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Rene

Organo pari, parte iniziale delle vie escretrici che poi convergono nella vescica, la quale ad
intermittenza permette l'emissione delle urine attraverso l'uretra. E' considerato l' organo
emuntore per antonomasia, che elimina i rifiuti (anche il fegato elimina le sostanze
tossiche, i polmoni, la cute tramite la sudorazione). Il rene specializzato nell'eliminare
una certa categoria di sostanze utilizzando volumi di acqua.
Funzioni:

detossificazione, eliminazione obbligatoria delle scorie azotate i cataboliti del


metabolismo proteico, solo il rene in grado di eliminarle funzione vitale

regolazione della volemia, cio regolazione del bilancio idrico

regolazione dell'equilibrio elettrolitico

regolazione dell'equilibrio acido-base

regolazione della pressione sanguigna (produzione di renina)

regolazione del metabolismo del calcio

trasformazione della vitamina D3 nella forma attiva

emopoiesi (eritropoietina)

produzione di prostaglandine (interstizio)

Configurazione esterna
E' un organo pari situato in cavit addominale, il pi profondo di tutti dietro di lui c' la
parete addominale posteriore muscolare. E' un organo toraco-addominale, primitivamente
retroperitoneale, rimane ai lati di due depressioni dovute alla presenza del rachide
lombare che sporge in cavit addominale denominate fosse lombari. Il rene destro un
po' pi basso rispetto al sinistro, differenza fisiologica dovuta al fegato che grava sul rene
destro. Rispetto allo scheletro corrisponde da T12 fino a L2. E' in rapporto con le ultime
due coste a sinistra e l'ultima costa a destra.
Ha una forma paragonabile ad un fagiolo:

faccia anteriore (antero-laterale): regolare, liscia e uniformemente convessa

faccia posteriore (postero-mediale): liscia, piuttosto appiattita perch poggia sulla


parete addominale

estremit superiore

estremit inferiore

margine laterale, convesso

margine mediale, convesso nel terzo superiore e nel terzo inferiore e concavo nel
segmento intermedio che corrisponde all'ilo dell'organo in cui passa il peduncolo
renale.

polo superiore, incappucciato dalla ghiandola surrenale

polo inferiore arrotondato, smusso

I due reni sono fortemente ruotati verso l'esterno a causa della colonna vertebrale che
protrude al centro, quindi la faccia posteriore antero-laterale e la posteriore posteromediale. Non sono neppure perfettamente perpendicolari con i loro assi longitudinali
obliqui in senso medio-laterale i poli superiori sono pi vicini.
Il rene fetale e quello neonatale hanno un aspetto bernoccoluto che riflette la suddivisione
lobare e lobulare dell'organo nell'adulto non siamo pi in grado di distinguere questo
aspetto.
Si possono avere malformazioni rene a ferro di cavallo o a ciambella; queste
malformazioni danno luogo a reni malfunzionanti.
Rivestimento renale
E' un organo primitivamente retroperitoneale; rivestito da una fascia dovuta ad una
laminazione connettivale del connettivo sotto-peritoneale che prende il nome di fascia
renale: essa avvolge l'organo andando a costituire uno spazio in cui accolto l'organo, la
loggia renale.
Partendo dal margine laterale, la fascia una lamina unica che a livello del margine
laterale si sdoppia in un foglietto che passa al davanti del rene, il foglietto prerenale e un
foglietto che passa dietro al rene, il foglietto retrorenale (di Zuckerkandl).
In corrispondenza del margine mediale i due foglietti non si uniscono ma hanno due
destini diversi:

foglietto posteriore incontra il rachide e si inserisce sui corpi vertebrali e dischi


interposti;

foglietto anteriore si va a continuare con il foglietto prerenale del rene controlaterale questo implica che medialmente la loggia aperta. Processi patologici
possono diffondersi da una loggia all'atra anche se spesso questo non sempre
avviene perch sono presenti due grossi vasi (aorta addominale e van cava
inferiore) che interrompono la comunicazione.

