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I RITRATTI DI MUMMIA

DEL PERIODO GRECO-ROMANO


DA ANTINOUPOLIS
ALESSANDRA VINCIGUERRA
In the wide area between the town of Antinouopolis and the eastern mountains, A.
Gayet brought to light in a great <leal of tombs many funerary portraits of the deceased
owners.
This research deals with two kinds of them: those painted on wooden tablets and
those painted on linen shrouds. The analysis concerns only those whose provenance is
absolutely certain in the aim of outlining the general features of the local production
attaining to materials, subjects, styles and painting techniques. Furthermore the aim is
also underlining sorne exceptional pieces which are examined separately with greater
attention and more details.
D
URANTE le indagini archeologiche condotte da A. Gayet fra la fine del x1x
e i primi anni del xx secolo ad Antinoupolis, la citta fondata dall'impera-
tore Adriano in Medio Egitto nel 130 d.C., all'interno delle necropoli indivi-
duate tra la citta romana e le montagne, sono stati rinvenuti una serie di ri-
tratti funerari di eccellente fattura e di grande interesse.
Alcuni sono stati realizzati su tavole lignee e principalmente ritraevano il
volto, le spalle e a volte anche le mani del defunto ed erano inseriti tra le
hende. Altri erano realizzati su sudari di lino che avvolgevano l'intero corpo
del trapassato e oltre al ritratto all' altezza del volto riproducevano l' effetto su!
corpo di un sarcofago con figurazioni rituali ed ornamentali.
1
Sono stati qui raccolti ed esaminati 46 ritratti, di cui 29 sono ritratti su ta-
vola e 17 lenzuoli funerari (FIG. 1). Non vi e pretesa di completezza perch
non sappiamo se tutti i ritratti rinvenuti siano stati rintracciati nelle collezio-
ni pubbliche e private. Esistono inoltre diversi ritratti, non inclusi ne! catalo-
go di questa trattazione, di cui non si conosce la provenienza certa e che si
suppone siano da attribuire al gruppo di Antinoupolis soprattutto per pecu-
liari analogie iconografiche.
2
L'analisi dei singoli ritratti ha permesso l'individuazione delle particolarita
di ogni reperto e in seguito ha fornito una visione d' insieme per enucleare le
' Al di la della figura del defunto il lenzuolo riportava a volte sui lati figurazioni mitologiche e nella
parte frontale elementi decorativi ad imitazione delle hende creando una continuita decorativa su tuteo
il lenzuolo. A partire dall'lnizio del llI secolo fu riprodotea la veste de] defunto interamente per tutea la
lunghezza comprese le calzature.
2
PARLASCA KLAUS, FRENZ H ANS G., Ritratti di mummie. Repertorio d'arte dell'Egitto greco-romano, a
cura di Achill e Adriani, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2003, serie B, 1v, tavv. 159-202, n. 675-1028.


1
11
NR TITO LO
1 Ritratto di donna
Ritratto
2
di fanciullo
Ritratto
3
di giovane donna
Ritratto
4
di giovane donna
5
Ritratto di donna
6
Ritratto
di giovane donna
Ritratto
7
di giovane donna
8
Tondo con ritratto
di due giovani
9
Ritratto maschile

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Fr G. 1. Ritratti funerari rinvenuti ad
CATALOGO DEI R!TRATTI DA ANTINOUPOLIS CONSIDERATI
ATAZIONE SUPPORTO TECNICA COLLOCAZIONE INVENTARIO
ultimi anni del
Cambridge,
regno di Traiano
legno di fico (?) encausto Mass. , The Fogg 1923. 60
Art Museum
ultimi anni del
legno di tiglio
Digione, Muse
GA1
regno di Traiano
encausto
des Beaux-Arts
ultimi anni del encausto
Parigi, Louvre,
regno di Traiano
legno di cedro
e doratura
Dpt. des Antiquits MND 2047 (P 217)
grec. et rom.
Traiano (?) legno
Digione, Muse
GA10 encausto
des Beaux-Arts
inizio regno
legno enc.austo
Baltimora, The
di Adriano Walters Art Gallery
32.4
meta 11 secolo d.C.
legno
Steenbergen, coll.
(Traiano)
encausto
H.j.A.M. van de Kar
ultimi anni del
legno
Digione, Muse
GA 9
regno di Traiano
encausto
des Beaux-Arts
Adriano (?) legno
Cairo,
C. G.33267 encausto
Museo Egizio
11 d.C. Primo
Digione, Muse
periodo del regno legno di pino encausto GA2
diAdriano
des Beaux-Arts
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NR TITO LO DATAZIONE SUPPORTO TECNICA
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Lenzuolo funebre
10
con ritratto
dopo il 130 d. e lino(?) encausto
Ritratto fine del 11
11
di fanciullo secolo d.C.
legno di fico encausto
12 Ritratto maschile 11 - III seco!o d. C. legno di faggio encausto
Ritratto primi anni del
legno
encausto
13
di adolescente regno di Adriano con foglia d' oro.
Ritratto
regno di Adriano . legno 14
di giovane uomo
encausto
15 Ritratto di donna regno di Adriano legno encausto
16 Ritratto di donna .regno di Adriano legno encausto
Ritratto
Adriano
17
di giovane donna
(130-161 d. C. ) legno encausto
o eta antonina
NR TITO LO DATAZIONE suPPORTO TECNI CA.
18 Ritratto di donna regno di Adriano legno encausto
Ritratto
11- m secolo d.C. legno di tiglio
19
di giovane donna
encausto
20 Ritratto di donna prima eta antonina legno encausto
Ritratto di donna
seconda meta
21
del 11 sec.
legno encausto
Ritratto di donna
incerta, forse eta
legno encausto 22
degli Antonini
Ritratto di donna
terzo trentennio circa
legno
23
del 11 secolo d. C.
encausto
24 Ritratto di donna
secando quarto
legno encausto
del 11 sec. d.C.
25
Ritratto di giovane secando quarto
legno encausto
donna del 11 secolo d.C.
26 Ritratto di donna
secando quarto
legno encausto
del 11 sec. d. C.
27 Ritratto maschile 130 d.C circa legno encausto
COLLOCAZIONE
Parigi, Louvre,
Dpt. des Antiquits
grec. et rom.
Parigi, Louvre,
Dpt. des
Antiquits gypt.
Digione, Muse
des Beaux-Arts
Berlina, Musei
statali, Sez. egiz.
Digione, Muse
des Beaux-Arts
Parigi, Louvre,
Dpt. des Antiquits
grec. et rom.
Kansas City, Missouri,
WR. Nelson
Gallery of Art
Detroit,
Institute of Arts
COLLOCAZIONE
Digione, Muse
des Beaux-Arts
Digione, Muse
des Beaux-Arts
Digione, Muse
des Beaux-Arts
collezione A. Gallatin
(New York)-D.Kelekian
Digione, Muse
des Beaux-Arts
Digione, Muse
des Beaux-Arts
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gyp.
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
INVENTARIO
AF. 6493
p 213
GA3
17900
GA4
P214
37-40
(NelsonFund)
252
INVENTARIO
GA 8
GA 6
GA7
n. 108 (Gallatin)
GA11
GA5
A.F. 6884
A.F. 6882
A.F.6886
A.F. 6883

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NR TITO LO ATAZIONE SuPPORTO
Ritratto inizio del secondo
legno 28
di giovane uomo quarto del m se-colo
Lenzuolo funebre secondo quarto
lino 29
con ritratto del m sec. d.C.
Lenzuolo funebre secondo quarto
lino 30
con ritratto del III d.C.
31 Lenzuolo funebre
prima meta
lino
del m secolo d.C.
32 Lenzuolo funebre
secondo quarto
lino
del m sec. d. e.
33
Lenzuolo funebre
secondo quarto
lino
del m secolo d. C.
34
Lenzuolo funebre
secondo quarto
lino
del m secolo d. C.
secondo quarto
35
Lenzuolo funebre lino
del m secolo d. C.
'
36 Lenzuolo funebre
secondo quarto
lino
del m secolo d.C.
37
Lenzuolo funebre
secondo quarto
lino
del m secolo d. C.
NR TITO LO ATAZIONE SuPPORTO
38 Lenzuolo funebre
secondo quarto
lino
del m secolo d. C.
Lenzuolo funebre
meta
lino
39
del m secolo d.C.
Mummia con ritratto secondo quarto
lino
40
su lenzuolo funebre del m secolo d. C.
Ritratto anni immediatamente
legno
41
di giovane uomo successivi al 130 d.C.
Frammento di lenzuolo
meta del 1v secolo lino
42
funebre con ritratto
fine periodo
legno di
Ritratto di fanciullo adrianeo -inizio
43
sicomoro
periodo antonino
Frammento di lenzuolo periodo severiano
lino
44
funebre con ritratto (193-235)
Frammento di lenzuolo secondo quarto -
lino
45
funebre con ritratto meta del m sec.
