serpeggianti, purga il
sangue siccome il sale dell'oro, e si potrebbe ancora adoprare ad altri mali, ma meno perfetto
dell'olio rosso di antimonio, il solfo del quale purgato e separato fu al sommo ridotto.

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Descritto il solfo ed il sale dell'antimonio e la preparazione ed uso medico di quelli, passer
alla narrativa della medicinale virt del mercurio di esso.
Il mercurio dell'antimonio per qual via si estragga
Prendi dunque parti otto di regolo d'antimonio. Dal sale chiarificato [c. 47v] e sublimato di
orina umana, di sale armoniaco e di sal di tartaro, per ogni parte una: mescola i sali affondivi
aceto forte, luta con il luto della sapienza, e digerisci i sali cosi per un mese in calor continuo.
Finalmente distilla l'aceto per le ceneri, finch secchi rimanghino i sali, il che fatto, mescola di
terra di Venezia parti tre, incalza con fuoco forte per storta, e ne avrai uno spirito maraviglioso.
Sonovi appresso gli autori altre strade di estrazione del mercurio dal regolo dell'antimonio coll'acqua forte. Alla
dissoluzione vi si aggiunga sal di tartaro e sale ammoniaco finch si faccia pasta, si sciolga con l'aceto stillato e pu-
trefaccia.
Di poi con forte distillazione si dissecchi la materia, e per sublimazione si estrae il mercurio corrente.
Questo spirito versalo sopra il regolo polverizzato, putrefagli assieme per mesi due; finalmente
cava l'aceto, al residuo mescola la quarta parte di limatura d'acciaio, e con la forza del fuoco,
per una storta, cava fuori gli spiriti del sale, porteranno seco il mercurio a guisa di fumo, ma,
in luogo di recipiente, necessario porvi un gran vetro pieno d'acqua talmente che lo spirito di
sale si mescoli coll'acqua, il mercurio poi si unisce assieme, e nel fondo del vaso in vero vivo
mercurio convertesi. Cosi l'artefice cava il vivo e corrente mercurio dall'antimonio, il quale da
molti ad ogni passo studiosamente fu ricercato. Di qui gi il di lui uso in medicina far palese.
Prendi con Dio di questo mercurio una parte, passala per cuoio e versavi dell'olio [reso] rosso
dal vetriolo quattro parti, precedentemente rettificato al massimo grado, cavane l'olio.
Lo spirito dell'olio col mercurio rimarranno, incalza il fuoco, che sublimerassi qualcosa. Il
sublimato alla terra restata nel fondo rigettalo, affondivi olio nuovo, un pochetto sublima come
da prima, reitera la terza volta. Rigetta il sublimato nella sua terra, pesta assieme, ed il puro
sar a guisa di cristallo. Poni nel circolatorio, versavi un pochetto d'olio di vetriolo e tre parti
di spirito di [c. 48] vino, circola fino alla separazione, cosi il mercurio risoluto in olio,
soprannuoter a guisa d'olio d'oliva.
Olio dal mercurio dell'antimonio
Separa quest'olio e ponilo in altro vetro circolatorio, versavi aceto acre distillato, cosi l'olio
dentro venti giorni in circa recupera il suo peso e resta nel fondo, quel che vi di velenoso,
rimane nell'aceto torbido e sottonero, e questo miracolo contrario alla natura, perch l'olio
(Questo ancora si potrebbe fare col mercurio volgare, ma non sarebbe di tanta virtu', come dal mercurio
dell'antimonio) che da prima stava galla, finalmente va nel fondo; ma nota che anco l'olio del
vetriolo grave, perci il mercurio, il quale nella sua separazione non anco del tutto puro, di
sopra si porta, ma quando la leggera impurit dall'aceto ricevesi, allora l'olio il suo peso
ricupera e vassene al fondo fatto pi denso.
Virtu' dell'olio del mercurio dell'antimonio
Questo l'olio del mercurio dell'antimonio, quarta colonna di tutti i rimedi. Quest'olio sana
l'apoplessia, conforta il cervello e la ragione. Eccita gli spiriti vitali del cervello, chiunque
qualche volta si serve di tal olio, [poich ] afflitto da qualche incomodo, [come] perdute le
unghie ed I peli, ringiovanisce; il sangue si purga ed ogni male si caccia via. Il mal francese
una bagattella a questa medicina, la quale breve mente e radicalmente lo caccia. La lode di
questo rimedio, n la lingua n la penna lo pu descrivere.
Miserabii granello di terra e sacco di vermi, perch ritardi di offerire al tuo Creatore le lodi
dovute per i rimedi a te concessi? Voi dell'una e dell'altra medicina, audaci vantatori, venite a
me monaco e servo di Dio, vi manifester quelle cose le quali [c. 48v] gli occhi vostri per
l'avanti non videro, e mostrer a voi la strada della salute.
Qualunque artefice poi che abbia meno esperienza di me, e dei miei scritti fondatamente non
capisce, stia quieto e non presuma vituperare e me ed i miei scritti con garrulit inconveniente
e con molte parole inutili, perch nella scuola niente senti', e non capisce i processi giuridici,
imperocch i termini miei son diversi, da quelli dei quali si servono i miei avversari. Oh uomo
imperito non voler giudicar le cose a te ignote alla prima parola, n condannare quelle cose le

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quali, n con il pensiero n con lo studio, imparasti.
Molti, certamente rozzi, dicono che i pesci nell'acqua moiano per il freddo, ma chiunque dice
questo per ignoranza ed influenza lo dice, il che provar non si puote, imperocch se nel-
l'inverno, nella massima superficie dell'acqua congelata si facciano qua e l dei fori nel diaccio
niun pesce muor per il freddo.
I pesci non per il freddo si muoiono, ma per la mancanza d'aria.
Ma se il ghiaccio degli stagni ed altre acque non si rompe, i pesci muoiono certamente, non
per il freddo ma per mancanza d'aria, la quale non pu passare per il ghiaccio. Poich certo
che niun animale senza l'aria pu vivere, onde i pesci sotto il ghiaccio soffocansi [e] non dal
freddo si muoiono.
Applico questo esempio. E' necessario che all'antimonio, per l'uso continuo, da parte del
cavator dei metalli si faccino dei fori acci goda dell'aria; di poi prepararlo coll'acqua, coll'aria
e col fuoco, acci la fecondit del medesimo [c. 49] nella terra non si soffochi. Miserabile
omicciolo sprezzatore e derisore dell'antimonio, dove la tua eloquenza e retorica per
difenderti?
Gli sprezzatori dell'antimonio riprende, perch non ritornino a buon senso e credano esser l'antimonio la vera colonna
della medicina
Quando poi n il color bianco, n il nero, n altro colore tu intenda in questo negpzio, ed
ignori le virt ed i comodi di esso, taci dunque e questi discorsi e scritti lascia passare, [chiudi]
le tue orecchie per la tua imperizia.
Scolari miei attendete bene alla mia semplice ammonizione con l'acutezza dell'intelletto.
Per centro intende l'autore la virtu' intrinseca delle cose, la quale radicata negl'intimi, perci sempre il centro deve
cercarsi.

