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IL ROSPO (Arturo Villone) Qui descritto un Rospo e in esso l'intero segreto dei Filosofi: il Rospo l'Oro, cos chiamato

ato perch un corpo terrestre, ma pi specialmente per la nera velenosit che questa operazione coinvolge nei primi giorni della sua preparazione, prima che appaia il biancore; nella regola di Saturno perci chiamato il Rospo rosso. (Ireneo Filatete) Il Filosofo colui che segue la Natura, colui al quale Dio concede il possesso del Mercurio Filosofico e non volgare col quale pu compiere lOpera. Il silenzio, la meditazione solitaria e continua, la sperimentazione scientifica sono il vero banco di prova dello studioso. La pratica dell'Opera deve essere personale perch i veri Filosofi abborrono le ricette. Se il severo banco di prova della sperimentazione non sar pazientemente affrontato, ecco che tutti questi scritti diventeranno soltanto occasione di vane dispute. dunque un lavoro per solitari perch nel laboratorio della Natura bisogna entrarci come sinceri pellegrini; invece nelle confraternite c' troppo chiasso per il necessario raccoglimento e per lo studio: diffida dunque, senza fare di ogni erba un fascio, di tutto ci che si presenta a te senza il velo dell'anonimato. Esplorando sentieri segreti cerca di ottenere la conoscenza superiore di mondi nascosti, di svelare i misteri ultimi e, partendo dal fondamento delle cose, di dar vita a una nuova era. Com' sopra, cos sotto. Receptes-deceptes La sacra Arte dono di Dio che lo concede a chi vuole, un miracolo che non dipende da meriti umani. per questo che i Filosofi vi alludono con linguaggio coperto, lasciando allo spirito la libert di renderlo manifesto. Questo il significato del libro chiuso e del libro aperto, immagine che tanto spesso si trova raffigurata nell'iconografia ermetica insieme

alla raccomandazione: prega, lavora, leggi, rileggi e troverai. Bisogna leggere e rileggere perch libro apre libro. Quando si trovano testi che hanno questa forma, possiamo star certi che il vero significato sar l ancora pi coperto del solito. Pi il testo sembra chiaro, pi mascherato e pi velato, pi chiaro. (Il Cosmopolita) La loro esistenza, bench storicamente incerta, circondata da un tale prestigio che conquista l'ammirazione di tutti. Essi parlano dell'umanit come infinitamente al di sotto di loro; hanno un'enorme fierezza anche se il loro aspetto esteriore modesto. Sanno riconoscere per intuizione quelli che sono degni di far parte della loro compagnia. Sono semplici e rispettosi, ma la fiducia in loro stessi risplende e non si ammorza che di fronte all'infinito dei cieli. Sono le persone pi sincere del mondo, ma il granito tenero rispetto alla loro impenetrabilit... (Hargrave Jennings) Sono monaci-laici, coperti e protetti dall'anonimo; sono gli "Invisibili", come li chiamavano con rispetto e timore a Parigi e a Londra, presenti dovunque, ma nascosti da un velo d'ignoranza. (Bruno Nardini) Non rivelano mai le cose divine a coloro che non sono spiritualmente preparati a riceverle. Non si pu imparare da altri ad usare poteri spirituali che non si posseggono; e nessuno possiede poteri spirituali senza essere egli stesso uomo spirituale. (F.Hartmann) I sapienti hanno denunciato l'Opera sotto parole brevi anche se ve ne hanno poste e aggiunte altre perch non fossero intese che dai sapienti. Ma i sapienti hanno detto che il lapis uno solo e composto di quattro nature che sono il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra; questo lapis lapis in similitudine e al tatto ma non in natura e si chiama lapis, ovvero una certa cosa composita. Mentre il composto ridotto per la via dritta, quello che si cerca: in esso non c' alcuna cosa superflua o mancante, anzi tutte

le cose che sono nel lapis, sono a lui necessarie e non ha bisogno di nient'altro. (Arnaldo da Villanova) Le dispute teologiche e filosofiche derivano dalle differenti interpretazioni di parole. Fino a che gli uomini parlano di cose che possono essere percepite dai sensi fisici, il linguaggio umano sufficiente ad esprimerle, ma quando, con tali idee, gli uomini tentano di innalzare una torre per raggiungere le pi alte regioni del pensiero e parlare di cose che trascendono il loro potere di comprensione e sono fuori dalla loro esperienza, essi vedono rivivere la torre di Babele poich ciascuno sfoggia delle concezioni sue proprie apparentemente in contrasto con quelle degli altri; tutti, vero, proferiscono la stessa parola, ma ognuno la interpreta a suo modo. E cos capita spesso che si accapiglino persone che hanno la medesima idea. Le parole vanno soggette ad errore, i simboli invece sono in uso da tempo immemorabile, e mantengono gli stessi significati bench a ci che essi rappresentano si siano potuti applicare i nomi pi diversi. Tutte le favole ed allegorie contengono storie e simboli con un significato profondo, ma sembra anche che esse siano state architettate cos assurde al solo scopo di impedire che ogni uomo ragionevole possa accettarle nel loro senso letterale. (F.Hartmann) Fiore della croce, ventre puro che sboccia facendo fiorire e risplendere tutte le cose, Rosa Sacra Maria. (dalla Litania di Loreto) C.G.Jung ha mostrato come la rosa sia un simbolo profondamente radicato nell'inconscio collettivo ; essa rappresenta il ventre materno ed anche la perfezione raggiunta attraverso l'armonia. Il simbolo della rosa usato quale segno di riconoscimento tra individui interessati alle discipline ermetiche. (Christopher McIntosh)