Lenzuolo con ritratto periodo Severiano
46
di fanciulla (193-235)
lino
TECNICA COLLOCAZIONE
encausto Cairo, Museo Egizio
tempera Parigi, Louvre, Dpt.
o encausto des Antiquits gypt .
tempera Roma, Vaticano,
o encausto Museo egizio
tempera o encau- Parigi, Louvre, Dpt.
Sto des Antiquits gypt.
encausto
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
tempera Parigi, Louvre, Dpt.
o encausto des Antiquits gypt.
tempera
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
Parigi, Louvre,
encausto Dpt. des Antiquits
grec.et rom.
encausto
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
encausto
Parigi , Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
TECNICA COLLOCAZIONE
encausto
Parigi, Louvre, Dpt.
des Antiquits gypt.
Parigi, Louvre, Dpt.
encausto
des Antiquits gypt.
tempera Parigi, Louvre, Dpt.
e encausto des Antiquits gypt .
encausto Torino, Museo Egizio
tempera Cairo, Museo copto
encausto Cambridge,
e tempera Fitzwilliam Museum
tempera Atene, museo Benak.i
encausto Arene, museo Benaki
tempera con
Manchester,
applicazioni in
Manchester Museum
stucco e foglia d' oro
INVENTARIO
C.G. 33258
A.F. 6484
17953
A.F. 6485
A.F. 6440
A.F.6487
A.F. 6489
p 215
A.F. 6486
A.F. 6488
INVENTARIO
A.F. 6490
A.F. 6482
A.F. 6492
Suppl. 18.177
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E5.1981
6877
6878
li309 (Robinow
coll; acquistato
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ALES SANDRA VI NCIGUER-RA
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FI G. 2a. Tipologie di taglio delle tavole individuare per i ritratti da Antinoupolis.
caratteristiche comuni e gli elementi di confronto con altri gruppi di ritratti
provenienti da diversi siti egiziani .
Tu tti i ritratti su tavola da Antinoupolis sono realizzati con la tecnica
dell' encausto,
3
mentre i sudari di lino son o sia ad encausto che a
tempera.
In linea di massima i pannelli di legno ad Antinoupolis erano modellati a
seguire la linea delle spalle
5
restringendosi poi intorno al capo: questo e un
elemento indica to come distintivo rispetto ai pannelli di altra provenienza.
6
L'analisi attenta dei singoli reperti, in verita, porta a rilevare una commistio-
ne tra questa peculiarita, che riguarda la parte bassa del supporto, e il taglio
della parte superiore della tavola che riprende le tipologie individuare come
peculiari delle tavole rinvenute ad Hawara ad er-Rubayat cioe gli angoli su-
periori arrotondati o tagliati ( FIG. 2a-b).
' L'eccezione i:. il ritratto di fanciull o conservato ne] Fizwilliam Museum (invent ario E5.1981): si i:. in-
certi nello stabilire quale del!e due tecniche i:. stata usa ta o se sono state usare entrambe; PARLAS CA KLAUS,
Mumienportrdtsund venvandte Denkmdler, Wiesbaden, Steiner, 1966, p. 81, n. 16 con n. 144; WALKER SUSAN,
BIERBRJ ER MoRRI S L., Fayum: misteriosi volti dall 'Egitto, Roma, Leonardo arte, 1997, p. 133, fi g. 97.
Nonostante le divergenti opinioni di coloro che hanno studi ato i pezzi, nove lenzuoli in tela di lino
sono stati dipinti a tempera mentre otto sono realizzati con la tecnica del!' encausto. E difficile ricostrui-
re le ragioni dell a scelta di una o dell'altra tecnica ma certamente le due tecni che erano contempora-
neamente attestate e spesso erano anche usare insieme nel medesimo ritratto.
' Non sempre i:. seguita la linea del!e spall e anzi il taglio tipico di Antinoupoli s risale al!'altezza delle
spalle.
1 p annelli di legno proveni enti da er-Rubayat si presentavano con gli angoli superiori tagliati men-
tre quelli provenienti da Hawara avevano la parte superiore tagliata in forma arcuata. Le tre tipologie di
taglio del supporto in base alla proveni enza in THOMPSON DAVID LOWELL , Theclasses and ltands of paint-
ed fa nerary portraits from Antinoopolis, Ann Arbor, Chapel Hill, 1972, p. 36.
[9] 1 RJ.TRATTI D I MUMMI A -DEL PERIODO GRECO- RO MANO
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[10]
Relativamente ai ritratti su tavola lo stato di conservazione per molti e piut-
tosto buono; alcuni sono danneggiati al punto da rendere difficile la lettura
del pezzo; altri presentano delle modificazioni, seppur di non notevole enti-
ta, subite durante il restauro che sfuggono a chi non confronta l'immagirie
prima e dopo l'intervento. Per quanto concerne lo stato di conservazione dei
lenzuoli, sebbene ci siano pervenuti in modo frammentario, in generale, per
i singoli frammenti pu considerarsi buono.
Le datazioni sono tutte comprese tra gli ultimi anni del regno di Traiano e
la meta del 1v secolo. Ne consegue che alcuni pezzi furono portati dalle fa-
miglie che andarono a stabilirsi nella citta al tempo della rifondazione adria-
nea. L' attestazione maggiore si colloca tra il secando quarto del 11 secolo e il
secondo quarto del m secolo. Interessante notare che dalla prima meta del 11
secolo d. C. fino all' inizio del secando quarto del m secolo sono attestati qua-
si esclusivamente ritratti su tavola di legno mentre da! secando quarto del m
alla meta del m secolo troviamo prevalentemente lenzuoli funebri . Nono-
stante queste osservazioni dobbiamo affermare che in realta l'utilizzo dei di-
versi supporti (legno o lino) sa stato contemporaneo.
Numerosi. sono i problemi connessi alla datazione dei ritratti di mummia
soprattutto per la perdita dei contesti e lo smembramento dei gruppi rinve-
nuti insieme e la loro dislocazione in diversi musei del mondo; i diari di sca-
vo presentano annotazioni spesso imprecise e i criteri di datazione sono stati
supportati piuttosto da analogie formali quali le tipologie' d' abbigliamento,
gioielli e acconciature, spesso elementi distintjvi di un determinato ambien-
te culturale. Altri fattori che rendono piu attendibili le ipotesi vengono dagli
studi tecnici relativi all' espressione artstica pittorica che hanno permesso
d'individuare analogie piuttosto interessanti e valevoli.
In base ad una comparazione stilistica degli esempi che ci sono pervenuti
da Antinoupolis, in analoga all'individuazione delle diverse mani pittoriche
a ~ w a r a e ad er-Rubayat, attraverso un interessante studio
7
sono state fatte
una serie d' attribuzioni dei ritratti a diversi pittori (designati con le lettere da
A a S); di questi ultirni sebbene non si conosca nulla a partire dalla loro iden-
tita, in assenza di qualsiasi attribuzione o riferimento letterario, e stata tecni-
camente analizzata !'opera artstica che ad occhi esperti si manifesta quasi co-
me un'impronta digitale.
8
Ad Antinoupolis, sebbene siano numerosi i ritratti che non vengono attri-
buiti a nessun pittore, s'individuano ne! gruppo dei primi ritratti
9
quattro
' Nel suo volume, The classes and hands of painted fu nerary portraits from Antinoupolis, Thompson
descrive quesea interessante atrribuzione a pittori sconosciuti che hanno lasciato la loro impronta nelle
pennell ate di colore.
8
Un"impresa al pari di quella delle pitture pompeiane o delle pitture sui vasi greci per i quali gli artisri
sono stati individuati in base all ' espressione dell a loro recnica pittori ca.
Cosi definiti in base all a suddivisione dell ' inter a produzione di Antinoupoli s proposta da T HOMP-
SON DAV ID LowELL, The classes and hands of pai ntedjimerary portraits, cit., pp. 167-i69 e in THOMPSON
DAVID LOWELL, The artists of the mummy portraits, Malibu, J. Paul Getcy Museum, 1976, pp. 12-17.
.[11] I RITRATJ'LD I-.MU MMI A DEL PERIODO GRE CO-ROMANO ., 563
"man" rappresentate. in due casi da due esempi (pittori A e C) , in un caso pro-
babilmente da tre (pittore B) mentre il lavoro del quarto artista sembra so-
pravvivere in un solo esemplare (pittore D). Tra i ritratti successivi si distin-
gue, con tre attestazioni, !'opera del pittore L che oper probabilmente
durante il sec;ondo quarto del m secolo.
1 personaggi dei ritratti avevano adottato la moda e i cosrurni del mon-
do ellenizzato per quanto concerne i gioielli, le pettinature, gli abiti. Sia gli
umini che le donne indossavano il chitone, ornato da clavi, generalmente
purpurei per gli uomini e di colore vario, ma sicuramente piu scuro ri-
spetto alla tunica, per le donne. Di solito la tunica degli uomini era bianca
e arrivava alle caviglie, quella delle donne era piu lunga e aveva piu varia-
zioni di colore: viola-bluastro, porpora, viola ecc. Sopra la tunica, indossa-
vano talvolta un mantello di lino o lana.' A partire da! 11 secolo, sotto la
tunica a vol te ne veniva indossata un' altra ed era visibile lungo la linea del
eolio perch di colore in contrasto con quella superiore. Spesso la tipolo-
ga della decorazione e distintiva di una determinara localita. Ad Antinou-
polis alcune donne sono raffigurate con una sottotunica di colore bianco di
cui sono visibili ai lati del eolio due triangoli di colore scuro o porpora pro-
babilmente traccia dei clavi sottostanti;
11
altre presentan o un orlo a trian-
goli bianchi intorno allo scollo.