Ricercate studiosamente il centro, quale dalla esterna faccia appena o mai si conosce, ricercate
la virt di esso con sollecita aspettazione siccome il cacciatore con la fiera, e non prendete il
cervo per la capra, attendete i vestigi della neve acci discerniate, gettate la vostra rete poich
cos ben gettata sar feconda di ottimi pesci. Acci sommariamente a chiunque ricercante io
gli dia l'ultima ammonizione dico: caro uccellatore, le reti e le piume volubili con debito
consiglio esponi al vento, e tu nocchiero attendi alla tua bussola quando il giorno e la notte
navighi in alto mare e spesso dalle tempeste qua e l sei gettato, imperocch cos non andr
fallita la tua speranza, ma prenderai finalmente qualcosa, e la tua nave con guadagno delle tue
merci da remotissime regioni non indarno al porto la condurrai. Ma perch perdo il tempo
parlando. Torner addietro un passo a guisa del schermitore, ed una nuova scuola indurr nel
lavoratorio delle cose, cio esterne, acci dichiari e manifesti il modo e la preparazione
dell'antimonio, acci veramente si provi la [c. 49v] medicina utilissima ai mali esterni; il mio
processo pertanto lo esporr in pochissime parole.
Discepolo mio, amante dell'arte, che desideri investigare gli arcani della natura, indagare gli
occultissimi misteri, acci conosca il di' dalla notte e le tenebre dalla luce, ti dico.
Olio rosso dell'antimonio mirabile alle ferite.
Prendi di antimonio ungarico ottimo parte una, sai comune ovver fossile parte mezza, di terra
da vasari non cotta parti sei. Trita ben tutto e mescola, distilla con fuoco forte, che di continuo
uscir dell'olio rosso dal quale leva la flemma per distillazione, accio rimanga nel fondo una
polvere secca rossa.
Balsamo di antimonio per consolidar le ferite
Si triti sottilmente e sopra una tavola di marmo si risolva, ne sortir fuori un balsamo
rosseggiante, lucente, di gran lunga pi nobile degl'altri baisami da ferite. Utilissimo nelle
piaghe antiche, le quali il volgo dei medici con i suoi impiastri, unguenti e oli, sospetti e
pericolosi gli stima.
Questo prescritto olio rosso di antimonio congiunto col mercurio sublimato e' l'arcano del canchero e delle fistole.
Quest'olio in molte ferite ed ulcere di gran momento salutevole fu ritrovato, n a quello molti
rimedi son superiori o eguali, fuori dell'olio dell'antimonio con il sublimato mercurio volgare
preparato, [che] pi potente e pi nobile di questo in sanare i can

34
.

cri, gangrene, lupi; non mi toccare. Nelle fistole poi ed ulcere serpeggianti, il prescritto olio le
sue forze e virt mirabilmente per esperienza dimostra in molti incredibili Casi, i quali
tralascio di raccontare, acci alcuno mi creda ambizioso e desideroso di onore, il qual vizio
l'ho sempre fuggito con l'aiuto di Dio.
Preparazione breve della polvere ermetica
Prepara cos. Prendi di mercurio volgare, estinto [c. 50] ottimamente e purissimamente
sublimato, [e] di antimonio parti eguali, tritati e mescolati distillali per ritorta (la quale ritiene
lo spirito) tre volte, e rettifica quest'olio collo spirito di vino, ed preparato e di sanguigno
colore.
Preparazione in olio rosso
Da principio era bianco, ma si condensa come un diaccio o butirro non sodo. Quest'olio molte
cose meravigliose esegue, le quali altrimenti la natura appena per-metterebbe di esser credute
e mandate ad effetto, ma per sempre la virt, facolt ed operazione sua comparve dal male
facendo bene.
Con l'aggiunta un altr'olio preparasi, alle ulcere esteriori utilissimo.
Altr'olio con addizione
Prendi di antimonio e di solfo ana una parte, di sale armoniaco e di sal di orina (sale di tartaro
volatile) chiarificato ana mezza parte, di calcina viva parti due. Trita, mescola e distilla, se
qualche cosa si sublima radilo e fallo ricadere.
Arcano di tutte le ulcere incurabili
Trita di nuovo il tutto col capo morto, infondivi l'olio che gi cavasti, distilla come prima, e
questo replica la terza volta. Le ulcere vecchie, maligne e contumaci, che rigettano ogni
sanazione, non disprezzano questo olio, poich fortissimo, penetrantissimo e di certissima
sanazione.
Altr'olio di antimonio, ottimo arcano per le ulcere.
Si prepara ancora un balsamo vulnerario mirabile da pi cose, una delle quali l'antimonio, e
si prepara cos'. Prendi di solfo once quattro, liquefaccia a fuoco lento, mescolavi argento vivo
mezza libbra; muovi con bastoncello finch in una massa si sar unito, la qual pesta, perch
gi preparata, siccome il cinabro si suol preparare. [c. 50v] Trita assieme once quattro di
antimonio, di arsenico rosso once quattro, di croco di marte once due, tegoli polverizzati once
otto. Si sublimino assieme secondo l'arte in vaso di vetro, avrai rubini orientali non inferiori
rispetto al colore, imperocch son volatili n hanno niente di fisso.
Rubino dall'orpimento (pigmento dell'oro) da sciogliersi con lo aceto, tintura mirabile per le ulcere.
Questi rubini dall'artefice ottimamente separansi dal cinabro che assieme sale nel sublimare. Si
pestano, si estraggono con aceto; fatto questo lavoro, si cava l'aceto a poco a poco in B.M. La
polvere che in fondo rimane si trita minutissimamente e con spirito di vino in un altro vaso si
estrae; le feccie restanti si separano. Questa estrazione con lo spirito di vino in un vaso ben
lutato si digerisca in B.M. per un mese. Finalmente estratto lo spirito di vino (come per l'avanti
si fece dell'aceto), la polvere che rimane nel fondo rotondo della cocurbita si pone in un vaso
pieno d'acqua in cantina, acci in quello nuoti a guisa di riso, che cos' in pochi giorni si
risolve in bel liquore lucente, utilissimo alle antiche ulcere e piaghe; se con penna si spalmi e
vi si porga sopra l'impiastro vulnerario comune, niuno abbandonato patir di aiuto almeno in
quelle piaghe esterne, le quali sono antiche, ed incapaci di medicina.
Le soluzioni di continuo da interna causa, non si curano con le cose esterne.
Quelle soluzioni poi di continuo, le quali da qualche causa interna dipendono, qui non

