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ANNO

NUMERO

AT L A N T E D E L L I N N O VA Z I O N E

76

2016

EDIZIONE

DOVE

PRIMAVERA

PREZZO

5,00

EURO

LUOGHI

CHE

STANNO

CAMBIANDO

IL

MONDO

TM
5

PREFAZIONE

FEDERICO

FERRAZZA

FEDERICO FERRAZZA

uesto volume di Wired nasce da una frase che ho sentito pronunciare da Fabiola Gianotti qualche mese fa. Lei la direttrice del Cern di Ginevra, il centro di ricerca in cui
nel 2012 stata provata lesistenza del Bosone di Higgs (pi conosciuto come Particella di Dio) e dove 21 anni prima, nel 1991, venne inventato il web dal fisico inglese
Tim Berners-Lee. La frase, dicevo: La passione per la conoscenza un valore universale che non conosce passaporti.
Non un caso che a dirla sia stata Gianotti. Il Cern infatti il pi grande laboratorio di fisica del
mondo: l ci lavorano circa tremila scienziati provenienti da tutto il pianeta, anche da paesi che sono
in guerra tra loro o che neanche si riconoscono. Eppure collaborano proficuamente tutti i giorni, anche se la materia del loro studio non priva di criticit, visto che lapplicazione della ricerca nucleare
ha portato nel secolo scorso alla bomba atomica.
Di luoghi come il Cern ne esistono fortunatamente tanti. Non hanno in comune la fisica delle
particelle ma la passione per la conoscenza, per linnovazione. In altre parole hanno in comune la
passione per un mondo migliore abbinata a quella sana ambizione personale di fare qualcosa di significativo per la societ.
Lobiettivo di questo numero di Wired conoscere questi posti. Abbiamo cos viaggiato in tutti
i continenti, raccontando laboratori scientifici, luoghi dove stanno nascendo nuove forme di intrattenimento e aziende che cambieranno per sempre leconomia e i nostri consumi. Tutte immagini di un
pianeta in costante comunicazione grazie a Internet, come racconta il fondatore di Wikipedia Jimmy
Wales nel prologo.
Il risultato un Atlante dellInnovazione. Una guida che mette insieme una scienziata divenuta la prima presidentessa di una nazione africana di poco pi di un milione di abitanti e un astronauta italiano che ha passato sei mesi nello spazio e che ora si allena nelle profondit dellOceano
Atlantico; un laboratorio di ununiversit australiana che studia il preservativo del futuro e un matematico laureato alla Scuola Normale di Pisa che sfrutta le onde del mare per soddisfare (parte) della
nostra necessit energetica.
In questa avventura abbiamo segnato oltre 50 puntini sul mappamondo, storie che raccontano un mondo in rapida trasformazione. Che dimostrano ancora una volta che linnovazione e il
progresso scientifico non sono da temere ma da supportare. Perch se oggi viviamo indubbiamente
in un mondo migliore del passato (dalle qualit e durata della vita al livello culturale medio, fino alle
condizioni economiche), lo dobbiamo soprattutto alle persone con la passione per la conoscenza.

Buona lettura. E buon viaggio

WIRED

PRIM AVER A

2016

INDEX

005

019

testo: F E D E R I C O F E R R A Z Z A
direttore di Wired

testo: J I M M Y W A L E S
Fondatore di Wikipedia, presiede
Wikimedia e The Peoples Operator,
gestore telefonico che dedica
parte dei ricavi a cause sociali

PREFAZIONE

art: F E L I X P E T R U K A
Disegnatore con una passione non
troppo velata per lanimazione

PROLOGO

032

testo: M A R C O M A L V A L D I
Chimico e scrittore pisano.
In libreria c il suo ultimo
volume, Linfinito tra parentesi
(Rizzoli editore)

I TA L I A

foto: B A R B A R A O I Z M U D
Fotografa e tatuatrice con una
laurea in scenografia

MOTO PERPETUO
MARINA DI PISA (PI)

040

A LTA M U R A ( B A )

ARCHITETTURA

041

C I T T D E L VAT I C A N O

SCIENZ A

042

G U A S TA L L A ( R E )

ARCHITETTURA

043

VICENZA

H I-T E C H

044

BUDRIO (BO)

SPORT

045

VA R ES E

VIDEOGAME

046

PISA

SCIENZ A

047

FAVA R A ( AG)

S O CI E T

048

LODI

FOOD

049

T R A L A Q U I L A E T E R A M O

SCIENZ A

056

testo: M A U R I Z I O P E S C E
Caposervizio di Wired, si occupa
di tecnologia e social media. Nel
2015 ha raccontato in esclusiva
larrivo di Netflix in Italia

E U R O PA

foto: M A T T I A B A L S A M I N I
Nato a Pordenone nel 1987, da anni
un fidato fotografo per Wired

A.I. LIKE
PARIGI, FR ANCIA

066

CORUO, SPAGNA

SPORT

068

COPENAGHEN, DANIMARCA

ARCHITETTURA

069

W E R LT E , G E R M A N I A

ENERGIA

070

GINEVRA, SVIZZERA

SCIENZ A

071

LONDRA, REGNO UNITO

M U SICA

072

M O N AC O D I B AV I E R A , G E R M A N I A

H I-T E C H

073

MOSCA, RUSSIA

S O CI E T

074

B R AY, R E G N O U N I T O

FOOD

075

MONS, BELGIO

S O CI E T

foto: J A M E Y S T I L L I N G S
Nella sua trentennale carriera, ha
girato documentari e scattato foto
per la pubblicit, per giornali
e riviste di tutto il mondo

A M E R IC A
RIFLESSI SOLARI

082

D E S E R TO D E L M OJAV E , U S A

L A C Q U A R I O S P A Z I A L E
KEY LARGO, FLORIDA, USA

testo: L U C A P A R M I T A N O
Astronauta Esa e tenente
colonnello dellAeronautica.
stato il primo italiano a fare
una passeggiata nello Spazio

094

AMBIEN TE

F O R E S TA A M A Z Z O N I C A , B R A S I L E

102

TRASPORTI

NORTH LAS VEGAS, USA

104

SPORT

RIO DE JANEIRO, BRASILE

105

CINEM A

ARIZONA, USA

106

FOOD

PA L O A LT O , U S A

107

S O CI E T

NEW YORK, USA

108

SCIENZ A

BOSTON, USA

109

AMBIEN TE

TORONTO, CANADA

110

SCIENZ A

MAUNA LOA , HAWAII, USA

111

ARCHITETTURA

A LT O S D E C A Z U C , C O L O M B I A

112

foto: A L E S S A N D R O I M B R I A C O
Salernitano, conta pi di 30
mostre, tra personali e collettive

A F R IC A
IL

P R E S I D E N T E B O TA N I C O

PORT LOUIS, MAURITIUS

testo: S I L V I A B E N C I V E L L I
scrittrice, autrice tv e
conduttrice radiofonica. Fa parte
dellassociazione di giornalisti
scientifici italiani Swim

120

SCIENZ A

HARGEISA, SOMALILAND

132

ARCHITETTURA

SINTHIAN, SENEGAL

134

TRASPORTI

N A I R O B I , K E N YA

135

SCIENZ A

JOHANNESBURG, SUDAFRICA

136

H I-T E C H

N A I R O B I , K E N YA

138

TRASPORTI

ADDIS ABEBA, ETIOPIA

139

SPORT

LAGOS, NIGERIA

140

148

testo: C L I V E T H O M P S O N
Canadese classe 1968, firma
storica ed editorialista di Wired
Us e del magazine settimanale
del New York Times

A SI A
L A S I LI C O N VA LLE Y D O R I E N T E
GUANGZHOU, CINA

foto: Z A C H A R Y B A K O
Vive a Los Angeles e scatta
soprattutto ritratti e reportage

162

T E L AV I V, I S R A E L E

H I-T E C H

163

S A G A R M AT H A N AT I O N A L PA R K , N E PA L

SCIENZ A

164

HENGDIAN, CINA

CINEM A

165

SUZHOU, CINA

ARCHITETTURA

166

TOK YO, GIAPPONE

A G R I C O LT U R A

167

AMMAN, GIORDANIA

H I-T E C H

168

B A I KO N U R , K A Z A K I S TA N

SCIENZ A

170

H AT Z E VA , I S R A E L E

AMBIEN TE

171

BANGALORE, INDIA

H I-T E C H

176

testo: A L I C E P A C E
Vive tra Milano e Trieste ed
una giornalista scientifica.
Per Wired.it si occupata,
tra laltro, del caso Stamina

O CEANIA

foto: P E T R I N A H I C K S
La sua arte mixa unestetica
da still life e contenuti
provocatori

A P ROVA D O RG AS M O
WOLLONGONG, AUSTRALIA

186

ISOLE TONGA

S O CI E T

187

I S O L E K I R I B AT I

AMBIEN TE

188

A N TA R T I D E

SCIENZ A

189

N E W P LY M O U T H , N U O VA Z E L A N D A

ARCHITETTURA

190

JAMESTOWN, AUSTRALIA

ENERGIA

CONTRIBUTORS

Il carattere tipografico guest


di questo numero lAtlas
di Commercial Type, disegnato
da Susana Carvalho, Kai Bernau
e Christian Schwartz

AT L A S

art: L A T I G R E
Le mappe dellAtlante
dellInnovazione sono state
disegnate da La Tigre, studio
creativo di Milano

N I C H O L A S D AV I D A LT E A

EMILIO COZZI

GABRIELE LIPPI

MICHELE PRIMI

si occupa di musica e social

impallinato di videogame

cronista sportivo

scrittore e giornalista

DANIELE BELLERI

P H I L I P D I S A LV O

VA LE R I O M I LLE FO G LI E

STEFANIA VITI

ricercatore e designer

esperto di nuovi media

scrittore e musicista

appassionata di Giappone

FEDERICO BONA

GIANLUCA DOTTI

JACOPO PASOT TI

scrittore e giornalista

giornalista scientifico

giornalista ambientale

D O N ATA C O L U M B R O

ANDREA GENTILE

MARINA PIERRI

blogger amante dellAfrica

caposervizio di Wired

esperta di cinema e serie tv

MARCO COSENZA

FR ANCESCO LIPARI

FI LI P P O P I VA

giornalista tecnologico

architetto

si occupa di lifestyle

PRIMAVERA 2016 - N76 - ANNO 7

Direttore Responsabile
FEDERICO FERRAZZA
Art Director MASSIMO PITIS (Pitis e Associati)
Caporedattore Centrale OMAR SCHILLACI
Redazione GAIA BERRUTO (vicecaposervizio), ANDREA GENTILE (caposervizio), ALBERTO GRANDI,
MAURIZIO PESCE (caposervizio), STEFANO PRIOLO (caposervizio)
Photo Editor FRANCESCA MOROSINI
Ufficio Grafico PITIS E ASSOCIATI
Segreteria di Redazione e Produzione PAOLA BONVINI (responsabile)
Hanno collaborato a questo numero:
FABRIZIO AIMAR, NICHOLAS DAVID ALTEA, DANIELE BELLERI, SILVIA BENCIVELLI, FEDERICO BONA, FABIO CIARAVELLA,
DONATA COLUMBRO, MARCO COSENZA, EMILIO COZZI, PHILIP DI SALVO, GIANLUCA DOTTI, CLAUDIO FABBRO,
GIAN MARIA FATTORE, FRANCESCO LIPARI, GABRIELE LIPPI, MARCO MALVALDI, FEDERICA MARZIALE IADEVAIA,
ALESSANDRO MELIS, VALERIO MILLEFOGLIE, ALESSANDRO ORSINI, ALICE PACE, LUCA PARMITANO,
JACOPO PASOTTI, MARINA PIERRI, FILIPPO PIVA, MICHELE PRIMI, ALDO SOLLAZZO, CLIVE THOMPSON,
VITTORIO VITERBO, STEFANIA VITI, JIMMY WALES
Creative Consultant DAVID MORETTI
Fotografi ZACHARY BAKO, MATTIA BALSAMINI, MARCELLO BONFANTI, ALESSIO GUARINO, ERIK HERSMAN, PETRINA HICKS,
ALESSANDRO IMBRIACO, BARBARA OIZMUD, JAMEY STILLINGS
Agenzie ALAMY/OLYCOM, GETTY IMAGES
Illustratori LA TIGRE, FELIX PETRUKA
Traduzioni MICHELE PRIMI

ww

Direttore Editoriale FRANCA SOZZANI


Divisione GQ, LUOMO VOGUE, WIRED, AD, TRAVELLER
Direttore STEFANIA VISMARA
Advertising Manager NICOL CAMILLO VANNUCCINI, EMMELINE ELIANTONIO
Marketing Manager ANNALISA PROCOPIO
Special Projects Manager MARCO BERNARDINI
Direttore Vendite GIANCARLO ROPA
Agenzie e Centri Media Off Line: FRANCESCA GUICCIARDI, ALESSANDRA MANENTI, RAFFAELLA SPREAFICO, MARCO ZERBINI. Digital
Advertising e Grandi Mercati: ELIA BLEI Direttore. Centri Media Digital Lombardia: CARLO CARRETTONI Responsabile, MANUELA BONDIOLI,
SIMONA DI LIDDO, LETIZIA MORELLI, GIOVANNI SCIBETTA, LISA SFORZINI. Grandi Mercati: GIOVANNI AZZIMONTI Responsabile, ELENA
FAVETTO, SIMONA FEZZARDI, GIOVANNI LOMBARDI, LAURA MILANO, MASSIMO PALMARIELLO, SILVIA VIETRI, JESSICA ZOLLA Digital,
PIETRO GIMMELLI Barter, MANUELA MIGLIOSI Responsabile Commerciale Eventi. Moda e Oggetti Personali: MATTIA MONDANI Direttore.
ALESSANDRA ACTIS, MATTEO BARTOLUCCI, DANIELA DAL POZZO, ANGELA DAMORE, ANTONIO DANGELO, GIORGIA GUAGLIUMI, SILVIA
MONTESSORI, PIERLUIGI PASTRES, LUIGI PUGLIESE, SERGIO RUFFO. Beauty: MARCO RAVASI Direttore, MARGHERITA BOTTAZZI, LAURA
GIOVANNOZZI, GIORGIA PONTIGGIA, ARIANNA RUBINI. Cond Nast Studio: ELIA BLEI Direttore Commerciale, FABIO LA MOTTA, FRANCESCA
MAPELLI. Piemonte, Liguria, Valle dAosta: MATTIA MONDANI Area Manager, SABRINA BADALAMENTI, ELIANA MONTICONE. Veneto, Trentino
Alto Adige, Friuli Venezia Giulia: SABRINA GRIMALDI Area Manager, PAOLA BANDINI, GABRIELE CURATO, GIULIA GHIDONI, ROSA LO CASCIO,
RICCARDO MARCASSA, LARA MORASSUTTI. Emilia Romagna, Marche, Toscana, Umbria: GIANCARLO ROPA Area Manager. Emilia Romagna,
Marche: DANILA ZOPPO MARTELLINI Coordinatore, DANIELA CALLEGARI, ENRICO CARF, CATERINA CAVALLINI, RITA PADOVANO,
ALESSANDRA ROSSI. Toscana, Umbria: ANTONINO ACANFORA Area Manager, SERENA MIAZZO, GIULIANA MONTAGNONI, VALERIA
VICEDOMINI. Lazio e Sud Italia: ANTONELLA BASILE Area Manager, SILVIA BOCHICCHIO, CARLA LEVA, MARILENA LOFFREDO, PAOLA
MAZZA, PAOLO STERMIERI, BARBARA VANNI, SALVATORE FASOLO (Na) CELL. 320 6219168, MARIA ROSARIA VECCHIONI (Na) CELL. 335
6450505, ANNA CAVALLO (Ba) CELL. 334 1699896, FRANCESCO SEMERARO (Ba) CELL. 348 3212118. Uffici Pubblicit Estero - Parigi/Londra:
ANGELA NEUMANN, ADELINE ENCONTRE. New York: ALESSANDRO CREMONA. Barcellona: SILVIA FAUR. Monaco: FILIPPO LAMI.
Digital Marketing: MANUELA MUZZA. Social Media: ROBERTA CIANETTI.

EDIZIONI COND NAST S.p.A.


Presidente e Amministratore Delegato GIAMPAOLO GRANDI
Direttore Generale FEDELE USAI
Vicedirettore Generale DOMENICO NOCCO
Vice Presidente GIUSEPPE MONDANI, Direttore Business Development MICHELE RIDOLFO, Direttore Digital MARCO FORMENTO
Direttore Comunicazione LAURA PIVA, Direttore di Produzione BRUNO MORONA, Direttore Circulation ALBERTO CAVARA
Direttore Risorse Umane CRISTINA LIPPI, Direttore Amministrativo ORNELLA PAINI, Controller LUCA ROLDI
Direttore Tecnologie GIUSEPPE SERRECCHIA, Direttore Prodotti Digitali BARBARA CORTI, Direttore CN Studio ROBERTA LA SELVA
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Palazzo Zambeccari, tel. 0512750147 - fax 051222099 - Firenze, via Jacopo Nardi 6, tel. 0552638789 - fax 0552009540. Roma, via C. Monteverdi 20, tel. 0684046415 - fax 068079249.
Parigi/Londra, 4 place du Palais Bourbon 75007 Paris - tel. 0033144117885 fax 0033145569213. New York, 125 Park avenue suite 2511 - New York NY 10017 - tel. 2123808236 - fax
2127867572. Barcellona, Passeig de Grcia 8/10, 3 1a - 08007 Barcelona - tel. 0034932160161 - fax 0034933427041. Monaco di Baviera, Eierwiese 5b - 82031 Grnwald - Deutschland
- tel. 00498921578970 fax 00498921578973. Istanbul, Yenimahalle Tayyareci Fethi Sok. 28/7 Bakrkoy - 34142 Istanbul - Turkey - Cell: 0090-532-2614343 - email: arin@condenast.it
Redazione: 20121 MILANO - Piazza Castello 21 - tel. 0285611 - 0285612377

Molto pi di un display curvo.

Molto pi di uno Smartphone.

PROLOGO

INTERNET RIDISEGNA I CONFINI GLOBALI

DOVE

COORDINATE

SAN

FRANCISCO,

TESTO

DI

JIMMY

USA

37.786994

TESTO

WALES

RACCOLTO

PHILIP

DI

DA

SALVO

N,

122.399617

ART

FELIX

PETRUKA

una vibrante scena tecnologica alla periferia della citt di Yaba, un sobborgo di Lagos, in Nigeria, fatta di spazi di co-creazione, laboratori e startup dove molti
giovani lavorano allo sviluppo di progetti interessanti. Non lunico posto che si potrebbe citare, ma certo un eccellente esempio per dire che la prossima Silicon Valley
potrebbe essere africana.
La connessione globale a internet consentir a molti luoghi del pianeta di vedere la nascita di idee innovative, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Sta gi succedendo proprio
a Yaba dove questo fermento ha non a caso assunto il nome di Yabacon Valley e in altre parti del
mondo. Una volta che le persone sono online, per creare cose e far s che diventino davvero grandi
e globali, a loro serve poco, nientaltro che un piccolo team di volenterosi. Credo sia assolutamente
plausibile immaginare che la prossima Instagram, oppure qualsiasi altra nuova invenzione dal successo planetario, possa venire da zone di questo tipo.
Internet, che riuscita a connettere quasi tutto il pianeta e ad accorciarne le distanze, ormai
diventata il medium globale per eccellenza. Anche se il percorso verso una connessione universale
non del tutto compiuto. Negli anni a venire vedremo andare online un miliardo (magari anche due)
di nuove persone, pi rapidamente di quanto avremmo potuto aspettarci e grazie soprattutto ai dispositivi mobile. Siamo ancora ben lontani dallaver connesso il mondo intero, insomma, per sono
certo che ci arriveremo molto presto.
I principali ostacoli tecnici alla costruzione di questa fondamentale connessione globale sono
gi stati risolti. I segnali che vanno in questa direzione sono molti: nel giro di breve tempo verranno
lanciati smartphone ancora pi economici e in grado di raggiungere utenti che, ora, si trovano molto
in basso nella scala economica. Lo stesso vale anche per le infrastrutture in tutto il mondo: servono
pi cavi di fibra ottica che partano da zone del pianeta gi ben connesse e pi internet in mobilit e
telefonia mobile. Non ci sono per pi limitazioni specifiche, in questo senso, e mi sembra ovvio che il
processo possa concludersi al massimo entro i prossimi cinque o dieci anni.
A parte gli aspetti tecnici, prima di poter garantire un vero accesso globale a internet dobbiamo comunque finire di superare alcune questioni sociali e politiche. Sappiamo fin troppo bene come
i governi di diversi paesi cerchino di far passare leggi che mirano a cancellare le garanzie di accesso
libero al web. La censura, per esempio, continua a porre dei problemi seri: se vogliamo assicurarci
questa connessione realmente planetaria, dobbiamo riuscire a risolverli. La mia speranza? che si
stia andando verso un futuro con meno sanzioni sulla rete. Per dobbiamo essere consapevoli che i
pericoli non mancano. Nemmeno nelle democrazie pi compiute.

WIRED

PRIM AVER A

2016

Il Parlamento europeo dovrebbe rivedere il diritto alloblio la garanzia che prevede la non
diffondibilit e la rimozione di contenuti pregiudizievoli dagli indici dei motori di ricerca dato che
dal punto di vista giuridico, essendo stato delineato in base a principi che esistevano ben prima della
nascita di Google, prevede insufficienti garanzie. Sono convinto, per, che gli estensori non abbiano
mai pensato o affermato che questa salvaguardia fosse da usare contro i giornali o le enciclopedie.
A proposito di enciclopedie, questanno festeggiamo il quindicesimo compleanno di Wikipedia. Lobiettivo che ci siamo posti sin dallinizio intrinsecamente globale: da sempre invitiamo a
unirsi a noi persone di tutto il mondo e che parlano ogni lingua. La nostra missione consistita e consiste nel fornire unenciclopedia a tutti e nella loro lingua madre: oggi siamo un progetto che parla
pi di 300 idiomi. Nel perseguire questo obiettivo abbiamo costantemente tenuto un approccio davvero planetario, ma non labbiamo ancora raggiunto. Dobbiamo iniziare a pensare a lungo termine e
per questo stiamo per lanciare una nuova campagna mirata alla creazione di un Endowment Fund, un
Fondo di dotazione. Noi consideriamo Wikipedia unistituzione culturale al pari di ununiversit o
di una biblioteca: perci vogliamo raccogliere finanziamenti ulteriori da destinare a una governance
separata, per salvaguardarne il futuro e far s che sopravviva per i prossimi cento anni.
Perch, per esempio, ci sono lingue che non abbiamo per ora coinvolto. Dobbiamo farlo, se vogliamo essere davvero una rappresentazione globale della conoscenza. Al mondo esistono 330 idiomi
che vengono parlati da almeno una persona; su Wikipedia alcuni non sono per il momento del tutto
disponibili oppure hanno un numero di lemmi davvero ridotto. Dobbiamo quindi fare ancora tanto,
soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Infine, solo il 15% dei contenuti in inglese. Credo si tratti di
un particolare molto significativo ed emblematico: la stessa internet, nella sua interezza, sar sempre
meno inglese-centrica e dipendente dalle nazioni occidentali.
Anche se la maggior parte del web oggi un territorio commercializzato, esiste ancora molto
spazio per progetti come Wikipedia. Noi abbiamo attivamente contribuito a costruire uninternet
diversificata, credo, e dobbiamo impegnarci a preservarla. Per riuscirci, abbiamo bisogno di persone
giovani che creino nuove cose basate sulla medesima etica. In questo modo, la geografia del web e
dellinnovazione verr completamente riscritta.

WIRED

PRIM AVER A

2016

ITALIA
1

Marina di Pisa (Pi)

pag. 32

Altamura (Ba)

pag. 40

Citt del Vaticano

pag. 41

Guastalla (Re)

pag. 42

Vicenza

pag. 43

Budrio (Bo)

pag. 44

Varese

pag. 45

Pisa

pag. 46

Favara (Ag)

pag. 47

10

Lodi

pag. 48

11

Tra LAquila e Teramo

pag. 49

CAPITOLO

QUADRANTE

K4

ITALIA

LUOGO

COORDINATE

MARINA

TESTO

DI

PISA

DI

MARCO

(PI)

43.669962

FOTO

MALVALDI

GPS

N,

10.275272

DI

BARBARA

OIZMUD

MAPPA

S E D I I N I TA L I A E I N I N G H I LT E R R A

D L AV O R O A 2 5 D I P E N D E N T I E H A

E N E R G Y N E L 2 0 0 8 . LA Z I E N D A O G G I

F O N D AT O L A S TA R T U P 4 0 S O U T H

MICHELE GR ASSI, 45 ANNI, HA

MOTO PERPETUO

LE ONDE DEL MARE,

UNA FONTE INFINITA

DI ENERGIA CHE NESSUNO


AVEVA MAI CAPITO COME
SFRUTTARE. FINCH UN
MATEMATICO NON SI

INVENTATO UNA MACCHINA

PER TRASFORMARLE

IN ELETTRICIT

isa, estate 2014. Ho da poco installato un meraviglioso impianto solare da 3 kiloWatt,


e ne vado molto orgoglioso. C solo un piccolo particolare: piove ininterrottamente
da un mese. Una volta avevo letto che la forma di energia pi efficiente da convertire
quella idrica: certo, necessita di grandi altezze (lenergia va come il quadrato dellaltezza da cui casca lacqua), ma in molti casi si riesce a convertire in elettricit circa
met della potenza del moto. Se il risultato vi pare scarso, tenete conto che qualsiasi
conversione di energia termica al massimo pu raggiungere il 33%, e che la vostra automobile a benzina ha un rendimento di circa il 25%.
Per cui, per distrarmi, provo a calcolare quanta energia riuscirei a estrarre dalla pioggia, se
riuscissi a raccoglierla sul tetto e la facessi scorrere dalle grondaie da unaltezza di 10 metri. Il risultato non troppo confortante: con un tetto da 100 metri quadrati, posto a unaltezza di 10 metri,
supponendo una pioggia da 30 millimetri allora (cio, un nubifragio) ottengo in un giorno pi o meno
lenergia necessaria per caricare il cellulare.
La quantit di energia portata dallacqua dipende, vero, dallaltezza da cui casca; ma dipende, ancora di pi, dalla sua densit. Ora, anche il pi violento dei nubifragi ha una densit ridicola
rispetto allacqua come sostanza pura. Con lenergia della pioggia non si va molto lontano, quindi.
Bisognerebbe sfruttare lenergia del mare. Delle maree, per esempio, o delle onde.
La stessa cosa che venuta in mente, circa dieci anni fa, a Michele Grassi, matematico laureato
alla Scuola Normale Superiore di Pisa, osservando il rollio di una barca al largo. un peccato che tutta quellenergia, lenergia delle onde, vada sprecata. Ci deve essere un modo per sfruttarla, e Grassi
lo individua. Unonda, a livello sottomarino, si traduce in una differenza di pressione: detto in parole
povere, unonda pi alta del livello del mare davanti e dietro a s, e quindi contiene pi acqua. La
colonna dacqua sotto londa ha un peso maggiore, e questo causa una pressione sottomarina.
Sfruttando leffetto di questa pressione su un meccanismo mobile, si pu pensare di convertire
lenergia meccanica in energia elettrica. Niente di difficile, e non c nemmeno da cercare troppo lontano: il principio della dinamo stato inventato proprio qui, dal fisico Antonio Pacinotti, allincirca
un secolo e mezzo fa.

WIRED

PRIM AVER A

2016

34
35

uello che succede dopo, in Italia, ha dellincredibile. Grassi rinuncia al caro vecchio posto fisso (allUniversit di Pisa, non in fonderia) e si butta cervello e corpo nellimpresa. Fonda una societ, fabbrica prototipi, cerca collaborazioni. La prima arriver con
Enel Green Power, che contribuir a una parte delle risorse finanziarie necessarie per
linstallazione di un prototipo di R115 al largo di Punta Righini, vicino a Castiglioncello. La macchina necessita di un fondale profondo almeno 40 metri, e produce 100 kW
di potenza il fabbisogno di 80 famiglie, detto in termini umani.
La cosa migliorabile? Pare di s. La prima macchina di Grassi, la R115, sfrutta la pressione
delle onde di alto fondale per produrre un moto circolare. Per questo, il dispositivo ha bisogno di una
profondit maggiore di quaranta metri. Ma una differenza di pressione come quella causata dallonda, in basso fondale causa una spinta prevalentemente orizzontale: lacqua sotto londa ha una diversa densit rispetto a quella davanti o dietro allonda. Nasce cos H24, un modulo lungo fino a ventiquattro metri provvisto di una sorta di vela che londa di pressione sottomarina fa scorrere su un
binario. Allinterno del modulo, dei meccanismi appositi trasformano lenergia cinetica (il moto della
vela) in energia elettrica. Tutto questo fornisce 50 kW di potenza a sei metri di profondit.
Sei metri molto molto meno di quaranta. Pi facile da installare (un piccolo pontone e una
coppia di sub lo posano in un paio dore) e soprattutto, pi facile trovare posti in cui installarlo. La
potenzialit di questo modulo sta infatti nella sua estrema versatilit: H24 si pu installare a poca
distanza dalla costa. Ora, lItalia ha pi di settemila chilometri di coste.
Supponendo di posare uno di questi oggetti ogni trentacinque metri (in realt possibile metterli parecchio pi vicini senza interazioni) questi produrrebbero lammontare di circa 10 gigawatt di
energia. Dieci centrali nucleari di medio cabotaggio, pi o meno. Appurate le possibilit, passiamo al
costo: un aspetto che quando si parla di energia non va troppo sottovalutato. La potenza nominale di
questo impianto di 50 megawatt, e il suo costo al momento di circa 200.000 euro (installato, chiavi
in mano), il che significa che ogni watt di potenza ha un costo di installazione di circa 4 euro. Un po
meno delleolico domestico (6 /W) ma parecchio di pi rispetto al grande eolico a terra (i grandi
parchi eolici producono al costo di 1,5 /W) e al solare.

C A P.

ITALIA

Parliamo di potenza nominale, ovvero la massima potenza che lapparato sprigiona in condizioni di funzionamento ideale. Quello che bisogna considerare, per, la potenza media. Un parco eolico funziona quando c vento: duemila ore lanno, nelle zone pi sfigate dItalia, cio circa un quarto
del tempo. Peggio ancora il solare: lefficienza media del pannello solare circa del 16%.
Con le onde, invece, va meglio. Le fluttuazioni marine in grado di muovere lapparecchio sono
molto pi frequenti di quelle ventose, e non c bisogno di sole per riscaldarle e renderle pronte allo
sforzo. Si calcola che lefficienza media del dispositivo sia circa del 30%, e se ho capito bene una stima prudenziale. Paragonando i costi di installazione in euro per watt medio, un watt H24 verrebbe
prodotto al costo di installazione di 12 euro, mentre quello di un grande eolico ne costa 6 e quello di
un solare 8. Per non parlare delleolico domestico, che ne costato 24.
Leolico a terra pi conveniente, certo. Per un dispositivo come quello di Grassi si pu installare ovunque. Non si vede e non ha impatto ambientale ( di vetroresina, ha lo stesso impatto di
una barca, anzi meno: ci sono varie certificazioni comprovanti, come vedremo). Un po meglio degli
ecomostri eolici, quindi.

iccome sono un rompicoglioni, e la cosa mi sembrava troppo bella per essere vera, ho
fatto a Grassi alcune domande. La prima domanda semplice: questi oggetti sono sottomarini, il che significa corrosione e arrugginimento. Di quanta manutenzione hanno bisogno questi oggetti? Secondo Grassi, non molta. Il problema della corrosione si
ha in realt quando un oggetto (tipicamente, un oggetto di metallo) viene continuamente immerso in acqua e tirato fuori. Lazione elettrolitica dellacqua e quella chimica dellossigeno, combinate, possono fare danni. Il modulo fatto invece di fibra di vetro, che non
conduce e non arrugginisce, e sulla quale gli organismi marini sono in grado di allignare e crescere.
Da chimico, mi tocca dargli ragione. Uno a zero per lui.
La seconda domanda un pochino pi bastarda: un essere umano, un sub, o un povero delfino,
una di quelle tenere creature del cui destino ci preoccupiamo mentre trangugiamo un bel filetto di

WIRED

PRIM AVER A

2016

C A P.

ITALIA

P U L I TA D A L M O T O D E L L E O N D E

P R O F O N D I T E R I C AVA E N E R G I A

FONDAL E MARINO A 6 ME T RI DI

L A MACCHINA H24 SI ADAGIA SUL

36

37

WIRED

PRIM AVER A

2016
DI EQUIT Y CROWDFUNDING

F I N A N Z I A N D O L E C O N U N A C A M PA G N A

QUAN T E PI MACCHINE H24,

I N S TA L L A R E A M A R I N A D I P I S A

M I C H E L E G R A S S I C O N TA D I

38
39

tonno, potrebbero rimanerci impigliati o incastrati, e lasciarci le penne. Anche qui, no. E non solo
secondo Grassi, visto che lanalisi dei rischi posti dal modulo ha ricevuto la certificazione Rina (Registro Italiano Navale), un ente noto per la sua particolare severit. Qui, da chimico, mi tocca fidarmi.
La terza domanda fetente: in Portogallo pochi anni fa hanno costruito un oggetto simile, il
Pelamis Energy Wave Converter. Un mostro in grado di generare 750 kW. Sono falliti in pochi anni.
Certo che sono falliti, risponde Grassi. Pelamis era un mostro che solo di installazione costava 5,6
milioni di dollari. Il nostro modulo costa venti volte meno. una spesa affrontabile da una piccola
comunit. Piccola comunit? S, la scommessa ulteriore di Grassi questa.

l coronamento ideale del progetto di Grassi, che propone la possibilit di formare una
smart community, in cui una piccola realt (come un paese di provincia, per esempio:
pare che in Italia abbondino) si fornisca di una serie di elementi per produrre da sola
la propria energia esclusivamente da fonti rinnovabili, coinvolgendo gli abitanti, i turisti, gli utenti del porto tramite il crowdfunding. Se volete la mia opinione, questo
un vero progetto.
Un progetto organizzativo, ma basato su solide innovazioni tecnologiche, non la solita aria fritta in cui si presenta un progetto in cui si mescolano le due o tre cose che sappiamo fare con quelle che
sa fare il tizio che ci siamo trovati accanto a cena due sere prima, e speriamo che funzioni.
solo la mia opinione. Spero di non confondere la speranza con la convinzione, ma sono convinto che in questo ambito la mia opinione abbia qualche valore.

