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l'analfabeta

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Viaggi dentro la musica- Agnese Gatto:Maurice


Ravel, Canzoni del Madagascar.
esecuzione integrale con Magdalena Kozena

.
Maurice Ravel, Canzoni del Madagascar.
Tre Canzoni (1925/1926)
per voce,
flauto con uso di ottavino,
violoncello,

pianoforte.
1. Nahandove. Andante ,quasi allegretto ;
2. Aoua! Andante ;
3. Il est doux. Lento .

Unopera magnifica, care amiche e amici, che vorrei proporvi per un nuovo Viaggio Musicale alla
ricerca di preziosissime pagine,come questa, Canzoni del Madagascar, op.78, del 1925/26 di
Maurice Ravel.
Non troppo conosciuta questopera matura del compositore francese, che respira quel clima denso
della cultura francese del Novecento.
Vorrei che dedichiate il vostro ascolto dellopera, prima di tutto, contemporaneamente alla lettura
del Testo di questi Tre Canti tradotti in italiano.
Nella Prima e nella Terza Canzone, ma soprattutto nellerotismo della Prima- Nahandove- trovo
che ci sia proprio quella suggestione che altrimenti un nostro grande poeta ci ha regalato, e mi
riferisco alla poesia La pioggia sul pineto di Gabriele DAnnunzio, tratta da Alcyone , raccolta
poetica scritta tra il 1902 e il 1912.
Chiss Chiss se Ravel abbia letto questa poesia, chiss.
Ma le suggestioni sinestetiche che con la parola scritta dannunziana rievocano le onomatopee
musicali di una natura panica e di una bellezza intensissima ed erotica come quella di Ermione
,nel sapore delle tamerici salmastre e nei profumi della pioggia boschiva, con i suoi colori musicali
di una partitura aperta alle rifrazioni della stagione estiva vissuta appunto panicamente dal suo
interno come macrocosmo nel dolce mondo della splendida Ermione, mi portano
inequivocabilmente nel clima dellopera di Maurice Ravel:
la bella Nahandove come Ermione, nellincanto della bellezza e delle sinestesie che la musica sa
creare con tutte le figure retoriche e gli antropomorfismi che una scrittura musicale riesce a creare
descrivendo , vivendo e sentendo anche dentro di s, riconoscendolo quindi- il battito cardiaco
accelerato dal coinvolgimento erotico che si crea tra gli attori della scena, due amanti, e la musica
vive come in un miracolo di sensualit , di profumo di legno, di liquidit cangiante, di morbido
fascino e di affascinante e coinvolgente erotismo, di una parola epifanicamente resa dalla
magnifica linea del melos, nella musica che d corpo non solo alla semantica delle parole
poetiche, ma ai soggetti stessi narrati e agli strumenti che narrano di queste piccole storie che non
hanno nessuna pretesa- a parte la Seconda, Aoua! di fortissima denuncia civile e sociale dalla
parte dei neri schiavi rapiti e uccisi nel sangue, strappati dalla loro terra- se non quella di
affascinare, in un clima segnato dalla sinestesia panica del Tutto ,che prende vita e inghiotte tutto
quello che dallevento musicale coinvolto e trasportato :
dentro una sfera magica ascoltatori, fruitori, quindi, esecutori, attori della scena, la Musica stessa,
la Poesia e il compositore assistono alla Genesi di un mondo perduto, malinconicamente lontano
solo nella sua assenza, la quale si crea nel momento in cui lopera stessa termina il suo ultimo
suono nellasse del Tempo dellAscolto- appunto- condotto sin esteticamente. Il suo ultimo respiro,
il suo ultimo movimento daria risonante.
E questo un grandissimo miracolo, una magia alchemica che solo questOpera non troppo
conosciuta sa raggiungere.
Ora vi lascio nel silenzio dei vostri ascolti.

Sono convinta che sar per voi una grande scoperta, luogo di felicit.Una grande avventura
artistica.
Continuer dopo il mio Viaggio, seguitemi
.