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s'intendono comprese, ma alla sanazione di quelle qualche cos'altro richiedesi, al che
certamente non si pu riparare senza rimedi interni che dissecchino il sintoma ed il centro del
male, e dalle [c. 51] radici lo sbarbino, bench oggi giorno pochi siano nel mondo quei maestri
i quali questo, del che gi scrivo, avvertino ed esattamente considerino.
Quasi tutti i mali sarebbero facili a curarsi se i medici attendessero seriamente all'alcbimia
Se l'uomo considerasse la miserabile condizione di nostra vita, nella quale per il peccato del
primo padre gi entrammo, pi rettamente ed utilmente consumerebbe il tempo, acci con
carit del prossimo suo la salute cercasse. Ma poich molti perdono il tempo in bagatelle, e la
fatica come molesta rigettano, nell'antica loro opinione rimangono.
In questo mondo niente possegghiamo di proprio, se non quello che Iddio ci da per uso a chi gli piace
Miseri! Niente abbiamo di proprio in questo mondo, del che ci possiamo gloriare; siamo ospiti
abitanti nell'affittatoci da Dio, il quale tutti i beni mentre viviamo ci diede in uso, non in
padronanza. Dovremmo pertanto voltarci verso di lui corporalmente e spiritualmente, siccome
fedeli abitatori di quello altrui verso il locatore.
Non apprezziamo se non il denaro e perci non si studia l'alchimia, mentre per acquistarla molto denaro si spende
Se l'uomo questo considerasse non sarebbe meraviglia se il suo cuore mai di fare alcun
peccato pensasse [e] farebbe diligentemente il suo uffizio, acci servir potesse il suo prossimo,
ma il mondo poco o nulla cura questo, ma solo il denaro toglie ai poveri, o per dritto o per
rovescio.
La corruzione dei costumi e l'avarizia.
I potenti niente ci badano ed i plebei gl'incitano, difendendo la forza col nome di equit, acci
del male acquistato ancor essi ne godano.
Rimedio cavato dal solo antimonio per tutte le lebbri e per la peste
Abbastanza [ho detto] di ci [e] all'antimonio ritorno, dal quale si prepara un altro rimedio
utilissimo a qualsivoglia febbre, ed anco in tempo di peste.
Prendi l'antimonio ottimamente pestato senz'alcuna aggiunta. Distilla con fuoco forte per
storta, alla quale stia attaccato un recipiente di vetro. Replica tre o quattro volte, che cos'
finalmente si fa una polvere rossa, la quale [c. 51v] estrai con l'aceto distillato. Circola
l'estrazione a foco lento per dieci giorni, poi destilla all'estrazione dell'aceto, il residuo con
particolare artifizio s'incalza acci passi in olio, il quale ancora si circola e si pellicana, finch
il flemma sia andato via, e di nuovo in polvere si riduca, separato prima l'aceto con la
distillazione ed infine raccolto l'olio in un nuovo recipiente. Quest'olio cura le febbri
quotidiane terzane e quartane, dati quattro grani di esso con acqua distillata di cardo santo e
coperto il malato acci sudi.
Rimedio per la peste dall'antimonio
La stessa dose collo spirito di vino o aceto stillato scaccia la peste potentissimamente (dato
con spirito di vino o aceto conforme, la peste ha assalito o col caldo o col freddo).
Olio vulnerario con addizione.
Si fa ancora un altr'olio vulnerario dall'antimonio con aggiunta cos': R. (recipe) di antimonio,
solfo e salpietra ana parti eguali. Tura sotto la campana (Tipo di vaso per distiUazione) come suol
farsi, ma se adopri un lambicco con recipiente pi olio raccoglierai che per campana. Nel -
colore simile all'olio comune di zolfo ma molto pi forte per l'aggiunta, ed opera piu'
potentemente che l'olio vulnerario comunedi solfo.
Virtu'
Si d per bocca ai polmoniaci, al di fuori si adopra alle ulcere putride e fetide: la dose
internamente tre goccie, al fuori si adopra ungendo, postovi sopra l'impiastro vulnerario, ed
osserverai in tutti i mali rimedio insigne.
Altr'olio per i mali cancrenosi ed ulcere
Un altr'olio preparasi ai mali gangrenosi, ed ulcere antiche cos: di antimonio trito una lib-
bbra,di sal comune libbra mezza, di terra da vasari non cotta libbre cinque: mescolate, trita e
stilla per storta, ne sortir un olio giallo; passati tutti gli spiriti poni in altro vetro, cavane il
flemma, la polvere che rimane riponila in cantina sopra del [c. 52] marmo: si risolver in un
balsamo utilissimo ai mali che serpeggiano e quelli cancrenosi, particolarmente della faccia

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umana, e delle muliebre mammelle. Di questo balsamo pi cose scriver potrei, se non temessi
che qualche arrogante sofista dicesse che io troppo scrivo, e molte cose insegno in carta, le
quali non le ho sapute per l'uso ma solo le ho concepite coll'immaginazione.
Altr'olio utilissimo alla peripneumonia e male del polmone
Si fa ancora un altr'olio cos': Recipe di antimonio parti quattro, di sal armoniaco parte una,
pesta e si sublimino a fuoco lento, e cos' il sale innalza seco il solfo sanguigno dell'antimonio.
Questo sublimato pestalo ottimamente, e per ciascheduna libbra di antimonio crudo sublimane
oncie cinque come prima. Questo sublimato in luogo umido ottimamente si solva, altrimenti il
sale da quello separa a poco a poco, secca ci et avrai il solfo combustibile a guisa del volgare
ad ogni passo vendibile. Questo solfo con tempo estrailo con aceto stillato, e separato l'aceto
in B.M., lento cava la tintura di esso, e la polvere rimanente cn sottile artifizio tirala nel
recipiente. Se lo studioso dell'arte bene insista in questa strada, trover l'olio dolce eccellente
senz'alcuna corrosione o pericolo. Sana la peripneumonia, scaccia i dolori dai fianchi, e gli
asmatici lo prendino la mattina e la sera avanti di andare a letto, due grani con l'elisir o spirito
di vino; rimedia ai mali di petto, scaccia dal petto tutte le impurit, ed a me oltre ogni speranza
in molti [mali] fu di grand'aiuto.
Utile ai mali petto.
ma avendo abbastanza descritto in altre preparazioni [c. 52v] le virt dell'antimonio, indarno
qui ripeterle giudicai. Il liquore fatto da questo solfo di antimonio si adopra utilissimamente
all'esterno: leva tutte le bruttezze della cute, e se un poco di olio con quello si mescoli toglie le
lentiggini e macchie delle mani spesso lavate, la cute fa netta, e sana l'alopezia ( calvizie) o
scabbia del capo.
Cura dell'alopezia.

Sollo dell'antimonio ed olio rosso.


