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CM32007 COSTRUZIONIMETALLICHE
CM32007
COSTRUZIONIMETALLICHE

L’articolo riguarda la realizzazione di 2 cimi- niere in acciaio del tipo “a canna autoportante” realizzate nell’ambito di un impianto per la pro- duzione di energia. La tipologia, le dimensioni e soprattutto l’altezza, 120 m, ne determinano la significatività strutturale nell’ambito delle speci- fiche applicazioni dell’acciaio in manufatti di tale tipologia. Attualmente le ciminiere risultano es- sere le più alte tra quelle realizzate in acciaio con questa tipologia nell’ambito del continente euro- peo. Esse dimostrano le possibilità applicative ed i vantaggi economici dell’utilizzo dell’acciaio per manufatti tradizionalmente realizzati con canna in cemento armato o con strutture di sostegno in acciaio, generalmente reticolari, cui viene delega- ta la capacità portante rispetto alle azioni di pro- getto agenti sulle ciminiere. Nell’articolo si delineano i tratti salienti relativi alle fasi di progettazione, prefabbricazione, in- stallazione e montaggio, esecuzione dei test di prova dinamica, specificando le peculiarità pro- gettuali e realizzative dell’opera.

The article describes the manufacture of 2 self-sup- porting flue steel chimneys for a power production plant. The type, size and, above all, the height, 120 metres, give the structures a certain significance within the context of the specific applications of steel in manufacturing operations of this kind. The chimneys are currently the highest steel structures of their kind in Europe. They are a demonstration

1. OGGETTO-DESCRIZIONE GENERALE La ditta Scandiuzzi SpA è stata incaricata dal Consorzio Turbigo 800 della progettazione e realizzazione “chiavi

in mano” di 2 ciminiere autoportanti in acciaio da eri-

gersi nell’ambito di un importante impianto per la pro- duzione di energia, avente come Committente la ditta Edipower, sito nei comuni di Turbigo e Robecchetto (Mi), nell’ambito di un progetto industriale denominato “Turbigo 800 MW – CCGT Repowering”. Nell’ambito di tale impianto la ditta Edipower ha realiz-

zato 2 unità (boilers) per la produzione di energia elettri-

ca avente potenzialità di 800 Mw. Esigenze autorizzative

ed ambientali hanno determinato la necessità di dotare

le 2 unità produttive di ciminiere per la dispersione dei

fumi in atmosfera, aventi altezza di m 120 e diametro di

m 6.87. Si è optato per la realizzazione di ciminiere in ac- ciaio del tipo “a canna autoportante” (senza struttura di supporto) al fine di minimizzare i costi di realizzazione e di ottemperare alle richieste di progetto.

Si sono inoltre valutate le varie opzioni relative ai dispo-

of the potential and the economic advantages that can be obtained from the use of steel for items tra- ditionally built with reinforced concrete flues or steel support structures – usually in a grid pattern – which perform the load-bearing function with re- spect to the design forces acting on the chimneys. The article describes the main aspects of the de- sign, prefabrication, installation and assembly stages and the performance of dynamic testing,

Ciminiere di acciaio per impianto produzione energia costruite in Lombardia

Steel chimneys manufactured in Lombardy for an energy production plant

Riccardo Serafin

with the specification of the distinctive design and construction factors.

2. PROGETTO: SOGGETTI INTERVENUTI

NELLA PROGETTAZIONE Lo Studio RF-Project (Dr. R. Serafin – Ing. F. Scotton) ha eseguito la progettazione esecutiva-strutturale delle ciminiere in collaborazione con l’Ufficio Tecnico della Scandiuzzi. Il gruppo di lavoro così costituito possiede già ampie esperienze nella progettazione di ciminiere in acciaio di tipologia affine alle presenti. Lo studio e la progettazione dei dispositivi di smorzamento delle vi- brazioni sono stati condotti dalla ditta Flow Engineering (Prof. H. Van Koten) che vanta prestigiosi titoli ed espe- rienze nel settore (appartenenza al Comitato Tecnico di redazione delle Norme Cicind [11]), in collaborazione col costruttore e lo studio di progettazione. Il Consorzio Turbigo 800 ha svolto la funzione di supervisore al pro- getto ed alla esecuzione delle ciminiere.

3. PROGETTO

Il progetto si è articolato in due fasi:

• una prima fase di definizione funzionale delle carat-

sitivi più adatti per il contenimento degli effetti vibran-

teristiche del manufatto, riguardante le caratteristiche

ti

delle ciminiere (schermi frangivento, piatti elicoidali,

geometriche e tecnologiche, oltre che la definizione della

ecc.); la scelta è ricaduta sul sistema a “masse smorzanti”

tipologia costruttiva più adeguata alle esigenze costrut-

da

installarsi sulla sommità delle ciminiere. Tale soluzio-

tive, di installazione e di avvio dell’impianto;

ne

ha consentito un limitato impatto visivo del dispositi-

una seconda fase riguardante il dimensionamento e le

vo di smorzamento con costi realizzativi accettabili, pur presentando alcune problematiche significative durante

le fasi transitorie di installazione degli “elementi alti”

delle ciminiere.

verifiche strutturali delle ciminiere. a) Caratteristiche funzionali Sono state definite dal costruttore del generatore (boiler) le caratteristiche dei fumi (massa, temperatura, caratte-