In alto i due foglietti si uniscono; prima di unirsi per inserirsi sul diaframma, la fascia renale
va a costituire una piccola loggia surrenale chiusa che separa il polo superiore del rene
dalla ghiandola sovrastante, dopodich i foglietti si uniscono per inserirsi sul diaframma
costituendo una sorta di loggia frenorenale.
Inferiormente i due foglietti tendono ad avvicinarsi, ma non si uniscono e finiscono per
perdersi a livello della fossa iliaca.
La fascia renale non in rapporto intimo con l'organo ma rimane a distanza la loggia
quindi pi ampia rispetto al contenuto, c' un'intercapedine ce contiene del connettivo
lasso, tessuto adiposo (bianco). Alcuni autori mettono insieme questi due elementi
parlando di una capsula fibro-adiposa.
Svolge tre funzioni:

protezione

isolante termico, conserva il calore dell'organo c' infatti un grosso afflusso di


sangue

sostegno e mantenimento in situ inferiormente la loggia aperta tenderebbe a


scivolare verso il basso.

Al di fuori della loggia, dietro al foglietto retrorenale sottile spazio che prende il nome di
corpo pararenale di Gerota, che presenta grasso di tipo bruno (come a livello di guancia,
cavo ascellare, regione retro-oculare).
Se il tessuto adiposo si riduce il rene diventa pi mobile e pu scivolare verso il basso
ectopia verso il basso detta ptosi renale. La discesa dell'organo comporta uno stiramento
del peduncolo e l'uretere, non potendosi accorciare, finisce per piegarsi, si formano dei
flessi in corrispondenza dei quali l'urina si pu bloccare.
Quando si effettua il trapianto renale l'organo viene posto nella grande pelvi a livello della
fossa ilaca: questo perch l'organo in certi casi pu andare in contro ad un rigetto
immunitario e questa posizione facilmente accessibile dal punto di vista chirurgico.

Rapporti posteriori uguali per i due organi

ultima costa o penultima costa

Al di sopra dell'ultima costa:

diaframma, parte lombare e parte costale tra queste due parti pu esserci una
discontinuit di forma trangolare a base inferiore, il trigono lombo-costale.

In cavit toracica
il seno pleurico costo-diaframmatico (non con il
parenchima polmonare che non raggiunge mai il fondo del seno)

Al di sotto dell'ultima costa: parete addominale posteriore

m. grande psoas

m. quadrato dei lombi

aponeurosi del muscolo trasverso dell'addome che posteriormente inizia con


una lamina aponevrotica. Quest'aponeurosi mette capo alla fascia toraco-lombare.

Rapporti con nervi

nervo sottocostale

nervo ileoipogastrico e

nervo ileoinguinale che hanno decorso a spirale partendo dal plesso lombare si
portano verso il basso e verso l'avanti. Sono anche nervi sensitivi possono
risultare infiammati per il loro rapporto con il rene.

Rapporti anteriori:
Rene destro

fegato

la seconda porzione del duodeno in rapporto senza la mediazione del peritoneo


con la parte pi mediale dell'organo, la regione dell'ilo.

Pi in basso flessura colica destra o flessure epatica la quale copre il rene.

L'obliquit degli assi fa s che la parte superiore del margine superiore del rene sia
in rapporto con la vena cava inferiore

Rene sinistro

flessura colica sinistra o flessura splenica, la quale si trova pi in altro rispetto


alla flessure destra rapporto con parte iniziale del e parte terminale del

rimane uno spazio libero sotto la flessure colica sinistra. inferiormente in cui il rene
in rapporto con le anse digiunali

pancreas

stomaco che con la sua faccia posteriore in rapporto con il pancreas e in


secondo piano con il rene e surrene sinistro (mediato dalla borsa omentale)

flessura duodeno-digiunale che copre l'ilo del rene sx

milza

Nonostante l'inclinazione dell'asse del rene sx esso non si trova in rapporto con con l'aorta
addominale.
L'ilo una fessura verticale delimitata da due labbri leggermente disallineati a formare una
X: permette di accedere ad una piccola cavit interna del rene detta seno renale, la cui
forma ricalca quella a fagiolo dell'organo. La superficie del seno renale bernoccoluta,
piena di sporgenze.
STRUTTURA DEL RENE
In una sezione frontale a livello dell'ilo notiamo il parenchima dell'organo che delimita la
cavit del seno renale, compagine vascolare, vie urinarie. Esaminando il parenchima noto
che non omogeneo:

