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reticolari autoportanti

DISCIPLINARE DI CALCOLO DELLA

STRUTTURA MISTA TRAVI RETICOLARI AUTOPORTANTI

ACCIAIO-CALCESTRUZZO

1 - PREMESSA

Le travi reticolari autoportanti acciaio-calcestruzzo realizzate con acciai per strutture metalliche

sono costituite da una reticolare metallica collaborante con il getto di calcestruzzo, previa posa in opera

delle armature integrative aggiuntive.

Sono prevalentemente utilizzate per la realizzazione di impalcati di piano, in associazione a

svariate tipologie di solai.

I principali vantaggi nellutilizzo di questa tipologia di struttura mista acciaio-calcestruzzo

conseguono alla capacit autoportante del traliccio metallico, durante la fase di assemblaggio e getto

dei solai, a calcestruzzo fresco e quindi non collaborante. Ci consente di evitare le strutture

provvisorie di sostegno e la casseratura, semplifica la posa delle strutture

prefabbricate e riduce i tempi di esecuzione, in modo da ottimizzare il

rapporto fra costo e beneficio.

Il traliccio reticolare formato da elementi strutturali

monodimensionali (corrente superiore ed inferiore, anima di

collegamento e dispositivo di appoggio), realizzati mediante limpiego di

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piatti, profilati a sezione piena (tondi e quadri) in acciai per strutture metalliche, assemblati tra loro

tramite unioni saldate.

Tutte le preparazioni, gli assemblaggi, le saldature sono eseguite da personale specializzato,

secondo quanto previsto e prescritto dalla normativa vigente, in stabilimenti industriali a ci preposti.

Lintradosso della trave reticolare, su cui poggia il solaio di competenza, pu essere costituito

dal piatto metallico, ed eventuali barre aggiuntive a sezione piena (tondi o quadri), o dalla suola in

calcestruzzo armato pregettata in stabilimento di prefabbricazione, nella quale sono annegate le

armature metalliche.

Figura 1 Travi reticolari autoportanti con piatto in acciaio e fondello in cls

2 - MATERIALI

I materiali utilizzati per assemblare la travi vengono specificati nella relazione di calcolo, nelle

schede esecutive e sul frontespizio dei disegni di posa.

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I materiali base componenti le travi risultano:

Piatto in acciai per strutture metalliche, conforme alle norme armonizzate UNI EN 10025, a

formare il corrente inferiore della trave.

Barre in acciai per strutture metalliche, conforme alle norme armonizzate UNI EN 10025,

utilizzate sia per il corrente superiore della trave che per larmatura integrativa in corrispondenza

dei nodi e le aste di parete.

Saldatura a filo continuo, o altro procedimento previsto dalla normativa vigente, e materiale

di apporto, che deve presentare caratteristiche equivalenti o superiori a quelle delle parti

collegate.

3 - CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE

Il comportamento statico della trave reticolare autoportante collegato ai due diversi momenti

in cui la trave metallica svolge la sua completa funzione statica:

prima fase, sino al consolidamento del calcestruzzo, la trave autoportante funziona come

una struttura reticolare metallica e presenta, in generale, schema isostatico;

seconda fase a getto solidificato, la trave autoportante solidarizzata con le strutture portanti

contigue (travi e pilastri), con conseguente configurazione meccanica di struttura mista acciaio-

calcestruzzo.

Nella progettazione si dovr tener conto della diversit fra la prima e la seconda fase, sia nel

calcolo delle sollecitazioni che nella verifica degli stati tensionali.

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Le travi reticolari autoportanti con piatto inferiore in acciai per strutture metalliche possono

essere prodotte con controfreccia o monta iniziale pari alla somma della freccia elastica dovuta ai

carichi iniziali in prima fase ed ai carichi fissi in seconda fase.

Lautoportanza delle travi, nelle fase di montaggio e getto del cls, affidata al solo traliccio

metallico costituito da elementi in acciai per strutture metalliche, per cui per tale fase si applicano

norme e codici di calcolo relative alle strutture in acciaio in vigore, quali:

Decreto Min. Infrastrutture 14.01.2008, paragrafo 4.2 Costruzioni di acciaio;

Eurocodice 3 Progettazione delle strutture in acciaio;

CNR N. 182 - 1997 COSTRUZIONI DI ACCIAIO. Istruzioni per il calcolo, l'esecuzione, il

collaudo e la manutenzione.

Successivamente, dopo la maturazione ed il raggiungimento della resistenza caratteristica di

progetto prevista per il calcestruzzo, la trave reticolare si costituisce elemento monolitico misto acciaio-

calcestruzzo con soletta collaborante, in cui il profilato metallico reticolare interamente inglobato nel

conglomerato cementizio.