C A P.

ITALIA

CAPITOLO

I MURI DEL SUONO

ITALIA

LUOGO

ALTAMURA

COORDINATE

(BA)

GPS

40.822391

CATEGORIA

PAROLE

ARCHITETTURA

IL

Cosa ci fa ad Altamura,
in provincia di Bari,
un edificio ispirato a
quella pietra miliare del
progressive rock che
lalbum del 1969 In the
Court of the Crimson King
dei King Crimson?
I cittadini se lo chiedono
ogni giorno attraverso
un dibattito sul rapporto
tra le rassicurazioni del
passato e il dovere di
immaginare la forma (e il
colore) del futuro. Questa
innovativa ristrutturazione
di un edificio dangolo si
chiama The Seed of Time
(il seme del tempo) ed
una recente (ottobre 2015)
realizzazione dello studio
italo-olandese GG-loop,
guidato da Giacomo
Graziano (classe 1981).
Il rosso cremisi e la
facciata hi-tech, combinati
in un cappotto di design
fatto di prismi
in bassorilievo, fanno
di The Seed of Time una
casa-museo con spazio
sculturale che richiama
il ritmo complesso di
quellalbum dei King

Crimson (che nel 69


contribu a definire
la musica progressiva).
La sua architettura, infatti,
alterna momenti in cui
le superfici sono plastiche,
per richiamare
il succedersi asincrono
della batteria, e lisce,
quasi a evocare il suono
di chitarre elettriche
e melodie dolci.
Ledificio si divide in due
movimenti, come li
definisce lo stesso autore,
Giacomo Graziano:
Lesterno si chiama
Gentle Genius e linterno
The Infection. Il primo
comunica protezione,
il secondo richiama
la cura degli interni.
Questi due elementi
sembrano scontrarsi alla
ricerca di un equilibrio
conscio e inconscio,
percezione e pensiero
e ricordano la prospettiva
semiotica di Rudolf
Arnheim, nella quale non
c alcuna differenza
tra quando una persona
osserva direttamente il
mondo e quando invece
siede con gli occhi chiusi
e pensa.
Dalle cene della borghesia
fino ai bar della periferia,
lintera comunit
altamurana si divisa
su un nuovo modo di
immaginare la citt,
alimentando la propria
consapevolezza sulle
potenzialit innovative
anche dei luoghi quotidiani:
come quello in cui appunto
sorge ledificio di GG-loop.

N,

16.557737

CHIAVE

SEME

DEL

TEMPO,

KING

CRIMSON,

PROGRESSIVE

The Seed of Time


e la filosofia che sottende
a questo progetto ha
soprattutto un merito,
per i cittadini diventato
un nuovo monito su uno
dei punti pi deboli
e meno risolti della cultura
contemporanea nel
nostro paese: il rapporto
con linnovazione e la
responsabilit dei singoli
nella definizione del futuro.
Costretta a prendere
posizione sullopportunit
dellintervento, la comunit
ha dovuto necessariamente
confrontarsi sia con
il contesto sia con
lidentit urbana; ma anche
occuparsi del rapporto
con la tradizione e la sua
possibilit di evoluzione.
Questo corollario reso
ancor pi significativo
e forte da un particolare
tuttaltro che trascurabile:
che tutto questo avviene
nel Meridione, in Puglia,
dove una provincia capace
di sentire il ritmo delle
forme si sta chiedendo
cosa sia il progresso.

FABIO

CIARAVELLA,

FRANCESCO

LIPARI

ROCK,

STUDIO

GG-LOOP

QUADRANTE

MAPPA

CAPITOLO

O6

QUADRANTE

MAPPA

L6

ITALIA

L A S T O R I A S A LV ATA D A L G R A F E N E

LUOGO

CITT

CATEGORIA

DEL

COORDINATE

MICHAEL

SIEBER

ARTE,

SCIENZA

GPS

41.903300

PAROLE

VATICANO

N,

12.453300

CHIAVE

CONSERVAZIONE,

Siamo nel sottosuolo


del Cortile della Pigna,
nellArchivio Segreto
Vaticano. Attorno a noi,
85 chilometri quadrati
di scaffali dove, catalogati
a uno a uno, poggiano
i registri, le buste, i faldoni
e le pergamene con
impresse le tappe fondanti
della nostra storia.
I pi importanti sono
blindati in un bunker
a temperatura e umidit
regolate per mantenere
intatte le chiavi della
nostra cultura, come
i preziosi documenti
del processo a Galileo.
Eppure anche l sotto,
secoli di parole, leggi
e decisioni rischiano
di sfaldarsi riducendo
in polvere i simboli del
nostro sapere. A tentare
di bloccare le lancette
dellorologio sono alcuni
scienziati che, camice
bianco e dispositivi per
analisi portatili, si aggirano
per le sale. Una delle idee
pi promettenti venuta
a GraN Hub, startup che
intende fermare il tempo
usando un materiale
da Nobel: il grafene.
Questo elemento a base
di carbonio, sottile quanto
un atomo, ha dimostrato

GALILEO

GALILEI

di potersi comportare
come una spugna che
assorbe e neutralizza
gli inquinanti dannosi
per documenti e opere
darte. Grazie a piccoli
adattamenti chimici,
pu persino essere
ingegnerizzato ad hoc per
intervenire su ogni singolo
tallone dAchille, sia esso
una patina salina, unalga
o il residuo tossico di
un restauro precedente.
Oltre a curare, potrebbe
funzionare da anti-aging,
cio da trattamento
preventivo contro
linvecchiamento di beni
storici e artistici.
Dopo aver restaurato
con il nanomateriale la
Chartula di San Francesco,
uno dei simboli pi antichi
della dottrina francescana
e riportato alla luce
alcune pitture murali di
Ercolano, ora gli scienziati
sono impegnati in una
partnership con il Vaticano
per salvare manoscritti
autografati nientemeno
che dallo stesso Galileo
Galilei. Anche le vie della
scienza sono infinite.

ALICE

PACE

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

GUASTALLA

K3

UN NIDO A FORMA DI BALENA

ITALIA

COORDINATE

(RE)

ARCHITETTURA

INFANZIA,

N,

10.666712

CHIAVE

LEGNO,

SOSTENIBILIT

MORENO

MAGGI

PAROLE

Ha vinto il premio speciale


di Legambiente, che
valorizza esperienze
e idee per generare nuova
bellezza: il Nido dinfanzia
Guastalla oggi il fiore
allocchiello delledilizia
scolastica italiana grazie
a un uso intelligente delle
tecniche costruttive in
legno e a un moderno
utilizzo degli spazi
didattici.
Il tutto allinterno di
unarchitettura che si ispira
al ventre della balena
di Pinocchio.
il 20 maggio 2012
quando lEmilia viene
colpita duramente dalla
violenza di un sisma che,
nel silenzio della notte,
uccide 27 persone.
I danni interessano ben
59 Comuni e sono cos
ingenti da modificare la
quotidianit di oltre un
milione di cittadini.
Nella sola Provincia
di Reggio Emilia viene
dichiarato inagibile il 13%
delle scuole, tra le quali
i due asili nidi comunali
dellinfanzia di Guastalla,
Pollicino e La Rondine,

GPS

44.916724

CATEGORIA

MAPPA

che la nuova balena


ha adesso sostituito.
Nata dalla creativit dello
studio bolognese Mario
Cucinella Architects (Mca),
vincitore di una gara ad
evidenza pubblica indetta
dal Comune, la nuova
struttura educativa
frutto di una progettazione
partecipata che ha incluso
anche pedagogiste ed
educatrici insieme ai
genitori dei bambini.
Richieste e consigli
legati allesercizio della
quotidianit, infatti,
si sono tramutati nella
forma flessuosa degli
interni, nellorganizzazione
spaziale, nella scelta dei
materiali e nellinsieme
delle percezioni sensoriali
legate alla luce.
Progettato per valorizzare
al meglio laspetto

educativo e creativo, il
Nido, capace di accogliere
fino a 120 bambini da 0
a 3 anni, presenta soluzioni
tecnologiche e strutturali
di eccellenza che puntano
sullutilizzo del legno
lamellare e su tecniche
di recupero energetico.
La configurazione
geometrica dellasilo
si presenta come un
parallelepipedo a un piano
fuori terra lungo 78 metri
e profondo 18, scandito
da 50 telai portanti in
legno di abete di forma
irregolare ed eseguiti
con macchine a controllo
numerico che poggiano
su una fondazione a platea
nervata in calcestruzzo
armato. La coibentazione
dei fronti opachi nord, est e
ovest, abbinata allimpiego
di un vetrocamera ad alte

prestazioni sul fronte sud


e al recupero dellacqua
piovana a fini scolastici,
nonch allinstallazione in
copertura di un impianto
fotovoltaico, hanno
limitato il ricorso a sistemi
meccanici per soddisfare
il fabbisogno energetico
del Nido, consentendo
cos alledificio di essere
certificato in classe
energetica A.

FABRIZIO
FRANCESCO

AIMAR,
LIPARI

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

COORDINATE

VICENZA

45.546720

CATEGORIA

PAROLE

HI-TECH

GIOIELLI,

Dalla piccola bottega


artigianale alla grande
industria, nella zona di
Vicenza sono circa un
migliaio le aziende che,
in qualche modo, vedono
la propria attivit legata
al mondo della gioielleria.
Per questo la citt veneta
conosciuta come uno
dei tre principali distretti
italiani delloro, insieme
a Valenza Po e Arezzo.
La sua fiera annuale,
VicenzaOro, tra
gli appuntamenti pi
importanti del settore
a livello internazionale:
il dominio ancora
saldamente italiano in

L2

1 8 C A R AT I I N 3 D

ITALIA

MAPPA

GPS

N,

11.547500

CHIAVE

MICROSFERE,

quanto a stile e tendenze,


come del resto nel campo
dellinnovazione.
Perch la bellezza di
un gioiello potr anche
essere eterna ma gli studi
su materiali e metodi
di produzione sono in
continua evoluzione.
La stampa in 3D, per
esempio, una soluzione
molto interessante che
potrebbe facilmente
aggirare buona parte
dei limiti cui i processi
produttivi ancora oggi
utilizzati devono continuare
a sottostare. Si pensi alla
fusione a cera persa, che
porta alla costruzione di
uno stampo dentro cui
versare il metallo fuso:
un metodo in uso sin
dalla notte dei tempi,
eppure ha ancora i suoi
vantaggi...

OREFICERIA.

Ma quando si guarda alla


personalizzazione di un
prodotto? impensabile
creare uno stampo
differente per ogni minima
variazione, spiega Andrea
Friso, division product
manager di Legor Group,
azienda specializzata in
chimica e metallurgia.
Al contrario, sarebbe
facilissimo modificare un
progetto digitale realizzato
con Cad o software
analoghi, quindi stampare
il tutto apportando le
modifiche desiderate.
Per questo Legor Group
ha investito nella ricerca
di soluzioni per
perfezionare la stampa in
3D dei gioielli e ha lanciato
sul mercato Powmet,
una polvere metallica per
additive manufacturing
(un processo produttivo

che prevede la fusione


di strati di polvere
per realizzare oggetti
tridimensionali) ottenuta
attraverso un processo di
atomizzazione delle leghe
metalliche.
Si tratta, in sostanza,
di microsfere dargento,
di bronzo e soprattutto
doro giallo o bianco, a 18
carati, totalmente nichel
free. Vengono distribuite
a strati dalla stampante,
che poi fonde con un laser
solo e solamente le parti
necessarie alla creazione
del gioiello stesso.
un processo in continuo
miglioramento, applicabile
a una miriade di progetti
differenti, aggiunge
Andrea Friso.
Abbiamo ricostruito
per esempio lantico
Gioiello di Vicenza,
una riproduzione in scala
del centro cittadino
del 1578 che era andata
distrutta in epoca
napoleonica.
Il gioiello di circa 58
centimetri di diametro,
per un totale di 15 chili
di argento, stato ricreato
in digitale, quindi stampato
in ogni sua parte
e riassemblato.
stato esposto anche
a Expo, come prova delle
grandissime potenzialit
di questa tecnologia.

FILIPPO

PIVA

CAPITOLO

PROTESI DA RECORD

ITALIA

LUOGO

BUDRIO

COORDINATE

(BO)

GPS

44.537755

CATEGORIA

PAROLE

SPORT

GIOCHI

A poco pi di 20 chilometri
a est di Bologna c un
luogo in cui le persone
che hanno subito
unamputazione tornano
a camminare. Non solo,
qualche volta riescono
ad andare cos veloci che
finiscono per qualificarsi
ai Giochi olimpici.
Il polo Arte Ortopedica
di Budrio, infatti, raccoglie
alcuni dei centri pi
importanti dItalia per
le protesi e segue atleti
di altissimo profilo.
Qui, per esempio,
hanno trovato il modo
di restituire a Beatrice
Vio il suo fioretto.
Colpita da meningite acuta
quando aveva 12 anni,
la giovanissima
campionessa paralimpica
oggi la prima persona
al mondo a tirare
di scherma, nonostante
le amputazioni alle gambe
e degli avambracci.
La protesi che glielo
permette si innesta sul
moncone con una cuffia
imbottita e con un perno
di ancoraggio; inoltre ha
uninvasatura in cui si
inserisce direttamente
il fioretto.
Beatrice detta Bebe
cos forte che, quando
aveva appena 15 anni,
le sue rivali internazionali

hanno provato a fermarla:


sostenevano che quella
stessa protesi
le concedesse un
vantaggio nella presa
sullarma e chiedevano
ma senza successo
che venisse inserita nella
categoria C, quella in cui
competono le persone con
invalidit meno gravi.
A 19 anni ha gi vinto tutto:
un campionato mondiale,
un europeo e ogni singola
competizione disputata
nel 2015. Ora punta decisa
alloro paralimpico.
Accanto a lei, Arte
Ortopedica segue anche
altri ragazzi del team
di Art4Sport, la onlus
fondata dai genitori
di Bebe per permettere
a bambini e ragazzi
con disabilit di svolgere
attivit sportiva:
fra laltro, finanzia
carrozzine e protesi
che non sono passate
dalla mutua. Tra loro c
anche Veronica Plebani,
canoista e snowboarder
di ventanni che, dopo
aver partecipato ai Giochi
invernali di Sochi 2014
in Russia, ora pronta a
partire per quelli estivi
di Rio 2016.
Punta al podio pi alto
anche Martina Caironi,
venticinquenne di Alzano
Lombardo amputata
allaltezza del femore
sinistro dopo un incidente
stradale e seguita dal
Centro Inail di Vigorso
di Budrio; gi oro nei 100
metri T42 alla Paralimpiade

N,

11.534573

CHIAVE

OLIMPICI,

ORTOPEDIA,

PARALIMPIADI,

PERSONALIZZAZIONE

QUADRANTE

MAPPA

L3

CAPITOLO

QUADRANTE

MAPPA

I2

ITALIA

GIOCANDO IN CASA

LUOGO

CATEGORIA

VARESE

VIDEOGAME

COORDINATE

di Londra e al Mondiale
di Doha 2015, tuttora
detentrice del record del
mondo nei 100 e nei 200.
Insieme a lei, oltre agli
undicimila pazienti trattati
ogni anno dal Centro,
ci sono anche altri atleti
che puntano
alle Paralimpiadi.
Come il lunghista
Roberto La Barbera
(gi argento del salto
in lungo ad Atene 2004
e pronto a una nuova
avventura a 49 anni),
Claudio De Vivo (argento
italiano nei 60, 200
e 400 metri) e Monica
Contrafatto, soldatessa
che nel 2012 ha perso
una gamba in un attentato
in Afghanistan e che ora
sogna di staccare il pass
paralimpico nei 100 metri
dopo aver corso la finale
mondiale a Doha accanto
a Martina Caironi.
Grazie ai sofisticati
dispositivi brevettati
e costruiti dalle
multinazionali del settore
come Ottobock e ssur
(anchesse presenti
a Budrio con le rispettive
sedi italiane) i centri
sviluppano soluzioni
personali e su misura.
E i risultati sempre
pi esaltanti per lo sport
italiano si vedono.

GABRIELE

LIPPI

GPS

45.819445

PAROLE

N,

8.822412

CHIAVE

INDUSTRIA,

UNIVERSIT,

Ma veramente lindustria
dei videogame in Italia
pressoch inesistente
e le poche realt che la
rappresentano sono un
esempio dellarretratezza
economica e digitale del
paese? A guardar bene
sorgono dei dubbi.
Studi come Milestone,
Ovosonico, Forge Reply
e Digital Tales oggi
aumentano organici
e produzione. LUniversit
Statale di Milano inaugura
il terzo anno di laurea
magistrale in Game
Design. Da citare poi
il finanziamento privato
(1,44 milioni) di Digital
Bros a Ovosonico, che
consentir allo studio
varesino di annunciare,
questanno, il successore
del videogame Murasaki
Baby e gestire pi progetti
mantenendo lautonomia
creativa.
Il pessimismo della stampa
spesso delinea un quadro
negativo ma dimentica per
esempio i tutorial musicali
dei nostri sviluppatori in
cui si distruggono citt
come Tonzilla di Krur;
o i simulatori di rivolte
che sono osservatori
antropologici quale Riot,
di Leonard Menchiari,

USTICA

pronto per questa estate.


Accanto a Milestone,
che pu permettersi
di (far) giocare insieme
a Valentino Rossi
attraverso il suo videogioco
ufficiale, spuntano
manifesti extra-ludici
come Progetto Ustica,
simulazione
in realt virtuale del volo
IH870. Finanziato in
crowdfunding e sviluppato
in collaborazione con
lAssociazione Parenti delle
Vittime della Strage di
Ustica, la testimonianza
di come il gioco possa farsi
strumento di impegno
civile e di memoria.
Chiaro, della maggior
parte di tanti progetti
impossibile prevedere
il successo, di alcuni
difficile anche garantire
luscita. Ma sullimpegno
di tutti ad accrescere
lindustria del Game in
Italy, oggi si pu giurare.

EMILIO

COZZI

CAPITOLO

QUADRANTE

ITALIA

K4

R O B O T, M A N I E T E N TA C O L I

LUOGO

COORDINATE

PISA

43.721439

PAROLE

SCIENZA

POLIPO,

GPS

N,

10.402432

CHIAVE

SANTANNA,

SENSIBILIT,

TATTO

PRENSILIA.COM

CATEGORIA

MAPPA

Libri di fantascienza a
parte, replicare ci che
esiste in natura unarte:
unarte che si impara
alla Scuola Superiore
SantAnna di Pisa, a
contatto con i progetti
di replica pi evoluti del
mondo. Dove neanche
il gesto pi scontato, sotto
questottica, resta privo
di complessit e
meraviglia. Per esempio,
chi sa quanta scienza
bisogna scomodare per
riprodurre artificialmente
una stretta di mano?
Perch proprio la mano,
qui, la protagonista
indiscussa, visto che

lobiettivo realizzarne
la replica perfetta,
nellaspetto e nelle
capacit, per quanti hanno
subito unamputazione.
In questi laboratori c
tutta la storia che ha
portato a dita artificiali
sempre pi flessibili
e libere di muoversi,
a prese sempre pi
calibrate, a materiali
sempre pi leggeri e,
negli ultimi anni, a mani
robotiche comandate
dal pensiero. Non solo.
Nei modelli recenti
presente anche il senso
del tatto: chi li indossa
pu percepire forma e
consistenza di ci che
stringe. Nuovi software
in grado di codificare in
modo sempre pi raffinato
le sensazioni permettono
di distinguere la ruvidit

delle superfici che toccano


e classificarne il materiale,
siano esse lisce o irregolari,
di vetro oppure velluto.
Non solo lessere umano
la creatura da replicare.
Lultima frontiera dello
sviluppo, alla SantAnna,
si ispira a organismi meno
antropomorfi: come i
molluschi, privi di scheletro
e con motilit lontana dalla
nostra. il mantra della
soft robotics, la robotica
morbida che attraverso
materiali elastici, gommosi
e deformabili converte in
nuove tecnologie i principi
fondamentali della natura
e scardina le regole in
un processo che, per
creativit, fa nuovamente
pensare allarte.
Lultimo prototipo un
grosso polpo animato
in silicone, realizzato dopo

mesi trascorsi a studiare


tentacoli e ventose dei
nostri cefalopodi:
un essere, tra i pi
sofisticati mai progettati
finora, che far forse
da apripista a una
nuova specie di creature
subacquee in grado
di esplorare fondali,
recuperare oggetti,
prestare soccorso quando
per luomo impossibile.
E che, perch no, prester
uno dei tentacoli alla
medicina fino a evolversi
in uno strumento
chirurgico pi delicato,
intuitivo e sicuro di
quelli tradizionali.

ALICE

PACE

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

FAVARA

M9

I L F U T U R O PA R T E DA S E T T E C O R T I L I

ITALIA

COORDINATE

(AG)

GPS

37.313504

PAROLE

SOCIET

ARTE,

N,

13.658176

CHIAVE

CENTRO

SOCIALE,

TURISMO,

UTOPIA

FARM

CULTURAL

PARK

CATEGORIA

MAPPA

Il 25 giugno 2010 sulla


cittadina di Favara, a pochi
minuti dalla meravigliosa
Valle dei Templi di
Agrigento, si abbatte
il progetto Farm Cultural
Park. Una deflagrazione
buona: in appena
duemila giorni produrr
un cambiamento cos
intenso, allinterno di
uno dei contesti siciliani
pi dilaniati da cemento
e mafia, da essere
paragonato alla somma
delle metamorfosi
avvenute nellintera
provincia in un ventennio.
Farm Cultural Park
linnovazione territoriale

del notaio Andrea Bartoli


e della moglie Florinda
Saieva, che decidono di
acquistare alcune casette
fatiscenti nel centro storico
e costruirci un sogno.
Stanca di attendere
che le promesse altrui
si realizzassero, la coppia
siciliana ha deciso di non
trasferirsi in una capitale
europea, ma di restare
e donare la loro visione
a 32mila fortunati cittadini,
realizzando tra i vicoli
di matrice araba della citt
il loro pezzo di mondo
nuovo. Una scelta in
apparenza folle che,
in realt, porta i due
visionari a realizzare
unutopia: trasformare
il centro storico della citt
nella prima attrazione
turistica contemporanea
dellintera Sicilia.

La Farm, come ormai tutti


la chiamano, ha ristabilito
nei suoi abitanti quello che
in un progetto chiamato
La Citt Emozionale
stato definito Status
Emotivo Minimo (Sem):
la condizione minima
(e necessaria) affinch
i cittadini possano sentirsi
sicuri in un personale
recinto abitativo.
Negli anni, il progetto Farm
Cultural Park si allargato
da piccolo centro
culturale di appena 300
metri quadri, racchiuso
in sette cortili
a complessa e
articolata unit minima
di urbanizzazione di
1700 metri quadrati,
consentendo a Favara di
passare da zero visitatori
a quasi 40mila turisti.
Allinterno, si susseguono

mostre inedite, workshop


su cibo e tecnologia,
talk e presentazioni,
concorsi e installazioni
darte e architettura
contemporanea. Nei suoi
spazi si sono avvicendati
artisti, architetti, creativi
e innovatori di tutto il
mondo che insieme
e lavorando con chi del
progetto ne consente
la reale sopravvivenza,
cio i vecchi residenti
dei sette cortili stanno
contribuendo a definire
un nuovo ecosistema
territoriale di riferimento
per i centri storici
di unintera regione.

FRANCESCO

LIPARI

CAPITOLO

QUADRANTE

ITALIA

COORDINATE

LODI

45.303572

CATEGORIA

PAROLE

FOOD

BIOTECNOLOGIA,

Lautunno del 2005 ha


visto a Lodi la nascita del
Parco Tecnologico Padano:
una realt interamente
dedicata a ricerca e
innovazione, allinterno
della quale si guarda al
futuro dellagroalimentare,
della bioeconomia e delle
scienze della vita, con un
particolare focus sui temi
dellalimentazione e della
produzione di cibo.
Il tema del food, ai nostri
giorni, diventato un perno
fondamentale attorno a cui
gira una serie di tematiche
importantissime, spiega
il direttore generale del
Parco Gianluca Carenzo.
Quelle economiche, certo,
ma anche altre legate alla
salvaguardia dellambiente,
al rapporto tra cibo e
salute, alla prevenzione
delle malattie. Legate a
doppio filo alla genomica
e alle tecnologie inerenti,
esse animano le attivit
quotidiane dei 9mila metri
quadrati del complesso
lodigiano, che oltre ai
laboratori del Cnr e
dellUniversit degli Studi
di Milano ospita alcune tra
le pi innovative startup
italiane del settore.
Il Ptp si muove
sostanzialmente su tre
linee: la prima la ricerca
applicata a temi che

J2

I L P A R C O H I -T E C H D E L LA G R I C O LT U R A

LUOGO

MAPPA

GPS

N,

9.478705

CHIAVE

DNA,

spaziano dalla genetica


vegetale al riciclo, fino alle
agroenergie. La seconda
quella dei servizi b2b,
business-to-business,
con progetti pensati per
le imprese che si trovano
ad affrontare nuove sfide
legate alla tecnologia
alimentare, dai prodotti
Ogm alla tracciabilit del
cibo. Infine c la nostra
attivit di incubatore di
impresa, attraverso cui
forniamo spazi, consulenza
e supporto alle startup
legate allagro-bio-food.
Cos trova spazio per
esempio Italbugs,
la prima azienda italiana
specializzata in processi
di allevamento di insetti
per lalimentazione.
Non basta. Tra i successi
del Parco Tecnologico
Padano ci sono anche un

OGM,

PTP

progetto di coordinamento
delle ricerche internazionali
sullevoluzione del dna
delle capre in relazione
alle condizioni
geoclimatiche del loro
habitat (presentato al
G8 dellagricoltura di
Washington lo scorso
aprile con il nome di Goat
AdaptMap); e il pi recente
DemoField, che durante
il periodo dellExpo ha
trasformato un ettaro
di terreno, nelle immediate
adiacenze del parco,
in un laboratorio a cielo
aperto per sperimentare
e illustrare le pi recenti
innovazioni agrotecniche
nelluso efficiente
dellacqua e nella gestione
integrata delle colture.
Guardando al futuro
del cibo, la parola chiave
non pu che essere

sostenibilit: sia per


i prodotti sia per i processi
produttivi.
Per questo, al Parco
Tecnologico Padano
crediamo nellimportanza
assoluta della ricerca su
biotecnologie, bioeconomia
ed economia circolare,
con lobiettivo di coniugare
le produzioni e il rispetto
per il territorio.

FILIPPO

PIVA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

TRA

COORDINATE

LAQUILA

M5

D E N T R O L A M O N TA G N A D E I N E U T R I N I

ITALIA

TERAMO

GPS

42.419775

PAROLE

CHIAVE

SCIENZA

GRAN

SASSO,

FISICA

N,

NUCLEARE,

13.516874

MAJORANA

KAI

FREUND/UNIVERSITY

OF

TBINGEN

CATEGORIA

MAPPA

I Laboratori Nazionali
del Gran Sasso sono un
centro di ricerca costruito
per trovare e studiare
linafferrabile. Per questo
sepolto nelle viscere
della montagna a 1400
metri di profondit, dove
persino i raggi cosmici ad
altissima energia riescono
a malapena a penetrare.
Ideati pi di trentanni
fa e gestiti dallIstituto
Nazionale di Fisica
Nucleare, i Laboratori
si raggiungono solo
percorrendo il traforo
autostradale che attraversa
il pi grande massiccio
montuoso dellItalia
centro-meridionale.
La temperatura naturale
di 6 gradi; per tutto lanno
lumidit sfiora il 100%.
L sotto oggi lavorano circa
750 scienziati, impegnati

in una quindicina di
esperimenti che indagano
i meccanismi di produzione
di energia nelle stelle
e i decadimenti rari.
Ma, soprattutto, la fisica
dei neutrini e la ricerca
dellelusiva materia oscura.
Anche se ogni secondo
il nostro corpo
attraversato da miliardi
di neutrini, lo studio
di queste particelle
sempre stato complicato
dalla scarsa capacit
di interagire con la materia.
Sullesistenza non ci sono
pi dubbi, n sul fatto
che possiedano una massa
piccola ma misurabile:
il risultato ha meritato
il premio Nobel per la
fisica 2015, assegnato
per la dimostrazione
sperimentale della
cosiddetta oscillazione

del neutrino, ossia quella


peculiare capacit di
cambiare identit.
Al successo hanno
contribuito anche
i Laboratori del Gran Sasso
con gli esperimenti
Gallex, Macro e Opera.
Ma la ricerca non finita:
in fase di assemblaggio
c il rivelatore Cuore
(Cryogenic Underground
Observatory for Rare
Events). Ha lambizioso
obiettivo di stabilire se
le particelle abbiano
le propriet previste
da Paul Dirac o quelle
teorizzate 80 anni fa da
Ettore Majorana, secondo
cui il neutrino potrebbe
spiegare perch luniverso
costituito quasi tutto
di materia e le tracce
di antimateria sono cos
sfuggenti. I fisici

sperano di osservare
un rarissimo decadimento
nucleare del tellurio,
il doppio-beta senza
emissione di neutrini.
Darebbe ragione a
Majorana ma richiede
temperature pi basse
del punto pi freddo
delluniverso e una
schermatura con piombo
antico ottenuto dalle
mattonelle di una nave
di epoca romana
affondata duemila
anni fa. In unaltra sala
si va invece a caccia
di materia oscura con
un rivelatore di xenon
liquido da sette tonnellate:
i primi risultati sono attesi
per questa primavera.

GIANLUCA

DOTTI

#CONDENASTQUALITY

Ci accontentiamo semplicemente del meglio e creiamo i migliori prodotti editoriali. Per questo abbiamo Vanity Fair,
il settimanale leader in Italia, LUomo Vogue il mensile pi autorevole e GQ il mensile maschile pi letto. Per questo
siamo leditore italiano pi seguito sui social. Per questo ogni mese oltre 6 milioni di uomini scelgono i nostri siti.
Tradotto in una parola, Qualit. In due parole, Cond Nast.

EUROPA
1

Parigi

pag. 56

Coruo

pag. 66

Copenaghen

pag. 68

Werlte

pag. 69

Ginevra

pag. 70

Londra

pag. 71

Monaco di Baviera

pag. 72

Mosca

pag. 73

Bray

pag. 74

10

Mons

pag. 75

DI

MAURIZIO

TESTO

P A R I G I,

LUOGO

EUROPA

CAPITOLO

PESCE

FRANCIA

GPS

DI

M AT T I A

FOTO

N,

2.3 0 2 2 6 9

BALSAMINI

4 8.8 8 3 5 2 7

C O O R DIN AT E

G6

QUADRANTE

MAPPA

LIKE

IN UN ANONIMO UFFICIO
FACEBOOK STA INSEGNANDO

56
57

AI COMPUTER COME
PREVEDERE I BISOGNI
DEGLI UTENTI.
SIAMO ENTRATI PER PRIMI
E VI SVELIAMO I SEGRETI
DELLINTELLIGENZA
ARTIFICIALE DESTINATA
A RIVOLUZIONARE
I SOCIAL NETWORK

WIRED

N.

PRIM AVER A

2016

utti gli operatori sono occupati, attendere in linea per non perdere la priorit acquisita. Lo sappiamo perfettamente com stare al telefono per minuti e minuti nellattesa di poter ascoltare una voce amica e accedere al servizio richiesto. Presto tutta
questa inutile perdita di tempo, energie e soldi sar un lontano ricordo. Non appena
Facebook avr finito la fase di sperimentazione di M, il suo nuovo assistente virtuale
integrato nella chat Messenger. A M si potr chiedere aiuto per organizzare una cena
di compleanno, per trovare lauto sotto casa o per prenotare un tavolo al ristorante. Immaginate di
chattare con un amico e di parlare di uno show musicale: durante la conversazione M sar in grado di
chiedervi se volete acquistare un biglietto o di proporvi quali altri concerti ci sono nella stessa sera.
Allinizio gli assistenti virtuali avevano funzioni limitate, ed erano in grado di rispondere solo
a poche richieste precise: che tempo far oggi? Quali sono le ultime notizie? Mostrami le indicazioni
stradali per tornare a casa. Tutto cambiato quando hanno cominciato a comprendere il linguaggio
naturale, integrandosi ai servizi e offrendo assistenza anche per acquisti e prenotazioni. A fare la
differenza oggi un tocco pi umano, quellabilit di utilizzare tutte le informazioni disponibili
per suggerire diverse soluzioni. Per rendere a portata di smartphone questo livello di complessit,
per, serviranno ancora anni di ricerca e sviluppo degli algoritmi dellintelligenza artificiale. Una
ricerca gi iniziata: decine di scienziati infatti sono in questo momento al lavoro dentro il Facebook
Artificial Intelligence Research (Fair).

entro, il Fair non molto diverso da un ufficio qualsiasi: non ci sono ologrammi, robot
che si aggirano n gente che smanaccia comandi gestuali in aria o che indossa visori.
Solo scrivanie piene di computer che si susseguono negli open space. Il progetto che si
porta avanti qui invisibile, concentrato sullobiettivo di dare alle macchine labilit
di apprendere senza essere state esplicitamente programmate per farlo. Nessuno ha
un mandato per lavorare su unarea specifica: si studia il riconoscimento del linguaggio naturale, la comprensione e interpretazione di immagini e video e, in ultima battuta, lapprendimento automatico delle macchine. Si guarda al futuro a 10 anni da oggi, anche se capita spesso che gli
avanzamenti vengano testati e utilizzati nei prodotti strada facendo.
Lufficio parigino di Facebook piccolo, troppo piccolo per ospitare un laboratorio di ricerca
importante come quello dedicato allintelligenza artificiale: a 9 mesi dalla sua inaugurazione, nel
giugno dellanno scorso, ci lavorano gi 15 persone provenienti da tutta Europa e altre sono attese
nei prossimi mesi. La sede locale del Fair stata aperta lo scorso giugno per rispondere alla necessit
di allargare il team senza rinunciare a quei ricercatori che non volevano trasferirsi negli Stati Uniti,
a Menlo Park o New York. La scelta di Parigi stata facile, dicono in Facebook, perch gli scienziati
francesi sono riconosciuti tra i migliori del mondo e perch qui stato possibile fare un accordo con
lInria, lIstituto Nazionale di Ricerca in Informatica e Automatica francese, che garantir una serie
di opportunit a ricercatori e studenti coinvolti nel programma di Facebook. Dopo lestate si uniranno al team altri ricercatori, compresi tre provenienti dalla Russia, dal Senegal e dallItalia.
I risultati della ricerca condotta fin qui hanno gi avuto impatto su Moments, lapplicazione di
Facebook per le foto: ora riconosce le facce degli amici nella galleria fotografica dello smartphone, in

P I I M P O R TA N T I D E L L A F R A N C I A

2 0 1 5 . U N O D E I 5 0 I N N O VAT O R I

S U L LA I D I FA C E B O O K D A M A G G I O

D E L L A B O R AT O R I O PA R I G I N O

FLORENT PERRONNIN A CAPO

C A P.