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36 Fig. 1 - Assieme generale ciminiere realizzazioni
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Fig. 1 - Assieme generale ciminiere
realizzazioni
CM32007 COSTRUZIONIMETALLICHE
CM32007
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Fig. 2 - Veduta generale ciminiere e altre ciminiere esistenti

ristiche chimiche, ecc.) in uscita dal boiler e sulla base di queste, oltre che sulla base della velocità dei fumi

e l’altezza di progetto, è stata indi-

viduata la dimensione della sezione trasversale delle ciminiere per con- sentire il soddisfacimento dei requi-

siti imposti. Sono state inoltre messe

a punto le interfacce di collegamento

funzionale tra ciminiera e boiler. Tenuto conto di tali caratteristiche

si è inoltre individuato il materiale

costituente la ciminiera (Corten– S355J2G1W) con la definizione del sovrametallo da considerarsi per

gli effetti indotti dalla corrosione (si

sono applicate le norme EC3 [13] e Cicind [11]).

Si sono quindi individuate le posi-

zioni per l’installazione del damper (a m 60 di altezza), di gestione del- l’apertura del camino e dell’insono- rizzatore (a m 40 di altezza); conse- guentemente si è provveduto alla

definizione dei limiti della coibenta- zione del manufatto.

Il

Consorzio T-800 ha inoltre defini-

to

i requisiti e le caratteristiche degli

impianti di segnalazione aerea (luci stroboscopiche, ecc.) e di controllo e gestione del processo (sensori, ter- mocoppie, ecc.).

Tenuto conto di tali dati di input pro- gettuale, si è delineato uno schema

di layout delle ciminiere che ne ha

definito le caratteristiche funzionali relazionandole alle loro caratteristi-

che costruttive e statico-dinamico. Si

è pertanto provveduto a “sezionare” la ciminiera lungo l’altezza indivi- duando degli elementi (tronchi) che fossero logicamente congrui con le esigenze funzionali e costruttive. Il diametro delle ciminiere ha inoltre condotto alla definizione della ti- pologia costruttiva del manufatto:

infatti la sua dimensione non con- sentiva la realizzazione di elemen- ti completamente saldati presso lo stabilimento di prefabbricazione e la spedizione via strada-ferrovia al cantiere per il montaggio. La tipologia costruttiva scelta, già ampiamente sperimentata dal co- struttore in altri manufatti di simi- lari caratteristiche dimensionali, ha previsto la realizzazione delle cimi- niere a “tronchi bullonati” comple- tamente preassemblati fuori opera (non sul sito di installazione ma co- munque nell’ambito del cantiere) e successivamente posti in quota com- pleti degli accessori di competenza (scale, passerelle, canalizzazione ed elementi elettrici, coibentazioni, damper, ecc.) e collegati tra di loro a mezzo di giunti bullonati a flangia. L’unica eccezione è costituita dalla parte bassa della ciminiera (fino a quota + 30.00 m circa dal piano di ancoraggio di base) che è stata rea- lizzata in soluzione “completamen- te saldata”, assemblando le virole preformate direttamente sul sito di installazione. Dopo l’individuazione dei tronchi costituenti la ciminiera si è procedu- to alla definizione della partizione

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Fig. 3 - Veduta generale ciminiere e caldaia

in pianta degli elementi costituenti i tronchi, generalmente 3 o 4 elementi con diametri di tale entità ai fini della ottimizzazione del trasporto; succes- sivamente sono state definite le viro- le a sezione circolare che sono state sagomate in officina secondo i dia- metri di progetto e sulle quali sono stati saldati gli altri elementi (flange, bocchelli strumentazioni, supporti passerelle, sostegni impianti, ecc.). I pezzi così definiti sono stati spediti al cantiere di montaggio dove sono stati assemblati, definendo i vari tronchi, che sono stati successiva-

dove sono stati assemblati, definendo i vari tronchi, che sono stati successiva- Fig. 4 - Dettaglio

Fig. 4 - Dettaglio passerelle e scale

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Fig. 5a - Modellazione strutturale ciminiera

Fig. 5b - Mesh strutturale ciminiera

strutturale ciminiera Fig. 5b - Mesh strutturale ciminiera Fig. 5c - Modellazione strutturale zona ingresso fumi

Fig. 5c - Modellazione strutturale zona ingresso fumi

Fig. 5c - Modellazione strutturale zona ingresso fumi Fig. 5c - Mesh strutturale zona ingresso fumi

Fig. 5c - Mesh strutturale zona ingresso fumi

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mente completati secondo quanto prescritto dal progetto e successiva- mente installati in quota.

Nel caso delle presenti ciminiere tale soluzione costruttiva ha consentito

di minimizzare gli interventi di sol-

levamento da realizzarsi in cantiere per la messa in quota dei vari tron- chi, limitando l’intervento dei mez-

zi di sollevamento, particolarmente

onerosi, in periodi programmati,

con notevole risparmio economico nella gestione dei mezzi stessi. b) Dimensionamento e verifiche strutturali Una volta definite le caratteristiche funzionali di progetto delle ciminie-

re e verificata la compatibilità del

sistema costruttivo a “tronchi preas-

semblati” alle esigenze del cantiere

di installazione, si è proceduto con la

progettazione strutturale delle parti costituenti il camino e degli elementi

di ancoraggio dello stesso.