12
Verso la meta del m secolo d.C. la moda
cambia a favore di una larga tunica con bande scure molto ampie e mani-
che abbondanti. I lenzuoli di Antinoupolis, risalenti all'inizio di questo pe-
riodo, ritraggono personaggi che indossano tuniche a maniche lunghe e
hanno ornamenti elaborati: clavi ondulati con decorazioni, tondi e guarni-
zioni.
13
Da Antinoupolis ci e pervenuta uria cospicua quantita di stoffe, rin-
venute nell' ambito delle necropoli; si tratta in parte di elementi dell'abbi-
gliamento e in parte di tessuti usa ti per !' avvolgimento del corpo del
defunto derivanti da stoffe d' uso quotidiano riutilizzate e non create appo-
sitamente per l'ambito funerario. L'iconografia dei ritratti unita aqueste at-
testazioni archeologiche assume un'importanza fondamentale nella data-
zione dei tessuti, e contribuisce anche alla collocazione cronologica di
alcune tecniche di produzione.
14
Per quanto concerne le acconciature, il piu diffuso stile di capelli perle don-
ne nei ritratti di Antinoupolis, non ha precisi riferimenti alla moda imperiale
' J;ltimati o11 era un pezzo quadrato di stoffa che ricadeva su una spalla (generalmente la sinistra) e
girava intorno, sopra e sotto la spalla opposta ed era indossato da entrambi i sessi mentre, altre due
tipologie: chlamys e sagum, erano esclusive degli uomini , generalmente soldati . La chlamys era un man-
tello piu corro e scuro ed era fermato da una fi bula su una spall a.
" Vedi nn. 1-6-19-21. " Nn. 24-25.
" Si tratta dell a dalmati ca in tondo, veste introdotta a Roma dall'imperatore Commodo ed acquisita
nell ' uso romano dall a Dalmazia. Quando era di colore purpureo, era un segno distintivo di el eva to rango
sociale.
" Come dimostrato da EL FRANCIA LORETTA, Antinoupolis et Panopolis. Nouvelles hypotheses sur la
datation de quelques tissus, in Acres du huitieme Congres lnternational d'rudes copees, Leuven, Paris,
Peeters, 2007, pp. 147-150.
564
ALESSANDRA VINCIGUERRA . [1-2)
n ha esatti paralleli nei ritratti della scultura ufficiale a Roma.
15
Ad Antinou-
polis infatti le acconciature, soprattutto quelle delle donne con i capelli scri-
minati ed aderenti alla testa, legati in crocchie, si avvicinano di piu a quelle del-
la Grecia classica nei ritratti del 11 secolo, mentre a partire dal terzo le
capigliature sono bombate, falte o raccolte con reticelle.
16
Gli uomini porta-
no i capelli corti
1 7
e sol tanto alcuni hanno la barba
18
generalmente sottile, non
falta, che segue l' ovale del viso fino a ricongiungersi con la linea dei capelli.
Ad Antinoupolis i gioielli rappresentati nei ritratti ci indirizzano ad affer-
mare che i defunti di questo gruppo appartenevano certamente ad una clas-
se sociale di rango elevato visto l'impiego di oro, perle e pietre preziose. Le
tipologie riproducono forme largamente attestate ma presentano anche par-
ticolarita presenti solo localmente.
Ad Antinoupolis, in un ritratto su tavola, una donna indossa per trattenere
il mantello sul petto una grossa spilla ovale con smeraldo incastonato, gioiel-
lo che era in uso in un periodo precedente a quello del ritratto.
19
In due ritratti da Antinoupolis di giovani donne
20
sono attestati dei pen-
denti in oro con perla formati da un cerchietto d'oro che s'inserisce nel lobo
' al quale e attaccato un pendente a forma di losanga,
21
difficile affermare se
piatto o leggermente convesso, anch' esso in oro e terminante con una perla.
Questo gioiello va segnalato poich e attestato solo ad Antinoupolis. E abba-
stanza azzardato decidere una datazione, non avendo reperito confronti, ma
entrambi i ritratti sono datati al 11 secolo d.C. (Frc. 3).
Nei ritratti di Antinoupolis sono attestati m1merosi collari rigidi con
22
o
senza
23
pendente. Si tratta di gioielli eseguiti in modo da indicare un utilizzo
non meramente decorativo della bulla. Nel caso del ritratto conservato a
Detroit
24
il medaglione rotando presenta infatti al suo interno un incavo nel
quale si pu supporre fosse alloggiata una maneta. Questo particolare tipo di
callana compare a partire dal iI secolo sui ritratti e ci potrebbe indurre ad af-
fermare che i gioielli di tipo monetale erano gia attestati precedentemente al
m secolo, periodo caratterizzato da una grande diffusione di questa tipologia
in tutto l'impero romano.
25
Nel ritratto preso in considerazione la callana
" 11 metodo di datazione dei ritratti elaborato da Flinders Petrie sull a base delI: analisi dell e acconcia-
ture femminili o della presenza o meno delle barbe maschili viene oggi considerato ma in relazione allo
stil e delle acconciature della coeva ritrattistica romana in marmo perla quale si hanno datazioni certe.
'
6
Ad esempio nn. 29-30-32-33-44. " Tranne il giovane del ritratto n. 13.
" Nn. 12-14-27-28-34-42-45.
" N. 3. La spilla del periodo neroniano, mentre il ritratto risale agli ultimi anni del regno di Traia-
no. Sappiamo inoltre che a volte, alcuni dei gioielli seguivano la loro proprietaria nella sepoltura, ma
spesso i beni della defunta erano destinati agli eredi.
20
N. 1 e n. 25. Non ben visibile, ma forse la stessa tipologia di orecchini presente nel ritratto n. 5.
" E cerra la presenza di una pietra di colore rosso al centro del pendente, forse un rubino ma non
da escludere che possa trattarsi di un'aggiunta del restauro. " Nn. 4-5-17-36-37-43.
" Nn. 16-29-30-33-41-44-46. " N. 17.
" Ad esempio attestata nei rilievi palmireni: lNGHOLT HARALD, Studien over palmyrensk Skulptur,
1<0benhavn, Reitzels, 1928, p. 38. Le monete, quasi escl usivamente aurei, sostituiscono durante questo
periodo, sempre piu spesso gemme e pietre dure anche negli anelli, nelle spille oltre che nei pendenti di
collane. Ci avviene sia per una scelta di gusto che per !'intento di conservare esempl ari rari , come forma
[13] I RITRAT1'1 ' DJ MUMMIA DEL PERIODO GRECO- ROMANO
565

F1c. 3. Tipologia di orecchini individuara solo ad Antinoupolis (disegno di Claudia Micari).
presenta un ulteriore dettaglio. Sul ritratto, sotto il pendente, si riconosce la
traccia (per altro percettibile in alcuni punti anche lungo il profilo del calla-
re), di un gioiello dipinto al di sotto, al quale si sovrappone precisamente la
callana in stucco dipinto tranne che in una parte: il contorno del pendente
che appare piu ampio e dal bordo ondulato. La prima osservazione e che la
callana in stucco possa essere stata applicata in un momento successivo alla
fattura del ritratto e sicuramente alla sepoltura
26
prima che il ritratto fosse
inserito nelle hende. Questo ci induce a credere che potrebbe trattarsi di un
gioiello previsto appositamente perla sepoltura con !'intento di contenere la
maneta indispensabile per il percorso nell'aldila.
2 7
In secando luogo, vista la
datazione del ritratto, la callana dipinta al di sotto attesta l'utilizzo dell' opus
interrasile, tecnica che forgia gioielli con un lavoro di "merletti in oro" (in
questo caso il bordo del pendente rotonda in cui era alloggiata la maneta) ,
prima della data individuata come momento di sviluppo e diffusione della
tecnica cioe il m-rv seco lo.
28
Nei ritratti del Fayum numerosi fanciulli indossano la bulla.
29
General-
di tesaurizzazione. THOMPSON DAVID LOWELL Tite classes and hands of painted .funerary portraits, cit., p.
66 e p. 110, nota 5t.
26
Russo S1MONA, I gioielli nei papiri di eta greco-romana, Firenze, Istituto papirologico "G. Vitelli",
1999, p. 199 e nota 6: probabile esistenza di artigiani, presso i cimiteri, che fabbricavano gioielli e amule-
ti appositamente per i defunti . A. BAT Al LLE , Les Menmonia. Recherches de papyrologie et pigraphie grecques
sur la ncropole de la Thbes d'Egypte auxpoques ltellnistique et romaine, Recherches d'archologie, de phi-
lologie et d' hi stoire xxm, Le Caire, IFAO, 1952, p. 220.