Ravel / Jan DeGaetani, 1978: Les Chansons madc

.
1.
Nahandove, o bella Nahandove! Luccello notturno ha cominciato le sue grida, la luna piena brilla
sul mio capo, e la rugiada nascente mi bagna, i capelli. Ecco lora che pu fermarti, Nahandove, o
bella Nahandove!
Il letto di foglie pronto; lho coperto di fiori e derbe odorose; degno delle tue grazie,
Nahandove, o bella Nahandove!
Ella viene. Ho riconosciuto il respiro precipitoso che d il passo rapido; sento il fruscio del cinto
che tavvolge, lei, Nahandove, la bella Nahandove!
Riprendi fiato, mia giovane amica; riposati sui miei ginocchi.
Com incantevole il tuo sguardo! Com vivo e delizioso il movimento del tuo seno sotto la mano
che ti tocca! Tu sorridi, Nahandove, o bella Nahandove!
I tuoi baci penetrano fino allanima; le tue carezze bruciano tutti i miei sensi: fermati, o muoio. Di
volutt si muore, Nahandove, o bella Nahandove!
Il piacere passa come un lampo. La tua dolce lena sindebolisce, i tuoi occhi umidi si richiudono, la
tua testa si piega mollemente, e i tuoi trasporti si spengono nel languore. Mai fosti cos bella,
Nahandove, o bella Nahandove!
Com delizioso il sonno fra le braccia di unamante: pure meno delizioso del risveglio. Tu parti,
ed io prendo a languire nei rimpianti e nei desideri. Languir fino a sera. Ritornerai stasera,
Nahandove, o bella Nahandove!
2.
Guardatevi dai bianchi, abitanti della riva. Al tempo dei nostri padri, scesero in questisola dei
bianchi. Gli si disse: Ecco alcune terre, che le vostre donne le coltivino; siate giusti, siate buoni, e
diventate fratelli nostri.
I bianchi promisero, e tuttavia facevano trinceramenti. Un forte minaccioso si eresse; il tuono fu
rinchiuso in bocche di bronzo; i loro preti vollero darci un Dio che non conosciamo; essi parlarono

infine dobbedienza e di schiavit. Piuttosto la morte! La strage fu lunga e terribile: ma malgrado


la folgore che vomitavano, e che schiacciava intere armate, furono tutti sterminati. Guardatevi dai
bianchi.
Abbiamo visto tiranni nuovi, pi forti e pi numerosi, piantare il loro padiglione sulla riva. Il cielo
ha combattuto per noi. Ha fatto cadere su loro le piogge, le tempeste e i venti impestati. Essi non
sono pi, e noi viviamo, viviamo liberi. Guardatevi dai bianchi, abitanti della riva.
3.
dolce stendersi, durando il caldo, sotto un albero frondoso, ed aspettare che il vento della sera
porti la frescura.
Donne, avvicinatevi. Mentre mi riposo qui sotto un albero frondoso, occupate il mio orecchio con i
vostri accenti prolungati. Ripetete la canzone della fanciulla, quando le sue dita intrecciano la
stuoia, e quando seduta presso il riso caccia gli avidi uccelli.
Il canto piace allanima mia. La danza per me dolce quasi come un bacio. Che i vostri passi siano
lenti; chessi imitino gli atteggiamenti del piacere o labbandono della volutt.
Il vento della sera si leva; la luna comincia a brillare attraversa gli alberi della montagna. Andate, e
preparate la cena.
Ecco ora alcune questioni di ordine analitico.
Chansons madcasses, Maurice Ravel.
La storia della musica fatta da grandi capolavori, ma anche da un sottobosco di opere che per
destinazione, forma, organico o dimensione appaiono minori agli occhi del fruitore odierno. Non
cos a quelli degli autori,se vero che Ravel teneva in altissima considerazione proprio le sue
Chansons madcasses.
Nelle Chansons madcasses persistono le componenti esotica ed erotica. Vediamo come.
esotismo deriva innanzitutto dai testi scelti, il cui autore, il poeta del XVIII secolo Evariste- Dsir
Parny
-scrive Federico Fornoni- che sosteneva di aver tradotto da componimenti tradizionali del
Madagascar (in realt furono completa farina del suo sacco). Ed un esotismo non pi intrigante,
bens di denuncia anticolonialista, come dimostra la seconda Chanson, nella quale Ravel,
attraverso ostinati, andamenti percussivi, scontri di tonalit, dissonanze, crea un mondo sonoro
primitivo.
Lerotismo si incontra invece nel primo brano, ed un erotismo che lo stesso Ravel non esit a
definire pericoloso.
Linsistente ripetizione del nome della donna amata, Nahandove, ogni volta intonato sul
medesimo ritmo e sempre accompagnato da un inciso melodico discendente affidato agli
strumenti non fa che sottolineare il carattere ossessivo della fascinazione subita dal narratore, al
punto che il piacere diviene mortale e la sua mancanza dolorosa.
Non sar probabilmente un caso il fatto che il compositore abbia deciso di trasformare il gesto
vocale coincidente con il richiamo del nome Nahandove della Prima Lirica nellurlo di guerra
(Aoua!) della Seconda.
Proprio questo urlo la migliore esemplificazione di quanto lautore scrive a proposito della
composizione:
una sorta di quartetto, nel quale la voce svolge il ruolo di strumento principale.
In quel passaggio infatti la parte vocale utilizzata innanzitutto con valenza timbrica.
Se oggi possiamo godere le sperimentazioni delle Chansons madcasses, lo dobbiamo a una
commissione privata.