corticale (pi esterna ), omogenea e continua

midollare (pi interna), presenta elementi alternati pi scuri di forma triangolare in


sezione, ma tridimensionalmente sono delle piramidi, le piramidi di Malpighi
(complessivamente circa 18-20), con le basi rivolte verso la corticale e gli apici
smussi verso l'ilo che sporgono nel seno renale le protuberanze del seno renale
che sono dovute agli apici delle piramidi di Malpighi sono dette papille renali.
Parte del parenchima si infila tra una piramide e l'altra e per questo la midollare non
continua colonne renali di Bertin che raggiungono il seno renale sporgendo
anch'esse nel seno renale e contribuendo a formare le sporgenze nel seno renale.
La piramide di Malpighi appare, esaminandola attentamente, striata.

A livello della piramide di Malpighi abbiamo un'alternanza di raggi chiari e raggi scuri molto
evidente: pi evidente in corrispondenza della base e tende a sparire a livello dell'apice.
Anche la corticale denuncia un'alternanza di parti raggiate e parti convolute. La parte
raggiate prende il nome di raggio midollare di Ferrein, il quale in continuit anatomica
con il raggio chiaro della midollare. Le due parti midollari e corticale, quindi, si
compenetrano, sono ingranate l'una nell'altra. Il raggio midollare del Ferrein sparisce nella
parte pi esterna della corticale ed pi evidente in profondit, infatti lo strato pi esterno,
sottocapsulare, della corticale non presenta l'alternanza e prende il nome di cortex
corticis ( solo parte convoluta, sottocapsulare).
L'unit morfo-funzionale minima del rene: il nefrone. Ce ne sono di due tipi:

corticali (85%), risiedono prettamente nella corticale

iuxta-midollari (15%), pi prossimi


sostanzialmente sviluppati nella midollare

alla

giunzione

cortico-midollare

Queste due parti producono due sostanze diverse le urine che emettiamo sono una
miscela di queste due urine.
Nefrone iuxta-midollare:

corpuscolo renale di Malpighi , parte esigua del nefrone, parte in cui avviene la
dialisi

tubulo contorto prossimale, raggomitolato

ansa di Henle, un braccio o tratto discendente e un braccio o tratto ascendente

tubulo contorto distale, parte raggomitolata che si pone in rapporto con il


corpuscolo renale di Malpighi

Questa unit morfo-funzionale dializza il sangue e produce l'urina scaricata in un canale di


raccolta il tubulo collettore che riceve parecchi nefroni. Il punto di passaggio tra il nefrone
e il canale collettore detto canale reuniente. La parte pi esterna della corticale,
sottocapsulare, non ha elementi raggiati perch i canali collettori cominciano a raccogliere
i nefroni pi in basso la cortex corticis tutta convoluta.
Mano a mano che procede verso la midollare, il canale collettore raccoglie sempre pi
nefroni, costituendo i raggi midollari che proseguono nella midollare andando a costituire i
raggi chiari della midollare, poi converge insieme a pi canali collettori formando i
condotti papillari di Bellini che si aprono in corrispondenza dell'apice della papilla
l'area della papilla (area cribrosa) cribrosa per gli sbocchi di questi dotti. I calici minori
sono abboccati alle papille e qui iniziano le vie escretrici.
Il raggio scuro della midollare il raggio in cui decorrono i vasi, arterie e vene rette.

Corpuscolo renale

capsula di Bowman, elemento epiteliale

glomerulo arterioso, elemento vascolare unica rete mirabile arteriosa

E' l'interfaccia tra una componenente vascolare ed epiteliale a livello della quale si verifica
la dialisi, l'ultra-filtrazione del sangue.
La capusla di Bowman deve essere vista come un tubulo epiteliale che inizia fondo
cieco,modificato a coppa per accogliere un ciuffo capillare arterioso contenuto nella coppa.
Poich una specie di coppa a doppia parete che avvolge il glomerulo renale se ne
distinguono:

un foglietto viscerale che si interfaccia con i capillari del glomerulo; non


riconducibile ad un classico epitelio, un epitelio sui-generis costituito da cellule
altamente differenziate per una funzione altamente specializzata dette podociti.

un foglietto parietale pi esterno, ha una funzione strutturale ed costituito da un


epitelio pavimentoso semplice. Poggia su una membrana basale esterna che lo
separa dallo stroma circostante. Verso il polo urinario le cellule aumentano di
altezza fino ad assumere caratteristiche simili a quelle del tubulo prossimale nel
quale trapassano.

tra questi foglietti si individua un'intercapedine, lo spazio capsulare, a livello del


quale si accumula una pre-urina.