" HAWASS ZAHI , La valle delle mummie d'oro, Vercelli, White Star, 2000, p. 78. Le monete potevano
probabilmente essere destinate al pagamento del traghettatore nell'aldila.
28
HENI G MARTIN, Continuityand change in thedesign of tite romanjewelleryin the roman west in tite third
century, Oxford, British Archaeological Reports c 1x, 1, 1981, pp. 127-143, Pl. 8.1 (n. 5).
29
Tarquinio Prisco fu il primo a far dono a suo fi glio, che aveva ucciso un nemi co, nell ' eta in cui
ancora portava la toga pretesta, di una bulla aurea. Da aliara si conservo il costume della bulla che era
-----<i66 - - [1A] -- [15] 1
mente sia la collana sia il pendente sono d' oro; solo in un ritratto di Anti-
noupolis troviamo una particolare eccezione.
30
La callana in oro e un callare rigido, ma piu sottile del solito, dal quale pen-
de un ciondolo dalla forma n tonda, n cilindrica di colore scuro. Probabil-
mente potrebbe trattarsi di un campanello
31
in bronzo, vista la colorazione
bruno-scura, che doveva avere la funzione apotropaica di allontanare gli spi-
riti maligni.
32
La scelta del bronzo pu sembrare strana in tale contesto poi-
ch con questo materiale erano forgiati i gioielli indossati da persone meno
abbienti, che comunque possedevano i loro ornamenti, e qui invece ci tro-
viamo nell'ambito di una lite che poteva permettersi ben altri materiali. Non
possiamo in ogni caso escludere che si tratti di un gioiello completamente in
bronzo e che la callana abbia subito una placcatura
33
mentre il ciondolo e ri-
masto in bronzo.
34
A partire dal secondo quarto del m secolo
35
appaiono piu frequentemente
nei ritratti, degli oggetti posti in mano ai personaggi ed inoltre e riscontrabi-
le una significativa gestualita delle mani stesse. Questo avviene sui lenzuoli
ad eccezione di due soli ritratti su tavola.
36
Gli oggetti, in una o in entrambe
le mani, constano di: ghirlande di fiori o altri elementi.vegetali (spighe di gra-
no, rametti d'ulivo o d'alloro), un piccolo uccello, vasi, croci ansate, coppe.
Quando sono rappresentati uno o piu oggetti in una sola mano, general-
mente la sinistra, l'altra e caratterizzata da un gesto. Quello piu frequente e
la mano destra sollevata con il palmo rivolto verso l' esterno
37
che e stato iden-
tificato come segno di saluto del defunto che si desta.
S'individuano altre due diverse posizioni della mano. La prima e quella con-
nessa al ritratto di un giovane uomo
38
che presenta il pollice e !'indice della ma-
no destra che si toccano secondo un gesto d' adorazione in uso presso i Greci.
porta ta tome distintivo dai figli di coloro che avevano servito la cavalleria mentre gli altri portavano una
striscia di cuoio. L'uso si protrasse per tutta la prima eta imperiale e la bulla continu ad essere indossa-
ta come amuleto o ridotta a piccoli pendagli con funzione semplicemente decorativa.
30
N. 43. Ad Antinoupolis altri due fanciulli, nei ritratti illustrati nei nn. 36-37, indossano la bulla.
" Russo S1MONA, op. cit., p. 197.
32
Ibdem. Oltre a particolari frasi o immagini incise sul pendente anche il materiale di cui era fatto
era importante, poteva avere uno specifico valore magico, scaramantico, protettivo. Ma i papiri non ci
forniscono alcuna informazione a riguardo. Sappiamo pero che l'elevata mortalita infantile alimentava
la pratica apotropaica di far indossare ai fanciulli amuleti per "proteggerli". Esistevano addirittura degli
amuleti oracolari che erano dei testi di protezione magica di bambini su papiri che venivano arrotolati
ed inseriti in astucci di pelle o legno messi al eolio del destinatario da proteggere. I testi in: BRESCIANI
EDDA, Letteratura e poesa dell'antico Egitto, Torino, Einaudi, 1969, pp. 551-557.
" ]OHNS CATHERINE MARY, Thejewellery of Roman Britain, London, 1996, cap. m, p. 196: Ad esem-
pio la placcatura in oro veniva magari utilizzata per far sembrare un oggetto in bronzo piu prezioso. In
bronzo erano i gioielli dei piu poveri con le pietre simulare con il vetro.
34
!vi, cap. 1, pp. 5-8: ... oltre la funzionalit:l. decorativa o utilit:l. (fbula che tiene le vesti) esiste un in-
dubbio simbolismo lega to ai gioielli>>; cap. m, p. 196: ... oggetti di diversi metalli (es. oro e bronzo) sem-
plice effetto decorativo dato dal contrasto tra le due colorazioni.
" Notiamo un'eccezione nel ritratto n.6 che pur presentando una ghirlanda tra le dita della giovane
donna il ritratto viene datato alla met:l. del 11 secolo e nel ritratto n.12: anche in questo e stranamente
attestata la presenza delle mani per di piu sempre su tavola di legno.
36
N. 12 e n. 6.
" Nn. 30-32-33-44-46.
38
N. 40.
La seconda la troviamo in relazione al ritratto di un bambino
39
che indos-
sa una bulla (formata da un medaglione circolare al cui interno sono applica-
te probabilmente delle monetine) appesa ad un callare d'oro; con la mano de-
stra sembra toccare il ciondolo forse con intento apotropaico oppure per
indicare le monete poste ali' interno.
Su un lenzuolo funebre con ritratto di bambino
40
troviamo, fatt non abi-
tuale, la presenza di tre oggetti diversi. Nella mano sinistra tiene un melo-
grano, 41 nella mano destra un uccello e I'ankh in stucco clorato.
Per quanto concerne le ghirlande di fiori, quali addobbi funerari, corri-
spondenti a quelle raffigurate nei ritratti del Fayum, ce ne sono pervenuti di-
versi esempi composti da vari elementi vegetali;
42
al pari dei vasi, delle coppe
e della croce ansata essi assumono di norma significa ti simbolici e liturgici che
sano preponderanti rispetto a qualsiasi intento decorativo.
La spiga di grano rappresenta il ciclo di vita:
43
concepimento, crescita, mar-
te e nuova vita. Per associazione anche i morti potevano tornare ne! grembo
della Madre Terra con la speranza di risorgere, ma solo se ricevevano una buo-
na sepoltura ed erano accompagnati dalle preghiere dei vivi. A volte spighe
d' oro venivano seppellite con loro. Questa simbologia e penetrata profonda-
mente in ambito cristiano e le spighe sono tra i primi simboli sacri della pit-
tura proto cristiana.
Di sei ritratti su teli di lino dipinti tre
44
presentano la croce ansata come at-
tributo stretto nella mano destra. Questo simbolo pur non potencio essere
considerato un simbolo e adottato dal Cristianesimo in Egitto con
il significa to di vita che verra, di vita eterna. La vita eterna, il trionfo sulla mor-
te, e assicurato da! sacrificio del Cristo, morto in croce. Di qui l'associazione
dei due segni, ankh e croce, che rimangono pero, segni diversi.
45
Le indagini sulle necropoli attestano un fenomeno di sincretismo religioso
(greco-egiziano) e la presenza del bilinguismo culturale e cultuale.
"Kv
41
11 piu antico culto della dea madre, presso i greci la rappresentava con il melograno e non gia con
le spighe; queseo aspetto accentua il significato di questo frutto in connessione alla fecondita. Ma suc-
cessivi sviluppi lo definiscono come un frutto fa tale che porta alla marte, proibito (l' estratto del fiare e
della corteccia allucinogeno e tossico); da qui potrebbe derivare l'acquisizione cristiana del melograno
come cibo proibito: secando la piu antica tradizione orientale la mela offerta ad Eva era una melagrana.
" Gli elementi vegetali sono stati identificati e uno studio relativo ad un gruppo proveniente da
Hawara (collezione Schweinfurth) ha cercato di riprodurre gli esemplari con fiori freschi in modo da
apprezzarne la resa coloristica e di confrontare l' evoluzione del gusto lega to a quesee composizioni con
quello del periodo faraonico dal quale deriva l'uso delle ghirlande in ambito funerario.
43
Presenza di spighe di grano nei ritratti n. 29-34. Nella tradizione greca Demetra e la Madre Terra
e Persefone il soffio vitale presente nel grano: la speranza di fecondita e rinascita non sono connesse alla
sola esistenza della dea madre, ma al suo riunirsi alla figlia, creduta violentata e perdura.
" Catalogo: n. 29?-32-33-37-44.