EUROPA

58
59

base alla geolocalizzazione le raccoglie in album dedicati a singoli eventi e permette di condividerle
automaticamente sul social network solo con i contatti presenti nella foto stessa. Laltro prodotto che
utilizza intelligenza artificiale, come abbiamo detto, M: in questo caso, la chat portata avanti dagli
algoritmi, assistiti da un team dedicato al dialogo che insegna a comprendere la conversazione, aiuta
a rispondere alle domande degli utenti e suggerisce come sviluppare ulteriormente il discorso in base
agli interessi manifestati dalle persone proprio su Facebook.
E poi, ovviamente, c la timeline: fin dal suo lancio del 2006, lalgoritmo stato interamente
basato sullintelligenza artificiale, per stabilire quali delle decine di aggiornamenti delle centinaia di
contatti mostrare di volta in volta. Per esempio, maggiore il numero di interazioni con una persona,
maggiore la probabilit di vedere un suo post nel News Feed, cos come di vedere pi foto o pi video
se si dimostra interesse verso un particolare tipo di format. Il prossimo passo sar spingere lanalisi
del contenuto fin dentro le immagini, per arrivare a raffinare le proposte anche in base al loro contenuto. Non solo genericamente foto o video, ma foto e video di qualcosa in particolare: gatti, bambini,
sport, cibo o altro ancora. La cosa che pi mi colpisce la velocit di sviluppo della ricerca sullintelligenza artificiale, dice Florent Perronnin, direttore del Fair di Parigi. Non solo oggi siamo arrivati
a un punto impensabile solo pochi anni fa, ma ormai bastano appena due settimane da quando otteniamo un risultato per vederlo integrato nei prodotti.

n altro progetto che Facebook sta sviluppando si chiama Embed the world (includi
il mondo) e punta a migliorare al massimo i suggerimenti di amici da aggiungere o
contenuti da visualizzare a seconda delle interazioni con tutti i post passati in timeline: like, foto e video. una sfida enorme che richiede tutta la potenza di calcolo dei tre
centri di ricerca per essere realizzata al meglio. Si basa contemporaneamente su riconoscimento testuale, logica computazionale e computer vision. Basti pensare che ogni
giorno vengono processati i dati di 800 milioni di nuove foto caricate sulla piattaforma e 2 miliardi di
video riprodotti dagli utenti di tutto il mondo.
Lobiettivo del social network garantire la serendipit: non quindi usare lintelligenza artificiale per segnalarti quello che gi ti interessa, ma sfruttarla per predire e raccomandare qualcosa
che probabile che ti piacer nel futuro. Uno dei progetti che stiamo sviluppando a New York punta
a modificare i suggerimenti che Facebook ti d rispetto alle storie che leggi o condividi, proponendo
non altre fonti della stessa notizia, ma diversi punti di vista per approfondirla, racconta Perronnin.
I protocolli su cui si basano le raccomandazioni attuali sono basati sul cosiddetto reinforced
learning e sono solo la ciliegina sulla torta dellintelligenza artificiale: gustosi, ma del tutto marginali. I ricercatori sono gi al lavoro sulla glassa, che rappresenta il supervised learning, mentre la torta
vera e propria lavremo quando le macchine saranno in grado di apprendere ed evolversi in perfetta
autonomia, anche se c pi di qualche timore per un futuro governato dai computer. Secondo un sondaggio realizzato lo scorso dicembre dallIfop, lIstituto Francese per lOpinione Pubblica, il 65% dei
cittadini preoccupato dalla crescente autonomia delle macchine.
Calma. Innanzitutto, siamo lontani diversi decenni dal costruire macchine davvero intelligenti: ci sono principi basilari dellapprendimento autonomo che ancora non abbiamo capito. E poi
non abbiamo computer abbastanza potenti per la quantit di calcolo che andrebbe processata, quindi

WIRED

PRIM AVER A

2016

dobbiamo comunque aspettare un miglioramento della tecnologia per poter proseguire, dice Yann
LeCun, da due anni alla guida del programma Fair. Informatico, ha pubblicato contribuiti su machine
learning, computer vision, robotica e neuroscienze computazionali, docente alla New York University e da questanno anche al Collge de France. Creare macchine intelligenti troppo complicato per
gli ingegneri, quindi non possiamo far altro che programmarle per imparare e poi trovare il metodo
migliore per insegnare loro a studiare da sole, aggiunge.
Lapprendimento supervisionato simile a quello che si tenta con i bambini piccoli quando si
fanno vedere immagini di cose o animali pronunciandone il nome. Le macchine sono come i bambini. Si mostrano loro migliaia di foto e si lascia che lintelligenza artificiale sistemi i parametri fino
a produrre la risposta corretta. Questa parte funziona molto bene ed efficace per riconoscere e
organizzare immagini: su Facebook viene utilizzata per proporti il tipo di foto a cui hai mostrato pi
interesse nel News Feed. lapproccio che usano anche altre aziende, come Google, Flickr, Microsoft
e Ibm. Lalgoritmo utilizzato in giro da diversi anni: viene usato per il riconoscimento automatico
di oggetti, facce e loghi e per lanalisi di documenti. la stessa tecnica su cui LeCun ha sviluppato un
modello di apprendimento grazie al quale oggi oltre l80% degli assegni degli Stati Uniti sono processati automaticamente. Il problema che per sfruttare questo metodo c bisogno di tanti dati, perch
la macchina imparer solo quello che le mostri ed quindi obbligatorio elaborare singolarmente tutte
le informazioni necessarie.

n altro tipo di apprendimento quello rinforzato e assomiglia agli addestramenti degli


animali da circo, che vengono premiati quando rispondono a uno stimolo nel modo
corretto, spiega Perronnin. In questo caso, le macchine sono costruite per massimizzare la ricompensa e quindi tenteranno risposte diverse per capire quale sia la risposta pi appropriata quando si dovesse ripetere quella situazione. Questo genere
di insegnamento molto lento, richiede diversi tentativi e funziona bene con i giochi,
perch la macchina pu avere un quadro completo di tutte le opzioni disponibili entro poche ore. Un
buon esempio Deep Blue, il computer di Ibm che nel 1996 vinse la prima partita di scacchi contro il
campione del mondo in carica, Garry Kasparov. Qualche settimana fa, DeepMind stata la prima macchina in grado di battere un campione a Go, antico gioco orientale simile agli scacchi. Per programmarla, i risultati dellapprendimento supervisionato sono stati raffinati con lapprendimento rinforzato, raggiungendo un livello insperato solo due anni fa, quando si era ipotizzato servissero ancora
una decina danni di ricerca per arrivare a una vittoria del computer contro un umano.
Poi c lapprendimento non supervisionato, che quello che fa pi paura, perch suona come
se le macchine, senza controllo, potessero decidere di conquistare il mondo. In realt si tratta di un
metodo simile a quello con cui gli umani capiscono come funziona il mondo semplicemente osservandolo, se la ride LeCun. Ti basta guardare per sapere che un libro in bilico su una scrivania cadr se
qualcuno urter la scrivania. Non abbiamo ancora davvero capito come applicare questo ragionamento alle macchine. Qui a Parigi stiamo provando con la programmazione neurolinguistica, che funziona abbastanza bene: sottoponiamo pezzi di testo alle macchine e chiediamo cosa succeder dopo.
Ma questo metodo non funziona con i video.
Lo stato delle macchine, oggi, come quello di un neonato che riconosce le immagini, ma ha

C A P.

EUROPA

60
61

WIRED

PRIM AVER A

2016

E SI RIUNISCE SOLO IN CUCINA

D E L LA I O R M A I N O N C I S TA P I

MA IL TEAM DI SVILUPPO

S O N O D E D I C AT E A C O P P I E FA M O S E ,

S E D E PA R I G I N A D I FA C E B O O K

LE SALE RIUNIONE DELL A

G I N G E R & F R E D , W I L L I A M & K AT E :

LAPPRENDIMENTO DELLE
MACCHINE OGGI COME

QUELLO DI UN NEONATO:
SE UN OGGETTO ESCE

DAL CAMPO VISIVO,

SMETTE DI ESISTERE

unesperienza limitata. Cos come per i bambini quello che non vedono non esiste (ed ecco perch si
divertono tanto a fare bubu settete), anche i computer non sono in grado di considerare elementi
diversi da quelli del calcolo a cui stanno lavorando. Dopo pochi mesi luomo perfettamente in grado
di capire che, se una persona lascia la stanza, continua a esistere al di fuori di essa. Una macchina non
lo sa ancora. Se un computer analizzasse il video di un oggetto in movimento, nel momento in cui
passasse dietro un altro oggetto pi grande verrebbe considerato assente anzich nascosto. Questa
analisi importante anche per insegnare alle macchine la dimensione del tempo, anche se ancora
non stato trovato un metodo adatto per farlo. Al momento non sappiamo nemmeno come porre il
problema correttamente: potrebbero volerci anni, decenni, ammette LeCun.

ppure il timore di unintelligenza artificiale cattiva gi reale, tanto che il fisico Stephen Hawking, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak e il boss di Tesla e SpaceX Elon
Musk si sono uniti a centinaia di altri esperti nel firmare una lettera aperta che chiede
lo sviluppo dellintelligenza artificiale solo a fin di bene e di bandirne lutilizzo bellico.
Le macchine sono specializzate, sono costruite per uno scopo e miglioreranno da sole
solo per il compito per cui sono programmate: se stata creata per guidare guider,
non avr mai lidea di ribellarsi e investire passanti, dice il capo del programma Fair. Ci vengono
in mente Person of Interest e la battaglia tra Samaritan e The Machine: possibile un futuro in cui
due intelligenze artificiali combatteranno tra loro? possibile, come gi oggi ci sono gi macchine
che combattono contro altre macchine: hacking scripts e virus da una parte, crittografia e antivirus
dallaltra. Ma comunque sempre luomo a manovrarle. Chiedersi se lintelligenza artificiale avr i
nostri stessi valori morali una domanda filosofica: letica delle macchine lontana ancora diversi
decenni, ma qualcosa a cui dobbiamo cominciare a pensare oggi, cos come ci siamo interrogati per
tempo sulletica della biologia o sul dna.

C A P.

EUROPA

62
63

WIRED

N.

PRIM AVER A

2016

C A P.

EUROPA

E A L C O L L G E D E F R A N C E

I N S E G N A A L L A N E W YO R K U N I V ER S I T Y

R I C E R C A S U L LA I D I FA C E B O O K .

DAL 2013 DIRET TORE DELL A

YA N N L E C U N , I N F O R M AT I C O .

64

65

ELCHINO

POMARES

CAPITOLO

QUADRANTE

E8

EUROPA

LUOGO

CORUO,

MAPPA

COORDINATE

SPAGNA

GPS

43.424186

CATEGORIA

PAROLE

SPORT

EVENTI,

N,

5.833396

CHIAVE

RIQUALIFICAZIONI

URBANE,

SKATEBOARD

L O S K AT E P A R K I N C H I E S A

La chiamano la chiesa
maledetta, ma nessuno ci
ha mai visto o sentito un
demone. Sotto le sue volte
si aggirano solo
fuoriclasse dello
skateboard. Il fenomeno
pi paranormale cui si
possa assistere qualche
trick di difficile esecuzione.
A Coruo, vicino a Oviedo,
in Spagna, una chiesa
sconsacrata diventata
skatepark. Sulle volte e sui
muri non ci sono affreschi,
ma graffiti dai colori
fluorescenti. Labside non
ospita un altare, ma una
rampa, e piegarsi sulle

ginocchia non un gesto


volontario di chi intende
pregare, ma il principio
di un dolore molto fisico
e poco spirituale.
Questa bizzarra
trasformazione
solo lultimo atto
di una storia nata pi
di cento anni fa.
Finita di costruire nel
1912, la chiesa doveva
essere inclusa nella
cittadella riservata agli
operai della fabbrica
di polvere da sparo Santa
Brbara. Durante la Guerra
civile, ossia tra il 1936 e
il 1939, fu occupata dai
franchisti che piazzarono
un loro cecchino sulla torre
campanaria. E per questo
fu bombardata. Negli
anni Sessanta lintero
villaggio fu acquistato
da una societ privata,
che trasform larea in un
poligono industriale. Tutti
gli edifici precedenti furono
abbattuti, tranne la chiesa,
che fu per abbandonata al
suo destino. Fino al 2007,

quando fu comprata da
unimpresa familiare. Lidea
era farne una struttura
polivalente, con uffici
e negozi da affittare, ma
il sopraggiungere della
crisi fece finire in soffitta
il progetto. stato a
quel punto che Jernest,
agente commerciale con
la passione dello skate, ha
avuto una brillante idea:
trasformare la struttura in
uno skatepark e fondare
la Church Brigade, la
crew di skateboarder
che ora si occupa della
gestione autofinanziandosi,
nellattesa che qualche
grossa marca del settore
si accorga del potenziale
dello spazio e decida
di sponsorizzarlo.
Dal 2012 la chiesa ospita
eventi, feste, concerti,
piccole competizioni.
Partiti con una rampa,
e costantemente alle prese
con i controlli
di polizia e comune,
gli organizzatori sono
riusciti a trasformare

ledificio in uno skatepark


sempre pi attrezzato,
anche grazie alla
collaborazione di alcuni
sponsor. Ora la navata
centrale occupata da
una grande rampa che
fa compagnia a quella
pi piccola presente
nellabside. E non ancora
finita: perch lidea quella
di migliorare ulteriormente
le strutture. Chiunque pu
entrare a curiosare
e fare un po di skate.
Basta cercare su Facebook
La Iglesia Skate e prendere
un appuntamento.

GABRIELE

LIPPI

CAPITOLO

UN OSPEDALE IN INCOGNITO

EUROPA

LUOGO

COPENAGHEN,

COORDINATE

DANIMARCA

GPS

55.695672

CATEGORIA

PAROLE

CHIAVE

ARCHITETTURA

CANCRO,

In che modo larchitettura


pu influire positivamente
sulla degenza dei pazienti
di un ospedale? Come
trasformare un luogo di
sofferenza in uno spazio
che invogli le persone
a condividere esperienze?
Sono le domande da cui
sono partiti gli architetti
dello studio Nord
Architects progettando
il Centre for Cancer
and Health (Cch) di
Copenaghen.
Concepito sul modello
dei britannici Maggies
Centres, innovativi centri
di supporto per i malati
di tumore che tra le
loro strutture sanitarie
annoverano anche un
progetto di Zaha Hadid,
il Centre for Cancer and
Health pone al centro della
sua architettura la nuova
identit che il paziente
inevitabilmente acquisisce
a causa della malattia
che lo ha colpito. Il centro
danese riesce a dimostrare
come una efficace scelta
di materiali, spazi, colori
e profumi possa produrre
effetti positivi sulla
capacit del degente
di combattere la malattia
e avere cos pi possibilit
di sconfiggerla.

Se vogliamo che i
pazienti stiano meglio,
necessario che la
struttura sanitaria sia
accogliente e soprattutto
de-istituzionalizzata,
sostengono i progettisti,
che sia un luogo dove
stai meglio, diventi
consapevole della tua
condizione e, per quanto
possibile, ti diverti pure.
Ledificio ha una struttura
in calcestruzzo e legno
e facciate di metallo
bianco. diviso in piccole
case indipendenti, dove
vivono i pazienti e i loro
famigliari, collegate fra loro
da un tetto che richiama
la tradizione giapponese
degli origami di carta.
Spacchettando ledificio
in unit pi piccole
creiamo una struttura pi
invitante. Volevamo che
leffetto fosse quello di una
casa in cui ci si pu sentire
a proprio agio, spiegano
gli architetti.
Secondo un dettame
tipico dellarchitettura
scandinava, il centro
concepito come
unione di due luoghi
apparentemente opposti:
lospedale e la casa.
La semplice combinazione
di funzioni e spazi, uniti
a unaltissima cura del
verde, permette a questo
complesso ospedaliero
di appena 2250 metri
quadrati di diventare
unarea altamente
confortevole e familiare,
che concede la giusta
riservatezza, grazie alla

NORD

ARCHITECTS,

SANIT,

VERDE

suddivisione in casette con


balconi separate, ma
facilita la socializzazione,
in virt del cortile e delle
sale comuni. Una grande
cucina stata pensata
per imparare a preparare
insieme cibi sani, mentre
alcune aree sono state
riservate a coloro che non
vogliono rinunciare a un
po di sport e allorticoltura.
Una caffetteria permette
di non isolare i pazienti dal
resto della citt.
Anzi: gli incontri con
gli psicologi sono aperti
a tutta la cittadinanza.
Anche gli interni,
in cui si trovano mobili
contemporanei, opere
darte e tanta vegetazione,
sono stati oggetto di cure
particolari da parte
dei progettisti.
Allinterno del Centre
for Cancer and Health
di Copenaghen, il paziente
il baricentro di un
insieme di spazi concepiti
attorno a lui, ribadiscono
gli architetti.
Insomma, se vero
che avere un giardino
terapeutico fa comodo
a tutti, pare proprio che
sia ancora meglio se di
terapeutico c lintera
architettura.

FRANCESCO

LIPARI

N,

12.561257

QUADRANTE

MAPPA

CAPITOLO

H4

QUADRANTE

MAPPA

H5

EUROPA

IL COMBUSTIBILE DEL FUTURO

LUOGO

CATEGORIA

WERLTE,

COORDINATE

GERMANIA

GPS

MRK

52.856100

ADAM

ENERGIA

N,

7.693900

PAROLE

CHIAVE

AUTO

ELETTRICHE,

ECOLOGIA,

In un paese della Bassa


Sassonia si sta realizzando
il combustibile del futuro.
la rivoluzione energetica
portata avanti da Audi
nello stabilimento di Werlte
ed basata su un processo
che, mettendo insieme
acqua, diossido di carbonio
ed energia elettrica verde
proveniente da fonti
rinnovabili (in questo caso
le pale eoliche), produce
un composto di idrogeno
e metano sintetico
chiamato e-tron. Cos la
casa automobilistica da
consumatrice diventa
produttrice di energia,
inventando un sistema
chiamato Power-to-Gas:
ogni impianto industriale
in grado di scomporre
lacqua tramite elettrolisi
e produrre idrogeno che

GAS

potrebbe alimentare
le future autovetture
ecologiche. A Werlte
si fa anche un processo
chiamato metanazione,
ovvero la reazione
dellidrogeno con lanidride
carbonica per creare
un metano sintetico che
funzioni sulle automobili
a gas. Non solo, il calore
residuo sviluppato durante
il processo viene usato
per alimentare limpianto
di biogas che fornisce
lanidride carbonica.
Un circolo produttivo in
cui non si butta via niente
e che non si ferma mai.

MICHELE

PRIMI

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

GINEVRA,

G7

L A MACCHINA DEL CERN

EUROPA

COORDINATE

SVIZZERA

GPS

46.234988

PAROLE

SCIENZA

BOSONE,

N,

6.056369

CHIAVE

FISICA,

FABIOLA

GIANOTTI

MICHAEL

HOCH/CERN

CATEGORIA

MAPPA

A guidare il Cern di
Ginevra, dallinizio
dellanno, una donna
italiana. Il testimone
di direttore generale
passato a Fabiola Gianotti
dopo 14 mesi dalla
nomina formale e, per
la terza volta, a capo del
laboratorio internazionale
di fisica delle particelle c
uno scienziato del nostro
paese: prima di lei avevano
gi ricoperto lo stesso
ruolo il premio Nobel Carlo
Rubbia e Luciano Maiani.
Poco dopo lo storico
annuncio della scoperta del
bosone di Higgs, arrivata
nel luglio del 2012, il Cern
ha sospeso per due anni
le collisioni ad altissima
energia, per affrontare un
ulteriore potenziamento
dellacceleratore Large
Hadron Collider (Lhc).

E ne ha approfittato per
battere qualche record,
come quello del campo
magnetico pi intenso
mai creato dalluomo,
di 16,2 tesla. Lenergia
a cui ciascun protone viene
accelerato lungo lanello
di 27 chilometri
passata dai vecchi 3,5
Teraelettronvolt agli
attuali 6,5: ci significa
che ora possibile far
scontrare fasci a 13 TeV
e quindi andare a caccia
di particelle ancora
pi pesanti. Lattesa
riaccensione di Lhc
arrivata nellaprile 2015
dopo qualche piccolo
intoppo ai supermagneti
che devono curvare i fasci
di particelle. Questa volta,
per, non si tratta di un
risveglio qualunque: il Cern
ora come una nave che

salpa senza nemmeno


saperequale sar la sua
rotta. Qualche risultato
gi arrivato: la scoperta
di una particella esotica
mai individuata prima e
composta di cinque quark.
Ma c grande attesa
per gli esperimenti che
ripartono a marzo, dopo
il tradizionale letargo
invernale. I quasi 15mila
scienziati al lavoro si
aspettano di fare ulteriore
luce sul meccanismo di
Higgs, ma anche di svelare
alcuni grandi misteri della
fisica moderna: la vera
natura della materia oscura
che, seppur cos sfuggente,
rappresenterebbe il 90%
della massa delluniverso,
e dellenergia oscura,
lorigine di quella
forza di repulsione
che giustificherebbe

lespansione sempre pi
rapida del cosmo.
Si tratta insomma di
indagare quelle aree
grigie della fisica che
il modello standard non
riesce ancora a spiegare,
come lantimateria,
o quelle teorie alternative
come la supersimmetria,
secondo cui a ogni
particella conosciuta
corrisponderebbe una
particella partner, che per
nessuno ha mai visto.
Non sappiamo quali
sorprese ci riserver il
nuovo Lhc, ma basterebbe
una sola risposta per
giustificare linvestimento
di quasi un miliardo
di euro allanno e per
dare lavoro alle nuove
generazioni di fisici.
GIANLUCA

DOTTI

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

LONDRA,

F5

QUANDO LO STUDIO IN BARCA

EUROPA

COORDINATE

REGNO

UNITO

PAROLE

MUSICA

NAVE,

Ben Phillips, ingegnere


londinese, non riusciva a
trovare uno spazio adatto
per creare il suo studio di
registrazione. Gli serviva
un edificio diverso, in forte
contrasto con ci che
gi esisteva. Laveva
cercato per quattro
anni, senza successo.
Mettici la difficolt
di trovare ampi spazi
a Londra a prezzi umani,
le infinite limitazioni
imposte da progettisti
e autorit e tutto era
ancora pi difficile.
Sarebbe potuto sorgere
in una vecchia sede di una
casa daste, in un obitorio
del diciannovesimo secolo
o in una chiesa. Nulla di
tutto questo. Il colpo di
fulmine avvenne, nel 2006,
per una rossa avvenente
di 550 tonnellate, che se

GPS

51.508453

CATEGORIA

MAPPA

N,

0.009151

CHIAVE

SALA

DI

REGISTRAZIONE

ne stava l, attraccata e
inutilizzata sulle rive del
fiume Medway, nel Kent.
Si chiamava Lightship95
ed era una nave-faro
dacciaio rivettato del 1939,
resistente a qualunque
condizione atmosferica.
Gli ampi spazi erano quelli
di cui Ben necessitava.
I lavori per la conversione
sono durati quasi due
anni e sono stati eseguiti
principalmente mentre
la nave era attraccata
sul Medway. Uno dei
primi provvedimenti
stato rimuovere oltre
20 tonnellate di ferro
che avrebbero reso la
progettazione degli spazi
difficoltosa. Quella che
diventata la control room,
ossia la regia dello studio,
ampia 28 metri quadrati
e dotata di luce naturale,

era in precedenza un
serbatoio con fondo piatto
che ospitava passerelle,
tubazioni e il motore
che comandava largano
idraulico. Dove una volta
cera la sala macchine,
sorge ora la sala per la
registrazione, grande
pi di 46 metri quadrati,
con camere di riverbero
e una cabina di isolamento.
Il pavimento fluttuante,
le pareti sono sostenute
tutto intorno da supporti
in neoprene che si
uniscono alle costole
della nave, con
risultati eccellenti per
labbattimento delle
vibrazioni sia meccaniche
sia di risonanza.
Il ponte superiore
destinato alle aree
ricreative, relax e cucina,
oltre ad avere uno

spazio allaperto
sul ponte esterno.
C la possibilit di salire
sul faro e ammirare
la splendida visuale
portuale circostante
sul Tamigi, oppure,
tramite un ponte levatoio,
scendere sulla terraferma
e visitare larea di Trinity
Buoy Wharf, zona dellex
stabilimento Trinity House
nel borgo Tower Hamlets
(East London), dove
il canale Bow Creek si tuffa
nel Tamigi. Senza questo
intervento ingegneristico,
la Lightship95 sarebbe
diventata una delle tante
navi-museo. Invece,
adesso, uno degli studi
di registrazione pi
richiesti di Londra.

NICHOLAS

DAVID

ALTEA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

MONACO

I6

L A C A S A D I W AT S O N

EUROPA

COORDINATE

DI

BAVIERA,

GERMANIA

CATEGORIA

PAROLE

HI-TECH

AI,

Le chiamano le HighLight
Towers, sono due torri
gemelle di 32 e 27 piani
e, dal dicembre scorso,
ospitano la nuova casa del
supercervellone Watson.
L dentro mille persone,
fra ricercatori, sviluppatori
e designer, aiutano
il computer a diventare
sempre pi potente,
portando avanti diversi
progetti di Internet
delle cose di Ibm.
La promessa stupire
ancora, dopo aver lasciato
tutti a bocca aperta cinque
anni fa, quando Watson
partecip al quiz
televisivo Jeopardy.
Usando 200 milioni
di pagine di informazioni,
3mila chip, 16 terabyte
di memoria
e 6 milioni di regole
logiche, il computer

MAPPA

GPS

48.135125

N,

11.581981

CHIAVE

IBM,

SUPERCOMPUTER

sconfisse gli umani in gara.


Era la sfida definitiva dopo
la vittoria del computer
Deep Blue sul campione
di scacchi Garry Kasparov
nel 1997. Le implicazioni
filosofiche sono molteplici:
in molti si sono chiesti se
Watson sia effettivamente
in grado di pensare o solo
di manipolare dei simboli
senza comprenderne
il significato. Ma al di
l di questo, lobiettivo
principale del progetto
resta quello di avere
un computer in grado
di interagire con gli
umani e fornire risposte
in un linguaggio a loro
comprensibile. Per poi
agire in modo significativo
in tutti i settori in cui
necessario gestire
grandi quantit di dati:
il cervellone stato testato

nelle telecomunicazioni,
nei servizi finanziari e nella
sanit. Per questo il passo
successivo non poteva che
essere lInternet delle cose.
Dopo la vittoria a Jeopardy,
Watson rimasto in
silenzio per tre anni,
durante i quali ha imparato
il giapponese, larabo,
lo spagnolo e il portoghese
(a breve si butter anche
sullitaliano) e ad applicare
i suoi algoritmi a 17 settori,
dalle automobili alle
assicurazioni, ai beni
di consumo elettronici.
Il quartier generale
di Monaco di Baviera
funziona come
un acceleratore
dellintelligenza artificiale,
con lo scopo di stare dietro
attraverso il suo sistema
cognitivo e le sue 28
nuove Api (interfacce di

programmazione) ai dati
prodotti dalla tecnologia
e alla trasformazione della
societ moderna
in un insieme sterminato
di codici software: 100
milioni per unautomobile,
14 milioni per un Boeing
747, 4,7 milioni per un
semplice lettore dvd.
In pratica Watson non
vuole solo generare
risposte a problemi
numerici, ma vuole
interagire, ragionare
su ipotesi e opzioni ed
estrarre conoscenza dal
mare dei dati (che presto
arriveranno per il 90%
dallInternet delle cose).
Ma soprattutto vuole
continuare a imparare.

MICHELE

PRIMI

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

MOSCA,

N4

LEZIONI DI ACCOGLIENZ A

EUROPA

COORDINATE

RUSSIA

PAROLE

SOCIET

EVENTI,

Le citt europee si fondano


su unidea precisa: quella
di bene comune.
Ma nella Mosca
post-sovietica, reduce
da oltre mezzo secolo
di lavaggio del cervello
sui valori collettivi,
quel concetto era dato
per morto.
Cos negli anni Novanta
e Duemila, la capitale russa
si era presa la sbornia
opposta, trasformandosi
in uno spaventoso
monumento allegoismo
e alla ferocia urbana.
Le strade gigantesche
del comunismo si erano
riempite di aggressivi
fuoristrada dai vetri
oscurati, di commercio

GPS

55.742523

CATEGORIA

MAPPA

N,

37.609116

CHIAVE

REM

KOOLHAAS,

abusivo e di crimine
e corruzione a ogni livello.
Listituto Strelka
arrivato nel 2009 con
lobiettivo di riconsegnare
la capitale russa a una
nuova dimensione di
vivibilit, condivisione dello
spazio pubblico e spirito
cosmopolita. La definizione
ufficiale quella di istituto
di ricerca multidisciplinare,
ospitato in unex fabbrica
di cioccolato su unisola
fluviale nel cuore della
metropoli. Ma per
i moscoviti il nome Strelka
evoca soprattutto uno
spazio di straordinario
successo, culturale
e mondano. Sin dalla
sua apertura, Strelka ha
organizzato centinaia
di conferenze e incontri,
gratis e senza selezione
allingresso (scelte

STRELKA,

SPAZI

rivoluzionarie, al tempo),
da cui transitato il gotha
del mondo del progetto.
In parallelo, il bar
dellistituto diventato
uno dei locali pi alla
moda, anche grazie al suo
spettacolare affaccio sulla
Moscova, che quando
non trasformata in una
distesa di ghiaccio
attraversata da assurde
navi-discoteche.
Lattivit didattica, gestita
per qualche anno dallo
studio darchitettura Oma
di Rem Koolhaas e oggi
centrata su un programma
che indaga i legami
tra tecnologie digitali
e condizione urbana,
consiste di un master
annuale in inglese, con una
quarantina di studenti che
arrivano da tutto il mondo.
Architetti e designer

COMUNI

lavorano insieme
a programmatori,
giornalisti, sociologi, artisti,
geografi, economisti.
A sette anni dalla sua
nascita, si pu dire che
Strelka sia riuscito nel suo
obiettivo di cambiare
il panorama fisico
e culturale delle citt
russe? Per quanto la
nazione abbia preso, dal
2013 in poi, una direzione
politica conservatrice,
Mosca svela oggi unanima
pi accogliente che mai.
I casi di successo ci sono:
il parco Gorky, il museo
Garage, fino al futuro
parco Zaryadye dietro
al Cremlino. Sotto questi
e molti altri esempi (come
lo straordinario padiglione
Fair Enough alla Biennale
di Venezia del 2014)
c lo zampino, diretto
o indiretto, di Strelka.
La prossima avventura
ancora pi ambiziosa:
questa volta il focus si
allarga alle metropoli
instabili dei paesi in via
di sviluppo, includendo
anche Cina, Sudafrica,
India. Contesti lontani tra
loro ma pure con qualcosa
in comune: un dinamismo
che rende la vita in quei
luoghi allo stesso tempo
frenetica, difficile
e avventurosa.

DANIELE

BELLERI

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

BRAY,

F5

A CENA CON LA MUSICA

EUROPA

COORDINATE

REGNO

UNITO

PAROLE

FOOD

AZOTO,

Gli ospiti del ristorante


The Fat Duck lo sanno
bene: nel locale di Bray,
a una cinquantina di
chilometri da Londra,
non si prenota soltanto
una cena, ma un viaggio
stravagante, fatto di piatti
accompagnati da auricolari
per la musica, caramelle
frizzanti, azoto liquido e
gelato con crostacei.
Dietro a un men
composto da alcuni dei
piatti pi divertenti che
il mondo culinario abbia
mai visto, c la mente
creativa di Heston
Blumenthal, riconosciuto
a livello internazionale
come uno dei principali
esponenti della cucina
molecolare. Nato nel
1966 nella contea del
Buckinghamshire,
Blumenthal arriva fino
alla terza stella Michelin
partendo da autodidatta:
un percorso lungo e
tortuoso, il suo, fatto
di lavoretti saltuari tra
i quali incastrare lezioni
di gastronomia e tentativi
ai fornelli. Poi lincontro
con il libro che gli cambia
la vita, Il cibo e la cucina.
Scienza e cultura degli
alimenti di Harold McGee,
e lapertura del suo locale
nel 1995. La location?
Un pub fatiscente che
lo chef rimette a nuovo
e ribattezza The Fat Duck,
lanatra grassa. Il bistrot

GPS

51.507815

CATEGORIA

MAPPA

N,

0.701807

CHIAVE

CUCINA

MOLECOLARE,

inizia da subito a proporre


piatti sofisticati che
sembrano voler giocare
con la fisica e la tecnologia,
tutti improntati alla
multisensorialit.
La prima portata
a suscitare lo scalpore
della critica un gelato
al granchio, servito con
un risotto ai crostacei.
Il responso dubbioso dei
clienti si trasforma in
ovazione, quando lo chef
decide di mettere in pratica
un piccolo trucchetto:
cambiare il nome alla
pietanza. Cos il gelato
si trasforma sulla carta
in una bisque (brodo)
e conquista anche i palati
pi difficili: un esempio
dello stretto legame
tra sensi e psicologia
che Blumenthal ha
ampiamente esplorato

THE

FAT

DUCK

durante la sua carriera.


Qualche anno pi tardi,
nel 2004, lo chef crea
la Delizia di Cioccolato,
includendo nel dolce
minuscole caramelle
frizzanti e fornendo
a ogni cliente una coppia
di auricolari. Obiettivo:
far sentire a ogni boccone
il suono amplificato delle
piccole esplosioni di gusto
nella bocca.
Il rapporto tra sapori
e udito ritorna anche
in una delle sue creazioni
pi celebri, il piatto Sound
of the Sea: tre pezzi di
sashimi serviti su un letto
di sabbia fatta con tapioca
e anguille fritte, ricoperti
di schiuma preparata con
brodo di alghe. Il tutto,
ovviamente, si gusta
mentre si ascoltano
i rumori del mare, le onde

che si infrangono contro


gli scogli e i gabbiani che
stridono in lontananza.
Dopo un trasferimento
temporaneo a Melbourne,
causa ristrutturazione
necessaria, The Fat Duck
riapre i battenti a Bray
alla fine dello scorso
anno, con una proposta
totalmente rinnovata.
Il men si trasforma
quasi in un itinerario:
ogni piatto diventa un
appuntamento, una tappa
enogastronomica alla
scoperta del Paese delle
Meraviglie dei sapori.
A partire da un cocktail
in camicia, trasformato
in meringa ghiacciata con
lausilio dellazoto liquido.