E la mecenate americana Elizabeth Sprague Coolidge a richiedere al musicista un brano che


prevedesse in organico voce, flauto, violoncello e pianoforte, lasciando libera scelta relativamente
al testo da musicare.
Ravel risponde con questa straordinaria opera concepita nel biennio 1925-26, grandi pagine nate
da piccole occasioni.
Di seguito i brani e i testi in lingua originale del poeta francese Evariste- Dsir Parny , e la
traduzione degli stessi in inglese ad opera di Anna Sutheim.
.

.
1.
Nahandove, belle Nahandove! Loiseau
nocturne a commenc ses cris, la pleine
lune brille sur ma tte, et la rose
naissante humecte mes cheveux. Voici
lheure: qui peut tarrter, Nahahndove,
belle Nahandove!
Le lit de feuilles est prpar; je lai
parsem de fleurs et dherbes
odorifrantes; il est digne de tes
charmes. Nahandove, belle

Nahandove!
Elle vient. Jai reconnu la respiration
prcipite que donne une marche rapide;
jentends le froissement de la pagne qui
lenveloppe; cest elle, cest Nahandove,
la belle Nahandove!
Reprends haleine, ma jeune amie;
repose-toi sur mes genoux. Que ton
regard est enchanteur! Que le
mouvement de ton sein est vif et
dlicieux sous la main qui le presse! Tu
souris, Nahandove, belle Nahandove!
Tes baisers pntrent jusqu lme; tes
caresses brlent tous mes sens; arrte, ou
je vais mourir. Meurt-on de volupt,
Nahandove, belle Nahandove?
Le plaisir passe comme un clair. Ta
douce haleine saffaiblit, tes yeux
humides se referment, ta tte se penche
mollement, et tes transports steignent
dans la langueur. Jamais tu ne fus si
belle, Nahandove, belle Nahandove!
Tu pars, et je vais languir dans les
regrets et les dsirs. Je languirai jusquau
soir. Tu reviendras ce soir, Nahandove,
belle Nahandove.
1-Nahandove, oh beautiful Nahandove!

The night bird has begun its cries, the


full moon shines on my head, and the
budding rose bedews my hair. The hour
has come; what could be keeping you,
Nahandove, oh beautiful Nahandove!
The bed of leaves is prepared; I have
strewn it with flowers and fragrant
herbs; it is worthy of your charms,
Nahandove, oh beautiful Nahandove!
She comes. I recognized the hurried
breathing which denotes a quick step; I
hear the rustling of the skirts which
clothe her; it is her, it is Nahandove, the
beautiful Nahandove!
Catch your breath, my young friend;
recline upon my knees. How enchanting
your gaze is! How lively and delicious is
the movement of your breast beneath the
hand which presses it! You smile,
Nahandove, oh beautiful Nahandove!
Your kisses penetrate the soul; your
caresses burn all my senses; stop, or I
will die! Can one die of pleasure,
Nahandove, oh beautiful Nahandove?
Pleasure passes in a flash. Your sweet
breath weakens, your humid eyes close,
your head droops limply, and your

ecstasy dissolves into languor. You have


never been so beautiful, Nahandove, oh
beautiful Nahandove!
You leave, and I will languish in regrets
and desires. I will languish until evening.
You will return this evening,
Nahandove, oh beautiful Nahandove.
.

2.Aoua! Chansons Madcasses Ravel

.2. Aoua!
Mfiez-vous des blancs, habitants du
rivage. Du temps de nos pres, des
blancs descendirent dans cette le. On
leur dit: Voil des terres, que vos
femmes les cultivent; soyez justes, soyez
bons, et devenez nos frres.
Les blancs promirent, et cependant ils
faisaient des retranchements. Un fort