Si prepara ancora altrimenti il solfo dell'antimonio. Cuoci l'antimonio trito, per due ore o di
pi, in un ranno (acqua di cenere) forte di ceneri affusovi dell'aceto fortissimo; filtrato l'antimonio
rimane il solfo rosso. Separa il flemma, secca la polvere, estrai la tintura con aceto distillato
siccome nel superior solfo; rendilo in olio per distillazione, il quale non inutile [ma] pi
debole per che il superiore, nel principio della qual sublimazione il corpo del-l'antimonio fu
aperto con sale armoniaco e soluto.
Nota tre cose dell'antimonio
Ne seguono tre cose circa l'antimonio, massimamente necessarie all'artefice spagiro.
Dall'antimonio non si pu cavare il vero aceto dei filosofi
La preparazione dell'aceto dalla miniera del suo rame, la stella segnata dei filosofi, ed il
piombo filosofico da molti assaissimo stimato, i quali si credono che da quello si potesse fare
il vero mercurio dei filosofi, ma impossibile, imperocch n a lui tanto stato concesso da
Dio che nell'antimonio o dall'antimonio si trovi il mercuno dei filosofi, primo ente, argento
vivo, ed acqua prima dei metalli perfetti, dalla quale si fa la gran pietra degli antichi filosofi:
ma questo primo ente in un altro minerale si trova, nel quale per ragion metallica l'operazione
pi alta di quella dello stibio o antimonio, bench anco questo sia utile particolarmente.
L'aceto dell'antimonio non l'aceto dei filosofi se particolarmente non vorrai operare.
Nota ottimamente che questa la [c. 53] colonna dell'interna ed estrema medicina in tutte le
ufficine (athanor), il che per esso gi ho detto, e niente manca se non che l'artefice impari a
distinguere la natura dei metalli e dei minerali, ed osservi esattamente la preparazione e l'uso
dell'antimonio, alle quali cose (e non prima[)], ne seguir un retto giudizio.
Principio dell'aceto filosofico dall'antimonzo
Soddisfar dunque alla mia promessa ed ai desideri dei miei scolari, ed insegner la regola
dell'ultima e vera separazione del buono dal cattivo, prendendo il princi'pio dalla preparazione
dell'aceto filosofico dall'antimonio.
Per qual via e metodo si prepari l'aceto acerrimo dall'antimonio, come la tintura rossa dall'antimonio, per opera
dell'aceto di quello, si estrae
Il rame dal quale si fonde l'antimonio e si purga, si pesta minutissimamente e in una boccia di

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vetro di lunghissimo collo vi si affonde acqua piovana distillata, finch la met del vetro sia
pieno. Lutato ne putrefaccia nel fimo (sterco) equino, finch il rame cominci a fermentare e
spumare, salendo e gonfiando. Allora si cavi dal fimo, essendo segno ch' aperto gi il corpo.
La materia cos' digerita ponila in una cocurbita o storta ben lutata e cavane l'acqua, la quale
sar un po'acida, la qual cavata aumenta il fuoco [e] si sublmer; questo sublimato mescolato
colle feccie [e] di nuovo cavata l'acqua s'innaffia, si distilla come prima, e questo si reitera
tante volte finch abbia l'agrezza di aceto fortissimo distillato; il sublimato per sciema in
ciascheduna distillazione. Questo aceto cos preparato affondilo all'antimonio di rame,
nuovamente pestato in un pellicano, e fa che tre dita soprannoti il liquore, stia in tal calore
dodici giorni: cos si far rosso l'aceto e si far pi acido ancora, questo separalo
purissimamente [c. 53v] e distillalo per B.M.. Si caver l'aceto e la rossezzasi depositer e
rimarr nel fondo del vaso. Questa cava con spirito di vino, e sar ottima medicina. Rettifica di
nuovo l'aceto nel bagno, acci il flemma separisi. Di poi sciogli in quello il proprio sale, che
(119) in quattro once di aceto una ve ne sia di sale. Distilla forte per cenere, che cos pi forte
farassi.
Seda la cancrena
Rinfresca in maravigliosa maniera, oltre la forza dell'aceto volgare, seda la cancrena accesa
dalla polvere da cannoni, e seda altri danni fortissimi ancora se con l'anima di Saturno ( acetato di
piombo) si pesti in unguento e facciasi cataplasma. Mescolato con l'acqua di indivia (121), e con
salpietra fissato ed acceso con solfo, sana la squinanzia o angina, ed estingue il calore e
l'infiammazione.
Per la peste al di dentro e al di fuori.
Nella peste presone alcune volte un pieno cucchiaio, e fuori ancora applicato sopra il bubbone,
con una terza parte di acqua stillata dallo sperma delle ranocchie abbruciato, e fatto
cataplasma, estrae il veleno e rinfresca.
Della pietra segnata
La pietra segnata dell'antimonio, assai si stima da molti, e infiniti niente fecero quando la
prepararono. Alcuni hanno goduto il lor desiderio, ed ad altri il loro pensiero and in acqua e
molti pensarono che questa stella fosse la vera materia della pietra dei filosofi, pensando
veracemente immaginarsi questo.
Il regolo di antimonio e del marte in alcun modo e materia della pietra fisica come molti credono
Per lo nego. Questi uomini lasciata la strada regia, instituirono il lor cammino per rupi dove
abitano gli ibi o cicogne, e dove il nido le aquile, poich non si deve attribuire alla stella che
sia la materia della nostra nobilissima pietra, bench in quella stia [c. 54] nascosta un'ottima
medicina, la quale si fa cos'.
In cbe modo si laccia la stella segnata dell'antimonio
Prendi antimonio ungarico parti due, acciaio limato parte una, tartaro abbruciato parti quattro;
liquefatti assieme si fondino in catino nel quale purgasi l'oro.
Olio rosso della stella segnata dell'antimonio
Lascia raffreddare, separa il regolo dalla scoria e dalle feccie, trita et aggiungivi tartaro
abbruciato; fondi come prima, separa, trita, aggiungi di nuovo una terza parte di tartaro
abbruciato e fondi, che cos il regolo si purgher. Se bene opererai (e questa la principal
cosa) avrai la stella bianca risplendente a guisa di argento puro, divisa in raggi come se un
ottimo pittore l'avesse formata.
Questo col mercurio sublimato, imperocch i serpenti pietrosi, cio il vetriolo ed il salpetra, entrano nel sublimato.
Questa stella sublimata con sale ammoniaco rosseggia, imperocch sale la tintura del Marte.
Questo sublimato si solve in cantina in olio utile alle piaghe.
Imperoccb il butirro di Marte dell'antimonio e del mercurio assieme con gli spiriti del vetriolo e del nitro quali tutti
sono lecondissimi
Si conduce ancora questo regolo o stella spesso per il fuoco con lapidei serpenti, talch
finalmente del tutto consumato si accompagni al serpente (122); il che fatto l'artefice avr una
materia ferridissima tutta fuoco, nella quale molti artifizi stanno nascosti, e questa materia si