In questa fase, le travi reticolari autoportanti rientrano nella famiglia delle travi miste acciaio-

calcestruzzo, in cui luguaglianza di deformazione fra parti in acciaio e il calcestruzzo, che le avvolge,

assicurata dalla penetrazione di questultimo fra le maglie della struttura reticolare, e come tali sono

verificate con le norme e codici di calcolo relativi:

Decreto Min. Infrastrutture 14.01.2008, paragrafo 4.3 Costruzioni composte di acciaio -

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calcestruzzo;

Eurocodice 4 Progettazione delle strutture composte acciaio - calcestruzzo;

CNR 10016 N. 194 Strutture composte di acciaio e calcestruzzo. Istruzioni per limpiego

nelle costruzioni.

In particolare tutto lo sforzo di taglio, in prima e seconda fase, deve essere assorbito interamente

dall'anima. Il relativo traliccio deve essere pertanto verificato sia agli effetti degli sforzi assiali sulle

aste tese della trave metallica in prima fase, che agli sforzi di scorrimento della trave mista

collaborante in seconda fase, che differiscono dagli usuali modelli consolidati per le travi in c.a..

4 - CONNESSIONI

Le travi reticolari autoportanti miste acciaio-calcestruzzo sono collegate alle membrature

verticali portanti (pilastri/setti) e realizzano con essi, in generale, gli elementi strutturali principali di un

organismo strutturale. Nel caso di strutture intelaiate, le travi costituiscono, in generale, insieme ai

pilastri/setti, gli elementi sismo-resistenti.

Fatte salve le tipologie di collegamento in opera di cui al punto 7.4.5.2 del D. Min. Infr.

14.01.2008, le connessioni in opera tra travi reticolari autoportanti ed elementi verticali si differenziano

a seconda della tipologia strutturale, sostanzialmente in tre tipi:

1. travi reticolari autoportanti e pilastri/setti in c.a. Il trasferimento delle sollecitazioni

tra la trave mista in acciaio-cls e lelemento in c.a. avviene tramite tondi di acciaio per

cemento armato ad aderenza migliorata (monconi). Si far riferimento alle norme e

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codici di calcolo delle strutture in calcestruzzo armato.

2. travi reticolari autoportanti e pilastri in acciaio. Si ricade nelle costruzioni in acciaio

e si applicher, di volta in volta, la normativa di calcolo richiesta per il tipo di

connessione adottata.

3. travi reticolari autoportanti e pilastri/setti a struttura mista. Si far riferimento alle

norme e codici di calcolo delle strutture composte di acciaio-calcestruzzo.

Qualora tra lelemento verticale (pilastro/setto) in c.a. e la trave reticolare autoportante mista

acciaio-calcestruzzo sia interposto un dispositivo di trasmissione delle sollecitazioni in acciaio, si

ricade nel caso di cui al precedente punto 2.

5 - PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE

Le strutture miste acciaio-calcestruzzo sono particolarmente indicate per la zona sismica, sia per

la loro resistenza, che consente una riduzione delle masse, sia per la loro duttilit, che permette alla

struttura di andare oltre il limite elastico senza rischio di collasso.

Al fine di garantire un comportamento strutturale dissipativo, ove richiesto, compatibile con i

due livelli di Capacit dissipativa (Classi di duttilit CD), previsti dal punto 7.2 del D. Min. Infr.

14.01.2008 e far ricorso ai procedimenti tipici della gerarchia delle resistenze, per tutta la lunghezza

delle zone critiche alle due estremit della trave reticolare autoportante mista acciaio-calcestruzzo, si

disporranno staffe darmatura in accordo col punto 7.4.6.2.1 armature trasversali del D. Min. Infr.

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14.01.2008.

Il collegamento tra le travi reticolari autoportanti miste acciaio-calcestruzzo ed i pilastri

rientrano pertanto nel caso c del punto 7.4.5.2 collegamenti del D. Min. Infr. 14.01.2008, ossia,

collegamenti situati nelle zone critiche alle estremit degli elementi prefabbricati, dotati delle

necessarie caratteristiche in termini di duttilit e di quantit di energia dissipabile.