" Non e possibile identificare l'appartenenza alla fede cristiana dei defunti solamente sulla base della
presenza della croce ansata nei loro ritratti e nelle loro deposizioni. C'e da dire pero che in alcune
rappresentazioni dove il personaggio stringe la croce ansa ta troviamo didascalie che non lasciano dubbi
sulla loro appartenenza alla fede cristiana (PARLASCA KLAUS, FRENZ HANS G., Ritratti di mummie, cit.,
n. 419 e il ritratto di "Marcos Antinos" in Dox1Ao1s EuPHROSYNE, The misterious Fayum Portraits. Faces
from Acient Egypt, London, Thames & Hudson, 1995, p. 151).
568 ALESSANDRA VINCIGU ERRA
[16]
La mummificazione continu ad essere praticata durante l'epoca romana,
ma se la qualita inferiore delle tecniche adottate sembra da imputare ad un
decadimento di quest' uso funerario bisogna constatare che invece si tratt di
un adattamento alla mentalita che stava cambiando.
46
Nei ritratti di Antinoupolis e attestata una varieta di tratti etnico-culturali
dei personaggi; questo e dovuto all' eterogeneita degli elementi della popola-
zione in Egitto. Notiamo una raffinatezza artstica nella maggior parte dei
ritratti e una coerenza d'esecuzione che ci fa in ogni modo individuare uno
stile distintivo attribuibile alla citta di Antinoupolis.
I personaggi hanno di solito pose austere, volti solenni, i capelli delle don-
ne sono trattenuti fermamente da crocchie e quelli degli uomini sono gene-
ralmente corti e aderenti alla testa.
La forma del volto e allungata con il mento stretto tranne che peri fanciulli
e per alcune giovani donne che hanno invece il viso piu arrotondato. Le fron-
ti sono spaziose e assumono maggior risalto dalla tipologa delle acconciatu-
re che non lasciano ricadere ciocche morbide. Gli occhi sono grandi e dallo
sguardo fisso, il naso e allungato, le orecchie notevoli e spesso sporgenti, le
sopracciglia sono unite al centro del naso e sono general-
mente folte. Per quanto concerne la bocea generalmente il labbro superiore
e piu fino e meno carnoso di quello nferiore. 1 colli sono armonizzati con il
resto della fisionoma del personaggio. Le spalle sono abbastanza strette e
spioventi tranne per qualche personaggio di corporatura piu robusta.
Uomini e donne indossano la tunica ornara da,clavi di colore piu scuro e le
donne sono spesso avvolte in mantelli drappeggiati e ornare da parure di
gioielli.
Si nota inoltre che alcuni caratteri possono subire variazioni in relazione
all' epoca dell' esecuzione dei ritratti.
E riscontrabile un'evoluzione o meglio una distinzione tra i primi ritratti e
i succssivi.
47
S' individuano tre fasi . In un primo momento (dal 130 d.C. fino
circa alla fine del 11 secolo) i ritratti, dipinti esclusivamente su pannelli di
legno, si limitano alla raffigurazione della sola testa del personaggio con un
accenno al busto che rende visibili le spalle; in un secondo momento (forse
ultimo quarto del 11 sec. - prima meta del m sec) i ritratti sono dipinti sia su
tavole che su lenzuoli di lino e spesso includono le man del soggetto; nel-
l'ultima fase (seconda meta del m sec. ) assistiamo ad un cambiamento nello
stile dell' abbigliamento (la classica tunica con i clavi e sostituita da un elabo-
ra to abito con ampie maniche e spesso orlato da piccole nappe), i ritratti sono
dipinti prevalenten:iente su sudari di lino e il nuovo abito e mostrato per tutta
la sua lunghezza dato che la figura e ritratta per intero.
'
6
Tanto e vero che questa prati ca funeraria si accorda con il mantenere l'integrita del corpo in vista
della resurrezione. CALA MENT FLORE N CE, La rvlation d'Anti no par Albert Gayet. Historie, archologie,
musographie, Le Caire, IFAO, 2005, 1, p. 295.
" THOMPSON DAVID LowELL, The classes and hands of painted fa nerary, cit., pp. 161-163.
[17] ..RI't.RA.TT.J.,.Ql , Mt! MMIA DEL PERIODO GRECO-ROMANO ';569
Le forti differenze somatiche che caratterizzano i personaggi rappresenta-
ti nei primi ritratti man mano si canalizzano verso una rappresentazione piut-
tosto ti pizza ta, caratteristica dei ritratti piu tardi.
4 8
Sono stati trovati ritratti di mummia in numerosi altri siti dell' Egitto a
partire da quelli del Fayum, da cu impropriamente tutti i ritratti funerari
vennero appellati.
4 9

Interessanti i confronti tra i tre gruppi piu cospicui : Hawara, er-Rubayat,
Aii.tinoupolis.
Anche un occhio meno esperto e in grado di trovare le peculiarita artisti-
che che distinguono i vari gruppi e le differenze riguardano o la rappresenta-
zione della fisionoma nel suo aspetto migliore (idealizzata) o l'attribuzione
di caratteri mol to specifici del personaggio con l' annotazione ariche delle im-
perfezioni fisiche.
Il gruppo di Antinoupolis rispetto a quello di Hawara e un po' meno raffi-
nato e presenta una minore varieta di personaggi rappresentati, le pose sono
piu austere e in alcuni casi piu ispirate.
Ad Antinoupolis non troviamo l'espressione popolaresca e i tratti marcati
ed accentuati a scandire i vari particolari (la piega del collo, i peli della barba
e le sopracciglia) come ad er-Rubayat dovele figure sono piu realistiche ma i
volti sono giovanili e qualche irregolarita fisiognomica e probabilmente volta
a dare maggiore espressivita.
Fra i ritratti di Antinoupolis, tre si segnalano per essere, per diverse ragio-
ni, eccezionali; meritano pertanto un discorso a parte: il tondo con due per-
sonaggi maschili, il ritratto di un uomo con gioielli e il lenzuolo con imma-
gine femminile denomina ta "la dama del Vaticano".
lL TONDO DEI DUE FRATELLI O DEI DUE AMANTI?
Nel 20oi Anne E. Haeckl pubblic un articolo sul tondo con l'immagine di
due personaggi maschili, proponendo ipotesi destinare a far discutere, come
quella che essi possano essere una coppia omosessuale.
L' ipotesi
5
che i due uomini rappresentati su un unico supporto ligneo di
" PARLASCA KLAUS , Ritratti tardoantichi e copti in Egitto, in Corsi di cultura sull' Arte Ravennate e
Bizantina, xxv111 , 1981, pp. 231-237.
" Nel 1615 una serie di mummie furono trasportate in Europa dal sito di Saqqara da! viaggiatore
Pietro dell a Vall e; un altro cospicuo gruppo fu portato dal vice-console bri tannico Henry Salt nel 1800;
altri ritratti , oggi nei musei, furono portati in Europa da viaggiarori semplicemente come curiosita o
souvenir. Ne! sito di er-Rubayat ne! 1887 numerosi ritratti furono acquisiti da! viennese Theodor Graf
che li esibi nell e maggi ori citta europee e a New York prima di venderli e disperderli in tutto il mondo.
Flinders Petrie fu l' autore del piu celebre rinvenimento nel sito di Hawara tra il 1887 e il 191t. Ne! Fayum,
i papirologi Bernard Grenfell e Arthur Hum trovarono sepolture con ritratti a Tebtynis ne! 1899-1900, a
er-Rubayat nel 1901 e a Fag el-Gamus nel 1902. Due mummie con ritratti furono rinvenute nel 1903 a
el-Hibeh. Altri ritratti proveni rono da Akhmim per opera di Car! Schmidt. Scoperte nuove furono fatte
in seguito a Tebe, a el-Hibeh e ne! 1991 nel delta a Marina el-Al amein a conferma che i ritratti nell e
sepolture erano una realta comune a tutto il paese.
' HAECKL ANNE E., Brothers or lovers A new readi ng of tite tondo of tite two brothers, Bulleti n of Ame-
rican Society of Papyrologist n. 38, fase. 1.4. 2001, pp. 63-78.
570
ALESSANORA VINCIGUERRA
[18]
Fic. 4. Tondo di due giovani uomini da Antinoupolis.
forma rotonda proveniente da Antinoupolis (FrG. 4) siano due amanti si reg-
ge su una serie di affermazioni opinabili. Ci si riferisce principalmente alla
frettolosa analogia dei due giovani ritratti con Adriano-Antinoo che sembra
basarsi su una ricerca forzata nelle fonti egiziane
51
e sul mettere in eccessiva
evidenza il fenomeno dell' omosessualita come costume vietato a Roma ma
possibile in una citta che ha subito forti influssi greci quale Antinoupolis. Ap-
paiono troppo spinte le ulteriori riflessioni relative alla colorazione della pel-
le52 cop non attinenti collegamenti con le convenzioni egiziane di rappresen-
tazione del colore .dell'incarnato. Altrettanto aleatoria l'identificazione dei
ruoli all'interno della coppia omosessuale dalla sola osservazione degli abiti
e il dedurre in modo fantasioso che la data riportata sul ritratto colleghi
entrambe i soggetti ad "una doppia marte tragica" come era stata quella di
Antinoo. Un'altra incongruenza riguarda l'affermazione che il ritratto perla
sua forma anomala
53
non si trovava certamente sulla mummia e che molto
probabilmente si trovava ali' interno della cappella di famiglia (ma a quale del-
le due famiglie ci si riferisce?) e poi, anche se !' omosessualita non era uno
scandalo, chi avrebbe seppellito una persona estema al nucleo familiare in-
" 11 racconto di Neferkare e Sasenet riponato in BRESCIANI EooA, op. cit. , pp. 397.398.