menaant sleva; le tonnerre fut


renferm dans des bouches dairain; leurs
prtres voulurent nous donner un Dieu
que nous ne connaissons pas, ils
parlrent enfin dobissance et
desclavage. Plutt la mort. Le carnage
fut long et terrible; mais malgr la
foudre quils vormissaient, et qui crasait
des armes entires, ils furent tous
extermins. Mfiez-vous des Blancs!
Nous avons vu de nouveaux tyrans,
plus forts et plus nombreaux, planter leur
pavillon sur le rivage: le ciel a combattu
pour nous; il a fait tomber sur eux les
pluies, les temptes et les vents
empoisonnes. Ils ne sont plus, et nous
vivons, et nous vivons libres. Mfiezvous des Blancs, habitants du rivage.
2. Aoua!
Beware of the whites, inhabitants of the
shore. In the time of our fathers, the
whites descended upon this island. They
were told: Here is land, which your
women may cultivate; be just, be good,
and become our brothers.
The whites promised, but they made
entrenchments. A great menace arose;
thunder was enclosed within mouths of

iron; their priests wished to give us a


God we did not know, they spoke at last
of obedience and of enslavement. Better
death! The carnage was long and
terrible; but despite the lightening which
they spewed, which crushed entire
armies, they were all exterminated.
Beware of the whites!
We saw new tyrants, stronger and more
numerous, planting their pavilions on the
shore; the sky fought for us; it caused
rains and tempests and poisoned winds
to fall upon them. They are no more, and
we live, and we live free. Beware of the
whites, inhabitants of the shore.
.

3.Il est doux .

Il est doux de se coucher, durant la


chaleur, sous un arbre touffu, et
dattendre que le vent du soir amne la
fracheur.
Femmes, approchez. Tandis que je me
repose ici sous un arbre touffu, occupez
mon oreille par vos accents prolongs.
Rptez la chanson de la jeune fille,
lorsque ses doigts tressent la natte ou
lorsquassise auprs du riz, elle chasse
les oiseaux avides.
Le chant plat mon me. La danse est
pour moi presque aussi douce quun
baiser. Que vos pas soient lents; quils
imitent les attitudes du plaisir et
labandon de la volupt.
Le vent du soir se lve; la lune
commence briller au travers des arbres
de la montagne. Allez, et prparez le
repas.
3.Il est doux .
It is sweet to rest during the heat beneath
a tufted tree, and to wait for the evening
breeze to bring refreshment.
Women, approach. While I lie here
beneath a tufted tree, entertain my ear
with your languid tones. Repeat the song

of the young girl, while her fingers


weave braids or while by the rice fields
she chases the greedy birds.
The song pleases my soul. To me the
dance is almost as sweet as a kiss. How
slow your steps are; how they imitate the
postures of pleasure and the abandon of
rapture.
The evening breeze rises; the moon
begins to shine through the trees of the
mountain. Go, and prepare the meal.
(Evariste de Parny, traduzione inglese di Anna Sutheim )
Alcune parole sul poeta.
Joseph-Maurice Ravel (Ciboure, 7 marzo 1875 Parigi, 28 dicembre 1937) compone le Canzoni del
Madagascar tra il 1925 e il 1926 su testi di variste Dsir de Parny , poeta francese (Saint-Paul, 6
febbraio 1753 Parigi, 5 dicembre 1814) , che scrive le Chansons madcasses, nel 1787. Il poeta
nasce sullisola della Runion, territorio francese, da una famiglia aristocratica originaria del Berry.
Evariste de Forges de Parny quindi nasce nel 1753 sullisola di Borbone da una ricca e importante
famiglia, una delle prime a colonizzare lisola. La sua carriera nominale come ufficiale dellesercito
offuscata dalla sua scrittura, poesia per lo pi elegiaca e di satira religiosa.
Le Chansons Madacasses sono pubblicate nel 1787. Parny ha affermato di aver raccolto questi
esempi di poesia nativa del Madagascar direttamente dalla loro fonte,ma le poesie sono quasi
certamente del tutto una sua invenzione: non c alcuna prova che abbia mai visitato lisola del
Madagascar, n alcuna testimonianza che possa accennare al fatto che parlasse la lingua malgascia.
Supponendo che siano un lavoro originale, queste pseudo-traduzioni possono quindi essere
annoverate tra gli esempi precursori della prosa- poesia in francese-, un movimento che ha creato
poesia, senza gli effetti di un mortificante decennale rigore Classicistico di adesione alla forma
metrica.
E su questa formale innovazione che il poeta Settecentesco Parny pone un insolito interesse nella
vita dei colonizzati, tema inoltre individuato come degno di esame scientifico.
Parny profondamente contro la schiavit, un Illuminato dei diritti civili: ha dato voce ai suoi
sentimenti sia nella Introduzione alle Chansons Madacasses, sia in numerose lettere private. E
stato pure anti-colonialista, nonostante il fatto che la sua eredit e posizione sociale dipendeva
dalla colonizzazione dellIsola di Bourbon.
Scrive ad un amico: Non puoi stare bene in un paese in cui il mio sguardo non pu non cadere sulla vista
di servit, dove il rumore di fruste e catene dal mio orecchio risuonare in modo terribile il mio cuore. Non
vedo nulla, ma tiranni e schiavi, e non vedo il mio prossimo. Ogni giorno un uomo viene scambiato per un
cavallo: impossibile per me abituarmi a una tale situazione rivoltante.
Questo sentimento di egualitarismo fortemente presente nelle Chansons Madacasses, in cui tre