FILIPPO

PIVA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

MONS,

G6

G O O G L E D I C A R TA

EUROPA

COORDINATE

BELGIO

GPS

50.457182

PAROLE

SOCIET

ARCHIVIO,

N,

3.956715

CHIAVE

FOTO,

LIBRI,

WEB

ANALOGICO

MUNDANEUM-FDRATION

WALLONIE/BRUXELLES

CATEGORIA

MAPPA

Nel 1934 un biografo


belga di nome Paul Otlet
pubblica il Trattato di
documentazione.
La sua idea questa:
ogni cosa creata dalluomo
pu essere archiviata
in appositi schedari.
Con Henri La Fontaine,
premio Nobel per la
pace nel 1913, immagina
unimmensa citt archivio,
la Citt Mondiale.
Gi dal 1918, i due studiosi
raccolgono documenti
di ogni tipo e creano
12 milioni di schede,
classificate secondo uno
specifico sistema inventato
da Otlet. Questa mole
fisica dinformazioni trova
una prima sistemazione
a Bruxelles, in quello

che chiamano il Palazzo


Mondiale. Le foto
dellepoca mostrano
ambienti in bianco e nero,
lunghi corridoi e sale in
cui altissimi schedari di
legno, austeri e imponenti,
raggiungono il soffitto,
togliendo la vista a ogni
finestra. In ogni scomparto
sono custoditi e classificati
scampoli di umanit:
siamo davanti al Repertorio
Bibliografico Universale.
Il Palazzo Mondiale viene
smantellato durante
loccupazione tedesca
agli inizi degli anni
Quaranta per far posto
a unesposizione sullarte
del terzo Reich. Quello che
rimane oggi di ci che
stato ribattezzato il Google
de papier si trova a Mons,
a circa settanta chilometri
da Bruxelles, e prende

il nome di Mundaneum.
Un museo dove si pu
trascorrere unintera
giornata navigando sul
web analogico: mettendo
in fila tutti i documenti
si camminerebbe per
sei chilometri. Tre i temi
dominanti: pacifismo,
anarchia e femminismo.
Si potrebbe entrare la
mattina e cominciare
leggendo la posta, magari
la lettera della moglie
di Otlet allarchitetto
Le Corbusier, che era
rimasto folgorato dal
progetto di archiviazione.
Poi si potrebbe continuare
guardando le foto della
riunione dellesecutivo
del Consiglio
internazionale delle
donne nel 1913. Pi tardi
si potrebbero leggere
i documenti del Congresso

universale della Pace di


Ginevra, concludendo
la visita sfogliando le
foto profilo di donne
americane del 1902.
Insomma, trovereste la
memoria di un bel pezzo
di umanit, archiviata
secondo la volont dello
studioso belga. Paul Otlet
muore, sconosciuto ai
pi, nel 1944. In una foto
dellultimo periodo di vita
ritratto con le braccia
conserte in maniera
impacciata, la barba
lunga bianca, un paio
di occhialini tondi che
lo fanno lontanamente
somigliare a Freud.
Lepitaffio sulla sua lapide
recita: Non sarebbe stato
nulla senza il Mundaneum.

VALERIO

MILLEFOGLIE

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AMERICA
1

Deserto del Mojave

pag. 82

Key Largo

pag. 94

Foresta Amazzonica

pag. 102

North Las Vegas

pag. 104

Rio de Janeiro

pag. 105

Arizona

pag. 106

Palo Alto

pag. 107

New York

pag. 108

Boston

pag. 109

10

Toronto

pag. 110

11

Mauna Loa

pag. 111

12

Altos de Cazuc

pag. 112

82
83

RIFLESSI SOLARI

CAPITOLO

QUADRANTE

G2

AMERICA

LUOGO

C O O R DIN ATE

DESERTO

PAROLE

400

DEL

M OJAV E,

USA

3 5.5 6 2 2 5 4

CHIAVE

M E G A W A T T,

GPS

N,

FOTO

E L I O S TAT I,

SPECCHI

1 1 5.4 7 2 9 0 8

DI

JAMEY

STILLINGS

MAPPA

Mai visto nulla di simile. La centrale termica a concentrazione solare


pi grande del mondo lIvanpah Solar Electric Generating System
a 65 chilometri da Las Vegas, nellarea pi rovente del deserto del
Mojave. Occupa 14 km quadrati, composta da 173.500 eliostati con
347mila specchi che seguono il Sole e ne riflettono i raggi su tre enormi
caldaie poste in cima ad altrettante torri alte 140 metri. Produce quasi 400 megawatt di energia (cio soddisfa i bisogni di 140mila case) e
risparmia alla Terra 400mila tonnellate di anidride carbonica. Di propriet di BrightSource, Bechtel e Google, costata circa 2,2 miliardi di
dollari. Il fotografo americano Jamey Stillings le ha dedicato due progetti, Evolution of Ivanpah Solar I e II, in cui documenta la costruzione
e lo sviluppo della centrale dal 2010 a oggi.

86
87

88
89

90
91

92
93

FLORIDA,

USA

24.950118

LARGO,

KEY

GPS

COORDINATE

LUOGO

AMERICA

CAPITOLO

N,

80.453422

K3

QUADRANTE

94

95

MAPPA

LUCA

TESTO

PARMITANO

DI

ANDREA

RACCOLTO

GENTILE

DA

PER

NASA

FOTO

GENTILE

CONCESSIONE

DI

D AV I D C O A N E N O R I S H I G E K A N A I

MISSIONE NEEMO 20: SERENA AUN,

INSIEME AGLI ACQUANAU T I DELL A

S PA Z I O , I L P R I M O A S I N I S T R A E P O S A

C H E N E L 2 0 1 3 H A PA S S AT O 6 M E S I N E L L O

L U C A PA R M I TA N O , A S T R O N A U TA I TA L I A N O

Q U I S O T T O ( E N E L L E PA G I N E P R E C E D E N T I ),

LA C Q U A R I O S P A Z I A L E

AL LARGO DELLA FLORIDA

C UN LABORATORIO
96

DI RICERCA ANCORATO

AL FONDALE MARINO.

PER 14 GIORNI

DIVENTATO LA PALESTRA

DELLASTRONAUTA

DELLAGENZIA SPAZIALE

EUROPEA LUCA PARMITANO

E DEI SUOI COLLEGHI.

OBIETTIVO: PREPARARSI

A UN FUTURO STELLARE
97

quasi dieci chilometri dalla costa di Key Largo, in Florida, quattro acquanauti pronti allimmersione galleggiano vicino alla barca di supporto dentro alle mute bianche.
Insieme a me, ci sono altri due astronauti, Serena Aun dellAgenzia spaziale statunitense e Norishige Kanai di quella giapponese. Ad accompagnarci nellavventura
anche un ingegnere, David Coan, esperto di attivit extraveicolare (Eva) per la Nasa.
Attendono il mio segnale per scendere in profondit. Faccio loro un cenno e mi immergo, fermandomi dopo qualche metro, per controllare che tutti stiano procedendo senza difficolt. La
visibilit non ottima ma riesco a intuire il laboratorio sottomarino, uninforme massa giallastra.
Ecco come cominciata, il 20 luglio 2015, la ventesima missione del programma Nasa Extreme Environment Mission Operations, pi conosciuta come Neemo 20.
un ambiente che la Nasa conosce bene: da oltre 15 anni gli astronauti si immergono nelle acque a largo delle isole Keys per testare nuove apparecchiature ideate per lo spazio, simulare ambienti
estremi e addestrarsi in condizione di assenza di peso. Per 14 giorni lAquarius Reef Base, un laboratorio di ricerca gestito dalla Florida International University e ancorato sul fondale marino a diciannove metri di profondit, diventato la nostra casa. LAquarius un grande cilindro di tre metri di
diametro, lungo 14 metri e diviso in pi compartimenti. Lentrata allhabitat avviene dal wet porch,
un compartimento pressurizzato che non fa parte della struttura ma un cubo bullonato al cilindro
principale, una specie di camera stagna che funziona da ingresso e uscita. L ci sono i nostri caschi e
le mute, lequivalente delle tute spaziali, da indossare prima di immergerci attraversando lapertura
posta sul pavimento. Il wet porch non ventilato e la sua temperatura dipende da quella dellOceano:
a luglio fa un caldo tropicale e lumidit sfiora il 100%.
Da l si passa allentry lock, la prima sezione del cilindro principale della base, dove per fortuna abbiamo ventilazione e aria condizionata. Le pareti curve e gli obl spessissimi ci ricordano
allistante dove ci troviamo: a diversi metri di profondit. qui che hanno installato la stazione di
comunicazione radio e i computer per tenerci in contatto con la superficie, oltre al necessario per
fare esperimenti e controllare il funzionamento della base. Superata una porta a tenuta stagna, ecco
invece il main dock, il cuore dellAquarius: ci sono un tavolo, diventato subito il punto di raccolta
dellequipaggio, un lavello con lacqua calda per preparare il cibo liofilizzato, la cambusa, un frigo. E
un enorme, ipnotico obl che si apre sul mondo sottomarino. Attraverso una tenda si passa nellultimo compartimento, la sleep zone, che contiene sei minuscoli letti. Grandi (o piuttosto piccoli) come
quelli del vagone letto di un vecchio treno notturno.
La struttura della base Aquarius ricorda molto le stazioni spaziali russe degli anni Settanta
e Ottanta, come la Salyut o i primi componenti della Mir. In effetti sono molti gli aspetti della vita
sottomarina che fanno pensare a quella in orbita, tanto che la Stazione spaziale internazionale (Iss)
e lAquarius Reef Base vengono considerati analoghi dalla Nasa: tra loro sono molto diversi, ma le
somiglianze consentono di migliorare laddestramento degli astronauti come me. Per questo motivo
andiamo sottacqua con le spedizioni Neemo.
La tipica giornata nella base Aquarius comincia con un primo contatto remoto: in realt, noi
non parliamo direttamente con i nostri controllori che stanno allasciutto, ma simuliamo di essere
a venti minuti di distanza radio dal centro di controllo. come se noi acquanauti fossimo su Marte,
e il controllo fosse invece qui, sulla Terra. Nei messaggi registrati ci vengono descritti i compiti di
giornata e le eventuali variazioni al programma. Dopo la colazione, comincia la fase di lavoro vero
e proprio: due membri dellequipaggio si preparano alle escursioni sottomarine esterne alla base

WIRED

PRIM AVER A

2016

(Eva), mentre gli altri due hanno un ruolo di supporto, leggono le procedure agli acquanauti in immersione, gestiscono le comunicazioni con il Mission Control Center e pilotano il minisottomarino.
Oppure svolgono una serie di esperimenti allinterno della base. Le Eva ci impegnano fino al primo
pomeriggio; tra vestizione e svestizione occupano un totale di circa sei ore. Il resto della giornata
dedicato al debriefing: parliamo dellesecuzione dei vari compiti, commentiamo lefficacia degli strumenti su cui abbiamo lavorato allesterno e ci prepariamo alla giornata successiva e a una nuova attivit extraveicolare.

98
99

a pi grande differenza tra il lavoro in orbita e quello nellAquarius riguarda il peso: a


bordo della Iss gli astronauti sono liberi dagli effetti gravitazionali, dentro e fuori dalla stazione. Stare in assenza di peso significa aggiungere una dimensione al normale
modo di vivere e cambiare la nostra abituale prospettiva: il fatto di potersi spostare in
tutte le direzioni ti fa vedere il mondo in modo diverso. Questo fattore manca allinterno di Aquarius, un ambiente puramente gravitazionale: abbiamo un pavimento, delle
pareti, spazi molto ristretti che sfruttiamo seguendo le nostre abitudini. Eppure uscendo dalla base
sottomarina tutto cambia, perch possiamo riprodurre una gravit parziale o una microgravit.
Durante le immersioni non come essere in orbita ma allo stesso tempo lesperienza molto
diversa dalle esercitazioni nel Neutral Buoyancy Lab di Houston, la grande piscina dove gli astronauti si allenano con lassenza di peso. Gestire il proprio corpo in tale situazione non affatto semplice; soprattutto perch molti degli attrezzi di lavoro, agganciati a unimbracatura con moschettoni,
non sono stati progettati per essere usati nelle profondit marine. Eppure uscire dallAquarius per le
esercitazioni pu aiutarci a simulare le attivit sulla superficie di vari corpi celesti, a sperimentare
come spostarci, ancorarci e lavorare su di essi.
Nel secondo giorno di missione, per esempio, abbiamo fatto finta di trovarci su un asteroide
posizionato da unipotetica missione robotica in orbita cislunare (che al di qua della Luna, rispetto
alla Terra, quindi praticamente senza ritardi nelle comunicazioni). Un asteroide un ambiente in microgravit, senza appigli naturali da usare per esplorare la superficie. Per facilitare la ricognizione,
quindi, saranno necessari strumenti che non esistono ancora. Bisogna inventarli e, una volta creati,
servono test per capire come modificarli perch funzionino al meglio.
Qui entrano in gioco gli acquanauti. Approfittando dellambiente sottomarino, abbiamo provato a raccogliere campioni di suolo e rocce in assenza di peso, sfruttando prima un mini braccio robotico, poi un body restraint tether (un arto articolato simile a quello delle tute spaziali Emu della Nasa)
e infine il Microspine, uno strumento inventato per aggrapparsi alle rocce e rimanere fermi. Per i
campionamenti abbiamo usato altri apparecchi ancora, creati apposta e mai sperimentati prima.
Microspine, per esempio, era stato pensato per ancorare dei piccoli oggetti ma abbiamo verificato che non in grado di resistere alle forze generate da un uomo adulto: durante lesercitazione, s
staccato allimprovviso (mentre io ero ancora agganciato). Se fossi stato nello spazio, su un asteroide,
mi sarei perso in modo irrecuperabile: cio lincubo peggiore di chi fa il mio mestiere. Ecco perch
sperimentiamo, proviamo e riproviamo.
Per questo lAquarius Reef Base cos importante. Si tratta dellunico habitat sottomarino
permanente che esista al mondo. Realizzato nel 1993, utilizzato dalla Nasa per le missioni di adde-

C A P.

AMERICA

stramento in ambienti estremi dal 2001. Ma non utile solo agli astronauti. Trovandosi nel mezzo
del Florida Keys National Marine Sanctuary, infatti, una base sempre attiva per studiare la salute
dellambiente marino. Ricercatori e acquanauti possono rimanere in profondit anche per un mese:
lAquarius, infatti, ha unenorme boa di supporto che pompa aria e riscaldamento sottacqua, permettendo inoltre collegamenti internet, radio e telefonici.
il vantaggio di trovarsi sulla Terra, perch in orbita tutto deve essere contenuto allinterno
della Stazione spaziale: riserve di acqua, di aria, sistemi di miscelazione, quelli per eliminare lanidride carbonica Dentro Aquarius, invece, possiamo avere tutta laria che vogliamo, perch viene
pompata dalla superficie. Dobbiamo solo preoccuparci di eliminare leccesso di anidride carbonica,
grazie ai filtri ad assorbimento che poi vengono regolarmente sostituiti.

a non solo questa la ragione che rende lAquarius cos importante. Tutte le volte che
ci immergiamo sottacqua, infatti, andiamo incontro alla saturazione dellazoto, un
gas contenuto nellaria che respiriamo e che di solito non ci d alcun problema. A causa
della maggiore pressione subacquea, per, questo gas si dissolve nel sangue e nei tessuti, pronto a trasformarsi in bollicine nel momento della risalita. Come allapertura
di una bottiglia di acqua frizzante, queste bolle si espandono nel corpo umano quando
la pressione diminuisce, con il rischio di embolie molto dolorose o addirittura mortali. Per passare
molto tempo sottacqua, quindi, durante la risalita si devono prendere precauzioni allungando enormemente i tempi di ritorno in superficie.
Per questo motivo i subacquei di solito portano con s tabelle che indicano esattamente quanto
devono impiegare a risalire, a seconda della profondit e del tempo trascorso. Aquarius, invece, permette di rimanere in immersione e tornare allasciutto restando alla stessa profondit ed evitando
tutte queste limitazioni. Lunica accortezza che dobbiamo avere una lunga decompressione di circa
17 ore lultimo giorno, cos da eliminare tutto lazoto con lespirazione prima di risalire.
proprio ci facciamo lultimo giorno della missione Neemo 20, il 2 agosto, al termine della nostra avventura sottomarina. E lultima sera, prima di risalire, ho voluto lasciare il mio saluto a questo
straordinario ambiente, scrivendo queste parole: Siamo venuti qui nellAquarius per studiare il futuro, per cambiarlo, per migliorarlo. Con mente e cuore aperti, pronti a essere trasformati dallesperienza. Siamo arrivati da stranieri, viandanti temporanei, costretti ogni sera nel nostro rifugio metallico. Ma le mute che ci ricoprono non sono riuscite a tenere lontana la salsedine dalla nostra pelle.
Lacqua che ci circonda non dissimile da quella che anima le nostre cellule, dove la chimica
della vita si rigenera e si annienta. Persino i nostri pensieri nuotano da un neurone allaltro, attraverso gli elettroliti sciolti nellacqua in cui sono immersi. Il liquido amniotico dove nuotiamo nelloscurit dei primi mesi del nostro viaggio terreno altro non che un nostro personalissimo mare, di cui
ricordiamo per sempre il respiro, il battito, il calore. Il mare scorre nelle nostre vene, il nostro cuore
batte al ritmo delle sue onde. Siamo venuti qui, nel mare, ma dal mare non siamo mai andati via.

I N M I S S I O N E A L L E S T E R N O

SI AGGANCIANO GLI AST RONAU T I

M O N TA I L B R A C C I O M E C C A N I C O A C U I

C A S C O E I L T R I C O L O R E S U L L A S PA L L A ,

PA R M I TA N O , C O N I L N U M E R O 2 S U L

ESA/Luca Parmitano

C A P.

AMERICA

100
101

JRGEN

KESSELMEIER

CAPITOLO

QUADRANTE

N7

AMERICA

LUOGO

FORESTA

MAPPA

COORDINATE

AMAZZONICA,

BRASILE

CATEGORIA

PAROLE

AMBIENTE

CICLO

GPS

2.146001

S,

59.005650

CHIAVE

DELLACQUA,

EFFETTO

SERRA,

METEOROLOGIA

3 2 5 M E T R I S O P R A L A F O R E S TA

Pi alta della torre Eiffel


ma costruita nel cuore
della foresta amazzonica,
tra serpenti, giaguari e
alberi giganti, la torre
climatica del progetto
Atto (Amazon Tall Tower
Observatory) stata
concepita per tenere sotto
controllo i cambiamenti
chimici dellatmosfera
in uno dei luoghi pi
inaccessibili del pianeta
e meno contaminati
dallattivit umana.
Non poteva esserci
collocazione migliore che
al centro del polmone
terrestre, dove viene
prodotta pi della met
dellossigeno mondiale
e dove possono essere
studiati direttamente
il trasporto delle masse
daria, la formazione delle
nubi, la stratificazione
dellatmosfera, il ciclo
dellacqua e i cambiamenti
climatici. Letteralmente
da una prospettiva nuova
e unica al mondo.
Inaugurata nellagosto

del 2015 dopo un anno di


lavori, la torre con il suo
imponente telaio metallico
svetta nel cielo sopra
la giungla e sostituisce
le vecchie torrette alte
appena 80 metri, che in tre
anni avevano permesso
le indagini preliminari.
Con i suoi 325 metri di
altezza, la costruzione
pi alta di tutto il Sud
America ed in grado
di captare il respiro della
foresta, raccogliendo dati
su gas serra, sostanze
inquinanti e condizioni
meteo su unarea di cento
chilometri quadrati di
foresta pluviale tropicale.
La base della nuova
costruzione quadrata
con lati di appena tre
metri, sorretta da 26
chilometri di cavi dacciaio
e ha installati decine di
sensori allavanguardia per
misurare con precisione le
concentrazioni di metano,
ossidi di azoto e anidride
carbonica. Limpianto di
raccolta dati registra anche

la temperatura del suolo


e della foresta, la
luminosit, i venti in
quota e i profili di umidit
dellaria, a dimostrazione
dellenorme quantit di
informazioni necessarie
per migliorare i modelli
di evoluzione climatica.
A gestire il progetto,
nato nel 2009, una
collaborazione tra Brasile
e Germania, che hanno
anche equamente diviso
linvestimento di circa
otto milioni di euro.
Ricercatori delluniversit
di Manaus e dellIstituto
nazionale brasiliano per la
ricerca amazzonica (Inpa)
affrontano spedizioni
nella foresta alla Indiana
Jones e le altezze dei
1500 elementi metallici
prefabbricati della torre,
insieme ai colleghi
tedeschi degli istituti Max
Planck per la chimica
e la meteorologia. Gli
stessi che ormai da dieci
anni studiano il clima
anche da un altro punto

di vista estremo: quello


della taiga siberiana.
Alla base delle analisi
c la necessit di
comprendere pi a fondo
quei meccanismi che solo
nellultimo decennio hanno
portato il Brasile a dover
fare i conti con due pesanti
inondazioni e altrettante
gravi siccit, responsabili
di un perenne stato di
emergenza che
ha coinvolto oltre
300mila persone.
per un progetto di
interesse mondiale, che
affronta concretamente
il problema globale del
cambiamento climatico
indotto dallattivit umana,
e che tocca temi come
la deforestazione, la
biodiversit e il rilascio
di grandi quantit
di energia da parte
dellatmosfera, tramite
eventi meteorologici
sempre pi violenti.

GIANLUCA

DOTTI

QUADRANTE

LUOGO

COORDINATE

VEGAS,

USA

36.245021

CATEGORIA

PAROLE

CHIAVE

TRASPORTI

ELON

MUSK,

Elon Musk una specie


di re Mida della tecnologia:
ovunque metta mano,
da PayPal a Tesla,
fino a SpaceX, sgorga
innovazione. Anche nel
deserto, non ultimo quello
del Nevada, dove una
startup californiana (Ht),
ispirata dalle idee del
magnate sudafricano,
ha deciso di posare le
fondamenta, o meglio
i tubi, della sua ultima
trovata: Hyperloop.
un treno supersonico,
privo di rotaie, che
promette di collegare
San Francisco e Los
Angeles (o Roma e Milano
se preferite) in soli 30
minuti. I 600 chilometri
che le separano verrebbero
percorsi nella met del
tempo di un volo aereo,
bypassando tra laltro il
problema del traffico, degli
scali lontani dal centro
o dei costi (8 miliardi di
dollari quelli previsti per
la tratta, solo 20 per il
prezzo del biglietto).
Come possibile?
Attraverso un tubo
sottovuoto in cui capsule

HYPERLOOP,

a levitazione magnetica
da 6-8 passeggeri partono
ogni 30 secondi e vengono
sparate a destinazione
come proiettili. La velocit
massima attesa di 1200
km/h e la sensazione
quella di sentirsi su unauto
pi che sulle montagne
russe, assicurano i
progettisti. Il sistema
funziona grazie a pannelli
fotovoltaici incaricati
di raccogliere energia
lungo tutto il percorso,
il resto lo fa la mancanza
di attrito. La struttura
si reggerebbe inoltre
su pilastri antisismici
oppure potrebbe correre
sottoterra, riducendo
i problemi di sicurezza
e minimizzando limpatto
in termini di traffico e
occupazione del suolo.
Convinta del potenziale
rivoluzionario per i
trasporti di domani anche
unaltra compagnia (Htt),
che sta sperimentando la
tecnologia a Quay Valley,
a nord di Los Angeles.
Il loro prototipo, 8
chilometri di pista in scala
naturale costruita lungo

N,

115.072417

SUPERSUONO

TECHNOLOGIES

LAS

GPS

TRANSPORTATION

NORTH

F2

IL TRENO SOT TOVUOTO

AMERICA

MAPPA

HYPERLOOP

CAPITOLO

lautostrada I5, sar pronto


nel giro di 3 anni. Nel 2020,
Hyperloop potrebbe quindi
tramutarsi da visione
in realt, cambiando
per sempre i concetti di
pendolarismo, mobilit
e urbanizzazione. Ne
convinto il vicepresidente
della societ, litaliano
Gabriele Bibop Gresta,
cos come lo sono gli
studenti di ingegneria di
Pisa che hanno preso parte
alla SpaceX Hyperloop Pod
Competition, il concorso
indetto per la realizzazione
del design delle capsule.
Tra oltre mille partecipanti,
il progetto della Scuola
superiore SantAnna
entrato in finale, sostenuto
da super-sospensioni
attive capaci di adattarsi
al tracciato: un aspetto
fondamentale, viste le

velocit vertiginose.
Intanto larea di test
in Nevada punta al
collaudo su un tracciato
di 5 chilometri allinterno
dellApex Industrial Center,
15 miglia a nord-est di
Las Vegas, gi entro fine
anno, per raggiungere poi
la piena operativit nel
2017. C chi lo definisce
un azzardo, ma esiste
forse luogo migliore della
capitale dei casin per
smentire gli scettici?

MARCO

COSENZA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

RIO

COORDINATE

DE

P10

GIOCARE PULITO

AMERICA

JANEIRO,

BRASILE

GPS

22.908253

PAROLE

SPORT

LABORATORIO

S,

43.219610

CHIAVE

ANTIDOPING,

OLIMPIADI,

WADA

GENTILE

CONCESSIONE

DEL

MINISTERO

DELLO

SPORT

BRASILIANO

CATEGORIA

MAPPA

Stadi, palazzi dello sport,


piscine olimpiche. La corsa
del Brasile ai giochi di Rio
2016 stata caratterizzata
da una lunga lista di
impianti da realizzare.
Ma tra arene da 60mila
posti e infrastrutture, una
delle sfide pi impegnative
riguarda un edificio che
pochi turisti vedranno ma
che sar fondamentale per
la riuscita dellOlimpiade.
Il laboratorio antidoping
di Rio de Janeiro nella
cittadella delluniversit
federale sullisola artificiale
di Fundo, a due passi
dallaeroporto Galeo
costato 30 milioni di euro
ed il fiore allocchiello
della candidatura
brasiliana ai Giochi.

Realizzarlo in modo
che soddisfacesse tutti
gli standard fissati dalla
Wada (World Anti Doping
Agency) stata una corsa
contro il tempo. Il vecchio
centro analisi della citt
brasiliana, ormai non pi
in grado di sostenere i
nuovi controllie e privo
dei fondi per aggiungere
personale e attrezzature,
ha perso laccreditamento
nel 2013: durante il
Mondiale di calcio del
2014, il Brasile ha dovuto
infatti spedire a Losanna,
in Svizzera, i campioni
prelevati agli atleti, perch
venissero testati.
Reggere unOlimpiade
in quel modo sarebbe
stato impensabile. Cos
il governo ha deciso di
dar fondo alla cassa e
costruire un nuovo centro

in grado di competere
con i migliori al mondo.
Lo staff stato ampliato
e conta un centinaio
di impiegati, le
apparecchiature sono
state aggiornate e,
dopo un periodo di
assestamento di nove
mesi, a maggio 2015
arrivato laccreditamento
da parte della Wada.
Ma non basta. Durante
i Giochi occorrer eseguire
almeno sei mila diversi
test per identificare
dieci classi di sostanze
proibite: il lavoro di un anno
concentrato in 20 giorni.
Quindi serve un ulteriore
sforzo: il personale sar
rafforzato da 60 volontari
brasiliani addestrati e da
100 specialisti di calibro
internazionale, tra cui
anche dieci italiani richiesti

dal comitato organizzatore


alla nostra Federazione
medico sportiva.
Dopo lo scandalo che
ha coinvolto latletica
russa, oltre ai sospetti
su Francia e Spagna
sollevati dalla Wada,
i fari saranno puntati
ancora di pi sui risultati
dei test di Rio 2016.
Pass di sicurezza e
controlli biometrici
agli accessi serviranno
a evitare il rischio di
intrusione da parte
di esterni, mentre sono
stati varati nuovi test per
intercettare i casi di doping
del sangue come auto
ed etero emotrasfusioni.
Riuscir Rio de Janeiro a
vincere la sua sfida pulita?

GABRIELE

LIPPI

CAPITOLO

U N S O G N O I TA L I A N O N E L D E S E R T O D I S T A R W A R S

AMERICA

LUOGO

ARIZONA,

COORDINATE

USA

GPS

34.343109

CATEGORIA

PAROLE

CHIAVE

CINEMA

ARCOLOGIA,

Immaginate lutopia di
una citt interamente
autosostenuta, creata per
avere il minore impatto
possibile sulle risorse del
pianeta e ospitare 5mila
persone su circa 350 ettari
di deserto sovrastati da
edifici che sembra siano
stati partoriti dal pi
visionario dei romanzi di
fantascienza. Immaginate
una citt avveniristica,
costruita dalla comunit
che la abita e che essa a
sua volta nutre e riscalda
grazie a unintricata rete
di riciclaggio energetico.
Ecco, quella citt esiste.
Arcosanti, esperimento
dellarchitetto torinese
Paolo Soleri il cui illustre
mentore era stato Frank
Lloyd Wright che non
si limitato a coniare il
concetto di arcologia
(una crasi tra architettura

ed ecologia) ma anche
riuscito a trasformarlo
in realt. Una realt
imperfetta, certo, per
funzionale e funzionante.
Fondata negli anni 70
e rimasta incompiuta
(fatta eccezione per
alcune abitazioni, un
anfiteatro, una panetteria,
una caffetteria, una
piscina e una fonderia
dedicata alla creazione
di campane di bronzo),
Arcosanti rappresenta
unavanguardia vittima
della sua stessa ambizione.
Una vittima, tuttavia, che
non si lascia macinare
da condizioni cos
difficili e resta straniante
per chiunque desideri
sperimentare lo stile di vita
frugale che essa impone.
Perch vero che, nel
2016, larcologia abitata
da soli sessanta ricercatori
e sognatori (assai meno
di quanto sognava Soleri,
scomparso tre anni fa);
ma anche vero che quella
presenza nel selvaggio
deserto di Sonora stata
sufficiente affinch
George Lucas, regista
e creatore della saga
Star Wars, con una delle
sue intuizioni immaginasse
due dei luoghi popolati
dai cittadini del suo
universo mitologico: il
pianeta Tatooine dove
sono cresciuti Anakin e
Luke Skywalker (visti negli
episodi I e IV della serie)
e la luna di Endor, che
avrebbe fatto da casa
ai pelosi guerrieri Ewok.

ARCOSANTI,

GEORGE

LUCAS,

PAOLO

SOLERI

N,

112.102575

QUADRANTE

MAPPA

G3

CAPITOLO

QUADRANTE

MAPPA

F2

AMERICA

L I N N O V A Z I O N E U N A P I Z Z A

LUOGO

PALO

CATEGORIA

ALTO,

COORDINATE

Basta dare unocchiata ai


suoi grandi archi, del resto,
per restarne affascinati
e voler trascorrere almeno
qualche giorno in una
delle case (i prezzi vanno
dai 50 ai 100 dollari
a notte) che guardano
le distese sconfinate
di sabbia e cactus, in
modo da vivere la magia
extraterrestre del luogo.
E avere la sensazione
che forse, con il passare
del tempo e il progredire
della scienza applicata
a tecniche sostenibili
al momento i cittadini
di Arcosanti sono costretti
a ricevere provviste da
un supermercato, per
esempio il sogno di
Soleri e dei suoi seguaci
potrebbe ancora
concretizzarsi.

MARINA

PIERRI

USA

FOOD

GPS

37.426065

S,

PAROLE

CHIAVE

JEFF

BEZOS,

122.145507

PIZZERIA,

Se apri un ristorante a Los


Angeles, facile che entri
qualche attore famoso.
Nella Silicon Valley lo
stesso ma le star sono
dellhi-tech: magari capita
un cliente che ti dice di
aver appena inaugurato
una startup e nel giro di
qualche mese lo ritrovi su
Forbes. A parlare Maico
Campilongo, imprenditore
Made in Calabria che ha
portato a Palo Alto la vera
pizza napoletana.
Con il fratello Franco e il
socio Kristyan DAngelo,
il proprietario di Tern,
rifugio per tecnoleggende
in crisi dastinenza da
mozzarella e pomodoro.
Prima facevo il cameriere
al Caff del Doge, un locale
di Palo Alto. Tra i colleghi
cera un ragazzo gentile,
gran lavoratore ma con la
testa sempre fra le nuvole:
si chiamava Kevin Systrom,
nel 2010 ha fondato
Instagram. Maico intanto
apre Tern e inizia a servire
al gotha della Silicon Valley
la migliore pizza della
zona. Una volta passato
Mark Zuckerberg, che di
solito preferisce un vicino
ristorante messicano:
ama pi i tacos della
pizza, ride Campilongo.

MARK

ZUCKERBERG

venuto anche il
co-fondatore di Google
Larry Page, amico di una
nostra cliente: adora
la pizza napoletana.
Lalbum del locale una
raccolta di aneddoti sugli
imprenditori informatici
pi celebri del mondo.
Anche Jeff Bezos,
il fondatore di Amazon,
ha mangiato qui.
Non lavevo riconosciuto,
gli ho solo chiesto se era
un fan della bicicletta.
Poi gli italiani dellhi-tech,
che hanno lasciato cuore
e palato al paese. Come
Pierluigi Zappacosta,
uno dei fondatori di
Logitech; o Federico
Faggin, capoprogetto
dellIntel 4004, il primo
microprocessore della
storia. Quando Federico
parla dei suoi progetti
illuminante. Beve un
espresso e ti spiega
perch un computer
non potr sostituire
luomo. Sembra banale:
ma se a dirlo linventore
del microprocessore,
vi assicuro che assume
tutto un altro spessore.