Nel simbolismo alchimistico la rosa a cinque petali rappresenta i quattro elementi pi la "quintessenz"; i cinque petali esterni il Macrocosmo, i cinque interni il Microcosmo. Com` sopra, cos sotto. (Rene Guenon) This is the meaning of the Art: The body gives form and constancy. The soul colours and tinges, The spirit gives fluidity and penetrates. Therefore the Art cannot consist Of one od these three things only. Nor can the greatest secret exist Unless it has body, soul and spirit. Per l'alchimia il corpo, l'anima e lo spirito corrispondono al sale, allo zolfo e al mercurio, i quali rappresentano anche tre forze universali, la Trinit della terminologia cristiana e le tre "Gun" della religione induista. Per gli alchimisti, la possibilit dell'uomo di potersi perfezionare condivisa anche dal mondo naturale, e lo stato di perfezione simboleggiato dall'Oro. (Christopher McIntosh) Tutto si evolve e si trasforma. l'uomo deve sviluppare in s forze divine mediante il sentimento, il pensiero e l'azione. Deve evolversi gradatamente verso il divino in una costante trasmutazione interiore. Sentire, pensare, volere. Il bello non basta sentirlo, bisogna pensarlo; il buono non basta pensarlo, bisogna volerlo; il bene non basta volerlo, bisogna sentirlo. Tutto come Uno, Uno come Tutto.

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(OL = Oleum Limpidum) Lo spirito universale Uno e in Lui noi tutti viviamo, ci muoviamo e siamo; sopra ogni cosa dobbiamo amare la Saggezza e l'Umanit, l'umanit ossia tutti gli esseri viventi come se fossero parti di noi medesimi. Se queste dottrine fossero osservate e praticate, rifiorirebbe l'Et dell'Oro; ma il non rinunziare al nostro idolatrato io il grande ostacolo che sbarra il cammino ai ricercatori della verit, giacch come potrebbero essi mai partecipare alla coscienza dello Spirito universale mantenendo quella limitata coscienza personale ? Nessun uomo ha una vita che sia sua propria. La vita che egli chiama sua non gli che prestata per il breve tempo del suo soggiorno terrestre e deve poi far ritorno alla Natura. La sua vita tolta dal magazzino universale della vita e vi ritorna non appena egli ha recitato la sua parte (come una goccia che torna all'oceano). Nell'allegoria della croce non rappresentata la morte fisica, bens la morte mistica: su di essa deve morire quell'io semi-animale che deve soffrire e morire affinch il vero uomo possa elevarsi in una gloriosa resurrezione ed ricongiungersi alla luce del Logos. La morte mistica rappresenta dunque la dissoluzione dell'uomo in quanto essere separato e distinto dagli altri, la distruzione dell'illusione dell'io. Questa verit che Tutto Uno e che l'eterno Spirito divino abita ogni cosa. Oh quanto pi grande del Dio delle chiese il Dio dell'Universo ! L'uomo vive in tre differenti specie di esistenza: l'uomo sensuale, l'uomo intellettuale, l'uomo spirituale. l'uomo sensuale, come l'animale felice quando i suoi bisogni fisici sono soddisfatti, poich l'animale non conosce altri bisogni fuori di quelli del mondo sensibile, tutto va bene per lui.

Nell'uomo puramente intellettuale, tutto infatuato della propria personalit, il mondo mentale che egli si foggiato da s stesso non in armonia col mondo esterno. E, perci, ha sempre qualche cosa da desiderare; egli vede le cose non gi come sono, ma come egli se le immagina e soffre se non sono come vorrebbe che fossero. Nell'uomo spirituale invece il mondo del pensiero e il mondo della volont sono in perfetta armonia; egli conosce e ama la verit e vede perci le cose quali sono, fuori dagli erronei concetti della propria mentalit personale e sa che questo il migliore dei mondi possibili. Egli vive perci nel mondo con spirito altruista, non si crede separato e distinto dagli altri esseri, non pensa che il suo bene possa scaturire dal male altrui e, grazie a questo elevato punto di vista, egli penetra cos la natura delle leggi universali. (F.Hartmann) Arturo Villone