delle dodici canzoni denunciano la schiavit. Tematiche molto simili appaiono in una serie di
opere precedenti a questa del 1783 tra cui il Voltaire dell Essai sur les moeurs e il Raynal de
lHistoire des Indes Duex, che Parny avrebbe potuto leggere essendo particolarmente affezionato a
Voltaire, come dimostra il suo Guerre des Dieux, che assomiglia molto al Voltaire Pucelle .
La sua poesia stata molto popolare durante il1800, conosciuta a memoria da Chateaubriand,
ammirata da Ginguen, considerata esemplare da Pukin, poi musicata, appunto,da Maurice
Ravel, e , inoltre da Louis Durey e Giovanni Sgambati e altri, ricordata anche in una poesia della
Achmatova.
Poesia questa considerata pioniera di forme soprattutto per le Chansons madcasses, primi
poemetti in prosa della letteratura francese, esplorativa di contenuti : lesotico, il distante tropicale,
lerotico e il licenzioso, tutti temi contenuti nelle canzoni popolari madegasce; e ancora,grande
successo avr questa poesia presso i poeti del Simbolismo.
.
noell s. oszvald

Analisi dellopera di Ravel.


Nel mese di aprile del 1925, il compositore Maurice Ravel riceve appunto una commissione
privata dallamericana Elizabeth Sprague Coolidge per unopera cameristica per flauto con
obbligo di ottavino, violoncello, pianoforte e voce femminile.

Ravel in quel tempo stava leggendo una breve raccolta di poesie dal titolo Chansons Madacasses
di un poeta del 1700, Evariste de Forge de Parny. Il compositore sceglie tre di queste poesie
madegasce come Testo per la sua opera commissionata. Le Chansons Madacasses sono infatti
probabilmente invenzione di Parny, che non parlava malgascio, e probabilmente non aveva mai
nemmeno veramente visitato lisola, anche se pu aver incontrato alcuni malgasci nativi in
Borbone, lisola dove nasce.
Prendendo spunto dai temi di erotismo, esotismo, e di tensioni razziali, elementi presenti tutti
nellopera di Parny, Ravel scrive e compone un Ciclo di Tre Canzoni raffinatissime e suggestive ,
che si distinguono da ogni sua Opera da Camera precedente ad essa sia nel provocatorio
drammatico oggetto del suo testo, sia per la natura emotivamente carica di suggestioni della sua
musica .
Le canzoni dalla struttura fortemente evocativa hanno un utilizzo assolutamente innovativo di,
timbri strumentali, dallacuto,lottavino, il flauto, al basso, il violoncello, in una scrittura timbrica
strutturale scarna, asciutta, colma di suggestioni estetiche ed artistiche incredibili e altamente
drammatiche quanto liriche, con evidenti cromatismi e anche con luso di colori in bianco e nero,
ovvero in modo diatonico o tonale, ma con grandi sovrapposizioni armoniche che ne danno un
colore- soprattutto in Aoua!- scuro, drammatico,spessissimo, quasi atonale nella
sovrapposizione delle strutture tonali per lorganico strumentale- flauto, violoncello e pianoforte,
in ostinati che creano un grandissimo climax situazionale , che appunto esploder nel grido:
Auoa!.
Queste qualit rendono il lavoro esemplare il suo fascino per lesotico, il suo desiderio di tecnica,
chiarezza e perfezione, la spinta a esplorare nuove possibilit di timbro, armonia, e ritmo. Ancora
pi di questo, per, le Chansons Madacasses rappresentano un puzzle. Ravel stesso li caratterizza
come contenente un nuovo elemento, drammatico anzi erotico, derivante dalla materia oggetto di
Evariste Parny.
Ravel non ha mai prima affrontato in modo cos esplicito lerotismo in una delle sue opere, anche
se lesotismo che apparso in molte delle sue composizioni si pu dire contenga un erotismo
intrinseco :le sue scelte di oggetto e di poesie per le sue opere vocali sono in gran parte asessuate,
o al massimo astrattamente romantiche. Inoltre, per le influenze esotiche di Ravel le composizioni
vengono prepotentemente dalla Spagna e, in misura minore, dall Est asiatico, dalla cultura
ebraica,con ingresso occasionale dallEuropa dellEst. Le Chansons Madacasses rappresentano
quindi una grande novit. Ma questopera, questo lavoro, queste Canzoni hanno ricevuto molto
poca attenzione dalla critica rispetto ad alcune delle sue altre opere vocali, in particolare le Trois
pomes de Stphane Mallarm.
Disaccordo e anche disagio per quanto riguarda gli aspetti delle Chansons madacasses sembrano
pervadere le descrizioni del lavoro, sia in generale nelle biografie su Ravel specificamente
connesse con le Canzonidel Madagascar.
Roland-Manuel, buon amico e primo biografo di Maurice Ravel descrive le Canzoni come una
semplicit amabile, un puro lirismo ardente che sorride tra le lacrime e le offerte, al limite ultimo di tensione
e aridit, un messaggio di toccante tenerezza .
Confrontiamo questo con una caratterizzazione de le Chansons Madacasses , in unatmosfera di
esultanza selvaggia , di barbarie primitiva , di realismo , violenza austera ,il suomaggior grado di
sensualit , una disinibita, immediatezza quasi brutale
Trasporto erotico e giovanile adorazione nel primo canto, il genocidio e terrore nel secondo, e nella
terza una sensualit pigra pastorale. Tutti i critici sembrano incerti su quale delle tre canzoni del
tutto diverse nel tono, nel contenuto, nel suono dovrebbe essere considerata la pi
caratterizzante lOpera Cameristica.
La confusione su come esattamente a caratterizzare il lavoro si estende anche ai suoi aspetti