Il resto del nefrone corregge qualitativamente e quantitativamente l'urina. Questi due


foglietti si riflettono in corrispondenza dell'imbocco della coppa, punto che corrisponde
all'apertura e che viene detto polo vascolare, in quanto a questo livello arriva un'arteriola
afferente che capillarizza formando il glomerulo e esce un'arteriola efferente. Il polo
opposto a quello vascolare si chiama polo urinifero, da qui il foglietto parietale trapassa
nella parete del tubulo contorto prossimale.

Podociti
I podociti sono cellule stellate di cui si riconosce un corpo, parte pi voluminosa che
contiene il nucleo che ne occupa la parte centrale e che contiene organuli citoplasmatici.
Dal corpo si dipartono dei prolungamenti citoplasmatici, raggruppabili in due tipi:

prolungamento primario, si diparte dal corpo, il pi grande, si dispone


parallelamente all'ansa capillare.

prolungamenti secondari o pedicelli, pi piccoli si dipartono perpendicolarmente


dal prolungamento primario e terminano a livello dell'ansa capillare (contatto fisico).

Solo i prolungamenti secondari del podocita prendono contatto fisico con l'ansa capillare.
Si pu individuare uno spazio macroscopico tra la cellula (corpo e prolungamento
maggiore) e l'ansa capillare detto spazio sub-podocitico, uno spazio piuttosto
compless e labirintico. L'ultrafiltrato si raccoglie prima in questo spazio che poi
ampiamente comunica con lo spazio capsulare (intercapedine tra i due foglietti della
coppa).
I processi secondari, si interdigitano e si alternano con quelli di un altro podocita. I podociti
vanno a circondare completamente le anse capillare grazie ai prolungamenti secondari. Il
podocita si comporta un po' come una palafitta.
L'estremit terminale del pedicello risulta slargata, ricordano un po' il termine di un assone,
la dilatazione terminale ricorda per la sua forma un piede che poggia sula capillare, da qui
il nome di podocita. Questa espansione terminale poggia e sprofonda anche un po' nella
lamina basale. Fra pedicello e pedicello si individua uno spazio stretto e allungato detto
fessura di filtrazione. In corrispondenza dell'interfaccia tra il foglietto viscerale e la parete
dell'endotelio la fessura risulta chiusa da un sottilissimo diaframma glicoproteico, il
diaframma di filtrazione le estremit di questo diaframma sono tenacemente alla
citomembrana dei pedicelli contigui.
I capillari hanno un lume piccolo (non sono sinusoidi) e sono fenestrati. Fenestratura molto
piccola: sicuramente non lascia passare gli elementi figurati del sangue.
La membrana basale ha una dimensione minore del doppio e maggiore di una singola
membrana basale: le due membrane basali hanno infatti subito un processo di
compenetrazione parziale che giustifica questa dimensione particolare. La parte centrale
intermedia delle membrana basale pi eletron-densa perch corrisponde alla parte di
compenetrazione parziale. Si distinguono quindi:

rara interna, affacciata verso la capsula di Bowman

densa intermedia

rara esterna, affacciata verso il capillare arterioso

Sono tre i dispositivi di ultra-filtrazione che bisogna attraversare per ottenere l'ultrafiltrato:

endotelio fenestrato dei capillari o meglio le loro fenestrature: la barriera meno


selettiva che impedisce solamente il passaggio degli elementi figurati del sangue
passano solo i soluti plasmatici

membrana basale filtro pi selettivo basato su due criteri:


morfologico : la maglia di fibre connettivali settaccia le sostanze per via delle
loro dimensioni
elettrostatico : la lamina basale ricca di cariche negative (dovute in parte a
fibronectina) che impediscono il passaggio delle proteine plasmatiche cariche
negativamente (anioni proteici)

diaframma di filtrazione ancora pi selettivo, completa il processo di


ultrafiltrazione ed effettivamente appartenente al podocita che lo elabora ed alla cui
membrana si salda.