6 - PRINCIPI E METODO DI ANALISI

Come gi descritto nel precedente punto 3 CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE, il

comportamento strutturale della trave reticolare metallica, riferito alle due diverse configurazioni nelle

quali essa viene a trovarsi, presenta i seguenti meccanismi-resistenti:

Prima fase sulla trave reticolare metallica autoportante realizzata con acciai per

strutture metalliche, conforme alle norme armonizzate UNI EN 10025, assemblata

tramite unioni saldate con saldature a cordoni dangolo, secondo quanto gi specificato,

agisce il carico iniziale di autoportanza, che comprende il peso proprio della trave ed

il solaio che le compete, definito, di volta in volta, in fase di progettazione. La

concezione strutturale e le fasi realizzative sono sempre indissolubilmente legate: la

progettazione influisce sulle modalit di costruzione e puntellazione, cos come la

realizzazione condizionata dalle scelte compiute in fase di progetto. La configurazione

statica di trave reticolare in semplice appoggio, con eventuali sbalzi destremit,

soggetta, generalmente, ad un carico esterno uniformemente distribuito. Pertanto, lungo

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lasse longitudinale della trave, saranno presenti delle sollecitazioni flettenti e taglianti,

rispettivamente con andamento parabolico e lineare. Queste sollecitazioni esterne

saranno equilibrate, sezione per sezione, dagli sforzi assiali indotti sulla trave reticolare

metallica composta da:

a. corrente inferiore, costituito dal piatto metallico, ed eventuali barre aggiuntive a

sezione piena (tondi o quadri), o dalla suola in calcestruzzo armato pregettata in

stabilimento di prefabbricazione, nella quale sono annegate le armature metalliche;

b. corrente superiore, costituito da barre a sezione piena (tondi o quadri);

c. elementi trasversali (anima), costituiti da barre a sezione piena (tondi o quadri)

opportunamente inclinati e connessi ai due correnti, superiore ed inferiore, tramite

i giunti saldati. Questi elementi trasversali sono alternativamente soggetti a

trazione e compressione secondo la risoluzione della travatura reticolare.

Per tutti gli elementi compressi viene condotta la verifica allinstabilit, locale e globale.

Seconda fase effettuato il getto di calcestruzzo ed avendo questo raggiunto la propria

resistenza caratteristica, sulla trave mista acciaio e calcestruzzo agisce, oltre al peso

proprio, il sovraccarico permanente e di esercizio di competenza. La trave

solidarizzata alle strutture portanti contigue (travi e pilastri), ed soggetta oltre che ai

carichi esterni, alle interazioni meccaniche con le strutture adiacenti. La configurazione

nella quale la trave viene a trovarsi in campata di struttura mista acciaio-

calcestruzzo con soletta collaborante, mentre nelle sezioni destremit (a filo pilastro)

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la configurazione statica invariata qualora larmatura di continuit al nodo sia

costituita da tralicci in acciai per strutture metalliche, mentre di trave in cemento

armato normale qualora larmatura integrativa al nodo sia costituita da barre, superiori

ed inferiori, in acciaio per c.a.. In particolare, in campata, le sollecitazioni cui la trave

soggetta sono quelle flettenti e taglianti con lasse neutro della sezione trasversale che

taglia la soletta di calcestruzzo. Il calcestruzzo disposto sotto lasse neutro, sollecitato a

trazione, considerato non reagente, mentre il corrente metallico inferiore rappresenta

lelemento resistente teso. Lelemento compresso costituito dalla soletta di

calcestruzzo posta al di sopra dellasse neutro e dallarmatura metallica della trave

collocata superiormente. Le anime verticali, che costituiscono il traliccio metallico,

trattandosi di connettori delle travi miste acciaio-calcestruzzo (come indicato

nellEurocodice 4 ed nel Decreto Min. 14.01.2008), sono dimensionate per assicurare la

trasmissione delle forze di scorrimento tra calcestruzzo e acciaio, trascurando leffetto

delladerenza tra i due materiali. Lintero sforzo tagliante viene affidato, pertanto,

allarmatura metallica.

Alle due estremit la trave ha un comportamento analogo ad una trave in c.a., qualora

larmatura integrativa al nodo sia costituita da monconi, superiori ed inferiori, e

staffatura in acciaio per c.a.: le sollecitazioni flettenti e taglianti in tale sezione vengono

equilibrate dalle armature metalliche, disposte superiormente ed inferiormente,

opportunamente dimensionate ed ancorate, e dalle classiche staffe chiuse (ovvero ferri

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tondi sagomati ad U rovesciata e richiusi mediante saldatura sul piatto metallico, se

questo presente) disposte per tutta la lunghezza delle zone critiche, in accordo col

punto 7.4.6.2.1 armature trasversali del D. Min. Infr. 14.01.2008.

In queste sezioni terminali, quindi, ci si riferir alla teoria classica delle travi inflesse in

calcestruzzo armato, facendo salvo, come riportato al precedente punto 5

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE, il comportamento strutturale dissipativo in zona

sismica e consentire di valutare correttamente levolversi delle cerniere plastiche

mediante i procedimenti tipici della gerarchia delle resistenze.

Infine, si precisa che la trave reticolare mista autoportante acciaio e calcestruzzo

presenta, per sua conformazione esecutiva, rigidezza torsionale non nulla, sia in prima

fase che in seconda fase.

Milano, 26 gennaio 2009

ACAI
Il Comitato Tecnico di Sezione

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