Nel dimensionamento strutturale della canna strutturale si sono appli-

cate le norme CNR–UNI [7], Cicind [11], Eurocodice [13–14] e UNI [15], confrontando i criteri e le prescri- zioni strutturali con le norme ASME

[17], e DIN [16], al fine di equiparare

le scelte strutturali ed i risultati del-

l’analisi con il maggior numero pos- sibile di norme riguardanti le cimi- niere autoportanti in acciaio. Le ciminiere sono state oggetto di

modellazione strutturale e di analisi con metodo FEM secondo i parame-

tri di progetto e le indicazioni espli-

citate nelle normative sopracitate. Le

strutture delle passerelle realizzate

ai vari livelli secondo specifiche esi- genze funzionali sono state conside- rate come elementi di “cerchiatura” delle ciminiere mentre, in assenza

di passerelle, sono state realizzate

cerchiature con profilati di sezione

L150x100x10.

Particolare attenzione è stata posta nello studio, nella definizione della

tipologia e nelle verifiche di analisi strutturale della parte di ciminiera interessata dalla zona del condotto

di

ingresso dei fumi dalla caldaia.

La

necessità di prevedere un’ampia

apertura sul mantello del camino per il passaggio dei fumi in uscita dal boiler, ha determinato la neces- sità di disporre dei rinforzi che po- tessero ripristinare le caratteristiche

inerziali della sezione trasversale; si

è quindi optato per la realizzazione

di una serie di colonne con sezione

scatolare di adeguata inerzia (sezio-

ne 670x300 sp. 20/40 mm) poste in

corrispondenza del limite radiale della canna e vincolate a passo co- stante con elementi di collegamento (sezione 215x330 sp. 15 mm) che ne riducessero le snellezze verticali. Il

risultato è stato un reticolo costitui- to da elementi con sezione scatolare per consentire l’ottimizzazione strut- turale della sezione trasversale ed un agevole montaggio degli elementi stessi nel cantiere di installazione. Altro aspetto rilevante è rappresen- tato dall’ancoraggio a terra della canna che è stata realizzato median- te la posa in opera di tirafondi (n° 72 tondi, diametro 72 mm – S355JR) ancorati in profondità alla fondazio-

ne

realizzata in c.a. con vari strati

di

armatura, a mezzo di un largo

piatto in acciaio (sezione 350x80 mm

– S355JR) annegato nel monolite in

cls di base.

Scelte di carattere costruttivo e di installazione hanno determinato

la realizzazione di giunti flangiati

(spessori delle flangie variabili da 50

a 30 mm e bulloni di sezione variabi-

le da M27 a M20 – Classe 10.9) tra i vari tronchi costituenti le ciminiere;

questi sono stati oggetto di attento dimensionamento e realizzazione al fine di garantire la resistenza rispet- to alle azioni agenti di progetto e la verticalità delle ciminiere nella pro- pria configurazione finale che pote-

va essere compromessa a causa delle

problematiche indotte dai consistenti spessori in gioco da saldare. L’atten- zione e la cura posta su tale dettaglio

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CM 3 2007

CM32007

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ha consentito di ottenere un valore

busto nella caldaia).

sulta pari a 1.0 mm per i primi dieci

di scostamento della verticalità pari

Il

fatto che il camino sia realizzato in

anni di vita della struttura, e pari a

a 50 mm, abbondantemente al di

acciaio tipo Corten, dà un’ulteriore

1.0 mm per ogni periodo addiziona-

sotto di quanto previsto dalle norme

garanzia sulla durabilità della strut-

le

di 10 anni, pertanto, assumendo

internazionali più restrittive (ASME

tura, in quanto tale tipo di acciaio ha

cautelativamente una vita utile di

[17]: 200 mm su altezza di 120 m).

una resistenza all’aggressione da aci-

progetto del camino pari a 25 anni,

Il dispositivo di smorzamento delle

do solforico maggiore rispetto a un

lo

spessore del sovrametallo da con-

vibrazioni posto in sommità è com- posto da 6 ammortizzatori vincolati

normale acciaio al carbonio. Nonostante ci siano molti cicli di ac-

siderare risulta pari a 1.0 + (1.5 x 1.0) = 2.5 mm (rif. EC3 [13]).

sulle strutture del camino e da una

censione-spegnimento della caldaia,

A

fine di confronto, tale sovrametal-

massa smorzante pari a 7.000 kg con

e

quindi diversi periodi in cui ci pos-

lo

è stato valutato facendo riferimen-

corsa laterale pari a 200 mm; il di-

sa essere potenziale formazione di

to

anche alle norme CICIND [11],

spositivo richiede ridottissimi inter-

condensa, si è valutato che questa

che per una temperatura di esercizio

venti manutentivi essendo necessari

non risulta essere aggressiva, e si ri-

di

150°C, e un livello di attacco chi-

solo periodici interventi di controllo

tiene quindi che il grado di aggres-

mico basso, forniscono un valore di

della funzionalità peraltro gestibili

sione possa essere valutato come

sovrametallo pari a 2.0 mm per una

direttamente da terra (v. paragrafo

“basso”, anche in relazione alla tipo-

vita di 20 anni, con una proporzione

“Test e collaudo”).

logia di acciaio utilizzato (Corten).

si

ottiene quindi il valore di 2.5 mm

Il sovrametallo da considerare ri-

per una vita di 25 anni, confermando

4. ASPETTI INGEGNERISTICI DI DETTAGLIO

Si mettono in luce gli aspetti inge-

gneristici più significativi che hanno caratterizzato la realizzazione:

• Determinazione sovrametallo del- la canna strutturale

In

relazione alla tipologia del metal-

lo

che costituisce la canna del cami-

no, dei trattamenti superficiali, del-

la vita utile della ciminiera, e della

composizione chimica dei fumi, è stato valutato lo spessore del sovra- metallo da non considerare rispetto allo spessore nominale effettivo del- le lamiere costituenti la canna, ai fini delle verifiche strutturali.