52
HAECKL ANNE E., art. cit., p. 70: "Se scura simbolo di virilira"!
" Queseo si pu affermare in relazione a tutti gli alrri ritratti che ci sono pervenuri . D'ahro canto
quesea forma potrebbe sembrarci meno inusirara se ricordiamo che durante tutto il 111 secolo era prati
ca affermata nel mondo romano apporre i ritratti dei trapassati sui sarcofagi ali' interno di tondi (ritratti
clipeati) spesso sorretti da fi gure mitiche.
IJ9.) Rll: KAT.I.1 D.l.M.U.MMJA DEL-PE-RIODO GRECO- ROMANO
571
sieme ad un congiunto nella cappella di famiglia? Dunque per ovviare a ci si
dovrebbe trattare di due amanti consanguinei e questo giustificherebbe an-
che la somiglianza tra i due. Ma ci e in contraddizione. con l'affermazione
che si tratta di due amanti e non di due fratelli perch i due giovani non ap-
. partengono allo stesso damos (Bithyneius e Hermaieus) se si considerano co-
me pittogrammi le due statuette di divinita laterali.
Molto interessanti mi sembrano le seguenti osservazioni: l'ipotesi che il
tondo possa essere divisibile al centro in due parti e che ciascuna parte con-
tenga completamente un ritratto. Certamente credo che entrambe le part
sano state concepite in un progetto che le vedeva unite insieme. Una ipotesi
legata a questa divisibilita fisica del supporto
54
potrebbe essere collegata al-
l'intento di mettere in risalto, come singoli individui con "un molo sociale",
55
i personaggi ritratti, mentre l'unione delle due parti e indizio di appartenen-
za ad uno stesso nucleo familiare di ceto elevato, probabilmente prestigioso.
Al di la di queste riflessioni, sebbene sia difficile attribuire la frattura del ton-
do, visibile ad occhio nudo, ad una rottura casuale vista la precisione della li-
nea, non si pu certo escludere che possa trattarsi invece di un taglio postu-
mo effettuato sulla tavola anche se risulta difficile ipotiziarne le motivazioni.
Probabilmente si tratta di due personaggi appartenenti alla stessa fami-
glia56 soprattutto perch il tondo doveva trovarsi in una tamba comune, for-
se di due fratelli
57
vista la somiglianza dei tratti somatici; la colorazione della
pelle potrebbe derivare da un' unione mista.
58
La societa multietnica durante
il periodo ellenistico avra certamente generato una varieta di fisionomie e car-
nagioni. Questo potrebbe spiegare anche l'incarnato piu scuro di alcuni ri-
tratti rispetto ad altri quale realistica rappresentazione di un dato di fatto.
59
La varieta dei toni di colore dell'incarnato non pu essere solo una scelta ar-
tistica legata ad intenti luministici anche perch nei ritratti di Antinoupolis
non e univoco il rapporto tra chiaro-scuro dell' incarnato / sfondo del ritratto
nell' ipotizzabile intento di far spiccare il ritratto dal fondo come sarebbe plau-
sibile per una migliore resa figurativa. Certamente qui siamo ancora lontani
dal ritratto per alcuni versi tipizzato che caratterizzera la fase piu tarda della
produzione, i personaggi hanno una loro piena identita fisiognomica e anche
la varieta dei toni dell'incarnato potrebbe rappresentare una scelta in questo
" Non esistente ad esempio nel tondo di Berlino dove la famiglia e raffigurara in quanto nucleo
connesso all ' unica individualita che e l'imperatore.
" MONTSERRAT OMINI C, The representation of yo1mg males in "Fayum portraits", Journal of
Egyptian Archaeology 79, London, 1993, p. 216.
'
6
Gli altri tondi attestari rappresemano persone di uno sresso nucleo familiare come quello di
Berlino.
" Come in primis affermato da Guimet. Ma cosa ci impedisce di iporizzare che si tratti di padre e
figli o?
" Perch con madre egiziana e padre greco, come sosti ene la Doxiadis, e non padre egiziano e madre
greca?! Dox1Ao1s EuPHROSYNE, op. ci t. , p. 212.
59
Come in PARLASCA KLAUS, Ritratti di mummie, cit., n. 171 e n. 422.
572
ALESSANDRA VINCIGUERR [20]
senso. D'altro canto i caratteri comuni ai vari ritratti da Antinou-
polis derivano molto probabilmente da scelte stilistiche, comuni ad una stes-
sa bottega, forse derivare da reali caratteri comuni dei personaggi che appar-
tenevano certamen te ad una lite della citta e che si univano tra loro con l' alta
probabilita di mantenere dei tratti simili.
L 'uoMO CON 1 GIOIELLI
Questo ritratto di giovane uomo
60
presenta qualcosa insolito (F1G. 5). E indi-
scutibile che si tratti di un uomo, vista la capigliatura e i tratti del volto, ma
altrettanto inequivocabile e il fatto che indossi dei gioielli muliebri: un paio
d' orecchini con perle, un colla re e un grande anello sul petto che fa parte di
una cintura o di una spilla.
61
Nel mondo romano gli orecchini erano consi-
derati un ornamento esclusivamente femminile. Nel mondo antico comun-
que e attestato l'utilizzo maschile degli orecchini in Persia e in Asia Minore e
niente esclude che qualcuno nel mondo romano possa aver adottato questo
costume. Anche dai documenti papiracei risulta che gli uomini potevano pos-
sedere gioielli e non possiamo escludere che a volte l'uomo ne fosse il reale
fruitore.
62
Questo ritratto raffigura chiaramente un uomo che indossa orecchini; seb-
bene questo non ci autorizzi a credere che gli uomini portassero abitualmen-
te orecchini, poich in questo caso anche l' abbigliamento sembra tradire un
travestimento tipico di un effeminato o di un artista. Certamente maschile e
la figura di un altro ritratto,
63
forse proveniente da' Antinoupolis, poich il gio-
vane oltre all'abito maschile presenta una peluria, seppur leggera, sulle guan-
ce, sul mento ed intorno alla bocea (F1c . 6) . Degno di nota il fatto che indos-
si, visibile all'orecchio destro, un orecchino d' oro con piccolo ciondolo.
64
Nel
ritratto di Ammonius,
65
il giovane uomo sembra presentare i lobi forati ma
non indossa orecchini (FIG. 7) . Forse alcuni uomini indossavano gli orecchini
solo in alcune occasioni particolari oppure si tratta di un retaggio culturale
piu antico che affonda le sue radici in usanze mantenute in Egitto da indivi-
dui che hanno cercato di perpetuare la loro identita culturale originaria o che
hanno trasmesso quest'uso forse spogliato del suo originale intento in epo-
che successive. A non escludere questa ipotesi si uniscono la forte varieta del-
la popolazione del periodo ellenistico e i tratti somatici del giovane ritratto:
pelle scura, labbra carnose che gli sono stati trasmessi forse dai suoi avi.
60
Illustrato ne! Catalogo: n. 41.
6
' Simile aquella raffigurata sul lenzuolo funebre n. 33.
62
In Russo S1MONA, op.cit. , p. 54 nota 133: . .. neanche la documentazione iconografica del Fayum
infatti ci mostra mai orecchini porta ti da un uomo ... sembra tuttavia che l'utilizzo maschile degli oree
chini fosse diffuso per esempio in Persia e in Asia Minore.
63
PARLASCA KLAUS, FRENZ HANS G., op. cit., n. 687.
La parte si nistra del ritratto risulta molto danneggiata e non ci permette di verifi care se anche a].
l' orecchio sinistro l'uomo indossi un orecchino: e probabile che indossare uno o due orecchini potesse
avere un significato diverso.
6
' Catalogo: n. 35.
[21] LRI TRATTI DI MUMMI A DE-L- PE-RIODO GRECO-ROMANO
573
F1G. 5. Ritratto di uomo con gioielli
da Antinoupolis.
F1G. 6. Ritratto di uomo con orecchino
forse da Antinoupolis.
Un altro caso e rappresentato dal
ritratto su lenzuolo
66
che viene defi-
nito "ritratto di fanciulla" proprio per
la presenza dei gioielli in particolare
degli orecchini. Ma a ben vedere . la
capigliatura cosi corta e attaccata alla testa e anche la veste farebbero sup-
porre che si tratti di un fanciullo;
67
questo anche in analogia con gli altri ri-
66
Catalogo: n. 46.