Questo filtro imperfetto e infatti la preurina provvisoria per qualit e quantit tutto il
resto del nefrone provveder a modificarla.
La carica elettrica negativa presente anche in corrispondenza della citomembrana degli
stessi pedicelli: la funzione quella di respingere gli stessi pedicelli tra di loro, altrimenti si
avrebbe un ammassamento, un conglutinamento dei pedicelli. E' presente anche un
importante citoscheletro del podocita a garantire l'architettura cellulare.
Il diaframma di filtrazione teso tra le estremit terminali dei due pedicelli: esso
appartiene al podocita pur essendo una struttura esterna. Staccando le cellule dalla
membrana basale utilizzando enzimi proteolitici il diaframma rimane ancorato alla
citomembrana del pedicello in quanto sintetizzato dal podocita. Il diaframma proprio
ancorato alla membrana del podocita mediate proteine di ancoraggio: sono presenti sia
comuni proteine che proteine che ritroviamo solo a questo livello (ad es. nefrina). Difetti
molecolari di queste proteine possono portare a patologie renali. Il rene anche a
bersaglio di patologie immunitarie gravi.
Cellule del mesangio intraglomerulare: In alcuni punti del glomerulo la membrana basale
scollata per accogliere nel suo spessore delle cellule: la cellula prende il nome di cellule
del mesangio intraglomerulare, cellula stellata con un corpo e dei prolungamenti che
tentano di circondare le anse capillari; queste cellule hanno propriet fagocitaria ma sono
anche cellule di tipo mio-epiteliale contententi filamenti acto-miosinici contrattili.

La funzione fagocitaria nei cfr. della membrana basale che deve essere
rigenerata, si deve rinnovare perch il filtro va incontro ad usura. La membrana
basale rigenerata poi dal podocita e forse anche dalla cellula mesangiale che
mettono a disposizione gli elementi necessari a riformare la membrana basale.

I prolungamenti ad attivit contrattile sono in grado di esercitare vasocostrizione dei


capillari regolando la pressione interna fondamentale nel processo di ultrafiltrazione. Mesangio, cio meso del capillare.

La pressione del sangue del capillare di circa 50 mmHg, pi elevata rispetto ad un


capillare normale;
La pressione di filtrazione effettiva pari a 8 mmHg; se si abbassa la pressione sanguigna
si blocca il processo di ultra-filtrazione.

A garantire ulteriormente il regime pressorio di tipo arteriolare che vige all'interno del
capillare c' un espediente anatomico: l'arteriola afferente ha un calibro maggiore
dell'arteria efferente ci aumenta la pressione all'interno del capillare.
Il catabolita diretto nel catabolismo delle proteine l'ammoniaca, sostanza estremamente
tossica: nei mammiferi l'ammoniaca viene biotrasfromata in urea, sostanza sempre tossica
ma meno dell'ammoniaca, questo passaggio avviene nel fegato tramite il ciclo dell'urea.
L'ammoniaca pu anche essere trasformata in acido urico, meno tossico di tutti perch ha
la capacit di cristallizzare, precipitare. Nei mammiferi l'ammoniaca soprattutto dall'urea.
A livello del corpuscolo renale hanno una filtrabilit del 100% :

acqua

urea

glucosio

saccarosio

La quantit di sostanza eliminata con le urine dipende dalla somma algebrica dei fenomeni
di filtrazione riassorbimento e secrezione a livello dei tubuli. Ad esempio il glucosio viene
ultra-filtrato nel glomerulo ma poi riassorbito interamente glucosio escreto 0 %. La
proporzione tra ultra-filtrazione e riassorbimento varia da sostanza a sostanza.

Tubulo contorto prossimale


L'epitelio da pavimentoso monostratificato in corrispondenza del polo urinario diventa
epitelio cilindrico semplice.

A livello della parte apicale le cellule presentano tante estroflessioni della


citomberana, foresta di microvilli che aumentano la superficie di lavoro.