FILIPPO

PIVA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

NEW

COORDINATE

YORK,

L2

IL CIRCOLO DEI CYBORG

AMERICA

USA

SOCIET

ARTE,

N,

73.988184

CHIAVE

CIBERNETICA,

NEIL

HARBISSON,

MULTISENSORI

DAVID

VINTINER/GETTYIMAGES

PAROLE

Luomo da sempre cerca


di spingersi oltre i propri
limiti fisici, di superarli
migliorando le prestazioni
e raggiungendo nuovi
obiettivi. il caso della
Cyborg Foundation.
Perch lorganizzazione
no-profit nasce proprio
da un limite, o meglio,
dal deficit che affligge il
fondatore Neil Harbisson,
da quando a 11 anni gli
stata diagnosticata
lacromatopsia. Questa
totale incapacit di vedere
i colori e di guardare
il mondo in bianco e
nero (e in tutte le possibili
scale di grigio) per 21 anni
gli ha reso la vita meno
piacevole di quella degli
altri. Ma ha anche spinto
lartista, nato a Belfast ma
spagnolo dadozione,
a sviluppare un modo
per esaltare le proprie
doti da compositore,
pittore e fotografo.
Lincontro con Adam
Montandon nellottobre
del 2003 a una conferenza
sulla cibernetica al
Dartington College of
Arts di Dublino, stato
linizio della creazione e
della sperimentazione
delleyeborg: lantenna
dotata di occhio

GPS

40.747320

CATEGORIA

MAPPA

elettronico, montata
sulla testa di Neil per
captare i colori, convertire
ciascuno in un suono
diverso e ben riconoscibile,
e inviarli al suo cervello
tramite la conduzione
ossea del cranio.
Dal 2004 in poi, questa
cibernetica estensione
sensoriale stata
perfezionata. Nel 2007,
con laiuto del
programmatore sloveno
Peter Kese, migliorato
il riconoscimento anche
delle tonalit. Poi, nel
2009, Matias Lizana,
uno studente spagnolo,
riuscito a diminuirne
lingombro, riducendo il
congegno a un semplice
chip in grado persino di
percepire unampia fascia
di colori invisibili allocchio
umano, dallinfrarosso

allultravioletto.
Dopo i primi mesi, quando
il software e il cervello
erano ormai perfettamente
sintonizzati, lapparecchio
diventato parte del suo
corpo, non pi semplice
estensione dei sensi.
In quel momento Neil
Harbisson si sentito a
tutti gli effetti un cyborg
( riuscito anche a ottenere
un passaporto con una foto
in cui indossa leyeborg).
Insieme alla coreografa
e attivista cyborg Moon
Ribas, nel 2010 ha fondato
la Cyborg Foundation con
sede al Tecnocampus,
parco scientifico di
Matar, in provincia di
Barcellona (oggi a New
York). Lobiettivo? Aiutare
le persone a diventare
cyborg ampliando i
propri sensi con questi

particolari dispositivi. C
poi un risvolto sociale non
indifferente: difendere
i diritti dei cyborg,
diffondendo sempre pi
questo movimento artistico
e di ricerca tecnologica.
Non esiste solo leyeborg,
infatti possibile cercare
di capire la velocit degli
oggetti con lo speedborg
e ristabilire la sensibilit
tattile con il fingerborg.
Insomma, Luomo da sei
milioni di dollari non solo
una vecchia serie tv.

NICHOLAS

DAVID

ALTEA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

BOSTON,

L1

DOC DRAPER E I TECNOPIONIERI

AMERICA

COORDINATE

USA

GPS

42.364543

PAROLE

SCIENZA

CHARLES

N,

71.090522

CHIAVE

STARK

DRAPER,

INTERDISCIPLINARIT,

MIT

MIT

MUSEUM

CATEGORIA

MAPPA

Proprio a due passi


dalledificio centrale del
Massachusetts Institute of
Technology (Mit), negli anni
Trenta, il professor Charles
Stark Draper allestiva un
piccolo laboratorio per
consentire agli studenti
di familiarizzare con
laeronautica, in particolare
con gli strumenti per guida
avanzata e navigazione.
Le occasioni di fare le cose
in grande si presentarono
subito: grazie alla
collaborazione sia con il
dipartimento della Difesa,
che con la Nasa. I ragazzi
di Doc Draper, infatti, da
una parte misero le mani
sui missili sottomarini

pi precisi di quellepoca,
dallaltra progettarono
e realizzarono lApollo
Guidance Computer,
il sistema di guida
spaziale che port i
primi astronauti della
missione Apollo sulla Luna
e che poi li ricondusse
sani e salvi sulla Terra.
Oggi, a proposito di
organizzazione per la
ricerca e lo sviluppo,
il Draper Laboratory pensa
ancora pi in grande:
Pionieri nellapplicazione
di scienza e tecnologia
nellinteresse nazionale,
il loro slogan. Si va dalla
micro-elettronica alla
salute, dallosservazione
spaziale alla sicurezza
per scavalcare, a colpi di
ingegneria, i principali
limiti tecnologici del
pianeta, con uno sguardo a

360 gradi tra le discipline.


Anche dal punto
di vista dello spazio, gli
ingegneri percorrono le
scale nanometriche come
gli anni luce, ragionano
sulle profondit del mondo
sottomarino e sugli aerei
ad alta quota e progettano
soluzioni in orbita,
lontanissime dalla terra.
Il Draper Lab un
crocevia di conoscenze
cui hanno attinto (e ancora
attingono) grandi industrie,
importanti accademie
e governi: una sorta di
base dappoggio per chi si
muove tra le tappe di quasi
un secolo di tecnologia e
da l prova a immaginare
il futuro. Un domani i
farmaci non saranno
pi semplici compresse,
bens minuscole capsule
intelligenti in grado di

colpire in modo selettivo


i bersagli allinterno
del nostro corpo.
E magari le malattie
neuropsichiatriche
potranno essere curate
direttamente nel cervello,
attraverso lo stimolo di
micro-dispositivi elettronici
sempre pi avanzati.
Un futuro, cio, in cui
il cyberterrorismo sar
stato annientato da
software sempre pi
blindati; un tempo in
cui, per ragionare sulle
policy, sar fondamentale
comprendere le culture
e i popoli (perch no?)
sfruttando anche i dati
raccolti dai satelliti.

ALICE

PACE

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

TORONTO,

K1

QUESTIONE DI RESILIENZA

AMERICA

COORDINATE

CANADA

PAROLE

AMBIENTE

CLIMA,

Prima che luragano Sandy


mettesse k.o. Manhattan,
nellautunno 2012, pochi
conoscevano il termine
resilienza applicato alla
vita urbana. Da allora, per,
diventato uno dei criteri
con cui valutare la qualit
della vita nelle metropoli,
in base a uno standard che
considera gli interessi di
tutti i cittadini e non solo
di piccoli gruppi
privilegiati. Resilienza
la capacit di una citt
di scongiurare gli eventi
negativi e, soprattutto,
di rimettersi in piedi dopo
di essi: considera variabili
climatiche, economiche,
demografiche e di
coesione sociale.
Secondo uno studio
del 2014 di Grosvenor,
multinazionale
dellimmobiliare, sono

GPS

43.716643

CATEGORIA

MAPPA

N,

79.340579

CHIAVE

CAPACIT

allavanguardia i centri
del Nord America.
In particolare il Canada,
che conquista lintero
podio delle metropoli
mondiali pi resilienti
con Toronto, Vancouver,
e Calgary.
Visto il testo dellaccordo
internazionale per limitare
gli effetti del cambiamento
climatico, firmato a Parigi
a fine 2015, la prima spicca
come modello per qualsiasi
amministratore pubblico.
Sebbene protetta da una
conformazione geografica
favorevole (distante dal
mare e a basso rischio
sismico), il capoluogo
dellOntario non immune
da episodi drammatici:
a partire dalluragano Hazel
(1954) fino alle tempeste di
neve e blackout nel 1998,
2003 e 2013, passando

DI

RIPRESA

attraverso i frequenti
straripamenti del fiume
Don, senza dimenticare
per varie minacce globali
come la sindrome SARS,
nel 2003. Ma, nel corso
dei decenni, Toronto ha
imparato a fare i conti
con la propria vulnerabilit,
anche in previsione di
estati sempre pi calde
e di una popolazione
sempre pi vecchia.
Si cos sviluppata
una solida capacit
di adattamento che
scaturisce da molti
livelli: da istituzioni
capaci di investire sulle
infrastrutture e, allo stesso
tempo, di avviare un
rapporto di fiducia con
i cittadini, da un costante
progresso tecnico (ricerca
universitaria e utilizzo
dei big data), da una

pianificazione puntuale
e dalla cruciale capacit
di attrarre fondi (ogni
catastrofe ambientale
anche una colossale
operazione assicurativa).
Toronto si fa apprezzare
ancora di pi se
paragonata ad altre citt
del mondo: per esempio
a Londra, dove a turbare
lequilibrio sociale la
scarsit di alloggi a prezzi
accessibili, oppure alle
metropoli di Africa, Sud
America e Asia, dove
la crescita demografica
sar maggiore nei prossimi
decenni. Tutti luoghi
che soffrono di livelli di
resilienza pericolosamente
bassi.

DANIELE

BELLERI

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

MAUNA

COORDINATE

LOA,

B5

S U L PAC I F I C O M A R T E

AMERICA

HAWAII,

USA

GPS

19.473256

PAROLE

SCIENZA

DESERTO,

N,

155.590853

CHIAVE

MISSIONE

HI-SEAS

IV,

NASA

CYPRIEN

VERSEUX

CATEGORIA

MAPPA

Non fosse per il cielo


azzurro invece che rosso
o blu, lo scenario molto
marziano, spiega Kim
Binsted, professoressa
delluniversit delle
Hawaii che studia il
comportamento umano
in missioni spaziali di
lunga durata: un luogo
talmente isolato....
Non un caso se la Nasa
ha scelto quelle isole degli
Stati Uniti come palestra di
allenamento per larrivo su
Marte. Proprio lisolamento
le rende particolarmente
adatte allanalisi delle
reazioni e delle dinamiche
tipiche dei viaggi nello
spazio. Qui infatti, pacifico
come lOceano che lo
circonda, un equipaggio

tre uomini e tre donne


simula avvicinamento ed
esplorazione del Pianeta
Rosso per 365 giorni.
La missione Hi-Seas IV
(Hawaii Space Exploration
Analog and Simulation)
si concluder nellestate
2016. Nel frattempo un
esobiologo francese,
una fisica tedesca
e i loro quattro colleghi
statunitensi (una geologa,
un pilota, un architetto,
una neuroscienziatagiornalista) continueranno
a dividersi spazi e compiti
allinterno di una speciale
struttura: un modulo a
cupola con diametro di
11 metri, altezza di 6 e una
superficie a disposizione
di circa 90 metri quadrati,
da cui possono uscire
solo occasionalmente
ma indossando la propria

regolare tuta spaziale.


Dodici mesi avari daria
fresca, di cibi freschi
e privacy, con una dispensa
piena di alimenti in scatola
o in polvere, nonch di
un segnale Internet che
viaggia in costante ritardo
di 20 minuti, come se si
trovassero davvero nei
pressi di Marte.
Lo stress, fisico e mentale,
pu essere elevato perch
si creano situazioni in cui
vengono testate a fondo
le capacit di cooperazione
e resistenza dei singoli,
ma anche dellintero
gruppo. Il periodo
daddestramento
doppio, rispetto ai
semestri standard delle
missioni sulla Stazione
Spaziale Internazionale;
ma la durata di una vera
spedizione su Marte

stimata in un periodo
compreso tra uno e tre
anni, quindi fare altrimenti
era difficile.
Il programma Hi-Seas
finanziato dalla Nasa
con 1,2 milioni di dollari
e nei prossimi anni prevede
altri due camp da 8 mesi
ciascuno. Linvestimento
pu sembrare ingente
ma molto, molto pi
economico della spesa
necessaria a condurre una
ricerca simile nello spazio,
assicura Binsted.
Lobiettivo di raggiungere
Marte nel 2035, quando
al posto del robot
Curiosity potrebbe esserci
un equipaggio di veri
astronauti. Addestrati
alle Hawaii, naturalmente.

MARCO

COSENZA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

ALTOS

COORDINATE

DE

L6

I BOSCHI DELLA SPERANZA

AMERICA

CAZUC,

COLOMBIA

PAROLE

ARCHITETTURA

ALBERI,

Innovare sicuramente
un fatto complesso.
Soprattutto in un momento
storico come lattuale,
in cui gli architetti sono
concentrati sulluso degli
strumenti digitali come
unico veicolo creativo.
Alcuni professionisti,
per fortuna, alluso
smodato della tecnologia,
preferiscono un approccio
olistico in cui gli elementi
che compongono lo spazio
si trovano in simbiosi,
non scissi come atomi
di materia. Tra loro
c Giancarlo Mazzanti,
architetto colombiano

GPS

4.587244

CATEGORIA

MAPPA

N,

74.185674

CHIAVE

GIANCARLO

di nascita ma italiano
di formazione, avvenuta
per la precisione a Firenze.
La sua filosofia ha come
oggetto lumanit
e il miglioramento della
condizione sociale in cui
il progetto opera (spesso si
tratta di territori e tessuti
urbani disconnessi).
Cio, unarchitettura
da vivere e non solo
da osservare. Tra le sue
opere pi riuscite c
Bosque de la Esperanza
(Bosco della speranza):
un centro sportivo
realizzato in Colombia,
nel distretto di Soacha
alla periferia di Bogot
chiamato Altos de
Cazuc, unarea depressa
che accoglie persone
fuggite da fame e guerra.
A renderlo possibile
stata la Fundacin Pies

MAZZANTI,

SHAKIRA

Descalzos, organizzazione
no profit fondata dalla
cantante Shakira che
si occupa di bambini
maltrattati provenienti
da famiglie poverissime,
insieme allOng spagnola
Ayuda en Accin.
Il centro sportivo Bosque
de la Esperanza occupa
una superficie orizzontale
di 1744 metri quadrati
con una copertura
tridimensionale di 700.
Questultima, realizzata
con pilastri in acciaio
a inclinazioni variabili
ed elementi modulari
poliedrici rivestiti da mesh,
lassoluta protagonista
del progetto: quasi uno
shadescape, o paesaggio
dombra. Con i suoi
moduli colorati di verde
evoca gli alberi locali
contribuendo a formare

uno spazio calmo,


dinamico. Per gli abitanti
di Altos de Cazuc
rappresenta un simbolo
di unione e speranza.
Lapproccio progettuale
di Giancarlo Mazzanti
aspira a ci che
larchitettura sa produrre
quando contestualizzata
e inserita con sapienza
nei tessuti urbani in cui
opera, quando cio riesce
a configurarsi come
elemento di cucitura
ma anche di coesione
dellambiente, fisico e
sociale, circostante.

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AFRICA
1

Port Louis

pag. 120

Hargeisa

pag. 132

Sinthian

pag. 134

Nairobi

pag. 135

Johannesburg

pag. 136

Nairobi

pag. 138

Addis Abeba

pag. 139

Lagos

pag. 140

WIRED

N.

PRIM AVER A

2016

I L P R E S I D E N T E B O TA N I C O

CAPITOLO

QUADRANTE

M9

AFRICA

LUOGO

COORDINATE

PORT

TESTO

LOUIS,

REP.

DI

SILVIA

MAPPA

DI

MAURITIUS

20.166667

FOTO

BENCIVELLI

GPS

S,

57.516667

DI

ALESSANDRO

IMBRIACO

AMEENAH GURIB-FAKIM,
PRIMO CAPO DI STATO DONNA
DI MAURITIUS E SCIENZIATA
CHE STUDIA LA BIODIVERSIT,
STA CAMBIANDO LA NATURA
DEL SUO PAESE.
E DELLINTERO CONTINENTE

WIRED

N.

PRIM AVER A

2016

122
123

C A P.

AFRICA

Mauritius, anzi la Repubblica di Mauritius, uno Stato grande una


volta e mezzo il Comune di Roma, che si trova su unisola dellOceano
Indiano 550 chilometri a est del Madagascar. Altri 550 pi a est, la
piccola isola vulcanica di Rodrigues segna il punto pi orientale del
continente africano. Mauritius, insomma, un frammento di Africa
che sa di Asia ma un po anche dEuropa. Gli abitanti (circa un milione
e trecentomila) sono di origine indiana, africana, francese, cinese:
una met induista, un terzo cristiano, gli altri musulmani.
Abitano qui (o meglio vanno e vengono da qui) dallinizio del Settecento, cio da quando lisola divenne possedimento francese. Era nota
da secoli ad arabi e malesi. Nel corso del Cinquecento e del Seicento
erano arrivati anche portoghesi e olandesi. Ma tutti lavevano trovata inospitale e se nerano andati in fretta, senza grossi rimpianti.
Nessun rimpianto nutrivano certo per il dodo, luccello columbiforme
che qui si estinto per cause umane intorno al 1681.
Dopo i francesi sono arrivati gli inglesi, che sono stati proprietari
dellisola fino allindipendenza, concessa nel 1968. Da allora la Repub-

WIRED

PRIM AVER A

2016

D E L L E S P E C I E V E G E TA L I E N D E M I C O

O S P I T I N E L PA R C O D I R D U I T: I L 6 0 %

L A C A P I TA L E . I N A P E R T U R A , P I A N T E

HISTORY MUSEUM DI PORT LOUIS,

N E L 1 6 8 1) E S P O S T O A L N AT U R A L

A D E S T R A , I L R I T R AT T O D I U N D O D O

(UN GROSSO PICCIONE ESTINTO

124
125

blica di Mauritius una repubblica, appunto, e una tra le pi stabili


di tutta lAfrica. Vive di agricoltura, industria e turismo, ha il secondo reddito pro-capite del continente. Ununica autostrada la taglia da
nordovest a sudest; pi o meno a un terzo si trova la settecentesca
residenza presidenziale di Rduit con il grande parco che, da maggio dellanno scorso, ha un angolo profumato, coltivato a giardino di
piante rare e medicinali. A piantarlo stata la nuova presidentessa
della Repubblica, Ameenah Gurib-Fakim.
Scienziata, musulmana, 56 anni, Gurib-Fakim il 5 giugno 2015 si
sentita proporre dal Parlamento di sostituire il dimissionario Kailash Purryag. Ha accettato e, proprio nella residenza di Rduit, in uno
studio con le pareti blu e grandi porte-finestre aperte sul giardino,
ha incontrato Wired e spiegato perch la protezione della biodiversit sar il motore dello sviluppo del piccolo Paese africano, perch il
dodo il passato e perch quel giardino profumato il futuro.
Un futuro da costruire nel rispetto della scienza, dellinnovazione
e di unapprofondita conoscenza dellecologia.

C A P.

AFRICA

WIRED

PRIM AVER A

2016

CON PIANTE R ARE E MEDICINALI

C R E AT O U N G I A R D I N O P R O F U M AT O

G U R I B - FA K I M N E L PA R C O I N C U I H A

D O P P I A PA G I N A S E G U E N T E : A M E E N A H

DELL A REPUBBLICA DI MAURITIUS.

OGGI RESIDENZ A DEL PRESIDENTE

A D E S T R A L O C H T E A U D E R D U I T,

o cominciato a coltivare linteresse per la scienza fin da piccola, e credo di esservi stata
indirizzata in particolare da alcuni eventi. Prima di tutto a scuola, ho incontrato professori molto motivati, in grado di mostrare a noi alunni che la scienza dappertutto
e che materia viva. Ma c stato anche lallunaggio del 20 luglio 1969, che qui a Mauritius abbiamo potuto vedere in diretta tv. E pi tardi la nascita di Louise Brown, la
prima bambina concepita grazie alla fecondazione artificiale. Tutti avvenimenti che
mi hanno fatto capire che la scienza ci cambia davvero la vita.
Quindi, appena ho finito le scuole, sono partita per studiare Chimica organica allUniversit del
Surrey, in Gran Bretagna. Una delle ragioni per cui ho scelto quella contea che dava la possibilit di
fare uno stage in azienda: quellesperienza lho fatta allinterno di una grande compagnia chimica,
nel dipartimento in cui si faceva ricerca sui pesticidi a partire soprattutto da sostanze naturali.
Poi ho preso il dottorato in Chimica organica allUniversit di Exeter, lavorando sempre su molecole
naturali. A quel punto, ero pronta a partire per gli Stati Uniti, dove avrei fatto un master di specializzazione. Ma i miei genitori mi hanno convinta a tornare a Mauritius ed eccomi di nuovo qua.
Ho ottenuto un posto alluniversit. Be, mi sono subito resa conto della differenza. A Mauritius
non potevi fare ricerca come in Gran Bretagna, perch non cerano mezzi n strutture. Ma siccome
avevo ancora una grande passione per la chimica, cui non volevo assolutamente rinunciare, sono
caduta nel pentolone delle piante! Cio, ho cominciato a conciliare chimica e botanica. Perch le
piante? Perch Mauritius un punto di riferimento per la biodiversit planetaria. Ma anche perch
quando sei un accademico hai bisogno di pubblicare ricerche scientifiche originali. Cos ho capito che,
se volevo cominciare a studiare le piante, ero nel posto ideale per trovare molecole nuove.
Sono partita da un progetto della Commission de lOcan Indien sullo studio delle piante officinali, grazie al quale, dal 1990 al 1995, ho lavorato allinventario delle specie aromatiche e medicinali di Mauritius e Rodrigues: quando lho completato, mi sono resa conto che ci sono molte verit in
quello che dicevano le vecchie maghe di paese. Perci ho cominciato a riorientare i miei studi sulla
validazione scientifica dei dati tradizionali: cio a prendere le ricette, a studiarle, a verificare se
fossero davvero efficaci e per quali ragioni. Considerate che, negli anni in cui facevo luniversit, questi temi venivano percepiti come estremamente marginali, quasi delle stregonerie. Ma le cose sono
cambiate: lanno scorso, il Nobel per la medicina andato alla cinese Tu Youyou, che ha fatto tesoro di

126
127

informazioni tradizionali sulla cura della malaria e, con quelle, ha prodotto il farmaco che ha deciso
la guerra del Vietnam, lartemisinina.
Intanto io, nel 2001, vincevo la cattedra di Chimica organica e diventavo la prima insegnante
donna dellUniversit di Mauritius. Nel 2004 sono stata nominata preside della facolt di Scienze e
prorettore dellateneo. Nel 2007 ho ricevuto il premio LOral-Unesco per le Donne e la Scienza. Poi
ho cambiato strada. Nel 2009 sono diventata amministratore delegato del Cidp (Centre International
de Dveloppement Pharmaceutique) Research & Innovation, perch nel mondo accademico non cerano mezzi per tradurre la ricerca in business, ma di molecole naturali per lindustria farmaceutica e
cosmetica c gran richiesta. Insomma: sono diventata imprenditrice. Per me un esempio di come la
protezione della biodiversit dia anche vantaggi economici a una regione e di quanto sia necessario
che, come stabilito da molte convenzioni internazionali, i paesi regnino sovrani sulla propria.

a facciamo un passo indietro. Nelle societ arcaiche luomo si considerava parte integrante dellambiente. In alcune di quelle asiatiche, ai tempi dei faraoni, quando si
andava nella foresta a tagliare un albero si chiedeva il permesso alla natura. Oppure
agli spiriti. Poi luomo ha avuto la pretesa di diventare un dominatore, di sfruttare le
altre specie e ha perso il rispetto per le cose. Solo che questo non pu durare a lungo.
Anzi, proprio adesso serve un cambiamento rapido del modo di pensare, una presa di
coscienza del fatto che dalla biodiversit che dipende la nostra vita: per biodiversit non intendo
soltanto le piante, ma anche i microbi terrestri e marini, gli animali e le interazioni tra tutti loro.
una vera questione di sopravvivenza, sia chiaro. Qui siamo oltre laspetto morale, etico e
anche economico. Adesso la sopravvivenza dellumanit che dipende dalla sopravvivenza della biodiversit. Prima ci comportavamo come se dovessimo fare un favore alla natura difendendola, adesso
invece sappiamo che si tratta del contrario: lei che difende noi, che per evitare il peggio dobbiamo
leggere i sintomi del suo malessere. Parlo di fenomeni come le tempeste di neve negli Stati Uniti, le
inondazioni in Gran Bretagna, lacqua che si alza nelle citt costiere. Come per esempio nella vostra
Venezia. O qui, nelle nostre isole: Mauritius classificata fra le zone ad alto rischio del World Risk Re-

C A P.

AFRICA

WIRED

PRIM AVER A

2016

128
129

C A P.

AFRICA

port e le Maldive sono direttamente minacciate dallinnalzamento dei mari. Si tratta di cambiamenti
brutali dellambiente; i pi evidenti sono gli estremi climatici sempre pi frequenti.
Non solo: dobbiamo anche capire che giunta lora di superare le divisioni fittizie tra nord e sud
del mondo. Tutti dobbiamo fare la nostra parte. E se vero che le nazioni del nord del pianeta hanno
pi colpe etiche, morali, sociali, economiche di quelle del sud, ora tempo di superare anche questo.
Continuare a parlare di responsabilit serve a poco, soprattutto ai paesi africani che presto inizieranno a soffrire delle conseguenze dei cambiamenti climatici. gi il momento di agire.
Ci saranno sempre pi rifugiati climatici, grandi movimenti di popolazioni che fuggono da
carestie, siccit. Ma anche pi problemi di salute, per tutti. Il virus Zika oggi ce lo sta dimostrando:
era diffuso solo in Uganda, dove la gente ci convive da lustri, poi ha cambiato territorio. Ma tante altre
malattie cambieranno distribuzione: prima fra tutte la malaria, che si sta spostando dai paesi caldi
e umidi del sud verso quelli del nord. Ci saranno impatti enormi anche sulla sicurezza alimentare:
lAfrica possiede il 60% delle terre agricole del pianeta e molte sono occupate da colture di base, come
il mais. Ma nel 2030 il 40% di queste aree potrebbe non essere pi coltivabile visto che il continente
sar diventato iperurbanizzato. Che conseguenze avr tutto ci per la nostra alimentazione? Riusciremo a trasferire nei paesi africani le tecnologie per la cosiddetta smart agricolture ed evitare
di perdere questimmensa risorsa? Insomma: bisogna guardare al problema con un occhio globale,
senza pi pensare a un pianeta diviso.

uanto a noi, Mauritius considerato uno degli hotspot della biodiversit terrestre. Su
tutto il pianeta ne esistono una trentina: coprono solo l1,4% della superficie totale della Terra ma contengono il 35% delle specie di piante. Per questo ci stiamo spendendo
tanto forse molto pi degli altri per la salvaguardia del nostro ambiente. Il 60%
delle specie vegetali che si trovano qua esclusivo del posto. Quindi ci tengo a dire
che pi che lisola del dodo vogliamo essere lisola del gheppio: il gheppio di Mauritius,
un piccolo falco che siamo riusciti a salvare dallestinzione una ventina di anni fa. A questo punto, il
ruolo della scienza evidente. In Africa abbiamo bisogno di scienza, ma anche di scienziati: invece

WIRED

PRIM AVER A

2016

ORGANICA) A MAURITIUS

U N A C AT T E D R A ( Q U E L L A D I C H I M I C A

S TATA L A P R I M A D O N N A A O T T E N E R E

A L L U N I V E R S I T D E L S U R R E Y,

G U A R D I E D E L C O R P O . L A U R E ATA

CON IL CAPO CERIMONIERE E DUE

A M E E N A H G U R I B - FA K I M A R D U I T

130
131

ogni anno perdiamo un gran numero di laureati, che emigra verso i paesi ricchi. Non amo parlare di
fuga dei cervelli: preferisco usare il termine circolazione dei cervelli. Guardiamo a nazioni come
Cina, Corea, India e Brasile, che sono riuscite a emergere fino a diventare vere potenze. Eppure anche
loro hanno sofferto la diaspora degli scienziati ma sono riusciti, poi, a farli rientrare. E ci sono riusciti
non solo dando loro i necessari mezzi tecnici e tecnologici, ma anche creando ambienti favorevoli alla
ricerca. I salari per gli scienziati sono secondari, rispetto alla possibilit di lavorare bene. Bisogna
fare uno sforzo in questo senso, sapendo che uno sforzo che viene ripagato presto. Adesso arrivato
il momento che ci si metta anche lAfrica.
Attenzione per: lAfrica non un paese, un continente. Infatti fra gli argomenti che sono oggi
in discussione nellUnione africana c proprio questo: ogni singolo Stato deve assumersi limpegno
di investire una certa percentuale del Pil in strutture da dedicare alla scienza. Consideriamo che
lAfrica ha un vantaggio sul resto del mondo: lunico continente giovane, quello in cui let media
pi bassa (23 anni!). Significa che abbiamo un vivaio di talenti da allevare. Che abbiamo una nuova
collettivit che si sta mettendo allopera. Come dico spesso: il potenziale dellAfrica non si limita alle
risorse minerarie, soprattutto nel capitale umano.
LAfrica per ha anche uno svantaggio: da quando stata colonizzata, si scelto di formare amministratori senza pensare di investire nelleducazione degli scienziati. Ma anche in questo campo
sta a poco a poco avvenendo una presa di coscienza, perch si capito che servono persone capaci di
dirigere le imprese, per esempio. Anche i politici hanno cominciato a capire che, se bisogna prendere
decisioni basate su dati credibili, sulla credibilit scientifica che si deve puntare.
Anche perch, allinizio, le priorit politiche sono sempre spinte dai bisogni. Ma non si pu
pensare di fronteggiare solamente le emergenze: bisogna comunque guardare al futuro. In Africa
abbiamo investito tanto sulla salute, sulle malattie soprattutto quelle trasmissibili. E ci sono stati molti finanziamenti dallestero, come quelli della fondazione Gates o della Wellcome Trust. Se si
guardano le universit africane, infatti, si vede benissimo che le tematiche sanitarie sono state privilegiate rispetto alle altre. Ma i bisogni sono e saranno sempre di pi legati allagricoltura e alla
sicurezza alimentare come lacqua, lo sviluppo energetico pulito. Si dovr investire, pi in generale,
sulla produzione di conoscenza, perch non possiamo pi continuare a dipendere dalla conoscenza
prodotta altrove. Insomma: bisogner puntare sempre di pi sullinnovazione.

C A P.

AFRICA

ALAMY/OLYCOM

CAPITOLO

QUADRANTE

J5

AFRICA

LUOGO

HARGEISA,

MAPPA

COORDINATE

SOMALILAND

GPS

9.562060

CATEGORIA

PAROLE

SCIENZA

ACQUA,

N,

44.038392

CHIAVE

AGRICOLTURA,

DESALINIZZAZIONE,

ENERGIA

SOLARE

LE SERRE CHE SFIDANO IL DESERTO

La scarsit dacqua una


piaga e, se combinata con
la crescita costante della
popolazione, pu avere
effetti drammatici.
Al punto che la
sopravvivenza stessa
diventa a rischio. Se infatti,
come indicano le stime,
si superassero i 9 miliardi
e mezzo di individui nel
2050, per rispondere alla
domanda globale di cibo
la produzione agricola
dovrebbe crescere del
60% entro la met del
secolo. Il tutto complicato
dal fatto che lapporto
di nascite maggiore
verrebbe dallAfrica, dove la
malnutrizione gi oggi
un problema concreto.
Questo significherebbe
quindi non solo
intensificare o modificare

geneticamente alcune
colture, ma anche essere
in grado di sfruttare ogni
centimetro di terreno
disponibile. Anche quello
pi arido o impervio.
Allidentikit risponde
sicuramente il Somaliland:
una lingua di terra che
si stende a sud del Golfo
di Aden, una delle zone pi
calde del pianeta e unarea
semi-desertica in cui
abbonda lacqua salata
ma scarseggia quella
dolce. Per questo la
compagnia britannica
Seawater Greenhouse,
in collaborazione
con i ricercatori della
Aston University di
Birmingham e della
locale Gollis University
di Hargeisa, ha sviluppato
delle serre-oasi capaci di
riciclare lacqua marina
per alimentare lagricoltura.
Il principale problema
del Corno dAfrica
che levaporazione
supera di gran lunga
le precipitazioni,

spiega Charlie Paton,


lamministratore delegato
di Seawater Greenhouse.
La nostra tecnologia
supera lo scoglio
utilizzando lacqua
del mare per produrre
aria pi pura e fresca.
Il contributo decisivo
arriva da altri due elementi
di cui la zona ricca: sole
e vento. Il primo scalda
i pannelli fotovoltaici
che producono lenergia
necessaria a pompare
lacqua e il secondo la
incanala in particolari
strutture reticolate.
Cos, desalinizzata
attraverso un processo
di osmosi inversa, lacqua
viene usata sia per irrigare
i campi sia per creare una
brezza umida che riduce
la traspirazione delle
piante. Il sale e le alghe
estratti possono essere
utilizzati il primo per
cucinare e conservare i
cibi, mentre le seconde
come fertilizzanti.
Nulla, insomma, va

sprecato. E non potrebbe


essere altrimenti in una
regione in cui solo l1,5%
dei terreni adatto alla
coltivazione. La media
di 0,5 tonnellate di
raccolto per ettaro ogni
anno, rispetto alle 300
delle serre ad acqua
marina (e alle 700
di quelle classiche):
un incremento che
estenderebbe la sicurezza
economica e alimentare
al 75% degli abitanti.
Il progetto, finanziato
dal Dipartimento per
lo Sviluppo Internazionale
del governo inglese e dal
fondo Agri-Tech Catalyst
di Innovate Uk, ha raccolto
700mila sterline che gli
assicureranno almeno
una durata triennale.