CORROSIONE ESTERNA:

Per un acciaio autopassivante ver- niciato (con programma preventivo per la riverniciatura), il sovrametallo necessario risulta pari a 0 mm, indi- pendentemente dalla vita utile della struttura (rif. EC3 [13]).

CORROSIONE INTERNA:

In relazione alla composizione dei fumi e al periodo in cui il camino ri- mane spento, si può determinare il

livello di attacco chimico sulle pareti. Infatti nei periodi in cui il camino rimane spento, la temperatura del-

le pareti decresce, facendo sì che si

possa formare della condensa sulle pareti dello stesso. La condensa ha una composizione che dipende dalla composizione chi- mica dei gas all’interno del camino. Essendo il contenuto di SOx trascu- rabile, la quantità di acido solforico che si viene a formare risulta an- ch’essa trascurabile (tale parametro è dovuto alla tipologia di gas com-

ch’essa trascurabile (tale parametro è dovuto alla tipologia di gas com- Fig. 6 - Ancoraggi a

Fig. 6 - Ancoraggi a terra delle ciminiere

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gio di strutture esistenti, che hanno permesso di ricavare dei coefficienti di maggiorazione che sono
gio di strutture esistenti, che hanno
permesso di ricavare dei coefficienti
di
maggiorazione che sono riportati
nelle norme Cicind [11] e DIN [16]. Il
parametro di riferimento per la va-
lutazione di tale aspetto è il rappor-
to
tra la distanza delle ciminiere e il
diametro delle stesse (pari a 5), che
porta ad avere una maggiorazione
della velocità del vento pari a 1.17,
e
pertanto un incremento dei carichi
sulla struttura pari a 1.17 2 = 1.37.
Il
sito è caratterizzato da una velocità
del vento di riferimento di 25 m/s (a 10
m
di altezza dal suolo) e da una classe
di
rugosità ambientale del territorio
pari a D (caso più gravoso); sulla base
di
tali parametri è possibile andare a
calcolare la velocità media del vento
alle varie altezza da terra (crescente
al
crescere dall’altezza da terra) che
raggiunge la velocità massima di 43.1
m/s all’altezza di 120 m (come indica-
to nella successiva tabella).
z
Vm (z)
(m)
(m/s)
0.0
24.3
4.0
24.3
10.0
29.4
20.0
33.2
30.0
35.4
40.0
37.0
50.0
38.3
60.0
39.3
70.0
40.1
80.0
40.9
Fig. 7 - Condotto fumi e sezione trasversale ciminiere
90.0
41.5
100.0
42.1
110.0
42.6
quanto precedentemente determina-
120.0
43.1
to
con riferimento alle prescrizioni
di
Eurocodice.
internazionali, al fine di valutare in
maniera corretta i parametri di cari-
co agenti sulla ciminiera.
In relazione al fatto che le due cimi-
niere sono disposte a una distanza
relativamente breve, si è resa ne-
cessaria una attenta valutazione
degli effetti fluidodinamici dovuti
ai fenomeni aerodinamici (effetti di
interferenza da “galopping”) che si
creano in tali configurazioni geome-
triche. L’azione del vento, subendo
delle accelerazioni localizzate in
corrispondenza delle ciminiere, crea
delle vibrazioni supplementari che
si trasformano in sollecitazioni ag-
giuntive agenti sulla struttura. Tali
fenomeni sono di natura puramente
fluidodinamica, e sono difficilmente
parametrizzabili con formule anali-
tiche; tali aspetti sono stati studia-
ti nel tempo con numerosi studi in
galleria del vento e con il monitorag-
A seguito della definizione delle ve-
Nel dimensionamento strutturale
sono stati depurati gli spessori di so-
vrametallo dagli spessori nominali
delle lamiere utilizzate procedendo
inoltre ad un’analisi di “buckling”
degli elementi. Le lamiere costi-
tuenti le ciminiere hanno spessori
variabili tra 20 mm (alla base) e 8
mm (sommità) incluso lo spessore di
sovrametallo prescritto. Il peso delle
opere in acciaio, canna strutturale +
opere accessorie, è pari a 350 t per
ciascuna ciminiera.
• Considerazioni sulle azioni del
vento e sul comportamento della ci-
miniera
locità del vento si è reso necessario
un attento studio, eseguito secondo
le
indicazioni della norma EC1 [12],
per la valutazione del coefficiente
dinamico e dei coefficienti di forza
associati alla struttura in esame.
Coefficiente di forza:
Il
coefficiente di forza riassume in
un unico parametro l’integrale delle
pressioni/depressioni create dal ven-
to
circonferenzialmente sulla parete
della ciminiera, e permette di valu-
tare le azioni globali per la verifica
delle struttura.
Le
azioni del vento agenti sulla cimi-
40
niera dipendono da diversi aspetti,
che sono stati valutati con riferimen-
to a molteplici norme nazionali e
La distribuzione delle pressioni/
depressioni circonferenziali sulla
ciminiera dipende dalle caratteri-
stiche geometriche della stessa che
influiscono sulla fluidodinamica del
vento, ovvero Numero di Reynold
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e rugosità superficiale delle pareti, come indicato nel grafico seguente (EC1 [12]).

delle pareti, come indicato nel grafico seguente (EC1 [12]). Tale valore deve essere poi corretto in

Tale valore deve essere poi corretto in funzione della snellezza della ci- miniera (rapporto tra altezza e dia- metro), portano a ricavare un coef- ficiente di forza sulla canna della ciminiera pari a 0.53. Per la zona del condotto inferiore è stato assunto un coefficiente di forza pari a 0.8 + 0.4 = 1.2 (considerando tale zona assimilabile a un fabbrica-

to), mentre per le scale e le passerelle

è stato assunto pari a 2.