67
Notevoli sono le differenze nell a rappresentazione rispetto ad altre fanciull e iitratte anche se pro
venienti da altri siti: Dox1Ao1s EuPHROSYNE, op.cit ., p. 64 e pp. 136-137. Inoltre come possiamo eviden
ziare riferendoci al ritratto a p. 56 n. 39 altri elementi possono indicare che si tratta di una fanciull a pur
presentando i capelli corti e l'assenza di orecchini .
574
ALES SANDRA VINCI GUERRA -[22]
tratti di fanciullo che come spesso e stato ipotizzato seguivano piu o meno un
modello piuttosto ripetuto in quanto difficilmente erario preparati durante la
vita, come si ipotizza invece per i ritratti di personaggi adulti. Gli orecchini
qui potrebbero avere, al par degli amuleti appesi al collo,
6 8
un significato di
protezione e quindi si configurano come attributi non ornamentali ma pre-
valentemente apotropaici.
69
Non possiamo non considerare in questa trattazione un altro ritratto
70
di
provenienza sconosciuta, ma che lo stesso Parlasca avvicina ai ritratti di Anti-
noupolis per diversi elementi (F!G. 8). Il soggetto ritratto presenta spiccate
analogie fisiognomiche sia con il ritratto di fanciullo n. 46 ma sopratutto con
il ritratto n. 41. Si tratta anche qui di un uomo, visti i capelli, ma indossa orec-
chini e altri gioielli oltre !'abito che sembra femminile e si avvicina tipologi-
camente ai "ritratti delle dame" .
7 1
In conclusione non possiamo affermare che esistesse un uso degli orecchi-
ni da parte dei personaggi maschili al par di quello muliebre altrimenti ci sa-
rebbe noto. Le donne indossavano i gioielli e dunque anche gli orecchini per
ornamento, seguendo la moda, per segnalare la loro posizione sociale il mes-
saggio era codificato attraverso la qualita dei materiali e la quantita degli og-
getti indossati. Gli orecchini forse non venivano indossati dagli uomini per
moda come ornamenti, ma le motivazioni sono riconducibili sia alla volonta
di segnalare uno status
72
oppure ad intenti apotropaici di protezione "magi-
ca" o ancora come segnalazione di appartenenza o retaggio culturale.
LA DAMA DEL VATICANO
Quella che viene individuata come ultima fase della produzione di Anti-
noupolis73 e caratterizzata prevalentemente da lenzuoli funebri dove il per-
sonaggio e ritratto a figura intera e l'iconografia presenta nuovi elementi.
74
La "Dama del Vaticano" raffigurata su un telo di lino che avvolgeva la mum-
mia appartiene a questo periodo e allo stesso tempo sembra travalicarlo
( FIGG. 9 e 10) .
68
Come accade peri ritratti n. 36 en. 46.
Nella sua lettera n. 245 (data ta secondo i maurini al 401) sulla moda cristiana e la degli
orecchini S.Agostino parla addirittura di superstizi one legara alla paura di togliersi gli orecchini . E inol
tre detestabile la superstizione degli amul eti che si applicano ai mala ti, tra cui sono annoverati anche gli
orecchini peri maschi , pendenti da una sola parte all estremita delle orecchie e di cui si servono non per
piacere agli uomini, ma per essere schiavi dei demoni e continua: ... Non saprei comunque qua!
provvedimento prendere contro chi ha paura di togli ersi gli orecchini, mentre invece non ha paura di
ricevere il corpo di Cristo con tali distintivi diabolici.
10
P ARLASCA KLAUS, FRENZ H ANS, op. cit., n. 691, tav. M,t.
" Oltre !' abito, anche gli altri elementi iconografici (espressione del volto, posizione dell e mani, la
grossa cintura sul petto e le due cornici e lo sfondo che circondano il volt o) ci guidano in questa di re
zione. Soprattutto anal ogie con il ritratto n. 33.
" Al pari dell e donne pero forse codifica to in modo diverso.
73
THOMPSON DAVID LOWELL, The cla.sses and ltands of paintedfo nerary portraits, cit., pp. 161-163.
74
1 nuovi elementi consistono nell a diversa tipologia della veste, l' atteggiamento della figura, gli
oggetti trattenuti in mano.
[23] l RITRATTI DI MUMMIA DEL PERIODO GRECO-ROMANO
575
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F1G. 7. Ritratto di uomo con lobi forati
da Antinoupolis.
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FIG. 8. Ritratto di uomo con orecchini
di provenienza sconosciuta
(forse Antinoupolis).
Ad una nuova significazione iconografica si affiancano e si fondono le espe-
rienze artistiche dell' occidente con una resa pittorica che sfiora la raffinatez-
za nella cura dei dettagli (i calzari, le man, il volto in particolare), la resa lu-
ministica del colore (l'incarnato).
La figura umana, lo sfondo e i resti dei quadretti figurati danno il loro sin-
golo messaggio che diventa corale e ci fa scoprire una giovane dama di alto
rango
7 5
che attraverso l'esperienza o mstica o filosofica o religiosa ha rag-
giunto la "conoscenza", un' en tita suprema, e lo esprime attraverso il suo
sguardo fisso e le labbra chiuse; allo stesso tempo la gestualita del corpo co-
munica con questo mondo: saluta con la mano alzata sebbene i suoi piedi
poggiati sul cuscino rivelino la compostezza di un feretro.
Il telo decorato con i medaglioni7
6
e abbinato all'abito e potrebbe avere
un significato furiebre: serviva probabilmente ad avvolgere il feretro per
comporlo nella morte cosi come il cuscino su cui sono adagiati i piedi. Nei
ritratti su lenzuoli precedenti a questa epoca i personaggi ritratti non
" A testimonianza di ci l' anulus, la parure di gioielli , la ri cca veste e J' acconciatura.
76
Gli orbicoli sui ressuti sono l'immagine stilizzata in forme geomet riche di elementi vegetali come
la fogli a della vite coll egata alla rinascita di Osiride.
576
ALESSANDRA VJNCI GUERRA
F1G. 9. Ritratto su lenzuolo della "dama del Vaticano"
(per gentile concessione dei Musei Vaticani).
[24] [25] l RITRATTI DI MUMMIA DEL PERIODO GRECO-ROMANO ., -: 577
sembrano mai feretri neanche quando lungo il corpo si snoda l'imitazione
figurara delle bende e l'aspetto di mummia predomina per associazione del
defunto con Osiride; ora il trapassato non sara osirizzato
77
ma aspetta la re-
surrezione con tutto il suo corpo mortale. Non possiamo comunque esclu-
dere che il telo rappresenti una stola o comunque un paramento portato
come distintivo di appartenenza ad una specifica cerchia. Dobbiamo consi-
derare il fatto che il gruppo definito "delle dame" e stato rinvenuto in una
stessa area all'interno della necropoli di Antinoupolis e che i ritratti sono
caratterizzati tutti dallo stesso schematismo compositivo ossia la figura del
defunto come motivo centrale e le vignette figurare laterali. Anche i detta-
gli dell' abbigliamento, delle acconciature e della posa presentano forti so-
miglianze e analogie. Se questo da una parte induce alcuni ad affermare che
ci troviamo di fronte ad una tipicizzazione
78
dei ritratti dall' altro non nega
l'ipotesi che potremmo trovarci invece di fronte a ritratti di un gruppo di
individui omologati esteticamente al fine di indicare l'appartenenza ad una
specifica categoria.
La mano sinistra sorregge un oggetto non identificara in quanto la zona e
molto rovinata.
Le ipotesi vanno dalla croce ansa ta,
79
alla ghirlanda, allo stilo ma se e pur
vero che non riusciamo ad identificare il reale oggetto possiamo pero riflet-
tere sulla posizione della mano indicativa per scoprire cosa potrebbe tenere.
Se la chiazza di colore rimasta e troppo sottile e in posizione troppo bassa per
ritenere che si tratti della croce ansa ta in relazione alla posizione delle dita che
risulta identica aquella delle altre dame
8 1
che stringono questo attributo, i ri-
tratti con soggetti che tengono la ghirlanda ci portano ad una posa diversa da
quella della dama del Vaticano. Possiamo inoltre ritenere poco probabile che
si tratti di un oggetto piu sottile poich sarebbe stretto tra le dita o la mano
sarebbe naturalmente stretta "a tenere" con !'indice e le altre dita chiuse co-
me peri ritratti dove i soggetti tengono ramoscelli o spighe.
82
L'ipotesi che sembra maggiormente plausibile, supportata dal fatto che il
restauro ha evidenziato delle tracce di colore chiaro e che l'eventuale posi-
zione dell' oggetto dovrebbe essere bassa e obliqua, e che forse la dama del Va-
ticano stringeva tra le dita una piccola ghirlanda e nello specifico una ghir-
landa di rose, cosi come la troviamo in numerosi altri ritratti. Troviamo la
raffigurazione delle ghirlande nei ritratti e in particolare sui lenzuoli a parti-
77
Sebbene continuino l' associazione e l' assimilazione con Osiride attraverso vari elementi.