MARCO

COSENZA

CAPITOLO

UNA RESIDENZA PER ARTISTI

AFRICA

LUOGO

SINTHIAN,

COORDINATE

SENEGAL

GPS

15.510569

CATEGORIA

PAROLE

ARCHITETTURA

ARTE,

La routine uccide la
creativit. Ecco perch
se sei un artista dovresti
provare a vivere qualche
mese nel Thread Center
a Sinthian, un villaggio
remoto del Senegal al
confine con il Mali, nella
regione di Tambacounda.
Nel mondo dellarte, da
molti anni esiste una
pratica di residency
istituzionalizzata, per
permettere agli artisti
di essere ospitati in
luoghi destinati a dare

impulso alle ricerche e alla


creazione di opere. Con un
doppio scopo: fuggire dalla
frenesia della quotidianit
e ritrovare lispirazione in
contesti diversi dal proprio,
lasciandosi contaminare
dallambiente circostante.
Questa stata lidea
alla base delliniziativa
culturale lanciata e gestita
dalla Fondazione Josef
e Anni Albers, una non
profit con sede negli Stati
Uniti che mira a diffondere
nel mondo una visione
umanistica legata allarte
e al progresso sociale.
Il direttore Nicholas Fox
Weber si interessato
al Senegal nel 2003,

N,

13.268759

CHIAVE

COMUNIT,

THREAD

CENTER

dopo un incontro con un


dottore franco-senegalese,
Magueye Ba, che da Dakar
si era trasferito nellarea di
Tambacounda per portare
aiuti alla popolazione
locale, realizzando un
centro medico. Weber
ha fondato la non profit
American Friends of
Le Korsa per aiutare
Ba a sostenere le sue
attivit e ha cominciato
ad approfondire la sua
conoscenza della regione.
Da l il sogno e la visione
di un luogo che potesse
aiutare gli artisti a ritrovare
il senso del servizio alla
comunit, attraverso le
loro opere ma anche la loro

presenza in loco.
Il progetto, selezionato
anche alla Biennale
di Venezia 2014,
stato affidato allo
studio dellarchitetto
newyorchese Toshiko
Mori, che ha realizzato
il centro insieme ai suoi
studenti di Harvard,
con lobiettivo di costruire
una struttura residenziale
ma anche di uso pubblico.
Thread ha aperto un anno
fa, nel marzo del 2015,
ospitando i primi gruppi

QUADRANTE

MAPPA

B4

CAPITOLO

QUADRANTE

MAPPA

I6

AFRICA

I MINIBUS CONNESSI

LUOGO

CATEGORIA

NAIROBI,

COORDINATE

di artisti, tra cui danzatori,


coreografi, designer
e fotografi selezionati
dalla Fondazione, in
collaborazione con il
curatore darte Koyo
Kouoh, che vive a Dakar.
La struttura disegnata
in modo tale da poter
essere sfruttata non
solo durante i periodi
di residency, ma tutto
lanno. La popolazione
locale, infatti, la usa come
luogo di mercato, sede
di corsi di lingua e riunioni.
Si cercato di coinvolgere
la popolazione fin
dallinizio: la mediazione
del dottor Ba ha aiutato
gli abitanti di Sinthian
a capire il tipo di struttura
che stava nascendo
nel loro villaggio e come
dare il proprio contributo
per costruirla, e ha anche
accompagnato larchitetto
Mori nella progettazione,
tenendo conto della
dimensione, del contesto
e dei materiali disponibili.
Tra quelli usati: bamb,
paglia e terra battuta.
Merita attenzione
particolare la struttura
del tetto: anche
un sistema di raccolta
di acqua piovana,
destinato a conservare
il 30 per cento del
fabbisogno di acqua
dellintero villaggio.

DONATA

COLUMBRO

TRASPORTI

GPS

1.292473

PAROLE

KENYA

S,

36.826166

CHIAVE

GOOGLE

MAPS,

MATATU,

Prendi una citt da 3


milioni e mezzo di abitanti,
riempila di centinaia
di minibus privati,
ciascuno con i propri,
imperscrutabili, percorsi
e fermate, e otterrai un
sistema di trasporto
regolato dal caos, eppure
utilizzato per spostarsi
dal 70% della popolazione.
Questa era Nairobi nel
2012 e il fatto che i matatu,
i minibus in questione,
sparassero musica a tutto
volume mista a colpi di
clacson e fossero decorati
con scintillanti palle a
specchi da discoteca,
contribuiva semplicemente
a rendere folcloristica
lidea di caos.
A mettere fine a questa
situazione sono state
Sarah Williams e
Jacqueline Klopp, due
ricercatrici della Columbia
University, con laiuto di
Adam White, cofondatore
di Groupshot, societ
specializzata in progetti
allincrocio tra innovazione,
impegno sociale e sviluppo
globale. Nasce dal loro
impegno Digital Matatus,
il progetto grazie al quale
oggi 130 percorsi di
minibus e 3000 fermate
sono disponibili su Google

SMARTPHONE

Maps, consultabili da tutti


con il cellulare e stampati
in una mappa cartacea
precisa e coloratissima,
che non ha nulla da
invidiare a quella delle
reti di trasporti pubblici
di Londra o Parigi.
Realizzarla non stato
facile: il comune aveva s
notizie su circa il 75% dei
tragitti, ma si limitavano
ai punti di partenza e
arrivo. La soluzione? Dieci
studenti universitari locali,
dotati di smartphone e
di una speciale app per
annotare nome, luogo e
coordinate gps di ogni
percorso e di ogni stop,
si sono imbarcati per mesi
sui matatu. O, nei quartieri
pi pericolosi, a bordo di
auto che seguivano i bus.
Una volta raccolti, i dati
sono stati aggregati in
un formato compatibile
con Google Maps e gli
ingegneri di Mountain
View hanno adattato
i propri standard a un
sistema continuamente
variabile di orari, tragitti
e fermate.

FEDERICO

BONA

CAPITOLO

QUADRANTE

H10

AFRICA

LUOGO

JOHANNESBURG,

MAPPA

COORDINATE

SUDAFRICA

GPS

25.929475

CATEGORIA

PAROLE

SCIENZA

ANTROPOLOGIA,

S,

27.767133

CHIAVE

ARCHEOLOGIA,

HOMO

NALEDI,

TOMBE

L A C U L L A D E L L U M A N I T

Dai primi ritrovamenti


fossili del 2013 fino
allannuncio ufficiale
arrivato nel settembre
2015, la cosiddetta Culla
dellumanit in Sudafrica,
vicino a Johannesburg,
patrimonio dellUnesco
ci ha riservato unaltra
sorpresa: una nuova specie
del genere Homo. La
grande famiglia dellessere
umano si allargata con
Homo naledi, che deve il
nome alla Camera delle
stelle sotterranea (Dinaledi
nella lingua locale) in cui
erano conservati i suoi
resti fossili. Il gruppo
di scienziati guidato da Lee
R. Berger delluniversit
di Witwatersrand a

Johannesburg riuscito
a riportare alla luce i resti
di quasi una ventina di
individui, tra bambini,
adulti e anziani. Si tratta
di una delle pi importanti
scoperte scientifiche
dellanno scorso e
probabilmente della pi
rilevante del secolo in
antropologia, dal momento
che gli oltre mille fossili
recuperati sono un tesoro
senza eguali per ricostruire
unimmagine completa
di una specie di ominide.
Sullet di questo nostro
antenato sappiamo per
ora pochissimo, tanto
che potrebbe risalire
a 3 milioni di anni fa ma
anche avere 100mila
anni. Una difficolt nella
datazione che non potr
essere risolta prima del
2017, causata sia dalla
mancanza di resti animali
nella caverna, sia dal
gran numero di reperti
di epoche differenti
ritrovati nello stesso luogo.
La posizione dei resti,

nella zona pi remota


della caverna e a trenta
metri di profondit nel
sottosuolo, ha indotto
diversi antropologi
a pensare che questi
ominidi lasciassero
i morti in aree volutamente
poco accessibili.
Nonostante la sua et
incerta, di Homo naledi
abbiamo gi un identikit
piuttosto preciso:
il maschio adulto era
alto circa un metro
e mezzo e particolarmente
snello (arrivava a stento
a 45 chilogrammi);
il suo cervello aveva
una forma poco evoluta
e dalle caratteristiche
primitive, grande appena
la met rispetto a quello
dellessere umano
moderno. Le mani
somigliavano a quelle
dellHomo habilis ed erano
molto ricurve, suggerendo
che il nostro antenato
avesse eccezionali abilit
da arrampicatore ma anche
la capacit consolidata di

utilizzare degli strumenti.


Le altre caratteristiche
sono una singolare
mescolanza di tratti
primitivi e moderni:
la forma delle spalle
e le ossa del bacino,
per esempio, ricordano
quelli di scimmie
e australopitechi e hanno
un aspetto poco evoluto,
mentre le mascelle e i piedi
sono identici a quelli della
nostra specie e dimostrano
che Homo naledi era quasi
sicuramente in grado
di reggersi in piedi sulle
sue gambe affusolate.
E forse anche in grado
di camminare in posizione
eretta per lunghe distanze.

GIANLUCA

DOTTI

CAPITOLO

I L K I T C H E C O N N E T T E LA F R I C A

AFRICA

LUOGO

NAIROBI,

COORDINATE

KENYA

GPS

1.298752

CATEGORIA

PAROLE

HI-TECH

BRCK,

Connettere lAfrica.
Dove labbiamo gi
sentito? uno dei progetti
pi ambiziosi di Mark
Zuckerberg, che con
liniziativa Internet.org
vuole portare online con
servizi di base che passano
dal suo social network i
due terzi del mondo che
ancora sono offline. Attivo
gi in alcuni paesi africani
come Zambia, Kenya e
Tanzania, lo scorso anno
stato lanciato anche
in India. Poi c Google,
con il suo Project Loon,
progetto di ricerca e
sviluppo per portare la rete
in zone remote del pianeta
grazie alluso di palloni
aerostatici. Ma connettere
lAfrica anche lidea che
sta alla base di un progetto
molto pi piccolo e non
per questo meno
efficace: Brck, modem
e router wi-fi senza fili
che pu connettere fino
a 20 dispositivi, con
unautonomia di 8 ore
senza essere collegato
alla corrente elettrica.
Lo hanno inventato in
Kenya alcuni membri
del team di Ushahidi,
lapplicazione di
crowdmapping pi usata
al mondo, che ha sede
nelliHub di Nairobi,
incubatore di startup
e spazio di coworking con

pi di 16mila iscritti, cuore


pulsante dellinnovazione
tecnologica del continente
africano. Proprio negli
uffici di iHub, al fondatore
di Brck Erik Hersman,
venuta lidea di realizzare
un gadget che potesse
garantire la connessione
a internet in mancanza
di energia elettrica. In
un paese come il Kenya,
anche nella capitale, le
interruzioni di corrente
sono frequenti e, per chi
lavora nel mondo della
tecnologia, questo pu
diventare un incubo. In
pi, al di fuori delle aree
urbane le infrastrutture
per la rete veloce non sono
garantite, quando invece
laccesso a internet pu
essere proprio un punto
di forza e rilancio per
leconomia e loccupazione.
Brck si pronuncia brick,
come mattone in inglese,
perch lo sia dal punto
di vista del design che
della concezione: pu far
parte di un sistema pi
complesso, per esempio
diventando un mini
server quando connesso
a un computerino come
Raspberry Pi. Pu
funzionare ovunque
ci sia una rete mobile,
essere ricaricato tramite
pannelli solari e ha fino
a 16 gigabyte di spazio,
utili per i backup di rete.
Dal 2013 a oggi sono pi
di 2500 i pezzi venduti
in 54 paesi del mondo.
Brck nato grazie a una
campagna di crowdfunding

S,

36.790752

CHIAVE

ENERGIA

SOLARE,

INTERNET,

ROUTER,

SCUOLA,

WI-FI

QUADRANTE

MAPPA

I6

CAPITOLO

QUADRANTE

MAPPA

I5

AFRICA

R I V I N C I TA M E T R O P O L I TA N A

LUOGO

ADDIS

CATEGORIA

ABEBA,

COORDINATE

che ha raccolto 172mila


dollari da pi di mille
donatori, ma pu vantare
anche un investimento
di 3 milioni di dollari,
che lo mette nella top 5
delle startup africane pi
amate dagli investitori.
A settembre, il team di
Erik Hersman e Juliana
Rotich, anche lei tra le
fondatrici di Ushahidi e
membro del consiglio di
amministrazione di iHub,
ha lanciato Brck Education:
un kit dedicato alle scuole
che contiene il modem
Brck, 40 tablet super
resistenti allacqua e agli
urti, gi pieni di ebook
e materiali di formazione
cui si pu accedere
tramite una rete locale
installata offline e un
caricatore a pannelli solari.
Tutto questo permette a
qualsiasi insegnante
di creare una classe
digitale in pochi minuti.
Da una sperimentazione
in una prima scuola di
Nairobi, ora il kit Brck
Education arrivato
in Tanzania, e, con laiuto di
fondazioni come la African
Wildlife Foundation,
il progetto sbarcher
anche nelle scuole delle
aree rurali di Etiopia,
Repubblica democratica
del Congo e Uganda.

DONATA
F.

ERIK

COLUMBRO
HERSMAN

TRASPORTI

GPS

8.980866

PAROLE

ETIOPIA

N,

38.757737

CHIAVE

ENERGIA,

MADE

IN

CHINA,

Trentaquattro chilometri
e duecentocinquanta metri:
tanta la distanza coperta
dalla nuova metropolitana
leggera di Addis Abeba,
la prima di tutta lAfrica
sub-sahariana. Composta
da 39 stazioni stata
realizzata in appena 3 anni.
divisa in due linee: la blu,
inaugurata il 20 settembre
2015, che collega zona
industriale del sud della
citt a piazza Menelik II,
al centro, e la verde, che
ha debuttato il 9 novembre
2015 e corre da est (Ayat)
a ovest (Tor Hailoch). Un
capolavoro di tecnologia
ed efficienza, reso possibile
dalla combinazione tra
uneconomia, quella etiope,
che corre a tassi di crescita
intorno al 10% ormai
da quasi un decennio,
e grandi investimenti
cinesi. Lintera opera,
infatti, stata realizzata
dalla China Railway
Engineering Corporation
e i 475 milioni di dollari
necessari sono stati
garantiti per l85% dalla
Export-Import Bank of
China. Anche la gestione
delle linee e dei servizi,
per i primi tre anni e
mezzo, sar tutta cinese:
la Shenzhen Metro Group

TRAFFICO

ha gi inviato il proprio
personale, che avr il
compito, durante questo
periodo, di istruire
e addestrare manager
e tecnici locali.
La sfida tecnologica pi
importante? Garantire
i 160 megawatt di energia
elettrica necessari al
servizio, grazie a una
rete dedicata che
prevede quattro snodi
agli estremi delle linee.
Non per niente,
lEtiopia sta lavorando
intensamente per
integrare le proprie risorse
energetiche e, dopo
il parco eolico di Adama,
inaugurato lanno scorso,
stato il turno della
centrale idroelettrica
Gibe III, che ha quasi
raddoppiato la potenza
disponibile per il
paese. Limpatto della
metropolitana stato
positivo: nel primo mese,
circa 200mila passeggeri
al giorno sono saliti su
uno dei 41 treni, pagando
un biglietto che costa
6 birre (circa 0,26 euro)
e decongestionando
il traffico.

FEDERICO

BONA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

LAGOS,

D5

UN CAMPO CHE PRODUCE ENERGIA

AFRICA

COORDINATE

NIGERIA

PAROLE

SPORT

AKON,

Provate a far rotolare un


pallone e vedrete che la
gente gli correr dietro.
Pensate ora di poter
utilizzare tutto quello
sforzo per illuminare
un campo, una strada,
magari un intero quartiere.
Ora lasciate da parte la
fantasia, perch qualcosa
del genere esiste gi.
Si trova in Nigeria,
allinterno del Federal
College of Education di
Akoka, a Lagos, ed un
campo da calcio che riesce
a combinare lenergia
solare a quella cinetica.
In tre hanno contribuito
alla sua realizzazione:
il gigante energetico
Shell, la star dellhip hop
Akon (americano ma
di origini senegalesi) e
Pavegen, una startup
britannica non nuova a
questo genere di imprese,
che gi nel 2012 riusc a
garantire lilluminazione
di un marciapiede a
Londra attraverso lenergia
prodotta da chi
ci camminava sopra.
Agli ormai tradizionali
pannelli solari si
aggiungono un centinaio
di piastrelle posizionate
sotto il manto erboso,
piazzate nelle zone
strategiche in cui pi
frequente il passaggio
dei giocatori in azione,

GPS

6.516389

CATEGORIA

MAPPA

N,

3.390229

CHIAVE

CALCIO,

ENERGIA

capaci di trasformare i
movimenti dei calciatori
in corrente elettrica,
producendo fino a 7
watt per ogni passo.
Il risultato un campo
in grado di garantire
lilluminazione stradale per
24 ore o immagazzinare
energia per usi futuri.
La scelta del luogo non
stata casuale, ma
mirata alla realizzazione
di un progetto sociale.
La comunit di Akoka,
infatti, non ha luce n
luoghi di aggregazione e
socializzazione notturna.
Si tratta solo di un primo
passo, perch se il risultato
su un campo da calcio pu
sembrare straordinario,
non difficile immaginare
lefficacia che la stessa
tecnologia potrebbe avere
se applicata ai marciapiedi

CINETICA,

SHELL

e ai pavimenti di scuole
e centri commerciali
delle metropoli.
LUnione africana ha gi
previsto investimenti da
venti milioni di dollari per
le energie rinnovabili nel
prossimo decennio e lo
sviluppo di questa nuova
tecnologia potrebbe
rappresentare un ulteriore
passo avanti. Il progetto
mostra come il futuro delle
rinnovabili sia combinare
il potere dellenergia
cinetica e di quella solare,
ha spiegato il fondatore
di Pavegen, Laurence
KemballCook.
Liniziativa ha per
sollevato diversi dubbi:
la quantit di elettricit
prodotta sar sufficiente
a compensare i costi della
tecnologia utilizzata?
E quelli per il suo trasporto

sul luogo? Non forse


meglio puntare su energie
rinnovabili gi collaudate
e avanzate come il solare
e leolico? La startup
inglese ha gi risposto
ad alcune delle critiche,
affermando che il prezzo
delle piastrelle gi stato
abbassato notevolmente,
e se prima era il 500% in
pi rispetto a quello del
normale pavimento di
un centro commerciale
africano, ora superiore
di appena il 20%. Un
investimento che, dunque,
potrebbe davvero avere
un senso.

GABRIELE

LIPPI

BEVI DIPLOMATICO RESPONSABILMENTE


IMPORTATO DA COMPAGNIA DEI CARAIBI

Non solo unaltra


stampante laser monocromatica:
un nuovo modo di pensare.
Maggiori possibilit, maggiori profitti. Documenti di alta qualit, bassi
costi di manutenzione e una velocit di stampa e scansione che arriva
a 50 pagine per minuto: la nuova gamma professionale Brother di
stampanti laser monocromatiche apre opportunit enterprise prima
impensabili. Brother, da sempre allavanguardia nel mercato delle
laser monocromatiche, ha progettato la linea secondo un nuovo modo
di pensare il business delle aziende: abbassare i costi mantenendo
volumi elevati di stampa e qualit senza compromessi, e rendendo
ogni operazione facilmente gestibile dai gruppi di lavoro. Per fare
della stampante, la spina dorsale degli uffici di grandi dimensioni,

uno strumento in grado di generare nuovi profitti. Sono tredici


i modelli della gamma, tutti dotati delle soluzioni tecnologiche Brother
pi avanzate in fatto di stampa, scansione, copia e fax. Laffidabilit
certificata e la possibilit di creare soluzioni di stampa esclusive, grazie
a una piattaforma software a interfaccia aperta, rendono possibile
una maggiore produttivit e un controllo totale sul flusso di lavoro.
Brother non produce solo stampanti, ma si propone come partner
per sviluppare progetti e soluzioni ad hoc e fornire servizi di assistenza
tecnica, garantendo un supporto completo alle aziende per una
migliore gestione dei processi di stampa.

ALTA
PRODUTTIVIT

AFFIDABILIT
A LUNGO
TERMINE

Il nuovo
processore
Cortex-A9 a
800 MHz, con
memoria da 1
GB, permette un
tempo di stampa
della prima pagina
inferiore ai 7,5
secondi e una
elevata velocit di
stampa fino a 50
pagine al minuto.
La capacit di
carta in ingresso
arriva a 2650 fogli
e quella in uscita
a 1050, grazie
allunit mailbox
opzionale.

Le nuove laser
mono, dalla
qualit costruttiva
ancora migliorata,
sono garantite
per prestazioni
ottimali pi
durature, con un
volume di stampa
mensile massimo
di 150.000 pagine.

FACILIT DUSO
I nuovi pannelli
touch a colori
da 12,3 pollici
aumentano
le possibilit
di controllo
dei processi
di stampa.
Linterfaccia BSI
(una novit in
questa classe
di stampanti)
permette
una facile
implementazione
di software
su misura e la
distribuzione
su una ampia
gamma di
dispositivi. E la
tecnologia NFC,
solitamente
impiegata per
uffici di livello
superiore, ora
alla portata di
tutti.

FLUSSO DI LAVORO
MIGLIORE
I gruppi di lavoro dagli
elevati volumi di attivit
possono trarre vantaggio
dal supporto ai diversi
formati, dalla scansione
fronte-retro ad alta velocit,
dalla connessione ai
servizi basati su cloud
(Microsoft SharePoint) e
dai report professionali e
personalizzabili.

COSTO DI
GESTIONE
CONVENIENTE
La nuova gamma
Brother lavora
con toner ad
altissima capacit
(20.000 pagine),
tamburo da
50.000 pagine e
fusore da 200.000
pagine. Il software
PrintSmart offre
una visibilit
completa del
comportamento
degli utenti
aziendali, per il
contenimento
dei costi e una
migliore efficienza
operativa.

STAMPA MOBILE
PrintSmart Mobile,
soluzione basata su
cloud, offre la possibilit
di stampare da qualsiasi
dispositivo mobile in modo
rapido e sicuro, un sistema
ideale per le aziende con
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NFC, utilizzabile anche
per la stampa diretta da
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compatibili.

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pag. 148

Tel Aviv

pag. 162

Sagarmatha National Park

pag. 163

Hengdian

pag. 164

Suzhou

pag. 165

Tokyo

pag. 166

Amman

pag. 167

Baikonur

pag. 168

Hatzeva

pag. 170

Bangalore

pag. 171

10

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N.

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2016

L A S I L I C O N VA L L E Y
DORIENTE

D AV I D L I : N E L 2 0 1 0 H A C O F O N D AT O

D I I M P R E N D I T O R I E C R E AT I V I

C I N E S E , U S AT O O R M A I D A M I G L I A I A

X I N C H E J I A N , I L P R I M O H A C K E R S PA C E

DI

TRADUZIONE

DI

THOMPSON

MICHELE

PRIMI

N,

DI

ZACHARY

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BAKO

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M8

QUADRANTE

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LA PROSSIMA GOOGLE E LA NUOVA APPLE

IN GOOGLE O APPLE MA VOGLIONO CREARE

E IMPRENDITORI NON CERCANO PI LAVORO

DI MIGLIAIA DI GIOVANI INNOVATORI

BASTA IMITARE LOCCIDENTE: IN CINA DECINE

CLIVE

TESTO

23.141117

CINA

GUANGZHOU,

GPS

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LUOGO

ASIA

CAPITOLO

WIRED

PRIM AVER A

2016
S E R V I Z I O D I D AT I N G I N S T R E A M I N G

U N I N N O VAT I V O E P R O F I C U O

Y Y, M O W E N G A N G , H A L A N C I AT O

I L G I O VA N E P R O G R A M M AT O R E D I

o Wengang, un giovane programmatore, ha unidea e tutti pensano che sia matto. Appena uscito dal college, ha trovato lavoro a Guangzhou, lenorme citt sul delta del
Fiume delle Perle, in una societ chiamata YY: vanta oltre cento milioni di utenti che,
ogni mese, trasmettono in streaming o seguono le trasmissioni di altri mentre cantano, giocano ai videogame e conducono talk show dai loro appartamenti di Pechino. Il
pubblico interagisce con messaggi vocali o scritti.
Anche se YY funziona bene, Mo pensa che sia il momento di provare qualcosa di nuovo, di usare quellefficiente tecnologia streaming per un servizio di dating. Dovr funzionare come uno show
televisivo: il conduttore crea un salotto virtuale poi invita dei single e li convince a scambiarsi informazioni per trovare, forse, un partner. I suoi superiori sono dubbiosi: Lamministratore delegato ha
quasi cestinato lidea, dice il chief financial officer Eric Ho nel suo ufficio nella sede della YY, un edificio a tre piani pieno di ingegneri e designer che digitano furiosamente codici su codici. Sei sicuro di
volerlo fare?, chiede al ragazzo. A me pare una cosa stupida, non credo che alla gente piacer. Mo
Wengang per convinto e insistente, quindi gli dicono di provare.
In Cina, fino a dieci anni fa, impiegati cos non esistevano. Gli osservatori tecnologici, non a
caso, lamentavano nel Paese la mancanza di innovatori coraggiosi. Cerano societ che facevano ottimi profitti, com ovvio, ma raramente osavano correre rischi e provavano a essere creativi. Si limitavano a imitare la Silicon Valley: Baidu era una copia di Google, Tencent di Yahoo, JD una versione
cinese di Amazon. La preparazione e le capacit dei programmatori cinesi non erano seconde a quelle
di alcuno, ma nessuno aveva la spinta innovativa di un Mark Zuckerberg o di uno Steve Jobs. Quel
mantra cos West Coast, sbaglia in fretta e sbaglia spesso, che li aveva guidati nella creazione di
prodotti sempre migliori, era del tutto estraneo e considerato un gravissimo pericolo da intere generazioni di giovani formati in un rigido sistema educativo, basato su apprendimento mnemonico e
punizione severa degli errori.

laureati cinesi aspiravano a un posto di lavoro in una grande, solida azienda. Il loro
obiettivo era la stabilit. Le citt erano appena uscite da decenni di povert e la campagna perlopi doveva ancora farlo. Meglio tenere la testa bassa, non rischiare. Un
atteggiamento che oggi sta cambiando, spazzato via da un aumento della prosperit che ha alzato il livello di consapevolezza e coraggio tra i giovani urbani esperti di
tecnologia. Nel 2000, solo il 4% dei cinesi apparteneva alla classe media (cio con un
reddito annuo compreso tra 9 e 34mila dollari); nel 2012 la percentuale salita a due terzi della popolazione. Anche listruzione di livello secondario cresciuta al ritmo di 7 milioni di diplomati allanno.
Risultato: emersa una generazione creativa e allo stesso tempo pronta a correre dei rischi.
Ci sono ragazzi di appena ventanni che fondano aziende. Alcuni sono appena usciti dal college, altri
nemmeno hanno completato gli studi, dice il venture capitalist Kai-Fu Lee, un veterano di Apple,
Microsoft e Google che nel corso dellultimo decennio ha attraversato il Paese in lungo e in largo per
sostenere le giovani imprese. Oggi le maggiori citt della Cina sono piene di ambiziosi innovatori e
imprenditori che si riuniscono negli hackerspace e negli acceleratori. Giovani che non cercano pi
lavoro da Google o Apple: vogliono creare la prossima Google e la prossima Apple. Chiunque abbia
unidea promettente e un po di esperienza, trova i fondi necessari a realizzarla. Lanno scorso nelle

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startup cinesi stata pompata la cifra record di 15,5 miliardi di dollari; gli imprenditori sono letteralmente coperti di denaro, mentoring e consigli da parte di investitori milionari (anche se solo
una piccola fetta della torta del venture capital americano, arrivata nel 2014 a 48 miliardi di dollari,
a essere destinata alla Cina).
Persino il governo di Pechino, molto diffidente verso la rete e a capo di un vasto apparato di
censura online, ha creato un fondo di 6,5 miliardi per le startup; visto il rallentamento della crescita
economica dopo quasi due decenni di espansione vertiginosa, il Partito cerca opportunit per creare
nuovi posti di lavoro. Il settore tecnologico serve perfettamente il bisogno. Il nuovo boom comprende
sia i servizi online che la produzione di hardware. Recenti successi come Xiaomi, la compagnia telefonica mobile della capitale, o WeChat, lapp di social networking di Tencent che sta conquistando il
mondo, funzionano da apripista. Le societ cinesi godono di vantaggi evidenti rispetto a quelle straniere, quali la familiarit con i gusti e le abitudini locali, per esempio; o la possibilit di collegamento
a un sistema produttivo di primo livello (creato per soddisfare proprio le esigenze delle compagnie
occidentali) e la vicinanza con i mercati che nel mondo crescono pi velocemente, come lIndia e il Sud
Est asiatico. Questa combinazione di fattori le mette in condizione di battere lOccidente sul suo stesso campo. Non a caso, lanno scorso Xiaomi stata la compagnia di telefonia mobile che ha venduto di
pi al mondo, subito dopo Samsung, Apple e Huawei.

er YY, tollerare lintraprendenza del giovane programmatore stata una decisione


azzeccata. Il servizio di dating, lanciato nel corso del 2014, stato un sorprendente
successo e produce notevoli profitti. Il colosso di Guangzhou non ha pubblicit, genera
entrate solo quando gli utenti comprano oggetti virtuali (pagati con soldi veri) da regalare ai broadcaster che mettono in streaming la loro vita: i pi celebri guadagnano
veramente tanto, al punto di riuscire a mantenersi grazie a YY che, da parte sua, si
tiene il 60% di ogni acquisto e versa al beneficiario il resto in contanti.
Osservo il laptop di Eric Ho e vedo come si sviluppa un incontro. I soldi volano, mentre luomo
e la donna si scambiano regali virtuali: anelli (1 dollaro e 55 centesimi), baci (16 centesimi) e lettere
damore (5 centesimi). Ci sono anche doni pi costosi: per circa mille dollari puoi regalare a qualcuno
una Lamborghini virtuale. Nei primi nove mesi, nelle casse di YY sono entrati 16 milioni di dollari,
somma che cresce rapidamente. Lintera societ ha guadagnato 580 milioni, e tre anni dopo essere
stata quotata al Nasdaq il valore di mercato supera i 3 miliardi, nonostante gli sbalzi subiti dal mercato nel corso del 2015. La prossima Silicon Valley arrivata, e si trova in Oriente.
Il boom tecnologico di fine anni 90 ha regalato alla Cina il suo web 1.0: motori di ricerca, strumenti per la comunicazione via email e blog, nuovi portali e lenorme sito di ecommerce Alibaba. A
quel tempo, Pechino aveva bisogno di creare copie pressoch esatte delle grandi societ americane perch per le aziende straniere operare nel paese era tuttaltro che facile, visto che il governo
bloccava i siti esteri usando un complesso sistema di filtri noto come Il Grande Firewall cinese. Le
imprese locali, inoltre, avevano un vantaggio: comprendevano le particolari esigenze dei digerati
(digital+literati, termine con cui John Brockman, nel libro omonimo, indica llite della computer industry e delle online community, ndr) cinesi dei primi anni del terzo millennio, quando laccesso alla
rete era ancora scarso.