Coefficiente dinamico:

La definizione del coefficiente dina- mico tiene in considerazione l’incre- mento o il decremento delle solleci- tazioni dovute alla risposta dinamica

della struttura e risulta essere l’aspet-

to di più complessa valutazione.

Normalmente, per strutture ordina-

rie sono disponibili numerosi grafici che correlano le caratteristiche geo- metriche di un qualsiasi fabbricato

al relativo coefficiente dinamico; per

la ciminiera in esame, in relazione all’altezza pari a 120 m e al diame-

tro pari a 7 m, in seguito a un’anali-

si dei grafici per la determinazione

del coefficiente C d , si ricade nella zona per la quale risulta necessario utilizzare un metodo di calcolo det- tagliato, riportato nell’appendice B dell’Eurocodice 1-parte 2-4 [12]. Tale metodo, estremamente complesso, permette una valutazione semi-analiti-

ca (in quanto fa uso di molteplici para- metri sperimentali ricavati da numero-

si studi) del coefficiente dinamico.

Lo studio porta a effettuare delle valutazioni associate alla dinamica della struttura, che a seguito del- la valutazione delle masse modali, delle frequenze e del fattore di picco delle raffiche di vento, dei periodi di vibrazione della struttura e del de- cremento logaritmico associato allo smorzamento globale della struttura consentono di ricavare il coefficiente dinamico. Per le ciminiere in esame, tra i para- metri sovra citati assume particolare

realizzazioni
realizzazioni

importanza il decremento logaritmi- co, in quanto tale parametro risente significativamente della presenza

dello smorzatore in sommità. Il valo-

re del decremento logaritmico è pari

alla somma di tre termini:

- Decremento logaritmico della cimi- niera (pari a 0.015) - Decremento logaritmico dovuto allo smorzamento aerodinamico

(per la ciminera in esame risulta pari

a 0.136)

- Decremento logaritmico del dispo-

sitivo di smorzamento (pari a 0.4)

Dall’analisi dei numeri precedenti si capisce chiaramente che la presen-

za dello smorzatore dà il contributo maggiore allo smorzamento.

A seguito della valutazione di tutti

i parametri a cui è stato brevemente

accennato, si riesce a definire il coeffi- ciente dinamico che risulta pari a 0.86. Azioni dinamiche del vento e oscillazio-

ni trasversali:

Fig. 8 - Dispositivo di smorzamento

In corrispondenza di una certa ve- locità del vento, i fenomenti aerodi-

namici dovuti al distacco dei vortici sul camini (vortici di Von Karman), possono assumere delle frequenze pari alla frequenza di risonanza del camino; il quale, se sollecitato per un tempo sufficientemente lungo, comincia a oscillare trasversalmente, con incrementi notevoli delle oscil- lazioni in corrispondenza della fre- quenza di risonanza del camino. L’analisi modale indica che la fre- quenza propria del camino vale n1

= 0.453 Hz.

Con questa frequenza la velocità di

vento critica per il camino diventa:

V cr = D n 1 /St

In cui D è il diametro, pari a 7.0 m St è il numero di Strouhal, che tenen- do conto della vicinanza di un’altra

ciminiera, è pari a:

St = 0.1 + 0.085 log (a/d) valida per a/d 15

41

realizzazioni
realizzazioni

Fig. 9a - Stress analisi ciminiera

realizzazioni Fig. 9a - Stress analisi ciminiera 42 Fig. 9c - Stress analisi ciminiera Fig. 9b

42 Fig. 9c - Stress analisi ciminiera

analisi ciminiera 42 Fig. 9c - Stress analisi ciminiera Fig. 9b - Stress analisi zona ingresso

Fig. 9b - Stress analisi zona ingresso fumi

ciminiera Fig. 9b - Stress analisi zona ingresso fumi Fig. 9d - Stress analisi zona ingresso

Fig. 9d - Stress analisi zona ingresso fumi

St = 0.1 + 0.085 log (35.0 / 7.0) = 0.16

V cr = 7.0 x 0.453 / 0.16 = 19.91 m/s

Si trova una velocità critica di 19.91 m/s, che viene abbondantemente su- perata dalla velocità media reale. Ne segue che si possono innescare i vor- tici di Von Karman, e sono pertanto richiesti dispositivi particolari per eliminare il fenomeno. Per eliminare le azioni dovute all’ec- citazione causata dal distacco dei vortici, la struttura è dotata dello smorzatore posizionato in sommità, che riduce drasticamente le azioni dinamiche del vento. Le azioni dinamiche, grazie al dispo- sitivo smorzante, in corrispondenza del vento critico, non portano la struttura in risonanza, e le azioni che ne derivano risultano minori delle azioni quasi-statiche che si verifica- no in corrispondenza del vento mas- simo; nonostante tutto l’influenza del carico dinamico del vento viene tenuto in considerazione, in quanto rimane sempre un’azione laterale del vento, che deve essere sommata all’azione quasi-statica. L’azione di carico dovuta al fenome- ni oscillatori trasversali viene ricava- ta andando a determinare un carico distribuito equivalente alle azioni inerziali agente sulla parte superio- re della canna della ciminiera, che risulta pari a 494 daN/m applicato a sui 42 m superiori della ciminiera. Tale carico, in assenza del dispositivo smorzante, sarebbe risultato notevol- mente superiore, con sollecitazioni anche 5-6 volte superiori, che spesso diventano il carico dimensionante del- la struttura. La presenza dello smorza- tore consente quindi di ridurre anche le sollecitazioni dovute alle azioni tra- sversali causate dal vento critico, oltre agli aspetti visti in precedenza.