La parte basale presenta profonde invaginazioni ed evaginazioni, con mitocondri


che si dispongono parallelamente in questi spazi epitelio striato o bacillare. La
parte basale prende quindi il nome di labirinto basale.

Oltre agli organuli citoplasmatici notiamo che la cellula ricca di glicogeno importante per
sostenere i processi energetici della cellula.
Sono riassorbiti:

glucosio

Amminoacidi

piccole proteine proteine

Na+

Cl-

acqua

Dal lume del tubulo queste sostanze appena ultra-filtrate, passano nella parete del tubulo
poi nello spazio interstiziale e infine nel capillare peritubulare.
Il glucosio non pu essere riassorbito indefinitamente da queste cellule: c' un limite oltre il
quale il sistema viene saturato. Quando la quantit di glucosio superiore al limite il
glucosio viene trattenuto nel liquido pre-urinico del tubulo prossimale, nessuna altra parte
del nefrone capace di riassorbire il glucosio e quindi avremo glicosuria. Questo avviene

se anche nel sangue alta la concentrazione del glucosio. Le conseguenze dalla


glicosuria prevedono la poliuria, l'aumento del volume di acqua in quanto il glucosio una
molecola osmoticamente attiva aumento della sete e della fame. L'ultimo tratto delle vie
urinarie non sterile, il passaggio di glucosio causa la proliferazione di batteri causando
infezioni urinarie gravissime, spesso causa di morte.
L'acqua assorbita tantissima: ogni giorno i reni producono circa 190 litri di ultra-filtrato di
cui 189 L sono riassorbiti, riassorbimento che avviene indipendentemente dal bilancio
idrico, un riassorbimento obbligatorio. L'intero volume plasmatico viene depurato circa
60 volte al giorno.

Ansa di Henle
L'ansa di Henle ha un calibro pi piccolo rispetto ai tubuli prossimali e distali; abbiamo un
epitelio pavimentoso semplice. Apparato microvillare quasi scomparso: i microvilli sono
radi e corti.

Tubulo distale
Epitelio cilindrico semplice, presente un certo grado di epitelio striato, microvilli
sparuti.

Canale collettore
Cellule piuttosto alte distinguibili in due citotipi:

cellule chiare, sono le cellule principali

cellule scure, in grado di eliminare idrognenioni (il rene ha una funzione nel
regolare l'equilibrio acido-base)

Il canale collettore di solito, in condizioni normali, impermeabile all'acqua. Se


intervengono degli ormoni, quando l'acqua deve essere risparmiata queste cellule sono
permeabilizzate. L'ADH prodotto dall'ipotalamo giunge al rene l'effetto dell'ADH
permette a queste membrane di riassorbire l'acqua.
Anche l'aldosterone, mineralcorticoide elaborato a livello della corticale del surrene
(zona glomerulare), esso permette il riassorbimento di un oligoelemento, lo ione sodio,
osmoticamente attivo e che quindi si porta dietro acqua indirettamente induce il
riassorbimento di acqua.
Il fattore natriuretico atriale ANF ha l'effetto opposto: favorisce l'eleminazione del sodio
e quindi la diuresi.
A livello dell'ansa di Henle (la cui lunghezza proporzionale alla funzionalit ) si
riscontrano differenti propriet per i due bracci:

braccio discendente permeabile all'acqua

braccio ascendente impermeabile all'acqua

Sistema moltiplicatore controcorrente


C' uno scambio di soluto e solvente tra i due bracci che permette la generazione di un
gradiente di concentrazione fino ad arrivare a 4 volte l'osmolarit plasmatica la quale
fisiologicamente corrisponde a 300 mOsm. Il braccio ascendente capace di portare fuori
nell'interstizio il soluto e infatti pi si sale e pi la tonicit diminuisce fino al punto in cui