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Un esempio: dieci anni fa eBay ha provato a conquistare la Cina e ha fallito, anche perch molte
attivit locali (che in altri paesi avrebbero usato eBay per vendere nel mondo) non avevano la connessione a internet. Nemmeno un computer, a volte. Il fondatore di Alibaba, Jack Ma, lha capito e ha
creato una forza vendita sparsa su tutto il territorio per insegnare a ogni singolo venditore come connettersi; poi ha surclassato il sistema PayPal, usato da eBay, con il suo Alipay, che tiene il pagamento
in garanzia finch il compratore non ha ricevuto la merce e si dichiarato soddisfatto. Mossa che ha
contribuito a creare fiducia nel sistema degli acquisti online.
Cavalcando londa, Baidu e Alibaba sono diventati i grandi dragoni cinesi e hanno creato una
miriade di milionari, come gi aveva fatto Microsoft negli Anni 90. Poi, dal 2000 in poi, il successo
delle aziende-fotocopia ha aperto la strada ai piccoli dragoni, societ creative del web 2.0 venute
fuori dal nulla. Le prime, dunque, hanno fornito un modello di riferimento e, pi importante, hanno
costruito le infrastrutture cruciali per il boom tecnologico, tra cui i servizi di cloud che permettono a
qualsiasi ventenne di lanciare unattivit da un giorno allaltro e iniziare subito a fatturare.

eituan fra le realt di maggior successo di questa seconda ondata. diventata un


gigante dellecommerce perch ha saputo dare ai piccoli commercianti se registrati
sul suo sito o attraverso una app mobile la possibilit di mandare offerte ai compratori pi vicini. Il quartier generale di Pechino sembra una foresta tropicale, con grandi piante verdi fra le postazioni di lavoro e condizionatori che muovono lentamente
nuvole daria umida. C un profondo silenzio, girano tanti soldi. Sulla testa di decine
di programmatori, uno schermo grande come un tavolo segna 8309, cio il numero di affari conclusi
solo oggi. Nei primi cinque anni di vita, le statistiche di Meituan sono balzate alle stelle: nel 2014 ha
processato transazioni del valore di 7 miliardi di dollari per i suoi 900mila partner, ed entro la fine
del 2015 conta di raggiungere quota 18,5 miliardi.
Wang Xing, il cordiale ed elegante amministratore delegato, un imprenditore esperto che ha
seguito da vicino il cambiamento creativo delle startup cinesi. Aveva gi lavorato alla realizzazione
di cloni di Facebook e Twitter, poi nel 2008 ha notato lascesa rapida di Groupon: Ci ha influenzato,
senza dubbio, ammette. Era gi abbastanza esperto da notare i difetti di quel modello di business,
che tratteneva per s larga parte del ricavo di ogni transazione, lasciando insoddisfatti i venditori: a
ragione, visto che perdevano soldi a ogni offerta. Ma stringevano i denti sperando perlopi invano
che il sistema procurasse loro clienti fissi. A Wang, invece, interessava che Meituan diventasse per i
piccoli commercianti il modo pi facile per trarre profitto dai clienti e rimanere in contatto con loro;
quindi ha fissato la percentuale di profitto al 5%, in modo che comunque guadagnassero.
Ha anche iniziato a sviluppare una tecnologia proprietaria per lecommerce; sul cellulare, mi
mostra alcuni esempi. I suoi uomini hanno raggiunto i cinema di tutto il paese e collegato a Meituan il
sistema di prenotazione dei biglietti; oggi il pubblico pu non solo comprarli sul sito della societ, ma
anche scegliersi il posto. Clicca su Lo Hobbit: Non devi aspettare in coda, non sei costretto a parlare
con qualcuno: ti avvicini alla macchina e scansioni il codice. Elegante, semplice. Oggi un terzo di
tutti i biglietti vengono acquistati su Meituan, pari al 10% del fatturato 2014.
Una mossa astuta, visto che oggi la classe media cinese ha crescenti necessit di servizi e risparmio. Sono persone, vestite allultima moda europea, che estraggono costosi cellulari per fare

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GLI UFFICI DI Y Y A GUANGZHOU:

I 3 MILIARDI DI DOLL ARI

VA L O R E D I M E R C AT O S U P E R A

Q U O TAT O A L N A S D A Q E I L S U O

I L S O C I A L N E T W O R K , N AT O N E L 2 0 0 5 ,

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I N A LT O , L A P R O VA D I U N S E N S O R E

1,5 MILIONI DI DOLL ARI

D E L L A S TA R T U P, F I N A N Z I ATA C O N

P E C H I N O . S O T T O , I M P I E G AT I E O P E R A I

DA GOL F NEL L A SEDE DI ZEPP L ABS A

praticamente qualsiasi cosa: pagare con Alipay il taxi fino a un festa in una zona bohmienne della
periferia di Pechino, indicare su WeChat la propria posizione in modo che gli amici possano raggiungerli, postare selfie su Meitu, un servizio di condivisione foto con filtri di bellezza incorporati. Nel
2013, questa borghesia ha destinato ai servizi il 44% delle proprie spese annuali, quota che secondo
gli esperti di McKinsey salir al 50 entro il 2022.
I giovani abitanti delle citt useranno i telefonini per fare spese folli e comprare qualsiasi cosa,
dai massaggi al cibo a domicilio, dalle sedute dal parrucchiere a quelle nei beauty salon. Anche il crollo di mercato del 2015 non sembra aver frenato i consumi. A ottobre durante la festa nazionale della
Settimana doro, in cui i cinesi per tradizione vanno tutti in vacanza, le prenotazioni sono salite del
70% rispetto allanno precedente e a parere degli analisti di Merrill Lynch e Bank of America i viaggi
allestero sono aumentati del 36,6.

ecommerce, gi piuttosto forte in Cina, ha possibilit di crescita impressionanti, anche perch un numero enorme di servizi non ancora in rete. Un esempio? Solo un
quinto delle stanze dalbergo viene prenotato online. La gente desidera lecommerce
non solo per la convenienza, ma anche perch pi trasparente e meno corrotto delle
attivit legate a strutture aziendali fisiche. Kai-Fu Lee sottolinea che queste ultime
sono, per gli standard americani, infestate dallinefficienza e da una politica di vendita
da imbonitori dassalto: Negli Stati Uniti, secoli di concorrenza leale hanno dato vita a un sistema di
commercio onesto, limpido, ma in Cina non cos. Se vuoi vendere una propriet immobiliare non
c trasparenza. Se vuoi comprare unauto di seconda mano, non trovi consulenti come Ralph Nader
o servizi come Consumer Report.... Eliminando gli intermediari e creando un sistema basato sulla
reputazione, le aziende di ecommerce rendono le transazioni pi sicure: E una soluzione basata sulla
tecnologia mobile sarebbe addirittura migliore, aggiunge Lee.
La corruzione solo una delle grandi sfide che la Cina deve affrontare e vincere. Gli investitori
sono costretti a vedersela anche con un sistema bancario non trasparente, con garanti delle leggi corrotti, con un inquinamento dilagante, un recente giro di vite sul dibattito politico e una popolazione
rurale desiderosa di trovare lavoro in citt. Il Partito comunista sar in grado di risolvere tutti questi
problemi? Non chiaro a tuttoggi. Nel breve periodo, comunque, la febbre delloro tecnologico ha
creato una competitivit feroce: appena si inaugura una nuova categoria di prodotti, lofferta si sparge a macchia dolio e istantaneamente fra decine spesso centinaia di imprenditori. In confronto,
quella in America minima. Un esempio? Ci sono solo due societ, Uber e Lyft, che fanno a botte per
contendersi il settore dellautonoleggio.
Lee stima che Meituan abbia dovuto combattere contro almeno tremila concorrenti sparsi per
tutto il paese: chi riesce a rimanere in piedi, come Wang, diventa pi agguerrito. A met strada fra
la vecchia e la nuova guardia, si trasformato anche lui in un investitore alla ricerca di giovani con
idee coraggiose da trasformare in nuovi piccoli dragoni. Una delle societ su cui sta investendo si
chiama eDaijia: un servizio che consente di trovare qualcuno che guidi la tua auto quando hai bevuto troppo. Sono gi una potenza qui da noi e lanno scorso si sono allargati a Seoul, mi dice con una
risata. Pare sia la citt al mondo in cui la gente si ubriaca di pi. La Cina dunque vive un notevole
boom dei servizi via web, ed in vantaggio rispetto allAmerica anche dal punto di vista dellhardwa-

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re. Negli ultimi 30 anni diventata il centro manifatturiero del mondo: oggi citt della costa come
Shenzhen e Guangzhou traboccano di attivit legate allelettronica, dai piccoli negozi gestiti da tre
persone allo stabilimento Foxconn, in cui 30mila dipendenti producono gli iPhone. Gli imprenditori
locali hanno una profonda competenza sulla realizzazione di oggetti di ogni tipo, conoscono il mercato dellelettronica e vivono vicino alle fabbriche: sono i primi a scoprire nuovi trend. Per esempio,
se in arrivo un sensore che permette di raccogliere diversi tipi di dati o se il costo di un altro crolla
fino a un centesimo, finendo per spargersi ovunque come polvere.

n Cina pi facile che altrove perch c Shenzhen, mi dice Robin Han, co-fondatore
di Zepp Labs. una startup di Pechino adorata dagli sportivi. Produce un sensore che
traccia il vostro colpo (di mazza da golf e da baseball o di racchetta da tennis), poi usa
unapp delliPhone che vi consente di migliorarlo.
La febbre dellimprenditoria lha conquistato cinque anni fa mentre, terminato il dottorato di ricerca, lavorava alla sede di Microsoft nella capitale. La vita nelle
grandi aziende sicura e stabile, ma rischi di passare anno dopo anno a elaborare e a perfezionare
progetti che potrebbero non diventare mai dei prodotti. Il successo comunque fuori dalla tua possibilit di controllo, mi dice, mentre dietro a lui due dozzine di programmatori e designer digitano
sulle tastiere. Han aveva previsto che i giroscopi usati nei telefoni Htc e Hp, oltre che nelle console
Nintendo Wii, sarebbero scesi di prezzo dato che le grandi aziende continuavano a inserirli nei loro
prodotti. Quindi ha intravisto un potenziale.
Lui e il suo amico Peter Ye (oggi capo del dipartimento ricerca e sviluppo della Zepp) sono appassionati di sport e hanno subito pensato a un sensore con cui i giocatori fossero in grado di analizzare i propri movimenti per confrontarli con quelli dei professionisti; e i trainer potessero esaminare
anche a distanza la preparazione di unintera squadra. Hanno iniziato dal golf, immaginando che
i pi incapaci sarebbero stati disposti a spendere molto per un sensore che consentisse loro di migliorare. Mi portano nel sotterraneo, dove hanno costruito una grande gabbia da pratica: Qui sotto
abbiamo passato ore e ore a perfezionare i sensori e a fare pratica, dice Han. Le pareti sono costellate
dai segni dei colpi sbagliati.
Il prototipo funzionava talmente bene che ha attirato lattenzione di un rappresentante di Apple che girava in lungo e in largo la Cina alla ricerca di nuovi prodotti. Per soddisfare i precisi canoni
estetici della casa di Cupertino, per, Han e Ye hanno dovuto raffinare il design e fare altri 14 prototipi, ma alla fine lo sforzo stato ripagato: da quando, nel 2012, sono usciti nellApple Store in tutto il
mondo, Zepp ne ha attivati circa 300mila.
Han e Ye hanno fatto partire Zepp Labs con un investimento di 1,5 milioni di dollari da parte
dellinvestitore informale Xiao Wang e hanno sfruttato i loro contatti per scovare una buona fabbrica in cui creare il prototipo e attivare la produzione di massa. Questultimo passo trovare unindustria al livello di Foxconn in Cina da sempre un problema; negli ultimi anni per la situazione
migliorata grazie a una serie di intermediari che si sono attivati per chiudere il gap. Il programma
Highway1, per esempio, lanciato dal gigante manifatturiero Pch, sceglie in tutto il mondo i migliori
inventori di gadget e trova fabbriche di alto livello disposte ad assumersi il rischio di costruire i prodotti creati da questi sconosciuti talenti emergenti.

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Poi ci sono gli hackerspace. Il primo, chiamato XinCheJian, nato a Shanghai nel 2010. Limprenditore David Li lha fondato dopo che la riduzione dei prezzi degli strumenti di prototipazione
aveva permesso a tutti gli inventori amatoriali di creare campioni di qualit sempre pi alta. Ora
arrivano da tutta la Cina e si mischiano con altri rientrati da esperienze allestero. Limprenditore
organizza anche visite nelle fabbriche per aiutarli a capire il funzionamento dellecosistema locale.
come una palestra: i soci di XinCheJian pagano una quota mensile per avere accesso agli
strumenti dellhackerspace e, cosa pi importante, al network. Mi piace incoraggiare le persone:
create il vostro prototipo in fretta, cercate dei produttori che entrino in societ con voi e portate a
termine la campagna su Kickstarter, mi dice Li, seduto davanti a un frigorifero su cui campeggia
un adesivo con scritto: Fate stronzate epiche. Le stanze di XinCheJian sono piene di torni per metallo, parti elettriche e file di stampanti 3D. Le cuffie Wearhaus, che consentono di inviare musica in
streaming dal proprio cellulare ad amici, compagni di studio o colleghi, sono un prodotto di successo
emerso recentemente proprio da qui. La prima fornitura di tremila pezzi andata esaurita, una seconda pi consistente gi in produzione.

l vertice del boom del settore tecnologico cinese risiede in quattro torri di uffici alla
periferia di Pechino, che incombono su una distesa di condomini. il quartier generale di Xiaomi, azienda fondata nel 2010 e diventata celebre per aver creato telefonini
comparabili alliPhone (con processori molto veloci, schermi di grandi dimensioni e
un impeccabile sistema operativo chiamato Miui) che per costano la met. famosa
anche per aver scelto di vendere soprattutto online e per la crescita esplosiva: lanno
scorso ha venduto 61 milioni di apparecchi e, per buona parte del 2015, stato il marchio di telefonia
mobile leader in Cina. Secondo gli investitori, lanno scorso valeva 45 miliardi di dollari.
il perfetto esempio di azienda privata nata dallesperienza di un imprenditore che dieci anni
fa ha potuto commettere i suoi primi errori e su quelli creare una fortuna. Lei Jun, amministratore
delegato di Xiaomi, aveva creato e poi venduto ad Amazon un rivenditore di libri online chiamato
Joyo; quindi diventato un investitore e ha scommesso sulla prossima generazione di innovatori,
stringendo contatti con i pi brillanti giovani designer e ingegneri del paese.
Nel 2010, quando gi si era affermato un nuovo modello di vendita nel settore della telefonia
mobile, ha creato Xiaomi, ha arruolato un team di talenti, ha prodotto in breve tempo un bellissimo
sistema operativo e ad agosto lha messo in rete. Gli appassionati di tecnologia lhanno subito amato,
ma solo i nerd avevano voglia di scaricare lennesimo sistema operativo, potenzialmente insidioso,
sui loro apparecchi: quindi Xiaomi ha capito di dover produrre e vendere i propri telefoni. Si appoggiato a Foxconn e nel frattempo ha messo a punto un sistema di vendita molto efficace: ogni nuovo
modello viene messo in vendita in quantit limitate, tipo 50mila unit, con una flash sale settimanale
sul sito dellazienda. Lesclusivit fa impazzire gli appassionati; i pochi fortunati che riescono a procurarselo lo mostrano agli amici hipster invidiosi mentre Xiaomi ne ha gi lanciato sul mercato un
altro, per soddisfare la domanda generale.
Il suo ufficio luminoso e decorato con grandi quadri. C anche un cane randagio adottato dai
dipendenti, che dorme in una cuccia al primo piano. Una rampa di scale pi in alto, gli operatori del
customer service cercano di risolvere i problemi di utenti sparsi in tutto il mondo. Perch il mercato

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ROBIN HAN, 32 ANNI: CON PE TER YE,

XIAOMI, FONDATA NEL 2010, HA PRODOTTO

H A R D WA R E P E R L O S P O R T Z E P P L A B S

F O N D AT O A P E C H I N O L A S O C I E T D I

DIRE T TORE RICERCA E SVILUPP O, HA

INVESTITORI, VALE 45 MILIARDI DI DOLLARI

HA VENDUTO 61 MILIONI DI PEZZI: SECONDO GLI

TELEFONINI COMPARABILI ALLIPHONE. NEL 2015

2016

pi importante di Xiaomi la Cina, ma nel 2013 lazienda ha assunto Hugo Barra, ex product manager
di Google e Android, per gestire lespansione globale. Questi sono i cellulari di una generazione che
non avr mai accesso a un computer e che scopre internet attraverso il telefono, spiega. Il vantaggio di Xiaomi, aggiunge, consiste nel produrre in continuazione nuovi aggiornamenti. Costruiamo
hardware con un approccio software e aggiorniamo il software ogni settimana. Per esempio rendendo visibili i feedback dei fan pi appassionati: ogni post lanciato dal team sui forum dellazienda
pu ricevere fino a 100mila risposte, con interminabili discussioni sulle ultime modifiche del sistema
operativo. La disponibilit a comunicare con i clienti un fattore cruciale per capire le esigenze dei
pi giovani e coltivarne la devozione maniacale.
Xiaomi, che vende i propri telefoni praticamente a prezzo di costo, guadagna grazie ad accessori come le cuffie, il contapassi da polso o le interfacce grafiche del sistema operativo vendute nellapp
store. La speranza che altre entrate arrivino dalle transazioni di utenti che comprano qualsiasi
cosa, dai pasti ai biglietti aerei, ai vestiti. Ma per scoprire la visione del futuro dellazienda bisogna
scendere al piano di sotto, nel sobrio ed elegante showroom pieno di gadget della internet of things,
tutti utilizzabili in remoto, che lazienda immette sul mercato. Una piccola lampadina, una webcam
connessa, una bilancia, una televisione, una presa di corrente multipla e un depuratore daria, sempre pi fondamentale in una nazione dove linquinamento fuori controllo. Se acquisti uno di questi
prodotti, dice Barra, comprerai anche gli altri, perch lavorano benissimo insieme. Il gioco, in Cina,
costruire giardini recintati e poi fare in modo che la gente venga nel tuo giardino.
Xiaomi non ha progettato e prodotto tutto questo hardware da sola. I dirigenti sono andati a
caccia delle startup pi innovative del paese, hanno investito e richiesto che producessero con un
design al livello di quello di Apple. sorprendente vedere come questo ecosistema si espanda: il termostato con telecamera incorporata Nest, primo tentativo di Google di entrare nella internet delle
cose, sembra di unaltra epoca. In altre parole: la nuova generazione di creativi cinesi ha dimostrato
di essere pronta a competere con i marchi pi importanti. Apple e Samsung fanno bene a essere
preoccupati, dice lhacker Nunie Huang. Infatti la quota di Samsung nel mercato globale degli smartphone calata dal 32,2% del 2012 al 21,4 del secondo quarto del 2015.

uando si parla di hardware, gli inventori cinesi beneficiano della vicinanza con la base
di consumatori pi grande del mondo, in rapida crescita. La prima espansione allestero di Xiaomi stata verso lIndia, pi grande e pi povera degli Usa: nella seconda parte del 2014 ha venduto un milione di telefoni. Se metti insieme Cina e India, hai un terzo dellintero pianeta e gli Stati Uniti, pieni di cellulari, sembrano un piccolo mercato.
La Cina, insomma, diventa la destinazione preferita da persone con idee. Come
la Silicon Valley, una generazione fa. Lho visto con i miei occhi quando sono passato dallhackerspace
XinCheJian di David Li, che stava incontrando una startup formata dallitalo-olandese Lionello Lunesu, che vive in Cina da otto anni, e dal sudamericano Berni War. Esaminavano un prototipo appena
arrivato: un piccolo dispositivo che rimanda i messaggi dal computer o dal telefono, come un Apple
Watch che sta sulla scrivania invece che al polso. Per David non siamo abbastanza veloci, dice Lunesu. Li prende in mano il gadget e lo tocca ai lati: Questa la stessa plastica delliPhone 5c. I due
giovani imprenditori sorridono: non esistono opportunit simili negli States. Ecco perch sono qui.

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CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

TEL

A6

L A C A P I TA L E D E L L E S TA R T U P

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COORDINATE

AVIV,

ISRAELE

PAROLE

HI-TECH

BATTERIE,

Israele si guadagnata da
tempo il soprannome di
Startup Nation e la sua
capitale, in questo senso,
senza dubbio Tel Aviv. Il
segreto? Linternazionalit:
ben 90 aziende israeliane
sono quotate al Nasdaq
di New York, per un valore
che supera i 40 miliardi
di dollari. Nel frattempo,
incubatori e acceleratori
si sono diffusi a macchia
dolio: il primo risale al
2011, ora sono gi oltre
200. Quindi Tel Aviv, con
una densit di startup che
viaggia intorno a una ogni
mille abitanti, in questa
categoria batte tutte le
nazioni europee.
Reti di comunicazione
e sicurezza sono
tradizionalmente la
specialit delle imprese
locali, grazie anche alla
collaborazione con le
forze armate, che in questi
ambiti sono sempre
allavanguardia; ma la
scena sta cambiando
con rapidit e le nuove
scommesse promettono
soluzioni di ultima
generazione in moltissimi
settori. S, perch se Waze,
la app di navigazione
basata sulle informazioni

GPS

32.085568

CATEGORIA

MAPPA

N,

34.781704

CHIAVE

REALT

messe a disposizione
dai suoi stessi utenti
(nata nel 2009 sulla
base di una community
locale e acquistata da
Google nel 2013), oppure
Viber, la piattaforma
di instant messaging e
comunicazione, lanciata
nel 2010, sono gi storia, la
lista dei debutti col botto
in Borsa in continuo
aggiornamento: Wix, la
piattaforma cloud per
sviluppare siti web che
nel 2013 ha raccolto 750
milioni di dollari nel giorno
dellesordio al Nasdaq, ne
un buon esempio. Le nuove
societ da tenere docchio?
StoreDot, per esempio,
che potrebbe risolvere dun
colpo i problemi di carica
che affliggono smartphone
e auto elettriche visto che
promette batterie, basate

VIRTUALE,

VIBER,

WAZE

su molecole organiche
sintetizzate in laboratorio,
che si ricaricano a fondo in
30 secondi nel primo caso
e in 5 minuti nel secondo,
per un viaggio di oltre 450
chilometri.
Oppure Consumer Physics,
che ha costruito un
sensore poco pi grande
di una chiavetta usb che,
grazie alla spettroscopia
molecolare, in grado di
elencare la composizione
di qualsiasi oggetto verso
il quale viene puntata.
Dovrebbe debuttare sul
mercato questautunno, a
un prezzo compreso tra i
250 e i 300 euro, dopo aver
raccolto su Kickstarter ben
2 milioni 700mila dollari.
Ma non mancano realt
che puntano sui big data.
Come Zebra Medical
Vision, che ha realizzato

un software in grado di
leggere e interpretare
radiografie e diversi tipi di
diagnostica per immagini.
Oppure, a proposito di
realt virtuale, come Magic
Leap, che si assicurata
un finanziamento da
542 milioni di dollari da
parte di Google e che
conta di rivoluzionare una
tecnologia ancora giovane
come questa con la sua
Cinematic Reality.
Perch il nuovo limite, a
Tel Aviv, solo la fantasia.

FEDERICO

BONA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

SAGARMATHA

I7

U N A P I R A M I D E S U L L E V E R E S T

ASIA

COORDINATE

NATIONAL

PARK,

NEPAL

PAROLE

CHIAVE

SCIENZA

CNR,

EVOLUZIONE

GPS

27.883037

CLIMATICA,

N,

86.735769

FISIOLOGIA,

OSSERVATORIO

MARCO

FERRAZZOLI/CNR

CATEGORIA

MAPPA

No, non Parigi; no, non


la piramide del Louvre.
Questa architettura in
vetro, acciaio e alluminio
il Pyramid International
Laboratory, il laboratorio
scientifico pi in alto di
tutto il pianeta a 5050
metri di quota, sul versante
nepalese dellEverest.
In funzione dal 1990,
nato dalla volont di
dare una casa a tutti gli
esploratori e ricercatori
che, pur di proseguire gli
studi legati allaltitudine,
erano costretti a lavorare
nel freddo delle proprie
tende, con generatori di
energia precari, scollegati
dalle comunicazioni e

spesso a rischio della


vita. Rappresenta un
solido rifugio per chi vuole
addentrarsi nellecosistema
dellHimalaya e compiere
rilevamenti, indagare le
dinamiche dei ghiacciai,
raccogliere campioni
per lanalisi di rocce e
organismi; ma anche e
soprattutto un luogo dove
assorbire e processare
nuove conoscenze sullalta
montagna, direttamente in
situ e in tempo reale.
Costituisce anzitutto
un nodo essenziale per
il monitoraggio meteo,
dei livelli di ozono e
della composizione del
particolato atmosferico,
essenziale per arrivare
al cuore dellevoluzione
climatica. Ma funziona
anche come osservatorio
a 360 gradi della natura

circostante, perch fa
perno (a dispetto delle
inevitabili difficolt
logistiche) su una vasta
gamma di strumenti: da
semplici apparecchiature
per la geologia a una vera
e propria stazione sismica,
dai materiali necessari
allanalisi chimica a quelli
per biologia e biodiversit.
Non basta. In analogia
con la trasparenza
della costruzione, la
piramide non intende solo
indirizzare lo sguardo
verso lesterno, ma anche
fornire unautentica lente
dingrandimento degli
effetti sul corpo umano
dellalta montagna. Per
questo, gli ospiti diventano
spesso protagonisti
di esperimenti sulla
fisiologia in alta quota,
dove gli sbalzi termici

e laria rarefatta alterano


la respirazione, lapparato
cardio-circolatorio, il
metabolismo e addirittura
il sistema immunitario.
Infine la struttura in s,
riscaldata e illuminata
esclusivamente attraverso
pannelli solari e del tutto
autosufficiente dal punto
di vista energetico: un
gioiello tecnologico che
anche orgoglio italiano,
poich in collaborazione
con la Nepal Academy
of Science and Technology
gestito in larga parte
dallAssociazione
Ev-K2, che conta
sullappoggio del Consiglio
nazionale delle ricerche.

ALICE

PACE

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

HENGDIAN,

N7

B E N V E N U T I A C H I N AWO O D

ASIA

COORDINATE

CINA

PAROLE

CINEMA

JACKIE

Lo studio cinematografico
pi grande del mondo pi
della somma di Universal
e Paramount Studios
non a caso si meritato il
soprannome Chinawood.
Chi da Shanghai guida
per circa cinque ore in
direzione sudovest, inizia a
vedere in lontananza gli alti
e regali palazzi della Citt
Proibita di Pechino alzarsi
allorizzonte: a ospitarne
la riproduzione sono
proprio gli Hengdian World
Studios. Hanno eretto
quel gigantesco set per il
cinema orientale, in veloce
evoluzione, ma ormai funge
anche da monumento
alla splendida crescita

GPS

29.151313

CATEGORIA

MAPPA

N,

120.317029

CHIAVE

CHAN,

STUDIOS,

dellindustria di settore.
Estesi su oltre mille ettari
di terreno, gli studios
hanno prodotto pi di 500
film e serie televisive: oltre
alla Citt Proibita, infatti,
accolgono il pi grande
Buddha (allinterno) del
mondo, cento abitazioni
fluviali della dinastia Ming
spedite dal sud del paese
e il palazzo imperiale della
dinastia Qin (visto in Hero
di Zhang Yimou). C anche
un vulcano che erutta
realmente e, per soli 23
dollari, offre un variopinto
spettacolo di danza. N
mancano repliche di
strade di Hong Kong e
Guangzhou, un perfetto
delta del fiume Yangtze
e la Pure Moon Festival
Riverside Scenic Zone,
ricostruita su un dipinto
del pittore Zhang Zeduan

XU

WENRONG

nel rispetto delle tradizioni


della dinastia Song.
Ma gli Hengdian World
Studios non si limitano
a fare da sfondo alle
pi grandi produzioni
cinematografiche cinesi:
ormai fanno parte delle
istituzioni vitali del Paese.
Con sette milioni di turisti
allanno, provenienti da
tutto il mondo, sono
divenuti larteria attraverso
cui passa il benessere sia
delleconomia nazionale
che di quella locale.
Come si apprende da
I Am Somebody, un
documentario del 2015,
la cittadina rurale di
Hengdian passata in
pochi anni da 19 a 70mila
abitanti, attratti dalla
possibilit di un lavoro non
agricolo: i World Studios
impiegano circa tremila

comparse, che gravitano


attorno a un colossale
business creato proprio da
un ex contadino.
Xu Wenrong (oggi un
multimiliardario di 80
anni), possiede anche il
cosiddetto Vip Hotel, che
ospita stelle del calibro
di Jet Li e Jackie Chan.
Si tratta solo di uno dei
molti, lussuosi alberghi
ancorati agli Hengdian
World Studios, progettati
per ospitare ogni notte
ottomila persone, fra
quelle accorse nel
parco a tema (c anche
quello), che assicura ore
di divertimento in un
ambiente fantastico.

MARINA

PIERRI

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

SUZHOU,

N6

UNA CASA IN 24 ORE

ASIA

COORDINATE

CINA

PAROLE

ARCHITETTURA

ECOLOGIA,

Chiunque abbia giocato


con i mattoncini Lego
ha provato a costruire
una casa. Ma chiunque
abbia provato a costruire
una vera casa, sa che
impastare il calcestruzzo
non semplice come
impilare mattoncini
colorati.
Tutto ci era valido, per,
solo prima dellavvento
della stampa 3D. Lazienda
cinese WinSun ha infatti
messo a punto una
particolare stampante
tridimensionale lunga 40
metri, larga 10 e alta 6,
in grado di completare
unabitazione nel giro di
24 ore, utilizzando una

GPS

31.304080

CATEGORIA

MAPPA

N,

120.595380

CHIAVE

LEGO,

combinazione di materiali
riciclati e rifiuti industriali,
a base di cemento, di
acciaio e di fibra di vetro.
Abbiamo acquistato gli
elementi della stampante
allestero e labbiamo
assemblata in uno
stabilimento a Suzhou,
spiega Ma Yihe, Ceo di
WinSun. Le strutture
ottenute sono ecologiche
ed efficienti. I singoli
moduli sono realizzati in
fabbrica grazie a una pasta
a presa rapida simile a
dentifricio; poi vengono
montati sul posto per
ricomporre labitazione
come fosse una torta a pi
strati, diminuendo scarti,
inquinamento e costi di
trasporto e manodopera.
A essere ridotti al minimo
sono anche i tempi: ci
potrebbe renderla la

STAMPA

3D,

WINSUN

soluzione ideale in caso


di emergenze come
inondazioni e terremoti, o
di ambienti inospitali quali
per esempio le superfici
della Luna e di Marte.
Lidea originaria, in realt,
frutto di uno studio
approfondito delledilizia
cinese, divisa in due
tra una spinta costante
allurbanizzazione e
lombra lunga di bolle
speculative che costellano
il mercato immobiliare e
ne drogano le quotazioni.
Grazie a simili soluzioni, i
costi sarebbero contenuti
e accessibili non solo
per lAsia, come dimostra
il recente accordo firmato
con il governo egiziano per
la costruzione di 20mila
unit abitative nel deserto.
Levoluzione intanto non si
ferma. Nel 2014, lazienda

con base a Shanghai ha


completato in un solo
giorno 10 abitazioni di
circa 200 metri quadrati
ciascuna, con una spesa
inferiore a 4500 euro per
ciascuna; nel 2015 invece
ha realizzato, allinterno
del Suzhou Industrial Park,
una palazzina di 5 piani
e una villa di 1100 metri
quadrati, ultimata da 8
operai in un mese, al costo
di 140mila euro (rispetto
alle 30 persone per 3 mesi
che servirebbero di norma).
Questanno, per superarsi,
WinSun ha in mente di
portare a termine i locali
degli uffici adiacenti
al prossimo Museo del
Futuro di Dubai che verr
inaugurato nel 2017 con
una stima di costi inferiore
del 50-80% rispetto ai
metodi tradizionali e con
un calo degli scarti del
30-60. Lobiettivo per i
prossimi 5 anni , infine,
lespansione in venti paesi
e lapertura di 100 nuovi
impianti in Cina.
Anche la Grande Muraglia,
daltra parte, stata eretta
una pietra alla volta.

MARCO

COSENZA

CAPITOLO

L I N S A L ATA D E L F U T U R O S A R I D R O P O N I C A

ASIA

LUOGO

TOKYO,

COORDINATE

GIAPPONE

GPS

35.567035

CATEGORIA

PAROLE

AGRICOLTURA

CHILOMETRO

Zinnia L., 1759, originaria


del Messico, ha aperto i
suoi petali color arancio lo
scorso 15 gennaio: cos il
mondo ha potuto celebrare
leccezionale fioritura
di una pianta allinterno
della Stazione spaziale
internazionale.
Ma sono decenni che
gli scienziati studiano
lo sviluppo di vegetali
in assenza di terreno e
luce solare. Pochi forse
sanno che il sistema
idroponico nato una
ventina di anni fa come
esperimento per provare a

coltivare vegetazione nello


spazio, racconta Hiroyuki
Watanabe dellUniversit
di Tamagawa, vicino a
Tokyo, uno dei massimi
centri di ricerca del
Giappone. Poi per ci
siamo resi conto che
il peggioramento delle
condizioni del pianeta e
la costante diminuzione
della superficie coltivabile
imponevano una soluzione
immediata: il sistema
idroponico potrebbe
esserlo, e abbiamo iniziato
a svilupparlo a terra.
Da sempre il Giappone
deve affrontare gravi
problemi di densit di
popolazione nei grandi

N,

139.468450

CHIAVE

ZERO,

COLTURE

SENZA

SOLE,

centri urbani: non stupisce


che lautosufficienza
alimentare di metropoli
come Tokyo o Osaka
rappresenti uno dei
principali casi da risolvere.
Lo stesso, ma in scala
minima, che gli scienziati
devono affrontare nella
stazione spaziale, che pure
potrebbe presto diventare
incredibilmente autonoma
anche dal punto di vista
alimentare.
Le ultime ricerche si
basano sulluso delle luci
led, continua Watanabe,
con lobiettivo di far
crescere verdura e piante
nutrienti. Ma anche buone,
belle e, soprattutto, senza

VITAMINE

malattie. Ecco perch,


osservando fotografie di
ambienti in cui viene usato
il sistema idroponico,
notiamo quasi sempre
luci colorate. Sebbene
non esista una regola
generale, e non tutte le
piante reagiscano allo
stesso modo, si pu dire
che i vegetali esposti al
colore blu sviluppano
antiossidanti e sono
ricchi di vitamine C, E e
A. Ponendoli invece sotto
una luce rossa, si stimola
la fotosintesi clorofilliana
e si velocizza la crescita.

QUADRANTE

MAPPA

P6

CAPITOLO

QUADRANTE

MAPPA

A6

ASIA

T E C N O L O G I A P E R R I F U G I AT I

LUOGO

CATEGORIA

AMMAN,

COORDINATE

Lutilizzo dello spettro


luminoso varia comunque
in base a numerosi fattori,
come la temperatura
e il tempo di esposizione.
Gli studi di Hiroyuki
Watanabe hanno varie
finalit, fra cui lutilizzo
delle piante per scopi
medici in particolare
labbassamento del
colesterolo. A sostenere
la ricerca, in Giappone,
concorrono anche grandi
gruppi privati come
Panasonic, Toshiba,
Nec, Fujitsu e Mitsubishi
Chemical Corporation,
che diversificano le proprie
attivit investendo nella
ricerca e nello sviluppo
del sistema idroponico.
In alcuni casi, i centri di
studio sono stati ricavati
riconvertendo edifici
dismessi in fabbriche
di piante: il caso della
Toshiba Clean Room Farm
Yokosuka, vicino a Tokyo,
dove si calcola siano stati
recuperati circa duemila
metri quadrati di spazio.
La prima ad aver destinato,
anni fa, una parte dei
propri edifici cittadini alla
coltura di vegetali stata
Pasona, la pi grande
azienda giapponese di
recruiting: in Giappone,
lautosufficienza delle citt
ottenuta sfruttando spazi
urbani il futuro della
produzione a chilometro
zero quasi una realt.

STEFANIA
F.

VITI

ALESSIO

GUARINO

GIORDANIA

HI-TECH

GPS

31.949454

N,

35.932913

ACCOGLIENZA,

MEDICINA,

SCUOLA

PAROLE

CHIAVE

Migliaia di disperati in fuga


da guerre e conflitti, finiti
in paesi poco ospitali o in
campi profughi: oggi la
startup giordana Refugee
Open Ware (Row) cerca
per loro un futuro migliore,
mettendo a disposizione
le ultime tecnologie e
consentendo a queste
comunit, intrappolate in
un limbo, di sentirsi ancora
una volta collegate alla
vita, di tornare a sperare.
Tra i tanti servizi offerti
ci sono stampa 3D,
fabbricazione digitale
e internet delle cose, che
si sommano allassistenza
medica di base. Come nel
caso di Ahmad, un profugo
siriano cieco cui stato
impiantato un dispositivo
di eco-localizzazione per
aiutarlo a individuare gli
ostacoli come muri e porte.
E Zain, yemenita di sei anni
che ha perso una mano, ora
ha una protesi stampata
in 3D progettata anche
per emulare Ben 10, il suo
supereroe preferito.
Liniziativa mira a creare
una rete di centri per
linnovazione in Medio
Oriente e in Europa, spazi
dotati dei macchinari
digitali pi avanzati.
Secondo Row, offrire

uneducazione avanzata e
competenze legate a nuove
tecnologie che creeranno
posti di lavoro consentir
a comunit locali, governi
e rifugiati di ritrovare
speranza e dignit.
Asem, rifugiato siriano
mutilato di guerra, ha
imparato a utilizzare
una stampante 3D
in tre settimane e
a programmare un
microprocessore Arduino
in tre giorni. Se un pezzo
di protesi si rompe,
lo sostituisce con uno
nuovo: in 20 minuti lo
progetta e in e ore lo
stampa in 3D, con una
riduzione dei costi del 95%.
Oggi Asem un volontario
Row e aiuta le persone
che gli stanno intorno.

FRANCESCO
ALDO

LIPARI,

SOLLAZZO

GENTILE

CONCESSIONE

DI

NASA

CAPITOLO

QUADRANTE

F4

ASIA

LUOGO

BAIKONUR,

MAPPA

COORDINATE

KAZAKISTAN

GPS

45.628200

CATEGORIA

PAROLE

SCIENZA

COSMODROMO,

N,

63.304600

CHIAVE

SAMANTHA

CRISTOFORETTI,

EXOMARS,

SOYUZ

I N P A R T E N Z A P E R L I N F I N I T O

Brulla, piatta, grigiastra.