Cicli di tensione causati dal distacco dei

vortici ed effetti della fatica sulle ciminiere:

Il numero dei cicli di tensione N as-

sociato all’oscillazione causata dal distacco dei vortici può essere stima-

to da: N = 6.3 10 7 T n 1 ⋅ ε 0 (v crit / v 0 ) 2 e^(- v crit / v 0 ) 2 in cui :

T = tempo di vita in anni della cimi-

niera = 25 anni n 1 = frequenza propria di vibrazione

= 0.453 Hz

ε 0 = fattore di larghezza di banda che descrive la larghezza di banda del- la risonanza dei vortici e può essere approssimato pari a 0.3

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Fig. 10c - Deformata zona ingresso fumi

realizzazioni Fig. 10c - Deformata zona ingresso fumi Fig. 10a - Deformata ciminiera Fig. 10b -

Fig. 10a - Deformata ciminiera

Fig. 10b - Deformata ciminiera

Fig. 10c - Deformata zona ingresso fumi

v

crit = 19.91 m/s

completamente i concetti matema-

niera, che può essere dimensionata

v

0 = v m,L / 5 = 42.54 / 5 = 8.51 m/s

tici, risulta comunque evidente che

da carichi di entità minore rispetto a

N = 6.3 10 7 25 0.453 0.3 (19.91

la presenza dello smorzatore porta

quelli che si avrebbero con ciminiere

/

8.51) 2 e^(- 19.91 / 8.51) 2 = 2.65 x 10 7

ad avere molteplici aspetti positivi,

tradizionali (senza smorzatore); tut-

cicli

e

che la funzionalità dello stesso ri-

to ciò è associato a una struttura che

A

seguito della definizione del nu-

sulta un aspetto di fondamentale im-

Si riportano in seguito i principali

nella globalità risulta più sicura, in

mero di cicli oscillatori agenti sulla struttura nella propria vita di proget- to, è possibile andare a determinare il numero di Miner, per valutare se

portanza per l’intera ciminiera.

aspetti positivi indotti dalla presen- za dello smorzatore:

quanto si riescono a controllare tutti i fenomeni dinamici dovuti alle azio- ni create dal moto fluidinamico del vento, che sono i fenomeni più peri-

ci

possono essere problemi di fatica,

-

Riduzione del coefficiente dinami-

colori, per opere di questa tipologia.

con riferimento alla normativa CI-

CIND [11]. La presenza dello smorzatore con-

sente di ridurre notevolmente il nu- mero di cicli oscillatori di carico a cui sarà sottoposta la struttura nella sua vita, e pertanto consente di garantire

la struttura da problemi di fatica per

lunghi periodi; a solo titolo di esem- pio, la ciminiera in esame potrà ave-

re problemi di fatica solo dopo circa 1800 anni.

Considerazioni finali:

Dalle analisi sopra riportate, di cui sono stati riportati solamente i prin- cipali concetti, omettendo quasi

co, e pertanto riduzione delle azioni

quasi-statiche sulla struttura, con

conseguente riduzione delle solleci- tazioni;

- Riduzione drastica delle azioni as-

sociate ai fenomeni di risonanza in corrispondenza della velocità critica del vento, che porta a sollecitazioni sulla struttura inferiori alle solleci- tazioni quasi-statiche, e pertanto ri- sultano di secondaria importanza al fine del dimensionamento; - Riduzione del fenomeno della fati- ca, che diventa trascurabile. Risulta pertanto chiaro che il costo dello smorzatore viene compensato da un minore costo dell’intera cimi-

5. LA PREFABBRICAZIONE PRESSO LO STABILIMENTO DI PRODUZIONE E PRESSO IL CANTIERE Come già accennato in precedenza si è provveduto alla prefabbricazio- ne delle virole costituenti la canna strutturale presso lo stabilimento di produzione come pure per le scale, le passerelle e gli elementi del condot- to, inviando i materiali così preas- semblati presso il cantiere di instal- lazione. La committenza ha messo a disposizione un’area nei pressi del sito di installazione delle ciminiere nell’ambito del quale la Scandiuzzi

43

realizzazioni
realizzazioni

Fig. 11 - Dettaglio coibentazione e passerelle

ha organizzato l’assemblaggio dei vari tronchi secondo la procedura richiesta dalla tipologia delle opere da eseguirsi (fasi operative di as- semblaggio, saldatura delle virole, controlli radiografici sulle saldature, installazione degli accessori, verni- ciatura, realizzazione della coiben- tazione dove richiesto). Tale proce- dura ha consentito di preassemblare a terra i vari tronchi “completi” e pronti per l’installazione in quota, limitando così solamente alle opera- zioni di raccordo degli accessori e di

solamente alle opera- zioni di raccordo degli accessori e di 44 Fig. 12a - Modellazione in