termina il braccio ascendente siamo ad 1/3 della tonicit plasmatica, cio 100 mOsm
(urina ipotonica). Di conseguenza aumenta la tonicit nell'interstizio, cosa che richiama
acqua nell'altro braccio. Nel braccio discendente pi si scende pi aumenta la
concentrazione dei soluti, a questo livello i soluti sono riassorbiti mentre l'acqua esce.
Questo gioco tra i due bracci permette di avere nel punto in cui i due bracci si uniscono la
massima concentrazione di soluto nell'interstizio e nel tubulo; poi il braccio ascendente
riabbassa la concentrazione portando soluti nell'interstizio ecc.
Parallelamente all'ansa decorre un capillare che ne asseconda la morfologia: questo
capillare permette di sostenere questo fenomeno, a non dissiparlo. Il sangue che circola
nel capillare va in direzione opposta a quella della pre-urina, da qui il nome di sistema
moltiplicatore controcorrente.
La funzione dell'ansa di Henle quella di generare, se necessario, urina ipertonica. Il 15%
di nefroni iuxtamidollari quello che permette di ottenere l'urina concentrata,
contrariamente agli altri 75% di nefroni corticali.

Interstizio renale
L'interstizio partecipa operativamente alla funzione dell'organo.

Apparato iuxta-glomerulare
Apparato iuxtamidollare = nei pressi del glomerulo regolazione della pressione del
sangue.

Cellule iuxtaglomerulari

macula densa

cellule del mesangio extraglomerulare

Cellule iuxtamidollari e sistema renina-angiotensina-aldosterone


Le cellule iuxtamidollari si trovano nella parete dell'arteriola: ciascuna arteriola presenta
tonaca intima, tonaca media e tonaca avventizio; la tonaca media di natura muscolare.
Poco prima di terminare risolvendosi in capillari, in prossimit del polo vascolare, l'arteriola
afferente presenta al posto delle cellule muscolari le cellule iuxta-midollari.
Queste cellule sono sensibili alla pressione del sangue che circola nell'arteriola ogni
nefrone controllato.
In caso di pressione insoddisfacente si innesca un processo di tipo correttivo per innalzare
la pressione produzione di un enzima, la renina. Una volta immessa in circolo, la renina
reagisce con il suo substrato, ovverosia una delle proteine plasmatiche,
l'angiotensinogeno, sintetizzato dal fegato. Per effetto di questa attivit catalitica
l'angiotensinogeno diviene attivo trasformandosi in angiotensina I, la quale ha un effetto
modesto; infatti essa viene trasformata in angiotensina II dall'enzima ACE situato in
caveole a livello delle cellule endoteliali dei capillari polmonari. L'angiotensina II una
sostanza potente nell'agire sulla muscolatura liscia dei vasi esercitando un'azione di
vasocostrizione si innalza la pressione sanguigna.
L'angiotensina II agisce anche sulla surrenale dove stimola la produzione di aldosterone,
ormone che induce il riassorbimento di acqua a livello del tubulo collettore del nefrone
aumento della volemia innalzamento della pressione sanguigna.
Anche le cellule del mesangio intraglomerulare (cellule che possono esercitare azione di

vasocostrizione sui capillari del glomerulo) possiedono recettori per l'angiotensina II.
Questo meccanismo correttivo a cascata: il vantaggio di avere un processo a tappe
quello di poter controllare ancora meglio, ma soprattutto la possibilit di amplificare il
fenomeno.
Cellule della macula densa
E' una specializzazione a carico del tubulo contorto distale, a livello della parete che in
rapporto anatomico con il polo vascolare del corpuscolo renale.
Essendoci una minore quantit di citoplasma, i nuclei di queste cellule sembrano
ravvicinati e infatti si ha un effetto di colorazione pi intensa per questo usato
l'aggettivo densa.
E' un'area maculata, discoidale che non interessa tutto il perimetro macula
Queste cellule sono dei recettori che registrano la concentrazione del sodio nell'urina: se
avvertono una variazione di questa concnetrazione avvertono le cellule iuxta-midollari le
quali attivano il sistema renina-angiotensina-aldosterone.
Cellule del mesangio extra-glomerulare o cellule ilari di Goormaghtigh
Non tutte le cellule della macula densa sono in rapporto con le cellule iuxtaglomerulari:
quelle: non sono altro che cellule in continuit con le cellule del mesangio intraglomerulari,
ma stanno fuori dal glomerulo. Sono anche dette ilari perch il polo vascolare del
glomerulo una sorta di ilo. Sono situate nell'angolo tra arteriola afferente ed arteriorla
efferente.