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risolve ancora in olio, il quale per distillazione si deve cavare e rettificare finch sia limpido e
puro. Il di lui uso nel corpo esser puote, che in liquor adatto, con due oncie cio di vino o
qualche acqua distillata, secondo la ragion del male si dia, ma solo due volte la settimana, e tre
sole goccie e non pi. Osservi pertanto il medico le cause dei mali, la complessione del
malato, acci sicuramente servasi dei rimedi.
Quest'olio rosso la cose mirabili nella tintura dei metalli
Ma quest'olio di grandissima acrimonia, nel quale molte cose stanno nascoste da non
manifestarsi alla plebe, acci alcuni arcani si riserbino ai filosofi, i quali tante acerbissime
fatiche impiegano tutti i giorni. All'insistente le mie orme [c. 54v] non rincresca cercare, cos
ritrover come ho fatto io con fatica malagevole ci che con tutto il cuore avevo domandato.
Molte cose nel principio ti ho prescritte a sufficienza, dalle quali il tuo fine possa cercare;
molti per moiono i quali non arrivarono al principio, ed avanti il conseguimento del
magistero morirono. Perci ho voluto lasciare un libro dei principi, acci i miei scolari igno-
ranti della prima esperienza, tanto pi presto venendo al fine desiderato a Dio ed a me, ne
rendino le debite grazie.
L'arcano di rompere il calcolo in quest'olio il qual solve il cristallo
In quest'olio pare da ammirarsi ancora che i cristalli, per tre giorni avanti calcinati, assale e ne
cava da quelli il sale, il che fatto, olio ancora per una volta per storta si cava, e si ha un
rimedio cos potente che il calcolo della vescica sminuzzi e discacci e faccia ancora altre cose.

Del piombo dei filosofi dall'antimonio


Circa il piombo dei filosofi, sappia l'investigatore della natura che l'antimonio parente del
piombo volgare, siccome l'albero la troppa resina (la quale il suo solfo) da s discaccia,
siccome pure nei ciliegi ed altri che la loro gomma mandan fuori.
Il piombo dei filosofi il regolo dell'antimonio
Altri alberi poi troppo abbondanti di mercurio, altre piante da s producono eterogenee, come
nella quercia e nel pomo si vede, i quali tali bastardi figli e mostri procreano. Cos anco la
terra frutt aborti, rigettati nella separazione dai metalli puri. Ecco che pertanto lo stibio pa-
rente di Saturno, per il troppo solfo che da s rigetta, n essendo potuto venire alla perfe zione
di corpo fusibile nella sua nativit rimase minerale, perch l'abbondanza del solfo caldo
trionf, ed il mercurio per mancanza di freddo gli proib di coagularsi in corpo fusibile.
Il regolo e l'acciaio accoppiati compongono la stella segreta dell'antimonio
Il piombo poi dell' [c. 55] antimonio, nient'altro che il suo regolo, non per anco fusibile, e
siccome dissi quando il regolo e l'acciaio per la fusione si uniscono, e da quelli si fa la stella,
dalla quale molti che errarono indarno si sono sforzati di fare la pietra degli antichi filosofi; i
rimedi poi da prepararsi da quella gi gli insegnai n gli ripeter.
La conversione dell'antimonio in piombo dal sale del piombo si la, imperoccb nell'antimonio manca il sale e se si
aggiunga si fa malleabile e vero metallo.
Si conosca poi questo regolo piombo, perch egli dal suo vetro per s d lo stibio, se con il sal
di Saturno per tre ore prima cimentato in un catino ben chiuso si fonda e si cavi fuori nella
fornace del vetro; si fa malleabile ed pi grave di prima perch dal sale ha la malleabilit e
l'incremento, acci si faccia corpo compatto e ponderoso. Non vi gran differenza fra la stella
segnata ed il piombo dell'antimonio, bench molti artefici come diversi li propongano,
imperocch l'uno e l'altro si fa dal regolo, ed alla medesima medicina preparar possonsi come
gi dissi. Terminer qui, e dopo nella seguente appendice la pietra del fuoco esporr.
Inspiri Iddio, apra le orecchie ed i cuori dei pertinaci e benedicali, acci conosciuti i miracoli
della natura, lodino la di lui onnipotenza e giovino al prossimo. Cos' sia.

APPENDICE

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Continua ivi Basilio a narrare le occulte propriet dell'antimonio
Nota finalmente altri essere gli usi dello stibio, come nei caratteri stampati; similmente sotto
certe costellazioni e congiunziodi pianeti, con metalli misti si fanno suggelli di maravigliosa
virt, e in certa mistura o mescolanza, specchi di diverse faccie e propriet. Similmente
tintinnaboli e statue, [c. i le quali non essendo coerenti alla medicina, n spettino alla mia
vocazione, stando nel mio uffizio, lascer il trattarne ad altri artefici.

ACROSTICO
Del Cocchio Trionfale dell'Antimonio
e che cosa sia la pietra del fuoco

Questo l'antimonio preparato dall'artefice liberato dalle sue immondezze. Pi ha di


virt dall'artefice che dallo stesso cielo e natura poich d lunga vita e ricchezze, le
quali per s, dalla sua natura non le pu dare.

Al (124) tempo che la terra mi formava


Nascevo sol dall'influente cielo,
Tanto giovommi allor perch io nascessi
< I..pile> (125> e Giason doppio ed
Mi arricch di virt del sol la fiamma,
Ogni fuoco mi manca eppur non sudo,
N sangue verso, e per compagno prendo
In battaglia Pluton riscaldatore,
Onor ver dimostrandomi Vulcano (126).

Ab initio cum terra me concipiebat


Nascebar ex solo coelo
Tum iuvit fideliter ut nascerer
lason duplicatus electus
Meam virtutem dedit mihi calor solis
Omni igne carens non sudo sanguinem
Nec non accipe Plutonem tibi socium
In pugna sit ille calefactor,
Vulcanus verum suum honorem ostendit,
Mathusalem gratias tibi agis

Alcuna volta, mandate serie preghiere a Dio e scevro e sciolto dai superflui pensieri e negozi,
stabilii di meditare i casi spirituali, i quali necessari esser potrebbero essere a ricercare le
condizioni della natura.
Questo enigma tende ad insegnare che tutte le cose dipendono dagli astri e da essi aver la sua origine, poich la forma
di tutte le cose, la quale la principal parte delle cose, dal cielo
Stabilii meco medesimo di prepararmi le ali per volare nelle superiori sfere e vederle siccome
Icaro e Dedalo gi fecero per testimonio dei poeti. Essendomi per troppo accostato al Sole per
il troppo calore si sono bruciate le ali mie e precipitoso rovinai in un profondissimo mare, ma
poich invocai Dio nella mia grandissima necessit, dal cielo mi fu mandato un angelo, il