puramente musicali.
Primo fra questi la questione di come esattamente la musicalit dellesotismo delle Chansons
Madacasses sia raggiunto da Ravel e da dovelo stesso potrebbe avere tratto la sua ispirazione.
Ravel conosceva la musica malgascia, e se s, questo fatto influisce, coscientemente o no, nel suo
processo di composizione?
Allinizio Ravel descrivere in termini quasi mistici di empatia con lo spirito delle culture da cui
trae ispirazione per le sue opere esotiche. Stuckenschmidt, senza alcuna coscienza apparente di
ironia, ricorda unosservazione molto citata di Debussy che Ravel era in grado di comporre
Musica Spagnola pi tipica della Spagna di quella di compositori provenienti da quella regione
Di pi: di recente, studiosi come Richard S. Giacomo, Stephanie Ann Reuer, e Peter Kaminsky
hanno dimostrato la possibilit che Ravel abbia, infatti, conosciuto gente malgascia e la sua
musica, e che gli aspetti della sua conoscenza sia stata fortemente influenzata dal suo uso di
ostinati e bimodalit, nonch colori insoliti strumentali e tessiture sempre strumentali. Infatti, la
maggior parte degli aspetti del lavoro che segnalano il suo esotismo sono tracciate da questi
studiosi in varie caratteristiche tipiche della musica malgascia. Alcune di queste connessioni
sembrano astruse ma danno luogo ad un suono reale del Madagascar, piuttosto che
semplicemente dipinto in un regno della fantasia esotica, come ha fatto nellopera Scherazade .
Ravel disprezzava il successo commerciale e non amava lattenzione del pubblico.
Egli si dilettava in Meccanica (la sua casa era piena di oggetti dantiquariato fittizie, copie di
dipinti e imitazioni di esotici oggetti darte, cos come giocattoli , orologeria e soprammobili).
Tuttavia, ha preso sul serio lesortazione di Edgar Allan Poe (i cui scritti sul processo creativo sono
per Ravel sempre indicati come una forte influenza sul suo ethos proprio compositivo) che tutta
la perfezione tecnica superficiale nel mondo non sufficiente a creare bellezza senza un po di
sottofondo, tuttavia a tempo indeterminato, di significato. .
Ravel ossessionato dai dettagli nelle sue composizioni, costantemente alla ricerca di una
perfezione maggiore, al punto che avrebbe continuato a fare revisioni di opere che erano gi state
pubblicate.
Eppure, come pianista era spesso terribilmente insufficiente Di volta in volta timido e loquace,
riservato e candido, serio e giocoso, Ravel era un enigma della vita e rimane cos oggi, nonostante
le recenti biografie come Benjamin Ivry, che cercano di ricostruire il ritratto di uno dei compositori
pi popolari della Francia con tutte le sue stranezze, difetti e segreti inclusi.
Le Chansons Madacasses, con la sua scarsit paradossale e tutte le ricchezze, al tempo stesso
lOpera con pi passione emotiva di Ravel, ma anche la sua opera pi enigmatica.
Allinterno della piccola sfera di questo Ciclo di Canzoni breve si nasconde un concentrato di
contraddizioni, alcune delle quali parallele alle contraddizioni nella vita e nellopera di Ravel.
Anche se le poesie prima e la terza sono apertamente erotiche viste chiaramente da una
prospettiva maschile, Ravel le fa cantare da una voce femminile , voce di soprano, appunto.
La sensualit esplicita di Nahandove unica nellopera di un compositore molto noto per la sua
reticenza sessuale, mentre gli appassionati anti-schiavit vedono nella dichiarazione di Ma Fiezvous des blancs di Aoua!colpire una corda politica insolitamente forte per un uomo che, anche
se liberale nel suo punto di vista, raramente ha mai preso alcun tipo di posizione politica al di
fuori del contesto dellarte. In un lavoro composto su commissione, in un linguaggio esotico con
cui aveva mai lavorato, e ad un testo i cui temi si discostano notevolmente da qualsiasi altro
precedentemente impostato, Ravel consegna allOpera Musicale e allArte uno dei pi
visceralmente drammatici e musicalmente originali testi compositivi della sua carriera. Come
Stuckenschmidt lo mette, nel tentativo di fare i conti con le contraddizioni delle Chansons
Madacasses: [Ravel] fece un passo, per cos dire, oltre i limiti della propria natura.
.