Una steppa anonima
e deserta che sembra
immersa in un eterno
dietro le quinte, dove lo
spettacolo dura il bagliore
dellaccensione di qualche
razzo in partenza per lo
spazio, per poi tornare,
a riflettori spenti, nel
silenzio. il cosmodromo
di Baikonur, da qualche
parte in Kazakistan,
la prima base di lancio
della storia. Oggi gestito
dallagenzia spaziale
russa Roscosmos e
la sua enorme ellisse,
che scalfisce la terra
per quasi 90 chilometri
da ovest a est e 85 da

nord a sud, forse la


pi grossa impronta
lasciata dalla Space
Race quando Baikonur
(Unione Sovietica) e Cape
Canaveral (Stati Uniti) si
contendevano la Luna,
Marte e il sistema solare.
Yuri Gagarin, il primo
essere umano a volare
in orbita, nellaprile del
1961 part da qui; come lui
anche Valentina Terekova,
la prima donna ad andare
nello spazio, due anni
pi tardi. Dopo di loro,
dalle stesse rampe sono
decollate generazioni di
cosmonauti russi, tutti gli
equipaggi (e i rifornimenti)
destinati alla Stazione
spaziale internazionale
e, appena qualche mese fa,
anche Luca Parmitano
e Samantha Cristoforetti.
Gi: su questo palco sono
andate in scena pagine
tra le pi importanti
dellesplorazione spaziale.
Il copione per il futuro,
del resto, non male.
Questanno salper

da qui la prima sonda


dellattesissima ExoMars,
la missione robotica che
porter anche lEuropa a
caccia di vita su Marte,
in collaborazione con
lagenzia spaziale russa.
Il razzo spinger dentro
latmosfera del Pianeta
Rosso un rilevatore
orbitante, che avr il
compito di annusare
le molecole l disperse
per captare eventuali
tracce di metano, possibile
indizio della presenza
di organismi viventi.
Contemporaneamente,
recapiter anche un
vero e proprio lander
sullarida superficie del
pianeta, con lobiettivo
di testare la dinamica di
atterraggio e soprattutto
per un sopralluogo in
attesa dellarrivo del rover
definitivo: che, invece,
in calendario per il 2018
e costituir il vero cuore
dellimpresa scientifica.
Nel frattempo, da qui
sono previsti tutti i lanci

della capsula Soyuz e


dei vettori Proton, per il
dispiegamento attorno
alla Terra di nuovi satelliti,
con cadenza quasi mensile.
Basta pensare agli
enormi hangar dove i
razzi, assieme al proprio
bagaglio, vengono
custoditi, ai massicci
binari lungo i quali
vengono trasportati e alle
impalcature mobili che li
issano in verticale come
le lancette di un orologio,
per rendersi conto che
il countdown, in fondo,
solo la scintilla di unopera
davvero molto complessa.
E, se possibile, ancora pi
affascinante.

ALICE

PACE

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

HATZEVA,

A6

C O LT I V A Z I O N I I M P O S S I B I L I

ASIA

COORDINATE

ISRAELE

PAROLE

AMBIENTE

ACQUA

Tutto nasce da una


necessit di base, trovare
il modo per coltivare riso,
patate e mais anche in
aree pressoch desertiche,
dove il clima tuttaltro
che mite e le risorse idriche
scarseggiano: ecco la
genesi del progetto Oasis
fortemente sostenuto dal
mecenate svizzero Sam
Josefowitz poi confluito
nellattuale progetto
Agrisol, che finir nel 2017.
Protagonista della
ricerca lUniversit
Ben-Gurion del Negev,
al fianco di altre realt
israeliane come lateneo
di Haifa e la Central and
Northern Arava Research
& Development; ma anche
del National Center for
Agricultural Research and
Extension della Giordania
e dellEnvironmental
Protection and Research
Institute di Gaza.
La piantagione pilota
dello studio si trova nel
sud di Israele, non lontana
dalla Yair Experimental
Station di Hatzeva, nel
Wadi Araba. Qui le piogge
sono decisamente scarse,
la temperatura media ad
agosto sfiora i 40 gradi
e le uniche risorse idriche
nelle vicinanze, oltre al
Mar Morto, sono falde
acquifere salmastre

GPS

30.767942

CATEGORIA

MAPPA

N,

35.278498

CHIAVE

SALATA,

GAZA,

dunque piuttosto salate


a diverse centinaia di metri
di profondit.
La sfida del nostro
progetto consiste proprio
in questo: riuscire a
utilizzare anche lacqua
salmastra per irrigare
le coltivazioni nelle
zone aride, spiega
Rami Messalem, senior
research scientist dello
Zuckerberg Institute for
Water Research presso
lUniversit Ben-Gurion
del Negev. A tal fine
abbiamo sviluppato
e testato un sistema
di nanofiltrazione,
alimentato interamente
a energia solare: lacqua
viene passata attraverso
una membrana che
trattiene la maggior parte
del sale, ma permette
di conservare una certa

IRRIGAZIONE

quantit di magnesio,
di calcio e di tutte le altre
sostanze importanti per
lo sviluppo della pianta.
Si tratta di un sistema
innovativo che richiede
decisamente meno energia
di quello a osmosi inversa,
che per giunta toglie
allacqua quasi tutto, anche
i minerali pi utili.
Le prime sperimentazioni
hanno gi dato i loro frutti,
in tutti i sensi. Cos il
progetto si ampliato fino
a coinvolgere un nuovo
terreno, questa volta nella
zona (sempre desertica)
di Neot HaKikar; presto
arriver anche in Giordania,
con una nuova piantagione
che verr realizzata nei
pressi della Karama
Agricultural Station.
La crescente domanda
di cibo richiede ai sistemi

agricoli di essere pi
efficienti nella gestione
delle risorse naturali,
come terra e acqua,
dice Andrea Ghermandi
dellUniversit di Haifa.
In Medio Oriente, per
esempio, la mancanza di
acqua fresca costringe a
sfruttare i bacini di quella
salmastra ma, spesso,
questo utilizzo si dimostra
scarsamente sostenibile.
Il progetto Agrisol, invece,
sembra dimostrare che
una soluzione efficace,
efficiente e replicabile
al problema possibile.

FILIPPO

PIVA

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

BANGALORE,

G9

O P E R A Z I O N E S O R PA S S O

ASIA

COORDINATE

INDIA

PAROLE

HI-TECH

PUBBLICIT

Lanno, non troppo lontano,


il 2020: secondo i dati
in possesso di Srivatsa
Krishna, sottosegretario
allInformation Technology
del governo dello stato
indiano di Karnataka, in
quella data la capitale
Bangalore superer la
Silicon Valley e diverr il
luogo al mondo con il pi
alto numero di lavoratori
nellhi-tech. Due milioni.
Ma non solo questione di
numeri assoluti. Qualcosa
sta cambiando anche nella
qualit del lavoro e delle
figure impiegate.
Fin dagli anni Ottanta,
infatti, a Bangalore
esploso il settore dei
servizi informatici noto

GPS

12.983343

CATEGORIA

MAPPA

N,

77.583128

CHIAVE

INTERATTIVA,

non certo per il tasso


di innovazione e varie
multinazionali hanno
assunto centinaia di
migliaia di giovani tecnici
e ingegneri per le attivit
in outsourcing. Ora, al
contrario, ad attrarre i
migliori studenti sono
proprio le aziende locali.
Alcune sono di livello
mondiale, a partire dalla
pionieristica Infosys,
con i suoi quasi 200mila
dipendenti; ma sono
moltissime le startup nate
e cresciute negli ultimi
anni. Secondo una recente
ricerca di Compass, quelle
attive nella zona sono
quasi 5mila.
La stessa indagine
rivela che let media
dei fondatori, 28 anni
e 6 mesi, la pi bassa
di tutto il mondo.

STARTUP,

VIDEOGAME

Fra labitudine a lavorare


nel settore, i capitali
attratti e il basso costo di
vita e lavoro, Bangalore
ha inaugurato una nuova
stagione fatta di idee e
capacit imprenditoriali.
Gli esempi migliori?
Il colosso dellecommerce
Flipkart, fondato nel 2007
con appena 8mila dollari
da due colleghi di Amazon
dallo stesso cognome,
Bansal, che da allora ha gi
raccolto finanziamenti per
oltre 3,4 miliardi di dollari.
Oppure InMobi, nata
anchessa nel 2007, la
piattaforma di pubblicit
mobile che ha superato
il miliardo di utenti al mese
ed ormai la terza realt
al mondo nel settore, dopo
Google e Facebook. Lanno
scorso InMobi ha lanciato
una nuova tecnologia,

chiamata Miip, pensata


per fornire pubblicit pi
interattive, pi divertenti
e, soprattutto, pi adatte
al gusto e alle esigenze di
ogni singolo cliente.
N mancano realt pi
recenti. Come Zovi, ideata
nel 2011 per vendere abiti
e accessori, che offre ai
clienti un camerino virtuale
e che, di recente, si
allargata allarredamento.
O come MadRat Games,
creata nel 2010 per
sviluppare giochi educativi
per bambini: con successo,
visto che ne ha venduti
oltre mezzo milione.
Forse arrivato il tanto
atteso momento in cui
lIndia spiccher il volo.

FEDERICO

BONA

DONA IL 5X1000 A FAVORE DELLE MALATTIE REUMATICHE.


CODICE FISCALE FIRA ONLUS: 97424570154.

5X1000
un gesto
fondamentale

1XTUTTI
un gesto

quotidiano
Il tuo 5x1000
questanno

DONALO

alla

ricerca
contro

le malattie
reumatiche
Si ringrazia Carla Fracci per aver aderito alliniziativa.

FIRA, Fondazione Italiana per la Ricerca sullArtrite, una ONLUS che, senza alcuno scopo
di lucro, persegue esclusivamente finalit di solidariet sociale. Lobiettivo principale quello
di sostenere la ricerca medico-scientifica nel campo della cura e dello studio delle malattie
reumatiche. Per raggiungere il suo scopo, che significa soprattutto maggiori possibilit
di prevenzione, diagnosi sempre pi precoci e cure pi efficaci e meglio tollerate, FIRA ONLUS
promuove la raccolta di fondi da destinare alla ricerca.
Codice Fiscale FIRA ONLUS: 97424570154.

per

ONLUS

OCEANIA
1

Wollongong

pag. 176

Isole Tonga

pag. 186

Isole Kiribati

pag. 187

Antartide

pag. 188

New Plymouth

pag. 189

Jamestown

pag. 190

CAPITOLO

TESTO

ALICE
6

WOLLONGONG,

DI

PACE
QUADRANTE

OCEANIA

I7

LUOGO

COORDINATE

AUSTRALIA

FOTO

PETRINA

GPS

34.428068

S,

DI

HICKS

150.886205

E
MAPPA

RE TICOLI TRIDIMENSIONALI

A C Q U A ), C O M P O S T O D A M I N U S C O L I

I D R O G E L ( U N A G E L AT I N A A B A S E D I

I L N U O V O C O N D O M S A R FAT T O D I

A P R OVA D O R G A S M O

ROBUSTISSIMO EPPURE COS


IMPALPABILE E PERFETTO
DA ESSERE PARTE DEL
PIACERE STESSO: NASCE
GELDOM, IL PROFILATTICO
A BASE DI ACQUA.
INDOSSARLO NON SAR
PI SOLO UN DOVERE

WIRED

N.

PRIM AVER A

2016

C A P.

OCEANIA

AGLI ST R APPI MEGLIO DELL A GOMMA

ENORMI PRESSIONI E DI RESISTERE

PELLICOL A IN GR ADO DI ASSORBIRE

L I N V O L U C R O D E L G E L D O M U N A

178

179

Qui si inventa il profilattico del futuro. Leggerissimo, invisibile, cos


accogliente che verr voglia di indossarlo. Cos scivoloso da migliorare il sesso. Cos perfetto che usarlo sar puro piacere. Irromper a
breve sulla scena. Pronto a stravolgere le regole di oltre un secolo di
lattice. Ci sposter dalla condizione di doverlo usare a unaltra del
tutto inedita: proveremo il desiderio di sentirlo addosso.
Il nome del progetto? Geldom, esplicita fusione tra condom e gel,
la sostanza bagnata, molle e trasparente con cui si intende plasmarlo.
La location? I laboratori dellUniversit di Wollongong, in Australia,
nellambito di una collaborazione con la Bill & Melinda Gates Foundation mirata a portare linnovazione nella sfera del sesso e, in particolare, promuovere ladesione a quello protetto.
Il profilattico, daltronde, il protagonista indiscusso quando si parla
di protezione, prevenzione, controllo delle nascite. Ma anche sinonimo di interruzione, pur solo per qualche secondo, di un momento in
cui chiediamo soltanto di non doverci frenare. Lo stesso lattice di cui
nella stragrande maggioranza dei casi costituito non ha mai fatto

WIRED

PRIM AVER A

2016

180
181

breccia nei nostri sensi, che lo percepiscono gommoso, opaco, artificiale. Nonostante lo spessore sia pi sottile di quello di un capello, la
mente lo associa spontaneamente a un possibile calo della sensibilit, dellattrito: di quelle sfumature, insomma, che ci fanno sentire
davvero completo il rapporto. Di fatto, per frenesia o per diffidenza,
la maggioranza delle volte finisce per rimanere in tasca oppure abbandonato in un cassetto.
Certo, pure il condom del futuro ci ruber qualche istante per essere
indossato, anchesso impedir il contatto diretto tra le carni e funger da barriera fisica contro la trasmissione sia di germi che dello
sperma. Tuttavia, pur di uscire dal cassetto, prover a far scattare gli
istinti primordiali del corpo e a smuovere un pretesto il pi possibile
travolgente per essere indossato. Non far leva, insomma, sul nostro
senso di responsabilit, bens punter diritto al fulcro del desiderio:
quellincastro perfetto, il pieno contatto, la percezione del calore del
partner. In questo modo la protezione c ma rimane dietro le quinte
ed evita di rubare la scena al piacere.

C A P.

OCEANIA

l punto di partenza? La materia prima, assolutamente. Niente pi tentativi di assottigliare, di elaborare il lattice o simili: stavolta gli scienziati hanno fatto punto e a capo,
a caccia dellaccordo perfetto fra molecole studiate a tavolino e le parti pi delicate del
nostro corpo. Ci siamo lasciati ispirare dai tessuti umani per provare a ricreare in
laboratorio qualcosa di altrettanto morbido, umido e viscoso, spiega Robert Gorkin,
ingegnere biomedico e leader del progetto.
Da subito, lattenzione si focalizzata sugli idrogel, letteralmente gel a base dacqua: cio microscopici reticoli tridimensionali in grado di inglobare e trattenere allinterno delle proprie maglie
quantitativi enormi di molecole del fluido. Fino al 99% del volume, o anche di pi. Gi presenti in molti
prodotti commerciali (un esempio su tutti: le lenti a contatto), non erano mai stati presi in considerazione per un potenziale ruolo di barriera biologica poich, sebbene fortemente biocompatibili, sono
in genere molto fragili dal punto di vista meccanico.
proprio qui che al team di scienziati di Gorkin riuscito il salto di qualit. Hanno formulato
matrici di polimeri sempre nuove, hanno provato a trasformarle in film sempre pi sottili, hanno
scartato via via le varianti meno resistenti: ed ecco, per la prima volta, una selezione di idrogel s morbidi e flessibili ma allo stesso tempo estremamente robusti, in grado di deformarsi e tendersi per oltre mille volte la superficie iniziale. Degli involucri trasparenti, quando non addirittura invisibili, in
cui le molecole dacqua sono talmente coese le une alle altre da non consentire il passaggio di alcuna
forma di materiale biologico, che si tratti di un getto di cellule spermatiche, di una colonia di batteri
o del pi microscopico virus esistente. Una pellicola cos impalpabile da non appiattire nemmeno le
pi piccole pieghe naturali della pelle; ma, allo stesso tempo, una protezione pronta ad assorbire fortissime pressioni e pi resistente agli strappi di una gomma. Nonch, al tatto, estremamente naturale
e simile al rivestimento delle superfici intime.
Ma come decidere qual la formula perfetta? Niente di meglio che interrogare i nostri stessi recettori sensoriali. Nellambito di una collaborazione con un gruppo di neuroscienziati dellUniversit
di Swinburne, anchessa in Australia, i ricercatori hanno perci avviato una serie di test per la valutazione di alcuni dei materiali sintetizzati utilizzando macchine in grado di fornire una mappatura in
tempo reale dellattivit nervosa. Quelle tipiche dei reparti di neurologia, per intenderci.
Lazione, in questo caso, consisteva nello scorrere le dita, bendati, su diversi campioni di idrogel e, per contrasto, di lattice, anche con gradi di lubrificazione differenti. Le risposte raccolte finora, visibili attraverso set di elettroencefalogrammi, hanno confermato che il contatto con i nostri
idrogel suscita una sensazione pi piacevole rispetto a quelli convenzionali, spiega Gorkin. In particolare, testimoniano gli scienziati, solo con i nuovi materiali si registrata unattivit elettrica molto
forte a carico della corteccia frontale del cervello, segno che potrebbero davvero riuscire a scatenare
reazioni nuove e inaspettate rispetto a quelli impiegati finora. Il prossimo passo, cui ora sono impegnati i ricercatori, lo sviluppo di prototipi, cio di condom delle dimensioni e delle forme desiderate,

WIRED

PRIM AVER A

2016

A L C U N M AT E R I A L E B I O L O G I C O

A LT R E D A I M P E D I R E I L PA S S A G G I O D I

SONO COS ADERENTI LE UNE ALLE

L E M O L E C O L E D A C Q U A D E L G E L D O M

182

183

C A P.

OCEANIA

WIRED

PRIM AVER A

2016

184

da mettere alla prova grazie a coppie campione cio persone disposte a indossarli durante i rapporti
sessuali e a fornire un feedback. Ma non basta.
Oltre a un miglioramento delle sensazioni, dai profilattici del Terzo Millennio ci si aspetta ancora qualcosa in pi. Come per esempio i lubrificanti integrati da far sgorgare automaticamente, e
solo in caso di necessit, dalle maglie della matrice. Oppure altre sostanze che, una volta sprigionate
direttamente in loco, potrebbero rendere pi sicuro, pi prolungato o anche solo pi piacevole il rapporto sessuale. Via libera, quindi, allassorbimento di farmaci e altre molecole funzionali; magari
quelle che aiutano a mantenere lerezione, i ritardanti, gli stimolanti.

a ricerca sul fronte dei profilattici, in ragione di un mercato globale di oltre cinque
miliardi di dollari lanno, certo un terreno molto vivace e pervaso, dal punto di vista tecnologico, di idee spesso visionarie: in via di sviluppo un profilattico a base di
grafene, nanomateriale composto da un singolo strato di atomi di carbonio, di cui si
intende assimilare la resistenza estrema in vista di un sistema al 100% antirottura.
Ma si lavora anche a preservativi dotati di sistemi di srotolamento rapido, che siano in
grado di dispiegarsi e di avvolgere le superfici in una frazione di secondo. E ancora, a formule spray;
in tal caso lo strato protettivo si concretizza allistante, con un semplice spruzzo.
sempre pi chiaro, comunque, che il limite cui ci si trova di fronte non tutto tecnologico. Per
questo il team di ricercatori che immagina il proprio condom sul mercato entro i prossimi tre, massimo cinque anni investe molto anche nella cooperazione con i sistemi e le organizzazioni sanitarie.
In particolare quelle di realt in via di sviluppo, come le regioni dellAfrica subsahariana e del Sudest
Asiatico, oltre che con alcune comunit di immigrati. Il nostro anche un lavoro di educazione e cultura sanitaria, spiega Gorkin. Ma comprendere i gusti, addentrarsi nelle tradizioni che esistono in
luoghi completamente diversi del mondo, una ricerca difficile quanto quella scientifica. Perch, di
fatto, il cuore della rivoluzione non solo un prodotto chiamato Geldom, ma il nostro atteggiamento
nei suoi confronti. Il nuovo condom, insomma, dovr funzionare prima di tutto nel cervello.

PA R T I I N T I M E D E L L U O M O

S I M I L E A L T E S S U T O C U TA N E O D E L L E

GELDOM QUASI IMPERCE T TIBILE E

A L TAT T O , L A P E L L I C O L A D E L

C A P.

OCEANIA

185

CAPITOLO

FAK ALEITI, IL TER ZO S ES SO

OCEANIA

LUOGO

ISOLE

COORDINATE

TONGA

GPS

21.180800

CATEGORIA

PAROLE

SOCIET

GENDER,

Si chiamano fakaleiti,
che tradotto letteralmente
significa come una
donna e, in un secolo che
mette lidentit di genere
al centro delle proprie
riflessioni, rappresentano
unavanguardia dalle
origini antichissime.
Inedita, poco nota e
decisamente esemplare.
S, perch in uno Stato
monarchico estremamente
conservatore, anche perch
mai colonizzato da unaltra
nazione e sparpagliato su
oltre 170 isole nel mezzo

del Pacifico, nessuno ha


mai pensato di mettere
in relazione il loro sesso,
chiamiamolo cos, sociale
con il loro orientamento
sessuale.
Un fakaleiti altri non
che un bambino maschio
cresciuto come una
femmina da una famiglia
che non ha avuto bambine,
una decisione che viene
assunta come necessaria
e che concessa
dalla cultura locale:
attualmente si contano
circa 300 fakaleiti su una
popolazione complessiva
di oltre 120mila persone.
In pratica, un fakaleiti
viene educato a rivestire

S,

175.195830

CHIAVE

ORIENTAMENTO

SESSUALE,

TRADIZIONI,

compiti tradizionalmente
femminili come cucinare,
fare le pulizie e prendersi
cura dei genitori anziani;
durante ladolescenza pu
stare in compagnia delle
ragazze, quando i maschi
non sono autorizzati
neppure ad avvicinarsi.
Veste indifferentemente,
e secondo preferenze
personali, abiti femminili,
maschili o neutri, salvo
nelle occasioni ufficiali
e cerimoniali, dove sono
richiesti vestiti da donna.
Nelle citt, i fakaleiti adulti
svolgono professioni come
segretarie, domestiche,
parrucchiere dato che
in tutto e per tutto si

TRANS

considerano e vengono
considerati donne.
Allo stesso tempo,
trattandosi di un genere
imposto socialmente
fin dalla nascita ma non
il frutto di una scelta
individuale, non esiste
una correlazione con
lorientamento sessuale.
Certo, spesso accade che
i fakaleiti abbiano rapporti
sessuali e relazioni con
altri uomini che a loro volta,
e altrettanto logicamente,
non vengono considerati
omosessuali. Esistono per

QUADRANTE

MAPPA

O4

CAPITOLO

QUADRANTE

MAPPA

O1

OCEANIA

L E I S O L E C H E S C O M PA I O N O

LUOGO

CATEGORIA

ISOLE

COORDINATE

fakaleiti che si sposano


con donne e hanno figli.
Com naturale, non
sempre le situazioni
sono cos limpide,
specie sullonda recente
dellinflusso dei costumi
e delle categorie del
mondo occidentale,
che per esempio hanno
forzato allinterno
di questa condizione
identit omosessuali
e transgender. Ma, in
linea di massima, i fakaleiti
restano un universo a s,
che permette loro di essere
pi spudorati di una donna,
alla quale si richiede
convenzionalmente
grande riservatezza,
e meno formali di un
uomo: stereotipi, entrambi,
messi in ridicolo durante
la tre giorni del concorso
di Miss Galaxy che,
ogni luglio nella capitale
Nukualofa, elegge
il fakaleiti dellanno.

FEDERICO
F.

BONA

MARCELLO

BONFANTI

KIRIBATI

GPS

1.327875

PAROLE

AMBIENTE

N,

172.976649

CHIAVE

ATOLLI,

GLOBAL

WARMING,

Una manciata di atolli


in mezzo alloceano
Pacifico, 33 isolette,
perlopi rappresentate
nelle carte da un punto,
giusto per segnalarne
lesistenza. Intorno, la linea
del cambiamento di data
fa unansa di migliaia di
chilometri perch gli atolli
hanno deciso di mantenere
la stessa data della Nuova
Zelanda mentre invece
le Hawaii, poco a nord,
hanno quella degli Stati
Uniti: vicini di casa, ma
con un giorno di differenza.
il classico arcipelago
tropicale, laguna, coralli,
palme, sole, mare
cristallino. Che sale anno
dopo anno, inesorabile.
S, perch a proposito del
cambiamento climatico
su una cosa gli scienziati
non hanno dubbi:
il livello marino sale,
e rapidamente. Secondo
lIntergovernmental
Panel on Climate Change
(IPCC) si alzato di
3,2 millimetri allanno
durante lultimo decennio
ed entro fine secolo
potrebbe salire di 52-98
centimetri; riducendo
(e molto) le emissioni
globali crescerebbe tra
28 e 61. Quanto basta

MAREE

a sommergere Kiribati,
100mila anime. La met
dellintera superficie non
raggiunge i due metri
sopra il livello marino.
Kiribati ha fatto notizia
anni fa quando il
cittadino Ioane Teitiota
ha chiesto asilo in Nuova
Zelanda. stato il primo
rifugiato climatico della
storia. Il termine diverr
comune anche se, per la
Convenzione per i Rifugiati
delle Nazioni Unite, quella
figura non esiste (ma si
inizia a parlarne). Teitiota
non intende tornare per
non mettere a rischio la
vita sua e della famiglia:
l, dice, non c futuro.
Il 10% della popolazione
mondiale vive in regioni
costiere, a meno di 10
metri sul livello del mare.
Per loro laumento degli
eventi meteorici estremi,
lerosione della costa,
la risalita del livello del
mare (e linvasione delle
acque salate nelle falde
acquifere) sono una
minaccia seria: famiglie
e comunit intere
dovranno spostarsi.

JACOPO

PASOTTI

CAPITOLO

QUADRANTE

OCEANIA

COORDINATE

ANTARTIDE

GPS

90.000000

PAROLE

SCIENZA

ASTROFISICA,

S,

139.266667

CHIAVE

ATMOSFERA,

GHIACCIO

GENTILE

CONCESSIONE

DI

NATIONAL

SCIENCE

FOUNDATION

CATEGORIA

Freddo, molto freddo.


Questa una delle zone
pi aride, ventose e
inospitali del mondo, dove
durante i mesi invernali
le temperature possono
sprofondare a -80 gradi
centigradi e, nel resto
dellanno, innalzarsi fino
a un massimo di -20.
lAntartide, a pochi passi
dal Polo Sud, dove lasse
terrestre buca, invisibile,
la superficie di questo
deserto di ghiaccio.
Proprio qui, a 2835 metri
di altitudine sul livello del
mare, sorge la AmundsenScott South Pole Station.
Il laboratorio di
osservazione e ricerca
scientifica pi meridionale
della terra, che prende
il nome dai primi
coraggiosi esploratori
giunti alla conquista del
Polo: il norvegese Roald
Amundsen nel 1911 e
linglese Robert Scott,
che vi giunse 33 giorni
dopo ma fin per perdervi
la vita. Incastonata in uno
spessore di ghiaccio di
migliaia e migliaia di metri
cubi in lentissimo ma
inesorabile slittamento,
avvolta da inarrestabili
raffiche di vento e bufere,
la base ha unarchitettura
che rappresenta gi di per
s una sfida tecnologica
ai limiti del possibile.
Ciononostante la stazione,
il primo insediamento

F10

LA BASE CON IL POLO INTORNO

LUOGO

MAPPA

permanente al Polo
Sud, pu accogliere
contemporaneamente
al suo interno da 50 a 200
scienziati, impegnati
in varie discipline: biologia,
astrofisica, geologia,
scienze del clima.
Cosa li spinge laggi?
Cosa c di cos imperdibile
da investigare nel bel
mezzo di un'immensa,
desolante e desolata
distesa congelata?
Il ghiaccio, prima di tutto.
In profondit, sotto forma
di vecchie precipitazioni
e bolle daria, conserva
intrappolato, strato sotto
strato, un archivio di oltre
un milione di anni di storia
climatica del pianeta.
Poi latmosfera: un
habitat cos remoto e
scollegato dal resto del
mondo che vi si respira

laria pi incontaminata
che si possa immaginare.
Lanalisi della miscela di
molecole che la formano
fornisce un vero e proprio
bollettino dello stato di
salute della terra: non
solo per quanto riguarda
linquinamento ma anche
sul versante climatico,
dove il monitoraggio
costante delle condizioni
meteo integra in modo
sostanziale lo studio
del cambiamento e del
riscaldamento globale.
Non basta. Grazie alla
bassissima umidit e
allatmosfera rarefatta,
il cuore dellAntartide
un luogo privilegiato
anche per lastrofisica
e losservazione di
importanti fenomeni
elettromagnetici.
Si pensi alle aurore

visibili nelloscurit
dellinterminabile notte
polare, oppure alle galassie
lontanissime che solo
il South Pole Telescope,
un radiotelescopio
sensibile alla radiazione
cosmica di fondo,
in grado di vedere.
Ed proprio qui, a una
manciata di metri dal
Polo Sud, che il rilevatore
IceCube riuscito per
primo a captare i cosiddetti
neutrini, le particelle
subatomiche ad altissime
energie che potrebbero
un giorno contribuire
a svelarci i misteri pi
profondi sui buchi neri
e, forse, sullorigine stessa
della materia oscura.

ALICE

PACE

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

NEW

COORDINATE

PLYMOUTH,

M7

UN MUSEO INOSSIDABILE

OCEANIA

NUOVA

ZELANDA

PAROLE

ARCHITETTURA

LEN

GPS

39.058642

S,

174.070266

CHIAVE

LYE,

SOSTENIBILIT,

TRADIZIONE

POLINESIANA

PATRICK

REYNOLDS

CATEGORIA

MAPPA

Mentre la tradizione
edilizia oceanica, insieme
a quella della West Coast
americana, continua a
essere caratterizzata
soprattutto da sistemi
timber-frame (detti anche
a telaio in legno), un
nuovo trend celebra lalta
tecnologia dellindustria
siderurgica locale
attraverso luso di strutture
inossidabili.
Fra queste architetture
il nuovo Len Lye Centre
di New Plymouth
nellarea del Taranaki
(in Nuova Zelanda)
progettato da Patterson
Associated offre al
territorio una prospettiva
nuova e internazionale:

considerato un museo
unico e innovativo,
esattamente quanto lo
era stato Len Lye (19011980), filmmaker e scultore
cinematico che ledificio
vuole celebrare.
Commissionato dal
District Council di New
Plymouth e finanziato dal
governo neozelandese
con un'estesa raccolta
fondi, concepito come
un tempio antropomorfo
della tradizione polinesiana
della Wharenui (la Casa
delle riunioni) e sfrutta
la massiccia scocca in
cemento armato per
contenere massa termica
utile al sostentamento
energetico. Il complesso
la prova che strategie
passive a basso costo
e un design pi cosciente
(quando le condizioni

climatiche lo consentono)
possono portare a risultati
migliori dellimpiego di
dispositivi tecnologici.
Allesterno, attraverso una
originale sovrapposizione
in facciata di setti a forma
di S, Patterson crea delle
sinuose aperture verticali
che consentono lingresso
della luce indiretta e
diffusa, permettendo in tal
modo a elementi altamente
performanti di diventare
la loro stessa matrice
estetica. Nonostante
i costi elevati, linvolucro
cromato assume una forza
comunicativa unica nel
panorama neozelandese;
infatti diventato un
potente strumento di
marketing territoriale
della regione del Taranaki,
che fa dellavanzato livello
tecnologico dellindustria

siderurgica uno dei suoi


grandi punti di forza.
La luce ancora
protagonista nello spazio
interno, dove riesce
a ricreare unesperienza
sensoriale tale da far
sentire il visitatore
allinterno di un vero
e proprio tempio religioso,
qui dedicato allarte.
Lye era affascinato
dai templi e noi abbiamo
progettato il suo museo
ispirandoci ai principi
del mondo classico
e alle forme polinesiane,
ha spiegato Andrew
Patterson. Dopotutto
il nostro committente,
indirettamente, era lui.

FRANCESCO
ALESSANDRO

LIPARI,
MELIS

CAPITOLO

QUADRANTE

LUOGO

JAMESTOWN,

G6

Z AT T E R E C O N T R O L A S I C C I T

OCEANIA

COORDINATE

AUSTRALIA

GPS

33.309657

PAROLE

ENERGIA

NANOTECNOLOGIE,

S,

138.596392

CHIAVE

PANNELLI

SOLARI

GENTILE

CONCESSIONE

DI

INFRATECH

INDUSTRIES

CATEGORIA

MAPPA

Quando nel 1840 i primi


coloni si stabilirono nel
Mid-North, al centro
dellattuale distretto della
South Australia, il sole era
un problema. Coltivare
campi riarsi e muoversi
tra i cunicoli delle miniere
con 40 gradi allombra
proibitivo sia per luomo
sia per animali e vegetali.
Oggi, a quasi due secoli
di distanza, i giacimenti
di rame non si sono ancora
esauriti e il sole continua
a battere imperterrito sui
vigneti, gli allevamenti di
pecore, le infinite distese
di grano e frumento
della regione. Con una
importante differenza:
quei raggi, da avversari,
si sono trasformati
in alleati. La societ
specializzata in energie
rinnovabili Infratech

Industries Inc. ha infatti


sviluppato insieme
al Dipartimento di
nanotecnologie della
Flinders University
e installato a Jamestown,
129 miglia a nord di
Adelaide, un parco solare
dalle caratteristiche
uniche. Contrariamente
a quanto si potrebbe
pensare, i pannelli solari
non danno il meglio
quando sono esposti ad
alte temperature, spiega
Felicia Whiting, direttrice
di Infratech. La soluzione?
Immergerli nellacqua su
speciali zattere, unendo
limpianto fotovoltaico a
quello di depurazione delle
acque reflue: in tal modo
i pannelli, galleggianti
e naturalmente refrigerati,
si sono rivelati del 57%
pi efficienti rispetto ai

cugini da terra o da tetto.


Gli effetti positivi, inoltre,
comprendono anche la
riduzione degli sprechi.
Questa tecnica, oltre
ad aumentare la longevit
degli apparecchi, migliora
la conservazione delle
acque, prosegue Whiting.
I pannelli infatti schermano
la luce, cos limitando
sia la dispersione da
evaporazione (fino al 90%)
sia la fotosintesi, causa
della diffusione di alghe
nocive e cianobatteri.
Una speciale copertura
previene corrosione e usura
dei materiali: Per ogni
stazione da un megawatt
si risparmiano 700mila
ettolitri dacqua allanno.
Limpianto tre anni di
lavori e una spesa di 12
milioni di dollari il primo
completato in Australia;

ora la tecnologia si prepara


a sbarcare in una terra
caratterizzata dalle stesse
scarsit idrica e fame
di tecnologia: la California.
Dal quartier generale
di Sydney, Infratech
porter entro fine 2016
a Holtville, a pochi passi
dal confine col Messico,
3576 pannelli, 276 zattere
e 12 pompe, per generare
pi energia pulita e ridurre
limpiego di sostanze
chimiche come il cloro.
Ma anche per tagliare
le gambe ai combustibili
fossili, alla siccit, alla
bolletta, e per traghettare
la California verso il target
del 50% di rinnovabili che
si prefissata per il 2030.

MARCO

COSENZA

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