40
quale comand all'acqua di stare ferma.
Questo s'intende della materia prima dei metalli, la quale e acquea essendo un vapore, il quale con una cozione pe -
renne disseccasi in metallo perletto o imperletto.
Ed aperto mi fu un abisso grande a guisa di monte altissimo, dove camminando volsi vedere se
possibil sia, come parlano i figlioli degli uomini, che famigliarit vi sia fra gli altissimi ed
infimi, superiori ed inferiori, e se le stelle supreme dal loro Creatore hanno ricevuto [c. 56]
forza di produrre nella terra cose simili a s. E ritrovai tutte le cose esaminate esser pi vere
del vero, cosa che gli antichi maestri gi per l'avanti, a noi loro discepoli desiderosi di verit,
ci hanno lasciato in dottrina, ed hanno posto per fondamento; per il che ne resi grazie massime
a Dio onnipotente di tutto cuore, autore di tutte le cose mirabili.
Brevemente ritrovo che tutti i minerali provengono e discendono dagli astri celesti e che
nascono dall'acqueo vapore, il quale, per lungo tempo nutrito dagli astri, stato ridotto dagli
elementi in forma palpabile; onde quel vapore si disecca, acci perda il suo dominio
l'acquosit, ed invece predomini il fuoco dopo l'acqua, per benefizio dell'aria, acci dall'acqua
si faccia il fuoco, e dal fuoco e dall'aria si faccia la terra. Ma queste cose, cos non separate in
tutte le cose del mondo corporee, si trovano avanti la resoluzione.
La materia prima di tutti i corpi l'acqua
La materia prima pertanto di tutti i corpi l'acqua, la quale per l'essiccazione del fuoco e
dell'aria, in terra stata mutata.
La pietra fuoco cura gli uomini ed i metalli
Avendo io dunque proposto di insegnare che la pietra del fuoco preparabile dall'antimonio, e
curando essa non solo gli uomini, ma particolarmente anco i metalli, giusta Proposizione
avvertire qual sia la pietra del fuoco, qual sia la sua miniera e se la pietra far si possa senza
materia, e anche dell'ultima differenza, dei generi, e dell'uso delle pietre.
In questo mio proposito mi assista Dio, acci veramente dica francamente quanto mi lecito,
onde ne spero l'eterna assoluzione dal supremo giudice.
La tintura dell'antimonio non si fa dall'antimonio vendibile come si estrae dalla miniera
Da principio, avanti di tutto, sappi che la vera [c. 56v] tintura dell'antimonio, la quale
medicina degl'uomini e dei metalli, non si fa dal crudo fuso antimonio, quale appresso gli
speziali e mercanti sta a mostra, ma dalla miniera o rame di lui, quale si scava dai monti. Ma
che prima da esso vien fatto il vetro; come poi quella estrazione si faccia, questo tutto
l'artifizio e tutta l'arte, e chi questa abbia trovato, e di sanit e di ricchezza sar contento.
Estrazione difficile
Sappi di pi, amico lettore che la preparata fissa e permanente tintura di antimonio (la qual
chiamo pietra del fuoco) un'essenza penetrante, spirituale ed ignea ridotta in materia
coagulata, da paragonarsi alla salamandra la quale non pu bruciarsi la ma che nel fuoco si
purga e conserva.
La tintura dell'antimonio e la di lui essenza fissata
Poich tinge la pietra del fuoco non universalmente siccome la pietra filosofale, la quale
dall'essenza dell'oro fabbricata, (n a lei concessa tanta virt).
Tinge particolarmente la Luna, Giove e Saturno.
Ma tinge particolarmente la Luna, Giove e Saturno in oro, non gi Marte e Venere.
Non trasmuta pi che cinque parti
Similmente con una parte di tintura non si pu trasmutare oltre cinque parti, acci rimanga
costante nel Saturno e anche nello stesso antimonio, nella divisione in quattro parti e
coloramento. Al contrario di quanto la vera antica e gran pietra filosofale senza limiti pu
operare.
Neppure nel suo accrescimento non si pu talmente esaltare, quantunque sia per oro costante.
La miniera pietra del fuoco e della tintura il rame dello stibio come gi dissi, dal quale si fa.
Come poi si faccia, e le virt ed operazioni di esso adesso le dir.
Della molteplicit delle tinture.
Noter certamente il lettore che molte sono le pietre particolarmente tingenti, poich tutte le

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polveri fisse le quali tingono da me pietre si chiamano. Una per tinge pi altamente delle
altre, ed in primo luogo pietra [c. 57] filosofale, la quale avanza tutte le altre. Ad essa seguono
la tintura del Sole, e della Luna ecc., nel bianco. Di poi la tintura del vetriolo o di Venere, e la
tintura di Marte, ambo le quali in s la tintura del Sole contengono, qualora per l'avanti sian
ridotti a fissezza. Seguono a queste la tintura di Giove e di Saturno attraverso la coagulazione
del mercurio, e finalmente la tintura dello stesso Mercurio.
Tutte le tinture da una radice.
Questa la differenza e la molteplicit delle pietre e delle tinture, le quali tutte per da un solo
unico seme e da una materia si generano, di dove anco la vera ed universale tintura fluisce E
fuori di queste niuna tintura metallica si pu dare.
Niuna tintura fuor dei metalli.
Anzi neanche in altre cose di qualunque sorte, come pietre e gemme quantunque preziose, vi
sta tintura, delle quali non parler, essendo che altro non contenghino che una medicinal virt.
Lascer ancora le pietre animali e vegetali pietre, attribuite alla sola medicina, ed inutili alle
opere metalliche, mentre la pietra minerale insieme in una sola contiene tutte le virt delle
pietre vegetali ed animali.
La pietra dei filosofi contiene in s la virta di tutte le pietre
I sali non possono tingere, ma sono solamente la chiave alla preparazione delle pietre, e sono
altrimenti da s in potenza.
I sali metallici da soli non tingono, ma congiunti con i loro solfi ottimamente tingono e sono un grosso tesoro
Almeno per quel che appartiene ai sali minerali e metallici (dico gi qualche cosa se tu
m'intendi, e quanta differenza giudichi essere fra i sali minerali), i quali non si devono n si
possono rigettare nelle tinture, nella composizione delle quali, niuno ne puote esser privo,
imperocch in quelle si trova l'eccellente [c. 57v] tesoro, per il quale ogni fissazione e
costanza ha il suo fondamento ed origine.
Niente [si pu fare] senza la materia.
Se alcuno poi cerchi se tal pietra possa farsi senza materia, rispondo che no, imperocch ogni
cosa ha necessariamente la sua materia, ma diversamente: gli animali la loro, i vegetali la loro
ed i minerali la loro.
Niun corpo senza il fermento utile
Nota per esattamente che niun corpo senza fermentazione (alla fine dell'opera della prepa-
razione della pietra grande, dove altri metalli con lucro penso di trasmutare, e della qual
fermentazione in tale permuta non si pu fare a meno) pu esser utile a niuna pietra.
Dimostra quivi tutta l'opera
Bench da principio una forma corporea ed un'essenza corporea visibile e palpabile si prenda,
per da tal corporea essenza se ne deve cavare una solamente celeste e di virt spirituale (che
altrimenti non la posso nominare ), la quale prima dagli astri fu infusa in quel corpo, e di poi
dagli elementi fu generata e cotta. La qual similmente essenza spirituale di nuovo a poco
fuoco, per il reggimento e disposizione del microcosmo, ossia dell'uomo, si deve mutare in
materia palpabile, fissa, costante ed incorruttibile palpabilmente e formalmente. Senz veruna
immaginazione e senz 'avvedermene parlo in campo libero; se non sapessi non parlerei
certamente con timore, e alle mie mani non proibirei di scrivere.
Le tinture tutte son fuorch ardenti nel tingere i loro metalli, perci portarsi con amore nei metalli
Tutte pertanto le tinture dcl metalli talmente devono prepararsi che amino singolarmente i
metalli, ed unicamente desiderino unirsi con quelli, e far tutte quelle cose a guisa di due
amanti, i quali, ardenti di amore, non possono riposare finch non si uniscano e soddisfano il
loro desiderio.
allora finalmente si acquietano, e per volont di [c. 58] Dio si moltiplicano.
L'uomo a molti e mirabili mali soggetto, ciascun dei quali debilitae tolgie le forze della
natura, a quei mali con gli antidoti si pu accorrere acci l'uomo ricuperi la pristine sanit.
Descrizione dell'amore illecito, come malattia e fuoco.
L'amore poi supera tutti gli altri mali, imperocch a quello non si puote apportare aiuto, se non