noell s. oszvald

.
Analisi delle Chansons Madacasses
E impossibile far conciliare gli stati danimo delle Tre Canzoni del Ciclo Malgascio.
La Prima canzone, Nahandove, presenta un appuntamento appassionato nei boschi al
Crepuscolo tra un uomo ed una donna, chiudendosi con una forte impronta nostalgica ed
evocativa della bella Nahandove. A ci segue, senza preavviso,alcuno, un forte, grido di battaglia
terrificante in apertura della Seconda Canzone, che porta lascoltatore attraverso il racconto di un
tradimento,di una riduzione in schiavit, e di conseguente spargimento di sangue. Questa
Seconda Canzone si conclude su un accordo non risolto e una linea cromatica discendente nella
voce lamentosa che sa di morte.
La tensione e lapprensione lasciano un incombente scia di senso denso di morte e di
sangue;drammaticissimo questo finale, tracciato da pochissimi elementi tecnico- musicali: il
clima che si creato in unellisse che va da una situazione di grande climax ad una di anticlimax .
E che lascia nellorrore e nello sgomento, e nellimpossibilit umana di poter far qualcosa: di qui il
senso di impotenza e di nullit che prende lo sgomento esecutore, parlo di me, che ho suonato
questo brano tantissime volte e con la guida di eccellenti Maestri, quanto lascoltatore.
Poi, come per offrire unaberceuse lenta ninna nanna ad un bambino che si risveglia da un incubo,
Ravel chiude il Ciclo con un ritorno alla intimit sensuale e alla semplicit di apertura dellopera:
il narratore osserva pigramente un gruppo di donne che danzano sotto il sole del tramonto: la
Terza Canzone. Che fa concludere in un momento di mondanit quasi comica lOpera da
Camera:la cantante lasciata sola dallensemble strumentale,disinvolta dice: E ora andiamo a

preparare il pranzo!- incredibile chiusa!-.


In circa un quarto dora , poco pi , poco meno, che la durata delle Canzoni Malgasce, Maurice
Ravel evoca lerotismo della Prima Canzone, il genocidio terrificante di AOUA!, Seconda
Canzone, fino allallegra pigrizia pastorale inebriante finale della Terza Canzone: una variet
sconcertante di stati emotivi ,evocati in cos breve tempo in un cos piccolo e breve lavoro. E
questo assolutamente incredibile e modernissimo. Maurice Ravel usa la sua Piccola Orchestra da
Camera un Quartetto misto-con grande effetto drammatico. I vari strumenti flauto, violoncello e
pianoforte, sono ben calibrati nelle proprie entrate in scena come personaggi in un gioco, in questo
incredibile e suggestivo quanto surreale e simbolico paesaggio drammatico. Il violoncello crea
unatmosfera romantica in ogni Canzone, tra paesaggio e narratore con la sua breve apertura
prima che la linea vocale entri. Il pianoforte, stabilisce quasi sempre un urgenza improvvisa e
crescente ritmica -forse una rappresentazione del marche rapide che la linea vocale dichiara poco
dopo del narrato battito cardiaco accelerato, per esempio in 1., Nahandove:
Elle vient. Jai reconnu la respiration
prcipite que donne une marche rapide;
jentends le froissement de la pagne qui lenveloppe;
cest elle, cest Nahandove, la belle Nahandove!
Il violoncello ha abbandonato, la tranquillit dellapertura venendo temporaneamente sospeso.
sembra essere sospeso in una piccola gamma di piccoli ictus e di intervalli.
Il flauto entra nell ultima misura , la 28, che corrisponde esattamente a ci che dice nella sua linea
melodica la parte della voce nellingresso su Nahandove , la bella amante ; e qui il ritmo del
flauto un ritmo simile all irregolare battito cardiaco dato dall ingresso iniziale del pianoforte
prima di:
Elle vient. Jai reconnu la respiration
prcipite que donne une marche rapide;
jentends le froissement de la pagne qui lenveloppe;
cest elle, cest Nahandove, la belle Nahandove!
.
.esecuzione integrale del 1928 con Maurice Ravel al Pianoforte