44 Fig. 12a - Modellazione in fase di sollevamento ultimo tronco ciminiere

bullonatura dei tronchi, le attività da eseguirsi in quota. Con tale sequenza operativa sono stati approntati i vari tronchi in conformità alle procedure temporali di installazione mediante l’utilizzo di mezzi di sollevamento, di rilevanti caratteristiche e costo, secondo periodi programmati di uti- lizzo, anche in relazione alle altre at- tività da compiersi sul sito di installa- zione (installazione e montaggio del boiler). Il condotto di raccordo dei fumi dalla caldaia al camino è stato realizzato con pannelli prefabbricati

al camino è stato realizzato con pannelli prefabbricati Fig. 12b - Deformata in fase di sollevamento

Fig. 12b - Deformata in fase di sollevamento ultimo tronco ciminiere

aventi sagoma “trasportabile” pres-

so lo stabilimento di produzione ed

è stato successivamente assemblato direttamante sulla ciminiera.

6. MONTAGGIO

E INSTALLAZIONE Gli aspetti relativi alla installazione

in quota dei vari tronchi al fine di

definire le ciminiere nella propria configurazione finale di esercizio,

sono risultati determinanti e decisivi nell’impostazione generale del pro- getto e della prefabbricazione.

I pesi e le altezze delle ciminiere,

oltre al dispositivo di smorzamento delle vibrazioni posto in sommità, hanno determinato una serie di pas- saggi progettuali ed operativi finora non attuati per ciminiere di altezza

meno significativa. Infatti l’aspetto critico delle fasi di installazione del- le ciminiere sono risultate essere le fasi transitorie di installazione dei tronchi oltre la quota di m 73–85; fino a tale quota infatti il camino, seppur privo del dispositivo di smorzamento, assumeva un regime statico–dinamico in grado di sop- portare le azioni esterne di progetto (azione del vento) senza particolari problematicità strutturali. Oltre tale quota, ed in assenza del dispositivo

di

smorzamento installato peraltro

in

sommità dello stesso, azioni del

vento con velocità di 20 m/sec. pos- sono indurre sul camino effetti tali

da pregiudicarne la stabilità strut-

turale. In ragione di tale aspetto si è

stabilità strut- turale. In ragione di tale aspetto si è Fig. 12c -Stress analisi in fase

Fig. 12c -Stress analisi in fase di sollevamento ultimo tronco ciminiere

realizzazioni

CM32007 COSTRUZIONIMETALLICHE
CM32007
COSTRUZIONIMETALLICHE

provveduto ad una serie di verifiche

di

tutte le configurazioni transito-

rie

di installazione oltre la quota di

+73.00 m, concludendo che il mon- taggio dei vari tronchi costituenti il camino oltre tale quota doveva es- sere attuato entro un limitato arco temporale (2 giorni) e previa un ade- guato accertamento delle condizioni meteorologiche previste. Le opera- zioni di installazione della parte alta delle ciminiere sono state condotte con successo in condizioni meteo e ambientali idonee per il montaggio

in conformità ai tempi programma-

ti. L’installazione dell’ultimo tronco

della ciminiera con il dispositivo di smorzamento ha definito il camino nella sua configurazione geometri- co–dimensionale e strutturale finale. Il sollevamento dei vari tronchi delle

ciminiere è stato effettuato attraver-

so l’utilizzo di bilancino con golfari

bullonati alle flangie dei tronchi; tale

tipologia di sollevamento ha con- sentito di effettuare più semplici e

ridotte attività in quota per lo sgan- ciamento dei tronchi dal bilancino e conseguentemente dal mezzo di sol- levamento. In ragione di tale scelta

si sono condotte analisi strutturali

con metodo FEM per la verifica del- le porzioni di flangie e lamiera della canna interessate dalla concentra- zione di carico indotta dal solleva- mento; sono stati realizzati golfari e locali rinforzi sui tronchi che hanno consentito la realizzazione di tale attività senza alcuna deformazione degli elementi strutturali.

7. TEST E COLLAUDO

La particolarità dell’opera ha richie-

7. TEST E COLLAUDO La particolarità dell’opera ha richie- Fig. 13a - Fase di sollevamento ultimo

Fig. 13a - Fase di sollevamento ultimo tronco ciminiera (inizio sollevamento)

sollevamento ultimo tronco ciminiera (inizio sollevamento) Fig. 13c - Fase di sollevamento ultimo tronco ciminiera

Fig. 13c - Fase di sollevamento ultimo tronco ciminiera (fase finale)

tipologia di test di collaudo da con-

durre al fine di verificare la validità e l’adeguatezza strutturale delle ci- miniere.

validità e l’adeguatezza strutturale delle ci- miniere. Fig. 13b - Fase di sollevamento ultimo tronco ciminiera

Fig. 13b - Fase di sollevamento ultimo tronco ciminiera (sollevamento intermedio)

ultimo tronco ciminiera (sollevamento intermedio) Fig. 13d - Fase di sollevamento ultimo tronco ciminiera

Fig. 13d - Fase di sollevamento ultimo tronco ciminiera (aggancio ultimo tronco)

nufatto (dinamico) ed il comporta-

mento indotto dalla prova di carico (statico).