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con uno scambievole amore, ed essendo scambievole il desiderio dell'uno e dell'altro sesso,
solamente si estingue con la soddisfazione del medesimo desiderio infiammato e famelico.
Della potenza dell'amore molti ancora possono farne testimonianza, [il] quale amore non solo
assale i giovani, ma ancora i provetti, i quali nella estrema et non delirano, ma impazziscono
per il venereo furore.
L'amore un male universale che affligge tutto il corpo
Altri mali naturali ancora imitano le complessioni degli uomini, ed uno pi che un altro
assaliscono, ma l'amore senza differenza assalisce tutti, ricchi, poveri, vecchi, giovani, n
alcuno ha timore della rete la quale gli puote esser tesa. Negli altri mali naturali il dolore
occupa solamente certi determinati membri, lasciati gli altri quieti e pacifici; ma l'amore
prende tutto il corpo, tutta la di lui essenza, forma e sostanza, niun minimo eccettuato
membro, imperocch il cuore talmente si empie d'ardore che per tutti gli arti e vene si sparga.
Descrive gli ardori dell'amore illecito per spiegare la potenza e virtu' delle tinture. La tintura certamente ama i metalli,
perch dai metalli fatta
E per cos dire l'amore ponendo le radici, occupa la ragione, il senso, il pensiero e cava l'uomo
di mente, che di tutte le cose si scordi, le tralasci e non le stimi; disprezza Iddio e la sua parola,
le promesse, l'ira, le minaccie e la pena (parlo dell'amore disordinato e proibito) [c. 58v] e
niente pu richiamarlo e distaccarlo da quell'amore. Questo solamente dico come un esempio,
per indicare che tutte le tinture devano avere amore verso i metalli, e anche se in vera amicizia
si prendono ed in vero amore penetrante, a migliorazione devono pervenire.
Intraprende la preparazione
Intraprendiamo adesso la preparazione della pietra, riserbando l'uso della stessa. Essendo per
questa pietra di propriet penetrantissima e meramente ignea, col fuoco si cuocia e maturi,
siccome tutte le altre cose del mondo, differentemente per secondo le nature di ciascheduna,
secondo che siano fuochi diversi.
Il primo fuoco da Dio
Il primo fuoco celeste instituito da Dio, con il quale si accende la carit verso il sommo
Iddio.
Il secondo dal Sole
Il secondo fuoco il Sole, o il fuoco elementare prodotto dal Sole, il quale tutte le cose nel
macrocosmo conduce a maturit.
Il terzo corporeo
Il terzo corporeo, con il quale tutti i cibi e tutte le medicine si cuociono e si preparano, del
quale gli uomini non possono star privi, n per la sanit n per l'alimento.
Non si d il fuoco che preceder l'ultimo giudizio
Troviamo ancora nella sacra scrittura che Iddio, avanti l'ultimo giudizio, consumer col fuoco
questo mondo visibile; quale poi sar l'essenza di questo fuoco, lo commetter al giudizio
dell'Altissimo.
Di pi si fa menzione nella parola di Dio dell'altro o esterno fuoco il quale nell'inferno si
adoprer a pena eterna dei dannati, e non iclo dei dannati, ma ancora dei diavoli, dal qual
fuoco ci preservi Iddio onnipotente; onde tutti fedelmente ammonisco che incessantemente
preghino, acci la vocazione e la vita di ciascuno sia consentita e cos si conservi, che Iddio lo
scampi da quell'infinito supplizio.
Sappiamo pertanto tutti che la nostra pietra del fuoco si deve cuocere e maturare col fuoco
corporeo eccitato dal microcosmo a guisa delle altre medicine e dei cibi; imperocch dove
finisce il fuoco del macrocosmo di operare e di agire, ivi comincia il fuoco del microcosmo a
produrre una nuova generazione. Pertanto niuno degli uomini si maravigli di questa cozione. Il
grano crebbe e matur col fuoco elementare del macrocosmo; col fuoco corporale del
microcosmo di nuovo una nuova cozione e maturit [c. 59] producesi, acci l'uomo di quella
benedizione possa servirsi alla sua conservazione, affinch l'ultimo ed il minimo, che dal
primo e grandissimo fu formato, possa fare il suo dovere et uffizio.
Il vero olio dell'antimonio dal quale si prepara la pietra del fuoco