Maurice Ravel Chansons madcasses

.
Se dovessimo assegnare i nomi ai ruoli svolti dagli strumenti, qui,si pu dire che il violoncello
rappresenti il pensiero tra epico e lirico del narratore e il paesaggio, il Pianoforte il sentire e i
sentimenti corporei, e il flauto la presenza di Nahandove. Coinvolti nella scansione di tutto questo
dramma strumentale, la linea vocale sembra svolgere un ruolo interpretativo rispetto a quello
degli altri tre strumenti.
Il grosso del lavoro necessario per la pittura del paesaggio emotivo e fisico del testo viene fatto con
i tre strumenti flauto, violoncello e pianoforte. La voce, voce di donna, anche se cantata da voci
maschili, sembra galleggiare sopra le altre parti, drammaticamente :la chiara articolazione del
testo mirabilmente creatrice dichiarezza teatrale, ma la vera sostanza del pezzo, la sua carica
emotiva,sembra data dal flauto, con uso di ottavino, dal violoncello e dal pianoforte; per questo
sembra che la linea vocale sia forse meno significativa delle parti strumentali, che hanno una
scrittura raffinatissima, difficilissima da eseguire per i suoi tratti essenzialissimi delle tre voci
diverse strumentali, per le quali solo una grande perizia strumentale e raffinatezza interpretativa
danno il senso della difficolt nellinterpretazione dellopera stessa, piccola opera, ma densissima e
piena di sapienza compositiva. Pensiero, corpo, e altro violoncello, pianoforte, e flauto /
ottavino sono gi dati.
La voce qui solo il centro al quale si interseca il gruppo strumentale del Trio, la colla che crea
un s da parti diverse. Dalla compagine pi acuta- lottavino- a quella pi grave il violoncello con
la parte estrema dei bassi del pianoforte, come per esempio in Aoua!
Nahandove limmediatezza. Il testo qui in prima persona, in tempo presente, gli eventi sono
narrati mentre si svolgono.
Gli strumenti evocano intensissimamente e sembrano addirittura incarnare i diversi volti dello
scenario con il flauto che evocazione della sensazione di profumo, di memoria o idea della
belle Nahandove: il pubblico viene coinvolto nel sentire il momento erotico, piuttosto Ravel
sembrerebbe voglia volgere a questo fine: avere il pubblico identificato al Narratore sentendo
emotivamente le stesse cose che racconta e che nella stessa circostanza vive lui.
Eppure rimane una certa distanza : nellimpostazione musicale letteraria . Una possibile fonte di
questa distanza potrebbe, paradossalmente, essere nellidentificazione primaria tra il pubblico e la
musica e gli esecutori entro la parte vocale: infatti, in tutto il poema, il narratore sembra rimanga

asessuato, senza sesso esplicito, unomissione inusuale nel contesto delle poesie del Parny. In
realt, Ravel sceglie consapevolmente o meno in due dei suoi tre poemi gli unici due di Parny
di tutto dodici che non danno dichiarazione esplicita per quanto riguarda il sesso del Narratore.
Nel contesto della Nahandove,la bella Nahandove , ci potenzialmente problematico. In questo
grado di erotismo, le nostre orecchie potrebbero benissimo normalizzarsi trovando lascolto di
una voce maschile
Ma cos non , semplicemente
Augurandomi che anche questo viaggio sia stato per voi, come lo stato per me, un Viaggio nella
bellezza di una magnifica opera musicale anche se purtroppo non molto conosciuta,Vi abbraccio e
ringrazio, a tutti AUGURO UN BUON 2013! PROSIT!
La Vostra
Agnese Gatto
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Questa voce stata pubblicata il 15 giugno 2015 da fernirosso in musica con tag agnese gatto,
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