78
BoNACASA CARRA Ros A MARIA, Ed1i dei rir:ratti di mummia nella pittura funeraria paleocristiana, in
L' Egitto in Italia, Roma, CNR, 1998, pp. 681-692.
79
Per analogia con gli al tri teli delle dame dello sresso tipo e periodo.
80
Se si trattasse di uno stil o (N1GRO LORENZO, art. cit., p. 25), avremmo avuto sicuramente dell e trac-
ce che si sovrapponevano all e dita re!ative ad una posa spontanea per sorreggere un 'arnese destinato al-
la scri ttura, inoltre le tracce non sarebbero di colore chi aro cosi come non lo sarebbero ne! caso dell a cro-
ce ansata in genere dorara.
81
Vedi ritrani nn. 32-33-44.
82
Ad esempio i ri tratti nn. 12-34.
578
ALESSANDRA VINCIGUERRA [26]
re dal secando quarto del terzo secolo
83
e questo perch l'iconografia del de-
funto si serve della gestualira delle mani e di oggetti simbolici e ci comunica
che le credenze e i messaggi stanno cambiando. La ghirlanda non e orna-
mentale ma assume un valore apotropaico e attesta che il defumo e riuscito
a superare vittorioso le difficolta dell' aldila dapprima in riferimento ad Osiri-
de84 e attraverso il rito funerario faraonico legato alla corona della giustifica-
zione. 85 Su un lenzuolo, sempre proveniente da Antinoupolis,
86
e rappresen-
tato un fanciullo che certamente stringe la corona della giustificazione.
87
Vessillo della vittoria sulla morte e anche il festone di elementi vegetali (con
bacche o grappoli di colore rosso o clorato con scansione ripetuta di tre pic-
cole foglie allungate di colore verde argento)
88
che incornicia il lenzuolo
esternamente al ritratto.
89
Il confronto con gli altri teli che ritraggono figure femminili associate per
corrispondenze iconografiche generali ci porta a scoprire l' originalita del te-
lo del Vaticano anche per quanto concerne le scene figurare ai lati del len-
zuolo: le scene non sono quelle dell' ambito funerario egizio.
90
Lo sfondo gial-
lo luminoso e la presenza di vegetazione che non si connota particolarmente
ci richiama ad un luogo indefinito forse l' aldila, luogo irreale dove domina la
luce e si ritrova in entrambe le scene che ci sono pervenute, forse un' astra-
zione per comunicare messaggi piu concettuali.
Le scene figurare dei quadretti ci riportano all' ambito iconografico in cui
si muovevano le scelte figurative destinare ai sarcofagi del me IV secolo.
91
Le
immagini bucoliche e filosofiche diventano inq:irno alla fine del 111 secolo il
83
Fanno eccezione i ritratti n. 6 e n. 12 che sono giustificati dal fact o che la significazione che assu-
me la ghirlanda viene da un processo che gia esisteva prima del lll secolo in ambito funerario legato ad
Osiride e al mito di resurrezione del dio.
8 4
lnfatti i ritratti sono inseriti nell e hende della mummia, il corpo e osirizzato, anche sui lenzuoli
sono riprodotte le trame dell e hende che avvolgono il corpo. ,
" ERCHAIN PHILIPPE, La couronne de justification, Chronique d' Egypte, n. 60, 1995, pp. 225-287.
86
Ritratto n. 36.
87
La presentazione della corona rappresenta un rito apotropaico originariamente legato ad Horus
e simboleggiava il trionfo del dio sui suoi nemici . 11 rito viene secondariamente applicato ad Osiride e
quindi trasportato nell' ambito funerario dove mantiene il suo carattere magico e di '" trasformazione''.
Attraverso una sua rivisitazione nelle Metamorfosi di Apuleio giunge al cristianesimo dove nel Nuovo
Testamento la corona della gi ustizia e riconducibile per alcuni aspetti alla corona della gi11stificaz.ione non
per quanto riguarda il rito vero e proprio ma in rife rimento alla signifi cazione di traguardo (vita eterna)
conqui stato con superamento di una prova (giudi zio). DERCHAIN P. , art. cit., p. 252.
88
HE1LMEYER MARI NA, LACK HANS WALTER, Le ghirlande dBl Fay11m nella collezione Georg Schwein-
furth , in WALKER SUSAN, B1 ERBRIER MORRI S, op. d t., pp. 255-265. A p. 256: ... le mummie venivano
ornate di ghirlande, festoni e corone che servivano a testimoni are che il defunto aveva passato vittorio-
so il giudizio dell 'aldila .. . .
89
11 festone e ben ricostruito nel disegno di Francesca Persegatti in N! GRO LORENZO, ar!. d t., p. 20.
Questo testimoni a come la simbologia interessa tutti gli elementi dell a fi gurazione, anche quelli che sem-
brano puramente decorativi. 1 motivi sono senz' altro ripresi dall' ambi to dell a decorazione dei sarcofagi
greco-romani.
Come invece troviamo ai lati degli alt ri lenzuoli che presentano lo stesso schematismo ed analo-
gie iconografi che.
91
WEGNER MAx, Die Museesarkophage, Berlin, Verlag Gebr. Mann, 1966. Koc K GuNTRAM, S1cHTER-
MANN HELLMUT, Rdmiscl1e Sarkophage, Mnchen, Beck, 1982.
[27]
I RITRATTI.DI MUMMIA DEL P ERIODO GRliCOr ROMANO 579
F1 G. 10. Vignetta laterale del telo della "dama del Vaticano" con scena dell'insegnamento
(per gentile concessione dei Musei Vaticani).
tema predominante perle figurazioni scolpite sui sarcofagi. L' abbandono dei
temi mitologici e un nuovo utilizzo del repertorio figurativo classico per
esprimere il desiderio di una vita semplite e il crescente interesse peri valori
spirituali e dunque un nuovo atteggiamento nei confronti della morte rap-
presenta un momento di sincretismo figurativo. La tamba non e piu elemen-
to di celebrazione del defunto e della famiglia, ma diviene elemento conso-
latorio al lutto e di speranza per una vita ultraterrena felice, che peri cristiani
sara il Paradiso.
In questo momento l' arte cristiana non ha ancora una sua identita auto-
noma; deriva direttamente le sue espressioni dalle esperienze dell' arte greco-
romana, quelle maggiormente funzionali ad esprimere i nuovi valori. 1 temi
sono il cacciatore di leoni non mitologico, il rigoglio delle stagioni, il filosofo
o il defunto nell'atto stesso di studiare o insegnare. Gradualmente avviene
l'isolamento di alcune iconografie fino all'affermazione, nel IV secolo, delle
immagini del Vecchio e Nuovo Testamento. Un' altra testimonianza rilevan-
te la troviamo proprio in Egitto presso la necropoli dell' oasi di Bagawat,
92
al-
92 Z rnAWI MAHMOUD, Coasi egiz.iana di Bagawat. Le pim<re paleocristiane, Milano, Jaca book, 2005.
580 ALESSANDRA VINCIGUERRA [28]
!'interno della cappella della Pace: Santa Tecla e rappresentata nell' atto di ri-
cevere l'insegnamento di S.Paolo. Le analogie con la scena d' insegnamento
del lenzuolo della dama (F1G. 10) sano ancora piu vivide di quelle dei sarco-
fagi: lo sfondo giallo con elementi floreali, i personaggi velati e seduti su un
diphros. L'insegnamento di San Paolo sara funzionale affinche Santa Tecla si
fortifichi "spiritualmente" per affrontare la dura prava del martirio. Anche
per la dama l'insegnamento e certamente la luce della mente e dello spirito
per affrontare prove difficili forse anche quella illustrata simbolicamente nel-
1' altra vignetta che ci e pervenuta e di cui non abbiamo una precisa com-
prensione. 93
Possiamo dunque affermare che il ritratto della Dama del Vaticano rappre-
senta un unicum in quanto esprime la capacita non solo di fondere gli elementi
tradizionali delle diverse culture ma e !' espressione del processo "in fieri" che
porta in Egitto all' approdo verso nuove concezioni spirituali, ad un nuovo
rapporto con la marte e di conseguenza con la vita: il Cristianesimo.
Un momento di transizione e affastellamento di innumerevoli elementi sia
dal punto di vista concettuale che artistico fusi e confusi tra loro trovano una
loro logica coll9cazione in un insieme espressivo composto magistralmente:
il ritratto della Dama del Vaticano.
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93
Sebbene sia associata al repertorio dell'Erade o ali ' episodio, narrato nel libro dei Giudici, di San-
sone che uccide il leone o al Cristo che benedice (nel repertorio dei sarcofagi ) le donne velate prostrate
ai suoi piedi, il problema principale e quell o di distinguere in relazione alla figura aterra se si tratti di un
animale o di una figura umana. In linea generale si potrebbe affermare che la vignetta illustri la lotta e la
vittoria controle forze del male o del caos (in ambito cristiano il peccato e la morte) qualunque sia la lo-
ro personificazione.
[29] I RITRATTI .DI MUMMIA DEL PERIODO GRECO- ROMANO 581
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