Si è pertanto optato per una verifica

sto la definizione della più adatta

In

prima battuta si è considerato di

dello stato vibrazionale delle cimi- niere realizzato dalla ditta Flow–En- gineering che ha consentito di analiz- zare l’effettivo comportamento delle

ciminiere in presenza delle azioni del vento e che, in conseguenza alla lettura di tale analisi, ha consentito

realizzare una prova di carico “stati-

ca” utilizzando la modesta distanza delle 2 ciminiere (35.00 m) e appli- cando un carico statico alla quota del primo tronco saldato (quota +30.00 m) di intensità tale da indurre un regime tensionale negli elementi costituenti il camino equiparabili al

Committente: Edipower Sito: Comuni di Robecchetto e Turbigo (Mi) Main Contractor: Consorzio Turbigo 800 Costruttore: Scandiuzzi SpA, Volpago del Montello (Tv) Progetto strutture in acciaio ciminiere ed ac- cessori: RF–Project (ing. Federico Scotton – dr. Riccardo Serafin), Ponte di Piave (Tv) Progetto dispositivi di smorzamento e con- sulenza tecnica: Flow Engineering (prof. Henk Van Koten), Deft (Olanda) Direzione Lavori: RF–Project, Ponte di Piave (Tv) Esecuzione test e prove dinamiche: Flow Engineering, Deft (Olanda)

di

verificare la corretta realizzazio-

ne

ed efficienza sia del dispositivo

regime indotto dalle azioni di pro- getto del vento. Dallo studio di tale ipotesi è emersa la difficoltà e la li- mitatezza di tale approccio: l’entità del carico da applicare sarebbe stata tale da indurre dei fenomeni di per- manente deformazione sulle struttu-

di

smorzamento che dei giunti flan-

giati di connessione dei vari tronchi costituenti le ciminiere. Il test è stato condotto con l’utilizzo di sensori po-

sti

alla base del camino, un amplifi-

catore di segnale e un adeguato sof- tware che, una volta analizzati i dati,

delle ciminiere, l’eventuale analisi del regime tensionale sarebbe stato

re

li ha trasformati al fine di consentire

un

confronto con i dati teorici attesi.

di

scarsa rilevanza data la diversità

L’analisi così condotta ha verificato

 

tra il comportamento reale del ma-

al

perfetta rispondenza tra le aspet-

45

realizzazioni
realizzazioni

Fig. 14 - Ciminiere in configurazione finale

realizzazioni Fig. 14 - Ciminiere in configurazione finale Fig. 15 - Ciminiere in configurazione finale 46

Fig. 15 - Ciminiere in configurazione finale

46

tative teoriche definite nella fase

di analisi strutturale e le risultanze

empiriche analizzate sul manufatto

realizzato. Il sistema di test consentiva inoltre,

se attuato con continuità tempora-

le, il monitoraggio in “progress” della risposta dinamica delle cimi- niere rispetto alle azioni esterne con l’eventuale evidenziazione di malfunzionamenti nel dispositivo di smorzamento o di anomalie nella

capacità strutturale dei giunti bullo- nati per effetto di accidentali svita- menti dei bulloni.

Dr. arch. Riccardo Serafin, RF Project, Ponte di Piave (TV)

Bibliografia

[6] CNR-UNI 10021/85 “Strutture di acciaio

per apparecchi di sollevamento. Istruzioni per

[11] CICIND “Model Code for Steel Chi- mnys“ Revision 1 – 1999 with amendment

[1] Legge 5/11/1971 N. 1086 “Norme per la

il

calcolo, l’esecuzione e la manutenzione”

A

– march 2002

disciplina delle opere in conglomerato ce- mentizio armato normale e precompresso

[7] CNR-UNI 10011/88 “Costruzioni di ac-

[12] UNI-ENV 1991-2-4 “Eurocodice 1, Basi

ed a struttura metallica”

ciaio. Istruzioni per il calcolo, l’esecuzione, il

di

calcolo ed azioni sulle strutture – Parte 2-

collaudo e la manutenzione”

4:

Azioni sulle strutture – Azioni del vento”

[2] Circolare 14 febbraio 1974 del Ministero LL.PP. “Istruzioni per l’applicazione della legge 05 novembre 1971, n. 1086”

[3] D.M. 09/01/96 “Norme tecniche per il cal- colo, l’esecuzione ed il collaudo delle strut- ture in cemento armato, normale e precom- presso e per le strutture metalliche“

[4] Circolare Min. LL.PP. 15 ottobre 1996 n. 252 – Legge 1086 – Istruzioni per l’applica- zione delle «Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche»”

[5] CNR-UNI 10012/85 “Istruzioni per la va- lutazione delle azioni sulle costruzioni”

[8] DM 16/1/1996 “Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi”

[9] Circolare Min. LL.PP. n. 156AA.GG./STC.

del 4 luglio 1996 “Istruzioni per l’applicazione delle norme tecniche relative ai criteri genera-

li per la verifica di sicurezza delle costruzioni

e dei carichi e sovraccarichi di cui al D.M. 16 gennaio 1996”

[10] Ordinanza n. 3274 del 20/03/2003 “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio naziona- le e di normative tecniche per costruzioni in zona sismica”

[13] UNI-ENV 1993-3-2 “Eurocodice 3, Pro- gettazione delle strutture di acciaio – Parte 3-2: Torri, pali e ciminiere – Ciminiere”

[14] UNI-ENV 1998-3 “Eurocodice 8, Indi- cazioni progettuali per la resistenza sismica

delle strutture – Parte 3: Torri, pali e cami-

ni”

[15] UNI 9503 “Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di acciaio”

[16] DIN 4133 “German industrial standar- ds: Steel stack / Chimneys built of Steel”

[17] ASME STS-1-2000 “Steel stacks”