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Il vero olio dell'antimonio, dal quale la pietra del fuoco preparasi, di dolcissima propriet, e
dalla sua terra cos si purga e separa. Si pone un vetro al Sole di quello pieno, tramanda fuori
da s vani e mirabili raggi rosseggianti a guisa di rubini, o risplendenti d'igneo fulgore, ed altri
mirabili colori rappresentanti l'immagine a guisa di molti specchi opposti al Sole.
La calcinazione dell'antimonio
Senti poi, scolaro studioso, se di pi desideri avanzarti nella esperienza. Prendi in nome
dell'Altissimo del rame di stibio, dopo la sortita del Sole nato, una parte, [e] salpietra net-
tissimo solamente tritato; mescola ottimamente, ponilo a fuoco lento, brucia, o fa diventar
bianco assieme, secondo l'arte (qui l'opera, qui la fatica e lavoro) allora ti rimarr una
materia che inclina ad un rosso colore ma fosco. Da questo formane un vetro, dal quale
polverizzato cava una tintura rossissima con aceto distillato fortissimo, fatto dalla sua propria
materia.
L'aceto stillato estraente la tintura dell'antimonio quale deve essere
Cava l'aceto in bagno maria, e rimarr una polvere, la quale estraila ancora una volta collo
spirito di vino al sommo rettificato: rimarranno le feccie ed avrai una estrazione rossissima e
dolce, utile nella medicina. Questo il purissimo solfo dell'antimonio al sommo separato, dal
quale se ne avrai libbre due, aggiungivi oncie quattro di sal d'antimonio, siccome t'insegnai
fare; mescola e circola in vaso ben chiuso almeno per un mese, che cos il sale si unisce con
l'estrazione. Se le feccie si depositeranno separale, di poi distilla lo spirito di vino in B.M., e
quello cavato aumenta il fuoco; ne sortir un olio soavissimo, lucente e rosso, con molti mara-
vigliosi colori: quest'olio rettifica in bagno che rimanga la quarta parte, ed buono.
L'argento vivo dell'antimonio la principal parte della pietra del fuoco
Il che fatto prendi il mercurio vivo dell'antimonio [c. 59v] gi detto, ed affondivi l'olio rosso di
vetriolo fatto dal ferro ed al sommo rettificato.
Cureranno le ulcere
Distilla il flemma in arena dal mercurio, et avrai un precipitato pi bello del quale non pu
vedersi, n pi utile nelle antiche piaghe ed ulcere, imperocch dissecca gl'umori accidentali,
dai quali nascono i mali marziali, dove giova unito lo spirito dell'olio con quello.
Composizione della pietra del fuoco dell'antimonio
Prendi parti eguali di questo precipitato, ed olio addolcito predetto di antimonio, mescolagli,
ponigli in boccia ben lutata, in un calor lento continuo: il precipitato si solver in olio e si
fisser, ogni flemma dal fuoco si consumer e finalmente si far una polvere fissa rossa, secca
e fusibile, quale non esaler fumo.
Mio discepolo, parler gi a guisa dei profeti che il futuro predicono. Avendo tu condotto nella
filosofia e i tuoi studi fino a questo segno, il lavoro dell'antimonio da me prescritto hai
perfezionato, hai la medicina per gli uomini e per i metalli, che dolce e sicura penetra, non
muove il corpo, corregge e discaccia il male. Se bene avrai proceduto, questa medicina ti
remunerer nella tua sanit e nel tuo vitto che niente ti manchi nel mondo, per il che devi a
Dio un sacrifizio di grazie.
Mio Dio parlo gi con animo malinconico, come uomo ecclesiastico; imperocche' non so se
bene oppure altrimenti faccia, se troppo parlo oppur poco, commetto ci al giudizio di
ciascuno. Voi, miei scolari, operate come me, se lo scopo ottenete rendetene grazie a Dio, ed a
me vostro maestro. Se dalla vera strada voi errate, accusate voi stessi, poich dell'error vostro
non ne sono causa. Abbastanza ho parlato ed ho scritto, anzi cos' perspicuamente che pi
chiaro niuno puote insegnare, se non qualcuno che apposta volesse correre nell'inferno, e tanto
in gi volesse sommergersi, tradendo le cose proibite dal Creatore, e mangiando dell'albero
posto nel mezzo del paradiso. Baster dunque a me in questa parte finch non abbia giudicato
qualcosa mi sia lecita oltre questo punto, ma dell'uso [c. 60] poche cose dir.
La virt della pietra del fuoco
L'uso consiste nella inspezione della personae nella osservazione della complessione circa la
sanit umana. Perci vedi di non prenderne poca o troppa, non caricar la natura, imperocch la
moderazione giova alla perduta sanit e resiste ai veleni.

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Sappi perci che tre o quattro grani bastano per ciascuna dose data con spirito di vino per
scacciar tutti i mali. Questa pietra o tintura penetra tutti gli arti del corpo. Toglie la tisi e tutti i
mali nati dal polmone, l'asma, la lebbra, la lue venerea, la peste, l'itterizia, l'idrope, e tutte le
febbri. Scaccia il bevuto veleno, utile agl'infetti del filtron o bevanda amatoria; conforta il
capo, il cervello, lo stomaco, il fegato. Sana i mali dei reni, purga il sangue vizioso, scaccia gli
umori maligni, sminuisce il calcolo della vescica e lo caccia fuori. Sana la ritenzione di urina
ventosa. Riduce gli spiriti vitali, comprime le soffocazioni di matrice, muove i mestrui e i
troppi li calma, partorisce fecondit, ed un seme sano nell'uno e nell'altro sesso.
Sana anco al di fuori questa pietra del fuoco (presa per al di dentro ed applicato un impiastro
al di fuori) la gangrena e tutti gli altri mali corrodenti, la scabbia e i mali nati da sangue
corrotto: non mi toccare.
La pietra del fuoco dell'antimonio cura tutti i mali esterni ed interni dello stesso uomo
In una parola, questa pietra come tintura particolare rimedio di quasi tutti i mali ai quali
l'uomo soggetto, il che lo dimostrer la esperienza, e te ne mostrer la strada, seppure tu sei
vero medico da Dio mandato e chiamato.

Niente pi scriver dell'antimonio. Io feci il mio, un altro faccia il suo, acci i misteri si
manifestino avanti la fine del mondo, a gloria di Dio e salute degli uomini. Tacer ed entrer
nel mio monastero, finch abbia fatti maggiori progressi nella mia filosofia, acci certamente
[c. 60v] scriva quello che da gran tempo ho stabilito del vetriolo, solfo volgare e magnete, dei
principi di essi e virt. Il Principe del cielo ci doni la salute del corpo e l'eterna dell'anima nei
gaudi immensi della celeste amenit. Cosi' sia.
Concludo questo trattato dell'antimonio, cio dell'olio rosso del medesimo antimonio, il quale
fatto dal sommamente purificato solfo, e dallo spirito il quale scrissi che si prepara dal sale
di esso. Nota, e con esso combina, e conferisci questa dottrina ultima della pietra del fuoco,
dove se acuirai l'ingegno e la mente, da questa collazione troverai la congiunzione, poich
uno stesso medesimo fondamento e la medesima amicizia per la quale la salute si acquista, ed
a chi cerca con allegra cacciagione si prende il cervo (simbolo del mercurio rosso : cervus fugitivus).

L'acqua, il fuoco, l'aria e la terra, tutti in polvere e cenere si ridurranno. Ci che da quelle
nasce, anche temporalmente, perisce. La sola misericordia di Dio permanente in eterno, della
qual sola l'uomo ne gode, onde siamogli grati.

F. C.

Ottaviano De Cicco
Giugno 2002

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